
b2eyes today
872 episodes — Page 6 of 18
S1 Ep 679L’ottica nel 2026? Avvio difficile con imprevisto in curva
Se il mercato fosse un Gran Premio di Formula 1, gennaio rappresenterebbe una falsa partenza con penalizzazione. Febbraio ha visto qualche ripresa nel rettilineo, ma in chicane è apparso un ostacolo fuori programma: la guerra nello scenario mediorientaleA volte una falsa partenza serve. Costringe a guardare quello che si è dato per scontato: le cose non sistemate nel 2025 con la speranza che si raddrizzassero da sole. I dati 2025 dell’ottica in Italia, presentati in anteprima al Forum Presbiopia di Bologna, avevano già parlato chiaro: maggiore pressione di volume dalle catene a scapito dei margini, difficoltà crescente degli indipendenti a tenere il valore sul monofocale, mercato piatto nonostante gli incentivi delle aziende. Segnali che chiedevano un cambio di passo, non un giro di attesa.Ora si aggiunge l’ennesima variabile geopolitica. Il conflitto nell’area mediorientale potrebbe intaccare uno dei flussi più preziosi per l'ottica delle città d'arte e dello shopping: il turista dei paesi arabi. Secondo i dati riportati da Corriere Economia, l'Italia nel 2025 ha registrato quasi un milione di arrivi dal Medio Oriente, con una crescita del 21% rispetto all'anno precedente. Un bonus importante, soprattutto per i centri ottici posizionati sui circuiti dello shopping di lusso. Il 2026 sarà altrettanto generoso? È lecito dubitarne.Viviamo in un mercato composto da vasi comunicanti. I costi della guerra si trasferiscono sui flussi turistici, sul potere d'acquisto delle famiglie italiane, sulle scelte di spesa. È arrivato il momento di introdurre quella strategia di antifragilità che dovrebbe essere nel dna dell'ottica italiana, la stessa che ad esempio l’ha portata fuori dalla crisi della prima guerra del Golfo all’inizio degli anni 90. Dobbiamo ricordarci da dove siamo arrivati per riprogettare il futuro: lavoriamo sui perché dell’ottica e forse riconquisteremo un pubblico più ampio. L'intelligenza artificiale, per un po’, lasciamola stare.Nicola Di Lernia
S1 Ep 678Ottica Visionaria: rigore professionale e tocco d’artista nel negozio ideato da Square
Il 22 febbraio scorso è stato inaugurato il nuovo punto vendita di Michela Salerno e Matteo Castellani a Varedo, in provincia di Monza e Brianza: un ambiente ibrido, progettato dall’artista, che coniuga due anime di un’unica visione e in cui saranno ospitati anche eventi formativi e mostreNon semplicemente un negozio di ottica, ma un concept store che combina studio professionale, calore familiare ed esperienze multisensoriali: così i due soci definiscono in una nota il nuovo punto vendita (nelle foto, gli interni) avviato a fine febbraio a Varedo, località di circa 14 mila abitanti, una quindicina di chilometri a nord di Milano.L’idea di intraprendere questa avventura insieme, spiega a b2eyes TODAY Michela Salerno, è nata dalla grande passione di entrambi per la professione e dalla voglia di mettere le proprie competenze al servizio delle persone, che hanno riconosciuto l’una nell’altro incontrandosi molto spesso ai corsi di formazione.Del resto Salerno e Matteo Castellani (nelle foto, in basso a sinistra) sono professionisti riconosciuti e stimati, nel settore e sul territorio. Lei è ex-presidente di Federottica Milano Acofis, carica ricoperta per due mandati, ottica e optometrista con un esercizio commerciale di famiglia avviato negli anni 90 nella vicina Limbiate, oltre che laureata in Ortottica, che esercita in strutture oculistiche milanesi, alternando queste attività al lavoro in negozio e all’impegno associativo nella territoriale lombarda. Lui è ottico e optometrista, titolare da 16 anni di un punto vendita a Peschiera Borromeo, hinterland sud est di Milano, con una spiccata attitudine alla tutela della visione dei più piccoli, che lo vede costantemente impegnato nell'aggiornamento.Se all’inizio il progetto cui avevano pensato era imperniato essenzialmente sulla parte optometrica e prevedeva di aprire soltanto uno studio con sala d’attesa, le cose hanno poi preso una piega ben diversa. Individuata una location di ampia metratura, infatti, i due soci hanno intuito come fosse adatta a ospitare anche lo showroom e ricca di potenzialità da sfruttare. Con l’obiettivo di realizzare qualcosa di originale, hanno così deciso di rivolgersi a un artista eclettico come Square, autore di Visionaries, conosciuto da entrambi in occasioni differenti. «L’idea si è evoluta rapidamente in un ambiente ibrido, accogliente e dinamico, che ospiterà anche incontri formativi e mostre d'arte», specifica il comunicato, sottolineando come, oltre all'ispirazione che dà il nome alla loro attività, i due professionisti abbiano chiesto all’artista di creare per loro un punto vendita particolare, nuovo e, appunto, visionario.«Square è stato disponibile da subito in questo, si è occupato di disegnare gli spazi del negozio come ambienti immaginari, luoghi e tempi lontani dal qui e ora - commentano nella nota Castellani e Salerno - Al termine dei lavori ci ha inoltre donato una sua opera esclusiva, il ritratto del visionario Leonardo da Vinci, scienziato e artista che tanto si è occupato del “vedere con gli occhi e vedere con la mente”. La stampa autografa in versione colorata dell'originale è ora esposta all'interno del nostro store: una ragione in più per invitare il pubblico a farci visita».
S1 Ep 677iZySolutions: al via partnership strategiche per digitalizzare gli ottici del Regno Unito
Il ramo d’azienda del gruppo francese Neox, con sede a Versailles, volto a fornire soluzioni dedicate al settore, ha annunciato nuove integrazioni tra software gestionali e cataloghi dei fornitori che promettono di semplificare ordini, ridurre errori e migliorare l’efficienza nelle attività dei professionisti della visione e dei produttori nel mercato britannicoIl mercato britannico rappresenta una priorità strategica per iZySolutions, realtà facente capo a Neox, che ha debuttato all’ultimo Mido, ed è presente a livello internazionale in 40 paesi attraverso 20 mila punti vendita che ne utilizzano i servizi. iZySolutions, dopo i primi progetti già avviati con successo in Francia e in altri paesi europei, ha dato vita a nuove partnership strategiche con Ocuco ed Evex/Optix, entrambi software gestionali di matrice anglosassone, e NeoX-IT, software di proprietà di Neox, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del settore dell’ottica nel Regno Unito. «L’attività punta a semplificare l’accesso ai cataloghi dei fornitori e a rendere più fluido il trasferimento degli ordini dai software utilizzati nei punti vendita direttamente ai produttori e ai distributori», spiega una nota della società francese.La prima fase del progetto prevede l’integrazione dei listini all’interno dei software gestionali utilizzati in negozio sviluppati da Ocuco, Evex/Optix e NeoX-IT. «In questo modo gli ottici potranno consultare collezioni, informazioni tecniche e prezzi direttamente dal proprio gestionale, senza uscire dalla piattaforma abituale e inviare ordini strutturati ai fornitori con pochi clic», sottolinea il comunicato.Per i professionisti del settore, il sistema promette diversi vantaggi operativi. «La trasmissione diretta dei dati riduce l’inserimento manuale delle informazioni e la possibilità di errori o incongruenze tra le diverse piattaforme - prosegue la nota - Inoltre, gli aggiornamenti dei cataloghi avvengono in tempo reale, limitando il rischio di ordinare prodotti non più disponibili o con informazioni non aggiornate. L’automazione dei processi di ordine e fatturazione consente anche di risparmiare tempo nelle attività amministrative, migliorando l’efficienza in negozio e il servizio al cliente».Anche i fornitori possono beneficiare della nuova infrastruttura digitale. «Produttori e distributori ottengono infatti maggiore visibilità delle proprie collezioni e una gestione degli ordini più strutturata, con flussi più tracciabili e una maggiore capacità di risposta alle richieste del mercato», dice ancora il comunicato.Alla base dell’iniziativa c’è iZyCoreConnect, la piattaforma progettata da iZySolutions per collegare ambienti informatici differenti senza modificare l’esperienza d’uso degli operatori. «La soluzione integra regole di instradamento, controlli automatici e formati multicanale compatibili con i principali sistemi informativi del settore, garantendo flussi affidabili e utilizzabili da tutti gli attori della filiera», conclude la nota.L’iniziativa è stata presentata durante 100% Optical, che si è tenuta a Londra a inizio marzo, con interventi congiunti a Ocuco da parte del management delle due realtà (nella foto) e la partecipazione attiva di diversi fornitori locali.A cura della redazione
S1 Ep 676Zeiss: una nuova funzione per presidiare il Customer Success
La società oftalmica l’ha introdotta con l’obiettivo di perseguire la strategia aziendale volta a creare un valore sostenibile per i centri ottici partner: è guidata da Annalisa Marino, che nella sua nuova veste di Head of Customer Success si occuperà di gestire in prima persona tutte le attività relative al Partnership Development e, al tempo stesso, di coordinare le aree di Trade Marketing, Product Management e Professional EducationA fronte di un mercato e di un consumatore in continua evoluzione, la riorganizzazione prende le mosse dalla volontà di Zeiss Vision Care Italia di dare concretezza alla propria strategia di porre i professionisti partner sempre più al centro, supportandoli al meglio nel raggiungere insieme il successo. Per realizzare tale visione, l’azienda oftalmica ha dunque ridefinito, valorizzandone l’importanza, la propria struttura interna «partendo da una profonda analisi delle aspirazioni, delle esigenze e gli obiettivi dei centri ottici clienti, con i quali andiamo a costruire il miglior mix di prodotti, soluzioni e servizi distintivi che non solo rispondano alle loro necessità attuali, ma che anticipino anche le richieste del mercato e sfruttino sul nascere eventuali opportunità future», spiega a b2eyes TODAY Annalisa Marino (nella foto). «La neonata funzione di Customer Success, concepita come un approccio strategico e proattivo volto a garantire che i clienti ottengano il massimo valore dai prodotti o servizi acquistati, promuovendo relazioni a lungo termine, rappresenta una novità per il nostro comparto. I prossimi mesi e i prossimi anni si prospettano ricchi di sfide che richiedono al nostro settore un approccio innovativo e altamente concreto - conclude la manager - Siamo fermamente convinti che, attraverso il lavoro di squadra, sia possibile individuare soluzioni efficaci e trasformarle in nuove opportunità di business». Nicoletta Tobia
S1 Ep 675Castelbrando: nasce il premio Top Optician Italia 2026
Il 24 maggio, nella suggestiva location a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso debutterà il nuovo riconoscimento, promosso da Aio, organizzato da Eidos Communication e dedicato alle eccellenze del retail ottico nel nostro paese: la premiazione precede la quattordicesima edizione di Filiera Produzione Occhiali, il tradizionale appuntamento in programma il giorno successivo, che mette al centro il confronto tra imprenditori, manager e professionisti del compartoNella cornice di Castelbrando nasce ufficialmente Top Optician Italia 2026, nell’ambito di Filiera Produzione Occhiali. Il progetto ha un obiettivo chiaro: premiare i professionisti e le realtà che quotidianamente si distinguono sul territorio nazionale per qualità, innovazione e imprenditorialità. «Top Optician Italia 2026 non è un semplice premio, ma un'iniziativa corale che mette al centro il settore stesso - si legge in un comunicato degli organizzatori dell’evento - I protagonisti, infatti, verranno individuati attraverso un ampio sondaggio che chiamerà in causa i partner privilegiati del mercato, le aziende fornitrici e i centri di formazione italiani: a queste realtà spetterà il compito di esprimere le proprie preferenze per identificare i migliori centri ottici del nostro paese». Il voto si baserà su due criteri fondamentali: professionalità, ossia la competenza tecnica, l'aggiornamento continuo e la qualità del servizio offerto al pubblico; imprenditorialità, quindi la visione strategica, la capacità di innovazione e l'efficace gestione del business in un mercato dinamico.Il percorso di selezione culminerà il 24 maggio con l’assegnazione dell’award. «Non si tratterà unicamente di una cerimonia di premiazione, ma di un momento fondamentale di incontro, confronto e networking tra i migliori centri ottici e l'industria - conclude la nota - L'evento farà inoltre da importante prologo alla giornata di Filiera Produzione Occhiali del 25 maggio, il tradizionale appuntamento per condividere competenze e promuovere una visione comune sul futuro dell'ottica italiana». A cura della redazione
S1 Ep 674Roberto Cavalli, con Serpentine celebra uno dei suoi simboli più iconici
Tra le novità per la primavera estate 2026 il brand presenta una collezione eyewear che rende omaggio al dettaglio emblematico della griffe, ispirato alla fragranza lanciata lo scorso annoIl serpente della nuova linea eyewear di Roberto Cavalli, in licenza a De Rigo Vision, diventa protagonista assoluto, trasformandosi in un segno distintivo che definisce forme e dettagli: nei tre modelli della capsule, tutti caratterizzati dal serpente che percorre le aste, elemento iconico e firma stilistica della collezione.«SRC183 è il vero statement piece: il frontale squadrato e deciso è impreziosito dalle aste sottili, sulle quali il serpente dorato si avvolge, evocando il design della fragranza - si legge in un comunicato di Roberto Cavalli - A completarne l’esclusività, un packaging ricercato: un astuccio in similpelle nera, decorato internamente con il motivo del serpente, che può essere utilizzato come pochette grazie alla tracolla». L’occhiale SRC184 reinterpreta la silhouette cat-eye con una sfaccettatura superiore che dona profondità e tridimensionalità al frontale, mentre SRC185 si distingue per proporzioni più audaci, con un frontale rettangolare compatto e bordature marcate. Entrambi condividono la stessa asta, impreziosita dalla testa dorata del serpente.
S1 Ep 673New York: oltre 100 buyer per la prima edizione di Italian Eyewear Exhibition
Le 16 aziende espositrici di Reflections li hanno incontrati il 4 marzo grazie all’iniziativa organizzata da Ice Agenzia in collaborazione con AnfaoOttimo riscontro secondo i promotori per la prima edizione di Italian Eyewear Exhibition-Iee New York: Reflections, questo il nome dell’edizione statunitense, ha presentato in anteprima le collezioni di 16 realtà dell’occhialeria made in Italy, in occasione della New York Eyewear Design Week. Trecento in totale i visitatori tra buyer, provenienti da tutti gli Stati Uniti, influencer, giornalisti e professionisti del settore.Presso lo Iac Building, Reflections si è articolato in due momenti: una prima parte dedicata esclusivamente agli incontri business, seguita da un ricevimento serale con performance artistiche e interventi istituzionali che hanno celebrato il legame tra l’eccellenza italiana e New York. All’evento hanno preso parte, oltre alla presidente di Anfao, Lorraine Berton, il presidente di Ice, Matteo Zoppas, il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, e la direttrice dell’Ufficio Ice di New York, Erica Di Giovancarlo.«Portare l’eccellenza dell’occhialeria italiana nel cuore di Manhattan a un gruppo autorevole di operatori del settore significa non solo promuovere un prodotto ma raccontare la nostra storia, il nostro saper fare e la nostra capacità di innovare - ha dichiarato Zoppas durante la serata - Cosa che ci permette di essere più interessanti nonostante tutte le difficoltà, non ultima quella dei dazi e del cambio euro-dollaro. In un mercato globale sempre più competitivo, la presenza dei nostri brand qui oggi rafforza le relazioni con partner chiave, valorizza il talento dei nostri artigiani e sottolinea l’importanza della cultura del design italiano come strumento di diplomazia economica».«Il nostro settore affonda le radici nella storia, ma guarda al futuro con una capacità di adattamento straordinaria. L’occhialeria italiana vince perché è un’emozione che si indossa. Portare l'eccellenza dell'intera filiera nel cuore di Manhattan significa riaffermare che l'originalità e la maestria artigianale sono i pilastri su cui poggia la nostra leadership globale», ha affermato Berton.«L'interesse dimostrato da parte degli oltre 100 buyer, la qualità del business generato e il trasporto con il quale gli ospiti hanno partecipato alla serata ci confermano che siamo nella direzione giusta - ha detto Davide Degl’Incerti Tocci, vicepresidente di Anfao con delega all’internazionalizzazione - Il nostro auspicio è crescere ancora sia come numero di espositori sia come presenze».Di Giovancarlo ha evidenziato come la presenza a New York di aziende italiane dell’occhialeria rappresenti un presidio strategico per il made in Italy e un segnale di continuità nelle relazioni con il mercato statunitense. Pastorelli ha sottolineato invece il valore dell’eyewear come espressione della diplomazia economica italiana, «capace di unire arte, design e industria e di confermare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento culturale e produttivo per il mercato statunitense», ha commentato il Console Generale d’Italia a New York.
S1 Ep 672Acofis: tutelare il centro ottico significa tutelare anche il made in Italy
Lo hanno sottolineato i vertici della territoriale milanese di Federottica al convegno dell’8 marzo scorso presso l’ADI Museum nel capoluogo lombardo, alla luce degli interventi di esperti, istituzioni e aziende, incentrati su potenzialità e rischi della nuova frontiera degli occhiali evolutiCirca 130 partecipanti secondo gli organizzatori, la presenza di tre aziende oftalmiche, Essilor, Filab e Hoya, e numerosi interventi dal mondo accademico, professionale e politico: il convegno promosso da Federottica Milano Acofis per i suoi 80 anni di attività ha affrontato il tema dell’evoluzione dell’occhiale e del ruolo del centro ottico nella filiera della visione, tra innovazione tecnologica e tutela del made in Italy.All’incontro, che ha ricevuto il patrocinio di Confcommercio Professioni, la cui presidente Anna Rita Fioroni è intervenuta in collegamento da remoto, la moderatrice Luisa Redaelli ha letto un messaggio inviato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, «che ha sottolineato l’importanza della tutela del made in Italy lungo tutta la filiera dell’occhialeria, fino al terminale rappresentato dai centri ottici, ricordando i circa 21.500 ottici diplomati presenti nel nostro paese - dice a b2eyes TODAY Gabriella Pagani, presidente di Acofis - L’apertura dei lavori è stata affidata al past president Renzo Zannardi, che ha introdotto il tema della situazione attuale dell’occhiale da vista e delle prospettive legate agli smart glasses collegati all’intelligenza artificiale. A seguire, Alessandra Girardi di Vanni ha illustrato i numeri del fenomeno dell’ultra fast fashion, evidenziandone i rischi sia dal punto di vista ambientale sia in termini di perdita di valore per la produzione italiana, con un richiamo alla necessità di tutelare il made in Italy, di riflesso anche i negozi di ottica e, ancora di più, i cittadini in qualità di consumatori finali. Molto apprezzata è stata la relazione di Elio Borgonovi, professore emerito dell’Università Bocconi ed esperto delle tematiche legate alla salute, che ha offerto una riflessione sulle potenzialità del centro ottico sul territorio anche in relazione alle liste d’attesa del sistema sanitario. Attraverso un contributo video registrato l’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Romano La Russa, ha toccato alcune problematiche relative proprio al rapporto tra smart glasses e sicurezza».L’evento ha affrontato quindi le diverse sfaccettature degli occhiali evoluti, analizzandone opportunità e rischi. «L’ottico optometrista e psicologo Alberto Merlo ha portato una riflessione sul tema dell’attenzione visiva nell’era del sovraccarico informativo, soprattutto tra i più giovani, sviluppando un dialogo a distanza con Alberto Pellai, medico specializzato in prevenzione in età evolutiva intervenuto in diretta streaming, che ha richiamato l’attenzione in merito all’impatto del flusso continuo di informazioni sull’iperattività nei bambini e negli adolescenti, fenomeno che si affianca alla crescente diffusione della miopia - spiega ancora Pagani - I giovani trascorrono sempre più tempo in ambienti chiusi, ha ricordato Pellai, senza guardare all’orizzonte e, in senso metaforico, nemmeno al futuro, come se non fosse più necessario uscire per conoscere il mondo».
S1 Ep 671Lac: per il buon uso e contro il drop-out è fondamentale la collaborazione professionale
Lo ha evidenziato l’evento interdisciplinare dedicato alle lenti a contatto promosso dal Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi il 6 marzo scorso all’Università del Salento di Lecce, con un centinaio di partecipanti tra oftalmologi, ortottisti, ottici optometristi e studenti universitariL’incontro ha rappresentato un significativo momento di confronto tra classe medica, area ottico optometrica e industria su diversi aspetti della contattologia. «È stato ribadito che il portatore, dopo il placet dell’oculista, deve rivolgersi all’ottico per individuare la lente a contatto più adatta, così da trovare la soluzione con le corrette caratteristiche ottiche per quanto riguarda sia la cornea sia la superficie oculare - spiega a b2eyes TODAY Danilo Mazzacane, segretario di Goal -Ampio spazio è stato dedicato anche alle modalità di utilizzo corretto e sicuro delle lenti, con particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze infiammatorie, evitandone ad esempio l’uso durante la notte, mantenendo un’adeguata igiene e utilizzandole correttamente».Uno dei temi centrali del dibattito è stato, inoltre, come contrastare l’abbandono delle lenti a contatto da parte degli utenti finali. «Questa problematica ha coinvolto professionisti di diverse generazioni attraverso un confronto particolarmente vivace e dinamico, con un dialogo continuo tra relatori e platea - dice ancora Mazzacane - Anche la parte pratica dell’iniziativa è stata accolta con soddisfazione dai partecipanti. Nel corso dell’evento è stata inoltre richiamata l’attenzione su alcune criticità legate al nomenclatore tariffario, in particolare per quanto riguarda il rimborso delle lac terapeutiche nei casi di patologie riconosciute».L’obiettivo di questa tipologia di appuntamenti, il secondo dopo quello di un anno fa a Padova, è migliorare la formazione e le competenze professionali delle due categorie, «perché possano lavorare insieme per individuare la soluzione più adatta per il portatore: la presenza di oculisti di alto profilo del territorio, ospedalieri e universitari, ha quindi contribuito a rafforzare il valore scientifico dell’evento del 6 marzo - sottolinea Mazzacane - L’intenzione di Goal è proseguire su questo percorso insieme al mondo della contattologia, continuando a contare sul supporto delle aziende del settore».L’evento di Lecce, realizzato in collaborazione con l’Università del Salento e, per la parte organizzativa, con Fabiano Editore, «ha trovato un’ottima accoglienza presso l’ateneo pugliese, che ospita un corso di laurea in Ottica e Optometria caratterizzato da un forte fermento didattico, nonché da strutture e laboratori all’avanguardia», conclude il segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi.
S1 Ep 670Ottici-oculisti: bisogna passare dalle parole ai fatti
È l’auspicio emerso dalla tavola rotonda interdisciplinare svoltasi l’8 marzo a Bologna, all’interno della ventisettesima edizione del Congresso ZaccagniniÈ il momento di passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda il dialogo che ormai da qualche anno va avanti tra classe medica e area ottico optometrica: così Teresio Avitabile, presidente di Siso, ha fotografato l’attuale situazione all’interno dell’evento bolognese, che si è concluso il 9 marzo. «Risulta sempre più necessaria un’associazione unica e forte di oculisti, che possa coordinare anche le altre realtà che ruotano intorno al mondo oftalmologico, dall’industria, di strumentazione, farmaci, lenti intraoculari, oftalmiche o a contatto, agli ortottisti e agli ottici optometristi», ha detto il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, intervenuto alla tavola rotonda (nella foto) insieme a Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, Andrea Afragoli, numero uno di Federottica, Gabriele Civiero, alla guida di Sopti, Mauro Frisani e Silvio Maffioletti, esponenti dell’area ottico optometrica, Luigi Fontana e Danilo Mazzacane, in ulteriore rappresentanza di quella medica.Rispondendo a una riflessione di Anto Rossetti, responsabile del Comitato Scientifico dello Zaccagnini e moderatore della tavola rotonda, sulle ampie competenze introdotte dal decreto interministeriale del 2018 per il corso di ottica, Afragoli ha ricordato che occorre arrivare a superare la contraddittorietà tra tali competenze e quella che è «la realtà di tutti i giorni e delle leggi che regolamentano la professione, oggi ancora frammentata tra la giurisprudenza e un Regio Decreto, quello del 1928, che tra poco compie un secolo», ha detto il presidente di Federottica, auspicando che la questione venga risolta tra i soggetti della filiera, senza attendere la politica. «E in un secolo non è cambiato soltanto il mondo, è cambiato l’universo», ha aggiunto Avitabile.Quello che tuttavia sta rapidamente mutando in Italia è soprattutto il mercato. I dati Gfk-Anfao, già presentati all’ultimo Forum Presbiopia e ora aggiornati a gennaio-ottobre 2025, confermano la tendenza a una forbice sempre più evidente tra canale ottico indipendente, che regge a valore ma fatica sui volumi, progressive comprese, e le catene, che attirano sempre più consumatori ma senza elevare il valore medio del prodotto, come ha ricordato Barberis. E questo si colloca in un contesto in cui, secondo i dati Istat presentati da Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto Zaccagnini, quasi un quarto degli italiani rinuncia a curarsi e il 27% non ha mai fatto una visita oculistica, mentre all’interno della spesa sanitaria degli italiani cresce l’incidenza sia di controlli e visite realizzate attraverso assicurazioni private sia dell’attività di enti senza scopo di lucro a tutela dei più fragili. «Alla luce di tale scenario bisogna passare dall’ottica di prodotto a quella di servizio, puntando soprattutto sul multiequipaggiamento e sul miglioramento del tasso di rotazione dell’occhiale da vista», ha sottolineato Righetti.
S1 Ep 668Transitions debutta con uno spot audio live su Spotify
On air per tutto marzo, la nuova campagna nazionale ad alta visibilità è presente anche in alcuni dei programmi più seguiti della televisione italiana, da Forum a Le Iene, da TG5 a Studio Aperto, fino a Cortesie per gli ospiti, 4 Hotel, 4 Ristoranti e TG La7, e si amplia con la sponsorship di Mare Fuori per dialogare con la Generazione ZPartita il 1° marzo, “Libero di muoverti in ogni luce” (nella foto) racconta il brand e «per la prima volta mostra in modo diretto cosa significhi indossare Transitions nella vita quotidiana, raccontando il contrasto tra la leggerezza di chi vive ogni passaggio di luce con naturalezza e le difficoltà di chi, invece, è costretto ad adattarsi a continui cambiamenti - si legge in un comunicato del marchio - La campagna accende i riflettori sulle due leve di Transitions, Gen S e la novità Transitions Color Touch, recentemente lanciato con un mini tour dedicato agli ottici, partito da Roma». La pianificazione media nazionale prevede oltre 82 milioni di video impression, più di 52 milioni di video reach e 16 milioni di contatti unici in tv e coinvolge i principali player del mercato, tra cui le concessionarie Publitalia '80 e Cairo Communication, e le piattaforme RaiPlay, Warner Bros. Discovery, Sky Italia e Prime Video. «Per conquistare un pubblico ancora più giovane e amplificare l’impatto culturale della campagna, Transitions è protagonista di una sponsorship della sesta stagione di Mare Fuori, il titolo on demand più visto secondo Auditel nel periodo di riferimento e vero fenomeno generazionale con oltre 93 milioni di legitimate stream (misura il volume di stream erogati e visti di un contenuto, ndr) nella stagione precedente», spiega la nota. Sempre in ottica di innovazione e presidio dei touch point più contemporanei, per la prima volta Transitions è live con uno spot audio su Spotify, affiancato da video spot sulla piattaforma. «Un debutto significativo che testimonia la volontà del brand di parlare il linguaggio delle nuove generazioni, integrando formati immersivi e ad alto engagement», dice ancora il comunicato. «Questi investimenti media si inseriscono in una strategia di più ampio respiro, volta a presidiare contesti editoriali e piattaforme ad alta qualità e forte coinvolgimento, capaci di intercettare pubblici diversi per età, interessi e stili di vita, garantendo a Transitions una copertura ampia, profilata e coerente con il proprio posizionamento contemporaneo e trasversale», commenta nella nota Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxottica, che aggiunge come si sia voluto «fare un passo ulteriore verso un’immagine più contemporanea e distintiva, capace di parlare anche ai giovani di oggi senza perdere la nostra identità - afferma nel comunicato Gadaleta - La campagna esprime con forza il nostro obiettivo: offrire libertà di movimento e comfort visivo in ogni condizione di luce, accompagnando le persone nel loro quotidiano con uno stile autentico e personale». A completare il progetto, una forte amplificazione verso il mercato attraverso newsletter dedicate, uscite stampa cartacee e online, attività di engagement rivolte al trade ottico, per sostenere ulteriormente la relazione con i partner e massimizzare l’impatto della pianificazione.
S1 Ep 669Micro-Alps: il 30% dei laboratori non filtra l’acqua di lavorazione
Il dato è emerso dalla ricerca svolta da Certottica Group e dai partner del progetto, presentata a Mido 2026: è stato accompagnato dai risultati di un test attraverso cui i rifiuti dei materiali più utilizzati nella molatura delle lenti sono stati riciclati e recuperati con un processo di filtraggio, essiccazione e polverizzazione per contribuire a produrre un filamento che ora verrà sperimentato nella stampa 3D di oggetti legati al mondo dell’otticaIn occasione dell’ultimo Mido, Certottica Group e i partner del progetto Micro-Alps hanno condiviso i primi risultati dello studio volto a ridurre l’impatto delle microplastiche industriali nei corpi idrici alpini. «Il focus dell'incontro si è spostato dalla teoria all'evidenza scientifica, analizzando due fronti paralleli: la fotografia di cosa sono le microplastiche e del loro impatto su ambiente e salute e le proposte dei partner per il loro riutilizzo nella stampa 3D - si legge in un comunicato congiunto - Il progetto ha condotto un’indagine approfondita tra negozi di ottica e siti produttivi della regione alpina orientale per comprendere la reale gestione dei residui derivanti dalla molatura delle lenti. I dati emersi confermano una forte frammentazione a valle del processo produttivo della generazione di microplastiche (nelle foto): il 70% degli ottici e dei laboratori intervistati esegue internamente attività di molatura delle lenti per adattarle alle montature e, di questi, il 94% utilizza acqua per il procedimento. Il dato più allarmante, tuttavia, riguarda la consapevolezza ambientale: circa il 30% non filtra questa acqua di lavorazione, immettendo potenzialmente microplastiche nel ciclo idrico senza alcun trattamento».Per quanto riguarda invece i rifiuti solidi generati dal processo di lavorazione, «sebbene il 75% dei rispondenti li smaltisca correttamente, come previsto dalla normativa, la loro corsa finisce in discarica o in un inceneritore, essendo un mix di polimeri diversi, difficilmente riciclabili - prosegue la nota - Queste evidenze sottolineano come la tecnologia debba essere affiancata da un'intensa attività di sensibilizzazione».Sul fronte delle soluzioni, Micro-Alps ha raggiunto un traguardo tecnico rilevante. «Riproducendo in laboratorio la molatura di un ottico, i ricercatori hanno isolato e trattato i residui di lavorazione dei materiali più diffusi - spiega ancora il comunicato - Attraverso un processo di filtraggio, essiccazione e polverizzazione, il rifiuto è stato trasformato in “filler” per la creazione di nuovi filamenti. I primi test hanno dato un riscontro positivo: mescolando percentuali variabili di scarto (dall'1% al 10%) con polimeri vergini, è stato possibile produrre un filamento che ora verrà sperimentato nella stampa 3D di oggetti legati al mondo dell’ottica dall’Admire Research Center presso l’Università della Carinzia, per giungere potenzialmente alla chiusura del cerchio dell'economia circolare».Questo primo traguardo positivo è stato ottenuto in un ambiente sperimentale, «lavorando su un singolo polimero separato alla fonte, mentre la sfida per il futuro che vedrà impegnata la rete di partner italo-austriaci riguarda la trasferibilità di questo processo nella realtà quotidiana dei centri ottici, dove gli scarti sono spesso un mix complesso di polimeri diversi e vetro», dice ancora la nota.
S1 Ep 667Ma l’AI è davvero intelligente?
È uno degli interrogativi emersi dall’evento organizzato l’8 marzo dalla territoriale di Federottica Milano Acofis presso l’ADI Museum nel capoluogo lombardo. Un incontro che ha messo in evidenza alcune domande, offerto qualche risposta, suggerito altrettante riflessioniLa scorsa domenica, 8 marzo, le sale dell’ADI, lo spazio di riferimento per Milano dedicato al design, hanno ospitato il convegno che festeggiava gli 80 anni di Acofis (nelle foto). Un pomeriggio di relazioni con lo sguardo orientato all’occhiale del futuro nelle sale che il futuro lo ospita e lo costruisce: una brillante intuizione della segreteria organizzativa.La decina di interventi, scelti e armonizzati con cura, hanno provato, da angolazioni diverse, a disegnare lo scenario, prossimo e venturo, del centro ottico e dell’occhiale: l’intelligenza artificiale era, come ovvio in questo nostro tempo, l’essenza e l’anima delle varie riflessioni. Centrale è stato il contributo di Stefano Bertani, segretario generale di Federottica ed esperto di tecnologie elettroniche, che ha argomentato i rischi e le opportunità, i vantaggi e i pericoli dei prossimi dispositivi indossabili equipaggiati da e con l’AI, chiedendosi: ma l’AI è davvero intelligente?Un'esposizione successiva ha spiegato che in realtà gli LLM, Large Language Models, non capiscono ciò che dicono e scrivono, ma presentano le parole in forma di sequenza, sulla base di correlazioni osservate in enormi corpus testuali: è quindi soprattutto un’operazione statistica. L’apparenza di intelligenza nasce dalla nostra propensione a riconoscere significato e intenzionalità in ciò che ha forma linguistica: una ChatGPT, che sta per Generative Pretrained Transformer, è un sistema progettato per generare testi coerenti e, in quanto tale, non necessariamente sempre logici o veritieri.Dietro la retorica della narrazione, sempre più ansiogena e sempre meno fondata, si nasconde la paura reale che, un giorno, ci si accorga di aver confuso una tecnologia linguistica con una rivoluzione cognitiva, e potrebbe essere tardi. Potrà succedere però che uno studente, indossando occhiali predisposti, nel vuoto di fronte a sé come un ologramma galleggiante, veda e legga le risposte alle domante del docente, che scorrono, scrollano, senza che il professore se ne accorga. Da canuto insegnante mi chiedo: ma quale sarà il ruolo che potrà giocare la scuola in questo prossimo e certo futuro? Le mie certezze ormai in disarmo che i politici possano essere sensibili a questo scenario non mi aiutano a trovare la risposta.Sergio Cappa
S1 Ep 666Perugia, tre corsi su gestione dell’ametropia, lenti protesiche e interazione visuo-posturale
Prosegue all’Università umbra il percorso di aggiornamento accademico per ottici optometristi, oculisti, ortottisti e studenti universitari. L’iniziativa, giunta al quarto anno, ha l’obiettivo di consolidare le competenze teoriche e pratiche dei partecipanti e di promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione della salute visivaIl primo corso, “La gestione dell’ametropia: competenze specifiche delle figure professionali e moderne tecnologie oftalmiche”, si è svolto il 17 novembre scorso e si è concentrato sulla corretta compensazione dell’errore di refrazione, «tra le principali cause di deficit visivo a livello globale - si legge nel programma - Il 9 febbraio, invece, si è tenuto “Lenti protesiche morfo-funzionali e terapeutiche” (nelle foto, a sinistra, una fase dei lavori), che ha affrontato un ambito altamente specialistico, ma di crescente rilevanza nell’oftalmologia e nella pratica applicativa optometrica». Il 27 aprile è, infine, in calendario il terzo e ultimo corso di quest’anno accademico, “Interazione visuo-posturale: un approccio multidisciplinare”, che «nasce dall’esigenza di creare un linguaggio comune tra le diverse figure professionali che operano nell’ambito della valutazione e del trattamento dei disturbi posturali, con un focus specifico sull’interazione tra il sistema visivo e il controllo posturale - precisa il programma - Si propone come uno spazio di integrazione e confronto tra i vari professionisti, osteopati, odontoiatri, fisioterapisti, oculisti, ottici optometristi e ortottisti, con l’obiettivo di costruire percorsi di valutazione e di intervento sempre più efficaci e personalizzati per il paziente».«Tutte le giornate si svolgono presso il Polo Scientifico Didattico di Pentima, in provincia di Terni, che fa capo all’Università degli Studi di Perugia - ricorda a b2eyes TODAY Stefano Lorè (nelle foto, a destra, durante il corso del 9 febbraio), docente al corso di laurea in Ottica e Optometria nel medesimo ateneo e tra i promotori del progetto - Anche le prime due del 2025-2026 hanno confermato un interesse trasversale in termini di pubblico, dagli studenti universitari a professionisti della visione laureati o diplomati, fino a esponenti della classe medica, con una media tra gli 80 e i 90 partecipanti a ciascuna di esse, a conferma dell’attenzione nei confronti dell’approccio multidisciplinare dell’iniziativa e del percorso di aggiornamento professionale e continuo in ambito accademico».A cura della redazione
S1 Ep 665Dai Day 2026: una convention che mette al centro le persone
La 29esima edizione dell’evento della società oftalmica, svoltasi il 22 febbraio a Molfetta, in provincia di Bari, si è confermata un momento di condivisione interna e di definizione della visione strategica aziendaleL’incontro (nella foto) ha riunito i circa ottanta collaboratori di Dai Optical per fare il punto sui risultati raggiunti nell’ultimo anno e sugli obiettivi e le prospettive per il 2026. Sono stati presentati e commentati i principali dati relativi all’attività, insieme agli investimenti effettuati in ambito prodotto, processo, comunicazione e formazione.«In questa occasione è stata anche illustrata una serie di dati e numeri sull’andamento dell’impresa, così da rendere partecipi tutti della vita aziendale, soprattutto chi non è a diretta conoscenza delle dinamiche economiche e dei progetti, come quanti lavorano in produzione, o coloro che sono più lontani dalla sede centrale, quali gli agenti sul territorio: si tratta quindi di un importante momento di incontro e di confronto», spiega a b2eyes TODAY Roberto De Gennaro, ceo di Dai Optical.Accanto alla dimensione informativa e strategica il Dai Day 2026 ha mantenuto il carattere fortemente orientato alle persone: al centro dell'evento sono stati infatti soprattutto il valore del lavoro di squadra, l’importanza della comunicazione interna e il contributo che ogni reparto offre quotidianamente alla crescita della società oftalmica. La convention è stata inoltre l’occasione per celebrare la storicità del team, con la premiazione dei collaboratori con oltre 15 e 25 anni di attività e con un saluto a un dipendente andato in pensione dopo 40 anni di lavoro, a testimoniare continuità, appartenenza e dedizione all’azienda.«Per 28 edizioni abbiamo organizzato la convention nella nostra sede di Molfetta, trascorrendo poi altrove e insieme il resto della giornata: quest’anno per la prima volta abbiamo invece scelto una location della città, con una formula più simile a uno show, grazie a un conduttore, un video e un backstage con interviste e fuorionda dei nostri collaboratori, che si sono divertiti perfino a imitare i vertici aziendali - racconta ancora De Gennaro - Durante l’evento sono stati presentati anche i nuovi colleghi, a conferma dello spirito di gruppo che caratterizza l’intero patrimonio umano di Dai Optical».A detta dell’azienda oftalmica, infatti, un messaggio in particolare è emerso dal 29esimo Dai Day: numeri e strategie restano fondamentali, ma sono le persone a fare davvero la differenza.A cura della redazione
S1 Ep 664Padova: spaccata dall’ottico, la Polizia ferma la banda e indaga su altri furti
La Squadra Mobile della città veneta ha sottoposto a fermo giudiziario quattro malviventi che, la mattina del 3 marzo, dopo aver sfondato la vetrina di Officine Ottiche Gianeletti sono scappati con oltre 600 occhiali per un valore di quasi 120 mila euro: l’epilogo a Bologna, dove sono stati bloccati mentre si accingevano a cambiare auto, consentendo alle forze dell’ordine di recuperare la merce rubata. Ma le indagini erano già in corso dopo la rapina avvenuta a dicembre da Ottica Max e si ipotizza un collegamento con precedenti colpi messi a segno ai danni di altri esercizi commerciali in Veneto, Emilia Romagna e ToscanaDopo 12 furti in circa 20 anni, senza che mai venissero rintracciati i colpevoli, Fabio Gianeletti dice di non essersi potuto trattenere dall’abbracciare il Questore di Padova, Marco Odorisio, quando, la mattina stessa del colpo, è venuto di persona a riferirgli che gli autori della spaccata nel suo centro ottico di via dei Martiri della Libertà (nelle foto) erano stati fermati: così racconta a b2eyes TODAY l’imprenditore veneto, titolare di otto punti vendita tra le province di Padova, Verona e Vicenza. «Quando ho ricevuto la chiamata collegata all’allarme erano circa le 4.30 del 3 marzo: sono salito in macchina per raggiungere il negozio, rilevato circa un anno e mezzo fa, e durante il tragitto da Vicenza, ho sperato soltanto di aver subito meno danni possibile», spiega Gianeletti.Arrivato sul posto, ha trovato la vetrina sfondata con un tombino di ghisa asportato da una via lì vicino: in pochi minuti erano stati trafugati 480 occhiali da sole e circa 120 da vista di marchi top, per un valore che, afferma il professionista padovano, si aggira sui 118 mila euro senza gli sconti. «I danni al negozio per fortuna sono stati abbastanza contenuti, a parte appunto la vetrina riparata già nel pomeriggio, e siamo riusciti a tornare subito operativi - conclude Gianeletti - Questi malviventi erano sotto controllo già da prima, per via della macchina utilizzata, appena un paio d’ore dopo sono stati presi perché la Polizia li ha seguiti fino a Bologna, dove li ha braccati nel momento in cui dovevano fare il cambio auto. Provo una grande soddisfazione, ancora più che per il ritrovamento della merce in sé e per sé, per il successo dell’operazione svolta dalle Forze dell’ordine: adesso bisognerà vedere in che condizioni sarà effettivamente il bottino, ma è positivo che sia stato recuperato».Arrestata la banda, sono ora in corso approfondimenti per stabilire se si tratti della stessa che lo scorso 17 dicembre aveva commesso una spaccata ai danni di Ottica Max, in via San Fermo a Padova, a poca distanza da Officine Ottiche Gianeletti. «I rapinatori hanno agito con la stessa modalità anche nel mio centro ottico, sfondando la vetrata con un tombino, e in due minuti e mezzo circa hanno arraffato tutto quello che potevano», spiega amareggiata al nostro quotidiano Donata Bino, titolare di Ottica Max, preferendo non quantificare l’entità del danno, che definisce comunque ingente. Purtroppo in questo caso i malviventi si erano dileguati e gli occhiali non sono mai stati recuperati, racconta la professionista, ma l’analisi effettuata sulle riprese delle telecamere del punto vendita e dei negozi vicini aveva portato a identificare un’auto sospetta, passata di lì più volte, che da quel momento era stata monitorata.
S1 Ep 663Omisan rafforza il canale ottico: Di Passio e Marchetti nuovi key account manager
Il gruppo con sede a Guidonia, in provincia di Roma, annuncia due nuove nomine strategiche per il mercato interno dopo l’acquisizione di Schalcon: il primo seguirà Lazio e Umbria, il secondo la LombardiaOmisan Farmaceutici avvia una riorganizzazione interna finalizzata a rafforzare la propria presenza diretta nel canale ottico, in linea con il percorso di acquisizione e integrazione di Schalcon, la storica realtà italiana di contattologia.In questo contesto il gruppo comunica due nuove nomine strategiche a key account manager: Luca Di Passio assume il ruolo per Lazio e Umbria, mentre Matteo Marchetti per la Lombardia. «Entrambi avranno il compito di accompagnare la fase di transizione verso un nuovo modello di approccio globale al benessere oculare, contribuendo allo sviluppo commerciale e al consolidamento della presenza dell’azienda sul territorio», si legge in un comunicato di Omisan Farmaceutici.Di Passio vanta una lunga esperienza nell’ottica, maturata anche in contesti multinazionali come Zeiss. Marchetti porta invece un’esperienza decennale nella contattologia, con ruoli commerciali di rilievo ricoperti in CooperVision. «La loro esperienza e competenza saranno decisive per accelerare i progetti di espansione e consolidare la nostra presenza in Italia in questa fase di transizione strategica», dichiara nella nota Sandro Saggin, direttore commerciale di Omisan Farmaceutici (nelle foto, da sinistra, Di Passio e Marchetti).A cura della redazione
S1 Ep 662Seiko Academy, nel 2026 si trasformerà in master class
L’8 e 9 marzo, presso la Scuola Internazionale di Ottica e Optometria di Firenze, il programma formativo itinerante della società oftalmica inaugura la sua quarta edizione, che nelle tappe successive verrà rinnovata nella formula e nei contenutiLa Sioo è una delle sedi simbolo del percorso Seiko, che negli ultimi tre anni «ha contribuito a consolidare il successo del format itinerante dedicato agli ottici optometristi partner italiani», spiegano a b2eyes TODAY dall’azienda: nella scuola fiorentina si sono infatti già svolti alcuni degli oltre dieci appuntamenti che hanno sinora caratterizzato il progetto formativo. Anche nel 2026 l’iniziativa, sviluppata con il contributo del team di Studio Visus, centro polispecialistico di Oggiono, in provincia di Lecco, continuerà a proporre un iter finalizzato a integrare approfondimento teorico, pratica guidata ed esercitazioni dedicate all’ottimizzazione della refrazione, dell’accomodazione e alla scelta della soluzione visiva più confortevole e personalizzata. Con un ulteriore salto di qualità in termini di contenuti.«Nelle due giornate di Firenze viene mantenuto il format attuale, mentre nelle prossime due tappe, al Centro Studi Leonardo da Vinci di Bergamo a settembre e in una località ancora da definire a novembre, verrà introdotta una formula completamente rinnovata: una master class pensata per arricchire l’esperienza dei professionisti con contenuti evoluti e casi più articolati - precisano da Seiko Italia - Con il nuovo format saranno perciò affrontati temi chiave nella gestione della visione complessa, tra cui anisometropie, astigmatismi elevati e problematiche legate alla terza età: l’obiettivo è rispondere alle esigenze concrete della pratica quotidiana e valorizzare ulteriormente il ruolo dell’ottico optometrista come consulente visivo qualificato».Durante gli incontri verranno inoltre approfonditi i nuovi prodotti della Seiko World Collection, in arrivo sul mercato interno a giugno, con un focus sulla spiegazione tecnica e sui suggerimenti per individuare la migliore soluzione in base alle esigenze di ogni portatore.«Con Seiko Academy vogliamo proporre molto più di un corso di aggiornamento: desideriamo costruire un percorso di eccellenza che unisca competenza teorica, pratica e innovazione - commenta al nostro quotidiano Elisa Di Tria, product manager di Seiko Italia - La nostra ambizione è accompagnare i partner nella crescita continua, perché solo grazie a professionisti preparati possiamo offrire ai consumatori finali la migliore esperienza visiva possibile».Matteo Malattia, titolare di Studio Visus, ricorda che insieme all’azienda, a partire dal 2023, è stato progettato un percorso in cui la teoria possa tradursi subito in pratica di eccellenza. «La master class 2026 non si limita a spiegare il “cosa”, ma approfondisce il “come”: gestire astigmatismi elevati e la visione nella terza età, ad esempio, richiede un metodo rigoroso che Studio Visus è entusiasta di condividere con i partner Seiko - sottolinea Malattia a b2eyes TODAY - L’attenzione che questa impresa oftalmica dedica ogni giorno ai propri clienti si realizza quindi anche attraverso una crescita professionale continua» (nella foto, un momento dell'ultima tappa della Seiko Academy nel 2025, all'Università di Palermo).Angelo Magri
S1 Ep 661Miopia giovanile, alla squadra aggiungiamo la scuola
In Italia circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti sono già miopi, l’85% dei genitori non conosce le soluzioni per rallentarne la progressione, la diagnosi spesso arriva quando il bambino non vede la lavagna. Il sistema è reattivo, deve diventare anche preventivo«Se non si interviene entro il 2050, la metà dei bambini e dei ragazzi potrebbe essere miope. Già oggi la miopia riguarda il 36% dei bambini tra 5 e 19 anni, con un aumento del 50% negli ultimi 30 anni». Così si legge sul sito della Società Italiana di Pediatria. Non siamo quindi di fronte a un’emergenza futura: è già adesso.Lo conferma anche l’indagine Ipsos commissionata da EssilorLuxottica nel 2024: 1 genitore su 3 non sa definire la miopia. E l’85% non conosce le soluzioni per rallentarne la progressione. Il problema quindi non è tanto la miopia, ma l'ignoranza intorno a essa.La prima visita avviene mediamente a sei anni, spesso solo perché l'insegnante segnala che il bambino non legge la lavagna. Non si tratta perciò di uno screening, bensì di un soccorso tardivo. Eppure la scuola è il luogo dove i ragazzi passano sei ore al giorno, in cui si formano le abitudini visive e dove il problema diventa visibile prima che altrove. Aggiungere a pieno titolo nella lotta contro la miopia giovanile i dirigenti scolastici alla filiera di oculisti, ortottisti, ottici optometristi e pediatri significa costruire un sistema, non fare una campagna o ideare dei claim: screening periodici gestiti dalla filiera presso le scuole, formazione degli insegnanti al riconoscimento dei segnali precoci e comunicazione alle famiglie su cosa rallenta la progressione miopica sarebbero già risultati importanti.Un programma percepito come operazione commerciale muore al primo consiglio di istituto: se invece viene visto come contributo alla salute pubblica diventa un asset reputazionale. La filiera ha le soluzioni, la scuola i bambini: manca solo la decisione di metterli insieme, con un approccio di servizio, non di vendita.Tuttavia, secondo una recente ricerca condotta dall’Irsoo di Vinci, pubblicata anche sul numero di gennaio 2026 di b2eyes magazine, sono stati inviati circa 8.000 questionari online a dirigenti scolastici di elementari e medie d’Italia, pubbliche e private, perché li sottoponessero ai genitori dei propri alunni. La risposta delle scuole è stata minima: solamente il 2% ha cliccato per scaricare il documento e sono stati raccolti quasi mille questionari dagli stessi genitori. Da un lato, pochi ma utili per una fotografia della situazione, dall’altro indicativi della scarsa sensibilità al tema da parte del sistema scolastico. Per questo occorre mettere in filiera nei prossimi mesi anche la scuola, perché i primi segnali della miopia giovanile nascono soprattutto nelle aule della materna e delle primarie.Il 2050 non è lontano. E quella stima, un bambino su due miope, non rappresenta un destino segnato, ma una nostra scelta.Nicola Di Lernia
S1 Ep 660Master Executive: un incontro per comprendere il mercato dell’ottica e governarlo
In programma il 9 marzo, darà il via al progetto formativo per ottici imprenditori promosso da Optomasterclass.it e giunto alla nona edizione, pensato per supportare i professionisti nel potenziamento delle proprie competenze gestionali, commerciali e strategiche: obiettivo del primo modulo è fornire loro conoscenze per anticipare il futuro del settore e non subirloMancano pochi giorni all’avvio del Master Executive 2026, che da quest’anno vede la presenza di Fabiano Editore per la parte organizzativa. Preceduto da un appuntamento online lo scorso 23 febbraio per spiegarne la struttura, i contenuti e le opportunità offerte, il primo incontro, in programma per il 9 marzo, entrerà subito nel cuore delle sfide che gli ottici indipendenti stanno affrontando: comprendere il mercato per poterlo governare. «La prima giornata sarà infatti dedicata a una lettura approfondita e aggiornata dei trend dell’occhialeria e delle lenti oftalmiche, grazie alle voci di chi conosce il comparto dall’interno: Lukasz Karpinski (nelle foto, a destra), commercial officer Italy di Safilo, e Anna Maria Nicolini (nelle foto, a sinistra), marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia», spiega una nota degli organizzatori. Parteciperanno anche Silvia Trevisan, senior sales & operations manager country Italia di Safilo e alcuni ottici ex allievi del master, tra cui Fabrizio Padrin, titolare di Ottica Padrin di Vicenza, che terrà una testimonianza sulla sua esperienza imprenditoriale.«Il loro intervento offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sulle dinamiche che oggi stanno ridisegnando il settore: dai cambiamenti nei comportamenti d’acquisto dei consumatori alla pressione competitiva esercitata da catene ed e-commerce, fino all’evoluzione dei materiali, del design e delle tecnologie oftalmiche», prosegue il comunicato. L’obiettivo dell’incontro, spiegano gli organizzatori, non è solo informativo, ma anche strategico: aiutare l’ottico a interpretare i segnali del mercato per orientare scelte, assortimenti e posizionamento, trasformando i dati in decisioni.«Il messaggio centrale del primo modulo è chiaro: chi sarà in grado di leggere il mercato, saprà guidare il proprio centro ottico nei prossimi anni - conclude la nota - La nuova edizione del Master parte proprio dal fornire agli imprenditori dell’ottica strumenti, conoscenze e visione per anticipare il futuro del settore, invece di subirlo».A cura della redazione
S1 Ep 659Quando l’eyewear si rifà al passato, rinnovandosi
È una delle tendenze emerse all’ultima Fashion Week milanese, non solo sulle passerelle ma anche negli eventi in calendario e all’interno di White, il tradizionale e concomitante salone di ricercaI numeri di White (nelle foto, in basso, un momento della manifestazione), il salone fondato da Massimiliano Bizzi, sono in continuo aumento. Trecento i brand presenti, di cui il 46% stranieri. Rispetto alla scorsa edizione il 10% in più e il 12% in più di buyer internazionali. In continua evoluzione è soprattutto la ricerca che sta dietro. I marchi propongono prodotti sempre più significativi, frutto di una selezione quanto mai attenta. Provengono da paesi lontani, ma anche dall’Italia, con sempre qualcosa di particolare da mostrare.È aumentato l’interesse per gli accessori cui è stato dedicato un intero, ampio spazio. Dai gioielli ai cappelli, fino ai ventagli proposti da un espositore spagnolo. Non in questa area gli occhiali. Hanno conservato le loro postazioni gli habitué: Spektre Eyewear, brand milanese noto per le lenti specchiate, e Pepitos di San Marino che realizza occhiali dal design pop personalizzati per private label. Anche le due new entry si inseriscono nel discorso di ricerca portato avanti da White. La collezione di Seletti x Okkia è nello stile ironico e fuori dagli schemi di entrambi i marchi, uno con divertenti oggetti di design, l’altro di eyewear. Hanno proposto occhiali in policarbonato colorato, che saranno ad aprile nei negozi di abbigliamento a prezzi competitivi. Di tutt’altro genere l’eyewear del brand londinese Oscar Deen. L’ispirazione parte da un modello di occhiali parigini degli anni 40, rivisitato in acetato Mazzucchelli nelle tonalità più svariate e con filtri solari di diversi colori (nelle foto, in alto a sinistra).Gli occhiali di questi due debuttanti al White si inseriscono in quella che è stata anche una delle tendenze dell’ultima Fashion Week milanese, che ha proposto le collezioni femminili per l’autunno inverno 2026-2027. Un’attenzione al passato per sceglierne il meglio, rinnovandolo con elementi identificativi forti. Così la collezione di Marcolin per Max&Co, l’unica di eyewear che ha avuto un suo evento nel calendario ufficiale di Camera della Moda. È stata presentata nella storica pasticceria Cucchi, con il DJ set della modella e digital creator Paloma Le Friant, figlia del DJ e produttore Bob Sinclair, nonché brand ambassador di Max&Co Eyewear (nelle foto, in alto a destra, in un'immagine della campagna).Luisa Espanet
S1 Ep 658Mark'ennovy: due nuovi key account manager per il centro Italia
Prosegue il percorso di crescita dell’azienda di contattologia, che annuncia l’ingresso di Alessandro Musetti e di Ilaria Miranda all’interno della propria struttura commerciale: il primo seguirà Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, mentre la seconda sarà il punto di riferimento per Toscana, Umbria, Marche e SardegnaEntrambi ottici optometristi, Alessandro Musetti (nelle foto, a sinistra) e Ilaria Miranda (nelle foto, a destra) andranno a rafforzare la presenza dell’azienda nel centro Italia, «con l’obiettivo di garantire un servizio sempre più puntuale, consulenziale e orientato alle esigenze dei clienti», si legge in un comunicato di mark’ennovy. «Negli ultimi anni mark’ennovy ha registrato una crescita costante e significativa - dichiara nella nota Tommaso Panzieri, commercial director Italy di Euclid Vision Group, che controlla mark’ennovy, Disop e Medmont International - L’ampliamento della nostra rete commerciale rappresenta una scelta strategica coerente con questo trend positivo: vogliamo essere ancora più vicini ai nostri clienti, offrendo un servizio di assistenza altamente qualificato e un supporto consulenziale che rispecchi il valore tecnico dei nostri prodotti. L’ingresso di Alessandro e di Ilaria va esattamente in questa direzione». Entusiasmo anche da parte dei due nuovi key account manager, la cui esperienza precedente è focalizzata nel retail ottico. «Sono orgoglioso di entrare a far parte di una realtà dinamica e in forte espansione come mark'ennovy - afferma nel comunicato Musetti - Mi sento pienamente allineato alla visione aziendale, che mette al centro professionalità, innovazione e relazione con il cliente». Gli fa eco Miranda. «Ho sempre apprezzato l’approccio altamente specialistico di mark’ennovy e la sua attenzione alla personalizzazione - dice nella nota la professionista - Condivido la vision aziendale e sono pronta a contribuire attivamente alla crescita e al consolidamento della sua presenza nelle regioni che mi sono state affidate».A cura della redazione
S1 Ep 657Lac, l’industria è fondamentale per informare la classe medica
Ne è convinto Danilo Mazzacane, che in qualità di segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi ha promosso l’evento interdisciplinare in programma venerdì 6 marzo presso l’Università del Salento«L’incontro, realizzato in collaborazione con il corso di laurea in Ottica e Optometria dell’ateneo pugliese e con Fabiano Editore per la parte organizzativa, fa parte di un percorso avviato un anno fa a Padova: l’obiettivo è aggiornare l’area ottico optometrica, ma soprattutto la classe medica, sulle novità in ambito contattologico, nonché sul buon uso delle lac e sul loro utilizzo nell’attività sportiva, nel tempo libero e oggi anche per il rallentamento della progressione miopica: tematiche che verranno trattate nella giornata formativa del 6 marzo a Lecce» (nella foto, la locandina), spiega a b2eyes TODAY Danilo Mazzacane, convinto che l’industria abbia un ruolo fondamentale non solo nello sviluppo di prodotti innovativi, ma anche nella diffusione di informazioni puntuali e aggiornate sugli stessi. «L’evento pugliese è un modo per stimolarla a fornire ancora più informazioni, prendendo spunto da iniziative come questa per coinvolgere oculisti, ortottisti e ottici optometristi: alcuni professionisti della classe medica, infatti, non conoscono ancora a sufficienza le ultime innovazioni tecnologiche in contattologia - aggiunge Mazzacane - La risposta delle aziende è stata positiva: siamo soddisfatti dell’interesse di quelle che ci hanno supportato e che hanno compreso come gli oculisti ambulatoriali siano i principali protagonisti della prescrizione ottica all’interno dell’area medica».Le imprese partner della giornata sono Zeiss e Safilens per le lac, Nikon per gli strumenti. «Anche quest’ultimo ambito è particolarmente importante per i professionisti della vista e della visione: l’innovazione tecnologica nella strumentazione risulta infatti fondamentale per la valutazione delle caratteristiche degli occhi del portatore e per la scelta e il buon adattamento delle lenti a contatto», conclude Mazzacane.Angelo Magri
S1 Ep 656Modo, la primavera estate 2026 sarà dinamica
Dynamic Frequencies è il titolo della nuova campagna del marchio che celebra il percorso creativo dietro ogni montatura: un equilibrio tra progettazione, materiali e lavorazione, all’insegna dell’evoluzione continua e dell’eccellenza artigianaleModo ha lanciato la comunicazione primavera estate 2026 (nelle foto) intitolata “Dynamic Frequencies”, un progetto che vuole raccontare e valorizzare il viaggio complesso e meticoloso che porta alla realizzazione di ogni montatura. «Al centro della narrazione c’è l’idea che un occhiale non sia mai un oggetto monodimensionale, ma il risultato di un equilibrio armonico tra design, costruzione e materiali - si legge in un comunicato del brand - Ogni elemento contribuisce a un insieme sofisticato che si traduce in un prodotto capace di distinguersi sotto ogni profilo: estetico, funzionale e qualitativo». La campagna “Dynamic Frequencies” sottolinea l’impegno costante del marchio verso la cura del dettaglio in ogni fase del processo creativo e produttivo. «Una filosofia che rifiuta la staticità per abbracciare l’evoluzione continua, spingendo l’azienda a innovare senza perdere coerenza con la propria identità», sottolinea la nota. A cura della redazione
S1 Ep 655Milano Fashion Week: l’eyewear è insostituibile
Grande presenza di occhiali alle ultime sfilate del capoluogo lombardo, che si sono chiuse il 2 marzo: per la donna dell’autunno inverno 2026-2027 sono diversi i modelli che hanno completato i look in passerella, anche con un inedito connubio montatura e cappelloGli occhiali sono stati così tanto presenti in questa Fashion Week milanese per il prossimo autunno inverno che si può parlare addirittura dell’occhiale come accessorio insostituibile per completare un look e uno stile. Ne è un esempio la prima collezione di Fendi, disegnata da Maria Grazia Chiuri, ex Dior, basata sull’omaggio all’artigianalità della maison, quindi al recupero di pezzi d’archivio e al ritorno del nero. Quindi nero anche per gli occhiali ampi, sia in acetato sia metallici, per lei e per lui. Laura Biagiotti, fedele alle sue origini, propone il bianco e i modelli sono a mascherina in acetato bianco o tartaruga con lenti sfumate “per filtrare con un tocco fiabesco la realtà”. Facile il rimando abbigliamento-occhiali da Dsquared2, data la collezione da montagna e quindi le maschere da sci. Tutte a fascia ma in un arcobaleno di colori le montature da Martin Margiela in accordo con la varietà dei capi. In apparente contrasto con una collezione fatta di stratificazioni, ma in realtà perfetti per una scenografia minimal gli occhiali di Prada: piccoli, metallici, da vista, con lenti in colori sfumati. Neri, grandi, squadrati, ideali per adattarsi agli avvolgenti e architettonici capi in neoprene di Davii, brand portoghese creato dal visionario designer brasiliano Fabiano Fernandes Dos Santos.Evidente e forte il legame tra capi e accessori, e quindi gli occhiali, da Kimhekim, uno dei cinque brand coreani del Soul Threads Voices of Seoul presentati da Camera della Moda e dalla boutique Antonioli. Il fil rouge che caratterizza abiti, borse, scarpe sono le perle e una perla pende, come un orecchino, da una lente. Apparentemente difficile trovare una connessione fra cappelli e montature, eppure da Borsalino c‘è. È la nuova capsule collection eyewear realizzata con Ophy Eyewear, omaggio a icone dello spettacolo. I modelli si chiamano Robert (Redford), John (Belushi), Frank (Sinatra), in acetato di diverse tonalità con un design attuale ma fatto per durare nel tempo, proprio come i cappelli del mitico marchio di Alessandria. Più immediato il riferimento con i gioielli da Bulgari, trattandosi gli occhiali di Bulgari di veri gioielli. Con una placcatura in oro, riportano i motivi iconici: sulla cerniera il serpente oppure sul frontale il tubo gas (nelle foto, dall’alto a sinistra, in senso orario: Kimhekim, Fendi, Prada, Martin Margiela e Laura Biagiotti).Luisa Espanet
S1 Ep 654Reviú Magazine: uno sguardo su economia dei consumi e mondo della visione
Nicola Di Lernia, in collaborazione con Fabiano Editore, lancia un quindicinale digitale dedicato a stakeholder e addetti ai lavori della filieraIl digitale come strumento “amichevole”, di facile lettura, capace di offrire articoli brevi ma utili: da questa premessa prende forma Reviú Magazine (nella foto, la copertina), il nuovo prodotto editoriale pensato da Nicola Di Lernia come una rivista dai due volti: uno sguardo di cultura generale sull’economia dei consumi e un approfondimento verticale sulle complessità e le opportunità del mondo della visione.«Si tratta da un lato di una scommessa: serve una rivista di questo genere nel nostro settore? Secondo me, sì - spiega Di Lernia a b2eyes TODAY - Dall’altro, rappresenta la naturale prosecuzione del rapporto professionale che mi lega da oltre un decennio a questo quotidiano online, con una rubrica fissa ogni venerdì, e al suo editore, insieme al quale curo e per il quale conduco da sette edizioni il Forum Presbiopia».E proprio dall’evento sulla gestione del paziente-cliente presbite nasce l’Osservatorio Presbiopia, che a oggi conta già oltre mille professionisti iscritti, tra ottici optometristi e oculisti: a tale progetto sarà strettamente legato il quindicinale. «Reviú Magazine è realizzato in esclusiva per gli affiliati alla piattaforma dell’Osservatorio Presbiopia: il numero zero, di prossima uscita, sarà disponibile in chiaro anche per un ampio database di operatori dell’ottica, i quali periodicamente potranno fruire di altri numeri successivi, per poi riceverlo regolarmente iscrivendosi all’Osservatorio stesso - dice ancora Di Lernia – Questo prodotto digitale, inoltre, conta di arricchirsi di una rosa di ulteriori rubriche e di aprirsi a nuovi opinionisti, all’insegna del pluralismo delle idee: l’obiettivo è esplorare quelle aree del settore che potremmo definire grigie e ricche al tempo stesso e aiutare il lettore a fare qualcosa di nuovo e di migliore. In linea con il progetto di Ferdinando Fabiano di far evolvere, già a partire dal 2026, il Forum Presbiopia e, quindi, tutte le iniziative a esso collegate in Forum della Vista». A cura della redazione
S1 Ep 653Hoya: un protocollo di gestione della miopia anche per l’ottico optometrista
In continuità con quella clinica per gli oftalmologi nata dallo studio Delphi, l’azienda oftalmica introduce una guida pratica dedicata ai professionisti della visione, che vuole sottolinearne la centralità nel controllo efficace dell’evoluzione miopicaQuesto documento (nella foto, la copertina) evidenzia come l’ottico optometrista «svolga un ruolo chiave insieme al medico oculista, contribuendo a identificare tempestivamente i fattori di rischio e sensibilizzando le famiglie sul tema della progressione miopica: funge, inoltre, da ponte tra i genitori, l’oftalmologo ed eventualmente il pediatra, offrendo continuità comunicativa e coerenza nell'iter di gestione della miopia - afferma in una nota Anna Maria Nicolini, marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia - Si tratta dunque di una figura cardine nel percorso di controllo di questo difetto refrattivo: è colui che accompagna le famiglie nel tempo, interpreta i bisogni visivi dei bambini e dei ragazzi e traduce le scelte cliniche in soluzioni pratiche, comprensibili e realmente efficaci».L’azienda pone l’attenzione su due scenari in cui il ruolo dell’ottico optometrista è determinante. «Il primo riguarda i giovani miopi ai quali l’oculista abbia prescritto una semplice monofocale o una generica lente a defocus: può quindi informare la famiglia e proporre la soluzione MiyoSmart con tecnologia D.I.M.S., supportata da oltre 100 evidenze scientifiche - spiega il comunicato - Il secondo è quello dei giovani a rischio: in presenza di elementi come familiarità, età o una ridotta riserva ipermetropica, può sensibilizzare i genitori e indirizzarli tempestivamente verso una valutazione oculistica, informando quando la soluzione MiyoSmart possa essere appropriata».Accanto al ruolo educativo e relazionale c’è anche la responsabilità tecnica: questa guida offre perciò una indicazione per la selezione della montatura più adatta alle caratteristiche anatomiche dei giovani, per la corretta centratura delle lenti e per la verifica che l’ampiezza della zona di trattamento sia adeguata ai movimenti naturali dello sguardo. «Il professionista della visione, grazie alla propria competenza, accompagna il giovane miope nel tempo con controlli periodici di follow-up strutturati che partono dall’analisi dell’adattamento e del fitting e includono valutazioni sul cambio lenti e, quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale - precisa la nota - Il protocollo definisce un primo controllo dopo due settimane, per verificare comfort e adattamento, e successivi monitoraggi ogni sei mesi, con indicazione alla sostituzione delle lenti in caso di progressione pari o superiore a -0.50D o di crescita della lunghezza assiale uguale o superiore a 0,2 mm all’anno».Il protocollo segue di pochi mesi la diffusione di quello clinico per la classe medica, realizzato da Hoya alla luce dello studio Delphi portato avanti nell’ultimo anno e mezzo con un centinaio di oftalmologi pediatrici italiani. «Il nostro obiettivo è creare un linguaggio comune e un percorso condiviso tra oculisti e ottici optometristi: solo con una collaborazione costante e strumenti chiari possiamo offrire alle famiglie un supporto efficace, tempestivo e basato sulle evidenze - conclude Nicolini - In tale contesto il professionista della visione, vicino al territorio e alle esigenze quotidiane di bambini e ragazzi, assume un ruolo ancora più strategico nella gestione della miopia».A cura della redazione
S1 Ep 652Menicon Soleko accelera nel nord est: entra Halangescu
Il professionista, nel ruolo di sales account, assume la responsabilità di un’importante area a livello economico e strategico, che include il Trentino-Alto Adige e porzioni nevralgiche di Veneto e LombardiaNelle intenzioni di Menicon Soleko, l’inserimento di Dragos Halangescu (nella foto) non è solo un potenziamento della rete vendita, ma un segnale al mercato: l’investimento in una figura dedicata per quest’area sottolinea la volontà dell’azienda di passare da una presenza consolidata a una posizione di leadership attiva. «Tale territorio, caratterizzato da un'elevata concentrazione di centri ottici qualificati e da una clientela esigente, rappresenta un bacino cruciale per la crescita dell’azienda - si legge in un comunicato di Menicon Soleko - L'obiettivo dichiarato è duplice e ambizioso: da un lato, consolidare la presenza della società, rafforzando le relazioni con i partner esistenti; dall'altro, accelerare lo sviluppo del business». Il profilo di Halangescu unisce competenze commerciali e tecniche in contattologia grazie al suo percorso professionale in aziende come Bausch + Lomb e CooperVision. «Ciò che distingue ulteriormente Halangescu è la conoscenza diretta delle dinamiche del punto vendita e delle reali esigenze dei professionisti della visione - prosegue la nota - In un dialogo quotidiano, la sua capacità di comprendere le sfide operative e commerciali degli ottici rappresenta un valore aggiunto, trasformando la relazione cliente-fornitore in una partnership orientata al successo reciproco». A cura della redazione
S1 Ep 651Rudy Project rileva il distributore nordamericano per presidiare il mercato Usa
L’azienda italiana, attiva nella progettazione e produzione di caschi e occhiali sportivi ad alte prestazioni, da febbraio opera direttamente sul mercato statunitense, che rappresenta il 10% del suo fatturato complessivo, per metà realizzato sul canale otticoCon l’acquisizione al 100% della proprietà di Rudy Project North America si completa un’operazione strategica che coinvolge anche l’area delle isole caraibiche.Attivo dal 1998 e con sede a San Clemente in California, lo storico distributore esclusivo del marchio nasce dall’iniziativa di un gruppo di investitori provenienti dal mondo dell’ottica e dello sport, che hanno creduto nel potenziale del brand sin dalle fasi iniziali di sviluppo sul mercato nordamericano. Negli anni ha poi contribuito a costruire una presenza stabile del marchio e ne ha rafforzato il posizionamento premium.«Dopo aver consolidato il controllo diretto dei principali mercati europei, l’integrazione del mercato estero più strategico per il nostro business rappresentava un’evoluzione naturale - commenta in una nota Cristiano Barbazza (nella foto), ceo di Rudy Project - Gli Stati Uniti sono uno dei mercati sportivi più rilevanti, stimolanti e al tempo stesso più competitivi al mondo: un contesto che impone velocità, visione e capacità di innovare in modo continuo. Proprio per questo abbiamo sviluppato un piano pluriennale di investimenti ambizioso, pensato per sostenere in modo strutturale la crescita e rafforzare la nostra presenza nel mercato statunitense».Gli Usa rappresentano «circa il 10% del fatturato complessivo dell’azienda fino al 2025 - spiegano a b2eyes TODAY dalla società fondata a Treviso nel 1985, la quale progetta i propri prodotti in collaborazione con atleti professionisti, utilizzando un approccio integrato che unisce design italiano, ricerca tecnologica e innovazione nei materiali e mantenendo un focus su ciclismo, triathlon, running e discipline outdoor - Si tratta di un'area strategica per il brand, sia per la rilevanza del settore sportivo e performance eyewear sia per il potenziale di crescita nel segmento ottico, su cui continua a investire con una visione di medio-lungo periodo».Negli Stati Uniti il canale ottico incide per circa il 50% delle vendite di Rudy Project. «È un dato significativo, che conferma la solidità del posizionamento del marchio anche al di fuori del segmento sportivo tradizionale e la capacità di proporre soluzioni tecniche e personalizzabili apprezzate dal mercato professionale dell'ottica - proseguono dall’azienda - Inoltre, a livello globale, il canale ottico rappresenta circa il 50% della distribuzione complessiva di Rudy Project, in equilibrio con quello sportivo che occupa il restante 50%. Questo bilanciamento riflette la doppia anima del brand: da un lato la vocazione performance e sportiva che lo contraddistingue da sempre, dall'altro una crescente presenza nel mondo dell'ottica, dove tecnologia, design e qualità delle lenti sono elementi chiave del loro sviluppo».Rudy Project opera oggi in oltre 60 paesi nel mondo e gestisce in via diretta, oltre agli Usa, Italia, Francia per ottica e outdoor industry, Belgio, Germania, Svizzera e Austria.A cura della redazione
S1 Ep 650Gli occhiali a Sanremo? Una “magica favola”
In un verso della canzone portata da Arisa alla 76esima edizione del Festival, conclusasi sabato scorso con la vittoria di Sal Da Vinci, sono racchiusi il significato simbolico e il valore dell’eyewear, che nella serata del 27 febbraio dedicata alle cover ha finalmente dominato la scena sin dall’inizioÈ stata la co-conduttrice Laura Pausini ad aprire la serata di venerdì scorso con una montatura XXL “ad ape” impreziosita da maxi gemme in Swarovski su un outfit total black con guanti fucsia. Questi occhiali oversize a mascherina sono diventati virali quando Carlo Conti li ha indossati per gioco in apertura.Ma anche i cantanti in gara non sono stati da meno. Come sempre, Dargen D’Amico si è esibito con un paio di occhiali scuri per il duetto con Pupo e Fabrizio Bosso sulle note di Su di noi: i suoi ospiti si sono adeguati allo stile, sfoggiando a loro volta modelli da sole sul palco. TonyPitony, vincitore della serata cover in coppia con Ditonellapiaga ha calzato la sua caratteristica maschera con occhiali integrati in stile vintage-Elvis, mantenendo l'anonimato che lo contraddistingue. Pure in questo caso è diventato virale sui social Conti, cui è stata regalata: scherzosamente il presentatore l’ha messa per farsi immortalare sul palco da giornalisti, pubblico e perfino da sua moglie divertita.Durante il loro omaggio a Lucio Dalla con L'ultima luna, sia Tommaso Paradiso sia gli Stadio, in particolare il leader del gruppo, Gaetano Curreri, hanno indossato occhiali scuri, coerenti con il look total black e l'immaginario del cantautore bolognese. Il rapper Luchè ha utilizzato dei sunglasses scurissimi, confermando lo stile urban di lusso già mostrato nelle prime serate, pure per la sua esibizione in Falco a metà con Gianluca Grignani, a sua volta in occhiali da sole. La batterista delle Bambole di Pezza ha sfoderato una montatura sun con lenti rosa durante la performance finale con Cristina D’Avena, in una versione inedita della sigla del cartone animato Occhi di gatto.E così, dopo una presenza significativa ma non da protagonista assoluto, l’eyewear si è finalmente ripreso la scena. Durate la finale del 28 febbraio lo stile si è poi riallineato alla tendenza sobria delle serate dedicate alla gara. Gli occhiali sono stati indossati dagli stessi artisti che li avevano inclusi nell’outfit anche per accumulare i bonus del FantaSanremo: sempre Dargen D'Amico, fedele al proprio stile, ha esibito il suo modello in cristalli Swarovski, questa volta sui toni del verde, presentandosi inoltre a piedi nudi e in frac. Luchè ha cantato indossando occhiali da sole scurissimi, anch’egli mantenendo il proprio stile urban-chic dalla prima all’ultima serata. Il duo composto da LDA e Aka7even ha sfoggiato eyewear nero, stretto, piatto, rettangolare identico e, vestiti come gemelli, durante l'ultima l’esibizione sono apparsi davvero scatenati nell’interpretazione del pezzo. Andrea Bocelli, super ospite della serata, ha deliziato il pubblico con i suoi amati aviator argentati e lenti blu sfumate, stiloso e carismatico come sempre.
S1 Ep 649Dalpasso, nel 2026 un programma di incontri con le cliniche oculistiche italiane
Il primo, incentrato sulle protesi oculari, si è svolto a fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, specializzata nella diagnosi, nella cura e nel follow-up di numerose patologie oculari, in particolare pediatriche, e diretta da Paolo NucciNel corso dell’incontro (nella foto) Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari ha presentato una relazione sul confronto tra lenti a contatto cosmetiche protesiche e gusci sclerali cosmetici: un approfondimento tecnico «volto a chiarire quando sia possibile applicare le prime e quando, invece, le condizioni del bulbo oculare obbligano l’ocularista, cioè lo specialista in materia, a scegliere la seconda soluzione, progettando e applicando un guscio sclerale per il quale sono richieste competenze di contattologia e di protesica oftalmica - spiega una nota dell’azienda - Applicazioni protesiche che Dalpasso Protesi Oculari è in grado di fornire ai pazienti a costo zero poiché la spesa, per gli aventi diritto, è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale».Alla relazione hanno assistito oltre 30 allievi e medici specializzandi, presenti in platea insieme all’oftalmologo Andrea Lembo e allo staff del reparto: durante l’evento sono stati mostrati i risultati più performanti delle applicazioni su occhi vedenti e non vedenti, inclusi casi pediatrici e neonatali, ambito nel quale la gestione clinica e protesica richiede un approccio altamente specialistico. A sua volta Paolo Nucci ha arricchito il confronto con numerose domande, contribuendo a rendere ancora più chiara ai futuri oculisti la gestione di pazienti che spesso faticano a trovare risposte adeguate al proprio deficit visivo ed estetico. Nello specifico, lo speech ha approfondito il confronto tra l’applicazione di lenti a contatto morbide cosmetiche, quelle cosiddette protesiche, e quella dei gusci sclerali cosmetici in PMMA in presenza di microftalmo congenito, subatrofia bulbare post-traumatica e ferite perforanti, glaucoma congenito e altre gravi patologie a carico del bulbo, con o senza residuo visivo. «Siamo convinti che la formazione dei futuri giovani oculisti debba comprendere anche la conoscenza delle soluzioni protesiche nei più gravi casi di demolizione parziale o totale del bulbo oculare o di parti di esso, in seguito sia a patologie sia a fatti accidentali», sottolinea il comunicato.Dalpasso Protesi Oculari è un ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, coprendo così l’intera casistica di pertinenza di entrambi gli ambiti. Il gruppo detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano. Da diversi anni l’azienda ha avviato un’attività formativa e di collaborazione con strutture universitarie e ospedaliere, con l’obiettivo di diffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi. «Dopo quello di fine gennaio a Milano, nel 2026 sono in programma ulteriori eventi, sia in presenza sia online, con diverse cliniche oculistiche universitarie e reparti ospedalieri italiani - rivelano dalla società emiliana a b2eyes TODAY - I prossimi appuntamenti si terranno in Veneto, Sicilia e Lazio, anche grazie a collaborazioni con enti di primo livello come la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto».A cura della redazione
S1 Ep 648Formula 1: ic! berlin nuovo official eyewear partner del team Audi Revolut
Il brand dell’occhialeria di ricerca di proprietà di Marcolin annuncia la partnership con la scuderia, che unisce due realtà tedesche accomunate da ingegneria di precisione, design funzionale e un’estetica contemporaneaLa collaborazione tra ic! berlin e Audi Revolut F1 Team rappresenta un incontro tra due marchi che condividono la stessa idea di performance e arriva in un anno particolarmente significativo, in cui ic! berlin celebra il suo 30° anniversario. «In tre decenni il brand ha consolidato la propria reputazione grazie a prodotti progettati con cura estrema: dall’iconica cerniera senza viti, alla durabilità e al comfort, mantenendo sempre un’estetica chiara, contemporanea e distintiva – spiega un comunicato del marchio - Un traguardo che conferma l’impegno per un’innovazione mirata, dove ogni dettaglio è pensato per generare performance concrete. La partnership unisce due marchi tedeschi per i quali forma e funzione sono inseparabili. In Formula 1, la performance non riguarda soltanto la vettura, ma è anche concentrazione, precisione e sicurezza: qualità che rispecchiano l’approccio di ic! berlin al design dei suoi prodotti».A partire dal Gran Premio di Australia, che l’8 marzo darà il via alla stagione 2026 della Formula 1, ic! berlin supporterà come official eyewear partner Audi Revolut F1 Team in pista e fuori. Per Marcolin, la collaborazione rafforza ulteriormente il posizionamento del gruppo come punto d’incontro tra culture del design, premium performance e visibilità globale, ampliando la presenza internazionale di ic! berlin grazie alla vetrina e piattaforma narrativa rappresentata dal più importante circuito di gare automobilistiche.«Questa collaborazione porta in Formula 1 una nuova e sofisticata espressione di stile e design - commenta nella nota Nicola Zotta, managing director di Marcolin - Gli occhiali ic! berlin nascono con lo stesso approccio: precisione ingegneristica, chiarezza progettuale e attenzione meticolosa ai dettagli. Per questo rappresentano un’estensione naturale del linguaggio estetico del team all’interno del paddock. Tale partnership ci consentirà di posizionare ic! berlin all’intersezione tra stile e performance, in uno dei contesti sportivi più esclusivi al mondo».A cura della redazione
S1 Ep 647Acofis Milano: festeggiare gli 80 anni parlando di futuro
La territoriale di Federottica celebra l’importante traguardo e, nell’ambito di un calendario di iniziative che si svilupperà nel corso del 2026, l’8 marzo organizza un convegno aperto a tutti gli ottici optometristi“L’occhiale e il centro ottico del futuro” si propone di fare il punto sull’attuale stato di salute del retail indipendente, analizzando la normativa vigente e la legislazione di riferimento e ponendo una riflessione sulle prospettive della categoria alla luce del Regolamento Europeo MDR 745/2017. «Un tema centrale per la professione, chiamata a confrontarsi con un quadro regolatorio in evoluzione e con nuove responsabilità in materia di dispositivi medici», spiega un comunicato di Federottica Milano Acofis.La scelta della sede non è casuale: il convegno si svolgerà infatti presso l’ADI Design Museum di Milano. «Proprio a partire dal luogo, simbolo del design italiano, è previsto il contributo dell’Associazione per il Disegno Industriale, per introdurre il tema della progettazione delle montature all’interno del valore della produzione made in Italy: un percorso che affiancherà l’evoluzione stilistica alle lenti di ultima generazione e agli occhiali tecnologici di diverse tipologie – si legge ancora nel comunicato - La riflessione si estenderà inoltre alle opportunità e ai vantaggi dei dispositivi indossabili, senza trascurare i possibili rischi legati alla sicurezza e ai cambiamenti sociali e antropologici che tali tecnologie possono comportare». Da qui partirà l’intervento di Alberto Pellai, docente e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, specializzato in prevenzione in età evolutiva: l’obiettivo è offrire un’analisi sociologica sul presente e sul futuro, con particolare attenzione alla condizione giovanile.Il convegno dell’8 marzo si inserisce nel solco di una tradizione associativa che, negli anni, ha sempre affiancato ai momenti celebrativi occasioni di approfondimento culturale: Federottica Milano Acofis da tempo organizza convention e incontri in occasione della celebrazione di Santa Lucia, trasformando una ricorrenza simbolica per la categoria in una opportunità di confronto sui temi strategici della professione.A cura della redazione
S1 Ep 646Ottica Marina Cauti: un’esperienza in dono ai clienti per celebrare San Valentino
Per festeggiare la ricorrenza, l’insegna di Ortona, in provincia di Chieti, ha organizzato lo scorso 14 febbraio l’appuntamento “Foto dell’Iride”, con cui ha trasformato il negozio in uno spazio di scoperta e bellezzaA far nascere l’idea dell’evento è stata la volontà da parte di Marina Cauti di fare un regalo alla propria clientela, valorizzando l’iride di ogni invitato, evidenziandone le sfumature cromatiche, le trame, le geometrie naturali e, in modo simbolico, i tratti caratteriali che essa richiama. Per far questo, la professionista di Ortona ha coinvolto le fotografe romane Cinzia Carbonelli e Adriana Seganti, art director nella moda e nella pubblicità, le quali sono collegate al progetto Eyeconart, il ritratto dell’iride che trasforma gli occhi delle persone in opere d'arte realizzate dal vivo, durante fiere, meeting e conferenze, utilizzando un processo di ripresa brevettato e un software ad alta risoluzione, per offrire agli ospiti un'esperienza memorabile. «Allo scopo di creare attesa intorno a un appuntamento così particolare, abbiamo pubblicato un save the date durante le feste natalizie, dopo di che abbiamo selezionato una cerchia di clienti cui inviare inviti mirati via WhatsApp e infine, negli ultimi dieci giorni, abbiamo fatto una sponsorizzata su Facebook e Instagram: abbiamo così riunito una rosa di 40 partecipanti», spiega Cauti a b2eyes TODAY.Il giorno di San Valentino, con attrezzature dedicate e tecniche di macrofotografia avanzata, Carbonelli e Seganti hanno dunque realizzato nel centro ottico gli scatti di alta qualità, curandone l’editing in tempo reale. Dopo aver scattato le foto, stampate in pochi minuti per donarle ai clienti racchiuse in una cornice, hanno stilato per ciascuno una descrizione dettagliata di ciò che rende unico qualsiasi occhio e un’analisi che ha messo in luce la relazione tra personalità e forma, colore e sfumature dell’iride. «Ogni scatto ha raccontato una storia diversa, restituendo un ritratto che andava oltre l’immagine, toccando la dimensione emotiva - aggiunge la professionista abruzzese - Le esperte hanno interpretato le foto individuando tipologie di carattere, flusso energetico, potenzialità della persona, rivelate dalla conformazione dell’iride stessa. I partecipanti sono rimasti tutti affascinati e colpiti, non avevano mai sperimentato nulla del genere: ognuno ha assistito alla trasformazione del proprio sguardo in un’immagine artistica, proiettandosi in una dimensione nuova che ha generato sorpresa, orgoglio e un senso di profonda appartenenza alla propria identità».L’iniziativa non è stata perciò solo un servizio fotografico. «Si è trattato di una vera e propria esperienza immersiva, senza alcun risvolto commerciale, che ha unito tecnologia, arte e cura della persona: valori che da sempre contraddistinguono l’approccio professionale mio e delle mie collaboratrici Giulia e Sarah», conclude Cauti (nella foto, da sinistra: Cinzia Carbonelli, Giulia Fonzi, Marina Cauti, Sarah D’Ottavio e Adriana Seganti).Nicoletta Tobia
S1 Ep 645Italian Eyewear Exhibition approda a New York
Si terrà il 4 marzo la prima edizione dell’iniziativa organizzata nella Big Apple da Ice Agenzia in collaborazione con Anfao: l’evento, al quale saranno presenti 16 aziende del nostro paese, ha l’obiettivo di rafforzare i legami commerciali tra i produttori italiani e i retailer e buyer statunitensi, in un contesto di contrazione dell’export come quello attuale, e di aumentare la visibilità dei brand e il networking per consolidare il posizionamento del made in Italy nel segmento premiumDopo Milano a fine gennaio, Parigi lo scorso settembre e in precedenza Panama, Italian Eyewear Exhibition fa tappa nella Grande Mela (nella foto, l'immagine di campagna). Reflections, questo il nome dell’edizione statunitense di Iee, si terrà il 4 marzo al piano terra dell’IAC Building, uno dei rari edifici in vetro firmati dall’architetto Frank Gehry a New York, che andrà a rafforzare i temi della mostra, riflessione, trasparenza e innovazione, inserendo l’eyewear in un dialogo più ampio che comprende design, architettura e cultura dei materiali. Sedici le aziende partecipanti: Aerial Vision International, Aru, Atmosphera, Ioves, Italiana Design, L.G.R, La Giardiniera, Lara D, Logoproject Design, Mad in Italy, Manifattura Italiana Occhiali, Marcolin, Nannini Italian Quality, Original Vintage Sunglasses, Stilitaly e Vanni.Sono attesi buyer non solo dalle zone limitrofe come New York, New Jersey e Connecticut, ma da tutti gli Usa, grazie al programma di incoming che ne garantirà almeno 50: insieme a ottici, stampa e professionisti del settore avranno un’anteprima di brand italiani durante l’Eyewear Design Week, l’evento dell'ottica per il mercato nordamericano che ha esordito nel 2025 nella metropoli. Dopo lo spostamento di Vision Expo East a Orlando, in programma quest’anno dall’11 al 14 marzo, New York vuole infatti affermarsi come punto di riferimento per l’occhialeria indipendente, a partire da Loft, l'evento nato alcuni anni fa come spin-off della tradizionale rassegna fieristica newyorkese, e con il contributo di una serie di iniziative, appuntamenti e meeting dislocati nella città durante la prima settimana di marzo. Tra questi figura anche Italian Eyewear Exhibition.«Gli Stati Uniti, da sempre primo sbocco commerciale per il settore, stanno attraversando difficoltà legate a dazi e condizioni di mercato che hanno inciso sull’export italiano - si legge in un comunicato di Anfao - Proprio per questo Iee New York assume un ulteriore valore strategico: partecipare direttamente sul territorio consente di rafforzare relazioni commerciali, sostenere i partner locali e contrastare l’impatto dei dazi con una presenza attiva e qualificata».«Offriamo ai retailer americani più di semplici prodotti: proponiamo una partnership fondata su una filiera trasparente e verticalmente integrata che garantisce durata e precisione superiori, qualità fondamentali per il consumatore statunitense più esigente», dichiara nella nota Erica Di Giovancarlo, direttore di Ita-Italian Trade Agency New York.Secondo Lorraine Berton, per il buyer statunitense il made in Italy «rappresenta un investimento strategico, capace di differenziare l’assortimento in un mercato dominato da prodotti generici e standardizzati - aggiunge la presidente di Anfao nel comunicato - Inoltre, in un contesto di incertezza sulle politiche commerciali negli Stati Uniti, visti anche i recentissimi aggiornamenti, consolidare relazioni dirette e basate su qualità e trasparenza diventa ancora più strategico per garantire competitività e affidabilità ai prodotti italiani di eyewear».A cura della redazione
S1 Ep 644Milano-Cortina e Mido, tra successo e riflessione
I Giochi Olimpici Invernali 2026 appena conclusi si portano dietro una scia di emozioni e grandi risultati sportivi e di immagine. Un po’ come la fiera che li ha preceduti di una settimana. Tornati però alla quotidianità, quali considerazioni possiamo fare sul contesto economico e sociale in cui viviamo?Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovevano essere le prime davvero ecosostenibili, secondo le direttive del Comitato Olimpico Internazionale. Alla fine, però, il loro costo complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato sfiorare i 6 miliardi di euro, circa lo 0,3% del Pil italiano 2025 e oltre quattro volte la previsione iniziale di 1,3 miliardi.Il caso simbolo potrebbe essere, proprio a Cortina d'Ampezzo, la pista da bob, disciplina che in Italia conta meno di mille atleti. La spesa per tale pista è più che raddoppiata, ha richiesto l'abbattimento di 500 larici centenari, piantati per contenere l'erosione del terreno, e per mantenere il ghiaccio occorre l'equivalente energetico di settemila frigoriferi. Frigoriferi in montagna, in una nazione dove nel solo 2025, secondo un rapporto di Legambiente, hanno chiuso 265 impianti di risalita per mancanza di neve e costi elevati.Se la sostenibilità è saltata, almeno la strategia dietro gli impianti e i fabbricati realizzati per l’occasione dovrebbe avere un senso. Il villaggio olimpico di Milano è sorto in un'area centrale della metropoli con l’impegno di riconvertirlo in residenze per studenti, oggi costretti a spendere anche 500-600 euro per una stanza. Vedremo se la promessa reggerà. A Cortina, invece, quasi 40 milioni di euro per un villaggio che verrà smontato a fine giochi.Eppure… Abbiamo assistito a due cerimonie splendide. Il made in Italy e il nostro saper vivere hanno fatto il giro del mondo, con apprezzamenti che segneranno il futuro ricettivo del paese. Trenta medaglie. Ha perfino nevicato.Data anche la parziale concomitanza temporale, si potrebbe fare un parallelismo con l’ultimo Mido: un’edizione del più grande salone internazionale dell’ottica ben organizzata, con visitatori da oltre 160 paesi che hanno apprezzato l’ampia offerta merceologica. E grande entusiasmo tra gli operatori nelle tre giornate di fiera. Tuttavia il sentiment dei centri ottici, almeno in Italia, in questo primo scorcio di 2026 non appare all’insegna dell’ottimismo.Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non dovremo dunque dimenticarci del successo registrato in quelle due settimane di gare, cui farà sicuramente seguito quello delle prossime Paralimpiadi. Il presente però non cancella ciò che è mancato: una visione di medio-lungo termine. L'impressione è che nel nostro paese si sia smarrito quel buon senso del padre di famiglia che guidò l'Italia nella ricostruzione del secondo dopoguerra: lo stesso che portò in America il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, a cercare fondi per l’Italia, con il cappotto usato.Nicola Di Lernia
S1 Ep 643Sanremo: l’eyewear intona una “nota” di stile strategica
Il Festival, in corso fino a sabato 28 febbraio nella città ligure, non è solo la gara canora più attesa dell'anno, ma una passerella dove il look definisce da sempre l’identità dell’artista. In questa 76esima edizione, dominata da un’estetica sobria e lineare, gli occhiali sono diventati per alcuni protagonisti un alleato per rafforzare la comunicazione non verbale dei cantantiMentre per quel che riguarda l’outfit i veterani e i giovani talenti, inclusi i rapper in un inedito rigore sartoriale, hanno scelto abiti essenziali per rimettere al centro la musica, nelle prime due serate del Festival di Sanremo 2026 l'accessorio eyewear è emerso come strumento di rottura o di protezione.Il re indiscusso in questo contesto, Dargen D’Amico, non ha deluso. Per l'interpretazione di AI AI, ha sfoggiato una montatura “aliena” e futuristica, impreziosita da cristalli Swarovski. Le lenti avvolgenti cyber glam riflettevano i colori dell'Ariston, confermando l'occhiale non come maschera, ma come confine necessario tra Jacopo, l'uomo, e Dargen, l'artista.Ditonellapiaga ha invece usato l'accessorio solo per sottolineare un momento dell’esibizione canora. Una montatura nera, stretta e squadrata dal taglio cat-eye, indossata soltanto per pochi istanti per enfatizzare la canzone Che fastidio. Un gesto comunicativo potente per schermare in un attimo lo sguardo dal mondo esterno.Il rapper napoletano Luchè ha portato sul palco un perfetto esempio di urban luxury. I suoi occhiali “blackout”, scurissimi e impenetrabili, hanno completato un look intriso di mistero e rigore street, in perfetta simbiosi con il suo brano Labirinto.LDA, in coppia con Aka 7even, ha giocato sulla variazione cromatica. Se nella prima serata ha scelto la sobrietà di una montatura nera squadrata, mercoledì ha scaldato l'atmosfera con lenti aranciate, utilizzate strategicamente solo per l'ingresso sul palco.Tredici Pietro, nome d’arte di Pietro Morandi, ha optato per un design rimless moderno e minimale. Una scelta che valorizza il viso e sottolinea la somiglianza con il padre Gianni, sebbene il fitting “scivolato sul naso” abbia rivelato la sua audacia casual.Non sono mancati i richiami al passato: il corpo di ballo di J-Ax ha interpretato una versione “cowboy post-moderno” con cappelli e occhiali vintage anni 70, creando un ponte visivo tra nostalgia e innovazione.Non è passato inosservato l’eclettico maestro Enrico Melozzi, confermandosi uno dei direttori d'orchestra più coinvolti della rassegna. Con i suoi occhiali oversize e lenti colorate, ha mantenuto il suo stile energico inconfondibile, amato da molti artisti.Infine, la spontaneità di Laura Pausini: il suo modello nero squadrato, visto sia sul palco sia nei backstage e sui suoi canali social, è diventato il simbolo di un’eleganza accessibile e quotidiana. Li ha usati solo per una presentazione sul palco dichiarando di non vedere più bene: sarà una reale necessità? (nelle foto, tratte da raiplay.it, da sinistra: Tredici Pietro, Luchè, Ditonellapiaga e Dargen D’Amico).Angelica Pagnelli
S1 Ep 642Transitions Color Touch: prima tappa a Roma per il lancio
L'ultima linea del brand, disponibile dal 24 febbraio, è stata protagonista di un evento presso la Capitale, alla presenza di un centinaio di ottici partnerQuattro ragazzi e quattro ragazze sfilano, alternandosi sulla passerella allestita presso Officine Farneto, nella Capitale, nella serata di lunedì 23 febbraio, la prima tappa di un mini tour che toccherà Napoli il 2 marzo per poi chiudere a Milano il 16 marzo. «Sono i vostri consumatori e ognuno di loro porta con sé una scelta, che parla di identità, di chi vogliono essere, di come vogliono essere visti - recita uno speaker - C'è chi sceglie il colore per farsi notare, chi lo vive come parte di sé». Ogni modella e modello interpreta i colori della nuova palette di Transitions Color Touch, l’ultima linea del brand presentata in anteprima lo scorso Mido e ufficialmente in distribuzione presso i centri ottici italiani dal 24 febbraio, con le colorazioni Ruby, Ambra, Zaffiro, Ametista e Smeraldo, ispirate alla palette di Transitions Gen S. Presenti un centinaio di professionisti della visione, principalmente dal Lazio, ma anche da Toscana, Umbria e Sardegna. A ritmare il catwalk, un jingle orecchiabile, in stile TikTok, che identifica subito il target di riferimento di questo nuovo prodotto. “Power-Up Your Look” è il messaggio chiave della serata.«Le nuove Transitions Color Touch si presentano come l’evoluzione delle lenti fotocromatiche intelligenti, capaci di unire performance visiva e tocco estetico distintivo, grazie a una resa indoor personalizzabile in due effetti, sfumato o uniforme, e a un’intensità maggiore outdoor, con ultra reattività, comfort e protezione durante l’intera giornata - ha detto Chiara Forgione, business brand manager Transitions EssilorLuxottica - Rafforzano il valore identitario dell’occhiale per Millennials e Gen Z, che lo trasformano in un vero elemento di stile».La strategia di posizionamento che mira ai più giovani punta ad aumentare il valore della qualità visiva, facendo della gestione della luce il nuovo “gold standard” abbinata a monofocali evolute, ad esempio Eyezen per il mondo Essilor, o alle progressive, accompagnando il passaggio dall’occhiale “basic” a una proposta ultra dinamica, high style e high tech, in un mercato che mostra ampi margini di crescita. «La penetrazione di Transitions nelle monofocali raggiunge il 14%, mentre nelle progressive raggiunge il 36%, per una media del 21%, lasciando spazio a strategie di incremento del valore medio - ha spiegato Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxottica - Una case history degli ottici del nostro Advisory Board evidenzia come la proposta standard di monofocali evolute abbinate a Transitions su target giovani abbia generato nell’ultimo anno un aumento della busta intorno al 20%, un aumento della marginalità del 15% e una penetrazione, consolidata negli anni, di Transitions fino al 75%, con benefici tangibili quali maggiore autorevolezza dell’ottico e percezione premium del punto vendita».
S1 Ep 641EssilorLuxottica: con Sedico Experience Center uno spazio per clienti e partner
Nella località in provincia di Belluno, all’interno dell’hub strategico del gruppo che integra produzione di lenti e montature in acetato nonché logistica avanzata a supporto del mercato europeo, è stato recentemente creato uno spazio che si inserisce nel percorso avviato con l’Experience Center di Milano, inaugurato nel 2022 in zona TortonaNelle intenzioni di EssilorLuxottica, Sedico Experience Center rappresenta una nuova fase della trasformazione della società, che dà forma al disegno tracciato da Leonardo Del Vecchio: oltre all’eredità di azienda orientata a marchi, prodotti e consumatori, il gruppo vuole affermarsi come leader nell’ambito dell’innovazione e delle tecnologie medicali, in cui eyewear, salute e tecnologia si incontrano, aprendo nuove opportunità per migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone. Al centro ci sono proprio loro, che vengono accompagnate lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla correzione visiva, dalla diagnostica avanzata delle patologie oculari fino al mondo delle cliniche: Sedico Experience Center (nella foto) vuole raccontare proprio questa nuova identità, più ampia e articolata.Con una superficie di più di 290 metri quadrati, lo spazio, ricavato da un ex magazzino, si suddivide in settori dedicati alle diverse anime di EssilorLuxottica. L’area med-tech offre soluzioni integrate e avanzate per la gestione dei principali disturbi visivi, a supporto dei professionisti del settore: all’interno si trovano le tecnologie sviluppate da Essilor Instruments e Shamir, in un ambiente dove gli ottici possono vivere un’esperienza immersiva e scoprire il funzionamento dei diversi macchinari. Per quanto riguarda le lenti, si può osservare da vicino il processo produttivo e seguire un racconto che si snoda tra i principali brand e tecnologie, dalle lenti Stellest a Transitions. Un’area specifica è riservata al mondo wearable, dove sono esposti i modelli Ray-Ban Meta, Oakley Meta e i Nuance Audio, e quella delle montature in acetato, in cui è specializzato il sito di Sedico, con l’illustrazione delle principali fasi del processo di lavorazione. Una postazione è poi dedicata al complete pair, per mostrare il momento cruciale in cui montature e lenti vengono integrate, servizio distintivo dell’offerta rivolta a clienti finali e ottici. Infine, si possono conoscere i principali parametri energetici e di consumo dello stabilimento veneto.Pensato per accogliere visitatori selezionati da tutto il mondo, Sedico Experience Center diventa dunque uno spazio chiave anche per tutti i dipendenti che vogliono conoscere meglio EssilorLuxottica e le sue diverse anime, vivendo un’esperienza completa dell'azienda. A cura della redazione
S1 Ep 640Roma, un organismo per sostenere l’orientamento scolastico
Fondata nei mesi scorsi da Rodolfo Baiocchi e Valerio Cavalli, insieme a Lorenzo Labella di Optariston e a Luca Folletto di Milleocchiali, l’Associazione Romana Ottica vuole coinvolgere figli d’arte e non solo per far crescere l’interesse verso il percorso di studi professionaleIl 15 dicembre, a due giorni da Santa Lucia, protettrice della vista e patrona degli ottici, si è svolto all’Istituto De Amicis di Roma un incontro che non voleva solo celebrare una ricorrenza simbolica, ma essere anche un momento di riflessione e di confronto sul presente e sul futuro della professione di ottico. In quell’occasione è stata presentata l’Associazione Romana Ottica, realtà non profit nata ufficialmente nell’ottobre scorso con una serie di obiettivi: diffondere la cultura della visione, avvicinare studenti e famiglie all’attività di ottico, valorizzarla attraverso eventi e attività divulgative, sostenere i giovani con borse di studio e opportunità di inserimento lavorativo e restituire al professionista della visione un ruolo sociale ancora troppo spesso sottovalutato.«Nel corso degli interventi è emerso anche un quadro realistico delle difficoltà che il settore sta attraversando: una concorrenza che nel tempo ha contribuito a svalutare la figura dell’ottico e rischia di ridurla a una semplice attività di vendita, allontanandola dal suo significato più autentico, fatto di competenze, responsabilità e attenzione al benessere visivo delle persone, e soprattutto la carenza di studenti - si legge in una nota del nuovo organismo - Proprio da queste riflessioni nasce la volontà dell’Associazione Romana Ottica di intervenire in modo attivo e concreto, promuovendo iniziative capaci di generare valore, informazione e nuove opportunità per il futuro della filiera: in particolare intende supportare le scuole pubbliche di ottica, oggi caratterizzate da un numero ridotto di iscritti».Tra i prossimi appuntamenti, a giugno è previsto un incontro con gli ottici di Roma, durante il quale saranno coinvolte alcune aziende di lenti a contatto, lenti oftalmiche e strumentazione, con l’obiettivo di incentivare la partecipazione all’associazione e favorire l’avvicinamento di nuovi studenti alla professione. «Roma e provincia contano circa 1.500 punti vendita: l’ideale sarebbe riuscire a portare almeno 20 ragazzi all’anno verso gli istituti di ottica, coinvolgendo figli e parenti degli operatori del settore - dice a b2eyes TODAY Rodolfo Baiocchi, in passato alla guida delle Scuole di Ottica in Rete - A partire da settembre, inoltre, l’Associazione intende avviare iniziative a sostegno dell’orientamento scolastico anche al di fuori del comparto: gli ottici andranno direttamente nelle scuole per effettuare test visivi e, quindi, sensibilizzare sull’importanza e il valore sociale della professione e, parallelamente, verranno coinvolte le famiglie, accompagnando ragazzi e genitori nei negozi di ottica per far conoscere da vicino l’attività quotidiana che vi si svolge».Secondo Baiocchi, la nuova realtà non si pone in conflitto o sovrapposizione con la Rete delle scuole pubbliche di ottica, già attiva da un decennio con diverse iniziative, ma vuole mettersi a disposizione delle richieste dell’intero settore. «Nel medio periodo vorremmo trasformare l’Associazione Romana Ottica in un progetto che coinvolga altre regioni, alla luce dei risultati di questa prima fase di sperimentazione sul territorio romano», conclude Baiocchi.
S1 Ep 639Milano, una rete pubblica per le emergenze oftalmologiche
Regione Lombardia avvia una sperimentazione per migliorarne la gestione nella Città Metropolitana: il nuovo modello riorganizza gli ospedali con oculistica per garantire ai cittadini risposte più veloci, percorsi chiari e una migliore gestione tra casi gravi e urgenze minoriLa giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato un progetto sperimentale della durata di un anno coordinato dalla Asst Fatebenefratelli-Sacco, attraverso il Presidio Oftalmico, centro di riferimento cittadino per la gestione delle emergenze oculistiche complesse. Lo rende noto un comunicato di Regione Lombardia.«Il progetto nasce dall’analisi dei flussi di accesso al Pronto Soccorso Oftalmico del Fatebenefratelli, che nel 2024 ha registrato 36.521 accessi, di cui circa un terzo classificati come codice bianco. Nel periodo 1° gennaio-31 ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, con 10.780 codici bianchi - spiega la nota - Un’analisi prospettica condotta a marzo 2025 ha evidenziato che il 18,2% dei pazienti giunti al Pronto Soccorso Oftalmico aveva effettuato un precedente accesso, nelle 36 ore precedenti, presso un altro ente ospedaliero. Inoltre, il 47% dei pazienti risultati nel periodo gennaio-febbraio 2025 aveva domicilio fuori dal Comune di Milano, a conferma della valenza sovraterritoriale del presidio».Il nuovo modello contempla la centralizzazione dei casi complessi e la gestione diffusa delle urgenze minori. La rete coinvolge le strutture pubbliche con Unità Operativa di Oculistica, comprese le sedi di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di II livello: oltre al coordinatore Asst Fatebenefratelli-Sacco, ne fanno parte Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e le Asst Santi Paolo e Carlo, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Melegnano Martesana, Rhodense, Nord Milano, Ovest Milano e Lodi.Più nel dettaglio, a livello organizzativo prevede «la centralizzazione presso il Presidio Oftalmico del Fatebenefratelli dei casi emergenti e delle urgenze complesse, con disponibilità di chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità chirurgica h24; la definizione e condivisione di protocolli uniformi di triage oculistico per guidare il personale dei Pronto Soccorso generali anche in assenza dello specialista; l’attivazione di percorsi fast track ambulatoriali interni per la gestione dei codici minori, al fine di ridurre accessi impropri - prosegue il comunicato - Previsti, inoltre, il potenziamento della telemedicina e dei servizi di teleconsulto tra specialisti della rete, percorsi di formazione sul triage e di formazione chirurgica avanzata, anche con utilizzo di tecnologie video assistite di ultima generazione e possibilità per i professionisti della rete stessa di svolgere turni in pronto soccorso specialistico per favorire l’integrazione e la crescita professionale».Particolare rilievo assume la formazione: il Presidio Oftalmico metterà a disposizione programmi dedicati sia per il personale medico sia per quello infermieristico, finalizzati a uniformare criteri decisionali, tempistiche di intervento e modalità di invio dei casi complessi. L’obiettivo, si sottolinea nel comunicato, è costruire un percorso condiviso che garantisca valutazioni rapide e omogenee, maggiore integrazione tra professionisti e un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.La Asst Fatebenefratelli-Sacco trasmetterà una relazione intermedia alla Direzione Generale Welfare dopo sei mesi dall’avvio delle attività. Sulla base dei risultati la Regione potrà valutare l’eventuale estensione della sperimentazione anche alle strutture private accreditate a contratto presenti nell’area metropolitana.
S1 Ep 638Ray-Ban Meta: in arrivo una versione optical in esclusiva per il canale ottico
Il lancio è previsto sul mercato italiano in primavera ed è stato annunciato a Roma nell’ambito dell’evento di presentazione agli ottici partner, principalmente provenienti dal Lazio, delle nuove Transitions Color TouchLa direzione è chiara: non più solo occhiali e lenti come dispositivi funzionali, ma strumenti di self-expression e di upgrade delle performance quotidiane, con un focus preciso su Millennials, fra i 30 e i 45 anni, e Gen Z, fra i 14 e i 29 anni. In questo scenario EssilorLuxottica ha presentato il 23 febbraio a Roma, nell’ambito dell’evento dedicato al lancio di Transitions Color Touch, dati che evidenziano una domanda crescente verso assistenti AI e dispositivi integrati negli occhiali. «Quanti di voi indossano le cuffiette dell'iPhone? Quanti di voi hanno un Apple Watch o qualcosa di simile? Ci siamo trovati all’interno di una trasformazione silenziosa, quella dell’intelligenza ambientale, per cui la tecnologia non è soltanto da portare in tasca, ma anche da indossare», ha spiegato alla platea Alessandra Barzaghi, marketing director lenses wholesale EssilorLuxottica & Transitions Italy.La tendenza è confermata da una ricerca realizzata da EssilorLuxottica, secondo la quale il 65% degli intervistati è interessato a utilizzare l’AI come assistente personale, il 60% ritiene che l’AI supporterà a breve le attività quotidiane, l’uso è cresciuto di 10 punti in 21 paesi nell’ultimo anno e il 73% di chi già se ne serve si dichiara pronto ad acquistare occhiali con intelligenza artificiale integrata. «Questa nuova categoria di prodotto si è affacciata con prepotenza nel 2025 e attendiamo che la domanda esploda a breve e a dirlo sono ancora i dati, che trasformano tale categoria in fondamentale per il nostro settore - ha illustrato Antonio Iagulli, senior business brand manager Ray-Ban –Uno dei motivi che dimostrano il suo ampio margine di crescita è la penetrazione della categoria wearable a livello globale: negli Stati Uniti è al 28%, in Europa è all’8%, guidata nel dettaglio dal Nord Europa con il 30%, indicando che proprio nel Sud, Italia compresa, è atteso il punto di svolta nella curva di adozione tecnologica, con la conseguente necessità da parte dei centri ottici di prepararsi a tale evento».Ed è proprio qui l'elemento chiave sul quale il gruppo ha puntato: i target di riferimento, Millenials e Gen Z, spaziano dal social lifestyle e fashion all’utility everyday fino allo sport, con una quota rilevante di utenti che necessita anche di correzione visiva, rafforzando il ruolo del professionista della visione nell’offerta dell’occhiale completo. In tale prospettiva è previsto il lancio in primavera di una nuova categoria di Ray-Ban Meta, in esclusiva per il canale ottico, «con una versione optical, un’opportunità concreta per attrarre nuovi pubblici, differenziare l’offerta e generare risultati misurabili in termini di marginalità», hanno annunciato Barzaghi e Iagulli.«Ma in tutti questi occhiali intelligenti, che tipo di lenti si possono montare? Siamo convinti che l’abbinamento con Transitions Color Touch sia la combinazione ideale perché consente di indossare un tipo di occhiale always on, da portare in ufficio, al bar con gli amici e così via, funzionando sempre bene sia all’interno sia all’esterno», ha sottolineato Barzaghi.
S1 Ep 636Gastel: nei suoi still life inconsueti gli occhiali prendevano vita
Gli scatti del grande maestro della fotografia, in esposizione fino al 26 luglio a Palazzo Citterio, a Milano, vedono le montature trasformare gli oggetti in strani personaggi, crescere dai vasi come piante e conquistare la scena, sia come protagoniste sia come complementi di un’immagine“Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”: questo il pensiero di Giovanni Gastel. La fotografia per lui è stata molto di più di un modo di raccontare la realtà. È bene evidente nella mostra, curata da Uberto Frigerio, “Giovanni Gastel. Rewind”: delle 250 immagini presenti la maggior parte sono degli still life, pubblicati su riviste, soprattutto Donna e Mondo Uomo, trampolino di lancio per molti fotografi. In questi Gastel riesce incredibilmente a dare vita agli oggetti. Di lui si è detto che trattava gli oggetti stessi come modelle e le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, con un significato che può apparire negativo, ma è una spiegazione della sua capacità di interpretare la realtà dando risalto a cose e persone in modo inconsueto. Moltissimi gli still life con occhiali, sia come protagonisti sia come fondamentali complementi di un’immagine. Dal casco di banane che con eyewear e cravatta diventa uno strano personaggio alla montatura che spicca su un profilo disegnato da una collana di perle o allo spremiagrumi che si trasforma in un volto quasi umano con una fetta di arancia come cappello e dei grandi occhiali azzurri (nella foto, a sinistra). Dal fazzoletto semiaperto che funge da naso su cui poggiano occhiali tartarugati (nella foto, a destra) a quelli su un’inquietante testa d’argento. Per non parlare delle svariate montature che crescono da un vaso, come una pianta. O ancora le foto di modelle che indossano occhiali, “trattate” con un taglio geometrico tali da sembrare still life.A completare la mostra, un angolo dove è ricostruito il suo studio con oggetti vari, tra cui le sue poesie. O ancora la stanza con foto di donne interpretate come icone russe, o i ritratti di personaggi famosi di cui svariati con gli occhiali. Dall’architetto e designer Michele De Lucchi con un ampio modello di corno a Carlo Verdone, empatico e naturale, con una montatura metallica. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a Gastel. Da queste, come dal video, si intuisce l’ottimo rapporto del grande fotografo con le persone e il mondo intorno e come questo sia stato la base per il suo lavoro.Luisa Espanet
S1 Ep 637Usa: si studia un cerotto di staminali per la degenerazione maculare
I ricercatori della University of Southern California stanno sperimentando un impianto ultrasottile di cellule da impiegare contro la forma secca della malattiaLa ricerca, come riporta un articolo apparso di recente nella sezione LabRevolution di repubblica.it, unisce la biologia delle cellule staminali all'ingegneria di precisione al fine di sviluppare una sorta di piccolo cerotto che serva a riparare la retina dall'interno, andando a sostituire lo strato cellulare perduto a causa della malattia, e che verrà testato in uno studio clinico.Gli scienziati hanno dunque elaborato un impianto ultrasottile, che serve da substrato per la crescita di cellule sane, creato in laboratorio a partire da staminali embrionali. Tali cellule vengono coltivate e differenziate fino a diventare cellule dell'epitelio pigmentato retinico, un sottile strato delle quali viene inserito chirurgicamente nella retina con una procedura ambulatoriale.La ricerca intende ora analizzare se l'impianto è in grado di sostituire le cellule danneggiate funzionando come le cellule dell’epitelio pigmentato retinico e di migliorare così la visione di individui che al momento potrebbero non avere altre opportunità di miglioramento.I risultati ottenuti sino a ora con un primo studio, condotto su un ristretto gruppo di pazienti, mostrano che l'impianto rimane in posizione, si integra nel tessuto della retina e che il 27% dei partecipanti ha avuto un certo livello di miglioramento della vista. Il nuovo studio di fase 2b, aggiunge l’articolo, che riguarderà soggetti dai 55 ai 90 anni cui è stata diagnosticata degenerazione maculare secca in stadio avanzato e atrofia geografica, vuole stabilire se il cerotto biologico creato in laboratorio possa condurre a miglioramenti clinicamente significativi della visione e potenzialmente invertire il danno già fatto.Alcuni anni fa era già stata condotta in Inghilterra la sperimentazione di un patch a base di staminali per costruire un nuovo epitelio pigmentato della retina, ma per la forma umida della generazione maculare senile (nella foto, un’immagine di rawpixel.com tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 635Stellest 2.0, una tavola rotonda multidisciplinare su Leonardo
Il 2 marzo alle 14, sulla piattaforma digitale di EssilorLuxottica, alcuni dei principali esperti italiani sull’evoluzione del controllo miopico proporranno un confronto multidisciplinare e un’analisi critica delle più recenti ricerche cliniche, insieme alla presentazione della nuova versione della lente del gruppo per la gestione della miopiaAll’incontro online di lunedì prossimo (nella foto, la presentazione) interverranno l’oftalmologo Aldo Vagge, professore associato presso l’Università di Genova, Marta Maffioletti, responsabile ortottista presso la Casa di Cura San Francesco di Bergamo, e, per il mondo ottico optometrico, Fabrizio Zeri, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Anastasia Rotondi e Mauro Frisani, parte del corpo docente rispettivamente all’Università Roma Tre e all’ateneo di Torino. «Il loro contributo permetterà di costruire un confronto multidisciplinare orientato a un obiettivo comune: controllare efficacemente la progressione della miopia infantile», commenta in una nota Luca Orsetti, education manager Italia di EssilorLuxottica.Giorgio Parisotto, professional & business manager di EssilorLuxottica, guiderà il dialogo tra i professionisti coinvolti, che «approfondiranno le più recenti strategie basate sulle evidenze scientifiche oggi disponibili, traducendo i dati clinici in soluzioni concrete per la pratica professionale - rivela nel comunicato Parisotto - Durante l’incontro presenteremo inoltre Essilor Stellest 2.0, la nuova generazione di lenti sviluppata con la tecnologia H.A.L.T. Max, che rafforza l’efficacia nel rallentare la progressione miopica nei bambini, mantenendo elevati standard di qualità visiva, sicurezza ed estetica». Insieme allo stesso Parisotto, Jithin Vattolil e Sara Colciago, rispettivamente medical advisor e instruments coordinator di EssilorLuxottica, condurranno un approfondimento pratico sulla nuova soluzione e sull’utilizzo del biometro nella prescrizione e nel follow-up, con l’obiettivo di fornire indicazioni concrete e immediatamente applicabili nella gestione quotidiana del portatore.Prosegue dunque l’attività di Leonardo nel «promuovere la crescita personale e professionale dei partner e dei dipendenti del gruppo attraverso contenuti educativi interdisciplinari, curati da esperti del settore, che spaziano dai marchi e prodotti alla cura della vista, fino al med-tech e alla gestione del negozio», conclude la nota.A cura della redazione
S1 Ep 634Hoya: una campagna nazionale e una promozione sulle progressive Sensity
È in rampa di lancio “Fai felici i tuoi occhi”, il nuovo piano di comunicazione dell’azienda oftalmica dedicato alla visibilità degli Hoya Center sul territorio. Dal 2 marzo prende inoltre il via la prima iniziativa di drive to store focalizzata sulle lenti per i presbiti con la tecnologia fotocromatica di proprietà«Si tratta di una campagna multisoggetto che racconta al grande pubblico, in modo immediato e coinvolgente, quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi ogni giorno e a ogni età – si legge in un comunicato di Hoya Italia - Al centro c’è il ruolo dell’ottico optometrista Hoya Center: un consulente di fiducia, capace di interpretare le esigenze visive delle persone e guidarle verso soluzioni personalizzate e di alta qualità. Con questo progetto l’azienda conferma il proprio impegno nell’affiancare i professionisti della visione attraverso importanti investimenti in iniziative di visibilità pensate per rafforzare il posizionamento dei partner come centri di eccellenza per il benessere visivo sul loro territorio».“Fai felici i tuoi occhi” (nella foto, uno dei soggetti della campagna) è stata annunciata alla conferenza stampa tenuta da vertici italiani e internazionali all’ultimo Mido. Sarà attiva dai prossimi giorni a livello nazionale, con un piano digital dedicato e finalizzato a guidare i consumatori verso un dealer locator progettato per facilitare la ricerca dell’Hoya Center più vicino. Parallelamente tutti i materiali saranno resi disponibili ai partner, che potranno utilizzarli sulle pagine social e nelle attività di comunicazione locale. Al suo interno verranno introdotte diverse iniziative rivolte ai portatori. «La prima, denominata “Scegli Sensity”, è pensata per offrire ai presbiti e ai neopresbiti un vantaggio concreto in termini di comfort visivo: la promozione sarà valida dal 2 marzo al 30 aprile e riguarderà tutte le progressive del portfolio Hoya e le VisuPro nella versione Sensity con antiriflesso Meiryo – spiega il comunicato - Per l’intera durata dell’iniziativa gli ottici optometristi aderenti potranno proporre queste lenti allo stesso prezzo della corrispondente versione chiara, consentendo ai clienti un upgrade significativo in termini di prestazioni e comfort visivo».Con “Fai felici i tuoi occhi” e la promozione “Scegli Sensity” l’azienda vuole rinnovare «il proprio impegno nel supportare i partner con soluzioni visive tecnologicamente evolute, strumenti concreti per crescere e una comunicazione che attrae consumatori all’interno dei punti vendita», conclude la nota.Questo nuovo progetto si inserisce nel contesto delle attività di comunicazione e visibilità per i partner che Hoya porta avanti da anni, tra cui l'iniziativa “Professionista in vista”.A cura della redazione
S1 Ep 633Autismo, gli esami oculistici di routine possono migliorare l’attenzione?
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Psychiatry in Medicine rileva che il 42% dei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico presenta deficit visivi, associati a maggiori difficoltà sociali o comportamenti ripetitiviGli esami oculistici di routine potrebbero rappresentare uno strumento chiave per migliorare gli esiti clinici nei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico, secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychiatry in Medicine e condotta da Özge Akkaş e colleghi. Lo studio ha coinvolto 57 individui tra i 7 e i 18 anni con diagnosi di Asd, sottoposti a valutazioni oftalmologiche complete e a test clinici standardizzati per misurare gravità dell’autismo, disturbi dell’attenzione, ansia e comportamenti ripetitivi. I risultati hanno evidenziato la presenza di almeno un deficit visivo nel 42,1% dei partecipanti, con exotropia (21%), deficit di stereopsi (15,8%) e insufficienza di convergenza (5,3%) tra le condizioni più frequenti. I soggetti con problematiche visive hanno mostrato punteggi significativamente più elevati nei deficit di attenzione, nelle difficoltà di relazione con i pari, nella fobia sociale e nei comportamenti stereotipati e autolesionistici rispetto a quelli senza disturbi della vista.Secondo gli autori, i deficit visivi possono aggravare le difficoltà sociali e comportamentali tipiche dell’autismo, influenzando anche lo sviluppo motorio: l’identificazione precoce e il trattamento attraverso screening oftalmologici regolari potrebbero perciò migliorare in modo significativo la qualità della vita e i risultati complessivi in questa popolazione (immagine tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 632Silmo Academy: ricerca e innovazione nella prima conferenza internazionale a Bali
La struttura formativa del salone francese terrà sull’isola indonesiana un congresso dedicato al benessere visivo suddiviso in cinque focus tematici, in programma dal 6 all’8 aprileNell'arco di tre giorni esperti, ricercatori, docenti e professionisti internazionali si riuniranno per esplorare, apprendere e scambiare idee sulle principali sfide che plasmano il futuro dell’ottica e dell’optometria. Il congresso Silmo Academy (nella foto, la locandina) che, come spiegano a b2eyes TODAY gli organizzatori, per la prima volta si tiene al di fuori di una manifestazione fieristica come evento singolo, è supportato dal coinvolgimento attivo di numerose associazioni professionali regionali e sarà strutturato in cinque sessioni tematiche: “Mettere le persone al centro della pratica professionale”, “Invecchiamento sano e presbiopia, per esplorare approcci preventivi e terapeutici alle sfide visive associate all'invecchiamento”, “Migliorare la competitività nella pratica professionale, per migliorare le prestazioni, la differenziazione e la sostenibilità a lungo termine delle pratiche professionali”, “Gestione della luce, per comprendere, anticipare e controllare gli effetti della luce sulla vista e sulla salute oculare” e, infine, “Progressi futuri in optometria e ottica, una prospettiva lungimirante sulle tecnologie e la ricerca emergenti che trasformeranno la professione”.Il panel dei relatori comprende esponenti di spicco del settore provenienti da tutto il mondo, tra cui Cindy Tromans, presidente del World Council of Optometry, e Gabrielle Janssen, presidente dell’European Council of Optometry and Optics.La conferenza si terrà presso il resort Paradisus by Meliá Bali, situato sul litorale di Nusa Dua, località turistica che si sviluppa lungo la costa est dell’isola.A cura della redazione
S1 Ep 631Zaccagnini: per le varie età della visione è fondamentale lo shared care
Sarà il filo conduttore della ventisettesima edizione del Congresso Interdisciplinare dell’istituto con sedi a Bologna e Milano, in programma l’8 e 9 marzo presso il Centro Congressi dell’Hotel Savoia Regency nel capoluogo emilianoNel corso di “Le età della visione” «docenti universitari, ricercatori e specialisti in oftalmologia, ottica e optometria dialogheranno sui difetti visivi e sulle patologie oculari oggi più diffuse nelle diverse fasi della vita: dallo strabismo e dalla miopia in età pediatrica, all’eventuale insorgere del cheratocono nell’adolescenza, fino a presbiopia e cataratta in età avanzata», si legge in un comunicato dell’Istituto Zaccagnini che, sulla base di una serie di ricerche e pubblicazioni, evidenzia le principali problematiche visive attuali.«In Italia circa 42 milioni di persone sono affette da difetti visivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia: solo per la miopia si stimano 15-18 milioni di persone, una ogni quattro, ed entro il 2050 la difficoltà a vedere bene da lontano potrebbe interessare il 50% della popolazione – prosegue la nota - Sul fronte delle patologie oculari, il 10,4% della popolazione italiana, pari a 6,3 milioni di cittadini, ha subito una perdita della capacità visiva a causa di malattie dell’occhio: un dato che potrebbe essere sottostimato, considerando i casi di persone che non si sono sottoposte a visite oculistiche e che non sono a conoscenza della patologia. Tra le condizioni più difficili da quantificare vi è il cheratocono, malattia della cornea che insorge tra i 16 e i 19 anni e che non sempre viene diagnosticata tempestivamente: si ipotizza un caso ogni mille abitanti, ma secondo alcune ricerche l’incidenza potrebbe arrivare a un caso ogni 350. Per quanto riguarda poi la cataratta, circa il 40-45% della popolazione tra i 70 e i 74 anni è affetto da cataratta clinicamente significativa, percentuale che sale al 60-65% tra gli over 80».In molti casi la diagnosi e il trattamento precoce risultano determinanti: il Congresso Zaccagnini 2026 vuole perciò affrontare questi temi in chiave multidisciplinare, «mettendo a confronto il mondo medico, chiamato a formulare diagnosi e a definire le modalità di cura, e ottici optometristi, che predispongono i dispositivi di correzione ma possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione, segnalando tempestivamente all’oculista eventuali anomalie e invitando i cittadini a sottoporsi a controlli periodici anche in assenza di disturbi specifici», spiega il comunicato. Questo approccio sarà al centro della tavola rotonda dell’8 marzo, dal titolo “La collaborazione tra le professioni della visione per garantire l’accesso ai servizi e alla correzione oftalmica a tutte le età”. Moderata da Anto Rossetti, coordinatore del Comitato Scientifico Interdisciplinare dello Zaccagnini, e dal presidente Giorgio Righetti, vi interverranno Andrea Afragoli, presidente di Federottica, Teresio Avitabile, professore ordinario e direttore della Clinica oculistica all’Università di Catania e presidente Siso, Danilo Mazzacane, presidente del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi, e, per l’area ottico optometrica, Gabriele Civiero, presidente di Sopti, Mauro Frisani e Silvio Maffioletti.
S1 Ep 630Addio a Sebastiano Crisafulli, ottico di una volta
Così il figlio Fabrizio definisce il padre, scomparso il 15 febbraio scorso all’età di 89 anni, che per quasi mezzo secolo ha guidato lo storico centro ottico di Galleria del Corso, a due passi dal Duomo di Milano