
Dalpasso, nel 2026 un programma di incontri con le cliniche oculistiche italiane
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Il primo, incentrato sulle protesi oculari, si è svolto a fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, specializzata nella diagnosi, nella cura e nel follow-up di numerose patologie oculari, in particolare pediatriche, e diretta da Paolo Nucci
Nel corso dell’incontro (nella foto) Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari ha presentato una relazione sul confronto tra lenti a contatto cosmetiche protesiche e gusci sclerali cosmetici: un approfondimento tecnico «volto a chiarire quando sia possibile applicare le prime e quando, invece, le condizioni del bulbo oculare obbligano l’ocularista, cioè lo specialista in materia, a scegliere la seconda soluzione, progettando e applicando un guscio sclerale per il quale sono richieste competenze di contattologia e di protesica oftalmica - spiega una nota dell’azienda - Applicazioni protesiche che Dalpasso Protesi Oculari è in grado di fornire ai pazienti a costo zero poiché la spesa, per gli aventi diritto, è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale».
Alla relazione hanno assistito oltre 30 allievi e medici specializzandi, presenti in platea insieme all’oftalmologo Andrea Lembo e allo staff del reparto: durante l’evento sono stati mostrati i risultati più performanti delle applicazioni su occhi vedenti e non vedenti, inclusi casi pediatrici e neonatali, ambito nel quale la gestione clinica e protesica richiede un approccio altamente specialistico. A sua volta Paolo Nucci ha arricchito il confronto con numerose domande, contribuendo a rendere ancora più chiara ai futuri oculisti la gestione di pazienti che spesso faticano a trovare risposte adeguate al proprio deficit visivo ed estetico. Nello specifico, lo speech ha approfondito il confronto tra l’applicazione di lenti a contatto morbide cosmetiche, quelle cosiddette protesiche, e quella dei gusci sclerali cosmetici in PMMA in presenza di microftalmo congenito, subatrofia bulbare post-traumatica e ferite perforanti, glaucoma congenito e altre gravi patologie a carico del bulbo, con o senza residuo visivo. «Siamo convinti che la formazione dei futuri giovani oculisti debba comprendere anche la conoscenza delle soluzioni protesiche nei più gravi casi di demolizione parziale o totale del bulbo oculare o di parti di esso, in seguito sia a patologie sia a fatti accidentali», sottolinea il comunicato.
Dalpasso Protesi Oculari è un ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, coprendo così l’intera casistica di pertinenza di entrambi gli ambiti. Il gruppo detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano. Da diversi anni l’azienda ha avviato un’attività formativa e di collaborazione con strutture universitarie e ospedaliere, con l’obiettivo di diffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi. «Dopo quello di fine gennaio a Milano, nel 2026 sono in programma ulteriori eventi, sia in presenza sia online, con diverse cliniche oculistiche universitarie e reparti ospedalieri italiani - rivelano dalla società emiliana a b2eyes TODAY - I prossimi appuntamenti si terranno in Veneto, Sicilia e Lazio, anche grazie a collaborazioni con enti di primo livello come la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto».
A cura della redazione