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S1 Ep 714Cso: all’Annual Meeting 2026 una giornata dedicata agli ottici optometristi

Con la quarta edizione dell’evento internazionale, che si svolgerà a Firenze dal 18 al 20 aprile, l’azienda specializzata in strumenti oftalmici per centri ottici e studi oculistici introduce una novità: un aggiornamento presso la propria sede di Scandicci riservato alla categoriaIl format è stato creato dall’azienda per incontrare i suoi stakeholder in una tre giorni di approfondimenti e momenti conviviali. «Il 18 aprile è riservato ai distributori provenienti da tutto il mondo con focus sui dispositivi Cso, analisi dei mercati di riferimento e le strategie promozionali – spiega la nota - Il 19 aprile prevede sessioni per partner commerciali e oculisti sulle tecnologie diagnostiche avanzate in oftalmologia, tra cui aberrometria, biometria e AI».Il 20 aprile è dedicato agli ottici optometristi. «La giornata inizierà con una visita alle officine Cso per vivere passo dopo passo la realizzazione di uno strumento 100% made in Italy - precisa il comunicato - Segue l’attività formativa suddivisa in tre sessioni su gestione dell’occhio secco, contattologia avanzata e controllo della miopia. I partecipanti, oltre al momento formativo, avranno perciò l’opportunità di visitare lo stabilimento di oltre tredicimila metri quadrati e conoscere da vicino le diverse fasi del processo produttivo: dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione degli strumenti che dall’Italia raggiungono il mondo intero».«Siamo molto soddisfatti di aver introdotto, nella quarta edizione dell’Annual Meeting, un evento di aggiornamento qualificato dedicato agli ottici optometristi - commentano nella nota da Cso - Una scelta che conferma l’attenzione verso una figura professionale che ricopre un ruolo chiave nella valutazione delle esigenze visive e nell’identificazione di soluzioni sempre più personalizzate» (nelle foto, alcuni momenti dell’ultimo Annual Meeting di Cso).A cura della redazione

Mar 24, 20262 min

S1 Ep 712Miopia: la prevenzione è importante quanto il controllo

Lo hanno ribadito i professionisti e gli esperti intervenuti il 6 marzo scorso a Milano alla presentazione di Stellest 2.0 presso il Tortona Experience Center di EssilorLuxottica: in questa occasione è stata ricordata anche la necessità della collaborazione tra tutti gli interlocutori coinvolti nella gestione miopica«Il gruppo sta entrando in una nuova dimensione, evolvendo da azienda produttrice di dispositivi ottici a vera realtà med-tech, capace di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, dati clinici e pratica medica in un ecosistema dedicato alla salute visiva», ha ricordato Kamal Fahmy Salama, medical technologies product & marketing director di EssilorLuxottica, durante la sessione di apertura dell’evento che ha presentato a oltre 120 professionisti della vista e della visione Stellest 2.0, illustrando il percorso di evoluzione aziendale verso un modello integrato di tecnologia medica.Un ruolo centrale in questa evoluzione è svolto dalla ricerca neuroscientifica applicata alla visione. «La comprensione dei meccanismi neuronali alla base della progressione miopica ci consente oggi di sviluppare nuove piattaforme tecnologiche integrate nell’occhiale, capaci non solo di correggere la vista ma di contribuire attivamente alla gestione della miopia nel tempo», ha spiegato Angelo Arleo, vice president neuroscience & medical research di EssilorLuxottica.Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza della diagnosi precoce e della collaborazione tra professionisti della vista e della visione. «È essenziale intercettare precocemente i bambini a rischio di miopia progressiva - ha sottolineato Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano - La visita oculistica nei primi anni di vita e un monitoraggio regolare permettono di intervenire tempestivamente con strategie di controllo miopico che oggi possono contribuire a ridurne la progressione».Accanto all’innovazione scientifica, è peraltro fondamentale anche aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza tra le famiglie. «Come azienda impegnata nello sviluppo di soluzioni per la salute visiva, sentiamo una responsabilità che va oltre l’innovazione tecnologica - ha dichiarato Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Per questo investiamo in programmi di informazione e formazione rivolti sia ai professionisti della vista e della visione sia ai genitori, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e della gestione precoce della miopia nei bambini».

Mar 24, 20263 min

S1 Ep 711Congresso Prisma: il 20% di ottici in più

È uno dei dati più significativi emersi all’ultima edizione dell’evento dedicato all’ipovisione, conclusosi il 22 marzo scorso a FirenzeSi è chiusa con numeri in crescita e una partecipazione trasversale il Congresso Prisma 2026 (nella foto). «Rispetto all’edizione di due anni fa, l’ultima svoltasi a livello nazionale, si registra un incremento significativo della presenza degli ottici optometristi, stimata in +20% circa, a testimonianza di un interesse sempre maggiore da parte di questo mondo nei confronti dell’ipovisione: un dato che si affianca alla crescente partecipazione pure da parte degli oculisti, favorita anche da contenuti sempre più interdisciplinari - commenta a b2eyes TODAY Anna D’Ambrosio, presidente di Prisma - Tra questi, segnalerei in particolare il corso di Filippo Romani dedicato all’intelligenza artificiale in oftalmologia, che ha rappresentato uno dei momenti di maggiore stimolo nei confronti degli oculisti in sala».I numeri complessivi risultano altrettanto soddisfacenti, secondo gli organizzatori. «Sono stati 188 i congressisti e 64 i relatori, con la presenza di 125 soci ma anche una quota rilevante di professionisti non associati: il debutto di due esperti come Giancarlo Montani e Alfredo Mannucci ha contribuito, con i loro rispettivi interventi, a rafforzare ulteriormente il coinvolgimento del mondo ottico optometrico - sottolinea D’Ambrosio – Vanno poi aggiunte le 14 aziende con stand espositivi, protagoniste anche di un’iniziativa collaterale particolarmente apprezzata: la “caccia al tesoro” tra gli stand, che ha coinvolto i partecipanti in un percorso interattivo e si è conclusa con l’assegnazione di 11 premi professionali».Per la presidente di Prisma l’edizione 2026 dell’appuntamento congressuale ha confermato la volontà di costruire un dialogo sempre più strutturato tra le categorie. «Restano peraltro margini di crescita nella partecipazione da parte di studenti o specializzandi in oculistica, ortottica, ottica e optometria, sebbene non sia mancata la presenza di giovani professionisti e di neolaureati - dice ancora D’Ambrosio - C’è stato grande riscontro per contenuti tecnici come i tre corsi sugli ausili per ipovedenti tenuti da ottici optometristi, molto frequentati, così come le tre sessioni plenarie, tutte partecipate e centrali nel programma scientifico».A chiusura dell’evento l’assemblea di Prisma ha fissato le date per la prossima edizione, che si terrà il 6 e 7 marzo 2027, verosimilmente ancora a Firenze.Angelo Magri

Mar 24, 20262 min

S1 Ep 710Demenego, nuovo store nel Trevigiano

L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha avviato di recente un negozio a Paese, in via Postumia, sull’arteria che collega Treviso e Vicenza, rafforzando ulteriormente la propria presenza nella provincia e sul territorio veneto: sale così a 47 il numero totale dei centri ottici fra Triveneto, Lombardia ed Emilia RomagnaOttica Demenego ha aperto un nuovo store a Paese, località di oltre 20 mila abitanti a una quindicina di chilometri a ovest di Treviso: il negozio (nelle foto), che impiega 4 ottici e un addetto alle vendite, si sviluppa su una superficie di circa 350 metri quadrati e nasce da una concezione attenta alla distribuzione degli spazi, pensata per integrare i servizi in un percorso fluido e accessibile per il consumatore. «Paese rappresenta un ulteriore rafforzamento della nostra presenza nella provincia di Treviso, per noi particolarmente strategica - dichiara in una nota Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Ottica Demenego - Un’occasione per portare ancora più vicino alle persone la nostra missione: vedere bene per vivere bene, con un layout progettato per accogliere, orientare e rispondere in modo preciso alle esigenze dei nostri clienti».Il punto vendita propone il laboratorio a vista Demenego Lab, la sala refrazione e la sala contattologia, il configuratore per la personalizzazione degli occhiali Demenego Custom, oltre alle novità introdotte di recente negli store dell’insegna: un mobile interamente dedicato al mondo delle lenti, uno spazio destinato all'occhiale che integra benessere visivo e uditivo e la smartglasses area, con soluzioni che combinano funzionalità smart e intelligenza artificiale, tra cui Ray-Ban Meta e Oakley Meta.Con la nuova apertura sale a 47 il numero dei negozi Demenego, tra Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia.A cura della redazione

Mar 24, 20262 min

S1 Ep 709OneSight: un protocollo per il diritto alla salute visiva negli atenei

Offrire agli universitari che provengono da famiglie con un reddito Isee particolarmente basso l’accesso a visite oculistiche e, quando necessario, occhiali da vista: è l’obiettivo di Campus Visivo, sottoscritto tra la Fondazione di EssilorLuxottica Italia e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, illustrato a Roma la scorsa settimana alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini«Il benessere degli studenti non è un principio astratto, ma una priorità concreta cui dare forma con interventi mirati - spiega Anna Maria Bernini in un comunicato di Fondazione OneSight - Garantire l’accesso a servizi essenziali come le visite oculistiche significa rimuovere ostacoli che possono incidere sulla qualità dello studio, sulla salute e sulle opportunità di ciascuno. Il protocollo avvia un percorso virtuoso che sostiene in modo diretto i soggetti più fragili, portando negli atenei strumenti di prevenzione e cura e contribuendo a rendere l’esperienza universitaria più equa, inclusiva e attenta alla persona. Investire nel benessere degli studenti significa investire nel loro futuro e, insieme, nel futuro del paese».L’accordo nasce dalla consapevolezza che le difficoltà economiche possono limitare l’accesso alle visite oculistiche e all’acquisto di occhiali, essenziali non solo per la salute, ma anche per il percorso formativo e personale. Attraverso il progetto Campus Visivo, la Fondazione intende offrire un contributo concreto per contrastare questo fenomeno, portando direttamente negli atenei controlli della vista per coloro che si trovano in condizioni economiche più fragili.All’iniziativa di presentazione del protocollo, svoltasi nella sede della Crui a Roma, sono intervenuti, oltre al ministro, Laura Ramaciotti, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Leonardo Maria Del Vecchio, presidente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, in collegamento da remoto, e Carlo Nucci, professore di Oftalmologia e prorettore vicario dell’Università di Roma Tor Vergata, direttore della Scuola di specializzazione in Oftalmologia presso il medesimo ateneo e presidente della Società degli Oftalmologi Universitari Italiani.Il protocollo definisce un quadro di collaborazione nazionale per estendere progressivamente il programma agli atenei italiani, con l’obiettivo di garantire a un numero crescente di studenti la possibilità di affrontare il proprio percorso universitario nelle migliori condizioni di salute. In questo contesto la Crui favorirà il dialogo tra la Fondazione e le diverse sedi delle università italiane, promuovendo l’adesione da parte degli atenei interessati e sostenendone la comunicazione a beneficio degli universitari appartenenti a famiglie con un reddito Isee particolarmente basso.Nello specifico, la Fondazione curerà gli aspetti organizzativi e logistici connessi allo svolgimento delle visite oculistiche e dei controlli della vista, mettendo inoltre a disposizione la strumentazione necessaria e le montature degli occhiali per gli studenti che, a seguito delle visite, ne avranno bisogno.

Mar 24, 20265 min

S1 Ep 708Acofis Milano: 300 screening con “Chi vede bene ha già vinto”

Sono stati positivi, secondo gli organizzatori, i risultati dell’iniziativa promossa dalla territoriale di Federottica e realizzata, in collaborazione con Confcommercio Lombardia, dal 5 al 15 febbraio nell’ambito degli eventi della Regione dedicati ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026L’obiettivo del progetto era sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione visiva, del controllo periodico della vista e del ruolo della visione nello sport. Un messaggio che ha trovato terreno fertile anche grazie al contesto in cui si è svolto: il foyer dell’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, all’interno di “Casa Lombardia”.Durante le giornate di attività sono stati effettuati complessivamente 300 screening visivi, grazie al coinvolgimento degli ottici e optometristi di Acofis, affiancati dagli studenti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dagli allievi dell’Istituto Galilei-Rosa Luxemburg del capoluogo lombardo. Vi hanno partecipato anche gli oftalmologi del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi, «rafforzando l’approccio multidisciplinare dello screening e garantendo un primo livello di prevenzione anche sul fronte delle patologie oculari», spiega una nota di Federottica Milano Acofis. «Questa sinergia ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’iniziativa: circa 80 volontari, impegnati per una decina di giornate, hanno lavorato insieme in un clima positivo e collaborativo, favorendo anche un concreto scambio generazionale tra professionisti esperti e futuri ottici e optometristi - commenta a b2eyes TODAY Gabriella Pagani, presidente della territoriale milanese - Il percorso prevedeva una prima valutazione oculistica, seguita, qualora non fosse stato riscontrato nulla di anomalo, da un’analisi visiva più approfondita con una serie di test tradizionali, oltre a una postazione specifica per la valutazione delle abilità visive funzionali, come la coordinazione occhio-mano, ad esempio: in linea, di fatto, con esperienze già proposte in precedenti iniziative sul territorio, come alla nostra convention di Santa Lucia del 2024. Il pubblico coinvolto era composto prevalentemente da adulti, con la partecipazione anche di studenti delle scuole limitrofe e, soprattutto nei weekend, di famiglie, favorendo così un mix generazionale anche per quanto riguarda l’utenza».Fondamentale secondo i promotori è stato il contributo dei partner tecnici. «Visionix ha fornito la strumentazione utilizzata per i controlli, mentre CooperVision ha sostenuto l’iniziativa come sponsor, a testimonianza dell’attenzione dell’industria verso attività di educazione e divulgazione nel campo della salute visiva - si legge nel comunicato - “Chi vede bene ha già vinto” si inserisce in un percorso più ampio volto a promuovere la qualità della visione nella vita quotidiana, nello studio e nello sport, valorizzando il ruolo dell’ottico e optometrista come riferimento per il benessere visivo del cittadino».«Gli screening realizzati in occasione delle ultime Olimpiadi invernali rappresentano una delle attività di Acofis per il 2026, in cui vogliamo celebrare gli 80 anni della nostra associazione - conclude Pagani - Dopo il convegno di inizio marzo all’ADI Musem di Milano sono in programma nuovi appuntamenti, al momento in fase di definizione».

Mar 24, 20263 min

S1 Ep 707Torino: in 140 per approfondire il legame tra performance sportiva e visione

Il 2 marzo si è tenuto il quarto convegno regionale di Federottica Piemonte al Green Pea del Lingotto: durante la giornata si sono affrontate diverse tematiche, dalla correzione visiva più adatta ai vari sport sino ai percorsi personalizzati di potenziamento delle abilità visive passando per i traumi oculariL’evento interdisciplinare, dal titolo “Visione e Sport-Vedere per vincere”, ha registrato «un’affluenza davvero importante pur essendo un incontro regionale, con una platea di 140 professionisti che hanno seguito il programma nell’arco dell’intera giornata - commentano con soddisfazione in una nota Bruno Maestrelli e Fabio Cazzadore, alla guida di Federottica Piemonte - Ottima anche la partecipazione degli sponsor, 13 aziende che hanno confermato per la quarta volta il sostegno a questo appuntamento. Un plauso va a tutto il direttivo della territoriale, la quale prosegue nel proprio impegno sul territorio con l’obiettivo di ampliare un network di ottici optometristi che puntano a differenziarsi in ambito professionale».Il positivo riscontro della giornata è ascrivibile sia all’argomento di grande interesse sotto il profilo professionale sia al livello di primordine dei relatori. «Giancarlo Montani, ormai figura di riferimento nel nostro convegno, ha interpretato in modo eccellente il tema, fornendo utili chiavi di lettura per l’ottico optometrista - spiega a b2eyes TODAY Maestrelli – Nella sua relazione si è occupato della fisiologia dell'occhio e dell'importanza della correzione visiva nella performance sportiva, approfondendo anche il discorso della compensazione con lenti a contatto, che fa la differenza in molte discipline: ha spiegato le varie tipologie di lac e le più adatte, per quanto riguarda i materiali, a seconda degli sport e degli ambienti in cui vengono praticati. Tutti aspetti su cui un professionista deve essere preparato nel suo lavoro di ogni giorno, non soltanto se il cliente è un atleta agonista».Molto seguito pure l’intervento dell’oculista Igor Di Carlo, che ha illustrato le problematiche legate alla traumatologia oculare nello sport e ha anche puntato l’accento sull'importanza della tenuta del film lacrimale ai fini di una prestazione visiva efficiente durante la performance sportiva.Stefano Panzeri, responsabile della formazione per l’Albo degli Ottici Optometristi, e l’ottico optometrista e psicologo Alberto Merlo hanno invece illustrato alla platea il progetto Sport Vision di Adoo, volto a formare i colleghi all'approccio del potenziamento visivo negli sportivi lavorando con società o con singoli atleti. «Una competenza questa, da parte del professionista, che ha una traduzione anche nella pratica quotidiana, ad esempio con tutti quei clienti impegnati in una disciplina a livello amatoriale: oltre a suggerire la soluzione più idonea, è possibile creare per loro un percorso personalizzato di miglioramento delle abilità visive», sottolinea Maestrelli.Infine Andrea Cagno, divulgatore scientifico, consulente e coordinatore area sport vision della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha fatto proprio dello sport vision la sua mission e la sua professione, non solo ha parlato di valutazione, trattamento e potenziamento di visione e postura nello sport, ma nel pomeriggio ha anche tenuto una sessione pratica di dimostrazione degli esercizi volti a tale potenziamento, la quale ha riscontrato una grande attenzione da parte degli ottici optometristi in sala.

Mar 24, 20263 min

S1 Ep 706CooperVision, due ingressi per rafforzare rete vendita e presenza sul territorio

L’azienda di contattologia ha inserito nel proprio staff Nadia Pedrani con il ruolo di head of field sales e Andrea Magli come senior business development manager su Roma e provinciaCooperVision Italia annuncia due nuovi ingressi nell’organizzazione commerciale, rafforzando sia la guida della rete vendita sia la presenza sul territorio. Nadia Pedrani entra nel team quale responsabile della gestione e dello sviluppo della rete commerciale, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il posizionamento dell’azienda sul mercato italiano e consolidare il dialogo con le strutture internazionali del gruppo. Il suo percorso professionale prende avvio in Philips, dove nel 2000 è entrata in qualità di product manager nel settore piccolo elettrodomestico per poi ricoprire il ruolo di key account manager. Dal 2008 al 2012 ha proseguito la propria esperienza come key account manager nel segmento farmacia e prima infanzia per il marchio Philips Avent, per poi assumere la qualifica di national account manager per il comparto cosmetico e farmaceutico in Di-Va, esperienza che l’ha portata, dopo l’acquisizione da parte di Naturalia Tantum, a diventare responsabile vendite per i canali farmacia ed erboristeria.«Dopo molti anni nello stesso ambito sentivo il desiderio di mettermi alla prova in un nuovo mercato e tornare a lavorare in un contesto multinazionale: ho trovato un ambiente molto positivo e accogliente, con persone disponibili e collaborative - spiega in una nota Pedrani, head of field sales di CooperVision Italia - La sfida ora è guidare un team di 30 professionisti verso traguardi sempre più ambiziosi, valorizzando competenze, talento e spirito di squadra».Andrea Magli invece lavorerà a stretto contatto con le realtà del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con i professionisti e supportare lo sviluppo delle opportunità offerte dalla contattologia. Ottico optometrista laureato e abilitato alla professione nel 2021, dopo aver iniziato il suo percorso professionale presso uno studio oculistico ha proseguito nel settore industriale con Fidia Farmaceutici, dove per tre anni ha ricoperto il ruolo di responsabile vendite area Sud e consulente tecnico-commerciale. Successivamente è stato key account manager in mark’ennovy, incarico ricoperto sino alla fine del 2025.«Parlando la stessa lingua degli ottici sarò in grado di accompagnarli nella scoperta di nuove tecnologie e soluzioni che possano rispondere ai bisogni dei portatori di lenti a contatto», racconta nel comunicato Magli, che ha assunto la qualifica di senior business development manager di CooperVision Italia per la zona di Roma e provincia.«L’ingresso di Nadia e Andrea rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della nostra struttura commerciale, con l’obiettivo di accompagnare sempre meglio gli ottici nello sviluppo del loro business», afferma nella nota Andrea Milletti, country manager di CooperVision Italia e South Europe Cluster Lead.

Mar 24, 20263 min

S1 Ep 705Il Senatur che non aveva mai cambiato le sue idee (né i suoi occhiali)

Il 19 marzo è scomparso, all’età di 84 anni, Umberto Bossi, leader storico della Lega e figura di spicco della politica italiana negli ultimi decenniIl sito del Fatto Quotidiano ha pubblicato trenta scatti fotografici significativi di altrettanti momenti della vita pubblica e personale di Umberto Bossi: non ce n’è uno che non lo ritragga con la stessa tipologia di occhiale, un goccia oversize dalle linee sottili, presente nei vari decenni che lo hanno visto protagonista della scena politica del nostro paese, da metà degli anni 80 fino al 2012, quando lasciò la carica di segretario federale del partito, già minato dall’ictus che lo aveva colpito nel marzo 2004.Dalla metà dell’ultimo decennio del secolo scorso fino a non molti anni fa, quando ancora le condizioni di salute glielo permettevano, andava a farli da VisionOttica Longoni di Saronno. La famiglia titolare del centro ottico in provincia di Varese è stata profondamente legata a Bossi e alla prima era del suo movimento: Giangiacomo ha ricoperto la carica di consigliere e assessore provinciale e di consigliere regionale per la Lega Nord, ma era soprattutto al padre Giuseppe, meglio conosciuto come Jeff, oltre che a sua moglie Graziella e all’altro figlio Gianni, che il Senatur faceva riferimento per l’esame della vista e la scelta dell’occhiale, sempre di quella forma pilot, con qualche rara deroga per montature rettangolari, ma comunque minimal.In molti se lo ricordano ancora a Saronno, accompagnato dalla scorta, quando entrava nel centro ottico dei Longoni e dopo un po’ di chiacchiere e qualche risata si tratteneva in sala refrazione con Jeff: per il controllo visivo certo, ma anche per discutere di politica, entrambi appassionati delle stesse idee.E forse quegli occhiali, della medesima forma se non addirittura dello stesso modello, sono stati una sorta di metafora della sua esistenza e della sua attività politica: semplici come la sua estrazione popolare, grandi come la folla di persone che ha saputo coinvolgere e coerenti nella scelta, come sono state la sua figura, le sue idee, i suoi obiettivi. Più o meno condivisibili, ma comunque rispettabili, come conferma il ricordo che ha scritto di lui Pier Luigi Bersani quando si è diffusa la notizia della sua morte: “l’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello cui ho voluto più bene” (nella foto, Umberto Bossi con Silvio Berlusconi).Angelo Magri

Mar 21, 20262 min

Ep 704Chopard i diamanti danzanti ispirano l'eyewear

A cinquant’anni dal primo lancio, la collezione Happy Diamonds interpreta l’iconico movimento dei gioielli della maison svizzera di alta orologeria in una collezione eyewear realizzata da De RigoChopard presenta una linea sole e vista che rende omaggio alle sue creazioni più iconiche. «Lanciata nel 1976, Happy Diamonds incarna da sempre la joie de vivre, grazie ai suoi diamanti liberi di muoversi tra due vetri zaffiro: un tratto distintivo di gioielli e orologi diventati simboli di un’eleganza senza tempo», si legge in un comunicato della maison svizzera, dal 1988 cronometrista ufficiale della Mille Miglia, la storica corsa automobilistica che si svolge in Italia.Per tradurre le creazioni Happy Diamonds nel mondo dell’eyewear (nelle foto), in licenza a De Rigo Vision dal 2004 il cui accordo è stato rinnovato nel 2023, i modelli presentano il sistema dei diamanti danzanti sulle aste. Cinque le montature, tre da sole e due da vista, ciascuna concepita per fondere estetica e funzionalità. «Gli occhiali da sole esplorano costruzioni in acetato, metallo e rimless, interpretate attraverso forme versatili adatte a ogni tipo di viso - prosegue la nota - La palette delle lenti completa il design, aggiungendo profondità e luminosità. Tra i pezzi di punta spicca il rimless SCHM60S: le sue lenti sfaccettate da 3 mm catturano e riflettono la luce valorizzando ogni incarnato e creando un effetto lift dello sguardo». La collezione si completa con modelli da vista che presentano eleganti silhouette rimless e montature in metallo leggero.A cura della redazione

Mar 21, 20261 min

S1 Ep 703Miopia: la terapia con luce rossa nei bambini è sicura?

Una valutazione in laboratorio condotta negli Stati Uniti ha rilevato che due su quattro dispositivi disponibili in commercio basati su laser hanno raggiunto in pochi secondi i limiti di sicurezza retinica dell’American National Standards Institute, ben al di sotto del tempo di trattamento raccomandato di 180 secondiI risultati, pubblicati su JAMA Ophthalmology, evidenziano rilevanti criticità in termini di sicurezza legate all’impiego pediatrico di alcune terapie a luce rossa basate su laser. Lo studio mette in luce anche la necessità urgente di verifiche indipendenti e di un controllo normativo più stringente prima di un’eventuale diffusione su larga scala nella pratica clinica.«Sebbene la terapia con luce rossa rappresenti un possibile approccio per il trattamento della miopia, la sua introduzione è avvenuta più rapidamente rispetto alla validazione rigorosa della sua affidabilità - spiega Lisa A. Ostrin, del College of Optometry presso l’Università di Houston, in Texas, nell’articolo di JAMA Ophthalmology - Invitiamo professionisti della visione, ricercatori e autorità regolatorie a porre maggiore attenzione alla valutazione dell’assenza di rischio di questi dispositivi, includendo tecniche come l’imaging retinico con ottica adattiva, l’elettroretinografia multifocale e il monitoraggio a lungo termine dei pazienti, prima di un utilizzo diffuso nei bambini».Fra novembre 2023 e aprile 2024 i ricercatori hanno analizzato quattro dispositivi commerciali per la terapia con luce rossa destinati al controllo della miopia, Sky-n1201, Future Vision, EyeRising e AirDoc. Sono stati misurati i livelli di potenza radiometrica a distanze di 1 e 10 cm, oltre a stimare l’irradianza retinica in relazione a diversi diametri pupillari. Le valutazioni di sicurezza sono state effettuate seguendo gli standard Ansi, con l’obiettivo principale di determinare il tempo necessario per raggiungere i limiti di sicurezza retinica.I dispositivi laser Sky-n1201 ed EyeRising hanno toccato tali limiti rispettivamente in appena 2,8 e 1,4 secondi, tempi nettamente inferiori ai 180 secondi raccomandati per il trattamento. Al contrario, Future Vision si è mantenuto entro i limiti della Classe 1 anche in caso di esposizione prolungata, mentre AirDoc, basato su tecnologia Led, ha prodotto una luce più diffusa, consentendo tempi di esposizione sicura significativamente più lunghi.«Trovare un equilibrio tra efficacia terapeutica e sicurezza oculare è fondamentale per assicurare che un intervento pensato per proteggere la visione nel lungo periodo non introduca rischi evitabili superiori ai benefici», conclude Ostrin (immagine tratta da Freepik).A cura della redazione

Mar 21, 20262 min

S1 Ep 702Essilor: con Stellest 2.0 il controllo della progressione miopica sarà più efficace

Il 6 marzo a Milano, presso il Tortona Experience Center, si è tenuto un evento di presentazione della nuova generazione di lenti oftalmiche sviluppata con la tecnologia H.A.L.T. Max, già disponibili sul mercato internoL’incontro ha riunito oltre 120 professionisti della vista e della visione tra oculisti, ricercatori e ottici optometristi (nelle foto) per un confronto scientifico dedicato alle nuove frontiere della gestione della miopia e al ruolo crescente dell’innovazione tecnologica nella salute visiva. «Frutto di anni di ricerca e innovazione scientifica nel campo della gestione della miopia infantile, Essilor Stellest 2.0 rappresenta un’evoluzione della tecnologia H.A.L.T., introdotta per la prima volta nel 2020: grazie al maggiore potere e alla maggiore asfericità delle microlenti, questa nuova generazione compie un ulteriore passo avanti nel controllo della progressione di tale difetto visivo - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - In uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e in crossover controlaterale della durata di un anno, Stellest 2.0 ha dimostrato un’efficacia significativamente superiore nel rallentare la crescita dell’occhio miope rispetto alla prima generazione. Milioni di bambini in tutto il mondo stanno già sperimentando i vantaggi della prima generazione, di queste lenti che si sono dimostrate in grado di inibire la progressione miopica in media del 67% rispetto alle lenti monofocali, se indossate per 12 ore al giorno, tutti i giorni, per due anni consecutivi: le Stellest 2.0, potenziate dalla tecnologia H.A.L.T. Max, raddoppiano il segnale ottico, contribuendo a rallentare ulteriormente l’allungamento del bulbo oculare rispetto alla versione precedente».Gli specialisti della divisione Ricerca & Sviluppo di Essilor hanno individuato una relazione dose-dipendente tra il volume di defocus e l’efficacia nel controllo della progressione miopica, spiega ancora la nota, ipotizzando quindi un “dosaggio” ottimale ottenuto con il nuovo design della lente. «Le microlenti presentano una variazione delle loro due caratteristiche chiave: l’aumento del potere medio e l’aumento dell’asfericità – precisa il comunicato - Queste modifiche generano il doppio del volume di luce non focalizzata, posizionato più lontano dalla retina rispetto alla generazione precedente: il risultato è un segnale ottico più forte, che contribuisce a rallentare l’allungamento assiale dell’occhio. Nelle Stellest 2.0 le microlenti sono distribuite su 12 anelli, rispetto agli 11 della prima versione, supportando un diametro maggiore e una gamma più ampia di montature compatibili».Per valutare l’efficacia delle Stellest 2.0 è stato condotto uno studio clinico in crossover controlaterale su 50 bambini. I risultati hanno evidenziato che le Stellest 2.0 con tecnologia H.A.L.T. Max hanno rallentato in modo significativo l’allungamento assiale rispetto alle Stellest con tecnologia H.A.L.T. a 6 e 12 mesi.Le Stellest 2.0, che sono disponibili in Italia dal 3 marzo, «si basano sulle prestazioni clinicamente comprovate della prima versione e rappresentano l’ausilio più efficace sviluppato da Essilor per il rallentamento della progressione miopica – conclude la nota - Valutate su bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sono idonee per un intervento precoce e possono essere consigliate, in base alla valutazione dello specialista, sia ai bimbi che mostrano i primi segni di miopia progressiva sia a quelli già in progressione miopica: non rappresentano soltanto un nuovo prodotto, ma un ulteriore traguardo nel percorso di innovazione scientifica di EssilorLuxottica nel campo della gestione della miopia».A cura della redazione

Mar 21, 20263 min

S1 Ep 701Bausch + Lomb torna in campo con l’Imoco Conegliano: test visivi durante i playoff

Il 24 marzo, in occasione di gara 3 della semifinale scudetto di volley femminile tra le campionesse d’Italia e la Igor Novara, l’azienda di contattologia rinnova il proprio impegno nella sensibilizzazione sul benessere legato alla visione con una nuova iniziativa dedicata ai tifosi prima dell’incontroL’appuntamento di martedì prossimo ha anche un valore simbolico, legato alla sponsorship con il team veneto. «Sarà presente tutto lo staff aziendale per festeggiare la squadra e offrire un servizio concreto agli spettatori della partita di pallavolo: dopo l’esperienza dello scorso novembre, che aveva già visto una buona partecipazione, l’iniziativa viene riproposta con l’obiettivo di consolidarne i risultati in termini di engagement e visibilità – rivela a b2eyes TODAY Sara Aresco, responsabile marketing della business unit Vision Care di Bausch + Lomb Italia - Per l’esecuzione dei test visivi, realizzati grazie a un autorefrattometro portatile e ad altri strumenti optometrici, saranno coinvolti un consulente dell’azienda e gli ottici di Spaccio Occhiali Vision, realtà con 37 punti vendita tra Veneto, Lombardia e Friuli. L’affluenza prevista è in linea con la precedente edizione: una trentina di partecipanti, tutti adulti, che potranno accedere al servizio prima dell’inizio della partita».Il contesto sportivo rappresenta un elemento chiave del progetto, che nel recente passato ha interessato anche il calcio. «Intercettare il pubblico in un momento di forte coinvolgimento emotivo consente di trasmettere con maggiore efficacia messaggi legati alla prevenzione visiva - dice ancora Aresco - Partire dallo sport è importante per raggiungere tale obiettivo: naturalmente il test effettuato in queste occasioni ha soprattutto una finalità educativa e rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio, che deve indurre le persone a fare una visita oculistica e, se necessario, un passaggio dall’ottico per la soluzione più adatta».È inoltre prevista una promozione in tutti i punti vendita partner italiani, valida sino alla fine di maggio, sulle Ultra One Day. «Il 24 marzo distribuiremo anche materiale informativo per aumentare la consapevolezza su alcune problematiche visive spesso trascurate o magari rimandate, come ad esempio la presbiopia: appuntamenti come quello al Palaverde di Villorba, che ospita le partite casalinghe della Imoco, aiutano a riconoscere i segnali e a capire a chi rivolgersi e come farlo - spiega Aresco - Per la prima parte del 2026 si tratta dell’unico evento di questo tipo, ma il progetto è destinato a proseguire nella seconda metà dell’anno e nella prossima stagione, dal momento che abbiamo rinnovato la sponsorizzazione con la Prosecco Doc Imoco Conegliano » (nella foto, da sinistra: l’allenatore della Imoco Volley Conegliano, Daniele Santarelli, con le giocatrici Joanna Wolosz e Monica De Gennaro).Angelo Magri

Mar 19, 20262 min

S1 Ep 700Mei: le nuove frontiere dell’ispezione cosmetica e della generazione blockless

L’opzione SurfXM con intelligenza artificiale integrata in ClearXM e la tecnologia CoreTBA sono tra i principali progressi messi a disposizione dalla società bergamasca per quel che riguarda l'offerta al mondo industriale e ai laboratori di medie e grandi dimensioni: la prima assicura massima precisione nel rilevamento dei difetti delle lenti, la seconda fa sì che l’azienda si possa posizionare come partner strategico per i produttori che affrontano la rapida crescita della realizzazione di soluzioni per il controllo della miopia, soprattutto in Asia e negli UsaA partire da Vision Expo East, che si è svolta dall’11 al 14 marzo a Orlando, negli Stati Uniti, Mei ha reso disponibile la soluzione per l’ispezione cosmetica con AI SurfXM. «L’approccio di Mei garantisce la massima accuratezza in tale ambito assicurando innanzitutto una lente perfettamente pulita, grazie all’integrazione di SurfXM in ClearXM, la prima macchina automatica per il lavaggio di lenti tagliate o tonde - si legge in un comunicato dell’azienda di Ponte San Pietro - Tutti i residui rimovibili vengono eliminati prima dell’analisi AI, consentendo una individuazione affidabile dei difetti superficiali sia sul lato anteriore sia su quello posteriore della lente, alla velocità più elevata disponibile sul mercato. Il risultato è una tecnologia che non comporta nessun aumento dell’ingombro della macchina, nessun impatto sul tempo ciclo e che offre basso consumo energetico e massima e costante precisione nel rilevamento dei difetti».Mei si consolida inoltre nella produzione di lenti senza blocchetti. «Con oltre un milione di lenti free form già realizzate e vendute dai clienti utilizzando la tecnologia CoreTBA (nella foto, un'immagine di campagna), la generazione blockless dell’azienda è una realtà comprovata - afferma la nota - CoreTBA, Alpha CoreTBA e Omega CoreTBA portano questa tecnologia collaudata a un nuovo livello di prestazioni, stabilendo un nuovo standard di settore grazie a: rilevamento, centratura e orientamento di qualsiasi lente con estrema precisione; feedback immediato sulla correttezza del potere ottico generato; stabilità di processo e controllo qualità garantiti in ogni fase della produzione».Tali capacità, sottolinea il comunicato, posizionano Mei come partner strategico per i produttori che affrontano la rapida crescita della realizzazione di lenti per la gestione della miopia. «Oggi le tecnologie ottiche avanzate consentono di contrastare efficacemente tale condizione e le macchine Mei offrono l’affidabilità e la velocità necessarie per sostenere tale missione», aggiunge la nota.«Questo tema è particolarmente importante per il mercato americano e per quello asiatico, dove vi è una richiesta in costante aumento, soprattutto per il target bambini», spiegano a b2eyes TODAY dall’azienda.A cura della redazione

Mar 19, 20263 min

S1 Ep 699Perché un digital magazine sull’economia della visione

La vista e l'ottica non sono solo competenza professionale: hanno bisogno di un approccio e di uno sguardo capaci di intercettare i segnali di innovazione. Per questo è nato ReviúL’obiettivo è ambizioso: colmare un vuoto nell’informazione indipendente sui temi economici della visione, dove conta chi scrive ma anche chi legge. Reviú nasce perciò da competenze radicate nel settore che si sono distinte per volontà di dialogo e stimolo, con l’intenzione di aggregare, nei 24 numeri annuali online, altre voci importanti. I lettori possono commentare ogni articolo, rispondere ai sondaggi e votare gli argomenti delle uscite successive.Da oltre 12 anni scrivo ogni venerdì una “pillola” sul comparto dell’ottica per b2eyes TODAY: almeno 40 pezzi l'anno, oltre 400 in tutto. Questo impegno viene mantenuto e ora con Reviú si allarga a un palinsesto di temi economici pensato per rispondere alla sete di conoscenza di una comunità ristretta ma sufficientemente popolosa: dati e ricerche di mercato, strategie e tecniche di vendita, comunicazione pubblicitaria, per offrire, ogni primo e terzo martedì del mese (nella foto, la copertina del primo numero), approfondimenti, stimoli e opportunità di business.Reviú nasce dall'idea di fermarsi e ripartire, ripensare le proprie competenze per acquisirne di nuove. Non nascondo la curiosità per come il lettore lo userà, facendo leva sulla forza del digitale: quali articoli leggerà di più, come risponderà ai sondaggi, in che modo commenterà. Chi mi ha scritto dopo il numero zero ha sottolineato il valore dell'indipendenza, augurandosi che duri. Ma l’indipendenza non si conquista da soli: servono l’attenzione del lettore, il suo coinvolgimento e il suo sostegno. Come quello offerto al lancio di questo digital magazine da Ferdinando Fabiano, editore sempre attento agli stimoli, che ha reso le sue testate punti di riferimento nell’ottica, con b2eyes, e nell’oftalmologia, con EyeSee, e che ha portato il Forum Presbiopia a diventare un format di successo fuori dagli schemi: gli affiliati alla piattaforma dell’Osservatorio Presbiopia potranno infatti fruire in esclusiva di tutti i numeri. Perché l'avanguardia non significa essere i primi ad arrivare, ma i primi a partire.Nicola Di Lernia

Mar 19, 20262 min

S1 Ep 698Galileo: un demo tool interattivo affianca l’ottico nella scelta delle lenti

Attraverso il nuovo strumento digitale il brand oftalmico vuole favorire un’esperienza d’acquisto personalizzata e coinvolgente, valorizzando la consulenza del professionista della visione“Le tue lenti Galileo” (nelle foto) accompagna ottico e cliente in un percorso guidato che analizza abitudini visive e necessità individuali, aiutando a identificare la soluzione più idonea. «La scelta delle lenti diventa così un momento consulenziale che valorizza la professionalità dell’ottico e racconta in modo semplice ed efficace le tecnologie e i benefici dei diversi design Galileo», spiega una nota del marchio.Il dimostratore è disponibile all’interno del portale Galileo4You, nella sezione dedicata ai materiali per il punto vendita. «Una volta scaricato, può essere salvato sul desktop del computer o sulla home del tablet, così da essere sempre accessibile a tutto lo staff del centro ottico - prosegue il comunicato - L’utilizzo è immediato: basta un clic sull’icona per avviare la configurazione della soluzione oftalmica e iniziare la consulenza. Il tool funziona anche offline».Attraverso “Le tue lenti Galileo” l’interazione con il cliente diventa più dinamica e personalizzata. «L’ottico può compilare insieme all’utente un questionario di valutazione visiva che si adatta in tempo reale alle risposte fornite, attivando o disattivando specifiche funzionalità in base alle esigenze emerse - precisa la nota - Al termine del percorso, il sistema propone una soluzione completa, con design, tecnologia e trattamento consigliato, evidenziandone caratteristiche e benefici, utili ad argomentare con maggiore efficacia la scelta finale». A sua discrezione, il professionista della visione potrà mostrare al cliente anche una scheda di confronto con altri design, al fine di favorire l’upgrade di prodotto.«Per il centro ottico i vantaggi sono molteplici: offrire un’esperienza d’acquisto moderna, interattiva e su misura e, allo stesso tempo, valorizzare la consulenza professionale, facilitando la comunicazione dei benefici dei prodotti e rafforzando l’immagine del punto vendita come luogo di competenza e innovazione», conclude il comunicato.A cura della redazione

Mar 19, 20262 min

S1 Ep 697Federottica Bari-Bat: al Convegno istituzioni, innovazione e un nuovo futuro della professione

L’Hotel Parco dei Principi nel capoluogo pugliese si prepara ad accogliere il 29 e 30 marzo il tradizionale evento multidisciplinare, che includerà ottici optometristi, oculisti e ortottisti e vedrà la partecipazione di figure istituzionali: l’obiettivo è confrontarsi per sollecitare una revisione del Regio Decreto del 1928 che regola l'ottica in Italia e affrontare temi di grande attualità con un format rinnovato e più coinvolgente

Mar 19, 20263 min

S1 Ep 696Ottica Foppa Group: una responsabile HR per gestire la crescita

Daniela Longhi ha alle spalle un’esperienza decennale al di fuori dell’ottica: dovrà supportare la fase di sviluppo dell’insegna, che oggi conta 24 centri otticiCon il raggiungimento dei 24 punti vendita, in prevalenza nel nord Italia, e un team di oltre 140 collaboratori, Ottica Foppa Group ha deciso di rafforzare la propria struttura organizzativa introducendo una figura dedicata esclusivamente alla gestione del personale. «Daniela Longhi (nella foto), nuova responsabile HR del gruppo, porta con sé un’esperienza decennale nel mondo retail e in diversi settori, mettendo il proprio know how e le proprie soft skill a disposizione, per potenziare il recruiting, la formazione e la gestione delle risorse umane», spiega una nota della società con sede a Grassobbio, in provincia di Bergamo.Andrea Foppa, che gestisce insieme al fratello Luca l’impresa di famiglia fondata dal padre Gigi, ricorda che in azienda l’attenzione per i propri dipendenti è fondamentale. «L'ingresso di Longhi risponde all'esigenza di dedicare uno spazio strutturato alla ricerca, all’ascolto e alla crescita di ogni collaboratore», afferma Andrea Foppa nel comunicato.«La vicinanza e l’aggiornamento continuo dello staff sono valori fondamentali per Ottica Foppa Group che anch’io condivido: per tale motivo ho da subito sposato il loro progetto e sono molto felice di questa opportunità lavorativa - commenta Longhi nella nota - Il primo giro negli store mi ha già permesso di conoscere tante persone e di cominciare a entrare nel mondo e nello stile del gruppo». Tra le sue priorità ci saranno le nuove assunzioni per il completamento dei team di negozio e in sede, oltre alla gestione dell’iter di inserimento per le prossime aperture. Un altro progetto che la manager introdurrà sarà la digitalizzazione della divisione HR, finalizzata a snellire i processi e a ridurre i tempi per le varie attività amministrative e procedurali.A cura della redazione

Mar 18, 20262 min

S1 Ep 695Aiccer 2026: Francesco Calossi premiato per un free paper sull’orto-k

Il lavoro, intitolato “Modellamento epiteliale mediante ortocheratologia notturna per la correzione della presbiopia in un caso di ipermetropia moderata”, ha ricevuto un riconoscimento come miglior comunicazione orale al ventisettesimo congresso nazionale dell’Associazione italiana di chirurgia della cataratta e refrattiva, svoltosi a Rimini dal 12 al 14 marzo scorsiIl congresso Aiccer 2026, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla chirurgia della cataratta e refrattiva, che riunisce ogni anno la comunità dei professionisti del settore per aggiornamento, confronto e formazione, si è focalizzato sulla condivisione delle più recenti tecnologie in quest’ambito, affrontando anche diversi temi di rilievo per la salute dell’occhio e permettendo agli oltre duemila partecipanti di seguire in diretta gli interventi chirurgici dalle sale operatorie dell'Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino.Numerosi i free paper presentati nel corso dell’evento scientifico, tra cui quello di Francesco Calossi, intitolato “Modellamento epiteliale mediante ortocheratologia notturna per la correzione della presbiopia in un caso di ipermetropia moderata”, che è stato premiato come miglior presentazione orale. Nella relazione sono stati illustrati i risultati di un’applicazione dell’ortocheratologia in una persona adulta, ipermetrope e presbite, «dimostrando che questa tecnica non è rivolta solo ai giovani in progressione miopica, ma può rispondere alle esigenze di una platea molto più variegata – spiega a b2eyes TODAY Calossi, laureato in Ottica e Optometria all’Università di Firenze - Ritengo particolarmente significativo che questo riconoscimento sia stato assegnato a un optometrista in un congresso dedicato alla chirurgia refrattiva e della cataratta: testimonia il consolidarsi di un rapporto di reciproco rispetto tra il mondo oculistico e quello optometrico, visto che le rispettive competenze sono complementari e non antagoniste».Il professionista sottolinea inoltre come sia rilevante che il premio «sia stato attribuito a un lavoro sull’ortocheratologia: una tecnica non chirurgica, con ampie potenzialità di collaborazione interdisciplinare» (nelle foto, alcuni momenti della premiazione di Francesco Calossi ad Aiccer 2026).A cura della redazione

Mar 18, 20262 min

S1 Ep 694Elite Eyewear incontra Frank Stephenson

Per il brand recentemente entrato nel suo portafoglio licenze Fluxus Eyewear lancia a fine marzo una speciale capsule collection in collaborazione con il celebre designerFrank Stephenson, figura di riferimento internazionale nota per il suo innovativo contributo nei settori automotive e aerospaziale, mette la propria visione trasversale al servizio di Fluxus Eyewear. La sua firma si traduce nella capsule di Elite Eyewear, recentemente entrata nel portafoglio licenze dell’azienda modenese, composta da due modelli, Biggie e Lizzo, che saranno disponibili in tre varianti colore ciascuno.«La capsule Elite Eyewear by Frank Stephenson interpreta l’universo del network Elite World Group attraverso un equilibrio perfetto tra forme contemporanee e precisione tecnica – si legge in un comunicato di Fluxus Eyewear - Realizzati interamente in Italia con acetato selezionato Mazzucchelli 1849 e componenti di provenienza UE, i due modelli rappresentano la sintesi ideale tra precisione industriale e cura artigianale».Biggie (nella foto, a destra, un’immagine di campagna) è un modello unisex dalla forma squadrata a doppia lente, disponibile in tre varianti cromatiche. Lizzo (nella foto, a sinistra, un’immagine di campagna) invece è caratterizzato da una forma cat-eye e trae ispirazione da un'estetica femminile ed elegante. La ricercatezza dei materiali si abbina a una palette cromatica distintiva che include tre colori.«Interpretare l’universo Elite e tradurlo in occhiali è stato un percorso stimolante - commenta nella nota Gabriele Ferrini, ceo e founder di Fluxus Eyewear - La collaborazione con Frank Stephenson valorizza pienamente la nostra visione: creare linee con una forte identità e una qualità made in Italy riconoscibile».La collezione sarà disponibile da fine marzo presso centri ottici selezionati e online sul sito del marchio.A cura della redazione

Mar 18, 20262 min

S1 Ep 693Ailac: Patrizia Della Fornace è la nuova presidente

La professionista è stata eletta nell’ambito dell’ottavo congresso dell’Accademia italiana lenti a contatto dal titolo “Lenti a Contatto: Rinascimento Contemporaneo, un ponte tra cultura, formazione e professionalità”, tenutosi a Firenze l’8 e 9 febbraioPatrizia Della Fornace subentra al presidente uscente Alfredo Desiato, eletto nel 2021 e riconfermato nel 2024, il quale sarà ancora membro del consiglio direttivo per il prossimo biennio. Ruolo confermato anche per Tiziana Agri, Antonio Ercoli, Paolo Palumbo e Luciana Zarrilli. Marinella Ilario lascia l’incarico, mentre Marco Sostegni fa il suo ingresso nel direttivo di Ailac.Nel corso dell’ottavo congresso, «Ailac ha offerto una panoramica completa e aggiornata sulle lenti a contatto, sia morbide sia rigide, muovendosi tra i grandi protagonisti del Rinascimento fiorentino: dall'inventiva di Leonardo nella rassegna delle metodologie applicative più avanzate per le lac morbide, all'insegnamento del suo maestro Verrocchio, evocato nel rinnovato interesse verso alcune tipologie rigide, fino alla prospettiva di Masaccio, per comprendere la corretta collocazione delle lenti a contatto sulla superficie oculare, e all'intuito di Brunelleschi per la soluzione e gestione dei casi estremi - spiega un comunicato dell’Accademia - La Lectio Magistralis ispirata a Pico della Mirandola tenuta da Luigi Lupelli ha puntualizzato la nobiltà dell’arte di far vedere bene con le lenti a contatto. Il cerchio di Giotto ha fatto da spunto per un confronto aperto tra professionisti della visione e rappresentanti aziendali su chi, tra applicatore e portatore, debba idealmente essere posto al centro della scelta e della gestione delle lenti a contatto» (nella foto, da sinistra, il nuovo direttivo di Ailac: Luciana Zarrilli, Tiziana Agri, Paolo Palumbo, Patrizia Della Fornace, Alfredo Desiato, Marco Sostegni e Antonio Ercoli).A cura della redazione

Mar 17, 20261 min

S1 Ep 692Firenze: sul territorio una collaborazione professionale corretta e proficua

È quanto emerso nel corso della diciannovesima edizione del seminario di aggiornamento della Federottica locale, svoltosi il 27 febbraio scorso alla presenza di 110 partecipanti, tra cui una ventina di oculisti. Al centro dell’appuntamento, l’innovazione, trattata in maniera trasversale per informare sulle principali novità sia l’area ottico optometrica sia la classe medica, in una logica di sempre maggiore conoscenza e integrazione a vantaggio del paziente e cliente

Mar 17, 20264 min

S1 Ep 691Italia Independent torna… On the road

Colore, sperimentazione e identità sono al centro della collezione primavera estate 2026 del marchio di House of Modo: riparte anche il progetto fotografico che ha come protagonisti artisti e creatori lontani dai riflettori, ma capaci di esaltare la propria umanità e autenticitàLa presentazione della collezione primavera estate 2026 di Italia Independent si inserisce in un nuovo capitolo del progetto “The Independents On The Road”, voluto da House of Modo per celebrare la ricchezza e la diversità delle città italiane attraverso le storie di personalità autentiche, creative e indipendenti. «In questa iniziativa i soggetti ritratti non sono soltanto modelli, ma anche clienti affezionati e retailer del marchio, veri ambasciatori all’interno delle loro comunità, contribuendo così a costruire un ecosistema che coinvolge il team creativo, i professionisti della comunicazione, i talenti, la rete vendita e i consumatori finali», spiega una nota del brand. A realizzare il concept sono il fotografo Alessandro Levati e lo stylist Luigi D’Elia, che hanno tradotto la visione creativa del marchio in una serie di immagini, «dando vita a un racconto fotografico capace di esprimere l’energia collettiva di “The Independents On The Road” e la natura multiforme della collezione», sottolinea il comunicato.La nuova linea di Italia Independent (nelle foto) si presenta infatti come laboratorio creativo «in cui colore, ricerca sui materiali e sperimentazione stilistica ridefiniscono i confini dell’eyewear contemporaneo», si legge ancora nella nota. In evidenza Teddy, che reinterpreta l’occhiale attraverso superfici morbide e tonalità intense. Accanto a questa proposta, Mask introduce forme attuali definite da una lente che avvolge il frontale in acetato, in cui il logo in rilievo diventa un elemento grafico distintivo. Con Atelier Acetate il brand punta invece su comfort ed eleganza, proponendo montature con palette cromatiche vivaci e giocose dal look identificabile, valorizzato dal logo tridimensionale a contrasto che firma ogni modello. Completa la proposta Acetate & Metal Combo, in cui la profondità dei frontali in acetato incontra la leggerezza delle aste in metallo, generando montature definite da mix cromatici, loghi in rilievo e finiture che creano un equilibrio tra texture e materiali.

Mar 17, 20262 min

S1 Ep 690Ottica Barello: un incontro con gli oculisti sui primi presbiti

Dopo i due eventi rivolti alla classe medica organizzati lo scorso anno dal centro ottico di Milano, ad aprile è in programma il primo del 2026, incentrato sulle lenti a supporto accomodativo, con la partecipazione di HoyaProsegue il percorso di collaborazione con l’area medica avviato da Ottica Barello, che dopo l’incontro del maggio scorso sulla miopia ne ha organizzato un altro a fine novembre (nella foto), dedicato alle lenti progressive, sia oftalmiche sia a contatto. «Abbiamo registrato 40 adesioni che si sono tradotte in 42 partecipanti tra oculisti e ortottisti - dice a b2eyes TODAY Vittorio Giacovelli, titolare del centro ottico milanese di via Torino, a pochi passi dal Duomo – È intervenuto Francesco Loperfido, responsabile del Servizio di Oftalmologia Generale presso l’Ospedale San Raffaele, per la parte medica, insieme a Daniele Giglioli di Alcon Italia e ad Alessandra Parodi di Hoya Italia per gli aspetti tecnici legati alle soluzioni di lac e oftalmiche disponibili: è stato affrontato il tema della presbiopia sia dal punto di vista clinico sia da quello applicativo».L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare la collaborazione tra ottici e oculisti. «Da giovane ottico ho sempre voluto che le due professioni lavorassero insieme e tali appuntamenti aiutano a comprendere meglio le rispettive modalità operative e a collaborare in modo più efficace: si tratta di un investimento significativo da parte della nostra azienda, che però consente di costruire nel tempo una rete di oftalmologi partner, in linea con quanto promosso in questi anni dal Forum Presbiopia - prosegue Giacovelli - Il tema della presbiopia sarà al centro anche del prossimo incontro, verosimilmente ad aprile, con data ancora da definire: si parlerà infatti dei primi presbiti, delle lenti office e, in particolare, di quelle a supporto accomodativo, che noi amiamo definire “lenti con l’aiutino”, per rendere più chiaro il concetto al portatore, con il contributo sempre di Parodi per Hoya e di Loperfido per la parte medica. L’obiettivo è replicare l’affluenza registrata all’ultimo evento, grazie alla fidelizzazione di una platea che spesso torna a partecipare».Questo percorso non è una novità per Ottica Barello, che lo ha avviato negli anni precedenti alla pandemia. «Il primo incontro risale infatti al 2015 e, fino al 2019, l’iniziativa è stata proposta con cadenza annuale, con un elevato numero di adesioni, tra cui anche primari ospedalieri: all’epoca i meeting erano organizzati direttamente dal nostro team con il supporto delle aziende, senza il contributo di oftalmologi tra i relatori, che invece abbiamo introdotto a partire dal maggio 2025, quando abbiano ripreso le fila di un dialogo interdisciplinare strutturato e continuativo – spiega ancora Giacovelli - Il programma proseguirà con almeno un ulteriore evento nella seconda parte del 2026, a testimonianza della volontà di consolidare un format che punta a creare sinergie concrete sul territorio e a migliorare la qualità del servizio offerto all’utente finale».Angelo Magri

Mar 17, 20263 min

S1 Ep 689Prisma: a Firenze con le linee guida sull’ipovisione

Il 21 e 22 marzo saranno il filo conduttore della dodicesima edizione del Congresso dell’organismo, che ha fatto domanda al Ministero della Salute per diventare società scientifica«Se la nostra richiesta verrà accolta, saremo l’unica società scientifica in Italia nel campo dell’ipovisione: ciò consentirebbe di proporre al ministero linee guida ufficiali per questa tipologia di problematiche visive - spiega a b2eyes TODAY Anna D’Ambrosio (nella foto sotto), presidente di Prisma - Tant’è che il Congresso 2026 sarà incentrato proprio su tale argomento e si concluderà con un corso monotematico al riguardo».Come sempre e stavolta ancora di più che nel passato, l’appuntamento fiorentino (nella foto principale, la locandina) dedica ampio spazio al mondo ottico optometrico. «Saranno tre i corsi curati da professionisti di questo ambito: Chiara Tarli Barbieri e Giuseppe Migliori si occuperanno di strategie per la scelta e il montaggio dell'ausilio ottico, mentre Francesco Pietroni, new entry del Consiglio direttivo di Prisma, terrà un corso sugli ausili ottici, elettronici e digitali. A loro si aggiungono Leonardo Tulini e Fabio Casalboni, con una proposta formativa di taglio basic, utile non solo agli ottici ma anche agli altri professionisti coinvolti nella gestione della persona ipovedente: Casalboni è entrato a far parte del Comitato scientifico dell’associazione creato proprio in vista del percorso per il riconoscimento come società scientifica - dice ancora D’Ambrosio - Interverranno inoltre, fra gli altri, Silvano Abati, Giancarlo Montani e Alfredo Mannucci».​Per favorire sinergie importanti all’interno dell’area medica, non mancherà anche quest’anno il contributo di Iapb Italia: l’ortottista Valeria Silvestri, recentemente entrata nel Comitato scientifico di Prisma, terrà un corso, mentre tra i relatori del Congresso figurano gli oculisti Filippo Amore e Simona Turco.Dopo la parentesi del 2025, in cui l’evento nazionale non si è tenuto per lasciare spazio al simposio internazionale sull’ipovisione, svoltosi sempre a Firenze, l’obiettivo degli organizzatori è raggiungere le circa 250 presenze complessive registrate due anni fa. «Il programma prevede anche momenti di confronto con l’industria: sabato 21 marzo alcune delle aziende presenti nell’area espositiva organizzeranno un lunch symposium durante il quale presenteranno le loro novità, mentre in entrambe le giornate i visitatori potranno dare vita a una sorta di caccia al tesoro tra gli stand, con la raccolta di bollini e un premio finale estratto a sorte tra i partecipanti - rivela D’Ambrosio - Ancora una volta saranno diversi i partner attivi nella filiera ottica, come Centro Style, Dai Optical, Eschenbach, Fonda e Tecnicornea, con le ultime soluzioni dedicate alla gestione dei soggetti ipovedenti».Angelo Magri

Mar 16, 20262 min

S1 Ep 688EssilorLuxottica e Dolce&Gabbana, altri 25 anni insieme

Con un orizzonte temporale di un quarto di secolo, il gruppo di eyewear e la griffe rinnovano fino al 2050 l’accordo di licenza in esclusiva, sancito nel 2004, per la progettazione, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di occhiali da vista e da sole del marchioL’ultima conferma risale al 2020, quando le due realtà hanno deciso di prolungare in anticipo la partnership fino al 2029. Ora tale intesa sarà attiva fino al 2050. «Siamo particolarmente orgogliosi di questo nuovo accordo perché ci permetterà di accompagnare Dolce&Gabbana, uno dei marchi più iconici al mondo cui siamo molto legati, espressione unica di stile, arte e cultura, in un percorso idealmente senza fine - commenta in una nota congiunta Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica - Con un orizzonte temporale di venticinque anni, la collaborazione conferma l’evoluzione del nostro modello di partnership sempre più orientato al lungo termine, per permettere l’integrazione profonda di valori, visioni strategiche e cultura del prodotto e generare così progressi solidi e duraturi nel tempo». Anche da Dolce&Gabbana si dicono orgogliosi di rafforzare questa collaborazione. «Dal 2004 EssilorLuxottica e Dolce&Gabbana portano avanti una partnership solida, capace di coniugare risultati di business, visione creativa e lo sviluppo di un progetto condiviso – dichiara nel comunicato Alfonso Dolce, amministratore delegato di Dolce&Gabbana - Il consolidamento dell’accordo a lungo termine che sigliamo conferma la fiducia reciproca nel futuro e nelle opportunità che entrambe le aziende potranno cogliere continuando a collaborare nei prossimi anni. EssilorLuxottica si distingue per un know how unico nella produzione di occhiali, per l’elevata qualità e la capillarità della propria rete retail e distributiva a livello globale, nonché per una costante attenzione all’innovazione tecnologica» (nella foto, un modello dell'ultima collezione Dolce&Gabbana, Devotion). A cura della redazione

Mar 16, 20262 min

S1 Ep 687Dagli Oscar a Nouvelle Vague, il sole splende sul cinema

Nella notte del 16 marzo sono state assegnate le famose statuette. Se Leonardo DiCaprio, pur non vincitore, cela l’attività clandestina che svolge dietro un modello a maschera squadrata nel pluripremiato “Una battaglia dopo l’altra” e il protagonista di “Sinners”, Michael B. Jordan, fa del proprio occhiale sun un omaggio eterno al blues, è soprattutto in “Nouvelle Vague”, attualmente nelle sale in Italia, che queste montature assumono un valore iconico, metafora di uno sguardo nuovo sulla settima arteIn questi momenti di Oscar, viene naturale pensare al film di Richard Linklater Nouvelle Vague, nelle sale dai primi di marzo. Con la formula quasi da documentario e il bianco e nero, parla della nascita di quel rivoluzionario movimento che ha dominato, per diversi decenni, il cinema francese. Non soltanto per i contenuti legati ai sentimenti e ai rapporti umani, più che all’azione, ma soprattutto per la maniera di girare un film. E in Nouvelle Vague è ben spiegato, dalla proposta fino alla prima proiezione. È Jean-Luc Godard con il suo Fino all’ultimo respiro del 1960 a raccontarlo. Capace di sovvertire tutti i metodi di lavorazione tradizionale: cinepresa a mano, montaggio discontinuo, set di poche ore, massima spontaneità lasciata agli attori, scene improvvisate. Arrivando a stupire anche i colleghi registi di quella nascente corrente, tutti facenti capo alla rivista Cahiers du cinema.Godard, interpretato dal convincente Guillaume Marbeck, ha un suo pensiero, un suo modo di vivere e di rapportarsi agli altri, che sarà poi imitato da molti. Come quel portare sempre a tutte le ore, notti e interni compresi, gli occhiali neri, da sole. In anni in cui queste montature si indossavano soltanto al sole. A ribadirlo Jean Paul Belmondo-Aubry Dullin, in un tête-à-tête con Jean Seberg-Zoey Deutch nella locandina del film (nella foto sopra) o sempre Seberg-Deutch mentre cammina sugli Champs-Elysées (nella foto sotto, tratta da YouTube, Leonardo Di Caprio in “Una battaglia dopo l’altra”) . Luisa Espanet

Mar 16, 20262 min

S1 Ep 686Paralimpiadi 2026: Bertagnolli e Mazzel dalla disabilità visiva al podio

Alle competizioni invernali di Milano-Cortina, che si sono chiuse il 15 marzo, i due atleti italiani ipovedenti si sono imposti nello sci alpino con prestazioni di alto livello e una serie di recordSulle piste delle Paralimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 l’Italia ha trovato due protagonisti: Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, entrambi ipovedenti. Per Bertagnolli la sfida con la vista è iniziata fin dalla nascita. Nato con una grave atrofia del nervo ottico, ha sempre avuto una capacità visiva molto ridotta. Da bambino ha individuato nello sci un modo per muoversi libero. Con il tempo la passione si è trasformata in carriera agonistica e in un rapporto di grande fiducia con la sua guida, figura fondamentale nelle gare per atleti ipovedenti con la quale comunicano tramite radio o segnali vocali, elementi essenziali in questa tipologia di competizione. A Milano-Cortina 2026 Bertagnolli ha ribadito il suo valore conquistando, insieme all’inseparabile Andrea Ravelli (nella foto principale, tratta da eurosport.it, a sinistra, con Bertagnolli), diversi podi nello sci alpino e numerosi record: l’atleta paralimpico italiano più medagliato di questa edizione storica per l’Italia che ha raccolto complessivamente 16 medaglie e l'azzurro più vincente di sempre nello sci alpino paralimpico e, in assoluto, negli sport invernali alle Paralimpiadi. Con un oro nella combinata e nello slalom, due argenti nel superG e nello slalom gigante, un bronzo nella discesa libera ha vinto 5 medaglie in altrettante gare contro le 4 per ognuna delle due edizioni precedenti, per un totale di 13 in tre partecipazioni.​La storia di Mazzel è diversa. Da ragazza vedeva normalmente e lo sci era semplicemente uno degli sport che amava praticare. Tutto è cambiato quando, durante l’adolescenza, le è stato diagnosticato un glaucoma che ha progressivamente compromesso la vista. Nonostante la malattia ha continuato a sciare, imparando a gareggiare nella categoria degli ipovedenti e affidandosi alla guida che la precede lungo il tracciato e le comunica le traiettorie da seguire. Alle Paralimpiadi del 2026 l’atleta trentina ha conquistato il titolo paralimpico nel superG, con guida Nicola Cotti Cottini (nella foto sopra, tratta da gazzetta.it, con Mazzel), riportando l’Italia al successo nello sci alpino femminile paralimpico vent’anni dopo Silvia Parente a Torino 2006, e tre medaglie d'argento: uno nella discesa libera e uno nella combinata alpina sempre con Cotti Cottini, e uno nello slalom gigante, con Fabrizio Casal come guida, diventando, insieme a Bertagnolli, una delle grandi protagoniste del team italiano.A cura della redazione

Mar 16, 20262 min

S1 Ep 685Vision Optika: Enrica Bonaccorti e il suo inseparabile pantos blu

La conduttrice televisiva, figura poliedrica che nella sua carriera è stata anche attrice, scrittrice e autrice di canzoni celebri come “La lontananza” per Domenico Modugno, scomparsa il 12 marzo a 76 anni, era una affezionata cliente dell’insegna romana: da loro ha scoperto il modello di occhiali della Silhouette che l’ha accompagnata per più di dieci anniUn rapporto professionale trasformato nel tempo in un legame personale: è quello che univa Enrica Bonaccorti al suo ottico di fiducia, Maurizio Ambrosini. «Era mia cliente da prima del 2000: una persona umile, affabile e determinata, che dialogava volentieri con chi lavorava o entrava in negozio - ricorda a b2eyes TODAY Ambrosini, attivo dal 1991 presso l’insegna Vision Optika di Roma, di cui coordina tutti i sette negozi - Dal punto di vista visivo, Enrica era inizialmente ipermetrope e in seguito presbite. Soffriva inoltre di blefarite, per cui non riusciva a indossare lenti a contatto e portava quindi occhiali progressivi». Il legame con il centro ottico era nato grazie al passaparola di un cliente che non apparteneva al mondo dello spettacolo: Bonaccorti si recava sempre nella sede storica, in via San Claudio, nelle vicinanze di via del Corso, punto vendita ancora oggi diretto da Ambrosini e che dal 2021 si è trasferito in via del Gambero, sempre nel cuore della Capitale.La scelta dell’occhiale era diventata negli anni un elemento distintivo della sua immagine. Così nel 2015, durante una giornata di consulenza in negozio, Angelica Pagnelli le propose un pantos firmato Silhouette. «Le valorizzava molto il viso, se ne innamorò e da allora ha sempre voluto quel modello, nel colore blu che si abbinava bene ai suoi occhi (nella foto, tratta dal profilo Instagram di Bonaccorti) - spiega Ambrosini - Alle montature venivano abbinate lenti leggermente colorate. Successivamente, quando uscì di produzione la versione blu, Bonaccorti scelse quella nera ma sempre dello stesso modello e, dopo un intervento di cataratta agli inizi di questo decennio, continuò a utilizzarlo con lenti neutre e trattamento antiriflesso, anche in sostituzione dell’occhiale da sole. Le abbiamo inoltre realizzato lo stesso prodotto in versione fotocromatica o con sfumature particolari: tra queste, combinazioni cromatiche studiate da Pagnelli per Hoya, come lenti con tonalità blu nella parte superiore e rosa in quella inferiore».Nel tempo anche la figlia della conduttrice, Verdiana, è diventata cliente del punto vendita romano. «L’ultima volta che ho visto Enrica è stato nel 2022, ma continuavamo a sentirci via messaggio, per un saluto o per chiedermi di consigliare la figlia quando veniva in negozio - racconta ancora Ambrosini - Per me era soprattutto un’amica e il dispiacere è stato grande quando abbiamo saputo della malattia. Ci ha lasciato una persona squisita, con un carattere deciso ma sempre affabile».Doti che sottolinea anche Pagnelli. «Bonaccorti era tanto determinata quanto dolce, sobria, raffinata ed elegante, anche nell’animo - afferma la consulente di stile al nostro quotidiano - Aveva particolarmente apprezzato l’esperienza della consulenza visiva nel suo centro ottico di fiducia, come dimostra il fatto che per oltre dieci anni non ha mai cambiato il proprio modello di occhiali».Angelo Magri

Mar 13, 20263 min

S1 Ep 684Safilo, nel 2025 costante crescita di utili e margini

Il gruppo di eyewear ha fatto registrare un margine industriale lordo pari a circa il 61% e un Ebitda adjusted al 10,6%, entrambi in progresso di 120 punti base rispetto al 2024, «risultati che riportano i nostri livelli di redditività ai massimi dell’ultimo decennio e che, insieme a una gestione del capitale circolante attenta ed efficace, hanno contribuito a generare un free cash flow di 55 milioni di euro e a ridurre l’indebitamento netto a 46 milioni di euro, consolidando ulteriormente la solidità del nostro profilo finanziario», commenta in una nota Angelo Trocchia, amministratore delegato della società con sede a Padova, che ha chiuso l’esercizio con oltre 983 milioni di euro di ricavi, pari al +1,8% a cambi costanti e al -1% a cambi correnti

Mar 13, 20265 min

S1 Ep 683Oliver Peoples, prima collezione sole con Jil Sander

La griffe del gruppo Otb ha annunciato il lancio della linea sun in collaborazione con l’housebrand di EssilorLuxotticaJil Sander, che in passato aveva affidato la licenza eyewear a Marchon, fino al 2014, e in seguito a Rodenstock, rilancia sull’eyewear presentando il frutto di una partnership che promette sviluppi futuri. «Questo primo lancio segna l’inizio di una collaborazione continuativa», sottolinea infatti una nota congiunta di Oliver Peoples e del brand moda acquisito nel 2021 da OTB Fashion Group, gruppo cui fanno capo marchi come Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf e Diesel: quest’ultimo nel 2024 ha siglato con EssilorLuxottica una licenza in esclusiva per il design, la produzione e la distribuzione globale di occhiali.La collezione sole unisex Jil Sander Oliver Peoples è caratterizzata da un «equilibrio tra linee spigolose e forme organiche, tra suggestioni industriali e naturali, espresso attraverso un uso essenziale ma al tempo stesso materico di titanio e acetato - spiega il comunicato - Lo spirito misurato si riflette in un branding discreto, integrato in modo sottile in elementi funzionali come aste e naselli. Tutti i modelli, realizzati a mano in Giappone, vantano lenti in vetro di alta gamma prodotte in Italia e firmate con il caratteristico logo “breath”».L’artista Walter Pfeiffer firma la campagna scattata ad Amburgo (nelle foto), città dove ha avuto inizio la storia di Jil Sander. «Il contrasto tra la chiarezza tagliente delle immagini e lo spirito spensierato dei ritratti cattura l’essenza del progetto, che fa dialogare le radici californiane di Oliver Peoples con l’eredità europea e l’estetica modernista di Jil Sander - prosegue la nota - Le montature in titanio, Edition 1, Edition 2 ed Edition 5, presentano cerchi spigolosi più spessi nella parte superiore e più sottili in quella inferiore. Il dettaglio sagomato in titanio crea una superficie piatta che ospita i loghi incisi. L’asta si chiude in un terminale arrotondato a goccia, dettaglio distintivo pensato anche per il comfort. A loro volta le montature in acetato, Edition 3, Edition 4 ed Edition 6, sono scultoree e voluminose, con aste ergonomiche, cerniere create ad hoc e placchette logo incassate a mano».La palette cromatica propone nuance sviluppate appositamente per la collaborazione, come Dark Green, Soft Pink e Butterscotch, accanto a Black, Brown e Tortoise. In tutti i modelli le combinazioni di montature e lenti giocano tra ton-sur-ton d’impatto e contrasti discreti. Il packaging pieghevole, che richiama la gestualità di una borsa Jil Sander, aggiunge un ulteriore tocco caratterizzante. La collezione è distribuita in esclusiva a livello globale dal 10 marzo in una selezione di centri ottici e di boutique, nei monomarca e sui siti dei due brand.A cura della redazione

Mar 13, 20263 min

S1 Ep 682Sel Optical: l’Academy riparte da Roma

Lunedì 16 marzo è in programma il primo appuntamento dell’aggiornamento itinerante dell’azienda oftalmica dedicato agli ottici partner, al quale seguiranno due incontri a Monza e RiccioneRipartono le Academy formative di Sel Optical. «Già dallo scorso anno abbiamo avviato sul territorio un tour itinerante di approfondimento tecnico focalizzato sulla gamma delle lenti occupazionali, dalle office alle lenti ad assistenza accomodativa, fino alle nuove generazioni di progressive sviluppate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che possono soddisfare le moderne esigenze di visione», precisa un comunicato dell’azienda di Codigoro, in provincia di Ferrara.L’edizione 2026 del format sarà inoltre l’occasione per approfondire le caratteristiche delle nuove lenti Asahi-Lite presentate all’ultimo Mido e da inizio anno distribuite in esclusiva per il mercato italiano da Sel Optical.Gli incontri sono tenuti da Paolo Marchesi, consulente aziendale per la formazione, il marketing e il product management, che approfondirà le tecnologie e le motivazioni di proposta dei numerosi prodotti presenti nel catalogo della società ferrarese.Tre le date già definite: dopo il 16 marzo a Roma per i clienti del Lazio sono in programma due ulteriori tappe, il 23 marzo a Monza (nelle foto, le locandine) per i partner della Lombardia e il 20 aprile a Riccione per quelli dell’Emilia Romagna e della zona adriatica.A cura della redazione

Mar 13, 20261 min

S1 Ep 681Shamir In School: la formazione parte da Padova

Da diversi anni l’azienda oftalmica investe nell’aggiornamento, avvalendosi di docenti e professionisti qualificati: l’obiettivo è offrire agli ottici partner contenuti di valore che arricchiscano sia la sfera professionale sia quella personaleTorna il progetto Shamir In School (nella foto, un momento dell'edizione 2025), che nel corso del 2026 si svilupperà con tre filoni tematici: innovazione, colore&stile e tecnica. Il primo ciclo di corsi dedicato all’innovazione partirà il 16 marzo a Padova e tratterà il tema dell’AI con “Intelligenza Artificiale: trend, scenario e applicazioni pratiche all’interno del punto vendita”. Per questo modulo seguiranno altre tre date a Caserta il 13 aprile, a Milano l’8 giugno e a Bologna il 10 settembre. «L’obiettivo è fornire al professionista della visione e ai suoi collaboratori, che desiderano migliorare le proprie skill personali, strumenti nuovi da utilizzare attraverso un supporto innovativo ed efficace», spiega una nota dell’azienda. Il ciclo formativo dedicato all’argomento colore&stile prevede due appuntamenti, uno già fissato a Reggio Emilia il 24 maggio, l’altro in via di definizione e previsto per l’autunno, con l’obiettivo di supportare l’ottico nella proposta di lenti colorate. «Il corso gli consentirà di interpretare il cliente in base alle tonalità che indossa e allo stile che lo caratterizza», sottolinea la nota. Infine, il programma di Shamir In School prevede il ciclo di corsi sulla tecnica in quattro città diverse, da definire, in modo da coprire l’intera penisola, con la collaborazione di Luca Giannelli, direttore della Scuola di Clinica Neuro Visuo Posturale e formatore con il quale Shamir vanta una partnership consolidata. Questi incontri tratteranno temi riguardanti il percorso di adattamento delle progressive e la lente accomodativa per il benessere visivo di oggi. L’edizione 2025 del progetto formativo con Luca Giannelli si è conclusa all’inizio di questo mese e ha toccato cinque tappe, Padova, Milano, Caserta, Bari e Roma, coinvolgendo 400 ottici. Attraverso tale esperienza l’azienda ha offerto a tutti i propri clienti la possibilità di partecipare a “Ottica Pratica: le soluzioni che fanno la differenza”. «Il focus era individuare le diverse tecniche di centratura, ponendo specifica attenzione su quali procedure aiutano a centrare correttamente - precisa il comunicato - Un altro importante argomento è stato capire come bilanciare professionalità e personalizzazione nell’ambito delle lenti progressive, concludendo con alcuni esercizi pratici mirati per un migliore adattamento di questa soluzione visiva». A cura della redazione

Mar 12, 20262 min

S1 Ep 680Parigi: l’eyewear “accompagna” collezioni sartoriali e senza eccessi

Sulle passerelle della fashion week parigina conclusasi il 10 marzo, gli occhiali, con design che vanno dal classico allo sportivo, sono stati una presenza importante, per accessoriare outfit coordinati o in contrasto stilistico che guardano agli anni 20 e 30 del secolo scorsoDopo New York e Milano sono terminate le sfilate di Parigi per l'autunno inverno 2026-2027. Si è parlato di una moda che non vuole osare e sceglie proposte “rassicuranti”. In realtà c’è una continuità con la tendenza, emersa da qualche stagione, verso capi dai tagli sempre più sartoriali, senza eccessi di dettagli, se non con una funzionalità, per durare più di una stagione. In linea con una visione più attenta all’ambiente. Di fatto, nonostante i vari cambiamenti di direttori creativi, si è molto guardato alle collezioni del passato, soprattutto degli anni Venti e Trenta del secolo scorso.L’eyewear è stata una presenza importante su molte passerelle. A cominciare da Tom Ford, disegnata da Haider Ackermann, che ha sfilato anche con l’uomo. Presenti pressoché in tutte le uscite, esclusi i lunghi da sera e gli smoking spezzati di lui. Geometrici, per la maggior parte in acetato nero, colore prevalente della collezione, ma anche tartarugati con lenti colorate, o metallici tenuti in mano dalle modelle. Stile motociclista gli occhiali da Stella McCartney per accessoriare i cappotti e le giacche dalle spalle importanti: un ritorno agli anni 80 seguito da molti. Sottile e anche a fascia l’eyewear dal nuovo Balenciaga, di Pier Paolo Piccioli, e scuro in accordo con il fumé, filo conduttore. Fumé anche negli occhiali piuttosto spessi di Balmain. Sono ampie, tonde e metalliche le montature nella collezione folk-chic di Chloé. Stupisce Lanvin che manda in passerella modelli a maschera sportiva, con abiti d’ispirazione ritorno agli anni Venti. Svariati gli stili e gli spunti da Celine, che passa dal tailleur piuttosto classico alla giacca animalier. Rosso uno dei colori dominanti, presente anche negli occhiali (nelle foto, da sinistra, in alto e in senso orario: Chloé, Balmain, Lanvin e Balenciaga).Luisa Espanet

Mar 12, 20262 min

S1 Ep 679L’ottica nel 2026? Avvio difficile con imprevisto in curva

Se il mercato fosse un Gran Premio di Formula 1, gennaio rappresenterebbe una falsa partenza con penalizzazione. Febbraio ha visto qualche ripresa nel rettilineo, ma in chicane è apparso un ostacolo fuori programma: la guerra nello scenario mediorientaleA volte una falsa partenza serve. Costringe a guardare quello che si è dato per scontato: le cose non sistemate nel 2025 con la speranza che si raddrizzassero da sole. I dati 2025 dell’ottica in Italia, presentati in anteprima al Forum Presbiopia di Bologna, avevano già parlato chiaro: maggiore pressione di volume dalle catene a scapito dei margini, difficoltà crescente degli indipendenti a tenere il valore sul monofocale, mercato piatto nonostante gli incentivi delle aziende. Segnali che chiedevano un cambio di passo, non un giro di attesa.Ora si aggiunge l’ennesima variabile geopolitica. Il conflitto nell’area mediorientale potrebbe intaccare uno dei flussi più preziosi per l'ottica delle città d'arte e dello shopping: il turista dei paesi arabi. Secondo i dati riportati da Corriere Economia, l'Italia nel 2025 ha registrato quasi un milione di arrivi dal Medio Oriente, con una crescita del 21% rispetto all'anno precedente. Un bonus importante, soprattutto per i centri ottici posizionati sui circuiti dello shopping di lusso. Il 2026 sarà altrettanto generoso? È lecito dubitarne.Viviamo in un mercato composto da vasi comunicanti. I costi della guerra si trasferiscono sui flussi turistici, sul potere d'acquisto delle famiglie italiane, sulle scelte di spesa. È arrivato il momento di introdurre quella strategia di antifragilità che dovrebbe essere nel dna dell'ottica italiana, la stessa che ad esempio l’ha portata fuori dalla crisi della prima guerra del Golfo all’inizio degli anni 90. Dobbiamo ricordarci da dove siamo arrivati per riprogettare il futuro: lavoriamo sui perché dell’ottica e forse riconquisteremo un pubblico più ampio. L'intelligenza artificiale, per un po’, lasciamola stare.Nicola Di Lernia

Mar 12, 20262 min

S1 Ep 678Ottica Visionaria: rigore professionale e tocco d’artista nel negozio ideato da Square

Il 22 febbraio scorso è stato inaugurato il nuovo punto vendita di Michela Salerno e Matteo Castellani a Varedo, in provincia di Monza e Brianza: un ambiente ibrido, progettato dall’artista, che coniuga due anime di un’unica visione e in cui saranno ospitati anche eventi formativi e mostreNon semplicemente un negozio di ottica, ma un concept store che combina studio professionale, calore familiare ed esperienze multisensoriali: così i due soci definiscono in una nota il nuovo punto vendita (nelle foto, gli interni) avviato a fine febbraio a Varedo, località di circa 14 mila abitanti, una quindicina di chilometri a nord di Milano.L’idea di intraprendere questa avventura insieme, spiega a b2eyes TODAY Michela Salerno, è nata dalla grande passione di entrambi per la professione e dalla voglia di mettere le proprie competenze al servizio delle persone, che hanno riconosciuto l’una nell’altro incontrandosi molto spesso ai corsi di formazione.Del resto Salerno e Matteo Castellani (nelle foto, in basso a sinistra) sono professionisti riconosciuti e stimati, nel settore e sul territorio. Lei è ex-presidente di Federottica Milano Acofis, carica ricoperta per due mandati, ottica e optometrista con un esercizio commerciale di famiglia avviato negli anni 90 nella vicina Limbiate, oltre che laureata in Ortottica, che esercita in strutture oculistiche milanesi, alternando queste attività al lavoro in negozio e all’impegno associativo nella territoriale lombarda. Lui è ottico e optometrista, titolare da 16 anni di un punto vendita a Peschiera Borromeo, hinterland sud est di Milano, con una spiccata attitudine alla tutela della visione dei più piccoli, che lo vede costantemente impegnato nell'aggiornamento.Se all’inizio il progetto cui avevano pensato era imperniato essenzialmente sulla parte optometrica e prevedeva di aprire soltanto uno studio con sala d’attesa, le cose hanno poi preso una piega ben diversa. Individuata una location di ampia metratura, infatti, i due soci hanno intuito come fosse adatta a ospitare anche lo showroom e ricca di potenzialità da sfruttare. Con l’obiettivo di realizzare qualcosa di originale, hanno così deciso di rivolgersi a un artista eclettico come Square, autore di Visionaries, conosciuto da entrambi in occasioni differenti. «L’idea si è evoluta rapidamente in un ambiente ibrido, accogliente e dinamico, che ospiterà anche incontri formativi e mostre d'arte», specifica il comunicato, sottolineando come, oltre all'ispirazione che dà il nome alla loro attività, i due professionisti abbiano chiesto all’artista di creare per loro un punto vendita particolare, nuovo e, appunto, visionario.«Square è stato disponibile da subito in questo, si è occupato di disegnare gli spazi del negozio come ambienti immaginari, luoghi e tempi lontani dal qui e ora - commentano nella nota Castellani e Salerno - Al termine dei lavori ci ha inoltre donato una sua opera esclusiva, il ritratto del visionario Leonardo da Vinci, scienziato e artista che tanto si è occupato del “vedere con gli occhi e vedere con la mente”. La stampa autografa in versione colorata dell'originale è ora esposta all'interno del nostro store: una ragione in più per invitare il pubblico a farci visita».

Mar 12, 20265 min

S1 Ep 677iZySolutions: al via partnership strategiche per digitalizzare gli ottici del Regno Unito

Il ramo d’azienda del gruppo francese Neox, con sede a Versailles, volto a fornire soluzioni dedicate al settore, ha annunciato nuove integrazioni tra software gestionali e cataloghi dei fornitori che promettono di semplificare ordini, ridurre errori e migliorare l’efficienza nelle attività dei professionisti della visione e dei produttori nel mercato britannicoIl mercato britannico rappresenta una priorità strategica per iZySolutions, realtà facente capo a Neox, che ha debuttato all’ultimo Mido, ed è presente a livello internazionale in 40 paesi attraverso 20 mila punti vendita che ne utilizzano i servizi. iZySolutions, dopo i primi progetti già avviati con successo in Francia e in altri paesi europei, ha dato vita a nuove partnership strategiche con Ocuco ed Evex/Optix, entrambi software gestionali di matrice anglosassone, e NeoX-IT, software di proprietà di Neox, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del settore dell’ottica nel Regno Unito. «L’attività punta a semplificare l’accesso ai cataloghi dei fornitori e a rendere più fluido il trasferimento degli ordini dai software utilizzati nei punti vendita direttamente ai produttori e ai distributori», spiega una nota della società francese.La prima fase del progetto prevede l’integrazione dei listini all’interno dei software gestionali utilizzati in negozio sviluppati da Ocuco, Evex/Optix e NeoX-IT. «In questo modo gli ottici potranno consultare collezioni, informazioni tecniche e prezzi direttamente dal proprio gestionale, senza uscire dalla piattaforma abituale e inviare ordini strutturati ai fornitori con pochi clic», sottolinea il comunicato.Per i professionisti del settore, il sistema promette diversi vantaggi operativi. «La trasmissione diretta dei dati riduce l’inserimento manuale delle informazioni e la possibilità di errori o incongruenze tra le diverse piattaforme - prosegue la nota - Inoltre, gli aggiornamenti dei cataloghi avvengono in tempo reale, limitando il rischio di ordinare prodotti non più disponibili o con informazioni non aggiornate. L’automazione dei processi di ordine e fatturazione consente anche di risparmiare tempo nelle attività amministrative, migliorando l’efficienza in negozio e il servizio al cliente».Anche i fornitori possono beneficiare della nuova infrastruttura digitale. «Produttori e distributori ottengono infatti maggiore visibilità delle proprie collezioni e una gestione degli ordini più strutturata, con flussi più tracciabili e una maggiore capacità di risposta alle richieste del mercato», dice ancora il comunicato.Alla base dell’iniziativa c’è iZyCoreConnect, la piattaforma progettata da iZySolutions per collegare ambienti informatici differenti senza modificare l’esperienza d’uso degli operatori. «La soluzione integra regole di instradamento, controlli automatici e formati multicanale compatibili con i principali sistemi informativi del settore, garantendo flussi affidabili e utilizzabili da tutti gli attori della filiera», conclude la nota.L’iniziativa è stata presentata durante 100% Optical, che si è tenuta a Londra a inizio marzo, con interventi congiunti a Ocuco da parte del management delle due realtà (nella foto) e la partecipazione attiva di diversi fornitori locali.A cura della redazione

Mar 11, 20263 min

S1 Ep 676Zeiss: una nuova funzione per presidiare il Customer Success

La società oftalmica l’ha introdotta con l’obiettivo di perseguire la strategia aziendale volta a creare un valore sostenibile per i centri ottici partner: è guidata da Annalisa Marino, che nella sua nuova veste di Head of Customer Success si occuperà di gestire in prima persona tutte le attività relative al Partnership Development e, al tempo stesso, di coordinare le aree di Trade Marketing, Product Management e Professional EducationA fronte di un mercato e di un consumatore in continua evoluzione, la riorganizzazione prende le mosse dalla volontà di Zeiss Vision Care Italia di dare concretezza alla propria strategia di porre i professionisti partner sempre più al centro, supportandoli al meglio nel raggiungere insieme il successo. Per realizzare tale visione, l’azienda oftalmica ha dunque ridefinito, valorizzandone l’importanza, la propria struttura interna «partendo da una profonda analisi delle aspirazioni, delle esigenze e gli obiettivi dei centri ottici clienti, con i quali andiamo a costruire il miglior mix di prodotti, soluzioni e servizi distintivi che non solo rispondano alle loro necessità attuali, ma che anticipino anche le richieste del mercato e sfruttino sul nascere eventuali opportunità future», spiega a b2eyes TODAY Annalisa Marino (nella foto). «La neonata funzione di Customer Success, concepita come un approccio strategico e proattivo volto a garantire che i clienti ottengano il massimo valore dai prodotti o servizi acquistati, promuovendo relazioni a lungo termine, rappresenta una novità per il nostro comparto. I prossimi mesi e i prossimi anni si prospettano ricchi di sfide che richiedono al nostro settore un approccio innovativo e altamente concreto - conclude la manager - Siamo fermamente convinti che, attraverso il lavoro di squadra, sia possibile individuare soluzioni efficaci e trasformarle in nuove opportunità di business». Nicoletta Tobia

Mar 11, 20262 min

S1 Ep 675Castelbrando: nasce il premio Top Optician Italia 2026

Il 24 maggio, nella suggestiva location a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso debutterà il nuovo riconoscimento, promosso da Aio, organizzato da Eidos Communication e dedicato alle eccellenze del retail ottico nel nostro paese: la premiazione precede la quattordicesima edizione di Filiera Produzione Occhiali, il tradizionale appuntamento in programma il giorno successivo, che mette al centro il confronto tra imprenditori, manager e professionisti del compartoNella cornice di Castelbrando nasce ufficialmente Top Optician Italia 2026, nell’ambito di Filiera Produzione Occhiali. Il progetto ha un obiettivo chiaro: premiare i professionisti e le realtà che quotidianamente si distinguono sul territorio nazionale per qualità, innovazione e imprenditorialità. «Top Optician Italia 2026 non è un semplice premio, ma un'iniziativa corale che mette al centro il settore stesso - si legge in un comunicato degli organizzatori dell’evento - I protagonisti, infatti, verranno individuati attraverso un ampio sondaggio che chiamerà in causa i partner privilegiati del mercato, le aziende fornitrici e i centri di formazione italiani: a queste realtà spetterà il compito di esprimere le proprie preferenze per identificare i migliori centri ottici del nostro paese». Il voto si baserà su due criteri fondamentali: professionalità, ossia la competenza tecnica, l'aggiornamento continuo e la qualità del servizio offerto al pubblico; imprenditorialità, quindi la visione strategica, la capacità di innovazione e l'efficace gestione del business in un mercato dinamico.Il percorso di selezione culminerà il 24 maggio con l’assegnazione dell’award. «Non si tratterà unicamente di una cerimonia di premiazione, ma di un momento fondamentale di incontro, confronto e networking tra i migliori centri ottici e l'industria - conclude la nota - L'evento farà inoltre da importante prologo alla giornata di Filiera Produzione Occhiali del 25 maggio, il tradizionale appuntamento per condividere competenze e promuovere una visione comune sul futuro dell'ottica italiana». A cura della redazione

Mar 11, 20262 min

S1 Ep 674Roberto Cavalli, con Serpentine celebra uno dei suoi simboli più iconici

Tra le novità per la primavera estate 2026 il brand presenta una collezione eyewear che rende omaggio al dettaglio emblematico della griffe, ispirato alla fragranza lanciata lo scorso annoIl serpente della nuova linea eyewear di Roberto Cavalli, in licenza a De Rigo Vision, diventa protagonista assoluto, trasformandosi in un segno distintivo che definisce forme e dettagli: nei tre modelli della capsule, tutti caratterizzati dal serpente che percorre le aste, elemento iconico e firma stilistica della collezione.«SRC183 è il vero statement piece: il frontale squadrato e deciso è impreziosito dalle aste sottili, sulle quali il serpente dorato si avvolge, evocando il design della fragranza - si legge in un comunicato di Roberto Cavalli - A completarne l’esclusività, un packaging ricercato: un astuccio in similpelle nera, decorato internamente con il motivo del serpente, che può essere utilizzato come pochette grazie alla tracolla». L’occhiale SRC184 reinterpreta la silhouette cat-eye con una sfaccettatura superiore che dona profondità e tridimensionalità al frontale, mentre SRC185 si distingue per proporzioni più audaci, con un frontale rettangolare compatto e bordature marcate. Entrambi condividono la stessa asta, impreziosita dalla testa dorata del serpente.

Mar 10, 20261 min

S1 Ep 673New York: oltre 100 buyer per la prima edizione di Italian Eyewear Exhibition

Le 16 aziende espositrici di Reflections li hanno incontrati il 4 marzo grazie all’iniziativa organizzata da Ice Agenzia in collaborazione con AnfaoOttimo riscontro secondo i promotori per la prima edizione di Italian Eyewear Exhibition-Iee New York: Reflections, questo il nome dell’edizione statunitense, ha presentato in anteprima le collezioni di 16 realtà dell’occhialeria made in Italy, in occasione della New York Eyewear Design Week. Trecento in totale i visitatori tra buyer, provenienti da tutti gli Stati Uniti, influencer, giornalisti e professionisti del settore.Presso lo Iac Building, Reflections si è articolato in due momenti: una prima parte dedicata esclusivamente agli incontri business, seguita da un ricevimento serale con performance artistiche e interventi istituzionali che hanno celebrato il legame tra l’eccellenza italiana e New York. All’evento hanno preso parte, oltre alla presidente di Anfao, Lorraine Berton, il presidente di Ice, Matteo Zoppas, il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, e la direttrice dell’Ufficio Ice di New York, Erica Di Giovancarlo.«Portare l’eccellenza dell’occhialeria italiana nel cuore di Manhattan a un gruppo autorevole di operatori del settore significa non solo promuovere un prodotto ma raccontare la nostra storia, il nostro saper fare e la nostra capacità di innovare - ha dichiarato Zoppas durante la serata - Cosa che ci permette di essere più interessanti nonostante tutte le difficoltà, non ultima quella dei dazi e del cambio euro-dollaro. In un mercato globale sempre più competitivo, la presenza dei nostri brand qui oggi rafforza le relazioni con partner chiave, valorizza il talento dei nostri artigiani e sottolinea l’importanza della cultura del design italiano come strumento di diplomazia economica».«Il nostro settore affonda le radici nella storia, ma guarda al futuro con una capacità di adattamento straordinaria. L’occhialeria italiana vince perché è un’emozione che si indossa. Portare l'eccellenza dell'intera filiera nel cuore di Manhattan significa riaffermare che l'originalità e la maestria artigianale sono i pilastri su cui poggia la nostra leadership globale», ha affermato Berton.«L'interesse dimostrato da parte degli oltre 100 buyer, la qualità del business generato e il trasporto con il quale gli ospiti hanno partecipato alla serata ci confermano che siamo nella direzione giusta - ha detto Davide Degl’Incerti Tocci, vicepresidente di Anfao con delega all’internazionalizzazione - Il nostro auspicio è crescere ancora sia come numero di espositori sia come presenze».Di Giovancarlo ha evidenziato come la presenza a New York di aziende italiane dell’occhialeria rappresenti un presidio strategico per il made in Italy e un segnale di continuità nelle relazioni con il mercato statunitense. Pastorelli ha sottolineato invece il valore dell’eyewear come espressione della diplomazia economica italiana, «capace di unire arte, design e industria e di confermare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento culturale e produttivo per il mercato statunitense», ha commentato il Console Generale d’Italia a New York.

Mar 10, 20263 min

S1 Ep 672Acofis: tutelare il centro ottico significa tutelare anche il made in Italy

Lo hanno sottolineato i vertici della territoriale milanese di Federottica al convegno dell’8 marzo scorso presso l’ADI Museum nel capoluogo lombardo, alla luce degli interventi di esperti, istituzioni e aziende, incentrati su potenzialità e rischi della nuova frontiera degli occhiali evolutiCirca 130 partecipanti secondo gli organizzatori, la presenza di tre aziende oftalmiche, Essilor, Filab e Hoya, e numerosi interventi dal mondo accademico, professionale e politico: il convegno promosso da Federottica Milano Acofis per i suoi 80 anni di attività ha affrontato il tema dell’evoluzione dell’occhiale e del ruolo del centro ottico nella filiera della visione, tra innovazione tecnologica e tutela del made in Italy.All’incontro, che ha ricevuto il patrocinio di Confcommercio Professioni, la cui presidente Anna Rita Fioroni è intervenuta in collegamento da remoto, la moderatrice Luisa Redaelli ha letto un messaggio inviato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, «che ha sottolineato l’importanza della tutela del made in Italy lungo tutta la filiera dell’occhialeria, fino al terminale rappresentato dai centri ottici, ricordando i circa 21.500 ottici diplomati presenti nel nostro paese - dice a b2eyes TODAY Gabriella Pagani, presidente di Acofis - L’apertura dei lavori è stata affidata al past president Renzo Zannardi, che ha introdotto il tema della situazione attuale dell’occhiale da vista e delle prospettive legate agli smart glasses collegati all’intelligenza artificiale. A seguire, Alessandra Girardi di Vanni ha illustrato i numeri del fenomeno dell’ultra fast fashion, evidenziandone i rischi sia dal punto di vista ambientale sia in termini di perdita di valore per la produzione italiana, con un richiamo alla necessità di tutelare il made in Italy, di riflesso anche i negozi di ottica e, ancora di più, i cittadini in qualità di consumatori finali. Molto apprezzata è stata la relazione di Elio Borgonovi, professore emerito dell’Università Bocconi ed esperto delle tematiche legate alla salute, che ha offerto una riflessione sulle potenzialità del centro ottico sul territorio anche in relazione alle liste d’attesa del sistema sanitario. Attraverso un contributo video registrato l’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Romano La Russa, ha toccato alcune problematiche relative proprio al rapporto tra smart glasses e sicurezza».L’evento ha affrontato quindi le diverse sfaccettature degli occhiali evoluti, analizzandone opportunità e rischi. «L’ottico optometrista e psicologo Alberto Merlo ha portato una riflessione sul tema dell’attenzione visiva nell’era del sovraccarico informativo, soprattutto tra i più giovani, sviluppando un dialogo a distanza con Alberto Pellai, medico specializzato in prevenzione in età evolutiva intervenuto in diretta streaming, che ha richiamato l’attenzione in merito all’impatto del flusso continuo di informazioni sull’iperattività nei bambini e negli adolescenti, fenomeno che si affianca alla crescente diffusione della miopia - spiega ancora Pagani - I giovani trascorrono sempre più tempo in ambienti chiusi, ha ricordato Pellai, senza guardare all’orizzonte e, in senso metaforico, nemmeno al futuro, come se non fosse più necessario uscire per conoscere il mondo».

Mar 10, 20264 min

S1 Ep 671Lac: per il buon uso e contro il drop-out è fondamentale la collaborazione professionale

Lo ha evidenziato l’evento interdisciplinare dedicato alle lenti a contatto promosso dal Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi il 6 marzo scorso all’Università del Salento di Lecce, con un centinaio di partecipanti tra oftalmologi, ortottisti, ottici optometristi e studenti universitariL’incontro ha rappresentato un significativo momento di confronto tra classe medica, area ottico optometrica e industria su diversi aspetti della contattologia. «È stato ribadito che il portatore, dopo il placet dell’oculista, deve rivolgersi all’ottico per individuare la lente a contatto più adatta, così da trovare la soluzione con le corrette caratteristiche ottiche per quanto riguarda sia la cornea sia la superficie oculare - spiega a b2eyes TODAY Danilo Mazzacane, segretario di Goal -Ampio spazio è stato dedicato anche alle modalità di utilizzo corretto e sicuro delle lenti, con particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze infiammatorie, evitandone ad esempio l’uso durante la notte, mantenendo un’adeguata igiene e utilizzandole correttamente».Uno dei temi centrali del dibattito è stato, inoltre, come contrastare l’abbandono delle lenti a contatto da parte degli utenti finali. «Questa problematica ha coinvolto professionisti di diverse generazioni attraverso un confronto particolarmente vivace e dinamico, con un dialogo continuo tra relatori e platea - dice ancora Mazzacane - Anche la parte pratica dell’iniziativa è stata accolta con soddisfazione dai partecipanti. Nel corso dell’evento è stata inoltre richiamata l’attenzione su alcune criticità legate al nomenclatore tariffario, in particolare per quanto riguarda il rimborso delle lac terapeutiche nei casi di patologie riconosciute».L’obiettivo di questa tipologia di appuntamenti, il secondo dopo quello di un anno fa a Padova, è migliorare la formazione e le competenze professionali delle due categorie, «perché possano lavorare insieme per individuare la soluzione più adatta per il portatore: la presenza di oculisti di alto profilo del territorio, ospedalieri e universitari, ha quindi contribuito a rafforzare il valore scientifico dell’evento del 6 marzo - sottolinea Mazzacane - L’intenzione di Goal è proseguire su questo percorso insieme al mondo della contattologia, continuando a contare sul supporto delle aziende del settore».L’evento di Lecce, realizzato in collaborazione con l’Università del Salento e, per la parte organizzativa, con Fabiano Editore, «ha trovato un’ottima accoglienza presso l’ateneo pugliese, che ospita un corso di laurea in Ottica e Optometria caratterizzato da un forte fermento didattico, nonché da strutture e laboratori all’avanguardia», conclude il segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi.

Mar 10, 20262 min

S1 Ep 670Ottici-oculisti: bisogna passare dalle parole ai fatti

È l’auspicio emerso dalla tavola rotonda interdisciplinare svoltasi l’8 marzo a Bologna, all’interno della ventisettesima edizione del Congresso ZaccagniniÈ il momento di passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda il dialogo che ormai da qualche anno va avanti tra classe medica e area ottico optometrica: così Teresio Avitabile, presidente di Siso, ha fotografato l’attuale situazione all’interno dell’evento bolognese, che si è concluso il 9 marzo. «Risulta sempre più necessaria un’associazione unica e forte di oculisti, che possa coordinare anche le altre realtà che ruotano intorno al mondo oftalmologico, dall’industria, di strumentazione, farmaci, lenti intraoculari, oftalmiche o a contatto, agli ortottisti e agli ottici optometristi», ha detto il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, intervenuto alla tavola rotonda (nella foto) insieme a Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, Andrea Afragoli, numero uno di Federottica, Gabriele Civiero, alla guida di Sopti, Mauro Frisani e Silvio Maffioletti, esponenti dell’area ottico optometrica, Luigi Fontana e Danilo Mazzacane, in ulteriore rappresentanza di quella medica.Rispondendo a una riflessione di Anto Rossetti, responsabile del Comitato Scientifico dello Zaccagnini e moderatore della tavola rotonda, sulle ampie competenze introdotte dal decreto interministeriale del 2018 per il corso di ottica, Afragoli ha ricordato che occorre arrivare a superare la contraddittorietà tra tali competenze e quella che è «la realtà di tutti i giorni e delle leggi che regolamentano la professione, oggi ancora frammentata tra la giurisprudenza e un Regio Decreto, quello del 1928, che tra poco compie un secolo», ha detto il presidente di Federottica, auspicando che la questione venga risolta tra i soggetti della filiera, senza attendere la politica. «E in un secolo non è cambiato soltanto il mondo, è cambiato l’universo», ha aggiunto Avitabile.Quello che tuttavia sta rapidamente mutando in Italia è soprattutto il mercato. I dati Gfk-Anfao, già presentati all’ultimo Forum Presbiopia e ora aggiornati a gennaio-ottobre 2025, confermano la tendenza a una forbice sempre più evidente tra canale ottico indipendente, che regge a valore ma fatica sui volumi, progressive comprese, e le catene, che attirano sempre più consumatori ma senza elevare il valore medio del prodotto, come ha ricordato Barberis. E questo si colloca in un contesto in cui, secondo i dati Istat presentati da Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto Zaccagnini, quasi un quarto degli italiani rinuncia a curarsi e il 27% non ha mai fatto una visita oculistica, mentre all’interno della spesa sanitaria degli italiani cresce l’incidenza sia di controlli e visite realizzate attraverso assicurazioni private sia dell’attività di enti senza scopo di lucro a tutela dei più fragili. «Alla luce di tale scenario bisogna passare dall’ottica di prodotto a quella di servizio, puntando soprattutto sul multiequipaggiamento e sul miglioramento del tasso di rotazione dell’occhiale da vista», ha sottolineato Righetti.

Mar 9, 20264 min

S1 Ep 668Transitions debutta con uno spot audio live su Spotify

On air per tutto marzo, la nuova campagna nazionale ad alta visibilità è presente anche in alcuni dei programmi più seguiti della televisione italiana, da Forum a Le Iene, da TG5 a Studio Aperto, fino a Cortesie per gli ospiti, 4 Hotel, 4 Ristoranti e TG La7, e si amplia con la sponsorship di Mare Fuori per dialogare con la Generazione ZPartita il 1° marzo, “Libero di muoverti in ogni luce” (nella foto) racconta il brand e «per la prima volta mostra in modo diretto cosa significhi indossare Transitions nella vita quotidiana, raccontando il contrasto tra la leggerezza di chi vive ogni passaggio di luce con naturalezza e le difficoltà di chi, invece, è costretto ad adattarsi a continui cambiamenti - si legge in un comunicato del marchio - La campagna accende i riflettori sulle due leve di Transitions, Gen S e la novità Transitions Color Touch, recentemente lanciato con un mini tour dedicato agli ottici, partito da Roma». La pianificazione media nazionale prevede oltre 82 milioni di video impression, più di 52 milioni di video reach e 16 milioni di contatti unici in tv e coinvolge i principali player del mercato, tra cui le concessionarie Publitalia '80 e Cairo Communication, e le piattaforme RaiPlay, Warner Bros. Discovery, Sky Italia e Prime Video. «Per conquistare un pubblico ancora più giovane e amplificare l’impatto culturale della campagna, Transitions è protagonista di una sponsorship della sesta stagione di Mare Fuori, il titolo on demand più visto secondo Auditel nel periodo di riferimento e vero fenomeno generazionale con oltre 93 milioni di legitimate stream (misura il volume di stream erogati e visti di un contenuto, ndr) nella stagione precedente», spiega la nota. Sempre in ottica di innovazione e presidio dei touch point più contemporanei, per la prima volta Transitions è live con uno spot audio su Spotify, affiancato da video spot sulla piattaforma. «Un debutto significativo che testimonia la volontà del brand di parlare il linguaggio delle nuove generazioni, integrando formati immersivi e ad alto engagement», dice ancora il comunicato. «Questi investimenti media si inseriscono in una strategia di più ampio respiro, volta a presidiare contesti editoriali e piattaforme ad alta qualità e forte coinvolgimento, capaci di intercettare pubblici diversi per età, interessi e stili di vita, garantendo a Transitions una copertura ampia, profilata e coerente con il proprio posizionamento contemporaneo e trasversale», commenta nella nota Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxottica, che aggiunge come si sia voluto «fare un passo ulteriore verso un’immagine più contemporanea e distintiva, capace di parlare anche ai giovani di oggi senza perdere la nostra identità - afferma nel comunicato Gadaleta - La campagna esprime con forza il nostro obiettivo: offrire libertà di movimento e comfort visivo in ogni condizione di luce, accompagnando le persone nel loro quotidiano con uno stile autentico e personale». A completare il progetto, una forte amplificazione verso il mercato attraverso newsletter dedicate, uscite stampa cartacee e online, attività di engagement rivolte al trade ottico, per sostenere ulteriormente la relazione con i partner e massimizzare l’impatto della pianificazione.

Mar 9, 20263 min

S1 Ep 669Micro-Alps: il 30% dei laboratori non filtra l’acqua di lavorazione

Il dato è emerso dalla ricerca svolta da Certottica Group e dai partner del progetto, presentata a Mido 2026: è stato accompagnato dai risultati di un test attraverso cui i rifiuti dei materiali più utilizzati nella molatura delle lenti sono stati riciclati e recuperati con un processo di filtraggio, essiccazione e polverizzazione per contribuire a produrre un filamento che ora verrà sperimentato nella stampa 3D di oggetti legati al mondo dell’otticaIn occasione dell’ultimo Mido, Certottica Group e i partner del progetto Micro-Alps hanno condiviso i primi risultati dello studio volto a ridurre l’impatto delle microplastiche industriali nei corpi idrici alpini. «Il focus dell'incontro si è spostato dalla teoria all'evidenza scientifica, analizzando due fronti paralleli: la fotografia di cosa sono le microplastiche e del loro impatto su ambiente e salute e le proposte dei partner per il loro riutilizzo nella stampa 3D - si legge in un comunicato congiunto - Il progetto ha condotto un’indagine approfondita tra negozi di ottica e siti produttivi della regione alpina orientale per comprendere la reale gestione dei residui derivanti dalla molatura delle lenti. I dati emersi confermano una forte frammentazione a valle del processo produttivo della generazione di microplastiche (nelle foto): il 70% degli ottici e dei laboratori intervistati esegue internamente attività di molatura delle lenti per adattarle alle montature e, di questi, il 94% utilizza acqua per il procedimento. Il dato più allarmante, tuttavia, riguarda la consapevolezza ambientale: circa il 30% non filtra questa acqua di lavorazione, immettendo potenzialmente microplastiche nel ciclo idrico senza alcun trattamento».Per quanto riguarda invece i rifiuti solidi generati dal processo di lavorazione, «sebbene il 75% dei rispondenti li smaltisca correttamente, come previsto dalla normativa, la loro corsa finisce in discarica o in un inceneritore, essendo un mix di polimeri diversi, difficilmente riciclabili - prosegue la nota - Queste evidenze sottolineano come la tecnologia debba essere affiancata da un'intensa attività di sensibilizzazione».Sul fronte delle soluzioni, Micro-Alps ha raggiunto un traguardo tecnico rilevante. «Riproducendo in laboratorio la molatura di un ottico, i ricercatori hanno isolato e trattato i residui di lavorazione dei materiali più diffusi - spiega ancora il comunicato - Attraverso un processo di filtraggio, essiccazione e polverizzazione, il rifiuto è stato trasformato in “filler” per la creazione di nuovi filamenti. I primi test hanno dato un riscontro positivo: mescolando percentuali variabili di scarto (dall'1% al 10%) con polimeri vergini, è stato possibile produrre un filamento che ora verrà sperimentato nella stampa 3D di oggetti legati al mondo dell’ottica dall’Admire Research Center presso l’Università della Carinzia, per giungere potenzialmente alla chiusura del cerchio dell'economia circolare».Questo primo traguardo positivo è stato ottenuto in un ambiente sperimentale, «lavorando su un singolo polimero separato alla fonte, mentre la sfida per il futuro che vedrà impegnata la rete di partner italo-austriaci riguarda la trasferibilità di questo processo nella realtà quotidiana dei centri ottici, dove gli scarti sono spesso un mix complesso di polimeri diversi e vetro», dice ancora la nota.

Mar 9, 20264 min

S1 Ep 667Ma l’AI è davvero intelligente?

È uno degli interrogativi emersi dall’evento organizzato l’8 marzo dalla territoriale di Federottica Milano Acofis presso l’ADI Museum nel capoluogo lombardo. Un incontro che ha messo in evidenza alcune domande, offerto qualche risposta, suggerito altrettante riflessioniLa scorsa domenica, 8 marzo, le sale dell’ADI, lo spazio di riferimento per Milano dedicato al design, hanno ospitato il convegno che festeggiava gli 80 anni di Acofis (nelle foto). Un pomeriggio di relazioni con lo sguardo orientato all’occhiale del futuro nelle sale che il futuro lo ospita e lo costruisce: una brillante intuizione della segreteria organizzativa.La decina di interventi, scelti e armonizzati con cura, hanno provato, da angolazioni diverse, a disegnare lo scenario, prossimo e venturo, del centro ottico e dell’occhiale: l’intelligenza artificiale era, come ovvio in questo nostro tempo, l’essenza e l’anima delle varie riflessioni. Centrale è stato il contributo di Stefano Bertani, segretario generale di Federottica ed esperto di tecnologie elettroniche, che ha argomentato i rischi e le opportunità, i vantaggi e i pericoli dei prossimi dispositivi indossabili equipaggiati da e con l’AI, chiedendosi: ma l’AI è davvero intelligente?Un'esposizione successiva ha spiegato che in realtà gli LLM, Large Language Models, non capiscono ciò che dicono e scrivono, ma presentano le parole in forma di sequenza, sulla base di correlazioni osservate in enormi corpus testuali: è quindi soprattutto un’operazione statistica. L’apparenza di intelligenza nasce dalla nostra propensione a riconoscere significato e intenzionalità in ciò che ha forma linguistica: una ChatGPT, che sta per Generative Pretrained Transformer, è un sistema progettato per generare testi coerenti e, in quanto tale, non necessariamente sempre logici o veritieri.Dietro la retorica della narrazione, sempre più ansiogena e sempre meno fondata, si nasconde la paura reale che, un giorno, ci si accorga di aver confuso una tecnologia linguistica con una rivoluzione cognitiva, e potrebbe essere tardi. Potrà succedere però che uno studente, indossando occhiali predisposti, nel vuoto di fronte a sé come un ologramma galleggiante, veda e legga le risposte alle domante del docente, che scorrono, scrollano, senza che il professore se ne accorga. Da canuto insegnante mi chiedo: ma quale sarà il ruolo che potrà giocare la scuola in questo prossimo e certo futuro? Le mie certezze ormai in disarmo che i politici possano essere sensibili a questo scenario non mi aiutano a trovare la risposta.Sergio Cappa

Mar 9, 20262 min

S1 Ep 666Perugia, tre corsi su gestione dell’ametropia, lenti protesiche e interazione visuo-posturale

Prosegue all’Università umbra il percorso di aggiornamento accademico per ottici optometristi, oculisti, ortottisti e studenti universitari. L’iniziativa, giunta al quarto anno, ha l’obiettivo di consolidare le competenze teoriche e pratiche dei partecipanti e di promuovere un approccio multidisciplinare alla gestione della salute visivaIl primo corso, “La gestione dell’ametropia: competenze specifiche delle figure professionali e moderne tecnologie oftalmiche”, si è svolto il 17 novembre scorso e si è concentrato sulla corretta compensazione dell’errore di refrazione, «tra le principali cause di deficit visivo a livello globale - si legge nel programma - Il 9 febbraio, invece, si è tenuto “Lenti protesiche morfo-funzionali e terapeutiche” (nelle foto, a sinistra, una fase dei lavori), che ha affrontato un ambito altamente specialistico, ma di crescente rilevanza nell’oftalmologia e nella pratica applicativa optometrica». Il 27 aprile è, infine, in calendario il terzo e ultimo corso di quest’anno accademico, “Interazione visuo-posturale: un approccio multidisciplinare”, che «nasce dall’esigenza di creare un linguaggio comune tra le diverse figure professionali che operano nell’ambito della valutazione e del trattamento dei disturbi posturali, con un focus specifico sull’interazione tra il sistema visivo e il controllo posturale - precisa il programma - Si propone come uno spazio di integrazione e confronto tra i vari professionisti, osteopati, odontoiatri, fisioterapisti, oculisti, ottici optometristi e ortottisti, con l’obiettivo di costruire percorsi di valutazione e di intervento sempre più efficaci e personalizzati per il paziente».«Tutte le giornate si svolgono presso il Polo Scientifico Didattico di Pentima, in provincia di Terni, che fa capo all’Università degli Studi di Perugia - ricorda a b2eyes TODAY Stefano Lorè (nelle foto, a destra, durante il corso del 9 febbraio), docente al corso di laurea in Ottica e Optometria nel medesimo ateneo e tra i promotori del progetto - Anche le prime due del 2025-2026 hanno confermato un interesse trasversale in termini di pubblico, dagli studenti universitari a professionisti della visione laureati o diplomati, fino a esponenti della classe medica, con una media tra gli 80 e i 90 partecipanti a ciascuna di esse, a conferma dell’attenzione nei confronti dell’approccio multidisciplinare dell’iniziativa e del percorso di aggiornamento professionale e continuo in ambito accademico».A cura della redazione

Mar 6, 20262 min

S1 Ep 665Dai Day 2026: una convention che mette al centro le persone

La 29esima edizione dell’evento della società oftalmica, svoltasi il 22 febbraio a Molfetta, in provincia di Bari, si è confermata un momento di condivisione interna e di definizione della visione strategica aziendaleL’incontro (nella foto) ha riunito i circa ottanta collaboratori di Dai Optical per fare il punto sui risultati raggiunti nell’ultimo anno e sugli obiettivi e le prospettive per il 2026. Sono stati presentati e commentati i principali dati relativi all’attività, insieme agli investimenti effettuati in ambito prodotto, processo, comunicazione e formazione.«In questa occasione è stata anche illustrata una serie di dati e numeri sull’andamento dell’impresa, così da rendere partecipi tutti della vita aziendale, soprattutto chi non è a diretta conoscenza delle dinamiche economiche e dei progetti, come quanti lavorano in produzione, o coloro che sono più lontani dalla sede centrale, quali gli agenti sul territorio: si tratta quindi di un importante momento di incontro e di confronto», spiega a b2eyes TODAY Roberto De Gennaro, ceo di Dai Optical.Accanto alla dimensione informativa e strategica il Dai Day 2026 ha mantenuto il carattere fortemente orientato alle persone: al centro dell'evento sono stati infatti soprattutto il valore del lavoro di squadra, l’importanza della comunicazione interna e il contributo che ogni reparto offre quotidianamente alla crescita della società oftalmica. La convention è stata inoltre l’occasione per celebrare la storicità del team, con la premiazione dei collaboratori con oltre 15 e 25 anni di attività e con un saluto a un dipendente andato in pensione dopo 40 anni di lavoro, a testimoniare continuità, appartenenza e dedizione all’azienda.«Per 28 edizioni abbiamo organizzato la convention nella nostra sede di Molfetta, trascorrendo poi altrove e insieme il resto della giornata: quest’anno per la prima volta abbiamo invece scelto una location della città, con una formula più simile a uno show, grazie a un conduttore, un video e un backstage con interviste e fuorionda dei nostri collaboratori, che si sono divertiti perfino a imitare i vertici aziendali - racconta ancora De Gennaro - Durante l’evento sono stati presentati anche i nuovi colleghi, a conferma dello spirito di gruppo che caratterizza l’intero patrimonio umano di Dai Optical».A detta dell’azienda oftalmica, infatti, un messaggio in particolare è emerso dal 29esimo Dai Day: numeri e strategie restano fondamentali, ma sono le persone a fare davvero la differenza.A cura della redazione

Mar 6, 20262 min

S1 Ep 664Padova: spaccata dall’ottico, la Polizia ferma la banda e indaga su altri furti

La Squadra Mobile della città veneta ha sottoposto a fermo giudiziario quattro malviventi che, la mattina del 3 marzo, dopo aver sfondato la vetrina di Officine Ottiche Gianeletti sono scappati con oltre 600 occhiali per un valore di quasi 120 mila euro: l’epilogo a Bologna, dove sono stati bloccati mentre si accingevano a cambiare auto, consentendo alle forze dell’ordine di recuperare la merce rubata. Ma le indagini erano già in corso dopo la rapina avvenuta a dicembre da Ottica Max e si ipotizza un collegamento con precedenti colpi messi a segno ai danni di altri esercizi commerciali in Veneto, Emilia Romagna e ToscanaDopo 12 furti in circa 20 anni, senza che mai venissero rintracciati i colpevoli, Fabio Gianeletti dice di non essersi potuto trattenere dall’abbracciare il Questore di Padova, Marco Odorisio, quando, la mattina stessa del colpo, è venuto di persona a riferirgli che gli autori della spaccata nel suo centro ottico di via dei Martiri della Libertà (nelle foto) erano stati fermati: così racconta a b2eyes TODAY l’imprenditore veneto, titolare di otto punti vendita tra le province di Padova, Verona e Vicenza. «Quando ho ricevuto la chiamata collegata all’allarme erano circa le 4.30 del 3 marzo: sono salito in macchina per raggiungere il negozio, rilevato circa un anno e mezzo fa, e durante il tragitto da Vicenza, ho sperato soltanto di aver subito meno danni possibile», spiega Gianeletti.Arrivato sul posto, ha trovato la vetrina sfondata con un tombino di ghisa asportato da una via lì vicino: in pochi minuti erano stati trafugati 480 occhiali da sole e circa 120 da vista di marchi top, per un valore che, afferma il professionista padovano, si aggira sui 118 mila euro senza gli sconti. «I danni al negozio per fortuna sono stati abbastanza contenuti, a parte appunto la vetrina riparata già nel pomeriggio, e siamo riusciti a tornare subito operativi - conclude Gianeletti - Questi malviventi erano sotto controllo già da prima, per via della macchina utilizzata, appena un paio d’ore dopo sono stati presi perché la Polizia li ha seguiti fino a Bologna, dove li ha braccati nel momento in cui dovevano fare il cambio auto. Provo una grande soddisfazione, ancora più che per il ritrovamento della merce in sé e per sé, per il successo dell’operazione svolta dalle Forze dell’ordine: adesso bisognerà vedere in che condizioni sarà effettivamente il bottino, ma è positivo che sia stato recuperato».Arrestata la banda, sono ora in corso approfondimenti per stabilire se si tratti della stessa che lo scorso 17 dicembre aveva commesso una spaccata ai danni di Ottica Max, in via San Fermo a Padova, a poca distanza da Officine Ottiche Gianeletti. «I rapinatori hanno agito con la stessa modalità anche nel mio centro ottico, sfondando la vetrata con un tombino, e in due minuti e mezzo circa hanno arraffato tutto quello che potevano», spiega amareggiata al nostro quotidiano Donata Bino, titolare di Ottica Max, preferendo non quantificare l’entità del danno, che definisce comunque ingente. Purtroppo in questo caso i malviventi si erano dileguati e gli occhiali non sono mai stati recuperati, racconta la professionista, ma l’analisi effettuata sulle riprese delle telecamere del punto vendita e dei negozi vicini aveva portato a identificare un’auto sospetta, passata di lì più volte, che da quel momento era stata monitorata.

Mar 6, 20265 min