
Dagli Oscar a Nouvelle Vague, il sole splende sul cinema
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Nella notte del 16 marzo sono state assegnate le famose statuette. Se Leonardo DiCaprio, pur non vincitore, cela l’attività clandestina che svolge dietro un modello a maschera squadrata nel pluripremiato “Una battaglia dopo l’altra” e il protagonista di “Sinners”, Michael B. Jordan, fa del proprio occhiale sun un omaggio eterno al blues, è soprattutto in “Nouvelle Vague”, attualmente nelle sale in Italia, che queste montature assumono un valore iconico, metafora di uno sguardo nuovo sulla settima arte
In questi momenti di Oscar, viene naturale pensare al film di Richard Linklater Nouvelle Vague, nelle sale dai primi di marzo. Con la formula quasi da documentario e il bianco e nero, parla della nascita di quel rivoluzionario movimento che ha dominato, per diversi decenni, il cinema francese. Non soltanto per i contenuti legati ai sentimenti e ai rapporti umani, più che all’azione, ma soprattutto per la maniera di girare un film. E in Nouvelle Vague è ben spiegato, dalla proposta fino alla prima proiezione. È Jean-Luc Godard con il suo Fino all’ultimo respiro del 1960 a raccontarlo. Capace di sovvertire tutti i metodi di lavorazione tradizionale: cinepresa a mano, montaggio discontinuo, set di poche ore, massima spontaneità lasciata agli attori, scene improvvisate. Arrivando a stupire anche i colleghi registi di quella nascente corrente, tutti facenti capo alla rivista Cahiers du cinema.
Godard, interpretato dal convincente Guillaume Marbeck, ha un suo pensiero, un suo modo di vivere e di rapportarsi agli altri, che sarà poi imitato da molti. Come quel portare sempre a tutte le ore, notti e interni compresi, gli occhiali neri, da sole. In anni in cui queste montature si indossavano soltanto al sole. A ribadirlo Jean Paul Belmondo-Aubry Dullin, in un tête-à-tête con Jean Seberg-Zoey Deutch nella locandina del film (nella foto sopra) o sempre Seberg-Deutch mentre cammina sugli Champs-Elysées (nella foto sotto, tratta da YouTube, Leonardo Di Caprio in “Una battaglia dopo l’altra”) . Luisa Espanet