
Silicon Valley Dojo
40 episodes

Long time no see!
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni tanto:Potevamo lasciarvi in sospeso ancora per molto? Ma assolutamente no, in particolare con dei batch di YC così succosi e così pieni di italiani (6 companies con Italian founder nel batch X25 e 5 companies nel S25 🥳)! Anche noi abbiamo fatto qualche investimento (sia Lombardstreet che Italian Founders Fund) e come sempre vi aggiorniamo con un bel video caotico il giusto dove saltiamo di palo in frasca, ma raccontando un sacco di cosine succose.As usual, se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, mentre se preferite il testo della chiacchierata trovate il bottone “trascrizione” sempre da qualche parte lassù 👆E prima di lasciavi il video, SORPRESINA! 🎉 (anche per Max che non lo sapeva 😂) Ho riaperto il form delle domande, se avete curiosità o volete sapere la nostra opinione su qualcosa, scriveteci lì che presto registriamo un altro video per rispondervi.No scherzo, saremo diligentissimi. Voi mandateci tante domande che ci piace il challenge.Intanto buona visione, chi spotta nel video il nuovo gadget di Lombardstreet Ventures vince. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Come Marco ha raccolto un primo round da $3M in Silicon Valley (senza averlo mai fatto prima)
Questa storia è veramente bellissima e quindi vi beccate 42 minuti di video.Ma vi prometto che ne vale la pena.Ho conosciuto Marco per caso a febbraio dell’anno scorso. Aveva scritto un post su un gruppo Slack in cui siamo entrambi (quello di Lead The Future) dicendo che sarebbe venuto a San Francisco per tre mesi per fare fundraising e che avrebbe avuto piacere di confrontarsi sul tema.Quando ci siamo sentiti per la prima volta sono rimasta subito molto colpita: l’idea di Hanomi era molto interessante, il team preparatissimo, Marco molto sveglio, con le idee molto chiare e con una voglia enorme di imparare.Stavano concludendo il percorso di Entrepreneur First (EF), ma non sapevano bene come impostare e gestire un processo di fundraising. Non avevano esperienza, né conoscenza delle dinamiche e dei meccanismi del settore, né un network in Silicon Valley.Avevano però una C-Corp, un mercato negli Stati Uniti, advisor di settore, e un grande interesse da parte dei loro utenti. Avevano il demo day di EF alle porte. Ed erano concentrati e curiosi.Gli ingredienti c’erano tutti, almeno per iniziare bene.Dalla nostra prima chiacchierata è nato questo articolo per mettere in fila le indicazioni che avevo dato a Marco per impostare la raccolta → Se vuoi raccogliere un round parti da quiFast forward a tre mesi dopo: Marco ha raccolto un round da $3M guidato da HOF Capital con Bessemer, Tiny VC, Precursor Ventures, Transpose, EF, e alcuni angel di settore.Come ha fatto? E come si può replicare questo risultato?L’ho chiesto a Marco in questa chiacchierata bella densa di informazioni e consigli pratici. Vi prometto che arriverete alla fine con la vostra cassetta degli attrezzi (mentale) un po’ più piena.[Il video è stato registrato sei mesi fa, come capirete da alcuni commenti che facciamo, ma non potevamo pubblicarlo prima per questioni di riservatezza riguardo al round.]Qui sotto vi riporto a grandi linee le domande che ho fatto a Marco (e i relativi minuti, così potete skippare al punto che vi interessa), però tenete conto che Marco ha aggiunto un sacco di ciccia interessante nelle risposte oltre a ciò che gli ho chiesto io. Quindi ascoltatevela tutta 😊* 0:40 → Cosa fate in Hanomi?* 1:50 → Qual è la tua esperienza e qual è stato il tuo percorso?* 7:37 → Quando sei entrato a EF e com’è andata?* 10:52 → Qual è stata la tempistica dall’ingresso in EF ad oggi?* 13:30 → Com’è andata a finire? A fine maggio cosa avevate in mano?* 15:24 → Come ti sei preparato per raggiungere questo risultato?* 18:08 → Quante call hai fatto per riuscire a raccogliere da 7-8 investitori?* 18:57 → Quali sono stati i passi che hai fatto concretamente per avviare il fundraising?* 23:33 → Come facevi il follow up dei meeting?* 24:44 → Investor memo: Cosa ci avete messo dentro e quanto era lungo?ù* 25:38 → Mentre facevate fundraising, che tipi di strumenti utilizzavate per tenere traccia di tutto?* 28:47 → Un team che vuole iniziare a raccogliere il proprio round e non ha già tutti i contatti in Silicon Valley come dovrebbe muoversi secondo te?Quali sono stati i passi che per voi hanno funzionato?* 31:34 → Voi avete provato a fare cold outreach a VC? E se sì, com'è andata?* 34:14 → Quali sono stati gli aspetti di questo fundraising che per te sono stati più difficili, che magari non ti aspettavi? Come li hai superati o comunque che cosa hai imparato da questi punti?* 39:55 → Per il prossimo round che cosa farai diverso, come inizierai a lavorarci, quanto prima, quali sono i punti fermi che hai già oggi su come lo raccoglierai?Come sempre se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, mentre se preferite il testo della chiacchierata trovate il bottone “trascrizione” sempre da qualche parte lassù 👆Se avete domande per Marco scrivetele nei commenti che vi legge.E super grazie a Marco per la disponibilità e la generosità nel condividere la sua storia e ciò che ha imparato in questi mesi così densi e intensi!Buon lunedì! This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Com'è andato il Demo Day di Y Combinator F24 (only the brave!)
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo il lunedì:Già F24 non è di buon auspicio 😂, in più io e Max abbiamo registrato un video di una bella oretta per commentare l’ultimo batch + demo day di Y Combinator, che era appunto il batch Fall 24 — il primo fatto in autunno.Le startup erano 96, molte meno del solito: per esempio al Summer batch, S24, erano 255. Il demo day è stato fatto anche di persona, per la prima volta dopo tanti anni (e solo una persona per firm poteva partecipare).Lombardstreet ha fatto forse il numero più alto di investimenti di sempre sul totale delle startup presenti, 6. E nel video Max vi racconta bene quali e perché.Buona visione e buone feste, noi ci risentiamo nel 2025 👋E se non l’avete mai letto non perdetevi questo post motivazionale che vi riproponiamo ogni anno: (Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆) This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Com'è andato il Demo Day di Y Combinator S24
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo il lunedì:Pensavate che ci fossimo dimenticati? MAI!L’unico motivo per cui ne scriviamo a ottobre è che quest’anno il demo day di YC per il batch Summer è stato tardissimo rispetto al solito: 25 e 26 settembre.Al demo day hanno partecipato 253 startup, di cui 226 in target per Lombard. Di queste ne sono state contattate 64 (12 erano oversubscribed), 52 sono state le call fissate, 31 i pass, per arrivare a 4 investimenti (Drillbit, Parity, Ember Robotics, Coval).E dopo anni di batch ogni 6 mesi, YC ha raddoppiato gli sforzi introducendone 2 in più, in primavera e autunno, per non perdere opportunità in questa onda di startup AI.Alla fine del video trovate: una novità + un rant di Max (con action item) + un paio di libri super consigliati. Pattern Breakers - The Secrets Behind the World's Most Successful Start-Ups di Mike Maples Jr. —cofounder di Floodgate— e Peter Ziebelman di Stanford. Max è alla seconda rilettura e lo considera un must read per ogni founder e investor.Per gli appassionati di AI anche questo è super consigliato: Why Machines Learn: The Elegant Math Behind Modern AI. Max l’ha appena iniziato e non è facile da digerire, per chi di voi vuole rimettere in gioco le basi di matematica dell’università, potrebbe valerne la pena. L’obiettivo è quello di comprendere meglio come funziona 'l’AI di cui tanto parliamo in questi ultimi anni e soprattutto averne ben chiari i limiti.(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆) This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Lo Startup Playbook di Sam Altman in italiano
Recentemente mi è ricapitato sotto gli occhi lo Startup Playbook di Sam Altman (che tra l’altro sarà a Torino la prossima settimana all’Italian Tech Week, ci vediamo lì?) e ho pensato che sarebbe stato molto bello averne una versione in italiano. Quindi ho iniziato a tradurlo e a registrarlo (come faccio da un po’ per gli essay di Paul Graham qui) e prima di arrivare alla fine mi sono maledetta sette volte per aver iniziato un progetto così lungo. Ma piano piano sono arrivata in fondo, e sono molto contenta di averlo fatto. Questo Startup Playbook è un distillato di tutto ciò che vi abbiamo sempre detto noi, YC, Paul Graham. Buona lettura o buon ascolto 💫Startup Playbook Scritto da Sam Altman - Illustrato da Gregory Koberger IntroPassiamo molto tempo a dare consigli alle startup. Anche se i consigli individuali saranno sempre fondamentali, abbiamo pensato che ci avrebbe aiutato a scalare Y Combinator se avessimo potuto distillare le parti più generalizzabili di questi consigli in una sorta di manuale da dare alle aziende di YC.Poi abbiamo pensato di darlo a tutti.Questo playbook è destinato alle persone che si avvicinano per la prima volta al mondo delle startup. La maggior parte di queste informazioni non saranno nuove per chi ha già letto le varie cose scritte dai partner di YC: l'obiettivo è di riunirle in un unico luogo.Potrebbe esserci una seconda parte su come scalare una startup in un secondo momento, ma questo playbook copre soprattutto come avviarne una.L'obiettivo di una startup è creare qualcosa che gli utenti amino. Se ci riuscite, dovete capire come fare in modo che molti più utenti vi amino. Ma questa prima parte è fondamentale: pensate alle aziende di successo di oggi. Tutte hanno iniziato con un prodotto che i loro primi utenti hanno amato così tanto da parlarne ad altre persone. Se non riuscite a farlo, fallirete. Se vi ingannate e pensate che i vostri utenti amino il vostro prodotto quando non è così, fallirete comunque.Il cimitero delle startup è pieno di persone che pensavano di poter saltare questo passaggio.È molto meglio realizzare prima un prodotto che un piccolo numero di utenti ama follemente piuttosto che un prodotto che un gran numero di utenti semplicemente apprezza. Anche se la quantità totale di valutazione positiva è la stessa, è molto più facile crescere il numero utenti che far passare gli utenti dall’apprezzamento all’amore del prodotto. Un avvertimento importante sulla scelta di avviare una startup: È terribile! Uno dei feedback più frequenti che riceviamo dai founder dei batch di YC è che è più difficile di quanto potessero immaginare, perché non avevano un quadro di riferimento per il tipo di lavoro e di intensità che una startup comporta. Entrare nel team di una startup in fase iniziale che è già su una traiettoria di crescita verticale di solito a livello economico è molto più vantaggioso che far partire la propria.Dall'altra parte, l'avvio di una startup non è in realtà molto rischioso per la vostra carriera: se siete davvero bravi nel lato tecnico, ci saranno opportunità di lavoro anche in caso di fallimento. La maggior parte delle persone non sa valutare il rischio. Personalmente ritengo che l'opzione più rischiosa sia quella di avere un'idea o un progetto che vi appassiona davvero e di svolgere invece un lavoro sicuro, facile e poco gratificante.Per avere una startup di successo sono necessari: una grande idea (compreso un grande mercato), un team eccellente, un prodotto eccellente e un’esecuzione eccellente.Parte 1 - L’IdeaUna delle prime cose che chiediamo alle aziende di Y Combinator è cosa stanno costruendo e perché.Qui cerchiamo risposte chiare e concise. Questo sia per valutare il founder che l'idea stessa. È importante essere in grado di pensare e comunicare in modo chiaro come founder: ne avrete bisogno per il convincere i talenti a unirsi al vostro team, per raccogliere fondi, per vendere, ecc. Le idee in generale devono essere chiare per diffondersi e le idee complesse sono quasi sempre segno di un pensiero confuso o di un problema inventato. Se l'idea non entusiasma almeno un gruppetto di persone la prima volta che la sentono, non va bene.Un'altra cosa che chiediamo è chi sono quelli che hanno disperatamente bisogno del prodotto.Nel migliore dei casi, siete voi stessi l'utente target. O comunque conoscete e capite l'utente target molto bene.Se un'azienda ha già degli utenti, chiediamo quanti sono e a che velocità crescono. Cerchiamo di capire perché non sta crescendo più velocemente e soprattutto cerchiamo di capire se gli utenti amano davvero il prodotto. Di solito questo significa che dicono ai loro amici di usare il prodotto senza che l'azienda li solleciti. Chiediamo anche se l'azienda sta generando entrate e, in caso contrario, perché.Se l'azienda non ha ancora utenti, cerchiamo di capire quale sia la versione minima del prodotto da costruire per testare l'ipotesi, cioè se lavoriamo a ritroso partendo dall'esperienza perfetta, cerchiamo di capire

L'esperienza di Tommaso con il visto E2 per gli Stati Uniti
Bentornati e bentornate!Ricominciamo l’anno mentale (che come quello scolastico inizia a settembre, si sa che gennaio è solo una formalità del calendario) con un tema bello tosto: i visti per gli Stati Uniti, nello specifico il visto E2.Tommaso Tosi ormai lo conoscete, abbiamo scritto diversi articoli sul Dojo insieme. Oggi Tommaso ha fondato Gomry (“The all-in-one membership management solution trusted by 600+ organizations in the US and Europe”) e vive a San Francisco con un visto E2, anche conosciuto come “visto da investitore”. Ma lui non è un investitore, è un founder. Come ha fatto a ottenere un E2? Quanto è costato? Quanto tempo ci è voluto? Tutte queste domande le ho fatte a Tommaso nel video che potete vedere qui sotto, e lui ha dato delle risposte interessantissime. Io ho imparato moltissimo da questa chiacchierata.🚨Il grande, gigantesco, solito disclaimer è che né io, né Tommaso siamo avvocati o esperti che si occupano di immigrazione per lavoro. Ciò che vedete nel video è una chiacchierata tra due persone che hanno avuto a che fare personalmente con il sistema dell’immigrazione degli Stati Uniti e raccontano la propria esperienza. Prendetela come una conversazione che avremmo potuto avere con ognuno di voi al bar davanti a un caffè. Non costituisce in alcun modo un consiglio legale, finanziario, o professionale.🚨Bene, ora che abbiamo fatto le premesse necessarie, ecco a voi la nostra chiacchierata sul visto E2.Come sempre se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, mentre se preferite il testo della chiacchierata trovate il bottone “trascrizione” sempre da qualche parte lassù 👆Qui alcuni link di approfondimento:* Visto E2* Esperienza E2 per founder di cui parla Tommaso nel videoFateci sapere se avete domande sull’esperienza di Tommaso. Ci risentiamo tra un paio di settimane, nel frattempo state freschi e pensate che mancano 114 giorni a Natale. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Un minestrone di risposte: monetizzazione AI, internship in VC, metriche early-stage, VC in US & more
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì:Come promesso qui, abbiamo registrato un video per rispondere a tutte le vostre domande in sospeso.Belle le vostre domande! Ci hanno dato la possibilità di analizzare per mezz’oretta alcuni temi su cui non ci eravamo mai confrontati. Ci piace questa community :)Se volete farne altre qui è disponibile il nostro form per raccogliere le vostre domande. Ne raccogliamo un po’ e tra un paio di mesi rispondiamo.Come sempre se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, mentre se preferite il testo della chiacchierata trovate il bottone “trascrizione” sempre da qualche parte lassù 👆Sotto il video trovate anche un piccolo recap con domande + risposte, se siete dei visual learner e preferite leggere.* Quali sono i modelli di monetizzazione per le startup in ambito AI? C'è qualcosa di nuovo all'orizzonte?* Nostra risposta: I modelli di monetizzazione per le startup AI sono simili a quelli non-AI. Si dividono in: vendita di servizi basati su LLM, accesso diretto ai modelli stessi, e l'ottimizzazione di processi esistenti tramite AI layer. * Un'esperienza di internship in un VC può aiutare a diventare founder?* Nostra risposta: Fare un'internship in un VC può offrire esperienze utili, ma non è il percorso ideale per diventare founder. Diventare founder di solito nasce da un'idea o problema specifico che si vuole risolvere, piuttosto che da una pianificazione strategica. L'esperienza diretta in una startup early-stage può essere più formativa.* Quali metriche cerca un VC early-stage in una SaaS company in fase pre-seed?* Nostra risposta: Un VC early-stage guarda principalmente al team e agli esperimenti fatti per validare l'idea di business. Metriche come la crescita e la monetizzazione sono importanti, ma in fase pre-seed è più rilevante la capacità del team di dimostrare la validità della loro idea attraverso esperimenti anche preliminari.* Che cosa sono le tesi di investimento dei fondi VC e come vengono strutturate?* Nostra risposta: Una tesi di investimento definisce i criteri su cui un fondo VC basa i suoi investimenti, includendo lo stage, la geografia, e il settore di interesse. Alcuni fondi hanno tesi specifiche, mentre altri sono più generalisti. I fondi thesis-led creano tesi specifiche per periodi particolari perché hanno identificato un need specifico e investono in aziende che soddisfano questi criteri.* Ha senso contattare i fondi di VC americani prima di aprire una parent company negli USA o è una perdita di tempo?* Nostra risposta: Per raccogliere capitale da VC americani è necessario avere un'azienda americana, preferibilmente una C-Corp in Delaware, e una presenza fisica negli USA. Aprire una C-Corp in Delaware è relativamente economico e gestibile, ma è importante avere una chiara strategia per affrontare il mercato americano. Se la tua startup ha potenziale di crescita internazionale, è consigliabile trasferirsi negli Stati Uniti oppure cercare finanziamenti locali in Europa.* Quali sono le cose più interessanti che state vedendo in ambito AI Wrappers? Qualche use case particolare che vedete che sta raccogliendo market traction?* Nostra risposta: I settori più promettenti includono applicazioni vocali (iVoice) e il riconoscimento di immagini. La metrica più rilevante per valutare le startup AI è la retention dei clienti (magari a 1 anno), piuttosto che il fatturato. Le applicazioni AI in settori "noiosi" o meno affollati mostrano una market traction interessante.Come sempre vi lascio due dritte per usare il nostro form per le domande:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Noi rispondiamo con un articolo/video qui sul Dojo This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Con che strumento raccogliere i primi round in Italia?
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì:Qualche settimana fa io, Luca Foschini, e Francesco Pezcoller, abbiamo iniziato a confrontarci su un tema abbastanza spinoso: qual è lo strumento più snello per raccogliere capitale in Italia su un’srl nei primi round?Io ho esperienza da VC negli Stati Uniti (quindi principalmente SAFE), Luca ha esperienza da founder negli Stati Uniti (con raccolta da $200M+) e investor in US e Italia (sia come angel in startup, che come LP in fondi di VC), Francesco ha esperienza come avvocato che ha seguito round di startup in Italia e da investor (anche lui sia come angel che come LP).Ognuno con il suo background, ci siamo confrontati sulle differenze US/Italia, e su come rendere l’esperienza di raccolta in Italia semplice e tutelante per le varie parti. A me questi temi interessano tantissimo, e secondo me anche a diversi di voi. Quindi ho chiesto a Luca e Francesco di fare questa chiacchierata in video, in modo da registrarla e condividerla con voi.Il risultato è una mezz’oretta bella densa (speriamo non troppo tecnica) che dà una panoramica particolarmente completa delle diverse opzioni possibili.Per riuscire a inquadrare bene il discorso abbiamo fatto una ventina di minuti di premesse 😂 quindi se avete fretta skippate fino al minuto 25:50.Sotto il video trovate anche un piccolo recap + approfondimento, se siete dei visual learner e preferite leggere.🚨Disclaimer: ovviamente questa è una chiacchierata informale tra persone che per esperienze diverse si sono occupate di queste tematiche. Non costituisce in alcun modo un consiglio legale, finanziario, o professionale. 🚨Bene, ora che abbiamo fatto le premesse necessarie, ecco a voi la nostra chiacchierata fiume su questi temi leggerissimi.Come sempre se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, mentre se preferite il testo della chiacchierata trovate il bottone “trascrizione” sempre da qualche parte lassù 👆Recap di quello che diciamo nel video (grazie a Francesco Pezcoller!)In USA la totalità delle start-up in fase pre-seed e seed raccoglie i primi capitali mediante SAFE (Simple Agreement for Future Equity) sviluppati e poi diffusi come standard da Y Combinator nel 2013.Le SAFE sono accordi intercorrenti tra la società e ciascun investitore che racchiudono un regolamento contrattuale di tipo semi-equity che attribuisce agli investitori il diritto futuro a divenire titolari di azioni di tipo privilegiato (preferred shares) nella startup. Sono senza interessi e non sono uno strumento di debito come le convertible note. Inoltre, la SAFE trattandosi di un documento snello (5 pagine), semplice e standardizzato, consente di ridurre la negoziazione a poco o nulla: si definisce il ticket dell’investimento e il cap e/o lo sconto. Il principale vantaggio per l’investitore in SAFE è quello di poter convertire in equity il proprio investimento ricevendo i diritti privilegiati stabiliti dagli investitori del futuro round in equity.Per un approfondimento sulle SAFE: SAFE: una mini-guida con tutto quello che c'è da sapereIn Italia si sta partendo solo recentemente ad utilizzare strumenti simili alle SAFE nella raccolta di capitali, e per ragioni tecnico-giuridiche non può esistere uno strumento esattamente identico alla SAFE americana. Inoltre, l’assenza in Italia di una prassi consolidata come quella americana nell’uso di questi strumenti comporta un’interpretazione delle SAFE ancora un po’ caotica. Ad esempio, tra i diritti che un investitore in SAFE si aspetta di ritrovare nelle quote/azioni derivanti dalla conversione c’è la liquidation preference.Quindi, cercando di avvicinarci più possibile alla semplicità della SAFE in Italia, abbiamo analizzato tre strade:* Traduzione e utilizzo diretto della SAFE di YC per raccogliere su un’srl italiana: NEVER ☠️ * Modello SAFE di Italian Tech Alliance: lo strumento proposto si avvicina alla SAFE americana prevedendo la sottoscrizione di un contratto tra l’investitore, la società, i soci founder e i soci rilevanti. Successivamente, l’investitore effettua un “versamento in conto futuro aumento di capitale”. Tuttavia a causa di alcune limitazioni tecniche dell’ordinamento italiano (in particolare, i principi contabili non ammettono versamenti a patrimonio netto da parte di non soci, il rischio che possano essere considerati strumenti di debito, la difficoltà nel regolare contrattualmente la gestione delle perdite e la mancanza di un automatismo nella conversione dell’investimento in equity) è consigliabile quando la cap-table della startup contiene pochi soci, i founder puntano ad una raccolta contenuta e la prospettiva di completare un round in equity è molto vicina. Trattandosi di un documento contrattuale non è esente da richieste di modifica da parte degli investitori. * Emissione di strumenti finanziari partecipativi convertendi: gli SFP convertendi

Brainstorming dalla Silicon Valley: valutazioni, trend, exit strategy
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì:Per il nostro appuntamento di oggi ho pensato di registrare un video con un po’ di brainstorming di pensieri che ho avuto di recente sull'ecosistema delle startup nella Silicon Valley. È un periodo davvero dinamico, siamo sulla cresta di un’onda enorme che sta rivoluzionando il mondo intero. L’impatto di queste nuove tecnologie mi ricorda moltissimo i cambiamenti che sono avvenuti alla fine degli anni Novanta quando sono state create le prime grandi company basate su internet. Vediamo insieme cosa si può imparare da questi paralleli.Poi parliamo ancora dei trend attuali per quanto riguarda le valutazioni, e qualche consiglio su come fare un buon outreach ai fondi di VC. Sotto il video, infine, trovate tutte le info sul nostro form per raccogliere le vostre domande. Io e Irene abbiamo pianificato tra pochi giorni un meeting per registrare un po’ di risposte.(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)E per chi ha qualche curiosità in sospeso su VC, startup, investimenti, USA, o tutti gli altri temi che trattiamo qui sul Dojo, qui è disponibile il nostro form per raccogliere le vostre domande. Ricapitoliamo come funziona:Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Noi rispondiamo con un articolo/video qui sul Dojo This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Com'è andato il Demo Day di Y Combinator W24
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì:Immancabili ogni sei mesi, ecco i nostri commenti sul demo day e il batch di Y Combinator W24.Le nostre impressioni, i numeri più rilevanti, i trend interessanti, e i nostri investimenti.(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Sotto il video invece qualche bullet point di riassunto degli aspetti più rilevanti.Ricapitoliamo!* 27mila candidature, 260 startup nel batch (meno dell’1%), 247 che hanno presentato al demo day* 260 ammesse al batch → 67 contattate da Lombardstreet Ventures:* 29 pass* 9 proposte di investimento: 5 accettate (quindi parte del nostro portfolio ad oggi), 4 non accettate* 9 oversubscribed prima del meeting* 3 non erano in fundraising* 5 non ci hanno proprio risposto* altre dobbiamo ancora incontrarle* Ormai è assodato che il nostro lavoro parte mesi prima del demo day. Questo batch ha avuto il demo day il 3 e 4 aprile 2024, noi abbiamo iniziato ad analizzare le startup a dicembre 2023. Le settimane più intense di meeting sono comunque le 2-3 che precedono il demo day.* Un sacco di AI, come previsto* Valutazioni molto alte: niente sotto i $15M post, maggioranza sui $20M post, alcune ben oltre* Tutti i meeting li abbiamo fatti su Zoom: non sarebbe stato possibile tenere questo ritmo altrimenti* Qua la directory del batch YC W24, vi consiglio di darci un’occhiata perché è super interessanteBuon lunedì! This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Investire in AI nel 2024 in Silicon Valley
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere i nostri post direttamente nella tua inbox:L’Intelligenza Artificiale (AI) continua a essere l’ambito principale su cui le startup in Silicon Valley stanno lavorando.Ne analizziamo davvero tante, sia Pre-Seed e Seed (Massimo a Lombardstreet Ventures), sia Series A e Series B (Irene a E12 Ventures), molto diverse tra loro e su diverse “onde” di AI.Abbiamo deciso di raccontarvi in questo video cosa stiamo vedendo recentemente e su cosa stiamo investendo.Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo, la versione solo testo invece è nel tab “trascrizione” (proprio sotto i nostri nomi) 👆Un grazie gigante a Danilo Fiumi che ci ha fatto una bellissima sorpresa mandandoci l’intro del nostro video con il loghino del Dojo animato 🚀Un po’ di fonti e di spunti interessanti se volete approfondire:* Meet Groq — the chip designed to run AI models really, really fast [Tom’s Guide]* Groq website * Will generative AI make the digital twin promise real in the energy and utilities industry? [IBM]* AI is Like Water [NfX]E per chi ha qualche curiosità in sospeso su VC, startup, investimenti, USA, o tutti gli altri temi che trattiamo qui sul Dojo, qui è disponibile il nostro form per raccogliere le vostre domande. Ricapitoliamo come funziona:Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Noi rispondiamo con un articolo qui sul DojoBuon lunedì! 🎺 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Come sono cambiati gli unicorni negli ultimi 10 anni?
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere i nostri post direttamente nella tua inbox:Recentemente Aileen Lee e Allegra Simon di Cowboy Ventures hanno pubblicato un articolo davvero interessante sullo stato degli unicorni a fine 2023.Ciò che rende questa analisi unica è il fatto che ne era stata fatta un’altra, sempre da Aileen Lee, dieci anni fa, prendendo il considerazione gli stessi parametri. Il risultato è un bello specchio dell’evoluzione degli unicorni nell’ultimo decennio.Fun fact: l’articolo del 2013 è quello in cui compare per la prima volta il termine “unicorn” per intendere una startup dal valore >$1B, coniato proprio da Aileen Lee.L’analisi è lunga e dettagliata, io e Max l’abbiamo spulciata per bene e vi proponiamo qualche commento e spunto interessante nel video di oggi.Tre spoiler per convincervi a guardare il video:1. Il numero degli unicorni in dieci anni è cresciuto di 14x. Per dirlo con le parole di Max (dalla trascrizione del video):2. Circa il 40% di questi unicorn è valutato (e scambiato) al di sotto di $1B nei mercati secondari.3. Nella lista dei founder di unicorni ci sono più founder che si chiamano Michael che CEO donne.Buona visione a tutti 🦄Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆Un po’ di fonti e di spunti interessanti se volete approfondire:* Welcome Back to the Unicorn Club, 10 Years Later [2024, Cowboy Ventures]* Slide deck che illustra il contenuto dell’articolo* Welcome To The Unicorn Club: Learning From Billion-Dollar Startups [2013, Cowboy Ventures on TechCrunch]* The Crunchbase Unicorn Board [Crunchbase]* Unicorns: now and then with Aileen Lee [Jason Calacanis, This Week in Startups, video intervista]Buona settimana! 🚀 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Buone Feste e Buone Valutazioni! 🎄
Buone feste! Se ti hanno inoltrato questa email o arrivi da Linkedin, puoi farti un regalo di Natale e iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere i nostri post direttamente nella tua inbox:Non ci stancheremo mai di ripetere che scegliere la valutazione giusta quando arriva il momento di chiudere un nuovo round è veramente fondamentale. Le anomalie dei deal overvalued possono determinare nella gran parte dei casi il fallimento di un progetto di per sé molto valido e con grandi prospettive. È un’arma a doppio taglio perché ogni valutazione porta con sé un’attesa in termini di risultati che si dovranno raggiungere al prossimo milestone. Attenzione però che, mentre le startup sono aziende globali, le valutazioni non lo sono e dipendono fortemente dall’ecosistema locale. Di fronte a noi abbiamo un 2024 che sembra aprirsi con alcune ottime notizie per i mercati internazionali che avranno sicuramente delle ricadute su startup e venture capital. Buona visione a tutti 🎄Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆Ricordate che i vostri commenti sono sempre preziosi per noi, quindi se dopo averci ascoltato avete quacosa di interessante da condividere, fatelo subito.Buone Feste e buon rewatch di Mamma ho perso l’aereo a tutti! 👋 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Come valutare un investimento: Pre-Seed e Series A a confronto
Come molti di voi già sapranno, da un paio di mesi ho (Irene) iniziato una nuova esperienza in un fondo di VC, E12 Ventures, che investe in Series A e Series B. Recentemente, chiacchierando con Massimo sulle differenze tra investire in Pre-seed/Seed rispetto a Series A/B, ci siamo detti che poteva essere un tema interessante per il Dojo. Vi abbiamo registrato una mezz’oretta di chiacchierata dove mettiamo un po’ a confronto l’esperienza di Lombardstreet Ventures, che investe in Pre-seed e Seed, e quella di E12 Ventures, che investe in Series A e B (ancora molto fresca, ma è solo l’inizio 😊).Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆Fateci sapere cosa ne pensate e se ci sono differenze o temi che pensate possano essere interessanti da mettere a confronto, dati i due punti di vista diversi da cui investono i nostri due fondi.Buona settimana! 🖖 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Com'è andato il Demo Day di Y Combinator S23: 212 startup, 3 investimenti
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì mattina:Finalmente è arrivato quel momento: il recappone del Demo Day di Y Combinator ❤️In questo articolo ci sono 3 cose:* qualche appunto scritto* un video di commento fatto da me e Max* l’audio del video che potete ascoltare come podcast all’inizio dell’articoloVeniamo a noi.Il Demo Day di YC è uno degli eventi più importanti per chi investe in pre-seed e seed in tutto il mondo — anche per quelli che non vogliono investire nelle startup del batch — perché fa da termometro. Seguendo il Demo Day (soprattutto, devo dire, il pre-Demo Day) si capiscono tutti i trend che stanno prendendo forma in Silicon Valley: i settori caldi, le dimensioni dei round, i livelli delle valutazioni, chi è dentro, chi è fuori, chi è sul pezzo.Si parte!In breveA questo Summer 2023 Demo Day (S23) hanno presentato 212 startup, come sempre 1 minuto e 1 slide ognuna, live, online, il 6 e 7 settembre 2023.Il batch S23 è durato da giugno a inizio settembre 2023, e ognuna delle startup ha ricevuto $500K di investimento (diviso in $125K + $375K, qui abbiamo spiegato il deal), che per YC hanno significato oltre $100M di capitale investito.Nell’articolo che state leggendo trovate un po' un riassunto completo di cos'è successo e di come sono andati i nostri incontri e investimenti.Grab the popcorn 🍿Cos'è Y Combinator e i mille articoli che abbiamo scritto a riguardo 🖌[Se siete dei veterani di YC o del Silicon Valley Dojo potete passare al prossimo capitoletto 👋 ]Prima di procedere con l’analisi — as usual — facciamo un passo indietro per introdurre al magico mondo di YC tutti quelli che ancora non ne sono a conoscenza.Copio da un vecchio articolo per dare un po' di contesto:“In breve è l’acceleratore più importante del mondo. Ha un portfolio strabiliante: tra gli alumni troviamo Airbnb, Stripe, Dropbox, Reddit, GitLab, Twitch e perfino Substack, la piattaforma che stiamo utilizzando per il nostro Dojo.Ma il motivo per cui è incredibile è che Y Combinator (citato spesso con la sua abbreviazione “YC”) ha sempre dettato lo standard dell’ecosistema startup mondiale, alzando sempre l’asticella di tutti su qualità, velocità, semplicità.Ha democratizzato incredibilmente le competenze per fare startup (vedi la Startup School gratuita online - da seguire! - o la versione per Aspiring Founders, per chi è all’inizio-inizissimo). Ha cambiato il modo e la velocità degli investimenti creando la SAFE (vedi SAFE: una mini-guida con tutto quello che c'è da sapere).Ha creato tonnellate di contenuti meravigliosi per tutti quelli che hanno voglia, tempo o sete di imparare (trovate ORO sul loro blog, la loro Library, il loro canale YouTube)."Per chi vuole approfondire, qui sul Dojo abbiamo parlato di YC in tantissimi articoli, in particolare:* Mini-guida su come candidarsi a Y Combinator* Y Combinator: cosa succede quando venite ammessi al batch* Y Combinator: le origini* Y Combinator: i primi tempi della Startup School* SAFE: una mini-guida con tutto quello che c'è da sapere* Novità da Y Combinator: la Co-Founder Matching Platform* Il fundraising in Y Combinator raccontato da Andy, CEO di Pry* L'esperienza a Y Combinator raccontata da uno dei suoi partecipanti, il CEO di FlutterFlow* Fundraising, YC, e dual company Ita-USA con Armando Biondi, CEO di Breadcrumbs* Novità da YC: nuovo batch + nuovo deal da $500K, vediamo le implicazioni* Il vero motore di Y Combinator: Jessica LivingstonDopo questo primo paragrafo di contesto vediamo la ciccia 🥩I nostri commentiIn questo video trovate le nostre impressioni, i numeri più rilevanti, e i trend che abbiamo notato.Come sempre la sintesi non è il nostro forte, volevamo fare un video di 5 minuti, ma abbiamo chiacchierato per oltre 13 minuti, abbiate pazienza 😇(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Di cosa parliamo nel video:1) Il Pre-Demo Day continua a essere il nuovo Demo Day (con buona pace di Garry Tan — e di Max! 🤣)Scherzo, sto solo punzecchiando Max, perché come vedrete dal video, non ci troviamo pienamente d’accordo su questo tema.Se non sapete di cosa sto parlando, mi auto-cito dall’articolo dello scorso batch:A partire dall’inizio del batch, ogni VC early-stage ha iniziato a ricercare tra il proprio network e su internet per identificare le startup selezionate per questo batch e per contattarle e valutarle il più rapidamente possibile. Si tratta di una corsa contro il tempo, una vera e propria operazione di intelligence, poiché l'elenco delle startup ufficialmente non viene reso pubblico fino al Demo Day e, all'avvicinarsi della data, i round si riempiono rapidamente.Garry Tan, CEO e President di YC, il giorno del Demo Day si è un po’ scaldato proprio per il fatto che un VC ha detto che ormai il Demo Day non serve più a niente perché tutta l’azione avviene pre-Demo Day, e le startup arrivano a quel momento co

Tutti stanno tornando a San Francisco
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì mattina:Quasi un anno fa, io e Tommaso Tosi scrivevamo a quattro mani questo post per raccontarvi, tramite una serie di tweet e video, l’aria che si respirava a San Francisco: Era ottobre del 2022, e ancora eravamo solo sulla superficie dell’AI hype che poi ha iniziato a esplodere nei mesi successivi.Oggi la Silicon Valley è, senza ombra di dubbio, il centro mondiale dell’AI. È qui che hanno sede Open AI, Anthropic, Scale AI, Midjourney, e migliaia di startup che stanno lavorando a queste tecnologie. Nel batch attuale di Y Combinator (S23), su 212 startup già presentate, ben 135 hanno un tag AI-related. Di queste 135, 119 sono negli USA, e solo 16 sono fuori dalla Silicon Valley (principalmente a New York). Non credo che si sia mai vista una concentrazione così forte di startup basate qui in un batch YC degli ultimi anni.Ogni settimana ci sono decine di eventi e si respira un’atmosfera di rinascita in città.Perfino Andrew Chen, Partner ad Andreessen Horowitz e sostenitore attivo di Los Angeles come polo d’innovazione, si è dovuto ricredere e sta rientrando a San Francisco. È proprio commentando tra di noi il suo post su Linkedin dove parla di questo, che abbiamo deciso di registrare un video per commentare un po’ la situazione attuale.Parliamo della ripresa forte di San Francisco, del ritorno degli eventi in person, della grande prevalenza dell’AI.Sotto il video vi lascio qualche link di riferimento a cose che citiamo nella chiacchierata + informazioni e fonti varie che penso possano essere interessanti per chi vuole approfondire il tema.(Se preferite la versione solo audio della chiacchierata potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Altri spunti interessanti su questo tema:* Articolo di Michele Masneri sul Foglio intitolato “San Francisco non muore mai” (Masneri è anche autore del libro del 2020 “Steve Jobs non abita più qui”, che parla sempre della Silicon Valley)* Cerebral Valley: community di founder e innovatori, basata a SF, che lavora su progetti AI (qui il calendario dei loro eventi)* AGI House: nuova — stupenda! — hacker house con focus AI in una mega villa di Hillsborough* Video chiacchierata tra Dalton Caldwell e Michael Siebel (YC), dove parlano di San Francisco città VS Peninsula e poi di Bay Area VS Resto degli USA:E infine:Concludo dicendovi che secondo me tutto questo articolo si può riassumere con una frase di Michael Siebel nel video sopra: “Se stai cercando di fare parte del top 0.001% del tuo campo vuoi circondarti di altre persone che ne sono già parte o come te stanno cercando di farne parte”. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

La distribuzione di genere nei team dei fondi di VC (in Italia e non)
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni due lunedì mattina:Qual è la percentuale di donne nei team dei fondi di Venture Capital in Italia? E come sono distribuite tra team investimenti/platform, tra decision maker/junior? Ma soprattutto: cosa si potrebbe fare per migliorare il trend attuale, che, seppur positivo, impiegherà circa 200 anni per arrivare a una situazione equa?Queste sono tutte domande (per me) molto interessanti, che però sono davvero complesse da rispondere. I dati sono difficili da raccogliere e i contorni del pool sono spesso abbastanza sfumati. Le ricerche più aggiornate e approfondite sul tema (che trovate linkate in fondo a questo articolo) analizzano di solito l’ecosistema degli Stati Uniti o quello Europeo complessivo. Fino a qualche giorno fa non c’era nulla di ben fatto sull’ecosistema italiano.Ma come avrete intuito, ora c’è: Linda Mazzotti, Associate di Primo Space (fondo di venture capital seed ed early stage italiano focalizzato sulla space economy) si è presa la briga di andare a contare le donne nel VC in Italia per comprenderne il peso e la distribuzione. (Come anticipato da Linda durante la chiacchierata, il database verrà aggiornato in futuro per rendere le stime sempre più accurate.)Ne è venuta fuori un’analisi veramente ben fatta, corredata di database completo per andarsi a vedere fondo per fondo la distribuzione di genere:* Trovate l’analisi qui: Italian VCs — let’s talk about gender* Il database qui: Database Italian VCs - let’s talk about gender* Il post su Linkedin di Linda con diversi commenti interessanti qui.Gran lavoro!Vi spoilero alcuni punti interessanti:* Il 31,4% dei team nei fondi di VC italiani è donna (ma solo la metà è nei team d’investimento)* Se si vanno a vedere poi i “check writers”, le persone che hanno il potere di “firmare gli assegni”, cioè in questo caso di approvare gli investimenti, le donne sono solo il 14,3%, lasciando agli uomini l’85,7% (!!!) dei ruoli* Ben il 71,8% dei fondi di VC italiani ha “check writers” tutti uomini, cioè quasi 3 fondi su 4* 25,6% dei fondi non hanno proprio donne nel team, in nessuna posizione: 1 fondo su 4Come migliorare la situazione? Linda fa alcune proposte interessanti nella sua analisi, e siccome ci siamo trovate a commentarle e discuterne qualche giorno fa, le ho proposto di registrare una chiacchierata per il Dojo in modo da coinvolgervi nei nostri ragionamenti sul tema.Buona visione! 🍿Sotto il video vi lascio qualche link di riferimento a cose che citiamo nella chiacchierata + fonti varie che penso possano essere interessanti per chi vuole approfondire il tema.(Se preferite la versione solo audio della chiacchierata potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Approfondimenti utili e fonti:* Female Fund Managers Lag Their Male Counterparts by 200 Years [Bloomberg]* The Other Diversity Dividend [Harvard Business Review] → “VC firms that increased the number of female partners by 10% experienced a 1.5% increase in fund returns each year, plus 9.7% more profitable exits”* Female-managed US funds outperform all-male rivals [Financial Times]* The questions LPs can ask for due diligence on diversity and inclusion in VC [Diversity VC]* The Untapped Potential of Women-led Funds [Women in VC]* European VCs see exodus of women investors [Sifted]* The impact of gender inequality in startups [Data-driven VC]* IDC European Woman in Venture Capital* Italian Incubators, Accelerators, VCs [LVenture Group]* Chi sono le donne italiane del venture capital? [Dealflower]* Le 100 (e oltre) donne del venture capital europeo [Dealflower]* Come funziona un fondo di Venture Capital e perché è importante saperlo [Silicon Valley Dojo]E poi, citazione finale, per chi non avesse colto durante il video: This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Due chiacchiere con Gianluca Pontoni, a San Francisco da tre mesi
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni lunedì mattina:Gianluca, che abbiamo conosciuto grazie al Dojo e che seguiamo da qualche anno nelle sue avventure, è arrivato a San Francisco a metà aprile e da tre mesi sta facendo una full immersion in Bay Area.Gli ho chiesto di fare una chiacchierata insieme a me per raccontarci la sua esperienza e per condividere tutto ciò che ha imparato in questi mesi: come prepararsi, come costruire il proprio network, fino a quale coworking scegliere.Ci siamo trovati al WeWork di 44 Montgomery e ne è uscito uno scambio — secondo me — molto interessante. Se siete interessati a cosa significi davvero venire in Silicon Valley, allora questo è il video per voi.Buona visione! 🍿Sotto il video vi lascio qualche link di riferimento a cose che citiamo nella chiacchierata.(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Cose citate nel video:* Lead The Future* Founders, Inc* 44 Montgomery - WeWork* Tommaso e Erick 👋Infine, alcuni articoli menzionati nel video: This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

La geografia dell'AI, il modello duale Ita-USA, lo stato degli investimenti in US, e il valore di un PhD
Lo facciamo come al solito con un video (e con la versione solo audio che potete trovare all’inizio dell’articolo), fateci sapere cosa ne pensate!Le domande a cui rispondiamo nel video sono:* La geografia di una startup nel settore AI: quale vantaggi avrei nel lanciare la startup in Silicon Valley piuttosto che in Europa o in Asia?* Ha ancora senso costruire una startup con il modello duale (sede operativa in Italia e HQ in Silicon Valley)?* Qual è la situazione attuale dei VC californiani e del mercato degli investimenti in Silicon Valley?* Fare un percorso di PhD potrebbe autmentare le possibilità di successo come founder oppure è meglio buttarsi subito sulla propria idea di startup?Alcune cose citate nel video:* Il tweet di Paul Graham sull’AI in Europa: “At this point if I were a European founder planning to do an AI startup, I might just pre-emptively move elsewhere. The chance that the EU will botch regulation is just too high. Even if they noticed and corrected the error (datum: cookie warnings), it would take years.”* Il nostro corso sul modello di dual company: “Il modello della dual company: un’azienda tra USA e Italia”* L’articolo La Teoria del Rischio della Cipolla 🧅 sui layer di rischio che esistono nelle startup e come influiscono sulla raccolta e la crescita di un’azienda* Il tweet di Michael Siebel sulle startup che scelgono di partire non in Silicon Valley: “Too many startup founders are not choosing to consume the advantages of living /working in the Bay Area because they fall victim to arguments about lifestyle, crime, and costs.”* Un po’ di meme sulle startup AI e il panorama degli investimenti attuale (vengono tutti da qui) 🤓Infine ricordatevi che potete farci delle domande tramite il form, noi rispondiamo qui sul Dojo per tutti.Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Non c’è una scadenza, lasciamo il form aperto così potete sempre mandare domande* Noi rispondiamo con un articolo qui sul Dojo This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Primo pitch, traction italiana, prime assunzioni: rispondiamo alle vostre domande
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni lunedì mattina:Tra le domande arrivate sul nostro form (che è sempre aperto, potete inviarle sempre noi risponderemo qui sul Dojo per tutti), ne avevamo alcune in sospeso a cui oggi finalmente diamo risposta.“Primo incontro virtuale con angel/vc pre-seed/ seed, come pensate sia meglio impostare dritti presentando pitch slide o chiacchierata per poi usare le slide solo se necessario?”Bella domanda, noi di solito lasciamo guidare il founder, ma nel video sotto approfondisco.“Se una C Corp ha una forte trazione in Italia, può attirare i top investitori americani in fase pre-seed/ seed o si dovrà cercare investitori Italiani?”Ci dev’essere una ragione forte se una C Corp ha trazione in Italia, altrimenti va spostato il focus sugli Stati Uniti. Nel video vi racconto quali sono i casi in cui può aver senso sviluppare una C Corp dall’Italia.“Come reclutare i primi talenti? Ogni $1B company racconta dell’importanza dì reclutare solo talenti. Che approccio usare? E che aspetti culturali servirebbe all’azienda? Consigliate dì affidarsi ad HR AGENCY anche nelle fasi iniziali?”Assolutamente tema critico e fondamentale: i primi assunti daranno la forma alla vostra company nel lungo periodo. E potete sceglierli solo voi (no no no HR agencies all’inizio). Vediamolo meglio nel video.Come approfondire il tema:* [Articolo] Come prepararsi al primo meeting con un VC* [Articolo] Perché i top VC di Silicon Valley non investiranno in Srl* [Corso] Come un founder italiano può raccogliere in Silicon Valley* [Corso] Creare un pitch “spot-on” per raccogliere capitale* [Corso] Il modello della dual company: un’azienda tra USA e ItaliaSponsored | GĔNĔRAS CORPORATE: investiamo in idee ed imprese che sviluppano tecnologie, prodotti o servizi sostenibili ed in grado di migliorare il benessere delle persone o del pianeta.Infine ricordatevi che potete farci delle domande tramite il form, noi rispondiamo qui sul Dojo a beneficio di tutti.Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Non c’è una scadenza, lasciamo il form aperto così potete sempre mandare domande* Noi rispondiamo con un articolo qui sul Dojo This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Com'è andato il Demo Day di Y Combinator W23: i nostri commenti [Parte 2]
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni lunedì mattina:Come anticipato la settimana scorsa, eccoci con i nostri commenti sul demo day e il batch di Y Combinator W23.Se ancora non avete letto la prima parte della nostra analisi, vi consiglio di recuperare: Com'è andato il Demo Day di Y Combinator W23: 264 startup, 3 investimenti [Parte 1]Questa settimana vi abbiamo registrato le nostre impressioni, i numeri più rilevanti, e i trend rilevati.Come sempre la sintesi non è il nostro forte, abbiamo sforato i 20 minuti di commento 😇(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Sotto il video invece vi lascio la versione scritta e riassunta dei nostri commenti. 1) Pre-demo day è il nuovo demo dayDurante i batch scorsi abbiamo visto round chiudersi sia prima che dopo il demo day. Ora, senza ombra di dubbio, possiamo dire che tutto è concentrato prima del demo day (o almeno tutto ciò che è veramente rilevante).Molte startup arrivano al demo day con il loro round già chiuso o con la valutazione aumentata di 5-10 milioni di dollari rispetto al pre-demo day.A partire da novembre, ogni VC early-stage ha iniziato a ricercare tra il proprio network e su internet per identificare le startup selezionate per questo batch e per contattarle e valutarle il più rapidamente possibile. Si tratta di una corsa contro il tempo, una vera e propria operazione di intelligence, poiché l'elenco delle startup non viene reso pubblico fino al demo day e, all'avvicinarsi della data, i round si riempiono rapidamente.2) Valuations didn’t really lower, despite the marketPensavamo (e speravamo!) che le valutazioni sarebbero scese ancora un po'.Invece non abbiamo visto nessuna startup raccogliere al di sotto dei $13M (tutte con SAFE, ovviamente), anche se molte avevano pivotato durante YC e avevano iniziato a lavorare sulla loro idea solo un paio di settimane prima.La stragrande maggioranza delle startup ha raccolto valutazioni comprese tra i $15M e i $20M, con alcune che hanno raggiunto i $25M - $30M.La raccolta più comune è stata $1.5M a $15M post.Quindi, ancora una volta, si conferma la tendenza generale che vede i round pre-seed e seed non influenzati dalla situazione del mercato.In breve, le valutazioni sono esattamente le stesse degli ultimi due demo day.3) Focus di YC sulla fase pre-seedL'attenzione di YC è sempre più rivolta alla fase pre-seed, come si può estrapolare dal tipo di selezione che fa per il proprio batch (77% con $0 fatturato, 52% con solo un'idea), oltre che da scelte strategiche come la chiusura del growth fund e la creazione della piattaforma di matching per co-founder.La percezione è che YC voglia diventare il principale punto di riferimento mondiale per gli investimenti pre-seed.La ragione di questo cambiamento è chiara: le fasi successive sono dominate da fondi da $500M+, e l'unica fase che rimane relativamente non strutturata è quella molto iniziale.Sponsored | Mayer Brown is a tech-savvy law firm, offering early-stage companies timely and practical advice, from structuring and assistance with their first capital raise, and beyond.4) SF is back!Come ha detto Garry Tan durante il talk iniziale al demo day: ben l’86% delle startup di questo batch è stata fisicamente a San Francisco per tutti i 3 mesi del programma.Durante questo batch è stata data la priorità alle esperienze di persona, con incontri dal vivo settimanali e una conferenza di tre giorni a Sonoma per dare il via al programma.Vediamo cosa ci riserverà il futuro, ma secondo me andiamo verso un modello ibrido:Ma non guardiamo solo agli ultimi 3 mesi.Dove hanno sede le startup del batch?Delle 238 aziende focalizzate sul mercato statunitense, 158 hanno sede nella Bay Area (la maggior parte, 140, a San Francisco), 49 a New York, 10 a Los Angeles e 11 a Seattle (più che raddoppiate rispetto all'ultimo batch).Molte sono completamente o parzialmente distribuite, mentre alcune sono focalizzate sul mercato statunitense ma non sono fisicamente presenti qui (Tel Aviv, Toronto e Zurigo sono i principali "hot spot" al di fuori degli Stati Uniti).5) Analisi dei teamCi sono stati pochissimi solo-founder e la maggior parte dei team era composta da 2 o 3 membri. Non abbiamo incontrato team con 4 founder.La diversità era meno del solito, con la percentuale di donne tra i founder al minimo storico dell'8%. Abbiamo incontrato solo 3 team completamente femminili, cosa che capisco sia più difficile da trovare, ma rimane comunque davvero scoraggiante.Ecco come Paul Graham spiega perché ci sono così poche startup fondate da team di sole donne (dal suo essay Idee per Startup // Ideas for Startups):Ho letto su internet (quindi deve essere vero) che solo l'1.7% delle startup finanziate da VC sono state fondate da sole donne. La percentuale di donne fra programmatori è bassa, ma non così bassa. Quindi perché tutta questa disparità?Una volta compreso

Chi fa fundraising? Il CEO o tutti i founder?
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni lunedì mattina:“Secondo voi, è meglio che tutti i founder siano coinvolti nel fundraising oppure è meglio che se ne incarichi solo un/a founder?"Tra le domande arrivate sul nostro form (che è sempre aperto, potete inviarle sempre noi risponderemo qui sul Dojo per tutti), questa di Fabrizio ci ha particolarmente stuzzicato.Ci ha stuzzicato perché è un tema che qui in Silicon Valley è assolutamente straightforward, lineare: del fundraising se ne occupa il CEO.Però nel resto degli Stati Uniti, e anche ovviamente nel resto del mondo, ci siamo spesso trovati davanti a diverse interpretazioni della cosa: business developer che facevano pitch, CFO incaricati del fundraising, marketing manager che si presentavano alle call, consulenti che si proponevano come broker in fase Pre-seed (!!!). Quindi pensiamo che sia importante approfondire questo tema che non è per niente banale.Nel video ho provato a rispondere, in particolare qui qualche spunto:* Ovviamente stiamo parlando di fasi Pre-seed e Seed (oltre, soprattutto dal B/C in poi la cosa può essere un pelo diversa)* Può sembrare naturale pensare: dividiamoci i compiti/i pitch così ci mettiamo meno tempo a raccogliere il round* Invece no: il pitch a un VC deve essere fatto dal CEO dell’azienda* Il CEO è sempre e comunque quello che guida il pitch e l’interazione con l’investitore, il CTO può essere presente per dare supporto tecnico, oppure entrare in scena in call successive di approfondimento* Se alla call con noi si presenta qualcuno che non è il CEO, per noi è un red flag 🚩Qui il video, all’inizio dell’articolo l’audio:Per approfondire il tema:* Come raccogliere un investimento per la tua startup* Come prepararsi al primo meeting con un VCInfine ricordatevi che potete farci delle domande tramite il form, noi rispondiamo qui sul Dojo a beneficio di tutti.Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Non c’è una scadenza, lasciamo il form aperto così potete sempre mandare domande* Noi rispondiamo con un articolo qui sul Dojo This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Per avere traction servono $, per raccogliere $ serve traction. Come fare?
Se ti hanno inoltrato questa mail o arrivi da Linkedin, puoi iscriverti al Silicon Valley Dojo per ricevere un post come questo ogni lunedì mattina:Questo video l’ho registrato un po’ di tempo fa (come potete vedere dall’abbronzatura e le maniche corte!), ma non avevamo ancora avuto l’occasione per postarlo, quindi eccoci qui.Ricordatevi che qui c’è il form dove potete mandarci le domande, noi risponderemo in un articolo del Dojo, come questo.La domanda a cui ho risposto chiedeva:“I VC chiedono traction, ma per avere abbastanza traction dobbiamo implementare campagne di marketing e rendere virale il progetto. Una campagna di marketing costa molto e senza fondi non si può fare. Come possiamo sfuggire a questa trappola? So che a YC dicono: "Do things that don’t scale", ma ci vuole troppo tempo e noi dobbiamo essere operativi velocemente in questa fase post-pandemica".Sponsored | Alcorn Immigration Law provides strategic immigration options for founders, co-founders and their employees - with a 95% approval rating. Visa and green card solutions with clarity, efficiency and transparency. Do you have your sights set on an O-1 or EB visa? Ask about Legal Launch! 🐥 🐓 🥚 🐣 Come fare? 🍳Nel video ho provato a rispondere, in particolare qui qualche spunto:* L’inbound marketing è più importante dell’outbound in fase early* Anzi a volte l’outbound marketing “sporca” un po’ i dati* B2C è diverso che B2B, ed è più facile che richieda anche outbound marketing, ma non subito* I VC early vogliono vedere organic growth, crescita organica (quindi attirata dai vostri contenuti, branding, prodotto)* Gli utenti che hanno veramente bisogno di voi, vi stanno già cercando (o almeno la maggioranza di loro)* Cercate community verticali, parlateci, fatene parte (ma già da prima di costruire il prodotto)* Fate content — ma non fatelo fare a un intern o a qualcuno fuori. Devono farlo i founder* Raccogliete una waitlist, e tracciatene la crescita settimana su settimana* Tenete aggiornata la vostra community degli sviluppi e iterate in base ai feedback: newsletter, Discord community…* La traction che i VC vogliono vedere non sono centinaia di migliaia di dollari: vogliono vedere una crescita solida settimana su settimana* *tenete presente che mi riferisco principalmente a software-based companiesQui il video, all’inizio dell’articolo l’audio:Infine ricordatevi che potete farci delle domande tramite il form, noi rispondiamo qui sul Dojo a beneficio di tutti.Come funziona:* Voi ci mandate le vostre domande tramite questo form* Potete mandarne anche più di una* Cercate di fare domande precise che possano avere una risposta concisa* Cercate di fare domande non relative al vostro caso specifico, ma che possano essere interessanti per tutti (non tipo: “secondo voi ha senso per me, startup X, raccogliere da VC Y?”)* Non ci sono domande stupide: ogni domanda è lecita, anzi tirate fuori le domande che vi sembrano più sciocche e che non avete mai osato fare perché avete paura di essere presi per dei newbie, così le sdoganiamo per tutti* Non c’è una scadenza, lasciamo il form aperto così potete sempre mandare domande* Noi rispondiamo con un articolo qui sul DojoBuona settimana! 👋 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

I nostri commenti a caldo sul demo day S22 di Y Combinator
Non c’è demo day di Y Combinator senza il nostro puntuale commento al seguito! 🤓Il demo day del batch Summer 2022 (S22) è stato dieci giorni fa e l’ultimo meeting l’abbiamo avuto giovedì scorso.Vi abbiamo registrato le nostre prime impressioni, i numeri più rilevanti, qualche (grossa) novità. Come sempre non siamo stati sintetici, ci son scappati 17 minuti di commento 😇Sponsored | Live and launch your startup in the U.S. with Alcorn Immigration Law. Alcorn supports you, your co-founders and employees with strategic and individualized visa and green card solutions. We take pride in our white-glove service, bringing you expertise, clarity, compassion and a 95% approval rating. We get the job done. Do you have your sights set on an O-1 or EB visa? Unsure if you even qualify? We’ve got you covered there too. Reach out today to connect - take the first steps to achieving freedom in your geographic destiny!Questa volta siamo tornati a numeri e ritmi più umani: 223 startup (a marzo erano 411!), demo day su due mattine (dalle 9 alle 12).A marzo, profetici, dicevamo: “Sarebbe meglio tornare a numeri un po' più contenuti. Magari non 30, ok, ma nemmeno 400. Una via di mezzo.” 🧙♀️E la via di mezzo ce l’hanno data, il miglioramento è stato netto.Eccovi il video, dentro ci trovate anche un numero strabiliante: quello delle startup italiane che hanno partecipato al batch! 🤯(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Poi presto pubblichiamo anche un post con tutti i numeri, i dati e le considerazioni nero su bianco.Fateci sapere se avete domande o dubbi a cui possiamo rispondere nel prossimo articolo. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Founder/market fit: posso fare una startup in un mercato di cui non sono esperto?
Oggi rispondiamo a una domanda che abbiamo ricevuto su questo form da qualcuno di voi:Come creare una startup in un settore nel quale non si ha esperienza lavorativa e conoscenza diretta?Max ha risposto con un video (o l’audio che trovate all’inizio dell’articolo), io (Irene) vi aggiungo qualche riga di contesto perché penso che possano essere utili per inquadrare bene il problema.Intanto cogliamo l’occasione per ricordarvi che se avete domande potete mandarcele sempre tramite il form (lo lasciamo aperto), noi risponderemo pian piano qui sul Dojo (in un articolo come questo di oggi o questo):Veniamo a noi.La domanda di oggi è sull’importanza di quello che in gergo viene chiamato “founder/market fit”, e cioè: quanto il founding team è adatto a risolvere il problema in quel mercato specifico.Qua la risposta di Max, sotto un po’ di approfondimento:Normalmente il founder/market fit si ha in tre modi principali:* si ha già avuto esperienza lavorativa in quel settore* si ha una laurea o un’esperienza di studio significativa nel settore* si conosce il problema da vicino perché se ne ha avuto esperienza direttaMa non è detto. Ci sono altre strade, ne abbiamo viste tante sfumature diverse.Un esempio su tutti, che per noi è sempre significativo: abbiamo incontrato founder che conoscevano benissimo il mercato perché per qualche motivo, diverso da quelli elencati sopra, ne erano diventati ossessionati/appassionati.Ricordiamo l’importanza del mercato:Dal punto di vista di un VC, in round pre-seed e seed soprattutto, dobbiamo dire che il founder/market fit è sicuramente uno degli aspetti principali che si cercano in un team.Investendo agli inizi non si hanno tanti segnali, tante conferme che la startup funzionerà: avere il founder/market fit è sicuramente un buon punto di partenza e un fattore di fiducia in più degli investitori.MA!!Ci sono casi e casi, come dice Max nel video. A volte conoscere le dinamiche di un mercato troppo a fondo rischia di essere uno svantaggio perché rende difficile innovare in maniera significativa il settore.È complicato “to move fast and break things” se per anni e anni ci si è mossi in maniera certosina all’interno di un labirinto di burocrazie e meccansimi di settore. Si rischia di innovare creando scorciatoie nel labirinto, invece di pensare a un’alternativa completamente nuova rispetto al labirinto.Detto questo, un consiglio pratico per concludere: se non avete esperienza diretta (per lavoro, studio o storia di vita) in un determinato settore, diventatene appassionati e “ossessionati”, e dimostratelo ai vostri futuri investitori in maniera chiara e misurabile.La domanda che un VC ha in testa mentre vi sta incontrando è: “sarà questo il team giusto per risolvere questo problema meglio, prima e con più ritorni di tutti gli altri?”Per approfondire ulteriormente: The 4 Signs of Founder-Market Fit This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Diciamo la nostra sulla vicenda di Adam Neumann e del suo strano unicorno 🦄
Sulla questione si è già detto tutto e il contrario di tutto, e noi non avevamo in programma di commentare sul Dojo (ovviamente in privato sul nostro Discord non ci siamo risparmiati 🤓).Ma qualche giorno fa ci ha scritto Daniele, grande supporter della community del Dojo, che ci ha sempre fatto domande interessanti e stimolanti, per chiederci la nostra opinione su questo tema.Recap brevissimo per chi era impegnato a godersi le ferie: Adam Neumann, già fondatore del mega brand di coworking WeWork, cacciato a pedate dopo aver bruciato oltre 20 MILIARDI DI DOLLARI di investimenti (principalmente ricevuti dal povero Masa Son di SoftBank), è ripartito con una nuova startup. Si chiama Flow, e pare che voglia fare la stessa cosa di WeWork ma per gli appartamenti. Fin qui tutto ok, se non fosse che Andreessen-Horowitz — tra le più importanti e smart VC firm della Silicon Valley — ha comunicato la settimana scorsa di averci investito 350 MILIONI DI DOLLARI ad una valutazione oltre il miliardo, facendola diventare uno unicorn prima ancora di arrivare sul mercato (WTAF).[Esaltatevi con me — Irene: l’immagine sopra l’ho fatta con DALL·E chiedendogli “Adam Neumann riding a unicorn made of houses”, poi ci ho appiccicato sopra il faccione di Adam perché giustamente l’immagine che mi era saltata fuori non aveva tratti riconoscibili. Che figata incredibile è? Magari usato per scopi più nobili, ma comunque incredibile.]Quindi dicevamo, Daniele ci ha scritto e ci ha fatto alcune domande sul tema. Qui un estratto della sua mail: “In questi giorni ho letto riguardo alla nuova raccolta fondi di Adam Neumann, e penso che anche voi ne abbiate sentito parlare. Vorrei avere un vostro parere. Al di là del fatto che con WeWork non sia finita in modo ottimale per lui (che non è di sicuro un problema in Silicon Valley), ci sono alcuni punti che mi perplimono: - innanzitutto valutazione: si parla di una raccolta fondi di 350mln con una valutazione da unicorno. Com'è possibile? Ci sono forse logiche al di là di quelle che conosciamo per cui sia logico partire in questo modo (altro che MVP...)? Il "track record" (se così possiamo chiamarlo...) di Neumann fa da garanzia? Non è una cosa "assurda" anche per voi che vivete la Silicon Valley visto anche il momento di forte incertezza economica? - secondo punto la scalabilità: sappiamo che è l'elemento chiave per una startup, ma qui parliamo di real estate. Questo settore può essere così scalabile dal vostro punto di vista? Capisco le grandi cifre quando si parla di digitale, di creare l'effetto rete, di conquistare il mercato in breve tempo...ma nel real estate mi sembra tutto così "fisico" e frammentato che a maggior ragione non mi sembra giustificato un round così. Forse mi sbaglio?”Se conoscete Max sapete che queste domande lo attivano, e quindi ha subito girato un video per rispondere a Daniele (all’inizio dell’articolo come sempre trovate anche la versione solo audio):Qualche considerazione anche qui per iscritto per cercare di comprendere il senso di questo investimento (non per difendere Neumann, ma per spiegarci questo — strano — fatto):* $350M in una company che fa real estate non sono la stessa cosa di una company software: se la seconda fallisce l’investitore rimane con niente in mano, se la real estate company fallisce si rivendono gli immobili e si rientra in parte del capitale* Neumann infatti pare che abbia già acquistato oltre 3000 unità immobiliari tra Miami, Atlanta, e Nashville* Neumann ha fatto molti numeri eticamente discutibili, ma ha anche messo su WeWork che è un’azienda che vale ancora parecchi billion in fin dei conti* Questo è il check più grande mai investito di Andreessen-Horowitz, che non sono dei principianti del settore (ciao Masa! 👋) e quindi si spera la loro presenza nel board possa dare una direzione sensata al buon Adam* La vision di Flow è quella che Neumann aveva fin dall’inizio, prima ancora di WeWork, fin da quando viveva in un kibbutz (che è di fatto una comunità)Voi cosa ne pensate?Qualche altro spunto per approfondire:* Il post su Linkedin di Peta Milan, fondatrice di Jet Group che (giustamente! — N.d.Irene) dice: com’è possibile che a16z metta $350M su questo “failed, ethically questionable man, with a serial background of over valuation” quando noi female founders prendiamo solo il 4% di tutto il funding? * L’articolo pubblicato da a16z per commentare l’investimento: gran sviolinata, ma ovviamente ben scritta 🎻* Tech's cult of the founder bounces back, interessante articolo sul culto dei founder * WeWork: or The Making and Breaking of a $47 Billion Unicorn, un documentario super interessante (su Hulu) che vi racconta molto bene cos’è successo con WeWork (più consigliato della serie tv)* WeCrashed, mini serie su AppleTV che racconta la stessa storia del documentario, ma con molti più episodi. La storia è già talmente assurda nella realtà che non c’è nessun bisogno di romanzarla. This is a public episode. If you would like to discuss this with other

5 libri sul Venture Capital per comprenderne le logiche dall'interno
Proviamo un format nuovo di articolo! Oggi vi ho registrato un video dove vi racconto alcune mie letture recenti sul mondo del VC e una news importante da YC.Partiamo da questa: il batch che si sta svolgendo ora non sarà più di oltre 400 startup come lo scorso, ma si è fermato a 250.Perché? Perché il mercato è cambiato e perché non è semplice tenere alta la qualità aumentando sempre il numero. Nel video ne parliamo meglio.Poi veniamo ai libri.Le letture che vi consiglio in questo video sono dal punto di vista di VC, ma sono comunque molto utili per capire questo mondo per tutti i suoi attori (founder & investor). Vi lascio la lista, poi nel video approfondisco:* The Cold Start Problem - Andrew Chen: dà un metodo interessante, un framework, per la crescita esponenziale della propria community* Secrets of Sand Hill Road - Scott Kupor: libro un po’ tecnico, ma molto ben fatto per capire bene il mondo del VC da dentro (l’autore è un Partner di a16z)* The Power Law - Sebastian Mallaby: quello che mi è piaciuto di più di tutti i libri sul Venture Capital* Silicio - Federico Faggin: must read per chiunque si approcci alla Silicon Valley, sia lato investor che lato founder, soprattutto se con radici italiane (il libro è in italiano)* Super Founders - Ali Tamaseb: che cosa caratterizza le persone che creano startup che valgono oltre $1B? Io avevo grandi aspettative per questo libro e avrei voluto trovarci risposte più concrete, ma la domanda è effettivamente molto complessaQui il video, all’inizio dell’articolo l’audio:Fatemi sapere cosa ne pensate e se avete altri libri da consigliarmi sul tema! 🤓…e ricordate che anche noi — come YC — abbiamo aperto le late application per il nostro bootcamp in Silicon Valley (19-30 settembre).Cosa significa? Che noi le selezioni le abbiamo già fatte e il gruppo di founder che parteciperà l’abbiamo già confermato. MA! Per non farci scappare eventuali perle solo perché il timing non era sincronizzato con le nostre selezioni, abbiamo deciso di aprire le late application al bootcamp.Chi applicherà tramite questo form potrà farlo fino al 9 settembre e verrà selezionato solo se il profilo avrà particolare fit con questo gruppo. Altrimenti verrà preso in considerazione per il bootcamp successivo in primavera 2023. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Ma venire in Silicon Valley serve davvero?
Un po’ di tempo fa abbiamo fatto un bel webinar, con oltre 100 partecipanti, dove alcuni founder, parte della community del Dojo, hanno parlato della loro esperienza in Silicon Valley.Oggi vi facciamo vedere (o ascoltare - per gli appassionati degli audio, che come sempre trovate all’inizio dell’articolo 👆) gli highlight di quella chiacchierata con Gian Mario, Davide, Andrea, Alessandra, Pierluigi, Paolo, Francesco: le cose più interessanti che ci siamo detti, per chi ancora tentenna su Skyscanner ma non si decide a comprare il biglietto per SFO 😁Una volta che vi siete decisi vi ricordo che:* 🚨 Fino al 3 agosto 🚨 sono aperte le candidature per lo Startup Bootcamp in Silicon Valley che organizziamo a Menlo Park dal 19-30 settembre* Qui vi candidate (c’è una selezione da passare, stiamo già incontrando i founder che si sono candidati)* Qui trovate tutte le info su cosa potete aspettarvi da questa esperienza* Qui la pagina ufficiale sul Silicon Valley Italian Hub* Se avete ancora domande o dubbi potete scriverci quiIeri in una call una founder mi ha detto che ha deciso di andare full time sulla sua startup perché “the best time to plant a tree was 20 years ago, the second best time is now”. Noi vi aspettiamo qua.Ora andiamo alla ciccia! 🔥Cosa trovate nel video (cliccando sui singoli capitoletti potete saltare da un punto all’altro del video in base a quello che più vi interessa):* [Inizio → 5:35 minuti] 🧳 Takeaways generali dopo due settimane in Silicon Valley. Cos’è rimasto? Cosa è cambiato?* [5:36 → 7:00 minuti] ⏰ Quando andare in Silicon Valley? A che punto dello sviluppo della propria startup ha senso? (Risposta comune da tutti: il prima possibile)* [7:01 → 9:22 minuti] ⚖️ Quanto è stato utile andare in Silicon Valley? Quanto è stato utile lo Startup Bootcamp? E vale la spesa?* [9:23 → 9:57 minuti] ⛏ Quanto si lavora? Quanto è intenso?* [9:58 - 12:44 minuti] ✈️ Come vi siete organizzati prima di partire per la Silicon Valley? (Spoiler: gran lavoro sul network)Fateci sapere i vostri pensieri, e speriamo di poterne parlare presto a Menlo Park dal vivo davanti a un caffè (o una birra per voi se volete, io sono allergica all’alcol 🙈). This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Ask Us Anything: le risposte alle vostre domande 🚀
🗓Mercoledì 6 luglio ci troviamo alle 17 per un paio d’ore di incontro online dove parleremo di: mercati in difficoltà, valutazioni che calano, licenziamenti nelle startup di tutto il mondo (e come va letta questa cosa!), perché le crisi globali sono un'opportunità, perché questo è il momento buono per pensare alla Silicon Valley e partire da lì, gli unicorn nati in momenti di crisi dei mercati globali, quali scelte strategiche privilegiare in una fase così delicata. Ci vediamo mercoledì! 🗓Qui vi avevamo chiesto di mandarci le vostre domande e voi ce ne avete mandate tante e super interessanti. L’esperimento ha funzionato alla grande 🧪Oggi rispondiamo ad alcune (erano tante davvero) delle domande con un video (in fondo all’articolo). Abbiamo anche creato un nuovo form per raccogliere le vostre domande, aperto sempre.Se preferite la versione audio la trovate all’inizio dell’articolo.Per comodità (così decidete se vi interessa o meno cuccarvi 50 minuti di video 😅) vi mettiamo qui sotto le domande e i link al momento nel video in cui rispondiamo:Domanda 1 (🎥 guarda la risposta qui, minuto 1:00): “Come spesso avete scritto lanciare una startup negli USA (e in Silicon Valley in particolare) è tutta un'altra cosa. Ipotizzando di avere un idea che sembra buona in Italia/Europa, che strumenti ci sono per approfondire le potenzialità dell'idea sul mercato USA nel caso si volesse valutare di aprire la sturtup direttamente lì? Immagino che la prima risposta sia "vieni negli USA", ma visto che in fase di idea non tutti possono permettersi l'investimento (con alto rischio che non porti frutti), vorrei capire se ci sono altre strade percorribili” - PaoloQualche risorsa aggiuntiva per rispondere a questa domanda:* Volete iniziare a conoscere Silicon Valley dal vostro divano? Guardate la serie Silicon Valley di HBO* Perché a un italiano deve interessare cosa succede in Silicon Valley* È arrivato il momento di prendere un aereo ✈️* Startup Bootcamp in Silicon Valley Domanda 2 (🎥 guarda la risposta qui, minuto 12:25): “Il primo meeting da 30 minuto con il VC è andato bene ora c'è il secondo da 1 ora. Quali sono le differenze? Come impostarlo?” - SergioQualche risorsa aggiuntiva per rispondere a questa domanda:* Come impostare il processo di fundraising per un seed round* Come prendono le decisioni i VC - uno studio dell'Harvard Business Review* Come prepararsi al primo meeting con un VC (ci sono alcune info anche sul dopo)Domanda 3 (🎥 guarda la risposta qui, minuto 27:07): “Sede legale: pur lanciando la startup in Italia potrebbe convenire (a livello fiscale e appealing verso investitori) avere da subito anche una sede in altri paesi (almeno europei)? Vedi Scalapay che vedo avere una sede a Dublino.”Qualche risorsa aggiuntiva per rispondere a questa domanda:* Perché i top VC di Silicon Valley non investiranno in Srl* Quando è il momento giusto per incorporare la tua azienda* Dove far partire una tech company nel 2021?Domanda 4 (🎥 guarda la risposta qui, minuto 36:29): “Domanda complessa:Quale approccio mentale un founder dovrebbe avere nelle fasi iniziali della startup e come cambiarlo in fase di scaleup?Quale tipo di personalita' e attitudine un founder dovrebbe avere e non avere per eccellere?Che tipo di founders cercano i VCs dal punto di vista della personalità? Quanto conta la personalità di un founder nella fase di fundraising?Sulla base della vostra esperienza, ci sono dei tratti comuni di personalità, attitudine, modo di comportarsi che fanno capire fin dall'inizio se un founder avrà successo oppure no e su di questa persona conviene investire?”Qualche risorsa aggiuntiva per rispondere a questa domanda:* Una splendida chiacchierata con Marco Palladino, co-founder della unicorn Kong* I founder mission-driven: cosa sono e perché sono così rari* Founder eccezionali: quali caratteristiche hanno le persone che raccolgono sempre capitale* The most resilient guy in my portfolioEcco il video 👇👉 E ricordatevi che sono aperte le candidature per il nostro Startup Bootcamp in Silicon Valley 🌎 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

È arrivato il momento di prendere un aereo ✈️
Dal primo post del Silicon Valley Dojo è ormai passato un anno e mezzo. Da lì, ogni lunedì, abbiamo cercato di portarvi un pezzettino di Silicon Valley: insights dal mondo VC, interviste a founder e investor, “how to” di tutte le fasi del fundraising, trend e aggiornamenti da qua.Molti di voi, soprattutto quelli che non si sono persi un post, hanno ormai basi ben solide per fare il prossimo step: salire su un aereo e venire qua.Vi presentiamo quindi il prossimo step del Silicon Valley Dojo:Come vi diciamo sempre, la Silicon Valley va vissuta, non c’è altro modo per capire di cosa stiamo parlando.A maggio abbiamo fatto il primo Startup Bootcamp in presenza dopo due anni di pandemia, e, visto il grande successo che ha avuto, ci siamo dati come obiettivo di organizzarne almeno un paio all’anno. Quindi la news di oggi è proprio questa: il prossimo Startup Bootcamp sarà dal 19 al 23 settembre 2022 al Silicon Valley Italian Hub di Menlo Park!Per chi vorrà, questo bootcamp sarà estendibile di un’ulteriore settimana, dal 26 al 30 settembre, con lo scopo di fare follow up con i contatti presi durante la prima settimana, approfondire i temi in sospeso, lavorare ulteriormente one to one con il nostro team e con i mentor.Vediamo in dettaglio lo Startup Bootcamp 👩💻👨💻 PER CHI È? Per founder (presenti, passati e futuri) interessati a entrare in contatto con la Silicon Valley per:* iniziare a costruirsi il network qui e prendere i primi contatti con investitori, founder, advisor* capire se questo è il posto giusto per la propria startup* capire come funzionano i meccanismi di questo ecosistema da dentro* verificare il livello di “readiness” del proprio progetto per questo contesto* ricevere più feedback possibili* toccare con mano tutto ciò che fino ad oggi avete letto quiIn particolare, è per chi è sempre stato interessato alla Silicon Valley, ma non sa da che parte farsi, da dove iniziare, come approcciare questo contesto.💡 IN COSA CONSISTE? La prima settimana, dal 19 al 23 settembre, è super intensiva, ed è quella “core” del bootcamp. È una settimana di incontri, workshop, fireside chat, mentoring, eventi, networking che culmina con un investor demo day per raccogliere feedback da VC e angel.La seconda settimana, dal 26 al 30 settembre, è facoltativa, e ha l’obiettivo di darvi supporto e mentoring per “mettere a terra” ciò su cui abbiamo lavorato insieme durante la settimana precedente.🗺 DOVE, COME, QUANDO?Al Silicon Valley Italian Hub di Menlo Park.Dal 19 al 23 settembre 2022 la prima settimana e dal 26 al 30 settembre la seconda di follow up.Le sessioni saranno in inglese, tutte le chiacchiere e i feedback con il team di Lombardstreet Ventures in italiano (se volete anche in romagnolo o bresciano!).🎟 QUANTO COSTA?Il costo del programma è di:* $4500 $4000 per la prima settimana (abbiamo abbassato la fee perché i prezzi dei voli sono altissimi)* $6500 $6000 per entrambe le settimane (abbiamo abbassato la fee perché i prezzi dei voli sono altissimi)Il costo copre la partecipazione di due persone dello stesso team. 🏃♂️ MA SE INVECE VENGO IN AUTONOMIA?Benissimo! Come vi abbiamo sempre detto: un ottimo modo per venire qua è anche solo prendere un biglietto aereo, un Airbnb per 3 mesi, e vivervela a pieno.Ma non sempre è possibile prendersi tanto tempo, e non per tutti è semplice partire completamente da zero, quindi il bootcamp vuole essere un’accelerazione di questo processo, un boost alle vostre radici in Silicon Valley, una “scaletta” per farvi salire più velocemente, mettendo i piedi subito nei posti giusti.Il bootcamp vuole darvi in 5 giorni quello che in autonomia potreste raggiungere in 3 mesi, mettiamola così. Ci sono pro e contro, per alcuni può andare bene, per altri meno. Up to you.🏆 COME CI SI CANDIDA?Per applicare al bootcamp bisogna compilare questo form.La selezione per l’accesso al bootcamp verrà attraverso una call con il nostro team.Le candidature verranno valutate e ammesse on a rolling basis: significa che man mano che inizieranno ad arrivare le application fisseremo le interviste e ammetteremo o meno i founder. Una volta raggiunto il limite massimo di partecipanti chiuderemo le application.Quindi come diceva mia nonna chi prima arriva meglio alloggia.Recappone finalePer applicare al bootcamp bisogna compilare questo form:Per approfondire i dettagli del bootcamp potete cliccare qui:Per chiedere informazioni potete mandare una mail a questo indirizzo:La nostra speranza è riuscire a creare un flusso di founder italiani che pian piano vedano la Silicon Valley come una seconda casa.Avete già letto abbastanza post del Dojo, adesso è ora di prendere un aereo 😁 This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Rispondiamo alle vostre domande sullo Startup Bootcamp in Silicon Valley
Ci sono arrivate tantissime domande sullo Startup Bootcamp che stiamo organizzando DI PERSONA (🎉) al Silicon Valley Italian Hub di Menlo Park dal 9 al 13 maggio.Per rispondere ad alcune domande ricorrenti abbiamo fatto un video che trovate sotto (o potete ascoltare l’audio sopra). Parliamo di logistica, pitch deck, livello di maturità richiesto del proprio progetto, perché applicare, restrizioni Covid (perfino della variante Topolino 🐭).Altro info pratiche importanti:* Ci si candida su questo form* Le candidature si chiudono il 22 aprile 2022* Selezioneremo tra i 5 e i 10 partecipanti* La selezione avviene “on a rolling basis”: man mano che arrivano le candidature le valutiamo e facciamo la interview di selezione, una volta che arriviamo a 10 selezionati chiudiamo il form, anche se è prima del 22 aprile* Abbiamo già iniziato le interviste di selezione dei partecipanti e siamo molto contenti per la varietà dei profili (le interviste le fa Irene insieme a Michael, il Program Director del Bootcamp)* La fee del programma ($4500 scontata a $4050 per gli iscritti al Dojo, circa 3700€) copre la partecipazione del founder che si candida + 1 cofounder/key team member senza costi aggiuntivi * Ai selezionati verrà anche dato accesso al prossimo incontro delle Silicon Valley Dojo Series il 20 aprile: Come un founder italiano può raccogliere in Silicon ValleyRicapitoliamo.Per applicare al bootcamp bisogna compilare questo form:Per approfondire i dettagli del bootcamp potete cliccare qui:Per chiedere informazioni potete mandare una mail a questo indirizzo: This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

I nostri commenti a caldo sul demo day W22 di Y Combinator
La settimana scorsa, il 29 e 30 marzo 2022, c’è stato il demo day di Y Combinator del batch Winter 2022 (W22).Anche sta volta YC ha superato se stesso presentando in due giorni ben 411 startup (al demo day scorso — S21 — ce n’erano 377).A caldo, mentre stiamo ancora incontrando le startup e chiudendo gli investimenti, abbiamo registrato il nostro classico video post-demo day, per raccontarvi un po’ com’è andata (così a caldo che nel video parliamo di 3 investimenti, ma ne abbiamo nel frattempo chiuso un altro).(Se preferite la versione solo audio potete trovare il player all’inizio di questo articolo 👆)Poi presto pubblichiamo anche un post con tutti i numeri, i dati e le considerazioni nero su bianco.Fateci sapere se avete domande o dubbi a cui possiamo rispondere nel prossimo articolo. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit siliconvalleydojo.substack.com

Fundraising, YC, e dual company Ita-USA con Armando Biondi, CEO di Breadcrumbs
Armando ormai in Italia non ha più bisogno di presentazioni, ma ne scriviamo giusto qualche riga per chi negli ultimi anni era su Saturno 🤓🪐3x founder (Pick1, AdEspresso, e ora Breadcrumbs), italiano a San Francisco da 10 anni (da quando aveva 33 anni), exit di AdEspresso a Hootsuite nel 2016, con le startup precedenti ha fatto 500 Startups, con questa è appena uscito da Y Combinator. Le ultime due, entrambe dual companies tra Silicon Valley e Italia, le ha co-fondate insieme a Massimo Chieruzzi, che dirige il team italiano.Breadcrumbs è nel portfolio di Lombardstreet Ventures dall’inizio del 2021.Io e Armando ci siamo conosciuti a San Francisco dieci anni fa.In questa chiacchierata abbiamo ripercorso tutta la sua storia, da allora fino ad oggi: i primi anni a San Francisco, le diverse startup, l’exit e come gli ha cambiato la vita, l’esperienza in YC, fino al suo punto di vista da angel investor sul panorama odierno degli investimenti.È stata, come sempre con Armando, una chiacchierata illuminante.Qui sotto il video della chiacchierata (31 minuti in italiano) e testo (per chi preferisce leggere). All’inizio del post invece trovate il file audio per gli appassionati dei podcast.(Poi un giorno ci piacerebbe capire meglio le percentuali di chi guarda/legge/ascolta - ci sembra che la maggioranza legga - e che medium preferite!)Armando: “Quake da una parte, Toy Story dall’altra!”Massimo: “Ho una libreria variopinta! Il numero di Byte - che tu non sai neanche cos'è perché sei troppo giovane - con in copertina Marc Andreessen, nel ‘94!”Armando: “Un giovanissimo Marc Andreessen!”Massimo: “Sì sì, aveva ancora i capelli, qualcuno ne aveva! Dove ti trovi?”Armando: “Sono rientrato a San Francisco ieri sera, sto qui le ultime due settimane, poi mi sposto a New York in pianta stabile: dopo 10 anni a San Francisco ho deciso di fare il grande salto e andare.”Massimo: “Caspita! Ardita, veramente ardita! Noi ci conosciamo da un sacco di tempo, più di 10 anni mi sa. 2010, anche prima forse.”Armando: “Secondo me sì, almeno 2012 direi!”Massimo: “Ho un sacco di domande da farti, per cui non so dove arriverò.”Armando: “Andiamo a bomba!”Massimo: “Allora: presentati in 5 secondi, nome, età, che cosa fai.”Armando: “Mi chiamo Armando Biondi, ho 43 anni, sono sia un operatore, sto facendo adesso la mia terza startup, che un angel investor, ho investito in 200+ a questo punto.”Massimo: “Ok! Come sei arrivato a San Francisco?”Armando: “Ah, ho voluto esserci! Quindi mi sono fatto un passaggio a Barcellona di un anno, giusto per mettere il piede nell'acqua, uscire dall'Italia, e vedere un attimo il mondo fuori dai confini nostrani. E poi c'era comunque questa ambizione di provare a vedere se questa cosa del mondo tecnologico poteva essere interessante per quanto mi riguarda.Sono un po’ un overachiever, per cui sono dell'idea che se vuoi giocare dove giocano i numeri 1 devi buttarti e andare dove i numeri 1 giocano, e giocare secondo le loro regole. Questo ovviamente all'epoca era San Francisco.”Massimo: “E quanti anni avevi all’epoca?”Armando: “Mi son trasferito in pianta stabile qua nel 2012, per cui dieci anni fa, avevo 33 anni.”Massimo: “Quindi la prima volta che hai messo piede per business a San Francisco è stata nel 2012?”Armando: “Un po’ prima, in realtà avevo cominciato nel 2009-2010 con Pick1, che ti ricorderai, la prima startup, anche se all'epoca facevo ancora un po’ su e giù, stavo per periodi.”Massimo: “Sì, avevi ancora un visto ballerino, per cui andavi avanti e indietro, come tutti! Partiamo dalla tua storia inizale. Io dico sempre che arrivare a San Francisco è facile, perché basta che prendi un aereo, spendi 800€, il problema è come starci in pianta stabile. Quindi, quanto è stato difficile per te arrivare a quel momento, al momento in cui ti sei detto “abito a San Francisco”?”Armando: “Per me sta cosa è cominciata per davvero con la seconda company, che era AdEspresso, con Massimo Chieruzzi.Fondamentalmente anche lì: è una decisione da una parte, dall'altra ci sono una serie di temi complessi su cui ovviamente hai accennato sono il visto, ma anche il costo della vita.”Massimo: “Ma lo struggle? Cioè, voglio dire, prima di arrivare a quel punto lì, non è facile, devi veramente sudare sette camicie. Non è una questione tanto economica, che costa sì, però riuscire a starci è un achievement non banale. Soffri, tutti soffrono prima di arrivarci!”Armando: “Vero! Per me il tema era la cosa che dicevo un pochettino prima cioè: per esserci, devi esserci. Questa è una delle cose su cui tra l'altro vedo ancora molti italiani che fanno un pochettino fatica a capirla sta roba qua. I business tourists della situazione, che vengono qua per due settimane a trimestre e pensano che sia sufficiente a fare fundraising, a entrare nell’ecosistema, a conoscere le persone che devono conoscere. La realtà è che se c'è una roba che è caratteristica di San Francisco, che è stata la caratteristica di San Francisco finora, è proprio il tessuto conn

Silicon Valley Dojo team: la storia di Irene Mingozzi
Fin dall’inizio del Silicon Valley Dojo vi abbiamo promesso di raccontarvi le strade che ci hanno portato qui in Silicon Valley, oggi.Dopo avervi raccontato la storia di Luigi (qui trovate la prima, seconda e terza parte), e quella di Massimo (qui la prima, seconda, terza e quarta parte), oggi vi raccontiamo quella di Irene. Questa volta in un unico video da 16 minuti, ci perdonerete se è troppo lungo per l’attention span su internet nel 2021, ma non avevamo lo sbattimento di spezzettarlo in video più brevi, abbiate pietà!Irene ci racconta la sua storia: dalle esperienze in startup, agli anni di gestione dell’hub innovazione di Art-er in Silicon Valley, fino ad oggi in Lombardstreet Ventures.Come al solito video qui di seguito, audio all’inizio dell’articolo, testo dell’intervista sotto ✌️Se non siete ancora iscritti, ricordatevi che sono aperte le iscrizioni per il prossimo incontro delle Silicon Valley Dojo Series, che si terrà il 16 novembre, dove parleremo di “Metriche, crescita e tempistiche per chiudere un Seed round in Silicon Valley”:P.s. di Irene: non mi sto trasformando in Homer Simpson, sono solo molto incinta! 🤰 Luigi: “Ciao a tutti! Benvenuti a questo nuovo episodio della storia dei componenti del team di Lombardstreet Ventures. Oggi finalmente parliamo di Irene! Per iniziare raccontaci un pochino del tuo background, come sei arrivata a fare questo lavoro?”Irene: “Ok! Allora, io ho studiato in realtà tutt'altro: al liceo ho fatto il liceo classico tradizionale, ho studiato greco e latino, e nessuno mi ha mai parlato di imprese, di startup, di innovazione, assolutamente mai. Poi dopo ho studiato comunicazione all'Università e ho avuto la fortuna di incontrare un professore, che era di modelli di marketing, molto appassionato di startup, molto appassionato di innovazione, che alla fine del suo corso avrebbe scelto tre tra i suoi studenti e studentesse che erano andati meglio al suo esame, per proporre sono una sorta di accompagnamento ai suoi progetti esterni al corso di studi.Io ho avuto la fortuna di essere una di queste tre persone selezionate e ho cominciato un percorso con lui di accompagnamento di molte startup e acceleratori, lui collaborava con diverse realtà dell'ecosistema - stiamo parlando del 2009 - quindi era molto molto all'inizio a Bologna, o comunque in Italia. Quindi mi sono fatta praticamente un anno e mezzo di quest'esperienza e mi si è aperto un mondo! È stata un'esperienza bellissima, ho capito che era assolutamente quello che volevo fare. Io prima di quell’esperienza avevo avuto un'altra esperienza in un’agenzia di comunicazione, e lì invece avevo capito che era la parte della comunicazione che non mi interessava, mi piaceva molto di più la parte proprio go to market, marketing di un'azienda.”Luigi: “E quindi questo ha guidato un po’ le tue scelte lavorative in seguito. Quindi com’è che hai iniziato il tuo primo lavoro?”Irene: “Il mio primo lavoro in questo contesto è stato proprio perché uno degli acceleratori con cui collaborava questo professore era un acceleratore che si chiamava We Tech Off, nel 2010, gestito da Art-er, che allora si chiamava Aster, una società consortile della Regione Emilia-Romagna che si occupa di innovazione, tecnologia e attrattività. Tramite questo contatto io sono arrivata a conoscere Art-er, mi è piaciuto molto quello che facevano in particolare con We Tech Off, loro stavano cercando una persona e quindi sono andata a lavorare lì.Mi occupavo principalmente della parte di supporto alla comunicazione delle startup che che erano nei loro batch e di orientamento alle idee di impresa, l'accompagnamento nella fase dall'idea all'impresa.”Luigi: “Questo immagino ti ha avvicinato a tutto il mondo di Art-er e alla tua carriera poi successiva, giusto?”Irene: “Esatto, dopo dal di lì piano piano, progetto dopo progetto, di un sacco di altre cose, di EmiliaRomagnaStartUp quando è partito, di tutti i progetti europei sulle startup, quindi sono entrata sempre di più proprio nel core delle attività startup di cui si occupa Art-er e delle attività internazionali.Questo fino al 2014, direi abbastanza anni fa in realtà, da fine 2014 cominciamo a guardare verso la Silicon Valley.”Luigi: “Ok, quindi qui ha cominciato ad aprirsi la prima finestra oltreoceano?”Irene: “Esatto, il primo piede qua io l'ho messo a inizio 2015. Ovviamente né io, né Art-er, né la Regione ci eravamo immaginati di mettere in piedi una giostra come quella che c’è oggi. Però a inizio 2015 l'idea era di venire qua e fare una sorta di analisi di quello che esisteva, delle realtà che esistevano governative di tutta Europa per capire se poteva aver senso aprire un ufficio qua, quali potevano essere i soggetti con cui collaborare dall'Italia senza dover aprire un ufficio qua, insomma come poter supportare le nostre startup dell'Emilia-Romagna in Silicon Valley. Quindi ho fatto un mese qua per fare questa analisi, e l’analisi è andata molto bene.”Luigi: “Io mi ricordo infatti che la prima volta che c

Il demo day del batch 28 di 500 Startups (ora 500 Global)
Qualche settimana fa c'è stato il demo day del batch 28 di 500 Startups (che ora si chiama 500 Global, ve ne parlo sotto). Diciamo che non è andata benissimo.Veloce intro: 500 Startups è un acceleratore attivo dal 2010 e focalizzato su startup early-stage. Partito dalla Silicon Valley, oggi ha programmi in tutto il mondo, avendo supportato 2500+ startup fondate da 6000+ imprenditori in 78 Paesi del mondo.Il demo day è stato l’evento finale del 28° batch del 500 Startups Flagship Accelerator: il programma storico che prevede formazione, mentoring, accesso al network e $150K di investimento in cambio del 6% circa della startup. Il percorso ha un costo di $37,500 che vengono scalati dall’investimento (insomma alla fine di cash vi danno $112,500).Qui sotto trovate il commento video al demo day, mentre all'inizio del post trovate la versione solo audio.I numeri del demo day (abbastanza bassini)3° demo day online,3 minuti a pitch,16 startup in totale che hanno presentato - potete vederle qui,9 startup dagli Stati Uniti (il nostro target di riferimento), di cui solo una in Bay Area, a Oakland,5 settori presentati: Health, Consumer, SaaS, Fintech, Blockchain,37% black founders,28% Asian founders,20% female founders,300 investitori presenti,7000 views della registrazione del demo day su YouTube.Quanti incontri e quanti investimenti abbiamo fatto con Lombardstreet Ventures?Zero.Sia zero incontri che - ovviamente - zero investimenti.Addirittura abbiamo messo zero "maybe", erano tutti "no": quando seguiamo un demo day prendiamo appunti su un file excel condiviso dove sulle righe ci sono le startup che presentano e su tre colonne mettiamo i nostri appunti e le nostre considerazioni, che devono riassumersi alla fine in Yes, No oppure Maybe. Yes per le startup che vogliamo incontrare per un approfondimento, Maybe per quelle che hanno qualcosa di interessante ma vogliamo fare un po' di ricerca prima di proporre un appuntamento, No per quelle che proprio non ci interessano.A questo demo day di 500 abbiamo messo tutti No, nessun Yes e nessun Maybe, prima volta nella storia di Lombardstreet Ventures probabilmente.Per darvi un termine di paragone: al demo day scorso del batch 27, a febbraio 2021, c'erano 29 startup e ne abbiamo incontrate 11 (anche se poi abbiamo fatto 0 investimenti).Considerazioni sparse sul demo day1) Male male maleDavvero molto male.Il demo day di 500 è sempre stato considerato tra i migliori al mondo, secondo solo a YC.Questo demo day invece è stato davvero una grande delusione: in termini di numeri, di qualità e di presentazioni.2) 5 settori sono davvero pochiniA questo demo day c'erano solo 5 macro-settori presentati: Health, Consumer, SaaS, Fintech, BlockchainNiente Deep Tech, Space, Food.E onestamente anche all'interno dei 5 settori si spaziava pochissimo.3) Forse YC ha fatto piazza pulita?Un'ipotesi che abbiamo fatto sul perché di questa disfatta è che YC abbia accentrato tutte le startup di alta qualità nel proprio super-batch (di oltre 400 startup), non lasciando più nulla di interessante a 500.Però boh, rispetto a tutte le startup del mondo le 400 di YC sono comunque un gruppetto, considerando tra l'altro che 500 investe in qualunque legal entity in giro per il mondo, mentre YC investe quasi solo in US C Corp (a parte Canada, Singapore e Caymans).4) O forse è un momento di transizione?500 Startups sta cambiando, ora tra l'altro, da poco, si chiama 500 Global. Sotto ve ne parlo più nel dettaglio.Che questo sia stato un demo day "di passaggio" tra i due modelli, e quindi un po' sacrificato?Oppure che sia proprio questo il nuovo modello di demo day? (Speriamo di no!)500 Startups diventa 500 GlobalIl giorno prima del demo day, con un timing piuttosto strano, 500 Startups ha comunicato che sarebbe diventato 500 Global:Dal loro sito:500 Global is a venture capital firm with more than $1.8 billion¹ in assets under management that invests early in founders building fast-growing technology companies. We focus on markets where technology, innovation, and capital can unlock long-term value and drive economic growth.Cosa cambia, concretamente?* Il focus sarà spostato fortemente sulla dimensione Global, appunto. Mentre qualche anno fa 500 aveva addirittura 2 location in Silicon Valley (una a Mountain View e una a San Francisco), oggi il target è diventato mondiale.* [Corollario del punto sopra] 500 Global farà ancora più partnership con governi e fondi locali in giro per il mondo (soprattutto in Asia storicamente) per finanziare i progetti dei vari territori. Per esempio ha appena comunicato il lancio dell'Alberta Accelerator by 500. Lavorare coi governi è un buon business (Plug and Play lo fa da tanti anni, e anche 500 lo faceva già), e forse ora più che mai è una mossa strategica, sia per lo spostamento di tutto online, sia per la crescita massiva di YC a cui ormai 500 non riesce a tenere testa.* I batch non saranno più organizzati di tre mesi in tre mesi e le candidature non avranno più una scadenza: le sta

Una splendida chiacchierata con Marco Palladino, co-founder della unicorn Kong
È difficile spiegare in poche righe quanto è stato bello e illuminante parlare con Marco. Se c’è un articolo del Dojo che è imprescindibile è questo: dovete leggerlo (o ascoltarlo) e, soprattutto, guardare il video perché c’è tutto quello che cerchiamo di raccontarvi in queste “pagine”. Spesso ci chiedete “Come possiamo ringraziarvi per il lavoro che fate con il Dojo?”Un modo c’è: condividete questo articolo con più persone possibili, non ve lo chiediamo spesso, ma questo davvero è un post speciale:Marco Palladino è CTO e co-founder di Kong (inizialmente Mashape), unicorno fondato da italiani in Silicon Valley, che a febbraio 2021 ha chiuso un round da $100M portando la sua valutazione a 1.4 miliardi di dollari, con investitori importantissimi come Tiger Global, Andreessen Horowitz, CRV e Index Ventures.(Full disclosure: Massimo è stato uno dei primi angel investor in Mashape, quando Marco e Augusto avevano 20 anni e avevamo appena iniziato la loro avventura in Silicon Valley.)Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Marco, parlando un po’ di tutto: della sua esperienza a ventenne a San Francisco senza un posto dove dormire, delle difficoltà nelle prime raccolte, fino ai successi di oggi e alla vita da imprenditore (ma lui dice “per quanto ci riguarda noi siamo ancora al primo giorno della storia di Kong”).Qui sotto - as usual - video della chiacchierata (47 minuti in italiano) e testo (per chi preferisce leggere). All’inizio del post invece trovate il file audio per gli appassionati dei podcast (come Irene).Vi lasciamo anche qualche frase che ha detto Marco durante l’intervista, per ingolosirvi ad ascoltarla tutta:* Avevamo sempre voluto creare un'impresa che sarebbe diventata pubblica un giorno, che avrebbe avuto migliaia di dipendenti un giorno, che avrebbe cambiato il mondo.* I nostri vent'anni sono stati un sacrificio, non abbiamo avuto vent’anni come ce li hanno gli altri: abbiamo dormito sulle panchine, dormito a casa di altri, cercando di fare impresa, cercando di sistemare i visti.* Siamo delle teste dure, a un certo punto ci siamo convinti che non potevamo più tornare in Italia, come se qualcuno avesse distrutto l'aeroporto.* Noi abbiamo degli ottimi rapporti in Italia, tanti amici, è stato molto faticoso per noi non poter costruire questa impresa in Italia.* Marc Andreessen disse che “il software mangia il mondo”, ma l'open source mangerà il software!* Ho lanciato un prodotto quando mio figlio stava nascendo, e prima che il figlio nascesse ero in una Zoom call che stavo facendo partire la release del prodotto.* Nel momento in cui vieni qua, non soltanto devi fare un prodotto, ma devi anche pensare a come mangiare.* Quello che noi vogliamo comunicare ai nostri dipendenti è che va bene celebrare i successi, va bene crescere, ma per quanto mi riguarda, per quanto riguarda Augusto, siamo nella fase iniziale del nostro percorso imprenditoriale.* Io e Augusto ormai non siamo più co-fondatori, praticamente siamo fratelli. Siamo fratelli da mamme diverse.* Sono arrivato alla conclusione seguente: l'avere l'indipendenza economica non è tutto, il non avere l'indipendenza economica è tutto.E poi la perla:A me molti dicono “ma tu come sei andato a San Francisco, sicuramente avevi conoscenze, amici, avevi un network”: io e Augusto non avevamo niente, io per venire negli Stati Uniti sono andato a Malpensa.Enjoy! Se volete approfondire i temi legati al team di cui abbiamo un po’ chiacchierato anche nell’intervista, ricordatevi che sono aperte le iscrizioni per il prossimo incontro delle Silicon Valley Dojo Series, che si terrà il 27 ottobre e sarà intitolato “Identikit del founding team che un VC cerca”.Massimo: “Vorremmo usare questo tempo per raccontare la tua esperienza da un lato e l’avventura di Kong, in un modo magari un po’ diverso rispetto a tante interviste che già avete rilasciato. Partiamo da chi sei, quanti anni hai e cosa fai.”Marco: “Sono Marco Palladino, ho 32 anni, e sono il CTO di Kong.”Massimo: “Cosa fa Kong?”Marco: “Kong crea sotftware di connettività, che permette agli sviluppatori, alle aziende di modernizzare e creare nuove applicazioni. Noi viviamo in un mondo che è connesso, sempre di più, e queste connessioni devono essere create, messe in sicurezza, amministrate, e Kong crea la tecnologia che permette agli sviluppatori e alle organizzazioni di avere successo nel generare questo tipo di connessioni.”Massimo: “Si parla sempre di Kong, e di Mashape prima, ma proviamo a fare un passo indietro: com’era Marco prima di Mashape? Quando hai iniziato a programmare? Com’è iniziata questa cosa per te?”Marco: “Ho iniziato a programmare quando avevo 13 anni, andavo alle scuole medie. Io sono sempre stato uno che era molto curioso di capire come funzionassero le cose, quindi la curiosità è stato il più grande driver, penso, che mi ha portato a domandarmi “ma come vengono fatte queste applicazioni sul computer? Andiamo un po’ a vedere dentro come funzionano e come si fanno”.Massimo: “Ma l’hai fatto d

Il demo day S21 di YCombinator con 377 startup (e 7 investimenti per noi)
A marzo pensavamo che un demo day con 319 startup presentate (ne avevamo parlato in questo articolo: 319 startup in 8 ore: il demo day di Y Combinator) non si potesse battere.E INVECE.E invece Y Combinator ha battuto sé stesso con un demo day da ben 377 startup.Questa volta per fortuna su due giorni, perché dai 319 pitch in un solo giorno di marzo non ci siamo ancora ripresi. Il Summer 2021 è stato - di nuovo - il più numeroso della storia di Y Combinator, e, nonostante tutto, sempre estremamente interessante e rilevante.Noi abbiamo fatto 7 investimenti in questo batch, sotto ve ne parlo.In questo articolo trovate un po' un riassunto completo di cos'è successo e di quali sono le nostre impressioni.Nel video qui sotto principalmente ci trovate i nostri commenti a caldo (all’inizio del post anche la versione solo audio):Cos'è Y Combinator e i mille articoli che abbiamo scritto a riguardoCopio dall'articolo sul demo day di marzo (319 startup in 8 ore: il demo day di Y Combinator), solo per dare un po' di contesto a chi non conosce YC:“In breve è l’acceleratore più importante del mondo. Ha un portfolio strabiliante: tra gli alumni troviamo Airbnb, Stripe, Dropbox, Reddit, GitLab, Twitch e perfino Substack, la piattaforma che stiamo utilizzando per il nostro Dojo.Ma il motivo per cui è incredibile è che Y Combinator (citato spesso con la sua abbreviazione “YC”) ha sempre dettato lo standard dell’ecosistema startup mondiale, alzando sempre l’asticella di tutti su qualità, velocità, semplicità.Ha democratizzato incredibilmente le competenze per fare startup (vedi la Startup School gratuita online - da seguire! - o la versione per Aspiring Founders, per chi è all’inizio-inizissimo). Ha cambiato il modo e la velocità degli investimenti creando la SAFE (vedi SAFE: una mini-guida con tutto quello che c'è da sapere).Ha creato tonnellate di contenuti meravigliosi per tutti quelli che hanno voglia, tempo o sete di imparare (trovate ORO sul loro blog, la loro Library, il loro canale YouTube)."Per chi vuole approfondire, qui sul Dojo abbiamo parlato di YC in tantissimi articoli, in particolare:* Mini-guida su come candidarsi a Y Combinator* Y Combinator: cosa succede quando venite ammessi al batch* Y Combinator: le origini* Y Combinator: i primi tempi della Startup School* SAFE: una mini-guida con tutto quello che c'è da sapere* Novità da Y Combinator: la Co-Founder Matching Platform* Il fundraising in Y Combinator raccontato da Andy, CEO di Pry* Il batch Winter 2021 di Y Combinator raccontato da uno dei suoi partecipanti, il CEO di FlutterFlowDopo questo paragrafo di contesto vediamo i numeri, i nostri investimenti e un po' di commenti su quello che è successo.I numeri del demo day YCS21 (YCombinator Summer 2021)2809 investitori presenti.377 startup che hanno presentato.12% di donne nei founding team, mentre il 22% delle startup hanno almeno una founder donna.186 SaaS (49%!), 102 Fintech, 92 Machine Learning/AI.46% software B2B, 15% Fintech, 14% Consumer, il resto piccole %.277 con focus su USA/World (sempre ironico che dal punto di vista di YC le due geografie siano sovrapposte 😂), quello che interessa a noi.75 con focus Europa, ZERO - come già detto qui - dall'Italia 😭.Oltre 50.000 le mail di intro inviate: la dashboard per investitori di YC permette di mettere “Like” a una startup e in automatico viene inviata una mail di intro tra investor e founder.In media ogni investitore presente ha espresso interesse per 17 startup.Quanti incontri e quanti investimenti abbiamo fatto con Lombardstreet Ventures?Come Lombardstreet Ventures abbiamo selezionato 43 startup, a cui successivamente abbiamo chiesto un appuntamento. Una cosa è accaduta diversamente dal solito: ben 13 di queste 43 le abbiamo contattate pre-demo day, alcune settimane prima, visto che YC pubblicava man mano le startup partecipanti al batch sulla propria directory online. Di queste 43:* 31 le abbiamo incontrate per approfondire (più dettagli sotto)* 3 erano già oversubscribed: hanno raccolto velocissimamente il capitale che gli serviva e non hanno più accettato di incontrare altri investitori (alcuni hanno ricevuto oltre 300 richieste di meeting)* 4 ci hanno risposto che non stavano attualmente raccogliendo* 5 non ci hanno mai risposto LOLDelle 31 che abbiamo incontrato per approfondire:* 🎉 7 startup sono entrate nel nostro portfolio! Di queste 7 ben 4 le avevamo contattate prima del demo day. Sono Cloudthread, Heimdal, Flowly, Craft Aerospace, Metaphor, Govly e una che ancora non è comunicabile.* 😢 1 startup l’abbiamo persa: l’avevamo selezionate per investire, avevamo mandato l'offerta, ma nel giro di qualche giorno il founder ci ha risposto che aveva già raccolto il necessario e avrebbe accettato il nostro investimento solo alzando il cap. Noi non abbiamo accettato.* ✖️23 startup non le abbiamo portate avantiConsiderazioni sul demo day YCS211) Un nuovo founder italiano nel nostro portfolio: Daniele Packard, CEO di Cloudthread 🎉Come già molti lettori sto

Il punto di vista di un fondo VC con Corinne Riley, investor italiana a Greylock
Chi sono gli italiani che si occupano di investimenti negli Stati Uniti? Non ce ne sono tanti, ma ci piacerebbe presentarvi quelli che conosciamo noi in una serie di interviste. Iniziamo con Corinne, investor a Greylock Partners.È nata a Viareggio, dove ha vissuto la maggior parte della sua vita, madrelingua americana (da parte di mamma). Ha studiato in Inghilterra e poi negli USA, all’Università di Chicago.Si è poi spostata in Bay Area: prima a lavorare per Morgan Stanley su IPO deal come Uber, Zoom e Palantir, e poi nel Seed stage investment team di Greylock, uno dei fondi di VC più rilevanti e storici della Silicon Valley.Corinne Marie Riley ci racconta la sua storia, il suo lavoro, la sua visione dell’Italia e dei suoi founder.Come anche per le interviste precedenti trovate video, audio o testo.L’intervista è tutta in italiano e dura mezz’oretta, la trovate qui sotto. Subito dopo c’è la trascrizione dell’intervista. All’inizio dell’articolo invece avete il player della traccia audio.Buon ascolto, visione o lettura! 😎Irene: “Ciao Corinne! Intanto grazie mille per la sua disponibilità, inizierei andando subito al sodo: per introdurre questa chiacchierata ci puoi raccontare chi sei e di cosa ti occupi?”Corinne: “Certo! Io mi chiamo Corinne, sono una investitrice in una ditta che si chiama Greylock. Siamo basati qui a San Francisco e facciamo investimenti in startup nei loro primi passi, principalmente in Seed e Series A. Facciamo anche alcuni investimenti più grandi in Growth companies, però per la maggior parte ci piace fare partnership con le startup più piccole. Abbiamo un fondo di 1 miliardo di dollari e facciamo investimenti dai più piccoli tipo 3 o 5 milioni, ai più grandi che potrebbero essere 50 milioni, quindi io mi occupo di aiutare a fare questi investimenti.” Irene: “Ottima introduzione, grazie! Allora, la tua storia è abbastanza particolare, molto interessante già dal fatto che - si sente - parli italiano. La tua storia parte dell'Italia (per tanti anni in realtà), poi attraversa l'Europa e per ora atterra qui Silicon Valley. Ci può raccontare questo percorso che hai fatto da un piccolo paese italiano fino a un “piccolo paese” della Silicon Valley?”Corinne: “Sì, io sono di Viareggio, una città toscana in provincia di Lucca e sono stata lì tutta la mia vita, ho fatto il liceo lì. Alla fine del liceo ho deciso di andare a studiare in una scuola in Inghilterra, perché ne avevo l'opportunità e parlavo già l'inglese perché mia madre è americana. E da lì ho deciso che mi piaceva molto vivere all’estero e volevo farlo per un pochino di più. Quindi per l’università sono andata all'Università di Chicago e sono stata lì per quattro anni studiando Economia. In quei quattro anni ho deciso che mi piaceva molto il mondo della tecnologia e volevo indagare un pochino di più se era qualcosa che volevo veramente fare come carriera. Quindi mi sono trasferita qui a San Francisco e i primi di due anni ho lavorato per un’azienda che si chiama Morgan Stanley dove aiutavo aziende un po più mature a diventare aziende pubbliche. Principalmente ho lavorato con aziende tipo Uber, Zoom (quello che usiamo ogni giorno praticamente!) e Palantir nel passaggio da compagnie private a compagnie pubbliche.Questo mi ha fatto capire che la tecnologia mi piaceva molto, mi piaceva la parte finanziaria della tecnologia, e volevo farlo anche nei passi un po più iniziali di un’azienda. E quindi ho deciso volevo occuparmi più di startup e che volevo investire principalmente nella fase Seed di queste startup. Da lì ho trovato Greylock, e sono stata fortunata ad essere stata assunta: adesso sono qui da poco più di un anno.”Irene: “Bellissima questa storia! Parliamo quindi di Greylock, che tra l’altro è una delle VC firm più famose al mondo. Ci racconti quali sono i tuoi compiti precisi in Greylock, un po’ com’è la tua giornata tipica, e di cosa ti occupi all'interno di Greylock?”Corinne: “Sì! Come hai detto siamo stati molto fortunati qui a Greylock, abbiamo investito in startup che sono diventate abbastanza grandi e quindi abbiamo l'onore di lavorare con founder di quel calibro. Abbiamo fatto early investments in Facebook, AirBnb, Linkedin dalla parte consumer e Workday, AppDynamics, Sumo Logic dalla parte enterprise.Io mi occupo di tre cose principalmente:* Analizzare trend, identificare e fare ricerca sui mercati e prodotti che potrebbero interessarci di più. Ovviamente ci sono tantissime opzioni di quello di cui ci possiamo occupare e siamo solo in una dozzina, quindi bisogna essere molto focalizzati su certe cose specifiche.* Quando ho identificato questi temi, devo trovare startup che sono nei loro early dayse che stanno facendo qualcosa che ci potrebbe interessare, fare un'analisi più approfondita, e decidere se dovremmo fare un investimento in questa azienda. * Infine aiuto le startup nel nostro portfolio, quindi se noi abbiamo fatto un investimento per noi vuol dire che metteremo non solo il nostro tempo, ma anche il tempo dei no

🎧 Il fundraising in Y Combinator raccontato da Andy, CEO di Pry
Andy l'abbiamo incontrato la prima volta al demo day di Y Combinator, a marzo 2021. Era uno tra 319 e aveva un minuto di tempo per fare il suo pitch a una platea di migliaia di investitori. Presentava Pry: uno strumento intuitivo e intelligente per gestire le finanze di una startup (al posto dei fogli Excel). Ci è piaciuto, lo abbiamo risentito, e durante la prima call ci ha convinto definitivamente: lui come founder, il suo percorso, le metriche di Pry, la sua vision per questo prodotto - secondo noi - con un potenziale enorme.Ma lui soprattutto: chiaro, deciso, misurato, assertivo, con un piano, una visione, un grande obiettivo. Dopo la nostra due diligence, e qualche scambio di mail con Andy, abbiamo deciso di investire.E oggi abbiamo pensato di farvelo conoscere. Continuiamo il filone delle interviste ai nostri portfolio founder iniziato con Abel di Flutterflow.Con Andy abbiamo chiacchierato una mezz'oretta della sua duplice esperienza in Y Combinator (nel 2010 con InDinero e poi nel 2021 con Pry), del suo punto di vista sul fundraising (che ha fatto diverse volte, con e senza YC) e del ruolo della Silicon Valley nel suo percorso.È stata una bella chiacchierata, spero che possa essere utile anche a tanti di voi la sua esperienza.Io mi sento male riguardando il video per quanto gesticolo 🙈Nel video ci siamo io, Andy, e le mie mani. Le sue ovviamente non si vedono quasi mai. Che cliché che sono.Se volete risparmiarvi le mie mani vi ho messo anche solo la traccia audio che potete ascoltare in serenità mentre pelate le patate o guidate per andare a lavorare.Se l'inglese non è il vostro forte, sotto vi ho riportato la traduzione in italiano, così ce n'è per tutti.A ognuno il suo: avete il video, la traccia audio e il testo in italiano.Fateci sapere se queste interviste vi piacciono, vi sono utili e su quali temi insistere.Buon ascolto, visione o lettura! 😎Irene: “Ciao Andy, intanto grazie per il tempo che ci dedichi! Come ti ho già anticipato, questa intervista sarà pubblicata sul Silicon Valley Dojo dove ci leggono migliaia di founder di startup italiane. Ci dici due parole su di te e Pry, e in particolare su come Pry potrebbe essere utile ai nostri founder?"Andy: "Sì! Allora, mi chiamo Andy Su, sono uno dei co-fondatori e CEO di Pry. Pry è uno strumento di pianificazione finanziaria per le startup: vogliamo sostituire i fogli di Excel per la gestione di cash, runway, e tutto ciò che gira intorno alla gestione finanziaria di una startup, come per esempio la proiezione di come una nuova assunzione impatta sul proprio business. La nostra sede è negli Stati Uniti, a San Francisco, ma abbiamo diversi clienti europei che usano Pry, molti dei quali nel Regno Unito: supportiamo più valute e probabilmente potremo supportare meglio i founder italiani una volta che avremo più utenti italiani e capiremo meglio le loro specifiche necessità. Ma anche senza integrazioni particolari (magari di tool specifici usati dalle startup italiane) si può accedere a Pry, creare un account demo o semplicemente utilizzare Pry per la pianificazione finanziaria, e questo è qualcosa che penso che ogni founder dovrebbe avere. Se sei un founder e gestisci le tue finanze da un foglio Excel, prova il nostro strumento, l’abbiamo studiato per imprenditori come te."Irene: “Sì, quando abbiamo visto Pry per la prima volta abbiamo pensato che fosse davvero geniale, ed è stato subito interessante per noi come investimento, quindi confermo - un prodotto assolutamente eccezionale. Questa non è la tua prima startup e non è la tua prima volta in Y Combinator: nel 2010 hai co-fondato InDinero, un'altra società fintech che è cresciuta molto rapidamente e ha avuto molto successo. Quanto è stata diversa la tua esperienza di founder di allora rispetto a oggi? Puoi darci questi diversi punti di vista su come è stato essere un founder nel 2010 e poi di nuovo nel 2021?"Andy: “Il network è molto più grande ora. Nel nostro batch c'erano oltre 300 startup e penso che il batch dell'estate 2021 sarà delle stesse dimensioni, se non più grande. Ma nel 2010, quando siamo entrati in YC con InDinero, c'erano 36 startup. Anche le tipologie di investimenti erano diversi: nel 2010 abbiamo chiuso una delle raccolte più alte, che era di circa $1.2 milioni e ora $1.2M è - per la Silicon Valley - un round relativamente basso. Quindi ora ci sono più soldi e ci sono molte più startup. Inoltre 10 anni fa la sensazione era che la community delle startup fosse piena di professori universitari e persone sconosciute di cui nessuno aveva mai sentito parlare, ma molto intelligenti. Ora invece ci sono direttori di Apple, di Google, Intel, exec provenienti da tutte queste aziende tecnologiche, persone che sono salite fino al livello dirigenziale, che hanno tutti già contatti con i fondi, e hanno tutti accesso a capitale. Poi è emersa recentemente tutta la scena del Corporate Venture Capital: American Express ha un fondo di CVC, tante aziende grandi hanno aperto venture arms, quindi è u

L'esperienza a Y Combinator raccontata da uno dei suoi partecipanti, il CEO di FlutterFlow
Se ancora non siete iscritti al Silicon Valley Dojo, questo è il momento buono per farlo:Articoli che vi raccontano Silicon Valley e le sue startup, interviste con i founder che stanno creando aziende partendo da San Francisco.Mettetevi comodi 🍿.Con questo articolo diamo il via ad un nuovo filone dedicato alle interviste con alcuni dei founder delle aziende su cui abbiamo investito. La potete ascoltare in lingua originale tramite il player in testa all’articolo o leggere la nostra traduzione direttamente in italiano qui sotto. Siamo certi che la loro esperienza ispirerà molti di voi. Un ringraziamento speciale a Irene 🙏🏼 per aver sbobinato e tradotto il tutto 😀.Qualche settimana fa ho chiesto al CEO di FlutterFlow, Abel, se avesse voglia di raccontarmi come funziona un batch di YC visto dall’interno. Abel Mengistu e Alex Greaves sono i due giovani co-founder di quest’azienda e hanno partecipato con successo al batch invernale del 2021 — W21 — dell’acceleratore di Mountain View.Sul sito di FlutterFlow definiscono così il loro prodotto:FlutterFlow was founded by two former Google engineers who wanted to make it easier for designers, developers, and entrepreneurs to build mobile apps. Using our simple drag-and-drop interface, anyone (yes, anyone!) can build a fully functioning app in as little as an hour.Le domande erano tante e il tempo poco. Come avranno applicato? Come saranno stati ammessi? Il prodotto che cresceva già velocemente? Leggete e rimarrete stupiti 🙀. Vi riportiamo l’intervista integrale dei 20 minuti passati assieme tradotta in italiano.Massimo: Vorrei che le startup italiane capissero cosa succede quando vieni accettato in un batch YC. Probabilmente le cose erano diverse prima della pandemia, probabilmente ora i batch hanno un programma e un'organizzazione diversi. Qual è la tua storia? Hai inviato la candidatura e poi cosa è successo? Abel: Allora, la nostra storia è probabilmente un po' diversa dalle altre. Abbiamo fatto domanda dopo la scadenza, e questa era la seconda volta che ci siamo presentati a YC, la prima volta ci siamo candidati un anno prima con un'altra startup. In quel caso avevamo inviato la candidatura in tempo, e ricordo che solo fare domanda è stato estremamente istruttivo: rispondere a tutte quelle domande e avere ottime risposte a tutti quei punti è una buona parte dell'esperienza di YC, penso. Con la prima azienda, quando ci siamo rivolti a YC, abbiamo faticato a rispondere ad alcune domande. Lì abbiamo iniziato a vedere che stavamo cercando di forzare una soluzione al problema, il mercato non c'era proprio, il problema non era molto forte, non c'era un grande bisogno. Abbiamo continuato a lavorare su quell'azienda, che alla fine ha fallito, ma mentre stavamo costruendo l'app ci siamo resi conto che il processo di creazione dell'app era estremamente inefficiente. Quindi lì abbiamo iniziato a pensare a FlutterFlow, era settembre 2020 e la scadenza YC era a metà settembre. Ma non stavamo davvero pensando a YC, stavamo solo discutendo l'idea. Poi, all'inizio di ottobre, eravamo molto interessati all'idea dopo averla studiata, ma erano già passate 2 settimane dalla scadenza del YC. Una nostra amica, che è parte degli alumni YC, ci ha detto "Candidatevi anche se è passata la scadenza, mando io un'e-mail a uno dei partner e magari vi fanno comunque un colloquio se non hanno chiuso completamente la loro selezione". Quindi abbiamo seguito il suo consiglio e inviato la candidatura. Solo la compilazione di tutto ci ha richiesto mezza giornata di lavoro. Ma devo dire che rispetto alla prima volta, una volta che il problema è evidente e la necessità è chiara è molto più facile compilare la domanda. A quel punto non avevamo niente, solo l'idea. Nelle due settimane successive non abbiamo fatto molto, non eravamo davvero sicuri di cosa fare, se trasformarla in un'azienda o meno. Una volta che il giorno del colloquio si è avvicinato abbiamo pensato "Dovremmo almeno presentare qualcosa di concreto, anche se non sappiamo se farne o no un’azienda". A questo punto eravamo veramente affaticati dall'ultima startup, non eravamo sicuri effettivamente di rimetterci in gioco. Lì abbiamo pensato solo "Validiamo rapidamente questa idea". È a questo punto che abbiamo fatto il test su Reddit e abbiamo ottenuto un po' di traction. Con quei primi dati, siamo andati all'intervista, avendo la consapevolezza che il problema problema che volevamo risolvere era effettivamente reale. Massimo: Quindi fino a questo punto ancora nessun prodotto. Abel: Zero, nessun prodotto, esatto. Solo una landing page, alcuni mock up dell'interfaccia utente. Situazione non tipica tra le startup che si candidano a YC. Penso che la maggior parte delle aziende di YC abbia una certa traction, almeno da quello che ho visto nel batch, alcune startup avevano addirittura $1M in ARR. Massimo: Sì, dipende, a volte vediamo aziende che hanno appena iniziato e aziende che hanno già ottimi ARR, non c'è una regola da quello che abbiamo