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S1 Ep 727Associazione Italiana Miopia: un panel di oculisti alla ricerca di nuove terapie
È nata una nuova associazione nazionale, l'Aim, recentemente fondata dall’oftalmologo Carlo Orione e presentata a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, con un convegno organizzato dai Lions Club: riunisce i maggiori esperti italiani nel campo, con un focus particolare su bambini e ragazzi e l'obiettivo di curare questo difetto visivo dai 3-4 anni fino ai 16-18 anni, per bloccarne la progressione e prevenire gravi problemi come maculopatie, distacchi di retina e glaucoma«La miopia è in forte aumento: studi recenti indicano che il 30% dei bambini è miope e si prevede che entro il 2050 il 50% a livello mondiale lo sarà - spiega a b2eyes TODAY l’oculista Carlo Orione, operativo negli studi medici di Nizza Monferrato e di Genova - Le cause principali includono le abitudini scolastiche, la scarsa esposizione al sole e l’eccessivo tempo trascorso davanti a schermi e libri, che favoriscono la visione ravvicinata. Stare almeno due ore al giorno all'aria aperta è consigliato, poiché la luce solare stimola la produzione di dopamina, un fattore protettivo contro l'allungamento del bulbo oculare».L'associazione, il cui direttivo include Orione nel ruolo di presidente, Paolo Nucci in veste di presidente onorario, Leonardo Mastropasqua in qualità di vicepresidente e altre figure di spicco, come Massimiliano Serafino, Roberto Caputo e Aldo Vagge, promuove un approccio immediato. «In caso di miopia giovanile si prescrivono occhiali a defocus periferico: si basano sul principio che la retina periferica è coinvolta nel controllo della crescita oculare, quindi il defocus miopico contribuisce a rallentare l'allungamento assiale - prosegue l’oftalmologo, che sottolinea l’importanza del ruolo degli ottici optometristi nella dispensazione delle lenti prescritte dagli oculisti - Se il difetto continua a progredire dopo sei mesi, si aggiungono altre terapie come l'atropina diluita, basata su studi scientifici, con una goccia da applicare prima di dormire che va ad agire sui recettori della sclera e della retina, riducendo lo stimolo all'allungamento dell'occhio».A tal proposito l’Aim ha sviluppato un protocollo e un libretto informativo per le famiglie che include un ottotipo per un autotest casalingo e suggerimenti su come prevenirla e gestirla. «Questo libretto, intitolato “L'epidemia della miopia”, sarà distribuito nelle scuole grazie alla collaborazione con i Lions Club, a partire dalle territoriali di Nizza Monferrato e di Genova, con l'obiettivo di raggiungere gli istituti scolastici a livello nazionale attraverso il network solidale», dice ancora Orione.L'associazione sta inoltre cercando di portare in Italia una nuova soluzione già applicata in Asia e in Australia: un apparecchio chiamato RLRL che, tramite una luce rossa, stimola le cellule della retina per contenere l'allungamento del bulbo oculare e prevede un utilizzo di tre minuti per cinque giorni a settimana. «Questa terapia è in fase di approvazione da parte del Comitato Etico Nazionale: tuttavia è ancora in fase sperimentale e necessita di ulteriori approfondimenti clinici per la sua validazione», precisa l’oftalmologo.Aim sarà presentata durante il congresso internazionale organizzato da Orione, l’International Ophthalmic and Ophthalmoplastic Traning Courses, in calendario dal 6 al 9 maggio presso l'Isola d'Elba e alla sua sedicesima edizione, e, successivamente, agli eventi nazionali Siso e Aimo in programma a ottobre a Roma (nelle foto, alcuni momenti dell'evento di lancio dell'Associazione Italiana Miopia, a Nizza Monferrato; in alto, a destra, il tavolo dei relatori: da sinistra, Carlo Orione, Paolo Nucci, Massimiliano Serafino e Roberto Caputo).Francesca Tirozzi
S1 Ep 730Panoply, quando la personalizzazione è… fedele
L’azienda lombarda, specializzata in accessori per i centri ottici, offre ai propri clienti la possibilità di utilizzare loghi e immagini che caratterizzino le proposte per gli utenti finali. A volte anche con un amico a quattro zampeLa personalizzazione come leva di relazione con il cliente finale, capace di unire funzionalità e identità: Panoply, realtà lombarda specializzata in accessori per il centro ottico, propone soluzioni su misura anche attraverso l’utilizzo di loghi e immagini distintive. Un esempio concreto arriva da Marcello Ladini, titolare insieme al fratello Vittorio di Foto Ottica Ladini, attiva da quasi cinquant’anni come negozio di ottica, da più di venti affiliato Salmoiraghi & Viganò, che ha recentemente scelto di personalizzare lo spray detergente Siclair con l’immagine del proprio cane, Mocio (nella foto). Un dettaglio che non passa inosservato. «È la prima volta che un cliente ci chiede questo tipo di personalizzazione e quando la mostriamo, tutti sorridono - commentano a b2eyes TODAY Daniela e Lorenzo Missaglia, titolari di Panoply – Anche una scelta simile può aprire una strada o consolidare un rapporto con i punti vendita partner».Il prodotto, distribuito in Italia dalla Panoply sin dagli anni 70, è uno spray di origine francese affiancato da cartine imbevute, pensato per la corretta pulizia delle lenti. In questo contesto la customizzazione diventa uno strumento per incentivare il ritorno dell'utente finale in negozio e favorirne la fidelizzazione, anche grazie alla scelta di boccette ricaricabili.Fondata nel 1974 da Giuseppe Missaglia, padre di Daniela e Lorenzo, Panoply nasce con una proposta di montature da sole, in particolare per bambini, per poi specializzarsi nel tempo soprattutto negli accessori: astucci, microfibre e soluzioni per la manutenzione dell’occhiale. L’attività affonda le radici nell’esperienza precedente del fondatore, agente Polaroid dal 1969, e prosegue con la distribuzione del marchio Morel tramite la società Joi fino al 2005, prima dell’introduzione di una linea di montature di proprietà di fascia basica.Oggi l’azienda, con sede in provincia di Lodi, propone prodotti che rappresentano una quota significativa del proprio business. «Tra questi, gli spray per la pulizia degli occhiali, pensati per essere accessibili ma allo stesso tempo utili nell’educare il consumatore finale a una corretta manutenzione, finalizzata a preservare l’integrità di lenti, trattamenti e montature - dice ancora Missaglia - La risposta del mercato, del resto, ha già dato segnali chiari in passato: durante il periodo Covid, ad esempio, le soluzioni antiappannanti hanno registrato una domanda molto elevata, confermando come accessori apparentemente semplici possano giocare un ruolo strategico nel rapporto tra ottico e cliente. E in tale scenario la personalizzazione, anche con elementi originali come un amico a quattro zampe quale Mocio, diventa uno strumento concreto per differenziarsi e rafforzare il legame con il consumatore finale».Angelo Magri
S1 Ep 729Etro: per la primavera estate dialoga con arte e natura
In occasione del lancio dell’ultima collezione, il marchio e Safilo hanno recentemente presentato alla stampa la campagna e l’interpretazione dei nuovi modelliLa collezione eyewear di Etro per la primavera estate 2026 non vuole solo caratterizzare gli occhiali, ma confermare il dialogo della maison con arte e natura. Un concetto che è stato ben evidenziato sia nella presentazione sia nel video della campagna, nata da una conversazione tra il direttore creativo Marco De Vincenzo e lo spatial artist & designer David Curtis-Ring.Le montature da vista e da sole sono in acetato nero o burgundy (nelle foto) con le aste metalliche impreziosite dal tessuto originale Arnica, con una leggera imbottitura, e il dettaglio con logo Pegaso, richiamo della tradizione orafa di Etro. Sono stati esposti in una sala dai divani con rivestimento nell’iconico Paisley, dove poggiavano borse e accessori coordinati. Nel video ancora di più è ribadito come quella texture, fusione di arte e natura, sia un vero e proprio linguaggio.La collezione, disegnata, prodotta e distribuita da Safilo, è disponibile da febbraio nelle boutique Etro, sul sito del marchio e in punti vendita selezionati.Luisa Espanet
S1 Ep 728Oakley Jackets: la ricerca progettuale va oltre i confini guardando al futuro
I nuovi modelli della collezione creata nel 1994 si ispirano a quelli che negli anni hanno definito l’identità della linea, ma con un linguaggio stilistico in cui la forma orienta la funzionalitàNati come gesto di rottura rispetto all’idea dominante di come dovessero essere gli occhiali sportivi, gli Oakley Jackets (nelle foto, alcune immagini di campagna) propongono una montatura a doppia lente estremamente avvolgente. «Pensati per atleti che non accettano mai compromessi o limiti, nel tempo sono diventati molto più di un semplice simbolo di performance - si legge in una nota dell’house brand di EssilorLuxottica - Oltre trent’anni dopo, nel 2026, ha inizio una nuova era: animati dallo stesso spirito pionieristico, continuano a spingere la ricerca progettuale oltre i confini ed entrano negli Artifacts from the Future di Oakley, oggetti in cui arte e design si fondono, concepiti per il domani ma già disponibili oggi».I Jackets di ultima generazione prendono ispirazione dai modelli che hanno definito l’identità della linea negli anni passati e quell’eredità si traduce, oggi, in «un linguaggio stilistico in cui la forma orienta la funzionalità e i confini tra categorie si fanno più fluidi, aprendo nuove direzioni al design - aggiunge il comunicato - Plantaris SQ trasforma la silhouette originale adottando lenti quadrate. Neoforma mantiene lo stesso spirito attraverso linee dinamiche ed energiche, mentre Terraforma si distingue per una forma universale e un carattere futuristico. La versatilità della famiglia Jackets si fa ancora più marcata con Neoture e Neomata, montature da vista che abbinano suggestioni nostalgiche e visione contemporanea, pensate per chi costruisce il proprio linguaggio estetico. Reintrodotto nel 2019, Eye Jacket Redux rilegge l’iconico modello Oakley con uno sguardo aggiornato, mentre Suture Jacket, disponibile da aprile, si sposta verso un’estetica più incisiva, quasi fosse un’armatura votata alle performance».Ogni modello trova il proprio match nella Japan Field Gear Line Collection di Oakley: capi pensati per proteggere dagli elementi, sviluppati con la stessa filosofia e lo stesso carattere che contraddistinguono le proposte eyewear del brand.Gli Oakley Jackets di ultima generazione sono già disponibili sul sito del marchio e presso negozi e partner Oakley selezionati in tutto il mondo.A cura della redazione
S1 Ep 726Ital-Lenti: l’Academy 2026 punta su personalizzazione e AI
È stato inaugurato il nuovo calendario del progetto formativo della società oftalmica, con il primo appuntamento svoltosi il 22 e 23 marzo presso la sede di Puos D’Alpago che ha coinvolto una ventina di ottici optometristi. Il 3 e 4 maggio è previsto il secondo incontroDue giornate dedicate alla formazione e all’approfondimento, con un focus particolare sulla conoscenza diretta del prodotto e dei processi aziendali: ancora una volta elemento centrale dell’incontro è stato, infatti, il tour del sito produttivo (nella foto), che ha consentito ai partecipanti di entrare nel cuore di Ital-Lenti e di osservare da vicino le diverse fasi di lavorazione delle lenti. Sono le peculiarità dell’Academy 2026, il programma di aggiornamento professionale che la realtà bellunese offre ormai da anni agli ottici indipendenti italiani. «Si tratta di un’esperienza immersiva, arricchita dal contributo del responsabile di prodotto, Luca Ferrone, che accompagna il gruppo nell’esplorazione, favorendo un confronto diretto e concreto sulle caratteristiche e sulle performance delle soluzioni di Ital-Lenti», si legge in una nota dell’azienda.Durante l’evento è stata dedicata particolare attenzione alle possibilità di personalizzazione delle proposte oftalmiche, in base alle esigenze visive del portatore, oltre che ai temi legati all’innovazione tecnologica. «Ferrone ha infatti parlato anche di intelligenza artificiale applicata sia allo sviluppo del prodotto sia all’automazione dei flussi, così come del supporto post-vendita offerto agli ottici optometristi, in una visione di processo sempre più ottimizzato - spiega a b2eyes TODAY Marijana Maksimovic, marketing communication manager di Ital-Lenti - L’iniziativa è rivolta soprattutto ai nostri clienti, provenienti da diverse regioni italiane». La visita ha rappresentato anche un’occasione per rafforzare la relazione con lo staff aziendale. «È un modo per conoscere direttamente le persone con cui i nostri partner si interfacciano quotidianamente, ma che spesso non hanno mai incontrato in presenza», ricorda ancora Maksimovic.Per Ital-Lenti, l’Academy «si conferma un momento chiave per rafforzare competenze tecniche e conoscenza del prodotto, offrendo agli ottici optometristi strumenti preziosi per affrontare con maggiore consapevolezza le esigenze del mercato». Il prossimo appuntamento è in programma il 3 e 4 maggio e sarà seguito da ulteriori incontri durante l’anno, in fase di definizione.Angelo Magri
S1 Ep 725Savoldi: addio a “mister due miliardi” con un passato nell’ottica
Il 26 marzo è scomparso a 79 anni l’attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli, acquistato dai partenopei nel 1975 per una cifra allora record. Alla fine della sua carriera calcistica ha lavorato nel settore e ancora oggi nel cuore di Bergamo è attivo il negozio di famigliaGiuseppe Savoldi è nato e cresciuto a Gorlago, un paesino raccolto sotto le prime colline della Val Cavallina, in provincia di Bergamo, in una famiglia di sportivi. La madre, Gloria Guerini, nel 1946 aveva vinto con l'Amatori Bergamo il primo campionato italiano di pallavolo femminile. Il fratello minore Gianluigi, detto Titti, ha militato in Juventus, Cesena e Sampdoria negli anni 70. Giuseppe, classe 1947, alla tempra e alla tenacia bergamasca unisce la rapidità e l'istinto che contraddistinguono gli attaccanti di razza. Una splendida carriera la sua, 554 partite e 233 gol con le maglie di Atalanta, Bologna (nelle foto, a destra) e Napoli (nelle foto, a sinistra) tra il 1965 e il 1983. Savoldi ha vestito anche quattro volte la maglia della Nazionale, segnando un goal. Tra le sue doti, il colpo di testa era un punto di forza che tutti gli riconoscevano e che Beppe aveva coltivato fin da quando, ragazzino, era divenuto campione provinciale di salto in alto e aveva giocato a pallacanestro a Bergamo, all'Oratorio delle Grazie, sviluppando un'elevazione, da fermo straordinaria che poi gli era valsa nel calcio per fare tanti gol.Nel 1975 era divenuto un caso nazionale passando dal Bologna al Napoli per 1.440 milioni più il cartellino di Sergio Clerici e la comproprietà di Rosario Rampanti: era stato soprannominato “mister due miliardi”, il calciatore italiano più pagato di sempre. Ma, in realtà, il calcio era per lui soprattutto impegno e divertimento, sportività e stile.Giuseppe Savoldi è stato legato anche al mondo dell’ottica. La famiglia della moglie Eliana aveva un’attività di foto ottica vicino alla stazione di Bergamo, che negli anni si è evoluta in Ottica Savoldi, attiva in via Paleocapa, a poche centinaia di metri dallo scalo ferroviario cittadino. A metà degli anni 70 Beppe ha contribuito a dare vita a Ottica Gazzera, sempre a Bergamo. Questa attività, terminata la carriera calcistica negli anni 80, lo ha portato a frequentare i negozi della provincia: incontrare un mito come lui, per noi professionisti ma anche amanti del calcio, era una grande soddisfazione e un’emozione unica.Silvio Maffioletti
S1 Ep 724Rodenstock Tech Talks, in arrivo la nuova stagione
Nelle prossime settimane sono in programmi i nuovi episodi del progetto informativo online per l’area ottico optometrica e la classe medica dell’azienda oftalmica, sempre con il contributo dell’oftalmologo Paolo NucciUn format dinamico, con videopillole brevi e mirate, che si sviluppano come una serie: ogni contenuto vuole aggiungere un tassello, approfondire un tema, aprire una prospettiva sul mondo dell’innovazione visiva. Sono l’obiettivo e le caratteristiche dei Rodenstock Tech Talks, che tra la fine del 2025 e l’inizio di quest’anno hanno già proposto tre puntate, con la quarta in arrivo a breve. Da fine aprile, invece, partirà la seconda stagione (nella foto, l’immagine di campagna), che si concluderà entro l’estate: come i precedenti, i talk verranno veicolati tramite la pagina LinkedIn dell’azienda e la piattaforma e-learning all’interno della B.I.G. Vision Academy. «Tra i vari argomenti trattati ci sarà spazio per alcuni approfondimenti scientifici, con relativi studi e dati, in particolare sulla sensibilità visiva e sulle lenti B.I.G. Exact Sensitive», anticipano a b2eyes TODAY dalla filiale italiana del gruppo oftalmico.«A guidare questo viaggio è ancora una volta il contributo scientifico di Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano, che porta il punto di vista della classe medica all’interno di un dialogo continuo con il mondo dell’ottica: un elemento fondamentale per Rodenstock, che da sempre considera strategico il confronto tra competenze diverse, non solo attraverso incontri sul territorio e congressi, ma anche tramite strumenti digitali capaci di mantenere viva la relazione nel tempo – spiega una nota di Rodenstock Italia - All’interno dei Tech Talks viene approfondito il cuore dell’innovazione aziendale: la tecnologia biometrica. Attraverso questi contenuti emerge in modo chiaro il valore dei dati raccolti con il DNEye Scanner, che consentono di sviluppare soluzioni sempre più precise e personalizzate. Ed è proprio in tale contesto che si inseriscono le lenti B.I.G. Exact Sensitive, progettate per integrare biometria oculare e sensibilità visiva individuale, offrendo un’esperienza evoluta e realmente su misura».L’importanza del dialogo con l’area medica è stata ribadita alla conferenza stampa all’ultimo Mido, dove è intervenuto lo stesso Nucci. I Tech Talks rappresentano un ulteriore strumento formativo e informativo per ottici optometristi e oculisti, «il punto di incontro tra scienza e applicazione concreta, uno spazio in cui la complessità tecnologica viene tradotta in contenuti chiari e accessibili – precisa il comunicato - Un approccio che riflette anche l’evoluzione della comunicazione Rodenstock, oggi sempre più orientata a rendere l’innovazione comprensibile, vicina e rilevante per la vita quotidiana, trasformando la solidità scientifica in valore reale per i portatori».A cura della redazione
S1 Ep 723Convegno Scuole in Rete 2026: maturità, istruzione serale ed esami di abilitazione
Anche quest’anno si rinnova uno degli appuntamenti di riferimento per gli istituti statali di ottica in Italia: alla sua nona edizione, si terrà il 16 e 17 aprile presso il ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma. Per l’occasione è previsto inoltre il rinnovo delle cariche dell’organismo, presieduto da Giuseppe SaijaDue giornate dense di contenuti, confronto e prospettive future, che vedranno la partecipazione di docenti, dirigenti, esperti del settore e rappresentanti del mondo professionale: il nono convegno nazionale delle Scuole di Ottica in Rete si aprirà con una sessione dedicata a uno dei temi più attuali per il mondo scolastico, l’esame di maturità. «In particolare, l’attenzione sarà rivolta alle novità previste, con un focus specifico sulla prova orale, per la quale da quest’anno sono previsti alcuni cambiamenti», precisa una nota dell’organismo, che conta una cinquantina di istituti pubblici o paritari dell’ottica.A seguire, i lavori proseguiranno con un approfondimento sugli Its, con un momento di confronto diretto con il sistema degli Istituti Tecnici Superiori. L’obiettivo sarà analizzare idee e prospettive per il percorso ottico in relazione al modello “4+2”, rafforzando il collegamento tra scuola e mondo del lavoro. Tale disposizione, già in vigore, coinvolge tutti gli Istituti Tecnici Professionali e introduce un nuovo piano didattico: accanto alla tradizionale offerta formativa strutturata su un quinquennio, i nuovi iscritti potranno optare per un iter formativo in cui il monte ore previsto per i cinque anni viene redistribuito su quattro, con un biennio di specializzazione.Nel pomeriggio spazio a un altro tema «di grande rilevanza sociale e formativa: l’istruzione serale per adulti, con riflessioni su opportunità, criticità e possibili sviluppi futuri - prosegue il comunicato - Non mancherà il contributo dei Lions Clubs International, con cui le scuole di ottica hanno costruito una collaborazione significativa nel corso degli anni: durante il meeting verranno poste le basi per una nuova sinergia in vista del prossimo mandato, a testimonianza dell’importanza del dialogo tra scuola e realtà associative».È prevista anche la presentazione della nuova Associazione Romana Ottica, presieduta da Rodolfo Baiocchi, la cui mission è diffondere la cultura della visione, avvicinare studenti e famiglie alla professione di ottico.Al termine della prima giornata si procederà con il resoconto del mandato attuale e con le votazioni per l’elezione del presidente e del vicepresidente per il prossimo triennio: attualmente le cariche sono ricoperte da Giuseppe Saija, in qualità di presidente, e Stefano Bellino, nel ruolo di vicepresidente.La seconda giornata sarà dedicata agli esami di abilitazione, con un’analisi dell’ordinanza ministeriale e un confronto su possibili miglioramenti. «Seguirà una tavola rotonda con Federottica, durante la quale si affronteranno temi di grande attualità, tra cui l’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’ottica e la sua integrazione nei percorsi scolastici, anche in relazione all’uso di strumentazioni sempre più digitali», conclude il comunicato (nella foto, da sinistra, Giuseppe Saija e Stefano Bellino).A cura della redazione
S1 Ep 722Mia Photo Fair: gli occhiali parlano di metamorfosi e cambi di identità
Si è conclusa il 22 marzo a Milano la quindicesima edizione di una delle principali mostre di fotografia del mondo: 111 gli espositori, di cui 76 gallerie, tra le quali 27 internazionali“Metamorfosi” il titolo scelto per il Mia Photo Fair BNP Paribas 2026, con riferimento agli interventi tecnologici, all’evoluzione continua della fotografia da documentaristica ad artistica, alle mutazioni del corpo e della mente. Sempre più evidente la forte contaminazione fra arte e fotografia. Non è un caso che quest’anno sia stata nel Superstudio Più di via Tortona, che è anche tra gli sponsor della fiera, uno dei luoghi vitali del design e non solo.Svariati i soggetti. Dal ritratto con le possibili elaborazioni al paesaggio, spesso con animali, o rivisitato con presenze estranee. Iperrealismo, surrealismo fino all’horror. Molte le immagini che raccontano un’esperienza o un progetto attraverso uno scatto, come quella della bambina con gli occhiali dietro una grata della lettone Anastasija Tolujeva, classe 2006, studentessa del Naba, che parla di gabbie mentali. I cat-eye tempestati di brillanti indossati da un uomo, impellicciato come la sua compagna, nella foto di Isabel Azkarate, nota fotografa spagnola basata a New York, parlano di travestimenti, di cambi di identità. La metamorfosi è il punto forte e più evidente nelle foto dell’americano William Wegman, proposte dalla Galleria Alta di Andorra. I suoi famosi cani weimaraner, o bracchi di Weimar, diventano cantanti rock, il mitico detective Marlowe con cappellaccio, fascinose signore in lungo, starlette con parrucca biondissima e grandi occhiali dalla montatura maculata.Vari sono stati i premi per le diverse categorie. Tra questi il Superstudio Photo Award per le foto che meglio hanno sviluppato il concetto di “Metamorfosi, dall’abito alla pelle: diversamente io”. Il vincitore è stato scelto, tra dieci opere finaliste di una call conclusasi a dicembre, con la doppia valutazione di una giuria tecnica, con Gisella Borioli, giornalista curatrice e fondatrice del Superstudio, e di una giuria del pubblico. È Giulia Sidoli, classe 1998, italiana residente a Parigi, con “una rappresentazione satirica dei rituali in spiaggia per assorbire ogni raggio di sole”.
S1 Ep 721Perché l’ipovisione fa ancora paura all'ottica?
A Mido 2026 uno dei b2eyes Talk ha affrontato l’argomento come investimento di marketing. Da conduttore di quell’evento ho cercato prima di capire le ragioni del titolo proposto, per condividerle poi con i presenti: gli oculisti di Prisma, gli ottici optometristi impegnati in questa specializzazione e l'industriaI numeri non sono da poco e molto probabilmente addirittura sottostimati: circa 20 milioni di ipovedenti in Europa, oltre un milione e mezzo in Italia, destinati peraltro a crescere insieme all'invecchiamento della popolazione. Ma l'impatto non si ferma al singolo, si allarga alle famiglie: sono i caregiver a farsi carico di accompagnamento, cure e supporto quotidiano, con stress, rinunce professionali e un carico emotivo costante. Eppure gli ottici italiani che se ne occupano davvero restano pochi: impegno, formazione, scarsa remunerazione rispetto al tempo impiegato sarebbero i motivi che tengono lontani i più.Per chiudere il cerchio aperto all’ultimo Mido (nella foto), sabato scorso ho visitato il Congresso Prisma di Firenze. L’evento era ben organizzato, la partecipazione adeguata al tema, con un 20% in più di ottici optometristi rispetto all’ultima edizione. Tuttavia il programma, di alto contenuto scientifico, non raccoglieva la provocazione del titolo proposto a Mido: non offriva una riflessione sociologica e di mercato, non disegnava un quadro che aiutasse ad accettare la sfida anche sul piano imprenditoriale. Ma se la filiera dell'ipovisione vuole davvero avvicinare molti più ottici di quelli attuali, deve aprirsi alla dimensione economica del fenomeno, come fece la contattologia negli anni Duemila e come sta facendo l’oftalmica negli ultimi quindici.Per il canale indipendente l'ipovisione è una frontiera tanto professionale quanto sociale, in grado di certificare ancora il ruolo dell'ottico, una figura oggi presa a sportellate dalla corrente del commercio che cresce a discapito dei margini. Essere un centro di riferimento per questa problematica visiva non significa solo vendere ausili ingrandenti o filtri: significa contribuire concretamente all'autonomia dell'ipovedente, collaborare con associazioni e servizi sociali per costruire percorsi di inclusione. In un contesto in cui aumenta la sensibilità verso la responsabilità sociale d'impresa, investire in competenze dedicate alle persone ipovedenti vuol dire posizionarsi come presidio territoriale di salute visiva e cittadinanza attiva, conquistare emotivamente i caregiver, generare valore non solo economico ma relazionale.Sempre che a quest'ottica, indipendente, tutto ciò interessi ancora.
S1 Ep 720David Beckham, per la primavera estate vola a Miami
Prodotta e distribuita da Safilo e ideata dall’ex calciatore, la nuova collezione eyewear del brand offre modelli dall’eleganza british disinvolta, caratterizzati da materiali pregiati e dettagli distintiviLa campagna primavera estate 2026 di Eyewear by David Beckham è stata realizzata in una villa di Miami, «dove linee architettoniche pulite incontrano il dolce ondeggiare delle ombre delle palme e il tenue luccichio di una piscina illuminata dal sole - spiega un comunicato del marchio - Inondata di luce dorata, l'ambientazione evoca un senso di evasione senza tempo e vintage nello spirito, ma inconfondibilmente moderna».I nuovi occhiali sono progettati per un uso quotidiano e vogliono distinguersi per la qualità e il comfort.«La collezione è siglata dagli elementi iconici del marchio, quali il Talisman, il distintivo dettaglio ispirato alle ali di un uccello, visibile sia sul frontale sia ai lati dell’occhiale, e il monogramma DB, cifre stilistiche del brand sin dal suo lancio, nel 2020», si legge nella nota.Disponibile in selezionati centri ottici in tutto il mondo, è composta dalla linea Timeless Icons, che propone modelli in metallo e acetato progettati per l’uso quotidiano e dedicati ai consumatori appassionati di accessori vintage, e dalla gamma Style Pioneer, occhiali da sole e da vista dedicati a un uomo attento alla moda in cerca di montature audaci e ricercate.
S1 Ep 719Forlini Optical: due eventi su occhio secco e ipovisione
Nel 2026 l’insegna con quattro centri ottici in Emilia Romagna propone un programma interdisciplinare basato su contenuti tecnici e professionaliCome già nel recente passato, anche per il 2026 Forlini Optical ha deciso di organizzare eventi che coinvolgano il bacino di utenza dei suoi quattro centri ottici, due a Ravenna, uno a Fidenza, in provincia di Parma, e un altro a Bologna: l’intenzione è puntare soprattutto su una serie di iniziative a carattere tecnico e professionale, per diversificare gli argomenti e coinvolgere una platea di utenti finali più ampia. Tale programma è stato avviato con l’appuntamento svoltosi il 19 marzo scorso a Bologna. «Presso l'Hotel I Portici, nel cuore del capoluogo emiliano, alla presenza di circa 40 persone, clienti e non, abbiamo trattato l’occhio secco, con un mio intervento su quello non patologico per quanto concerne la competenza ottico optometrica, dell’oculista Sandra Weinfurter per ciò che riguarda gli aspetti oftalmologici e di un rappresentante dell'azienda farmaceutica Fidia, Sebastiano Gatto, per la parte sul prodotto - spiega a b2eyes TODAY Gianni Forlini - Abbiamo affrontato una tematica sempre più attuale, per via degli stili di vita e di lavoro moderni: in particolare, durante l’evento è stata sottolineata l'importanza di un approccio personalizzato nella scelta dei sostituti lacrimali, sempre sotto il controllo del medico oculista in caso di terapia farmacologica».Sono in fase di definizione altre attività di carattere tecnico e professionale che l’insegna vuole proporre durante l’anno: la prossima è in programma il 31 marzo presso l’Opticalhub di Forlini Optical a Ravenna, con un talk interdisciplinare sull'ipovisione, indirizzato sia a professionisti di tutta la Romagna che si occupano di questa problematica visiva sia a rappresentanti dell’Unione Italiana Ciechi. «L’obiettivo in questo caso è costruire una community di operatori che ruota intorno alla persona ipovedente o affetta da vista fragile e cercare di costruire un linguaggio comune tramite la conoscenza reciproca e lo scambio di cultura e innovazione - conclude Forlini - Tratteranno l’argomento oculisti e ortottisti della nostra zona, con la partecipazione di EssilorLuxottica, che parlerà delle opportunità offerte alle persone ipovedenti o cieche dall’uso degli smart glasses, e di Centro Style, che illustrerà le novità in fatto di strumenti per l’ipovisione».
S1 Ep 718Its Contest 2026: Ray-Ban sostiene i futuri talenti del design
L’house brand di EssilorLuxottica ha collaborato con la piattaforma dedicata ai designer che si apprestano a dare forma al futuro del fashion, conferendo un premio al francese Steven Chevallier, tra i dieci vincitori di quest’anno: continuerà inoltre a sostenerne la visione stilistica contribuendo a un total look con un paio di occhiali della collezione Pulse, personalizzati con le grafiche dello stilistaDa sempre in prima linea nell’esplorazione creativa, Ray-Ban continua a dare spazio alle nuove generazioni, supportando talenti emergenti in molteplici ambiti: dall’arte contemporanea alla musica, fino al panorama in continua evoluzione del fashion. «Un impegno costante che oggi prende forma nella partnership con l’Its Contest 2026», spiega una nota dell’house brand di EssilorLuxottica.Fondato nel 2002, l'Its Contest è una delle principali piattaforme internazionali dedicate ai creativi che iniziano a distinguersi nel design della moda. Ogni anno, seleziona giovani talenti da tutto il mondo e li guida attraverso un programma che combina mentoring e confronto critico con una giuria internazionale. I vincitori dell’edizione 2026, selezionati da esperti del mondo del fashion, della cultura e della comunicazione, sono stati di recente annunciati a Trieste: sono dieci designer, di età compresa tra i 22 e i 33 anni e provenienti da tre continenti. Tra questi figura Steven Chevallier, classe 1995, diplomato all'Institut Français de la Mode di Parigi, cui Ray-Ban ha conferito il Ray-Ban part of EssilorLuxottica Award.Il premio, spiega il sito dell’Its Contest, «consisterà in una giornata presso il prestigioso EssilorLuxottica Experience Center di via Tortona a Milano. Il finalista selezionato presenterà il proprio progetto a un pubblico interno e avrà anche l'opportunità di interagire con i presenti durante una sessione di networking. Potrà immergersi nelle attività quotidiane del design team di EssilorLuxottica, lavorando a stretto contatto con il dipartimento stile e sperimentando in prima persona il processo creativo e di design nel settore dell'occhialeria».«Intitolata Out Rage, la sua collezione (nelle foto), caratterizzata da un forte impatto materico e stampe grafiche a contrasto, interpreta l’attualità segnata da guerre, proteste e derive conservatrici - prosegue il comunicato - Ispirandosi ad artisti queer e attivisti come Derek Jarman e David Wojnarowicz, figure cruciali durante l’epidemia di Hiv degli anni 80, Chevallier rende omaggio a chi ha lottato per le comunità emarginate, canalizzando la rabbia e la resilienza delle nuove generazioni. Gli accessori giocano un ruolo chiave, conferendo carattere a silhouette unisex e contemporanee. Ray-Ban continuerà a sostenere la visione stilistica di Chevallier contribuendo a un total look con un paio di occhiali Ray-Ban della collezione Pulse, personalizzati con le grafiche dello stilista».Il look completo sarà esposto all’Its Museum di Trieste dal 26 marzo al 3 gennaio 2027.A cura della redazione
S1 Ep 717Paoli, la storia di un finto burbero dietro quella dei suoi occhiali
Il cantautore, nato a Monfalcone, in provincia di Gorizia, ma genovese d’adozione, è scomparso il 24 marzo a 91 anni. Le montature, prima spesse e scure, poi sottili e con lenti colorate, lo hanno accompagnato nel racconto dell’amore e negli amori che ha vissutoÈ stato uno dei più grandi cantautori, più simile a uno chansonnier francese per quella capacità di creare atmosfere con la musica, ma soprattutto con le parole. Basta pensare a Sapore di sale che lui stesso cantava o a Il cielo in una stanza, uno dei pezzi forti di Mina. Canzoni, ai tempi dei “lenti”, capaci di dare quel via per far partire una storia. Gino Paoli è stato forse il primo a raccontare o a fare intravedere l’amore fisico, senza essere mai “vietato ai minori”. Anche nella sua vita privata l’amore ha avuto una parte importante, a cominciare dalla storia con una giovanissima Stefania Sandrelli che, a quanto diceva chi lo conosceva bene, ha continuato ad amare. Con un amore solo paragonabile a quello con l‘ultima, attuale moglie, Paola, più giovane di lui.Si diceva che fosse una persona chiusa, un orso, scontroso. Forse anche per quegli spessi occhiali neri dietro cui si nascondeva (nella foto, a sinistra, tratta da ginopaoli.eu), che si diceva avesse comprato per poche lire in un grande magazzino. Solo ultimamente aveva scelto delle lenti colorate e delle montature metalliche e leggere (nella foto, a destra). In realtà quando lo si incontrava si rivelava tutt’altro. Un’amica giornalista della radio ricorda di essere andata a intervistarlo, decisamente prevenuta, pensando di incontrare un uomo antipatico con cui era difficile stabilire un rapporto e invece si era trovata davanti un uomo gradevolissimo con un grande senso dell’umorismo, con il quale subito era nata un’amicizia. E questo nonostante quegli occhiali che lei definiva “lugubri”. Le aveva parlato del suo legame con la Sandrelli, ma soprattutto con la figlia Amanda, di cui aveva una grandissima stima, come donna e come attrice. Era stato aperto, sincero, disponibile. Addirittura il tecnico che l’accompagnava, per un errore, non aveva registrato nulla e Paoli, senza battere ciglio, aveva ripetuto tutto dall’inizio. L’intervista si era svolta nella casa di Sant’Ilario, a Genova-Nervi, su una terrazza che finiva sulla collina, con moltissime piante e fiori che lui stesso coltivava. E alla fine dell’incontro il cantautore aveva preso una piccola, bellissima pianta di orchidea e l’aveva regalata alla giornalista.Luisa Espanet
S1 Ep 716Optovision: progressive, fotocromatiche e sole le novità del catalogo 2026
Il listino dell’azienda oftalmica, in vigore sul mercato interno dal 1° aprile, punta su innovazione e personalizzazione per supportare gli ottici partner nell’ampliare la proposta e valorizzare l’esperienza del cliente finale in storeTecnologia, design e performance visive sono al centro del catalogo 2026 di optovision (nella foto). Tra le principali novità spicca Widrme Individual Lens Technology, «la nuova tecnologia di lenti progressive progettata su ogni portatore - si legge in una nota dell’azienda che fa parte del gruppo Rodenstock - Grazie a un processo di misurazione avanzato e a parametri che analizzano il comportamento visivo, Widrme consente di realizzare lenti progressive personalizzate, modellate sull’impronta visiva del singolo utilizzatore». Grande attenzione è dedicata anche alla nuova generazione di fotocromatiche ColorMatic X e ColorMatic Dark. «ColorMatic X è la soluzione visiva pensata per tutti i giorni: in ambienti interni, le lenti si schiariscono fino al 56% più velocemente rispetto alla generazione precedente, mantenendo trasparenza allo stato chiaro e raggiungendo all’aperto uno scurimento fino all’88%, equivalente a una lente da sole di categoria 3 - prosegue la nota - Le novità ColorMatic continuano con ColorMatic Dark, ideale per chi affronta condizioni di luce particolarmente intensa o trascorre molto tempo alla guida: in esterni le lenti raggiungono uno scurimento fino al 90% e offrono stabilità anche ad alte temperature, con prestazioni ottimizzate fino a 35°C. Inoltre, si attivano anche in auto con scurimento funzionale dietro il parabrezza per migliorare comfort visivo e percezione dei contrasti durante la guida». Il catalogo presenta inoltre novità per la proposta sole, con tre nuove colorazioni Sunlimited bicolor e con il trattamento i-Protection Sun+, «pensato per offrire un equilibrio ideale tra protezione, resa cromatica e stile, permettendo ai portatori di vivere le giornate di sole senza rinunciare al comfort visivo», conclude il comunicato.Per approfondire tutte le novità e scoprire nel dettaglio i contenuti del catalogo 2026, optovision organizza per il 1° e il 7 aprile un webinar dedicato ai centri ottici partner, durante il quale verranno illustrate le nuove soluzioni per il punto vendita.A cura della redazione
S1 Ep 715Eticamente: siamo a un punto di svolta per ottici e aziende
A quasi quattro anni dalla nascita del network di professionisti che sostiene il retail indipendente sono una trentina le imprese aderenti e diversi i colleghi interessati a dare loro spazio: tuttavia, secondo i promotori, ci sono ancora margini di sviluppo, soprattutto in termini di consapevolezza del progetto e di comunicazione attraverso i media di settoreNato nel 2022 all’interno di Federottica Lombardia, che ne ha rappresentato l’incubatore, Eticamente è stato fin dall’inizio concepito come un’iniziativa di respiro nazionale, con l’obiettivo di sostenere il retail indipendente attraverso un modello basato su criteri condivisi e verificati. Oggi sono circa 30 le aziende aderenti, di montature, lenti oftalmiche o a contatto e accessori. «Potremmo dire che è stato un percorso veloce ma non troppo: ci aspettavamo qualche risultato concreto in più, ma sapevamo che si sarebbe trattato di un progetto di lungo periodo - affermano a b2eyes TODAY Paolo Muscetti e Gianluca Pieragostini, ottici optometristi lombardi, tra gli ideatori e oggi animatori dell’iniziativa - Diversi colleghi iniziano a prendere spunto da Eticamente per orientare le proprie scelte di acquisto o per rivedere i fornitori, trasformando di fatto il network in una sorta di vetrina qualificata. L’attenzione è più significativa nel nord Italia, dove le occasioni di contatto per noi sono maggiori, con una platea eterogenea di centri ottici, in particolare quelli più orientati verso l’eyewear di design. Tuttavia, rispetto alle aspettative iniziali, la risposta della categoria non è stata impetuosa come invece immaginavamo e resta quindi spazio per una crescita più ampia».I promotori dell’iniziativa sanno dunque di trovarsi a un punto di svolta, ma non arretrano rispetto ai principi di fondo che ne hanno caratterizzato la nascita e il successivo sviluppo. «Eticamente si distingue per un approccio strutturato e rigoroso: accettare realtà imprenditoriali che lavorano esclusivamente con il canale ottico nazionale indipendente e non con catene o scontisti - ricordano Muscetti e Pieragostini - Non vogliamo diventare un gruppo d’acquisto e non intendiamo essere di disturbo ai gruppi d’acquisto o alle imprese che già li forniscono. Auspichiamo però maggiore supporto politico e coinvolgimento da parte delle associazioni professionali».Sul fronte degli ottici, invece, il messaggio è immutato ed è rivolto a tutti, soprattutto alle nuove generazioni. «Vogliamo tutelare il futuro della professione in un contesto in cui il retail indipendente appare sempre più sotto pressione da parte delle catene e dell’online, con l’obiettivo di mantenere elevato il profilo qualitativo del servizio offerto al consumatore finale - sottolineano ancora i due ottici optometristi - Parallelamente, alle aziende aderenti chiediamo uno sforzo ulteriore in termini di comunicazione, sia attraverso i loro agenti sul territorio sia tramite i media di settore, soprattutto quelli che sinora hanno dato visibilità all’iniziativa: per diffondere il logo di Eticamente e i suoi valori hanno una locandina e del materiale informativo, che qualcuna sta già utilizzando ai convegni, mentre altre li hanno proposti all’ultimo Mido. Ma si può fare ancora di più, tutti insieme, per consolidare la presenza di questo progetto a livello nazionale» (nella foto, da sinistra: Paolo Muscetti e Gianluca Pieragostini con Oscar Cattaneo, ottico optometrista lombardo che collabora allo sviluppo di Eticamente). Angelo Magri
S1 Ep 714Cso: all’Annual Meeting 2026 una giornata dedicata agli ottici optometristi
Con la quarta edizione dell’evento internazionale, che si svolgerà a Firenze dal 18 al 20 aprile, l’azienda specializzata in strumenti oftalmici per centri ottici e studi oculistici introduce una novità: un aggiornamento presso la propria sede di Scandicci riservato alla categoriaIl format è stato creato dall’azienda per incontrare i suoi stakeholder in una tre giorni di approfondimenti e momenti conviviali. «Il 18 aprile è riservato ai distributori provenienti da tutto il mondo con focus sui dispositivi Cso, analisi dei mercati di riferimento e le strategie promozionali – spiega la nota - Il 19 aprile prevede sessioni per partner commerciali e oculisti sulle tecnologie diagnostiche avanzate in oftalmologia, tra cui aberrometria, biometria e AI».Il 20 aprile è dedicato agli ottici optometristi. «La giornata inizierà con una visita alle officine Cso per vivere passo dopo passo la realizzazione di uno strumento 100% made in Italy - precisa il comunicato - Segue l’attività formativa suddivisa in tre sessioni su gestione dell’occhio secco, contattologia avanzata e controllo della miopia. I partecipanti, oltre al momento formativo, avranno perciò l’opportunità di visitare lo stabilimento di oltre tredicimila metri quadrati e conoscere da vicino le diverse fasi del processo produttivo: dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione degli strumenti che dall’Italia raggiungono il mondo intero».«Siamo molto soddisfatti di aver introdotto, nella quarta edizione dell’Annual Meeting, un evento di aggiornamento qualificato dedicato agli ottici optometristi - commentano nella nota da Cso - Una scelta che conferma l’attenzione verso una figura professionale che ricopre un ruolo chiave nella valutazione delle esigenze visive e nell’identificazione di soluzioni sempre più personalizzate» (nelle foto, alcuni momenti dell’ultimo Annual Meeting di Cso).A cura della redazione
S1 Ep 712Miopia: la prevenzione è importante quanto il controllo
Lo hanno ribadito i professionisti e gli esperti intervenuti il 6 marzo scorso a Milano alla presentazione di Stellest 2.0 presso il Tortona Experience Center di EssilorLuxottica: in questa occasione è stata ricordata anche la necessità della collaborazione tra tutti gli interlocutori coinvolti nella gestione miopica«Il gruppo sta entrando in una nuova dimensione, evolvendo da azienda produttrice di dispositivi ottici a vera realtà med-tech, capace di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, dati clinici e pratica medica in un ecosistema dedicato alla salute visiva», ha ricordato Kamal Fahmy Salama, medical technologies product & marketing director di EssilorLuxottica, durante la sessione di apertura dell’evento che ha presentato a oltre 120 professionisti della vista e della visione Stellest 2.0, illustrando il percorso di evoluzione aziendale verso un modello integrato di tecnologia medica.Un ruolo centrale in questa evoluzione è svolto dalla ricerca neuroscientifica applicata alla visione. «La comprensione dei meccanismi neuronali alla base della progressione miopica ci consente oggi di sviluppare nuove piattaforme tecnologiche integrate nell’occhiale, capaci non solo di correggere la vista ma di contribuire attivamente alla gestione della miopia nel tempo», ha spiegato Angelo Arleo, vice president neuroscience & medical research di EssilorLuxottica.Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza della diagnosi precoce e della collaborazione tra professionisti della vista e della visione. «È essenziale intercettare precocemente i bambini a rischio di miopia progressiva - ha sottolineato Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano - La visita oculistica nei primi anni di vita e un monitoraggio regolare permettono di intervenire tempestivamente con strategie di controllo miopico che oggi possono contribuire a ridurne la progressione».Accanto all’innovazione scientifica, è peraltro fondamentale anche aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza tra le famiglie. «Come azienda impegnata nello sviluppo di soluzioni per la salute visiva, sentiamo una responsabilità che va oltre l’innovazione tecnologica - ha dichiarato Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Per questo investiamo in programmi di informazione e formazione rivolti sia ai professionisti della vista e della visione sia ai genitori, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e della gestione precoce della miopia nei bambini».
S1 Ep 711Congresso Prisma: il 20% di ottici in più
È uno dei dati più significativi emersi all’ultima edizione dell’evento dedicato all’ipovisione, conclusosi il 22 marzo scorso a FirenzeSi è chiusa con numeri in crescita e una partecipazione trasversale il Congresso Prisma 2026 (nella foto). «Rispetto all’edizione di due anni fa, l’ultima svoltasi a livello nazionale, si registra un incremento significativo della presenza degli ottici optometristi, stimata in +20% circa, a testimonianza di un interesse sempre maggiore da parte di questo mondo nei confronti dell’ipovisione: un dato che si affianca alla crescente partecipazione pure da parte degli oculisti, favorita anche da contenuti sempre più interdisciplinari - commenta a b2eyes TODAY Anna D’Ambrosio, presidente di Prisma - Tra questi, segnalerei in particolare il corso di Filippo Romani dedicato all’intelligenza artificiale in oftalmologia, che ha rappresentato uno dei momenti di maggiore stimolo nei confronti degli oculisti in sala».I numeri complessivi risultano altrettanto soddisfacenti, secondo gli organizzatori. «Sono stati 188 i congressisti e 64 i relatori, con la presenza di 125 soci ma anche una quota rilevante di professionisti non associati: il debutto di due esperti come Giancarlo Montani e Alfredo Mannucci ha contribuito, con i loro rispettivi interventi, a rafforzare ulteriormente il coinvolgimento del mondo ottico optometrico - sottolinea D’Ambrosio – Vanno poi aggiunte le 14 aziende con stand espositivi, protagoniste anche di un’iniziativa collaterale particolarmente apprezzata: la “caccia al tesoro” tra gli stand, che ha coinvolto i partecipanti in un percorso interattivo e si è conclusa con l’assegnazione di 11 premi professionali».Per la presidente di Prisma l’edizione 2026 dell’appuntamento congressuale ha confermato la volontà di costruire un dialogo sempre più strutturato tra le categorie. «Restano peraltro margini di crescita nella partecipazione da parte di studenti o specializzandi in oculistica, ortottica, ottica e optometria, sebbene non sia mancata la presenza di giovani professionisti e di neolaureati - dice ancora D’Ambrosio - C’è stato grande riscontro per contenuti tecnici come i tre corsi sugli ausili per ipovedenti tenuti da ottici optometristi, molto frequentati, così come le tre sessioni plenarie, tutte partecipate e centrali nel programma scientifico».A chiusura dell’evento l’assemblea di Prisma ha fissato le date per la prossima edizione, che si terrà il 6 e 7 marzo 2027, verosimilmente ancora a Firenze.Angelo Magri
S1 Ep 710Demenego, nuovo store nel Trevigiano
L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha avviato di recente un negozio a Paese, in via Postumia, sull’arteria che collega Treviso e Vicenza, rafforzando ulteriormente la propria presenza nella provincia e sul territorio veneto: sale così a 47 il numero totale dei centri ottici fra Triveneto, Lombardia ed Emilia RomagnaOttica Demenego ha aperto un nuovo store a Paese, località di oltre 20 mila abitanti a una quindicina di chilometri a ovest di Treviso: il negozio (nelle foto), che impiega 4 ottici e un addetto alle vendite, si sviluppa su una superficie di circa 350 metri quadrati e nasce da una concezione attenta alla distribuzione degli spazi, pensata per integrare i servizi in un percorso fluido e accessibile per il consumatore. «Paese rappresenta un ulteriore rafforzamento della nostra presenza nella provincia di Treviso, per noi particolarmente strategica - dichiara in una nota Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Ottica Demenego - Un’occasione per portare ancora più vicino alle persone la nostra missione: vedere bene per vivere bene, con un layout progettato per accogliere, orientare e rispondere in modo preciso alle esigenze dei nostri clienti».Il punto vendita propone il laboratorio a vista Demenego Lab, la sala refrazione e la sala contattologia, il configuratore per la personalizzazione degli occhiali Demenego Custom, oltre alle novità introdotte di recente negli store dell’insegna: un mobile interamente dedicato al mondo delle lenti, uno spazio destinato all'occhiale che integra benessere visivo e uditivo e la smartglasses area, con soluzioni che combinano funzionalità smart e intelligenza artificiale, tra cui Ray-Ban Meta e Oakley Meta.Con la nuova apertura sale a 47 il numero dei negozi Demenego, tra Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia.A cura della redazione
S1 Ep 709OneSight: un protocollo per il diritto alla salute visiva negli atenei
Offrire agli universitari che provengono da famiglie con un reddito Isee particolarmente basso l’accesso a visite oculistiche e, quando necessario, occhiali da vista: è l’obiettivo di Campus Visivo, sottoscritto tra la Fondazione di EssilorLuxottica Italia e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, illustrato a Roma la scorsa settimana alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini«Il benessere degli studenti non è un principio astratto, ma una priorità concreta cui dare forma con interventi mirati - spiega Anna Maria Bernini in un comunicato di Fondazione OneSight - Garantire l’accesso a servizi essenziali come le visite oculistiche significa rimuovere ostacoli che possono incidere sulla qualità dello studio, sulla salute e sulle opportunità di ciascuno. Il protocollo avvia un percorso virtuoso che sostiene in modo diretto i soggetti più fragili, portando negli atenei strumenti di prevenzione e cura e contribuendo a rendere l’esperienza universitaria più equa, inclusiva e attenta alla persona. Investire nel benessere degli studenti significa investire nel loro futuro e, insieme, nel futuro del paese».L’accordo nasce dalla consapevolezza che le difficoltà economiche possono limitare l’accesso alle visite oculistiche e all’acquisto di occhiali, essenziali non solo per la salute, ma anche per il percorso formativo e personale. Attraverso il progetto Campus Visivo, la Fondazione intende offrire un contributo concreto per contrastare questo fenomeno, portando direttamente negli atenei controlli della vista per coloro che si trovano in condizioni economiche più fragili.All’iniziativa di presentazione del protocollo, svoltasi nella sede della Crui a Roma, sono intervenuti, oltre al ministro, Laura Ramaciotti, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Leonardo Maria Del Vecchio, presidente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, in collegamento da remoto, e Carlo Nucci, professore di Oftalmologia e prorettore vicario dell’Università di Roma Tor Vergata, direttore della Scuola di specializzazione in Oftalmologia presso il medesimo ateneo e presidente della Società degli Oftalmologi Universitari Italiani.Il protocollo definisce un quadro di collaborazione nazionale per estendere progressivamente il programma agli atenei italiani, con l’obiettivo di garantire a un numero crescente di studenti la possibilità di affrontare il proprio percorso universitario nelle migliori condizioni di salute. In questo contesto la Crui favorirà il dialogo tra la Fondazione e le diverse sedi delle università italiane, promuovendo l’adesione da parte degli atenei interessati e sostenendone la comunicazione a beneficio degli universitari appartenenti a famiglie con un reddito Isee particolarmente basso.Nello specifico, la Fondazione curerà gli aspetti organizzativi e logistici connessi allo svolgimento delle visite oculistiche e dei controlli della vista, mettendo inoltre a disposizione la strumentazione necessaria e le montature degli occhiali per gli studenti che, a seguito delle visite, ne avranno bisogno.
S1 Ep 708Acofis Milano: 300 screening con “Chi vede bene ha già vinto”
Sono stati positivi, secondo gli organizzatori, i risultati dell’iniziativa promossa dalla territoriale di Federottica e realizzata, in collaborazione con Confcommercio Lombardia, dal 5 al 15 febbraio nell’ambito degli eventi della Regione dedicati ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026L’obiettivo del progetto era sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione visiva, del controllo periodico della vista e del ruolo della visione nello sport. Un messaggio che ha trovato terreno fertile anche grazie al contesto in cui si è svolto: il foyer dell’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, all’interno di “Casa Lombardia”.Durante le giornate di attività sono stati effettuati complessivamente 300 screening visivi, grazie al coinvolgimento degli ottici e optometristi di Acofis, affiancati dagli studenti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dagli allievi dell’Istituto Galilei-Rosa Luxemburg del capoluogo lombardo. Vi hanno partecipato anche gli oftalmologi del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi, «rafforzando l’approccio multidisciplinare dello screening e garantendo un primo livello di prevenzione anche sul fronte delle patologie oculari», spiega una nota di Federottica Milano Acofis. «Questa sinergia ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’iniziativa: circa 80 volontari, impegnati per una decina di giornate, hanno lavorato insieme in un clima positivo e collaborativo, favorendo anche un concreto scambio generazionale tra professionisti esperti e futuri ottici e optometristi - commenta a b2eyes TODAY Gabriella Pagani, presidente della territoriale milanese - Il percorso prevedeva una prima valutazione oculistica, seguita, qualora non fosse stato riscontrato nulla di anomalo, da un’analisi visiva più approfondita con una serie di test tradizionali, oltre a una postazione specifica per la valutazione delle abilità visive funzionali, come la coordinazione occhio-mano, ad esempio: in linea, di fatto, con esperienze già proposte in precedenti iniziative sul territorio, come alla nostra convention di Santa Lucia del 2024. Il pubblico coinvolto era composto prevalentemente da adulti, con la partecipazione anche di studenti delle scuole limitrofe e, soprattutto nei weekend, di famiglie, favorendo così un mix generazionale anche per quanto riguarda l’utenza».Fondamentale secondo i promotori è stato il contributo dei partner tecnici. «Visionix ha fornito la strumentazione utilizzata per i controlli, mentre CooperVision ha sostenuto l’iniziativa come sponsor, a testimonianza dell’attenzione dell’industria verso attività di educazione e divulgazione nel campo della salute visiva - si legge nel comunicato - “Chi vede bene ha già vinto” si inserisce in un percorso più ampio volto a promuovere la qualità della visione nella vita quotidiana, nello studio e nello sport, valorizzando il ruolo dell’ottico e optometrista come riferimento per il benessere visivo del cittadino».«Gli screening realizzati in occasione delle ultime Olimpiadi invernali rappresentano una delle attività di Acofis per il 2026, in cui vogliamo celebrare gli 80 anni della nostra associazione - conclude Pagani - Dopo il convegno di inizio marzo all’ADI Musem di Milano sono in programma nuovi appuntamenti, al momento in fase di definizione».
S1 Ep 707Torino: in 140 per approfondire il legame tra performance sportiva e visione
Il 2 marzo si è tenuto il quarto convegno regionale di Federottica Piemonte al Green Pea del Lingotto: durante la giornata si sono affrontate diverse tematiche, dalla correzione visiva più adatta ai vari sport sino ai percorsi personalizzati di potenziamento delle abilità visive passando per i traumi oculariL’evento interdisciplinare, dal titolo “Visione e Sport-Vedere per vincere”, ha registrato «un’affluenza davvero importante pur essendo un incontro regionale, con una platea di 140 professionisti che hanno seguito il programma nell’arco dell’intera giornata - commentano con soddisfazione in una nota Bruno Maestrelli e Fabio Cazzadore, alla guida di Federottica Piemonte - Ottima anche la partecipazione degli sponsor, 13 aziende che hanno confermato per la quarta volta il sostegno a questo appuntamento. Un plauso va a tutto il direttivo della territoriale, la quale prosegue nel proprio impegno sul territorio con l’obiettivo di ampliare un network di ottici optometristi che puntano a differenziarsi in ambito professionale».Il positivo riscontro della giornata è ascrivibile sia all’argomento di grande interesse sotto il profilo professionale sia al livello di primordine dei relatori. «Giancarlo Montani, ormai figura di riferimento nel nostro convegno, ha interpretato in modo eccellente il tema, fornendo utili chiavi di lettura per l’ottico optometrista - spiega a b2eyes TODAY Maestrelli – Nella sua relazione si è occupato della fisiologia dell'occhio e dell'importanza della correzione visiva nella performance sportiva, approfondendo anche il discorso della compensazione con lenti a contatto, che fa la differenza in molte discipline: ha spiegato le varie tipologie di lac e le più adatte, per quanto riguarda i materiali, a seconda degli sport e degli ambienti in cui vengono praticati. Tutti aspetti su cui un professionista deve essere preparato nel suo lavoro di ogni giorno, non soltanto se il cliente è un atleta agonista».Molto seguito pure l’intervento dell’oculista Igor Di Carlo, che ha illustrato le problematiche legate alla traumatologia oculare nello sport e ha anche puntato l’accento sull'importanza della tenuta del film lacrimale ai fini di una prestazione visiva efficiente durante la performance sportiva.Stefano Panzeri, responsabile della formazione per l’Albo degli Ottici Optometristi, e l’ottico optometrista e psicologo Alberto Merlo hanno invece illustrato alla platea il progetto Sport Vision di Adoo, volto a formare i colleghi all'approccio del potenziamento visivo negli sportivi lavorando con società o con singoli atleti. «Una competenza questa, da parte del professionista, che ha una traduzione anche nella pratica quotidiana, ad esempio con tutti quei clienti impegnati in una disciplina a livello amatoriale: oltre a suggerire la soluzione più idonea, è possibile creare per loro un percorso personalizzato di miglioramento delle abilità visive», sottolinea Maestrelli.Infine Andrea Cagno, divulgatore scientifico, consulente e coordinatore area sport vision della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha fatto proprio dello sport vision la sua mission e la sua professione, non solo ha parlato di valutazione, trattamento e potenziamento di visione e postura nello sport, ma nel pomeriggio ha anche tenuto una sessione pratica di dimostrazione degli esercizi volti a tale potenziamento, la quale ha riscontrato una grande attenzione da parte degli ottici optometristi in sala.
S1 Ep 706CooperVision, due ingressi per rafforzare rete vendita e presenza sul territorio
L’azienda di contattologia ha inserito nel proprio staff Nadia Pedrani con il ruolo di head of field sales e Andrea Magli come senior business development manager su Roma e provinciaCooperVision Italia annuncia due nuovi ingressi nell’organizzazione commerciale, rafforzando sia la guida della rete vendita sia la presenza sul territorio. Nadia Pedrani entra nel team quale responsabile della gestione e dello sviluppo della rete commerciale, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il posizionamento dell’azienda sul mercato italiano e consolidare il dialogo con le strutture internazionali del gruppo. Il suo percorso professionale prende avvio in Philips, dove nel 2000 è entrata in qualità di product manager nel settore piccolo elettrodomestico per poi ricoprire il ruolo di key account manager. Dal 2008 al 2012 ha proseguito la propria esperienza come key account manager nel segmento farmacia e prima infanzia per il marchio Philips Avent, per poi assumere la qualifica di national account manager per il comparto cosmetico e farmaceutico in Di-Va, esperienza che l’ha portata, dopo l’acquisizione da parte di Naturalia Tantum, a diventare responsabile vendite per i canali farmacia ed erboristeria.«Dopo molti anni nello stesso ambito sentivo il desiderio di mettermi alla prova in un nuovo mercato e tornare a lavorare in un contesto multinazionale: ho trovato un ambiente molto positivo e accogliente, con persone disponibili e collaborative - spiega in una nota Pedrani, head of field sales di CooperVision Italia - La sfida ora è guidare un team di 30 professionisti verso traguardi sempre più ambiziosi, valorizzando competenze, talento e spirito di squadra».Andrea Magli invece lavorerà a stretto contatto con le realtà del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con i professionisti e supportare lo sviluppo delle opportunità offerte dalla contattologia. Ottico optometrista laureato e abilitato alla professione nel 2021, dopo aver iniziato il suo percorso professionale presso uno studio oculistico ha proseguito nel settore industriale con Fidia Farmaceutici, dove per tre anni ha ricoperto il ruolo di responsabile vendite area Sud e consulente tecnico-commerciale. Successivamente è stato key account manager in mark’ennovy, incarico ricoperto sino alla fine del 2025.«Parlando la stessa lingua degli ottici sarò in grado di accompagnarli nella scoperta di nuove tecnologie e soluzioni che possano rispondere ai bisogni dei portatori di lenti a contatto», racconta nel comunicato Magli, che ha assunto la qualifica di senior business development manager di CooperVision Italia per la zona di Roma e provincia.«L’ingresso di Nadia e Andrea rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della nostra struttura commerciale, con l’obiettivo di accompagnare sempre meglio gli ottici nello sviluppo del loro business», afferma nella nota Andrea Milletti, country manager di CooperVision Italia e South Europe Cluster Lead.
S1 Ep 705Il Senatur che non aveva mai cambiato le sue idee (né i suoi occhiali)
Il 19 marzo è scomparso, all’età di 84 anni, Umberto Bossi, leader storico della Lega e figura di spicco della politica italiana negli ultimi decenniIl sito del Fatto Quotidiano ha pubblicato trenta scatti fotografici significativi di altrettanti momenti della vita pubblica e personale di Umberto Bossi: non ce n’è uno che non lo ritragga con la stessa tipologia di occhiale, un goccia oversize dalle linee sottili, presente nei vari decenni che lo hanno visto protagonista della scena politica del nostro paese, da metà degli anni 80 fino al 2012, quando lasciò la carica di segretario federale del partito, già minato dall’ictus che lo aveva colpito nel marzo 2004.Dalla metà dell’ultimo decennio del secolo scorso fino a non molti anni fa, quando ancora le condizioni di salute glielo permettevano, andava a farli da VisionOttica Longoni di Saronno. La famiglia titolare del centro ottico in provincia di Varese è stata profondamente legata a Bossi e alla prima era del suo movimento: Giangiacomo ha ricoperto la carica di consigliere e assessore provinciale e di consigliere regionale per la Lega Nord, ma era soprattutto al padre Giuseppe, meglio conosciuto come Jeff, oltre che a sua moglie Graziella e all’altro figlio Gianni, che il Senatur faceva riferimento per l’esame della vista e la scelta dell’occhiale, sempre di quella forma pilot, con qualche rara deroga per montature rettangolari, ma comunque minimal.In molti se lo ricordano ancora a Saronno, accompagnato dalla scorta, quando entrava nel centro ottico dei Longoni e dopo un po’ di chiacchiere e qualche risata si tratteneva in sala refrazione con Jeff: per il controllo visivo certo, ma anche per discutere di politica, entrambi appassionati delle stesse idee.E forse quegli occhiali, della medesima forma se non addirittura dello stesso modello, sono stati una sorta di metafora della sua esistenza e della sua attività politica: semplici come la sua estrazione popolare, grandi come la folla di persone che ha saputo coinvolgere e coerenti nella scelta, come sono state la sua figura, le sue idee, i suoi obiettivi. Più o meno condivisibili, ma comunque rispettabili, come conferma il ricordo che ha scritto di lui Pier Luigi Bersani quando si è diffusa la notizia della sua morte: “l’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello cui ho voluto più bene” (nella foto, Umberto Bossi con Silvio Berlusconi).Angelo Magri
Ep 704Chopard i diamanti danzanti ispirano l'eyewear
A cinquant’anni dal primo lancio, la collezione Happy Diamonds interpreta l’iconico movimento dei gioielli della maison svizzera di alta orologeria in una collezione eyewear realizzata da De RigoChopard presenta una linea sole e vista che rende omaggio alle sue creazioni più iconiche. «Lanciata nel 1976, Happy Diamonds incarna da sempre la joie de vivre, grazie ai suoi diamanti liberi di muoversi tra due vetri zaffiro: un tratto distintivo di gioielli e orologi diventati simboli di un’eleganza senza tempo», si legge in un comunicato della maison svizzera, dal 1988 cronometrista ufficiale della Mille Miglia, la storica corsa automobilistica che si svolge in Italia.Per tradurre le creazioni Happy Diamonds nel mondo dell’eyewear (nelle foto), in licenza a De Rigo Vision dal 2004 il cui accordo è stato rinnovato nel 2023, i modelli presentano il sistema dei diamanti danzanti sulle aste. Cinque le montature, tre da sole e due da vista, ciascuna concepita per fondere estetica e funzionalità. «Gli occhiali da sole esplorano costruzioni in acetato, metallo e rimless, interpretate attraverso forme versatili adatte a ogni tipo di viso - prosegue la nota - La palette delle lenti completa il design, aggiungendo profondità e luminosità. Tra i pezzi di punta spicca il rimless SCHM60S: le sue lenti sfaccettate da 3 mm catturano e riflettono la luce valorizzando ogni incarnato e creando un effetto lift dello sguardo». La collezione si completa con modelli da vista che presentano eleganti silhouette rimless e montature in metallo leggero.A cura della redazione
S1 Ep 703Miopia: la terapia con luce rossa nei bambini è sicura?
Una valutazione in laboratorio condotta negli Stati Uniti ha rilevato che due su quattro dispositivi disponibili in commercio basati su laser hanno raggiunto in pochi secondi i limiti di sicurezza retinica dell’American National Standards Institute, ben al di sotto del tempo di trattamento raccomandato di 180 secondiI risultati, pubblicati su JAMA Ophthalmology, evidenziano rilevanti criticità in termini di sicurezza legate all’impiego pediatrico di alcune terapie a luce rossa basate su laser. Lo studio mette in luce anche la necessità urgente di verifiche indipendenti e di un controllo normativo più stringente prima di un’eventuale diffusione su larga scala nella pratica clinica.«Sebbene la terapia con luce rossa rappresenti un possibile approccio per il trattamento della miopia, la sua introduzione è avvenuta più rapidamente rispetto alla validazione rigorosa della sua affidabilità - spiega Lisa A. Ostrin, del College of Optometry presso l’Università di Houston, in Texas, nell’articolo di JAMA Ophthalmology - Invitiamo professionisti della visione, ricercatori e autorità regolatorie a porre maggiore attenzione alla valutazione dell’assenza di rischio di questi dispositivi, includendo tecniche come l’imaging retinico con ottica adattiva, l’elettroretinografia multifocale e il monitoraggio a lungo termine dei pazienti, prima di un utilizzo diffuso nei bambini».Fra novembre 2023 e aprile 2024 i ricercatori hanno analizzato quattro dispositivi commerciali per la terapia con luce rossa destinati al controllo della miopia, Sky-n1201, Future Vision, EyeRising e AirDoc. Sono stati misurati i livelli di potenza radiometrica a distanze di 1 e 10 cm, oltre a stimare l’irradianza retinica in relazione a diversi diametri pupillari. Le valutazioni di sicurezza sono state effettuate seguendo gli standard Ansi, con l’obiettivo principale di determinare il tempo necessario per raggiungere i limiti di sicurezza retinica.I dispositivi laser Sky-n1201 ed EyeRising hanno toccato tali limiti rispettivamente in appena 2,8 e 1,4 secondi, tempi nettamente inferiori ai 180 secondi raccomandati per il trattamento. Al contrario, Future Vision si è mantenuto entro i limiti della Classe 1 anche in caso di esposizione prolungata, mentre AirDoc, basato su tecnologia Led, ha prodotto una luce più diffusa, consentendo tempi di esposizione sicura significativamente più lunghi.«Trovare un equilibrio tra efficacia terapeutica e sicurezza oculare è fondamentale per assicurare che un intervento pensato per proteggere la visione nel lungo periodo non introduca rischi evitabili superiori ai benefici», conclude Ostrin (immagine tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 702Essilor: con Stellest 2.0 il controllo della progressione miopica sarà più efficace
Il 6 marzo a Milano, presso il Tortona Experience Center, si è tenuto un evento di presentazione della nuova generazione di lenti oftalmiche sviluppata con la tecnologia H.A.L.T. Max, già disponibili sul mercato internoL’incontro ha riunito oltre 120 professionisti della vista e della visione tra oculisti, ricercatori e ottici optometristi (nelle foto) per un confronto scientifico dedicato alle nuove frontiere della gestione della miopia e al ruolo crescente dell’innovazione tecnologica nella salute visiva. «Frutto di anni di ricerca e innovazione scientifica nel campo della gestione della miopia infantile, Essilor Stellest 2.0 rappresenta un’evoluzione della tecnologia H.A.L.T., introdotta per la prima volta nel 2020: grazie al maggiore potere e alla maggiore asfericità delle microlenti, questa nuova generazione compie un ulteriore passo avanti nel controllo della progressione di tale difetto visivo - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - In uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e in crossover controlaterale della durata di un anno, Stellest 2.0 ha dimostrato un’efficacia significativamente superiore nel rallentare la crescita dell’occhio miope rispetto alla prima generazione. Milioni di bambini in tutto il mondo stanno già sperimentando i vantaggi della prima generazione, di queste lenti che si sono dimostrate in grado di inibire la progressione miopica in media del 67% rispetto alle lenti monofocali, se indossate per 12 ore al giorno, tutti i giorni, per due anni consecutivi: le Stellest 2.0, potenziate dalla tecnologia H.A.L.T. Max, raddoppiano il segnale ottico, contribuendo a rallentare ulteriormente l’allungamento del bulbo oculare rispetto alla versione precedente».Gli specialisti della divisione Ricerca & Sviluppo di Essilor hanno individuato una relazione dose-dipendente tra il volume di defocus e l’efficacia nel controllo della progressione miopica, spiega ancora la nota, ipotizzando quindi un “dosaggio” ottimale ottenuto con il nuovo design della lente. «Le microlenti presentano una variazione delle loro due caratteristiche chiave: l’aumento del potere medio e l’aumento dell’asfericità – precisa il comunicato - Queste modifiche generano il doppio del volume di luce non focalizzata, posizionato più lontano dalla retina rispetto alla generazione precedente: il risultato è un segnale ottico più forte, che contribuisce a rallentare l’allungamento assiale dell’occhio. Nelle Stellest 2.0 le microlenti sono distribuite su 12 anelli, rispetto agli 11 della prima versione, supportando un diametro maggiore e una gamma più ampia di montature compatibili».Per valutare l’efficacia delle Stellest 2.0 è stato condotto uno studio clinico in crossover controlaterale su 50 bambini. I risultati hanno evidenziato che le Stellest 2.0 con tecnologia H.A.L.T. Max hanno rallentato in modo significativo l’allungamento assiale rispetto alle Stellest con tecnologia H.A.L.T. a 6 e 12 mesi.Le Stellest 2.0, che sono disponibili in Italia dal 3 marzo, «si basano sulle prestazioni clinicamente comprovate della prima versione e rappresentano l’ausilio più efficace sviluppato da Essilor per il rallentamento della progressione miopica – conclude la nota - Valutate su bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sono idonee per un intervento precoce e possono essere consigliate, in base alla valutazione dello specialista, sia ai bimbi che mostrano i primi segni di miopia progressiva sia a quelli già in progressione miopica: non rappresentano soltanto un nuovo prodotto, ma un ulteriore traguardo nel percorso di innovazione scientifica di EssilorLuxottica nel campo della gestione della miopia».A cura della redazione
S1 Ep 701Bausch + Lomb torna in campo con l’Imoco Conegliano: test visivi durante i playoff
Il 24 marzo, in occasione di gara 3 della semifinale scudetto di volley femminile tra le campionesse d’Italia e la Igor Novara, l’azienda di contattologia rinnova il proprio impegno nella sensibilizzazione sul benessere legato alla visione con una nuova iniziativa dedicata ai tifosi prima dell’incontroL’appuntamento di martedì prossimo ha anche un valore simbolico, legato alla sponsorship con il team veneto. «Sarà presente tutto lo staff aziendale per festeggiare la squadra e offrire un servizio concreto agli spettatori della partita di pallavolo: dopo l’esperienza dello scorso novembre, che aveva già visto una buona partecipazione, l’iniziativa viene riproposta con l’obiettivo di consolidarne i risultati in termini di engagement e visibilità – rivela a b2eyes TODAY Sara Aresco, responsabile marketing della business unit Vision Care di Bausch + Lomb Italia - Per l’esecuzione dei test visivi, realizzati grazie a un autorefrattometro portatile e ad altri strumenti optometrici, saranno coinvolti un consulente dell’azienda e gli ottici di Spaccio Occhiali Vision, realtà con 37 punti vendita tra Veneto, Lombardia e Friuli. L’affluenza prevista è in linea con la precedente edizione: una trentina di partecipanti, tutti adulti, che potranno accedere al servizio prima dell’inizio della partita».Il contesto sportivo rappresenta un elemento chiave del progetto, che nel recente passato ha interessato anche il calcio. «Intercettare il pubblico in un momento di forte coinvolgimento emotivo consente di trasmettere con maggiore efficacia messaggi legati alla prevenzione visiva - dice ancora Aresco - Partire dallo sport è importante per raggiungere tale obiettivo: naturalmente il test effettuato in queste occasioni ha soprattutto una finalità educativa e rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio, che deve indurre le persone a fare una visita oculistica e, se necessario, un passaggio dall’ottico per la soluzione più adatta».È inoltre prevista una promozione in tutti i punti vendita partner italiani, valida sino alla fine di maggio, sulle Ultra One Day. «Il 24 marzo distribuiremo anche materiale informativo per aumentare la consapevolezza su alcune problematiche visive spesso trascurate o magari rimandate, come ad esempio la presbiopia: appuntamenti come quello al Palaverde di Villorba, che ospita le partite casalinghe della Imoco, aiutano a riconoscere i segnali e a capire a chi rivolgersi e come farlo - spiega Aresco - Per la prima parte del 2026 si tratta dell’unico evento di questo tipo, ma il progetto è destinato a proseguire nella seconda metà dell’anno e nella prossima stagione, dal momento che abbiamo rinnovato la sponsorizzazione con la Prosecco Doc Imoco Conegliano » (nella foto, da sinistra: l’allenatore della Imoco Volley Conegliano, Daniele Santarelli, con le giocatrici Joanna Wolosz e Monica De Gennaro).Angelo Magri
S1 Ep 700Mei: le nuove frontiere dell’ispezione cosmetica e della generazione blockless
L’opzione SurfXM con intelligenza artificiale integrata in ClearXM e la tecnologia CoreTBA sono tra i principali progressi messi a disposizione dalla società bergamasca per quel che riguarda l'offerta al mondo industriale e ai laboratori di medie e grandi dimensioni: la prima assicura massima precisione nel rilevamento dei difetti delle lenti, la seconda fa sì che l’azienda si possa posizionare come partner strategico per i produttori che affrontano la rapida crescita della realizzazione di soluzioni per il controllo della miopia, soprattutto in Asia e negli UsaA partire da Vision Expo East, che si è svolta dall’11 al 14 marzo a Orlando, negli Stati Uniti, Mei ha reso disponibile la soluzione per l’ispezione cosmetica con AI SurfXM. «L’approccio di Mei garantisce la massima accuratezza in tale ambito assicurando innanzitutto una lente perfettamente pulita, grazie all’integrazione di SurfXM in ClearXM, la prima macchina automatica per il lavaggio di lenti tagliate o tonde - si legge in un comunicato dell’azienda di Ponte San Pietro - Tutti i residui rimovibili vengono eliminati prima dell’analisi AI, consentendo una individuazione affidabile dei difetti superficiali sia sul lato anteriore sia su quello posteriore della lente, alla velocità più elevata disponibile sul mercato. Il risultato è una tecnologia che non comporta nessun aumento dell’ingombro della macchina, nessun impatto sul tempo ciclo e che offre basso consumo energetico e massima e costante precisione nel rilevamento dei difetti».Mei si consolida inoltre nella produzione di lenti senza blocchetti. «Con oltre un milione di lenti free form già realizzate e vendute dai clienti utilizzando la tecnologia CoreTBA (nella foto, un'immagine di campagna), la generazione blockless dell’azienda è una realtà comprovata - afferma la nota - CoreTBA, Alpha CoreTBA e Omega CoreTBA portano questa tecnologia collaudata a un nuovo livello di prestazioni, stabilendo un nuovo standard di settore grazie a: rilevamento, centratura e orientamento di qualsiasi lente con estrema precisione; feedback immediato sulla correttezza del potere ottico generato; stabilità di processo e controllo qualità garantiti in ogni fase della produzione».Tali capacità, sottolinea il comunicato, posizionano Mei come partner strategico per i produttori che affrontano la rapida crescita della realizzazione di lenti per la gestione della miopia. «Oggi le tecnologie ottiche avanzate consentono di contrastare efficacemente tale condizione e le macchine Mei offrono l’affidabilità e la velocità necessarie per sostenere tale missione», aggiunge la nota.«Questo tema è particolarmente importante per il mercato americano e per quello asiatico, dove vi è una richiesta in costante aumento, soprattutto per il target bambini», spiegano a b2eyes TODAY dall’azienda.A cura della redazione
S1 Ep 699Perché un digital magazine sull’economia della visione
La vista e l'ottica non sono solo competenza professionale: hanno bisogno di un approccio e di uno sguardo capaci di intercettare i segnali di innovazione. Per questo è nato ReviúL’obiettivo è ambizioso: colmare un vuoto nell’informazione indipendente sui temi economici della visione, dove conta chi scrive ma anche chi legge. Reviú nasce perciò da competenze radicate nel settore che si sono distinte per volontà di dialogo e stimolo, con l’intenzione di aggregare, nei 24 numeri annuali online, altre voci importanti. I lettori possono commentare ogni articolo, rispondere ai sondaggi e votare gli argomenti delle uscite successive.Da oltre 12 anni scrivo ogni venerdì una “pillola” sul comparto dell’ottica per b2eyes TODAY: almeno 40 pezzi l'anno, oltre 400 in tutto. Questo impegno viene mantenuto e ora con Reviú si allarga a un palinsesto di temi economici pensato per rispondere alla sete di conoscenza di una comunità ristretta ma sufficientemente popolosa: dati e ricerche di mercato, strategie e tecniche di vendita, comunicazione pubblicitaria, per offrire, ogni primo e terzo martedì del mese (nella foto, la copertina del primo numero), approfondimenti, stimoli e opportunità di business.Reviú nasce dall'idea di fermarsi e ripartire, ripensare le proprie competenze per acquisirne di nuove. Non nascondo la curiosità per come il lettore lo userà, facendo leva sulla forza del digitale: quali articoli leggerà di più, come risponderà ai sondaggi, in che modo commenterà. Chi mi ha scritto dopo il numero zero ha sottolineato il valore dell'indipendenza, augurandosi che duri. Ma l’indipendenza non si conquista da soli: servono l’attenzione del lettore, il suo coinvolgimento e il suo sostegno. Come quello offerto al lancio di questo digital magazine da Ferdinando Fabiano, editore sempre attento agli stimoli, che ha reso le sue testate punti di riferimento nell’ottica, con b2eyes, e nell’oftalmologia, con EyeSee, e che ha portato il Forum Presbiopia a diventare un format di successo fuori dagli schemi: gli affiliati alla piattaforma dell’Osservatorio Presbiopia potranno infatti fruire in esclusiva di tutti i numeri. Perché l'avanguardia non significa essere i primi ad arrivare, ma i primi a partire.Nicola Di Lernia
S1 Ep 698Galileo: un demo tool interattivo affianca l’ottico nella scelta delle lenti
Attraverso il nuovo strumento digitale il brand oftalmico vuole favorire un’esperienza d’acquisto personalizzata e coinvolgente, valorizzando la consulenza del professionista della visione“Le tue lenti Galileo” (nelle foto) accompagna ottico e cliente in un percorso guidato che analizza abitudini visive e necessità individuali, aiutando a identificare la soluzione più idonea. «La scelta delle lenti diventa così un momento consulenziale che valorizza la professionalità dell’ottico e racconta in modo semplice ed efficace le tecnologie e i benefici dei diversi design Galileo», spiega una nota del marchio.Il dimostratore è disponibile all’interno del portale Galileo4You, nella sezione dedicata ai materiali per il punto vendita. «Una volta scaricato, può essere salvato sul desktop del computer o sulla home del tablet, così da essere sempre accessibile a tutto lo staff del centro ottico - prosegue il comunicato - L’utilizzo è immediato: basta un clic sull’icona per avviare la configurazione della soluzione oftalmica e iniziare la consulenza. Il tool funziona anche offline».Attraverso “Le tue lenti Galileo” l’interazione con il cliente diventa più dinamica e personalizzata. «L’ottico può compilare insieme all’utente un questionario di valutazione visiva che si adatta in tempo reale alle risposte fornite, attivando o disattivando specifiche funzionalità in base alle esigenze emerse - precisa la nota - Al termine del percorso, il sistema propone una soluzione completa, con design, tecnologia e trattamento consigliato, evidenziandone caratteristiche e benefici, utili ad argomentare con maggiore efficacia la scelta finale». A sua discrezione, il professionista della visione potrà mostrare al cliente anche una scheda di confronto con altri design, al fine di favorire l’upgrade di prodotto.«Per il centro ottico i vantaggi sono molteplici: offrire un’esperienza d’acquisto moderna, interattiva e su misura e, allo stesso tempo, valorizzare la consulenza professionale, facilitando la comunicazione dei benefici dei prodotti e rafforzando l’immagine del punto vendita come luogo di competenza e innovazione», conclude il comunicato.A cura della redazione
S1 Ep 697Federottica Bari-Bat: al Convegno istituzioni, innovazione e un nuovo futuro della professione
L’Hotel Parco dei Principi nel capoluogo pugliese si prepara ad accogliere il 29 e 30 marzo il tradizionale evento multidisciplinare, che includerà ottici optometristi, oculisti e ortottisti e vedrà la partecipazione di figure istituzionali: l’obiettivo è confrontarsi per sollecitare una revisione del Regio Decreto del 1928 che regola l'ottica in Italia e affrontare temi di grande attualità con un format rinnovato e più coinvolgente
S1 Ep 696Ottica Foppa Group: una responsabile HR per gestire la crescita
Daniela Longhi ha alle spalle un’esperienza decennale al di fuori dell’ottica: dovrà supportare la fase di sviluppo dell’insegna, che oggi conta 24 centri otticiCon il raggiungimento dei 24 punti vendita, in prevalenza nel nord Italia, e un team di oltre 140 collaboratori, Ottica Foppa Group ha deciso di rafforzare la propria struttura organizzativa introducendo una figura dedicata esclusivamente alla gestione del personale. «Daniela Longhi (nella foto), nuova responsabile HR del gruppo, porta con sé un’esperienza decennale nel mondo retail e in diversi settori, mettendo il proprio know how e le proprie soft skill a disposizione, per potenziare il recruiting, la formazione e la gestione delle risorse umane», spiega una nota della società con sede a Grassobbio, in provincia di Bergamo.Andrea Foppa, che gestisce insieme al fratello Luca l’impresa di famiglia fondata dal padre Gigi, ricorda che in azienda l’attenzione per i propri dipendenti è fondamentale. «L'ingresso di Longhi risponde all'esigenza di dedicare uno spazio strutturato alla ricerca, all’ascolto e alla crescita di ogni collaboratore», afferma Andrea Foppa nel comunicato.«La vicinanza e l’aggiornamento continuo dello staff sono valori fondamentali per Ottica Foppa Group che anch’io condivido: per tale motivo ho da subito sposato il loro progetto e sono molto felice di questa opportunità lavorativa - commenta Longhi nella nota - Il primo giro negli store mi ha già permesso di conoscere tante persone e di cominciare a entrare nel mondo e nello stile del gruppo». Tra le sue priorità ci saranno le nuove assunzioni per il completamento dei team di negozio e in sede, oltre alla gestione dell’iter di inserimento per le prossime aperture. Un altro progetto che la manager introdurrà sarà la digitalizzazione della divisione HR, finalizzata a snellire i processi e a ridurre i tempi per le varie attività amministrative e procedurali.A cura della redazione
S1 Ep 695Aiccer 2026: Francesco Calossi premiato per un free paper sull’orto-k
Il lavoro, intitolato “Modellamento epiteliale mediante ortocheratologia notturna per la correzione della presbiopia in un caso di ipermetropia moderata”, ha ricevuto un riconoscimento come miglior comunicazione orale al ventisettesimo congresso nazionale dell’Associazione italiana di chirurgia della cataratta e refrattiva, svoltosi a Rimini dal 12 al 14 marzo scorsiIl congresso Aiccer 2026, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla chirurgia della cataratta e refrattiva, che riunisce ogni anno la comunità dei professionisti del settore per aggiornamento, confronto e formazione, si è focalizzato sulla condivisione delle più recenti tecnologie in quest’ambito, affrontando anche diversi temi di rilievo per la salute dell’occhio e permettendo agli oltre duemila partecipanti di seguire in diretta gli interventi chirurgici dalle sale operatorie dell'Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino.Numerosi i free paper presentati nel corso dell’evento scientifico, tra cui quello di Francesco Calossi, intitolato “Modellamento epiteliale mediante ortocheratologia notturna per la correzione della presbiopia in un caso di ipermetropia moderata”, che è stato premiato come miglior presentazione orale. Nella relazione sono stati illustrati i risultati di un’applicazione dell’ortocheratologia in una persona adulta, ipermetrope e presbite, «dimostrando che questa tecnica non è rivolta solo ai giovani in progressione miopica, ma può rispondere alle esigenze di una platea molto più variegata – spiega a b2eyes TODAY Calossi, laureato in Ottica e Optometria all’Università di Firenze - Ritengo particolarmente significativo che questo riconoscimento sia stato assegnato a un optometrista in un congresso dedicato alla chirurgia refrattiva e della cataratta: testimonia il consolidarsi di un rapporto di reciproco rispetto tra il mondo oculistico e quello optometrico, visto che le rispettive competenze sono complementari e non antagoniste».Il professionista sottolinea inoltre come sia rilevante che il premio «sia stato attribuito a un lavoro sull’ortocheratologia: una tecnica non chirurgica, con ampie potenzialità di collaborazione interdisciplinare» (nelle foto, alcuni momenti della premiazione di Francesco Calossi ad Aiccer 2026).A cura della redazione
S1 Ep 694Elite Eyewear incontra Frank Stephenson
Per il brand recentemente entrato nel suo portafoglio licenze Fluxus Eyewear lancia a fine marzo una speciale capsule collection in collaborazione con il celebre designerFrank Stephenson, figura di riferimento internazionale nota per il suo innovativo contributo nei settori automotive e aerospaziale, mette la propria visione trasversale al servizio di Fluxus Eyewear. La sua firma si traduce nella capsule di Elite Eyewear, recentemente entrata nel portafoglio licenze dell’azienda modenese, composta da due modelli, Biggie e Lizzo, che saranno disponibili in tre varianti colore ciascuno.«La capsule Elite Eyewear by Frank Stephenson interpreta l’universo del network Elite World Group attraverso un equilibrio perfetto tra forme contemporanee e precisione tecnica – si legge in un comunicato di Fluxus Eyewear - Realizzati interamente in Italia con acetato selezionato Mazzucchelli 1849 e componenti di provenienza UE, i due modelli rappresentano la sintesi ideale tra precisione industriale e cura artigianale».Biggie (nella foto, a destra, un’immagine di campagna) è un modello unisex dalla forma squadrata a doppia lente, disponibile in tre varianti cromatiche. Lizzo (nella foto, a sinistra, un’immagine di campagna) invece è caratterizzato da una forma cat-eye e trae ispirazione da un'estetica femminile ed elegante. La ricercatezza dei materiali si abbina a una palette cromatica distintiva che include tre colori.«Interpretare l’universo Elite e tradurlo in occhiali è stato un percorso stimolante - commenta nella nota Gabriele Ferrini, ceo e founder di Fluxus Eyewear - La collaborazione con Frank Stephenson valorizza pienamente la nostra visione: creare linee con una forte identità e una qualità made in Italy riconoscibile».La collezione sarà disponibile da fine marzo presso centri ottici selezionati e online sul sito del marchio.A cura della redazione
S1 Ep 693Ailac: Patrizia Della Fornace è la nuova presidente
La professionista è stata eletta nell’ambito dell’ottavo congresso dell’Accademia italiana lenti a contatto dal titolo “Lenti a Contatto: Rinascimento Contemporaneo, un ponte tra cultura, formazione e professionalità”, tenutosi a Firenze l’8 e 9 febbraioPatrizia Della Fornace subentra al presidente uscente Alfredo Desiato, eletto nel 2021 e riconfermato nel 2024, il quale sarà ancora membro del consiglio direttivo per il prossimo biennio. Ruolo confermato anche per Tiziana Agri, Antonio Ercoli, Paolo Palumbo e Luciana Zarrilli. Marinella Ilario lascia l’incarico, mentre Marco Sostegni fa il suo ingresso nel direttivo di Ailac.Nel corso dell’ottavo congresso, «Ailac ha offerto una panoramica completa e aggiornata sulle lenti a contatto, sia morbide sia rigide, muovendosi tra i grandi protagonisti del Rinascimento fiorentino: dall'inventiva di Leonardo nella rassegna delle metodologie applicative più avanzate per le lac morbide, all'insegnamento del suo maestro Verrocchio, evocato nel rinnovato interesse verso alcune tipologie rigide, fino alla prospettiva di Masaccio, per comprendere la corretta collocazione delle lenti a contatto sulla superficie oculare, e all'intuito di Brunelleschi per la soluzione e gestione dei casi estremi - spiega un comunicato dell’Accademia - La Lectio Magistralis ispirata a Pico della Mirandola tenuta da Luigi Lupelli ha puntualizzato la nobiltà dell’arte di far vedere bene con le lenti a contatto. Il cerchio di Giotto ha fatto da spunto per un confronto aperto tra professionisti della visione e rappresentanti aziendali su chi, tra applicatore e portatore, debba idealmente essere posto al centro della scelta e della gestione delle lenti a contatto» (nella foto, da sinistra, il nuovo direttivo di Ailac: Luciana Zarrilli, Tiziana Agri, Paolo Palumbo, Patrizia Della Fornace, Alfredo Desiato, Marco Sostegni e Antonio Ercoli).A cura della redazione
S1 Ep 692Firenze: sul territorio una collaborazione professionale corretta e proficua
È quanto emerso nel corso della diciannovesima edizione del seminario di aggiornamento della Federottica locale, svoltosi il 27 febbraio scorso alla presenza di 110 partecipanti, tra cui una ventina di oculisti. Al centro dell’appuntamento, l’innovazione, trattata in maniera trasversale per informare sulle principali novità sia l’area ottico optometrica sia la classe medica, in una logica di sempre maggiore conoscenza e integrazione a vantaggio del paziente e cliente
S1 Ep 691Italia Independent torna… On the road
Colore, sperimentazione e identità sono al centro della collezione primavera estate 2026 del marchio di House of Modo: riparte anche il progetto fotografico che ha come protagonisti artisti e creatori lontani dai riflettori, ma capaci di esaltare la propria umanità e autenticitàLa presentazione della collezione primavera estate 2026 di Italia Independent si inserisce in un nuovo capitolo del progetto “The Independents On The Road”, voluto da House of Modo per celebrare la ricchezza e la diversità delle città italiane attraverso le storie di personalità autentiche, creative e indipendenti. «In questa iniziativa i soggetti ritratti non sono soltanto modelli, ma anche clienti affezionati e retailer del marchio, veri ambasciatori all’interno delle loro comunità, contribuendo così a costruire un ecosistema che coinvolge il team creativo, i professionisti della comunicazione, i talenti, la rete vendita e i consumatori finali», spiega una nota del brand. A realizzare il concept sono il fotografo Alessandro Levati e lo stylist Luigi D’Elia, che hanno tradotto la visione creativa del marchio in una serie di immagini, «dando vita a un racconto fotografico capace di esprimere l’energia collettiva di “The Independents On The Road” e la natura multiforme della collezione», sottolinea il comunicato.La nuova linea di Italia Independent (nelle foto) si presenta infatti come laboratorio creativo «in cui colore, ricerca sui materiali e sperimentazione stilistica ridefiniscono i confini dell’eyewear contemporaneo», si legge ancora nella nota. In evidenza Teddy, che reinterpreta l’occhiale attraverso superfici morbide e tonalità intense. Accanto a questa proposta, Mask introduce forme attuali definite da una lente che avvolge il frontale in acetato, in cui il logo in rilievo diventa un elemento grafico distintivo. Con Atelier Acetate il brand punta invece su comfort ed eleganza, proponendo montature con palette cromatiche vivaci e giocose dal look identificabile, valorizzato dal logo tridimensionale a contrasto che firma ogni modello. Completa la proposta Acetate & Metal Combo, in cui la profondità dei frontali in acetato incontra la leggerezza delle aste in metallo, generando montature definite da mix cromatici, loghi in rilievo e finiture che creano un equilibrio tra texture e materiali.
S1 Ep 690Ottica Barello: un incontro con gli oculisti sui primi presbiti
Dopo i due eventi rivolti alla classe medica organizzati lo scorso anno dal centro ottico di Milano, ad aprile è in programma il primo del 2026, incentrato sulle lenti a supporto accomodativo, con la partecipazione di HoyaProsegue il percorso di collaborazione con l’area medica avviato da Ottica Barello, che dopo l’incontro del maggio scorso sulla miopia ne ha organizzato un altro a fine novembre (nella foto), dedicato alle lenti progressive, sia oftalmiche sia a contatto. «Abbiamo registrato 40 adesioni che si sono tradotte in 42 partecipanti tra oculisti e ortottisti - dice a b2eyes TODAY Vittorio Giacovelli, titolare del centro ottico milanese di via Torino, a pochi passi dal Duomo – È intervenuto Francesco Loperfido, responsabile del Servizio di Oftalmologia Generale presso l’Ospedale San Raffaele, per la parte medica, insieme a Daniele Giglioli di Alcon Italia e ad Alessandra Parodi di Hoya Italia per gli aspetti tecnici legati alle soluzioni di lac e oftalmiche disponibili: è stato affrontato il tema della presbiopia sia dal punto di vista clinico sia da quello applicativo».L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare la collaborazione tra ottici e oculisti. «Da giovane ottico ho sempre voluto che le due professioni lavorassero insieme e tali appuntamenti aiutano a comprendere meglio le rispettive modalità operative e a collaborare in modo più efficace: si tratta di un investimento significativo da parte della nostra azienda, che però consente di costruire nel tempo una rete di oftalmologi partner, in linea con quanto promosso in questi anni dal Forum Presbiopia - prosegue Giacovelli - Il tema della presbiopia sarà al centro anche del prossimo incontro, verosimilmente ad aprile, con data ancora da definire: si parlerà infatti dei primi presbiti, delle lenti office e, in particolare, di quelle a supporto accomodativo, che noi amiamo definire “lenti con l’aiutino”, per rendere più chiaro il concetto al portatore, con il contributo sempre di Parodi per Hoya e di Loperfido per la parte medica. L’obiettivo è replicare l’affluenza registrata all’ultimo evento, grazie alla fidelizzazione di una platea che spesso torna a partecipare».Questo percorso non è una novità per Ottica Barello, che lo ha avviato negli anni precedenti alla pandemia. «Il primo incontro risale infatti al 2015 e, fino al 2019, l’iniziativa è stata proposta con cadenza annuale, con un elevato numero di adesioni, tra cui anche primari ospedalieri: all’epoca i meeting erano organizzati direttamente dal nostro team con il supporto delle aziende, senza il contributo di oftalmologi tra i relatori, che invece abbiamo introdotto a partire dal maggio 2025, quando abbiano ripreso le fila di un dialogo interdisciplinare strutturato e continuativo – spiega ancora Giacovelli - Il programma proseguirà con almeno un ulteriore evento nella seconda parte del 2026, a testimonianza della volontà di consolidare un format che punta a creare sinergie concrete sul territorio e a migliorare la qualità del servizio offerto all’utente finale».Angelo Magri
S1 Ep 689Prisma: a Firenze con le linee guida sull’ipovisione
Il 21 e 22 marzo saranno il filo conduttore della dodicesima edizione del Congresso dell’organismo, che ha fatto domanda al Ministero della Salute per diventare società scientifica«Se la nostra richiesta verrà accolta, saremo l’unica società scientifica in Italia nel campo dell’ipovisione: ciò consentirebbe di proporre al ministero linee guida ufficiali per questa tipologia di problematiche visive - spiega a b2eyes TODAY Anna D’Ambrosio (nella foto sotto), presidente di Prisma - Tant’è che il Congresso 2026 sarà incentrato proprio su tale argomento e si concluderà con un corso monotematico al riguardo».Come sempre e stavolta ancora di più che nel passato, l’appuntamento fiorentino (nella foto principale, la locandina) dedica ampio spazio al mondo ottico optometrico. «Saranno tre i corsi curati da professionisti di questo ambito: Chiara Tarli Barbieri e Giuseppe Migliori si occuperanno di strategie per la scelta e il montaggio dell'ausilio ottico, mentre Francesco Pietroni, new entry del Consiglio direttivo di Prisma, terrà un corso sugli ausili ottici, elettronici e digitali. A loro si aggiungono Leonardo Tulini e Fabio Casalboni, con una proposta formativa di taglio basic, utile non solo agli ottici ma anche agli altri professionisti coinvolti nella gestione della persona ipovedente: Casalboni è entrato a far parte del Comitato scientifico dell’associazione creato proprio in vista del percorso per il riconoscimento come società scientifica - dice ancora D’Ambrosio - Interverranno inoltre, fra gli altri, Silvano Abati, Giancarlo Montani e Alfredo Mannucci».Per favorire sinergie importanti all’interno dell’area medica, non mancherà anche quest’anno il contributo di Iapb Italia: l’ortottista Valeria Silvestri, recentemente entrata nel Comitato scientifico di Prisma, terrà un corso, mentre tra i relatori del Congresso figurano gli oculisti Filippo Amore e Simona Turco.Dopo la parentesi del 2025, in cui l’evento nazionale non si è tenuto per lasciare spazio al simposio internazionale sull’ipovisione, svoltosi sempre a Firenze, l’obiettivo degli organizzatori è raggiungere le circa 250 presenze complessive registrate due anni fa. «Il programma prevede anche momenti di confronto con l’industria: sabato 21 marzo alcune delle aziende presenti nell’area espositiva organizzeranno un lunch symposium durante il quale presenteranno le loro novità, mentre in entrambe le giornate i visitatori potranno dare vita a una sorta di caccia al tesoro tra gli stand, con la raccolta di bollini e un premio finale estratto a sorte tra i partecipanti - rivela D’Ambrosio - Ancora una volta saranno diversi i partner attivi nella filiera ottica, come Centro Style, Dai Optical, Eschenbach, Fonda e Tecnicornea, con le ultime soluzioni dedicate alla gestione dei soggetti ipovedenti».Angelo Magri
S1 Ep 688EssilorLuxottica e Dolce&Gabbana, altri 25 anni insieme
Con un orizzonte temporale di un quarto di secolo, il gruppo di eyewear e la griffe rinnovano fino al 2050 l’accordo di licenza in esclusiva, sancito nel 2004, per la progettazione, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di occhiali da vista e da sole del marchioL’ultima conferma risale al 2020, quando le due realtà hanno deciso di prolungare in anticipo la partnership fino al 2029. Ora tale intesa sarà attiva fino al 2050. «Siamo particolarmente orgogliosi di questo nuovo accordo perché ci permetterà di accompagnare Dolce&Gabbana, uno dei marchi più iconici al mondo cui siamo molto legati, espressione unica di stile, arte e cultura, in un percorso idealmente senza fine - commenta in una nota congiunta Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica - Con un orizzonte temporale di venticinque anni, la collaborazione conferma l’evoluzione del nostro modello di partnership sempre più orientato al lungo termine, per permettere l’integrazione profonda di valori, visioni strategiche e cultura del prodotto e generare così progressi solidi e duraturi nel tempo». Anche da Dolce&Gabbana si dicono orgogliosi di rafforzare questa collaborazione. «Dal 2004 EssilorLuxottica e Dolce&Gabbana portano avanti una partnership solida, capace di coniugare risultati di business, visione creativa e lo sviluppo di un progetto condiviso – dichiara nel comunicato Alfonso Dolce, amministratore delegato di Dolce&Gabbana - Il consolidamento dell’accordo a lungo termine che sigliamo conferma la fiducia reciproca nel futuro e nelle opportunità che entrambe le aziende potranno cogliere continuando a collaborare nei prossimi anni. EssilorLuxottica si distingue per un know how unico nella produzione di occhiali, per l’elevata qualità e la capillarità della propria rete retail e distributiva a livello globale, nonché per una costante attenzione all’innovazione tecnologica» (nella foto, un modello dell'ultima collezione Dolce&Gabbana, Devotion). A cura della redazione
S1 Ep 687Dagli Oscar a Nouvelle Vague, il sole splende sul cinema
Nella notte del 16 marzo sono state assegnate le famose statuette. Se Leonardo DiCaprio, pur non vincitore, cela l’attività clandestina che svolge dietro un modello a maschera squadrata nel pluripremiato “Una battaglia dopo l’altra” e il protagonista di “Sinners”, Michael B. Jordan, fa del proprio occhiale sun un omaggio eterno al blues, è soprattutto in “Nouvelle Vague”, attualmente nelle sale in Italia, che queste montature assumono un valore iconico, metafora di uno sguardo nuovo sulla settima arteIn questi momenti di Oscar, viene naturale pensare al film di Richard Linklater Nouvelle Vague, nelle sale dai primi di marzo. Con la formula quasi da documentario e il bianco e nero, parla della nascita di quel rivoluzionario movimento che ha dominato, per diversi decenni, il cinema francese. Non soltanto per i contenuti legati ai sentimenti e ai rapporti umani, più che all’azione, ma soprattutto per la maniera di girare un film. E in Nouvelle Vague è ben spiegato, dalla proposta fino alla prima proiezione. È Jean-Luc Godard con il suo Fino all’ultimo respiro del 1960 a raccontarlo. Capace di sovvertire tutti i metodi di lavorazione tradizionale: cinepresa a mano, montaggio discontinuo, set di poche ore, massima spontaneità lasciata agli attori, scene improvvisate. Arrivando a stupire anche i colleghi registi di quella nascente corrente, tutti facenti capo alla rivista Cahiers du cinema.Godard, interpretato dal convincente Guillaume Marbeck, ha un suo pensiero, un suo modo di vivere e di rapportarsi agli altri, che sarà poi imitato da molti. Come quel portare sempre a tutte le ore, notti e interni compresi, gli occhiali neri, da sole. In anni in cui queste montature si indossavano soltanto al sole. A ribadirlo Jean Paul Belmondo-Aubry Dullin, in un tête-à-tête con Jean Seberg-Zoey Deutch nella locandina del film (nella foto sopra) o sempre Seberg-Deutch mentre cammina sugli Champs-Elysées (nella foto sotto, tratta da YouTube, Leonardo Di Caprio in “Una battaglia dopo l’altra”) . Luisa Espanet
S1 Ep 686Paralimpiadi 2026: Bertagnolli e Mazzel dalla disabilità visiva al podio
Alle competizioni invernali di Milano-Cortina, che si sono chiuse il 15 marzo, i due atleti italiani ipovedenti si sono imposti nello sci alpino con prestazioni di alto livello e una serie di recordSulle piste delle Paralimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 l’Italia ha trovato due protagonisti: Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, entrambi ipovedenti. Per Bertagnolli la sfida con la vista è iniziata fin dalla nascita. Nato con una grave atrofia del nervo ottico, ha sempre avuto una capacità visiva molto ridotta. Da bambino ha individuato nello sci un modo per muoversi libero. Con il tempo la passione si è trasformata in carriera agonistica e in un rapporto di grande fiducia con la sua guida, figura fondamentale nelle gare per atleti ipovedenti con la quale comunicano tramite radio o segnali vocali, elementi essenziali in questa tipologia di competizione. A Milano-Cortina 2026 Bertagnolli ha ribadito il suo valore conquistando, insieme all’inseparabile Andrea Ravelli (nella foto principale, tratta da eurosport.it, a sinistra, con Bertagnolli), diversi podi nello sci alpino e numerosi record: l’atleta paralimpico italiano più medagliato di questa edizione storica per l’Italia che ha raccolto complessivamente 16 medaglie e l'azzurro più vincente di sempre nello sci alpino paralimpico e, in assoluto, negli sport invernali alle Paralimpiadi. Con un oro nella combinata e nello slalom, due argenti nel superG e nello slalom gigante, un bronzo nella discesa libera ha vinto 5 medaglie in altrettante gare contro le 4 per ognuna delle due edizioni precedenti, per un totale di 13 in tre partecipazioni.La storia di Mazzel è diversa. Da ragazza vedeva normalmente e lo sci era semplicemente uno degli sport che amava praticare. Tutto è cambiato quando, durante l’adolescenza, le è stato diagnosticato un glaucoma che ha progressivamente compromesso la vista. Nonostante la malattia ha continuato a sciare, imparando a gareggiare nella categoria degli ipovedenti e affidandosi alla guida che la precede lungo il tracciato e le comunica le traiettorie da seguire. Alle Paralimpiadi del 2026 l’atleta trentina ha conquistato il titolo paralimpico nel superG, con guida Nicola Cotti Cottini (nella foto sopra, tratta da gazzetta.it, con Mazzel), riportando l’Italia al successo nello sci alpino femminile paralimpico vent’anni dopo Silvia Parente a Torino 2006, e tre medaglie d'argento: uno nella discesa libera e uno nella combinata alpina sempre con Cotti Cottini, e uno nello slalom gigante, con Fabrizio Casal come guida, diventando, insieme a Bertagnolli, una delle grandi protagoniste del team italiano.A cura della redazione
S1 Ep 685Vision Optika: Enrica Bonaccorti e il suo inseparabile pantos blu
La conduttrice televisiva, figura poliedrica che nella sua carriera è stata anche attrice, scrittrice e autrice di canzoni celebri come “La lontananza” per Domenico Modugno, scomparsa il 12 marzo a 76 anni, era una affezionata cliente dell’insegna romana: da loro ha scoperto il modello di occhiali della Silhouette che l’ha accompagnata per più di dieci anniUn rapporto professionale trasformato nel tempo in un legame personale: è quello che univa Enrica Bonaccorti al suo ottico di fiducia, Maurizio Ambrosini. «Era mia cliente da prima del 2000: una persona umile, affabile e determinata, che dialogava volentieri con chi lavorava o entrava in negozio - ricorda a b2eyes TODAY Ambrosini, attivo dal 1991 presso l’insegna Vision Optika di Roma, di cui coordina tutti i sette negozi - Dal punto di vista visivo, Enrica era inizialmente ipermetrope e in seguito presbite. Soffriva inoltre di blefarite, per cui non riusciva a indossare lenti a contatto e portava quindi occhiali progressivi». Il legame con il centro ottico era nato grazie al passaparola di un cliente che non apparteneva al mondo dello spettacolo: Bonaccorti si recava sempre nella sede storica, in via San Claudio, nelle vicinanze di via del Corso, punto vendita ancora oggi diretto da Ambrosini e che dal 2021 si è trasferito in via del Gambero, sempre nel cuore della Capitale.La scelta dell’occhiale era diventata negli anni un elemento distintivo della sua immagine. Così nel 2015, durante una giornata di consulenza in negozio, Angelica Pagnelli le propose un pantos firmato Silhouette. «Le valorizzava molto il viso, se ne innamorò e da allora ha sempre voluto quel modello, nel colore blu che si abbinava bene ai suoi occhi (nella foto, tratta dal profilo Instagram di Bonaccorti) - spiega Ambrosini - Alle montature venivano abbinate lenti leggermente colorate. Successivamente, quando uscì di produzione la versione blu, Bonaccorti scelse quella nera ma sempre dello stesso modello e, dopo un intervento di cataratta agli inizi di questo decennio, continuò a utilizzarlo con lenti neutre e trattamento antiriflesso, anche in sostituzione dell’occhiale da sole. Le abbiamo inoltre realizzato lo stesso prodotto in versione fotocromatica o con sfumature particolari: tra queste, combinazioni cromatiche studiate da Pagnelli per Hoya, come lenti con tonalità blu nella parte superiore e rosa in quella inferiore».Nel tempo anche la figlia della conduttrice, Verdiana, è diventata cliente del punto vendita romano. «L’ultima volta che ho visto Enrica è stato nel 2022, ma continuavamo a sentirci via messaggio, per un saluto o per chiedermi di consigliare la figlia quando veniva in negozio - racconta ancora Ambrosini - Per me era soprattutto un’amica e il dispiacere è stato grande quando abbiamo saputo della malattia. Ci ha lasciato una persona squisita, con un carattere deciso ma sempre affabile».Doti che sottolinea anche Pagnelli. «Bonaccorti era tanto determinata quanto dolce, sobria, raffinata ed elegante, anche nell’animo - afferma la consulente di stile al nostro quotidiano - Aveva particolarmente apprezzato l’esperienza della consulenza visiva nel suo centro ottico di fiducia, come dimostra il fatto che per oltre dieci anni non ha mai cambiato il proprio modello di occhiali».Angelo Magri
S1 Ep 684Safilo, nel 2025 costante crescita di utili e margini
Il gruppo di eyewear ha fatto registrare un margine industriale lordo pari a circa il 61% e un Ebitda adjusted al 10,6%, entrambi in progresso di 120 punti base rispetto al 2024, «risultati che riportano i nostri livelli di redditività ai massimi dell’ultimo decennio e che, insieme a una gestione del capitale circolante attenta ed efficace, hanno contribuito a generare un free cash flow di 55 milioni di euro e a ridurre l’indebitamento netto a 46 milioni di euro, consolidando ulteriormente la solidità del nostro profilo finanziario», commenta in una nota Angelo Trocchia, amministratore delegato della società con sede a Padova, che ha chiuso l’esercizio con oltre 983 milioni di euro di ricavi, pari al +1,8% a cambi costanti e al -1% a cambi correnti
S1 Ep 683Oliver Peoples, prima collezione sole con Jil Sander
La griffe del gruppo Otb ha annunciato il lancio della linea sun in collaborazione con l’housebrand di EssilorLuxotticaJil Sander, che in passato aveva affidato la licenza eyewear a Marchon, fino al 2014, e in seguito a Rodenstock, rilancia sull’eyewear presentando il frutto di una partnership che promette sviluppi futuri. «Questo primo lancio segna l’inizio di una collaborazione continuativa», sottolinea infatti una nota congiunta di Oliver Peoples e del brand moda acquisito nel 2021 da OTB Fashion Group, gruppo cui fanno capo marchi come Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf e Diesel: quest’ultimo nel 2024 ha siglato con EssilorLuxottica una licenza in esclusiva per il design, la produzione e la distribuzione globale di occhiali.La collezione sole unisex Jil Sander Oliver Peoples è caratterizzata da un «equilibrio tra linee spigolose e forme organiche, tra suggestioni industriali e naturali, espresso attraverso un uso essenziale ma al tempo stesso materico di titanio e acetato - spiega il comunicato - Lo spirito misurato si riflette in un branding discreto, integrato in modo sottile in elementi funzionali come aste e naselli. Tutti i modelli, realizzati a mano in Giappone, vantano lenti in vetro di alta gamma prodotte in Italia e firmate con il caratteristico logo “breath”».L’artista Walter Pfeiffer firma la campagna scattata ad Amburgo (nelle foto), città dove ha avuto inizio la storia di Jil Sander. «Il contrasto tra la chiarezza tagliente delle immagini e lo spirito spensierato dei ritratti cattura l’essenza del progetto, che fa dialogare le radici californiane di Oliver Peoples con l’eredità europea e l’estetica modernista di Jil Sander - prosegue la nota - Le montature in titanio, Edition 1, Edition 2 ed Edition 5, presentano cerchi spigolosi più spessi nella parte superiore e più sottili in quella inferiore. Il dettaglio sagomato in titanio crea una superficie piatta che ospita i loghi incisi. L’asta si chiude in un terminale arrotondato a goccia, dettaglio distintivo pensato anche per il comfort. A loro volta le montature in acetato, Edition 3, Edition 4 ed Edition 6, sono scultoree e voluminose, con aste ergonomiche, cerniere create ad hoc e placchette logo incassate a mano».La palette cromatica propone nuance sviluppate appositamente per la collaborazione, come Dark Green, Soft Pink e Butterscotch, accanto a Black, Brown e Tortoise. In tutti i modelli le combinazioni di montature e lenti giocano tra ton-sur-ton d’impatto e contrasti discreti. Il packaging pieghevole, che richiama la gestualità di una borsa Jil Sander, aggiunge un ulteriore tocco caratterizzante. La collezione è distribuita in esclusiva a livello globale dal 10 marzo in una selezione di centri ottici e di boutique, nei monomarca e sui siti dei due brand.A cura della redazione
S1 Ep 682Sel Optical: l’Academy riparte da Roma
Lunedì 16 marzo è in programma il primo appuntamento dell’aggiornamento itinerante dell’azienda oftalmica dedicato agli ottici partner, al quale seguiranno due incontri a Monza e RiccioneRipartono le Academy formative di Sel Optical. «Già dallo scorso anno abbiamo avviato sul territorio un tour itinerante di approfondimento tecnico focalizzato sulla gamma delle lenti occupazionali, dalle office alle lenti ad assistenza accomodativa, fino alle nuove generazioni di progressive sviluppate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che possono soddisfare le moderne esigenze di visione», precisa un comunicato dell’azienda di Codigoro, in provincia di Ferrara.L’edizione 2026 del format sarà inoltre l’occasione per approfondire le caratteristiche delle nuove lenti Asahi-Lite presentate all’ultimo Mido e da inizio anno distribuite in esclusiva per il mercato italiano da Sel Optical.Gli incontri sono tenuti da Paolo Marchesi, consulente aziendale per la formazione, il marketing e il product management, che approfondirà le tecnologie e le motivazioni di proposta dei numerosi prodotti presenti nel catalogo della società ferrarese.Tre le date già definite: dopo il 16 marzo a Roma per i clienti del Lazio sono in programma due ulteriori tappe, il 23 marzo a Monza (nelle foto, le locandine) per i partner della Lombardia e il 20 aprile a Riccione per quelli dell’Emilia Romagna e della zona adriatica.A cura della redazione
S1 Ep 681Shamir In School: la formazione parte da Padova
Da diversi anni l’azienda oftalmica investe nell’aggiornamento, avvalendosi di docenti e professionisti qualificati: l’obiettivo è offrire agli ottici partner contenuti di valore che arricchiscano sia la sfera professionale sia quella personaleTorna il progetto Shamir In School (nella foto, un momento dell'edizione 2025), che nel corso del 2026 si svilupperà con tre filoni tematici: innovazione, colore&stile e tecnica. Il primo ciclo di corsi dedicato all’innovazione partirà il 16 marzo a Padova e tratterà il tema dell’AI con “Intelligenza Artificiale: trend, scenario e applicazioni pratiche all’interno del punto vendita”. Per questo modulo seguiranno altre tre date a Caserta il 13 aprile, a Milano l’8 giugno e a Bologna il 10 settembre. «L’obiettivo è fornire al professionista della visione e ai suoi collaboratori, che desiderano migliorare le proprie skill personali, strumenti nuovi da utilizzare attraverso un supporto innovativo ed efficace», spiega una nota dell’azienda. Il ciclo formativo dedicato all’argomento colore&stile prevede due appuntamenti, uno già fissato a Reggio Emilia il 24 maggio, l’altro in via di definizione e previsto per l’autunno, con l’obiettivo di supportare l’ottico nella proposta di lenti colorate. «Il corso gli consentirà di interpretare il cliente in base alle tonalità che indossa e allo stile che lo caratterizza», sottolinea la nota. Infine, il programma di Shamir In School prevede il ciclo di corsi sulla tecnica in quattro città diverse, da definire, in modo da coprire l’intera penisola, con la collaborazione di Luca Giannelli, direttore della Scuola di Clinica Neuro Visuo Posturale e formatore con il quale Shamir vanta una partnership consolidata. Questi incontri tratteranno temi riguardanti il percorso di adattamento delle progressive e la lente accomodativa per il benessere visivo di oggi. L’edizione 2025 del progetto formativo con Luca Giannelli si è conclusa all’inizio di questo mese e ha toccato cinque tappe, Padova, Milano, Caserta, Bari e Roma, coinvolgendo 400 ottici. Attraverso tale esperienza l’azienda ha offerto a tutti i propri clienti la possibilità di partecipare a “Ottica Pratica: le soluzioni che fanno la differenza”. «Il focus era individuare le diverse tecniche di centratura, ponendo specifica attenzione su quali procedure aiutano a centrare correttamente - precisa il comunicato - Un altro importante argomento è stato capire come bilanciare professionalità e personalizzazione nell’ambito delle lenti progressive, concludendo con alcuni esercizi pratici mirati per un migliore adattamento di questa soluzione visiva». A cura della redazione
S1 Ep 680Parigi: l’eyewear “accompagna” collezioni sartoriali e senza eccessi
Sulle passerelle della fashion week parigina conclusasi il 10 marzo, gli occhiali, con design che vanno dal classico allo sportivo, sono stati una presenza importante, per accessoriare outfit coordinati o in contrasto stilistico che guardano agli anni 20 e 30 del secolo scorsoDopo New York e Milano sono terminate le sfilate di Parigi per l'autunno inverno 2026-2027. Si è parlato di una moda che non vuole osare e sceglie proposte “rassicuranti”. In realtà c’è una continuità con la tendenza, emersa da qualche stagione, verso capi dai tagli sempre più sartoriali, senza eccessi di dettagli, se non con una funzionalità, per durare più di una stagione. In linea con una visione più attenta all’ambiente. Di fatto, nonostante i vari cambiamenti di direttori creativi, si è molto guardato alle collezioni del passato, soprattutto degli anni Venti e Trenta del secolo scorso.L’eyewear è stata una presenza importante su molte passerelle. A cominciare da Tom Ford, disegnata da Haider Ackermann, che ha sfilato anche con l’uomo. Presenti pressoché in tutte le uscite, esclusi i lunghi da sera e gli smoking spezzati di lui. Geometrici, per la maggior parte in acetato nero, colore prevalente della collezione, ma anche tartarugati con lenti colorate, o metallici tenuti in mano dalle modelle. Stile motociclista gli occhiali da Stella McCartney per accessoriare i cappotti e le giacche dalle spalle importanti: un ritorno agli anni 80 seguito da molti. Sottile e anche a fascia l’eyewear dal nuovo Balenciaga, di Pier Paolo Piccioli, e scuro in accordo con il fumé, filo conduttore. Fumé anche negli occhiali piuttosto spessi di Balmain. Sono ampie, tonde e metalliche le montature nella collezione folk-chic di Chloé. Stupisce Lanvin che manda in passerella modelli a maschera sportiva, con abiti d’ispirazione ritorno agli anni Venti. Svariati gli stili e gli spunti da Celine, che passa dal tailleur piuttosto classico alla giacca animalier. Rosso uno dei colori dominanti, presente anche negli occhiali (nelle foto, da sinistra, in alto e in senso orario: Chloé, Balmain, Lanvin e Balenciaga).Luisa Espanet