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Paralimpiadi 2026: Bertagnolli e Mazzel dalla disabilità visiva al podio
Season 1 · Episode 686

Paralimpiadi 2026: Bertagnolli e Mazzel dalla disabilità visiva al podio

b2eyes today · Fabiano Editore

March 16, 20262m 44s

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Show Notes

Alle competizioni invernali di Milano-Cortina, che si sono chiuse il 15 marzo, i due atleti italiani ipovedenti si sono imposti nello sci alpino con prestazioni di alto livello e una serie di record

Sulle piste delle Paralimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 l’Italia ha trovato due protagonisti: Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, entrambi ipovedenti. Per Bertagnolli la sfida con la vista è iniziata fin dalla nascita. Nato con una grave atrofia del nervo ottico, ha sempre avuto una capacità visiva molto ridotta. Da bambino ha individuato nello sci un modo per muoversi libero. Con il tempo la passione si è trasformata in carriera agonistica e in un rapporto di grande fiducia con la sua guida, figura fondamentale nelle gare per atleti ipovedenti con la quale comunicano tramite radio o segnali vocali, elementi essenziali in questa tipologia di competizione. A Milano-Cortina 2026 Bertagnolli ha ribadito il suo valore conquistando, insieme all’inseparabile Andrea Ravelli (nella foto principale, tratta da eurosport.it, a sinistra, con Bertagnolli), diversi podi nello sci alpino e numerosi record: l’atleta paralimpico italiano più medagliato di questa edizione storica per l’Italia che ha raccolto complessivamente 16 medaglie e l'azzurro più vincente di sempre nello sci alpino paralimpico e, in assoluto, negli sport invernali alle Paralimpiadi. Con un oro nella combinata e nello slalom, due argenti nel superG e nello slalom gigante, un bronzo nella discesa libera ha vinto 5 medaglie in altrettante gare contro le 4 per ognuna delle due edizioni precedenti, per un totale di 13 in tre partecipazioni.

La storia di Mazzel è diversa. Da ragazza vedeva normalmente e lo sci era semplicemente uno degli sport che amava praticare. Tutto è cambiato quando, durante l’adolescenza, le è stato diagnosticato un glaucoma che ha progressivamente compromesso la vista. Nonostante la malattia ha continuato a sciare, imparando a gareggiare nella categoria degli ipovedenti e affidandosi alla guida che la precede lungo il tracciato e le comunica le traiettorie da seguire. Alle Paralimpiadi del 2026 l’atleta trentina ha conquistato il titolo paralimpico nel superG, con guida Nicola Cotti Cottini (nella foto sopra, tratta da gazzetta.it, con Mazzel), riportando l’Italia al successo nello sci alpino femminile paralimpico vent’anni dopo Silvia Parente a Torino 2006, e tre medaglie d'argento: uno nella discesa libera e uno nella combinata alpina sempre con Cotti Cottini, e uno nello slalom gigante, con Fabrizio Casal come guida, diventando, insieme a Bertagnolli, una delle grandi protagoniste del team italiano.

A cura della redazione