
Stories
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Ep.104: La spina dorsale dell'Ucraina
Le ferrovie ucraine sono un piccolo successo nella tragedia della guerra. Prima dell'invasione russa erano famose per la loro corruzione. Adesso lo sono per il coraggio dimostrato dai dipendenti, che hanno deciso di non scappare, continuando a lavorare mentre piovevano i missili. Nonostante il caos hanno garantito più treni del solito per permettere le evacuazioni di migliaia di civili. E si sono dimostrati umani: hanno trovato posto nei vagoni frigoriferi a centinaia di cadaveri di giovani soldati russi che l'esercito di Mosca ha abbandonato. Per farlo si sono presi dei rischi, come usare un bene prezioso, la benzina: servono 100 litri di carburante al giorno per conservare i corpi dei soldati russi morti e mantenere la temperatura necessaria nei frigoriferi. In attesa che qualche madre, prima o poi, li reclami. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.103: Kashmir Files
In India è uscito un film che si chiama “Kashmir Files” e racconta l'esodo della minoranza indù che aveva abbandonato le proprie case nella valle del Kashmir per scappare dalla violenza del movimento separatista. Il film ha avuto un grande successo, con un problema: gli spettatori escono dalle sale gridando “morte ai musulmani”. Il film è considerato un blockbuster della propaganda degli ultra nazionalisti indù. Quelli che hanno eletto Narendra Modi che tre anni fa al Kashmir ha tolto l'autonomia, mandandoci 40mila soldati. E il film rischia di essere una nuova miccia per il territorio conteso da India e Pakistan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.102: Il patriarca della guerra
Kirill è il patriarca della Chiesa Ortodossa russa e ha fatto di tutto per mettere in chiaro che l'Occidente è il male, che Putin “è un miracolo di Dio” e che la guerra in Ucraina, chiamata sempre “operazione speciale”, “è una giusta battaglia contro la lobby gay”. Tanto che papa Bergoglio l'ha definito “il chierichetto di Putin” e la chiesa ortodossa di Kiev venerdì ha deciso di separarsi da quella di Mosca. A Kirill però un eventuale scisma sembra non interessare e ha già trovato i colpevoli: gli spiriti maligni che hanno riempito il cielo ucraino e Lenin. Ma non c’è solo l’aspetto religioso: Kirill è anche uno dei soggetti destinatari delle sanzioni di Bruxelles sul petrolio russo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.101: Assad non può fare a meno delle anfetamine
Venerdì in Germania è iniziato il processo contro due siriani che trafficavano captagon: con il commercio di questa droga si finanzia il regime di Assad. Il captagon è un'anfetamina creata nel 1961. Era usata per curare la narcolessia e i disturbi dell'attenzione, tanto che veniva data ai soldati per non avere paura. Oggi con il captagon ci si sballa nel golfo Persico e la principale cucina dell'anfetamina è in Siria. Per arrivare ai consumatori transita per l'Europa, Italia compresa: nel 2020 nel porto di Salerno c’è stato il più grande sequestro di captagon della storia. Per il regime di Assad è diventato un business fondamentale: dalle macerie della guerra, isolata dalle sanzioni internazionali, la Siria è rinata narco-Stato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.100: La festa delle armi in Texas, nonostante la strage
A 400 chilometri da Uvalde, dove è avvenuta la strage di 19 bambini e due maestre, c’è Houston, dove oggi si tiene il raduno della National Rifle Association, la Nra, l'organizzazione che difende i possessori di armi. Nonostante la carneficina nella Robb Elementary School, l’evento della Nra non è stato cancellato e l’ospite più atteso è Donald Trump. La lobby dei produttori di armi è riuscita finora a evitare i progetti di legge che tentano di rafforzare i controlli su chi acquista le armi. E un sondaggio del New York Times tra i senatori repubblicani dice che nessuno di loro è pronto a votare una legge del genere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.99: Andiamoci a prendere il grano
L’Ucraina è uno dei maggiori produttori di grano del mondo. Ma dal 27 febbraio, il terzo giorno di guerra, tutti i porti ucraini – da Odessa a Mariupol – sono bloccati dalle navi da guerra russe e i prodotti agricoli non possono più partire. La Lituania ha fatto una proposta: andiamocelo a prendere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.98: ‘We have to act’. Un altro massacro negli Stati Uniti
C’è stata un'altra strage in America, è la terza questo mese. Un diciottenne è entrato in una scuola elementare in Texas e ha ucciso 19 bambini e due adulti. In Texas c'è un governatore trumpiano, alcuni anni fa si era lamentato che i sui concittadini non comprassero abbastanza fucili e a settembre ha emanato una legge che permette di girare armati senza licenza. A 600 chilometri di distanza - prima di una partita di basket - ha parlato Steve Kerr, che non è un politico ma un ex campione e oggi allenatore dei Golden State Warriors. Ha detto una cosa importante: “Sono stanco dei minuti di silenzio”, e che ci vuole una legge. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.97: La “febbre” della Corea del Nord
Kim Jong Un si è presentato al funerale di un maresciallo dove c'erano mille soldati senza mascherina (e non è vaccinato), proprio a una parata militare sembra essere cominciata l'epidemia di contagi nel Paese. L’isolamento dal mondo per ragioni politiche aveva salvato la Corea del Nord dal coronavirus, ma adesso quella che chiamano “febbre” ha già colpito 3 milioni di cittadini su 25. Nonostante questo, la tv di Stato dispensa consigli non proprio scientifici: fare gargarismi con l’acqua salata, bere tè allo zenzero o tisane di foglie di salice. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.96: L'eroina del cartone 'Burka Avenger' e i talebani
Tolo Tv è la più importante emittente afghana, è stata lanciata nel 2004. Fin dalla fondazione è stata libera, e adesso prova a restarlo anche sotto il regime dei talebani, contro i quali combatte con il suo palinsesto: con la serie di animazione Burka Avenger, in cui una eroina si batte contro i cattivi che vogliono chiudere la scuola, e con i programmi di news spesso condotti da donne. Da ieri però in Afghanistan è entrato in vigore l’editto talebano che obbliga le donne a indossare il burqa. Per protesta, i giornalisti e i conduttori maschi si sono presentati a volto coperto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.95: Una spia di Pechino in Europa
Dopo una vita da professore e informatore del BND, il servizio di intelligence esterna della Germania, per Klaus Lange era arrivato il momento della pensione. Ma certe passioni sono difficili da archiviare, così lui - a 75 anni - si è fatto reclutare dai servizi segreti cinesi in una università di Shanghai. Anche sua moglie, che ha 64 anni ed è nata in Val Pusteria, è diventata una spia di Pechino. La loro storia aiuta a capire come opera l’intelligence cinese in Europa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.94: I fratelli Rajapaksa nello Sri Lanka che ha finito i soldi
Lo Sri Lanka è una Repubblica semipresidenziale, ma dal 2005 assomiglia più a una monarchia. C’è una famiglia che ha colonizzato tutti i centri di potere e sono i Rajapaksa. È contro di loro che si manifesta a Colombo, perché lo Sri Lanka ha finito i soldi. Colpa della pandemia, del terrorismo e della guerra in Ucraina. Ma anche delle manie di grandezza dei Rajapaksa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.93: Per la resistenza di Mariupol il finale è sospeso
Che Mariupol sarebbe caduta lo avevamo capito da tempo, ma la resistenza dei marines e del battaglione Azov asserragliati nei sotterranei non era solo un gesto eroico: aveva un senso e ha dato all’Ucraina un vantaggio. Adesso che la città è caduta e che i soldati usciti dai sotterranei sono stati fatti prigionieri, non sappiamo cosa li aspetta in Russia. Putin ha promesso di trattarli nel rispetto della legge internazionale, ma questa frase da sola significa poco: il presidente del Parlamento non vuole lo scambio di prigionieri e il capo della commissione Esteri chiede la pena di morte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.92: Il “coltellino svizzero” di Macron
Elisabeth Borne è la nuova prima ministra francese: è disciplinata, efficiente, competente e ha studiato nelle “alte scuole” della République. Ha imparato il mestiere con i socialisti, nell’amministrazione parigina e nei gabinetti, poi ha guidato tre ministeri tecnici. La sua è la gavetta perfetta per diventare la donna che risolverà i problemi del presidente rieletto e per spezzare il cerchio magico tutto maschile di Macron. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.91: La morte di Shireen Abu Akleh
Shireen aveva 51 anni e da 25 faceva la giornalista. E’ morta mentre stava seguendo un raid israeliano in un campo profughi in Cisgiordania, colpita da un proiettile. Il collega che era con lei dice che in quel momento, in quel punto “non c’era resistenza armata palestinese”. Ma per ogni ipotesi di ricostruzione mancano ancora le prove e per capire cosa sia successo servirebbe un’indagine indipendente. Chi la chiede la considera ancora più necessaria dopo quello che è successo durante i funerali, dove poliziotti israeliani hanno preso a manganellate alcuni degli uomini che stavano portando sulle spalle la bara di Shireen. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.90: L'arma della fiducia
L'offensiva del Donbass durerà ancora a lungo, ma il fatto che l’esercito ucraino e i volontari siano riusciti a cacciare i russi prima da Kyiv e poi anche da Kharkiv è stato un’iniezione di fiducia. Adesso c’è chi torna a ragionare in prospettiva e a parlare di ricostruzione. E c’è chi calcola quanti soldi serviranno: almeno 500 miliardi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.89: Sofia e il processo per crimini di guerra
Nei villaggi ucraini a nord di Karkhiv non si può stare tranquilli nemmeno dopo che i soldati russi sono stati cacciati. Perché si lasciano dietro una scia di mine, ma anche perché con la loro artiglieria riescono a colpire una città anche da 30 chilometri di distanza. Ma non tutti i soldati russi sono riusciti nella ritirata: alcuni si arrendono, altri vengono fatti prigionieri. E qui, nella regione di Karkhiv, il procuratore generale ha annunciato di voler avviare il primo processo pubblico a dei soldati russi per crimini di guerra. Uno degli episodi su cui c’è più attesa di vedere come andrà il processo è avvenuto alcuni giorni fa, quando l’esercito ucraino ha ritrovato sei macchine civili con dei corpi carbonizzati. Uno dei corpi era di Sofia, una ragazza di 14 anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.88: Da Kalush all’Eurovision
A rappresentare l'Ucraina all'Eurovision doveva esserci una cantante, che però si è ritirata dopo aver raccontato di essere stata in Crimea (che dal 2014 è territorio nemico). L’invito per Torino è arrivato alla Kalush Orchestra solo il 22 febbraio. Due giorni dopo è iniziata la guerra: in Ucraina gli uomini sono obbligati a combattere e non possono lasciare il Paese. I membri del gruppo hanno archiviato il pensiero dell’Eurovision, poi tutti hanno capito che potevano essere più utili alla causa su un palco internazionale. Anche se all'Eurovision è vietato alcun riferimento politico, tutti si aspettano dalla Kalush Orchestra un messaggio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.87: La doppia faccia dei soldati russi
A nord di Karkhiv la controffensiva ucraina sta liberando i villaggi occupati dai russi, ma i militari di Putin si sono lasciati dietro una scia di mine. I civili rimasti qui raccontano che cosa ha significato vivere per oltre un mese sotto l'occupazione dei soldati russi, che all'inizio sono arrivati quasi sperando di poter essere accolti, ma che alla fine sono diventati paranoici e aggressivi. E che prima di dare il cambio al nuovo battaglione, i soldati russi sparano sui civili, e poi tornano a casa loro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ep.86: A pranzo con Volobuev, il manager di Putin che sta con l'Ucraina
La storia di Igor Volobuev l'abbiamo raccontata qualche giorno fa: è la storia di ucraino diventato manager in Russia. Dopo 33 anni a Mosca, Igor ha deciso di tornare nel suo Paese, per appoggiare la resistenza. Lo abbiamo incontrato in un ristorante di Kyiv per farci raccontare la sua storia, quello che sta succedendo alla sua vita e quello che sta succedendo alla Gazprom, l'azienda di stato russa dove quattro manager sono morti in circostanze misteriose da quando è cominciata la guerra, altri sono stati arrestati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.85: Cosa (non) può festeggiare Putin il 9 maggio
Da quando Putin ha cambiato strategia e l’obiettivo della guerra è diventato la “liberazione del Donbas”, i suoi soldati cercano di conquistare tutto l’oblast di Donetsk e quello di Lugansk. Lì ci sono Lyman, Avdiivka, Pisky e Severodonetsk: le città e i villaggi sulla linea del fronte che abbiamo raccontato nelle ultime puntate. Ma l’offensiva nell’est procede troppo lentamente e i russi potrebbero essere costretti a fermarsi all’inizio dell’estate. Putin il 9 maggio - la festa nazionale in cui si celebra la vittoria sovietica sui nazisti - non sa nemmeno se potrà vantare la conquista definitiva di Mariupol. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.84: Il cantante francese a Mariupol con i russi
François Mauld d'Aymée è un cantante lirico francese che non ha avuto molto successo in patria. Così, la fama è andato a cercarla in Ucraina, dove da anni combatte al fianco dei separatisti russi. Oltre a cantare e recitare, François è molto attivo sui social network, e adesso che si trova a Mariupol il suo account Facebook è un book fotografico di lui in posa tra le macerie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.83: Abituati alla guerra
Ad Avdiivka in russi sono a quattrocento metri e dalle trincee si spara direttamente con i kalashnikov. Qui la guerra non è una novità degli ultimi mesi: “per noi il 24 febbraio è arrivato otto anni fa, a vivere in un bunker e spostarci sotto il rumore dei colpi siamo abituati”. La nuova guerra però è più pericolosa perché dall’altra parte non ci sono i separatisti male equipaggiati, ma i soldati russi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.82: Un diciottenne ucraino e una spia russa sotto i missili
Alex ha 18 anni e con la sua famiglia si è nascosto in cantina fino a quando un colpo d’artiglieria è precipitato nel suo giardino, nel villaggio ormai distrutto di Rubizhne. Quel giorno si sono trasferiti nei sotterranei della scuola elementare insieme a molte altre persone. C’è anche un uomo brizzolato sulla quarantina, da quando è arrivato sembra che la scuola sia diventata il primo target dei missili russi. Quell’uomo è una spia e trasformerà l’evacuazione di Alex in una trappola per soldati ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.81: La linea del fronte in Donbas
Lyman è esattamente sulla linea del fronte dell’offensiva russa nell’est, in uno dei punti più caldi del Donbas. La metà della popolazione è scappata, e chi resta è costretta a correre nei bunker a ogni nuovo attacco dell’artiglieria russo. Tutti i cellulari qui vengono messi in “modalità aereo” perché chiunque venga intercettato può diventare un bersaglio. A chi ha perso tutto qui in città interessa poco di chi avrà la meglio, quello che adesso desiderano è che smettano i colpi dell’artiglieria. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.80: Da manager di Putin a combattente per l’Ucraina
Igor Volobuev è nato in Ucraina ma lavora da 30 anni alla Gazprombank, la banca russa controllata dalla Gazprom, il gas di Stato di Mosca. E’ partito dal basso e ha fatto carriera, fino a diventare vicedirettore dell’area comunicazione. Viveva in Russia e guadagnava bene, poi è sparito. Adesso è ricomparso in Ucraina per combattere nei gruppi di difesa territoriale “fino alla vittoria”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.79 - Giacarta, addio
La capitale dell’Indonesia sta sprofondando: il terreno su cui è costruita affonda ogni anno di qualche centimetro, e a questo si aggiunge l’innalzamento del mare causato dai cambiamenti climatici. Secondo gli esperti, la città potrebbe finire sott’acqua prima del 2050. Per questo il presidente indonesiano Joko Widodo vuole creare la nuova capitale, nel Borneo. Sarà una “smart city nella foresta”, almeno secondo i progetti che per ora però restano solo sulla carta perché per costruire la nuova città servono 30 miliardi di euro. Il governo non li ha, le banche si sono tirate indietro e un ministro ha avanzato un’ipotesi di crowdfunding, chiedendo alla popolazione di partecipare con quello che può. Il rischio è che la nuova capitale diventi un’enclave dei ricchi e che il resto della popolazione di Giacarta sprofonderebbe insieme alla vecchia città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.78 - L’importanza di Al-Aqsa
La Spianata delle moschee, che gli arabi chiamano Al Haram al sharif e gli ebrei Monte del tempio è un posto importante per Gerusalemme, perché quello che succede ad Al-Aqsa si ripercuote sempre in tutto il Paese. E quello che sta succedendo in queste settimane è che nel complesso di Al-Aqsa ci sono stati più di 200 feriti tra i palestinesi solo nella scorsa settimana. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.77 - Come Elon Musk vuole rivoluzionare Twitter
L’uomo più ricco del mondo si compra Twitter per 44 miliardi di dollari, ma questa non è solo una gigantesca operazione finanziaria: è molto di più. Musk dice che Twitter è l’agorà pubblica ma che così com’è non va bene perché adesso ci sono troppe regole. Lui invece vorrebbe più risse e meno diplomazia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.76 - Macron, vittoria annunciata del presidente antipatico
La vittoria di Macron è l’esito più probabile delle elezioni di domenica, ma questa volta per lui le cose sono meno semplici di quanto non fossero cinque anni fa. Perché in questi ultimi anni sono successe varie cose (gilet gialli, pandemia, guerra) ma anche perché - secondo un sondaggio - il 70 per cento dei francesi è “ostile o indifferente” al presidente definito “gelido”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.75: Sanna Marin e la svolta della Finlandia
Dal 1947 ad oggi la Finlandia è stata un esempio da manuale di neutralità in ambito militare. Ma condivide mille chilometri di confine con la Russia e, dopo l'invasione dell'Ucraina, le cose sono cambiate. La premier millennial Sanna Marin, soprannominata la nuova "iron lady", è pronta a presentare domanda per l’adesione alla Nato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.74: Perché il Donbas
Mariupol sta per cadere ma la resistenza c’è ancora, anche se disperata – senza munizioni e senza cibo. La conquista di Mariupol sarebbe il primo successo militare che Putin vuole ottenere in questa nuova fase della guerra, che, per Mosca, significa la conquista dell’est, la terra del carbone, dei minerali rari e del gas neon. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.73: L’isola della morte
Koh Tao è un paradiso terrestre e per questo è da sempre meta di turisti zaino in spalla. Sull’isola vivono quattromila persone e con molta probabilità tra loro ci sono anche i responsabili di oltre una dozzina di morti sospette di giovani backpacker europei, tutti tra i 22 e i 33 anni. Finora le indagini non hanno portato a niente, soprattutto per i rapporti poco chiari tra la polizia e le famiglie più importanti dell’isola di cui fanno parte i primi sospettati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.72: Una retata di nazisti in Germania
In Germania la polizia è alle prese con i neo nazisti: c’è un gruppo di no-vax che progettava di rapire il ministro della Salute, un altro che pianificava di far saltare la rete elettrica nazionale, un altro ancora che organizzava omicidi politici. L’ossessione di tutti questi gruppi è il “Tag X”, cioè il giorno in cui l'atteso colpo di Stato arriverà e si instaurerà lo Stato völkisch: nazionale e popolare. Ma il problema non è solo nazionale, perché adesso le autorità tedesche hanno paura di ritrovarsi cittadini tedeschi che combattono al fianco dei soldati russi in Ucraina. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.71: "Nave da guerra russa, va***lo!". C'è andata
Una delle prime notizie relative a questa guerra riguardava i soldati ucraini che difendevano l’isola del Serpente e, alla richiesta di arrendersi, hanno urlato: “Nave da guerra russa, vaffanculo”. Sono stati i primi eroi ucraini di questa guerra e la loro risposta è diventata il motto della resistenza. Oggi quella nave sta affondando e per gli ucraini è una rivincita, per il Cremlino una figuraccia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.70: Shanghai si arrabbia
A Shanghai vivono 25 milioni di abitanti, la città è grande cinque volte Roma ed è la più ricca della Cina. Ci sono oltre 130.000 casi Covid ed è la peggiore crisi sanitaria dai tempi di Wuhan nel paese della politica “zero casi”. Il risultato è un lockdown che ha portato una crisi in città: è difficile trovare cibo e acqua, le famiglie vengono separate e chi è stato chiuso nei centri non sa quando potrà uscire. Per questo Shanghai protesta (sui social), e questa volta le autorità non possono fare finta di niente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.69: La donna che deve salvare la Russia
La missione di Elvira Nabiullina è sempre stata quella di modernizzare la Russia, cioè l’economia russa. Ma questa guerra ha rovinato tutto il suo lavoro. A Mosca gira voce che la banchiera prodigio di Putin abbia presentato le dimissioni ben due volte, e che Putin però non le abbia accettate. Andando contro a tutto quello per cui ha lavorato finora, Nabiullina è riuscita nel miracolo di evitare il crollo verticale del rublo che tutti si aspettavano dopo l’inizio della guerra. È lei che ha in mano i destini economici del Paese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.68: Le Pen ripulita
Marine Le Pen urla di meno e sorride di più. Si è rifatta l’abito e la sua è una precisa strategia politica: rispetto alle presidenziali del 2017, con una pandemia e una guerra in corso, per vincere bisogna rassicurare. Che possa essere la prossima inquilina dell’Eliseo è comunque improbabile, ma la sua trasformazione è da tenere d’occhio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.67: Il ritorno dei massacratori di Bucha
Dopo il massacro di Bucha, gli uomini del colonnello Asanbekovich si sono ritirati in Bielorussia. Adesso, però, stanno per essere riposizionati nell’est. Per questo Zelensky ha invitato gli abitanti del Donbass a scappare, ma decine di quelli che oggi sono corsi in stazione per fuggire sono stati uccisi da un missile russo. Gli ucraini scappano perché sanno che Bucha è un metodo e non un’eccezione, e il timore è che a Mariupol gli uomini di Kadyrov abbiano fatto di peggio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.66: Il violinista spia e le paranoie in tempo di guerra
Ilya Smetanin ha 35 anni ed è ucraino. Fa il violinista, anche se il suo desiderio è sempre stato fare il pilota. È cresciuto vicino a una base aerea e ha il mito della grande potenza militare sovietica. Ilya è stato arrestato dagli ucraini che lo considerano una spia del nemico e lo accusano di aver passato informazioni militari ai russi prima della guerra. Il video con la sua confessione è stato trasmesso da tutte le televisioni, ma in tempo di guerra il giusto processo è impossibile e la ricerca dei sabotatori mescola realtà e paranoia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.65: Il dilemma dei liberati
Dopo un mese nei bunker gli abitanti delle città distrutte e poi abbandonate dai russi si trovano davanti a un bivio: ricominciare o aspettare, andare via o restare. Farsi una vita altrove o ricostruire la propria qui, dove i soldati di Putin hanno bombardato le case, i negozi e la centrale elettrica. La paura è che i russi possano tornare e rendere vani gli sforzi di chi vorrebbe riaprire il proprio negozio o riparare un ponte distrutto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.64: "Ciao, ho trovato tuo nonno nella città assediata"
Nikita e sua madre sono di Cernihiv ma vivono in Italia da anni. Da un mese non hanno più notizie del nonno Volodymir, che ha 96 anni e vive ancora nella città che è stata assediata e bombardata dai russi. Così sono andata a cercarlo di persona, seguendo Google Maps, facendomi guidare al telefono e bussando alle porte dei vicini. L’ho trovato, qui c’è la sua storia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.63: Entrare a Chernihiv, bombardata e isolata da un mese
Dal 5 marzo la città di Chernihiv era rimasta isolata, accerchiata e sotto le bombe: dentro i cittadini che hanno organizzato la resistenza, fuori i russi, che hanno bombardato gli ospedali, le code dei civili in attesa della razione di pane, le centrali elettriche e l’acquedotto. Entrare a Chernihiv finora è stato impossibile. Noi ci siamo riusciti e abbiamo trovato una città distrutta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.62: Influencer ucraini e propaganda russa
Il personaggio più popolare di Odessa è un influencer e conduttore tv: ha studiato la propaganda russa e ascoltando i talk show ucraini si è convinto che “la svolta di Putin sia un inganno”. E ci ha raccontato cosa succede sui social ucraini, dove le influencer di moda adesso insegnano come fare le molotov e gli account di gatti di razza vengono usati per raccogliere fondi per la resistenza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.61: Vivere a Kherson - intervista esclusiva a chi è rimasto nella città occupata
Anatoly e Alexey sono a Kherson, ci parlano dalla città ucraina presa dai soldati di Putin e ci raccontano come si vive sotto l’occupazione russa. Per loro parlare è rischioso, a Kherson i russi controllano ogni cosa, intercettano le chiamate, perquisiscono gli abitanti e controllano i telefoni: le conversazioni e il rullino foto. Per assicurarsi che chi vive sotto l’occupazione non organizzi rivolte: “molti di noi sono spariti”, ci dice Anatoly. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.60: Il governatore Kim ride dei russi
Vitaly Kim è considerato lo Zelensky numero 2. È il governatore dell'oblast di Mykolaiv ed è molto attivo sui social: ogni giorno invia videomessaggi dal tono perfino ironico sul suo canale Telegram, ed anche questo fa parte di una strategia per sconfiggere i russi. Ma proprio per questo è finito nel mirino dei soldati di Putin: ieri Vitaly Kim è scampato a un attentato nel palazzo dell’amministrazione. È vivo solo perché è arrivato in ritardo in ufficio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.59: La ragazza di Mariupol
Kataryna ha 31 anni e fino a quando ha potuto è rimasta nella sua città, Mariupol, per aiutare la resistenza. Anche se in molti erano scappati, lei non voleva lasciare il Paese, voleva fare la sua parte. È fuggita solo quando a dare l’ordine di lasciare Mariupol sono stati i capi del gruppo di volontari di cui fa parte, quando cioè hanno iniziato a esserci combattimenti casa per casa, strada per strada, e si diffusa la voce che i russi in città stavano dando la caccia proprio ai volontari. Perché - secondo la propaganda russa - i volontari che organizzano la resistenza sarebbero neonazisti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.58: La controffensiva per liberare Kherson
Mykolaïv è l’ultima città ucraina da cui parte la controffensiva nel Sud, che punta a liberare gli abitanti di Kherson, che è stata presa dai russi. Tra queste due città adesso c’è la linea del fronte, che passa per il villaggio di Shevchenkove, dove il capo dell’amministrazione locale è stato rapito, torturato, ucciso e impiccato a un albero: era un messaggio alla popolazione per spingerla ad arrendersi. Qui sono rimasti solo pochi residenti: molti sono agricoltori, non vogliono lasciare i loro animali e i loro campi, anche se non sono più coltivabili perché i russi li hanno disseminati di mine. Nelle loro fattorie, oggi, trovano alloggio i soldati ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.57: Perché i russi vogliono il sud
L'obiettivo dei russi è di togliere all'Ucraina la striscia di terra sul mare. Stanno assediando Mariupol, punto strategico per unire la Crimea alle repubbliche autoproclamante e avere il controllo del Mar d’Azov, il prossimo obiettivo sarà Odessa, la più importante città portuale dell’Ucraina. È qui che siamo diretti in questo nuovo viaggio in Ucraina. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.56: A che punto è la guerra
L’esercito russo è più forte di quello ucraino, più numeroso e meglio armato. Nonostante questo, gli ucraini stanno riuscendo a fermare l’avanzata del nemico e stanno tentando delle controffensive. I russi, dal canto loro, stanno commettendo degli errori, come quello di comunicare tra loro su frequenze non protette. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.55: Il professore di geografia
Kamran Manafly ha 28 anni ed è un insegnante di geografia al liceo numero 498 di Mosca. Il clima nella sua scuola, come in tutte le altre, è cambiato quando è cominciata l’invasione. I suoi studenti gli facevano domande sulla guerra, lui aveva l’ordine di non rispondere se non ripetendo “le linee guida” diffuse dal governo centrale su come raccontare “l’operazione speciale” ai ragazzi. Ha detto che non era a suo agio con questa imposizione, e come lui molti altri insegnanti.Quando ha provato a tornare in classe, c’erano dei dei poliziotti che lo aspettavano per impedirglielo e, dietro a quei poliziotti, gli sguardi increduli dei suoi studenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices