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S1 Ep 663Omisan rafforza il canale ottico: Di Passio e Marchetti nuovi key account manager
Il gruppo con sede a Guidonia, in provincia di Roma, annuncia due nuove nomine strategiche per il mercato interno dopo l’acquisizione di Schalcon: il primo seguirà Lazio e Umbria, il secondo la LombardiaOmisan Farmaceutici avvia una riorganizzazione interna finalizzata a rafforzare la propria presenza diretta nel canale ottico, in linea con il percorso di acquisizione e integrazione di Schalcon, la storica realtà italiana di contattologia.In questo contesto il gruppo comunica due nuove nomine strategiche a key account manager: Luca Di Passio assume il ruolo per Lazio e Umbria, mentre Matteo Marchetti per la Lombardia. «Entrambi avranno il compito di accompagnare la fase di transizione verso un nuovo modello di approccio globale al benessere oculare, contribuendo allo sviluppo commerciale e al consolidamento della presenza dell’azienda sul territorio», si legge in un comunicato di Omisan Farmaceutici.Di Passio vanta una lunga esperienza nell’ottica, maturata anche in contesti multinazionali come Zeiss. Marchetti porta invece un’esperienza decennale nella contattologia, con ruoli commerciali di rilievo ricoperti in CooperVision. «La loro esperienza e competenza saranno decisive per accelerare i progetti di espansione e consolidare la nostra presenza in Italia in questa fase di transizione strategica», dichiara nella nota Sandro Saggin, direttore commerciale di Omisan Farmaceutici (nelle foto, da sinistra, Di Passio e Marchetti).A cura della redazione
S1 Ep 662Seiko Academy, nel 2026 si trasformerà in master class
L’8 e 9 marzo, presso la Scuola Internazionale di Ottica e Optometria di Firenze, il programma formativo itinerante della società oftalmica inaugura la sua quarta edizione, che nelle tappe successive verrà rinnovata nella formula e nei contenutiLa Sioo è una delle sedi simbolo del percorso Seiko, che negli ultimi tre anni «ha contribuito a consolidare il successo del format itinerante dedicato agli ottici optometristi partner italiani», spiegano a b2eyes TODAY dall’azienda: nella scuola fiorentina si sono infatti già svolti alcuni degli oltre dieci appuntamenti che hanno sinora caratterizzato il progetto formativo. Anche nel 2026 l’iniziativa, sviluppata con il contributo del team di Studio Visus, centro polispecialistico di Oggiono, in provincia di Lecco, continuerà a proporre un iter finalizzato a integrare approfondimento teorico, pratica guidata ed esercitazioni dedicate all’ottimizzazione della refrazione, dell’accomodazione e alla scelta della soluzione visiva più confortevole e personalizzata. Con un ulteriore salto di qualità in termini di contenuti.«Nelle due giornate di Firenze viene mantenuto il format attuale, mentre nelle prossime due tappe, al Centro Studi Leonardo da Vinci di Bergamo a settembre e in una località ancora da definire a novembre, verrà introdotta una formula completamente rinnovata: una master class pensata per arricchire l’esperienza dei professionisti con contenuti evoluti e casi più articolati - precisano da Seiko Italia - Con il nuovo format saranno perciò affrontati temi chiave nella gestione della visione complessa, tra cui anisometropie, astigmatismi elevati e problematiche legate alla terza età: l’obiettivo è rispondere alle esigenze concrete della pratica quotidiana e valorizzare ulteriormente il ruolo dell’ottico optometrista come consulente visivo qualificato».Durante gli incontri verranno inoltre approfonditi i nuovi prodotti della Seiko World Collection, in arrivo sul mercato interno a giugno, con un focus sulla spiegazione tecnica e sui suggerimenti per individuare la migliore soluzione in base alle esigenze di ogni portatore.«Con Seiko Academy vogliamo proporre molto più di un corso di aggiornamento: desideriamo costruire un percorso di eccellenza che unisca competenza teorica, pratica e innovazione - commenta al nostro quotidiano Elisa Di Tria, product manager di Seiko Italia - La nostra ambizione è accompagnare i partner nella crescita continua, perché solo grazie a professionisti preparati possiamo offrire ai consumatori finali la migliore esperienza visiva possibile».Matteo Malattia, titolare di Studio Visus, ricorda che insieme all’azienda, a partire dal 2023, è stato progettato un percorso in cui la teoria possa tradursi subito in pratica di eccellenza. «La master class 2026 non si limita a spiegare il “cosa”, ma approfondisce il “come”: gestire astigmatismi elevati e la visione nella terza età, ad esempio, richiede un metodo rigoroso che Studio Visus è entusiasta di condividere con i partner Seiko - sottolinea Malattia a b2eyes TODAY - L’attenzione che questa impresa oftalmica dedica ogni giorno ai propri clienti si realizza quindi anche attraverso una crescita professionale continua» (nella foto, un momento dell'ultima tappa della Seiko Academy nel 2025, all'Università di Palermo).Angelo Magri
S1 Ep 661Miopia giovanile, alla squadra aggiungiamo la scuola
In Italia circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti sono già miopi, l’85% dei genitori non conosce le soluzioni per rallentarne la progressione, la diagnosi spesso arriva quando il bambino non vede la lavagna. Il sistema è reattivo, deve diventare anche preventivo«Se non si interviene entro il 2050, la metà dei bambini e dei ragazzi potrebbe essere miope. Già oggi la miopia riguarda il 36% dei bambini tra 5 e 19 anni, con un aumento del 50% negli ultimi 30 anni». Così si legge sul sito della Società Italiana di Pediatria. Non siamo quindi di fronte a un’emergenza futura: è già adesso.Lo conferma anche l’indagine Ipsos commissionata da EssilorLuxottica nel 2024: 1 genitore su 3 non sa definire la miopia. E l’85% non conosce le soluzioni per rallentarne la progressione. Il problema quindi non è tanto la miopia, ma l'ignoranza intorno a essa.La prima visita avviene mediamente a sei anni, spesso solo perché l'insegnante segnala che il bambino non legge la lavagna. Non si tratta perciò di uno screening, bensì di un soccorso tardivo. Eppure la scuola è il luogo dove i ragazzi passano sei ore al giorno, in cui si formano le abitudini visive e dove il problema diventa visibile prima che altrove. Aggiungere a pieno titolo nella lotta contro la miopia giovanile i dirigenti scolastici alla filiera di oculisti, ortottisti, ottici optometristi e pediatri significa costruire un sistema, non fare una campagna o ideare dei claim: screening periodici gestiti dalla filiera presso le scuole, formazione degli insegnanti al riconoscimento dei segnali precoci e comunicazione alle famiglie su cosa rallenta la progressione miopica sarebbero già risultati importanti.Un programma percepito come operazione commerciale muore al primo consiglio di istituto: se invece viene visto come contributo alla salute pubblica diventa un asset reputazionale. La filiera ha le soluzioni, la scuola i bambini: manca solo la decisione di metterli insieme, con un approccio di servizio, non di vendita.Tuttavia, secondo una recente ricerca condotta dall’Irsoo di Vinci, pubblicata anche sul numero di gennaio 2026 di b2eyes magazine, sono stati inviati circa 8.000 questionari online a dirigenti scolastici di elementari e medie d’Italia, pubbliche e private, perché li sottoponessero ai genitori dei propri alunni. La risposta delle scuole è stata minima: solamente il 2% ha cliccato per scaricare il documento e sono stati raccolti quasi mille questionari dagli stessi genitori. Da un lato, pochi ma utili per una fotografia della situazione, dall’altro indicativi della scarsa sensibilità al tema da parte del sistema scolastico. Per questo occorre mettere in filiera nei prossimi mesi anche la scuola, perché i primi segnali della miopia giovanile nascono soprattutto nelle aule della materna e delle primarie.Il 2050 non è lontano. E quella stima, un bambino su due miope, non rappresenta un destino segnato, ma una nostra scelta.Nicola Di Lernia
S1 Ep 660Master Executive: un incontro per comprendere il mercato dell’ottica e governarlo
In programma il 9 marzo, darà il via al progetto formativo per ottici imprenditori promosso da Optomasterclass.it e giunto alla nona edizione, pensato per supportare i professionisti nel potenziamento delle proprie competenze gestionali, commerciali e strategiche: obiettivo del primo modulo è fornire loro conoscenze per anticipare il futuro del settore e non subirloMancano pochi giorni all’avvio del Master Executive 2026, che da quest’anno vede la presenza di Fabiano Editore per la parte organizzativa. Preceduto da un appuntamento online lo scorso 23 febbraio per spiegarne la struttura, i contenuti e le opportunità offerte, il primo incontro, in programma per il 9 marzo, entrerà subito nel cuore delle sfide che gli ottici indipendenti stanno affrontando: comprendere il mercato per poterlo governare. «La prima giornata sarà infatti dedicata a una lettura approfondita e aggiornata dei trend dell’occhialeria e delle lenti oftalmiche, grazie alle voci di chi conosce il comparto dall’interno: Lukasz Karpinski (nelle foto, a destra), commercial officer Italy di Safilo, e Anna Maria Nicolini (nelle foto, a sinistra), marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia», spiega una nota degli organizzatori. Parteciperanno anche Silvia Trevisan, senior sales & operations manager country Italia di Safilo e alcuni ottici ex allievi del master, tra cui Fabrizio Padrin, titolare di Ottica Padrin di Vicenza, che terrà una testimonianza sulla sua esperienza imprenditoriale.«Il loro intervento offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sulle dinamiche che oggi stanno ridisegnando il settore: dai cambiamenti nei comportamenti d’acquisto dei consumatori alla pressione competitiva esercitata da catene ed e-commerce, fino all’evoluzione dei materiali, del design e delle tecnologie oftalmiche», prosegue il comunicato. L’obiettivo dell’incontro, spiegano gli organizzatori, non è solo informativo, ma anche strategico: aiutare l’ottico a interpretare i segnali del mercato per orientare scelte, assortimenti e posizionamento, trasformando i dati in decisioni.«Il messaggio centrale del primo modulo è chiaro: chi sarà in grado di leggere il mercato, saprà guidare il proprio centro ottico nei prossimi anni - conclude la nota - La nuova edizione del Master parte proprio dal fornire agli imprenditori dell’ottica strumenti, conoscenze e visione per anticipare il futuro del settore, invece di subirlo».A cura della redazione
S1 Ep 659Quando l’eyewear si rifà al passato, rinnovandosi
È una delle tendenze emerse all’ultima Fashion Week milanese, non solo sulle passerelle ma anche negli eventi in calendario e all’interno di White, il tradizionale e concomitante salone di ricercaI numeri di White (nelle foto, in basso, un momento della manifestazione), il salone fondato da Massimiliano Bizzi, sono in continuo aumento. Trecento i brand presenti, di cui il 46% stranieri. Rispetto alla scorsa edizione il 10% in più e il 12% in più di buyer internazionali. In continua evoluzione è soprattutto la ricerca che sta dietro. I marchi propongono prodotti sempre più significativi, frutto di una selezione quanto mai attenta. Provengono da paesi lontani, ma anche dall’Italia, con sempre qualcosa di particolare da mostrare.È aumentato l’interesse per gli accessori cui è stato dedicato un intero, ampio spazio. Dai gioielli ai cappelli, fino ai ventagli proposti da un espositore spagnolo. Non in questa area gli occhiali. Hanno conservato le loro postazioni gli habitué: Spektre Eyewear, brand milanese noto per le lenti specchiate, e Pepitos di San Marino che realizza occhiali dal design pop personalizzati per private label. Anche le due new entry si inseriscono nel discorso di ricerca portato avanti da White. La collezione di Seletti x Okkia è nello stile ironico e fuori dagli schemi di entrambi i marchi, uno con divertenti oggetti di design, l’altro di eyewear. Hanno proposto occhiali in policarbonato colorato, che saranno ad aprile nei negozi di abbigliamento a prezzi competitivi. Di tutt’altro genere l’eyewear del brand londinese Oscar Deen. L’ispirazione parte da un modello di occhiali parigini degli anni 40, rivisitato in acetato Mazzucchelli nelle tonalità più svariate e con filtri solari di diversi colori (nelle foto, in alto a sinistra).Gli occhiali di questi due debuttanti al White si inseriscono in quella che è stata anche una delle tendenze dell’ultima Fashion Week milanese, che ha proposto le collezioni femminili per l’autunno inverno 2026-2027. Un’attenzione al passato per sceglierne il meglio, rinnovandolo con elementi identificativi forti. Così la collezione di Marcolin per Max&Co, l’unica di eyewear che ha avuto un suo evento nel calendario ufficiale di Camera della Moda. È stata presentata nella storica pasticceria Cucchi, con il DJ set della modella e digital creator Paloma Le Friant, figlia del DJ e produttore Bob Sinclair, nonché brand ambassador di Max&Co Eyewear (nelle foto, in alto a destra, in un'immagine della campagna).Luisa Espanet
S1 Ep 658Mark'ennovy: due nuovi key account manager per il centro Italia
Prosegue il percorso di crescita dell’azienda di contattologia, che annuncia l’ingresso di Alessandro Musetti e di Ilaria Miranda all’interno della propria struttura commerciale: il primo seguirà Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, mentre la seconda sarà il punto di riferimento per Toscana, Umbria, Marche e SardegnaEntrambi ottici optometristi, Alessandro Musetti (nelle foto, a sinistra) e Ilaria Miranda (nelle foto, a destra) andranno a rafforzare la presenza dell’azienda nel centro Italia, «con l’obiettivo di garantire un servizio sempre più puntuale, consulenziale e orientato alle esigenze dei clienti», si legge in un comunicato di mark’ennovy. «Negli ultimi anni mark’ennovy ha registrato una crescita costante e significativa - dichiara nella nota Tommaso Panzieri, commercial director Italy di Euclid Vision Group, che controlla mark’ennovy, Disop e Medmont International - L’ampliamento della nostra rete commerciale rappresenta una scelta strategica coerente con questo trend positivo: vogliamo essere ancora più vicini ai nostri clienti, offrendo un servizio di assistenza altamente qualificato e un supporto consulenziale che rispecchi il valore tecnico dei nostri prodotti. L’ingresso di Alessandro e di Ilaria va esattamente in questa direzione». Entusiasmo anche da parte dei due nuovi key account manager, la cui esperienza precedente è focalizzata nel retail ottico. «Sono orgoglioso di entrare a far parte di una realtà dinamica e in forte espansione come mark'ennovy - afferma nel comunicato Musetti - Mi sento pienamente allineato alla visione aziendale, che mette al centro professionalità, innovazione e relazione con il cliente». Gli fa eco Miranda. «Ho sempre apprezzato l’approccio altamente specialistico di mark’ennovy e la sua attenzione alla personalizzazione - dice nella nota la professionista - Condivido la vision aziendale e sono pronta a contribuire attivamente alla crescita e al consolidamento della sua presenza nelle regioni che mi sono state affidate».A cura della redazione
S1 Ep 657Lac, l’industria è fondamentale per informare la classe medica
Ne è convinto Danilo Mazzacane, che in qualità di segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi ha promosso l’evento interdisciplinare in programma venerdì 6 marzo presso l’Università del Salento«L’incontro, realizzato in collaborazione con il corso di laurea in Ottica e Optometria dell’ateneo pugliese e con Fabiano Editore per la parte organizzativa, fa parte di un percorso avviato un anno fa a Padova: l’obiettivo è aggiornare l’area ottico optometrica, ma soprattutto la classe medica, sulle novità in ambito contattologico, nonché sul buon uso delle lac e sul loro utilizzo nell’attività sportiva, nel tempo libero e oggi anche per il rallentamento della progressione miopica: tematiche che verranno trattate nella giornata formativa del 6 marzo a Lecce» (nella foto, la locandina), spiega a b2eyes TODAY Danilo Mazzacane, convinto che l’industria abbia un ruolo fondamentale non solo nello sviluppo di prodotti innovativi, ma anche nella diffusione di informazioni puntuali e aggiornate sugli stessi. «L’evento pugliese è un modo per stimolarla a fornire ancora più informazioni, prendendo spunto da iniziative come questa per coinvolgere oculisti, ortottisti e ottici optometristi: alcuni professionisti della classe medica, infatti, non conoscono ancora a sufficienza le ultime innovazioni tecnologiche in contattologia - aggiunge Mazzacane - La risposta delle aziende è stata positiva: siamo soddisfatti dell’interesse di quelle che ci hanno supportato e che hanno compreso come gli oculisti ambulatoriali siano i principali protagonisti della prescrizione ottica all’interno dell’area medica».Le imprese partner della giornata sono Zeiss e Safilens per le lac, Nikon per gli strumenti. «Anche quest’ultimo ambito è particolarmente importante per i professionisti della vista e della visione: l’innovazione tecnologica nella strumentazione risulta infatti fondamentale per la valutazione delle caratteristiche degli occhi del portatore e per la scelta e il buon adattamento delle lenti a contatto», conclude Mazzacane.Angelo Magri
S1 Ep 656Modo, la primavera estate 2026 sarà dinamica
Dynamic Frequencies è il titolo della nuova campagna del marchio che celebra il percorso creativo dietro ogni montatura: un equilibrio tra progettazione, materiali e lavorazione, all’insegna dell’evoluzione continua e dell’eccellenza artigianaleModo ha lanciato la comunicazione primavera estate 2026 (nelle foto) intitolata “Dynamic Frequencies”, un progetto che vuole raccontare e valorizzare il viaggio complesso e meticoloso che porta alla realizzazione di ogni montatura. «Al centro della narrazione c’è l’idea che un occhiale non sia mai un oggetto monodimensionale, ma il risultato di un equilibrio armonico tra design, costruzione e materiali - si legge in un comunicato del brand - Ogni elemento contribuisce a un insieme sofisticato che si traduce in un prodotto capace di distinguersi sotto ogni profilo: estetico, funzionale e qualitativo». La campagna “Dynamic Frequencies” sottolinea l’impegno costante del marchio verso la cura del dettaglio in ogni fase del processo creativo e produttivo. «Una filosofia che rifiuta la staticità per abbracciare l’evoluzione continua, spingendo l’azienda a innovare senza perdere coerenza con la propria identità», sottolinea la nota. A cura della redazione
S1 Ep 655Milano Fashion Week: l’eyewear è insostituibile
Grande presenza di occhiali alle ultime sfilate del capoluogo lombardo, che si sono chiuse il 2 marzo: per la donna dell’autunno inverno 2026-2027 sono diversi i modelli che hanno completato i look in passerella, anche con un inedito connubio montatura e cappelloGli occhiali sono stati così tanto presenti in questa Fashion Week milanese per il prossimo autunno inverno che si può parlare addirittura dell’occhiale come accessorio insostituibile per completare un look e uno stile. Ne è un esempio la prima collezione di Fendi, disegnata da Maria Grazia Chiuri, ex Dior, basata sull’omaggio all’artigianalità della maison, quindi al recupero di pezzi d’archivio e al ritorno del nero. Quindi nero anche per gli occhiali ampi, sia in acetato sia metallici, per lei e per lui. Laura Biagiotti, fedele alle sue origini, propone il bianco e i modelli sono a mascherina in acetato bianco o tartaruga con lenti sfumate “per filtrare con un tocco fiabesco la realtà”. Facile il rimando abbigliamento-occhiali da Dsquared2, data la collezione da montagna e quindi le maschere da sci. Tutte a fascia ma in un arcobaleno di colori le montature da Martin Margiela in accordo con la varietà dei capi. In apparente contrasto con una collezione fatta di stratificazioni, ma in realtà perfetti per una scenografia minimal gli occhiali di Prada: piccoli, metallici, da vista, con lenti in colori sfumati. Neri, grandi, squadrati, ideali per adattarsi agli avvolgenti e architettonici capi in neoprene di Davii, brand portoghese creato dal visionario designer brasiliano Fabiano Fernandes Dos Santos.Evidente e forte il legame tra capi e accessori, e quindi gli occhiali, da Kimhekim, uno dei cinque brand coreani del Soul Threads Voices of Seoul presentati da Camera della Moda e dalla boutique Antonioli. Il fil rouge che caratterizza abiti, borse, scarpe sono le perle e una perla pende, come un orecchino, da una lente. Apparentemente difficile trovare una connessione fra cappelli e montature, eppure da Borsalino c‘è. È la nuova capsule collection eyewear realizzata con Ophy Eyewear, omaggio a icone dello spettacolo. I modelli si chiamano Robert (Redford), John (Belushi), Frank (Sinatra), in acetato di diverse tonalità con un design attuale ma fatto per durare nel tempo, proprio come i cappelli del mitico marchio di Alessandria. Più immediato il riferimento con i gioielli da Bulgari, trattandosi gli occhiali di Bulgari di veri gioielli. Con una placcatura in oro, riportano i motivi iconici: sulla cerniera il serpente oppure sul frontale il tubo gas (nelle foto, dall’alto a sinistra, in senso orario: Kimhekim, Fendi, Prada, Martin Margiela e Laura Biagiotti).Luisa Espanet
S1 Ep 654Reviú Magazine: uno sguardo su economia dei consumi e mondo della visione
Nicola Di Lernia, in collaborazione con Fabiano Editore, lancia un quindicinale digitale dedicato a stakeholder e addetti ai lavori della filieraIl digitale come strumento “amichevole”, di facile lettura, capace di offrire articoli brevi ma utili: da questa premessa prende forma Reviú Magazine (nella foto, la copertina), il nuovo prodotto editoriale pensato da Nicola Di Lernia come una rivista dai due volti: uno sguardo di cultura generale sull’economia dei consumi e un approfondimento verticale sulle complessità e le opportunità del mondo della visione.«Si tratta da un lato di una scommessa: serve una rivista di questo genere nel nostro settore? Secondo me, sì - spiega Di Lernia a b2eyes TODAY - Dall’altro, rappresenta la naturale prosecuzione del rapporto professionale che mi lega da oltre un decennio a questo quotidiano online, con una rubrica fissa ogni venerdì, e al suo editore, insieme al quale curo e per il quale conduco da sette edizioni il Forum Presbiopia».E proprio dall’evento sulla gestione del paziente-cliente presbite nasce l’Osservatorio Presbiopia, che a oggi conta già oltre mille professionisti iscritti, tra ottici optometristi e oculisti: a tale progetto sarà strettamente legato il quindicinale. «Reviú Magazine è realizzato in esclusiva per gli affiliati alla piattaforma dell’Osservatorio Presbiopia: il numero zero, di prossima uscita, sarà disponibile in chiaro anche per un ampio database di operatori dell’ottica, i quali periodicamente potranno fruire di altri numeri successivi, per poi riceverlo regolarmente iscrivendosi all’Osservatorio stesso - dice ancora Di Lernia – Questo prodotto digitale, inoltre, conta di arricchirsi di una rosa di ulteriori rubriche e di aprirsi a nuovi opinionisti, all’insegna del pluralismo delle idee: l’obiettivo è esplorare quelle aree del settore che potremmo definire grigie e ricche al tempo stesso e aiutare il lettore a fare qualcosa di nuovo e di migliore. In linea con il progetto di Ferdinando Fabiano di far evolvere, già a partire dal 2026, il Forum Presbiopia e, quindi, tutte le iniziative a esso collegate in Forum della Vista». A cura della redazione
S1 Ep 653Hoya: un protocollo di gestione della miopia anche per l’ottico optometrista
In continuità con quella clinica per gli oftalmologi nata dallo studio Delphi, l’azienda oftalmica introduce una guida pratica dedicata ai professionisti della visione, che vuole sottolinearne la centralità nel controllo efficace dell’evoluzione miopicaQuesto documento (nella foto, la copertina) evidenzia come l’ottico optometrista «svolga un ruolo chiave insieme al medico oculista, contribuendo a identificare tempestivamente i fattori di rischio e sensibilizzando le famiglie sul tema della progressione miopica: funge, inoltre, da ponte tra i genitori, l’oftalmologo ed eventualmente il pediatra, offrendo continuità comunicativa e coerenza nell'iter di gestione della miopia - afferma in una nota Anna Maria Nicolini, marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia - Si tratta dunque di una figura cardine nel percorso di controllo di questo difetto refrattivo: è colui che accompagna le famiglie nel tempo, interpreta i bisogni visivi dei bambini e dei ragazzi e traduce le scelte cliniche in soluzioni pratiche, comprensibili e realmente efficaci».L’azienda pone l’attenzione su due scenari in cui il ruolo dell’ottico optometrista è determinante. «Il primo riguarda i giovani miopi ai quali l’oculista abbia prescritto una semplice monofocale o una generica lente a defocus: può quindi informare la famiglia e proporre la soluzione MiyoSmart con tecnologia D.I.M.S., supportata da oltre 100 evidenze scientifiche - spiega il comunicato - Il secondo è quello dei giovani a rischio: in presenza di elementi come familiarità, età o una ridotta riserva ipermetropica, può sensibilizzare i genitori e indirizzarli tempestivamente verso una valutazione oculistica, informando quando la soluzione MiyoSmart possa essere appropriata».Accanto al ruolo educativo e relazionale c’è anche la responsabilità tecnica: questa guida offre perciò una indicazione per la selezione della montatura più adatta alle caratteristiche anatomiche dei giovani, per la corretta centratura delle lenti e per la verifica che l’ampiezza della zona di trattamento sia adeguata ai movimenti naturali dello sguardo. «Il professionista della visione, grazie alla propria competenza, accompagna il giovane miope nel tempo con controlli periodici di follow-up strutturati che partono dall’analisi dell’adattamento e del fitting e includono valutazioni sul cambio lenti e, quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale - precisa la nota - Il protocollo definisce un primo controllo dopo due settimane, per verificare comfort e adattamento, e successivi monitoraggi ogni sei mesi, con indicazione alla sostituzione delle lenti in caso di progressione pari o superiore a -0.50D o di crescita della lunghezza assiale uguale o superiore a 0,2 mm all’anno».Il protocollo segue di pochi mesi la diffusione di quello clinico per la classe medica, realizzato da Hoya alla luce dello studio Delphi portato avanti nell’ultimo anno e mezzo con un centinaio di oftalmologi pediatrici italiani. «Il nostro obiettivo è creare un linguaggio comune e un percorso condiviso tra oculisti e ottici optometristi: solo con una collaborazione costante e strumenti chiari possiamo offrire alle famiglie un supporto efficace, tempestivo e basato sulle evidenze - conclude Nicolini - In tale contesto il professionista della visione, vicino al territorio e alle esigenze quotidiane di bambini e ragazzi, assume un ruolo ancora più strategico nella gestione della miopia».A cura della redazione
S1 Ep 652Menicon Soleko accelera nel nord est: entra Halangescu
Il professionista, nel ruolo di sales account, assume la responsabilità di un’importante area a livello economico e strategico, che include il Trentino-Alto Adige e porzioni nevralgiche di Veneto e LombardiaNelle intenzioni di Menicon Soleko, l’inserimento di Dragos Halangescu (nella foto) non è solo un potenziamento della rete vendita, ma un segnale al mercato: l’investimento in una figura dedicata per quest’area sottolinea la volontà dell’azienda di passare da una presenza consolidata a una posizione di leadership attiva. «Tale territorio, caratterizzato da un'elevata concentrazione di centri ottici qualificati e da una clientela esigente, rappresenta un bacino cruciale per la crescita dell’azienda - si legge in un comunicato di Menicon Soleko - L'obiettivo dichiarato è duplice e ambizioso: da un lato, consolidare la presenza della società, rafforzando le relazioni con i partner esistenti; dall'altro, accelerare lo sviluppo del business». Il profilo di Halangescu unisce competenze commerciali e tecniche in contattologia grazie al suo percorso professionale in aziende come Bausch + Lomb e CooperVision. «Ciò che distingue ulteriormente Halangescu è la conoscenza diretta delle dinamiche del punto vendita e delle reali esigenze dei professionisti della visione - prosegue la nota - In un dialogo quotidiano, la sua capacità di comprendere le sfide operative e commerciali degli ottici rappresenta un valore aggiunto, trasformando la relazione cliente-fornitore in una partnership orientata al successo reciproco». A cura della redazione
S1 Ep 651Rudy Project rileva il distributore nordamericano per presidiare il mercato Usa
L’azienda italiana, attiva nella progettazione e produzione di caschi e occhiali sportivi ad alte prestazioni, da febbraio opera direttamente sul mercato statunitense, che rappresenta il 10% del suo fatturato complessivo, per metà realizzato sul canale otticoCon l’acquisizione al 100% della proprietà di Rudy Project North America si completa un’operazione strategica che coinvolge anche l’area delle isole caraibiche.Attivo dal 1998 e con sede a San Clemente in California, lo storico distributore esclusivo del marchio nasce dall’iniziativa di un gruppo di investitori provenienti dal mondo dell’ottica e dello sport, che hanno creduto nel potenziale del brand sin dalle fasi iniziali di sviluppo sul mercato nordamericano. Negli anni ha poi contribuito a costruire una presenza stabile del marchio e ne ha rafforzato il posizionamento premium.«Dopo aver consolidato il controllo diretto dei principali mercati europei, l’integrazione del mercato estero più strategico per il nostro business rappresentava un’evoluzione naturale - commenta in una nota Cristiano Barbazza (nella foto), ceo di Rudy Project - Gli Stati Uniti sono uno dei mercati sportivi più rilevanti, stimolanti e al tempo stesso più competitivi al mondo: un contesto che impone velocità, visione e capacità di innovare in modo continuo. Proprio per questo abbiamo sviluppato un piano pluriennale di investimenti ambizioso, pensato per sostenere in modo strutturale la crescita e rafforzare la nostra presenza nel mercato statunitense».Gli Usa rappresentano «circa il 10% del fatturato complessivo dell’azienda fino al 2025 - spiegano a b2eyes TODAY dalla società fondata a Treviso nel 1985, la quale progetta i propri prodotti in collaborazione con atleti professionisti, utilizzando un approccio integrato che unisce design italiano, ricerca tecnologica e innovazione nei materiali e mantenendo un focus su ciclismo, triathlon, running e discipline outdoor - Si tratta di un'area strategica per il brand, sia per la rilevanza del settore sportivo e performance eyewear sia per il potenziale di crescita nel segmento ottico, su cui continua a investire con una visione di medio-lungo periodo».Negli Stati Uniti il canale ottico incide per circa il 50% delle vendite di Rudy Project. «È un dato significativo, che conferma la solidità del posizionamento del marchio anche al di fuori del segmento sportivo tradizionale e la capacità di proporre soluzioni tecniche e personalizzabili apprezzate dal mercato professionale dell'ottica - proseguono dall’azienda - Inoltre, a livello globale, il canale ottico rappresenta circa il 50% della distribuzione complessiva di Rudy Project, in equilibrio con quello sportivo che occupa il restante 50%. Questo bilanciamento riflette la doppia anima del brand: da un lato la vocazione performance e sportiva che lo contraddistingue da sempre, dall'altro una crescente presenza nel mondo dell'ottica, dove tecnologia, design e qualità delle lenti sono elementi chiave del loro sviluppo».Rudy Project opera oggi in oltre 60 paesi nel mondo e gestisce in via diretta, oltre agli Usa, Italia, Francia per ottica e outdoor industry, Belgio, Germania, Svizzera e Austria.A cura della redazione
S1 Ep 650Gli occhiali a Sanremo? Una “magica favola”
In un verso della canzone portata da Arisa alla 76esima edizione del Festival, conclusasi sabato scorso con la vittoria di Sal Da Vinci, sono racchiusi il significato simbolico e il valore dell’eyewear, che nella serata del 27 febbraio dedicata alle cover ha finalmente dominato la scena sin dall’inizioÈ stata la co-conduttrice Laura Pausini ad aprire la serata di venerdì scorso con una montatura XXL “ad ape” impreziosita da maxi gemme in Swarovski su un outfit total black con guanti fucsia. Questi occhiali oversize a mascherina sono diventati virali quando Carlo Conti li ha indossati per gioco in apertura.Ma anche i cantanti in gara non sono stati da meno. Come sempre, Dargen D’Amico si è esibito con un paio di occhiali scuri per il duetto con Pupo e Fabrizio Bosso sulle note di Su di noi: i suoi ospiti si sono adeguati allo stile, sfoggiando a loro volta modelli da sole sul palco. TonyPitony, vincitore della serata cover in coppia con Ditonellapiaga ha calzato la sua caratteristica maschera con occhiali integrati in stile vintage-Elvis, mantenendo l'anonimato che lo contraddistingue. Pure in questo caso è diventato virale sui social Conti, cui è stata regalata: scherzosamente il presentatore l’ha messa per farsi immortalare sul palco da giornalisti, pubblico e perfino da sua moglie divertita.Durante il loro omaggio a Lucio Dalla con L'ultima luna, sia Tommaso Paradiso sia gli Stadio, in particolare il leader del gruppo, Gaetano Curreri, hanno indossato occhiali scuri, coerenti con il look total black e l'immaginario del cantautore bolognese. Il rapper Luchè ha utilizzato dei sunglasses scurissimi, confermando lo stile urban di lusso già mostrato nelle prime serate, pure per la sua esibizione in Falco a metà con Gianluca Grignani, a sua volta in occhiali da sole. La batterista delle Bambole di Pezza ha sfoderato una montatura sun con lenti rosa durante la performance finale con Cristina D’Avena, in una versione inedita della sigla del cartone animato Occhi di gatto.E così, dopo una presenza significativa ma non da protagonista assoluto, l’eyewear si è finalmente ripreso la scena. Durate la finale del 28 febbraio lo stile si è poi riallineato alla tendenza sobria delle serate dedicate alla gara. Gli occhiali sono stati indossati dagli stessi artisti che li avevano inclusi nell’outfit anche per accumulare i bonus del FantaSanremo: sempre Dargen D'Amico, fedele al proprio stile, ha esibito il suo modello in cristalli Swarovski, questa volta sui toni del verde, presentandosi inoltre a piedi nudi e in frac. Luchè ha cantato indossando occhiali da sole scurissimi, anch’egli mantenendo il proprio stile urban-chic dalla prima all’ultima serata. Il duo composto da LDA e Aka7even ha sfoggiato eyewear nero, stretto, piatto, rettangolare identico e, vestiti come gemelli, durante l'ultima l’esibizione sono apparsi davvero scatenati nell’interpretazione del pezzo. Andrea Bocelli, super ospite della serata, ha deliziato il pubblico con i suoi amati aviator argentati e lenti blu sfumate, stiloso e carismatico come sempre.
S1 Ep 649Dalpasso, nel 2026 un programma di incontri con le cliniche oculistiche italiane
Il primo, incentrato sulle protesi oculari, si è svolto a fine gennaio presso la struttura oftalmologica dell’Ospedale MultiMedica San Giuseppe di Milano, specializzata nella diagnosi, nella cura e nel follow-up di numerose patologie oculari, in particolare pediatriche, e diretta da Paolo NucciNel corso dell’incontro (nella foto) Enrico Dalpasso della Dalpasso Protesi Oculari ha presentato una relazione sul confronto tra lenti a contatto cosmetiche protesiche e gusci sclerali cosmetici: un approfondimento tecnico «volto a chiarire quando sia possibile applicare le prime e quando, invece, le condizioni del bulbo oculare obbligano l’ocularista, cioè lo specialista in materia, a scegliere la seconda soluzione, progettando e applicando un guscio sclerale per il quale sono richieste competenze di contattologia e di protesica oftalmica - spiega una nota dell’azienda - Applicazioni protesiche che Dalpasso Protesi Oculari è in grado di fornire ai pazienti a costo zero poiché la spesa, per gli aventi diritto, è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale».Alla relazione hanno assistito oltre 30 allievi e medici specializzandi, presenti in platea insieme all’oftalmologo Andrea Lembo e allo staff del reparto: durante l’evento sono stati mostrati i risultati più performanti delle applicazioni su occhi vedenti e non vedenti, inclusi casi pediatrici e neonatali, ambito nel quale la gestione clinica e protesica richiede un approccio altamente specialistico. A sua volta Paolo Nucci ha arricchito il confronto con numerose domande, contribuendo a rendere ancora più chiara ai futuri oculisti la gestione di pazienti che spesso faticano a trovare risposte adeguate al proprio deficit visivo ed estetico. Nello specifico, lo speech ha approfondito il confronto tra l’applicazione di lenti a contatto morbide cosmetiche, quelle cosiddette protesiche, e quella dei gusci sclerali cosmetici in PMMA in presenza di microftalmo congenito, subatrofia bulbare post-traumatica e ferite perforanti, glaucoma congenito e altre gravi patologie a carico del bulbo, con o senza residuo visivo. «Siamo convinti che la formazione dei futuri giovani oculisti debba comprendere anche la conoscenza delle soluzioni protesiche nei più gravi casi di demolizione parziale o totale del bulbo oculare o di parti di esso, in seguito sia a patologie sia a fatti accidentali», sottolinea il comunicato.Dalpasso Protesi Oculari è un ramo della società con sede a Reggio Emilia, che integra sia l’area protesica sia quella di ottica e optometria, coprendo così l’intera casistica di pertinenza di entrambi gli ambiti. Il gruppo detiene anche 6 centri ottici tra la stessa Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna e Milano. Da diversi anni l’azienda ha avviato un’attività formativa e di collaborazione con strutture universitarie e ospedaliere, con l’obiettivo di diffondere la cultura della protesica oculare e promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione dei casi complessi. «Dopo quello di fine gennaio a Milano, nel 2026 sono in programma ulteriori eventi, sia in presenza sia online, con diverse cliniche oculistiche universitarie e reparti ospedalieri italiani - rivelano dalla società emiliana a b2eyes TODAY - I prossimi appuntamenti si terranno in Veneto, Sicilia e Lazio, anche grazie a collaborazioni con enti di primo livello come la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto».A cura della redazione
S1 Ep 648Formula 1: ic! berlin nuovo official eyewear partner del team Audi Revolut
Il brand dell’occhialeria di ricerca di proprietà di Marcolin annuncia la partnership con la scuderia, che unisce due realtà tedesche accomunate da ingegneria di precisione, design funzionale e un’estetica contemporaneaLa collaborazione tra ic! berlin e Audi Revolut F1 Team rappresenta un incontro tra due marchi che condividono la stessa idea di performance e arriva in un anno particolarmente significativo, in cui ic! berlin celebra il suo 30° anniversario. «In tre decenni il brand ha consolidato la propria reputazione grazie a prodotti progettati con cura estrema: dall’iconica cerniera senza viti, alla durabilità e al comfort, mantenendo sempre un’estetica chiara, contemporanea e distintiva – spiega un comunicato del marchio - Un traguardo che conferma l’impegno per un’innovazione mirata, dove ogni dettaglio è pensato per generare performance concrete. La partnership unisce due marchi tedeschi per i quali forma e funzione sono inseparabili. In Formula 1, la performance non riguarda soltanto la vettura, ma è anche concentrazione, precisione e sicurezza: qualità che rispecchiano l’approccio di ic! berlin al design dei suoi prodotti».A partire dal Gran Premio di Australia, che l’8 marzo darà il via alla stagione 2026 della Formula 1, ic! berlin supporterà come official eyewear partner Audi Revolut F1 Team in pista e fuori. Per Marcolin, la collaborazione rafforza ulteriormente il posizionamento del gruppo come punto d’incontro tra culture del design, premium performance e visibilità globale, ampliando la presenza internazionale di ic! berlin grazie alla vetrina e piattaforma narrativa rappresentata dal più importante circuito di gare automobilistiche.«Questa collaborazione porta in Formula 1 una nuova e sofisticata espressione di stile e design - commenta nella nota Nicola Zotta, managing director di Marcolin - Gli occhiali ic! berlin nascono con lo stesso approccio: precisione ingegneristica, chiarezza progettuale e attenzione meticolosa ai dettagli. Per questo rappresentano un’estensione naturale del linguaggio estetico del team all’interno del paddock. Tale partnership ci consentirà di posizionare ic! berlin all’intersezione tra stile e performance, in uno dei contesti sportivi più esclusivi al mondo».A cura della redazione
S1 Ep 647Acofis Milano: festeggiare gli 80 anni parlando di futuro
La territoriale di Federottica celebra l’importante traguardo e, nell’ambito di un calendario di iniziative che si svilupperà nel corso del 2026, l’8 marzo organizza un convegno aperto a tutti gli ottici optometristi“L’occhiale e il centro ottico del futuro” si propone di fare il punto sull’attuale stato di salute del retail indipendente, analizzando la normativa vigente e la legislazione di riferimento e ponendo una riflessione sulle prospettive della categoria alla luce del Regolamento Europeo MDR 745/2017. «Un tema centrale per la professione, chiamata a confrontarsi con un quadro regolatorio in evoluzione e con nuove responsabilità in materia di dispositivi medici», spiega un comunicato di Federottica Milano Acofis.La scelta della sede non è casuale: il convegno si svolgerà infatti presso l’ADI Design Museum di Milano. «Proprio a partire dal luogo, simbolo del design italiano, è previsto il contributo dell’Associazione per il Disegno Industriale, per introdurre il tema della progettazione delle montature all’interno del valore della produzione made in Italy: un percorso che affiancherà l’evoluzione stilistica alle lenti di ultima generazione e agli occhiali tecnologici di diverse tipologie – si legge ancora nel comunicato - La riflessione si estenderà inoltre alle opportunità e ai vantaggi dei dispositivi indossabili, senza trascurare i possibili rischi legati alla sicurezza e ai cambiamenti sociali e antropologici che tali tecnologie possono comportare». Da qui partirà l’intervento di Alberto Pellai, docente e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, specializzato in prevenzione in età evolutiva: l’obiettivo è offrire un’analisi sociologica sul presente e sul futuro, con particolare attenzione alla condizione giovanile.Il convegno dell’8 marzo si inserisce nel solco di una tradizione associativa che, negli anni, ha sempre affiancato ai momenti celebrativi occasioni di approfondimento culturale: Federottica Milano Acofis da tempo organizza convention e incontri in occasione della celebrazione di Santa Lucia, trasformando una ricorrenza simbolica per la categoria in una opportunità di confronto sui temi strategici della professione.A cura della redazione
S1 Ep 646Ottica Marina Cauti: un’esperienza in dono ai clienti per celebrare San Valentino
Per festeggiare la ricorrenza, l’insegna di Ortona, in provincia di Chieti, ha organizzato lo scorso 14 febbraio l’appuntamento “Foto dell’Iride”, con cui ha trasformato il negozio in uno spazio di scoperta e bellezzaA far nascere l’idea dell’evento è stata la volontà da parte di Marina Cauti di fare un regalo alla propria clientela, valorizzando l’iride di ogni invitato, evidenziandone le sfumature cromatiche, le trame, le geometrie naturali e, in modo simbolico, i tratti caratteriali che essa richiama. Per far questo, la professionista di Ortona ha coinvolto le fotografe romane Cinzia Carbonelli e Adriana Seganti, art director nella moda e nella pubblicità, le quali sono collegate al progetto Eyeconart, il ritratto dell’iride che trasforma gli occhi delle persone in opere d'arte realizzate dal vivo, durante fiere, meeting e conferenze, utilizzando un processo di ripresa brevettato e un software ad alta risoluzione, per offrire agli ospiti un'esperienza memorabile. «Allo scopo di creare attesa intorno a un appuntamento così particolare, abbiamo pubblicato un save the date durante le feste natalizie, dopo di che abbiamo selezionato una cerchia di clienti cui inviare inviti mirati via WhatsApp e infine, negli ultimi dieci giorni, abbiamo fatto una sponsorizzata su Facebook e Instagram: abbiamo così riunito una rosa di 40 partecipanti», spiega Cauti a b2eyes TODAY.Il giorno di San Valentino, con attrezzature dedicate e tecniche di macrofotografia avanzata, Carbonelli e Seganti hanno dunque realizzato nel centro ottico gli scatti di alta qualità, curandone l’editing in tempo reale. Dopo aver scattato le foto, stampate in pochi minuti per donarle ai clienti racchiuse in una cornice, hanno stilato per ciascuno una descrizione dettagliata di ciò che rende unico qualsiasi occhio e un’analisi che ha messo in luce la relazione tra personalità e forma, colore e sfumature dell’iride. «Ogni scatto ha raccontato una storia diversa, restituendo un ritratto che andava oltre l’immagine, toccando la dimensione emotiva - aggiunge la professionista abruzzese - Le esperte hanno interpretato le foto individuando tipologie di carattere, flusso energetico, potenzialità della persona, rivelate dalla conformazione dell’iride stessa. I partecipanti sono rimasti tutti affascinati e colpiti, non avevano mai sperimentato nulla del genere: ognuno ha assistito alla trasformazione del proprio sguardo in un’immagine artistica, proiettandosi in una dimensione nuova che ha generato sorpresa, orgoglio e un senso di profonda appartenenza alla propria identità».L’iniziativa non è stata perciò solo un servizio fotografico. «Si è trattato di una vera e propria esperienza immersiva, senza alcun risvolto commerciale, che ha unito tecnologia, arte e cura della persona: valori che da sempre contraddistinguono l’approccio professionale mio e delle mie collaboratrici Giulia e Sarah», conclude Cauti (nella foto, da sinistra: Cinzia Carbonelli, Giulia Fonzi, Marina Cauti, Sarah D’Ottavio e Adriana Seganti).Nicoletta Tobia
S1 Ep 645Italian Eyewear Exhibition approda a New York
Si terrà il 4 marzo la prima edizione dell’iniziativa organizzata nella Big Apple da Ice Agenzia in collaborazione con Anfao: l’evento, al quale saranno presenti 16 aziende del nostro paese, ha l’obiettivo di rafforzare i legami commerciali tra i produttori italiani e i retailer e buyer statunitensi, in un contesto di contrazione dell’export come quello attuale, e di aumentare la visibilità dei brand e il networking per consolidare il posizionamento del made in Italy nel segmento premiumDopo Milano a fine gennaio, Parigi lo scorso settembre e in precedenza Panama, Italian Eyewear Exhibition fa tappa nella Grande Mela (nella foto, l'immagine di campagna). Reflections, questo il nome dell’edizione statunitense di Iee, si terrà il 4 marzo al piano terra dell’IAC Building, uno dei rari edifici in vetro firmati dall’architetto Frank Gehry a New York, che andrà a rafforzare i temi della mostra, riflessione, trasparenza e innovazione, inserendo l’eyewear in un dialogo più ampio che comprende design, architettura e cultura dei materiali. Sedici le aziende partecipanti: Aerial Vision International, Aru, Atmosphera, Ioves, Italiana Design, L.G.R, La Giardiniera, Lara D, Logoproject Design, Mad in Italy, Manifattura Italiana Occhiali, Marcolin, Nannini Italian Quality, Original Vintage Sunglasses, Stilitaly e Vanni.Sono attesi buyer non solo dalle zone limitrofe come New York, New Jersey e Connecticut, ma da tutti gli Usa, grazie al programma di incoming che ne garantirà almeno 50: insieme a ottici, stampa e professionisti del settore avranno un’anteprima di brand italiani durante l’Eyewear Design Week, l’evento dell'ottica per il mercato nordamericano che ha esordito nel 2025 nella metropoli. Dopo lo spostamento di Vision Expo East a Orlando, in programma quest’anno dall’11 al 14 marzo, New York vuole infatti affermarsi come punto di riferimento per l’occhialeria indipendente, a partire da Loft, l'evento nato alcuni anni fa come spin-off della tradizionale rassegna fieristica newyorkese, e con il contributo di una serie di iniziative, appuntamenti e meeting dislocati nella città durante la prima settimana di marzo. Tra questi figura anche Italian Eyewear Exhibition.«Gli Stati Uniti, da sempre primo sbocco commerciale per il settore, stanno attraversando difficoltà legate a dazi e condizioni di mercato che hanno inciso sull’export italiano - si legge in un comunicato di Anfao - Proprio per questo Iee New York assume un ulteriore valore strategico: partecipare direttamente sul territorio consente di rafforzare relazioni commerciali, sostenere i partner locali e contrastare l’impatto dei dazi con una presenza attiva e qualificata».«Offriamo ai retailer americani più di semplici prodotti: proponiamo una partnership fondata su una filiera trasparente e verticalmente integrata che garantisce durata e precisione superiori, qualità fondamentali per il consumatore statunitense più esigente», dichiara nella nota Erica Di Giovancarlo, direttore di Ita-Italian Trade Agency New York.Secondo Lorraine Berton, per il buyer statunitense il made in Italy «rappresenta un investimento strategico, capace di differenziare l’assortimento in un mercato dominato da prodotti generici e standardizzati - aggiunge la presidente di Anfao nel comunicato - Inoltre, in un contesto di incertezza sulle politiche commerciali negli Stati Uniti, visti anche i recentissimi aggiornamenti, consolidare relazioni dirette e basate su qualità e trasparenza diventa ancora più strategico per garantire competitività e affidabilità ai prodotti italiani di eyewear».A cura della redazione
S1 Ep 644Milano-Cortina e Mido, tra successo e riflessione
I Giochi Olimpici Invernali 2026 appena conclusi si portano dietro una scia di emozioni e grandi risultati sportivi e di immagine. Un po’ come la fiera che li ha preceduti di una settimana. Tornati però alla quotidianità, quali considerazioni possiamo fare sul contesto economico e sociale in cui viviamo?Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovevano essere le prime davvero ecosostenibili, secondo le direttive del Comitato Olimpico Internazionale. Alla fine, però, il loro costo complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato sfiorare i 6 miliardi di euro, circa lo 0,3% del Pil italiano 2025 e oltre quattro volte la previsione iniziale di 1,3 miliardi.Il caso simbolo potrebbe essere, proprio a Cortina d'Ampezzo, la pista da bob, disciplina che in Italia conta meno di mille atleti. La spesa per tale pista è più che raddoppiata, ha richiesto l'abbattimento di 500 larici centenari, piantati per contenere l'erosione del terreno, e per mantenere il ghiaccio occorre l'equivalente energetico di settemila frigoriferi. Frigoriferi in montagna, in una nazione dove nel solo 2025, secondo un rapporto di Legambiente, hanno chiuso 265 impianti di risalita per mancanza di neve e costi elevati.Se la sostenibilità è saltata, almeno la strategia dietro gli impianti e i fabbricati realizzati per l’occasione dovrebbe avere un senso. Il villaggio olimpico di Milano è sorto in un'area centrale della metropoli con l’impegno di riconvertirlo in residenze per studenti, oggi costretti a spendere anche 500-600 euro per una stanza. Vedremo se la promessa reggerà. A Cortina, invece, quasi 40 milioni di euro per un villaggio che verrà smontato a fine giochi.Eppure… Abbiamo assistito a due cerimonie splendide. Il made in Italy e il nostro saper vivere hanno fatto il giro del mondo, con apprezzamenti che segneranno il futuro ricettivo del paese. Trenta medaglie. Ha perfino nevicato.Data anche la parziale concomitanza temporale, si potrebbe fare un parallelismo con l’ultimo Mido: un’edizione del più grande salone internazionale dell’ottica ben organizzata, con visitatori da oltre 160 paesi che hanno apprezzato l’ampia offerta merceologica. E grande entusiasmo tra gli operatori nelle tre giornate di fiera. Tuttavia il sentiment dei centri ottici, almeno in Italia, in questo primo scorcio di 2026 non appare all’insegna dell’ottimismo.Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non dovremo dunque dimenticarci del successo registrato in quelle due settimane di gare, cui farà sicuramente seguito quello delle prossime Paralimpiadi. Il presente però non cancella ciò che è mancato: una visione di medio-lungo termine. L'impressione è che nel nostro paese si sia smarrito quel buon senso del padre di famiglia che guidò l'Italia nella ricostruzione del secondo dopoguerra: lo stesso che portò in America il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, a cercare fondi per l’Italia, con il cappotto usato.Nicola Di Lernia
S1 Ep 643Sanremo: l’eyewear intona una “nota” di stile strategica
Il Festival, in corso fino a sabato 28 febbraio nella città ligure, non è solo la gara canora più attesa dell'anno, ma una passerella dove il look definisce da sempre l’identità dell’artista. In questa 76esima edizione, dominata da un’estetica sobria e lineare, gli occhiali sono diventati per alcuni protagonisti un alleato per rafforzare la comunicazione non verbale dei cantantiMentre per quel che riguarda l’outfit i veterani e i giovani talenti, inclusi i rapper in un inedito rigore sartoriale, hanno scelto abiti essenziali per rimettere al centro la musica, nelle prime due serate del Festival di Sanremo 2026 l'accessorio eyewear è emerso come strumento di rottura o di protezione.Il re indiscusso in questo contesto, Dargen D’Amico, non ha deluso. Per l'interpretazione di AI AI, ha sfoggiato una montatura “aliena” e futuristica, impreziosita da cristalli Swarovski. Le lenti avvolgenti cyber glam riflettevano i colori dell'Ariston, confermando l'occhiale non come maschera, ma come confine necessario tra Jacopo, l'uomo, e Dargen, l'artista.Ditonellapiaga ha invece usato l'accessorio solo per sottolineare un momento dell’esibizione canora. Una montatura nera, stretta e squadrata dal taglio cat-eye, indossata soltanto per pochi istanti per enfatizzare la canzone Che fastidio. Un gesto comunicativo potente per schermare in un attimo lo sguardo dal mondo esterno.Il rapper napoletano Luchè ha portato sul palco un perfetto esempio di urban luxury. I suoi occhiali “blackout”, scurissimi e impenetrabili, hanno completato un look intriso di mistero e rigore street, in perfetta simbiosi con il suo brano Labirinto.LDA, in coppia con Aka 7even, ha giocato sulla variazione cromatica. Se nella prima serata ha scelto la sobrietà di una montatura nera squadrata, mercoledì ha scaldato l'atmosfera con lenti aranciate, utilizzate strategicamente solo per l'ingresso sul palco.Tredici Pietro, nome d’arte di Pietro Morandi, ha optato per un design rimless moderno e minimale. Una scelta che valorizza il viso e sottolinea la somiglianza con il padre Gianni, sebbene il fitting “scivolato sul naso” abbia rivelato la sua audacia casual.Non sono mancati i richiami al passato: il corpo di ballo di J-Ax ha interpretato una versione “cowboy post-moderno” con cappelli e occhiali vintage anni 70, creando un ponte visivo tra nostalgia e innovazione.Non è passato inosservato l’eclettico maestro Enrico Melozzi, confermandosi uno dei direttori d'orchestra più coinvolti della rassegna. Con i suoi occhiali oversize e lenti colorate, ha mantenuto il suo stile energico inconfondibile, amato da molti artisti.Infine, la spontaneità di Laura Pausini: il suo modello nero squadrato, visto sia sul palco sia nei backstage e sui suoi canali social, è diventato il simbolo di un’eleganza accessibile e quotidiana. Li ha usati solo per una presentazione sul palco dichiarando di non vedere più bene: sarà una reale necessità? (nelle foto, tratte da raiplay.it, da sinistra: Tredici Pietro, Luchè, Ditonellapiaga e Dargen D’Amico).Angelica Pagnelli
S1 Ep 642Transitions Color Touch: prima tappa a Roma per il lancio
L'ultima linea del brand, disponibile dal 24 febbraio, è stata protagonista di un evento presso la Capitale, alla presenza di un centinaio di ottici partnerQuattro ragazzi e quattro ragazze sfilano, alternandosi sulla passerella allestita presso Officine Farneto, nella Capitale, nella serata di lunedì 23 febbraio, la prima tappa di un mini tour che toccherà Napoli il 2 marzo per poi chiudere a Milano il 16 marzo. «Sono i vostri consumatori e ognuno di loro porta con sé una scelta, che parla di identità, di chi vogliono essere, di come vogliono essere visti - recita uno speaker - C'è chi sceglie il colore per farsi notare, chi lo vive come parte di sé». Ogni modella e modello interpreta i colori della nuova palette di Transitions Color Touch, l’ultima linea del brand presentata in anteprima lo scorso Mido e ufficialmente in distribuzione presso i centri ottici italiani dal 24 febbraio, con le colorazioni Ruby, Ambra, Zaffiro, Ametista e Smeraldo, ispirate alla palette di Transitions Gen S. Presenti un centinaio di professionisti della visione, principalmente dal Lazio, ma anche da Toscana, Umbria e Sardegna. A ritmare il catwalk, un jingle orecchiabile, in stile TikTok, che identifica subito il target di riferimento di questo nuovo prodotto. “Power-Up Your Look” è il messaggio chiave della serata.«Le nuove Transitions Color Touch si presentano come l’evoluzione delle lenti fotocromatiche intelligenti, capaci di unire performance visiva e tocco estetico distintivo, grazie a una resa indoor personalizzabile in due effetti, sfumato o uniforme, e a un’intensità maggiore outdoor, con ultra reattività, comfort e protezione durante l’intera giornata - ha detto Chiara Forgione, business brand manager Transitions EssilorLuxottica - Rafforzano il valore identitario dell’occhiale per Millennials e Gen Z, che lo trasformano in un vero elemento di stile».La strategia di posizionamento che mira ai più giovani punta ad aumentare il valore della qualità visiva, facendo della gestione della luce il nuovo “gold standard” abbinata a monofocali evolute, ad esempio Eyezen per il mondo Essilor, o alle progressive, accompagnando il passaggio dall’occhiale “basic” a una proposta ultra dinamica, high style e high tech, in un mercato che mostra ampi margini di crescita. «La penetrazione di Transitions nelle monofocali raggiunge il 14%, mentre nelle progressive raggiunge il 36%, per una media del 21%, lasciando spazio a strategie di incremento del valore medio - ha spiegato Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxottica - Una case history degli ottici del nostro Advisory Board evidenzia come la proposta standard di monofocali evolute abbinate a Transitions su target giovani abbia generato nell’ultimo anno un aumento della busta intorno al 20%, un aumento della marginalità del 15% e una penetrazione, consolidata negli anni, di Transitions fino al 75%, con benefici tangibili quali maggiore autorevolezza dell’ottico e percezione premium del punto vendita».
S1 Ep 641EssilorLuxottica: con Sedico Experience Center uno spazio per clienti e partner
Nella località in provincia di Belluno, all’interno dell’hub strategico del gruppo che integra produzione di lenti e montature in acetato nonché logistica avanzata a supporto del mercato europeo, è stato recentemente creato uno spazio che si inserisce nel percorso avviato con l’Experience Center di Milano, inaugurato nel 2022 in zona TortonaNelle intenzioni di EssilorLuxottica, Sedico Experience Center rappresenta una nuova fase della trasformazione della società, che dà forma al disegno tracciato da Leonardo Del Vecchio: oltre all’eredità di azienda orientata a marchi, prodotti e consumatori, il gruppo vuole affermarsi come leader nell’ambito dell’innovazione e delle tecnologie medicali, in cui eyewear, salute e tecnologia si incontrano, aprendo nuove opportunità per migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone. Al centro ci sono proprio loro, che vengono accompagnate lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla correzione visiva, dalla diagnostica avanzata delle patologie oculari fino al mondo delle cliniche: Sedico Experience Center (nella foto) vuole raccontare proprio questa nuova identità, più ampia e articolata.Con una superficie di più di 290 metri quadrati, lo spazio, ricavato da un ex magazzino, si suddivide in settori dedicati alle diverse anime di EssilorLuxottica. L’area med-tech offre soluzioni integrate e avanzate per la gestione dei principali disturbi visivi, a supporto dei professionisti del settore: all’interno si trovano le tecnologie sviluppate da Essilor Instruments e Shamir, in un ambiente dove gli ottici possono vivere un’esperienza immersiva e scoprire il funzionamento dei diversi macchinari. Per quanto riguarda le lenti, si può osservare da vicino il processo produttivo e seguire un racconto che si snoda tra i principali brand e tecnologie, dalle lenti Stellest a Transitions. Un’area specifica è riservata al mondo wearable, dove sono esposti i modelli Ray-Ban Meta, Oakley Meta e i Nuance Audio, e quella delle montature in acetato, in cui è specializzato il sito di Sedico, con l’illustrazione delle principali fasi del processo di lavorazione. Una postazione è poi dedicata al complete pair, per mostrare il momento cruciale in cui montature e lenti vengono integrate, servizio distintivo dell’offerta rivolta a clienti finali e ottici. Infine, si possono conoscere i principali parametri energetici e di consumo dello stabilimento veneto.Pensato per accogliere visitatori selezionati da tutto il mondo, Sedico Experience Center diventa dunque uno spazio chiave anche per tutti i dipendenti che vogliono conoscere meglio EssilorLuxottica e le sue diverse anime, vivendo un’esperienza completa dell'azienda. A cura della redazione
S1 Ep 640Roma, un organismo per sostenere l’orientamento scolastico
Fondata nei mesi scorsi da Rodolfo Baiocchi e Valerio Cavalli, insieme a Lorenzo Labella di Optariston e a Luca Folletto di Milleocchiali, l’Associazione Romana Ottica vuole coinvolgere figli d’arte e non solo per far crescere l’interesse verso il percorso di studi professionaleIl 15 dicembre, a due giorni da Santa Lucia, protettrice della vista e patrona degli ottici, si è svolto all’Istituto De Amicis di Roma un incontro che non voleva solo celebrare una ricorrenza simbolica, ma essere anche un momento di riflessione e di confronto sul presente e sul futuro della professione di ottico. In quell’occasione è stata presentata l’Associazione Romana Ottica, realtà non profit nata ufficialmente nell’ottobre scorso con una serie di obiettivi: diffondere la cultura della visione, avvicinare studenti e famiglie all’attività di ottico, valorizzarla attraverso eventi e attività divulgative, sostenere i giovani con borse di studio e opportunità di inserimento lavorativo e restituire al professionista della visione un ruolo sociale ancora troppo spesso sottovalutato.«Nel corso degli interventi è emerso anche un quadro realistico delle difficoltà che il settore sta attraversando: una concorrenza che nel tempo ha contribuito a svalutare la figura dell’ottico e rischia di ridurla a una semplice attività di vendita, allontanandola dal suo significato più autentico, fatto di competenze, responsabilità e attenzione al benessere visivo delle persone, e soprattutto la carenza di studenti - si legge in una nota del nuovo organismo - Proprio da queste riflessioni nasce la volontà dell’Associazione Romana Ottica di intervenire in modo attivo e concreto, promuovendo iniziative capaci di generare valore, informazione e nuove opportunità per il futuro della filiera: in particolare intende supportare le scuole pubbliche di ottica, oggi caratterizzate da un numero ridotto di iscritti».Tra i prossimi appuntamenti, a giugno è previsto un incontro con gli ottici di Roma, durante il quale saranno coinvolte alcune aziende di lenti a contatto, lenti oftalmiche e strumentazione, con l’obiettivo di incentivare la partecipazione all’associazione e favorire l’avvicinamento di nuovi studenti alla professione. «Roma e provincia contano circa 1.500 punti vendita: l’ideale sarebbe riuscire a portare almeno 20 ragazzi all’anno verso gli istituti di ottica, coinvolgendo figli e parenti degli operatori del settore - dice a b2eyes TODAY Rodolfo Baiocchi, in passato alla guida delle Scuole di Ottica in Rete - A partire da settembre, inoltre, l’Associazione intende avviare iniziative a sostegno dell’orientamento scolastico anche al di fuori del comparto: gli ottici andranno direttamente nelle scuole per effettuare test visivi e, quindi, sensibilizzare sull’importanza e il valore sociale della professione e, parallelamente, verranno coinvolte le famiglie, accompagnando ragazzi e genitori nei negozi di ottica per far conoscere da vicino l’attività quotidiana che vi si svolge».Secondo Baiocchi, la nuova realtà non si pone in conflitto o sovrapposizione con la Rete delle scuole pubbliche di ottica, già attiva da un decennio con diverse iniziative, ma vuole mettersi a disposizione delle richieste dell’intero settore. «Nel medio periodo vorremmo trasformare l’Associazione Romana Ottica in un progetto che coinvolga altre regioni, alla luce dei risultati di questa prima fase di sperimentazione sul territorio romano», conclude Baiocchi.
S1 Ep 639Milano, una rete pubblica per le emergenze oftalmologiche
Regione Lombardia avvia una sperimentazione per migliorarne la gestione nella Città Metropolitana: il nuovo modello riorganizza gli ospedali con oculistica per garantire ai cittadini risposte più veloci, percorsi chiari e una migliore gestione tra casi gravi e urgenze minoriLa giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato un progetto sperimentale della durata di un anno coordinato dalla Asst Fatebenefratelli-Sacco, attraverso il Presidio Oftalmico, centro di riferimento cittadino per la gestione delle emergenze oculistiche complesse. Lo rende noto un comunicato di Regione Lombardia.«Il progetto nasce dall’analisi dei flussi di accesso al Pronto Soccorso Oftalmico del Fatebenefratelli, che nel 2024 ha registrato 36.521 accessi, di cui circa un terzo classificati come codice bianco. Nel periodo 1° gennaio-31 ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, con 10.780 codici bianchi - spiega la nota - Un’analisi prospettica condotta a marzo 2025 ha evidenziato che il 18,2% dei pazienti giunti al Pronto Soccorso Oftalmico aveva effettuato un precedente accesso, nelle 36 ore precedenti, presso un altro ente ospedaliero. Inoltre, il 47% dei pazienti risultati nel periodo gennaio-febbraio 2025 aveva domicilio fuori dal Comune di Milano, a conferma della valenza sovraterritoriale del presidio».Il nuovo modello contempla la centralizzazione dei casi complessi e la gestione diffusa delle urgenze minori. La rete coinvolge le strutture pubbliche con Unità Operativa di Oculistica, comprese le sedi di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di II livello: oltre al coordinatore Asst Fatebenefratelli-Sacco, ne fanno parte Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e le Asst Santi Paolo e Carlo, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Melegnano Martesana, Rhodense, Nord Milano, Ovest Milano e Lodi.Più nel dettaglio, a livello organizzativo prevede «la centralizzazione presso il Presidio Oftalmico del Fatebenefratelli dei casi emergenti e delle urgenze complesse, con disponibilità di chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità chirurgica h24; la definizione e condivisione di protocolli uniformi di triage oculistico per guidare il personale dei Pronto Soccorso generali anche in assenza dello specialista; l’attivazione di percorsi fast track ambulatoriali interni per la gestione dei codici minori, al fine di ridurre accessi impropri - prosegue il comunicato - Previsti, inoltre, il potenziamento della telemedicina e dei servizi di teleconsulto tra specialisti della rete, percorsi di formazione sul triage e di formazione chirurgica avanzata, anche con utilizzo di tecnologie video assistite di ultima generazione e possibilità per i professionisti della rete stessa di svolgere turni in pronto soccorso specialistico per favorire l’integrazione e la crescita professionale».Particolare rilievo assume la formazione: il Presidio Oftalmico metterà a disposizione programmi dedicati sia per il personale medico sia per quello infermieristico, finalizzati a uniformare criteri decisionali, tempistiche di intervento e modalità di invio dei casi complessi. L’obiettivo, si sottolinea nel comunicato, è costruire un percorso condiviso che garantisca valutazioni rapide e omogenee, maggiore integrazione tra professionisti e un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.La Asst Fatebenefratelli-Sacco trasmetterà una relazione intermedia alla Direzione Generale Welfare dopo sei mesi dall’avvio delle attività. Sulla base dei risultati la Regione potrà valutare l’eventuale estensione della sperimentazione anche alle strutture private accreditate a contratto presenti nell’area metropolitana.
S1 Ep 638Ray-Ban Meta: in arrivo una versione optical in esclusiva per il canale ottico
Il lancio è previsto sul mercato italiano in primavera ed è stato annunciato a Roma nell’ambito dell’evento di presentazione agli ottici partner, principalmente provenienti dal Lazio, delle nuove Transitions Color TouchLa direzione è chiara: non più solo occhiali e lenti come dispositivi funzionali, ma strumenti di self-expression e di upgrade delle performance quotidiane, con un focus preciso su Millennials, fra i 30 e i 45 anni, e Gen Z, fra i 14 e i 29 anni. In questo scenario EssilorLuxottica ha presentato il 23 febbraio a Roma, nell’ambito dell’evento dedicato al lancio di Transitions Color Touch, dati che evidenziano una domanda crescente verso assistenti AI e dispositivi integrati negli occhiali. «Quanti di voi indossano le cuffiette dell'iPhone? Quanti di voi hanno un Apple Watch o qualcosa di simile? Ci siamo trovati all’interno di una trasformazione silenziosa, quella dell’intelligenza ambientale, per cui la tecnologia non è soltanto da portare in tasca, ma anche da indossare», ha spiegato alla platea Alessandra Barzaghi, marketing director lenses wholesale EssilorLuxottica & Transitions Italy.La tendenza è confermata da una ricerca realizzata da EssilorLuxottica, secondo la quale il 65% degli intervistati è interessato a utilizzare l’AI come assistente personale, il 60% ritiene che l’AI supporterà a breve le attività quotidiane, l’uso è cresciuto di 10 punti in 21 paesi nell’ultimo anno e il 73% di chi già se ne serve si dichiara pronto ad acquistare occhiali con intelligenza artificiale integrata. «Questa nuova categoria di prodotto si è affacciata con prepotenza nel 2025 e attendiamo che la domanda esploda a breve e a dirlo sono ancora i dati, che trasformano tale categoria in fondamentale per il nostro settore - ha illustrato Antonio Iagulli, senior business brand manager Ray-Ban –Uno dei motivi che dimostrano il suo ampio margine di crescita è la penetrazione della categoria wearable a livello globale: negli Stati Uniti è al 28%, in Europa è all’8%, guidata nel dettaglio dal Nord Europa con il 30%, indicando che proprio nel Sud, Italia compresa, è atteso il punto di svolta nella curva di adozione tecnologica, con la conseguente necessità da parte dei centri ottici di prepararsi a tale evento».Ed è proprio qui l'elemento chiave sul quale il gruppo ha puntato: i target di riferimento, Millenials e Gen Z, spaziano dal social lifestyle e fashion all’utility everyday fino allo sport, con una quota rilevante di utenti che necessita anche di correzione visiva, rafforzando il ruolo del professionista della visione nell’offerta dell’occhiale completo. In tale prospettiva è previsto il lancio in primavera di una nuova categoria di Ray-Ban Meta, in esclusiva per il canale ottico, «con una versione optical, un’opportunità concreta per attrarre nuovi pubblici, differenziare l’offerta e generare risultati misurabili in termini di marginalità», hanno annunciato Barzaghi e Iagulli.«Ma in tutti questi occhiali intelligenti, che tipo di lenti si possono montare? Siamo convinti che l’abbinamento con Transitions Color Touch sia la combinazione ideale perché consente di indossare un tipo di occhiale always on, da portare in ufficio, al bar con gli amici e così via, funzionando sempre bene sia all’interno sia all’esterno», ha sottolineato Barzaghi.
S1 Ep 636Gastel: nei suoi still life inconsueti gli occhiali prendevano vita
Gli scatti del grande maestro della fotografia, in esposizione fino al 26 luglio a Palazzo Citterio, a Milano, vedono le montature trasformare gli oggetti in strani personaggi, crescere dai vasi come piante e conquistare la scena, sia come protagoniste sia come complementi di un’immagine“Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”: questo il pensiero di Giovanni Gastel. La fotografia per lui è stata molto di più di un modo di raccontare la realtà. È bene evidente nella mostra, curata da Uberto Frigerio, “Giovanni Gastel. Rewind”: delle 250 immagini presenti la maggior parte sono degli still life, pubblicati su riviste, soprattutto Donna e Mondo Uomo, trampolino di lancio per molti fotografi. In questi Gastel riesce incredibilmente a dare vita agli oggetti. Di lui si è detto che trattava gli oggetti stessi come modelle e le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, con un significato che può apparire negativo, ma è una spiegazione della sua capacità di interpretare la realtà dando risalto a cose e persone in modo inconsueto. Moltissimi gli still life con occhiali, sia come protagonisti sia come fondamentali complementi di un’immagine. Dal casco di banane che con eyewear e cravatta diventa uno strano personaggio alla montatura che spicca su un profilo disegnato da una collana di perle o allo spremiagrumi che si trasforma in un volto quasi umano con una fetta di arancia come cappello e dei grandi occhiali azzurri (nella foto, a sinistra). Dal fazzoletto semiaperto che funge da naso su cui poggiano occhiali tartarugati (nella foto, a destra) a quelli su un’inquietante testa d’argento. Per non parlare delle svariate montature che crescono da un vaso, come una pianta. O ancora le foto di modelle che indossano occhiali, “trattate” con un taglio geometrico tali da sembrare still life.A completare la mostra, un angolo dove è ricostruito il suo studio con oggetti vari, tra cui le sue poesie. O ancora la stanza con foto di donne interpretate come icone russe, o i ritratti di personaggi famosi di cui svariati con gli occhiali. Dall’architetto e designer Michele De Lucchi con un ampio modello di corno a Carlo Verdone, empatico e naturale, con una montatura metallica. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a Gastel. Da queste, come dal video, si intuisce l’ottimo rapporto del grande fotografo con le persone e il mondo intorno e come questo sia stato la base per il suo lavoro.Luisa Espanet
S1 Ep 637Usa: si studia un cerotto di staminali per la degenerazione maculare
I ricercatori della University of Southern California stanno sperimentando un impianto ultrasottile di cellule da impiegare contro la forma secca della malattiaLa ricerca, come riporta un articolo apparso di recente nella sezione LabRevolution di repubblica.it, unisce la biologia delle cellule staminali all'ingegneria di precisione al fine di sviluppare una sorta di piccolo cerotto che serva a riparare la retina dall'interno, andando a sostituire lo strato cellulare perduto a causa della malattia, e che verrà testato in uno studio clinico.Gli scienziati hanno dunque elaborato un impianto ultrasottile, che serve da substrato per la crescita di cellule sane, creato in laboratorio a partire da staminali embrionali. Tali cellule vengono coltivate e differenziate fino a diventare cellule dell'epitelio pigmentato retinico, un sottile strato delle quali viene inserito chirurgicamente nella retina con una procedura ambulatoriale.La ricerca intende ora analizzare se l'impianto è in grado di sostituire le cellule danneggiate funzionando come le cellule dell’epitelio pigmentato retinico e di migliorare così la visione di individui che al momento potrebbero non avere altre opportunità di miglioramento.I risultati ottenuti sino a ora con un primo studio, condotto su un ristretto gruppo di pazienti, mostrano che l'impianto rimane in posizione, si integra nel tessuto della retina e che il 27% dei partecipanti ha avuto un certo livello di miglioramento della vista. Il nuovo studio di fase 2b, aggiunge l’articolo, che riguarderà soggetti dai 55 ai 90 anni cui è stata diagnosticata degenerazione maculare secca in stadio avanzato e atrofia geografica, vuole stabilire se il cerotto biologico creato in laboratorio possa condurre a miglioramenti clinicamente significativi della visione e potenzialmente invertire il danno già fatto.Alcuni anni fa era già stata condotta in Inghilterra la sperimentazione di un patch a base di staminali per costruire un nuovo epitelio pigmentato della retina, ma per la forma umida della generazione maculare senile (nella foto, un’immagine di rawpixel.com tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 635Stellest 2.0, una tavola rotonda multidisciplinare su Leonardo
Il 2 marzo alle 14, sulla piattaforma digitale di EssilorLuxottica, alcuni dei principali esperti italiani sull’evoluzione del controllo miopico proporranno un confronto multidisciplinare e un’analisi critica delle più recenti ricerche cliniche, insieme alla presentazione della nuova versione della lente del gruppo per la gestione della miopiaAll’incontro online di lunedì prossimo (nella foto, la presentazione) interverranno l’oftalmologo Aldo Vagge, professore associato presso l’Università di Genova, Marta Maffioletti, responsabile ortottista presso la Casa di Cura San Francesco di Bergamo, e, per il mondo ottico optometrico, Fabrizio Zeri, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Anastasia Rotondi e Mauro Frisani, parte del corpo docente rispettivamente all’Università Roma Tre e all’ateneo di Torino. «Il loro contributo permetterà di costruire un confronto multidisciplinare orientato a un obiettivo comune: controllare efficacemente la progressione della miopia infantile», commenta in una nota Luca Orsetti, education manager Italia di EssilorLuxottica.Giorgio Parisotto, professional & business manager di EssilorLuxottica, guiderà il dialogo tra i professionisti coinvolti, che «approfondiranno le più recenti strategie basate sulle evidenze scientifiche oggi disponibili, traducendo i dati clinici in soluzioni concrete per la pratica professionale - rivela nel comunicato Parisotto - Durante l’incontro presenteremo inoltre Essilor Stellest 2.0, la nuova generazione di lenti sviluppata con la tecnologia H.A.L.T. Max, che rafforza l’efficacia nel rallentare la progressione miopica nei bambini, mantenendo elevati standard di qualità visiva, sicurezza ed estetica». Insieme allo stesso Parisotto, Jithin Vattolil e Sara Colciago, rispettivamente medical advisor e instruments coordinator di EssilorLuxottica, condurranno un approfondimento pratico sulla nuova soluzione e sull’utilizzo del biometro nella prescrizione e nel follow-up, con l’obiettivo di fornire indicazioni concrete e immediatamente applicabili nella gestione quotidiana del portatore.Prosegue dunque l’attività di Leonardo nel «promuovere la crescita personale e professionale dei partner e dei dipendenti del gruppo attraverso contenuti educativi interdisciplinari, curati da esperti del settore, che spaziano dai marchi e prodotti alla cura della vista, fino al med-tech e alla gestione del negozio», conclude la nota.A cura della redazione
S1 Ep 634Hoya: una campagna nazionale e una promozione sulle progressive Sensity
È in rampa di lancio “Fai felici i tuoi occhi”, il nuovo piano di comunicazione dell’azienda oftalmica dedicato alla visibilità degli Hoya Center sul territorio. Dal 2 marzo prende inoltre il via la prima iniziativa di drive to store focalizzata sulle lenti per i presbiti con la tecnologia fotocromatica di proprietà«Si tratta di una campagna multisoggetto che racconta al grande pubblico, in modo immediato e coinvolgente, quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi ogni giorno e a ogni età – si legge in un comunicato di Hoya Italia - Al centro c’è il ruolo dell’ottico optometrista Hoya Center: un consulente di fiducia, capace di interpretare le esigenze visive delle persone e guidarle verso soluzioni personalizzate e di alta qualità. Con questo progetto l’azienda conferma il proprio impegno nell’affiancare i professionisti della visione attraverso importanti investimenti in iniziative di visibilità pensate per rafforzare il posizionamento dei partner come centri di eccellenza per il benessere visivo sul loro territorio».“Fai felici i tuoi occhi” (nella foto, uno dei soggetti della campagna) è stata annunciata alla conferenza stampa tenuta da vertici italiani e internazionali all’ultimo Mido. Sarà attiva dai prossimi giorni a livello nazionale, con un piano digital dedicato e finalizzato a guidare i consumatori verso un dealer locator progettato per facilitare la ricerca dell’Hoya Center più vicino. Parallelamente tutti i materiali saranno resi disponibili ai partner, che potranno utilizzarli sulle pagine social e nelle attività di comunicazione locale. Al suo interno verranno introdotte diverse iniziative rivolte ai portatori. «La prima, denominata “Scegli Sensity”, è pensata per offrire ai presbiti e ai neopresbiti un vantaggio concreto in termini di comfort visivo: la promozione sarà valida dal 2 marzo al 30 aprile e riguarderà tutte le progressive del portfolio Hoya e le VisuPro nella versione Sensity con antiriflesso Meiryo – spiega il comunicato - Per l’intera durata dell’iniziativa gli ottici optometristi aderenti potranno proporre queste lenti allo stesso prezzo della corrispondente versione chiara, consentendo ai clienti un upgrade significativo in termini di prestazioni e comfort visivo».Con “Fai felici i tuoi occhi” e la promozione “Scegli Sensity” l’azienda vuole rinnovare «il proprio impegno nel supportare i partner con soluzioni visive tecnologicamente evolute, strumenti concreti per crescere e una comunicazione che attrae consumatori all’interno dei punti vendita», conclude la nota.Questo nuovo progetto si inserisce nel contesto delle attività di comunicazione e visibilità per i partner che Hoya porta avanti da anni, tra cui l'iniziativa “Professionista in vista”.A cura della redazione
S1 Ep 633Autismo, gli esami oculistici di routine possono migliorare l’attenzione?
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Psychiatry in Medicine rileva che il 42% dei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico presenta deficit visivi, associati a maggiori difficoltà sociali o comportamenti ripetitiviGli esami oculistici di routine potrebbero rappresentare uno strumento chiave per migliorare gli esiti clinici nei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico, secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychiatry in Medicine e condotta da Özge Akkaş e colleghi. Lo studio ha coinvolto 57 individui tra i 7 e i 18 anni con diagnosi di Asd, sottoposti a valutazioni oftalmologiche complete e a test clinici standardizzati per misurare gravità dell’autismo, disturbi dell’attenzione, ansia e comportamenti ripetitivi. I risultati hanno evidenziato la presenza di almeno un deficit visivo nel 42,1% dei partecipanti, con exotropia (21%), deficit di stereopsi (15,8%) e insufficienza di convergenza (5,3%) tra le condizioni più frequenti. I soggetti con problematiche visive hanno mostrato punteggi significativamente più elevati nei deficit di attenzione, nelle difficoltà di relazione con i pari, nella fobia sociale e nei comportamenti stereotipati e autolesionistici rispetto a quelli senza disturbi della vista.Secondo gli autori, i deficit visivi possono aggravare le difficoltà sociali e comportamentali tipiche dell’autismo, influenzando anche lo sviluppo motorio: l’identificazione precoce e il trattamento attraverso screening oftalmologici regolari potrebbero perciò migliorare in modo significativo la qualità della vita e i risultati complessivi in questa popolazione (immagine tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 632Silmo Academy: ricerca e innovazione nella prima conferenza internazionale a Bali
La struttura formativa del salone francese terrà sull’isola indonesiana un congresso dedicato al benessere visivo suddiviso in cinque focus tematici, in programma dal 6 all’8 aprileNell'arco di tre giorni esperti, ricercatori, docenti e professionisti internazionali si riuniranno per esplorare, apprendere e scambiare idee sulle principali sfide che plasmano il futuro dell’ottica e dell’optometria. Il congresso Silmo Academy (nella foto, la locandina) che, come spiegano a b2eyes TODAY gli organizzatori, per la prima volta si tiene al di fuori di una manifestazione fieristica come evento singolo, è supportato dal coinvolgimento attivo di numerose associazioni professionali regionali e sarà strutturato in cinque sessioni tematiche: “Mettere le persone al centro della pratica professionale”, “Invecchiamento sano e presbiopia, per esplorare approcci preventivi e terapeutici alle sfide visive associate all'invecchiamento”, “Migliorare la competitività nella pratica professionale, per migliorare le prestazioni, la differenziazione e la sostenibilità a lungo termine delle pratiche professionali”, “Gestione della luce, per comprendere, anticipare e controllare gli effetti della luce sulla vista e sulla salute oculare” e, infine, “Progressi futuri in optometria e ottica, una prospettiva lungimirante sulle tecnologie e la ricerca emergenti che trasformeranno la professione”.Il panel dei relatori comprende esponenti di spicco del settore provenienti da tutto il mondo, tra cui Cindy Tromans, presidente del World Council of Optometry, e Gabrielle Janssen, presidente dell’European Council of Optometry and Optics.La conferenza si terrà presso il resort Paradisus by Meliá Bali, situato sul litorale di Nusa Dua, località turistica che si sviluppa lungo la costa est dell’isola.A cura della redazione
S1 Ep 631Zaccagnini: per le varie età della visione è fondamentale lo shared care
Sarà il filo conduttore della ventisettesima edizione del Congresso Interdisciplinare dell’istituto con sedi a Bologna e Milano, in programma l’8 e 9 marzo presso il Centro Congressi dell’Hotel Savoia Regency nel capoluogo emilianoNel corso di “Le età della visione” «docenti universitari, ricercatori e specialisti in oftalmologia, ottica e optometria dialogheranno sui difetti visivi e sulle patologie oculari oggi più diffuse nelle diverse fasi della vita: dallo strabismo e dalla miopia in età pediatrica, all’eventuale insorgere del cheratocono nell’adolescenza, fino a presbiopia e cataratta in età avanzata», si legge in un comunicato dell’Istituto Zaccagnini che, sulla base di una serie di ricerche e pubblicazioni, evidenzia le principali problematiche visive attuali.«In Italia circa 42 milioni di persone sono affette da difetti visivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia: solo per la miopia si stimano 15-18 milioni di persone, una ogni quattro, ed entro il 2050 la difficoltà a vedere bene da lontano potrebbe interessare il 50% della popolazione – prosegue la nota - Sul fronte delle patologie oculari, il 10,4% della popolazione italiana, pari a 6,3 milioni di cittadini, ha subito una perdita della capacità visiva a causa di malattie dell’occhio: un dato che potrebbe essere sottostimato, considerando i casi di persone che non si sono sottoposte a visite oculistiche e che non sono a conoscenza della patologia. Tra le condizioni più difficili da quantificare vi è il cheratocono, malattia della cornea che insorge tra i 16 e i 19 anni e che non sempre viene diagnosticata tempestivamente: si ipotizza un caso ogni mille abitanti, ma secondo alcune ricerche l’incidenza potrebbe arrivare a un caso ogni 350. Per quanto riguarda poi la cataratta, circa il 40-45% della popolazione tra i 70 e i 74 anni è affetto da cataratta clinicamente significativa, percentuale che sale al 60-65% tra gli over 80».In molti casi la diagnosi e il trattamento precoce risultano determinanti: il Congresso Zaccagnini 2026 vuole perciò affrontare questi temi in chiave multidisciplinare, «mettendo a confronto il mondo medico, chiamato a formulare diagnosi e a definire le modalità di cura, e ottici optometristi, che predispongono i dispositivi di correzione ma possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione, segnalando tempestivamente all’oculista eventuali anomalie e invitando i cittadini a sottoporsi a controlli periodici anche in assenza di disturbi specifici», spiega il comunicato. Questo approccio sarà al centro della tavola rotonda dell’8 marzo, dal titolo “La collaborazione tra le professioni della visione per garantire l’accesso ai servizi e alla correzione oftalmica a tutte le età”. Moderata da Anto Rossetti, coordinatore del Comitato Scientifico Interdisciplinare dello Zaccagnini, e dal presidente Giorgio Righetti, vi interverranno Andrea Afragoli, presidente di Federottica, Teresio Avitabile, professore ordinario e direttore della Clinica oculistica all’Università di Catania e presidente Siso, Danilo Mazzacane, presidente del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi, e, per l’area ottico optometrica, Gabriele Civiero, presidente di Sopti, Mauro Frisani e Silvio Maffioletti.
S1 Ep 630Addio a Sebastiano Crisafulli, ottico di una volta
Così il figlio Fabrizio definisce il padre, scomparso il 15 febbraio scorso all’età di 89 anni, che per quasi mezzo secolo ha guidato lo storico centro ottico di Galleria del Corso, a due passi dal Duomo di Milano
S1 Ep 629Lac: approda a Lecce il percorso formativo interdisciplinare
Si terrà il 6 marzo presso l’Università del Salento il secondo appuntamento con l’aggiornamento sulle lenti a contatto disposable promosso dal Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi: articolato in quattro sessioni, con il contributo di esponenti delle principali strutture oculistiche pugliesi e dell’area ottico optometrica, darà ampio spazio alla clinica, all’innovazione e alle prove pratichePreceduto a marzo scorso dal corso teorico pratico svoltosi a Padova che ha fatto da test con riscontri positivi, l’evento formativo “Lenti a contatto: innovazione, valutazione clinica e applicazione” (nella foto, la locandina) fa ora tappa a Lecce, dove era inizialmente previsto lo scorso ottobre ma era stato rinviato per motivi logistici: è realizzato in collaborazione con l’ateneo pugliese e con Fabiano Editore per la parte organizzativa.Obiettivo di tale percorso di aggiornamento per la classe medica e per quella ottico optometrica, finalizzato principalmente al buon uso delle lac disposable, è «valorizzare in maniera sinergica il canale professionale a beneficio della salute oculare del portatore», aveva spiegato a b2eyes TODAY presentando l’incontro pugliese Danilo Mazzacane, segretario di Goal.Nel corso della giornata, che si svolgerà presso l’Università del Salento, sono previste quattro sessioni, in cui grazie al contributo di un ricco panel di esperti di rilievo quali, Giovanni Alessio, Renzo Colombo, Maria Carmela Costa, Maria Rosaria Franco, Ermete Giancipoli, Ruggiero Lavermicocca, Marco Loiodice, Enrico Mantovani, Maurizio Martino, Danilo Mazzacane, Elisabetta Mengoni, Giancarlo Montani e Stefania Speranza, si affronteranno in chiave multidisciplinare i principali aspetti della contattologia, sia disposable sia di alcune tipologie di quella specialistica dedicata alle patologie corneali.Nella prima sessione si parlerà della valutazione dell’integrità della superficie oculare, con focus sulla definizione di normalità fisiologica della superficie oculare stessa e sugli elementi essenziali di topografia corneale. Nel corso della seconda, dedicata a novità, clinica e criticità legate alle lac, si affronteranno invece la caratterizzazione dei materiali per la costruzione delle lenti a contatto, le complicanze infiammatorie e il drop out e come evitarli, oltre che le attuali difficoltà relative al nomenclatore tariffario. La terza sessione verterà sulle possibilità applicative delle lenti a contatto, approfondendo i criteri per consentire l’adattamento ottimale di lac morbide per la correzione dell’astigmatismo e della presbiopia e la gestione delle cornee irregolari sia con lenti a contatto specifiche sia con procedure chirurgiche. Subito dopo si terrà la tavola rotonda “Quando utilizzare le lenti a contatto e loro gestione: percorso ideale”.Infine si svolgerà la quarta sessione, dedicata alle prove pratiche sui temi: utilizzo della topografia e tomografia corneale per l’applicazione delle lac; test preliminari per la valutazione della superficie oculare; test alla lampada a fessura per lo studio della superficie oculare; come informare il portatore circa le modalità di applicazione delle lenti a contatto e correzione post-applicativa dell’eventuale rotazione di asse di lac toriche.Tutte le sessioni saranno intervallate da comunicazioni delle aziende presenti, per aggiornare i partecipanti sulle più recenti novità e tecnologie disponibili. L’evento è reso possibile dal contributo non condizionante di Nikon per la parte strumentale e di Zeiss e Safilens per la contattologia.Nicoletta Tobia
S1 Ep 628A$ap Rocky X Ray-Ban debutta nel metallo
A un anno esatto dall’esordio come primo direttore creativo nella storia del brand, l’artista statunitense firma la sua prima collezione con questo materiale, con la quale propone anche i suoi primi modelli da vistaIl progetto vuole fondere radici e innovazione e farsi manifesto di evoluzione culturale e affermazione personale: così nascono i nuovi occhiali della collezione di A$AP Rocky X Ray-Ban (nelle foto). «Le forme richiamano silhouette storiche, modelli divenuti iconici nel corso dei decenni, ma la loro forza sta nel presente: reinterpretano il design classico spingendosi oltre i confini noti - si legge in un comunicato di Ray-Ban - Montature in metallo e versioni glasant da sole e da vista si alternano tra curve ovali e rettangoli stretti, proposte in tonalità metalliche». Chiude la serie un modello a mascherina dal taglio futuristico, disponibile in esclusiva presso store selezionati.Per raccontare il lancio, A$AP Rocky sceglie di affiancarsi a una leggenda del rap come Nas. «Insieme danno vita a una narrazione visiva intensa, ambientata in un diner newyorkese a tarda notte - conclude la nota - La campagna accende il dialogo tra epoche: atmosfere anni 90 rivivono attraverso lo sguardo contemporaneo e audace di Rocky. Nella sua visione alternativa, l’omaggio al passato diventa slancio verso il futuro».A cura della redazione
S1 Ep 627Bausch + Lomb, quasi 600 professionisti al tour per la Ultra One Day multifocale
Partecipazione elevata e riscontri positivi alla trentina di incontri sul territorio organizzati dall’azienda di contattologia tra gennaio e febbraio per il lancio della nuova lente a contatto giornaliera dedicata ai soggetti presbitiOgni appuntamento, al quale hanno preso parte circa 20 ottici optometristi, è stato caratterizzato da un taglio clinico applicato alla quotidianità professionale. «Volevamo fornire agli applicatori strumenti concreti da mettere in pratica nell’attività di ogni giorno una volta tornati nel proprio centro ottico, così che potessero acquisire piena consapevolezza sulle performance di questa lente, selezionare i primi portatori ritenuti più adatti a indossarla e successivamente proporla al maggior numero possibile di persone - spiega a b2eyes TODAY Alessandro Protti, professional relations manager di Bausch + Lomb Italia - Con questa trentina di incontri, terminati il 18 febbraio, abbiamo coperto l’intero territorio nazionale, coinvolgendo quasi 600 professionisti della visione, e l’attenzione è risultata omogenea in pressoché tutte le date, a conferma di un interesse diffuso verso i contenuti proposti».Secondo l’azienda di contattologia, particolarmente positivi sono risultati i feedback sulla stabilità del film lacrimale della Ultra One Day Multifocal, sia nel confronto con altri prodotti già utilizzati in precedenza dagli applicatori sia nella gestione di eventuali problematiche di dislacrimia.«Siamo soddisfatti anche dei due webinar organizzati in gennaio, che hanno fatto registrare complessivamente circa 350 utenti, consentendoci così di raggiungere clienti che, in buona parte, non partecipano agli eventi organizzati sul territorio - dice ancora Protti - Sia il tour in presenza sia gli appuntamenti digitali si sono quindi dimostrati in linea con gli obiettivi prefissati: ora proseguiamo a incrementare la conoscenza e la diffusione di Ultra One Day Multifocal con una serie di attività di comunicazione e di iniziative nei confronti del retail ottico» (nella foto, una delle tappe del tour di Bausch + Lomb sul territorio italiano).Angelo Magri
S1 Ep 626Kering: in un 2025 di transizione l’eyewear rimane stabile
Nell’ultimo esercizio il fatturato della divisione occhialeria all’interno del gruppo controllato da François-Henri Pinault ha sfiorato quota 1,6 miliardi di euro, con un incremento dell’1% a tassi correnti e del 3% a tassi costantiLe vendite di Kering Eyewear hanno sostanzialmente tenuto anche nel periodo ottobre-dicembre 2025: sono state pari a 319 milioni di euro, «in calo del 2% a tassi correnti e in crescita del 3% su base comparabile, trainate dall'Europa occidentale e dal vista - si legge nella nota sui risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025, approvati nei giorni scorsi dal board della società - Il reddito operativo di Kering Eyewear è stato pari a 252 milioni di euro nel 2025 (nella tabella sotto), con un margine operativo ricorrente del 15,8%». Tenendo conto dei costi Corporate, l’intero segmento Kering Eyewear and Corporate ha invece registrato un reddito operativo di -17 milioni di euro nell’anno.A livello di gruppo Kering ha chiuso il 2025 con un volume d’affari a quasi 14,7 miliardi di euro, in calo del 13% a tassi correnti e del 10% su base comparabile in confronto all’esercizio precedente (nella tabella sotto). Il periodo ottobre-dicembre 2025 ha mostrato una contrazione rispettivamente del 9% e del 3%. Il reddito operativo, pari a 1,6 miliardi di euro, è sceso del 33% rispetto al 2024, con un margine operativo all’11,1% contro il 14,5% dell’anno precedente, «per l’impatto del calo dei ricavi», precisa il comunicato. Segnali di ripresa per Gucci, che, pur avendo chiuso il 2025 con una contrazione del 22% a tassi correnti e del 19% su base comparabile, nell’ultimo trimestre dell’anno ha fatto segnare -10% su base comparabile.«La performance del 2025 non riflette il vero potenziale del gruppo. Nella seconda metà dell’anno abbiamo intrapreso azioni decisive, rafforzando il bilancio, riducendo i costi e facendo scelte strategiche che gettano le basi per il nostro prossimo capitolo - commenta nella nota il ceo Luca De Meo, alla guida della multinazionale dal settembre scorso - Il 16 aprile, durante il nostro Capital Markets Day, presenteremo una chiara tabella di marcia per aumentare l’attrattività delle nostre maison e per rilanciare la crescita, con strategie di brand ben definite, un'organizzazione più efficace e una forte disciplina finanziaria».In un contesto macroeconomico definito ancora incerto, Kering entra perciò nel 2026 «con un obiettivo chiaro: tornare a crescere e migliorare i margini quest’anno», sottolinea il comunicato.A cura della redazione
S1 Ep 625Fluxus Eyewear lancia il nuovo sito web e dedica uno spazio agli ottici
Un look digitale rinnovato che racconta il metodo dell’azienda modenese tra design, ricerca e manifattura italiana: una struttura online studiata ad hoc per rafforzare il dialogo con brand, partner e stakeholder internazionali, valorizzando il made in Italy come leva strategicaLa presenza online non più solo come una vetrina, ma come uno strumento strategico di posizionamento: è all’interno di questa vision che Fluxus Eyewear, divisione strategica di Lar Group, presenta il suo nuovo sito web (nella foto), rinnovato nella struttura, nel linguaggio e nella user experience.Il portale nasce con l’obiettivo di raccontare in modo chiaro e coerente il modello Fluxus. «Una piattaforma integrata che unisce pensiero creativo, ricerca applicata e competenza industriale, offrendo ai partner internazionali una visione consapevole dello sviluppo di progetti eyewear - si legge in un comunicato dell’azienda - L’interfaccia è stata progettata per garantire una navigazione fluida, essenziale e accessibile da tutti i dispositivi, valorizzando i contenuti attraverso un design pulito e contemporaneo».Particolare attenzione è stata dedicata allo storytelling. «Il sito accompagna il visitatore all’interno del metodo Fluxus, dal concept alla realizzazione del prodotto, evidenziando il dialogo costante tra design, tecnologia e manifattura italiana - prosegue la nota - Il rinnovamento riguarda anche il linguaggio visivo, ora più maturo e internazionale, pensato per dialogare con brand, professionisti e stakeholder del settore eyewear globale».Un ruolo centrale è poi affidato alla sezione dedicata alle licenze eyewear. «Qui Fluxus presenta il proprio portfolio, raccontando i progetti sviluppati e le collezioni realizzate nel tempo: tra queste, trova spazio anche l’ultima arrivata, Elite Eyewear - conclude il comunicato - Accanto al mondo delle montature, il sito valorizza in modo chiaro pure la sezione dedicata agli ottici che integra l’intero catalogo del gruppo, con lenti oftalmiche e occhiali completi, semplificando ordini, monitoraggio del workflow e gestione del servizio al cliente».A cura della redazione
S1 Ep 624Il pronto intervento oculistico ridurrà i tempi di attesa?
Dal Forum Presbiopia al Mido, nasce la proposta Siso per un accesso rapido alle visite oftalmologiche. Un modello che potrebbe cambiare i rapporti tra area ottico optometrica e classe medica su scala nazionaleQuando un cliente entra in un centro ottico con un apparente problema oculare urgente, la catena si spezza quasi sempre nello stesso punto: il telefono squilla, l’oculista di riferimento risponde, ma non ha spazio in agenda. Il Pronto Soccorso resta così l'unica opzione. Uno scenario che molti ottici optometristi conoscono fin troppo bene e che rivela una frattura strutturale nella filiera della vista italiana.È su questa frattura che il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, Teresio Avitabile, ha recentemente deciso di intervenire con una proposta concreta. Le collaborazioni virtuose tra ottico optometrista e oculista già esistono, ma spesso restano confinate alla dimensione locale e alla buona volontà individuale. Il nodo critico è noto a chiunque operi sul campo: quando si intercetta un potenziale problema oculare in sala optometrica, il passaggio all’oftalmologo diventa sovente un percorso a ostacoli. Come ha ricordato lo stesso Avitabile all’ultimo Forum Presbiopia, le liste d'attesa del pubblico sono intasate e quelle del privato non lo sono meno: il cliente rischia perciò di restare in un limbo che non giova a nessuno.All’evento di Bologna, davanti a una vasta platea di ottici, il presidente di Siso ha di fatto intercettato un'esigenza diffusa e l'ha tradotta in una parola d'ordine: accesso facilitato. Quando il centro ottico identifica il possibile problema, c’è bisogno dell’oculista. Subito, non domani, non fra tre settimane. Dal Forum del novembre scorso al Mido di tre settimane fa il passo è stato breve. All’evento con il presidente di Federottica, Andrea Afragoli, e l’avvocato Silvia Stefanelli, organizzato da Fabiano Editore il 1° febbraio in fiera, presso The Vision Stage, Avitabile ha illustrato la proposta che porterà al consiglio direttivo di Siso: mettere a disposizione di farmacie, medici di base e centri ottici una lista di oculisti, possibilmente su base provinciale, disponibili a rispondere in tempi rapidi alle segnalazioni dal campo.La portata della proposta va oltre il suo contenuto operativo. Per la prima volta si delinea un progetto di filiera su scala nazionale nel settore della vista, piccolo forse, ma significativo. In un mercato in cui la collaborazione tra professionisti appare tanto ovvia quanto difficile da realizzare, la proposta di Avitabile segna una direzione. E la direzione chiama reciprocità: sono certo che anche Afragoli stia ragionando su come allinearsi per rafforzare i rapporti di filiera. Perché in questo mare magnum del 2026, nessuno si salverà da solo.Nicola Di Lernia
S1 Ep 623Avitabile: entro l’anno una rete di pronto intervento oculistico
Lo ha annunciato il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche all’ultimo Mido, in occasione di un evento organizzato da Fabiano Editore, al quale hanno partecipato anche il presidente di Federottica, Andrea Afragoli, e l’avvocato Silvia Stefanelli«Porterò a una delle prossime riunioni del consiglio direttivo di Siso il progetto di una rete di colleghi disponibili a offrire una prestazione specialistica urgente per persone che si sono recate da medici di base, farmacie e centri ottici e che, in seguito a tale passaggio, potrebbero aver bisogno di una visita oftalmologica - ha affermato Teresio Avitabile, professore ordinario e direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania e alla guida di Siso, il 1° febbraio scorso, durante “Navigare la complessità: le nuove sfide legali del settore”, svoltosi a Mido 2026, presso lo spazio The Vision Stage - Entro l’anno conto quindi di dare vita a una prima lista di oculisti, possibilmente suddivisi su base provinciale, disponibili a questo tipo di attività».L’iniziativa di un servizio di pronto intervento oculistico era stata lanciata dallo stesso Avitabile a fine novembre scorso in occasione del Forum Presbiopia 2025, teatro di uno dei numerosi confronti con il presidente di Federottica, Andrea Afragoli, sulle possibilità concrete di dialogo e collaborazione tra classe medica e area ottico optometrica.L’evento promosso all’ultimo Mido dall’editore di questa testata e di quella specializzata in oftalmologia, EyeSee, e condotto da Nicola Di Lernia , andava appunto nella direzione di affrontare le complessità in ambito legale che si profilano quotidianamente per i professionisti di entrambe le categorie e di offrire possibili opportunità in tale contesto (nella foto, da sinistra: Nicola Di Lernia, Teresio Avitabile, Silvia Stefanelli e Andrea Afragoli).Angelo Magri
S1 Ep 622New York Fashion Week riparte anche con l’eyewear
Tra conferme e assenze, l’appuntamento che ha animato la Grande Mela dall'11 al 16 febbraio ha visto comparire occhiali dalle forme importantiSi è appena conclusa la New York Fashion Week per l’autunno inverno 2026-2027. Quello che poteva incominciare a sembrare un appuntamento da “poter mancare” è ripartito invece con ben 63 sfilate. Che hanno fatto dimenticare le tre grandi assenze: Thom Browne, Marc Jacobs e Ralph Lauren e le loro passerelle anticipate. Tra le più applaudite, sicuramente, la collezione di Michael Kors (nelle foto) che ha festeggiato il suo 45esimo anno al Metropolitan House del Lincoln Center, con una celebrazione del yin e yang, le forze in conflitto che, nella sua visione, caratterizzano la città di New York. Quindi rivisitazioni in chiave attuale dei tessuti classici, camicie maschili e drappeggi iperfemminili, colori neutri e tinte forti come rubino, lampone, vinaccia. Moltissimi gli occhiali, per lo più ampi in spesso acetato nero. Da sole ma anche da vista, sia per lui sia per lei.In prevalenza avvolgente, ma anche tondo e colorato, l’eyewear di Tory Burch che nei suoi capi fa dialogare sartorialità e sportswear, giocando con tessuti di un tempo in toni forti e con dettagli in pelle. Squadrati, neri, ma di dimensioni ridotte, gli occhiali da Carolina Herrera che ha aperto il secondo giorno con un inno alla femminilità, dove rosso e nero sono stati i protagonisti.Luisa Espanet
S1 Ep 621Polaroid Eyewear: Cobolli è il brand ambassador fino al 2027
L'atleta sarà il volto delle nuove campagne globali del marchio di Safilo, che rafforza così il legame con il tennis professionistico e il proprio impegno verso una generazione di atleti che incarnano performance, autenticità e stileLa scelta di Flavio Cobolli (nella foto) come brand ambassador per il 2026 e il 2027 segna una naturale evoluzione del percorso tennistico di Polaroid Eyewear. Tra i talenti più promettenti della nuova generazione del tennis italiano, Cobolli si distingue per atletismo, determinazione e stile di gioco dinamico. «La sua intensità in campo, unita a una personalità moderna e genuina fuori dal campo, lo rendono il partner perfetto per Polaroid Eyewear, un brand che celebra il movimento, la luce e l'individualità», si legge in una nota del marchio.In qualità di brand ambassador, l’atleta sarà il volto delle campagne globali Polaroid Eyewear per le stagioni 2026 e 2027, supportando la label attraverso attività internazionali e piattaforme di comunicazione: dovrà mettere in luce il forte legame tra le prestazioni degli occhiali e gli sport all’aria aperta, in cui comfort visivo, protezione e stile giocano un ruolo fondamentale.«In questo contesto Polaroid Eyewear manterrà la sua presenza all'Atp Tour per tutta la stagione, partecipando a tornei selezionati tra cui Roma, Madrid, Bastad e Umago, e coinvolgendo i fan attraverso esperienze di marca dedicate, attivazioni in loco e visibilità sui canali digitali e social - prosegue il comunicato - La partnership riflette la visione del gruppo Safilo di collaborare con atleti che rappresentano autenticamente i valori dei suoi marchi e del tennis come sport: globale, inclusivo, dinamico e lungimirante. Attraverso Cobolli, il brand rafforza il proprio impegno nell'ispirare una nuova generazione di consumatori a vivere lo sport e la vita di tutti i giorni con chiarezza, protezione e stile».A cura della redazione
S1 Ep 620Eyeoo: al via il network da 100 centri ottici e 75 milioni di euro di fatturato
Il progetto nasce dall’e-commerce e conta di svilupparsi attraverso una serie di servizi per il retail ottico indipendente: Crm di alta qualità, analisi e previsione dei dati di vendita, convenzioni con piattaforme di welfare e assicurazioniAngiolucci Occhiali, Anzani Group, Lisi & Bartolomei, Ottica Bergomi, Ottica Borin, Ottica Delogu, Ottica Giulietti e Guerra, Ottica Ilop, Ottica Manna, Ottica Ottobelli, Ottica Rucco sono i soci di Eyeoo Group, che conta nel suo insieme 100 punti vendita e 350 collaboratori, per un fatturato complessivo di 75 milioni di euro. Il Cda è composto da Alfonso Lisi (nella foto) come presidente, Paolo Ottobelli in qualità di vicepresidente, Andrea Calarota nel ruolo di amministratore delegato, Alessandro Rucco e Giovanni Delogu nelle vesti di consiglieri. «Non si tratta del tradizionale gruppo di ottici legato esclusivamente alla ricerca di condizioni commerciali o scontistiche, ma di un progetto destinato a crescere nella qualità del servizio, nell’innovazione e nella capacità di fare sistema, mantenendo l’indipendenza e l’identità di ogni partner», si legge in una nota del network.Tutto nasce dall’esigenza dei partner, dopo anni di collaborazione consolidata, di unire le vetrine online in una piattaforma unica e performante, capace di rispondere alle sfide di un mercato in rapida evoluzione, con l’obiettivo di coinvolgere gli ottici e realizzare un unico grande magazzino digitale comune che rafforzi la presenza sul web e salvaguardi l’indipendenza di ciascuna realtà. «Lo scopo principale è sviluppare attività e servizi che un singolo imprenditore non riuscirebbe a portare avanti in autonomia: in primis un Crm di alto livello basato sulla piattaforma Salesforce, l’utilizzo di Power BI per monitorare il venduto in modo oggettivo e, soprattutto, per effettuare analisi predittive attraverso il controllo di una serie di indicatori legati all’attività del negozio. A questo si aggiungono le convenzioni con piattaforme di welfare e con assicurazioni che prevedono forniture nel settore dell’ottica - spiega Lisi a b2eyes TODAY - Vogliamo aprirci ad altri colleghi indipendenti. Per questo stiamo definendo il profilo e il codice etico di coloro che vorranno aderire: imprenditori orientati alla creazione di valore, con un elevato livello di professionalità e la disponibilità ad aggiornarsi costantemente»Nel giro di un paio d’anni Eyeoo conta di ampliarsi fino a raggiungere i 300 punti vendita su scala nazionale. «Non riceviamo contributi dalle aziende e non siamo in competizione con le realtà della distribuzione organizzata, ma chi fa parte del nostro progetto non può far parte di un gruppo d’acquisto tradizionale - sottolinea Lisi - Prosegue l’e-commerce, che è stato la base dell’iniziativa, grazie a un magazzino online con diverse migliaia di montature, ma la nostra attività è focalizzata e ottimizzata verso il drive to store e una sempre maggiore copertura territoriale».Angelo Magri
S1 Ep 619Rodenstock: un approccio integrato per tecnologia, ricerca e comunicazione
È uno dei messaggi che il gruppo oftalmico vuole lanciare al mercato ed è stato ribadito alla conferenza stampa tenutasi in occasione dell’ultimo Mido, alla presenza del management internazionale e italiano, nonché di esponenti dell’area ottico optometrica e della classe medica
S1 Ep 618Hoya riorganizza e amplia il Marketing & Professional Affairs: entra Scarcella
La nuova struttura nasce con l’obiettivo di essere ancora più vicini alle esigenze dei centri ottici indipendenti e di consolidare la crescita dei brand Hoya e Seiko in un mercato sempre più dinamico e competitivo: nel team, guidato da Anna Maria Nicolini, fa il suo ingresso anche il professionista in qualità di marketing managerAll’interno della nuova evoluzione organizzativa di Hoya Vision Care Italia, Anna Maria Nicolini (nella foto, a destra) assume il ruolo di marketing & professional affairs director, «con la responsabilità di guidare, in una visione strategica integrata, lo sviluppo dei brand, la valorizzazione delle relazioni con la classe medica e l’evoluzione delle iniziative dedicate agli ottici optometristi», spiega una nota dell’azienda oftalmica.A diretto riporto di Nicolini, il Medical Relations Team, coordinato da Michele Liguori, continuerà a sviluppare e rafforzare le attività informative, scientifiche e di confronto con l’area medica, «promuovendo una collaborazione basata su evidenze cliniche e formazione - prosegue il comunicato – A sua volta il Product & Educational Team, che avrà un ruolo sempre più centrale nel supporto tecnico e formativo ai centri ottici e alla rete vendita, contribuirà allo sviluppo delle competenze professionali e all’eccellenza del servizio al portatore».Per sostenere ulteriormente la crescita dei brand Hoya e Seiko sul mercato italiano, Hoya Vision Care Italia annuncia, inoltre, l’ingresso di Paolo Scarcella (nella foto, a sinistra) nel ruolo di marketing manager. Grazie a una consolidata esperienza a livello locale e internazionale, sia nel settore dell’ottica, con sei anni in CooperVision dove ha ricoperto diversi incarichi, sia in contesti multinazionali, Scarcella contribuirà ad accelerare lo sviluppo di Hoya e Seiko, lavorando in stretta collaborazione con le funzioni commerciali e guidando il team marketing.Questa nuova organizzazione, commenta il management di Hoya Vision Care Italia, nasce dalla volontà di essere ancora più vicini ai centri ottici indipendenti, offrendo loro soluzioni, formazione e supporto strategico per affrontare un mercato sempre più sfidante. «Mettere al centro i nostri partner e la relazione con la classe medica significa investire nel futuro della visione - dichiara Nicolini nella nota - Vogliamo essere sempre più un punto di riferimento scientifico e strategico per i professionisti che ogni giorno si prendono cura del benessere visivo delle persone».A cura della redazione
S1 Ep 617Yalea: cinque nuove storie di donne che hanno infranto le barriere
Per la primavera estate, l’house brand di De Rigo Vision celebra l’empowerment femminile attraverso un nuovo capitolo della sua campagna internazionaleIl progetto Beyond The Glass Ceiling-Where vision meets empowerment dà voce a donne straordinarie le quali, grazie a talento, determinazione e visione, hanno saputo infrangere il soffitto di cristallo nei rispettivi ambiti di attività, contribuendo a ridefinire il modo di guardare al futuro. Le protagoniste della nuova campagna sono «cinque donne, diverse per storie, background e professioni, ma unite da un filo comune: aver raggiunto importanti traguardi professionali superando gli ostacoli che limitano la piena espressione del talento femminile nel mondo del lavoro - si legge in una nota del brand - Attraverso i loro sguardi e le loro esperienze, la comunicazione si fa portavoce di un messaggio rivolto alle nuove generazioni e invita quante hanno già infranto queste barriere a diventare mentori per le leader di domani, ispirandole a superare ogni limite». Le cinque protagoniste sono Isabelle Vivienne, falegname e influencer, Manuela Nicolosi, arbitro di calcio a livello internazionale e presentatrice tv, Marzieh Hamidi (nella foto, a destra), atleta di taekwondo, Tania Alvarez (nella foto, a sinistra), pugile professionista, e Yvonne Bajela, start up investor.A incorniciare lo sguardo di queste donne visionarie è la nuova collezione primavera estate di Yalea, caratterizzata da linee geometriche pulite e con tonalità sofisticate negli acetati. La linea include montature da vista, alcune delle quali trasformabili in occhiali da sole grazie alla tecnologia clip on, e sunglasses con lenti polarizzate. Alcuni modelli sono disponibili anche in versione petite, studiati appositamente per adattarsi con armonia ai volti più piccoli. A cura della redazione
S1 Ep 616Dai Optical, parte il Learning Tour 2026
Con la tappa del 20 febbraio a Pisa ritorna il percorso di formazione itinerante dedicato dall’azienda oftalmica agli ottici che desiderano approfondire l’evoluzione della consulenza visiva attraverso ricerca, tecnologia e soluzioni avanzateIl calendario prevede cinque appuntamenti: oltre a quello di Pisa, il 15 marzo a Cagliari, il 23 marzo a Napoli, il 20 aprile a Palermo e il 18 maggio a Molfetta, in provincia di Bari, presso l’auditorium della sede di Dai Optical. «Nel corso delle diverse tappe verranno approfonditi temi chiave come Pupyl Scan, Skin, Focalis e gli studi su Myoga - si legge nella locandina del Learning Tour (nella foto) - I contenuti si inseriscono in una visione più ampia che valorizza l’integrazione tra strumenti digitali, prodotti e competenze professionali, offrendo spunti concreti e applicabili nella pratica quotidiana».Le soluzioni oggetto del programma formativo itinerante dell’azienda oftalmica, giunto alla quinta edizione, sono state protagoniste all’ultimo Mido, dove è stato presentato al mercato quello che Dai Optical definisce in una nota il suo listino più completo e ambizioso degli ultimi vent’anni, risultato di un 2025 di profonda evoluzione strategica, industriale e culturale e di svolta, «non solo per le novità di prodotto, ma per un vero e proprio power up dell’intero ecosistema Dai, dal team interno alla rete commerciale, dagli ottici partner alla logistica – sottolinea nel comunicato Roberto De Gennaro, ceo della società - Oggi l’innovazione non è solo tecnologia, ma metodo, cultura e visione condivisa».
S1 Ep 615Barajon: fare il volontario alle Olimpiadi, un’esperienza indimenticabile
L’ottico optometrista milanese dedicherà complessivamente nove giornate del proprio tempo, di quasi otto ore l’una, per supportare l’evento in corso fino al 22 febbraio nel nostro paese«Quando ti ricapita?». È la domanda, retorica ma colma di emozione, che riecheggia tra le migliaia di volontari che stanno dando un contributo silenzioso e al tempo stesso fondamentale per il regolare svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Tra loro c’è anche un professionista della visione non nuovo ad attività di volontariato, ma all’esordio in un evento a cinque cerchi.«Il mondo delle Olimpiadi mi ha sempre affascinato, inoltre pratico sport: il fatto che si svolgano a Milano, vicino a casa, mi ha spinto a propormi come volontario – racconta Marco Barajon a b2eyes TODAY – L’impegno nel terzo settore, del resto, fa già parte della mia quotidianità: oltre a collaborare con un’associazione a tutela dei disabili e a essere stato a L’Aquila nel 2009 dopo il terremoto, supporto da molti anni gli Special Olympics e non escludo di offrire la mia disponibilità anche per le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026».La candidatura è stata presentata un anno fa, seguita da un percorso formativo dedicato. «Arrivano volontari da tutto il mondo, di tutte le nazionalità e di tutte le età, recentemente ho conosciuto una giovane cinese e una finlandese, ad esempio – dice ancora Barajon - Il mio incarico si svolge sin dall’inizio dei Giochi all’Unipol Forum di Assago, nella cintura sud ovest di Milano, denominato per l’occasione Ice Skating Arena: l’impegno è significativo, spesso operiamo anche sotto la pioggia. Le attività spaziano dall’accoglienza all’esterno, come fornire informazioni, controllare i biglietti, accompagnare persone con difficoltà deambulatorie, fino ai compiti all’interno dell’impianto: siamo i primi che gli spettatori vedono, quindi dobbiamo mostrare sempre il sorriso, ascoltare le loro richieste, fare da info point e, se necessario, accompagnarli al posto assegnato».Tuttavia conciliare il volontariato con l’attività lavorativa non è stato semplice. «La gestione di un negozio di ottica rappresenta inevitabilmente un vincolo: qui i volontari sono generalmente persone in pensione, studenti o addetti di grandi aziende sponsor dell’evento, le quali hanno concesso o spinto i loro dipendenti a farlo – spiega Barajon, uno dei titolari dei tre centri Il Punto di Vista affiliati VisionOttica di Milano e di quello di Turate, in provincia di Como, a insegna propria – Non ci sono state ovviamente occasioni per mettere in campo la mia esperienza professionale, se non finora in un caso: ho visto una ragazza orientale con un occhiale enorme, non adatto al suo viso e centrato male, per cui mi sono offerto di sistemarglielo come potevo».Al di là dell’impegno, che continua anche in quest’ultima settimana delle Olimpiadi, per Barajon è stata un’esperienza coinvolgente e indimenticabile. «L’emozione la vivi ancora di più quando riesci a vedere le gare – sottolinea l’ottico – A tutto ciò aggiungo anche l’entusiasmo alla cerimonia di inaugurazione allo stadio di San Siro, per la quale avevo acquistato il biglietto un anno fa. A noi volontari, infine, l’organizzazione ha dato benefit non da poco, come 18 capi di abbigliamento e accessori offerti dalle aziende sponsor, che indossiamo durante questa attività e che potremo utilizzare anche dopo, e un’app che consente di usare gratuitamente per due mesi i mezzi pubblici di Milano» (nella foto, Marco Barajon all’interno della Ice Skating Arena di Assago).Angelo Magri
S1 Ep 614Rodenstock e TutorNet: insieme per uno standard impeccabile dell’occhiale da vista
Dalla partnership tra l’azienda oftalmica e la società piemontese specializzata in software e sistemi per la filiera ottica nasce Quality Wall, il sistema di controllo estetico delle montature, prima che lascino il laboratorio: è già attivo sulle lenti B.I.G. Exact Sensitive e consente di effettuare una verifica di qualità, ripetibile e misurabile«Con il Quality Wall facciamo un ulteriore passo avanti nel nostro concetto di eccellenza - afferma in un comunicato Andrea Paolo Cerea, country head of operations di Rodenstock Italia - Vogliamo offrire agli ottici partner non solo lenti di altissima precisione, come le B.I.G. Exact Sensitive, ma anche un servizio che garantisca qualità, controllo e affidabilità in ogni fase. Oltre alle prove effettuate dai tecnici qualificati di Rodenstock, abbiamo introdotto un sistema di verifica oggettivo, strutturato e ripetibile, che trasforma la qualità da semplice percezione a un processo misurabile».Il Quality Wall è uno strumento con tecnologia ottica all’avanguardia per il controllo estetico post-montaggio: dopo il montaggio delle lenti, ogni occhiale viene fotografato in alta definizione da più angolazioni, frontale, posteriore e laterale (nelle foto). Le immagini nitide consentono un’analisi dettagliata della montatura, rilevando anche le imperfezioni più piccole.«Questo progetto nasce da una convinzione profonda: offrire il meglio ai nostri clienti significa supportarli anche nella qualità del servizio che, a loro volta, offrono ai consumatori finali - continua nel comunicato Cerea - Un occhiale controllato con standard così elevati non è solo tecnicamente corretto: è un prodotto che trasmette cura, professionalità e valore».Il sistema è operativo da gennaio ed è attualmente dedicato alle lenti B.I.G. Exact Sensitive. «Alla base del Quality Wall c’è l’incontro tra due competenze: l’eccellenza tecnologica e produttiva di Rodenstock e l’affidabilità del software TutorNet, specializzata nel controllo e nell’ottimizzazione dei processi nei centri ottici - conclude nella nota Danilo Girivetto, fondatore e socio insieme a Stefano Benedetti di TutorNet - È un progetto innovativo che porta nel mondo dell’ottica tecnologie finora utilizzate nel settore automotive, con un obiettivo chiaro: offrire uno standard estetico impeccabile prima che l’occhiale lasci il laboratorio».A cura della redazione