
Gastel: nei suoi still life inconsueti gli occhiali prendevano vita
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Gli scatti del grande maestro della fotografia, in esposizione fino al 26 luglio a Palazzo Citterio, a Milano, vedono le montature trasformare gli oggetti in strani personaggi, crescere dai vasi come piante e conquistare la scena, sia come protagoniste sia come complementi di un’immagine
“Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”: questo il pensiero di Giovanni Gastel. La fotografia per lui è stata molto di più di un modo di raccontare la realtà. È bene evidente nella mostra, curata da Uberto Frigerio, “Giovanni Gastel. Rewind”: delle 250 immagini presenti la maggior parte sono degli still life, pubblicati su riviste, soprattutto Donna e Mondo Uomo, trampolino di lancio per molti fotografi. In questi Gastel riesce incredibilmente a dare vita agli oggetti. Di lui si è detto che trattava gli oggetti stessi come modelle e le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, con un significato che può apparire negativo, ma è una spiegazione della sua capacità di interpretare la realtà dando risalto a cose e persone in modo inconsueto. Moltissimi gli still life con occhiali, sia come protagonisti sia come fondamentali complementi di un’immagine. Dal casco di banane che con eyewear e cravatta diventa uno strano personaggio alla montatura che spicca su un profilo disegnato da una collana di perle o allo spremiagrumi che si trasforma in un volto quasi umano con una fetta di arancia come cappello e dei grandi occhiali azzurri (nella foto, a sinistra). Dal fazzoletto semiaperto che funge da naso su cui poggiano occhiali tartarugati (nella foto, a destra) a quelli su un’inquietante testa d’argento. Per non parlare delle svariate montature che crescono da un vaso, come una pianta. O ancora le foto di modelle che indossano occhiali, “trattate” con un taglio geometrico tali da sembrare still life.
A completare la mostra, un angolo dove è ricostruito il suo studio con oggetti vari, tra cui le sue poesie. O ancora la stanza con foto di donne interpretate come icone russe, o i ritratti di personaggi famosi di cui svariati con gli occhiali. Dall’architetto e designer Michele De Lucchi con un ampio modello di corno a Carlo Verdone, empatico e naturale, con una montatura metallica. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a Gastel. Da queste, come dal video, si intuisce l’ottimo rapporto del grande fotografo con le persone e il mondo intorno e come questo sia stato la base per il suo lavoro.