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Savoldi: addio a “mister due miliardi” con un passato nell’ottica
Season 1 · Episode 725

Savoldi: addio a “mister due miliardi” con un passato nell’ottica

b2eyes today · Fabiano Editore

March 29, 20262m 46s

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Show Notes

Il 26 marzo è scomparso a 79 anni l’attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli, acquistato dai partenopei nel 1975 per una cifra allora record. Alla fine della sua carriera calcistica ha lavorato nel settore e ancora oggi nel cuore di Bergamo è attivo il negozio di famiglia

Giuseppe Savoldi è nato e cresciuto a Gorlago, un paesino raccolto sotto le prime colline della Val Cavallina, in provincia di Bergamo, in una famiglia di sportivi. La madre, Gloria Guerini, nel 1946 aveva vinto con l'Amatori Bergamo il primo campionato italiano di pallavolo femminile. Il fratello minore Gianluigi, detto Titti, ha militato in Juventus, Cesena e Sampdoria negli anni 70. Giuseppe, classe 1947, alla tempra e alla tenacia bergamasca unisce la rapidità e l'istinto che contraddistinguono gli attaccanti di razza. Una splendida carriera la sua, 554 partite e 233 gol con le maglie di Atalanta, Bologna (nelle foto, a destra) e Napoli (nelle foto, a sinistra) tra il 1965 e il 1983. Savoldi ha vestito anche quattro volte la maglia della Nazionale, segnando un goal. Tra le sue doti, il colpo di testa era un punto di forza che tutti gli riconoscevano e che Beppe aveva coltivato fin da quando, ragazzino, era divenuto campione provinciale di salto in alto e aveva giocato a pallacanestro a Bergamo, all'Oratorio delle Grazie, sviluppando un'elevazione, da fermo straordinaria che poi gli era valsa nel calcio per fare tanti gol.

Nel 1975 era divenuto un caso nazionale passando dal Bologna al Napoli per 1.440 milioni più il cartellino di Sergio Clerici e la comproprietà di Rosario Rampanti: era stato soprannominato “mister due miliardi”, il calciatore italiano più pagato di sempre. Ma, in realtà, il calcio era per lui soprattutto impegno e divertimento, sportività e stile.

Giuseppe Savoldi è stato legato anche al mondo dell’ottica. La famiglia della moglie Eliana aveva un’attività di foto ottica vicino alla stazione di Bergamo, che negli anni si è evoluta in Ottica Savoldi, attiva in via Paleocapa, a poche centinaia di metri dallo scalo ferroviario cittadino. A metà degli anni 70 Beppe ha contribuito a dare vita a Ottica Gazzera, sempre a Bergamo. Questa attività, terminata la carriera calcistica negli anni 80, lo ha portato a frequentare i negozi della provincia: incontrare un mito come lui, per noi professionisti ma anche amanti del calcio, era una grande soddisfazione e un’emozione unica.

Silvio Maffioletti