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Ep.254: Il documentario censurato in India (e Elon Musk che si scorda il Free speech)
La BBC ha trasmesso un documentario sull’India. Nella prima puntata racconta il massacro di centinaia di musulmani avvenuto nel 2002 in Gujarat. È una vicenda che in India si conosce ma nell’India di oggi è diventato un tema proibito perché al governo non piace che se ne parli. Perché nel 2002 il Gujarat era governato dall’astro nascente della destra ultra induista, Narendra Modi, che oggi però è il primo ministro. Adesso che è il capo, quando la BBC ha trasmesso la prima puntata del documentario, ha ordinato ai social network di censurare tutto. I social network hanno obbedito, compresa la nuova Twitter di Elon Musk, che ha stravolto regole e policy, ha riabilitato complottisti e esagitati che insultano perché per Musk il Free speech è sacro. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: India: The Modi Question, Bbc, 17 gennaio 2023; Students detained over planned screening of BBC Modi documentary, 26 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.253: La figlia di Kim Jong-un
Si chiama Kim Ju-Ae e in realtà non sappiamo di preciso quanti anni abbia, ma pare sia nata nel 2013. Si dice sia la figlia più amata da Kim Jong-un, il dittatore della Corea del nord. Di recente è comparsa molte volte accanto al leader coreano, in occasioni specifiche: in concomitanza con il lancio di missili balistici o durante incontri con gli ingegneri missilistici del paese. I media locali ne hanno dato grande risalto, le foto hanno fatto il giro del mondo. E i servizi segreti coreani e americani stanno impazzendo per capire perché Kim abbia voluto mostrare a tutti Kim Ju-Ae proprio ora. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: notiziario in coreano di Kbs, 2 gennaio 2023; Kim Jong-un mourns the death of his mentor, Korea Now, 23 maggio 2022; Kim Jong-un watches grandfather's centenary parade, The Telegraph, 15 aprile 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.252: Silicon Valley addio
“Il mio cuore è sprofondato”, ha scritto Katherine Wong, una dipendente di Google all'ottavo mese di gravidanza. Le mancava solo un mese al congedo di maternità quando ha scoperto di essere stata licenziata. L’ha capito come tutti in Google: ha ricevuto una mail dove c'era scritto che la sua mail aziendale sarebbe stata disattivata. Si tratta di un fenomeno che sta assumendo dimensioni colossali. Anche se investono in AI e Metaverso, la pubblicità online resta il principale introito di molte Big Tech e sta calando rapidamente, così molti dipendenti diventano superflui. Il monopolio della pubblicità online è anche il motivo per cui ieri il governo degli Stati Uniti ha fatto causa a Google. Tra il 2022 e l'inizio del 2023 almeno 200 mila persone sono state licenziate dalle aziende tecnologiche americane, e non è finita. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Justice Department files lawsuit against Google over digital advertising, Msnbc, 24 gennaio 2023; account Twitter RastaSteve9, 24 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.251: Oggi in Perù c’è la “presa di Lima”
Oggi a Lima c’è un’altra grande manifestazione contro il governo. Arriva dopo che nei giorni scorsi la polizia aveva fatto irruzione, e 200 arresti, nel campus dell’Università San Marcos. Da un mese in Perù ci sono scioperi, manifestazioni, scontri. Le richieste di chi protesta sono tre: le dimissioni della nuova presidente Dina Boluarte, elezioni e una nuova Costituzione che tenga conto dei poveri, che sono la maggioranza del paese. Al momento però ci sono solo circa 60 manifestanti ammazzati, 580 feriti e più di 500 arrestati. Nelle aree povere e rurali dove tutto è cominciato le madri dei manifestanti mettono le bare bianche dei figli minorenni in mezzo alle strade invece di seppellirli subito: è un messaggio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Wayka Perù, 21 gennaio 2023; Susel Paredes responde a Tania Ramírez: “Sí, soy caviar y no tengo ninguna vergüenza”, La Republica, 16 gennaio 2023; Scenes from Violent Clashes with Police in Peru, Bloomberg, 23 gennaio 2023; account Twitter Juan Carlos Sanchez, 19 gennaio 2023; Los discursos de Dina Boluarte: entre el cuestionamiento y el pedido por la paz, Panorama, 23 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.250: Felini, meme e graffiti. La guerra vista da Berlino
Sui muri di Berlino c’è una battaglia tra i graffitari che contestano il sostegno all’Ucraina e quelli secondo cui non è sufficiente. Online è pieno di meme contro il cancelliere Olaf Scholz, in piazza ci sono i sit-in e i canti: “Liberate i leopardi!” (riferiti ai carri armati tedeschi Leopard 2 che chiede Kyiv). Ma il “no” all’invio di Leopard pronunciato dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius a Ramstein è solo provvisorio. Soprattutto, su quale sia la reale posizione di Berlino rispetto alla guerra in Ucraina si sta facendo molta confusione. The Sun, 21 gennaio 2023; Crux, 21 gennaio 2023; Oneindia News, 28 settembre 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.249: Una buona notizia dall’Etiopia
La guerra in Etiopia è finita e la pace vale 42 milioni di dollari. La guerra era iniziata a novembre 2020, due anni fa, con un attacco del Fronte di liberazione della regione del Tigray a una caserma etiope. Il presidente dell’Etiopia è Abiy Ahmed: nel 2019 aveva vinto il Nobel per la pace, ma di fronte all’attacco tigrino decide di fare la guerra. Due anni dopo, il conflitto che ha portato centinaia di migliaia di morti si conclude formalmente a Pretoria, in Sudafrica. Ma solo il 13 gennaio si può dichiarare davvero finita la guerra. E, sorpresa, c’è lo zampino della Ue. Bruxelles per assicurare la fine delle ostilità ha messo sul piatto 32 milioni per migliorare la produttività agricola del Tigray e 10 milioni per progetti sulla rete elettrica nelle aree colpite dalla guerra e non solo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Éthiopie: visite conjointe des MAE française et allemande, Tv5Monde, 13 gennaio 2023; Ethiopian PM Abiy Ahmed claims war gains, urges TPLF rebels to ‘surrender’ , Wion, 1 dicembre 2021; French, German ministers hail Ethiopia peace deal, Africa News, 13 gennaio 2023; Final 10000 m women barcelona 1992 Elena meyer et derartu Tulu, canale YouTube Hamza 20, 4 maggio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.248: Jacinda Ardern non ha più voglia di essere la premier, e un’icona
Jacinda Ardern si è dimessa. Ha detto che per fare il capo di un governo serve “il serbatoio pieno”, ma anche dei litri di riserva per le sfide inaspettate. E ha detto che il suo serbatoio non è pieno. Jacinda Arden è stata la prima donna di sinistra della sua generazione a vincere le elezioni e conquistare il potere, nel paese che – per primo al mondo – ha riconosciuto alle donne il diritto di votare nel 1893. È stata la seconda donna leader della storia a governare incinta. Le sue dimissioni arrivano senza che sia successo assolutamente niente. Non c’è stato uno scandalo, una polemica, un errore imperdonabile o un calo di consenso irrecuperabile. È un’ammissione umanissima e impolitica. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Jacinda Ardern resigns as prime minister of New Zealand in shock announcement, The Guardian, 19 gennaio 2023; The many times Jacinda Ardern has faced sexist questions from reporters, The Guardian, 30 novembre 2022; Christchurch mosque shootings: 19 minutes of terror, Sky News, 24 agosto 2020; How New Zealand reacted to the Christchurch mosque attacks, Nz Herald, 22 marzo 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.247: Un elicottero contro un asilo a Kyiv e tutte le morti indirette di una guerra
Stamattina un elicottero militare ucraino si è schiantato contro un asilo a Kyiv: sono morte almeno 15 persone, tra cui il ministro dell'Interno Denis Monastyrsky. Tra le vittime ci sono anche i tre bambini e altri alti funzionari del ministero. Non si sa ancora cosa sia successo, quali siano le cause dello schianto. Per il momento, non c’è nessun segno che faccia pensare che l'elicottero sia stata abbattuto da dei missili russi. È stato un incidente. Ma le tragedie incidentali durante una guerra si moltiplicano. Perché la prudenza è un lusso da gente che vive in pace. Altre morti di cui è indirettamente responsabile Mosca, da quando ha aggredito l’Ucraina 11 mesi fa. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ukraine helicopter crash: At least 14 killed in kindergarten incident in Brovary, Kyiv, The Telegraph, 18 gennaio 2023; Aftermath of helicopter crash outside Kyiv which killed 16, Afp, 18 gennaio 2023; account Twitter Jos Quinten, 18 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.246: C’era una volta la Cina di Jack Ma
Jack Ma che canta, che imita Michael Jackson, che si fa intervistare da Obama, che racconta di essersi ispirato a Forrest Gump, che fonda Alibaba, che diventa un miliardario apprezzato dal Partito comunista: quel Jack Ma, e quella Cina, non esistono più. Ant Financial, il braccio fintech di Alibaba, ha comunicato che Jack Ma ha rinunciato al controllo del gruppo. Dopo che la quotazione della sua azienda era stata bloccata dal partito comunista, dopo le multe inflitte ad Alibaba, Jack Ma sembra essersi arreso, per salvare la sua società. E con questa resa, più o meno imposta, finisce anche la sua epoca: quella delle piattaforme gradite al Partito, quella dell’imprenditore che dopo tante porte in faccia, era riuscito a costruire un impero. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Apsara 2017 | Unchained Melody sing by Jack Ma, Alibaba Cloud, 13 ottobre 2017; Alibaba Founder Jack Ma: 'Harvard Rejected Me 10 Times’, World economic forum, 25 giugno 2016; Alibaba CEO Jack Ma on 'Ecosystems' and 'Forrest Gump’, NbcNews, 19 settembre 2014 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.245: Perché fare un processo per i crimini di guerra in Ucraina è complicato
Questo fine settimana un bomba russa ha sfondato un grattacielo ucraino a Dnipro. Ci sono almeno quaranta morti, intere famiglie sparite tutte insieme nei 72 appartamenti distrutti. Quello di Dnipro potrebbe essere un crimine di guerra. Solo che punire i crimini di guerra è complicato ma a volte succede: nel 2020 è accaduto nel caso di un ex comandante di un gruppo di ribelli in Liberia, in Africa. È successo anche nel 2022, in Germania, con la condanna all’ergastolo di un colonnello siriano dei servizi segreti di Assad. Sia Zelensky, sia l’Ue hanno chiesto un tribunale speciale per i crimini di guerra in Ucraina. Solo che sia la Corte permanente dell’Aja che tutti i Tribunali speciali ad hoc che sono stati fatti nella storia hanno sempre funzionato solo con un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dove però c’è anche la Russia che, ha potere di veto dentro quel Consiglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Igor Susko, 14 gennaio 2023; German court finds former Syrian colonel guilty of war crimes, Global News, 17 gennaio 2022; President Zelensky Request for Special War Crimes Tribunal, canale Youtube Todd Shobe, 15 luglio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.244: La prima quasi-conquista russa dopo molto tempo
Soledar è un villaggio a venti minuti di auto da Bakhmut che ormai non esiste più. Non tutti i modi per condurre una guerra fanno lo stesso numero di vittime: quello che si vede a Bakhmut e Soledar è il modo per farne di più. La 46esima brigata dell'aviazione ucraina racconta le lotte nel ghiaccio, con i pugnali, attraverso le parole di un suo soldato, Dmitryi, che di secondo lavoro faceva l'attore di teatro. La battaglia assomiglia a un suicidio di massa perché il corpo a corpo è un metodo di combattimento primitivo che implica una carneficina di tutti. Dei russi che l’hanno imposto e di chi si difende. Prendere Soledar per Mosca significa prendere Bakhmut. Stringendola nella morsa di un accerchiamento quasi completo, da cui gli ucraini a un certo punto si sottrarranno. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Denes Torteli, 13 gennaio 2023; account Twitter Thomas Van Linge, 10 gennaio 2023; account Twitter Roman Sheremeta, 10 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.243: La guerra alla droga in Messico è finita (male)
Stanotte i narcos hanno pubblicato un video con due giovani giornalisti che hanno rapito in catene: il timore è che le autorità non si muoveranno. La guerra alla droga in Messico è finita perché aveva fallito: ha fatto un mucchio di morti ma non ha fermato il narcotraffico. L’aveva cominciata George W. Bush nel 2007 con l’intesa di Merida, praticamente tutto a carico degli Stati Uniti: armi, sistemi di sorveglianza, uomini. Risultato: non ha funzionato. Allora arriva un’altra operazione: “Fast and furious”, il colpo di grazia. Un programma segreto finito malissimo. Ma se la guerra alla droga è andata male, l’inazione di AMLO (Andrés Manuel López Obrador), il presidente messicano che aveva fatto la campagna elettorale promettendo “abbracci e non proiettili”, non va meglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Tyler Mattiace, 11 gennaio 2023; Blindati, fucili al cielo e una mitragliatrice antiaerea. L’esercito dei narcotrafficanti omaggia il suo capo – Il video, Open, 21 luglio 2020; account Twitter Narco_Polo420, 5 gennaio 2023; Bush meeting Mexico's President Calderon, Ap Archive, 21 luglio 2015; account Twitter havoc619D, 2 gennaio 2023; AMLO habló de la captura de Ovidio Guzmán el pasado diciembre, Milenio; account Twitter jmscaronte, 5 gennaio 2023; account Twitter Investmenthulk, 6 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.242: “Harry & Haqqani”. Il Principe parla di Afghanistan e fa un casino
Dopo molte anticipazioni “Spare”, il libro del Principe Harry, è uscito. Ha fatto arrabbiare un po’ tutti: famiglia reale e stampa britannica. Ma non solo, Harry è stato un soldato dell’esercito del Regno Unito e ha combattuto in Afghanistan. La parte dedicata a questo tema dell’autobiografia ha indignato i veterani suoi ex compagni e superiori. Soprattutto ha fatto arrabbiare i talebani. Ad Harry ha risposto Anas Haqqani, parente stretto di Sirajuddin Haqqani, l’attuale ministro dell’Interno dell’Afghanistan che è anche il capo di un gruppo terrorista pericoloso ed è molto amico di Al Qaida come lo era di Osama bin Laden. I militari britannici adesso dicono che Harry si è messo in pericolo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Royal Family, Harry: «Non so se andrò all’incoronazione di mio padre», Corriere della Sera, 5 gennaio 2023; Harry: «Reazione orribile della Famiglia Reale quando morì Elisabetta II», Corriere della Sera, 9 gennaio 2023; U S Special Forces Combat Footage in Afghanistan Helmet Cam Live Action, canale YouTube War Info, 23 giugno 2018; Haqqani: Kabul Will Not Submit to Intl Calls To Oppose Islamic Sharia, Tolo News, 7 agosto 2022; Sirajuddin Haqqani shows face for the first time, Ariana News, 5 marzo 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.241: Biden in Messico. Il figlio del Chapo è un regalo per lui, che però più che ai narcos pensa ai migranti
Il presidente americano è in Messico, è atterrato ieri per il Meeting annuale dei leader dell’America del nord. In regalo il presidente messicano Amlo gli ha fatto trovare il figlio di El Chapo, Ovidio Guzmán-López, soprannominato“El raton”, “Il topo”. Da quando avevano arrestato il padre, era lui a gestire una costola della holding messicana del nacrotraffico. El raton era un super ricercato dalle agenzie degli Stati Uniti con una taglia milionaria sulla testa: è un regalo per Biden, o forse Amlo si aspetta che sia l’inizio di uno scambio di doni. Ma prima di arrivare in Messico, Biden ha visitato il confine sud. La sua priorità in questo momento infatti non è il traffico di droga, sono i migranti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Danielrubrick, 5 gennaio 2023; account Twitter Agcast, 6 gennaio 2023; account Twitter Reportes Nicas!, 6 gennaio 2023; Arrest of El Chapo’s son sparks violence in Mexican city of Culiacán, Abc7, 6 gennaio 2023; AMLO sobre la captura de Ovidio Guzmán "se actuó de manera responsable para evitar víctimas”, Milenio, 6 gennaio 2023; Biden will visit U.S.-Mexico border in El Paso, Wfaa, 6 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.240: Il prevedibilissimo assalto al Congresso in Brasile
Ieri migliaia di sostenitori di Jair Bolsonaro sono entrati nel palazzo del Congresso. A Palacio do Planalto, il palazzo presidenziale, e dentro la Sede della corte suprema elettorale. Lì dentro hanno rotto molte cose e ne hanno rubate altre. Quello che è successo a Brasilia assomiglia più a un gigantesco e osceno atto vandalico di massa contro le regole della democrazia per crearsi una selfie opportunity alle spalle… che a un golpe. Il problema infatti è soprattutto un altro: era prevedibilissimo – ma non è stato evitato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Instagram vdnews, 9 gennaio 2023; account Twitter di Roberto Valencia, 8 gennaio 2023; account Twitter Marco Fattorini, 8 gennaio 2023; Bbc Brasil, 8 gennaio 2023; account Twitter Popular Front, 9 gennaio 2022; account Twitter Ron Filipkwoski, 23 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.239: Una bambina cinese e una riapertura horror
L’8 gennaio, domenica, la Cina riapre i confini. L'inversione di marcia di Xi Jinping è arrivata all’improvviso, a sorpresa, senza che nessuno se lo aspettasse. Senza dare alcuna spiegazione e senza adeguata preparazione. Ad esempio senza scorte di medicinali e di vaccini efficaci e il rischio di milioni di morti. La riapertura cinese sarà anche il fatto più importante per l’economia globale nel 2023. Una Cina riaperta consumerà di più e questo potrebbe dire aumento dell’inflazione. E avrà più bisogno di risorse: la Cina che apre e cresce significa un grande comeptitor che proverà ad accaparrarsi gas sul mercato, togliendone ad altri e facendo aumentare il suo prezzo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: China's rural medical system ready for COVID surge from festival trips, CGTN, 2 gennaio 2023; Full text: Chinese President Xi Jinping's 2022 New Year address, CGTN, 31 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.238: La maestra di Kabul
Sediqa ha 28 anni e 10 anni fa ha cominciato a insegnare. C’era la guerra e in classe aveva solo tre bambini, una femmina e due maschi. A settembre di quest’anno, mentre Sadiqa parlava con i suoi colleghi a scuola, hanno bussato i talebani: erano lì per avvisare che le cose stavano per cambiare. Che presto alle ragazze non sarebbe stato permesso di studiare nemmeno alla prima elementare. Due mesi dopo, lo scorso 21 dicembre, c’è stata una riunione a Kabul: anche alle bambine tra i 5 e i 10 anni sarebbe stato vietato studiare. Significa la chiusura delle classi delle elementari come quella dove insegna Sediqa e che il divieto allo studio è diventato totale, ora riguarda le afghane di ogni età. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Nasimi Shabnan, 24 dicembre 2022; account Twitter Ramita Navai, 21 dicembre 2022; account Twitter Emily Schrader, 22 dicembre 2022; account Twitter Noorena Shams, 21 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.237: La legalizzazione della marijuana ha reso poco redditizio coltivarla
Josh Keats è un imprenditore, produce marijuana nel nord della California, il più grande mercato per la cannabis negli Stati Uniti. Nel 2022 gli stati dove la cannabis è legale sono raddoppiati: un po’ tutti hanno provato a buttarsi in questo mercato e c’è stato un boom di offerta, si è creata una specie di bolla. Questo allargamento ha fatto crollare i prezzi e la “corsa verde”, che perfino in pandemia sembrava volare, si è fermata. Josh Keats ha dovuto licenziare i dipendenti e mettersi lui a guidare il trattore, perché – come tanti – non riesce più a sostenere i costi d’impresa. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: 4X Fendt tractor, canale YouTube Gabri982, 7 giugno 2019; How marijuana could be legalized, Washington Post, 1 novembre 2022; Inside Oklahoma’s Booming Marijuana Industry, Nbc News, 9 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.236: La moglie segreta del generale Soleimani e i manifestanti iraniani
In tutte le analisi di fine anno fatte dai think tank che si occupano di sicurezza internazionale: l’Iran è sul podio delle possibili aree di guerra nel 2023. Oggi è il terzo anniversario della morte del generale Qasem Soleimani. Ogni anno, il periodo delle celebrazioni per Soleimani coincide con quello delle minacce agli Stati Uniti e Israele. Ma quest’anno si in inseriscono in un contesto più scivoloso: in Israele c’è il governo più a destra della storia e l’Iran è più isolato che mai, significa che l’opzione diplomatica perde quota e la prende quella militare. Il motivo dell’isolamento internazionale sono i droni venduti alla Russia e le proteste nel paese. Anche stanotte, a Mashhad, un manifestante ha appeso a un ponte un cartello con scritto: “Celebriamo l’anniversario di te che diventi kotlet!”. Kotlet significa “polpetta”, i manifestanti hanno soprannominato Soleimani così. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Natsecjeff, 3 gennaio 2023; Inside the killing of Imad Mughniyah, Washington Post, 1 febbraio 2015; The Words of a Martyr's Daughter, Shia Tv, 29 novembre 2016 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.235: Ucraina 2023
A Kyiv il capodanno è passato tra le bombe russe. Su uno dei droni lanciati da Mosca contro l’Ucraina i russi avevano scritto sopra “buon anno”. A Mosca il capodanno è passato con un grande spettacolo trasmesso dalla prima rete del paese: ballerini in abiti tradizionali sul palco e, in prima fila tra il pubblico, generali in divisa mischiati ai vip che cantano tutti insieme. Siamo quasi a un anno di guerra ma che questa guerra si fermi dopo un anno non è probabile. Che si concluda con la vittoria totale di una parte sull’altra neanche. Nessuno dei due paesi ha esaurito le risorse e le alleanze, e nessuno dei due eserciti è prossimo al collasso: gli ucraini sono in vantaggio, i russi si riorganizzano schierando gli uomini mobilitati a settembre. Ecco cosa possiamo aspettarci nel 2023. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Kyiv hit by Russian missiles on New Year's Eve, The Guardian, 31 dicembre 2022; account Twitter Nick Butler, 1 gennaio 2023; account Twitter Middle East Update, 24 dicembre 2022; account Twitter (((Tendar))), 27 dicembre 2022; account Twitter Defence Intelligence of Ukraine, 14 maggio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.234: Il "Trump nero" di Soweto
Nhlanhla detto “Lux” è un millennial, ha 35 anni ma ne dimostra meno. Si veste sempre con stivali scuri da militare, cappellino, giubbotto antiproiettile e porta sempre con sé una pistola. Il suo soprannome è il “Trump sudafricano” o il “Trump nero”. Ma Lux, è molto di più: ha fondato un suo movimento che di solito attacca gli immigrati perché secondo Lux vendono droga. Per questo è già stato arrestato, anche se Lux sostiene di non essere affatto xenofobo e di non essere un criminale: dice che in realtà lui sta combattendo per i diritti di chi un giorno sarà adulto: per i giovani. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Toyi Toyi Dance, canale YouTube Darwin Wong, 12 gennaio 2016; South Africa: Nhlanhla Lux Mohlauli, the controversial anti-migrant crusader, Africanews, 29 aprile 2022; Operation Dudula leader briefs his supporters after being released on bail, SABC News, 28 marzo 2022; Nhlanhla Lux: 23 March 2022, SABC News, 23 marzo 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.233: Il pasdaran iraniano in una faida tra motociclisti
Ramin è nato nel 1988 in Nordreno-Vesftalia, nell’ovest della Germania, da una coppia di immigrati iraniani. Ramin ha trovato la sua strada nei Bandidos, un gruppo di motociclisti. Ma non sono dei normali patiti di moto, sono dei “rocker”, un’autentica organizzazione criminale come altre analoghe in Germania. Ramin è anche un altra cosa – una spia dei pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniana. E, per conto loro, ha commesso delle azioni violente in Europa o, almeno, è accusato di averlo fatto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.232: Young Thug e i rapper arrestati perché cantano di uccidere
Atlanta, maggio 2022. La polizia arresta uno dei rapper più famosi negli Stati Uniti: Young Thug. Due volte in vetta alla classifica Billboard, vincitore di svariati Grammy: è sospettato di fare parte di una gang criminale. Con lui vengono arrestati altri rapper e una serie di personaggi che gravitano attorno o fanno parte di quel mondo, ad esempio i loro manager. E nel processo l’accusa tira fuori i testi delle loro canzoni in cui – com’è un po’ la prassi – ci sono dentro un sacco di minacce e racconti di episodi violenti compresi degli omicidi. E li usa come prove contro i rapper. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.231: Il Cile (e la sinistra) di Gabriel Boric
Il presidente del Cile Gabriel Boric ha vinto il ballottaggio contro un candidato di estrema destra con il programma più vicino a quello del generale Pinochet che si fosse mai visto nel Cile democratico. Boric era il candidato con il programma più di sinistra da quando il golpe militare contro Salvador Allende aveva messo fine al socialismo cileno. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Waitt Expedition to Juan Fernández Islands, Chile- w/National Geographic's Pristine Seas, canale YouTube Waitt Foundation, 9 marzo 2018; El pueblo unido jamas será vencido, canale YouTube Intillimani, 14 dicembre 2019; Cile, Boric batte l'ultra-destra e diventa presidente. Festa per le strade al canto 'El pueblo unido, Il Sole 24 ore, 20 dicembre 2021; Cile, Boric: "Non possiamo mai piu' avere un presidente in guerra col suo popolo”, Il Sole 24 ore, 20 dicembre 2021; Chileans Reject Left-Leaning Constitution, New York Times, 5 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.230: Il bunker americano
Wesley Morgan è un uomo d'affari specializzato in liquori ed ex parlamentare dei Repubblicani. Seguace di QAnon, si era fatto costruire un bunker sotto la sua casa dopo l’elezione di Obama: temeva la guerra civile per colpa del nuovo presidente. Poi una notte un uomo è entrato in una casa nel Kentucky e ha sua figlia di 32 anni. Dopo qualche giorno l’assassino è stato trovato e arrestato: un ex soldato di 23 anni “con problemi psichiatrici”. Ma Morgan non si fida. Quei “problemi psichiatrici” secondo lui sono una scusa, una montatura. Per l’ex parlamentare del Kentucky, quell’uomo è entrato in casa sua per un altro scopo, per impossessarsi di una cosa sua, la sua ossessione: cioè il suo bunker. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: ‘He shot me three times.’ Former KY lawmaker gives details on fatal shooting at his home, Lexington Herald Leader, 28 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 229: Il passato misterioso del nuovo sindaco di Taipei
Chiang Wan-an, 43 anni ed è il nuovo sindaco di Taipei, a Taiwan. La sua vittoria è stata l'emblema della vittoria alle elezioni locali del Kuomintang: il partito nazionalista considerato più vicino a Pechino. E della sconfitta del partito democratico progressista che governa l’isola. Chiang è il sindaco più giovane nella storia della città e ha detto che la sua è “una vittoria della luce sull'oscurità e del bene sul male”. Chiang è giovane e molto spesso quando ai suoi ammiratori viene chiesto di descriverlo in poche parole, ci mettono dentro questa: “sexy”. E soprattutto, ha un nome impegnativo: è il pro nipote di Chang Kai Shek, leader dei nazionalisti che dopo la vittoria di Mao e del comunismo in Cina, fuggirono e si stabilirono a Taiwan. Ma non tutti sono convinti di questa parentela. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Vittoria elettorale, ZhongShi Tv, 25 novembre 2022; Generalissimo Chiang Kai-Shek and Madame Chiang Kai-Shek attend the 25th anniversary celebration, British Paté, 21 dicembre 2020; Chiang Kai-shek's victory speech in 1945, canale YouTube Marcus Ho, 10 giugno 2013; Taipei Mayor Candidates Face Off in Live TV Debate, Taiwan Plus News, 5 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 228: Le ex spie che lavorano a Google e Facebook
Le Forze armate israeliane hanno una sezione famosa che si chiama Unità 8200. Quelli che ci lavorano si occupano di sorveglianza e, a volte, della raccolta di materiali compromettenti su qualcuno, da usare poi per boicottare questo qualcuno. Dal 2020 la sorveglianza digitale della popolazione palestinese in Cisgiodania è cresciuta moltissimo: i droni e le telecamere intelligenti spiano e raccolgono immagini a strascico. Tutti questi occhi sono collegati a un grande database che si chiama Blue Wolf – lupo azzurro. I soldati israeliani questo sistema lo chiamano “Il (vero) Facebook dei palestinesi”. E un bel po’ di quelli che hanno lavorato per l'Unità 8200 alla fine sono davvero andato a lavorare per Facebook. Come per Amazon e Microsoft e, soprattutto, per Google. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 227: Due signore in lotta per il Bangladesh
Da più di trent’anni il Bangladesh è spaccato in due campi, e a capo di ognuno c’è una “begum”, che in bengalese significa più o meno “una signora altolocata”. Una è la premier, Sheikh Hasina, che ha 75 anni ed è sposata con un fisico nucleare. L’altra è la sua rivale di sempre, Khaleda Zia, che ha 77 anni. In Bangladesh le chiamano le “battling begums”: le signore in lotta. Loro due si odiano e, anche se il destino del Bangladesh dipende da loro, praticamente non si parlano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 226: Trump e Kanye West si leccano le ferite a vicenda
Di recente Kanye West e Trump hanno deciso di organizzare una cena per rivedersi di persona. La sede scelta è la casa di Trump a Mar a Lago, in Florida. Quella della perquisizione senza precedenti dell’Fbi. Solo che Kanye West a Mar a Lago non c'è andato da solo. E questa cena è arrivata in un momento particolare: una settimana dopo il giorno in cui Trump ha annunciato che si ricandida alle elezioni presidenziali del 2024. L’annuncio meno riuscito della storia della comunicazione trumpiana: così adesso molti pensano a puntare su altri astri nascenti del populismo di destra. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Kanye West speaks out about Trump's dinner with Holocaust denier, Cnn, 22 novembre 2022; account Twitter Sh0wtime8d7, 24 agosto 2018; Donald Trump announces he's running for U.S. president: Full speech, CtNews, 16 novembre 2022; This is the moment, canale Youtube Glenn Youngkin, 7 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 225 In Perù c’è una protesta pericolosa
Stamattina ad Ayacucho, sulle montagne del Perù, c’è stato il funerale di Rojas e Ramos, di 22 e 15 anni. Erano due sostenitori del presidente Pedro Castillo. Quello che la settimana scorsa, in un giorno ha fatto colazione da presidente, ha pranzato da golpista e ha cenato da carcerato. Da giorni in Perù ci sono proteste e scontri tra manifestanti e polizia. Bilancio attuale: almeno venticinque morti e centinaia di feriti. Dopo l’arresto di Castillo, un ex insegnante e il primo povero a diventare presidente del paese, è diventata presidente la sua vice. È la prima donna presidente del Perù e dovrà navigare in acque piuttosto incerte fino a quando riuscirà ad approvare una legge che permetta nuove elezioni. Se non succede qualcosa di imprevedibile prima. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: 28 de julio | Mensaje a la Nación del presidente Pedro Castillo, canale Youtube della Presidenza del Perù, 29 luglio 2021; account Instagram PopularFront, 14 dicembre 2022; Peru protests: Police clash with demonstrators in Lima amid calls for fresh election, Global News, 16 dicembre 2022; Dina Boluarte toma juramento como presidenta de la República, Latinas Noticias, 7 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 224 Elon Musk fa sparire i giornalisti da Twitter
Ryan Mac, è un giornalista che si occupa di piattaforme e tecnologia per il New York Times. Anche Donie O’Sullivan si occupa di queste cose ma per la Cnn. Come Steve Herman per Voice of America. Questi e altri giornalisti hanno alcune cose in comune: stanotte su Twitter sono spariti i loro account. Nessuno di loro ha ricevuto un preavviso o una spiegazione. Non hanno capito cosa fosse successo, ma hanno notato un fatto piuttosto evidente: quello che avevano in comune tutti i censurati, è che sono giornalisti che si occupano di Twitter e di Elon Musk, che ora ha un nuovo soprannome: “Twictator”. Il dittatore di Twitter, ma forse è più corretta la traduzione: il Twitter-dittatore. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: CNN's Donie O'Sullivan explains why Musk banned him from Twitter, Cnn, 16 dicembre 2022; Elon Musk threatens legal action against student tracking his jet, NewsNation, 16 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.223: Una coppia e il più grande scandalo dell’Ue
Il Qatargate, che ormai è soprattutto un Maroccogate, è il più grande scandalo che abbia mai colpito il Parlamento europeo. Al centro c’è una coppia, Francesco Giorgi e Eva Kaili. Lui trentenne lei quarantenne. Bellissimi e provvisoriamente ricchissimi, almeno fino al sequestro di centinaia di migliaia di euro in contanti che la magistratura belga ha trovato in casa loro. Ora sono entrambi in carcere. Giorgi è stato anche assistente del parlamentare Andrea Cozzolino, del Pd. Cozzolino era il presidente della delegazione per le relazioni con il Nordafrica e faceva parte delle commissioni parlamentari miste Unione europea-Marocco. E i primi ad essere intercettati e poi sedotti e assoldati dalle spie marocchine sarebbero stati Francesco Giorgi e Antonio Panzieri, ex parlamentare europeo ed ex sindacalista della Cgil. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatargate : les valises de cash...à Bruxelles, C dans l’air, 14 dicembre 2022; Schmiergeld-Griechin Kaili redet sich raus | EU-Korruptions-Skandal, Bild, 15 dicembre 2022; Qatargate, primi interrogatori. Panzieri e Giorgi in carcere, TG2000, 14 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 222: Il muro del Marocco sul posto più inospitale del mondo
Il campo di Rabuni si trova nel deserto dell'Hammada, un’area geografica in testa alle classifiche delle più inospitali del pianeta: le temperature oscillano tra i + 55° e i -5°. E ogni tanto, si aggiungono le tempeste di sabbia.Qui, ci vivono 200.000 persone, sono tutti rifugiati e rischiano di morire di fame. Sono i rifugiati saharawi che dalla metà degli anni ’70 sono scappati dalla guerra tra la Mauritania e il Marocco, e la Repubblica Araba Democratica del Saharawi. E dal 2020 la guerra tra il Marocco e la Repubblica Araba Saharawi è ricominciata: la chiamano “guerra a bassa intensità” e si svolge lungo il muro di 2.720 chilometri che divide il Sahara occupato dal Marocco dai territori liberati. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: La Media Luna Roja Saharaui, canale YouTube Pablo Muruaga, 27 marzo 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 221: Le esecuzioni a sorpresa in Iran e le crepe che diventano voragini
Quando la condanna a morte viene convalidata dalla Corte Suprema in Iran si finisce impiccati a una gru di quelle che si usano nei cantieri edili. Il problema è che nessuno ti avvisa quando succede. Nessuno ti dice in anticipo la data in cui quei giudici emetteranno il verdetto. Così è stato per Majid Reza, 23 anni, giustiziato a Mashhad, la città della guida suprema Ali Khamenei e del presidente Ebrahim Raisi. È stato condannato perché avrebbe ucciso due basiji, quelli della milizia dei pasdaran specializzata in repressione. C’è anche un video dove si vedono i giustizieri con il volto coperto: non è un’immagine comune in Iran. Come non lo sono le condanne alle sentenze espresse da imam e ayatollah nelle moschee. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Gangsta Rap Iranien, canale YouTube Arya Gohari, 18 dicembre 2019; account Instagram Bbc Persian, 12 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.220: Il Qatargate nel Parlamento europeo
Per la magistratura belga è uno dei più grandi casi che siano passati per le sue mani in tempi recenti e uno dei peggiori scandali che abbiano mai riguardato le istituzioni dell’Unione: è l’indagine sui soldi e i regali che il Qatar e il Marocco avrebbe spedito ad europarlamentari per far parlare bene di sé e per ricevere favori anche molto più pratici. Ieri quattro persone sono state incriminate per “associazione criminale, riciclaggio di denaro sporco e corruzione”. Tra gli arrestati c’è anche Eva Kaili, che è stata sospesa dal ruolo di vicepresidente del Parlamento europeo. Quella belga è un’inchiesta che parte da parte da un italiano, l’ex sindacalista della Cgil ed ex europarlamentare Antonio Panzeri. Sarebbe stato lui il primo a essere stato avvicinato dai qatarioti, il primo ad aver accettato i soldi e ad avere cominciato a lavorare per loro: contattando poi tutti gli altri. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatar, quando Eva Kaili diceva: “È all'avanguardia nei diritti dei lavoratori”, Quotidiano nazionale, 10 dicembre 2022; Diritti umani nella penisola arabica: la conferenza stampa dell'on Antonio Panzeri con Hatice CENGIZ, canale YouTube Lanfranco Palazzolo, 10 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 219 L'auto-proclamata Regina del Canada
Romana Didulo è una signora di origini asiatiche con i capelli cortissimi, indossa spesso la camicia abbottonata con la cravatta, ma senza giacca. Le piacciono le armi e si fa chiamare Sua altezza reale, perché si è autoproclamata “Regina del Canada”. Lei è una seguace della setta di complottisti più famosa dell’epoca contemporanea: Qanon. Ed è stata capace di creare una rete di “adepti” disposti a obbedire a qualsiasi suo ordine, dallo sparare a chi somministrava vaccini contro il Covid ai bambini, fino ad arrestare poliziotti. E di recente ha detto di aver ricevuto anche una chiamata da Joe Biden per porre fine alla guerra in Ucraina. Gli inserti audio di quest puntata sono tratti da: account Twitter @Shayan86, 2 maggio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep 218: La marcia di (Rahul) Gandhi
Da Kanyakumari a Srinagar ci si mette quasi 29 giorni, se non ci si ferma mai e si cammina giorno e notte per 3.337 chilometri Questo è il tragitto scelto dal presidente dell’Indian National Congress – il partito che rappresenta l’anima progressista dell’India – e cioè Rahul Gandhi. Questo è il suo padyatra, letteralmente “viaggio a piedi”. Arriverà a destinazione a febbraio, in tempo per lanciare la campagna elettorale per le prossime elezioni del 2024. Quelle in cui si punta a battere il populista ultra nazionalista che ormai da quasi dieci anni comanda nel paese: Narendra Modi. Gli inserti audio di quest puntata sono tratti da: Shri Rahul Gandhi Speech | Bharat Jodo Yatra, canale Youtube Indian National Congress, 7 settembre 2022; No Storm, No Rain Can Stop Bharat Jodo Yatra: Rahul Gandhi Delivers Speech In Heavy Downpour, canale Youtube HW News English, 3 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.217: Il ventenne cha ha cominciato la protesta in Cina è sparito
La Cina sta modificando le sue politiche di controllo dell’epidemia, allentando le chiusure e le restrizioni: è il primo risultato delle proteste delle settimane scorse nelle più grandi città cinesi. E i protagonisti principali delle manifestazioni sono stati i giovani, molti dei quali alla loro primissima e inaspettata partecipazione a proteste di piazza. Tra loro a Shanghai c’era anche un ragazzo di 27 anni: finito il turno da barista si è recato in bicicletta nella via dove altre persone già contestavano le politiche di contenimento del Covid del Partito comunista cinese. Lui ha preso coraggio, aizzando addirittura la folla contro il Partito e contro Xi Jinping. Sua madre il giorno dopo gli ha detto di essere orgogliosa di lui e l’ha anche avvisato: stai attento. La sera stessa, infatti, quel ragazzo è sparito. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: "Abbasso Xi Jinping!", la protesta contro le restrizioni anti Covid a Shanghai, Rainews, 27 novembre 2022; China COVID-19 protests in Shanghai and Beijing, CNA, 28 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.216: Zelensky in Donbas, altre bombe in Russia
Oggi il presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky si è fatto vedere in Donbas; una visita pericolosa – il Donbas è la zona dell’Ucraina dove i russi sono più forti e più aggressivi – e simbolica, come a dire: “Mi sento al sicuro anche qui” cioè nel posto a cui i russi tengono di più. Anche Putin si è mostrato in video sul ponte di Kerch che collega la Federazione russa alla Crimea. Ci è andato guidando lui la macchina, una Mercedes. Aveva il cappuccio tirato su per il gran vento che c’è lì e anche questa visita era simbolica, come a dire:“Zelensky, la Crimea scordatela”. La pace è ancora lontana, lo dicono sia da Kyiv che da Mosca. E anche lo spiraglio di pace – cioè la proposta di pace di Joe Biden che è circolata la settimana scorsa, in realtà non esiste. Semplicemente, avevamo letto male le parole del presidente degli Stati Uniti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter @myroslavapetsa, 7 dicembre 2022; Putin drives a Mercedes across Kerch Bridge in Crimea weeks after explosion, The Telegraph, 5 dicembre 2022; Ucraina, Biden: «Pronto a parlare con Putin ma deve volere cessare la guerra», Corriere della Sera, 2 dicembre 2022; account Twitter @bayraktar_1love, 6 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.215: Se l’Iran abolisce la polizia religiosa
Mohammad Jafar Montazeri, un ultra conservatore, sabato sera era a Qom, la sua città e la città santa del paese. Lì, ha detto una cosa che è suonata sorprendente, non per chi ha seguito le puntata sull’Iran di Stories: la polizia religiosa – per come la conosciamo oggi – non è affatto un principio fondativo e sacro della Repubblica islamica. Lui è il capo del potere giudiziario, quindi la polizia religiosa non risponde a lui e infatti Montazeri l’ha specificato. È una notizia importante e, allo stesso tempo, ingannevole. Quello che sappiamo è che, di fatto, la polizia religiosa è già sparita dopo la morte di Mahsa Amini e che non è un’istituzione storica e irrinunciabile per gli ayatollah. Possono farne a meno per dare un contentino e provare a placare i manifestanti. O meglio: placare quelli che non scendono in piazza, ma simpatizzano silenziosamente con i manifestanti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Armenia and Iran confirmed terrorists observed on our borders are in no way acceptable: Attorney-General of Iran, First Channel News, 13 ottobre 2022; Mahsa Amini Death Row | Protests Escalate in Iran, Women Burn Hijab, canale Tik Tok The Quint; Mahmoud Ahmadinejad speech sparks UN walkout, The Telegraph, 22 settembre 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.214: Due banche e uno scandalo di abusi sessuali
Andrea Alberto Cristiano Edoardo di Windsor duca di York, il terzo figlio di Elisabetta, è considerato un po’ da tutti “l’irrequieto” di famiglia. A peggiorare la sua fama però è essere finito dentro allo scandalo di abusi sessuali che ruota intorno a Jeffrey Epstein, il finanziere di New York a capo di un traffico di ragazze minorenni per sé e per i propri amici che si è impiccato in carcere. Dopo New York e Londra, il caso Epstein è poi arrivato a Francoforte ed è andato a sbattere contro il grattacielo di Deutsche Bank, la più grande banca tedesca. E ad essere tirata in ballo è anche la Jp Morgan. Le due banche sono accusate di aver tratto “profitti finanziari” per loro dagli affari illegali di Epstein. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: The State Funeral Procession of Her Majesty The Queen, canale YouTube The Royal Family, 19 settembre 2022; Jeffrey Epstein arrested on sex trafficking charges, Cbs News, 7 luglio 2019; Prince Andrew: Banished | Official Trailer, Peacock, 29 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 213: Un jet privato collega una spia israeliana, una tecnologia europea e una milizia sudanese
Un Cessna 750, jet privato prodotto negli Stati Uniti che costa 22 milioni di dollari, è appena atterrato vicino a Khartoum, la capitale del Sudan. Il jet è di un ex capo dell’intelligence israeliana e trasporta una tecnologia molto sofisticata e sensibile prodotta solo nell’Unione europea. In questa storia c’entra il Mossad, un grande scandalo di smartphone infettati in Grecia e una delle milizie armate più famose, e spaventose, del mondo. I personaggi sono un ebreo israeliano multimilionario, il secondo uomo più potente del Sudan e il carico, una tecnologia di sorveglianza definita in gergo tecnico “di fascia alta”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Sudan RSF defends role amid claims of violent acts, Ap Archive, 17 giugno 2009; A Multimillionaire Surveillance Dealer And His $9 Million WhatsApp Hacking Van, Forbes, 4 settembre 2019; At least thirteen killed in Sudan as UN condemns use of military violence, Sky News, 3 giugno 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.212: I veti di Viktor Orbán, i voti di Giorgia Meloni
Oggi Viktor Orbán festeggia. Con la “diplomazia dei veti” ha ottenuto l’ok della Commissione Europea al suo Pnrr, il suo piano di spese e di riforme presentato per avere i soldi che servono a riprendersi dalla pandemia. L’Ungheria ha dovuto attendere più di tutti il via libera dalla Commissione: è stato un negoziato molto lungo, complicato dal declino democratico del paese, ma alla fine Orbán ha ottenuto i sei miliardi che voleva. La trattativa ha a che fare con il potere di veto in Europa, che dà facoltà a ogni Paese di tenere in ostaggio tutti noi su alcune decisioni che non si possono rimandare. Ma è una partita ancora tutta aperta, un gioco di scambi che assomiglia molto agli scacchi e che prevede ancora un voto da parte dei paesi della Ue. Ognuno farà la propria mossa. E vedremo anche quale sarà la mossa di Giorgia Meloni, se a favore di Budapest o di Bruxelles. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ue, Orban: "Sulle sanzioni al momento non c'e' nessun accordo”, Il Sole 24 ore, 30 maggio 2022; Hungary’s recovery and resilience plan and on the application of the Rule of Law conditionality regulation, Eps Eu, 30 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.211: Oggi si gioca Iran-Stati Uniti
Non capita mai che degli iraniani che rappresentano ufficialmente la propria nazione incontrino degli americani a loro volta in veste di rappresentanti ufficiali del proprio paese. Stasera capiterà in una partita di calcio del mondiale in Qatar: la nazionale iraniana gioca contro quella degli Stati Uniti in un match storico. Ovviamente hanno già cominciato a litigare. Del resto i rapporti diplomatici tra i due paesi sono interrotti dal 1979 e da allora ad oggi secondo alcuni sono ancora a un punto morto, secondo altri sono “in coma” (che per quanto suoni male implica una speranza). Secondo altri ancora: “Gli Stati Uniti stanno entrando in una nuova era di scontro diretto con l'Iran”. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Yoav Zehavi, 19 novembre 2022; Anti Shah demonstrations in streets of Teheran, Ap, 30 luglio 2015; The Iranian revolution, Abc News, 12 marzo 2015. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.210: I cinesi stanno protestando contro il Partito
Da Shanghai a Pechino, da Wuhan a Chengdu: nel weekend i cinesi sono scesi in strada per protestare. Ma questa volta non si sono limitati a contestare la politica “Zero Covid” del governo: questa volta hanno contestato direttamente il Partito comunista e la leadership di Xi Jinping. La protesta di questo fine settimana si spinge parecchio più in là di quelle che abbiamo visto nel corso degli ultimi mesi. Da “meno tamponi, più cibo” – è arrivata a pronunciare frasi inaudite, tipo: “Xi Jinping, dimettiti”. E con i cartelli A4 bianchi hanno anche protestato contro la censura del Partito. Ora quello che si aspetta è vedere quale sarà la risposta del governo. Per ora sembra che il copione del Partito comunista sia sempre lo stesso: dire che le proteste sono ispirate da potenze straniere. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Simina Mistrenao, 27 novembre 2022; China: Protests break out in Xinjiang following fatal high-rise fire under lockdown, The Guardian, 26 novembre 2022; China: Shoppers flee as health authorities attempt to lock down IKEA amid zero-Covid policy, The Telegraph, 15 agosto 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.209 La bromance Macron-McKinsey
Il presidente francese Emmanuel Macron è indagato per i suoi rapporti con la McKinsey, The Firm, un’azienda di consulenza con una grande reputazione a livello mondiale nel “risolvere” i problemi. McKinsey lavora con gli amministratori delegati ma anche con ministri e capi di stato e spesso le società che chiedono il suo aiuto sono partecipate pubbliche. Per fare un esempio, Alitalia aveva chiesto aiuto a McKinsey. In Francia invece, dopo anni di consigli molto ben pagati, la giustizia francese ha messo insieme un po' di cose e ha aperto due inchieste sul ruolo della McKinsey nelle campagne elettorali di Macron del 2012 e del 2017. E sui favori che The Firm avrebbe avuto dall’Eliseo. In realtà i legami tra Macron e McKinsey risalgono al 2008, ma nel tempo sono continuati: nel solo periodo 2018-2021, McKinsey ha ottenuto circa 40 incarichi dal governo per cifre comprese tra 28 e 50 milioni di euro. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: How McKinsey Became One Of The Most Powerful Companies In The World, Cnbc, 6 giugno 2009; Affaire McKinsey : la justice enquête sur les comptes de campagne d'Emmanuel Macron, France 24, 26 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.208: “Il giovane” del piano segreto di Putin per avere la Moldavia al buio, dopo l'Ucraina
Ilan Shor ha 35 anni, è nato a Tel Aviv, in Israele. Ha fondato un partito ed è diventato un parlamentare moldavo. Ma non vive in Moldavia, vive in Israele, perché se mette piede in Moldavia lo arrestano. È famoso per due cose: ha rubato un miliardo di dollari al sistema bancario moldavo e sua moglie è Jasmin, il nome d’arte di una cantante pop russa famosa che è stata premiata da Putin in persona. Ed è lui “il giovane” di un piano segreto dei servizi russi: da stato satellite di Mosca, la Moldavia da due anni ha una presidente europeista, Maria Sandu. E “il giovane” è l’organizzatore di manifestazioni contro il governo per il caro bollette: la Moldavia infatti è al buio, perché per il 30% della sua energia dipende dall’Ucraina (al buio) e per il 70% dalla Russia che non gliela vuole dare. In pratica: quelli che hanno creato il rincaro delle bollette sono gli stessi che protestano contro il caro-bollette. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Moldavia, in migliaia in piazza con Maia Sandu, Canale YouTube Il Sole 24 ore, 6 dicembre 2020; “Eravamo amici dei russi, vivevamo bene”, canale YouTube Ziarul de Garda, 19 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.207: La nuova capitale della ribellione in Iran
Nel nord ovest dell’Iran, nel Kurdistan iraniano, c’è una guerra in corso. A Piranshahr, una piccola città, c’è un massacro in corso: le truppe iraniane sparano dalla strada dentro le case, colpendo le finestre degli appartamenti in cui sanno – o credono – che vivano gli organizzatori della protesta. Mahsa Amini era curda, veniva da queste zone e quando è stata presa dalla polizia religiosa nella fermata della metro era in vacanza a Teheran con i suoi genitori. Quando è morta in ospedale mentre era ancora in custodia era il 16 settembre. Iniziano le proteste in tutto il paese e i vertici della Repubblica islamica fanno subito una cosa: schierano degli aerei caccia, degli aerei da guerra in kurdistan. Il messaggio è chiaro: nel resto del paese non ce lo possiamo permettere, ma con le minoranze, contro la vostra minoranza, siamo pronti da subito alla guerra. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Hillel Neuer, 21 novembre 2022; account Instagram popular.front, 21 novembre 2022; account Instagram Berishalmahsi, 20 novembre 2022; account Instagram MiddleEastImage, 21 novembre 2022; account Twitter Shahram Mouselchi, 20 novembre 2022; account Twitter Jason Brodsky, 9 novembre 2022; account Twitter Ehsan Safarnejad, 19 novembre 2022; account Twitter Iranworkers, 20 novembre 2022; account Twitter 1500tasvir, 20 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.206: Messi ha un problema (oggi due) con i sauditi
Oggi l’Argentina ha perso la prima partita dei Mondiali in Qatar contro l’Arabia Saudita, 1-2. Il calciatore più forte del mondo – Lionel Messi – ha perso. E proprio Messi è al centro di un caso, con l’Arabia Saudita. Per l’organizzazione dei mondiali del 2030 sono in lizza alcuni paesi: da un lato ci sono Arabia Saudita, Egitto e Grecia, dall’altro ci sono Argentina e Uruguay. I promotori latino americani si erano detti certi di una cosa:“Messi - avevano detto - sarà sicuramente il portabandiera del nostro Mondiale”. Solo che poi Messi ha firmato un accordo, ricchissimo, proprio con l’Arabia Saudita. È un accordo legato al famosissimo progetto “Visione 2030” dei sauditi ed è legato alla promozione loro nuovo super stadio e del turismo in genere. Messi quindi finirà per favorire l’Arabia Saudita e il suo tentativo di “ripulirsi la faccia”, anche grazie ai Mondiali. Un po’ come il Qatar. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Argentina-Arabia highlights, canale YouTube Hmidane, 22 novembre 2022; Lionel Messi gets mobbed in Saudi Arabia, canale YouTube SportingDuude, 13 novembre 2012; Messi e Turki Al-Sheikh, canale YouTube Turki Alalshich, 15 novembre 2019; account Twitter AliAlhmed, 23 maggio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.205: Una sparizione di tifosi, due presidenti vanitosi e il Qatar
I qatarioti hanno aspettato 12 anni e hanno speso 200 miliardi di dollari per avere i propri mondiali. Soldi in gran parte spesi per la costruzione di stadi, nati dal nulla e che hanno causato la morte di almeno 6500 operai. E dallo stadio dove si è svolta la cerimonia e poi la partita inaugurale, a un certo punto, sono andati via gran parte dei tifosi. È che tornare a casa da questi stadi in mezzo al deserto, se non si è molto ricchi, può diventare piuttosto complicato. Che l’edizione dei mondiali di calcio in Qatar fosse particolare lo si sapeva da tempo: si gioca d’inverno, con temperature caldissime, in un paese che discrimina le persone Lgbtq+ e dove solo il 10% della popolazione è nata in Qatar. E per vincere l’assegnazione della competizione gli emiri del Qatar hanno dovuto aspettare una cena, all’Eliseo, a Parigi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Qatar wins 2022 world Cup bid, canale YouTube Team Qatar, 1 marzo 2011; A Doha, premier discours public de Nicolas Sarkozy depuis l’élection, Le Monde, 11 dicembre 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices