
Macro
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Ep 614Che cosa pensa Peter Thiel?
E’ un imprenditore, un venture capitalist e un pensatore. E’ una delle figure più affascinanti, controverse e complesse del panorama culturale, politico, economico e tecnologico americano. Ha fondato PayPal e Palantir. E’ un conservatore libertario. E’ stato definito “il più influente intellettuale della destra degli ultimi vent’anni”. E da subito ha scommesso sull’“Apocalisse” di Donald Trump (e di J. D. Vance). Oggi a Macro cerchiamo di capire chi è e che cosa pensa Peter Thiel, dialogando con Andrea Venanzoni, costituzionalista, ricercatore di diritto pubblico, vicepresidente di Assocyber e curatore del volume “Il momento straussiano” di Peter Thiel (Liberilibri).

Ep 613All’origine dell’inimicizia globale
Conflitti armati e conflitti culturali. Perché siamo tutti “stranieri morali”? Che peso ha il linguaggio d’odio in un mondo interconnesso? Religioni, woke e anti woke, cancel culture, migrazioni, bioetica: sono soltanto alcuni degli esempi dei campi di battaglia. Eppure saremmo tutti accomunati da una cosa: la ricerca della felicità. Serve un nuovo umanesimo? Viaggio alle origini dell’inimicizia globale, dialogando con la professoressa Milena Santerini, autrice del libro “Stranieri morali - Guerra e pace tra le culture” (Bollati Boringhieri).

Ep 612Gaza, il miraggio della seconda fase
Gli Usa pensano alla ricostruzione, ma due sfide sono ancora critiche: disarmare Hamas e creare un contingente multinazionale per l’area. Che cosa c’entrano i dialoghi di Abramo? Che peso ha l’adesione del Kazakhstan? Perché è un evento storico quello del leader siriano Al Shara alla Casa Bianca? Come si stanno muovendo i sauditi? E quale sarà la prossima mossa di Trump? Ne parliamo in questo episodio di Macro con Alissa Pavia, associated director del Programma Nord Africa e Medio Oriente dell’Atlantic Council.

Ep 611Come arriviamo alla Cop 30, trent’anni di lotte per il clima
In Brasile è iniziata la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Ma come siamo arrivati fin qui e perché quest’anno è così importante? In questo episodio di Macro cerchiamo di capire quali sono stati i principali risultati degli ultimi anni e cosa rimane ancora da fare. Ne parliamo con Valentina Bosetti, professoressa di Environmental and Climate Change Economics dell’Università Bocconi, per mettere a fuoco le sfide del futuro in un momento storico molto complesso.

Ep 610Usa tra shutdown e downtown
Mentre a Washington lo shutdown paralizza agenzie federali, stipendi e servizi pubblici, a New York si respira aria di cambiamento. La vittoria di Zohran Mamdani, primo sindaco apertamente socialista della città, racconta una metropoli che si muove in direzione opposta rispetto alla crisi del governo federale. Da un lato, la macchina statale bloccata da scontri su bilancio e welfare; dall’altro, la capitale economica del Paese che ha voglia di sperimentare nuove politiche sociali, sul lavoro, la casa e il trasporto pubblico. Mamdani non ha alcuna intenzione di scusarsi per essere musulmano e socialista, punta sulla hit di Bollywood “Dhoom Machale” per salutare i suoi elettori, cita Nehru e la sua “Tryst with Destiny” (“Appuntamento con il destino”), ripete la parola “hope” (“speranza”) che tanto cara fu a Barack Obama, dice che sarà il sindaco degli ebrei (anche di quelli che non lo hanno votato) dopo che Trump gli ha provato a scagliare contro tutta la comunità ebraica newyorkese. A New York il consenso nei suoi confronti nasce nei quartieri popolari, dove la promessa di un’economia più equa e sostenibile trova terreno fertile tra giovani, precari e nuove comunità di immigrati. La “Grande Mela”, però, non è l’America e il Partito democratico non è ancora (e chissà se mai lo sarà) “mamdanizzato”. Ne discutono a Macro Mario Del Pero, Professore di Storia internazionale e Storia degli Stati Uniti a SciencesPo, Parigi, e Matteo Muzio, Direttore di Jefferson – Lettere sull’America

Ep 609Goodbye, Globalization! Il futuro secondo Peter Zeihan
Quando nel 2014 Peter Zeihan pubblicò The Accidental Superpower, la sua teoria sembrava un esercizio di fantasia: la globalizzazione, diceva, non sarebbe finita con una guerra ma con l’indifferenza dell’America. Oggi, dieci anni dopo, quello scenario sembra prendere forma: la Nato vacilla, il commercio si regionalizza, gli Stati Uniti si chiudono in sé stessi. Ex analista della Stratfor, Zeihan è tra gli analisti più ascoltati (e criticati): legge il potere attraverso la geografia, convinto che il futuro sarà fatto di regioni e non di un’unica economia globale. Per molti, un limite; per altri, un ritorno necessario al realismo.

Ep 608Le mille e una sfida di Mamdani a New York
Classe 1991, economista, figlio di immigrati ugandesi di origini indiane, Mamdani è stato eletto sindaco con una serie di primati: sarà il più giovane primo cittadino di New York dal 1892, il primo nato in Africa, il primo musulmano.

Ep 607Olanda - Italia
La sorpresa politica di questo autunno è la vittoria olandese del partito D66 guidato dal centrista Rob Jetten. Ecco, a chi somiglia il “giovane” Jetten? E questo è l’inizio della fine della leadership di Gert Wilders? Quali sono le differenze tra le campagne elettorali in Olanda e quelle in Italia? E le somiglianze? Come viene visto il governo Meloni tra l’Aja e Amsterdam? E come va l’economia olandese? In questo episodio di Macro, Eveline Rethmeier, reporter di EenVandaag, tv pubblica olandese, con una profonda conoscenza dell’Italia, ci racconta affinità e divergenze tra i due paesi

Ep 606Dal sogno americano alla trappola messicana: la nuova geografia delle migrazioni
Rosalba Reggio, inviata in Messico del Sole 24 Ore, racconta cosa sta succedendo al confine con gli Stati Uniti e il nuovo assetto migratorio: oggi il Messico non è più soltanto un corridoio di transito, ma un Paese di arrivo e di permanenza forzata.

Ep 605Motosega Reloaded: che ne sarà dell’Argentina?
Il 26 ottobre Javier Milei, contro i pronostici di molti analisti, ha ottenuto una vittoria importante alle elezioni legislative di medio termine: la sua coalizione, La Libertad Avanza, ha superato il 40% dei voti, rafforzando la posizione del presidente e la possibilità di portare avanti in Argentina il programma economico libertario. L’obiettivo è accelerare le riforme di deregolamentazione, riduzione della spesa pubblica e apertura agli investimenti, ma il contesto economico resta fragile, con l’inflazione ancora elevata e forti tensioni sociali (causate anche da una dilagante povertà). Sul fronte giudiziario, resta aperta la disputa internazionale da 16,1 miliardi di dollari legata alla nazionalizzazione della compagnia petrolifera YPF, che un tribunale d’appello statunitense sta riesaminando per stabilire se il caso possa essere trattato negli Usa. Il voto rafforza Milei ma non gli garantisce il controllo pieno del Congresso e l’Argentina resta divisa tra la promessa di cambiamento radicale e le difficoltà strutturali di un’economia in crisi. Ne discutono a Macro Roberto Da Rin, giornalista del Sole 24 Ore, ed Enzo Farulla, analista finanziario, esperto di America Latina.

Ep 604UNHCR tra guerre e tagli: la crisi dell’azione umanitaria
In un mondo attraversato da conflitti sempre più complessi e prolungati, la neutralità umanitaria appare oggi sotto attacco come mai prima d’ora. Ogni giorno si moltiplicano gli episodi di violenza contro civili e operatori impegnati in missioni di soccorso, mentre le barriere all’accesso degli aiuti si fanno più alte. Tra agosto 2024 e gennaio 2025, secondo i dati più recenti, 449 operatori umanitari sono stati uccisi e altri 278 feriti gravemente. Ne parliamo oggi con Filippo Ungaro, portavoce di UNHCR Italia.

Ep 603Povertà alimentare, il 10% degli europei non mangia a sufficienza
Nel 2023, secondo i dati più recenti disponibili, quasi una persona su dieci in Europa non è riuscita a permettersi un pasto completo ogni due giorni. In Italia, questo è un problema che tocca milioni di persone. Questo perché la povertà alimentare non è un fenomeno confinato ai Paesi più fragili o alle periferie del Sud del mondo, ma una sfida globale, che attraversa confini, economie e classi sociali.

Ep 602Usa, chi ridarà voce ai democratici?
Lo shutdown in corso da un mese a Washington è il risultato di un duro braccio di ferro politico: da una parte, il presidente Donald Trump, deciso a imporre la sua linea di bilancio e a dimostrare chi comanda davvero a Washington; dall’altra, un Congresso spaccato, e un Partito Democratico che fatica a trovare una strategia comune. Ne parliamo con Alec Ross, ex Senior Advisor di Hillary Clinton e Barack Obama, autore e Distinguished Professor all’Università di Bologna.

Ep 601Quanto (ci) costa la crisi francese?
C’è un vecchio aneddoto secondo cui Charles de Gaulle, fondatore della Quinta Repubblica francese, un giorno sbottò dicendo: «Come si può governare un Paese con 246 tipi di formaggio?». Era una battuta, ma anche una profezia. Perché, più di sessant’anni dopo, la Francia sembra di nuovo ingovernabile. Non per colpa del formaggio, ma perché non esiste più una maggioranza stabile, i governi si susseguono a ritmo frenetico e Parigi vive in una sospensione collettiva, dove la politica paralizza l’economia e la fiducia si sgretola giorno dopo giorno. Oggi in Francia non si parla d’altro. Forse perché quella in corso è la crisi politica più profonda della Quinta Repubblica… O forse perché è diventata una condizione permanente. La scena politica è frammentata come non mai e, intanto, il bilancio 2026 resta un’incognita, Standard & Poor’s ha declassato il rating e Bruxelles guarda con crescente inquietudine un partner che per decenni è stato uno dei pilastri dell’equilibrio europeo. È un passaggio temporaneo o l’inizio di una nuova normalità francese? E soprattutto… Quanto ci costa davvero questa crisi? Lo chiediamo a Eric Albert, giornalista economico di Le Monde.

Ep 600Come si costruisce una tregua
Come si arriva a un cessate il fuoco? Che differenza c’è tra “pace negativa” e “pace positiva”? Che cos’è uno stallo doloroso? E perché può costituire uno snodo risolutivo? Quali differenze ci sono tra i negoziati per Gaza e quelli per Kiev? Come si conducono le trattative oggi? Quale ruolo per l’Europa? Ne parliamo a Macro con Francesco Mancini, docente di Governance globale e prevenzione dei conflitti all’Università nazionale di Singapore.

Ep 599La guerra ibrida e i piani di difesa Ue
Il Consiglio europeo segna una svolta nella Difesa Ue: ora c’è un piano e una roadmap. Il cambio di passo si rende necessario per la minaccia russa che ora si affaccia sempre più in Europa con gli attacchi di guerra ibrida, di cui abbiamo nuovi esempi ogni giorni, con un baricentro che dai Paesi Baltici si sposta verso Occidente. Luca Salvioli, responsabile di Lab24, conduce questa puntata con gli ospiti: Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore da Bruxelles, Adriana Cerretelli, editorialista del Sole 24 Ore e Antonio Talia, autore della serie guerra ibrida su Lab24.

Ep 598Cisgiordania, la guerra degli ulivi
In Cisgiordania, la raccolta delle olive è diventata una battaglia quotidiana tra coloni e contadini palestinesi. A Gaza, una tregua precaria prova a fermare le armi dopo due anni di guerra. Ma tra permessi negati, ricostruzioni sospese e diplomazie in affanno, la pace resta ancora lontana. L’analisi di Roberto Bongiorni, inviato del Sole 24 Ore da Gerusalemme

Ep 597Sarkozy e Macron, gemelli diversi
Perché la Francia elegge degli innovatori ma poi li boccia da presidenti? Com’è cambiato il sistema politico transalpino dal “ribelle” De Gaulle alle due turbopresidenze mancate di Sarkozy e Macron? Che effetto hanno avuto i “gilet gialli”? E perché sono ancora attuali, anche se spariti? Che rapporto c’è a Parigi tra politica estera e politica interna? Qual è stata la grandezza di Mitterrand? E perché c’entra sempre Napoleone? Ne parliamo a Macro con la professoressa Sara Gentile, docente di scienza della politica e studiosa di leadership e linguaggi dei leader, autrice peraltro di libri su Macron, Sarkozy e Le Pen.

Ep 596Germania, perché è un problema per tutta l’Europa?
Dal settore auto a quello farmaceutico. Cosa sta succedendo in Germania? Perché il Paese è in crisi da mesi e continua a cadere? Una situazione che comporta conseguenze negative anche per il resto d’Europa. Ne parliamo con Patrizio Bianchi, economista ed ex ministro durante il governo Draghi, da poco in libreria con «L’Europa tra Trump e la Cina» (Il Mulino, 2025).

Ep 595Ecco come funziona la road map per la Difesa Ue
Giovedì 23 ottobre l’Unione europea varerà definitivamente la road map per la Difesa comune. Quattro sono i macro progetti. Nove sono le coalizioni di capacità tra paesi e industrie. Tanti gli interessi geopolitici e geoeconomici in ballo, una grande urgenza: proteggere il fronte est dell’Unione, continuando a sostenere l’Ucraina. Oggi a Macro Antonio Missiroli, già assistant secretary general della Nato e autore del libro “La difesa dell’Europa” (Mondadori, 2024), ci spiega come funzionerà l’architettura messa in atto per far collaborare Nato ed Europa, e raggiungere l’ambizioso obiettivo finale: la difesa comune. Con ben 6.800 miliardi di investimenti stimati da qui al 2035.

Ep 594Iran, ultimo atto?
Dopo quarant’anni di equilibrio costruito attorno a un solo uomo, l’Iran vacilla. La salute del leader supremo Ali Khamenei, 86 anni, riflette la stanchezza di un potere che invecchia e si irrigidisce. Tutto mentre il Paese affronta le conseguenze di una guerra lampo a giugno, dodici giorni che hanno rivelato la vulnerabilità militare e politica di Teheran. La tregua del 10 ottobre, mediata dagli Stati Uniti, non è solo un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma anche un banco di prova per l’Iran. La “pace di Trump” impone una scelta: aprirsi a una stabilità negoziata o rientrare nell’isolamento. Intanto lo snapback delle sanzioni Onu ha riattivato divieti su armi e finanza, aggravando inflazione e tensioni social nel Paese. Le proteste tornano, le periferie si accendono, la promessa di resistenza non basta più. Ne discutono a Macro Pejman Abdolmohammadi, Visiting Professor University of Berkeley, e Nicola Pedde, Direttore Institute for Global Studies.

Ep 593Il sessantotto della gen Z
Negli ultimi mesi milioni di giovani in tutto il mondo si sono mobilitati per chiedere maggiore giustizia sociale, riforme istituzionali radicali e un rinnovamento della classe politica. Dal Nepal al Madagascar fino al Marocco, le proteste si sono diffuse sui social, hanno adottato simboli comuni e hanno persino rovesciato alcuni governi: ma quali sono le cause profonde di questo fenomeno e qual è il futuro del movimento? Ne parliamo con Donatella Della Porta, sociologa e direttrice del Centre on Social Movement Studies della Scuola Normale Superiore di Firenze.

Ep 592Trump visto dall’interno
Come si è arrivati al “suo trionfo” in Medio Oriente? Come funziona il suo staff? Che cosa resta del Partito repubblicano? Chi ha la colpa dello shutdown? Quale decisione della Corte suprema sarà centrale nel prossimo futuro? Come si intrecciano le iniziative dell’Ice, l’agenzia anti migranti, e le truppe nelle città? In questa puntata di Macro ne parliamo con Matteo Muzio, cultore della materia, direttore della newsletter Jefferson e autore del volume “Suprema ingiustizia”, dedicato alla Corte suprema degli Stati Uniti.

Ep 591I segreti dei servizi segreti
E’ il tempo della guerra ibrida, ma si parla poco di Servizi segreti. Qual è oggi il ruolo dell’intelligence? Qual è la specifica caratteristica dei Servizi italiani, che proprio in queste ore compiono cent’anni? Quali sono gli 007 migliori al mondo? E perché? “Dormienti”, “illegali”, “antenne”: chi sono e che cosa fanno? Quali episodi possono essere studiati come più significativi nei due principali conflitti del momento, quello russo-ucraino e quello tra Israele e le milizie nemiche nella regione mediorientale? In questa puntata di Macro proviamo a dare qualche risposta dialogando con Gabriele Carrer, cultore della materia, giornalista e autore della newsletter/Substack “Radar”.

Ep 590Nigeria: il gigante d’Africa tra petrolio, riforme e fuga dei giovani
Il presidente Bola Tinubu promette una “speranza rinnovata” per la Nigeria: riforme economiche, inflazione in calo e nuovi investimenti. Ma la vita quotidiana racconta un’altra storia: prezzi alle stelle, povertà diffusa e milioni di giovani in cerca di futuro all’estero. In questo episodio di Macro, con Alberto Magnani, appena rientrato da Abuja e Lagos, esploriamo il paradosso di un Paese ricchissimo di risorse e di energia umana, sospeso fra rinascita e disillusione.

Ep 589Macron alla resa dei conti
Il presidente francese Emmanuel Macron dovrebbe nominare entro oggi un primo ministro, nel tentativo di uscire dallo stallo politico che paralizza la Francia. La decisione arriva dopo le dimissioni di Sébastien Lecornu, che il 6 ottobre ha lasciato l’incarico dopo meno di un mese di governo, restando su richiesta del presidente per gestire le ultime consultazioni. Da Parigi, Lecornu ha escluso uno scioglimento immediato dell’Assemblea nazionale e assicurato che la Francia avrà una legge di bilancio entro il 31 dicembre. Parla di “movimenti e convergenze” tra i partiti, con l’obiettivo di un compromesso minimo sul bilancio 2026 per contenere il deficit sotto il 5% del Pil. Tra le ipotesi in campo anche il congelamento della riforma delle pensioni, una misura controversa e costosa. Ne discutono a Macro Jean-Pierre Darnis, Professore di Storia delle relazioni franco-italiane all’Université della Costa Azzura (Nizza) e Docente di Storia contemporanea alla Luiss “Guido Carli” di Roma, e Stella Elgersma, giornalista di France24.

Ep 588La legge italiana sull’AI e le sfide globali
L’America innova, la Cina copia e l’Europa regolamenta: è ancora così? In un contesto di grande competizione per la corsa alle nuove tecnologie, dal 10 ottobre entra in vigore la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale. La nuova norma ribadisce alcuni principi fondamentali già affermati dall’AI Act europeo e disciplina in modo nuovo i deepfake. Ne parliamo con Marco Bassini, avvocato, docente universitario ed esperto di diritto e intelligenza artificiale. (Ha collaborato Massimo De Laurentiis)

Ep 587L’effetto Trump e la svolta di Netanyahu
Mentre continuano i negoziati di pace per Gaza in Egitto, in questa puntata di Macro cerchiamo di capire che cosa succede in Medio Oriente a partire dal rapporto tra il presidente americano e il premier israeliano. Che cosa nasconde il doppio fondo delle relazioni tra i due leader? Come sono cambiate nel tempo e qual è la percezione di Trump nei Paesi arabi? Ne parliamo con Alissa Pavia, direttrice associata del programma Nord Africa dell’Atlantic Council ed esperta di Medio Oriente.

Ep 586Il valore economico della pace
Che cos’è una economia di guerra? Che cosa insegna la storia su questo tema, il rapporto tra guerra ed economia? Gli aspetti economici e finanziari sono più presenti e/o decisivi nel conflitto mediorientale o in quello russo-ucraino? Le sanzioni funzionano? L’Europa si riarma: necessità o anche opportunità per l’economia? Qual è il valore economico della pace? In questa puntata di Macro approfondiamo questi argomenti con Andrea Bignami, caporedattore Economia di SkyTg24, conduttore di SkyTgEconomia e autore, assieme a Paolo Balduzzi, del volume “Il prezzo della guerra” (paesi edizioni).

Ep 585Trump e lo shutdown: clava o boomerang?
Seconda settimana di shutdown negli Stati Uniti, con centinaia di migliaia di dipendenti federali a casa senza stipendio. Qual è la strategia di Trump? E quanto costerà tutto questo agli americani? Da New York l’analisi di Luca Veronese

Ep 584Gaza made in Trump: il tempo stringe
Il piano annunciato da Donald Trump per Gaza è la mossa più ambiziosa - e controversa - della fase attuale del conflitto in Medio Oriente. Presentato accanto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, propone un cessate il fuoco a determinate condizioni: tra le altre, Hamas dovrebbe liberare tutti gli ostaggi, deporre le armi e rinunciare al controllo della Striscia, che verrebbe affidata a un governo tecnico palestinese sotto la supervisione di un “board of peace” presieduto dallo stesso Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha anche stabilito una scadenza di “tre o quattro giorni” per la risposta di Hamas. “Sarà una fine molto triste” se il gruppo rifiutasse l’accordo, ha detto. L’iniziativa, accolta con favore da molti leader europei e mediorientali, arriva mentre la guerra è entrata nel terzo anno e l’offensiva israeliana ha diviso Gaza in due, spingendo centinaia di migliaia di persone alla fuga. A Gaza City molti civili non hanno più vie di uscita, mentre le autorità israeliane minacciano di considerare “terroristi o sostenitori del terrorismo” coloro che restano. Le condizioni umanitarie sono disastrose: ospedali al collasso, mancanza d’acqua, epidemie in crescita. Sul fronte politico, Hamas sta valutando la proposta ma denuncia un piano “sbilanciato” e “costruito sugli interessi israeliani”. Dal canto suo, Washington promette sostegno totale a Israele se il movimento islamista dovesse rifiutare, mentre parte della comunità internazionale teme che il progetto possa diventare il preludio di una nuova escalation. Il piano di Trump appare dunque come un crocevia: per alcuni l’unica via possibile verso la pace, per altri l’ennesima imposizione destinata a fallire sul campo. Ne discutono a Macro Anna Momigliano, giornalista e autrice del libro “Fondato sulla sabbia. Un viaggio nel futuro di Israele” (2025, Garzanti), e Lorenzo Kamel, Professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università di Torino e adjunct professor di Storia del Mediterraneo alla Luiss di Roma

Ep 583I segreti della guerra segreta
Che cos’è la guerra ibrida? Come ci si difende da droni, cyber attack e atti di sabotaggio? Come agiscono nell’ombra servizi segreti, soldati occulti e crimine organizzato? L’Europa sta prendendo, proprio in queste ore, le giuste contromisure? Oggi ne parliamo a Macro con Antonio Talia, giornalista e saggista, autore dei volumi “La stagione delle spie. Indagine sugli agenti russi in Italia” e “Duello. Caccia globale al boss dei narcos calabresi”.

Ep 582Il piano Trump per Gaza: svolta o illusione?
Donald Trump ha presentato un piano per il futuro di Gaza: ricostruzione, smilitarizzazione, promesse di aiuti miliardari e persino l’ipotesi di uno Stato palestinese. Ma tra ambiguità, interessi contrapposti e diffidenze reciproche, la domanda è inevitabile: svolta storica o nuova illusione? L’analisi di Ugo Tramballi da Gerusalemme

Ep 581L’Europa deve imparare a difendersi da sola?
In un clima di tensione crescente, i leader europei si incontreranno l’1 ottobre per un vertice informale in Danimarca, dove si sono verificati diversi incidenti con droni non identificati negli ultimi giorni. Oltre all’Ucraina, si parlerà di Difesa. Cosa deve fare l’Ue per riuscire ad essere autonoma, soprattutto dal punto di vista militare, dato la possibilità di un disimpegno da parte degli Stati Uniti nella Nato? E che ruolo può avere l’Italia? Ne parliamo con Antonio Missiroli, ex consigliere alla Commissione europea e Segretario generale aggiunto della Nato.

Ep 580Moldavia: perché la vittoria del Pas è cruciale per l’Europa
Alle elezioni legislative in Moldavia il Pas, partito della presidente Maia Sandu, conquista oltre il 50% dei voti e consolida la spinta verso Bruxelles. Ma i blocchi filo-russi restano forti e Mosca non smette di fare pressione, tra disinformazione e ingerenze. Quale il futuro si prospetta adesso per la Moldavia? Quali conseguenze possono avere queste elezioni per l’Europa e per l’Ucraina che combatte a pochi chilometri di distanza? Ne parliamo con Roberto Da Rin, collega della redazione economia e politica internazionale

Ep 579Ci serve ancora l’Onu?
Ottant’anni dopo la loro fondazione, le Nazioni Unite celebrano il loro anniversario in uno dei momenti di crisi più profondi dalla fine della Seconda guerra mondiale. Le parole pronunciate da Donald Trump all’Assemblea generale – «l’Onu è irrilevante, incapace di fermare le guerre e ormai ridotta a scrivere lettere vuote» – hanno riacceso il dibattito sul futuro dell’organizzazione. Mentre in Ucraina si combatte ancora, Gaza vive il ventitreesimo mese di un conflitto devastante e in Sudan l’instabilità è fuori controllo, l’Onu appare sempre più come uno spettatore impotente, incapace di imporre regole, mediazioni o soluzioni efficaci. Può ancora giocare un ruolo centrale nella governance globale o è ormai destinato a un lento declino, come la Società delle Nazioni nel periodo tra le due guerre mondiali? In un mondo dove il diritto internazionale arretra, ha ancora senso mantenere in vita un’architettura multilaterale nata nel 1945 o è forse giunto il momento di immaginare qualcosa di radicalmente diverso? Ne discutono a Macro Alessia Melcangi, professoressa associata di Geopolitica e Storia del Mediterraneo e Medio Oriente all’Università “La Sapienza” di Roma, Francesco Mancini, docente di governance globale, analisi dei conflitti e negoziazione alla National University di Singapore, e Daniele Bellasio, vicedirettore del Sole 24 Ore.

Ep 578La tigre, l’orso e noi europei
All’Onu Zelensky prova a dare la sveglia al mondo sulla minaccia alla sicurezza globale. Trump scrive su Truth che l’Ucraina può riconquistare i territori persi, ma nel frattempo in sostanza dice agli europei: problema vostro. Intanto si guarda con sempre maggiore apprensione agli sconfinamenti di velivoli russi, dall’Alaska al Nord Europa, e all’enclave di Kaliningrad. E chi si ricorda della voce sull’agente Krasnov? In questa puntata di Macro analizziamo paure e sforzi politici, diplomatici e di difesa dell’Unione europea con il professor Federigo Argentieri, docente di Scienze politiche alla John Cabot University e direttore del Guarini Institute for public affairs.

Ep 577Nello smartphone di Macron
Chiama Trump al telefono mentre attende il passaggio del suo corteo presidenziale. Riconosce la Palestina con una conferenza con i sauditi. Guida i volenterosi europei in difesa di Kiev con il premier britannico Keir Starmer. Intanto a Parigi, però, stenta a nascere il nuovo governo Lecornu mentre si discute soprattutto della tassa Zucman per i super ricchi. A che punto è Macron? Ne parliamo a Macro con Jean-Pierre Darnis, docente di Storia contemporanea alla Luiss e autore di “Transalpini - Le relazioni tra Francia e Italia e il rilancio del gioco europeo” (Luiss).

Ep 576Polveriera Estremo Oriente
La Cina mostra i muscoli, gli Stati Uniti si defilano, il Giappone è in preda all’instabilità politica. Davvero si rischia un colpo di mano di Pechino in Estremo Oriente? Da Nuova Delhi l’analisi di Marco Masciaga con le parole dell’ex premier giapponese Ishiba e del segretario alla Difesa Usa Hegseth

Ep 575Russia, la “gioiosa macchina da guerra” perde colpi
I segnali d’allarme si moltiplicano: deficit in aumento, economia in frenata, inflazione in orbita. Per quanto tempo Mosca sarà ancora in grado di combattere la guerra di logoramento contro la Nato? L’analisi di Antonella Scott e le parole di Putin e Peskov.

Ep 574Come si negozia con Trump?
Donald Trump è tornato al centro della scena internazionale con un approccio personale e diretto che segna la sua impronta in ogni negoziato. Dalla visita di Stato nel Regno Unito, tra cerimoniale e pressioni su commercio e sicurezza, al vertice con Putin in Alaska, fino al ruolo di facilitatore nell’accordo Armenia-Azerbaigian, emerge un modello di diplomazia che privilegia il rapporto “one-to-one” rispetto alle istituzioni multilaterali. Anche sul fronte dei dazi con la Cina e nelle discussioni su Gaza e Ucraina in vista dell’Assemblea Generale Onu, il presidente Usa si presenta come l’uomo capace di “chiudere accordi” saltando protocolli e mediazioni. A Macro cerchiamo di rispondere alla domanda delle domande: come si negozia con Trump? Quali strategie funzionano, quali rischi corrono gli interlocutori e come l’imprevedibilità diventa uno strumento politico? Intervengono Giulio Sapelli, Professore emerito di Storia Economica e autore del libro “Il grande ritorno. La nuova era di Trump” (giugno 2025, Guerini e Associati), e Luca Veronese, giornalista del Sole 24 Ore.

Ep 573Matrimoni infantili: un futuro negato a 12 milioni di bambine l’anno
Ogni anno 12 milioni di ragazze sotto i 18 anni vengono costrette a sposarsi. Una pratica diffusa in molte aree del mondo che interrompe percorsi di istruzione, mette a rischio la salute e rafforza cicli di povertà e disuguaglianza. I matrimoni precoci non sono solo un retaggio culturale: sono il riflesso di fragilità economiche, conflitti, emergenze e disparità di genere. Con Paola Maceroni, Responsabile Area Programmi Estero di ActionAid Italia, analizziamo cause, conseguenze e strategie che possono davvero cambiare le cose.

Ep 572Ebola in Congo: il ritorno del virus letale
Un nuovo focolaio di Ebola è stato dichiarato nella provincia del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo. È il sedicesimo dal 1976, ma ogni volta la sfida cambia: un sistema sanitario fragile, comunità diffidenti, accessi difficili, operatori sanitari in prima linea. Oggi ci sono vaccini e terapie, ma portarle nei villaggi remoti non è semplice. Ne parliamo con Chiara Montaldo, coordinatrice di Medici Senza Frontiere in Congo, per capire che cosa significa affrontare l’epidemia sul terreno e quali sono i rischi per la salute globale

Ep 571Mercenari, il volto nascosto delle guerre moderne
Negli ultimi anni i conflitti in Medio Oriente hanno cambiato volto. Accanto agli eserciti regolari, sono entrati in scena attori meno visibili, ma sempre più influenti: mercenari e soldati a contratto. Figure che operano nell’ombra, al di fuori delle strutture statali tradizionali, ma che in Siria, in Yemen e in altri teatri di guerra hanno avuto un impatto decisivo. Ospite Eleonora Ardemagni, esperta di sicurezza e conflitti in Medio Oriente.

Ep 570La democrazia in Africa tra urne e colpi di stato
In questo episodio facciamo un punto sulla democrazia in Africa, un continente che vive esperienze molto diverse tra di loro: ci sono Paesi dove i cittadini partecipano alle elezioni con entusiasmo, rafforzando istituzioni e diritti civili, ma anche nazioni segnate da derive autoritarie, colpi di stato e instabilità politica.

Ep 569Cybersecurity, come gestire la sicurezza digitale dei cittadini europei
Ogni anno migliaia di attacchi informatici colpiscono istituzioni, imprese e cittadini italiani. Nel 2024 circa 2,8 milioni di italiani hanno subito una truffa o un tentativo di frode legato all’e-commerce. Circa il 59% degli italiani ha affrontato almeno un rischio online nell’ultimo anno. Talvolta a organizzarli sono soggetti singoli o cani sciolti, altre volte c’è una regia straniera dietro queste operazioni che puntano a ottenere un ricavo economico oppure mirano a destabilizzare. Ne abbiamo parlato con la Commissaria Europea per le tecnologie digitali e di frontiera Henna Virkkunen che ha illustrato l’impegno dell’Ue per proteggere i cittadini europei dalle insidie informatiche. Commenteremo l’intervista insieme a Luca Tremolada, giornalista de Il Sole 24 Ore e Pierguido Iezzi, esperto di cybersecurity.

Ep 568Usa, l’eredità dell’11 settembre e la morte shock di Kirk
“Non dimenticheremo mai l’11 settembre”, quando il “nostro Paese si è trovato faccia a faccia con il male puro”. Lo ha detto Donald Trump durante le commemorazioni per l’11 settembre al Pentagono. A 24 anni dagli attacchi alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti affrontano un doppio fronte: l’eredità dell’11 settembre e la minaccia della violenza politica interna. Ne parliamo con Marco Valsania, corrispondente dagli Usa del Sole 24 Ore.

Ep 567L’altra faccia della medaglia che si chiama mondo
C’è aria di una nuova Guerra fredda con la Cina al posto che fu dell’Urss. Ma è davvero un parallelismo giusto? E utile? Che cosa unisce e che cosa divide Cina, India e Russia? La Shanghai Cooperation Organization è una nuova alleanza che si oppone al fronte occidentale? Che cosa succede attorno a Taiwan? E in tutto ciò l’Onu? In questa puntata di Macro ne parliamo con Francesco Mancini, docente di Governance globale e prevenzione dei conflitti all’Università nazionale di Singapore.

Ep 566In Norvegia la sinistra resiste alla “Meloni scandinava”
Nel ricco Paese del Nord i laburisti restano al comando ma avanza con un balzo di ben dodici punti percentuali il partito populista guidato da Sylvi Listhaug. Che tipo di Governo uscirà da questo voto? Da Oslo l’analisi di Michele Pignatelli

Ep 565L’8 settembre della Francia di Bayrou
Giorno della verità per la Francia, con il voto di fiducia sul Governo Bayrou che potrebbe aprire una nuova crisi nell’Esagono. Come potrà uscire Parigi dall’instabilità politica e dai problemi di bilancio? L’analisi di Riccardo Sorrentino