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Ep.288: Storia di una fuga dall’Afghanistan: il mare, i coccodrilli, il muro
Mohammad Azimi è un giovane psichiatra, ha una moglie e una figlia piccola. Lavorava per il Ministero della Repubblica afghana a un programma sperimentale per curare le tossicodipendenze. Finché non sono arrivati i talebani. Da allora, si è perso nella giungla, è rimasto senza provviste, al buio, circondato dai serpenti. Ha dovuto imparare a nuotare e scappare dalle gang colombiane, ha scavalcato cadaveri umani, è stato su una canoa in mezzo ai coccodrilli. Da Kabul ha attraversato le frontiere di Brasile, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras e Guatemala, Messico, Stati Uniti e Canada: ha viaggiato attraversato 12 paesi per quasi un anno. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Afghans Try to Flee at Kabul Airport, Voice of America, 16 agosto 2021; Migrants try to force entry into US at Mexico border, Al Jazeera English, 13 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.287: La Wagner e i migranti. Il declino del “cuoco di Putin”
La storia dei barconi di migranti spinti verso l’Italia dalla Wagner, per conto di Putin, è strana. Negli ultimi giorni ne ha parlato il ministro della Difesa italiana Guido Crosetto. E dopo le parole di Crosetto, il capo della Wagner – Yevgeny Prigozhin, soprannominato il “Cuoco di Putin” – gli ha risposto come fa lui: insultando e minacciando. L’ultima volta – sempre litigando a distanza con Crosetto – gli aveva dato del “coglione”, questa volta ha detto di peggio. È che Prigozhin è sempre più nervoso perché ha due enormi problemi che non c’entrano con l’Italia. Lui ha due enormi problemi: il primo in Ucraina, il secondo a Mosca. Aveva annunciato la presa di Bakhmut mesi fa e Bakhmut è ancora in mano ucraina. Quando le cose andavano bene ha parlato tanto, criticando il ministro della difesa russo Shoigu e il capo di stato maggiore Gerasimov. Ora i suoi nemici a Mosca sono forti, lui è debole e ha meno da offrire a Putin. E meno ha da offrire, più è in pericolo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Wagner chief tells Zelensky to abandon 'encircled' Bakhmut, The Telegraph, 3 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.286: Il premio Oscar e uno scherzo telefonico di Navalny
L’Oscar per il miglior documentario lo ha vinto “Navalny”. Non il dissidente russo ma il regista del documentario su di lui, che ha per titolo il suo nome. È la storia di come i giornalisti investigativi di Bellingcat hanno stanato e individuato i responsabili dell’avvelenamento di Navalny nel 2020. Grazie all’analisi dei metadati delle telefonate di vari funzionari russi - che in Russia grazie al mercato nero si possono comprare - incrociate con quelle di database trapelati negli ultimi anni, Bellingcat ha scoperto diverse cose: che una squadra di funzionari composta sia da agenti segreti che da esperti di armi chimiche seguivano Navalny da anni, che sull’aereo che aveva preso il dissidente c’erano dei passeggeri “fantasmi” cioè delle spie. Fino al finale piuttosto divertente (per quanto possibile date le circostanze), con i giornalisti di Bellingcat e Navalny seduti intorno a un tavolo, davanti alle telecamere, pronti per uno scherzo telefonico abbastanza atipico. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Watch highlights from the 95th Academy Awards in 4 minutes, Nbc News, 13 marzo 2023; Watch the trailer for award-winning film ‘Navalny”, Cnn, 22 aprile 2022; Navalny says he tricked spy into admitting poisoning, Rappler, 22 dicembre 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.285: La legge contro gli sbarchi di migranti e la Bbc. Alla fine ha vinto Lineker
Gary Lineker è un ex attaccante della nazionale inglese che dal 1999 conduce un programma sulla Bbc, The Match of the Day: è seguitissimo, guadagna tantissimo e sui suoi social spesso si esprime anche su cose che non hanno a che vedere con il calcio. Qualche giorno fa ha scritto che la nuova proposta del governo inglese per fermare le barche con cui migranti e rifugiati raggiungono l’Inghilterra e che si chiama “Stop the Boat” è “una cosa da Germania anni trenta”. La polemica che c’è a Londra è simile a quella che c’è oggi in Italia. Al tweet di Lineker la Bbc ha reagito subito: lo ha sospeso dalla conduzione di Match of the Day. Solo che a quel punto un po’ tutti si sono espressi a favore di Lineker, in alcuni casi le trasmissioni della Bbc sono andate deserte. E alla fine Lineker ha vinto, la Bbc lo ha reintegrato ma “Stop the boat” è ancora in piedi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Gary Lineker scores his 35th International goal for England vs West Germany, canale YouTube The Gary Lineker, 9 maggio 2011; Gary Lineker Presents Match of the Day in his Underwear, canale YouTube 101 Great Goals, 14 agosto 2016; BBC boss Tim Davie 'very sorry' for Gary Lineker row fallout, Sky News, 11 marzo 2023; Jurgen Klopp's passionate comment on Gary Lineker BBC row, canale YouTube This is Anfield, 11 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.284: Un pestaggio il giorno del compleanno di Hitler
New York, è il 20 aprile 1938. Calci, pugni, mazze da baseball e tante ossa rotte. Un gruppo di mafiosi ebrei ha picchiato dei nazisti, nel giorno del compleanno di Hitler. I nazisti sono quelli di Fritz Kuhn, un membro del partito nazista emigrato dalla Germania alla fine degli anni ’20 che ha fondato Lega popolare dei tedeschi-americani un’associazione filonazista che fa propaganda contro gli ebrei. Kuhn e i suoi finiscono nel radar di Nathan David Perlman, un giudice di Manhattan, ebreo. Perlman vuole una giustizia parallela, non ufficiale visto che quella ufficiale non si muove e si affida a Lansky, il capo di quella che è stata soprannominata “Kosher Nostra”, la Cosa nostra ebraica, una delle organizzazioni mafiose di New York associata a Lucky Luciano. Lansky, ebreo bielorusso accetta e il 20 aprile agisce. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.283: La contea dove gli americani fanno la guerra alle scuole (e vincono)
In Idaho c’è stata una rivolta contro il college locale, considerato “parte del deep state”, lo stato profondo, quello che Donald Trump considerava il proprio peggior nemico. E così tra accuse di usare libri “anti americani e anti bianchi”, come i libri di storia in cui si parla della tratta degli schiavi e più in generale di essere un college in mano ai socialisti, i Repubblicani hanno cacciato dirigenti e insegnanti e hanno messo i loro uomini. Tipo Todd Banducci, che era già famoso per aver stalkerizzato un insegnante e quasi perseguitato sua moglie colpevole di essere “una che ha votato per Hillary Clinton”. E dire che solo 50 anni fa questa contea era una specie di roccaforte dei Democratici. Nel 2020, invece, quando Trump ha perso le elezioni contro Joe Biden, lì ha stravinto prendendo il 70% dei voti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: North Idaho College Special Board of Trustees Meeting: March 6, 2023, canale YouTube North Idaho College, 7 marzo 2023; White nationalist Vincent James Foxx applauds far-right takeover of North Idaho College board, canale Youtube Daily Kos, 2 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.282: Le bandiere europee in Georgia e i sabotatori di gasdotti
Il parlamento georgiano ha approvato una legge che sembra scritta da Putin: saranno registrate come “agenti stranieri” (che sa molto di “spie”) tutte le organizzazioni che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero. È una legge che mette la Georgia a rischio per il suo ingresso nella Ue e che va contro la l'obiettivo dichiarato nella costituzione della Georgia di aderire all'Unione europea. Ieri i georgiani sono scesi in piazza. Ieri è uscita un’altra notizia: secondo il New York Times il sabotaggio del Nord Stream 2 sarebbe stato opera di un gruppo pro-Ucraina. Però secondo la procura tedesca che indaga sul caso i contorni sarebbero molto meno chiari. Rimane il messaggio via New York Times degli Usa a Mosca e a Kyiv: noi aiutiamo l’Ucraina, ma la aiutiamo solo in Ucraina. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter dariodangelo91, 7 marzo 2023; account Twitter Tendar, 7 marzo 2023; account Twitter Zourabichvili_S, 8 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.281: Dall’Italia all’India, la teoria complottista sulla “grande sostituzione”
“Love Jihad” è la teoria del complotto con cui l’ultranazionalismo indù indica il seguente fenomeno: la minoranza musulmana ha un piano sofisticato per prendere il sopravvento, un piano di sostituzione religiosa che poi, nel pratico, significa che i maschi musulmani seducono e sposano le ragazze di religione induista e le tolgono agli induisti. E così: “ci sostituiranno in una generazione”. È una teoria simile a quella della “grande sostituzione” della popolazione italiana (ed europea) dovuta alle migrazioni dall’Africa di cui aveva parlato spesso anche Meloni. Gli ultra induisti hanno da poco aggredito anche dei volontari cristiani che distribuivano copie della Bibbia: sono sostenitori del pimo ministro Narendra Modi che da più di un decennio soffia sull’odio interreligioso. Quando, pochi giorni fa, Giorgia Meloni ha incontrato Modi in India, gli ha fatto il miglior complimento in assoluto a cui un leader politico possa aspirare. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: New Delhi World Book Fair 2023 ll Saumya's Bookstation, canale YouTube Saumya's Bookstation, 27 febbraio 2023; account Twitter Sumedhapal4, 1 marzo 2023; bajrangdal song dj 2017, canale YouTube Vyshakh Achappa Official, 12 giugno 2017; account Twitter RanaAyyub, 26 febbraio 2023; Dichiarazioni alla stampa del Presidente Meloni con il Primo Ministro dell'India Modi, canale YouTube Palazzo Chigi, 2 marzo 2023; "PM Modi Most Loved Of All World Leaders": Italian PM Giorgia Meloni, Ndtv, 2 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.280: La trappola in Nagorno-Karabakh
Le scuole sono chiuse, i mercati sono vuoti, gli ospedali non hanno le medicine. Da dicembre il corridoio di Lachin – l’unica strada che permette all'Armenia di portare il cibo e ogni altra cosa alla comunità armena in Nagorno-Karabakh – è bloccato. Il blocco è opera degli “ambientalisti azeri”: dicono di protestare contro le attività minerarie degli armeni perché a loro sta a cuore il futuro del pianeta. Una scusa bizzarra a cui non crede nessuno. Il Nagorno-Karabakh è un territorio grande come metà Sardegna conteso tra Armenia e Azerbaijan fin dalla dissoluzione dell’Urss. Ci sono già state due guerre e hanno coinvolto anche due potenze, come la Russia e la Turchia. La prima, negli anni 90, l’aveva vinta l’Armenia. L’Azerbaijan ha ribaltato l’esito di quel conflitto nel 2020. C’è stato uno scontro a fuoco al confine con cinque morti anche stanotte. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Armenia-Azerbaijan War - Armenian Positions Hit By Azerbaijani Artillery Fire, canale YouTube Warleaks, 9 ottobre 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.279: Una strana incursione in Russia
White Rex è un russo che odia Putin e combatte la guerra in Ucraina dalla parte di Kyiv, ieri si è infiltrato in Russia – nella regione di confine di Bryansk – per un’azione dimostrativa, per incitare i suoi concittadini alla rivolta. “Il villaggio di Ljubechane è sotto attacco. Ci sono dei sabotatori ucraini. Hanno sparato contro un’auto e hanno ammazzato un uomo. State in casa”, dicono le autorità locali. Poi i villaggi sotto attacco diventano due, come le vittime. E arriva la rivendicazione del gruppo di White Rex, che però racconta un’altra versione dei fatti. Putin cancella tutti gli incontri pubblici dall’agenda, rimanda le riunioni e ne convoca di speciali: il Consiglio di sicurezza d’emergenza di oggi. Dice che sono terroristi e sabotatori ucraini, che la pagheranno. Ma i sabotatori ucraini non si muovono come quelli di ieri. Tanto meno in sincrono con certe dichiarazioni di Putin che pochi giorni fa avevano anticipato quello che è poi successo a Bryansk. Da quando è cominciata l’invasione in quella zona sono successe molte cose strane: questa è decisamente la più strana. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Skelsen, 2 marzo 2023; Ukraine War two Ukraine Helicopters attack Russia Belgorod, canale YouTube VojvodinaINFO; account Twitter wartranslated, 2 marzo 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 278: La rapper indigena delusa da Boric in Cile
Millaray è un’adolescente cresciuta in un quartiere difficile nella periferia nord di Santiago, un posto dove c’è un tasso più alto di criminalità ma anche dove le sottoculture giovanili sono sempre state molto forti. In arte si chiama MC Millaray e fa la rapper: ha scritto una canzone diventata famosa contro la presenza dell’esercito cileno nel territorio dei Mapuche, il più grande gruppo indigeno del Cile di cui fa parte. Millaray, come tanti altri manifestanti del 2019, aveva sostenuto l’elezione alla presidenza di Gabriel Boric, il presidente più giovane e più di sinistra che il Cile democratico abbia mai avuto. Ma il Cile di Boric non è stato così rivoluzionario come molti dei rivoluzionari del 2019 si aspettavano: la nuova costituzione, che è stata bocciata, avrebbe garantito agli indigeni cileni – di cui l'80% sono mapuche – di poter governare i propri territori. In quei territori continua lo stato di emergenza e la violenza, anche con la presidenza di Gabriel Boric. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: McMillaray - Mi ser Mapuche, Sesione de estacion, 1 luglio 2019; Mapuche Teen Rap Queen: The rise of Chile’s Indigenous Gen Z, Al Jazeera News, 16 novembre 2021; Presidente Gabriel Boric en la Fiesta de Navidad 2022, canale YouTube Gobierno de Chile, 20 dicembre 2022; Descontento - Newen .EnVivo, Casa Parlante, 28 febbraio 2021; La emperatriz de la Pincoya y el supermercado de la droga - Contigo en La Mañana, ChileVision, 26 luglio 2022; Police and Protesters Clash During Mapuche Demonstration in Chile, Voice of America, 11 ottobre 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.277: L’altra bomba atomica
Gli esperti dell’Agenzia atomica internazionale hanno trovato uranio arricchito all’84% nelle centrali nucleari iraniane: per il nucleare a scopi civili è sufficiente una purezza dell’uranio sotto il 5 per cento, per la bomba atomica serve il 90 per cento. Pochi giorni prima la Repubblica islamica aveva svelato “Oqab 44”, che in farsi significa: Aquila 44. È l’ultimo pezzo di un enorme piano per costruire un paese parallelo sottoterra e dentro le montagne: un paese fatto di cittadelle militari e centrifughe atomiche. L’ultima intervista del capo della Cia William Burns, il 25 febbraio alla Cbs, aiuta a capire perché le cose che succedono nelle basi sotterranea e il programma nucleare sono inscindibili e a che punto è (e non è) davvero l’atomica di Teheran. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Iranian Army unveils underground ‘Eagle 44’ Air Force base, Press Tv, 7 febbraio 2023; account Twitter FaceTheNation, 25 febbraio 2023; IRGC Aerospace Force Commander Gen. Amir-Ali Hajizadeh Unveils New Hypersonic Missile, canale YouTube Memri TV, 28 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.276: Obi e la “generazione testa di cocco” in Nigeria
Peter Obi è cattolico, è laureato in filosofia ed è ricco, come quasi tutti i politici nigeriani. Domenica in Nigeria si è votato per eleggere il presidente, lo spoglio è ancora in corso, e Obi si è candidato puntando tutto sulla frugalità e sulla sobrietà del suo stile. Obi è il più giovane dei tre principali candidati: gli altri due hanno più di 70 anni, lui ne ha 61 e in un paese come la Nigeria dove l’età media è 18 anni, non poteva che diventare il candidato preferito dei giovani. È così è stato: la generazione “delle teste di cocco” i giovani che si considerano attivi, indipendenti e che disprezzano i politici anziani locali, ne hanno fatto una specie di messia. Sono loro ad aver creato “Obi-dient”, il movimento che sostiene Obi e la sua candidatura alle elezioni. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Osimhen segna il suo primo gol per il Napoli, canale YouTube Serie A, 19 ottobre 2020; Nigerian Police Teargas Nigerians During The Endsars Memorial 2.0, Protest At Lekki Toll Gate, Lagos, Sahara Tv, 20 ottobre 2022; Account Twitter SavvyRinu, 18 gennaio 2023; eter Obi Says Nigeria Now Has Qualities Of A Failed State, TVC News Nigeria, 22 agosto 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.275: Dare un nome a quei morti in mare
All’alba di ieri sulle dune di Cutro, in Calabria, c’erano i vivi e i morti quasi indistinguibili. I morti sono almeno 63. Molti di loro, come capita spesso per i naufragi di migranti nel Mediterraneo, non hanno ancora un nome. Nella primavera del 2013, Biniam, un ragazzo di ventisei anni, muore con altre 366 persone al largo di Lampedusa. Aveva un figlio, Yafet, nato nel 2008. Poi anche la madre di Yafet fa lo stesso percorso del padre, Biniam, e arriva in Germania, dove ottiene il diritto d’asilo e può finalmente farsi raggiungere da suo figlio Yafet senza che corra rischi, con un volo. Invece non rilasciano il visto al bambino: le dicono che serve il consenso del padre. Ma il padre è morto: allora serve il certificato di morte, le rispondono. La ragazza si rivolge a Cristina Cattaneo che passa la vita a cercare di dare un nome ai cadaveri di persone sparite. Ma tra tutti i resti recuperati nel 2013 Binam non c'è, i morti erano più dei cadaveri che sono stati trovati. Così Yafet – per una questione burocratica – da anni non può raggiungere legalmente la madre in Germania e, ancora minorenne, vuole tentare lo stesso viaggio che uccise suo padre. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Naufragio di migranti a Cutro, Soccorso Acquatico Vigili del Fuoco riprende la ricerca di dispersi, canale YouTube Local Team, 26 febbraio 2023; Italy Shipwreck: Dozens of Migrants Killed off Calabria Coast, On Demand News, 26 febbraio 2023; Shaken Baby Syndrome - Le conseguenze letali, canale YouTube Terres des Hommes Italia, 31 dicembre 2018 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.274: Ragazze di questa guerra
La voce di una analista del ministero degli esteri ucraino, già attivista dell’Euromaidian e di una ragazza in un bar, poco prima dell’inizio dell’invasione. E poi quella di Oksana, 19 anni. Lo scorso 24 febbraio, si è arruolata da volontaria nell’esercito. Adesso ha vent'anni e fa parte della Settantaduesima brigata motorizzata. La sua unità è famosa per aver salvato Kyiv dall’assalto russo. Adesso è a Vuhledar, nel punto sulla linea del fronte dove scorre più sangue insieme a Bakhmut. Con la differenza che Vuhledar è molto più strategica di Bakhmut. La voce di Maria: nata e cresciuta a Mariupol dove ha vissuto fino a quando i piloti russi non hanno fatto sparire il suo appartamento, e poi quello di sua sorella, e poi quello di sua madre, con le bombe: “Non so quando finisce questa guerra, ma so che la storia la scrivono i vincitori: la storia della mia città non la può scrivere Vladimir Putin”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.273: Conversazione con Vera Politkovskaja
Anna Politkovskaja, prima di essere uccisa, ha scritto: “La Russia sta per precipitare in un abisso scavato da Putin e dalla sua miopia politica”. Anna Politkoskaja ha raccontato più e meglio di chiunque altro le guerre di Vladimir Putin, l'esercito di Mosca e la vita dei soldati russi. Anche sua figlia Vera è una giornalista, la puntata di oggi è a due voci, una conversazione con lei. Vera ha vissuto a Mosca fino a un anno fa, è rimasta anche dopo l’assassinio di sua madre, ma è scappata dopo l’invasione dell’Ucraina “quando tutto è cambiato”: per la Russia e per lei. Con Vera abbiamo parlato di Putin, del suo esercito, dei libri di Anna, di un film, dei “Selvaggi anni Novanta”, dei russi di oggi e di bombe atomiche. Il libro di Vera Politkovskaja è “Una madre”, appena pubblicato con Rizzoli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.272: Cosa fa la Cina per la guerra o per la pace
Il capo della diplomazia cinese ha incontrato Vladimir Putin oggi a Mosca. Il legame tra Cina e Russia “è forte come una roccia”, ha detto il primo. La visita di Wang Yi arriva dopo un tour europeo nel quale l’inviato di Xi ha parlato di “cooperazione”, annunciando una specie di piano di pace cinese per la guerra in Ucraina. Proprio negli stessi giorni gli Stati Uniti hanno cominciato a sospettare che Pechino possa cominciare a vendere armi alla Russia. La Cina ha negato, portando avanti la sua posizione che è sempre stata la stessa dall’inizio della guerra: supporto politico a Mosca contro gli Stati Uniti e la Nato, ma nessuno sostegno economico o militare per rispettare le sanzioni. Il problema è che ora Pechino potrebbe temere un tracollo russo e, così, i “sospetti” americani diventano una possibilità da tenere in considerazione. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: U.S. "concerned" China is "considering providing lethal support to Russia," Blinken says, Face The Nation, 19 febbraio 2023; Wang Yi, Emmanuel Macron discuss Ukraine war during meeting in Paris, Wion, 16 febbraio 2023; Wang Yi: China to bring new opportunities to cooperation with Italy, Cgtn, 18 febbraio 2023; China to expand mutually beneficial cooperation with Germany: Wang Yi, Cgtn, 18 febbraio 2023; US Blinken meets China’s Wang Yi after spy balloon & Russia-Ukraine war, Al Jazeera English, 19 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.271: Quello che Putin non ha detto
Vladimir Putin ha fatto il suo discorso alle Camere: un’ora e 45 minuti piuttosto noiosi. Putin oggi ha detto alcune bugie vecchie, già ripetute molte volte, e una sola cosa nuova, quando ha annunciato che la Russia sospende la sua partecipazione al nuovo Start, il trattato sulle armi strategiche offensive. Una sospensione, non un ritiro. Putin ha detto: “Non useremo mai l’arma nucleare per primi”, ma se gli Stati Uniti si “azzarderanno” a fare veri test nucleari (non simulati), i test nucleari li farà anche la Russia. Non ha detto alcune cose che si temevano, per esempio non ha annunciato una nuova mobilitazione o minacciato l’uso dell’atomica. Poi ha fatto un discorso inaspettato sulla Russia multietnica e sulle minoranze che, involontariamente, fa luce su una piccola speranza: Il Daghestan musulmano che da serbatoio illimitato e affidabile per l'esercito russo diventa provincia ribelle. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Putin makes state of the nation address to parliament year after Ukraine war started, canale Yotube The Independent, 21 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.270: Biden a Kyiv è la sintesi di ciò che conta in questa fase della guerra
Oggi Joe Biden è comparso a sorpresa per le strade di Kyiv. Per prima cosa ha portato una corona di fiori sul Muro della memoria, che rappresenta il primo capitolo – nel 2014 – di questa storia: i morti in piazza, quelli al fronte, quelli di una rivoluzione che Putin ha deciso di punire con l’invasione su larga scala di quasi un anno fa. Oggi, Vladimir Putin, più che su una grande offensiva del suo esercito, per vincere punta su un lento logoramento dell'Ucraina e scommette tutto sul fatto che, a un certo punto, gli alleati si stanchino e Kyiv rimanga sola. Per questo la visita di Biden, la prima di un presidente americano in Ucraina negli ultimi 15 anni, vale ben più di un pacchetto di aiuti in armi. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Jimmy Rushton, 20 febbraio 2023; account Twitter di Leonid Nezvlin, 20 febbraio 2023; account Twitter Euan MacDonald, 20 febbraio 2023; account Twitter The New Voice of Ukraine, 20 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.269: Bing, la nuova AI di Microsoft, è una rimbambita
È la nuova Intelligenza artificiale lanciata da Microsoft. In teoria Bing sarebbe destinata a dominare le nostre ricerche online nel prossimo futuro: ci farà risparmiare tempo perché seleziona i contenuti, li confronta e tirare le somme per noi. Sceglie l’aspirapolvere più conveniente, organizza un itinerario di viaggio, tiene il bilancio familiare. Volendo può anche scrivere le mail di lavoro e le lettere d’amore al posto nostro. C’è solo un problema: Bing, non ce ne voglia, va nel panico un po’ troppo facilmente e soprattutto sembra completamente scema. Se provi a spiegarle che siamo nel 2023, non più nel 2022, si offende, polemizza e tiene il muso. Se si innamora di te poi, è la fine. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Can Bing and OpenAI Challenge Google? Microsoft's Satya Nadella Weighs In (Exclusive), Wall Street Journal, 7 febbraio 2023; A first look at Microsoft’s new Bing, powered by upgraded ChatGPT AI, The Verge, 8 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.268: La prima famiglia trans che sta facendo impazzire l’India
Ziya ha 21 anni e ha compiuto la transizione da maschio a femmina; Zahad ne ha 23 e stava compiendo il percorso inverso, da femmina a maschio. Si sono conosciute tre anni fa e da quando hanno iniziato a frequentarsi sono state entrambe allontanate dalle rispettive famiglie: la famiglia di Ziya è musulmana, quella di Zahad cristiana, per entrambe una relazione così era inaccettabile. Ziya e Zahad sono andate a convivere e hanno iniziato insieme il percorso clinico di transizione biologica nello Stato dov’era più facile farlo, il Kerala, che ha la legislazione in materia di transessualità tra le più libere al mondo. E ora Ziya e Zahad hanno appena partorito un figlio, o una figlia: Ziya e Zahad hanno detto che lei, o lui, lo deciderà quando vorrà. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: India's top court grants transgender citizens legal status, Arirang News, 14 aprile 2014; Kerala Launched 1st Gender Park in India, Ish News, 14 febbraio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.267: La repubblicana Haley vorrebbe mangiarsi Trump
Ieri Nikki Haley ha pubblicato un video di tre minuti e mezzo per dire che vuole fare la presidente degli Stati Uniti d’America. Al momento è la sfidante ufficiale di più alto profilo che Trump dovrà affrontare nelle primarie repubblicane. Nel video ha puntato molto su due cose: che è molto più giovane di Trump ed è donna. E proprio a Trump devono essere fischiate le orecchie. Haley è stata la prima persona di origini indiane a fare parte di un gabinetto presidenziale americano e il presidente era proprio Trump. E prima di candidarsi aveva insistito molto su un tema in particolare: che serve gente nuova, un’altra generazione di politici, che bisogna liberarsi di Joe Biden e “degli altri vecchi già bruciati”. Ed è inevitabile pensare che si riferisse proprio a Trump. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Nikki Haley officially launches 2024 presidential bid, Fox News, 15 febbraio 2023; An “Anger Olympics” Between Trump and the Rest of the 2024 Republican Field, New Yorker, 3 febbraio 2023; Women rule, Politico Podcast, gennaio 2018 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.266: Palloncini e alieni
Prima è toccato al pallone aerostatico cinese. Poi in rapida successione è stato abbattuto un oggetto in volo in Alaska, uno sopra lo Yukon, nel nord del Canada. Infine, domenica, un oggetto definito “ottogonale” sopra il Lago Huron. Fanno quattro oggetti abbattuti: e tre di questi non sappiamo cosa siano. Joe Biden, che via via ha dato gli ordini per abbatterli tutti, non ha ancora detto niente al riguardo. Solo che il generale Glen VanHerck, comandante del Comando nord degli Stati Uniti ha detto: “Non escludo nulla”. Ed è bastata questa frase per aizzare complotti e teorie sui palloni, oggetti non identificati e - ovviamente - alieni. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: US shoots down another high-altitude object over Alaska, Good Morning America, 11 febbraio 2023; Military shoots down object over Lake Huron, Msnbc, 12 febbraio 2023; Obama says UFO sightings are real, Fox59News, 20 maggio 2021; 'Just disappeared': Veteran combat pilot describes UFO sighting, Cnn, 19 maggio 2019; Pentagon report: UFO sightings increasing, canale YouTube 13NewsNow, 12 gennaio 2022; Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.265: Continuare all’infinito a fraintendere Zelensky
Fuori dal seggio per votare alle Regionali in Lombardia, a urne aperte, Berlusconi ha detto che con Zelensky non si dovrebbe proprio parlare, perché la situazione in cui siamo è colpa del suo “attacco al Donbas”. L’attacco di Zelensky al Donbas è un’invenzione: se ne parla solo in Italia e in Russia. Zelensky, per anni, è stata la voce della de-escalation con Putin, e gli ucraini glielo rimproverano. Quando era ancora solo un comico, nel 2013, frequentava il programma televisivo del più famoso propagandista di Putin, Vladimir Solovyov. Da presidente, l’ordine dato alle truppe sulla linea di contatto in Donbas era: non reagire, non far arrabbiare Putin, non provocare Putin, non dare pretesti a Putin. Durante gli anni di Zelensky, non c’è mai stato un tentativo militare ucraino di recuperare territori sottratti illegalmente da Mosca. Dire che l’attacco al Donbas di Zelensky è la causa della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale è una bugia un po’ oscena. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ansa, 12 febbraio 2023; Quando Soloviev festeggiava il Capodanno con Zelensky sulla tv russa, Corriere della Sera, 5 settembre 2022; Ukraine president tells West not to stir 'panic' over Russian troop buildup, Cgtn, 29 gennaio 2022; Berlusconi da Vespa: "Putin voleva sostituire il governo Zelensky con persone perbene”, Rai News, 23 settembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.264: Due manifestanti iraniani ci raccontano cosa hanno vinto e cosa hanno perso
Nelle città iraniane non ci sono grandi manifestazioni da dicembre e, domani, c’è la festa del regime. L’11 febbraio è la festa nazionale della Repubblica islamica. L’anniversario del giorno in cui la rivoluzione ha vinto. La liberazione, parziale, dei manifestanti e dei prigionieri politici è una buona notizia per i singoli e una cattiva notizia per la rivoluzione. La Guida suprema Ali Khamenei ha deciso una mezza amnistia di cui in questi giorni si vedono i primi effetti, perché si sente di nuovo forte. Perché – ora che la tensione è stemperata – se la può permettere. Con la fine, almeno per il momento, delle proteste i manifestanti iraniani fanno i conti con quello che sono riusciti – e che non sono riusciti – a ottenere. Abbiamo parlato con alcuni di loro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.263: La “guerra santa” in Ucraina dell’agente del Kgb diventato patriarca
“Non fate distinzioni tra soldati, vecchie e bambini”. Perché gli ucraini “sono tutti Satana, mentre l’esercito di Putin è l’esercito di Dio”. Questo è l’invito di un prete ortodosso della chiesa di Mosca ai soldati russi che stanno andando al fronte. L’idea di spacciare questa guerra come una “guerra santa” è del patriarca Kirill: in questo momento sta facendo un enorme lavoro psicologico sulle masse di giovani russi per legittimare la mobilitazione di Putin. Kirill non è un patriarca qualsiasi: da tempo si ipotizzava che fosse una spia del Kgb. Adesso un’inchiesta giornalistica ha trovato le prove. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter di Anton Gerashchenko, 8 febbraio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.262: L’adolescente a capo di una rivolta anti smartphone
Logan Lane è un’adolescente americana che durante la pandemia ha capito di essere totalmente dipendente dallo smartphone: passava il giorno a scorrere i feed dei social, a perdere ore per capire quale fosse il suo selfie migliore da caricare. E poi a stare in ansia in attesa dei like. Così ha messo lo smartphone in una scatola e ha scoperto alcune cose: che esistono le biblioteche, che è bello guardarsi intorno mentre ci si muove, che è bello annoiarsi, rilassarsi e non addormentarsi dopo aver spento lo smartphone. Dopo la pandemia ha scoperto che anche altri suoi coetanei avevano messo lo smartphone in una scatola. Così Logan Lane e un suo amico hanno messo in piedi una specie di circolo: un gruppetto che hanno chiamato “il club dei luddisti”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.261: Un parto sotto le macerie e gli aiuti impossibili in Siria
Jindires, nord ovest della Siria, durante uno dei terremoti peggiori del secolo. Si sentono delle grida di dolore femminili che vengono da sotto le macerie. Si pensa sia ferita, che una parte del suo corpo sia schiacciata dai pezzi di cemento. Poi si sente un’altra vocina piagnucolante: Non è ferita, sta partorendo. Jindires non è un posto come gli altri: con l’aiuto dei turchi ora è in mano ai ribelli del gruppo Tahrir al-Sham con cui nessuno vuole avere a che fare. In molti posti come questo, dove c’è più bisogno, difficilmente arriveranno aiuti: è un’altra conseguenza della guerra. Difficilmente li darà Erdogan che ora pensa ai morti in casa propria, e non arriveranno certo da Damasco che tiene per sé quelli che riceve da Mosca e Teheran. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter The White Helmets, 7 febbraio 2023; account Twitter Hamdi Rifai, 6 febbraio 2023; account Instagram Al Jazeera, 6 febbraio 2023; account Twitter Al Arabiya, 7 febbraio 2023; account Twitter Chaudhary Parvez, 6 febbraio 2023; Damaged building in Aleppo topples in aftershock, canale YouTube Kprc2, 6 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.260: Il Sud Sudan dopo Papa Francesco
Il Papa in Sud Sudan ha usato parole forti. Ha detto a chi governa il paese che non si può andare a messa la domenica e imbracciare il fucile il lunedì, ha parlato di corruzione, ha detto che non si può dipendere in eterno dagli aiuti stranieri. E ha citato Mosè, come monito. Soprattutto, ha parlato delle (e alle) donne del Sud Sudan. È stata pronunciata moltissime volte la parola “stupro”, piuttosto insolita in una preghiera o in una messa. Qui è una parola che rappresenta un problema enorme. Dalle donne tra il pubblico è partito un applauso e un ululato liberatorio, i politici sono tornati a casa meno soddisfatti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.259: L’ospedale di Rumbek e l’arrivo del Papa
Se l’ospedale di Rumbek chiudesse, in uno dei paesi dove nascono più bambini al mondo, per 500.000 persone e per quattro contee, non ci sarebbe neanche un posto per fare un parto cesareo. Rumbek è in Sud Sudan, dove è appena arrivato Papa Francesco. La sanità sudsudanese è sostenuta completamente dagli occidentali, con un fondo. I soldi li mettono gli inglesi, gli americani, e in maniera minore europei e canadesi. Solo che a un certo punto gli occidentali si sono sentiti in trappola perché hanno capito che il governo non rinuncerà mai a questi fondi, non cercherà mai di farcela da solo. I primi cambiamenti sono arrivati con Trump e con la Brexit: sono arrivati i tagli, ma solo nel 2022 è iniziato il countdown per la chiusura degli ospedali. Quello di Rumbek si è salvato, in parte, grazie a chi ci lavora, come Medici con l’Africa Cuamm. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep. 258: “Non sparate all’ambulanza”
Yirol è una città con due passioni: le mucche e il wrestling. Si trova nel Lakes state, Sud Sudan. Una zona dove ci sono più kalashnikov che automobili. Qui si assalta anche un’ambulanza per portare a termine l’esecuzione del ferito che è a bordo, e se è necessario per riuscirci anche chi lo sta salvando. L’ambulanza era della Ong italiana Medici con l'Africa Cuamm, uno dei pochi presidi sanitari per gli abitanti di questo Stato. È un posto con enormi problemi di sicurezza, dove il governatore è un militare e sta risolvendo la questione con metodi che hanno indignato le Nazioni Unite: però funzionano, così i suoi cittadini hanno accerchiato il compound per protestare contro l’Onu e difendere il proprio leader. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.257: La Casa Bianca di Juba
Nel megacomplesso della Casa Bianca di Juba i ribelli sudsudanesi hanno messo piede per la prima volta nel 2011, con l’indipendenza del paese. Ci hanno trovato dentro scheletri, femori, teschi umani che emergevano dalla sabbia. Erano delle persone che stavano dalla loro parte, la rete dei civili che sosteneva la guerra di liberazione: suore, preti, bambini, commercianti, infermiere, insegnanti. Lì il Sudan, arabo e musulmano, aveva imprigionato, torturato e ucciso donne e uomini del sud, dove la prima religione organizzata è il cristianesimo e si parla inglese, che si era ribellato. Nel 2011 è nato il Sud Sudan, il paese più giovane del mondo, nell’euforia generale — sudsudanese e occidentale. C’erano le premesse per un grande successo, ma è andato tutto storto. E proprio lì, alla Casa Bianca, che doveva custodire la memoria di quello che era stato e non sarebbe mai più dovuto succedere, è iniziata un'altra guerra civile, questa volta tutta interna al Sud Sudan. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Kiir First Speech In Independent South Sudan, Citizen Tv Kenya, 10 luglio 2011; Early morning arrivals at John Garang's mausoleum, Africanews, 9 luglio 2011 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.256: L’omicidio dell’uomo che ha salvato Kyiv
Denis Kireev, un banchiere quarantenne piuttosto famoso, viene ritrovato su un marciapiede del centro con un foro di proiettile alla base del cranio. Kireev faceva parte della delegazione ucraina che, in Bielorussia, subito dopo l’invasione russa, si incontrava con la delegazione di Mosca per provare a fermare l’invasione. Nei primi giorni di guerra Kyiv era nel panico: nessuno aveva la certezza che la capitale si sarebbe salvata, che i russi non fossero capaci di prenderla. È stato lui, grazie ai suoi contatti tra le persone che contano a Mosca - a permettere all’esercito ucraino di sventare il piano russo per prendere Kyiv. In Ucraina lui è “l’uomo che ha salvato la capitale”. La sua morte aveva portato i sospetti sui russi. Ma Kireev non è stato ucciso dai russi. È stato ammazzato dagli agenti dei servizi segreti ucraini che avrebbero dovuto proteggerlo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Air raid sirens ring out on Kyiv's Maidan Square amid ongoing Russian invasion, Afp, 2 marzo 2022; Heavy traffic in Kyiv after Putin launches Russian military operation, Afp, 24 febbraio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.255: A Gerusalemme il sangue è carburante
Khairi Alkam è il nome di un palestinese accoltellato a morte all’uscita dalla moschea da un terrorista israeliano nel 1998. Khairi Alkam è anche il nome del terrorista palestinese di 21 anni che venerdì scorso ha ammazzato sette ebrei all’uscita della sinagoga. Sono nonno e nipote. Ma in questa storia c’è anche un altro protagonista: il ministro alla Sicurezza Nazionale dell’ultra destra Itamar Ben Gvir. Venerdì sulla strada insanguinata del quartiere ortodosso di Gerusalemme c’era il cadavere del giovane Khairi Alkam e c’era Ben Gvir. L’ultima sequenza di violenze e vendette a Gerusalemme e nei territori occupati è la più grave in oltre dieci anni, e non è finita. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Israel/Palestine Intifada, Ap Archive, 21 luglio 2015; account Twitter Neveragainglivepodcast, 27 gennaio 2023; Palestinians killed as Israeli forces raid Jenin refugee camp in West Bank, The Guardian, 26 gennaio 2023; account Twitter Klaiman14, 28 gennaio 2023; Dramatic Footage Shows Gaza Under Attack And Missiles Targeting Israel, Insider News, 13 maggio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.254: Il documentario censurato in India (e Elon Musk che si scorda il Free speech)
La BBC ha trasmesso un documentario sull’India. Nella prima puntata racconta il massacro di centinaia di musulmani avvenuto nel 2002 in Gujarat. È una vicenda che in India si conosce ma nell’India di oggi è diventato un tema proibito perché al governo non piace che se ne parli. Perché nel 2002 il Gujarat era governato dall’astro nascente della destra ultra induista, Narendra Modi, che oggi però è il primo ministro. Adesso che è il capo, quando la BBC ha trasmesso la prima puntata del documentario, ha ordinato ai social network di censurare tutto. I social network hanno obbedito, compresa la nuova Twitter di Elon Musk, che ha stravolto regole e policy, ha riabilitato complottisti e esagitati che insultano perché per Musk il Free speech è sacro. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: India: The Modi Question, Bbc, 17 gennaio 2023; Students detained over planned screening of BBC Modi documentary, 26 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.253: La figlia di Kim Jong-un
Si chiama Kim Ju-Ae e in realtà non sappiamo di preciso quanti anni abbia, ma pare sia nata nel 2013. Si dice sia la figlia più amata da Kim Jong-un, il dittatore della Corea del nord. Di recente è comparsa molte volte accanto al leader coreano, in occasioni specifiche: in concomitanza con il lancio di missili balistici o durante incontri con gli ingegneri missilistici del paese. I media locali ne hanno dato grande risalto, le foto hanno fatto il giro del mondo. E i servizi segreti coreani e americani stanno impazzendo per capire perché Kim abbia voluto mostrare a tutti Kim Ju-Ae proprio ora. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: notiziario in coreano di Kbs, 2 gennaio 2023; Kim Jong-un mourns the death of his mentor, Korea Now, 23 maggio 2022; Kim Jong-un watches grandfather's centenary parade, The Telegraph, 15 aprile 2012 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.252: Silicon Valley addio
“Il mio cuore è sprofondato”, ha scritto Katherine Wong, una dipendente di Google all'ottavo mese di gravidanza. Le mancava solo un mese al congedo di maternità quando ha scoperto di essere stata licenziata. L’ha capito come tutti in Google: ha ricevuto una mail dove c'era scritto che la sua mail aziendale sarebbe stata disattivata. Si tratta di un fenomeno che sta assumendo dimensioni colossali. Anche se investono in AI e Metaverso, la pubblicità online resta il principale introito di molte Big Tech e sta calando rapidamente, così molti dipendenti diventano superflui. Il monopolio della pubblicità online è anche il motivo per cui ieri il governo degli Stati Uniti ha fatto causa a Google. Tra il 2022 e l'inizio del 2023 almeno 200 mila persone sono state licenziate dalle aziende tecnologiche americane, e non è finita. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Justice Department files lawsuit against Google over digital advertising, Msnbc, 24 gennaio 2023; account Twitter RastaSteve9, 24 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.251: Oggi in Perù c’è la “presa di Lima”
Oggi a Lima c’è un’altra grande manifestazione contro il governo. Arriva dopo che nei giorni scorsi la polizia aveva fatto irruzione, e 200 arresti, nel campus dell’Università San Marcos. Da un mese in Perù ci sono scioperi, manifestazioni, scontri. Le richieste di chi protesta sono tre: le dimissioni della nuova presidente Dina Boluarte, elezioni e una nuova Costituzione che tenga conto dei poveri, che sono la maggioranza del paese. Al momento però ci sono solo circa 60 manifestanti ammazzati, 580 feriti e più di 500 arrestati. Nelle aree povere e rurali dove tutto è cominciato le madri dei manifestanti mettono le bare bianche dei figli minorenni in mezzo alle strade invece di seppellirli subito: è un messaggio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Wayka Perù, 21 gennaio 2023; Susel Paredes responde a Tania Ramírez: “Sí, soy caviar y no tengo ninguna vergüenza”, La Republica, 16 gennaio 2023; Scenes from Violent Clashes with Police in Peru, Bloomberg, 23 gennaio 2023; account Twitter Juan Carlos Sanchez, 19 gennaio 2023; Los discursos de Dina Boluarte: entre el cuestionamiento y el pedido por la paz, Panorama, 23 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.250: Felini, meme e graffiti. La guerra vista da Berlino
Sui muri di Berlino c’è una battaglia tra i graffitari che contestano il sostegno all’Ucraina e quelli secondo cui non è sufficiente. Online è pieno di meme contro il cancelliere Olaf Scholz, in piazza ci sono i sit-in e i canti: “Liberate i leopardi!” (riferiti ai carri armati tedeschi Leopard 2 che chiede Kyiv). Ma il “no” all’invio di Leopard pronunciato dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius a Ramstein è solo provvisorio. Soprattutto, su quale sia la reale posizione di Berlino rispetto alla guerra in Ucraina si sta facendo molta confusione. The Sun, 21 gennaio 2023; Crux, 21 gennaio 2023; Oneindia News, 28 settembre 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.249: Una buona notizia dall’Etiopia
La guerra in Etiopia è finita e la pace vale 42 milioni di dollari. La guerra era iniziata a novembre 2020, due anni fa, con un attacco del Fronte di liberazione della regione del Tigray a una caserma etiope. Il presidente dell’Etiopia è Abiy Ahmed: nel 2019 aveva vinto il Nobel per la pace, ma di fronte all’attacco tigrino decide di fare la guerra. Due anni dopo, il conflitto che ha portato centinaia di migliaia di morti si conclude formalmente a Pretoria, in Sudafrica. Ma solo il 13 gennaio si può dichiarare davvero finita la guerra. E, sorpresa, c’è lo zampino della Ue. Bruxelles per assicurare la fine delle ostilità ha messo sul piatto 32 milioni per migliorare la produttività agricola del Tigray e 10 milioni per progetti sulla rete elettrica nelle aree colpite dalla guerra e non solo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Éthiopie: visite conjointe des MAE française et allemande, Tv5Monde, 13 gennaio 2023; Ethiopian PM Abiy Ahmed claims war gains, urges TPLF rebels to ‘surrender’ , Wion, 1 dicembre 2021; French, German ministers hail Ethiopia peace deal, Africa News, 13 gennaio 2023; Final 10000 m women barcelona 1992 Elena meyer et derartu Tulu, canale YouTube Hamza 20, 4 maggio 2020 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.248: Jacinda Ardern non ha più voglia di essere la premier, e un’icona
Jacinda Ardern si è dimessa. Ha detto che per fare il capo di un governo serve “il serbatoio pieno”, ma anche dei litri di riserva per le sfide inaspettate. E ha detto che il suo serbatoio non è pieno. Jacinda Arden è stata la prima donna di sinistra della sua generazione a vincere le elezioni e conquistare il potere, nel paese che – per primo al mondo – ha riconosciuto alle donne il diritto di votare nel 1893. È stata la seconda donna leader della storia a governare incinta. Le sue dimissioni arrivano senza che sia successo assolutamente niente. Non c’è stato uno scandalo, una polemica, un errore imperdonabile o un calo di consenso irrecuperabile. È un’ammissione umanissima e impolitica. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Jacinda Ardern resigns as prime minister of New Zealand in shock announcement, The Guardian, 19 gennaio 2023; The many times Jacinda Ardern has faced sexist questions from reporters, The Guardian, 30 novembre 2022; Christchurch mosque shootings: 19 minutes of terror, Sky News, 24 agosto 2020; How New Zealand reacted to the Christchurch mosque attacks, Nz Herald, 22 marzo 2019 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.247: Un elicottero contro un asilo a Kyiv e tutte le morti indirette di una guerra
Stamattina un elicottero militare ucraino si è schiantato contro un asilo a Kyiv: sono morte almeno 15 persone, tra cui il ministro dell'Interno Denis Monastyrsky. Tra le vittime ci sono anche i tre bambini e altri alti funzionari del ministero. Non si sa ancora cosa sia successo, quali siano le cause dello schianto. Per il momento, non c’è nessun segno che faccia pensare che l'elicottero sia stata abbattuto da dei missili russi. È stato un incidente. Ma le tragedie incidentali durante una guerra si moltiplicano. Perché la prudenza è un lusso da gente che vive in pace. Altre morti di cui è indirettamente responsabile Mosca, da quando ha aggredito l’Ucraina 11 mesi fa. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Ukraine helicopter crash: At least 14 killed in kindergarten incident in Brovary, Kyiv, The Telegraph, 18 gennaio 2023; Aftermath of helicopter crash outside Kyiv which killed 16, Afp, 18 gennaio 2023; account Twitter Jos Quinten, 18 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.246: C’era una volta la Cina di Jack Ma
Jack Ma che canta, che imita Michael Jackson, che si fa intervistare da Obama, che racconta di essersi ispirato a Forrest Gump, che fonda Alibaba, che diventa un miliardario apprezzato dal Partito comunista: quel Jack Ma, e quella Cina, non esistono più. Ant Financial, il braccio fintech di Alibaba, ha comunicato che Jack Ma ha rinunciato al controllo del gruppo. Dopo che la quotazione della sua azienda era stata bloccata dal partito comunista, dopo le multe inflitte ad Alibaba, Jack Ma sembra essersi arreso, per salvare la sua società. E con questa resa, più o meno imposta, finisce anche la sua epoca: quella delle piattaforme gradite al Partito, quella dell’imprenditore che dopo tante porte in faccia, era riuscito a costruire un impero. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Apsara 2017 | Unchained Melody sing by Jack Ma, Alibaba Cloud, 13 ottobre 2017; Alibaba Founder Jack Ma: 'Harvard Rejected Me 10 Times’, World economic forum, 25 giugno 2016; Alibaba CEO Jack Ma on 'Ecosystems' and 'Forrest Gump’, NbcNews, 19 settembre 2014 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.245: Perché fare un processo per i crimini di guerra in Ucraina è complicato
Questo fine settimana un bomba russa ha sfondato un grattacielo ucraino a Dnipro. Ci sono almeno quaranta morti, intere famiglie sparite tutte insieme nei 72 appartamenti distrutti. Quello di Dnipro potrebbe essere un crimine di guerra. Solo che punire i crimini di guerra è complicato ma a volte succede: nel 2020 è accaduto nel caso di un ex comandante di un gruppo di ribelli in Liberia, in Africa. È successo anche nel 2022, in Germania, con la condanna all’ergastolo di un colonnello siriano dei servizi segreti di Assad. Sia Zelensky, sia l’Ue hanno chiesto un tribunale speciale per i crimini di guerra in Ucraina. Solo che sia la Corte permanente dell’Aja che tutti i Tribunali speciali ad hoc che sono stati fatti nella storia hanno sempre funzionato solo con un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dove però c’è anche la Russia che, ha potere di veto dentro quel Consiglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Igor Susko, 14 gennaio 2023; German court finds former Syrian colonel guilty of war crimes, Global News, 17 gennaio 2022; President Zelensky Request for Special War Crimes Tribunal, canale Youtube Todd Shobe, 15 luglio 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.244: La prima quasi-conquista russa dopo molto tempo
Soledar è un villaggio a venti minuti di auto da Bakhmut che ormai non esiste più. Non tutti i modi per condurre una guerra fanno lo stesso numero di vittime: quello che si vede a Bakhmut e Soledar è il modo per farne di più. La 46esima brigata dell'aviazione ucraina racconta le lotte nel ghiaccio, con i pugnali, attraverso le parole di un suo soldato, Dmitryi, che di secondo lavoro faceva l'attore di teatro. La battaglia assomiglia a un suicidio di massa perché il corpo a corpo è un metodo di combattimento primitivo che implica una carneficina di tutti. Dei russi che l’hanno imposto e di chi si difende. Prendere Soledar per Mosca significa prendere Bakhmut. Stringendola nella morsa di un accerchiamento quasi completo, da cui gli ucraini a un certo punto si sottrarranno. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Denes Torteli, 13 gennaio 2023; account Twitter Thomas Van Linge, 10 gennaio 2023; account Twitter Roman Sheremeta, 10 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.243: La guerra alla droga in Messico è finita (male)
Stanotte i narcos hanno pubblicato un video con due giovani giornalisti che hanno rapito in catene: il timore è che le autorità non si muoveranno. La guerra alla droga in Messico è finita perché aveva fallito: ha fatto un mucchio di morti ma non ha fermato il narcotraffico. L’aveva cominciata George W. Bush nel 2007 con l’intesa di Merida, praticamente tutto a carico degli Stati Uniti: armi, sistemi di sorveglianza, uomini. Risultato: non ha funzionato. Allora arriva un’altra operazione: “Fast and furious”, il colpo di grazia. Un programma segreto finito malissimo. Ma se la guerra alla droga è andata male, l’inazione di AMLO (Andrés Manuel López Obrador), il presidente messicano che aveva fatto la campagna elettorale promettendo “abbracci e non proiettili”, non va meglio. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Tyler Mattiace, 11 gennaio 2023; Blindati, fucili al cielo e una mitragliatrice antiaerea. L’esercito dei narcotrafficanti omaggia il suo capo – Il video, Open, 21 luglio 2020; account Twitter Narco_Polo420, 5 gennaio 2023; Bush meeting Mexico's President Calderon, Ap Archive, 21 luglio 2015; account Twitter havoc619D, 2 gennaio 2023; AMLO habló de la captura de Ovidio Guzmán el pasado diciembre, Milenio; account Twitter jmscaronte, 5 gennaio 2023; account Twitter Investmenthulk, 6 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.242: “Harry & Haqqani”. Il Principe parla di Afghanistan e fa un casino
Dopo molte anticipazioni “Spare”, il libro del Principe Harry, è uscito. Ha fatto arrabbiare un po’ tutti: famiglia reale e stampa britannica. Ma non solo, Harry è stato un soldato dell’esercito del Regno Unito e ha combattuto in Afghanistan. La parte dedicata a questo tema dell’autobiografia ha indignato i veterani suoi ex compagni e superiori. Soprattutto ha fatto arrabbiare i talebani. Ad Harry ha risposto Anas Haqqani, parente stretto di Sirajuddin Haqqani, l’attuale ministro dell’Interno dell’Afghanistan che è anche il capo di un gruppo terrorista pericoloso ed è molto amico di Al Qaida come lo era di Osama bin Laden. I militari britannici adesso dicono che Harry si è messo in pericolo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Royal Family, Harry: «Non so se andrò all’incoronazione di mio padre», Corriere della Sera, 5 gennaio 2023; Harry: «Reazione orribile della Famiglia Reale quando morì Elisabetta II», Corriere della Sera, 9 gennaio 2023; U S Special Forces Combat Footage in Afghanistan Helmet Cam Live Action, canale YouTube War Info, 23 giugno 2018; Haqqani: Kabul Will Not Submit to Intl Calls To Oppose Islamic Sharia, Tolo News, 7 agosto 2022; Sirajuddin Haqqani shows face for the first time, Ariana News, 5 marzo 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.241: Biden in Messico. Il figlio del Chapo è un regalo per lui, che però più che ai narcos pensa ai migranti
Il presidente americano è in Messico, è atterrato ieri per il Meeting annuale dei leader dell’America del nord. In regalo il presidente messicano Amlo gli ha fatto trovare il figlio di El Chapo, Ovidio Guzmán-López, soprannominato“El raton”, “Il topo”. Da quando avevano arrestato il padre, era lui a gestire una costola della holding messicana del nacrotraffico. El raton era un super ricercato dalle agenzie degli Stati Uniti con una taglia milionaria sulla testa: è un regalo per Biden, o forse Amlo si aspetta che sia l’inizio di uno scambio di doni. Ma prima di arrivare in Messico, Biden ha visitato il confine sud. La sua priorità in questo momento infatti non è il traffico di droga, sono i migranti. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Danielrubrick, 5 gennaio 2023; account Twitter Agcast, 6 gennaio 2023; account Twitter Reportes Nicas!, 6 gennaio 2023; Arrest of El Chapo’s son sparks violence in Mexican city of Culiacán, Abc7, 6 gennaio 2023; AMLO sobre la captura de Ovidio Guzmán "se actuó de manera responsable para evitar víctimas”, Milenio, 6 gennaio 2023; Biden will visit U.S.-Mexico border in El Paso, Wfaa, 6 gennaio 2023 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.240: Il prevedibilissimo assalto al Congresso in Brasile
Ieri migliaia di sostenitori di Jair Bolsonaro sono entrati nel palazzo del Congresso. A Palacio do Planalto, il palazzo presidenziale, e dentro la Sede della corte suprema elettorale. Lì dentro hanno rotto molte cose e ne hanno rubate altre. Quello che è successo a Brasilia assomiglia più a un gigantesco e osceno atto vandalico di massa contro le regole della democrazia per crearsi una selfie opportunity alle spalle… che a un golpe. Il problema infatti è soprattutto un altro: era prevedibilissimo – ma non è stato evitato. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: account Instagram vdnews, 9 gennaio 2023; account Twitter di Roberto Valencia, 8 gennaio 2023; account Twitter Marco Fattorini, 8 gennaio 2023; Bbc Brasil, 8 gennaio 2023; account Twitter Popular Front, 9 gennaio 2022; account Twitter Ron Filipkwoski, 23 novembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.239: Una bambina cinese e una riapertura horror
L’8 gennaio, domenica, la Cina riapre i confini. L'inversione di marcia di Xi Jinping è arrivata all’improvviso, a sorpresa, senza che nessuno se lo aspettasse. Senza dare alcuna spiegazione e senza adeguata preparazione. Ad esempio senza scorte di medicinali e di vaccini efficaci e il rischio di milioni di morti. La riapertura cinese sarà anche il fatto più importante per l’economia globale nel 2023. Una Cina riaperta consumerà di più e questo potrebbe dire aumento dell’inflazione. E avrà più bisogno di risorse: la Cina che apre e cresce significa un grande comeptitor che proverà ad accaparrarsi gas sul mercato, togliendone ad altri e facendo aumentare il suo prezzo. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: China's rural medical system ready for COVID surge from festival trips, CGTN, 2 gennaio 2023; Full text: Chinese President Xi Jinping's 2022 New Year address, CGTN, 31 dicembre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices