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Ep.154: Corgi e fiori: la Regina per l’Ucraina
Bandiera britannica issata a Kiev e Leopoli, moltissimi cittadini di fronte all’ambasciata, il più famoso illustratore ucraino che disegna tutto il giorno solo Corgi, la razza di cani che aveva la regina. È che la regina di solito non si è mai espressa su vicende politiche, ma dopo l’invasione russa ha incominciato a riempire il palazzo reale di mazzi di fiori gialli e blu, i colori della bandiera ucraina, e si è fatta fotografare con questi mazzi di fiori. Cose che non si dimenticano in Ucraina. Insomma, è vero che la regina Elisabetta era un’icona un po’ in tutto il mondo, ma il suo ricordo si mischia con la gratitudine degli ucraini verso i leader del Regno Unito, BoJo compreso. Una gratitudine superiore perfino a quella per gli Stati Uniti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.153: “Anche oggi vado al lavoro in una centrale nucleare bombardata”
C’era quando i russi sono arrivati, quando hanno conquistato la centrale di Zaporizha il 3 marzo. Sa dove sono e quali sono le armi che i russi hanno nascosto dentro la centrale e sa come è andata e come è stata la visita degli ispettori dell’Aiea. Lui è un ingegnere ucraino, il manager delle installazioni dei reattori di Zaporizha. Ha visto l’arresto dei suoi colleghi, li ha visti ammazzare dai russi, sente ed in grado di localizzare la provenienza degli spari intorno alla centrale. La sua voce è la memoria di quanto è successo e di quanto sta succedendo nella centrale nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.152: Persino i russi ammettono: la controffensiva ucraina va bene
Kyiv cerca di tenere segreta la sua controffensiva, ma ormai abbiamo capito due cose: la prima è che l’insistenza sull’offensiva nel sud da parte degli ufficiali ucraini serviva a costringere i russi a spostarsi verso quelle zone, per poi attaccarli (anche) a nord. La seconda è che le azioni dell’esercito e dei civili (i “partigiani”) nelle aree occupate sono coordinate. Se Kyiv tace, i canali russi non hanno smesso di seguire cosa succede sul campo di battaglia e, per la prima volta, a portare buone notizie agli ucraini sono loro: i blogger militari di Mosca, ma anche gli ufficiali sul campo ripresi dalle agenzie di stato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.151: Un po’ di verità sulla centrale di Zaporizhia
Enerhoder in ucraino significa “regalo di energia”: è la città dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhia. Un abitante su cinque lavora nella centrale e la città fin dall’inizio dell’invasione vive sotto occupazione russa. E proprio all’inizio della guerra si era parlato della centrale con un riferimento a Chernobyl: in realtà il paragone non regge, perché sono state costruite in periodi diversi con materiali e metodi diversi. Da questa estate la centrale è di nuovo sotto i bombardamenti, è sganciata dalla rete elettrica ucraina e deve contare solo sulle sue risorse per refrigerarsi: l’esperta di centrali atomiche e sicurezza Olga Kosharna dice che può durare al massimo per dieci giorni e che i russi dovranno per forza riattaccare la centrale alla rete elettrica ucraina. E che la stanno usando come usano il gas: per spaventare e minacciare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.150: Avere vent’anni in Ucraina
L'Ucraina è un paese in guerra e la guerra la fanno i giovani. Come Roman Ratushnyi. Roman partecipava già alle manifestazioni in Ucraina nel 2004, la Rivoluzione arancione, quando era ancora un bambino, insieme a sua madre. Poi nel 2014, quando iniziano le manifestazioni di Euromaidan contro il presidente filorusso Yanukovic, Roman ha 16 anni ed è un protagonista di quelle proteste. I suoi amici e la madre lo descrivono come un “casinista furbo”: un attivista contro il cambiamento climatico, contro la corruzione nel paese e contro la violenza di Stato, in particolare la violenza della polizia, ma sempre attento a “non bruciarsi”. Il 24 febbraio 2022 con l’invasione russa del suo paese Roman si arruola e va in prima linea, nel nord est del paese dove si è combattuto più ferocemente. È morto a Izium, quest’estate, a 24 anni. Al suo funerale c’erano tantissime persone, tantissimi ventenni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 149: Avere vent’anni in Afghanistan
Ahmad ha 27 anni, Zahra ne ha 24. Sono due giornalisti e guadagnano circa 100 dollari al mese ciascuno. A maggio i talebani sono andati a casa loro, li hanno minacciati e hanno picchiato Ahmad. Lui è ancora in pericolo: aveva seguito la guerra embedded con le truppe Nato. Zahra aveva costruito la sua vita sulla base di una premessa: l’Emirato islamico talebano è il passato. Sono scappati in Pakistan, ma sopravvivere lì con i risparmi di un afghano è impossibile. Anche andare negli Stati Uniti non è un'ipotesi: solo fare richiesta di un visto umanitario costa 575 dollari e solo il 2% delle richieste vengono approvate. È passato un anno da quando i talebani hanno preso il potere e entro l'inverno la metà della popolazione soffrirà la fame: significa 20 milioni di affamati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.148: La Cina è maschio
La violenza di genere in Cina è un problema ma non se ne può parlare. Dopo una molestia con conseguente aggressione (filmata) diventata virale, moltissimi commenti online che contenevano le parole “violenza di genere” e “violenza domestica” sono stati censurati. La stand-up comedian ventinovenne Yang Li è considerata una “femminista estremista” ed è stata denunciata al Ministero dell’Informazione per battute non proprio sfrontate come: “gli uomini si offendono facilmente” o “Come può un ragazzo così ordinario essere al contempo tanto sicuro di sé?”. Mao le aveva definite “l'altra metà del cielo”, ma oggi per le donne cinesi è difficile difendersi dalle violenze o aspirare a posizioni di comando, e c’entra anche la politica del figlio unico. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.147: Tutte le auto che esplodono a Mosca
Succede nel centro della città, dove vivono i milionari e l’establishment di Mosca. Dove c’era il ritiro di Stalin e dove viveva Gorbaciov, che è morto ieri. È successo sabato: qualcuno ha dato fuoco alla BMW del capo del direttorato che si occupa della censura e fa parte delle Forze armate. In un’altra auto esplosa la sera di sabato 20 agosto c’era Darya Dugina, la figlia di Aleksandr Dugin, e doveva esserci anche lui. A Mosca hanno già trovato i colpevoli, ma della versione ufficiale non c’è da fidarsi. Le ipotesi sono tre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.146: Un tweet e l’Iraq è un campo di battaglia
Da ieri Baghdad e l'Iraq sono un campo di battaglia. Questa vicenda ha un protagonista e si chiama Muqtada al-Sadr: tutto è cominciato quando lui, con un tweet, ha annunciato il ritiro dalla politica (è la settima volta che lo fa). Sadr ha preso più voti di tutti alle ultime elezioni e – per la prima volta dall'invasione nel 2003 e la fine di Saddam Hussein – non vuole includere tutte le fazioni nella nuova maggioranza di governo. Sadr rappresenta soprattutto i più giovani e i più poveri e la sua storia, in un certo senso, è la storia di un uomo contro tutti: contro Saddam, contro gli americani e contro l'Iran. Conoscerla è indispensabile per capire l'Iraq. Ieri i miliziani di Sadr hanno ricominciato a sparare e, al momento, nessuno sta facendo qualcosa per riportare la calma in un paese dove chiunque ha un'arma in casa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.145: I documenti segreti nella villa al mare di Trump
A Trump i guai portano fortuna. Venerdì è uscito l'affidavit sulla perquisizione dell'Fbi nella casa di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida. Non era mai successo che la residenza di un ex presidente venisse perquisita e le ipotesi sono molto gravi: Trump è accusato di spionaggio e, per esempio, di aver messo in pericolo la vita delle spie che lavorano per gli Stati Uniti all'estero. Dal momento della perquisizione le minacce di morte contro gli agenti sono così tante che il capo dell'Fbi ha detto ai suoi uomini: nascondetevi, non fatevi riconoscere per strada. Mentre i candidati trumpiani vanno forte alle primarie repubblicane e Trump, che primi raccoglieva 160.000 dollari al giorno in donazioni, da quando c'è stata la perquisizione raccoglie fino a un milione al giorno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.144: Le influenze straniere sulla campagna elettorale
Il 25 settembre andremo a votare e mai come in queste elezioni si parla molto di politica estera. Uno dei temi più caldi riguarda la Libia. È stato scritto che i mercenari russi del gruppo Wagner “spingerebbero” i barconi di migranti in Italia. Il ragionamento è semplice: Putin ci manda i migranti dalla Cirenaica in Libia, Salvini li strumentalizza e vince le elezioni. Ci sono cose però che non tornano. Per le nostre fonti questa ipotesi “è fantascienza”: gli uomini della Wagner in Cirenaica non hanno la forza numerica e politica per contrastare i trafficanti della Tripolitania, che pretendono che la rotta passi da loro. E le aree di partenza dei migranti sono per lo più dalla Tripolitania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.143: I problemi di un viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan
Ad aprile la speaker della Camera degli Stati Uniti aveva annunciato un tour asiatico. Tra le tappe era prevista anche Taiwan. Poi è risultata positiva al Covid. A quanto pare però Nancy Pelosi a Taiwan vuole andarci a tutti i costi e qualche giorno fa ha riconfermato il suo viaggio. Per Pechino è una provocazione: considera Taiwan parte inalienabile del suo territorio. Una visita simile sarebbe come una visita di Stato, un implicito riconoscimento all'indipendenza dell’isola. Anche per Biden il viaggio non è una buona idea, ma orami l’annuncio c’è stato e nessuna delle due parti vuole perdere la “faccia”. Il rischio di una crisi è serio e oggi Biden e Xi hanno parlato per due ore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.142: Ecco la controffensiva ucraina
Oggi l'esercito ucraino ha colpito il ponte Antonovsky di Kherson, la più strategica delle conquiste russe finora. I soldati che occupano Kherson rischiano di rimanere in trappola: il ponte colpito è inagibile e l’attacco ha mandato nel panico i russi, perché da quel ponte passano le armi e rifornimenti di cui hanno bisogno. Da lì passerebbero i rinforzi se gli ucraini entrassero in città (sono vicini). Quella sarebbe anche la via per scappare e salvarsi. Tanto per gli ucraini quanto per i russi: Kherson è molto più importante di qualsiasi città del Donbas. Se i russi conquistassero tutto il Donbas e, il giorno dopo, gli ucraini liberassero Kherson – la nostra percezione di come stanno andando le cose sul campo di battaglia sarebbe ribaltata. E, se a quel punto ci fosse un tavolo per negoziare il cessate il fuoco: Kyiv ci arriverebbe in una posizione di forza e Mosca in una posizione di debolezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.141: Il ghost writer delle influencer e l'industrializzazione dell'intimità
Jason Rosero ha 27 anni, vive a Miami e di recente è diventato ricco. Gira con una macchina sportiva e il suo ufficio è a bordo piscina. Ha fatto il soldato e lo spogliarellista poi, come tutti a Miami, ha fondato la sua start-up. L'idea è nata durante la pandemia, quando si è accorto di una cosa: senza feste, viaggi ed eventi gli influencer stavano lavorando di meno e avevano più tempo libero. L'idea che lo ha reso ricco è, in sintesi, l'industrializzazione dell'intimità. Ha creato un esercito di ghost writers pagati a cottimo e più o meno quanto i rider che fanno le consegne, per truffare i fan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.140: Oggi hanno giustiziato un rapper
Oggi in Myanmar Zayar Thaw e altri tre dissidenti sono stati giustiziati dalla giunta militare al potere. Zayar Thaw aveva un tatuaggio sulla schiena, il territorio del Myanmar e in mezzo un microfono. Era un simbolo: il primo rapper del paese, diventato il simbolo della “primavera birmana” nel 2011, quando dopo mezzo secolo di dittatura il paese si era aperto al mondo. Prima di allora aveva già molti fan, ma dovevano organizzarsi una rete clandestina e i suoi dischi venivano distribuiti in segreto. Dopo essere stato arrestato nel 2008, nel 2012 è stato uno dei primi deputati del partito della Nobel Aung San Suu Kyi a essere eletto in Parlamento. Ma il golpe militare del febbraio 2021 ha riportato il paese agli incubi del passato. Aung San Suu Kyi è in carcere, Zayar Thaw è stato ammazzato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.139: Coltissime spie dell’Est
Nessuna guerra si combatte solo ammassando truppe e missili nucleari, serve sedurre, serve l’egemonia culturale. Siamo a Berlino Est, nel salone di una caserma. Gli agenti della Stasi, il ministero per la Sicurezza della Repubblica democratica tedesca arrivano puntuali, come ogni mese, alle ore 16. Sono venuti a fare rapporto o pianificare un'operazione? No, a declamare le loro poesie, a confrontarsi su rime e sonetti. È il book club delle spie e, grazie a una ricerca d’archivio e a un libro, sappiamo che la decisione del governo di “portare la cultura” tra gli agenti è stata una boomerang: ha acceso il loro spirito critico e ha contribuito al collasso della Germania Est, fino alla caduta del muro di Berlino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.138: Il senatore che ha fatto saltare il piano per il clima
“Il cambiamento climatico è un’emergenza, una minaccia esistenziale e un pericolo imminente. E così lo affronterò”, ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti. Biden però sul fronte del piano per il clima ha un problema e si chiama Joe Manchin. Il più repubblicano dei democratici che si vanta di avere votato il 74% dei provvedimenti di Donald Trump e di aver parlato più con lui che con Barack Obama. Il voto di Manchin è prezioso perché senza di lui i dem non hanno la maggioranza in Senato: in pratica, in questo momento, è il politico più potente del paese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.137: Le “purghe” di Zelensky non sono come sembrano
Il presidente ucraino ha sospeso due persone molto importanti: la procuratrice generale, Iryna Venediktova, e il capo dei servizi segreti, Ivan Bakanov. Una decisione per cui si parla di “purghe”, di "traditori nel cerchio magico" e addirittura di “golpe”. In realtà, è tutto più complicato. In particolare per Bakanov, amico d'infanzia di Zelensky e organizzatore della campagna presidenziale del 2019. Dopo la vittoria, il presidente l'ha messo a capo dei servizi segreti ucraini: l'Sbu. Erede del Kgb russo, un “carrozzone” di 30mila uomini, di cui molti – dopo il 2014 – non hanno smesso di lavorare per Putin. Bakanov e Venediktova non sono accusati di tradimento, ma di inefficienza: non hanno trovato le talpe in tempo, e le talpe hanno fatto danni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.136: Lavori su cloud e sparisce tutto. Non è la connessione, è il Partito
Stai scrivendo il tuo romanzo, lo scrivi su Cloud, sei arrivata a un milione e passa battute. Fai una pausa, poi torni sul documento ma non riesci ad aprirlo. Né sul cloud né sul tuo desktop. E il problema non è la connessione, il problema è la censura del partito comunista cinese. Questa cosa è capitata a Mitu, pseudonimo di una scrittrice cinese, che ha deciso di raccontarla. E si è scoperto che la stessa cosa è accaduto a molti altri, tutti autori che usavano i servizi di Wps, una specie di Google Drive. Wps prima ha detto che non censura nessuno, poi si è scusata e ha “liberato” il romanzo di Mitu, aprendo uno squarcio su come funziona la censura in Cina dove l'unico influencer è il partito comunista. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.135: Mario Draghi
In Italia c'è una crisi di governo e il presidente del consiglio è “Altrove” (il soprannome che gli ha dato l'agenzia Reuters): lontano dalle polemiche, è in Algeria per il gas. Il padre di Draghi è morto quando lui aveva 15 anni, la madre quando ne aveva 19. Il tutore ha gestito male i fondi lasciati dai genitori e l'eredità è evaporata. Da allora, Mario Draghi ha imparato a gestire i soldi: i suoi e i nostri. Dieci anni al ministero del Tesoro, la Banca d'Italia e la Banca mondiale, Goldman Sachs e poi la Bce. Nel '68 si è lasciato crescere i capelli, "però di poco". Con lui al ministero, il potere è diventato un po' più giovane, con un team di quarantenni e un premio a una dipendente, una matematica, perché è stata la prima a dire: "Ci serve un computer". Parla poco, decisionista ma capace di delegare, non sopporta le riunioni. Dopo una tesi di laurea scettica sull'unione monetaria europea, ha salvato l'Euro con tre parole: “Whatever it takes”. Mercoledì è in Parlamento, ci sarà il voto dell'aula: "potrebbe succedere tutto, anche niente". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.134: MbS: l’amico che Biden non voleva avere
Quando si è iniziato a parlare di Mohammed bin Salman, passava per un riformatore. Aveva messo in fila una serie di parole chiave: “digitale”, “Vision 2030”, patente alle donne, concerti. Poi, nel 2018, Jamal Khashoggi scompare. Khashoggi aveva messo tutti in allerta: dietro la patina di principe moderno, MbS ha instaurato uno dei regimi più spietati nella storia già spietata dell’Arabia Saudita. Per la CIA Khashoggi è stato ammazzato e poi squartato nel consolato saudita a Istanbul, per ordine proprio di MbS. Adesso Biden arriva in Arabia Saudita. E deve incontrarlo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.133: L’uomo (in crisi) dell’accordo nucleare iraniano
Robert Malley è l’americano che, più di tutti, conosce l'Iran e credeva in un accordo sul programma nucleare iraniano e in una distensione tra Washington e Teheran. La sua è una posizione difficile. Malley però è ottimista e la guerra in Ucraina sembrava avere creato le condizioni perfette per arrivare all'accordo. Alla fine, anche lui ha dovuto ammetterlo: l’accordo sul nucleare è saltato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.132: Biden in Israele. Una spia iraniana in America
Joe Biden è sbarcato in Medio Oriente. In Israele. Venerdì andrà in Arabia Saudita, e sarà il primo presidente a prendere un volo diretto tra questi due paesi.Nel frattempo, c’è una spia iraniana che va in giro per le Americhe. Si è appena rifatta la faccia in una clinica di chirurgia plastica a Cuba ed è diventato piuttosto complicato trovarla. I più preoccupati sono gli israeliani: temono una vendetta contro dei loro cittadini in vacanza all’estero. La temono almeno dal 25 maggio, quando a Teheran due agenti operativi del Mossad hanno sparato a Khodaei, un colonnello dei pasdaran, i potentissimi Guardiani della rivoluzione dell’Iran. Questa di oggi è la prima di tre storie a cavallo tra Iran, Israele e Arabia Saudita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.131: DeSantis: il Trump "più sveglio" pensa alla Casa Bianca
Ron DeSantis è l'astro nascente dei Repubblicani: governatore della Florida, per i commentatori politici americani è “un Trump più intelligente” e alcuni si chiedono se, per questo, non sia ancora più pericoloso. Origini italiane, è cresciuto in un quartiere operaio e si è laureato ad Harvard. Nel 2012 è entrato in politica, con un obiettivo: fermare Obama. Poi ha litigato con la Disney per una legge “anti ideologia gender”. Ovviamente piace molto a FoxNews e per un po' è andato a genio anche a Trump, finché l'ex presidente non è diventato invidioso. DeSantis gli contende il titolo di Re della Florida e forse anche quello di candidato repubblicano alle presidenziali del 2024. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.130: Un miliardo di dati rubati
Da oltre un anno i dati di un miliardo di cinesi sono a disposizione di chiunque. Un miliardo di dati personali che contengono: nome e cognome, numero di cellulare, residenza, data di nascita. E miliardi di registrazioni di telefonate alla polizia di Shanghai per denunce o procedimenti penali o civili. Un miliardo di dati messi in vendita al prezzo di 200mila euro e verificati dai media internazionali. Una delle più grandi fughe di dati nella storia, in quello che è uno degli stati di sorveglianza più efficienti al mondo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.129: Hanno ucciso Shinzo Abe
Due spari ravvicinati e Shinzo Abe è a terra. Non dà segni di vita. Stava parlando a un comizio elettorale. La corsa disperata in ospedale con l'elicottero e poi l'annuncio: Shinzo Abe è morto. È stato il premier più longevo del Giappone: otto anni, 2822 giorni consecutivi di governo. Questo lo ha reso il politico più famoso, e quello che più di tutti ha plasmato la storia recente del Giappone. Nel 2020 per motivi di salute si era dimesso ma aveva continuato a dettare l'agenda della politica nazionale. E non pochi speravano che prima o poi sarebbe tornato a farla, in prima persona. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.128: Per BoJo la festa è finita (davvero)
Oggi il primo ministro britannico Boris Johnson si è dimesso, non avrebbe voluto: ha ripetuto che il partito conservatore sta sbagliando. Una settimana fa Christopher Pincher era al Carlton club completamente ubriaco, e ha molestato due uomini. È l’ex capogruppo dei conservatori al Parlamento, è un fedelissimo di BoJo e l’ennesimo scandalo del premier. Un altro caso su cui ha mentito, dopo il party gate: le feste nella sua residenza in pieno lockdown. Più di cinquanta esponenti del suo governo lo hanno tradito e lui, prima di lasciare, gli ha rinfacciato alcune cose. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.127: Sulla linea del fronte è cambiato qualcosa
Gli Himars sono dei lanciarazzi americani a media o lunga gittata e sono l’arma più potente mai regalata all’esercito di Kyiv. La caratteristica principale degli Himars è la precisione. Sbagliano al massimo di pochi metri, perché sono tecnologicamente avanzati. Per questo costano tanto: 155 mila dollari l’uno e vanno usati con parsimonia. Gli ucraini pensano di usarli contro snodi ferroviari, depositi di munizioni e ponti strategici che i russi usano per portare le armi al fronte. È questo l’unico genere di obiettivi che ha senso colpire con gli Himars. Il contrario dei bombardamenti indiscriminati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.126: La statua della libertà in un tribunale cambogiano
Theary Seng si è presentata al processo vestita da Statua della libertà: dopo essere scappata dal paese perché i Khmer rossi avevano ucciso i suoi genitori, e quasi altri due milioni di cambogiani, ha vissuto negli Stati Uniti. Lei ha la doppia nazionalità, poteva scappare ed evitarsi il processo e il carcere, non lo ha fatto. Passerà sei anni in carcere con l’accusa di tradimento e per aver tentato di far cadere il governo del premier (ex Khmer rosso) Hun Sen, al potere da 37 anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.125: Una star del basket americano in un carcere russo
In un ex orfanotrofio sovietico trasformato in un carcere femminile da cinque mesi è rinchiusa una super star del basket americano: Brittney Griner. Venerdì c'è stata la prima udienza del suo processo, poi rinviata: è accusata di essere una narcotrafficante perché al suo arrivo a Mosca, a metà febbraio, prima dell'invasione russa dell'Ucraina, aveva con con sé una pipetta di quelle che si usano per fumare l’olio dell’hashish. Un’americana famosa in un carcere russo – tanto più in questo momento– fa davvero molto comodo a Putin; Brittney Griner. Rischia 10 anni. La settimana scorsa un gruppo di attivisti ha scritto una lettera a Biden per chiedere un accordo per la sua liberazione. Ma le soluzioni o sono impossibili, o molto complicate. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.124: C'era una volta Hong Kong
Oggi è l’anniversario della restituzione alla Cina di Hong Kong, che fino a 25 anni fa era una colonia britannica. Per la celebrazione è arrivato il presidente cinese Xi Jinping, nella sua prima visita fuori dal territorio della Cina continentale dopo l’inizio della pandemia di Covid. Hong Kong, ha detto Xi, “è risorta dalla cenere” che per Pechino significa che è stata finalmente “normalizzata”. Stop alle proteste, fine dei sogni di suffragio universale. Una visita che sancisce la fine di Hong Kong come l'abbiamo conosciuta fino a poco tempo fa e che è un ammonimento: per le future generazioni dell'ex colonia e per l'isola di Taiwan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.123: Negli Stati Uniti è meglio disinstallare le app per il ciclo
Da quando, venerdì scorso, è stata ribaltata la sentenza Roe vs Wade che garantiva il diritto all’aborto a livello federale, c’è un problema serio che riguarda i dati sensibili delle donne. In certi Stati abortire è un crimine e un procuratore del Texas o dell’Oklahoma potrebbe cercare le prove nell’app salute dello smartphone, controllando gli spostamenti attraverso la geolocalizzazione attiva su Whatsapp e Google Maps o l’app per il monitoraggio del ciclo mestruale. Ci sono 26 stati negli Stati Uniti in cui, se viveste lì, sarebbe meglio sbrigarsi a cancellare queste applicazioni. E sarebbe stato ancora meglio non averle mai usate. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.122: “Sono il cazzo di presidente”. L'audizione più incredibile di sempre
“Sono il cazzo di presidente. Portami a Capitol Hill adesso”. Il 6 gennaio 2021 Trump è sulla limousine guidata da un agente dei servizi segreti. Lo deve portare alla Casa Bianca. Ma Trump vuole andare a tutti i costi a Capitol Hill. Allora Trump prova a impossessarsi del volante e poi a strozzare l'autista. Prima di salire sull'auto ha fatto un discorso, insistendo sul fatto che la vittoria di Joe Biden è rubata e che bisogna fermare il Congresso che la sta ratificando. Trump sapeva anche che tra i suoi sostenitori – quelli che poco dopo faranno l'assalto – molti hanno le armi. “Non me ne frega un cazzo se hanno le armi. Non ce l’hanno con me”, dice e ordina di togliere i metal detector. A raccontare queste cose è Cassidy Hutchinson, una collaboratrice del capo dello staff di Trump quando era presidente. Una storia senza precedenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.121: Bombe e peluches a Kremenchuk, Ucraina
I russi hanno ricominciato con i bombardamenti indiscriminati. Quelli che fanno più paura perché non rispondono a nessuno scopo militare immediato, non li puoi prevedere e non ti puoi difendere. In quarantotto ore sono piovuti quasi 70 missili sull’Ucraina, anche su un quartiere residenziale di Kyiv. Ieri a Kharkiv sono morte nove persone, poi due missili sono piovuti sul centro commerciale di Kremenchuk, in una zona che non c’entra nulla con quelle dove si combatte. Non è vicino a una base militare, è famoso piuttosto per il negozio di peluches giganti più grande della zona. Quello di ieri è un crimine di guerra particolarmente sfacciato e non è compatibile con l'idea che Putin, adesso, possa sedersi a un tavolo per un cessate il fuoco. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.120: Devi abortire ma vivi in Texas
Da Houston, destinazione New Mexico. In macchina un padre e una figlia. Lei ha 13 anni ed è incinta. Abortire in Texas era impossibile: da settembre c'è una nuova legge che rende illegale l'aborto dopo la sesta settimana o anche meno, da quando c’è il battito cardiaco del feto. Non esistono eccezioni. Prima della sentenza della Corte Suprema esisteva un diritto costituzionale, quindi riconosciuto in tutti gli Stati Uniti, all’aborto. Con il ribaltamento della “Roe v. Wade”, quel diritto non esiste più. Decidono gli stati. I viaggi verso gli Stati che consentono l'aborto diventeranno molti di più e diventeranno molto più pericolosi. Rischi un'accusa di omicidio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.119: Nazisti a Baghdad
C’è un drakkar, cioè una nave dei vichinghi, nelle sabbie dell’Iraq. È il simbolo dell'Asgaard German Security Group, una compagnia per la sicurezza privata tedesca che opera a Baghdad. L’Asgaard è formata da militari e poliziotti tedeschi. Fin qui, niente di strano, è la prassi per i contractor reclutare il personale tra ex soldati e agenti. Il problema è che per l'Asgaard lavora anche chi è ancora in servizio. Sono dei neonazisti con il culto della guerra che combattono in Medio oriente e complottano omicidi politici e attentati in Germania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 118: San Francisco ha fallito
San Francisco è la quarta città più cara del mondo e un modello libertino che ha fatto la storia ed è diventato un mito. È una città dove i Repubblicani in pratica non esistono e tutte le cariche pubbliche se le giocano la sinistra liberal contro la sinistra radicale. Ma il mito di quella San Francisco è fallito, e la città è diventata pericolosa. Due settimane fa i residenti hanno cacciato il procuratore anti-proibizionista e ultra permissivo della città. Si chiama Chesa Boudin, era stato eletto nel 2019 con l'appoggio di Sanders e sembrava una stella nascente della politica americana. Ma i voti per cacciarlo sono stati più dei voti espressi per eleggerlo, e sono soprattutto quelli delle minoranze che voleva rappresentare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.117: Il proiettile verde che ha ucciso Abu Akleh
La più famosa corrispondente di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, è stata uccisa l'11 maggio nel campo profughi palestinese di Jenin. I suoi colleghi di Al Jazeera hanno trovato le foto del proiettile: è all'interno di un bicchiere di plastica, ha la coda appiattita e la punta verde. È un calibro 5,56 mm ed è prodotto negli Stati Uniti. Poi è arrivata l'inchiesta del New York Times, che stabilisce la distanza dello sparo attraverso l'analisi acustica di un video su TikTok: 200 metri. Questa è la storia di quel proiettile, delle indagini di due testate che ci hanno permesso di capire meglio cosa sia successo e chi sia responsabile per la morte di Abu Akleh. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.116: Una spia di Mosca alla Corte penale internazionale (che indaga sui crimini di guerra russi)
Viktor Muller Ferreira ha 33 anni e viene dal Brasile, è un tirocinante alla Corte penale internazionale che sta indagando sui crimini di guerra commessi dall’esercito di Putin in Ucraina, come le esecuzioni di massa a Bucha. Viktor Muller Ferreira, in realtà, è Sergey Vladimirovich Cherkasov: una spia del GRU, l’intelligence militare del Cremlino. Si è costruito una falsa identità e ha vissuto anni negli Stati Uniti, vicino al Pentagono. Il professore che lo ha raccomandato alla Corte è nato in Ucraina e, adesso, dice: "Sto esplodendo". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.115: Una Francia mai vista
Rachel Keke ha 48 anni, vive in Francia dal 2000. Dal 2015 è una cittadina francese. Ha fatto la parrucchiera, la commessa e poi la cameriera in un albergo. E da lì è diventata la leader di una protesta durata due anni per avere più soldi alla fine del mese. Ieri è diventata deputata del parlamento ed è il simbolo della sinistra radicale guidata da Melenchon. Ma non festeggia solo la sinistra, perché anche la destra radicale di Marine Le Pen è andata molto bene. La sinistra e la destra radicale, insieme, hanno più seggi di quanti ne abbia il partito di Macron. E il presidente è il grande sconfitto e ora dovrà fare molti compromessi. E i compromessi non sono nel suo stile. Un Macron non decisionista, non è Macron. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.114: Guerrigliero vs. “Trump colombiano”
Domenica si vota per la presidenza in Colombia. Un candidato è Gustavo Petro, un ex guerrigliero che negli anni Ottanta ha preso parte alla lotta armata insurrezionalista di sinistra. L'altro candidato è Rodolfo Hernandez, il “Trump colombiano”. Entrambi sono considerati outsider, non rappresentano i partiti tradizionali e pur distanti ideologicamente hanno idee simili in politica estera: tutti e due vogliono riaprire le relazioni con il Venezuela e ridiscutere gli accordi con Washington. Oggi la Colombia è il miglior alleato in America Latina che ora rischia di sganciarsi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.113: Come va la guerra – parte 2
La guerra in Donbas è una guerra d’artiglieria e l’artiglieria funziona così: colpisce un’area in modo indiscriminato, finché – a furia di bombardare – non abbatte anche il bersaglio prefissato. È quello che è successo a Severodonetsk, l’epicentro dell’offensiva del Donbas e quindi della guerra. Questa guerra di attrito ha causato le prime fughe e diserzioni anche nell'esercito di Kyiv. Prima non accadeva ma ormai sono già morti più soldati ucraini di quanti soldati americani siano morti in vent’anni di guerra in Afghanistan e otto anni di guerra in Iraq. E sono morti più soldati dell’esercito russo dei soldati americani morti in Afghanistan e in Iraq. Non in venti e otto anni, ma in tre mesi e mezzo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.112: Come va la guerra - parte 1
La guerra va male e non è una questione di avanzamenti sul campo, di conquiste territoriali – che comunque ci sono, anche se sono lente. Da quando il capo di stato maggiore russo, il generale Gerasimov, ha annunciato l’offensiva del Donbas a metà aprile, e fino all’inizio di giugno i russi hanno conquistato 450 chilometri quadrati, cioè la superficie di Perugia. La guerra va male per il numero di morti che fa: è una carneficina su entrambi i fronti, una carneficina di ventenni russi e di ventenni ucraini. La guerra in Ucraina è cambiata e si è trasformata in una guerra di attrito: quella in cui l’obiettivo non è conquistare uno snodo ferroviario strategico o una città specifica. L’obiettivo è uccidere più soldati nemici possibile. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.111: Il dipendente di Google che ha visto l’anima in un’AI
Black Lemoine è uno degli ingegneri informatici che lavorano al programma di Intelligenza Artificiale di Google. O almeno lo era, perché Google ha appena deciso di sospenderlo. Lemoine stava lavorando sull'algoritmo che simula ed elabora conversazioni umane, un sistema che Google ha chiamato LaMDA. Lemoine tutti i giorni si metteva davanti al pc e parlava con la macchina. Ha raccontato che gli sembrava un bambino di sette o otto anni che, però, conosce molto bene la fisica. Con l'algoritmo Lemoine ci ha parlato di tante cose e a un certo punto ha concluso che il sistema LaMDA ha preso coscienza: “LaMDA, ha scritto, è un ragazzo dolce che vuole solo aiutare il mondo a essere un posto migliore per tutti noi. Per favore, prendetevene cura in mia assenza” Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.110: Ivanka Trump e i problemi di suo padre
Ivanka Trump ha scaricato Donald Trump, perché ha detto di essere d'accordo con l'ex ministro di giustizia di suo padre che definisce “cazzate” quelle sui brogli nell'elezione di Joe Biden alla Casa Bianca. Lei lo ha detto con voce un po' esitante alla commissione della Camera che indaga sul 6 gennaio 2021: sull’assalto al Parlamento da parte dei supporter di Trump che non credono alla “Big Lie”, come Trump chiama la vittoria di Biden. Ivanka quando il piano della “Big Lie” ha preso forma non c'era; non era presente nella war room dove Trump, prima del 6 gennaio, ha radunato le forze che gli rimangono: i più fedeli e i più estremisti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 109: "La mia vita non è il tuo porno"
Il candidato alle presidenziali sudcoreane che ha proposto di abolire il Ministero per l’Uguaglianza di genere, ha vinto e si è insediato a maggio. Si chiama Yoon Suk-yeol e, per lui, in Corea del Sud c'è una “discriminazione al rovescio” nei confronti dei maschi. Falso, perché la Corea del Sud è uno dei paesi con la disparità di genere più alta al mondo: in Parlamento sono meno del 20% e ai vertici delle aziende il 5%. Mentre il canale "Nuovo potere agli uomini", che promette di "ammazzare le femministe", conquista centinaia di migliaia di seguaci. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.108: 90 ginnaste contro l’Fbi
90 ragazze americane hanno fatto causa all’FBI per più di un miliardo di dollari. Sono le ginnaste che hanno regalato agli Stati Uniti il dominio assoluto in questo sport. Sono anche le campionesse che sette anni fa, nel 2015, hanno denunciato di aver subito abusi sessuali dal medico della nazionale di ginnastica femminile. Allora però non è successo niente. Ma l'anno dopo, a seguito di un'inchiesta giornalistica, le denunce sono diventate 160. Il medico, Larry Nassar, è stato arrestato, processato e condannato a 175 anni. Passerà la sua vita in carcere, ma le 90 ginnaste oggi vogliono sapere perché nel 2015 l'Fbi non le ha prese sul serio, non ha verificato le prove. E perché gli agenti, dopo, hanno mentito per coprire i loro errori. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.107: Cosa vuole Erdogan. Dal grano ai curdi
Oggi il ministro degli esteri russo Lavrov è andato in Turchia. Erdogan ha organizzato un incontro per trovare una soluzione per le tonnellate di grano bloccate in Ucraina dalla guerra. E stando alle parole dei turchi la soluzione l'avrebbero già in tasca. Questo iper attivismo diplomatico turco, naturalmente, ha un prezzo: in cambio Erdogan vuole il nord della Siria. Lo vuole dal 2016 quando entrò in guerra contro l'Isis e finì per attaccare i curdi siriani del Rojava alleati degli Stati Uniti. E lo vuole oggi per creare, dice, una “zona cuscinetto”. E lo vuole in fretta, perché in Turchia c'è una dura crisi economica e nel 2023 si vota. Erdogan ha bisogno di un diversivo e mai come ora è a portata di mano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.106: La giacca di Tom Cruise in Top Gun non piace alla Cina
La bandiera di Taiwan sulla giacca di Tom Cruise è bastata perché Top Gun Maverick scatenasse l'esultanza taiwanese e il risentimento cinese. Per Pechino mostrare la bandiera di Taiwan significa riconoscerne l'esistenza come Stato e democrazia. Per la Cina non lo è: è un'isola del suo territorio e prima o poi riprenderà. Nel 2019 il trailer del film mostrava la bandiera sfumata, irriconoscibile: allora i soldi cinesi pesavano sul futuro di Hollywood e quindi Pechino non andava irritata. Ma oggi tutto è cambiato: Biden vuole difendere l'autonomia di Taiwan dalle minacce cinesi e i capitali cinesi si sono ritirati dalla produzione del film. E così è riapparsa la bandiera di Taiwan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.105: Ero un complottista. Poi hanno ucciso mio figlio
Lenny Pozner è il padre di Noah, una delle vittime della strage alla Sandy Hook avvenuta dieci anni fa, quando vennero uccise 26 persone, 20 bambini e 6 educatori. Dopo il massacro Lenny ha raccontato di aver pubblicato le foto del figlio on line. E sono arrivati i complottisti. La strage, gli dicevano, non era mai avvenuta. Era tutta una messa in scena. Lenny e gli altri parenti sono stati perseguitati, minacciati, diffamati, calunniati. Lenny ha dovuto cambiare casa una dozzina di volte, ha dovuto nascondere la sua identità on line. La sua vita è diventata un inferno, nel senso che ha sceso un altro girone dell’inferno, in cui viveva già dalla morte di Noah. Ma i complottisti non si fermano, e dopo la recente strage in Texas hanno ricominciato. Proprio come dopo Sandy Hook. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices