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1,039 episodes — Page 20 of 21

Ep.88: Da Kalush all’Eurovision

A rappresentare l'Ucraina all'Eurovision doveva esserci una cantante, che però si è ritirata dopo aver raccontato di essere stata in Crimea (che dal 2014 è territorio nemico). L’invito per Torino è arrivato alla Kalush Orchestra solo il 22 febbraio. Due giorni dopo è iniziata la guerra: in Ucraina gli uomini sono obbligati a combattere e non possono lasciare il Paese. I membri del gruppo hanno archiviato il pensiero dell’Eurovision, poi tutti hanno capito che potevano essere più utili alla causa su un palco internazionale. Anche se all'Eurovision è vietato alcun riferimento politico, tutti si aspettano dalla Kalush Orchestra un messaggio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 11, 202210 min

Ep.87: La doppia faccia dei soldati russi

A nord di Karkhiv la controffensiva ucraina sta liberando i villaggi occupati dai russi, ma i militari di Putin si sono lasciati dietro una scia di mine. I civili rimasti qui raccontano che cosa ha significato vivere per oltre un mese sotto l'occupazione dei soldati russi, che all'inizio sono arrivati quasi sperando di poter essere accolti, ma che alla fine sono diventati paranoici e aggressivi. E che prima di dare il cambio al nuovo battaglione, i soldati russi sparano sui civili, e poi tornano a casa loro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 10, 202212 min

Ep.86: A pranzo con Volobuev, il manager di Putin che sta con l'Ucraina

La storia di Igor Volobuev l'abbiamo raccontata qualche giorno fa: è la storia di ucraino diventato manager in Russia. Dopo 33 anni a Mosca, Igor ha deciso di tornare nel suo Paese, per appoggiare la resistenza. Lo abbiamo incontrato in un ristorante di Kyiv per farci raccontare la sua storia, quello che sta succedendo alla sua vita e quello che sta succedendo alla Gazprom, l'azienda di stato russa dove quattro manager sono morti in circostanze misteriose da quando è cominciata la guerra, altri sono stati arrestati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 9, 202216 min

Ep.85: Cosa (non) può festeggiare Putin il 9 maggio

Da quando Putin ha cambiato strategia e l’obiettivo della guerra è diventato la “liberazione del Donbas”, i suoi soldati cercano di conquistare tutto l’oblast di Donetsk e quello di Lugansk. Lì ci sono Lyman, Avdiivka, Pisky e Severodonetsk: le città e i villaggi sulla linea del fronte che abbiamo raccontato nelle ultime puntate. Ma l’offensiva nell’est procede troppo lentamente e i russi potrebbero essere costretti a fermarsi all’inizio dell’estate. Putin il 9 maggio - la festa nazionale in cui si celebra la vittoria sovietica sui nazisti - non sa nemmeno se potrà vantare la conquista definitiva di Mariupol. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 6, 202211 min

Ep.84: Il cantante francese a Mariupol con i russi

François Mauld d'Aymée è un cantante lirico francese che non ha avuto molto successo in patria. Così, la fama è andato a cercarla in Ucraina, dove da anni combatte al fianco dei separatisti russi. Oltre a cantare e recitare, François è molto attivo sui social network, e adesso che si trova a Mariupol il suo account Facebook è un book fotografico di lui in posa tra le macerie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 5, 202210 min

Ep.83: Abituati alla guerra

Ad Avdiivka in russi sono a quattrocento metri e dalle trincee si spara direttamente con i kalashnikov. Qui la guerra non è una novità degli ultimi mesi: “per noi il 24 febbraio è arrivato otto anni fa, a vivere in un bunker e spostarci sotto il rumore dei colpi siamo abituati”. La nuova guerra però è più pericolosa perché dall’altra parte non ci sono i separatisti male equipaggiati, ma i soldati russi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 4, 20229 min

Ep.82: Un diciottenne ucraino e una spia russa sotto i missili

Alex ha 18 anni e con la sua famiglia si è nascosto in cantina fino a quando un colpo d’artiglieria è precipitato nel suo giardino, nel villaggio ormai distrutto di Rubizhne. Quel giorno si sono trasferiti nei sotterranei della scuola elementare insieme a molte altre persone. C’è anche un uomo brizzolato sulla quarantina, da quando è arrivato sembra che la scuola sia diventata il primo target dei missili russi. Quell’uomo è una spia e trasformerà l’evacuazione di Alex in una trappola per soldati ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 3, 20229 min

Ep.81: La linea del fronte in Donbas

Lyman è esattamente sulla linea del fronte dell’offensiva russa nell’est, in uno dei punti più caldi del Donbas. La metà della popolazione è scappata, e chi resta è costretta a correre nei bunker a ogni nuovo attacco dell’artiglieria russo. Tutti i cellulari qui vengono messi in “modalità aereo” perché chiunque venga intercettato può diventare un bersaglio. A chi ha perso tutto qui in città interessa poco di chi avrà la meglio, quello che adesso desiderano è che smettano i colpi dell’artiglieria. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

May 2, 202211 min

Ep.80: Da manager di Putin a combattente per l’Ucraina

Igor Volobuev è nato in Ucraina ma lavora da 30 anni alla Gazprombank, la banca russa controllata dalla Gazprom, il gas di Stato di Mosca. E’ partito dal basso e ha fatto carriera, fino a diventare vicedirettore dell’area comunicazione. Viveva in Russia e guadagnava bene, poi è sparito. Adesso è ricomparso in Ucraina per combattere nei gruppi di difesa territoriale “fino alla vittoria”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 29, 20228 min

Ep.79 - Giacarta, addio

La capitale dell’Indonesia sta sprofondando: il terreno su cui è costruita affonda ogni anno di qualche centimetro, e a questo si aggiunge l’innalzamento del mare causato dai cambiamenti climatici. Secondo gli esperti, la città potrebbe finire sott’acqua prima del 2050. Per questo il presidente indonesiano Joko Widodo vuole creare la nuova capitale, nel Borneo. Sarà una “smart city nella foresta”, almeno secondo i progetti che per ora però restano solo sulla carta perché per costruire la nuova città servono 30 miliardi di euro. Il governo non li ha, le banche si sono tirate indietro e un ministro ha avanzato un’ipotesi di crowdfunding, chiedendo alla popolazione di partecipare con quello che può. Il rischio è che la nuova capitale diventi un’enclave dei ricchi e che il resto della popolazione di Giacarta sprofonderebbe insieme alla vecchia città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 28, 20226 min

Ep.78 - L’importanza di Al-Aqsa

La Spianata delle moschee, che gli arabi chiamano Al Haram al sharif e gli ebrei Monte del tempio è un posto importante per Gerusalemme, perché quello che succede ad Al-Aqsa si ripercuote sempre in tutto il Paese. E quello che sta succedendo in queste settimane è che nel complesso di Al-Aqsa ci sono stati più di 200 feriti tra i palestinesi solo nella scorsa settimana. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 27, 20228 min

Ep.77 - Come Elon Musk vuole rivoluzionare Twitter

L’uomo più ricco del mondo si compra Twitter per 44 miliardi di dollari, ma questa non è solo una gigantesca operazione finanziaria: è molto di più. Musk dice che Twitter è l’agorà pubblica ma che così com’è non va bene perché adesso ci sono troppe regole. Lui invece vorrebbe più risse e meno diplomazia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 26, 20228 min

Ep.76 - Macron, vittoria annunciata del presidente antipatico

La vittoria di Macron è l’esito più probabile delle elezioni di domenica, ma questa volta per lui le cose sono meno semplici di quanto non fossero cinque anni fa. Perché in questi ultimi anni sono successe varie cose (gilet gialli, pandemia, guerra) ma anche perché - secondo un sondaggio - il 70 per cento dei francesi è “ostile o indifferente” al presidente definito “gelido”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 22, 20227 min

Ep.75: Sanna Marin e la svolta della Finlandia

Dal 1947 ad oggi la Finlandia è stata un esempio da manuale di neutralità in ambito militare. Ma condivide mille chilometri di confine con la Russia e, dopo l'invasione dell'Ucraina, le cose sono cambiate. La premier millennial Sanna Marin, soprannominata la nuova "iron lady", è pronta a presentare domanda per l’adesione alla Nato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 21, 20225 min

Ep.74: Perché il Donbas

Mariupol sta per cadere ma la resistenza c’è ancora, anche se disperata – senza munizioni e senza cibo. La conquista di Mariupol sarebbe il primo successo militare che Putin vuole ottenere in questa nuova fase della guerra, che, per Mosca, significa la conquista dell’est, la terra del carbone, dei minerali rari e del gas neon. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 20, 20227 min

Ep.73: L’isola della morte

Koh Tao è un paradiso terrestre e per questo è da sempre meta di turisti zaino in spalla. Sull’isola vivono quattromila persone e con molta probabilità tra loro ci sono anche i responsabili di oltre una dozzina di morti sospette di giovani backpacker europei, tutti tra i 22 e i 33 anni. Finora le indagini non hanno portato a niente, soprattutto per i rapporti poco chiari tra la polizia e le famiglie più importanti dell’isola di cui fanno parte i primi sospettati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 19, 20225 min

Ep.72: Una retata di nazisti in Germania

In Germania la polizia è alle prese con i neo nazisti: c’è un gruppo di no-vax che progettava di rapire il ministro della Salute, un altro che pianificava di far saltare la rete elettrica nazionale, un altro ancora che organizzava omicidi politici. L’ossessione di tutti questi gruppi è il “Tag X”, cioè il giorno in cui l'atteso colpo di Stato arriverà e si instaurerà lo Stato völkisch: nazionale e popolare. Ma il problema non è solo nazionale, perché adesso le autorità tedesche hanno paura di ritrovarsi cittadini tedeschi che combattono al fianco dei soldati russi in Ucraina. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 15, 20226 min

Ep.71: "Nave da guerra russa, va***lo!". C'è andata

Una delle prime notizie relative a questa guerra riguardava i soldati ucraini che difendevano l’isola del Serpente e, alla richiesta di arrendersi, hanno urlato: “Nave da guerra russa, vaffanculo”. Sono stati i primi eroi ucraini di questa guerra e la loro risposta è diventata il motto della resistenza. Oggi quella nave sta affondando e per gli ucraini è una rivincita, per il Cremlino una figuraccia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 14, 20226 min

Ep.70: Shanghai si arrabbia

A Shanghai vivono 25 milioni di abitanti, la città è grande cinque volte Roma ed è la più ricca della Cina. Ci sono oltre 130.000 casi Covid ed è la peggiore crisi sanitaria dai tempi di Wuhan nel paese della politica “zero casi”. Il risultato è un lockdown che ha portato una crisi in città: è difficile trovare cibo e acqua, le famiglie vengono separate e chi è stato chiuso nei centri non sa quando potrà uscire. Per questo Shanghai protesta (sui social), e questa volta le autorità non possono fare finta di niente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 13, 20228 min

Ep.69: La donna che deve salvare la Russia

La missione di Elvira Nabiullina è sempre stata quella di modernizzare la Russia, cioè l’economia russa. Ma questa guerra ha rovinato tutto il suo lavoro. A Mosca gira voce che la banchiera prodigio di Putin abbia presentato le dimissioni ben due volte, e che Putin però non le abbia accettate. Andando contro a tutto quello per cui ha lavorato finora, Nabiullina è riuscita nel miracolo di evitare il crollo verticale del rublo che tutti si aspettavano dopo l’inizio della guerra. È lei che ha in mano i destini economici del Paese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 12, 20226 min

Ep.68: Le Pen ripulita

Marine Le Pen urla di meno e sorride di più. Si è rifatta l’abito e la sua è una precisa strategia politica: rispetto alle presidenziali del 2017, con una pandemia e una guerra in corso, per vincere bisogna rassicurare. Che possa essere la prossima inquilina dell’Eliseo è comunque improbabile, ma la sua trasformazione è da tenere d’occhio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 11, 20226 min

Ep.67: Il ritorno dei massacratori di Bucha

Dopo il massacro di Bucha, gli uomini del colonnello Asanbekovich si sono ritirati in Bielorussia. Adesso, però, stanno per essere riposizionati nell’est. Per questo Zelensky ha invitato gli abitanti del Donbass a scappare, ma decine di quelli che oggi sono corsi in stazione per fuggire sono stati uccisi da un missile russo. Gli ucraini scappano perché sanno che Bucha è un metodo e non un’eccezione, e il timore è che a Mariupol gli uomini di Kadyrov abbiano fatto di peggio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 8, 20226 min

Ep.66: Il violinista spia e le paranoie in tempo di guerra

Ilya Smetanin ha 35 anni ed è ucraino. Fa il violinista, anche se il suo desiderio è sempre stato fare il pilota. È cresciuto vicino a una base aerea e ha il mito della grande potenza militare sovietica. Ilya è stato arrestato dagli ucraini che lo considerano una spia del nemico e lo accusano di aver passato informazioni militari ai russi prima della guerra. Il video con la sua confessione è stato trasmesso da tutte le televisioni, ma in tempo di guerra il giusto processo è impossibile e la ricerca dei sabotatori mescola realtà e paranoia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 7, 20228 min

Ep.65: Il dilemma dei liberati

Dopo un mese nei bunker gli abitanti delle città distrutte e poi abbandonate dai russi si trovano davanti a un bivio: ricominciare o aspettare, andare via o restare. Farsi una vita altrove o ricostruire la propria qui, dove i soldati di Putin hanno bombardato le case, i negozi e la centrale elettrica. La paura è che i russi possano tornare e rendere vani gli sforzi di chi vorrebbe riaprire il proprio negozio o riparare un ponte distrutto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 6, 20227 min

Ep.64: "Ciao, ho trovato tuo nonno nella città assediata"

Nikita e sua madre sono di Cernihiv ma vivono in Italia da anni. Da un mese non hanno più notizie del nonno Volodymir, che ha 96 anni e vive ancora nella città che è stata assediata e bombardata dai russi. Così sono andata a cercarlo di persona, seguendo Google Maps, facendomi guidare al telefono e bussando alle porte dei vicini. L’ho trovato, qui c’è la sua storia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 5, 202211 min

Ep.63: Entrare a Chernihiv, bombardata e isolata da un mese

Dal 5 marzo la città di Chernihiv era rimasta isolata, accerchiata e sotto le bombe: dentro i cittadini che hanno organizzato la resistenza, fuori i russi, che hanno bombardato gli ospedali, le code dei civili in attesa della razione di pane, le centrali elettriche e l’acquedotto. Entrare a Chernihiv finora è stato impossibile. Noi ci siamo riusciti e abbiamo trovato una città distrutta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 4, 20229 min

Ep.62: Influencer ucraini e propaganda russa

Il personaggio più popolare di Odessa è un influencer e conduttore tv: ha studiato la propaganda russa e ascoltando i talk show ucraini si è convinto che “la svolta di Putin sia un inganno”. E ci ha raccontato cosa succede sui social ucraini, dove le influencer di moda adesso insegnano come fare le molotov e gli account di gatti di razza vengono usati per raccogliere fondi per la resistenza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Apr 1, 20229 min

Ep.61: Vivere a Kherson - intervista esclusiva a chi è rimasto nella città occupata

Anatoly e Alexey sono a Kherson, ci parlano dalla città ucraina presa dai soldati di Putin e ci raccontano come si vive sotto l’occupazione russa. Per loro parlare è rischioso, a Kherson i russi controllano ogni cosa, intercettano le chiamate, perquisiscono gli abitanti e controllano i telefoni: le conversazioni e il rullino foto. Per assicurarsi che chi vive sotto l’occupazione non organizzi rivolte: “molti di noi sono spariti”, ci dice Anatoly. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 31, 20229 min

Ep.60: Il governatore Kim ride dei russi

Vitaly Kim è considerato lo Zelensky numero 2. È il governatore dell'oblast di Mykolaiv ed è molto attivo sui social: ogni giorno invia videomessaggi dal tono perfino ironico sul suo canale Telegram, ed anche questo fa parte di una strategia per sconfiggere i russi. Ma proprio per questo è finito nel mirino dei soldati di Putin: ieri Vitaly Kim è scampato a un attentato nel palazzo dell’amministrazione. È vivo solo perché è arrivato in ritardo in ufficio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 30, 20228 min

Ep.59: La ragazza di Mariupol

Kataryna ha 31 anni e fino a quando ha potuto è rimasta nella sua città, Mariupol, per aiutare la resistenza. Anche se in molti erano scappati, lei non voleva lasciare il Paese, voleva fare la sua parte. È fuggita solo quando a dare l’ordine di lasciare Mariupol sono stati i capi del gruppo di volontari di cui fa parte, quando cioè hanno iniziato a esserci combattimenti casa per casa, strada per strada, e si diffusa la voce che i russi in città stavano dando la caccia proprio ai volontari. Perché - secondo la propaganda russa - i volontari che organizzano la resistenza sarebbero neonazisti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 29, 20229 min

Ep.58: La controffensiva per liberare Kherson

Mykolaïv è l’ultima città ucraina da cui parte la controffensiva nel Sud, che punta a liberare gli abitanti di Kherson, che è stata presa dai russi. Tra queste due città adesso c’è la linea del fronte, che passa per il villaggio di Shevchenkove, dove il capo dell’amministrazione locale è stato rapito, torturato, ucciso e impiccato a un albero: era un messaggio alla popolazione per spingerla ad arrendersi. Qui sono rimasti solo pochi residenti: molti sono agricoltori, non vogliono lasciare i loro animali e i loro campi, anche se non sono più coltivabili perché i russi li hanno disseminati di mine. Nelle loro fattorie, oggi, trovano alloggio i soldati ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 28, 20228 min

Ep.57: Perché i russi vogliono il sud

L'obiettivo dei russi è di togliere all'Ucraina la striscia di terra sul mare. Stanno assediando Mariupol, punto strategico per unire la Crimea alle repubbliche autoproclamante e avere il controllo del Mar d’Azov, il prossimo obiettivo sarà Odessa, la più importante città portuale dell’Ucraina. È qui che siamo diretti in questo nuovo viaggio in Ucraina. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 25, 20228 min

Ep.56: A che punto è la guerra

L’esercito russo è più forte di quello ucraino, più numeroso e meglio armato. Nonostante questo, gli ucraini stanno riuscendo a fermare l’avanzata del nemico e stanno tentando delle controffensive. I russi, dal canto loro, stanno commettendo degli errori, come quello di comunicare tra loro su frequenze non protette. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 24, 20228 min

Ep.55: Il professore di geografia

Kamran Manafly ha 28 anni ed è un insegnante di geografia al liceo numero 498 di Mosca. Il clima nella sua scuola, come in tutte le altre, è cambiato quando è cominciata l’invasione. I suoi studenti gli facevano domande sulla guerra, lui aveva l’ordine di non rispondere se non ripetendo “le linee guida” diffuse dal governo centrale su come raccontare “l’operazione speciale” ai ragazzi. Ha detto che non era a suo agio con questa imposizione, e come lui molti altri insegnanti.Quando ha provato a tornare in classe, c’erano dei dei poliziotti che lo aspettavano per impedirglielo e, dietro a quei poliziotti, gli sguardi increduli dei suoi studenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 23, 20226 min

Ep.54: Quello che sappiamo su Mariupol

Il video giornalista Mstyslav Chernov e il fotografo Evgeniy Malolétka sono gli unici giornalisti rimasti a Mariupol. Il loro è stato un lavoro prezioso, perché senza quelle immagini non avremmo visto né capito quello che è successo a Mariupol. Un lavoro così prezioso i medici dell’ospedale gli prestano dei camici per camuffarli da dottori per evitare che i russi li catturino. Così prezioso che i soldati ucraini hanno rischiato la loro vita per salvarli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 22, 20228 min

Ep.53: La strana alleanza delle milizie ucraine

Dalla parte dell’Ucraina — pronte a combattere contro i russi — ci sono contemporaneamente milizie ebraiche, milizie islamiste, milizie di anarchici, gruppi armati antifascisti e milizie neonaziste. Tra queste la più importante è il battaglione Azov, una organizzazione di estrema destra che è stata inglobata nella Guardia Nazionale ucraina. Al governo di Kyiv serve perché conosce bene il territorio, è organizzata e capace militarmente, anche se tra Zelensky e il battaglione i rapporti non sono mai stati buoni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 21, 20227 min

Ep.52: Kadyrov e i feroci

In questa guerra non ci sono solo i soldati. Ci sono anche le milizie straniere, gruppi paramilitari organizzati, come quelli del leader ceceno Kadyrov, arrivati in Ucraina con il compito di dare la caccia a Zelensky per ucciderlo. E poi ci sono 16mila combattenti siriani, più altri miliziani autoctoni, famosi per la loro ferocia. Un’arma di propaganda che serve a spaventare l’avversario. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 18, 20227 min

Ep.51: Brutti segnali per Putin

Secondo l’intelligence americana in Ucraina sono morti 7000 soldati russi dall’inizio di questa guerra. Significa che il numero di morti tra i soldati russi in tre settimane è più alto del numero di morti tra i soldati americani in vent’anni – sommando sia la guerra in Iraq, che quella in Afghanistan. Alcuni soldati non erano consapevoli di stare andando in guerra, altri non ricevono il rancio. Questi, insieme alle proteste delle madri dei soldati, sono brutti segnali per Putin. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 17, 20227 min

Ep.50: In Russia c’è una frattura generazionale

La percezione che hanno i giovani russi di quello che sta succedendo è diversa da quella dei loro genitori e nonni, e nelle case si litiga. Gli adulti guardano la televisione russa, dove in questo momento la parola “guerra” è vietata, i giovani sanno usare il VPN e riescono ancora ad aprire Twitter (bannato) sul deepweb. Poi raccontano quello che scoprono ai genitori: qualcuno li ascolta, qualcuno li addita come “traditori della patria”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 16, 20227 min

Ep.49: Non è un romanzo di Orwell

Cosa sta succedendo nelle zone dell'Ucraina che i russi hanno già occupato? Nell’est e nel sud-est del paese, a maggioranza russofona, Putin si era convinto che i suoi soldati sarebbero stati accolti a braccia aperte. Invece per prendere città come Volnovakha hanno dovuto raderle al suolo. I sopravvissuti sono usciti dai bunker e hanno trovato i russi che distribuivano volantini e giornali, quelli in cui c’è scritto che non c’è nessuna guerra. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 15, 20226 min

Ep.48: Restituire un favore dopo ottant’anni

Nel 1942 Fania, una ragazzina ebrea che abita nell’ovest dell’Ucraina, si salva dalle deportazioni dei nazisti grazie a Maria, una ragazza poco più grande di lei, che la nasconde in casa sua. Scampata all’olocausto, alla fine della guerra Fania si trasferisce in Israele. Ottant’anni dopo la famiglia di Fania ha restituito il favore. Sua nipote, israeliana, ha salvato le nipoti ucraine di Maria da questa guerra e le ha accolte a casa sua. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 14, 20227 min

Ep.47: I simboli della nuova Ucraina

L’ultimo giorno in Ucraina ho visitato lo zoo di Kyiv, dove è nato un piccolo lemure, a cui hanno dato il nome di Bayraktar, che è il nome dei droni turchi che gli ucraini stanno utilizzando con successo contro le truppe russe. Bayraktar è un simbolo, così come il pilota che - si narra - abbia abbattuto dieci aerei russi nella prima notte dei combattimenti, e così come Zelensky, il presidente che con la sua comunicazione, la sua forza d’animo e il suo carisma sta sostenendo il suo popolo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 11, 202211 min

Ep.46: Il confine

L'invasione lampo di Putin è ormai un piano fallito. L'esercito russo ha adesso una nuova strategia: mentre a Kyiv si prova a far leva sullo stallo, nel resto del Paese il livello di violenza contro i civili è aumentato terribilmente. In attesa di capire le prossime mosse, io sto tornando in Italia, lasciandomi l'Ucraina alle spalle insieme alle migliaia di persone in fuga dalla guerra. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 10, 20226 min

Ep.45: Lo stallo

Archiviata la possibilità di una guerra lampo, Putin passa al piano B: aspettare. Spera che il tempo sia suo alleato, perché con il tempo si abbassa l’attenzione mediatica internazionale, si abbassa il morale della resistenza ucraina e si alza il livello di fame della popolazione rimasta a Kyiv. A quel punto, la capitale potrebbe cadere nelle mani russe per sfinimento. Già adesso in città c’è allarme per le scorte alimentari. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 9, 20228 min

Ep.44: La linea del fronte

A Nord Ovest da Kyiv russi e ucraini combattono: i primi cercano di entrare nella capitale, i secondi di difenderla. A Irpin, dove i russi hanno fatto saltare un ponte, un furgone fa la spola con Kyiv per portare in salvo i civili rimasti, che si trovano proprio sulla linea del fronte. Ma sono disarmati e senza protezione, trasportano valigie e bambini e sperano di poter essere caricati sul furgone e portati lontano da qui. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 8, 20227 min

Ep.43: I soldati russi ingannati da Putin

Alcuni sono giovanissimi, alcuni nemmeno avevano capito di stare iniziando una guerra. Sono i soldati russi inviati da Putin in Ucraina, negli stessi luoghi in cui - fino a pochi mesi fa - trascorrevano le vacanze, al mare di Odessa o nelle altre località turistiche del Paese. E quelli che, spesso disarmati, provano a respingere i loro carri armati sono i ragazzi e gli uomini con cui hanno condiviso le vacanze, con cui hanno bevuto una birra o a cui hanno chiesto una sigaretta. Anche per questo, per Putin non è una guerra facile da vincere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 7, 202211 min

Ep.42: Sotto le bombe con Denis

Putin ha bombardato Chernihiv (Chernigov in russo), una città a 105 chilometri da Kyiv. Le bombe i missili cadono sui quartieri residenziali, ma anche sulla sede dell’intelligence ucraina. A Chernihiv la resistenza ucraina ha due compiti: i pattugliamenti lungo i confini della città a caccia dei soldati russi, e la manomissione dei mezzi dell’esercito russo. Nel battaglione della resistenza c’è anche Denis, che ha 24 anni e ha preso il fucile per difendere la sua città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 4, 20228 min

Ep.41: Cosa può fare Putin

Se nei primi giorni dell'invasione la fuga da Kyiv era di famiglie intere, da quando c'è la chiamata alle armi degli uomini tra i 18 e i 60 anni, molte famiglie si fanno più problemi a scappare. Uscire dal Paese, infatti, significherebbe lasciare qualcuno indietro. Intanto, i raid russi si intensificano, e colpiscono case e scuole. Non è chiaro se Putin voglia trattare o meno, ma per arrivare a qualsiasi accordo la Russia ha due problemi: da un lato non deve apparire in difficoltà militarmente, dall’altro lato non può nemmeno esagerare con gli attacchi perché in quel caso i negoziati salterebbero. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 3, 202210 min

Ep.40: Come uscire da un assedio

La colonna di carri armati russi alle porte della capitale spinge tutti a lasciare Kyiv. Chi non resta per combattere cerca di salire su uno dei treni diretti verso ovest, su cui si viaggia uno sull’altro. A Chmel’nyc’kyj, dove sono scesa, non c’è nemmeno un alloggio disponibile: tutte le strutture sono prese d’assalto dai profughi che sono in cammino verso la Polonia e gli altri Stati confinanti. Stanotte dormirò in una chiesa, in attesa di capire se e quando potrò tornare nella capitale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 2, 202215 min

Ep.39: L’ospedale nel bunker

Tutti i cittadini rimasti a Kyiv sono venuti nell’ospedale pediatrico di Okhmadyt a donare il sangue che serve per i bambini che sono ricoverati qui. Quasi tutti i pazienti sono stati trasferiti nel bunker sotterraneo, ma ai piani alti restano quelli che sono attaccati alle macchine: bisogna scegliere se sia più rischioso trasferirli di sotto o lasciarli laddove possono essere colpiti dal bombardamento dei russi. Qui gli infermieri lavorano senza sosta e si salutano dicendo "Slava Ukraini!”, “Gloria all’Ucraina!”: nessuno, nemmeno loro, ha intenzione di arrendersi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Mar 1, 20226 min