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Ep.204: La morte di uno youtuber collaborazionista
Kirill Stremousov ha avuto una vita piuttosto varia: ha iniziato come produttore di mangime per i pesci, poi ha fondato una specie di agenzia di stampa che con l’informazione non c’entrava niente. Dopo un viaggio negli Stati Uniti è affascinato da QAnon: torna in Ucraina e fonda una specie di setta religiosa. Diventato famoso per un video nel quale fa roteare la figlia di quattro mesi, la nuova vita di Stremousov da attivista, santone e ovviamente no vax non poteva che piacere ai russi. Diventa così il volto più noto dei collaborazionisti ucraini a Kherson, anzi diventa il portavoce dei russi a Kherson. Solo che il 9 novembre, a 45 anni, muore in un incidente stradale al quale non crede nessuno: il volto dell'occupazione russa a Kherson è morto poche ore prima dell'annuncio del fallimento russo a Kherson. Gli inserti audio di questa puntato sono tratti da: account Twitter Francis Scarr, 18 ottobre 2022; account Tik Tok Jon Verete; Outrage as sick dad swings baby around his head like a ragdoll and claims he can ‘hear her bones popping’, The Sun, 21 settembre 2017, account Instagram di Kirill Stremousov Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.203: Una base perfetta tra il mare e le dune
C'è una lingua di terra sottile: percorrendo una linea retta sul mare si arriva sulla costa ovest della Crimea, quella dove c'è la città più importante, cioè Sebastopoli, e la sede della flotta russa del Mar Nero. Ed è qui a Ochakiv (controllata da Kyiv), di fronte alla striscia di terra di Kinburn (controllata dai russi) – in questo punto così strategico e importante per le prossime mosse della guerra – che gli ucraini, con l'aiuto degli americani e quasi due milioni di sterline degli inglesi, hanno costruito una base perfetta che proteggono bene da sguardi indiscreti. Compreso il mio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.202: Un gioco più pericoloso e un missile in Polonia
Il missile che ha causato l'esplosione in Polonia e la morte di due persone era ucraino e lo si sapeva da subito: era un S-300, un missile della difesa aerea ucraina (lo usano anche i russi, ma da quelle parti non hanno niente da difendere).. Ma questo non cambia una cosa: che Putin ha intenzione di lasciare gli ucraini al freddo durante l'inverno, cercando di sganciarli dalla rete elettrica dell'Unione europea. Quanto accaduto ieri, inoltre, cambia un po' la prospettiva di questa guerra: abbiamo capito che si era aperta una finestra di opportunità per un negoziato. Ora quella finestra si è già richiusa. Se un accordo silenzioso su Kherson c'è stato, non è stato l'inizio di un dialogo più ampio, ma è stato un caso isolato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di WarMonitors, 16 novembre 2022; Rishi Sunak and Joe Biden attend emergency G20 meeting after missile strikes Poland, The Independent, 16 novembre 2022, account Twitter RcnResearch, 16 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.201: Il partigiano Lgbt di Kherson
Ivan Shestopalov è un attivista Lgbtq di Kherson e un partigiano che durante l’occupazione ha organizzato operazioni contro i russi coordinandosi con l’intelligence di Kyiv. Ha trent’anni, il suo compagno Oleksiy a maggio è stato trovato dalle truppe di Mosca mentre preparava un’azione della resistenza: è stato arrestato ed è sparito per due mesi, è stato torturato. Gli altri attivisti hanno capito che aveva parlato perché i russi hanno scoperto la loro sede, hanno distrutto tutto e rubato i registri degli iscritti. Oleksiy però non ha tradito la rete di partigiani e l’intelligence di Kyiv: con le evacuazioni dei civili da Kherson è stato trasferito in altre zone occupate e, mentre i russi ormai lo credono un collaborazionista, lì poterà avanti la resistenza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.200: Una festa e un procione a Kherson
La resistenza di Kherson in questo momento è la resistenza più famosa al mondo. E adesso che la città è stata liberata si possono capire meglio molte cose a cominciare da storie minori. Come quella del comandante russo appassionato di safari che, mentre il suo esercito si ritira consumando un’umiliazione militare che farà storia, prima di fuggire ha rubato dallo zoo di Kherson un procione, un lama e una scimmia. Un’immagine significativa e terribile per l’esercito di Putin: sappiamo che i soldati russi erano alla fame ma gli ufficiali invece di prendere in considerazione uno dei più grandi allevamenti di polli che si trova a Kherson e che sarebbe stato utile per sfamare i soldati, rubavano animali allo zoo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.199: “La scrofa degli ebrei”
A Wittenberg, in Germania, c'è un maiale su una chiesa. Non è un'installazione d'arte contemporanea un po’ blasfema, ma un rilievo in pietra del 1290. È la Judensau, letteralmente la “scrofa degli ebrei” ed è stata al centro di una battaglia culturale e legale che è durata tre anni. Una battaglia culturale molto più grande del caso singolo: prevale il diritto di chi si sente offeso da un oggetto del passato, o la storia non va “cancellata”? La questione generale è ancora aperta, ma su quel maiale di pietra la Germania ha deciso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.198: La ritirata russa da Kherson e l’ipotesi di un accordo
Ieri il ministro della difesa russo Sergei Shoigu ha detto che i suoi soldati si ritirano da Kherson. Anche se gli ultimi rinforzi – lì – erano arrivati da pochissimo, ora devono già andarsene. Kherson è è una città russofona, è il primo e unico capoluogo conquistato da Mosca in questa guerra. È il corridoio di terra che collega il Donbas alla Crimea, è dove passa l’acqua potabile che disseta milioni di russi che vivono in Crimea. Data la rilevanza della città, rimane strana la modalità della ritirata, la pubblicità data in Russia alla cosa. L’esasperazione della notizia. L’aver esposto, a parlare di questa ritirata – cioè di questa sconfitta – tutti i volti migliori del puntinismo, dalle autorità alla propaganda. Gli ucraini temono una trappola, altri che la ritirata sia il primo segnale di un possibile accordo. Segreto, per ora. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Wartraslated, 9 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.197: La conversazione virtuale tra Biden, Zelensky e Putin
C’è una guerra e ci sono dei dialoghi, sotterranei, silenziosi, a volte segreti. Le banche d’affari americane vengono strigliate dai dem del Congresso perché fanno ancora affari con le aziende russe. Ma loro rispondono: ce lo ha chiesto la Casa Bianca. Mosca e Washington si stanno parlando per riprendere i negoziati sulla riduzione delle armi nucleari nel mondo, potrebbero incontrarsi presto e sarebbe la prima volta da quando è iniziata la guerra. Biden ha chiesto a Zelensky di cambiare la sua posizione espressa nel decreto emesso dopo le annessioni di Putin, in cui escludeva dei negoziati con la Russia finché ci sarebbe stato Putin. Zelensky ha seguito il consiglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: amie Dimon warns lawmakers should be prepared for the worst, Reuters, 21 settembre 2022; Il discorso di Putin sull'annessione dei territori dell’Ucraina, canale YouTube HyperBros.com, 30 settembre 2022; Zelensky rules out peace talks with Putin after Russia annexes four regions of Ukraine, The Telegraph, 30 settembre 2022; Sherman Grills JPMorgan Chase CEO Jamie Dimon on Russia Investments, canale YouTube Congressman Brad Sherman, 21 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.196: Panico sul Twitter di Elon Musk
L’uomo più ricco del mondo si è comprato Twitter e ha twittato che oggi, alle elezioni midterm, bisogna votare i Repubblicani. Per bilanciare la presidenza democratica, ha spiegato. Prima aveva licenziato qualche migliaia di dipendenti, compresi quelli che si occupano del rispetto dei diritti umani on line. Twitter nelle intenzioni del suo fondatore, Jack Dorsey, aveva l’ambizione di essere un piazza per il dibattito pubblico. Dorsey aveva pensato poco a come monetizzare. E infatti Musk lo sfotteva. E ora che è arrivato lui al potere moltissime grandi aziende che compravano pubblicità su Twitter sono scappate: perché temono che, con Musk, Twitter diventi una pattumiera piena di teorie del complotto, minacce, insulti, antisemitismo, suprematismo, razzismo. La risposta di Musk:è tutta colpa degli attivisti, per colpa loro Twitter sta perdendo soldi. Perché quegli attivisti vogliono uccidere la libertà di parola in America. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Why Did Elon Musk Walk Into Twitter With a Kitchen Sink?, Bloomberg New, 27 ottobre 2022; The Voices Of Tahrir Square, Egypt (2011), canale Youtube Journeyman Pictures, 24 febbraio 2017; account Twitter Benny Johnson, 3 novembre 2022; lon Musk says Twitter Blue is a piece of sh**, canale Youtube Tesla Owners of Silicon Valley, 2 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.195: Il candidato decisivo per i dem è Fetterman
Alle elezioni di midterm negli Stati Uniti la Pennsylvania è lo stato chiave: è lì che i Democratici possono soffiare un senatore ai Repubblicani. E il candidato dem sembrava perfetto: John Fetterman, un tipo che è difficile passi inosservato. Un gigante di 180 chili alto due metri e tre centimetri. Un cinquantenne pelato con pizzetto e tanti tatuaggi: si è tatuato addosso il nome di tutte le vittime di armi da fuoco in Pennsylvania. Un mix tra un rapper e un pugile e che secondo tutti i sondaggi era in testa contro il candidato repubblicano, che è il famoso Dr. Oz della tv. Poi però, all'improvviso, il vantaggio è svanito. Per un motivo specifico. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Live: Obama campaigns for Democrat John Fetterman in Pittsburgh ahead of midterms, The Independent, 5 novembre 2022; Bruce Springsteen performs his classics at Hillary Clinton rally, Global News, 8 novembre 2016; Inside John Fetterman's loft, PennLive.com, 9 maggio 2007; Pennsylvania Senate candidates John Fetterman and Mehmet Oz face off in debate, Cbs News, 26 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.194: I manifestanti iraniani hanno un problema in più
Un uomo delle forze di sicurezza ammazzato. Un esponente del clero ferito da numerose coltellate che ora è in ospedale in condizioni gravi. Un altro ucciso a pistolettate nel sud, in Baluchistan. Un altro poliziotto colpito a morte pochi giorni prima. L’intenzione di alcuni manifestanti iraniani è di provare a trasformare la rivolta in una rivoluzione, ma adesso quei manifestanti hanno un problema in più: essere strumentalizzati in una lotta di potere interna al regime e molto più antica di queste proteste. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Seyed Mohammad Marandi, 3 novembre 2022; account Twitter di Borzou Daragahi, 4 novembre 2022; Iran government shuts down internet access amid protests, Cbs News, 18 novembre 2019; account Twitter Mohammed Ali Shabani, 4 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.193: La prima volta di Meloni a Bruxelles
È il primo viaggio di Giorgia Meloni da presidente del consiglio ed è andata nella città che è sia il cuore dell’Unione Europea che la sede della Nato. In più di un decennio all’opposizione, Meloni ha usato spesso l’Unione come capro espiatorio. Ora che è primo ministro, sa benissimo che in Europa, anche se scomoda, ci deve stare. E che in una fase come questa, più che in altre, l’Ue le serve. Meloni non cercherà lo scontro con Bruxelles, almeno non sul piano economico – perché ha tutto da perdere. E perfino sulla questione migranti, tra proposte di blocco navale e la riesumazione dell’operazione Sophia (che però era stata fermata nel 2020 proprio da Matteo Salvini) Meloni, come tutti gli euroscettici arrivati al potere, non farà una rivoluzione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.192: Bibi Netanyahu torna. L'ultra destra israeliana vince
Bibi Netanyahu e il suo partito Likud hanno vinto le elezioni in Israele. Ma il ritorno di Netanyahu è dovuto al successo della sua coalizione e in particolare al successo della destra israeliana più a destra di Bibi. Il vero vincitore delle elezioni infatti non è tanto Bibi ma un uomo che è un fan di un terrorista israelo-americano che ammazzava i palestinesi: Itàmar Ben Gvir. Di Gvir si racconta una cosa, che avesse in salotto un grande ritratto di Goldstein, l’uomo che nel 1994 ha ammazzato 29 palestinesi mentre pregavano e ne ha feriti più di cento. Quando sono uscite le foto gli esponenti del centrodestra israeliano si sono indignati e lui ha tolto il ritratto e ha spiegato il gesto con un tweet: va bene lo levo in nome dell’unità della destra israeliana. Quindi senza pentimento. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Reactions from Likud HQ after exit polls show Netanyahu nearing majority, Afp, 1 novembre 2022; Hear Netanyahu's answer when asked if he regrets Putin relationship, Cnn, 23 ottobre 2022; Netanyahu defends Israel on American late night tv, ILTV Israeli News, 18 ottobre 2022; Israeli nationalists march in East Jerusalem, raising tensions with Palestinians, Global News, 15 giugno 2021; Meir Kahane - Election Promotion Film 1988, Arab News, 21 maggio 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.191: L’ex poliziotto a capo di una gang nella crisi di Haiti
Jimmy Cherizier, detto “barbecue”, è un ex poliziotto haitiano che da qualche anno è a capo della G9, una specie di consorzio di gang di Haiti. Lui si presenta come un rivoluzionario, una persona che combatte contro il governo, contro i potenti, per liberare Haiti dalla povertà. Ma lui e le sue gang sono accusate dall'Onu di parecchie cose orrende come saccheggi, incendi, omicidi e stupri in molte zone della capitale: quelle controllate da altre gang. Con la crisi politica in atto nel paese considerato il più povero del mondo occidentale, Jimmy e le sue gang sono ormai una potenza politica. E Jimmy è il primo della lista dei sanzionati dalle Nazioni Unite. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Haiti's most powerful gang leader talks to Al Jazeera, Al Jazeera, 27 ottobre 2021; Haitian Protesters Riot Against President in Alleged Coup Attempt, Voice of America, 8 febbraio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.190: Luiz Inácio Lula da Silva
Questa notte Luiz Inácio Lula da Silva è stato eletto presidente del Brasile. Ha vinto per un soffio, è finita così: 50,9% Lula, 49,1% Bolsonaro. Lula ha origini povere, ha avuto una vita molto complicata. Nel 2003 ha vinto le elezioni per la prima volta e durante il suo governo 20 milioni di brasiliani poveri hanno smesso di essere poveri. Barack Obama lo ha definito: “Il leader politico più amato del mondo”. Poi sono arrivate le inchieste giudiziarie. Una specie di Tangentopoli brasiliana investe il partito e Lula, che viene anche arrestato. Lo schema di tangenti è vero, ma ma le accuse contro Lula le ha portate avanti un giudice che non è mai stato imparziale, che aveva un’ossessione personale contro di lui. Per questo le condanne sono state annullate, e Lula ha poi potuto partecipare a queste elezioni e vincerle. Election au Brésil : Lula élu président face à Bolsonaro, Le Monde, 30 ottobre 2022; Lula no PodPah: Lula conta como perdeu o dedo, canale YouTube Lula, 4 gennaio 2022 ; Lula discursa aos trabalhadores grevistas, 1980, canale Youtube Picilone_, 29 gennaio 2015; Bolsonaro exalta Ustra na votação do impeachment em 2016, Estadao, 8 agosto 2019; Protestos em Porto Alegre contra Lula e Dilma, Jornal do Comércio, 17 marzo 2016 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.189: Putin ci spiega che questo è “il decennio più pericoloso”
Come ogni anno dal 2004 Putin è andato nei pressi del lago Valdai, dove si svolge un grande meeting di un grande think tank russo di geopolitica. Di solito Putin in questa occasione spiega dove va la Russia e quanto è potente. Quest’anno però Putin si è dovuto districare con una situazione un po’ problematica per lui, la guerra in Ucraina. Quindi, intanto si è presentato come vittima, anziché aggressore: secondo Putin è l’Occidente che vuole distruggere la Russia e lui si deve difendere. In mezzo a tante cose che non stanno insieme, ha detto anche alcune banalità perfettamente condivisibili: tipo che bruciare i libri di Dostoevskij è demenziale. O che viviamo nel «decennio più pericoloso, imprevedibile e importante dalla Seconda guerra mondiale». E che lui non ha mai pronunciato la parola bomba atomica. Che tecnicamente è vero, anche se l’ha evocata. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Summer in Russia. Valdai National Park, canale YouTube Alexey Nav, 10 giugno 2020; Putin contro l’Occidente: «Fa un gioco sporco e sanguinario», Corriere della Sera, 27 ottobre 2022; World domination': Putin claims West is playing a 'dangerous, bloody' game, Daily Mail, 27 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.188: Gli attacchi neonazisti contro i profughi ucraini
Un gruppo di ragazze ucraine di 15 e 16 anni sono state insultate e picchiate mentre passeggiavano in un cittadina tedesca. Un piccolo albergo a Groß Strömkendorf, estremo nord est tedesco, dove erano sistemati quattordici profughi ucraini è stato bruciato. Gli ucraini si sono salvati, ma il fuoco si è mangiato l’albergo. E l’incendio è doloso. Alcuni giorni prima il gestore dell’albergo aveva sporto una denuncia, perché qualcuno aveva disegnato una grande svastica sull’ingresso. Ed è proprio in questa zona della vecchia Germania Est che l’Adf ha il 24% dei voti e gruppi neonazi manifestano a favore di Putin. Il rogo dell’albergo colpisce la Germania in un altro simbolo dalla guerra ibrida: dopo l’economia (in crisi per il costo del gas) e le infrastrutture (quelle che sono state sabotate), l'accoglienza dei rifugiati. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Second time burned-down hotel has been targeted, DW News, 21 ottobre 2022; The right-wing extremists plot to overthrow the German government, DW Documentary 7 luglio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.187: L'autodistruzione di Kanye West
Oggi Adidas ha cominciato a buttare via tutti i prodotti creati in collaborazione con Kanye West che in questo momento si trovano nelle vetrine o nei magazzini dei negozi Adidas in giro per il mondo. Adidas ha deciso di troncare definitivamente la collaborazione con West che durava da dieci anni. Il motivo: alcune frasi di Kanye West contro gli ebrei, un classico del complottismo. West è stato di sicuro il miglior artista pop sul pianeta, per alcuni anni, ma da quando è arrivato Donald Trump, è diventato quello delle teorie cospirazioniste sulla morte di George Floyd che non sarebbe davvero stato soffocato da un poliziotto, del cripticismo cupo e dei meme dell’alt right. West dice un sacco di cose allucinate e nella sua battaglia contro il politicamente corretto una settimana fa ha anche pensato di comprarsi Parler, il social network dell’alt right dove si può dire tutto. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Adidas dumps Kanye West, Fox 5 New York, 25 ottobre 2022; The Kanye 'Ye' West Interview With Piers Morgan, Piers Morgan uncensored, 21 ottobre 2022; Kanye West Speaks Out, Claims Backlash Proves His Anti-Semitic Theories, Tma, 25 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.186: Richi Sunak è il primo premier britannico più ricco della Royal Family
Rishi Sunak è il primo premier britannico non bianco, non anglicano, di origini indiane e induiste. È anche il primo premier britannico ad aver ricevuto stamattina l’investitura da Carlo III. Ed è il più giovane di sempre: ha 42 anni. Nonostante tutti questi primati Sunak ora ha un compito difficilissimo: tenere insieme un Partito conservatore nel mezzo di uno “psicodramma”, allontanare le elezioni che ora come ora vedrebbero vincere i laburisti, e portare il Regno Uniti fuori da una complicata crisi economica. Luiha detto che sarà responsabile e ha indicato la strada al suo partito: è ora di "unirsi o morire". Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Rishi Sunak to make history as U.K.'s next prime minister, Cbs News, 24 ottobre 2022; "Family Means Everything To Me": Rishi Sunak As Wife Akshata Murty Joins Campaign, Ndtv, 26 luglio 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.185: Meloni e il governo delle prime volte
Il governo Meloni che si è appena insediato rappresenta tre “prime volte” per l’Italia. È la prima volta che i Lancieri di Montebello dell’Esercito italiano porgono gli onori a una donna nel cortile di Palazzo Chigi. È anche la prima volta che la destra postfascista va al potere nella storia della Repubblica italiana. E, a parte il capo, questo è un governo più maschile e più anziano dei precedenti. Meloni è la più giovane del Consiglio dei ministri. Poi: è la prima volta che abbiamo un governo ‘davvero’ politico, cioè nato dalle elezioni e che ha a capo il leader di un partito politico ‘tradizionale’. Non era mai successo nella Seconda Repubblica, cioè nei nostri ultimi trent’anni di storia: è finita l’epoca dell’antipolitica? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.184: “Teheran è una prigione, Evin è un’università”
Dei manifestanti iraniani ci hanno raccontato cosa è successo davvero nel carcere di Evin, a Theran. L’incendio e le esplosioni sono state spiegate dalle autorità iraniane come la degenerazione di una rissa dei condannati per reati che vanno dalla rapina al narcotraffico con le guardie carcerarie. A questa versione non crede nessuno e tra i manifestanti si parla apertamente di una rivolta, come sarebbe confermato dalla velocità con la quale i pasdaran si sono posizionati in assetto da guerra intorno al carcere. In questo clima “i potenti” del paese devono far fronte alle proteste e a una situazione internazionale complicata. E sentendosi accerchiati, i potenti iraniani stanno ragionando sulla possibilità di usare il programma atomico come una minaccia reale contro l’Occidente. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Karim Sadjadpour, 15 ottobre 2022; account Twitter Masih Alinejad, 16 ottobre 2022; account Twitter Lisa Daftarei, 21 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.183: Dolcissimo Berlusconi, dolcissimo Putin
Silvio Berlusconi ha detto che in pratica la guerra in Ucraina è colpa di Zelensky, gettando nel panico la coalizione di centro-destra che si appresta a governare l’Italia. Ha anche detto di aver ricevuto 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima da Putin. Ma l’amicizia tra Berlusconi e Putin non nasce oggi e non è fatta solo di incontri ufficiali, vacanze, foto, barzellette, storielle. Il loro rapporto particolare ha creato esiti politici rilevanti. La dipendenza dal gas russo di cui si è parlato tanto e si parla ancora non è un evento naturale impossibile da prevedere o evitare – è stata costruita negli anni e in anni piuttosto recenti. È stato Berlusconi, non il fato, a fare di Putin il nostro maggiore fornitore di gas naturale. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Berlusconi: "Soy el primero de los cinco amigos de Putin”, canale YouTube El Pais, 19 ottobre 2022; Putin: «Silvio perseguitato perché non è gay», canale YouTube La7, 20 settembre 2013; Il nuovo audio di Berlusconi diffuso da LaPresse: «Putin non voleva la guerra», canale YouTube Corriere della Sera, 19 ottobre 2022; Berlusconi racconta una barzelletta di Putin, imbarazzo in sala, canale YouTube Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.182: Un villaggio, la sete di energia e Greta Thunberg
Ieri il cancelliere tedesco Scholz ha detto che terrà le centrali nucleari aperte, anche se si era deciso il contrario. Nel frattempo a Lützerath in Nordreno-Vestfalia sono arrivati gli attivisti contro il cambiamento climatico: il piccolo villaggio sta per essere raso al suolo perché lì sotto c’è una risorsa che pensavamo non facesse neanche più parte della nostra epoca: il carbone. Oggi il governo tedesco ha approvato il piano di Scholz e nel partito dei Verdi, che avevano promesso la chiusura di tutti gli impianti nucleari, è scoppiato il caos. A fare un assist inaspettato al governo e ai Verdi è stata Greta Thunberg che, con un discorso molto pragmatico, ha definito «un errore» il piano della Germania di chiudere le centrali nucleari ancora funzionanti, visto che nel frattempo si ricorre anche al carbone. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ende Gelände - Aktion entlang der L277 zwischen Lützerath und Keyenberg, canale YouTube Der Westreporter, 25 luglio 2020; Scholz spiega perché ha prolungato l’esistenza centrali nucleari, Askanews, 18 ottobre 2022; Greta Thunberg: Why Germany should focus on nuclear power instead of coal, Tagesschau, 12 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.181: L’implosione di Liz Truss
Liz Truss è primo ministro da poco più di un mese e ha già tutto il suo partito contro. Ieri ha dato un’intervista alla Bbc e ha chiesto scusa. Poi il suo ministro delle finanze ha demolito il suo piano economico che aveva portato il Regno Unito sull’orlo del tracollo. Liz Truss si era proclamata come la nuova Margaret Thatcher, tanto da imitarla nei vestiti e nelle foto. E ha un passato a sinistra. Su quel periodo ha detto: “Tutti commettiamo errori, tutti noi abbiamo avuto disavventure adolescenziali: quella è stata la mia”. Poi è diventata una conservatrice, una delle più intransigenti: “Farò una campagna da conservatrice", aveva detto, "e governerò come una conservatrice”. Ora rischia di cadere. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Liz Truss says sorry for mistakes but vows to stay on as PM in BBC interview, The Telegraph, 18 ottobre 2022; 'Liz Truss is no longer Prime Minister - Jeremy Hunt has taken over and locked her in the attic’, Lbc, 18 ottobre 2022; Ukraine Invasion: 'Putin must lose' - Foreign Secretary Liz Truss, Sky News, 3 marzo 2022; Liz Truss: Britain's new 'Iron Lady’?, Afp, 5 settembre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.180: Io sono il Congresso
Xi Jinping ha aperto il Ventesimo Congresso del Partito comunista cinese, il momento più alto della politica nazionale. Con molta probabilità il Congresso darà a Xi Jinping uno storico terzo mandato, un evento mai accaduto nella storia della Cina dal 1949 a oggi. Xi Jinping, sposato a una famosa cantante folk locale, ha percorso tutti i passi necessari per diventare leader, ma è anche figlio di un vecchio leader del Pcc: appartiene alla cosiddetta “aristocrazia rossa”. Negli anni ha consolidato il proprio potere, ha eliminato gli avversari politici e ha lanciato il “Sogno cinese”. Ora però, nel suo momento più alto, deve affrontare diversi problemi: la situazione economica interna e uno scenario internazionale sempre più complicato. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Peng Liyuan, My motherland, canale YouTube Steven Takashi Lim & THE CAT Music TV 2, 4 luglio 2017; Xi Jinping leads celebrations marking centenary of China’s ruling Communist Party, South China Morning Post, 1 luglio 2021; Russian President Putin meets his Chinese counterpart Xi Jinping ahead of Beijing winter Olympics, canale Youtube Wion, 4 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.179: La bomba atomica
E’ il 2019, siamo a Fort Belvoir, Virginia, Stati Uniti. Siamo in una grande sala riunioni della DTRA, l’agenzia del Pentagono che ha un compito solo: il contrasto alle armi di distruzione di massa. I maschi si levano la cravatta e si arrotolano le maniche della camicia. Insieme alle loro colleghe devono fare un gioco di ruolo, potrebbe durare molte ore. Il problema da risolvere è questo: siamo in un anno X e la Federazione russa minaccia di usare armi nucleari tattiche sul territorio dell’Ucraina. Cosa facciamo? Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: DTRA Core Function, canale Youtube Ting military, 8 febbraio 2022; Biden addresses Putin's nuclear threats in Ukraine | Full CNN exclusive interview, Cnn, 12 ottobre 2022; Fears grow over Putin's threat to use tactical nuclear weapons, Cbs News, 8 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.178: Nelle chat con i manifestanti iraniani
La discussione sul leader della protesta e la discussione sulle armi. A quasi un mese dall'inizio della protesta, nelle chat degli attivisti iraniani emergono due elementi nuovi. Le manifestazioni ormai trascendono la questione del velo. Nelle conversazioni online si parla delle trappole allestite dalla polizia e dei modi per evitarle, e poi della costruzione di un gigantesco nuovo carcere in mezzo al deserto. Le ultime manifestazioni avevano anche lo scopo di distrarre le forze di sicurezza della Repubblica islamica dal Kurdistan iraniano: Masha Amini era curda, le proteste più violente sono cominciate lì ed è in Kurdistan che i manifestanti sono riusciti a mettere in fuga la polizia e prendere il controllo di una città di più di quarantamila abitanti per due giorni. E' da quel territorio che adesso, alcuni volte della protesta, chiedono aiuto materiale ai curdi in Iraq e Turchia. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Iranworkers, 13 ottobre 2022; account Twitter Iran Newswire, 13 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.177: Ogni volta che Elon Musk vuole risolvere i problemi del mondo fa un casino
Elon Musk ha un sacco di soldi, è il capo di Tesla e dell’agenzia spaziale privata Space X, twitta cose strane quanto i nomi che ha dato ai suoi figli. Ha 108 milioni di follower e di recente si è messo in testa di risolvere i problemi del mondo. A cominciare dalla guerra in Ucraina. Secondo Ian Bremmer, uno degli analisti più famosi al mondo, di recente avrebbe addirittura parlato con Putin per un “piano di pace”. Musk ha smentito o forse ha raccontato una cosa non vera a Bremmer. Ma l’Ucraina gli interessa molto, tanto da proporre sul suo account Twitter un sondaggio su alcune proposte di negoziato. Nei suoi tweet proponeva di rifare i referendum delle zone annesse dai russi, la neutralità militare dell’Ucraina e la garanzia ucraina di approvvigionamento idrico della Crimea (considerata russa da Musk). Tra le risposte è arrivata quella del diplomatico ucraino Andrjj Melnik che ha scritto: “Fanculo”. I contributi audio di questa puntata sono tratti da Elon Musk Might Be A Super Villain, canale YouTube di The Late Show with Stephen Colbert, 10 settembre 2015 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.176: Un party a Berlino, una minaccia all'Europa
L’azienda russa di una ex spia del Kgb vendeva software ai politici tedeschi spacciandosi per un’azienda locale che vende “software made in Germany”. Ieri il capo dell’Ufficio per la sicurezza cibernetica della Germania è stato rimosso perché sospettato di legami con Mosca, la ministra dell’Interno ha giustificato la decisione dicendo: “Quella festa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Il party a cui si riferisce la ministra è quello organizzato per i dieci anni del Consiglio di sicurezza cibernetica della Germania, un’organizzazione chiacchierata al cui interno avrebbe operato un’azienda fondata da un ex agente del Kgb. A Schönbohm è stato suggerito più volte di lasciar perdere, di allontanarsi da quell’organizzazione. Ma ha deciso lo stesso di andare alla festa. E così ieri, mentre Putin bombardava la capitale ucraina colpendo anche il consolato tedesco a Kiev e dopo i sabotaggi a Nord Stream e alle ferrovie tedesche, è arrivata la notizia della sua destituzione. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da Bundesinnenministerin Nancy Faeser will BSI-Chef Arne Schönbohm wohl entlassen, Stuttgarter Zeitung & Stuttgarter Nachrichten Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.175: La vendetta di Putin: bombe all'ora di punta
I missili hanno colpito Kyiv e non solo: anche Leopoli, Kryvyi Rih, la città di Zelensky, Odessa e Dnipro. È la vendetta di Putin all'attacco di sabato contro il ponte di Kerch che collega la Federazione russa e la Crimea. Solo che gli ucraini hanno colpito il ponte di prima dell’alba, durante il fine settimana e quando i turisti se n’erano andati da tempo. Vladimir Putin ha colpito il centro di Kyiv alle otto di mattina di un lunedì, quando si è nel traffico per raggiungere l'ufficio o portare a scuola i figli. È un’azione terroristica e oltre ad essere crudele è un danno per lo stesso Putin. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Moment Russia rocket strikes Kyiv street in huge explosion, The Sun, 10 ottobre 2022; Combat film 1943-Gli alleati verso Pantelleria-parte 1, canale YouTube kempes56, 18 novembre 2011; account Twitter di Matthew Luxmoore, 10 ottobre 2022; account Twitter di Mattia Nelles, 10 ottobre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.174: Un Iran senza velo è possibile? – parte 2
Le proteste in Iran sono potenti e non sono finite. Sono una sfida seria e persistente per le autorità. E sono proprio le autorità della Repubblica islamica a trovarsi di fronte un dilemma che è un grande classico. Per sopravvivere in questa fase storica, devono aprirsi un po’? Oppure se si aprono un po’ poi viene giù tutto? Di solito funziona così: se tutto l’establishment è d’accordo sul da farsi, i regimi non crollano. Quando il potere si divide sulla risposta da dare a quello che per loro è un problema, quando si aprono le crepe, allora – a volte – i regimi diventano più fragili. Quindi: per provare a capire che succede in Iran, e se l'abolizione dell'obbligo del velo è un'ipotesi possibile, oltre alle azioni dei manifestanti, bisogna guardare quelle dei potenti. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: Iranian Women Protest in Shiraz, Voice of America, 5 ottobre 2022; 1979, Anti Shah demonstrations in streets of Tehran, Ap Archive, 30 maggio 2015 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.173: Gli Stati Uniti: c'è Kyiv dietro l'autobomba a Mosca
La notizia l’ha data il New York Times: “parti del governo ucraino” erano a conoscenza dei piani di uccidere Darya Dugina, la figlia di Alexander Dugin (che probabilmente era il vero obiettivo), gli americani no. Nell’articolo si legge che gli americani non lo sapevano, che se lo avessero saputo, si sarebbero opposti e che quando lo hanno scoperto hanno ammonito gli ucraini per l’attentato a Mosca. Per la prima volta nella storia la Cia potrebbe essere presa seriamente un po’ da tutti, soprattutto dai russi che avevano detto subito, anche se facendo ipotesi strampalate, che erano stati gli ucraini. Ma quando esce questo genere di notizia, la domanda che si fanno tutti è: perché è stata resa pubblica? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.172: Gli ucraini sfondano anche dov'era più difficile: nel sud
Gli ucraini avanzano anche dov’era più difficile: il sud La controffensiva ucraina accelera verso sud: ci sono da riprendere i territori occupati prima che tutti i rinforzi russi mobilitati da Putin vengano schierati in Ucraina. Anche se si dovesse trattare di 200mila uomini che non sono soldati professionisti, anche se male addestrati, poco equipaggiati e poco motivati, sul campo di battaglia è un numero rilevante. Per questo gli ucraini spingono e come annunciato dal presidente Zelensky l’avanzata è stata di più di trenta chilometri. E ora l’obiettivo è avanzare in direzione Kherson, ma non sarà facile: lì ci sono tra i 20 e i 30 mila russi e non sono dilettanti, ma soldati professionisti tra cui i famosi berretti azzurri, gli uomini migliori di Mosca. Per questo la controffensiva a sud sarà più brutale. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Saint Javelin, 4 ottobre 2022, account Twitter CalibreOscura, 4 ottobre 2022, Address of President Volodymyr Zelensky at the end of the 223-rd day of the full-scale war, Ukrinform Tv, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.171: Un Iran senza velo è possibile? – parte 1
La Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei ha avuto un attacco da Twitter compulsivo e, nella raffica di post arrabbiati, ha detto anche una cosa insolita e interessante: "La questione non è l’hijab, infatti è pieno di donne iraniane che non osservano la legge sull’hijab e non indossano bene l’hijab eppure sono strenue sostenitrici della Repubblica islamica". Questo mentre in Iran le proteste continuano e all’università Sharif di Teheran la polizia e i basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica, hanno assediato le studentesse, gli studenti e i professori. La Sharif non è una università qualsiasi, è l'MIT iraniano, "la sede dei geni": e lì ci sono più studentesse che studenti. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Instagram Popular.Front, 29 settembre 2022, account Twitter di Shayan Sardarizadeh, 3 ottobre 2022, Crowds Gather Outside University After Clashes Between Students and Security Forces in Tehran, Voice of America, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.170: La ragazza con la pistola delle presidenziali brasiliane
Partiamo da tre foto. Nella prima c’è una ragazza a seno nudo, ha la scritta “Fuori Bolsonaro” disegnata sul petto. Seconda foto: c’è una ragazza bionda con un twin set rosa e un girocollo di perle, è la donna simbolo del movimento pro-life brasiliano. Terza foto: un mezzo busto di una ragazza con l’espressione minacciosa che impugna due pistole Glock. Le tre foto sono tutte della stessa persona: si chiama Sara Winter e ha una storia incredibile che l'ha portata a essere, oggi, la leader del movimento di estrema destra "300 do Brasil", pronto a tutto per difendere Bolsonaro. Ieri c'è stato il primo turno delle presidenziali brasiliane e Bolsonaro è andato molto meglio del previsto, ma Lula resta in vantaggio. Se alla fine dovesse vincere il leader del Partito dei lavoratori, Bolsonaro minaccia la rivolta. E Sara Winter sarebbe in prima fila. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.169: Il giorno più importante della guerra
Putin annuncia l’annessione. Zelensky chiede l’adesione rapida alla Nato. Il segretario generale della Nato dice che il nostro sostegno è immutato, tradotto: aiuteremo gli ucraini a colpire i russi nelle zone occupate anche se Putin dice di considerare quelle zone parte della Russia e, di conseguenza, quell'azione un attacco diretto al territorio di Mosca. E' il giorno di massima tensione perché il segretario generale della Nato dice che le ultime mosse di Putin (la mobilitazione e l'annessione) sono la più importante escalation che si sia vista dal primo giorno di invasione, e risponde alla domanda più importante di tutte: cosa cambia nell'atteggiamento degli alleati di Kyiv dopo che Putin ha detto che da oggi considera ogni attacco un attacco alla Federazione russa, e che per lui è quindi legittimo rispondere con armi atomiche? Niente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.168: La guerra del gas sotto al mare
Nord Stream, che porta il gas russo in Europa, è stato sabotato. Le falle avranno conseguenze ambientali e ci riportano nella paura di rimanere senza energia l’anno prossimo. I gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 hanno una capacità totale di circa 500 milioni di metri cubi di gas e si estendono dalla Russia alla Germania. Sono il simbolo della cooperazione tra Mosca e l’Unione europea in ambito energetico, sono costati tanto e sono controllati dal gruppo statale russo Gazprom. Nessuno crede che i buchi siano stati procurati da un evento naturale: tutti credono che sia stato un sabotaggio. E un avvertimento. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.167: Facebook ha dei problemi con i palestinesi
Un report commissionato da Meta sostiene che il social network ha negato agli utenti palestinesi la loro libertà di espressione rimuovendo erroneamente i loro contenuti, durante gli scontri del 2021 alla moschea Al Aqsa. Il report dice anche un altra cosa: che era molto più probabile la censura o il blocco di un post scritto in arabo anziché in ebraico. È stata Facebook stessa a chiedere a una società esterna questo rapporto, il che è bene. Nonostante il report specifichi che queste violazioni non siano state intenzionali, rimangono però numerosi dubbi sul modo con il quale il social network modera e censura i commenti: emerge infatti una scarsa preparazione delle persone che devono controllare cosa giro su Facebook e i limiti del sistema di catalogazione che Meta utilizza in questi casi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.166: La ragazza di Teheran
A Qom, la città del clero, i manifestanti hanno appiccato fuoco al palazzo dei basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica iraniana speciliazzato in repressione. A Mashhad un un basij è stato ammazzato. A Oshnavieh i manifestanti hanno preso il controllo della città per due giorni. C’è un clima rivoluzionario e la protesta è diventata di un tipo diverso rispetto una settimana fa. I morti sono almeno cinquanta, tra loro c’è Hadis Najafi, vent’anni. Si è tolta l’hijab, ha preso parte alla proteste, agli scontri ed è stata ammazzata in piazza. Le hanno sparato sei volte al petto, al collo e in faccia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.165: Giorgia Meloni vista da fuori
“Il ritorno del fascismo in Italia” è il titolo dell’articolo che la rivista The Atlantic ha dedicato al successo di Meloni. In generale, la stampa internazionale le rivolge quasi solo critiche. Otre alle analisi, sono interessanti i reportage: il Guardian da Sesto San Giovanni (ex roccaforte comunista dove ore la figlia di un famoso neofascista sconfigge il figlio di un deportaro ad Auschwitz), la Cnn su Garbatella, il New York Times che ritrae Meloni in una conversazione mentre fuma sigarette ultraslim e beve Aperol spritz. Ma poi le due visioni del “nazionalismo” e quella a cui appartiene Fratelli d’Italia, il Wall Street Journal che la considera una conservatrice, diversa dalla destra populista di Marine Le Pen. Bruxelles e le testate finanziarie europea che – sui temi economici e comunitari – la giudicano più paracula che pericolsa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.164: Putin è solo. I russi scappano, gli alleati pure
Migliaia di maschi maggiorenni in Russia stanno cercando di fuggire dalla mobilitazione parziale voluta da Putin in ogni modo. Ma non sono gli unici a voler lasciare da solo Putin con la sua guerra. Il presidente cinese Xi Jinping, come il primo ministro indiano Modi, sono delusi da lui — e per questo si allontanano. Quelli che Putin pensava sarebbero stati i suoi alleati incrollabili ora dubitano: Xi Jinping ha fatto capire di non gradire l’escalation in Ucraina, Narendra Modi ha detto chiaro e tondo che questa non è un’epoca di guerra. Altri leader asiatici hanno fatto quanto fino a poco tempo fa sembrava impensabile: hanno fatto attendere Putin prima di presentarsi all’incontro con lui. Una cosa che lo fa impazzire. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.163: La Germania ha gli stessi problemi dell'Italia. Tutti contro Habeck e le sue cravatte
Bollette, gas russo, inflazione e il dilemma dell'energia nucleare pulita oppure no. Robert Habeck è il leader dei Verdi, il vice cancelliere e il ministro dell'Economia e della Protezione del clima della Germania. Ed è passato dall’essere il politico più amato di tutti a essere il capro espiatorio di tutti in meno di un anno. È che la Germania sta vivendo problemi molto simili ai nostri. La causa è la stessa: la guerra di Putin che ha fatto saltare tutto. I problemi anche: il prezzo del gas e la dipendenza da quello russo. Poi c’è l’inflazione e dilemmi sul nucleare, proprio come da noi. Habeck ha approvato la riattivazione delle centrali elettriche a carbone. Poi sono arrivati i primi quattro terminali galleggianti per l'importazione del gas liquefatto. La stessa cosa del rigassificatore di Piombino. E infine l’abiura all’impegno contro il nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.162: Il discorso di Putin
Stamattina Vladimir Putin ha parlato alla nazione e ha detto essenzialmente due cose: ha parlato dell’ipotesi di usare armi nucleari in caso di minaccia esistenziale alla Russia e ha indetto una mobilitazione parziale dei maschi maggiorenni in Russia. La prima affermazione è spettacolare e spaventosa ma per essere compresa ha bisogno di essere contestualizzata meglio. La seconda significa che Putin può obbligare decine di migliaia di ragazzi che hanno fatto il servizio militare ad andare al fronte senza il loro consenso. Appena ha finito di pronunciare le parole “mobilitazione parziale”, i voli Mosca-Istanbul erano già sold out. Se si guardano i dati del motore di ricerca di Google in Russia: ieri sera la ricerca con parole chiave “come lasciare la Russia” ha avuto un picco clamoroso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.161: Una ragazza di 22 anni è morta nelle mani della polizia religiosa
Masha Amini è una ragazza iraniana di 22 anni. Viene presa dalla polizia religiosa a una fermata della metro di Teheran perché non indossa bene l’hijab. Dopo tre giorni muore, in custodia degli agenti. Le proteste partono subito: i manifestanti costringono le forze dell’ordine a scappare, bloccano il traffico, tirano pietre e cantano “Ucciderò chiunque ammazzerà mia sorella”. A Teheran delle donne, alcune senza velo, inseguono le camionette della polizia che scappano. Ci sono altri morti: tre manifestanti curdi iraniani e una donna anziana. Le autorità hanno spento l’internet locale e Elon Musk ha proposto di togliere le sanzioni: in questo modo, ha detto, con il suo Starlink gli iraniani potranno collegarsi lo stesso alla rete. E ci sono anche importanti esponenti del clero dell'ala conservatrice, sostenitori di questo governo, che hanno chiesto l'abolizione della polizia religiosa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.160: Ai funerali della regina: “Una così non ci capita più”
Settant’anni fa i britannici pensavano che la corona fosse spacciata (lo pensava anche chi la portava), poi è arrivata Elisabetta. Il funerale della Regina Elisabetta II ha portato in strada migliaia di cittadini e ha incollato alla tv quattro miliardi di spettatori (nel mondo in totale siamo in 7 miliardi). Un evento “storico”, come il pulmino che ha raccolto alcune tra le più importanti personalità del pianeta (da Sergio Mattarella all’imperatore giapponese). E che ha fatto arrabbiare alcuni, come Macron: ha voluto a tutti i costi andare da solo, con la sua macchina presidenziale. Perché così ha fatto Biden. A Londra ci sono i capi di stato di mezzo mondo ma non i russi, e il Cremlino si è arrabbiato molto. Nonostante l’ostentata sicurezza, sentirsi e esclusi e isolati fa soffrire Mosca. L’ultimo sgarbo è regale. Ps: Alla fine Macron ha preso il pulmino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.159: Il generale che ha fregato i russi
Aveva già riportato la più importante vittoria per l’esercito ucraino, cioè la difesa di Kyiv, la capitale. Nonostante questo, lo stato maggiore ucraino non si è fidato fin da subito della sua idea: ripetere per tutta l'estate che era imminente una controffensiva che si sarebbe dovuta concentrare solo nel sud del paese. Forse pensavano che questa volta Oleksandr Syrskyi non avesse avuto una buona idea. Alla fine invece hanno deciso di dargli retta. E il suo successo più grande non è solo aver liberato dall’occupazione russa città e villaggi. È averlo fatto, almeno nel nord est del paese, senza spargimenti di sangue. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.158: I 300 adolescenti ucraini in un "campo estivo" in Russia
“Ci trattano bene, ci svegliamo alle 07:30, alle otto facciamo ginnastica. Di sera c'è il cinema e poi la discoteca fino alle undici. Però ci hanno detto che tra due giorni cominciamo la scuola”. Alexandra ha 15 anni, è ucraina, viveva in un villaggio nell'Oblast di Kharkiv. Appena è iniziata la controffensiva ucraina, i russi non ci hanno pensato su: hanno preso 300 adolescenti, tutti tra gli 11 e i 15 anni, li hanno messi sopra dei pullman scortati dai militari e li hanno portati a Gelendzhik, una città nel sud della Russia. I russi parlano di “campi estivi”, espressione per non dire “deportazione”. Alexandra e gli altri non hanno avuto connessione per quasi sette mesi. Ora dalla Russia possono connettersi e scoprire, forse, che cosa è successo e cosa sta succedendo nel loro paese. Sperando di riuscirci a tornare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.157: Stand up comedy in tempo di guerra
Come si fa a far ridere le persone di un paese in guerra? In cui chiunque ha un parente, un amico o un figlio al fronte oppure è rimasto senza luce, sotto le bombe o conosce qualcuno che è stato torturato o ucciso. E cosa pensano gli stand upper dell’ex comico più famoso d’Ucraina, il presidente Zelensky? Un gruppo di quattro stand up comedian ucraini racconta come hanno ricominciato a fare spettacoli on line subito dopo l’invasione, prendendo in giro i russi. E come la stand up comedy, che anche in Ucraina si fa in locali sotterranei, non ha mai smesso di tenere alto il morale degli ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.156: L’impensabile liberazione di Kupyansk, dove i russi si sentivano tranquilli
A Kupyansk i russi avevano fatto aprire le scuole il 1 settembre, obbligando le insegnanti a usare metodi russi. Ma l’11 settembre la città è stata liberata, è una delle ultime sulla linea orizzontale della controffensiva ucraina. E vivere in un luogo così in profondità e occupato dei russi significa aver sperimentato sulla propria pelle il tentativo di assimilazione, di annessione. I russi a Kupyansk si sentivano tranquilli, pensavano di starci a lungo, era la sede del loro governo collaborazionista nell'Oblast di Kharkiv. Perfino il sindaco pensava che i russi sarebbero rimasti, infatti ora è scappato in Russia. A Kupyansk restano i selfie degli ucraini di fronte a un manifesto della propaganda russa appena sradicato e i ricordi di cosa hanno fatto i soldati russi alle donne della città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.155: La controffensiva vista da un villaggio liberato
La controffensiva ucraina è stata un successo e un fatto inaspettato. Al di là dei dettagli militari, ha avuto effetti molto reali sulle persone. Alex ha ritrovato sua madre, il gatto di Olha sta bene, sono arrivati i primi aiuti, è cambiato un po’ tutto: nei villaggi liberati, adesso, si fatica a prendere sonno, c’è troppo silenzio, dopo settimane di battaglia. E chi ci vive ha visto la fuga disperata dai russi ma ancora non può uscire di casa: bisogna sminare i terreni, bisogna svolgere indagini. Ma intanto in luoghi che per mesi hanno avuto pochissimi rifornimenti, erano quasi sempre senza connessione, spesso senza riscaldamento e senza acqua corrente, dopo molto tempo, arriva qualche buona notizia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices