
Macro
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Ep 664Ucraina, il ricatto del gelo
Scaduta la tregua energetica tra Putin e Trump, l’Ucraina affronta un freddo record sotto la minaccia di nuovi raid. Con i colloqui di Abu Dhabi slittati al 4 febbraio, analizziamo con Antonella Scott se ci sia ancora spazio per una mediazione o se la pressione russa stia per forzare una resa definitiva.

Ep 663Trump si prenderà Cuba?
Donald Trump ha minacciato di imporre dazi ai Paesi che vendono petrolio a Cuba. Qualche giorno prima, il Wall Street Journal aveva rivelato i piani del presidente Usa per favorire un cambio di regime all’Avana entro la fine dell’anno. Ma è davvero così? Che ne sarà dell’isola? Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista del Sole 24 Ore, e Carla Vitantonio, cooperante, attivista per i diritti umani nonché vicepresidente della International Humanitarian Studies Association e autrice del libro “Bolero Avana” (Add Editore, 2023)

Ep 662Che fare con Trump (e con Carney)
La crisi sulla Groenlandia ha svelato definitivamente il metodo Trump: escalation verbale, occupazione dello spazio mediatico, poi un compromesso rivendicato come successo. Ma che cosa ci dice questo schema sulla politica estera americana e sulle opzioni europee? In questa puntata di Macro ne parliamo con Lorenzo Castellani, partendo da un suo recente intervento su Domani e incrociandolo con il tema della gestione del rischio politico e della “rottura” evocata da Mark Carney. Castellani è lecturer alla LUISS School of Government e docente di Storia delle istituzioni politiche alla LUISS Guido Carli. Tra i suoi ultimi libri: “L’ingranaggio del potere” e “Sotto scacco”.

Ep 661La gestione dei rischi geopolitici
Il rischio geopolitico non è più una variabile esterna, ma un fattore strutturale che entra nei modelli di vigilanza bancaria, nelle scelte delle banche (centrali e no) e nelle strategie delle imprese. Dalla Bce alle grandi corporation, fino alla crisi della diplomazia tradizionale, come si governa l’imprevedibilità del mondo? Ne parliamo con Beniamino Irdi, CEO di Highground e Senior Fellow dell’Atlantic Council.

Ep 660La memoria restituita: quando l’Italia confiscò i diritti
Le leggi razziali del 1938 non colpirono soltanto le persone, gli ebrei, ma i loro patrimoni, le imprese, il lavoro, il futuro. In questa puntata di Macro, in occasione del Giorno della memoria, parliamo con lo storico Germano Maifreda di persecuzione economica, apparati dello Stato, banche e memoria pubblica: una storia che ci riguarda. Maifreda è autore del libro appena pubblicato dal Sole 24 Ore “La memoria restituita. Storie di imprenditori e dirigenti ebrei nell’Italia delle leggi razziali”.

Ep 659Quanto ci costerebbe mollare gli Usa
I dazi, la Groenlandia, la diffidenza reciproca: Europa e Stati Uniti sono sempre più lontane. Ma possiamo davvero fare a meno dell’America? Da Bruxelles l’analisi di Beda Romano

Ep 658Il conclave, l’agenda e la diplomazia di Leone XIV
In questa puntata di Macro parliamo con Alberto Melloni. Melloni è uno dei maggiori storici della Chiesa contemporanea. Professore ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia, studioso del papato, del Concilio e delle istituzioni ecclesiastiche, nei suoi libri unisce rigore storico e attenzione all’attualità. Come nel suo volume appena pubblicato, “Ex post. Il conclave di papa Leone XIV” (Marietti1820), un’analisi del pontificato di Francesco e dell’elezione di Robert Prevost.

Ep 657Ma Trump a Davos ha davvero ottenuto “tutto quello che voleva”?
Al World Economic Forum di Davos Donald Trump ha messo a segno due colpi: una “cornice” sulla Groenlandia per rafforzare la sicurezza artica con la Nato e il lancio del “Board of Peace”. Ma qual è la vera posta in gioco nell’Artico? E fino a che punto gli Usa stanno spingendo l’Europa a militarizzare il Nord per rafforzare la propria leadership? Il Board of Peace è uno strumento di mediazione o un modo per scavalcare l’Onu? Ne discutiamo con Roberta Miraglia, Vicecaporedattore responsabile della redazione di Economia e Politica Internazionale del Sole 24 Ore, e Tommaso Monacelli, Professore ordinario di Macroeconomia all’Università Bocconi

Ep 656Giappone, funzionerà il piano Takaichi?
Negli ultimi giorni la politica giapponese è entrata in una nuova fase di accelerazione: il primo ministro Sanae Takaichi ha sciolto la Camera dei Rappresentanti e ha fissato le elezioni anticipate per l’8 febbraio. La decisione arriva solo tre mesi dopo la sua ascesa alla leadership del Partito Liberal Democratico e dell’esecutivo, in un momento di preoccupazioni crescenti per il costo della vita, l’inflazione e la fiducia dei mercati finanziari.

Ep 655Un anno di The Donald, il presidente “esaltato”
Esattamente un anno fa Donald Trump si insediava alla Casa Bianca promettendo di “prosciugare la palude” di Washington e restituire voce a quell’America che si sentiva esclusa. Dodici mesi dopo, il bilancio è tutt’altro che lineare. Trump ha governato rompendo schemi e linguaggi. Ha attaccato i media, messo sotto pressione le istituzioni federali, e usato i social come strumento diretto di potere. Nelle ultime settimane sono aumentate notevolmente le tensioni internazionali, soprattutto con Venezuela e Groenlandia – tensioni che Trump sta affrontando proprio in questi giorni al World Economic Forum a Davos. In questa puntata facciamo un bilancio dell’anno di Trump con l’analista politico Andrew Spannaus

Ep 654Venezuela, e ora che succede?
Nelle ultime settimane la crisi in Venezuela ha raggiunto un punto di svolta internazionale. All’inizio di gennaio gli Stati Uniti hanno infatti lanciato una vasta operazione militare a Caracas, catturando l’allora presidente Nicolás Maduro e sua moglie, per poi trasferire loro negli Stati Uniti dove devono affrontare accuse legate al narcotraffico e ad altre attività criminali. In questa puntata facciamo luce sulle implicazioni politiche e geopolitiche di questa escalation

Ep 653Il Portogallo alla prova del populismo
Il primo turno delle presidenziali vinto dal socialista António José Seguro arriva in un contesto politico delicato per il Portogallo. Negli ultimi anni il partito di estrema destra Chega si è imposto fino a diventare la seconda forza politica del Paese, e il suo leader André Ventura è subito dietro a Seguro nella corsa alla presidenza. Che impatto avrà questo voto sugli equilibri politici nazionali ed europei?

Ep 652Il destino dell’Iran, tra rivolte e Trump
Il black out informativo imposto dal regime degli ayatollah impedisce di avere un quadro definito del numero delle vittime della repressione degli ultimi giorni in Iran. Quel che è certo è che il livello di scontro è salito a livello di guardia, con la possibilità di un intervento militare da parte degli Stati Uniti. Ne parliamo con Giorgia Perletta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Eleonora Ardemagni dell’Ispi.

Ep 651In Groenlandia si può rompere la Nato?
La crisi tra Stati Uniti, Unione europea e Danimarca sul controllo della Groenlandia riporta al centro una domanda che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: si può rompere la Nato? Tra ritorno dell’America First, competizione artica, Cina e Russia sempre più presenti e un’Europa che fatica a contare come attore strategico, l’Alleanza atlantica entra in una nuova fase di tensione interna. In questa puntata di Macro ne parliamo con Antonio Missiroli, già Assistant Secretary General della Nato (2016–2021) e direttore dell’EU Institute for Security Studies (EUISS), il think tank dell’Unione europea sulla sicurezza, uno dei massimi esperti di sicurezza europea e relazioni transatlantiche. Importante il suo libro “La difesa dell’Europa” (Mondadori – Ispi).

Ep 650ICE, l’agenzia che divide l’America
L’ICE, l’agenzia federale che applica le leggi sull’immigrazione negli Stati Uniti, è diventata uno dei simboli più controversi dell’America contemporanea. Creata dopo l’11 settembre, potenziata sotto Obama, radicalizzata sotto Trump e oggi ancora al centro dello scontro politico, dopo l’uccisione a Minneapolis di Renee Nicole Good. In questa puntata di Macro ne parliamo con Matteo Muzio, direttore della newsletter “Jefferson” e autore di “Suprema ingiustia”, per capire cos’è davvero l’ICE, come funziona, perché è così potente e perché l’immigrazione è diventata una faglia decisiva della democrazia americana.

Ep 649Trump, i populismi e la crisi del liberalismo (snob)
Il ritorno di Donald Trump (con l’arrivo della tecno-destra) negli Stati Uniti e l’avanzata dei populismi in Europa mettono sotto pressione la democrazia liberale. Ma il populismo è soltanto una minaccia o anche il sintomo di una crisi più profonda del liberalismo stesso? In questa puntata di Macro ne parliamo con Giovanni Giorgini, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna, per capire perché le istituzioni faticano a rappresentare società sempre più polarizzate e se la democrazia liberale può ancora riformarsi senza snaturarsi.

Ep 648Il dramma e le rivoluzioni dell’Iran
L’Iran, paese giovane di quasi 90 milioni di abitanti, è attraversato da una crisi che va oltre le proteste e mette in discussione la tenuta della Repubblica islamica. Centinaia di vittime, repressione, blackout informativi e tensioni internazionali raccontano lo scontro tra una società sempre più distante dalle autorità e un sistema di potere rigido e compatto. In questa puntata di Macro ne parliamo con Giorgia Perletta, docente della facoltà di Scienze politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore, studiosa del medio oriente in generale e dell’Iran in particolare. Cause profonde della crisi, dinamiche interne, dimensione geopolitica e scenari futuri, fino al tema della possibile transizione post-ayatollah e del ruolo dell’erede dello shah, Reza Pahlavi.

Ep 647Il 2026 progressista. Idee, parole e promesse di un anno che si apre con Mamdani a NYC
Che cosa significa essere progressisti nel 2026, tra inflazione, disuguaglianze, ritorno dello Stato, crisi climatica e sfiducia democratica? In questa puntata di Macro ne parliamo con Emanuele Felice, storico dell’economia e autore di “Manifesto per un’altra economia e un’altra politica” (Feltrinelli). Una conversazione su “affordability”, diritti sociali, Stato imprenditore e linguaggio politico: perché senza incidere sulle condizioni materiali della vita quotidiana, anche le migliori idee rischiano di restare senza consenso.

Ep 646Il 2026 liberale. Idee, parole e sfide di un anno che si apre
Che cosa significa “pensare da liberali” nel 2026, tra ritorno dello Stato, debito, guerre commerciali, transizione tecnologica e nuove ansie regolatorie? In questa puntata di Macro ne parliamo con Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni e docente di Storia delle dottrine politiche all’Università Iulm, mettendo a fuoco temi, idee e parole chiave del liberalismo nell’anno che si apre: responsabilità, concorrenza, limiti del potere, pluralismo, istituzioni. La conversazione tocca anche media e formazione dell’opinione pubblica, terreno su cui Mingardi è tornato di recente con il suo libro Meglio poter scegliere - I referendum del 1995 e la battaglia per la televisione commerciale (Frecce Mondadori), dedicato ai referendum del 1995 e alla battaglia per la televisione commerciale.

Ep 645Monroe ieri, Maduro oggi e Groenlandia...
Quello che accade a Caracas è la manifestazione di una continuità storica? Cioè dell’idea che l’America Latina resti parte della sfera di sicurezza e di influenza di Washington? È il filo che attraversa il libro L’America nel mondo - Duecento anni di Dottrina Monroe (Scholè). Nel volume Luca Castagna, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno, ricostruisce due secoli di politica estera statunitense attraverso una lente precisa. La Dottrina Monroe, citata anche dal presidente Donald Trump, non è un documento del passato, ma un modo strutturale con cui gli Stati Uniti pensano al loro rapporto con il resto del mondo. In questa puntata di Macro parliamo di America, Latina e no, di Venezuela e di Groenlandia con Luca Castagna, storico contemporaneista e studioso della politica estera americana.

Ep 644Le promesse di Trump per il 2026
Il 2025 per Donald Trump è stato l’anno delle scelte: dazi tornati centrali, politica industriale più muscolare, rapporti transatlantici messi sotto pressione e una strategia estera sempre più transazionale hanno segnato i primi dodici mesi della presidenza di Trump. Cosa dobbiamo aspettarci nel 2026?

Ep 643Il progressivo disgelo tra Cina e India
India e Cina stanno testando un disgelo selettivo dopo quattro anni di tensioni seguite agli scontri militari lungo il confine himalayano del 2020. Si tratta di un disgelo che passa non dalla politica o dalla sicurezza, ma dall’economia. Il segnale più significativo arriva dalla recente riapertura controllata dei visti d’affari per ingegneri e tecnici cinesi, una decisione che riflette le esigenze profonde dell’apparato industriale indiano.

Ep 642L’avanzata del Golfo in Africa
La Banca Africana di Sviluppo ha recentemente chiuso una raccolta record da circa 11 miliardi di dollari per l’African Development Fund, il fondo che finanzia i Paesi più poveri del continente. Un risultato storico non solo per l’ammontare, ma anche per la composizione dei contributi: a spingere la raccolta sono stati soprattutto Paesi africani e nuovi partner extra-occidentali, in particolare dal Golfo, mentre gli Stati Uniti non hanno dato alcun contributo, segnando una discontinuità rispetto al passato. Si tratta quindi di un segnale chiaro di come stia cambiando la geografia del potere finanziario attorno allo sviluppo africano.

Ep 641Trump è di destra?
Il 47° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è un’anomalia o l’apice di una lunga storia? In questa puntata di Macro ricostruiamo le radici profonde della destra americana contemporanea per capire l’Amministrazione Trump di oggi. Trump infatti può essere considerato un incidente della e nella storia politica degli Stati Uniti o la perfetta sintesi di tutte le correnti della destra americana, il leader che sposa come programma il Poject 2025 dell’Heritage Foundation e come metodo di governo la Unitary Executive Theory. Con Andrea Venanzoni, autore de “La destra americana contemporanea. Dalla New Right repubblicana a Trump” e ricercatore di diritto pubblico l’Università di Roma 3, parliamo di New Right, neoconservatori, paleoconservatori, destra post-liberale e del rapporto sempre più stretto tra politica, tecnologia e potere (vedi J. D. Vance). Dalla rottura con l’idea di esportare la democrazia al ritorno dello Stato forte, dal ruolo della Silicon Valley alla trasformazione del Partito Repubblicano: un viaggio nella genealogia del trumpismo per capire perché Trump non sia solo una parentesi. O un incidente.

Ep 640Il 2026 dell’Unione europea
Dalla transizione ecologica ai dazi, dal conflitto in Ucraina al Mercosur: sono molte le sfide che nel 2025 hanno mostrato le criticità dell’Unione Europea, in particolare per ciò che riguarda la sua governance e la capacità strategica di posizionarsi in un contesto geopolitico caratterizzato dall’aggressività trumpiana e dalla concorrenza cinese. In molti invocano un ripensamento profondo dell’idea di Europa, ma in quale direzione? E con quale leadership? Ne parliamo in questa puntata di Macro con Jean Pierre Darnis, docente di Storia Contemporanea presso la Luiss Guido Carli di Roma e Giuliano Noci, prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano.

Ep 639Chi governa oggi il disordine globale?
Se l’ordine liberale è finito, che cosa lo ha sostituito? Il 2025 ha segnato la fine dell’ordine liberale o ha solo reso evidente una crisi che era già in corso? In un mondo senza un ordine condiviso, chi governa davvero oggi il disordine globale? Quali sono le nuove regole che stanno emergendo? Stiamo vivendo una fase di passaggio o è questa la nuova condizione strutturale della politica internazionale? Oggi a Macro proviamo a dare qualche risposta a questi interrogativi tracciando un bilancio dell’anno che si sta per chiudere con Francesco Mancini, docente di Governance globale e prevenzione dei conflitti all’Università nazionale di Singapore.

Ep 638Bruxelles lancia un piano per case a prezzi accessibili
Tra il 2013 e il 2024 i prezzi delle case in Europa sono cresciuti del 60% e gli affitti del 20%. Ma il 20% degli immobili sono vuoti e inutilizzati. In Italia la spesa per l’affitto assorbe in media il 35% dello stipendio. Ma questa percentuale a Roma sale al 65% e a Milano addirittura al 76%. La questione abitativa è ormai una vera e propria emergenza, non solo in Italia ma in quasi tutte le grandi città europee. Perciò la Commissione ha presentato martedì 16 dicembre un piano per realizzare ogni anno 650mila nuove abitazioni mobilitando ben 150 miliardi di investimenti tra risorse pubbliche e private, compresi i fondi strutturali del periodo 2021-2027 rimodulati con la recente revisione di medio termine che in Italia destinerà già dai primi mesi del 2026 quasi 854 milioni all’emergenza abitativa attraverso i programmi di alcuni ministeri e delle regioni. Ospite di questa puntata di Macro è Giuseppe Latour, giornalista del Sole 24 Ore esperto di questioni legate alla casa. (Giuseppe Chiellino)

Ep 637Chi comanda nel Golfo?
Quando si parla del Golfo lo si racconta spesso come una regione ricca di petrolio, ma povera di politica. In realtà oggi è uno dei luoghi dove si ridefiniscono più equilibri regionali e globali. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar tra tutti non sono più soltanto alleati degli Stati Uniti o attori regionali: sono Paesi che competono tra loro, sperimentano nuovi modelli di potere e soprattutto scelgono nuove vie per l’economia. In questa puntata di Macro proviamo a capire chi esercita oggi il vero potere nel Golfo Persico, quali Stati si stanno muovendo meglio e perché ciò che accade lì riguarda anche l’Europa e l’Occidente. Ospite della puntata è Eleonora Ardemagni, analista esperta di Yemen e monarchie del Golfo. Ricercatrice associata senior ISPI e docente all’Aseri (Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali, Università Cattolica di Milano).

Ep 636Germania alzo zero: perché Berlino ha così paura dei russi
Da colombe a falchi: fin troppo cauti con Mosca all’inizio della guerra, oggi i tedeschi sono i più combattivi nel congelare i beni russi. Cosa c’è dietro a questo drastico cambio di rotta? Da Bruxelles l’analisi di Beda Romano

Ep 635Non solo Ai, chi sono gli architetti del 2026
Per il Time la “persona dell’anno” 2025 sono gli architetti dell’intelligenza artificiale. La decisione sottolinea l’importanza dell’IA nel processo di cambiamento delle nostre vite quotidiane. Nel bene e nel male. Quel che è certo è che i grandi processi storici passano per l’azione e le decisioni di singoli personaggi: basti pensare a Donald Trump, per due volte citato da Time come persona dell’anno, o Elon Musk per il suo ruolo a fianco e a volte in contrasto con il presidente Usa. Ma chi sono gli architetti del 2026 e del futuro prossimo? Marco lo Conte ne parla con i giornalisti de Il Sole 24 Ore Biagio Simonetta e Luca Salvioli.

Ep 634Leone XIV, “il Papa che ama l’Europa”
Si può fare un primo bilancio dell’avvio del Pontificato di Papa Prevost? Che ruolo si sta ritagliando sullo scenario internazionale? Quali precedenti storici possono essere evocati? Che cosa ci dice di Leone la “Dilexi Te”? Oggi a Macro proviamo a raccogliere alcune risposte a questi interrogativi grazie a un dialogo con uno dei più autorevoli studiosi di storia contemporanea, il professor Agostino Giovagnoli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ep 633Trump 2025, dietro la National Security Strategy
Quali sorprese e quali certezze alla fine del primo anno del secondo Trump? Che cos’è la dottrina Monroe, rivista da Roosevelt (Teddy) e da J. D. Vance? Che ruolo si sta ritagliando Marco Rubio? E il partito repubblicano segue Trump nel suo neo-isolazionismo? Oggi a Macro proviamo a dare qualche risposta a queste domande, dialogando con Matteo Muzio, direttore della newsletter “Jefferson, lettere sull’America” e autore del libro “Suprema ingiustizia”.

Ep 632La Missione Genesis di Trump e il 2025 dell’Ia
Che cosa abbiamo imparato quest’anno dai “cosi”? Quali sono stati gli avanzamenti tecnologici più importanti dei chatbot? In che senso viviamo nella società dell’incertezza? E perché c’entrano le intelligenze artificiali? Che anno sarà il 2026 dal punto di vista di questa rivoluzione tecnologica (e non solo)? Oggi proviamo a dare qualche risposta a Macro, dialogando con Luca Mari, docente alla Liuc - Libera Università Cattaneo e all’Università Cattolica del Sacro Cuore, autore de “L’intelligenza artificiale di Dostoevskij” e “L’intelligenza artificiale di Platone” (Il Sole 24 Ore).

Ep 631Diplomazia senza diplomatici: chi tratta sull’Ucraina
Dopo ogni vertice arriva il comunicato: sono stati fatti passi in avanti importanti. Ma la fine della guerra in Ucraina è ancora un miraggio. Il braccio di ferro tra Kiev e Mosca, con la partecipazione degli Usa e dell’Ue, è ben lungi dal risolversi nonostante gli annunci e le promesse di Trump di risolvere il conflitto in 48 ore. E’ il caso di sottolineare come a guidare le trattative non siano le diplomazie dei singoli paesi ma, lato Usa, i consulenti del presidente, con un passato in azienda o nell’intrattenimento. Cosa aggiungono e cosa tolgono queste competenze professionali al tentativo di risolvere la crisi? Ne parliamo insieme ai nostri ospiti a Macro.

Ep 630La geopolitica come proseguimento della comunicazione con altri mezzi
Nell’agone politico internazionale ha preso la scena un fattore che oggi arriva all’inizio dei processi: la comunicazione, come leva politica fondamentale della geopolitica. Vi ricordate il tweet di Barak Obama, che diede per primo la notizia della sua rielezione? E il “Whatever it takes” pronunciato dall’allora presidente della Bce Mario Draghi che ha salvato l’euro? Frasi che non arrivano alla fine di un processo, ma che avviano un processo molto importante. Oggi Donald Trump utilizza il suo social media Truth per inviare messaggi politici, mentre Elon Musk lancia messaggi politici su X. La comunicazione avvia i processi, non è più alla fine dei processi come avveniva in passato. E’ un bene o un male? Ne parliamo oggi a Macro

Ep 629Svolta Made in Europe: Bruxelles alza i muri?
L’Europa cambia rotta e punta tutto sulla “sicurezza economica”. Nelle prossime settimane, la Commissione Ue svelerà un pacchetto legislativo cruciale che segna il ritorno della sovranità industriale: dal progetto RESourceEU per blindare le materie prime, all’Industrial Accelerator Act per l’industria verde, fino a una stretta sugli investimenti esteri. Ma il tema più caldo resta l’auto: si riapre la partita sullo stop ai motori termici nel 2035, con l’ipotesi di salvare l’ibrido. Il concetto di “Buy European” sta diventando realtà? Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore da Bruxelles, per capire come l’Europa intende difendere i suoi settori strategici dalla concorrenza cinese e globale.

Ep 628Il potere delle droghe nelle guerre
La presenza delle droghe sui campi di battaglia ha radici profonde: dalla Seconda guerra mondiale in poi, sostanze stimolanti sono state usate per aumentare la resistenza, sopprimere la paura e spingere i soldati oltre i limiti umani. Ma nei conflitti contemporanei — dall’Ucraina al Medio Oriente — il ruolo della droga sta mutando. Ne parliamo con il Generale dei Carabinieri Gennaro Scala.

Ep 627Come si vive nella città più inquinata del mondo
Da Nuova Delhi Marco Masciaga racconta l’emergenza smog nella megalopoli indiana, con livello di emissioni 30 volte più alti di quelli di Milano

Ep 626L’Ai rigenerativa e l’economia di velocità
L’avvento dell’Intellegenza artificiale nella nostra vita è la notizia a impatto globale sul fronte dell’economia e della finanza. Ma che cosa cambia davvero per noi? E per le nostre aziende? Che cosa vuol dire “rigenerativa”? Perché l’etica non basta e ci vuole anche un’estetica dell’Ia? Che cos’è “innovazione”? Ne parliamo in questa puntata speciale di Macro con Gionata Tedeschi, consulente, manager e imprenditore con oltre trent’anni di esperienza tra innovazione, tecnologia e business digitale. Ha iniziato in McKinsey per poi guidare startup e ricoprire ruoli apicali in Buongiorno, Accenture e Gruppo 24 Ore. Tedeschi ha appena pubblicato “AI rigenerativa. Un’alleata per l’uomo, la cultura e le imprese del futuro” (Il Sole 24 Ore).

Ep 625Il futuro che invecchia: conversazione con Beata Javorcik
Culle vuote, società che invecchiano, pensioni sempre più lontane e una politica che guarda altrove: la grande transizione demografica è già cominciata, ma facciamo finta di niente. In questa puntata di Macro, insieme a Beata Javorcik, capo economista della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e autrice del Transition Report 2025-26, raccontiamo cosa succede quando i Paesi “invecchiano prima di diventare ricchi”, perché né l’intelligenza artificiale né l’immigrazione basteranno da sole a salvarci.

Ep 624Pagamenti digitali: chi vince la sfida tra geopolitica e tech?
I pagamenti digitali non sono più un gesto banale: sono diventati un’”arma” geopolitica. I Brics cercano di scardinare il dominio del dollaro, l’Europa rincorre, le Big Tech avanzano. Quanto manca alla frattura del sistema globale dei pagamenti? Ne parliamo con Pierangelo Soldavini, curatore della newsletter Fintech+

Ep 623Ucraina: la volta buona o ancora una falsa partenza?
Kiev e Usa hanno messo a punto un nuovo piano in 19 punti: ora la palla è nel campo di Mosca. Ma siamo davvero a un punto di svolta? L’analisi di Antonella Scott

Ep 622Bilancio Ue: salvi i fondi per Regioni e agricoltura?
È disgelo a Bruxelles sul nuovo Bilancio Ue 2028-2034. Dopo l’ultimatum della maggioranza, Ursula von der Leyen apre a modifiche cruciali sul metodo di gestione dei fondi: si allontana lo spettro di un “super-Pnrr” centralizzato che avrebbe penalizzato Regioni e agricoltura. Quali garanzie sono state ottenute per la Pac e la Coesione? Ne parliamo con Giuseppe Chiellino, esperto di fondi europei e politiche di coesione

Ep 621Jensen Huang e Donald Trump: chi è il vero chip leader?
Nel poker, il chip leader è il giocatore che possiede il maggior numero di fiches in un determinato momento della partita e che può mettere pressione sugli avversari. Oggi, il chip leader della diplomazia dei semiconduttori, l’uomo che decide il ritmo della partita e costringe tutti gli altri a giocare in difesa, è Donald Trump. Negli ultimi mesi il rapporto tra il presidente Usa e Jensen Huang, ceo di Nvidia, è diventato uno dei dossier più rilevanti della politica economica e tecnologica Usa. È la Casa Bianca a decidere come usare l’enorme potere strategico dei semiconduttori Nvidia, inserendoli nei negoziati con Arabia Saudita, Regno Unito, Cina o Kazakistan, e perfino nelle iniziative di mediazione nei conflitti regionali. Se Huang e Nvidia hanno le fiches, è Trump a mettere pressione, dettare il ritmo e costringere gli altri attori globali a reagire alle sue mosse. O almeno, questo è quello che sembra. Perché difficilmente il leader di un colosso tecnologico, per altro il più valutato al mondo, accetterà a lungo di restare un semplice comprimario al tavolo

Ep 620Il “fottuto” piano di Trump per Kiev
Ci sono momenti, nelle crisi internazionali, in cui l’aria cambia senza bisogno di annunci ufficiali. Ieri è successo qualcosa di questo tipo. Mentre il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky era impegnato tra la Turchia e colloqui con diversi partner, da Washington arrivava la conferma che l’amministrazione statunitense aveva elaborato un nuovo piano di pace per l’Ucraina. È un passaggio che potrebbe chiudere la “fottuta guerra”, come l’ha definita lo stesso Trump in una conversazione con Vladimir Putin…Oppure aprire un altro conflitto, più silenzioso e più profondo.

Ep 619Vodka nel deserto: la Russia in Medio Oriente
Il Medio Oriente, in questo momento, sembra un tavolo da gioco appena rovesciato: i pezzi sono gli stessi, ma nessuno è più nella posizione di prima. La Siria non è più la Siria di Assad, l’Iran ha assorbito colpi che ne hanno riscritto il profilo regionale, Israele agisce come se non avesse più nessuno alle spalle e le monarchie del Golfo si comportano come se l’ombrello americano non fosse più impermeabile. Dentro questo disordine, c’è un attore che non dovrebbe avere margine e che invece si ritrova con più spazio di prima: la Russia. Una potenza logorata dalla guerra, isolata in Occidente, ma ancora capace di entrare nelle conversazioni cruciali. La telefonata fra Netanyahu e Putin lo ha mostrato con una chiarezza quasi imbarazzante: nella trattativa su Gaza e sull’Iran, Mosca è ancora seduta al tavolo. Il secondo segnale è arrivato all’Onu, con l’astensione russa sulla risoluzione americana per la Striscia. E così, mentre il Medio Oriente entra in una fase di pragmatismo brutale - dove contano solo le mosse che funzionano, non le amicizie - la Russia si muove con un istinto che conosce bene: quello del sopravvivere sfruttando le crepe degli altri. Ne discutiamo con Ugo Tramballi, editorialista del Sole 24 Ore e Senior Advisor presso l’Istituto Studi Politica Internazionale, e Marco Di Liddo, Direttore del Centro Studi Internazionali

Ep 618Il principe alla corte del re: Mohammad bin Salman incontra Trump
Il rapporto tra Donald Trump e Mohammed bin Salman torna al centro dell’attenzione mentre Washington si prepara a un incontro carico di aspettative e tensioni. Sul tavolo si intrecciano difesa, energia e tecnologia, con Riad che punta a ottenere garanzie di sicurezza, accesso avanzato all’intelligenza artificiale e un ruolo più deciso nei mercati globali. Gli Stati Uniti, dal canto loro, cercano di riequilibrare il prezzo del petrolio, contenere le ambizioni cinesi nella regione e assicurarsi che l’Arabia Saudita resti un partner strategico. Quanto potere è disposto a cedere ognuno dei due leader? Ne parliamo a Macro con Cinzia Bianco, ricercatrice e analista specializzata nella Penisola Arabica e nei rapporti con l’Europa presso lo European Council on Foreign Relations

Ep 617Cop 30: così il Brasile tenta la mediazione quasi impossibile
I lavori della Cop 30 entrano nel vivo. La presidenza brasiliana ha il compito di mediare tra il Nord e il Sud globale per stabilire i nuovi meccanismi della finanza climatica e definire gli step dell’abbandono graduale dei fossili. Tra negoziati difficili e contestazioni, a che punto sono le trattative e quali sono le decisioni più attese dei prossimi giorni?Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24 Ore inviato in Brasile per la Cop 30 di Belém

Ep 616Processo all’Euro e all’Ue
L’Europa è in crisi? Oppure l’Europa è la crisi? Che cosa è stato sbagliato nel processo di integrazione? Quali effetti ha avuto la moneta unica sull’Italia? Il nostro paese aveva e ha alternative o piani b? Il gap di sovranità è stato compensato dal mercato unico, dalla stabilità monetaria e dal vincolo esterno come freno al debito? In questa puntata di Macro rimettiamo sotto verifica alcune convinzioni sull’Europa recente, presente e futura, dialogando con Gabriele Guzzi, classe 1993, già consulente economico a Palazzo Chigi e presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, e autore del volume “Eurosuicidio” (Fazi Editore)

Ep 615Dove può arrivare l’offensiva russa in Ucraina
L’Ucraina si trova di fronte una nuova offensiva delle forze russe nella zona di Pokrovs’k, un nuovo inverno colmo di incertezza per un Paese sotto attacco dal 2022 e al suo interno gli scandali che hanno colpito alcuni ministeri chiave. Quali saranno le mosse di Kiev per fronteggiare questa situazione e che peso avranno i nuovi aiuti per 6 miliardi annunciati da Bruxelles? Ne parliamo con Antonella Scott, storica firma de Il Sole 24 Ore e Gigi Donelli di Radio24