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1,039 episodes — Page 18 of 21

Ep.188: Gli attacchi neonazisti contro i profughi ucraini

Un gruppo di ragazze ucraine di 15 e 16 anni sono state insultate e picchiate mentre passeggiavano in un cittadina tedesca. Un piccolo albergo a Groß Strömkendorf, estremo nord est tedesco, dove erano sistemati quattordici profughi ucraini è stato bruciato. Gli ucraini si sono salvati, ma il fuoco si è mangiato l’albergo. E l’incendio è doloso. Alcuni giorni prima il gestore dell’albergo aveva sporto una denuncia, perché qualcuno aveva disegnato una grande svastica sull’ingresso. Ed è proprio in questa zona della vecchia Germania Est che l’Adf ha il 24% dei voti e gruppi neonazi manifestano a favore di Putin. Il rogo dell’albergo colpisce la Germania in un altro simbolo dalla guerra ibrida: dopo l’economia (in crisi per il costo del gas) e le infrastrutture (quelle che sono state sabotate), l'accoglienza dei rifugiati. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Second time burned-down hotel has been targeted, DW News, 21 ottobre 2022; The right-wing extremists plot to overthrow the German government, DW Documentary 7 luglio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 27, 20227 min

Ep.187: L'autodistruzione di Kanye West

Oggi Adidas ha cominciato a buttare via tutti i prodotti creati in collaborazione con Kanye West che in questo momento si trovano nelle vetrine o nei magazzini dei negozi Adidas in giro per il mondo. Adidas ha deciso di troncare definitivamente la collaborazione con West che durava da dieci anni. Il motivo: alcune frasi di Kanye West contro gli ebrei, un classico del complottismo. West è stato di sicuro il miglior artista pop sul pianeta, per alcuni anni, ma da quando è arrivato Donald Trump, è diventato quello delle teorie cospirazioniste sulla morte di George Floyd che non sarebbe davvero stato soffocato da un poliziotto, del cripticismo cupo e dei meme dell’alt right. West dice un sacco di cose allucinate e nella sua battaglia contro il politicamente corretto una settimana fa ha anche pensato di comprarsi Parler, il social network dell’alt right dove si può dire tutto. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Adidas dumps Kanye West, Fox 5 New York, 25 ottobre 2022; The Kanye 'Ye' West Interview With Piers Morgan, Piers Morgan uncensored, 21 ottobre 2022; Kanye West Speaks Out, Claims Backlash Proves His Anti-Semitic Theories, Tma, 25 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 26, 20229 min

Ep.186: Richi Sunak è il primo premier britannico più ricco della Royal Family

Rishi Sunak è il primo premier britannico non bianco, non anglicano, di origini indiane e induiste. È anche il primo premier britannico ad aver ricevuto stamattina l’investitura da Carlo III. Ed è il più giovane di sempre: ha 42 anni. Nonostante tutti questi primati Sunak ora ha un compito difficilissimo: tenere insieme un Partito conservatore nel mezzo di uno “psicodramma”, allontanare le elezioni che ora come ora vedrebbero vincere i laburisti, e portare il Regno Uniti fuori da una complicata crisi economica. Luiha detto che sarà responsabile e ha indicato la strada al suo partito: è ora di "unirsi o morire". Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Rishi Sunak to make history as U.K.'s next prime minister, Cbs News, 24 ottobre 2022; "Family Means Everything To Me": Rishi Sunak As Wife Akshata Murty Joins Campaign, Ndtv, 26 luglio 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 25, 20227 min

Ep.185: Meloni e il governo delle prime volte

Il governo Meloni che si è appena insediato rappresenta tre “prime volte” per l’Italia. È la prima volta che i Lancieri di Montebello dell’Esercito italiano porgono gli onori a una donna nel cortile di Palazzo Chigi. È anche la prima volta che la destra postfascista va al potere nella storia della Repubblica italiana. E, a parte il capo, questo è un governo più maschile e più anziano dei precedenti. Meloni è la più giovane del Consiglio dei ministri. Poi: è la prima volta che abbiamo un governo ‘davvero’ politico, cioè nato dalle elezioni e che ha a capo il leader di un partito politico ‘tradizionale’. Non era mai successo nella Seconda Repubblica, cioè nei nostri ultimi trent’anni di storia: è finita l’epoca dell’antipolitica? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 24, 20229 min

Ep.184: “Teheran è una prigione, Evin è un’università”

Dei manifestanti iraniani ci hanno raccontato cosa è successo davvero nel carcere di Evin, a Theran. L’incendio e le esplosioni sono state spiegate dalle autorità iraniane come la degenerazione di una rissa dei condannati per reati che vanno dalla rapina al narcotraffico con le guardie carcerarie. A questa versione non crede nessuno e tra i manifestanti si parla apertamente di una rivolta, come sarebbe confermato dalla velocità con la quale i pasdaran si sono posizionati in assetto da guerra intorno al carcere. In questo clima “i potenti” del paese devono far fronte alle proteste e a una situazione internazionale complicata. E sentendosi accerchiati, i potenti iraniani stanno ragionando sulla possibilità di usare il programma atomico come una minaccia reale contro l’Occidente. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Karim Sadjadpour, 15 ottobre 2022; account Twitter Masih Alinejad, 16 ottobre 2022; account Twitter Lisa Daftarei, 21 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 21, 20228 min

Ep.183: Dolcissimo Berlusconi, dolcissimo Putin

Silvio Berlusconi ha detto che in pratica la guerra in Ucraina è colpa di Zelensky, gettando nel panico la coalizione di centro-destra che si appresta a governare l’Italia. Ha anche detto di aver ricevuto 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima da Putin. Ma l’amicizia tra Berlusconi e Putin non nasce oggi e non è fatta solo di incontri ufficiali, vacanze, foto, barzellette, storielle. Il loro rapporto particolare ha creato esiti politici rilevanti. La dipendenza dal gas russo di cui si è parlato tanto e si parla ancora non è un evento naturale impossibile da prevedere o evitare – è stata costruita negli anni e in anni piuttosto recenti. È stato Berlusconi, non il fato, a fare di Putin il nostro maggiore fornitore di gas naturale. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Berlusconi: "Soy el primero de los cinco amigos de Putin”, canale YouTube El Pais, 19 ottobre 2022; Putin: «Silvio perseguitato perché non è gay», canale YouTube La7, 20 settembre 2013; Il nuovo audio di Berlusconi diffuso da LaPresse: «Putin non voleva la guerra», canale YouTube Corriere della Sera, 19 ottobre 2022; Berlusconi racconta una barzelletta di Putin, imbarazzo in sala, canale YouTube Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 20, 202211 min

Ep.182: Un villaggio, la sete di energia e Greta Thunberg

Ieri il cancelliere tedesco Scholz ha detto che terrà le centrali nucleari aperte, anche se si era deciso il contrario. Nel frattempo a Lützerath in Nordreno-Vestfalia sono arrivati gli attivisti contro il cambiamento climatico: il piccolo villaggio sta per essere raso al suolo perché lì sotto c’è una risorsa che pensavamo non facesse neanche più parte della nostra epoca: il carbone. Oggi il governo tedesco ha approvato il piano di Scholz e nel partito dei Verdi, che avevano promesso la chiusura di tutti gli impianti nucleari, è scoppiato il caos. A fare un assist inaspettato al governo e ai Verdi è stata Greta Thunberg che, con un discorso molto pragmatico, ha definito «un errore» il piano della Germania di chiudere le centrali nucleari ancora funzionanti, visto che nel frattempo si ricorre anche al carbone. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ende Gelände - Aktion entlang der L277 zwischen Lützerath und Keyenberg, canale YouTube Der Westreporter, 25 luglio 2020; Scholz spiega perché ha prolungato l’esistenza centrali nucleari, Askanews, 18 ottobre 2022; Greta Thunberg: Why Germany should focus on nuclear power instead of coal, Tagesschau, 12 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 19, 20228 min

Ep.181: L’implosione di Liz Truss

Liz Truss è primo ministro da poco più di un mese e ha già tutto il suo partito contro. Ieri ha dato un’intervista alla Bbc e ha chiesto scusa. Poi il suo ministro delle finanze ha demolito il suo piano economico che aveva portato il Regno Unito sull’orlo del tracollo. Liz Truss si era proclamata come la nuova Margaret Thatcher, tanto da imitarla nei vestiti e nelle foto. E ha un passato a sinistra. Su quel periodo ha detto: “Tutti commettiamo errori, tutti noi abbiamo avuto disavventure adolescenziali: quella è stata la mia”. Poi è diventata una conservatrice, una delle più intransigenti: “Farò una campagna da conservatrice", aveva detto, "e governerò come una conservatrice”. Ora rischia di cadere. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Liz Truss says sorry for mistakes but vows to stay on as PM in BBC interview, The Telegraph, 18 ottobre 2022; 'Liz Truss is no longer Prime Minister - Jeremy Hunt has taken over and locked her in the attic’, Lbc, 18 ottobre 2022; Ukraine Invasion: 'Putin must lose' - Foreign Secretary Liz Truss, Sky News, 3 marzo 2022; Liz Truss: Britain's new 'Iron Lady’?, Afp, 5 settembre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 18, 20229 min

Ep.180: Io sono il Congresso

Xi Jinping ha aperto il Ventesimo Congresso del Partito comunista cinese, il momento più alto della politica nazionale. Con molta probabilità il Congresso darà a Xi Jinping uno storico terzo mandato, un evento mai accaduto nella storia della Cina dal 1949 a oggi. Xi Jinping, sposato a una famosa cantante folk locale, ha percorso tutti i passi necessari per diventare leader, ma è anche figlio di un vecchio leader del Pcc: appartiene alla cosiddetta “aristocrazia rossa”. Negli anni ha consolidato il proprio potere, ha eliminato gli avversari politici e ha lanciato il “Sogno cinese”. Ora però, nel suo momento più alto, deve affrontare diversi problemi: la situazione economica interna e uno scenario internazionale sempre più complicato. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Peng Liyuan, My motherland, canale YouTube Steven Takashi Lim & THE CAT Music TV 2, 4 luglio 2017; Xi Jinping leads celebrations marking centenary of China’s ruling Communist Party, South China Morning Post, 1 luglio 2021; Russian President Putin meets his Chinese counterpart Xi Jinping ahead of Beijing winter Olympics, canale Youtube Wion, 4 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 17, 202211 min

Ep.179: La bomba atomica

E’ il 2019, siamo a Fort Belvoir, Virginia, Stati Uniti. Siamo in una grande sala riunioni della DTRA, l’agenzia del Pentagono che ha un compito solo: il contrasto alle armi di distruzione di massa. I maschi si levano la cravatta e si arrotolano le maniche della camicia. Insieme alle loro colleghe devono fare un gioco di ruolo, potrebbe durare molte ore. Il problema da risolvere è questo: siamo in un anno X e la Federazione russa minaccia di usare armi nucleari tattiche sul territorio dell’Ucraina. Cosa facciamo? Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: DTRA Core Function, canale Youtube Ting military, 8 febbraio 2022; Biden addresses Putin's nuclear threats in Ukraine | Full CNN exclusive interview, Cnn, 12 ottobre 2022; Fears grow over Putin's threat to use tactical nuclear weapons, Cbs News, 8 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 14, 202211 min

Ep.178: Nelle chat con i manifestanti iraniani

La discussione sul leader della protesta e la discussione sulle armi. A quasi un mese dall'inizio della protesta, nelle chat degli attivisti iraniani emergono due elementi nuovi. Le manifestazioni ormai trascendono la questione del velo. Nelle conversazioni online si parla delle trappole allestite dalla polizia e dei modi per evitarle, e poi della costruzione di un gigantesco nuovo carcere in mezzo al deserto. Le ultime manifestazioni avevano anche lo scopo di distrarre le forze di sicurezza della Repubblica islamica dal Kurdistan iraniano: Masha Amini era curda, le proteste più violente sono cominciate lì ed è in Kurdistan che i manifestanti sono riusciti a mettere in fuga la polizia e prendere il controllo di una città di più di quarantamila abitanti per due giorni. E' da quel territorio che adesso, alcuni volte della protesta, chiedono aiuto materiale ai curdi in Iraq e Turchia. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Iranworkers, 13 ottobre 2022; account Twitter Iran Newswire, 13 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 13, 20228 min

Ep.177: Ogni volta che Elon Musk vuole risolvere i problemi del mondo fa un casino

Elon Musk ha un sacco di soldi, è il capo di Tesla e dell’agenzia spaziale privata Space X, twitta cose strane quanto i nomi che ha dato ai suoi figli. Ha 108 milioni di follower e di recente si è messo in testa di risolvere i problemi del mondo. A cominciare dalla guerra in Ucraina. Secondo Ian Bremmer, uno degli analisti più famosi al mondo, di recente avrebbe addirittura parlato con Putin per un “piano di pace”. Musk ha smentito o forse ha raccontato una cosa non vera a Bremmer. Ma l’Ucraina gli interessa molto, tanto da proporre sul suo account Twitter un sondaggio su alcune proposte di negoziato. Nei suoi tweet proponeva di rifare i referendum delle zone annesse dai russi, la neutralità militare dell’Ucraina e la garanzia ucraina di approvvigionamento idrico della Crimea (considerata russa da Musk). Tra le risposte è arrivata quella del diplomatico ucraino Andrjj Melnik che ha scritto: “Fanculo”. I contributi audio di questa puntata sono tratti da Elon Musk Might Be A Super Villain, canale YouTube di The Late Show with Stephen Colbert, 10 settembre 2015 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 12, 202210 min

Ep.176: Un party a Berlino, una minaccia all'Europa

L’azienda russa di una ex spia del Kgb vendeva software ai politici tedeschi spacciandosi per un’azienda locale che vende “software made in Germany”. Ieri il capo dell’Ufficio per la sicurezza cibernetica della Germania è stato rimosso perché sospettato di legami con Mosca, la ministra dell’Interno ha giustificato la decisione dicendo: “Quella festa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Il party a cui si riferisce la ministra è quello organizzato per i dieci anni del Consiglio di sicurezza cibernetica della Germania, un’organizzazione chiacchierata al cui interno avrebbe operato un’azienda fondata da un ex agente del Kgb. A Schönbohm è stato suggerito più volte di lasciar perdere, di allontanarsi da quell’organizzazione. Ma ha deciso lo stesso di andare alla festa. E così ieri, mentre Putin bombardava la capitale ucraina colpendo anche il consolato tedesco a Kiev e dopo i sabotaggi a Nord Stream e alle ferrovie tedesche, è arrivata la notizia della sua destituzione. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Bundesinnenministerin Nancy Faeser will BSI-Chef Arne Schönbohm wohl entlassen, Stuttgarter Zeitung & Stuttgarter Nachrichten Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 11, 20228 min

Ep.175: La vendetta di Putin: bombe all'ora di punta

I missili hanno colpito Kyiv e non solo: anche Leopoli, Kryvyi Rih, la città di Zelensky, Odessa e Dnipro. È la vendetta di Putin all'attacco di sabato contro il ponte di Kerch che collega la Federazione russa e la Crimea. Solo che gli ucraini hanno colpito il ponte di prima dell’alba, durante il fine settimana e quando i turisti se n’erano andati da tempo. Vladimir Putin ha colpito il centro di Kyiv alle otto di mattina di un lunedì, quando si è nel traffico per raggiungere l'ufficio o portare a scuola i figli. È un’azione terroristica e oltre ad essere crudele è un danno per lo stesso Putin. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Moment Russia rocket strikes Kyiv street in huge explosion, The Sun, 10 ottobre 2022; Combat film 1943-Gli alleati verso Pantelleria-parte 1, canale YouTube kempes56, 18 novembre 2011; account Twitter di Matthew Luxmoore, 10 ottobre 2022; account Twitter di Mattia Nelles, 10 ottobre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 10, 20229 min

Ep.174: Un Iran senza velo è possibile? – parte 2

Le proteste in Iran sono potenti e non sono finite. Sono una sfida seria e persistente per le autorità. E sono proprio le autorità della Repubblica islamica a trovarsi di fronte un dilemma che è un grande classico. Per sopravvivere in questa fase storica, devono aprirsi un po’? Oppure se si aprono un po’ poi viene giù tutto? Di solito funziona così: se tutto l’establishment è d’accordo sul da farsi, i regimi non crollano. Quando il potere si divide sulla risposta da dare a quello che per loro è un problema, quando si aprono le crepe, allora – a volte – i regimi diventano più fragili. Quindi: per provare a capire che succede in Iran, e se l'abolizione dell'obbligo del velo è un'ipotesi possibile, oltre alle azioni dei manifestanti, bisogna guardare quelle dei potenti. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Iranian Women Protest in Shiraz, Voice of America, 5 ottobre 2022; 1979, Anti Shah demonstrations in streets of Tehran, Ap Archive, 30 maggio 2015 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 7, 202210 min

Ep.173: Gli Stati Uniti: c'è Kyiv dietro l'autobomba a Mosca

La notizia l’ha data il New York Times: “parti del governo ucraino” erano a conoscenza dei piani di uccidere Darya Dugina, la figlia di Alexander Dugin (che probabilmente era il vero obiettivo), gli americani no. Nell’articolo si legge che gli americani non lo sapevano, che se lo avessero saputo, si sarebbero opposti e che quando lo hanno scoperto hanno ammonito gli ucraini per l’attentato a Mosca. Per la prima volta nella storia la Cia potrebbe essere presa seriamente un po’ da tutti, soprattutto dai russi che avevano detto subito, anche se facendo ipotesi strampalate, che erano stati gli ucraini. Ma quando esce questo genere di notizia, la domanda che si fanno tutti è: perché è stata resa pubblica? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 6, 20228 min

Ep.172: Gli ucraini sfondano anche dov'era più difficile: nel sud

Gli ucraini avanzano anche dov’era più difficile: il sud La controffensiva ucraina accelera verso sud: ci sono da riprendere i territori occupati prima che tutti i rinforzi russi mobilitati da Putin vengano schierati in Ucraina. Anche se si dovesse trattare di 200mila uomini che non sono soldati professionisti, anche se male addestrati, poco equipaggiati e poco motivati, sul campo di battaglia è un numero rilevante. Per questo gli ucraini spingono e come annunciato dal presidente Zelensky l’avanzata è stata di più di trenta chilometri. E ora l’obiettivo è avanzare in direzione Kherson, ma non sarà facile: lì ci sono tra i 20 e i 30 mila russi e non sono dilettanti, ma soldati professionisti tra cui i famosi berretti azzurri, gli uomini migliori di Mosca. Per questo la controffensiva a sud sarà più brutale. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Saint Javelin, 4 ottobre 2022, account Twitter CalibreOscura, 4 ottobre 2022, Address of President Volodymyr Zelensky at the end of the 223-rd day of the full-scale war, Ukrinform Tv, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 5, 20228 min

Ep.171: Un Iran senza velo è possibile? – parte 1

La Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei ha avuto un attacco da Twitter compulsivo e, nella raffica di post arrabbiati, ha detto anche una cosa insolita e interessante: "La questione non è l’hijab, infatti è pieno di donne iraniane che non osservano la legge sull’hijab e non indossano bene l’hijab eppure sono strenue sostenitrici della Repubblica islamica". Questo mentre in Iran le proteste continuano e all’università Sharif di Teheran la polizia e i basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica, hanno assediato le studentesse, gli studenti e i professori. La Sharif non è una università qualsiasi, è l'MIT iraniano, "la sede dei geni": e lì ci sono più studentesse che studenti. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Instagram Popular.Front, 29 settembre 2022, account Twitter di Shayan Sardarizadeh, 3 ottobre 2022, Crowds Gather Outside University After Clashes Between Students and Security Forces in Tehran, Voice of America, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 4, 20228 min

Ep.170: La ragazza con la pistola delle presidenziali brasiliane

Partiamo da tre foto. Nella prima c’è una ragazza a seno nudo, ha la scritta “Fuori Bolsonaro” disegnata sul petto. Seconda foto: c’è una ragazza bionda con un twin set rosa e un girocollo di perle, è la donna simbolo del movimento pro-life brasiliano. Terza foto: un mezzo busto di una ragazza con l’espressione minacciosa che impugna due pistole Glock. Le tre foto sono tutte della stessa persona: si chiama Sara Winter e ha una storia incredibile che l'ha portata a essere, oggi, la leader del movimento di estrema destra "300 do Brasil", pronto a tutto per difendere Bolsonaro. Ieri c'è stato il primo turno delle presidenziali brasiliane e Bolsonaro è andato molto meglio del previsto, ma Lula resta in vantaggio. Se alla fine dovesse vincere il leader del Partito dei lavoratori, Bolsonaro minaccia la rivolta. E Sara Winter sarebbe in prima fila. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 3, 20229 min

Ep.169: Il giorno più importante della guerra

Putin annuncia l’annessione. Zelensky chiede l’adesione rapida alla Nato. Il segretario generale della Nato dice che il nostro sostegno è immutato, tradotto: aiuteremo gli ucraini a colpire i russi nelle zone occupate anche se Putin dice di considerare quelle zone parte della Russia e, di conseguenza, quell'azione un attacco diretto al territorio di Mosca. E' il giorno di massima tensione perché il segretario generale della Nato dice che le ultime mosse di Putin (la mobilitazione e l'annessione) sono la più importante escalation che si sia vista dal primo giorno di invasione, e risponde alla domanda più importante di tutte: cosa cambia nell'atteggiamento degli alleati di Kyiv dopo che Putin ha detto che da oggi considera ogni attacco un attacco alla Federazione russa, e che per lui è quindi legittimo rispondere con armi atomiche? Niente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 30, 202211 min

Ep.168: La guerra del gas sotto al mare

Nord Stream, che porta il gas russo in Europa, è stato sabotato. Le falle avranno conseguenze ambientali e ci riportano nella paura di rimanere senza energia l’anno prossimo. I gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 hanno una capacità totale di circa 500 milioni di metri cubi di gas e si estendono dalla Russia alla Germania. Sono il simbolo della cooperazione tra Mosca e l’Unione europea in ambito energetico, sono costati tanto e sono controllati dal gruppo statale russo Gazprom. Nessuno crede che i buchi siano stati procurati da un evento naturale: tutti credono che sia stato un sabotaggio. E un avvertimento. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 29, 20229 min

Ep.167: Facebook ha dei problemi con i palestinesi

Un report commissionato da Meta sostiene che il social network ha negato agli utenti palestinesi la loro libertà di espressione rimuovendo erroneamente i loro contenuti, durante gli scontri del 2021 alla moschea Al Aqsa. Il report dice anche un altra cosa: che era molto più probabile la censura o il blocco di un post scritto in arabo anziché in ebraico. È stata Facebook stessa a chiedere a una società esterna questo rapporto, il che è bene. Nonostante il report specifichi che queste violazioni non siano state intenzionali, rimangono però numerosi dubbi sul modo con il quale il social network modera e censura i commenti: emerge infatti una scarsa preparazione delle persone che devono controllare cosa giro su Facebook e i limiti del sistema di catalogazione che Meta utilizza in questi casi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 28, 20228 min

Ep.166: La ragazza di Teheran

A Qom, la città del clero, i manifestanti hanno appiccato fuoco al palazzo dei basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica iraniana speciliazzato in repressione. A Mashhad un un basij è stato ammazzato. A Oshnavieh i manifestanti hanno preso il controllo della città per due giorni. C’è un clima rivoluzionario e la protesta è diventata di un tipo diverso rispetto una settimana fa. I morti sono almeno cinquanta, tra loro c’è Hadis Najafi, vent’anni. Si è tolta l’hijab, ha preso parte alla proteste, agli scontri ed è stata ammazzata in piazza. Le hanno sparato sei volte al petto, al collo e in faccia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 27, 20228 min

Ep.165: Giorgia Meloni vista da fuori

“Il ritorno del fascismo in Italia” è il titolo dell’articolo che la rivista The Atlantic ha dedicato al successo di Meloni. In generale, la stampa internazionale le rivolge quasi solo critiche. Otre alle analisi, sono interessanti i reportage: il Guardian da Sesto San Giovanni (ex roccaforte comunista dove ore la figlia di un famoso neofascista sconfigge il figlio di un deportaro ad Auschwitz), la Cnn su Garbatella, il New York Times che ritrae Meloni in una conversazione mentre fuma sigarette ultraslim e beve Aperol spritz. Ma poi le due visioni del “nazionalismo” e quella a cui appartiene Fratelli d’Italia, il Wall Street Journal che la considera una conservatrice, diversa dalla destra populista di Marine Le Pen. Bruxelles e le testate finanziarie europea che – sui temi economici e comunitari – la giudicano più paracula che pericolsa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 26, 202212 min

Ep.164: Putin è solo. I russi scappano, gli alleati pure

Migliaia di maschi maggiorenni in Russia stanno cercando di fuggire dalla mobilitazione parziale voluta da Putin in ogni modo. Ma non sono gli unici a voler lasciare da solo Putin con la sua guerra. Il presidente cinese Xi Jinping, come il primo ministro indiano Modi, sono delusi da lui — e per questo si allontanano. Quelli che Putin pensava sarebbero stati i suoi alleati incrollabili ora dubitano: Xi Jinping ha fatto capire di non gradire l’escalation in Ucraina, Narendra Modi ha detto chiaro e tondo che questa non è un’epoca di guerra. Altri leader asiatici hanno fatto quanto fino a poco tempo fa sembrava impensabile: hanno fatto attendere Putin prima di presentarsi all’incontro con lui. Una cosa che lo fa impazzire. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 23, 20229 min

Ep.163: La Germania ha gli stessi problemi dell'Italia. Tutti contro Habeck e le sue cravatte

Bollette, gas russo, inflazione e il dilemma dell'energia nucleare pulita oppure no. Robert Habeck è il leader dei Verdi, il vice cancelliere e il ministro dell'Economia e della Protezione del clima della Germania. Ed è passato dall’essere il politico più amato di tutti a essere il capro espiatorio di tutti in meno di un anno. È che la Germania sta vivendo problemi molto simili ai nostri. La causa è la stessa: la guerra di Putin che ha fatto saltare tutto. I problemi anche: il prezzo del gas e la dipendenza da quello russo. Poi c’è l’inflazione e dilemmi sul nucleare, proprio come da noi. Habeck ha approvato la riattivazione delle centrali elettriche a carbone. Poi sono arrivati i primi quattro terminali galleggianti per l'importazione del gas liquefatto. La stessa cosa del rigassificatore di Piombino. E infine l’abiura all’impegno contro il nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 22, 20228 min

Ep.162: Il discorso di Putin

Stamattina Vladimir Putin ha parlato alla nazione e ha detto essenzialmente due cose: ha parlato dell’ipotesi di usare armi nucleari in caso di minaccia esistenziale alla Russia e ha indetto una mobilitazione parziale dei maschi maggiorenni in Russia. La prima affermazione è spettacolare e spaventosa ma per essere compresa ha bisogno di essere contestualizzata meglio. La seconda significa che Putin può obbligare decine di migliaia di ragazzi che hanno fatto il servizio militare ad andare al fronte senza il loro consenso. Appena ha finito di pronunciare le parole “mobilitazione parziale”, i voli Mosca-Istanbul erano già sold out. Se si guardano i dati del motore di ricerca di Google in Russia: ieri sera la ricerca con parole chiave “come lasciare la Russia” ha avuto un picco clamoroso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 21, 20228 min

Ep.161: Una ragazza di 22 anni è morta nelle mani della polizia religiosa

Masha Amini è una ragazza iraniana di 22 anni. Viene presa dalla polizia religiosa a una fermata della metro di Teheran perché non indossa bene l’hijab. Dopo tre giorni muore, in custodia degli agenti. Le proteste partono subito: i manifestanti costringono le forze dell’ordine a scappare, bloccano il traffico, tirano pietre e cantano “Ucciderò chiunque ammazzerà mia sorella”. A Teheran delle donne, alcune senza velo, inseguono le camionette della polizia che scappano. Ci sono altri morti: tre manifestanti curdi iraniani e una donna anziana. Le autorità hanno spento l’internet locale e Elon Musk ha proposto di togliere le sanzioni: in questo modo, ha detto, con il suo Starlink gli iraniani potranno collegarsi lo stesso alla rete. E ci sono anche importanti esponenti del clero dell'ala conservatrice, sostenitori di questo governo, che hanno chiesto l'abolizione della polizia religiosa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 20, 202210 min

Ep.160: Ai funerali della regina: “Una così non ci capita più”

Settant’anni fa i britannici pensavano che la corona fosse spacciata (lo pensava anche chi la portava), poi è arrivata Elisabetta. Il funerale della Regina Elisabetta II ha portato in strada migliaia di cittadini e ha incollato alla tv quattro miliardi di spettatori (nel mondo in totale siamo in 7 miliardi). Un evento “storico”, come il pulmino che ha raccolto alcune tra le più importanti personalità del pianeta (da Sergio Mattarella all’imperatore giapponese). E che ha fatto arrabbiare alcuni, come Macron: ha voluto a tutti i costi andare da solo, con la sua macchina presidenziale. Perché così ha fatto Biden. A Londra ci sono i capi di stato di mezzo mondo ma non i russi, e il Cremlino si è arrabbiato molto. Nonostante l’ostentata sicurezza, sentirsi e esclusi e isolati fa soffrire Mosca. L’ultimo sgarbo è regale. Ps: Alla fine Macron ha preso il pulmino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 19, 202215 min

Ep.159: Il generale che ha fregato i russi

Aveva già riportato la più importante vittoria per l’esercito ucraino, cioè la difesa di Kyiv, la capitale. Nonostante questo, lo stato maggiore ucraino non si è fidato fin da subito della sua idea: ripetere per tutta l'estate che era imminente una controffensiva che si sarebbe dovuta concentrare solo nel sud del paese. Forse pensavano che questa volta Oleksandr Syrskyi non avesse avuto una buona idea. Alla fine invece hanno deciso di dargli retta. E il suo successo più grande non è solo aver liberato dall’occupazione russa città e villaggi. È averlo fatto, almeno nel nord est del paese, senza spargimenti di sangue. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 16, 20229 min

Ep.158: I 300 adolescenti ucraini in un "campo estivo" in Russia

“Ci trattano bene, ci svegliamo alle 07:30, alle otto facciamo ginnastica. Di sera c'è il cinema e poi la discoteca fino alle undici. Però ci hanno detto che tra due giorni cominciamo la scuola”. Alexandra ha 15 anni, è ucraina, viveva in un villaggio nell'Oblast di Kharkiv. Appena è iniziata la controffensiva ucraina, i russi non ci hanno pensato su: hanno preso 300 adolescenti, tutti tra gli 11 e i 15 anni, li hanno messi sopra dei pullman scortati dai militari e li hanno portati a Gelendzhik, una città nel sud della Russia. I russi parlano di “campi estivi”, espressione per non dire “deportazione”. Alexandra e gli altri non hanno avuto connessione per quasi sette mesi. Ora dalla Russia possono connettersi e scoprire, forse, che cosa è successo e cosa sta succedendo nel loro paese. Sperando di riuscirci a tornare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 15, 20228 min

Ep.157: Stand up comedy in tempo di guerra

Come si fa a far ridere le persone di un paese in guerra? In cui chiunque ha un parente, un amico o un figlio al fronte oppure è rimasto senza luce, sotto le bombe o conosce qualcuno che è stato torturato o ucciso. E cosa pensano gli stand upper dell’ex comico più famoso d’Ucraina, il presidente Zelensky? Un gruppo di quattro stand up comedian ucraini racconta come hanno ricominciato a fare spettacoli on line subito dopo l’invasione, prendendo in giro i russi. E come la stand up comedy, che anche in Ucraina si fa in locali sotterranei, non ha mai smesso di tenere alto il morale degli ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 14, 202213 min

Ep.156: L’impensabile liberazione di Kupyansk, dove i russi si sentivano tranquilli

A Kupyansk i russi avevano fatto aprire le scuole il 1 settembre, obbligando le insegnanti a usare metodi russi. Ma l’11 settembre la città è stata liberata, è una delle ultime sulla linea orizzontale della controffensiva ucraina. E vivere in un luogo così in profondità e occupato dei russi significa aver sperimentato sulla propria pelle il tentativo di assimilazione, di annessione. I russi a Kupyansk si sentivano tranquilli, pensavano di starci a lungo, era la sede del loro governo collaborazionista nell'Oblast di Kharkiv. Perfino il sindaco pensava che i russi sarebbero rimasti, infatti ora è scappato in Russia. A Kupyansk restano i selfie degli ucraini di fronte a un manifesto della propaganda russa appena sradicato e i ricordi di cosa hanno fatto i soldati russi alle donne della città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 13, 202210 min

Ep.155: La controffensiva vista da un villaggio liberato

La controffensiva ucraina è stata un successo e un fatto inaspettato. Al di là dei dettagli militari, ha avuto effetti molto reali sulle persone. Alex ha ritrovato sua madre, il gatto di Olha sta bene, sono arrivati i primi aiuti, è cambiato un po’ tutto: nei villaggi liberati, adesso, si fatica a prendere sonno, c’è troppo silenzio, dopo settimane di battaglia. E chi ci vive ha visto la fuga disperata dai russi ma ancora non può uscire di casa: bisogna sminare i terreni, bisogna svolgere indagini. Ma intanto in luoghi che per mesi hanno avuto pochissimi rifornimenti, erano quasi sempre senza connessione, spesso senza riscaldamento e senza acqua corrente, dopo molto tempo, arriva qualche buona notizia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 12, 20229 min

Ep.154: Corgi e fiori: la Regina per l’Ucraina

Bandiera britannica issata a Kiev e Leopoli, moltissimi cittadini di fronte all’ambasciata, il più famoso illustratore ucraino che disegna tutto il giorno solo Corgi, la razza di cani che aveva la regina. È che la regina di solito non si è mai espressa su vicende politiche, ma dopo l’invasione russa ha incominciato a riempire il palazzo reale di mazzi di fiori gialli e blu, i colori della bandiera ucraina, e si è fatta fotografare con questi mazzi di fiori. Cose che non si dimenticano in Ucraina. Insomma, è vero che la regina Elisabetta era un’icona un po’ in tutto il mondo, ma il suo ricordo si mischia con la gratitudine degli ucraini verso i leader del Regno Unito, BoJo compreso. Una gratitudine superiore perfino a quella per gli Stati Uniti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 9, 20229 min

Ep.153: “Anche oggi vado al lavoro in una centrale nucleare bombardata”

C’era quando i russi sono arrivati, quando hanno conquistato la centrale di Zaporizha il 3 marzo. Sa dove sono e quali sono le armi che i russi hanno nascosto dentro la centrale e sa come è andata e come è stata la visita degli ispettori dell’Aiea. Lui è un ingegnere ucraino, il manager delle installazioni dei reattori di Zaporizha. Ha visto l’arresto dei suoi colleghi, li ha visti ammazzare dai russi, sente ed in grado di localizzare la provenienza degli spari intorno alla centrale. La sua voce è la memoria di quanto è successo e di quanto sta succedendo nella centrale nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 8, 202211 min

Ep.152: Persino i russi ammettono: la controffensiva ucraina va bene

Kyiv cerca di tenere segreta la sua controffensiva, ma ormai abbiamo capito due cose: la prima è che l’insistenza sull’offensiva nel sud da parte degli ufficiali ucraini serviva a costringere i russi a spostarsi verso quelle zone, per poi attaccarli (anche) a nord. La seconda è che le azioni dell’esercito e dei civili (i “partigiani”) nelle aree occupate sono coordinate. Se Kyiv tace, i canali russi non hanno smesso di seguire cosa succede sul campo di battaglia e, per la prima volta, a portare buone notizie agli ucraini sono loro: i blogger militari di Mosca, ma anche gli ufficiali sul campo ripresi dalle agenzie di stato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 7, 20229 min

Ep.151: Un po’ di verità sulla centrale di Zaporizhia

Enerhoder in ucraino significa “regalo di energia”: è la città dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhia. Un abitante su cinque lavora nella centrale e la città fin dall’inizio dell’invasione vive sotto occupazione russa. E proprio all’inizio della guerra si era parlato della centrale con un riferimento a Chernobyl: in realtà il paragone non regge, perché sono state costruite in periodi diversi con materiali e metodi diversi. Da questa estate la centrale è di nuovo sotto i bombardamenti, è sganciata dalla rete elettrica ucraina e deve contare solo sulle sue risorse per refrigerarsi: l’esperta di centrali atomiche e sicurezza Olga Kosharna dice che può durare al massimo per dieci giorni e che i russi dovranno per forza riattaccare la centrale alla rete elettrica ucraina. E che la stanno usando come usano il gas: per spaventare e minacciare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 6, 202212 min

Ep.150: Avere vent’anni in Ucraina

L'Ucraina è un paese in guerra e la guerra la fanno i giovani. Come Roman Ratushnyi. Roman partecipava già alle manifestazioni in Ucraina nel 2004, la Rivoluzione arancione, quando era ancora un bambino, insieme a sua madre. Poi nel 2014, quando iniziano le manifestazioni di Euromaidan contro il presidente filorusso Yanukovic, Roman ha 16 anni ed è un protagonista di quelle proteste. I suoi amici e la madre lo descrivono come un “casinista furbo”: un attivista contro il cambiamento climatico, contro la corruzione nel paese e contro la violenza di Stato, in particolare la violenza della polizia, ma sempre attento a “non bruciarsi”. Il 24 febbraio 2022 con l’invasione russa del suo paese Roman si arruola e va in prima linea, nel nord est del paese dove si è combattuto più ferocemente. È morto a Izium, quest’estate, a 24 anni. Al suo funerale c’erano tantissime persone, tantissimi ventenni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 5, 202215 min

Ep. 149: Avere vent’anni in Afghanistan

Ahmad ha 27 anni, Zahra ne ha 24. Sono due giornalisti e guadagnano circa 100 dollari al mese ciascuno. A maggio i talebani sono andati a casa loro, li hanno minacciati e hanno picchiato Ahmad. Lui è ancora in pericolo: aveva seguito la guerra embedded con le truppe Nato. Zahra aveva costruito la sua vita sulla base di una premessa: l’Emirato islamico talebano è il passato. Sono scappati in Pakistan, ma sopravvivere lì con i risparmi di un afghano è impossibile. Anche andare negli Stati Uniti non è un'ipotesi: solo fare richiesta di un visto umanitario costa 575 dollari e solo il 2% delle richieste vengono approvate. È passato un anno da quando i talebani hanno preso il potere e entro l'inverno la metà della popolazione soffrirà la fame: significa 20 milioni di affamati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 2, 20229 min

Ep.148: La Cina è maschio

La violenza di genere in Cina è un problema ma non se ne può parlare. Dopo una molestia con conseguente aggressione (filmata) diventata virale, moltissimi commenti online che contenevano le parole “violenza di genere” e “violenza domestica” sono stati censurati. La stand-up comedian ventinovenne Yang Li è considerata una “femminista estremista” ed è stata denunciata al Ministero dell’Informazione per battute non proprio sfrontate come: “gli uomini si offendono facilmente” o “Come può un ragazzo così ordinario essere al contempo tanto sicuro di sé?”. Mao le aveva definite “l'altra metà del cielo”, ma oggi per le donne cinesi è difficile difendersi dalle violenze o aspirare a posizioni di comando, e c’entra anche la politica del figlio unico. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 1, 20228 min

Ep.147: Tutte le auto che esplodono a Mosca

Succede nel centro della città, dove vivono i milionari e l’establishment di Mosca. Dove c’era il ritiro di Stalin e dove viveva Gorbaciov, che è morto ieri. È successo sabato: qualcuno ha dato fuoco alla BMW del capo del direttorato che si occupa della censura e fa parte delle Forze armate. In un’altra auto esplosa la sera di sabato 20 agosto c’era Darya Dugina, la figlia di Aleksandr Dugin, e doveva esserci anche lui. A Mosca hanno già trovato i colpevoli, ma della versione ufficiale non c’è da fidarsi. Le ipotesi sono tre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Aug 31, 202211 min

Ep.146: Un tweet e l’Iraq è un campo di battaglia

Da ieri Baghdad e l'Iraq sono un campo di battaglia. Questa vicenda ha un protagonista e si chiama Muqtada al-Sadr: tutto è cominciato quando lui, con un tweet, ha annunciato il ritiro dalla politica (è la settima volta che lo fa). Sadr ha preso più voti di tutti alle ultime elezioni e – per la prima volta dall'invasione nel 2003 e la fine di Saddam Hussein – non vuole includere tutte le fazioni nella nuova maggioranza di governo. Sadr rappresenta soprattutto i più giovani e i più poveri e la sua storia, in un certo senso, è la storia di un uomo contro tutti: contro Saddam, contro gli americani e contro l'Iran. Conoscerla è indispensabile per capire l'Iraq. Ieri i miliziani di Sadr hanno ricominciato a sparare e, al momento, nessuno sta facendo qualcosa per riportare la calma in un paese dove chiunque ha un'arma in casa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Aug 30, 202210 min

Ep.145: I documenti segreti nella villa al mare di Trump

A Trump i guai portano fortuna. Venerdì è uscito l'affidavit sulla perquisizione dell'Fbi nella casa di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida. Non era mai successo che la residenza di un ex presidente venisse perquisita e le ipotesi sono molto gravi: Trump è accusato di spionaggio e, per esempio, di aver messo in pericolo la vita delle spie che lavorano per gli Stati Uniti all'estero. Dal momento della perquisizione le minacce di morte contro gli agenti sono così tante che il capo dell'Fbi ha detto ai suoi uomini: nascondetevi, non fatevi riconoscere per strada. Mentre i candidati trumpiani vanno forte alle primarie repubblicane e Trump, che primi raccoglieva 160.000 dollari al giorno in donazioni, da quando c'è stata la perquisizione raccoglie fino a un milione al giorno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Aug 29, 202215 min

Ep.144: Le influenze straniere sulla campagna elettorale

Il 25 settembre andremo a votare e mai come in queste elezioni si parla molto di politica estera. Uno dei temi più caldi riguarda la Libia. È stato scritto che i mercenari russi del gruppo Wagner “spingerebbero” i barconi di migranti in Italia. Il ragionamento è semplice: Putin ci manda i migranti dalla Cirenaica in Libia, Salvini li strumentalizza e vince le elezioni. Ci sono cose però che non tornano. Per le nostre fonti questa ipotesi “è fantascienza”: gli uomini della Wagner in Cirenaica non hanno la forza numerica e politica per contrastare i trafficanti della Tripolitania, che pretendono che la rotta passi da loro. E le aree di partenza dei migranti sono per lo più dalla Tripolitania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 29, 20229 min

Ep.143: I problemi di un viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan

Ad aprile la speaker della Camera degli Stati Uniti aveva annunciato un tour asiatico. Tra le tappe era prevista anche Taiwan. Poi è risultata positiva al Covid. A quanto pare però Nancy Pelosi a Taiwan vuole andarci a tutti i costi e qualche giorno fa ha riconfermato il suo viaggio. Per Pechino è una provocazione: considera Taiwan parte inalienabile del suo territorio. Una visita simile sarebbe come una visita di Stato, un implicito riconoscimento all'indipendenza dell’isola. Anche per Biden il viaggio non è una buona idea, ma orami l’annuncio c’è stato e nessuna delle due parti vuole perdere la “faccia”. Il rischio di una crisi è serio e oggi Biden e Xi hanno parlato per due ore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 28, 20226 min

Ep.142: Ecco la controffensiva ucraina

Oggi l'esercito ucraino ha colpito il ponte Antonovsky di Kherson, la più strategica delle conquiste russe finora. I soldati che occupano Kherson rischiano di rimanere in trappola: il ponte colpito è inagibile e l’attacco ha mandato nel panico i russi, perché da quel ponte passano le armi e rifornimenti di cui hanno bisogno. Da lì passerebbero i rinforzi se gli ucraini entrassero in città (sono vicini). Quella sarebbe anche la via per scappare e salvarsi. Tanto per gli ucraini quanto per i russi: Kherson è molto più importante di qualsiasi città del Donbas. Se i russi conquistassero tutto il Donbas e, il giorno dopo, gli ucraini liberassero Kherson – la nostra percezione di come stanno andando le cose sul campo di battaglia sarebbe ribaltata. E, se a quel punto ci fosse un tavolo per negoziare il cessate il fuoco: Kyiv ci arriverebbe in una posizione di forza e Mosca in una posizione di debolezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 27, 20229 min

Ep.141: Il ghost writer delle influencer e l'industrializzazione dell'intimità

Jason Rosero ha 27 anni, vive a Miami e di recente è diventato ricco. Gira con una macchina sportiva e il suo ufficio è a bordo piscina. Ha fatto il soldato e lo spogliarellista poi, come tutti a Miami, ha fondato la sua start-up. L'idea è nata durante la pandemia, quando si è accorto di una cosa: senza feste, viaggi ed eventi gli influencer stavano lavorando di meno e avevano più tempo libero. L'idea che lo ha reso ricco è, in sintesi, l'industrializzazione dell'intimità. Ha creato un esercito di ghost writers pagati a cottimo e più o meno quanto i rider che fanno le consegne, per truffare i fan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 26, 20227 min

Ep.140: Oggi hanno giustiziato un rapper

Oggi in Myanmar Zayar Thaw e altri tre dissidenti sono stati giustiziati dalla giunta militare al potere. Zayar Thaw aveva un tatuaggio sulla schiena, il territorio del Myanmar e in mezzo un microfono. Era un simbolo: il primo rapper del paese, diventato il simbolo della “primavera birmana” nel 2011, quando dopo mezzo secolo di dittatura il paese si era aperto al mondo. Prima di allora aveva già molti fan, ma dovevano organizzarsi una rete clandestina e i suoi dischi venivano distribuiti in segreto. Dopo essere stato arrestato nel 2008, nel 2012 è stato uno dei primi deputati del partito della Nobel Aung San Suu Kyi a essere eletto in Parlamento. Ma il golpe militare del febbraio 2021 ha riportato il paese agli incubi del passato. Aung San Suu Kyi è in carcere, Zayar Thaw è stato ammazzato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 25, 20226 min

Ep.139: Coltissime spie dell’Est

Nessuna guerra si combatte solo ammassando truppe e missili nucleari, serve sedurre, serve l’egemonia culturale. Siamo a Berlino Est, nel salone di una caserma. Gli agenti della Stasi, il ministero per la Sicurezza della Repubblica democratica tedesca arrivano puntuali, come ogni mese, alle ore 16. Sono venuti a fare rapporto o pianificare un'operazione? No, a declamare le loro poesie, a confrontarsi su rime e sonetti. È il book club delle spie e, grazie a una ricerca d’archivio e a un libro, sappiamo che la decisione del governo di “portare la cultura” tra gli agenti è stata una boomerang: ha acceso il loro spirito critico e ha contribuito al collasso della Germania Est, fino alla caduta del muro di Berlino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 22, 20228 min