
Storia in Podcast
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La Regina Elisabetta e i 70 anni di Regno - Seconda parte
Anni ’70 del Novecento: la regina Elisabetta festeggia nel 1977 il suo primo giubileo, quello d'argento per i 25 anni di regno (a giugno 2022 festeggerà invece il giubileo di platino per i 70 anni di regno). Gli anni Sessanta sono stati anni critici anche per le casse reali tanto che da Buckingham Palace arriva la richiesta di un aumento dell’appannaggio della regina. Questo appannerà la popolarità della regina? Inizia così la seconda puntata della serie sulla regina Elisabetta raccontata da Enrica Roddolo, giornalista del Corriere della Sera ed esperta della Royal Family: Roddolo ha scritto tanti libri di successo, ultimo dei quali “Elisabetta & i segreti di Buckingham Palace”, Cairo Editore.Ecco le puntate della serie: - Gli anni di Elisabetta II 1952-1969 (Prima parte) - Gli anni di Elisabetta II 1970-1989 (Seconda parte) - Gli anni di Elisabetta II 1990-2009 (Terza parte) - Gli anni di Elisabetta II 2010-2022 (Quarta parte)A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale C'era una volta un Re------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Regina Elisabetta e i 70 anni di Regno - Prima parte
Il 6 febbraio 1952 all’età di 25 anni, alla morte di suo padre Re Giorgio VI, Elisabetta diventa regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri reami del Commonwealth. I primi passi della giovane regina sono raccontati da Enrica Roddolo, esperta di Case Reali, in questa prima puntata di una serie di podcast che ripercorrono, in occasione dei 70 anni di regno, i momenti più importanti della sovrana più longeva della storia della Gran Bretagna. Giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, Roddolo è una storica della Royal Family: ha scritto tanti libri di successo, ultimo dei quali “Elisabetta & i segreti di Buckingham Palace”, Cairo Editore.Ecco le puntate della serie: - Gli anni di Elisabetta II 1952-1969 (Prima parte) - Gli anni di Elisabetta II 1970-1989 (Seconda parte) - Gli anni di Elisabetta II 1990-2009 (Terza parte) - Gli anni di Elisabetta II 2010-2022 (Quarta parte)A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale C'era una volta un Re------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutankhamon: il centenario di una scoperta - Quinta parte
Di fronte alla tomba del faraone Tutankhamon Carter fu molto meticoloso: ogni cosa fu catalogata e asportata e ci vollero anni per mettere tutto in salvo. Alla camera funeraria, dove si trovavano i grandi sarcofagi di Tutankhamon, si arrivò nel febbraio del 1923, alla mummia nel 1925, quando Carnarvon era già morto (colpa della maledizione?) e gli ultimi oggetti furono asportati nel 1930.Autore del podcast è Paola Davoli, docente di Egittologia e Antichità Copte all’Università del Salento dove dirige, con Mario Capasso, il Soknopaiou Nesos Project del Centro di Studi Papirologici. E’ autrice di diverse opere.Questi i 5 capitoli del podcast: - I protagonisti della scoperta della tomba di Tutankhamon (Prima parte). - Il giovane faraone Tutankhamon (Seconda parte). - La scoperta della tomba di Tutankhamon (Terza parte). - I quattro sacelli a difesa del Faraone (Quarta parte). - I tre sarcofagi, la mummia e il tesoro (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutankhamon: il centenario di una scoperta - Quarta parte
Aperta la tomba, trovare il corpo di Tutankhamon non fu uno scherzo: si dovette infatti scoperchiare una sorta di sepolcro matrioska. La mummia del giovane re era alloggiata in un sistema di ben quattro scrigni e quattro meravigliosi sarcofagi incastrati l'uno dentro l'altro fino ad arrivare all'ultimo, realizzato con 110 kg d'oro e incollato da uno spesso strato di resina nera. L’egittologa Paola Davoli ci legge i diari dell’autore della scoperta, Howard Carter. Questo podcast in 5 parti è uno degli appuntamenti dedicati all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo.Ecco le puntate del podcast sulla scoperta della tomba di Tutankhamon: - I protagonisti della scoperta della tomba di Tutankhamon (Prima parte). - Il giovane faraone Tutankhamon (Seconda parte). - La scoperta della tomba di Tutankhamon (Terza parte). - I quattro sacelli a difesa del Faraone (Quarta parte). - I tre sarcofagi, la mummia e il tesoro (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutankhamon: il centenario di una scoperta - Terza parte
"Vedi qualcosa?". "Sì, vedo cose meravigliose. Oro, ovunque il luccichio dell'oro!". L’archeologo Howard Carter e il suo mecenate Lord Carnarvon non credono ai loro occhi quando, il 26 novembre 1922, riescono a scrutare la tomba appena scoperta da un piccolo foro. Non era mai stata trovata una tomba egizia intatta: nella Valle dei Re, cimitero dei faraoni nell'antica Tebe (presso l'odierna Luxor), ne erano state portate alla luce 61, meravigliose nelle loro decorazioni, ma vuote. E, come ci spiega l’egittologa Paola Davoli, era solo la prima camera…Il racconto è diviso in 5 parti.- I protagonisti della scoperta della tomba di Tutankhamon (Prima parte).- Il giovane faraone Tutankhamon (Seconda parte).- La scoperta della tomba di Tutankhamon (Terza parte).- I quattro sacelli a difesa del Faraone (Quarta parte).- I tre sarcofagi, la mummia e il tesoro (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutankhamon: il centenario di una scoperta - Seconda parte
Chi era dunque il faraone Tutankhamon? Di certo sappiamo che salì al trono giovanissimo all’età di 8-9 anni e che morì ad appena 18-19 anni: insomma regnò per circa un decennio ma di quello che accadde in questo tempo sappiamo davvero poco, nonostante l’incredibile corredo della sua tomba. Perché? Ce lo spiega l’egittologa Paola Davoli nella seconda puntata di questo ciclo diviso in 5 parti.- I protagonisti della scoperta della tomba di Tutankhamon (Prima parte).- Il giovane faraone Tutankhamon (Seconda parte).- La scoperta della tomba di Tutankhamon (Terza parte).- I quattro sacelli a difesa del Faraone (Quarta parte).- I tre sarcofagi, la mummia e il tesoro (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Tutankhamon: il centenario di una scoperta - Prima parte
Cento anni fa, la scoperta che cambiò la storia dell’archeologia. Era il novembre 1922 quando la tenacia dell'archeologo inglese Howard Carter fu premiata con l'inattesa scoperta della tomba di Tutankhamon, il faraone bambino destinato a gloria imperitura. Non fu certo il più importante, il più potente o il più ricco dei sovrani dell'antico Egitto, ma quando il piccone di un operaio rivelò il primo gradino della scala di accesso alla sua tomba, cambiò il destino anche di questo re.Ad accompagnarci in questa straordinaria avventura è Paola Davoli, docente di Egittologia e Antichità Copte all’Università del Salento dove dirige, con Mario Capasso, il Soknopaiou Nesos Project del Centro di Studi Papirologici. Si tratta del terzo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. Il podcast è diviso in 5 parti:- I protagonisti della scoperta della tomba di Tutankhamon (Prima parte).- Il giovane faraone Tutankhamon (Seconda parte).- La scoperta della tomba di Tutankhamon (Terza parte).- I quattro sacelli a difesa del Faraone (Quarta parte).- I tre sarcofagi, la mummia e il tesoro (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Sesta parte
Con l’arrivo di Roma e della nuova classe dominante, cambia nel periodo Tardo dell’antico Egitto anche il concetto di regalità: per esempio decade il concetto di discendenza del potere da padre a figlio che invece era stata essenziale nell’istituto monarchico di epoca faraonica. Questo e tutti gli altri cambiamenti del concetto di regalità e dell’idea del potere. Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia conduce le puntate dedicate al periodo Tardo dell’antico Egitto e ci aiuta a comprendere meglio i cambiamenti della civiltà faraonica. Ecco i contenuti delle puntate:- Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Quinta parte
Qual era il rapporto con le divinità negli ultimi secoli del paganesimo faraonico? Come cambiò il modo di rappresentare gli dèi? Basti pensare a Osiride, che nella religione egizia era il dio dei defunti ed era rappresentato con un corpo pronto per la sepoltura, avvolto nelle fasce della mummificazione, che poi in epoca greco romana viene rappresentato invece come un re. Viaggio nella più tarda tradizione egiziana in compagnia di Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia che in queste puntate dedicate al periodo Tardo dell’antico Egitto ci aiuta a comprendere meglio i cambiamenti della civiltà faraonica. Ecco i contenuti delle puntate:- Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Quarta parte
Dall’Egitto ci spostiamo nell’antica Roma, sempre più protagonista nel Mediterraneo: che cosa accade quando la cultura egizia viene filtrata attraverso l’occhio romano? Nel momento in cui "arriva" a Roma l’Egitto non è solo l’espressione di una conquista ma anche di un’idea culturale (la cultura egizia anche in questa fase tarda è ancora vivace e dimostra di sapersi confrontare con un mondo dominato dal nuovo protagonista, ovvero Roma). Ecco come viene riscoperto l’Egitto e come anche la regalità degli imperatori romani venga rielaborata anche avvalendosi dei crismi di una regalità di tipo faraonico. A guidarci in questo viaggio è Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia che in queste puntate dedicate al periodo Tardo dell’antico Egitto ci aiuta a comprendere meglio i cambiamenti della civiltà faraonica. Ecco i contenuti delle puntate:- Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Terza parte
Come si comunicava in quegli ultimi secoli del mondo dei faraoni? I geroglifici (il cui numero era aumentato in maniera esponenziale) erano uno strumento di comunicazione scritta che offriva sempre più potenzialità a chi scriveva. Ce le racconta l’esperto Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia che in queste puntate dedicate al periodo Tardo dell’antico Egitto ci aiuta a comprendere meglio i cambiamenti della civiltà faraonica. Ecco i contenuti delle puntate:- Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Seconda parte
Qual era il ruolo del tempio nella cultura e nella vita degli Egizi del Periodo Tardo? Che cosa accadeva al suo interno? Chi operava nel tempio? Il ruolo della casta sacerdotale che lavora e opera in funzione del tempio viene spiegato dall’esperto Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ciampini dal 2011 dirige la Missione Archeologica Italiana in Sudan – Jebel Barkal, nell’area dell’antica città di Napata.Questo è il terzo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo terzo podcast ci occupiamo del Periodo tardo, che vide le sue origini attorno al I° millennio a.C.Ecco i contenuti delle puntate: - Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Antico Egitto: Periodo tardo - Prima parte
Qual è la principale caratteristica dell’Egitto del periodo più tardo, vale a dire quello del primo millennio (dal X-IX secolo a.C. in poi)? Sono sempre più presenti elementi stranieri come mercenari, mercanti, ma anche figure militari e politiche. E ci furono persino sovrani stranieri, ma soprattutto la dominazione persiana che ebbe inizio con Cambise. Ad analizzare questa presenza è Emanuele M. Ciampini, docente di Egittologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ciampini è autore di saggi scientifici che toccano principalmente temi di filologia e di pensiero religioso della cultura faraonica; dal 2011 dirige la Missione Archeologica Italiana in Sudan – Jebel Barkal, nell’area dell’antica città di Napata.Questo è il terzo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo terzo podcast ci occupiamo del Periodo tardo, che vide le sue origini attorno al I° millennio a.C.Ecco i contenuti delle puntate: - Uno sguardo dall’esterno (Prima parte). - La cultura del tempio (Seconda parte). - Le forme della comunicazione (Terza parte). - L’Egitto romanizzato (Quarta parte). - Forme di religiosità (Quinta parte). - I modelli della regalità faraonica (Sesta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: la religione - Quinta parte
Secondo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo secondo podcast vi parliamo di religione. Una realtà che interessa un lasso di tempo molto ampio, circa 3000 anni, e che presenta molteplici aspetti e caratteristiche. Dal concetto di Maat, rappresentato da una divinità femminile con una piuma in testa e che pesa il cuore degli uomini, giudicandoli, subito dopo la loro morte, a quello di Nun, oceano primordiale dal quale, grazie ad un demiurgo, tutto avrebbe avuto origine. Una religione politeistica con divinità dal carattere multidimensionale e spesso rappresentante con sembianze semi-animalesche, con un sovrano, il faraone, mediatore fra la sfera divina e quella terrena e che diede grande rilevanza alla sfera funeraria.Autore del podcast è il Professore Angelo Colonna, già Academic Visitor presso l’Oriental Institute della Oxford University per uno studio sulle divinità e le manifestazioni religiose dell’Egitto Protodinastico. Angelo Colonna è oggi assegnista di ricerca e cultore della materia in Egittologia presso la “Sapienza” Università di Roma, ove si occupa di didattica e collabora al progetto europeo “PAThs – Tracking Papyrus and Parchment Paths: an Archaeological Atlas of Coptic Literature.” Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Ritual forms, material display, historical development. - La dea Maat (Prima parte). - Il ruolo del sovrano e la trasmissione della regalità. Horus (Seconda parte). - Il politeismo egiziano e la multidimensionalità delle divinità (Terza parte). - Il culto giornaliero e le processioni (Quarta parte). - La sfera funeraria, le necropoli e le offerte (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: la religione - Quarta parte
Secondo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo secondo podcast vi parliamo di religione. Una realtà che interessa un lasso di tempo molto ampio, circa 3000 anni, e che presenta molteplici aspetti e caratteristiche. Dal concetto di Maat, rappresentato da una divinità femminile con una piuma in testa e che pesa il cuore degli uomini, giudicandoli, subito dopo la loro morte, a quello di Nun, oceano primordiale dal quale, grazie ad un demiurgo, tutto avrebbe avuto origine. Una religione politeistica con divinità dal carattere multidimensionale e spesso rappresentante con sembianze semi-animalesche, con un sovrano, il faraone, mediatore fra la sfera divina e quella terrena e che diede grande rilevanza alla sfera funeraria.Autore del podcast è il Professore Angelo Colonna, già Academic Visitor presso l’Oriental Institute della Oxford University per uno studio sulle divinità e le manifestazioni religiose dell’Egitto Protodinastico. Angelo Colonna è oggi assegnista di ricerca e cultore della materia in Egittologia presso la “Sapienza” Università di Roma, ove si occupa di didattica e collabora al progetto europeo “PAThs – Tracking Papyrus and Parchment Paths: an Archaeological Atlas of Coptic Literature.” Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Ritual forms, material display, historical development. - La dea Maat (Prima parte). - Il ruolo del sovrano e la trasmissione della regalità. Horus (Seconda parte). - Il politeismo egiziano e la multidimensionalità delle divinità (Terza parte). - Il culto giornaliero e le processioni (Quarta parte). - La sfera funeraria, le necropoli e le offerte (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: la religione - Terza parte
Secondo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo secondo podcast vi parliamo di religione. Una realtà che interessa un lasso di tempo molto ampio, circa 3000 anni, e che presenta molteplici aspetti e caratteristiche. Dal concetto di Maat, rappresentato da una divinità femminile con una piuma in testa e che pesa il cuore degli uomini, giudicandoli, subito dopo la loro morte, a quello di Nun, oceano primordiale dal quale, grazie ad un demiurgo, tutto avrebbe avuto origine. Una religione politeistica con divinità dal carattere multidimensionale e spesso rappresentante con sembianze semi-animalesche, con un sovrano, il faraone, mediatore fra la sfera divina e quella terrena e che diede grande rilevanza alla sfera funeraria.Autore del podcast è il Professore Angelo Colonna, già Academic Visitor presso l’Oriental Institute della Oxford University per uno studio sulle divinità e le manifestazioni religiose dell’Egitto Protodinastico. Angelo Colonna è oggi assegnista di ricerca e cultore della materia in Egittologia presso la “Sapienza” Università di Roma, ove si occupa di didattica e collabora al progetto europeo “PAThs – Tracking Papyrus and Parchment Paths: an Archaeological Atlas of Coptic Literature.” Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Ritual forms, material display, historical development. - La dea Maat (Prima parte). - Il ruolo del sovrano e la trasmissione della regalità. Horus (Seconda parte). - Il politeismo egiziano e la multidimensionalità delle divinità (Terza parte). - Il culto giornaliero e le processioni (Quarta parte). - La sfera funeraria, le necropoli e le offerte (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: la religione - Seconda parte
Secondo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo secondo podcast vi parliamo di religione. Una realtà che interessa un lasso di tempo molto ampio, circa 3000 anni, e che presenta molteplici aspetti e caratteristiche. Dal concetto di Maat, rappresentato da una divinità femminile con una piuma in testa e che pesa il cuore degli uomini, giudicandoli, subito dopo la loro morte, a quello di Nun, oceano primordiale dal quale, grazie ad un demiurgo, tutto avrebbe avuto origine. Una religione politeistica con divinità dal carattere multidimensionale e spesso rappresentante con sembianze semi-animalesche, con un sovrano, il faraone, mediatore fra la sfera divina e quella terrena e che diede grande rilevanza alla sfera funeraria.Autore del podcast è il Professore Angelo Colonna, già Academic Visitor presso l’Oriental Institute della Oxford University per uno studio sulle divinità e le manifestazioni religiose dell’Egitto Protodinastico. Angelo Colonna è oggi assegnista di ricerca e cultore della materia in Egittologia presso la “Sapienza” Università di Roma, ove si occupa di didattica e collabora al progetto europeo “PAThs – Tracking Papyrus and Parchment Paths: an Archaeological Atlas of Coptic Literature.” Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Ritual forms, material display, historical development. - La dea Maat (Prima parte). - Il ruolo del sovrano e la trasmissione della regalità. Horus (Seconda parte). - Il politeismo egiziano e la multidimensionalità delle divinità (Terza parte). - Il culto giornaliero e le processioni (Quarta parte). - La sfera funeraria, le necropoli e le offerte (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: la religione - Prima parte
Secondo appuntamento con il ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo secondo podcast vi parliamo di religione. Una realtà che interessa un lasso di tempo molto ampio, circa 3000 anni, e che presenta molteplici aspetti e caratteristiche. Dal concetto di Maat, rappresentato da una divinità femminile con una piuma in testa e che pesa il cuore degli uomini, giudicandoli, subito dopo la loro morte, a quello di Nun, oceano primordiale dal quale, grazie ad un demiurgo, tutto avrebbe avuto origine. Una religione politeistica con divinità dal carattere multidimensionale e spesso rappresentante con sembianze semi-animalesche, con un sovrano, il faraone, mediatore fra la sfera divina e quella terrena e che diede grande rilevanza alla sfera funeraria.Autore del podcast è il Professore Angelo Colonna, già Academic Visitor presso l’Oriental Institute della Oxford University per uno studio sulle divinità e le manifestazioni religiose dell’Egitto Protodinastico. Angelo Colonna è oggi assegnista di ricerca e cultore della materia in Egittologia presso la “Sapienza” Università di Roma, ove si occupa di didattica e collabora al progetto europeo “PAThs – Tracking Papyrus and Parchment Paths: an Archaeological Atlas of Coptic Literature.” Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Ritual forms, material display, historical development. - La dea Maat (Prima parte). - Il ruolo del sovrano e la trasmissione della regalità. Horus (Seconda parte). - Il politeismo egiziano e la multidimensionalità delle divinità (Terza parte). - Il culto giornaliero e le processioni (Quarta parte). - La sfera funeraria, le necropoli e le offerte (Quinta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Vi racconto Van Gogh
Vincent Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Zundert, cittadina dell’estremo sud dell’Olanda. Centotrentaquattro anni dopo uno dei suoi dipinti più famosi, I girasoli, sarà venduto a New York per quaranta milioni di dollari. In una calda domenica di fine luglio del 1890, dopo aver dipinto nelle campagne di Chaponval, Van Gogh mise fine alla sua vita sparandosi un colpo di rivoltella al petto. Per Storiainpodcast lo storico Giordano Bruno Guerri lo racconta.Guerri ha scritto un’appassionata biografia dell’artista, per i Saggi Bompiani, “Follia? Vita di Vincent Van Gogh”. Paola Veneto, poetessa, scrittrice e regista, ha curato la trasposizione teatrale della biografia. “Van Gogh, la discesa infinita” è il titolo della rappresentazione teatrale che sarà in scena dal prossimo 29 agosto al 3 settembre a Segesta, Catania, Siracusa e Lipari. Uno spettacolo scritto e diretto da Paola Veneto, che da più di 10 anni mette in scena questa pièce su Van Gogh, o meglio sulla sua intenzione di vivere e morire con e oltre la sua arte, oltre ogni comune convinzione. Il testo vede protagonisti oltre alle lettere originali di Vincent e Theo, brani di Sartre, Artaud e dialoghi immaginari fra Vincent e personaggi della sua vita rimasti fino ad oggi senza voce. Le musiche originali sono del maestro Giacomo del Colle Lauri Volpi in scena dal vivo col suo pianoforte. In scena Antonio Gargiulo, magnifico Vincent, Marco Paparella, mattatore fra più ruoli, Paola Tarantino, che interpreta tutti i personaggi femminili, Vincenzo de Luca, tagliente Antonin Artaud. Costumi e scenografia di Paola Lo Sciuto.Giordano Bruno Guerri è storico e giornalista. Ha diretto ”Storia illustrata”, ”Chorus” e ”L’indipendente”, è stato direttore editoriale dell’Arnoldo Mondadori Editore, presidente della Fondazione Ugo Bordoni, docente di storia contemporanea in numerose università straniere. Attualmente è Presidente del Vittoriale degli Italiani.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: arte e letteratura - Quarta parte
Primo appuntamento con un nuovo ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo primo podcast vi parliamo di letteratura. Della differenza fra la letteratura finzionale, di intrattenimento e quella funzionale, dei generi letterari, dell'importanza dei colofoni e dei luoghi di conservazione delle opere. La professoressa Paola Buzi, autrice del podcast, si sofferma sui diversi periodi dell'Antico Egitto e sull'evoluzione della produzione letteraria: le autobiografie, la letteratura sapienziale, i racconti, i cicli e le liriche amorose. Un viaggio nelle diverse tipologie di produzione letteraria attraverso racconti affascinanti.Paola Buzi è docente di Egittologia e Civiltà copta presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni della Sapienza Università di Roma. I suoi principali campi d’interesse sono la letteratura copta, la tradizione manoscritta, la codicologia. È membro del comitato scientifico dell’International Association of Coptic Studies (IACS) e collaboratore scientifico del Corpus dei Manoscritti Copti Letterari (CMCL) e di varie collane e riviste. Tra le opere pubblicate, ricordiamo “La letteratura egiziana antica. Opere, generi, contesti”. - La letteratura nell’Antico Egitto (Prima parte). - La letteratura sapienziale, i romanzi e gli inni nell’Antico Egitto (Seconda parte). - Fortuna del racconto e liriche amorose nell’Antico Egitto (Terza parte). - I contati con il mondo greco, i cicli e il ritorno delle autobiografie nell’Antico Egitto (Quarta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: arte e letteratura - Terza parte
Primo appuntamento con un nuovo ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo primo podcast vi parliamo di letteratura. Della differenza fra la letteratura finzionale, di intrattenimento e quella funzionale, dei generi letterari, dell'importanza dei colofoni e dei luoghi di conservazione delle opere. La professoressa Paola Buzi, autrice del podcast, si sofferma sui diversi periodi dell'Antico Egitto e sull'evoluzione della produzione letteraria: le autobiografie, la letteratura sapienziale, i racconti, i cicli e le liriche amorose. Un viaggio nelle diverse tipologie di produzione letteraria attraverso racconti affascinanti.Paola Buzi è docente di Egittologia e Civiltà copta presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni della Sapienza Università di Roma. I suoi principali campi d’interesse sono la letteratura copta, la tradizione manoscritta, la codicologia. È membro del comitato scientifico dell’International Association of Coptic Studies (IACS) e collaboratore scientifico del Corpus dei Manoscritti Copti Letterari (CMCL) e di varie collane e riviste. Tra le opere pubblicate, ricordiamo “La letteratura egiziana antica. Opere, generi, contesti”. - La letteratura nell’Antico Egitto (Prima parte). - La letteratura sapienziale, i romanzi e gli inni nell’Antico Egitto (Seconda parte). - Fortuna del racconto e liriche amorose nell’Antico Egitto (Terza parte). - I contati con il mondo greco, i cicli e il ritorno delle autobiografie nell’Antico Egitto (Quarta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: arte e letteratura - Seconda parte
Primo appuntamento con un nuovo ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo primo podcast vi parliamo di letteratura. Della differenza fra la letteratura finzionale, di intrattenimento e quella funzionale, dei generi letterari, dell'importanza dei colofoni e dei luoghi di conservazione delle opere. La professoressa Paola Buzi, autrice del podcast, si sofferma sui diversi periodi dell'Antico Egitto e sull'evoluzione della produzione letteraria: le autobiografie, la letteratura sapienziale, i racconti, i cicli e le liriche amorose. Un viaggio nelle diverse tipologie di produzione letteraria attraverso racconti affascinanti.Paola Buzi è docente di Egittologia e Civiltà copta presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni della Sapienza Università di Roma. I suoi principali campi d’interesse sono la letteratura copta, la tradizione manoscritta, la codicologia. È membro del comitato scientifico dell’International Association of Coptic Studies (IACS) e collaboratore scientifico del Corpus dei Manoscritti Copti Letterari (CMCL) e di varie collane e riviste. Tra le opere pubblicate, ricordiamo “La letteratura egiziana antica. Opere, generi, contesti”. - La letteratura nell’Antico Egitto (Prima parte). - La letteratura sapienziale, i romanzi e gli inni nell’Antico Egitto (Seconda parte). - Fortuna del racconto e liriche amorose nell’Antico Egitto (Terza parte). - I contati con il mondo greco, i cicli e il ritorno delle autobiografie nell’Antico Egitto (Quarta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’Antico Egitto: arte e letteratura - Prima parte
Primo appuntamento con un nuovo ciclo di podcast dedicato all’Antico Egitto, la cui storia – tra le più longeve del genere umano – è una delle più affascinanti del mondo. In questo primo podcast vi parliamo di letteratura. Della differenza fra la letteratura finzionale, di intrattenimento e quella funzionale, dei generi letterari, dell'importanza dei colofoni e dei luoghi di conservazione delle opere. La professoressa Paola Buzi, autrice del podcast, si sofferma sui diversi periodi dell'Antico Egitto e sull'evoluzione della produzione letteraria: le autobiografie, la letteratura sapienziale, i racconti, i cicli e le liriche amorose. Un viaggio nelle diverse tipologie di produzione letteraria attraverso racconti affascinanti.Paola Buzi è docente di Egittologia e Civiltà copta presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni della Sapienza Università di Roma. I suoi principali campi d’interesse sono la letteratura copta, la tradizione manoscritta, la codicologia. È membro del comitato scientifico dell’International Association of Coptic Studies (IACS) e collaboratore scientifico del Corpus dei Manoscritti Copti Letterari (CMCL) e di varie collane e riviste. Tra le opere pubblicate, ricordiamo “La letteratura egiziana antica. Opere, generi, contesti”. - La letteratura nell’Antico Egitto (Prima parte). - La letteratura sapienziale, i romanzi e gli inni nell’Antico Egitto (Seconda parte). - Fortuna del racconto e liriche amorose nell’Antico Egitto (Terza parte). - I contati con il mondo greco, i cicli e il ritorno delle autobiografie nell’Antico Egitto (Quarta parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Le Gioie della Corona d’Italia
Le Gioie già di dotazione della Corona del Regno d’Italia trovano origine nell’articolo 19 dello Statuto Albertino del 4 marzo 1848, in esecuzione del quale è emanata la Regia legge 16 marzo 1850, n. 1004, concernente: “Dotazione del Re e condizioni di godimento dei beni costituenti la dotazione della Corona”.Tranne pochissime persone nessuno ha mai potuto vedere dal vivo le Gioie della Corona del Regno d’Italia custodite da 75 anni nella sacristia di Banca d’Italia. Le Gioie sono in Banca d’Italia perché il Re Umberto II, dopo l’esito del referendum del 1946 che sancì la fine della monarchia, lo individuò come il posto più sicuro. Il 5 giugno del ’46, il Sovrano disse all’allora Governatore di Banca d’Italia Luigi Einaudi: “in conseguenza degli ultimi avvenimenti, desidero che le Gioie della Corona non vadano immediatamente in mano ad un commissario che potrebbe prendere dei provvedimenti affrettati e magari fare una distribuzione e un’assegnazione non conforme al valore storico. Sono gioie portate dalle regine e dalle principesse di Casa Savoia… Desidero siano depositate presso la Banca d’Italia per essere consegnate poi a chi di diritto”. I preziosi – una quindicina di gioielli ricchi di brillanti, perle e diamanti – sono racchiusi in un astuccio in pelle nera con chiusura a chiave delle dimensioni di cm. 39x31x20, rivestito di carta catramata e sigillato.Tra i gioielli che compongono il tesoro, il più pregiato è un grande diadema composto da Musy con valori appartenenti alle Gioie della Corona ed aggiunto in seguito di altri valori, come da ordine di Sua Maestà il Re Umberto I. Si tratta di un diadema a undici volute di brillanti, con 11 perle a goccia, 64 perle circolari, 1040 brillanti, 541diamanti del peso di 1167 grani, pari a 2092 carati. Non è custodita in Banca d'Italia la famosa collana a 10 fili con 684 perle donata alla Regina Margherita dal suo consorte nell’arco di quattro anni. Come non c'è un altro diadema di diamanti disegnato a tralcio di foglie di lauro centrato da una margherita, regalato da Vittorio Emanuele II a sua nuora Margherita. Il gioiello forse più spettacolare è una doppia catena di diamanti intrecciata nel nodo Savoia, il simbolo più antico di Casa Savoia: il numero complessivo di brillanti 1859. Altri fili di perle appartenuti a Maria Adelaide, moglie di Vittorio Emanuele II. Ancora collane, bracciali, spille, orecchini che risalgono all’epoca di Carlo Felice e Carlo Alberto. Infine il diamante rosa appartenuto al maresciallo Marmont, duca di Ragusa, aiutante di Napoleone: una magnifica pietra circondata da altri brillanti.Il nucleo dei Gioielli della Corona nasce la notte del 29 luglio 1900, a Monza, quando re Umberto I muore assassinato per mano dell’anarchico Gaetano Bresci. Quattro giorni più tardi la Regina Margherita, di suo pugno, sotto l’elenco dei gioielli scrive questo biglietto d’accompagnamento: «I gioielli della Corona sono stati consegnate a sua Maestà Regina Elena, mia nuora, il giorno 2 agosto1900, in Monza. Margherita». Da questo momento in poi esisterà il Tesoro dei Gioielli della Corona Savoia, che saranno indossati dalla Regina Elena nelle occasioni ufficiali, previa una richiesta formale scritta e verbale ed emissione di ricevuta di avvenuta restituzione. La Regina Maria José non li utilizzò mai.Per Storiainpodcast, Imelde Corelli Grappadelli, designer d’arte, scultrice orafa e archeologa delle forme, racconta lo splendore di questo tesoro. Il principe Vittorio Emanuele e le principesse Maria Gabriella, Maria Pia e Maria Beatrice, eredi di Umberto II, hanno citato in giudizio la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e la Banca d’Italia per la restituzione delle Gioie della Corona, ritenendole di loro proprietà.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

I Presidenti della Quinta Repubblica francese
La Francia vive la vigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali tra Emmanuel Macron, ottavo presidente della repubblica, e la sua sfidante Marine Le Pen. Lo storico Alberto Toscano racconta i presidenti che lo hanno preceduto, dal generale Charles de Gaulle all’ultimo inquilino dell’Eliseo, François Hollande, settimo presidente della Quinta Repubblica francese. E’ con questo nome che si definisce lo Stato dopo l’approvazione della settima costituzione repubblicana della Francia nel 1958 (ancora oggi in vigore), che ha introdotto il suffragio universale per l’elezione del presidente.La riforma, con la quale veniva approvata la nuova costituzione, fu approvata con un referendum dal 79,2% dei francesi e rimpiazzava il sistema parlamentare con quello semipresidenziale. Il capo dello Stato francese ancora oggi vanta molti più poteri delle rispettive controparti negli altri Paesi europei, oltre ad essere eletto direttamente dal popolo. Macron, eletto all’età di 39 anni, è il più giovane presidente nella storia di Francia, davanti a Luigi Napoleone Bonaparte, eletto presidente a 40 anni, nel 1848.Tutti i presidenti della Quinta repubblica francese: Charles de Gaulle, Georges Pompidou, Giscard d’Estaing, François Mitterrand, Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy, François Hollande e Emmanuel MacronA cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Le questioni della Storia ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Gli Appartamenti dei Principi di Carignano
Il Palazzo Carignano è sorto per volontà di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, su progetto del padre teatino Guarino Guarini che ne ha iniziato la costruzione nel 1679. È uno dei più suggestivi ed imponenti palazzi del Seicento italiano, con facciata sinuosa e rivestimento in semplice mattone, preziosamente e originalmente lavorato.L’edificio era sorto nell’area adibita a scuderie dal principe Tommaso, capostipite del ramo cadetto Savoia-Carignano, ed aveva in origine una pianta a C aperta sui giardini; l’attuale struttura quadrangolare è dovuta all’aggiunta del corpo di fabbrica ottocentesco costruito per ospitare il Parlamento italiano, e terminato nel 1871, dopo lo spostamento della capitale a Roma. Il salone centrale ellittico situato nella parte seicentesca, già destinato alle feste, era stato trasformato nel 1848 in aula del Primo Parlamento Subalpino.Oggi il Palazzo ospita due diversi musei, oltre alla sede della Direzione Regionale Musei. Al piano terreno gli Appartamenti dei Principi di Carignano riaperti al pubblico nel 2011 grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, raccontati in un podcast realizzato al loro interno. Al piano nobile è ospitato il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.L’Appartamento di Mezzogiorno con le meravigliose boiseries dorate è aperto stabilmente, mentre saltuariamente è proposta al pubblico la visita dell’Appartamento di Mezzanotte e dei suoi saloni, affrescati da Stefano Maria Legnani detto il Legnanino, il valente pittore che lavorò nel Palazzo fra fine Sei e inizio Settecento.La voce del podcast è di Angela Maria Rita Farruggia, Direttore di Palazzo Carignano. Funzionario architetto proveniente dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, presso cui si è occupata di tutela monumentale e paesaggistica, interventi sui beni culturali e attività di promozione e valorizzazione della sede storica di Palazzo Chiablese. In servizio nel Ministero dal 2010, è in possesso dei titoli di dottore di ricerca in Storia e critica dei beni architettonici e ambientali e di specializzazione post lauream conseguiti al Politecnico di Torino, dove è stata assegnista di ricerca e ha svolto attività di docenza a contratto.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Vi racconto Vladimir Putin
Vladimir Vladimirovič Putin, nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) il 7 ottobre del 1952 è il Presidente della Federazione russa. Formatosi nei servizi segreti sovietici, come primo ministro (1999) e presidente della Repubblica (2000, rieletto per il quarto mandato consecutivo nel 2018) è oggi all’attenzione della comunità internazionale per aver scatenato un aggressione contro l’Ucraina, paese libero e democratico. Per Storiainpodcast, la giornalista Anna Zafesova, racconta la sua vita. La giovinezza, la formazione, il comunismo, l’esperienza da Vice sindaco di San Pietroburgo, la nomina a Primo ministro, la successione a Eltzin nella Presidenza della Repubblica, l’economia, la Cecenia e l’ultima guerra contro l’Ucraina: queste le parti del racconto.Anna Zafesova Giornalista e massima esperta in Italia di Russia e Putin, dopo esperienze con diversi giornali sovietici e italiani, dal 1992 scrive per La Stampa ed è analista politica per Il Foglio e Linkiesta. Fino al 2004 è stata corrispondente del quotidiano torinese a Mosca, dal 2005 vive e lavora in Italia. A lei si devono importanti libri tradotti dal russo, come I cinocefali e ha firmato la postfazione de Nel primo cerchio di Aleksandr Solzenicyn (Voland, 2018). Ha scritto recentemente Navalny contro Putin, il primo saggio sull’oppositore russo e sulla fine del putinismo, edito da Paesi Edizioni. In questo saggio, Putin e Navalny sono i due protagonisti di uno scontro politico – ma anche una battaglia culturale e un conflitto generazionale – che trent’anni dopo la fine dell’Urss potrebbe rappresentare tanto una svolta storica quanto un disastro epocale per la Federazione Russa e il suo leader, sempre più isolato nel suo bunker mentre altri poteri interni cercano di sostituirsi a lui.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il Castello Ducale di Agliè
Elegante ed imponente costruzione situata nel comune di Agliè, il Castello Ducale è raccontato in un podcast realizzato all’interno della residenza, negli ultimi anni utilizzata come ambientazione per le serie televisive Maria José, Elisa di Rivombrosa e La bella e la bestia.Il nucleo originario risale verosimilmente al XII secolo, periodo in cui la dinastia dei San Martino si stava affermando nell’area canavesana. La prima trasformazione dell’originario fortilizio fu operata nel 1646 per volontà del conte Filippo San Martino, secondo un progetto che viene fatto risalire ad Amedeo di Castellamonte.Alla morte di Filippo di Agliè il castello si presentava come una struttura sostanzialmente simmetrica a due corti, una interna e l’altra aperta verso il borgo; la facciata est era già caratterizzata dalle due torri-padiglione affacciate sul giardino ordinato a parterres.Nel 1763 il castello fu acquistato dai Savoia come appannaggio del secondogenito di Carlo Emanuele III, Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese: venne allora intrapreso un nuovo, grandioso progetto di riqualificazione del complesso ad opera dell’architetto Ignazio Birago di Borgaro. Il borgo stesso fu coinvolto nel vasto programma di rinnovamento, con l’edificazione dell’attuale parrocchiale, collegata al castello da una galleria coperta a due piani, tuttora esistente. Birago chiamò ad Agliè artisti cari alla corte torinese: i fratelli Filippo e Ignazio Collino per la statuaria delle fontane, lo stuccatore Giuseppe Bolina per gli apparati decorativi del grande atrio d’ingresso. Furono inoltre sistemati i giardini e il parco, risolto in termini di rigorosa simmetria verde, con uno specchio d’acqua lungo l’asse longitudinale.Durante la dominazione napoleonica il castello fu trasformato in ospizio, il parco lottizzato e venduto a privati; nel 1823 rientrò nei possedimenti reali e due anni dopo ebbe inizio l’ultimo intervento di aggiornamento degli appartamenti, voluto dal re Carlo Felice. Il castello venne riarredato dagli artisti di corte; lo scultore Giacomo Spalla allestì la Sala Tuscolana, ove sono tuttora collocati i reperti rinvenuti nella villa Rufinella presso Frascati, proprietà di Carlo Felice e della regina Maria Cristina. Nella seconda metà dell’Ottocento fu riallestita la Galleria Verde e portato il parco alla sua consistenza attuale, abbandonando le simmetrie verdi per l’impianto di gusto romantico visibile ancora oggi. Venduto allo Stato nel 1939, il castello è stato destinato a museo di sé stesso, lasciandone immutate strutture e arredi.La voce del podcast è di Laura De Nardo, guida e accompagnatrice turistica con esperienza ventennale. Nata e cresciuta a Torino, si confronta con persone che arrivano da ogni parte del mondo per far conoscere ed apprezzare la propria città e il Piemonte trasmettendo la passione per la storia, l’arte, l’enogastronomia e le curiosità.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ucraina passato e presente
Per Storiainpodcast lo storico contemporaneo, Simone Attilio Bellezza, illustra il percorso storico che dal 1991, anno dello scioglimento dell’Unione Sovietica, ha progressivamente portato alla costruzione delle due identità nazionali che da più di un mese si stanno scontrando, dopo l’attacco portato dalla Russia.Il Prof. Simone Attilio Bellezza insegna Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Ha scritto il destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa, pubblicato da Scholè nella collana Orso bluA cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Guerre e conflitti------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Palazzina di Caccia di Stupinigi
Residenza Sabauda per la Caccia e le Feste edificata a partire dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei gioielli monumentali di Torino, a 10 km da Piazza Castello, in perfetta direttrice. Raccontata in un podcast realizzato all’interno della residenza e costruita sui terreni della prima donazione di Emanuele Filiberto all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1573), è oggi proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, un ente governativo dedicato alla sua conservazione e valorizzazione. Riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro, la Palazzina di Caccia -fra i complessi settecenteschi più straordinari in Europa- ha piena dignità museale con i suoi arredi originali, i dipinti, i capolavori di ebanisteria e il disegno del territorio.La costruzione della Palazzina di Caccia inizia nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra, e continua fino alla fine del XVIII sec. con interventi di ampliamento e completamento di Benedetto Alfieri e di altri architetti quali Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago di Borgaro, Ludovico Bo, Ignazio Bertola.Testimonianza eccezionale dello spirito del tardo Juvarra e di Benedetto Alfieri, si specchia e ritrova nel rococò internazionale delle residenze reali europee. È luogo di loisir per la caccia nella vita di corte sabauda, sontuosa e raffinata dimora prediletta dai Savoia per feste e matrimoni durante i secc. XVIII e XIX, nonché residenza prescelta da Napoleone nei primi anni dell’800. Agli inizi del XX secolo è scelta come residenza dalla Regina Margherita, e dal 1919 è anche sede del Museo dell’Arredamento.Costituisce l’elemento eminente del patrimonio storico-artistico mauriziano.La voce del podcast è di Laura De Nardo, guida e accompagnatrice turistica con esperienza ventennale. Nata e cresciuta a Torino, si confronta con persone che arrivano da ogni parte del mondo per far conoscere ed apprezzare la propria città e il Piemonte trasmettendo la passione per la storia, l’arte, l’enogastronomia e le curiosità.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il Castello di Racconigi
Tra le Residenze Sabaude, quella di Racconigi è di certo una delle più amate. L’attaccamento della Famiglia Savoia a questa residenza fu tale che ancora oggi se ne respira la presenza. La ricchezza degli ambienti e la maestosità del parco rendono la scoperta sempre diversa e piena di sorprese. Vi raccontiamo il Castello di Racconigi in un podcast realizzato all’interno della residenza reale.Fondato intorno all’XI secolo come casaforte nella Marca di Torino, il castello di Racconigi passò successivamente ai marchesi di Saluzzo e poi ai Savoia. L’originaria struttura fortificata con torri angolari fu trasformata nel corso del XVII secolo: nel 1670, in concomitanza con l’elevazione del castello a residenza dei Savoia-Carignano, André Le Nôtre progettò il giardino; nel 1676 Guarino Guarini intraprese una globale ristrutturazione dell’edificio, mai portata a termine. A partire dal 1755 i lavori furono ripresi dall’architetto Giambattista Borra per volontà del principe Luigi di Savoia-Carignano: a questa fase risalgono i padiglioni sul prospetto principale, il grande pronao di accesso, il salone caratterizzato dalla cosiddetta “loggia dei musici”, la sala di Diana e i gabinetti cinesi. Ma è con l’ascesa al trono di Carlo Alberto, principe di Carignano, che la residenza assunse il suo aspetto odierno: nel 1820 il giardiniere tedesco Xavier Kurten ridisegnò gli spazi verdi, mentre la decorazione e il riallestimento degli interni furono affidati all’architetto Pelagio Palagi, il cui gusto tra neoclassico ed eclettico è ben rappresentato da un ambiente di singolare fascino come il Gabinetto Etrusco. Contemporaneamente furono costruiti, ai margini del parco, gli edifici di servizio in stile neogotico delle Serre e della Margaria, destinata alla gestione agricola del territorio di pertinenza del castello. Col trasferimento della capitale da Torino a Firenze (1865) e poi a Roma (1871), i reali persero progressivamente interesse per il castello, almeno sino ai primi anni del XX secolo, quando il re Vittorio Emanuele III la elesse di nuovo a sede di villeggiatura. Il castello fu acquistato nel 1980 dallo Stato italiano.I sontuosi appartamenti sono testimonianza delle più significative fasi di trasformazione che il castello subì a partire dal XVII secolo e sino all’inizio del XX: stucchi, affreschi e arredi costituiscono un rilevante panorama del mutare del gusto della corte nel corso di circa quattrocento anni. I giardini e il parco mantengono intatto l’assetto ottocentesco, caratterizzato da un impianto di matrice romantica con corsi d’acqua, laghetti, grotte e monumenti.La voce del podcast è di Alessandra Giovannini Luca, direttrice del Castello di Racconigi, studiosa della cultura figurativa piemontese anche in riferimento ai Castelli di Agliè e di Racconigi, di cui è stata nominata responsabile delle collezioni nel 2018, poco dopo il suo ingresso nel Ministero come funzionario storico dell’arte. Dottore di ricerca in Museologia, critica artistica e del restauro e docente a contratto all’Università degli Studi di Torino, ha dedicato il suo lavoro di ricerca alle interazioni tra storiografia artistica, storia della tutela e del restauro, mentre, più recentemente, si è occupata di indagini sulla storia della fotografia, nonché di committenza e collezionismo dinastico in relazione al circuito delle residenze sabaude. A Racconigi ha lavorato al miglioramento dell’accessibilità al patrimonio con particolare riferimento all’iconografia sabauda, alle raccolte dell’Armeria e alla stagione novecentesca della dimora.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il cybercrime. Di Corrado Giustozzi
Per cybercrime, reato informatico, si intende qualsiasi comportamento, sanzionato dall’ordinamento penale, che si realizza per mezzo delle nuove tecnologie; o comunque rivolta contro i beni informatici. Può essere considerato reato informatico tanto la frode commessa attraverso il computer che il danneggiamento del sistema informatico.Per Storiainpodcast, Corrado Giustozzi, tra i massimi divulgatori italiani di sicurezza informatica, illustra le caratteristiche di un’attività criminosa, analoga a quella tradizionale, ma caratterizzata dall’abuso di componenti della tecnologia dell’informazione (sia hardware che software).Corrado Giustozzi è consulente e docente di sicurezza delle informazioni. Esperto di sicurezza cibernetica presso l’Agenzia per l’Italia Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri, per lo sviluppo del Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione (CERT-PA). Membro per quattro mandati (2010-12, 2012-15, 2015-17, 2017-20) del Permanent Stakeholders’ Group dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza delle Reti e delle Informazioni (ENISA), e componente (2015-16, 2017-18) del Consiglio Direttivo di Clusit. E’ stato responsabile dell’erogazione dei servizi di consulenza sulla sicurezza delle informazioni presso diverse aziende nazionali e multinazionali. Collabora da oltre quindici anni con il Reparto Indagini Tecniche del Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri nello svolgimento di attività investigative e di contrasto del cybercrime e del cyberterrorismo; è membro del Comitato Scientifico dell’Unità di Analisi del Crimine Informatico della Polizia delle Telecomunicazioni; è Perito del Tribunale Penale di Roma in materia di criminalità informatica. Ha collaborato con l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (UNODC) su progetti internazionali di contrasto alla cybercriminalità ed al cyberterrorismo; è iscritto nell’“Expert Roster” della International Telecommunications Union (ITU) per la cybersecurity.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Crime------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Palazzo Reale di Torino
La dimora storica della famiglia sabauda che da qui diresse le sorti di Torino per oltre tre secoli – nominata Patrimonio dell’UNESCO dal 1997 – raccontata in un podcast realizzato all’interno della residenza reale.Nel 1563, quando Torino divenne capitale del ducato, Emanuele Filiberto di Savoia stabilì la propria residenza nel palazzo del vescovo, ma già nel 1584 Carlo Emanuele I affidò ad Ascanio Vitozzi la costruzione di una nuova fabbrica. Dopo il 1643 la direzione dei lavori passò ad Amedeo di Castellamonte e quindi a Carlo Morello; intanto si procedeva all’arredo delle sale del primo piano, con i soffitti intagliati e dorati e le grandi tele allegoriche di Jan Miel e Charles Dauphin, i cui soggetti esaltano le virtù del sovrano secondo il programma del retore di corte Emanuele Tesauro.Nel 1688 Daniel Seyter venne chiamato da Roma per affrescare la galleria da allora detta “del Daniel”. Seyter, affiancato dal genovese Bartolomeo Guidobono, intervenne anche nell’appartamento al pianterreno, detto poi di Madama Felicita. Sul finire del Seicento, l’impianto del giardino fu rivisto e ampliato dal celebre architetto francese André Le Notre. Quando Vittorio Amedeo II ottenne il titolo regio, nel 1713, fu creata la cosiddetta “zona di comando”, annessa al palazzo e costituita da Segreterie, Uffici, Teatro Regio e Archivi di Stato.Regista di tali interventi fu Filippo Juvarra, che realizzò anche la Scala delle Forbici e il Gabinetto Cinese. La carica di primo architetto regio passò poi a Benedetto Alfieri, che definì gli apparati decorativi degli appartamenti al secondo piano e allestì le nuove camere degli Archivi, affrescate da Francesco De Mura e da Gregorio Guglielmi.Al tempo di Carlo Alberto (1831-1849) furono rinnovate, sotto la direzione di Pelagio Palagi, alcune sale del piano nobile, quali il Salone degli Svizzeri e la Sala del Consiglio, e altri ambienti al secondo piano; nel 1862 fu realizzato il nuovo scalone d’onore. Con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze e poi a Roma, il palazzo perse progressivamente le sue funzioni di residenza. Dal 1955 è stato in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici; oggi è parte dei Musei Reali.La voce del podcast è di Laura De Nardo, guida e accompagnatrice turistica con esperienza ventennale. Nata e cresciuta a Torino, si confronta con persone che arrivano da ogni parte del mondo per far conoscere ed apprezzare la propria città e il Piemonte trasmettendo la passione per la storia, l’arte, l’enogastronomia e le curiosità.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La NATO. Storia di un’alleanza politica e militare
La sicurezza nella nostra vita quotidiana è fondamentale per il nostro benessere. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il 4 aprile del 1949, a Washington, fu firmato il trattato istitutivo della NATO – Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord – con lo scopo di garantire la libertà e la sicurezza dei Paesi membri attraverso mezzi politici e militari. In questo podcast, Stefano Silvestri racconta la storia di un’organizzazione – di cui si parla tanto dopo l’invasione da parte della Russia all’Ucraina – che promuove i valori democratici e consente ai membri di consultarsi e collaborare in materia di difesa e sicurezza per risolvere i problemi, creare fiducia e, nel lungo termine, prevenire i conflitti.La NATO si impegna a risolvere pacificamente le controversie e in caso di fallimento degli sforzi diplomatici, ha il potere militare di intraprendere operazioni di gestione delle crisi. Tali operazioni devono essere condotte in base alla clausola di difesa collettiva presente nel trattato fondativo della NATO – Articolo 5 del Trattato di Washington o dietro mandato delle Nazioni Unite, da soli o in collaborazione con altre organizzazioni internazionali. La NATO è tenuta a seguire il principio secondo il quale un’aggressione a uno dei suoi membri equivale a un’aggressione a tutti. Si tratta del principio di difesa collettiva, presente nell’articolo 5 del Trattato di Washington. Finora l’articolo 5 è stato invocato solo una volta, nel 2001, in occasione degli attacchi terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti.Stefano Silvestri è stato presidente dell’Istituto Affari Internazionali dal 2001 al 2013, Sottosegretario di Stato alla Difesa, consigliere del sottosegretario agli Esteri incaricato per gli Affari europei e consulente della Presidenza del Consiglio sotto diversi governi. Ha svolto e svolge lavoro di consulenza sia per il Ministero degli Esteri che per quelli della Difesa e dell’Industria. E’ stato anche docente sui problemi di sicurezza dell’area mediterranea, presso il Bologna Center della Johns Hopkins University e ha lavorato presso l’International Institute for Strategic Studies di Londra. E’ membro del Consiglio d’Amministrazione della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad) e della Commissione Trilaterale.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Guerre e conflitti------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Maciste eroe pop
Da Cabiria, primo kolossal della storia del cinema, fino agli ultimi successi americani, il cinema è sempre stato pieno di eroi e supereroi. A volte nascosti sotto mentite spoglie, a volte giganti buoni, si sono sempre battuti per il trionfo del bene.Maciste è un personaggio secondario del film “Cabiria”, diretto da Giovanni Pastrone su sceneggiatura di Gabriele D’Annunzio. L’intento di Pastrone era di consentire al cinema di passare dall’intrattenimento popolare all’opera artistica, e “Cabiria” rappresenta una sorta di pietra miliare della storia del cinema, una super produzione in costume con scenografie imponenti, ricco di innovazioni tecniche e stilistiche. Nella scena clou del film, Cabiria, la bambina protagonista che sta per essere sacrificata tra le fiamme della gigantesca statua del dio Moloch, viene salvata dall’eroe Maciste, il gigante buono, il supereroe pop che subito piacque al pubblico, tant’è che negli anni a seguire gli viene dedicata una serie intera. Il film “Cabiria” è pieno di effetti speciali, mai visti prima di allora, sorprendenti, eclatanti e stupefacenti, che mettono ancor di più in evidenza le caratteristiche del supereroe Maciste. In questo podcast realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, Maciste è considerato il padre dei moderni supereroi, in eterna lotta contro il male: un supereroe in bianco e nero, analogico, dotato solo della sua forza fisica, brutale e sovrumana che arriva diritto al cuore degli spettatori.Il podcast è a cura di Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Laureato in Storia e Critica del Cinema all’Università degli Studi di Torino, De Gaetano è Vice-presidente della Film Commission Torino Piemonte, direttore artistico di Volumina e Coordinatore dell’immagine alla Reggia di Venaria. Introduce Veronica Geraci (Responsabile Ufficio Stampa del Museo Nazionale del Cinema).A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Mole Antonelliana
Simbolo architettonico della città di Torino, la Mole Antonelliana fu inizialmente concepita come Sinagoga, prima di essere acquistata dal Comune per farne un monumento all’unità nazionale. Progettata e iniziata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863, venne conclusa solo nel 1889. Era, all’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, l’edificio in muratura più alto d’Europa. La Mole è un simbolo, al passo coi tempi, nata sotto una buona stella, circondata da un’aura di mistero, una vera e propria diva, dove meno te l’aspetti.Fatti, curiosità, aneddoti e credenze popolari sull’incantevole protagonista della prima capitale d’Italia, diventata unica e indiscussa regina della città, in questo podcast realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino che ha la sua sede all’interno della Mole. Tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e la molteplicità delle sue attività scientifiche e divulgative, il Museo deve la sua unicità alla peculiarità dell’allestimento espositivo.Il podcast è a cura di Alessandra Aimar, laureata in storia e critica del Cinema e impiegata presso il settore Comunicazione e Promozione del Museo Nazionale del Cinema. Introduce Veronica Geraci (Responsabile Ufficio Stampa del Museo Nazionale del Cinema).A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La storia di Maria Adriana Prolo, pioniera del Cinema italiano
Maria Adriana Prolo, storica di formazione, cinefila e collezionista, ha fortemente contribuito alla salvaguardia e alla conservazione del patrimonio filmico in Italia fondando negli anni Cinquanta del ventesimo secolo il Museo Nazionale del Cinema di Torino. Donna dotata di straordinarie capacità imprenditoriali, animata da una potente passione per l’universo cinematografico si è imposta nel panorama culturale del Novecento fondando anche il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia a Romagnano Sesia.Maria Adriana Prolo nasce in un piccolo paese del Piemonte nel 1908 da una famiglia colta e benestante. Sin da piccola raccoglie oggetti di ogni tipo, giocattoli o utensili esponendoli, non proprio a caso, ma secondo un suo personale criterio che li rendesse interessanti e accattivanti agli occhi di uno spettatore. Maria Adriana Prolo non nasce cinefila. Era una storica, ricercatrice, che laureatasi giovanissima inizia subito a lavorare nella Biblioteca Reale di Torino e a scrivere saggi sulla storia piemontese. Nelle sue ricerche, sul finire degli anni 30, si imbatte nelle riviste dedicate al cinema muto e scopre l’universo cinematografico intuendo immediatamente il ruolo svolto da Torino nella storia e nella diffusione del Cinema. Torino negli anni dieci è la Hollywood italiana, nel senso che qui nascono le più importanti case di produzione dell’epoca che attirano i più grandi artisti, registi, attori e operatori cinematografici. Prolo ben presto entra in contatto con loro, li frequenta e ne diventa amica. Sa che quel patrimonio rischia di andare disperso e avverte l’urgenza di tutelarlo e l’intenzione di fondare un museo del cinema diventerà il suo progetto di vita. L’8 giugno 1941 annota sulla sua agenda tre semplici parole che sanciscono l’inizio del suo impegno “Pensato il Museo”.L’eccezionale vita di Maria Adriana Prolo in questo podcast realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino che ha la sua sede all’interno della Mole Antonelliana. Tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e la molteplicità delle sue attività scientifiche e divulgative, il Museo deve la sua unicità alla peculiarità dell’allestimento espositivo.Il podcast è a cura di Paola Bortolaso, laureata in Storia della Filosofia all’Università di Torino, addetta alle collezioni in qualità di bibliotecaria e collaboratrice dell’Archivio Storico presso il Museo Nazionale del Cinema. Introduce Veronica Geraci (Responsabile Ufficio Stampa del Museo Nazionale del Cinema).A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ucraina e Russia: la storia
L’aggressione del regime di Putin contro l’Ucraina è solo l’ultimo episodio di una relazione secolare che ha visto Russia e Ucraina ora vicine e ora lontane, con una pluralità di legami culturali, etnici e linguistici che hanno definito secoli di storia dei due paesi. Basti pensare che la prima entità statale da cui sarebbe poi originata la Russia fu proprio la cosiddetta Rus’ di Kiev, nata nel IX secolo dopo Cristo e cristianizzatasi poi nel X secolo. Per molti secoli successivi la posizione geografica dell’Ucraina, e la mescolanza di popoli religioni e culture da cui è composta, ne ha fatto uno snodo fondamentale dei conflitti tra l’Impero Ottomano e le varie potenze dell’Europa orientale e settentrionale (in primo luogo Polonia e Russia). Andrea Romano, autore del podcast, è Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. E’ deputato della Repubblica Italiana, iscritto al Gruppo Parlamentare del Partito Democratico. Ha scritto tra l’altro “Contadini in uniforme. L’Armata Rossa e la collettivizzazione delle campagne nell’URSS”, Firenze, Leo S. Olschki, 1999; “Russia in the Age of Wars 1914-1945” (con Silvio Pons), Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Annali XXXIV, Milano, Feltrinelli, 2000; e “Lo Stalinismo. Un’interpretazione storica”, Bruno Mondadori Editore, 2002.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Camillo Benso, Conte di Cavour e i Savoia
Il 26 febbraio 1861 in Senato il conte di Cavour pronunciava queste parole: Il titolo di re d’Italia conferito a Vittorio Emanuele II “è la consacrazione di un fatto immenso”. Tutto il discorso del ministro inneggiava al re, alla monarchia costituzionale, al percorso compiuto affinché “i popoli d’Italia da Palermo a Milano [salutassero infine] Vittorio Emanuele come Re d’Italia”. E il 17 marzo la “consacrazione” fu sancita dalla legge. Un grande storico ha affermato che Cavour, alla “fede incrollabile del liberale”, univa il “rispetto religioso, da gentiluomo antico, per la monarchia”. La monarchia, sostenuta dal Parlamento. Il rapporto personale dell’uomo politico con i vari membri di casa Savoia fu però altra cosa. Intorno a certe frizioni, incomprensioni, e persino terribili tête-à-tête, le lettere e la memorialistica ci hanno consegnato a questo proposito tutta una serie di aneddoti illuminanti.Ne parla Rosanna Roccia (storica, già Direttrice dell’Archivio Storico della Città di Torino, Direttore della rivista “Studi Piemontesi” la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi).A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Lo Statuto Albertino
Lo Statuto Albertino è la carta costituzionale concessa nel 1848 da Carlo Alberto di Savoia Carignano, re di Sardegna, e poi estesa a tutto il Regno d’Italia unificato. Il “modello” prescelto è quello moderato: si tratta di una concessione che il re fa ai suoi sudditi, autolimitandosi e garantendo la divisione del tre poteri e il rispetto dei diritti individuali essenziali; nella visione di Carlo Alberto il re doveva mantenere un ruolo preminente, specialmente in quanto unico titolare del potere esecutivo, ma, in realtà, grazie a un processo evolutivo basato sulla prassi, lo Statuto segnò il rapido avvio del parlamentarismo. Seppure fortemente eroso dalle innovazioni del fascismo, lo Statuto rimase in vigore, almeno formalmente, per cento anni, fino all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana.Ne parla Enrico Michele Genta Ternavasio (storico del Diritto, Università di Torino, Università LUISS Guido Carli). Genta Ternavasio è tra gli autori del volume “Filippo Juvarra regista di Corti e Capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa”, edito dal Centro Studi Piemontesi. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

I Savoia e i moti del 1820-1821
I moti del 1820-21 vengono comunemente considerati l’alba del Risorgimento, ma in realtà si tratta di un fenomeno transnazionale: una ripresa delle rivoluzioni atlantiche, un domino che mise in crisi il sistema d’ordine degli Stati coordinato da Metternich. I moti in Piemonte furono l’epilogo di quella stagione di libertà: per i Savoia un passaggio generazionale.Ne parla Pierangelo Gentile (storico, Università di Torino) che ha scritto “Nelle stanze di Re Vittorio. Un inventario dagli Archivi del Quirinale”, edito dal Centro Studi Piemontesi. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Le armi dei Savoia
La dinastia sabauda nacque negli anni turbolenti che, all’inizio del secondo millennio, videro il consolidamento in Europa del feudalesimo ereditario. Insediata in una valle delle Alpi Occidentali, la Maurienne, ben presto seppe espandere i suoi domini al di qua e al di là dello spartiacque alpino controllando alcuni assi strategici per l’attraversamento della catena montuosa. Quei valichi permettevano ed agevolavano i collegamenti fra la penisola italiana e le regioni sempre più importanti, delle Fiandre, della Francia e dell’Inghilterra, il Moncenisio, il Piccolo e il Gran San Bernardo. Passavano eserciti e mercanti, imperatori e pellegrini. Il controllo di questi passi non sarebbe stato possibile senza un’adeguata forza militare e la capacità di assicurarsela e di mantenerla contraddistinse i Savoia per otto secoli, fintanto che l’evoluzione delle organizzazioni statali europee impose la definizione di confini attestati sulle linee spartiacque.Ne parla Giancarlo Melano (storico, segretario generale dell’Associazione Amici del Museo d’Artiglieria). Melano ha scritto “Testimone del Risorgimento. Il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino”, edito dal Centro Studi Piemontesi. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Corte dei Savoia
Come si mangiava a corte, come ci si vestiva, quali lingue si parlavano. La vita quotidiana di quella grande macchina per la rappresentazione del potere che fu la Corte sabauda. Migliaia di persone, per secoli, hanno partecipato al funzionamento di questo raffinato meccanismo, vivendo ruoli definiti con scrupolosa precisione dai regolamenti di palazzo e dai cerimoniali, di cui Andrea Merlotti analizza forma, sostanza e significato.Ne parla Andrea Merlotti (storico, dirige il Centro studi delle Residenze Reali Sabaude).Merlotti ha recentemente curato “Studi da Venaria”, edito dal Centro Studi Piemontesi in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – Reggia di Venaria.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

I Savoia dinastia europea
A cura di Gustavo Mola di Nomaglio (Storico, Centro Studi Piemontesi).La dinastia, originatasi nel territorio del Regno di Borgogna tra il 10° e l’11° sec., regnò sull’Italia dal 1861 al 1946 ed è una delle più antiche e illustri dinastie reali europee. Trae nome dall’omonima regione dove inizialmente ebbe propri possedimenti, poi estesi anche al di qua delle Alpi fino a formare uno Stato. Dopo che l’Italia diventò un regno unificato nel 1861, quattro Re (Vittorio Emanuele II, Umberto I, Vittorio Emanuele III e Umberto II) si succedettero sul trono, negli 85 anni che trascorsero da allora al 1946, quando con un referendum popolare la monarchia fu sostituita dalla Repubblica.«Nemo propheta in patria»? Talora, per declinare la remota dimensione e rilevanza europea di Casa Savoia, conviene riferirsi anche al pensiero e alla voce di alcuni autorevoli studiosi stranieri. Il belga Alain Marchandisse afferma che, senza possibilità di discussioni, il lignaggio che più di ogni altro coltivò ante litteram l’idea d’Europa fu quello sabaudo. Per citare un altro esempio, David Carpenter, il maggiore medievista inglese contemporaneo, scrisse, riferendosi alla metà del XIII secolo, che la real casa di Savoia aveva in quel tempo «tentacles reaching throughout Europe». Principi sin dai tempi più remoti giudicati molto influenti nelle elezioni imperiali (sino alle normazioni due-trecentesche, che limitarono il numero dei principi elettori a sette), ciò in conseguenza della creduta origine sassone, della stretta consanguineità – sempre ricordata dagli imperatori -, della diretta dipendenza dall’Impero e in considerazione dei loro ruoli di vicari imperiali generali e perpetui. Non si può negare che la dinastia ebbe ben chiaro l’obiettivo di espandersi nella penisola sin da quegli anni, pur senza volere a lungo rinunciare ai vasti domini e poteri che deteneva nelle attuali Svizzera (in particolare, ma non solo, Vaud, Vallese, Ginevrino) e Francia (Savoia, Bresse, Bugey, Valromey, Nizza). Gli Stati sabaudi furono a lungo considerati in Europa, qualunque fosse la loro etichetta formale (contea, ducato) alla pari per estensione e importanza, con vari tra i principali Regni, mentre la dinastia che li reggeva non era, superfluo dirlo, seconda a nessuno. Pur tra alti e bassi (tutto, innegabilmente, avrebbe potuto svilupparsi in modi diversi) i Savoia, forti di regnare su paesi e genti pronti a seguirli, con convinzione o senza troppe riserve, considerarono nel corso di parecchi secoli l’espansione lungo lo stivale tra i propri fondamentali e costanti traguardi. Alla costituzione del Regno e dell’unità d’Italia (che alcune correnti di pensiero preferirebbero considerare esito non di un percorso, per così dire, “regio” ma “rivoluzionario”) la dinastia giunse ad opera di sovrani dotati di non ordinarie capacità e volontà. Questi per mantenersi liberi nel corso di quasi un millennio e per giungere poi alla libertà italiana, non fecero ricorso primariamente all’azione militare – difensiva o offensiva -, ma ben più alle alleanze matrimoniali con le principali dinastie e a una lungimirante ed efficace azione politica e diplomatica. Il risultato poté però essere raggiunto anche grazie a un trasversale sostegno attraverso l’intero paese e pure alla spinta impressa dai popoli meridionali, a partire da quello siciliano i cui rappresentanti già offrirono a un Savoia la corona di Sicilia nel 1848.Gustavo Mola di Nomaglio ha recentemente curato la pubblicazione “1416: Savoie Bonnes Nouvelles. Studi di storia sabauda nel 600° anniversario del Ducato di Savoia”, edito dal Centro Studi Piemontesi.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La dissoluzione dell’URSS - Seconda parte
La dissoluzione dell’Unione Sovietica fu il processo di disgregazione che, a 74 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, coinvolse il sistema politico, economico e sociale dell’Unione Sovietica. Tra il 19 gennaio 1990 e il 26 dicembre 1991, il fallimento delle iniziative di perestrojka e glasnost avviate da Michail Sergeevič Gorbačëv – in aggiunta agli eventi libertari polacchi che contagiarono i Paesi del Patto di Varsavia – portarono all’implosione dell’URSS. Lo storico Andrea Romano, oggi impegnato nella vita politica, racconta per Storiainpodcast uno dei più grandi eventi della storia contemporanea. Andrea Romano è Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. E’ deputato della Repubblica Italiana, iscritto al Gruppo Parlamentare del Partito Democratico. Ha scritto tra l’altro “Contadini in uniforme. L’Armata Rossa e la collettivizzazione delle campagne nell’URSS”, Firenze, Leo S. Olschki, 1999; “Russia in the Age of Wars 1914-1945” (con Silvio Pons), Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Annali XXXIV, Milano, Feltrinelli, 2000; e “Lo Stalinismo. Un’interpretazione storica”, Bruno Mondadori Editore, 2002. - La dissoluzione pacifica dell’Unione Sovietica. Michail Gorbacev e la perestroika (Prima parte). - Le resistenze alle riforme di Gorbacev e la disgregazione dell’edificio sovietico (Seconda parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale La Storia della storia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La dissoluzione dell’URSS - Prima parte
La dissoluzione dell’Unione Sovietica fu il processo di disgregazione che, a 74 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, coinvolse il sistema politico, economico e sociale dell’Unione Sovietica. Tra il 19 gennaio 1990 e il 26 dicembre 1991, il fallimento delle iniziative di perestrojka e glasnost avviate da Michail Sergeevič Gorbačëv – in aggiunta agli eventi libertari polacchi che contagiarono i Paesi del Patto di Varsavia – portarono all’implosione dell’URSS. Lo storico Andrea Romano, oggi impegnato nella vita politica, racconta per Storiainpodcast uno dei più grandi eventi della storia contemporanea. Andrea Romano è Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. E’ deputato della Repubblica Italiana, iscritto al Gruppo Parlamentare del Partito Democratico. Ha scritto tra l’altro “Contadini in uniforme. L’Armata Rossa e la collettivizzazione delle campagne nell’URSS”, Firenze, Leo S. Olschki, 1999; “Russia in the Age of Wars 1914-1945” (con Silvio Pons), Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Annali XXXIV, Milano, Feltrinelli, 2000; e “Lo Stalinismo. Un’interpretazione storica”, Bruno Mondadori Editore, 2002. - La dissoluzione pacifica dell’Unione Sovietica. Michail Gorbacev e la perestroika (Prima parte). - Le resistenze alle riforme di Gorbacev e la disgregazione dell’edificio sovietico (Seconda parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale La Storia della storia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Vi racconto Sir Winston Churchill
Sir Winston Leonard Spencer Churchill è stato uno dei più grandi e carismatici statisti del Novecento. A più di 50 anni dalla morte, avvenuta nel 1965, Winston Churchill è considerato ancora oggi uno dei leader più carismatici e discussi del Novecento. Con l’indomabile energia e la popolarità che seppe conquistarsi, impersonò la volontà di resistenza del Regno Unito e dei popoli alleati contro la minaccia nazista, quando il mondo era sull’orlo di un abisso, nel 1940-41. Fu Primo ministro del Regno Unito, membro del Parlamento, leader del Partito Conservatore britannico.Giulia Guazzaloca, Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze politiche, sociali e internazionali all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, racconta per Storiainpodcast il grande leader britannico.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Guerra fredda - Seconda parte
Con l'esperta Sara Lorenzini ripercorriamo le 4 fasi della Guerra fredda: il consolidamento dei blocchi ovvero della divisione dell'Europa; la fase delle coesistenza competitiva (durante la quale la guerra fredda esce dai confini europei); il lungo periodo della distensione e infine la fase della cosiddetta "seconda guerra fredda" che si conclude con il progressivo crollo del sistema sovietico.Con l’espressione Guerra fredda si indica la contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi intorno al 1947, tra le due potenze principali emerse vincitrici dalla Seconda Guerra mondiale: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Si giunse alla divisione dell’Europa in sfere di influenza e alla formazione di blocchi internazionali ostili, denominati comunemente come Occidente (gli Stati Uniti e gli altri membri della NATO), Oriente (l’Unione Sovietica e i membri del Patto di Varsavia) e in seguito il terzo blocco dei Paesi non allineati. Si trattò sostanzialmente della contrapposizione tra due grandi ideologie politico-economiche: la democrazia-capitalista da una parte e il socialismo reale-comunismo dall’altro.Per Storiainpodcast, la Professoressa Sara Lorenzini descrive le tensioni di quei lunghissimi e tesissimi anni, dedicando particolare attenzione al periodo della distensione e alle conseguenze che tale scontro andò a generare: dai processi di decolonizzazione alla nascita di un vero e proprio ambientalismo globale.Sara Lorenzini è Professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Ha scritto diverse opere, tra cui “Una strana guerra fredda. Lo sviluppo e le relazioni Nord-Sud”. - La Guerra fredda: aspetti economici, NATO e Patto di Varsavia (Prima parte). - Evolversi e fine della Guerra fredda (Seconda parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale La storia della Storia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Guerra fredda - Prima parte
Che cosa si intende per Guerra fredda? E da dove viene questa espressione? Ecco come e quando iniziò questo conflitto tra le due superpotenze Usa e Urss, che non si tradusse in scontri militari diretti ma che fu caratterizzato da un antagonismo su tutti i campi (politico, ideologico, culturale...). Tutto iniziò il 9 febbraio 1946...Con l’espressione Guerra fredda si indica la contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi intorno al 1947, tra le due potenze principali emerse vincitrici dalla Seconda Guerra mondiale: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Si giunse alla divisione dell’Europa in sfere di influenza e alla formazione di blocchi internazionali ostili, denominati comunemente come Occidente (gli Stati Uniti e gli altri membri della NATO), Oriente (l’Unione Sovietica e i membri del Patto di Varsavia) e in seguito il terzo blocco dei Paesi non allineati. Si trattò sostanzialmente della contrapposizione tra due grandi ideologie politico-economiche: la democrazia-capitalista da una parte e il socialismo reale-comunismo dall’altro.Per Storiainpodcast, la Professoressa Sara Lorenzini descrive le tensioni di quei lunghissimi e tesissimi anni, dedicando particolare attenzione al periodo della distensione e alle conseguenze che tale scontro andò a generare: dai processi di decolonizzazione alla nascita di un vero e proprio ambientalismo globale.Sara Lorenzini è Professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Ha scritto diverse opere, tra cui “Una strana guerra fredda. Lo sviluppo e le relazioni Nord-Sud”. - La Guerra fredda: aspetti economici, NATO e Patto di Varsavia (Prima parte). - Evolversi e fine della Guerra fredda (Seconda parte).A cura di Deborah Natale. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale La storia della Storia------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Verso la Soluzione finale
20 gennaio 1942: in una villa alla periferia sud di Berlino si apre la Conferenza di Wannsee durante la quale 15 personaggi di primo piano del regime nazionalsocialista tedesco si riuniscono per definire la cosiddetta “soluzione finale della questione ebraica”. Lo si legge nel report dell’incontro stilato da Adolf Eichmann, segretario della conferenza. Che cosa si dicono e che cosa decidono quegli uomini nei 90 minuti dell’incontro? Ritorniamo sulla scena di quell’evento chiave, avvenuto esattamente 80 anni fa, assieme allo storico David Bidussa.David Bidussa, storico, scrittore e giornalista, ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy.A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina.https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi------------Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify http://bit.ly/VoceDellaStoria ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427.Siamo in tutte le edicole... ma anche qui:- Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/- Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare)- Youtube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo- Twitter: https://twitter.com/focusstoria- Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices