
Stories
1,005 episodes — Page 15 of 21
Ep.304: La sindaca di Tokyo contro il “club dei maschi”
Satoko Kishimoto è la prima sindaca della storia di una delle circoscrizioni di Tokyo. Ha battuto di soli 200 voti l’ex sindaco conservatore e l’ha fatto candidandosi “a distanza” dal Beglio, dove viveva da quando ha compiuto 25 anni. Le prime critiche sono arrivate perché lei non ha avuto un percorso politico classico, ma una volta entrata in carica ha capito che il problema vero era un altro: il “club dei soldi maschi”. Il Giappone nell’ultima classifica sulla parità di genere è 116esimo su 146 paesi per posizioni di potere occupate da donne. Per capirci, nel 2021 il governo ha proposto a cinque parlamentari donne di partecipare al consiglio dei ministri di soli uomini, ma c'era una condizione: dovevano rimanere sempre zitte. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Satoko Kishimoto on Alternatives to Water Privatisation, Asia Europe People’s Forum, 14 aprile 2018; How a female mayor in Tokyo is fighting Japan's sexist attitudes, Bbc News, 8 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.303: Una battuta di Gandhi
Il leader dell’opposizione si è chiesto ironicamente come mai, in India, tutti i ladri facciano di cognome Modi, il cognome anche del primo ministro. Una battuta di cattivo gusto ma che ha causato una reazione spropositata e rischia di privare Rahul Gandhi della libertà personale, il Parlamento del leader dell’opposizione e le prossime elezioni nel 2024 di un’alternativa all’attuale primo ministro. Il caso è diventato l’esempio della fragilità della democrazia in India. Un tribunale ha già condannato Gandhi a due anni di carcere, lui ha appena fatto ricorso e la Corte gli ha concesso di vivere in libertà per qualche giorno, tutta si decide il prossimo 13 aprile. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Lok Sabha Elections 2019: Rahul Gandhi Speech at Kolar, Karnataka, Tv9Kennada, 13 aprile 2019; Rahul Gandhi & Priyanka Leave For Delhi Airport, India Today, 3 aprile 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.302: L’ultimo divieto contro le afghane
I talebani hanno vietato alle donne afghane di lavorare per le Nazioni Unite. Per il momento questa decisione vale solo per una provincia, il Nangarhar, ma secondo l’Onu diventerà presto un divieto su scala nazionale. Così i talebani hanno messo a rischio il programma di aiuti multimiliardario dell'Onu che è quello che permette all’Afghanistan di stare in qualche modo ancora in piedi e agli afghani, maschi e femmine, di sopravvivere. Escludere le donne dalla vita lavorativa, non è un danno per le donne ma un suicidio per l’Afghanistan. È quello che ha sempre sostenuto Zarifa Ghafari, che a 24 anni è stata la sindaca più giovane del paese a Maidan Shar, ed era una delle pochissime donne a fare quel mestiere. Lei ha organizzato cortei, ha fondato una radio indipendente, è la protagonista di un documentario Netflix e tra i suoi motti c’è questo: “Educare una classe di ragazze significa salvare dieci generazioni di afghani”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Zarifa Ghafari on Human Rights in Afghanistan , Canale YouTube Geneva Summit, 7 aprile 2022; In her hands, Netflix, 26 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.301: “Succession” nella realtà: Murdoch inguaiato da Trump
C'è una causa per diffamazione da quasi 2 miliardi di dollari contro FoxNews che adesso va a processo e grazia alla quale abbiamo potuto vedere il network da dentro. FoxNews, la più grande tv via cavo degli Stati Uniti, è del magnate Rupert Murdoch, a cui è ispirata la serie di HBO "Succession". Ieri sera è tornata in onda con scene che ricordano molto i guai che Murdoch sta vivendo. In pratica, benché lui e la sua azienda non credessero alle accuse di brogli lanciate da Trump e del suo team, FoxNews è andata nel panico per il calo di ascolti e, dopo aver detto la verità, ha cambiato rotta pur di coccolare la propria audience trumpiana che chiedeva fake news. Risultato: Dominion – la società proprietaria del sistema usato per contare i voti – ha fatto causa e ha ottenuto le mail che provano come dentro fossero tutti consapevoli di stare spacciando un falso. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Happy 25th Anniversary Fox News!, The Daili Show, 7 ottobre 2021; Succession (HBO TV Series) - Main Title, canale YouTube Noud van Harskamp; Fox News’ biggest names promoted Trump’s election claims despite not believing it, Nbc News, 18 febbraio 2023; Fox News doubles down on calling Arizona for Biden, Guardian News, 4 novembre 2020; Trump: Frankly, We Did Win This Election, Bloomberg television, 4 novembre 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.300: La statua che titilla l’orgoglio di un propagandista russo e poi lo ammazza
Maksim Fomin, nome d’arte Vladlen Tatarsky, è nato in Ucraina nel Donbas. Nel 2011 finisce in carcere per rapina, ma il carcere viene bombardato nel 2014 e lui scappa. Inizia la sua nuova vita da russo, con il nome d'arte di Vladlen Tatarsky. Si costruisce la fama di combattente particolarmente estremo ed entra nelle grazie della Wagner. Tatarsky oggi è un influencer della guerra: ha più di mezzo milione di follower sulla sua pagina social personale ma ne amministra tante altre, per la Wagner. Ieri sera a San Pietroburgo c’era una serata dedicata a lui. Prima che inizi la festa una ragazza bionda del '97 gli consegna una statuetta che ha fatto lei con le sue mani, è un piccolo busto di Tatarsky che lo riceve con entusiasmo. Cinque minuti dopo quella statuetta gli esplode in faccia e lo ammazza. Su chi sia dietro l'attentato ci sono tre piste. Gli audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter NextaTv, 30 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.299: Mosca arresta un giornalista americano per riavere una sua spia
Evan Gershkovich è il corrispondente da Mosca del Wall Street Journal ed è il primo giornalista americano arrestato per spionaggio nella Russia di Putin. Ma non è un caso che i servizi segreti russi si siano mossi proprio ora: c’entra il protagonista di un vecchio episodio di Stories, una puntata su un agente sotto copertura dell’intelligence militare di Mosca che, fingendosi un cittadino brasiliano, con un nome falso, ha vissuto negli Stati Uniti e ha trovato un posto alla Corte penale internazionale (proprio mentre indagava sui crimini di guerra di Putin). Sabato Washington lo ha incriminato, mercoledì mattina Gershkovich è stato arrestato in Russia con l’accusa di essere anche lui una spia. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: The gloves are off’: American reporter arrested in Russia on spying charges, Cnn, 30 marzo 2023; Russia arrests Wall Street Journal reporter and accuses him of espionage, Cbs News, 30 marzo 2023; Russia arrests American journalist Evan Gershkovich on spying charges, Pbs NewsHours 31 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.298: Il litigio straordinario tra Biden e Netanyahu
Yair Netanyahu, il figlio del primo ministro israeliano, ha scritto su Twitter che dietro le manifestazioni in Israele ci sono gli americani. È un’accusa complottista che inquadra un momento nuovo: quello di uno scambio di dichiarazioni pubbliche senza precedenti tra l’amministrazione americana e quella israeliana. Biden e Netanyahu si conoscono da quarant’anni, ma questa settimana tra loro c’è stata “una crisi diversa da qualsiasi altra nella storia dei due paesi, straordinaria”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Eduardo Bolsonaro, canale YouTube Yair Netanyahu, 1 novembre 2020; account Twitter ntarnopolsky, 29 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.297: Il senatore nigeriano che traffica organi a Londra
Sonia ha 25 anni e studia in Inghilterra. Ha un problema di salute e ha bisogno di un trapianto di rene. Suo padre è Ike Ekweremadu, un potente senatore nigeriano. A febbraio al Royal Free hospital di Londra Sonia, i suoi genitori e il dottore nigeriano Obinna Obeta sono tutti insieme. Con loro c’è anche un ragazzo appena ventenne che fino al giorno prima faceva il venditore di strada a Lagos, la città più grande della Nigeria. Per lui è pronto un assegno da 80 mila sterline, in cambio di un suo rene per Sonia. Solo che il medico racconta che è un parente ma ovviamente non lo è. E così il senatore, la moglie e il dottore sono stai condannati – per la prima volta nella storia per un reato così – secondo il Modern Slavery Act, la legge penale con cui il Regno Unito punisce gli schiavisti del mondo di oggi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Why study an MA Film? Studying film in context, Newcastle university, 6 marzo 2023; Ike Ekweremadu Attacked In Germany, Channels Television, 18 agosto 2019; Enugu State Residents React to Ekweremadu's Conviction in UK, Tvc News Nigeria, 27 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.296: Durante una guerra l'AI può mandarci in confusione
Una telefonata tra due oligarchi russi che dicono cose indicibili su Putin, per esempio che è "una nullità". Una foto di un soldato russo in Donbas, nel 2014. La conversazione non sappiamo se sia autentica ma potrebbe, la foto lo è. Sia l'oligarca, sia gli avvocati della Federazione russa davanti a una Corte europea, si sono difesi sostenendo che le prove contro di loro fossero state “create dall’intelligenza artificiale”. Se per sapere che Trump non è stato arrestato (come mostrano le immagini in rete generate con l'Ai) basta aprire un giornale: ci sono molte storie che conosciamo poco, con cui non abbiamo confidenza, rispetto alle quali l’ipotesi che ci sia dietro l’utilizzo dell’Ai può mandarci in confusione – con conseguenze pericolose. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Putin ha seppellito la Russia! Ha fregato tutti! L’audio degli oligarchi russi contro il dittatore!, Nsc YouTube, 27 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.295: In Israele tutti contro Netanyahu. Perfino il Mossad
Ieri sera e oggi ci sono state le più grandi proteste nella storia di Israele. Netanyahu ha rimandato il suo discorso per tutto il giorno e ora sta parlando alla nazione per dire che congela e rimanda la riforma della Giustizia, che i manifestanti considerano "un golpe". Ieri sera, quando è stato licenziato il ministro della Difesa, la protesta che va avanti da 11 settimane ha raggiunto il suo culmine. Il ministro aveva chiesto di rivedere la riforma perché stava indignando le Forze armate: era una questione di sicurezza nazionale. L’eccezionalità di queste proteste infatti è la partecipazione della polizia, dei piloti militari e addirittura del personale dei servizi segreti. Poi è entrato in sciopero il personale degli aeroporti, degli ospedali, degli asili. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter David Lerner, 27 marzo 2023; account Twitter Nexta tv, 27 marzo 2023; account Twitter dariodangelo91, 27 marzo 2023; account Twitter Global_Mil_Info, 27 marzo 2023; account Twitter EyesOnSouth, 27 marzo 2023; account Twitter HaidiNasrallah, 27 marzo 2023; account Twitter NTarnopolsky, 27 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.294: La legge “Uccidi i gay” in Uganda
Il parlamento ugandese ha approvato una delle leggi omofobiche più estreme al mondo. La pena per il reato di “tentato comportamento omosessuale” – cioè per chi prova ad avere una relazione omosessuale, ma non ci riesce e non ce l’ha – viene aumenta di 10 anni. Il comma più inquietante è la pena di morte per il nuovo reato di “omosessualità seriale”. La legge non è ancora entrata in vigore: tutto dipende dal presidente, se la promulgherà oppure no. Ma in Uganda, prima che arrivasse un pastore evangelico americano e i soldi della lobby pro life, la “questione dell’omosessualità” non era una priorità. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: ‘A child like mine’ Part 1, The Comb (podcast Bbc), account Twitter Bbc World, 23 marzo 2023; account Twitter PressSec, 23 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.293: La battaglia che Tik Tok perderà
Washington vuole vietare TikTok. Oggi il CEO Shou Zi Chew è stato sentito dal Congresso degli Stati Uniti. Il consenso all'opzione drastica è sostanzialmente bipartisan, il problema è come renderlo praticabile legalmente. Chew ha provato a convincere i parlamentari americani che TikTok non è un problema. Per il Congresso invece lo è per vari motivi, perché ha troppo potere mediatico e perché raccoglie troppi dati. Ma il problema principale è che è cinese e il Congresso teme che dietro ogni sua mossa ci sia il Partito comunista di Pechino, pronto a influenzare gli americani e a usare i loro dati. Prove che sia già successo non ce ne sono, è un'ipotesi sul futuro che Washington vuole usare ogni mezzo (e se non c’è, inventarlo) per scongiurare. Chew ha spiegato che lui è nato a Singapore, che non c’è alcun legame tra la sua azienda e il Pcc e che anzi Tik Tok è una risorsa per gli Stati Uniti, perché crea lavoro e perché offre possibilità di business a migliaia di aziende americane. Per Tik Tok quella di oggi è la battaglia della vita. Una battaglia che probabilmente perderà. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: TikTok CEO Shou Zi Chew testifies before Congress, canale YouTube CSpan, 23 marzo 2023; TikTok CEO appears on TikTok to warn users about the TikTok ban, The Verge, 21 marzo 2023; Tapper presses TikTok official on Uyghur genocide and China, Cnn, 21 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.292: Se vuoi manipolare le elezioni, chiama Jorge
Se volete manipolare delle elezioni, dovete chiamare Tal Hanan a Modiin, in Israele. Poi dovete farvi i conti in tasca: vi servono tra tra i 6 e i 15 milioni di dollari. Se invece volete hackerare un po’ di profili sui social network o sui servizi di messaggistica istantanea, ne bastano molti meno: 50.000 dollari. In criptovalute, ovviamente. Ma sono soldi ben spesi perché il “team Jorge”, un gruppo di ex militari ed ex agenti dell'intelligence israeliana specializzato nella manipolazione dei dati e nella disinformazione sul web per conto di stati e privati, soddisfa quasi sempre i suoi clienti. Lo ha già fatto in Indonesia, Venezuela, Kenya e in tanti altri posti dove sono stati richiesti i suoi servizi. E lo ha fatto con partner notevoli, come Cambridge Analytica. Finché a ingaggiare il “team Jorge” sono stati tre giornalisti e lo hanno fregato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Explained: ‘Team Jorge's’ global disinformation machine unveiled by Forbidden Stories, France24, 16 febbraio 2023; Catalonia referendum: Thousands protest Spanish police violence, Bbc News, 3 ottobre 2017; Kenya: anti-government protests dispersed with teargas, The Guardian, 20 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.291: Trump e la donna delle manette
Se Trump sarà il primo presidente degli Stati Uniti di sempre ad essere arrestato, Stormy Daniels passerà alla storia per una ragione che non le piace. “Sono stati i 90 secondi di sesso meno ‘impressive’ della mia vita. Non vorrei passare alla storia per quelli”, aveva detto Daniels in un’intervista alla Cbs. Nel 2016 – un mese prima della vittoria di Trump alle presidenziali – Stormy Daniels, attrice, sceneggiatrice e regista di film porno, ha ricevuto 130mila dollari dall’avvocato di Trump, Michael Cohen, per non farle rivelare pubblicamente alcune informazioni su una relazione che i due avevano avuto nel 2006. Il punto – semplificando un’indagine molto articolata e un po’ misteriosa – è che Cohen sarebbe poi stato rimborsato da Trump, e gli investigatori sostengono che questo rimborso sarebbe avvenuto usando i fondi del suo comitato elettorale, sfruttando una fattura per una falsa prestazione legale. Sabato Trump aveva aizzato i suoi sostenitori dicendo che oggi sarebbe stato arrestato: è possibile che succeda nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: EXCLUSIVE: Stormy Daniels tell-all interview, 60 minutes Australia, 8 ottobre 2018 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.290: Xi da Putin: amici come prima
Oggi Xi Jinping e Putin si sono incontrati a Mosca. È il loro quarantesimo incontro, ma il primo da quando è iniziata l’invasione di Mosca dell’Ucraina. A favore di telecamere i due si sono scambiati frasi un po’ sdolcinate e complimentose che servono a confermare agli occhi del mondo l’amicizia tra i due leader. Che non entrano nel merito delle questioni serie, di cui i due parlano poi a porte chiuse… mangiando funghi, pesci artici, sorbetti di melograno e pavlova. I temi sono tanti. Alcuni – per il momento – sono forse più un desiderio, come ad esempio quello di chi si augura che la Cina spinga Putin a far finire l’invasione. Poi c’è l’incognita di una possibile richiesta di un aiuto anche militare della Cina da parte di Putin. Cosa che Pechino fino a oggi ha negato nel tentativo di un lento riposizionamento che potrebbe arrivare quando, come ormai sembra certo, Xi Jinping chiamerà Zelensky. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter AZGeopolitics, 20 marzo 2023; China: President Xi In Russia On First Trip, Sky News, 22 marzo 2013 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.289: Macron accerchiato
Contro la riforma delle pensioni in Francia sono scese in piazza milioni di persone e ci sono state 8 mobilitazioni nazionali in meno di due mesi. Ieri ha protestato (con toni che non si vedono spesso) anche il Parlamento. Il disegno di legge che porta l'età del pensionamento da 62 anni a 64 anni è già passato al Senato con molti malumori, ma il problema è la Camera – l’Assemblea – dove la riforma della pensioni di Macron non ha i voti. E dove Macron ha deciso di porre la fiducia per non stare a sentire le lamentele dei deputati. In aula è andata la premier, Élisabeth Borne, che per ora sta funzionando da scudo per il presidente. La riforma c’è, ma Macron resta accerchiato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: French protesters and police clash after Macron forces through pension age rise, Guardian News, 17 marzo 2023; account Twitter askanews_ita, 17 marzo 2023; account Twitter manelmarquez account Twitter Felyorfelix, 17 marzo 2023;, 17 marzo 2023; account Twitter Gyancky26, 17 marzo 2023; Non!' - French MPs disrupt pension bill by singing the national anthem, Sky News, 16 marzo 2023; French MPs sing Marseillaise and boo as PM forces through pension reform bill, Guardian News, 16 marzo 2023; 49.3 sur le texte de la réforme des retraites: "inadmissible", pour Marine Le Pen, Afp 16 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.288: Storia di una fuga dall’Afghanistan: il mare, i coccodrilli, il muro
Mohammad Azimi è un giovane psichiatra, ha una moglie e una figlia piccola. Lavorava per il Ministero della Repubblica afghana a un programma sperimentale per curare le tossicodipendenze. Finché non sono arrivati i talebani. Da allora, si è perso nella giungla, è rimasto senza provviste, al buio, circondato dai serpenti. Ha dovuto imparare a nuotare e scappare dalle gang colombiane, ha scavalcato cadaveri umani, è stato su una canoa in mezzo ai coccodrilli. Da Kabul ha attraversato le frontiere di Brasile, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras e Guatemala, Messico, Stati Uniti e Canada: ha viaggiato attraversato 12 paesi per quasi un anno. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Afghans Try to Flee at Kabul Airport, Voice of America, 16 agosto 2021; Migrants try to force entry into US at Mexico border, Al Jazeera English, 13 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.287: La Wagner e i migranti. Il declino del “cuoco di Putin”
La storia dei barconi di migranti spinti verso l’Italia dalla Wagner, per conto di Putin, è strana. Negli ultimi giorni ne ha parlato il ministro della Difesa italiana Guido Crosetto. E dopo le parole di Crosetto, il capo della Wagner – Yevgeny Prigozhin, soprannominato il “Cuoco di Putin” – gli ha risposto come fa lui: insultando e minacciando. L’ultima volta – sempre litigando a distanza con Crosetto – gli aveva dato del “coglione”, questa volta ha detto di peggio. È che Prigozhin è sempre più nervoso perché ha due enormi problemi che non c’entrano con l’Italia. Lui ha due enormi problemi: il primo in Ucraina, il secondo a Mosca. Aveva annunciato la presa di Bakhmut mesi fa e Bakhmut è ancora in mano ucraina. Quando le cose andavano bene ha parlato tanto, criticando il ministro della difesa russo Shoigu e il capo di stato maggiore Gerasimov. Ora i suoi nemici a Mosca sono forti, lui è debole e ha meno da offrire a Putin. E meno ha da offrire, più è in pericolo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Wagner chief tells Zelensky to abandon 'encircled' Bakhmut, The Telegraph, 3 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.286: Il premio Oscar e uno scherzo telefonico di Navalny
L’Oscar per il miglior documentario lo ha vinto “Navalny”. Non il dissidente russo ma il regista del documentario su di lui, che ha per titolo il suo nome. È la storia di come i giornalisti investigativi di Bellingcat hanno stanato e individuato i responsabili dell’avvelenamento di Navalny nel 2020. Grazie all’analisi dei metadati delle telefonate di vari funzionari russi - che in Russia grazie al mercato nero si possono comprare - incrociate con quelle di database trapelati negli ultimi anni, Bellingcat ha scoperto diverse cose: che una squadra di funzionari composta sia da agenti segreti che da esperti di armi chimiche seguivano Navalny da anni, che sull’aereo che aveva preso il dissidente c’erano dei passeggeri “fantasmi” cioè delle spie. Fino al finale piuttosto divertente (per quanto possibile date le circostanze), con i giornalisti di Bellingcat e Navalny seduti intorno a un tavolo, davanti alle telecamere, pronti per uno scherzo telefonico abbastanza atipico. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Watch highlights from the 95th Academy Awards in 4 minutes, Nbc News, 13 marzo 2023; Watch the trailer for award-winning film ‘Navalny”, Cnn, 22 aprile 2022; Navalny says he tricked spy into admitting poisoning, Rappler, 22 dicembre 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.285: La legge contro gli sbarchi di migranti e la Bbc. Alla fine ha vinto Lineker
Gary Lineker è un ex attaccante della nazionale inglese che dal 1999 conduce un programma sulla Bbc, The Match of the Day: è seguitissimo, guadagna tantissimo e sui suoi social spesso si esprime anche su cose che non hanno a che vedere con il calcio. Qualche giorno fa ha scritto che la nuova proposta del governo inglese per fermare le barche con cui migranti e rifugiati raggiungono l’Inghilterra e che si chiama “Stop the Boat” è “una cosa da Germania anni trenta”. La polemica che c’è a Londra è simile a quella che c’è oggi in Italia. Al tweet di Lineker la Bbc ha reagito subito: lo ha sospeso dalla conduzione di Match of the Day. Solo che a quel punto un po’ tutti si sono espressi a favore di Lineker, in alcuni casi le trasmissioni della Bbc sono andate deserte. E alla fine Lineker ha vinto, la Bbc lo ha reintegrato ma “Stop the boat” è ancora in piedi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Gary Lineker scores his 35th International goal for England vs West Germany, canale YouTube The Gary Lineker, 9 maggio 2011; Gary Lineker Presents Match of the Day in his Underwear, canale YouTube 101 Great Goals, 14 agosto 2016; BBC boss Tim Davie 'very sorry' for Gary Lineker row fallout, Sky News, 11 marzo 2023; Jurgen Klopp's passionate comment on Gary Lineker BBC row, canale YouTube This is Anfield, 11 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.284: Un pestaggio il giorno del compleanno di Hitler
New York, è il 20 aprile 1938. Calci, pugni, mazze da baseball e tante ossa rotte. Un gruppo di mafiosi ebrei ha picchiato dei nazisti, nel giorno del compleanno di Hitler. I nazisti sono quelli di Fritz Kuhn, un membro del partito nazista emigrato dalla Germania alla fine degli anni ’20 che ha fondato Lega popolare dei tedeschi-americani un’associazione filonazista che fa propaganda contro gli ebrei. Kuhn e i suoi finiscono nel radar di Nathan David Perlman, un giudice di Manhattan, ebreo. Perlman vuole una giustizia parallela, non ufficiale visto che quella ufficiale non si muove e si affida a Lansky, il capo di quella che è stata soprannominata “Kosher Nostra”, la Cosa nostra ebraica, una delle organizzazioni mafiose di New York associata a Lucky Luciano. Lansky, ebreo bielorusso accetta e il 20 aprile agisce. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.283: La contea dove gli americani fanno la guerra alle scuole (e vincono)
In Idaho c’è stata una rivolta contro il college locale, considerato “parte del deep state”, lo stato profondo, quello che Donald Trump considerava il proprio peggior nemico. E così tra accuse di usare libri “anti americani e anti bianchi”, come i libri di storia in cui si parla della tratta degli schiavi e più in generale di essere un college in mano ai socialisti, i Repubblicani hanno cacciato dirigenti e insegnanti e hanno messo i loro uomini. Tipo Todd Banducci, che era già famoso per aver stalkerizzato un insegnante e quasi perseguitato sua moglie colpevole di essere “una che ha votato per Hillary Clinton”. E dire che solo 50 anni fa questa contea era una specie di roccaforte dei Democratici. Nel 2020, invece, quando Trump ha perso le elezioni contro Joe Biden, lì ha stravinto prendendo il 70% dei voti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: North Idaho College Special Board of Trustees Meeting: March 6, 2023, canale YouTube North Idaho College, 7 marzo 2023; White nationalist Vincent James Foxx applauds far-right takeover of North Idaho College board, canale Youtube Daily Kos, 2 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.282: Le bandiere europee in Georgia e i sabotatori di gasdotti
Il parlamento georgiano ha approvato una legge che sembra scritta da Putin: saranno registrate come “agenti stranieri” (che sa molto di “spie”) tutte le organizzazioni che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero. È una legge che mette la Georgia a rischio per il suo ingresso nella Ue e che va contro la l'obiettivo dichiarato nella costituzione della Georgia di aderire all'Unione europea. Ieri i georgiani sono scesi in piazza. Ieri è uscita un’altra notizia: secondo il New York Times il sabotaggio del Nord Stream 2 sarebbe stato opera di un gruppo pro-Ucraina. Però secondo la procura tedesca che indaga sul caso i contorni sarebbero molto meno chiari. Rimane il messaggio via New York Times degli Usa a Mosca e a Kyiv: noi aiutiamo l’Ucraina, ma la aiutiamo solo in Ucraina. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter dariodangelo91, 7 marzo 2023; account Twitter Tendar, 7 marzo 2023; account Twitter Zourabichvili_S, 8 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.281: Dall’Italia all’India, la teoria complottista sulla “grande sostituzione”
“Love Jihad” è la teoria del complotto con cui l’ultranazionalismo indù indica il seguente fenomeno: la minoranza musulmana ha un piano sofisticato per prendere il sopravvento, un piano di sostituzione religiosa che poi, nel pratico, significa che i maschi musulmani seducono e sposano le ragazze di religione induista e le tolgono agli induisti. E così: “ci sostituiranno in una generazione”. È una teoria simile a quella della “grande sostituzione” della popolazione italiana (ed europea) dovuta alle migrazioni dall’Africa di cui aveva parlato spesso anche Meloni. Gli ultra induisti hanno da poco aggredito anche dei volontari cristiani che distribuivano copie della Bibbia: sono sostenitori del pimo ministro Narendra Modi che da più di un decennio soffia sull’odio interreligioso. Quando, pochi giorni fa, Giorgia Meloni ha incontrato Modi in India, gli ha fatto il miglior complimento in assoluto a cui un leader politico possa aspirare. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: New Delhi World Book Fair 2023 ll Saumya's Bookstation, canale YouTube Saumya's Bookstation, 27 febbraio 2023; account Twitter Sumedhapal4, 1 marzo 2023; bajrangdal song dj 2017, canale YouTube Vyshakh Achappa Official, 12 giugno 2017; account Twitter RanaAyyub, 26 febbraio 2023; Dichiarazioni alla stampa del Presidente Meloni con il Primo Ministro dell'India Modi, canale YouTube Palazzo Chigi, 2 marzo 2023; "PM Modi Most Loved Of All World Leaders": Italian PM Giorgia Meloni, Ndtv, 2 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.280: La trappola in Nagorno-Karabakh
Le scuole sono chiuse, i mercati sono vuoti, gli ospedali non hanno le medicine. Da dicembre il corridoio di Lachin – l’unica strada che permette all'Armenia di portare il cibo e ogni altra cosa alla comunità armena in Nagorno-Karabakh – è bloccato. Il blocco è opera degli “ambientalisti azeri”: dicono di protestare contro le attività minerarie degli armeni perché a loro sta a cuore il futuro del pianeta. Una scusa bizzarra a cui non crede nessuno. Il Nagorno-Karabakh è un territorio grande come metà Sardegna conteso tra Armenia e Azerbaijan fin dalla dissoluzione dell’Urss. Ci sono già state due guerre e hanno coinvolto anche due potenze, come la Russia e la Turchia. La prima, negli anni 90, l’aveva vinta l’Armenia. L’Azerbaijan ha ribaltato l’esito di quel conflitto nel 2020. C’è stato uno scontro a fuoco al confine con cinque morti anche stanotte. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Armenia-Azerbaijan War - Armenian Positions Hit By Azerbaijani Artillery Fire, canale YouTube Warleaks, 9 ottobre 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.279: Una strana incursione in Russia
White Rex è un russo che odia Putin e combatte la guerra in Ucraina dalla parte di Kyiv, ieri si è infiltrato in Russia – nella regione di confine di Bryansk – per un’azione dimostrativa, per incitare i suoi concittadini alla rivolta. “Il villaggio di Ljubechane è sotto attacco. Ci sono dei sabotatori ucraini. Hanno sparato contro un’auto e hanno ammazzato un uomo. State in casa”, dicono le autorità locali. Poi i villaggi sotto attacco diventano due, come le vittime. E arriva la rivendicazione del gruppo di White Rex, che però racconta un’altra versione dei fatti. Putin cancella tutti gli incontri pubblici dall’agenda, rimanda le riunioni e ne convoca di speciali: il Consiglio di sicurezza d’emergenza di oggi. Dice che sono terroristi e sabotatori ucraini, che la pagheranno. Ma i sabotatori ucraini non si muovono come quelli di ieri. Tanto meno in sincrono con certe dichiarazioni di Putin che pochi giorni fa avevano anticipato quello che è poi successo a Bryansk. Da quando è cominciata l’invasione in quella zona sono successe molte cose strane: questa è decisamente la più strana. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Skelsen, 2 marzo 2023; Ukraine War two Ukraine Helicopters attack Russia Belgorod, canale YouTube VojvodinaINFO; account Twitter wartranslated, 2 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 278: La rapper indigena delusa da Boric in Cile
Millaray è un’adolescente cresciuta in un quartiere difficile nella periferia nord di Santiago, un posto dove c’è un tasso più alto di criminalità ma anche dove le sottoculture giovanili sono sempre state molto forti. In arte si chiama MC Millaray e fa la rapper: ha scritto una canzone diventata famosa contro la presenza dell’esercito cileno nel territorio dei Mapuche, il più grande gruppo indigeno del Cile di cui fa parte. Millaray, come tanti altri manifestanti del 2019, aveva sostenuto l’elezione alla presidenza di Gabriel Boric, il presidente più giovane e più di sinistra che il Cile democratico abbia mai avuto. Ma il Cile di Boric non è stato così rivoluzionario come molti dei rivoluzionari del 2019 si aspettavano: la nuova costituzione, che è stata bocciata, avrebbe garantito agli indigeni cileni – di cui l'80% sono mapuche – di poter governare i propri territori. In quei territori continua lo stato di emergenza e la violenza, anche con la presidenza di Gabriel Boric. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: McMillaray - Mi ser Mapuche, Sesione de estacion, 1 luglio 2019; Mapuche Teen Rap Queen: The rise of Chile’s Indigenous Gen Z, Al Jazeera News, 16 novembre 2021; Presidente Gabriel Boric en la Fiesta de Navidad 2022, canale YouTube Gobierno de Chile, 20 dicembre 2022; Descontento - Newen .EnVivo, Casa Parlante, 28 febbraio 2021; La emperatriz de la Pincoya y el supermercado de la droga - Contigo en La Mañana, ChileVision, 26 luglio 2022; Police and Protesters Clash During Mapuche Demonstration in Chile, Voice of America, 11 ottobre 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.277: L’altra bomba atomica
Gli esperti dell’Agenzia atomica internazionale hanno trovato uranio arricchito all’84% nelle centrali nucleari iraniane: per il nucleare a scopi civili è sufficiente una purezza dell’uranio sotto il 5 per cento, per la bomba atomica serve il 90 per cento. Pochi giorni prima la Repubblica islamica aveva svelato “Oqab 44”, che in farsi significa: Aquila 44. È l’ultimo pezzo di un enorme piano per costruire un paese parallelo sottoterra e dentro le montagne: un paese fatto di cittadelle militari e centrifughe atomiche. L’ultima intervista del capo della Cia William Burns, il 25 febbraio alla Cbs, aiuta a capire perché le cose che succedono nelle basi sotterranea e il programma nucleare sono inscindibili e a che punto è (e non è) davvero l’atomica di Teheran. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Iranian Army unveils underground ‘Eagle 44’ Air Force base, Press Tv, 7 febbraio 2023; account Twitter FaceTheNation, 25 febbraio 2023; IRGC Aerospace Force Commander Gen. Amir-Ali Hajizadeh Unveils New Hypersonic Missile, canale YouTube Memri TV, 28 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.276: Obi e la “generazione testa di cocco” in Nigeria
Peter Obi è cattolico, è laureato in filosofia ed è ricco, come quasi tutti i politici nigeriani. Domenica in Nigeria si è votato per eleggere il presidente, lo spoglio è ancora in corso, e Obi si è candidato puntando tutto sulla frugalità e sulla sobrietà del suo stile. Obi è il più giovane dei tre principali candidati: gli altri due hanno più di 70 anni, lui ne ha 61 e in un paese come la Nigeria dove l’età media è 18 anni, non poteva che diventare il candidato preferito dei giovani. È così è stato: la generazione “delle teste di cocco” i giovani che si considerano attivi, indipendenti e che disprezzano i politici anziani locali, ne hanno fatto una specie di messia. Sono loro ad aver creato “Obi-dient”, il movimento che sostiene Obi e la sua candidatura alle elezioni. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Osimhen segna il suo primo gol per il Napoli, canale YouTube Serie A, 19 ottobre 2020; Nigerian Police Teargas Nigerians During The Endsars Memorial 2.0, Protest At Lekki Toll Gate, Lagos, Sahara Tv, 20 ottobre 2022; Account Twitter SavvyRinu, 18 gennaio 2023; eter Obi Says Nigeria Now Has Qualities Of A Failed State, TVC News Nigeria, 22 agosto 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.275: Dare un nome a quei morti in mare
All’alba di ieri sulle dune di Cutro, in Calabria, c’erano i vivi e i morti quasi indistinguibili. I morti sono almeno 63. Molti di loro, come capita spesso per i naufragi di migranti nel Mediterraneo, non hanno ancora un nome. Nella primavera del 2013, Biniam, un ragazzo di ventisei anni, muore con altre 366 persone al largo di Lampedusa. Aveva un figlio, Yafet, nato nel 2008. Poi anche la madre di Yafet fa lo stesso percorso del padre, Biniam, e arriva in Germania, dove ottiene il diritto d’asilo e può finalmente farsi raggiungere da suo figlio Yafet senza che corra rischi, con un volo. Invece non rilasciano il visto al bambino: le dicono che serve il consenso del padre. Ma il padre è morto: allora serve il certificato di morte, le rispondono. La ragazza si rivolge a Cristina Cattaneo che passa la vita a cercare di dare un nome ai cadaveri di persone sparite. Ma tra tutti i resti recuperati nel 2013 Binam non c'è, i morti erano più dei cadaveri che sono stati trovati. Così Yafet – per una questione burocratica – da anni non può raggiungere legalmente la madre in Germania e, ancora minorenne, vuole tentare lo stesso viaggio che uccise suo padre. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Naufragio di migranti a Cutro, Soccorso Acquatico Vigili del Fuoco riprende la ricerca di dispersi, canale YouTube Local Team, 26 febbraio 2023; Italy Shipwreck: Dozens of Migrants Killed off Calabria Coast, On Demand News, 26 febbraio 2023; Shaken Baby Syndrome - Le conseguenze letali, canale YouTube Terres des Hommes Italia, 31 dicembre 2018 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.274: Ragazze di questa guerra
La voce di una analista del ministero degli esteri ucraino, già attivista dell’Euromaidian e di una ragazza in un bar, poco prima dell’inizio dell’invasione. E poi quella di Oksana, 19 anni. Lo scorso 24 febbraio, si è arruolata da volontaria nell’esercito. Adesso ha vent'anni e fa parte della Settantaduesima brigata motorizzata. La sua unità è famosa per aver salvato Kyiv dall’assalto russo. Adesso è a Vuhledar, nel punto sulla linea del fronte dove scorre più sangue insieme a Bakhmut. Con la differenza che Vuhledar è molto più strategica di Bakhmut. La voce di Maria: nata e cresciuta a Mariupol dove ha vissuto fino a quando i piloti russi non hanno fatto sparire il suo appartamento, e poi quello di sua sorella, e poi quello di sua madre, con le bombe: “Non so quando finisce questa guerra, ma so che la storia la scrivono i vincitori: la storia della mia città non la può scrivere Vladimir Putin”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.273: Conversazione con Vera Politkovskaja
Anna Politkovskaja, prima di essere uccisa, ha scritto: “La Russia sta per precipitare in un abisso scavato da Putin e dalla sua miopia politica”. Anna Politkoskaja ha raccontato più e meglio di chiunque altro le guerre di Vladimir Putin, l'esercito di Mosca e la vita dei soldati russi. Anche sua figlia Vera è una giornalista, la puntata di oggi è a due voci, una conversazione con lei. Vera ha vissuto a Mosca fino a un anno fa, è rimasta anche dopo l’assassinio di sua madre, ma è scappata dopo l’invasione dell’Ucraina “quando tutto è cambiato”: per la Russia e per lei. Con Vera abbiamo parlato di Putin, del suo esercito, dei libri di Anna, di un film, dei “Selvaggi anni Novanta”, dei russi di oggi e di bombe atomiche. Il libro di Vera Politkovskaja è “Una madre”, appena pubblicato con Rizzoli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.272: Cosa fa la Cina per la guerra o per la pace
Il capo della diplomazia cinese ha incontrato Vladimir Putin oggi a Mosca. Il legame tra Cina e Russia “è forte come una roccia”, ha detto il primo. La visita di Wang Yi arriva dopo un tour europeo nel quale l’inviato di Xi ha parlato di “cooperazione”, annunciando una specie di piano di pace cinese per la guerra in Ucraina. Proprio negli stessi giorni gli Stati Uniti hanno cominciato a sospettare che Pechino possa cominciare a vendere armi alla Russia. La Cina ha negato, portando avanti la sua posizione che è sempre stata la stessa dall’inizio della guerra: supporto politico a Mosca contro gli Stati Uniti e la Nato, ma nessuno sostegno economico o militare per rispettare le sanzioni. Il problema è che ora Pechino potrebbe temere un tracollo russo e, così, i “sospetti” americani diventano una possibilità da tenere in considerazione. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: U.S. "concerned" China is "considering providing lethal support to Russia," Blinken says, Face The Nation, 19 febbraio 2023; Wang Yi, Emmanuel Macron discuss Ukraine war during meeting in Paris, Wion, 16 febbraio 2023; Wang Yi: China to bring new opportunities to cooperation with Italy, Cgtn, 18 febbraio 2023; China to expand mutually beneficial cooperation with Germany: Wang Yi, Cgtn, 18 febbraio 2023; US Blinken meets China’s Wang Yi after spy balloon & Russia-Ukraine war, Al Jazeera English, 19 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.271: Quello che Putin non ha detto
Vladimir Putin ha fatto il suo discorso alle Camere: un’ora e 45 minuti piuttosto noiosi. Putin oggi ha detto alcune bugie vecchie, già ripetute molte volte, e una sola cosa nuova, quando ha annunciato che la Russia sospende la sua partecipazione al nuovo Start, il trattato sulle armi strategiche offensive. Una sospensione, non un ritiro. Putin ha detto: “Non useremo mai l’arma nucleare per primi”, ma se gli Stati Uniti si “azzarderanno” a fare veri test nucleari (non simulati), i test nucleari li farà anche la Russia. Non ha detto alcune cose che si temevano, per esempio non ha annunciato una nuova mobilitazione o minacciato l’uso dell’atomica. Poi ha fatto un discorso inaspettato sulla Russia multietnica e sulle minoranze che, involontariamente, fa luce su una piccola speranza: Il Daghestan musulmano che da serbatoio illimitato e affidabile per l'esercito russo diventa provincia ribelle. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Putin makes state of the nation address to parliament year after Ukraine war started, canale Yotube The Independent, 21 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.270: Biden a Kyiv è la sintesi di ciò che conta in questa fase della guerra
Oggi Joe Biden è comparso a sorpresa per le strade di Kyiv. Per prima cosa ha portato una corona di fiori sul Muro della memoria, che rappresenta il primo capitolo – nel 2014 – di questa storia: i morti in piazza, quelli al fronte, quelli di una rivoluzione che Putin ha deciso di punire con l’invasione su larga scala di quasi un anno fa. Oggi, Vladimir Putin, più che su una grande offensiva del suo esercito, per vincere punta su un lento logoramento dell'Ucraina e scommette tutto sul fatto che, a un certo punto, gli alleati si stanchino e Kyiv rimanga sola. Per questo la visita di Biden, la prima di un presidente americano in Ucraina negli ultimi 15 anni, vale ben più di un pacchetto di aiuti in armi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Jimmy Rushton, 20 febbraio 2023; account Twitter di Leonid Nezvlin, 20 febbraio 2023; account Twitter Euan MacDonald, 20 febbraio 2023; account Twitter The New Voice of Ukraine, 20 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.269: Bing, la nuova AI di Microsoft, è una rimbambita
È la nuova Intelligenza artificiale lanciata da Microsoft. In teoria Bing sarebbe destinata a dominare le nostre ricerche online nel prossimo futuro: ci farà risparmiare tempo perché seleziona i contenuti, li confronta e tirare le somme per noi. Sceglie l’aspirapolvere più conveniente, organizza un itinerario di viaggio, tiene il bilancio familiare. Volendo può anche scrivere le mail di lavoro e le lettere d’amore al posto nostro. C’è solo un problema: Bing, non ce ne voglia, va nel panico un po’ troppo facilmente e soprattutto sembra completamente scema. Se provi a spiegarle che siamo nel 2023, non più nel 2022, si offende, polemizza e tiene il muso. Se si innamora di te poi, è la fine. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Can Bing and OpenAI Challenge Google? Microsoft's Satya Nadella Weighs In (Exclusive), Wall Street Journal, 7 febbraio 2023; A first look at Microsoft’s new Bing, powered by upgraded ChatGPT AI, The Verge, 8 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.268: La prima famiglia trans che sta facendo impazzire l’India
Ziya ha 21 anni e ha compiuto la transizione da maschio a femmina; Zahad ne ha 23 e stava compiendo il percorso inverso, da femmina a maschio. Si sono conosciute tre anni fa e da quando hanno iniziato a frequentarsi sono state entrambe allontanate dalle rispettive famiglie: la famiglia di Ziya è musulmana, quella di Zahad cristiana, per entrambe una relazione così era inaccettabile. Ziya e Zahad sono andate a convivere e hanno iniziato insieme il percorso clinico di transizione biologica nello Stato dov’era più facile farlo, il Kerala, che ha la legislazione in materia di transessualità tra le più libere al mondo. E ora Ziya e Zahad hanno appena partorito un figlio, o una figlia: Ziya e Zahad hanno detto che lei, o lui, lo deciderà quando vorrà. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: India's top court grants transgender citizens legal status, Arirang News, 14 aprile 2014; Kerala Launched 1st Gender Park in India, Ish News, 14 febbraio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.267: La repubblicana Haley vorrebbe mangiarsi Trump
Ieri Nikki Haley ha pubblicato un video di tre minuti e mezzo per dire che vuole fare la presidente degli Stati Uniti d’America. Al momento è la sfidante ufficiale di più alto profilo che Trump dovrà affrontare nelle primarie repubblicane. Nel video ha puntato molto su due cose: che è molto più giovane di Trump ed è donna. E proprio a Trump devono essere fischiate le orecchie. Haley è stata la prima persona di origini indiane a fare parte di un gabinetto presidenziale americano e il presidente era proprio Trump. E prima di candidarsi aveva insistito molto su un tema in particolare: che serve gente nuova, un’altra generazione di politici, che bisogna liberarsi di Joe Biden e “degli altri vecchi già bruciati”. Ed è inevitabile pensare che si riferisse proprio a Trump. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Nikki Haley officially launches 2024 presidential bid, Fox News, 15 febbraio 2023; An “Anger Olympics” Between Trump and the Rest of the 2024 Republican Field, New Yorker, 3 febbraio 2023; Women rule, Politico Podcast, gennaio 2018 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.266: Palloncini e alieni
Prima è toccato al pallone aerostatico cinese. Poi in rapida successione è stato abbattuto un oggetto in volo in Alaska, uno sopra lo Yukon, nel nord del Canada. Infine, domenica, un oggetto definito “ottogonale” sopra il Lago Huron. Fanno quattro oggetti abbattuti: e tre di questi non sappiamo cosa siano. Joe Biden, che via via ha dato gli ordini per abbatterli tutti, non ha ancora detto niente al riguardo. Solo che il generale Glen VanHerck, comandante del Comando nord degli Stati Uniti ha detto: “Non escludo nulla”. Ed è bastata questa frase per aizzare complotti e teorie sui palloni, oggetti non identificati e - ovviamente - alieni. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: US shoots down another high-altitude object over Alaska, Good Morning America, 11 febbraio 2023; Military shoots down object over Lake Huron, Msnbc, 12 febbraio 2023; Obama says UFO sightings are real, Fox59News, 20 maggio 2021; 'Just disappeared': Veteran combat pilot describes UFO sighting, Cnn, 19 maggio 2019; Pentagon report: UFO sightings increasing, canale YouTube 13NewsNow, 12 gennaio 2022; Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.265: Continuare all’infinito a fraintendere Zelensky
Fuori dal seggio per votare alle Regionali in Lombardia, a urne aperte, Berlusconi ha detto che con Zelensky non si dovrebbe proprio parlare, perché la situazione in cui siamo è colpa del suo “attacco al Donbas”. L’attacco di Zelensky al Donbas è un’invenzione: se ne parla solo in Italia e in Russia. Zelensky, per anni, è stata la voce della de-escalation con Putin, e gli ucraini glielo rimproverano. Quando era ancora solo un comico, nel 2013, frequentava il programma televisivo del più famoso propagandista di Putin, Vladimir Solovyov. Da presidente, l’ordine dato alle truppe sulla linea di contatto in Donbas era: non reagire, non far arrabbiare Putin, non provocare Putin, non dare pretesti a Putin. Durante gli anni di Zelensky, non c’è mai stato un tentativo militare ucraino di recuperare territori sottratti illegalmente da Mosca. Dire che l’attacco al Donbas di Zelensky è la causa della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale è una bugia un po’ oscena. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ansa, 12 febbraio 2023; Quando Soloviev festeggiava il Capodanno con Zelensky sulla tv russa, Corriere della Sera, 5 settembre 2022; Ukraine president tells West not to stir 'panic' over Russian troop buildup, Cgtn, 29 gennaio 2022; Berlusconi da Vespa: "Putin voleva sostituire il governo Zelensky con persone perbene”, Rai News, 23 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.264: Due manifestanti iraniani ci raccontano cosa hanno vinto e cosa hanno perso
Nelle città iraniane non ci sono grandi manifestazioni da dicembre e, domani, c’è la festa del regime. L’11 febbraio è la festa nazionale della Repubblica islamica. L’anniversario del giorno in cui la rivoluzione ha vinto. La liberazione, parziale, dei manifestanti e dei prigionieri politici è una buona notizia per i singoli e una cattiva notizia per la rivoluzione. La Guida suprema Ali Khamenei ha deciso una mezza amnistia di cui in questi giorni si vedono i primi effetti, perché si sente di nuovo forte. Perché – ora che la tensione è stemperata – se la può permettere. Con la fine, almeno per il momento, delle proteste i manifestanti iraniani fanno i conti con quello che sono riusciti – e che non sono riusciti – a ottenere. Abbiamo parlato con alcuni di loro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.263: La “guerra santa” in Ucraina dell’agente del Kgb diventato patriarca
“Non fate distinzioni tra soldati, vecchie e bambini”. Perché gli ucraini “sono tutti Satana, mentre l’esercito di Putin è l’esercito di Dio”. Questo è l’invito di un prete ortodosso della chiesa di Mosca ai soldati russi che stanno andando al fronte. L’idea di spacciare questa guerra come una “guerra santa” è del patriarca Kirill: in questo momento sta facendo un enorme lavoro psicologico sulle masse di giovani russi per legittimare la mobilitazione di Putin. Kirill non è un patriarca qualsiasi: da tempo si ipotizzava che fosse una spia del Kgb. Adesso un’inchiesta giornalistica ha trovato le prove. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Anton Gerashchenko, 8 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.262: L’adolescente a capo di una rivolta anti smartphone
Logan Lane è un’adolescente americana che durante la pandemia ha capito di essere totalmente dipendente dallo smartphone: passava il giorno a scorrere i feed dei social, a perdere ore per capire quale fosse il suo selfie migliore da caricare. E poi a stare in ansia in attesa dei like. Così ha messo lo smartphone in una scatola e ha scoperto alcune cose: che esistono le biblioteche, che è bello guardarsi intorno mentre ci si muove, che è bello annoiarsi, rilassarsi e non addormentarsi dopo aver spento lo smartphone. Dopo la pandemia ha scoperto che anche altri suoi coetanei avevano messo lo smartphone in una scatola. Così Logan Lane e un suo amico hanno messo in piedi una specie di circolo: un gruppetto che hanno chiamato “il club dei luddisti”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.261: Un parto sotto le macerie e gli aiuti impossibili in Siria
Jindires, nord ovest della Siria, durante uno dei terremoti peggiori del secolo. Si sentono delle grida di dolore femminili che vengono da sotto le macerie. Si pensa sia ferita, che una parte del suo corpo sia schiacciata dai pezzi di cemento. Poi si sente un’altra vocina piagnucolante: Non è ferita, sta partorendo. Jindires non è un posto come gli altri: con l’aiuto dei turchi ora è in mano ai ribelli del gruppo Tahrir al-Sham con cui nessuno vuole avere a che fare. In molti posti come questo, dove c’è più bisogno, difficilmente arriveranno aiuti: è un’altra conseguenza della guerra. Difficilmente li darà Erdogan che ora pensa ai morti in casa propria, e non arriveranno certo da Damasco che tiene per sé quelli che riceve da Mosca e Teheran. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter The White Helmets, 7 febbraio 2023; account Twitter Hamdi Rifai, 6 febbraio 2023; account Instagram Al Jazeera, 6 febbraio 2023; account Twitter Al Arabiya, 7 febbraio 2023; account Twitter Chaudhary Parvez, 6 febbraio 2023; Damaged building in Aleppo topples in aftershock, canale YouTube Kprc2, 6 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.260: Il Sud Sudan dopo Papa Francesco
Il Papa in Sud Sudan ha usato parole forti. Ha detto a chi governa il paese che non si può andare a messa la domenica e imbracciare il fucile il lunedì, ha parlato di corruzione, ha detto che non si può dipendere in eterno dagli aiuti stranieri. E ha citato Mosè, come monito. Soprattutto, ha parlato delle (e alle) donne del Sud Sudan. È stata pronunciata moltissime volte la parola “stupro”, piuttosto insolita in una preghiera o in una messa. Qui è una parola che rappresenta un problema enorme. Dalle donne tra il pubblico è partito un applauso e un ululato liberatorio, i politici sono tornati a casa meno soddisfatti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.259: L’ospedale di Rumbek e l’arrivo del Papa
Se l’ospedale di Rumbek chiudesse, in uno dei paesi dove nascono più bambini al mondo, per 500.000 persone e per quattro contee, non ci sarebbe neanche un posto per fare un parto cesareo. Rumbek è in Sud Sudan, dove è appena arrivato Papa Francesco. La sanità sudsudanese è sostenuta completamente dagli occidentali, con un fondo. I soldi li mettono gli inglesi, gli americani, e in maniera minore europei e canadesi. Solo che a un certo punto gli occidentali si sono sentiti in trappola perché hanno capito che il governo non rinuncerà mai a questi fondi, non cercherà mai di farcela da solo. I primi cambiamenti sono arrivati con Trump e con la Brexit: sono arrivati i tagli, ma solo nel 2022 è iniziato il countdown per la chiusura degli ospedali. Quello di Rumbek si è salvato, in parte, grazie a chi ci lavora, come Medici con l’Africa Cuamm. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 258: “Non sparate all’ambulanza”
Yirol è una città con due passioni: le mucche e il wrestling. Si trova nel Lakes state, Sud Sudan. Una zona dove ci sono più kalashnikov che automobili. Qui si assalta anche un’ambulanza per portare a termine l’esecuzione del ferito che è a bordo, e se è necessario per riuscirci anche chi lo sta salvando. L’ambulanza era della Ong italiana Medici con l'Africa Cuamm, uno dei pochi presidi sanitari per gli abitanti di questo Stato. È un posto con enormi problemi di sicurezza, dove il governatore è un militare e sta risolvendo la questione con metodi che hanno indignato le Nazioni Unite: però funzionano, così i suoi cittadini hanno accerchiato il compound per protestare contro l’Onu e difendere il proprio leader. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.257: La Casa Bianca di Juba
Nel megacomplesso della Casa Bianca di Juba i ribelli sudsudanesi hanno messo piede per la prima volta nel 2011, con l’indipendenza del paese. Ci hanno trovato dentro scheletri, femori, teschi umani che emergevano dalla sabbia. Erano delle persone che stavano dalla loro parte, la rete dei civili che sosteneva la guerra di liberazione: suore, preti, bambini, commercianti, infermiere, insegnanti. Lì il Sudan, arabo e musulmano, aveva imprigionato, torturato e ucciso donne e uomini del sud, dove la prima religione organizzata è il cristianesimo e si parla inglese, che si era ribellato. Nel 2011 è nato il Sud Sudan, il paese più giovane del mondo, nell’euforia generale — sudsudanese e occidentale. C’erano le premesse per un grande successo, ma è andato tutto storto. E proprio lì, alla Casa Bianca, che doveva custodire la memoria di quello che era stato e non sarebbe mai più dovuto succedere, è iniziata un'altra guerra civile, questa volta tutta interna al Sud Sudan. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Kiir First Speech In Independent South Sudan, Citizen Tv Kenya, 10 luglio 2011; Early morning arrivals at John Garang's mausoleum, Africanews, 9 luglio 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.256: L’omicidio dell’uomo che ha salvato Kyiv
Denis Kireev, un banchiere quarantenne piuttosto famoso, viene ritrovato su un marciapiede del centro con un foro di proiettile alla base del cranio. Kireev faceva parte della delegazione ucraina che, in Bielorussia, subito dopo l’invasione russa, si incontrava con la delegazione di Mosca per provare a fermare l’invasione. Nei primi giorni di guerra Kyiv era nel panico: nessuno aveva la certezza che la capitale si sarebbe salvata, che i russi non fossero capaci di prenderla. È stato lui, grazie ai suoi contatti tra le persone che contano a Mosca - a permettere all’esercito ucraino di sventare il piano russo per prendere Kyiv. In Ucraina lui è “l’uomo che ha salvato la capitale”. La sua morte aveva portato i sospetti sui russi. Ma Kireev non è stato ucciso dai russi. È stato ammazzato dagli agenti dei servizi segreti ucraini che avrebbero dovuto proteggerlo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Air raid sirens ring out on Kyiv's Maidan Square amid ongoing Russian invasion, Afp, 2 marzo 2022; Heavy traffic in Kyiv after Putin launches Russian military operation, Afp, 24 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.255: A Gerusalemme il sangue è carburante
Khairi Alkam è il nome di un palestinese accoltellato a morte all’uscita dalla moschea da un terrorista israeliano nel 1998. Khairi Alkam è anche il nome del terrorista palestinese di 21 anni che venerdì scorso ha ammazzato sette ebrei all’uscita della sinagoga. Sono nonno e nipote. Ma in questa storia c’è anche un altro protagonista: il ministro alla Sicurezza Nazionale dell’ultra destra Itamar Ben Gvir. Venerdì sulla strada insanguinata del quartiere ortodosso di Gerusalemme c’era il cadavere del giovane Khairi Alkam e c’era Ben Gvir. L’ultima sequenza di violenze e vendette a Gerusalemme e nei territori occupati è la più grave in oltre dieci anni, e non è finita. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Israel/Palestine Intifada, Ap Archive, 21 luglio 2015; account Twitter Neveragainglivepodcast, 27 gennaio 2023; Palestinians killed as Israeli forces raid Jenin refugee camp in West Bank, The Guardian, 26 gennaio 2023; account Twitter Klaiman14, 28 gennaio 2023; Dramatic Footage Shows Gaza Under Attack And Missiles Targeting Israel, Insider News, 13 maggio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices