
Autismo, gli esami oculistici di routine possono migliorare l’attenzione?
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Psychiatry in Medicine rileva che il 42% dei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico presenta deficit visivi, associati a maggiori difficoltà sociali o comportamenti ripetitivi
Gli esami oculistici di routine potrebbero rappresentare uno strumento chiave per migliorare gli esiti clinici nei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico, secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychiatry in Medicine e condotta da Özge Akkaş e colleghi. Lo studio ha coinvolto 57 individui tra i 7 e i 18 anni con diagnosi di Asd, sottoposti a valutazioni oftalmologiche complete e a test clinici standardizzati per misurare gravità dell’autismo, disturbi dell’attenzione, ansia e comportamenti ripetitivi. I risultati hanno evidenziato la presenza di almeno un deficit visivo nel 42,1% dei partecipanti, con exotropia (21%), deficit di stereopsi (15,8%) e insufficienza di convergenza (5,3%) tra le condizioni più frequenti. I soggetti con problematiche visive hanno mostrato punteggi significativamente più elevati nei deficit di attenzione, nelle difficoltà di relazione con i pari, nella fobia sociale e nei comportamenti stereotipati e autolesionistici rispetto a quelli senza disturbi della vista.
Secondo gli autori, i deficit visivi possono aggravare le difficoltà sociali e comportamentali tipiche dell’autismo, influenzando anche lo sviluppo motorio: l’identificazione precoce e il trattamento attraverso screening oftalmologici regolari potrebbero perciò migliorare in modo significativo la qualità della vita e i risultati complessivi in questa popolazione (immagine tratta da Freepik).
A cura della redazione