
Stories
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Ep. 228: Le ex spie che lavorano a Google e Facebook
Le Forze armate israeliane hanno una sezione famosa che si chiama Unità 8200. Quelli che ci lavorano si occupano di sorveglianza e, a volte, della raccolta di materiali compromettenti su qualcuno, da usare poi per boicottare questo qualcuno. Dal 2020 la sorveglianza digitale della popolazione palestinese in Cisgiodania è cresciuta moltissimo: i droni e le telecamere intelligenti spiano e raccolgono immagini a strascico. Tutti questi occhi sono collegati a un grande database che si chiama Blue Wolf – lupo azzurro. I soldati israeliani questo sistema lo chiamano “Il (vero) Facebook dei palestinesi”. E un bel po’ di quelli che hanno lavorato per l'Unità 8200 alla fine sono davvero andato a lavorare per Facebook. Come per Amazon e Microsoft e, soprattutto, per Google. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 227: Due signore in lotta per il Bangladesh
Da più di trent’anni il Bangladesh è spaccato in due campi, e a capo di ognuno c’è una “begum”, che in bengalese significa più o meno “una signora altolocata”. Una è la premier, Sheikh Hasina, che ha 75 anni ed è sposata con un fisico nucleare. L’altra è la sua rivale di sempre, Khaleda Zia, che ha 77 anni. In Bangladesh le chiamano le “battling begums”: le signore in lotta. Loro due si odiano e, anche se il destino del Bangladesh dipende da loro, praticamente non si parlano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 226: Trump e Kanye West si leccano le ferite a vicenda
Di recente Kanye West e Trump hanno deciso di organizzare una cena per rivedersi di persona. La sede scelta è la casa di Trump a Mar a Lago, in Florida. Quella della perquisizione senza precedenti dell’Fbi. Solo che Kanye West a Mar a Lago non c'è andato da solo. E questa cena è arrivata in un momento particolare: una settimana dopo il giorno in cui Trump ha annunciato che si ricandida alle elezioni presidenziali del 2024. L’annuncio meno riuscito della storia della comunicazione trumpiana: così adesso molti pensano a puntare su altri astri nascenti del populismo di destra. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Kanye West speaks out about Trump's dinner with Holocaust denier, Cnn, 22 novembre 2022; account Twitter Sh0wtime8d7, 24 agosto 2018; Donald Trump announces he's running for U.S. president: Full speech, CtNews, 16 novembre 2022; This is the moment, canale Youtube Glenn Youngkin, 7 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 225 In Perù c’è una protesta pericolosa
Stamattina ad Ayacucho, sulle montagne del Perù, c’è stato il funerale di Rojas e Ramos, di 22 e 15 anni. Erano due sostenitori del presidente Pedro Castillo. Quello che la settimana scorsa, in un giorno ha fatto colazione da presidente, ha pranzato da golpista e ha cenato da carcerato. Da giorni in Perù ci sono proteste e scontri tra manifestanti e polizia. Bilancio attuale: almeno venticinque morti e centinaia di feriti. Dopo l’arresto di Castillo, un ex insegnante e il primo povero a diventare presidente del paese, è diventata presidente la sua vice. È la prima donna presidente del Perù e dovrà navigare in acque piuttosto incerte fino a quando riuscirà ad approvare una legge che permetta nuove elezioni. Se non succede qualcosa di imprevedibile prima. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: 28 de julio | Mensaje a la Nación del presidente Pedro Castillo, canale Youtube della Presidenza del Perù, 29 luglio 2021; account Instagram PopularFront, 14 dicembre 2022; Peru protests: Police clash with demonstrators in Lima amid calls for fresh election, Global News, 16 dicembre 2022; Dina Boluarte toma juramento como presidenta de la República, Latinas Noticias, 7 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 224 Elon Musk fa sparire i giornalisti da Twitter
Ryan Mac, è un giornalista che si occupa di piattaforme e tecnologia per il New York Times. Anche Donie O’Sullivan si occupa di queste cose ma per la Cnn. Come Steve Herman per Voice of America. Questi e altri giornalisti hanno alcune cose in comune: stanotte su Twitter sono spariti i loro account. Nessuno di loro ha ricevuto un preavviso o una spiegazione. Non hanno capito cosa fosse successo, ma hanno notato un fatto piuttosto evidente: quello che avevano in comune tutti i censurati, è che sono giornalisti che si occupano di Twitter e di Elon Musk, che ora ha un nuovo soprannome: “Twictator”. Il dittatore di Twitter, ma forse è più corretta la traduzione: il Twitter-dittatore. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: CNN's Donie O'Sullivan explains why Musk banned him from Twitter, Cnn, 16 dicembre 2022; Elon Musk threatens legal action against student tracking his jet, NewsNation, 16 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.223: Una coppia e il più grande scandalo dell’Ue
Il Qatargate, che ormai è soprattutto un Maroccogate, è il più grande scandalo che abbia mai colpito il Parlamento europeo. Al centro c’è una coppia, Francesco Giorgi e Eva Kaili. Lui trentenne lei quarantenne. Bellissimi e provvisoriamente ricchissimi, almeno fino al sequestro di centinaia di migliaia di euro in contanti che la magistratura belga ha trovato in casa loro. Ora sono entrambi in carcere. Giorgi è stato anche assistente del parlamentare Andrea Cozzolino, del Pd. Cozzolino era il presidente della delegazione per le relazioni con il Nordafrica e faceva parte delle commissioni parlamentari miste Unione europea-Marocco. E i primi ad essere intercettati e poi sedotti e assoldati dalle spie marocchine sarebbero stati Francesco Giorgi e Antonio Panzieri, ex parlamentare europeo ed ex sindacalista della Cgil. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatargate : les valises de cash...à Bruxelles, C dans l’air, 14 dicembre 2022; Schmiergeld-Griechin Kaili redet sich raus | EU-Korruptions-Skandal, Bild, 15 dicembre 2022; Qatargate, primi interrogatori. Panzieri e Giorgi in carcere, TG2000, 14 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 222: Il muro del Marocco sul posto più inospitale del mondo
Il campo di Rabuni si trova nel deserto dell'Hammada, un’area geografica in testa alle classifiche delle più inospitali del pianeta: le temperature oscillano tra i + 55° e i -5°. E ogni tanto, si aggiungono le tempeste di sabbia.Qui, ci vivono 200.000 persone, sono tutti rifugiati e rischiano di morire di fame. Sono i rifugiati saharawi che dalla metà degli anni ’70 sono scappati dalla guerra tra la Mauritania e il Marocco, e la Repubblica Araba Democratica del Saharawi. E dal 2020 la guerra tra il Marocco e la Repubblica Araba Saharawi è ricominciata: la chiamano “guerra a bassa intensità” e si svolge lungo il muro di 2.720 chilometri che divide il Sahara occupato dal Marocco dai territori liberati. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: La Media Luna Roja Saharaui, canale YouTube Pablo Muruaga, 27 marzo 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 221: Le esecuzioni a sorpresa in Iran e le crepe che diventano voragini
Quando la condanna a morte viene convalidata dalla Corte Suprema in Iran si finisce impiccati a una gru di quelle che si usano nei cantieri edili. Il problema è che nessuno ti avvisa quando succede. Nessuno ti dice in anticipo la data in cui quei giudici emetteranno il verdetto. Così è stato per Majid Reza, 23 anni, giustiziato a Mashhad, la città della guida suprema Ali Khamenei e del presidente Ebrahim Raisi. È stato condannato perché avrebbe ucciso due basiji, quelli della milizia dei pasdaran specializzata in repressione. C’è anche un video dove si vedono i giustizieri con il volto coperto: non è un’immagine comune in Iran. Come non lo sono le condanne alle sentenze espresse da imam e ayatollah nelle moschee. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Gangsta Rap Iranien, canale YouTube Arya Gohari, 18 dicembre 2019; account Instagram Bbc Persian, 12 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.220: Il Qatargate nel Parlamento europeo
Per la magistratura belga è uno dei più grandi casi che siano passati per le sue mani in tempi recenti e uno dei peggiori scandali che abbiano mai riguardato le istituzioni dell’Unione: è l’indagine sui soldi e i regali che il Qatar e il Marocco avrebbe spedito ad europarlamentari per far parlare bene di sé e per ricevere favori anche molto più pratici. Ieri quattro persone sono state incriminate per “associazione criminale, riciclaggio di denaro sporco e corruzione”. Tra gli arrestati c’è anche Eva Kaili, che è stata sospesa dal ruolo di vicepresidente del Parlamento europeo. Quella belga è un’inchiesta che parte da parte da un italiano, l’ex sindacalista della Cgil ed ex europarlamentare Antonio Panzeri. Sarebbe stato lui il primo a essere stato avvicinato dai qatarioti, il primo ad aver accettato i soldi e ad avere cominciato a lavorare per loro: contattando poi tutti gli altri. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatar, quando Eva Kaili diceva: “È all'avanguardia nei diritti dei lavoratori”, Quotidiano nazionale, 10 dicembre 2022; Diritti umani nella penisola arabica: la conferenza stampa dell'on Antonio Panzeri con Hatice CENGIZ, canale YouTube Lanfranco Palazzolo, 10 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 219 L'auto-proclamata Regina del Canada
Romana Didulo è una signora di origini asiatiche con i capelli cortissimi, indossa spesso la camicia abbottonata con la cravatta, ma senza giacca. Le piacciono le armi e si fa chiamare Sua altezza reale, perché si è autoproclamata “Regina del Canada”. Lei è una seguace della setta di complottisti più famosa dell’epoca contemporanea: Qanon. Ed è stata capace di creare una rete di “adepti” disposti a obbedire a qualsiasi suo ordine, dallo sparare a chi somministrava vaccini contro il Covid ai bambini, fino ad arrestare poliziotti. E di recente ha detto di aver ricevuto anche una chiamata da Joe Biden per porre fine alla guerra in Ucraina. Gli inserti audio di quest puntata sono tratti da: account Twitter @Shayan86, 2 maggio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep 218: La marcia di (Rahul) Gandhi
Da Kanyakumari a Srinagar ci si mette quasi 29 giorni, se non ci si ferma mai e si cammina giorno e notte per 3.337 chilometri Questo è il tragitto scelto dal presidente dell’Indian National Congress – il partito che rappresenta l’anima progressista dell’India – e cioè Rahul Gandhi. Questo è il suo padyatra, letteralmente “viaggio a piedi”. Arriverà a destinazione a febbraio, in tempo per lanciare la campagna elettorale per le prossime elezioni del 2024. Quelle in cui si punta a battere il populista ultra nazionalista che ormai da quasi dieci anni comanda nel paese: Narendra Modi. Gli inserti audio di quest puntata sono tratti da: Shri Rahul Gandhi Speech | Bharat Jodo Yatra, canale Youtube Indian National Congress, 7 settembre 2022; No Storm, No Rain Can Stop Bharat Jodo Yatra: Rahul Gandhi Delivers Speech In Heavy Downpour, canale Youtube HW News English, 3 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.217: Il ventenne cha ha cominciato la protesta in Cina è sparito
La Cina sta modificando le sue politiche di controllo dell’epidemia, allentando le chiusure e le restrizioni: è il primo risultato delle proteste delle settimane scorse nelle più grandi città cinesi. E i protagonisti principali delle manifestazioni sono stati i giovani, molti dei quali alla loro primissima e inaspettata partecipazione a proteste di piazza. Tra loro a Shanghai c’era anche un ragazzo di 27 anni: finito il turno da barista si è recato in bicicletta nella via dove altre persone già contestavano le politiche di contenimento del Covid del Partito comunista cinese. Lui ha preso coraggio, aizzando addirittura la folla contro il Partito e contro Xi Jinping. Sua madre il giorno dopo gli ha detto di essere orgogliosa di lui e l’ha anche avvisato: stai attento. La sera stessa, infatti, quel ragazzo è sparito. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: "Abbasso Xi Jinping!", la protesta contro le restrizioni anti Covid a Shanghai, Rainews, 27 novembre 2022; China COVID-19 protests in Shanghai and Beijing, CNA, 28 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.216: Zelensky in Donbas, altre bombe in Russia
Oggi il presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky si è fatto vedere in Donbas; una visita pericolosa – il Donbas è la zona dell’Ucraina dove i russi sono più forti e più aggressivi – e simbolica, come a dire: “Mi sento al sicuro anche qui” cioè nel posto a cui i russi tengono di più. Anche Putin si è mostrato in video sul ponte di Kerch che collega la Federazione russa alla Crimea. Ci è andato guidando lui la macchina, una Mercedes. Aveva il cappuccio tirato su per il gran vento che c’è lì e anche questa visita era simbolica, come a dire:“Zelensky, la Crimea scordatela”. La pace è ancora lontana, lo dicono sia da Kyiv che da Mosca. E anche lo spiraglio di pace – cioè la proposta di pace di Joe Biden che è circolata la settimana scorsa, in realtà non esiste. Semplicemente, avevamo letto male le parole del presidente degli Stati Uniti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter @myroslavapetsa, 7 dicembre 2022; Putin drives a Mercedes across Kerch Bridge in Crimea weeks after explosion, The Telegraph, 5 dicembre 2022; Ucraina, Biden: «Pronto a parlare con Putin ma deve volere cessare la guerra», Corriere della Sera, 2 dicembre 2022; account Twitter @bayraktar_1love, 6 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.215: Se l’Iran abolisce la polizia religiosa
Mohammad Jafar Montazeri, un ultra conservatore, sabato sera era a Qom, la sua città e la città santa del paese. Lì, ha detto una cosa che è suonata sorprendente, non per chi ha seguito le puntata sull’Iran di Stories: la polizia religiosa – per come la conosciamo oggi – non è affatto un principio fondativo e sacro della Repubblica islamica. Lui è il capo del potere giudiziario, quindi la polizia religiosa non risponde a lui e infatti Montazeri l’ha specificato. È una notizia importante e, allo stesso tempo, ingannevole. Quello che sappiamo è che, di fatto, la polizia religiosa è già sparita dopo la morte di Mahsa Amini e che non è un’istituzione storica e irrinunciabile per gli ayatollah. Possono farne a meno per dare un contentino e provare a placare i manifestanti. O meglio: placare quelli che non scendono in piazza, ma simpatizzano silenziosamente con i manifestanti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Armenia and Iran confirmed terrorists observed on our borders are in no way acceptable: Attorney-General of Iran, First Channel News, 13 ottobre 2022; Mahsa Amini Death Row | Protests Escalate in Iran, Women Burn Hijab, canale Tik Tok The Quint; Mahmoud Ahmadinejad speech sparks UN walkout, The Telegraph, 22 settembre 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.214: Due banche e uno scandalo di abusi sessuali
Andrea Alberto Cristiano Edoardo di Windsor duca di York, il terzo figlio di Elisabetta, è considerato un po’ da tutti “l’irrequieto” di famiglia. A peggiorare la sua fama però è essere finito dentro allo scandalo di abusi sessuali che ruota intorno a Jeffrey Epstein, il finanziere di New York a capo di un traffico di ragazze minorenni per sé e per i propri amici che si è impiccato in carcere. Dopo New York e Londra, il caso Epstein è poi arrivato a Francoforte ed è andato a sbattere contro il grattacielo di Deutsche Bank, la più grande banca tedesca. E ad essere tirata in ballo è anche la Jp Morgan. Le due banche sono accusate di aver tratto “profitti finanziari” per loro dagli affari illegali di Epstein. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: The State Funeral Procession of Her Majesty The Queen, canale YouTube The Royal Family, 19 settembre 2022; Jeffrey Epstein arrested on sex trafficking charges, Cbs News, 7 luglio 2019; Prince Andrew: Banished | Official Trailer, Peacock, 29 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 213: Un jet privato collega una spia israeliana, una tecnologia europea e una milizia sudanese
Un Cessna 750, jet privato prodotto negli Stati Uniti che costa 22 milioni di dollari, è appena atterrato vicino a Khartoum, la capitale del Sudan. Il jet è di un ex capo dell’intelligence israeliana e trasporta una tecnologia molto sofisticata e sensibile prodotta solo nell’Unione europea. In questa storia c’entra il Mossad, un grande scandalo di smartphone infettati in Grecia e una delle milizie armate più famose, e spaventose, del mondo. I personaggi sono un ebreo israeliano multimilionario, il secondo uomo più potente del Sudan e il carico, una tecnologia di sorveglianza definita in gergo tecnico “di fascia alta”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Sudan RSF defends role amid claims of violent acts, Ap Archive, 17 giugno 2009; A Multimillionaire Surveillance Dealer And His $9 Million WhatsApp Hacking Van, Forbes, 4 settembre 2019; At least thirteen killed in Sudan as UN condemns use of military violence, Sky News, 3 giugno 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.212: I veti di Viktor Orbán, i voti di Giorgia Meloni
Oggi Viktor Orbán festeggia. Con la “diplomazia dei veti” ha ottenuto l’ok della Commissione Europea al suo Pnrr, il suo piano di spese e di riforme presentato per avere i soldi che servono a riprendersi dalla pandemia. L’Ungheria ha dovuto attendere più di tutti il via libera dalla Commissione: è stato un negoziato molto lungo, complicato dal declino democratico del paese, ma alla fine Orbán ha ottenuto i sei miliardi che voleva. La trattativa ha a che fare con il potere di veto in Europa, che dà facoltà a ogni Paese di tenere in ostaggio tutti noi su alcune decisioni che non si possono rimandare. Ma è una partita ancora tutta aperta, un gioco di scambi che assomiglia molto agli scacchi e che prevede ancora un voto da parte dei paesi della Ue. Ognuno farà la propria mossa. E vedremo anche quale sarà la mossa di Giorgia Meloni, se a favore di Budapest o di Bruxelles. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ue, Orban: "Sulle sanzioni al momento non c'e' nessun accordo”, Il Sole 24 ore, 30 maggio 2022; Hungary’s recovery and resilience plan and on the application of the Rule of Law conditionality regulation, Eps Eu, 30 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.211: Oggi si gioca Iran-Stati Uniti
Non capita mai che degli iraniani che rappresentano ufficialmente la propria nazione incontrino degli americani a loro volta in veste di rappresentanti ufficiali del proprio paese. Stasera capiterà in una partita di calcio del mondiale in Qatar: la nazionale iraniana gioca contro quella degli Stati Uniti in un match storico. Ovviamente hanno già cominciato a litigare. Del resto i rapporti diplomatici tra i due paesi sono interrotti dal 1979 e da allora ad oggi secondo alcuni sono ancora a un punto morto, secondo altri sono “in coma” (che per quanto suoni male implica una speranza). Secondo altri ancora: “Gli Stati Uniti stanno entrando in una nuova era di scontro diretto con l'Iran”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Yoav Zehavi, 19 novembre 2022; Anti Shah demonstrations in streets of Teheran, Ap, 30 luglio 2015; The Iranian revolution, Abc News, 12 marzo 2015. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.210: I cinesi stanno protestando contro il Partito
Da Shanghai a Pechino, da Wuhan a Chengdu: nel weekend i cinesi sono scesi in strada per protestare. Ma questa volta non si sono limitati a contestare la politica “Zero Covid” del governo: questa volta hanno contestato direttamente il Partito comunista e la leadership di Xi Jinping. La protesta di questo fine settimana si spinge parecchio più in là di quelle che abbiamo visto nel corso degli ultimi mesi. Da “meno tamponi, più cibo” – è arrivata a pronunciare frasi inaudite, tipo: “Xi Jinping, dimettiti”. E con i cartelli A4 bianchi hanno anche protestato contro la censura del Partito. Ora quello che si aspetta è vedere quale sarà la risposta del governo. Per ora sembra che il copione del Partito comunista sia sempre lo stesso: dire che le proteste sono ispirate da potenze straniere. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Simina Mistrenao, 27 novembre 2022; China: Protests break out in Xinjiang following fatal high-rise fire under lockdown, The Guardian, 26 novembre 2022; China: Shoppers flee as health authorities attempt to lock down IKEA amid zero-Covid policy, The Telegraph, 15 agosto 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.209 La bromance Macron-McKinsey
Il presidente francese Emmanuel Macron è indagato per i suoi rapporti con la McKinsey, The Firm, un’azienda di consulenza con una grande reputazione a livello mondiale nel “risolvere” i problemi. McKinsey lavora con gli amministratori delegati ma anche con ministri e capi di stato e spesso le società che chiedono il suo aiuto sono partecipate pubbliche. Per fare un esempio, Alitalia aveva chiesto aiuto a McKinsey. In Francia invece, dopo anni di consigli molto ben pagati, la giustizia francese ha messo insieme un po' di cose e ha aperto due inchieste sul ruolo della McKinsey nelle campagne elettorali di Macron del 2012 e del 2017. E sui favori che The Firm avrebbe avuto dall’Eliseo. In realtà i legami tra Macron e McKinsey risalgono al 2008, ma nel tempo sono continuati: nel solo periodo 2018-2021, McKinsey ha ottenuto circa 40 incarichi dal governo per cifre comprese tra 28 e 50 milioni di euro. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: How McKinsey Became One Of The Most Powerful Companies In The World, Cnbc, 6 giugno 2009; Affaire McKinsey : la justice enquête sur les comptes de campagne d'Emmanuel Macron, France 24, 26 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.208: “Il giovane” del piano segreto di Putin per avere la Moldavia al buio, dopo l'Ucraina
Ilan Shor ha 35 anni, è nato a Tel Aviv, in Israele. Ha fondato un partito ed è diventato un parlamentare moldavo. Ma non vive in Moldavia, vive in Israele, perché se mette piede in Moldavia lo arrestano. È famoso per due cose: ha rubato un miliardo di dollari al sistema bancario moldavo e sua moglie è Jasmin, il nome d’arte di una cantante pop russa famosa che è stata premiata da Putin in persona. Ed è lui “il giovane” di un piano segreto dei servizi russi: da stato satellite di Mosca, la Moldavia da due anni ha una presidente europeista, Maria Sandu. E “il giovane” è l’organizzatore di manifestazioni contro il governo per il caro bollette: la Moldavia infatti è al buio, perché per il 30% della sua energia dipende dall’Ucraina (al buio) e per il 70% dalla Russia che non gliela vuole dare. In pratica: quelli che hanno creato il rincaro delle bollette sono gli stessi che protestano contro il caro-bollette. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Moldavia, in migliaia in piazza con Maia Sandu, Canale YouTube Il Sole 24 ore, 6 dicembre 2020; “Eravamo amici dei russi, vivevamo bene”, canale YouTube Ziarul de Garda, 19 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.207: La nuova capitale della ribellione in Iran
Nel nord ovest dell’Iran, nel Kurdistan iraniano, c’è una guerra in corso. A Piranshahr, una piccola città, c’è un massacro in corso: le truppe iraniane sparano dalla strada dentro le case, colpendo le finestre degli appartamenti in cui sanno – o credono – che vivano gli organizzatori della protesta. Mahsa Amini era curda, veniva da queste zone e quando è stata presa dalla polizia religiosa nella fermata della metro era in vacanza a Teheran con i suoi genitori. Quando è morta in ospedale mentre era ancora in custodia era il 16 settembre. Iniziano le proteste in tutto il paese e i vertici della Repubblica islamica fanno subito una cosa: schierano degli aerei caccia, degli aerei da guerra in kurdistan. Il messaggio è chiaro: nel resto del paese non ce lo possiamo permettere, ma con le minoranze, contro la vostra minoranza, siamo pronti da subito alla guerra. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Hillel Neuer, 21 novembre 2022; account Instagram popular.front, 21 novembre 2022; account Instagram Berishalmahsi, 20 novembre 2022; account Instagram MiddleEastImage, 21 novembre 2022; account Twitter Shahram Mouselchi, 20 novembre 2022; account Twitter Jason Brodsky, 9 novembre 2022; account Twitter Ehsan Safarnejad, 19 novembre 2022; account Twitter Iranworkers, 20 novembre 2022; account Twitter 1500tasvir, 20 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.206: Messi ha un problema (oggi due) con i sauditi
Oggi l’Argentina ha perso la prima partita dei Mondiali in Qatar contro l’Arabia Saudita, 1-2. Il calciatore più forte del mondo – Lionel Messi – ha perso. E proprio Messi è al centro di un caso, con l’Arabia Saudita. Per l’organizzazione dei mondiali del 2030 sono in lizza alcuni paesi: da un lato ci sono Arabia Saudita, Egitto e Grecia, dall’altro ci sono Argentina e Uruguay. I promotori latino americani si erano detti certi di una cosa:“Messi - avevano detto - sarà sicuramente il portabandiera del nostro Mondiale”. Solo che poi Messi ha firmato un accordo, ricchissimo, proprio con l’Arabia Saudita. È un accordo legato al famosissimo progetto “Visione 2030” dei sauditi ed è legato alla promozione loro nuovo super stadio e del turismo in genere. Messi quindi finirà per favorire l’Arabia Saudita e il suo tentativo di “ripulirsi la faccia”, anche grazie ai Mondiali. Un po’ come il Qatar. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Argentina-Arabia highlights, canale YouTube Hmidane, 22 novembre 2022; Lionel Messi gets mobbed in Saudi Arabia, canale YouTube SportingDuude, 13 novembre 2012; Messi e Turki Al-Sheikh, canale YouTube Turki Alalshich, 15 novembre 2019; account Twitter AliAlhmed, 23 maggio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.205: Una sparizione di tifosi, due presidenti vanitosi e il Qatar
I qatarioti hanno aspettato 12 anni e hanno speso 200 miliardi di dollari per avere i propri mondiali. Soldi in gran parte spesi per la costruzione di stadi, nati dal nulla e che hanno causato la morte di almeno 6500 operai. E dallo stadio dove si è svolta la cerimonia e poi la partita inaugurale, a un certo punto, sono andati via gran parte dei tifosi. È che tornare a casa da questi stadi in mezzo al deserto, se non si è molto ricchi, può diventare piuttosto complicato. Che l’edizione dei mondiali di calcio in Qatar fosse particolare lo si sapeva da tempo: si gioca d’inverno, con temperature caldissime, in un paese che discrimina le persone Lgbtq+ e dove solo il 10% della popolazione è nata in Qatar. E per vincere l’assegnazione della competizione gli emiri del Qatar hanno dovuto aspettare una cena, all’Eliseo, a Parigi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatar wins 2022 world Cup bid, canale YouTube Team Qatar, 1 marzo 2011; A Doha, premier discours public de Nicolas Sarkozy depuis l’élection, Le Monde, 11 dicembre 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.204: La morte di uno youtuber collaborazionista
Kirill Stremousov ha avuto una vita piuttosto varia: ha iniziato come produttore di mangime per i pesci, poi ha fondato una specie di agenzia di stampa che con l’informazione non c’entrava niente. Dopo un viaggio negli Stati Uniti è affascinato da QAnon: torna in Ucraina e fonda una specie di setta religiosa. Diventato famoso per un video nel quale fa roteare la figlia di quattro mesi, la nuova vita di Stremousov da attivista, santone e ovviamente no vax non poteva che piacere ai russi. Diventa così il volto più noto dei collaborazionisti ucraini a Kherson, anzi diventa il portavoce dei russi a Kherson. Solo che il 9 novembre, a 45 anni, muore in un incidente stradale al quale non crede nessuno: il volto dell'occupazione russa a Kherson è morto poche ore prima dell'annuncio del fallimento russo a Kherson. Gli inserti audio di questa puntato sono tratti da: account Twitter Francis Scarr, 18 ottobre 2022; account Tik Tok Jon Verete; Outrage as sick dad swings baby around his head like a ragdoll and claims he can ‘hear her bones popping’, The Sun, 21 settembre 2017, account Instagram di Kirill Stremousov Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.203: Una base perfetta tra il mare e le dune
C'è una lingua di terra sottile: percorrendo una linea retta sul mare si arriva sulla costa ovest della Crimea, quella dove c'è la città più importante, cioè Sebastopoli, e la sede della flotta russa del Mar Nero. Ed è qui a Ochakiv (controllata da Kyiv), di fronte alla striscia di terra di Kinburn (controllata dai russi) – in questo punto così strategico e importante per le prossime mosse della guerra – che gli ucraini, con l'aiuto degli americani e quasi due milioni di sterline degli inglesi, hanno costruito una base perfetta che proteggono bene da sguardi indiscreti. Compreso il mio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.202: Un gioco più pericoloso e un missile in Polonia
Il missile che ha causato l'esplosione in Polonia e la morte di due persone era ucraino e lo si sapeva da subito: era un S-300, un missile della difesa aerea ucraina (lo usano anche i russi, ma da quelle parti non hanno niente da difendere).. Ma questo non cambia una cosa: che Putin ha intenzione di lasciare gli ucraini al freddo durante l'inverno, cercando di sganciarli dalla rete elettrica dell'Unione europea. Quanto accaduto ieri, inoltre, cambia un po' la prospettiva di questa guerra: abbiamo capito che si era aperta una finestra di opportunità per un negoziato. Ora quella finestra si è già richiusa. Se un accordo silenzioso su Kherson c'è stato, non è stato l'inizio di un dialogo più ampio, ma è stato un caso isolato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di WarMonitors, 16 novembre 2022; Rishi Sunak and Joe Biden attend emergency G20 meeting after missile strikes Poland, The Independent, 16 novembre 2022, account Twitter RcnResearch, 16 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.201: Il partigiano Lgbt di Kherson
Ivan Shestopalov è un attivista Lgbtq di Kherson e un partigiano che durante l’occupazione ha organizzato operazioni contro i russi coordinandosi con l’intelligence di Kyiv. Ha trent’anni, il suo compagno Oleksiy a maggio è stato trovato dalle truppe di Mosca mentre preparava un’azione della resistenza: è stato arrestato ed è sparito per due mesi, è stato torturato. Gli altri attivisti hanno capito che aveva parlato perché i russi hanno scoperto la loro sede, hanno distrutto tutto e rubato i registri degli iscritti. Oleksiy però non ha tradito la rete di partigiani e l’intelligence di Kyiv: con le evacuazioni dei civili da Kherson è stato trasferito in altre zone occupate e, mentre i russi ormai lo credono un collaborazionista, lì poterà avanti la resistenza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.200: Una festa e un procione a Kherson
La resistenza di Kherson in questo momento è la resistenza più famosa al mondo. E adesso che la città è stata liberata si possono capire meglio molte cose a cominciare da storie minori. Come quella del comandante russo appassionato di safari che, mentre il suo esercito si ritira consumando un’umiliazione militare che farà storia, prima di fuggire ha rubato dallo zoo di Kherson un procione, un lama e una scimmia. Un’immagine significativa e terribile per l’esercito di Putin: sappiamo che i soldati russi erano alla fame ma gli ufficiali invece di prendere in considerazione uno dei più grandi allevamenti di polli che si trova a Kherson e che sarebbe stato utile per sfamare i soldati, rubavano animali allo zoo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.199: “La scrofa degli ebrei”
A Wittenberg, in Germania, c'è un maiale su una chiesa. Non è un'installazione d'arte contemporanea un po’ blasfema, ma un rilievo in pietra del 1290. È la Judensau, letteralmente la “scrofa degli ebrei” ed è stata al centro di una battaglia culturale e legale che è durata tre anni. Una battaglia culturale molto più grande del caso singolo: prevale il diritto di chi si sente offeso da un oggetto del passato, o la storia non va “cancellata”? La questione generale è ancora aperta, ma su quel maiale di pietra la Germania ha deciso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.198: La ritirata russa da Kherson e l’ipotesi di un accordo
Ieri il ministro della difesa russo Sergei Shoigu ha detto che i suoi soldati si ritirano da Kherson. Anche se gli ultimi rinforzi – lì – erano arrivati da pochissimo, ora devono già andarsene. Kherson è è una città russofona, è il primo e unico capoluogo conquistato da Mosca in questa guerra. È il corridoio di terra che collega il Donbas alla Crimea, è dove passa l’acqua potabile che disseta milioni di russi che vivono in Crimea. Data la rilevanza della città, rimane strana la modalità della ritirata, la pubblicità data in Russia alla cosa. L’esasperazione della notizia. L’aver esposto, a parlare di questa ritirata – cioè di questa sconfitta – tutti i volti migliori del puntinismo, dalle autorità alla propaganda. Gli ucraini temono una trappola, altri che la ritirata sia il primo segnale di un possibile accordo. Segreto, per ora. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Wartraslated, 9 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.197: La conversazione virtuale tra Biden, Zelensky e Putin
C’è una guerra e ci sono dei dialoghi, sotterranei, silenziosi, a volte segreti. Le banche d’affari americane vengono strigliate dai dem del Congresso perché fanno ancora affari con le aziende russe. Ma loro rispondono: ce lo ha chiesto la Casa Bianca. Mosca e Washington si stanno parlando per riprendere i negoziati sulla riduzione delle armi nucleari nel mondo, potrebbero incontrarsi presto e sarebbe la prima volta da quando è iniziata la guerra. Biden ha chiesto a Zelensky di cambiare la sua posizione espressa nel decreto emesso dopo le annessioni di Putin, in cui escludeva dei negoziati con la Russia finché ci sarebbe stato Putin. Zelensky ha seguito il consiglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: amie Dimon warns lawmakers should be prepared for the worst, Reuters, 21 settembre 2022; Il discorso di Putin sull'annessione dei territori dell’Ucraina, canale YouTube HyperBros.com, 30 settembre 2022; Zelensky rules out peace talks with Putin after Russia annexes four regions of Ukraine, The Telegraph, 30 settembre 2022; Sherman Grills JPMorgan Chase CEO Jamie Dimon on Russia Investments, canale YouTube Congressman Brad Sherman, 21 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.196: Panico sul Twitter di Elon Musk
L’uomo più ricco del mondo si è comprato Twitter e ha twittato che oggi, alle elezioni midterm, bisogna votare i Repubblicani. Per bilanciare la presidenza democratica, ha spiegato. Prima aveva licenziato qualche migliaia di dipendenti, compresi quelli che si occupano del rispetto dei diritti umani on line. Twitter nelle intenzioni del suo fondatore, Jack Dorsey, aveva l’ambizione di essere un piazza per il dibattito pubblico. Dorsey aveva pensato poco a come monetizzare. E infatti Musk lo sfotteva. E ora che è arrivato lui al potere moltissime grandi aziende che compravano pubblicità su Twitter sono scappate: perché temono che, con Musk, Twitter diventi una pattumiera piena di teorie del complotto, minacce, insulti, antisemitismo, suprematismo, razzismo. La risposta di Musk:è tutta colpa degli attivisti, per colpa loro Twitter sta perdendo soldi. Perché quegli attivisti vogliono uccidere la libertà di parola in America. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Why Did Elon Musk Walk Into Twitter With a Kitchen Sink?, Bloomberg New, 27 ottobre 2022; The Voices Of Tahrir Square, Egypt (2011), canale Youtube Journeyman Pictures, 24 febbraio 2017; account Twitter Benny Johnson, 3 novembre 2022; lon Musk says Twitter Blue is a piece of sh**, canale Youtube Tesla Owners of Silicon Valley, 2 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.195: Il candidato decisivo per i dem è Fetterman
Alle elezioni di midterm negli Stati Uniti la Pennsylvania è lo stato chiave: è lì che i Democratici possono soffiare un senatore ai Repubblicani. E il candidato dem sembrava perfetto: John Fetterman, un tipo che è difficile passi inosservato. Un gigante di 180 chili alto due metri e tre centimetri. Un cinquantenne pelato con pizzetto e tanti tatuaggi: si è tatuato addosso il nome di tutte le vittime di armi da fuoco in Pennsylvania. Un mix tra un rapper e un pugile e che secondo tutti i sondaggi era in testa contro il candidato repubblicano, che è il famoso Dr. Oz della tv. Poi però, all'improvviso, il vantaggio è svanito. Per un motivo specifico. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Live: Obama campaigns for Democrat John Fetterman in Pittsburgh ahead of midterms, The Independent, 5 novembre 2022; Bruce Springsteen performs his classics at Hillary Clinton rally, Global News, 8 novembre 2016; Inside John Fetterman's loft, PennLive.com, 9 maggio 2007; Pennsylvania Senate candidates John Fetterman and Mehmet Oz face off in debate, Cbs News, 26 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.194: I manifestanti iraniani hanno un problema in più
Un uomo delle forze di sicurezza ammazzato. Un esponente del clero ferito da numerose coltellate che ora è in ospedale in condizioni gravi. Un altro ucciso a pistolettate nel sud, in Baluchistan. Un altro poliziotto colpito a morte pochi giorni prima. L’intenzione di alcuni manifestanti iraniani è di provare a trasformare la rivolta in una rivoluzione, ma adesso quei manifestanti hanno un problema in più: essere strumentalizzati in una lotta di potere interna al regime e molto più antica di queste proteste. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Seyed Mohammad Marandi, 3 novembre 2022; account Twitter di Borzou Daragahi, 4 novembre 2022; Iran government shuts down internet access amid protests, Cbs News, 18 novembre 2019; account Twitter Mohammed Ali Shabani, 4 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.193: La prima volta di Meloni a Bruxelles
È il primo viaggio di Giorgia Meloni da presidente del consiglio ed è andata nella città che è sia il cuore dell’Unione Europea che la sede della Nato. In più di un decennio all’opposizione, Meloni ha usato spesso l’Unione come capro espiatorio. Ora che è primo ministro, sa benissimo che in Europa, anche se scomoda, ci deve stare. E che in una fase come questa, più che in altre, l’Ue le serve. Meloni non cercherà lo scontro con Bruxelles, almeno non sul piano economico – perché ha tutto da perdere. E perfino sulla questione migranti, tra proposte di blocco navale e la riesumazione dell’operazione Sophia (che però era stata fermata nel 2020 proprio da Matteo Salvini) Meloni, come tutti gli euroscettici arrivati al potere, non farà una rivoluzione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.192: Bibi Netanyahu torna. L'ultra destra israeliana vince
Bibi Netanyahu e il suo partito Likud hanno vinto le elezioni in Israele. Ma il ritorno di Netanyahu è dovuto al successo della sua coalizione e in particolare al successo della destra israeliana più a destra di Bibi. Il vero vincitore delle elezioni infatti non è tanto Bibi ma un uomo che è un fan di un terrorista israelo-americano che ammazzava i palestinesi: Itàmar Ben Gvir. Di Gvir si racconta una cosa, che avesse in salotto un grande ritratto di Goldstein, l’uomo che nel 1994 ha ammazzato 29 palestinesi mentre pregavano e ne ha feriti più di cento. Quando sono uscite le foto gli esponenti del centrodestra israeliano si sono indignati e lui ha tolto il ritratto e ha spiegato il gesto con un tweet: va bene lo levo in nome dell’unità della destra israeliana. Quindi senza pentimento. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Reactions from Likud HQ after exit polls show Netanyahu nearing majority, Afp, 1 novembre 2022; Hear Netanyahu's answer when asked if he regrets Putin relationship, Cnn, 23 ottobre 2022; Netanyahu defends Israel on American late night tv, ILTV Israeli News, 18 ottobre 2022; Israeli nationalists march in East Jerusalem, raising tensions with Palestinians, Global News, 15 giugno 2021; Meir Kahane - Election Promotion Film 1988, Arab News, 21 maggio 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.191: L’ex poliziotto a capo di una gang nella crisi di Haiti
Jimmy Cherizier, detto “barbecue”, è un ex poliziotto haitiano che da qualche anno è a capo della G9, una specie di consorzio di gang di Haiti. Lui si presenta come un rivoluzionario, una persona che combatte contro il governo, contro i potenti, per liberare Haiti dalla povertà. Ma lui e le sue gang sono accusate dall'Onu di parecchie cose orrende come saccheggi, incendi, omicidi e stupri in molte zone della capitale: quelle controllate da altre gang. Con la crisi politica in atto nel paese considerato il più povero del mondo occidentale, Jimmy e le sue gang sono ormai una potenza politica. E Jimmy è il primo della lista dei sanzionati dalle Nazioni Unite. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Haiti's most powerful gang leader talks to Al Jazeera, Al Jazeera, 27 ottobre 2021; Haitian Protesters Riot Against President in Alleged Coup Attempt, Voice of America, 8 febbraio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.190: Luiz Inácio Lula da Silva
Questa notte Luiz Inácio Lula da Silva è stato eletto presidente del Brasile. Ha vinto per un soffio, è finita così: 50,9% Lula, 49,1% Bolsonaro. Lula ha origini povere, ha avuto una vita molto complicata. Nel 2003 ha vinto le elezioni per la prima volta e durante il suo governo 20 milioni di brasiliani poveri hanno smesso di essere poveri. Barack Obama lo ha definito: “Il leader politico più amato del mondo”. Poi sono arrivate le inchieste giudiziarie. Una specie di Tangentopoli brasiliana investe il partito e Lula, che viene anche arrestato. Lo schema di tangenti è vero, ma ma le accuse contro Lula le ha portate avanti un giudice che non è mai stato imparziale, che aveva un’ossessione personale contro di lui. Per questo le condanne sono state annullate, e Lula ha poi potuto partecipare a queste elezioni e vincerle. Election au Brésil : Lula élu président face à Bolsonaro, Le Monde, 30 ottobre 2022; Lula no PodPah: Lula conta como perdeu o dedo, canale YouTube Lula, 4 gennaio 2022 ; Lula discursa aos trabalhadores grevistas, 1980, canale Youtube Picilone_, 29 gennaio 2015; Bolsonaro exalta Ustra na votação do impeachment em 2016, Estadao, 8 agosto 2019; Protestos em Porto Alegre contra Lula e Dilma, Jornal do Comércio, 17 marzo 2016 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.189: Putin ci spiega che questo è “il decennio più pericoloso”
Come ogni anno dal 2004 Putin è andato nei pressi del lago Valdai, dove si svolge un grande meeting di un grande think tank russo di geopolitica. Di solito Putin in questa occasione spiega dove va la Russia e quanto è potente. Quest’anno però Putin si è dovuto districare con una situazione un po’ problematica per lui, la guerra in Ucraina. Quindi, intanto si è presentato come vittima, anziché aggressore: secondo Putin è l’Occidente che vuole distruggere la Russia e lui si deve difendere. In mezzo a tante cose che non stanno insieme, ha detto anche alcune banalità perfettamente condivisibili: tipo che bruciare i libri di Dostoevskij è demenziale. O che viviamo nel «decennio più pericoloso, imprevedibile e importante dalla Seconda guerra mondiale». E che lui non ha mai pronunciato la parola bomba atomica. Che tecnicamente è vero, anche se l’ha evocata. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Summer in Russia. Valdai National Park, canale YouTube Alexey Nav, 10 giugno 2020; Putin contro l’Occidente: «Fa un gioco sporco e sanguinario», Corriere della Sera, 27 ottobre 2022; World domination': Putin claims West is playing a 'dangerous, bloody' game, Daily Mail, 27 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.188: Gli attacchi neonazisti contro i profughi ucraini
Un gruppo di ragazze ucraine di 15 e 16 anni sono state insultate e picchiate mentre passeggiavano in un cittadina tedesca. Un piccolo albergo a Groß Strömkendorf, estremo nord est tedesco, dove erano sistemati quattordici profughi ucraini è stato bruciato. Gli ucraini si sono salvati, ma il fuoco si è mangiato l’albergo. E l’incendio è doloso. Alcuni giorni prima il gestore dell’albergo aveva sporto una denuncia, perché qualcuno aveva disegnato una grande svastica sull’ingresso. Ed è proprio in questa zona della vecchia Germania Est che l’Adf ha il 24% dei voti e gruppi neonazi manifestano a favore di Putin. Il rogo dell’albergo colpisce la Germania in un altro simbolo dalla guerra ibrida: dopo l’economia (in crisi per il costo del gas) e le infrastrutture (quelle che sono state sabotate), l'accoglienza dei rifugiati. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Second time burned-down hotel has been targeted, DW News, 21 ottobre 2022; The right-wing extremists plot to overthrow the German government, DW Documentary 7 luglio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.187: L'autodistruzione di Kanye West
Oggi Adidas ha cominciato a buttare via tutti i prodotti creati in collaborazione con Kanye West che in questo momento si trovano nelle vetrine o nei magazzini dei negozi Adidas in giro per il mondo. Adidas ha deciso di troncare definitivamente la collaborazione con West che durava da dieci anni. Il motivo: alcune frasi di Kanye West contro gli ebrei, un classico del complottismo. West è stato di sicuro il miglior artista pop sul pianeta, per alcuni anni, ma da quando è arrivato Donald Trump, è diventato quello delle teorie cospirazioniste sulla morte di George Floyd che non sarebbe davvero stato soffocato da un poliziotto, del cripticismo cupo e dei meme dell’alt right. West dice un sacco di cose allucinate e nella sua battaglia contro il politicamente corretto una settimana fa ha anche pensato di comprarsi Parler, il social network dell’alt right dove si può dire tutto. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Adidas dumps Kanye West, Fox 5 New York, 25 ottobre 2022; The Kanye 'Ye' West Interview With Piers Morgan, Piers Morgan uncensored, 21 ottobre 2022; Kanye West Speaks Out, Claims Backlash Proves His Anti-Semitic Theories, Tma, 25 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.186: Richi Sunak è il primo premier britannico più ricco della Royal Family
Rishi Sunak è il primo premier britannico non bianco, non anglicano, di origini indiane e induiste. È anche il primo premier britannico ad aver ricevuto stamattina l’investitura da Carlo III. Ed è il più giovane di sempre: ha 42 anni. Nonostante tutti questi primati Sunak ora ha un compito difficilissimo: tenere insieme un Partito conservatore nel mezzo di uno “psicodramma”, allontanare le elezioni che ora come ora vedrebbero vincere i laburisti, e portare il Regno Uniti fuori da una complicata crisi economica. Luiha detto che sarà responsabile e ha indicato la strada al suo partito: è ora di "unirsi o morire". Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Rishi Sunak to make history as U.K.'s next prime minister, Cbs News, 24 ottobre 2022; "Family Means Everything To Me": Rishi Sunak As Wife Akshata Murty Joins Campaign, Ndtv, 26 luglio 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.185: Meloni e il governo delle prime volte
Il governo Meloni che si è appena insediato rappresenta tre “prime volte” per l’Italia. È la prima volta che i Lancieri di Montebello dell’Esercito italiano porgono gli onori a una donna nel cortile di Palazzo Chigi. È anche la prima volta che la destra postfascista va al potere nella storia della Repubblica italiana. E, a parte il capo, questo è un governo più maschile e più anziano dei precedenti. Meloni è la più giovane del Consiglio dei ministri. Poi: è la prima volta che abbiamo un governo ‘davvero’ politico, cioè nato dalle elezioni e che ha a capo il leader di un partito politico ‘tradizionale’. Non era mai successo nella Seconda Repubblica, cioè nei nostri ultimi trent’anni di storia: è finita l’epoca dell’antipolitica? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.184: “Teheran è una prigione, Evin è un’università”
Dei manifestanti iraniani ci hanno raccontato cosa è successo davvero nel carcere di Evin, a Theran. L’incendio e le esplosioni sono state spiegate dalle autorità iraniane come la degenerazione di una rissa dei condannati per reati che vanno dalla rapina al narcotraffico con le guardie carcerarie. A questa versione non crede nessuno e tra i manifestanti si parla apertamente di una rivolta, come sarebbe confermato dalla velocità con la quale i pasdaran si sono posizionati in assetto da guerra intorno al carcere. In questo clima “i potenti” del paese devono far fronte alle proteste e a una situazione internazionale complicata. E sentendosi accerchiati, i potenti iraniani stanno ragionando sulla possibilità di usare il programma atomico come una minaccia reale contro l’Occidente. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Karim Sadjadpour, 15 ottobre 2022; account Twitter Masih Alinejad, 16 ottobre 2022; account Twitter Lisa Daftarei, 21 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.183: Dolcissimo Berlusconi, dolcissimo Putin
Silvio Berlusconi ha detto che in pratica la guerra in Ucraina è colpa di Zelensky, gettando nel panico la coalizione di centro-destra che si appresta a governare l’Italia. Ha anche detto di aver ricevuto 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima da Putin. Ma l’amicizia tra Berlusconi e Putin non nasce oggi e non è fatta solo di incontri ufficiali, vacanze, foto, barzellette, storielle. Il loro rapporto particolare ha creato esiti politici rilevanti. La dipendenza dal gas russo di cui si è parlato tanto e si parla ancora non è un evento naturale impossibile da prevedere o evitare – è stata costruita negli anni e in anni piuttosto recenti. È stato Berlusconi, non il fato, a fare di Putin il nostro maggiore fornitore di gas naturale. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Berlusconi: "Soy el primero de los cinco amigos de Putin”, canale YouTube El Pais, 19 ottobre 2022; Putin: «Silvio perseguitato perché non è gay», canale YouTube La7, 20 settembre 2013; Il nuovo audio di Berlusconi diffuso da LaPresse: «Putin non voleva la guerra», canale YouTube Corriere della Sera, 19 ottobre 2022; Berlusconi racconta una barzelletta di Putin, imbarazzo in sala, canale YouTube Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.182: Un villaggio, la sete di energia e Greta Thunberg
Ieri il cancelliere tedesco Scholz ha detto che terrà le centrali nucleari aperte, anche se si era deciso il contrario. Nel frattempo a Lützerath in Nordreno-Vestfalia sono arrivati gli attivisti contro il cambiamento climatico: il piccolo villaggio sta per essere raso al suolo perché lì sotto c’è una risorsa che pensavamo non facesse neanche più parte della nostra epoca: il carbone. Oggi il governo tedesco ha approvato il piano di Scholz e nel partito dei Verdi, che avevano promesso la chiusura di tutti gli impianti nucleari, è scoppiato il caos. A fare un assist inaspettato al governo e ai Verdi è stata Greta Thunberg che, con un discorso molto pragmatico, ha definito «un errore» il piano della Germania di chiudere le centrali nucleari ancora funzionanti, visto che nel frattempo si ricorre anche al carbone. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ende Gelände - Aktion entlang der L277 zwischen Lützerath und Keyenberg, canale YouTube Der Westreporter, 25 luglio 2020; Scholz spiega perché ha prolungato l’esistenza centrali nucleari, Askanews, 18 ottobre 2022; Greta Thunberg: Why Germany should focus on nuclear power instead of coal, Tagesschau, 12 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.181: L’implosione di Liz Truss
Liz Truss è primo ministro da poco più di un mese e ha già tutto il suo partito contro. Ieri ha dato un’intervista alla Bbc e ha chiesto scusa. Poi il suo ministro delle finanze ha demolito il suo piano economico che aveva portato il Regno Unito sull’orlo del tracollo. Liz Truss si era proclamata come la nuova Margaret Thatcher, tanto da imitarla nei vestiti e nelle foto. E ha un passato a sinistra. Su quel periodo ha detto: “Tutti commettiamo errori, tutti noi abbiamo avuto disavventure adolescenziali: quella è stata la mia”. Poi è diventata una conservatrice, una delle più intransigenti: “Farò una campagna da conservatrice", aveva detto, "e governerò come una conservatrice”. Ora rischia di cadere. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Liz Truss says sorry for mistakes but vows to stay on as PM in BBC interview, The Telegraph, 18 ottobre 2022; 'Liz Truss is no longer Prime Minister - Jeremy Hunt has taken over and locked her in the attic’, Lbc, 18 ottobre 2022; Ukraine Invasion: 'Putin must lose' - Foreign Secretary Liz Truss, Sky News, 3 marzo 2022; Liz Truss: Britain's new 'Iron Lady’?, Afp, 5 settembre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.180: Io sono il Congresso
Xi Jinping ha aperto il Ventesimo Congresso del Partito comunista cinese, il momento più alto della politica nazionale. Con molta probabilità il Congresso darà a Xi Jinping uno storico terzo mandato, un evento mai accaduto nella storia della Cina dal 1949 a oggi. Xi Jinping, sposato a una famosa cantante folk locale, ha percorso tutti i passi necessari per diventare leader, ma è anche figlio di un vecchio leader del Pcc: appartiene alla cosiddetta “aristocrazia rossa”. Negli anni ha consolidato il proprio potere, ha eliminato gli avversari politici e ha lanciato il “Sogno cinese”. Ora però, nel suo momento più alto, deve affrontare diversi problemi: la situazione economica interna e uno scenario internazionale sempre più complicato. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Peng Liyuan, My motherland, canale YouTube Steven Takashi Lim & THE CAT Music TV 2, 4 luglio 2017; Xi Jinping leads celebrations marking centenary of China’s ruling Communist Party, South China Morning Post, 1 luglio 2021; Russian President Putin meets his Chinese counterpart Xi Jinping ahead of Beijing winter Olympics, canale Youtube Wion, 4 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.179: La bomba atomica
E’ il 2019, siamo a Fort Belvoir, Virginia, Stati Uniti. Siamo in una grande sala riunioni della DTRA, l’agenzia del Pentagono che ha un compito solo: il contrasto alle armi di distruzione di massa. I maschi si levano la cravatta e si arrotolano le maniche della camicia. Insieme alle loro colleghe devono fare un gioco di ruolo, potrebbe durare molte ore. Il problema da risolvere è questo: siamo in un anno X e la Federazione russa minaccia di usare armi nucleari tattiche sul territorio dell’Ucraina. Cosa facciamo? Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: DTRA Core Function, canale Youtube Ting military, 8 febbraio 2022; Biden addresses Putin's nuclear threats in Ukraine | Full CNN exclusive interview, Cnn, 12 ottobre 2022; Fears grow over Putin's threat to use tactical nuclear weapons, Cbs News, 8 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices