
Macro
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Ep 703Il bivio del Sudafrica tra Iran e Usa
Il Sudafrica si trova oggi in una posizione geopolitica delicata, stretto tra il suo storico rapporto con l’Iran e la necessità di mantenere relazioni solide con gli Stati Uniti. Dopo lo scoppio della guerra tra Washington, Israele e Teheran, Pretoria ha scelto di non schierarsi apertamente, chiedendo de-escalation ma evitando di rompere con uno dei suoi partner nei BRICS+. Ne parliamo oggi con il corrispondente dall’Africa, Alberto Magnani.

Ep 702Michael Tsur, il negoziatore israeliano
Michael Tsur è tra i più noti negoziatori al mondo. Ha un passato nelle unità di crisi israeliane e un’esperienza che spazia dalle trattative commerciali ai sequestri di ostaggi, tra i quali gli israeliani rapiti da Hamas nell’attacco del 7 ottobre 2023. In questa puntata ci addentriamo nei meccanismi più profondi della negoziazione: dalla costruzione della fiducia alla gestione delle emozioni. Un dialogo che intreccia storie personali, casi reali e riflessioni sul presente, per capire cosa significa davvero negoziare — e perché, oggi più che mai, è una competenza cruciale.

Ep 701Il petrolio “fantasma” passa dalla Malesia
Negli ultimi anni una parte crescente del commercio globale di petrolio si è spostata in zone grigie difficili da tracciare. Al largo della Malaysia operano decine di petroliere riconducibili alla cosiddetta “shadow fleet”, una rete di navi che trasferisce greggio da una nave all’altra e ne modifica l’origine dichiarata prima che arrivi nei mercati finali. Attraverso questi canali il petrolio iraniano — ma anche quello russo o venezuelano — continua a raggiungere soprattutto la Cina. Ne parliamo con Paola Morselli dell’ISPI

Ep 700Libano, il confine che brucia
Il Libano è di nuovo sull’orlo di una crisi totale. Mentre Israele ha annunciato l’avvio di operazioni di terra “limitate” nel sud del Paese, sul terreno cresce il numero delle vittime, si allarga l’esodo interno e restano incerte anche le prospettive diplomatiche. Beirut cerca una via d’uscita, ma tra il peso di Hezbollah, la fragilità dello Stato e i timori di una nuova invasione, il Paese dei cedri rischia di sprofondare ancora una volta in una guerra lunga, devastante e forse senza veri vincitori. Ne parliamo con l’inviato del Sole 24 Ore Roberto Bongiorni, in collegamento da Beirut.

Ep 699Il lavoro del populismo
Per decenni il lavoro organizzato – sindacati, contrattazione collettiva, corpi intermedi – è stato uno dei pilastri della stabilità delle democrazie occidentali e delle società liberali. Oggi quel sistema è sotto pressione: il lavoro è più frammentato, i sindacati più deboli e il rapporto tra cittadini e istituzioni sempre più diretto e polarizzato. In questa puntata di Macro, il podcast del Sole 24 Ore con le notizie a impatto globale, parliamo di come le trasformazioni del lavoro stiano cambiando la politica e alimentando nuovi populismi. Ospite Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, docente e autore di un saggio che analizza il rapporto tra lavoro, rappresentanza e democrazia in diversi paesi europei, dal titolo “Disintermediare stanca - Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo” (FrancoAngeli).

Ep 698Cosa ne sarà dell’Iran?
Il regime iraniano è stato profondamente colpito dagli attacchi militari statunitensi e israeliani, ma non per questo appare sul punto di crollare. Al contrario, potrebbe sopravvivere in una forma ancora più dura, più militarizzata e più dipendente dai Pasdaran. Sullo sfondo restano le incognite più pesanti: il destino del programma nucleare, la possibilità che un Iran ferito punti ancor più sulla vendetta, sul terrorismo o sulla corsa finale alla bomba, il rischio di una lunga instabilità regionale e il prezzo strategico che questa guerra potrebbe imporre anche a chi l’ha iniziata. Ne discutiamo a Macro con Ugo Tramballi, editorialista del Sole 24 Ore, e Leila Belhadj Mohamed, giornalista esperta di Nord Africa e Asia occidentale

Ep 697Putin e il grande test della Nato
Un report del Belfer Center di Harvard analizza gli scenari più pericolosi per la sicurezza europea: dalla guerra ibrida fino a un attacco russo nel Baltico. Il punto più fragile dell’Alleanza è il fianco orientale, dove Mosca potrebbe tentare una provocazione limitata per mettere alla prova la solidarietà della Nato, come ha fatto di recente con gli sconfinamenti di droni e velivoli. Quanto è reale questo rischio? E soprattutto: l’Europa è pronta a difendersi anche senza gli Stati Uniti? Ne parliamo con uno degli autori del report, Carlo Giannone, ricercatore presso il Belfer Center di Harvard.

Ep 696Trump, le guerre e la fede: l’America dall’Iran al Texas
Donald J. Trump aveva promesso agli americani una cosa semplice: niente nuove guerre. Ma con l’Iran gli Stati Uniti sono al centro di un nuovo conflitto in Medio Oriente, di una nuova guerra del Golfo. Intanto negli Stati Uniti la politica si muove: dal Texas emerge la figura di James Talarico, giovane democratico ma anche cristiano molto religioso, che prova a parlare a un’America diversa, dove fede, politica e perfino “lotta di classe” tornano a intrecciarsi in modi nuovi. Dall’Iran al Texas, che direzione stanno prendendo gli Stati Uniti? Ne parliamo con Matteo Muzio, direttore della newsletter “Jefferson, lettere sull’America” e autore di “Supre ingiustizia” (Ledizioni).

Ep 695Perché è davvero una nuova Guerra del Golfo
La guerra con l’Iran espone la vulnerabilità strategica del Golfo: infrastrutture energetiche, rotte marittime e città globali diventano bersagli sensibili. Ma sotto la minaccia comune emerge anche una competizione sempre più evidente tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per la leadership regionale. Ne parliamo con Eleonora Ardemagni, analista ISPI e tra le principali studiose della geopolitica del Golfo.

Ep 694Cosa succede in America Latina con gli Usa impegnati in Iran?
Dopo la cattura di Maduro, la tensione tra gli Stati Uniti e diversi Paesi del Sud America si è alzata. La Colombia è stata tra le voci più critiche e ha subito minacce dirette da parte di Trump. Con il voto delle ultime elezioni parlamentari, Bogotà conferma una linea politica poco accomodante nei confronti della Casa Bianca. Il conflitto in Medio Oriente può essere un’occasione per guadagnare autonomia? Come cambiano adesso gli equilibri dell’America Latina?Ne parliamo con Tiziano Breda, analista senior per l’America Latina e i Caraibi di ACLED (Armed Conflict Location & Event Data).

Ep 6938 marzo, le iraniane non mollano (da molti anni)
Domani, 8 marzo, sarà la Giornata internazionale della donna. È un momento di celebrazione, certo, ma anche – e forse soprattutto – di riflessione sui diritti ancora da conquistare e su quelli da proteggere. Quest’anno questa riflessione non può che portarci in Iran. Negli ultimi mesi il Paese è stato attraversato da nuove tensioni: un irrigidimento della repressione interna, nuove ondate di arresti di attiviste, controlli sempre più stringenti sull’obbligo del velo, pressioni e violenze nelle carceri. In un contesto già segnato dalla mobilitazione nata dopo la morte di Mahsa Amini e dal movimento “Donna, Vita, Libertà”, le donne iraniane continuano a pagare un prezzo altissimo per le loro richieste. Ne parliamo con l’attivista italo-iraniana Pegah Moshir Pour.

Ep 692Iran, droni e AI cambiano la guerra
Nel conflitto che in questi giorni si sta espandendo nella regione del Golfo, i protagonisti delle operazioni militari non sono solo jet e sottomarini, ma anche mezzi autopilotati e software di intelligenza artificiale. Da un lato la guerra asimmetrica combattuta dai droni costringe a ripensare le difese convenzionali, dall’altro l’utilizzo dell’Ai per scopi militari accende un dibattito tecnologico, etico e politico. Cosa ci dicono questi giorni sui conflitti del presente e del futuro? Ne parliamo con Biagio Simonetta, giornalista del Sole 24 Ore, Stefano Epifani, direttore del Digital Tansformation Institute, e Carola Frediani, giornalista e cofondatrice di Guerredirete.it

Ep 691Iran: NATO (e Europa) sotto stress?
I bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani hanno aperto una nuova fase di guerra in Medio Oriente. Ma questa escalation va ben oltre i confini della regione. Sta infatti mettendo sotto pressione l’architettura di sicurezza europea e riaprendo il dibattito sulla deterrenza nucleare nel continente. Tanto che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un rafforzamento e una possibile estensione della deterrenza nucleare francese in chiave europea, sia sul piano delle capacità sia su quello della cooperazione con gli alleati. Ne parliamo con Antonio Missiroli, ex Segretario generale aggiunto della NATO per le Sfide di sicurezza emergenti.

Ep 690Narcotraffico, Messico alla prova dopo la morte di El Mencho
Nell’ultima settimana il Messico è stato travolto da una nuova escalation di violenza. Tutto è iniziato quando le autorità hanno annunciato l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, meglio conosciuto come “El Mencho”: il capo del potente Cartel Jalisco Nueva Generación e uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo. Quali saranno le conseguenze sugli equilibri tra i cartelli? Lo Stato riuscirà a mantenere il controllo del territorio? E il vuoto lasciato da El Mencho rischia di aprire una nuova fase di conflitti interni alla criminalità organizzata? Ne parliamo con Tiziano Breda, senior analyst dell’ACLED.

Ep 689Francia, il nucleare che proteggerà l’Europa?
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che aumenterà il numero delle testate nucleari francesi e che Parigi non comunicherà più pubblicamente le cifre del proprio arsenale, rafforzando quella ambiguità strategica già introdotta in passato. Macron ha inoltre aperto alla possibilità di estendere l’ombrello nucleare francese ad altri Paesi europei. In questa puntata analizziamo il peso - e le implicazioni - di queste parole con Jean-Pierre Darnis, docente e ricercatore in politica internazionale all’Università di Nizza Sophia Antipolis.

Ep 688Petrolio e droni: perché il crollo dell’Iran ridisegna lo scacchiere d’Africa
Il Medio Oriente trema e l’Africa accusa il colpo. Dopo l’operazione “Furia Epica” e la fine dell’era Khamenei in Iran, il continente africano si trova davanti a un terremoto geopolitico senza precedenti. In questa puntata di Macro, analizziamo le onde d’urto che dal Golfo Persico arrivano fino a Nairobi e al Sahel: dal balzo del prezzo del greggio che divide le economie africane, alla paralisi dei traffici nel Mar Rosso, fino alla crisi della fornitura di droni militari. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole 24 Ore, in collegamento da Nairobi, per capire se il Continente riuscirà a mantenere la sua “neutralità pragmatica” o se la caduta dell’influenza iraniana obbligherà le potenze africane a una scelta definitiva tra i blocchi globali.

Ep 687I falsi miti sull’Ai e l’ipocrisia delle big tech
Dal lancio di ChatGPT, che ha fatto conoscere l’Ai generativa al grande pubblico, sembrano passati molto più di tre anni. Ormai l’intelligenza artificiale è un dispositivo culturale onnipresente, che porta con sé timori e aspettative diverse a seconda di come viene raccontata. Nella puntata di oggi, insieme a Stefano Epifani, presidente del Digital Transformation Institute, parliamo delle paure e delle speranze che questa tecnologia suscita in noi.

Ep 686Perché gli Stati Uniti possono diventare una monarchia (tech)
Che cosa hanno in comune Curtis Yarvin, Peter Thiel, Elon Musk e ovviamente Donald J. Trump? Chi sono i “tecnomonarchi”? E perché c’è il rischio di un profondo “attacco alla democrazia” americana? Dai filosofi libertari alla “rivoluzione reazionaria”: che cosa sta accadendo? Oggi a Macro ne parliamo con Alessandro Mulieri, autore di “Tecno Monarchi” (Donzelli), directeur de recherche al Cnrs in Francia, presso il centro Triangle di Lione, docente all’Institut d’études politiques de Paris (Sciences Po).

Ep 685Trump e l’Iran: escalation sul nucleare
Mentre Donald Trump lancia l’allarme sui missili di Teheran, a Ginevra ripartono i colloqui sul nucleare in un clima di massima tensione. Con Roberto Bongiorni, inviato del Sole 24 Ore, analizziamo la strategia della “massima pressione” americana, lo stato dell’arricchimento dell’uranio e i possibili scenari: tra il rischio di un’escalation militare e la fragile speranza di un nuovo accordo economico.

Ep 684L’altra Russia, quella che non vediamo
Un cartello contro la guerra, l’arresto, la morte in carcere. E la notizia arrivata molto tempo dopo. Le nuove rivelazioni su Navalny e la visione di un’opposizione che sogna una Russia dentro una grande Europa. Con Raffaella Chiodo Karpinsky, firma di Avvenire e autrice di “Voci dall’altra Russia”, raccontiamo il dissenso russo che non vediamo.

Ep 683Ucraina, quattro anni dopo: la vita che sfida la guerra
A quattro anni dall’invasione russa, torniamo all’alba del 24 febbraio 2022: dalle parole di Vladimir Putin al presente dell’Ucraina. Con Gigi Donelli da Kiev raccontiamo come sono cambiati la città, l’economia e la percezione dell’Occidente dopo 1.460 giorni di conflitto. Tra resilienza, logoramento e diplomazia fallita, il tempo della guerra è diventato una nuova unità di misura per l’Europa.

Ep 682Epstein, abusi di potere - Trump e i fantasmi del passato
Il rapporto tra Jeffrey Epstein e Donald Trump è una delle pagine più oscure della vicenda del finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. Cos’è che li univa? E cosa, a un certo punto, li ha divisi? Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti è costretto a fare i conti con i fantasmi del passato. E dopo aver cavalcato il caso a suo favore, adesso gli si sta ritorcendo contro come un boomerang. La sua base Maga gli perdonerà di non aver mantenuto le promesse di trasparenza tanto sbandierate?

Ep 681Epstein, abusi di potere – Cliente ad alto rischio
Dalla porta laterale di Wall Street alla procura totale concessa da Leslie Wexner, Jeffrey Epstein cresce dentro un ecosistema dove reputazione e utilità contano spesso più delle verifiche. Anche dopo la condanna del 2008 JPMorgan e Deutsche Bank non gli chiudono le parte, resta un cliente “ad alto rischio” ma operativo. Alert, prelievi frazionati, strutture offshore: tutto noto, nulla decisivo. Un fallimento dei controlli oppure una scelta consapevole finché produceva valore?

Ep 680Epstein, abusi di potere - Clinton Confidential
Un biglietto, ventisette voli, fotografie ed e-mail: quanto raccontano davvero quei documenti sulla natura del rapporto tra Bill Clinton e Jeffrey Epstein? Perché scegliere il jet di un finanziere privato per un tour istituzionale in Africa? E chi ha autorizzato quella logistica? Che ruolo concreto ebbe Epstein nella nascita della Clinton Global Initiative e da dove proveniva il milione di dollari citato nelle comunicazioni interne?

Ep 679Epstein, abusi di potere - Dietro l’arresto dell’ex principe Andrew
Nel giorno del suo 66esimo compleanno, Andrew Mountbatten-Windsor viene arrestato con l’accusa di abuso della funzione pubblica. L’indagine riguarda la presunta condivisione di documenti riservati con Jeffrey Epstein durante il suo incarico come delegato al commercio britannico. Perquisizioni a Sandringham e a Windsor, la monarchia sotto pressione, Carlo III che ribadisce che “la legge deve fare il suo corso”. Cosa sappiamo davvero? Cosa rischia l’ex principe Andrew? E quali potrebbero essere le conseguenze istituzionali e politiche di un arresto senza precedenti nella storia recente della Corona britannica?

Ep 678Epstein, abusi di potere - L’ombra del Mossad e del Kgb
Jeffrey Epstein era un agente dei servizi segreti o l’erede di una rete opaca già attiva durante la Guerra fredda? Nei file compaiono contatti con figure vicine all’Fsb, tentativi di avvicinare Vladimir Putin e relazioni con Ehud Barak. Ma c’è anche l’ombra di Robert Maxwell, editore britannico morto nel 1991 per anni al centro di speculazioni su legami con intelligence sovietica e israeliana, nonché padre di Ghislaine, compagna e collaboratrice di Epstein.

Ep 677Epstein, abusi di potere – Un intrigo internazionale
Dal Royal Ascot alla townhouse nell’Upper East Side, dai campus di Harvard e del MIT alle stanze di Buckingham Palace, il caso Epstein disegna un ecosistema in cui finanza, politica, accademia e monarchia si sfiorano e proteggono. Un sistema trasversale, dove democratici e repubblicani (da Clinton a Trump), intellettuali (da Lawrence Summers a Noam Chomsky), filantropi, imprenditori e reali inglesi condividono voli e silenzi. Così, quando Jeffrey Epstein cade, si incrina un equilibrio di relazioni costruito tra Manhattan, Londra, Palm Beach e Silicon Valley. Fino a Mar-a-Lago.

Ep 676Epstein, abusi di potere - L’insegnante che sussurrava ai potenti
Nella prima puntata della serie speciale “Epstein, abusi di potere” cerchiamo di capire chi era davvero Jeffrey Epstein. Perché se fosse stato solo un predatore sessuale, la storia si sarebbe chiusa con la sua morte nel 2019. Invece il caso è diventato il simbolo di un sistema di relazioni che ha attraversato politica, finanza e cultura globale.

Ep 675Carney, Stubb, Leone e il realismo basato sui valori
Viviamo in un mondo tecnicamente unificato dalle iperconnessioni ma politicamente frammentato. Le merci, i capitali, i dati, le guerre hanno scala globale. Ma la sovranità resta nazionale. Che cosa ci insegnano sull’attualità le riflessioni, avvenute tra Ottocente Novecento, sullo Stato mondiale? Perché è entrato in crisi l’ordine liberale? Che cosa aveva detto davvero Fukuyama? E perché c’è un filo che unisce il discorso di Carney, l’artiolo di Stubb e il pensiero di Leone XIV? Di tutto questo parliamo in questa puntata di Macro con Luca Gino Castellin, docente di Storia del pensiero politico e co-curatore del volume “Pensare lo Stato mondiale. Un’idea politica tra Otto e Novecento”, pubblicato da Carocci.

Ep 674Ue, ultima chiamata sulla competitività
Il vertice europeo sulla competitività è stato scosso dal richiamo di Mario Draghi in merito al “deterioramento del contesto economico”. L’ex presidente della Bce ha allertato i leader europeo sull’urgenza di affrontare tutte le questioni sollevate nel suo rapporto: dalla necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, alla frammentazione dei mercati azionari e agli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia. Per i leader europei l’occasione di un colpo di reni per affrontare il contesto macroeconomico in evoluzione, scosso dal protagonismo di Trump. In questa puntata di Macro facciamo un bilancio del vertice informale europeo con il corrispondente da Bruxelles del Sole 24 Ore, Beda Romano, e Jean-Pierre Darnis, docente e ricercatore in politica internazionale all’Università di Nizza-Costa Azzuraa e alla Luiss.

Ep 673L’arte del compromesso nel disordine globale
Il mondo è tornato a parlare il linguaggio dell’hard power. Dalla guerra in Ucraina al confronto tra Stati Uniti e Cina, fino alla fragilità delle democrazie occidentali, sembra che l’arte del compromesso abbia perso spazio. La rivista Nuova Atlantide dedica il suo ultimo numero a una domanda secca: L’arte del compromesso. Diplomazia, dove sei?. In questa puntata di Macro ne parliamo con Giorgio Vittadini, docente di statistica all’Università di Milano-Bicocca, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e direttore scientifico del quadrimestrale Nuova Atlantide.

Ep 672Dal rapporto Draghi al Digital Omnibus
Le aziende accelerano sull’intelligenza artificiale – con nuovi servizi per il business e modelli sempre più integrati nei processi produttivi – l’Europa prova a riordinare il suo impianto normativo con il Digital Omnibus e il Digital Omnibus on AI. È una semplificazione necessaria? E come funziona? Che cosa ci insegna il caso Grok? Che cosa c’è in ballo con la novità MoltBook? Ne parliamo con Marco Bassini, docente di Fundamental Rights and Artificial Intelligence alla Tilburg University, ricercatore al Centre on Regulation in Europe, avvocato.

Ep 671Starmer sopravviverà al caso Epstein?
La parabola del primo ministro laburista Keir Starmer sembra arrivata al capolinea. I legami tra Peter Mandelson, ambasciatore britannico nominato proprio da Starmer, e l’ex finanziere americano sono un danno d’immagine insostenibile per il governo in carica. Cosa succede adesso? Ne parliamo con Tiziana Prezzo, corrispondente di Sky Tg24 da Londra.

Ep 670La “lady di ferro” giapponese conquista Tokyo
Il Giappone oggi si trova stretto tra la Cina, vicino sempre più aggressivo, e gli Stati Uniti, alleato storico non più prevedibile. In questo contesto difficile, la premier Sanae Takaichi ha trasformato la sua popolarità in un successo politico senza precedenti, conquistando una maggioranza schiacciante nella camera bassa del Parlamento e aprendo la strada a nuove riforme. Come ha fatto la leader conservatrice di un partito in crisi a conquistare il Paese, e come cambiano ora gli equilibri dell’Indo-Pacifico?Ne parliamo con Guido Alberto Casanova, Research Fellow all’Osservatorio Asia dell’Ispi.

Ep 669Il mondo delle medie potenze
Il discorso del premier canadese Mark Carney a Davos segna un punto di svolta: l’ordine liberale (occidentale) non regge più. In un mondo senza centro, i poteri medi — dal Canada al Golfo — cercano nuove strategie. E “la nostalgia non è una strategia”. A Davos, infatti, Carney ha spiegato che la vera strategia per la gestione del rischio è un rinnovato attivismo delle medie potenze, anche alla ricerca di nuove alleanze. Con la Cina? Oggi a Macro partiamo da lì, da Davos, dal Canada e anche da Singapore, per allargare lo sguardo su un mondo sempre più multipolare, dove i cosiddetti poteri medi cercano spazio, autonomia e nuove alleanze, politiche, economiche e industriali. Ne parliamo con Francesco Mancini, docente di governance globale e prevenzione dei conflitti all’Università nazionale di Singapore.

Ep 668Epstein Files, tra interesse pubblico e dolore privato
Il Dipartimento di Giustizia Usa ha ritirato migliaia di documenti e media relativi al caso Jeffrey Epstein dopo che gli avvocati hanno riferito a un giudice di New York che le vite di quasi cento vittime erano state «sconvolte». Dove passa il confine tra trasparenza e danno? E quanto può essere trasparente uno Stato senza ferire (di nuovo) chi ha già sofferto? Ne parliamo a Macro con Luca Veronese, giornalista del Sole 24 Ore, e Matteo Muzio, Direttore di Jefferson - Lettere sull’America.

Ep 667Il capitalismo hippie (e feudale) di Trump
Iraq, Gaza, Ucraina e poi Epstein files, ma l’economia americana come va? Il dollaro debole e la borsa forte che segnali sono? Il patto con le Big Tech regge ed è frutto di o è foriero di sviluppi positivi o negativi? Che cosa c’entra la California degli anni 70 e 80 con il Trump II del 2026? Ne parliamo oggi a Macro con Vittorio Carlini, firma della redazione finanza del Sole 24 Ore.

Ep 666Iran tra armata Usa e dialogo
Negli ultimi giorni le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono tornate al centro della scena internazionale. Mentre Washington ha rafforzato la presenza militare nel Golfo, Teheran ha lasciato aperta la porta a possibili colloqui sul nucleare, ma solo a condizioni precise: negoziati “equi” e niente minacce. Ci troviamo davanti a un nuovo equilibrio instabile o solamente all’ennesimo punto di rottura nelle relazioni tra Washington e Teheran?

Ep 665Il freddo come arma
Milioni di sfollati stanno affrontando uno degli inverni più duri degli ultimi anni, in un contesto segnato da tagli drastici agli aiuti umanitari. La situazione è drammatica in Ucraina così come in Siria, Afghanistan e Gaza. Ad oggi il freddo è diventata una vera e propria arma contro i civili. Ne parliamo con Filippo Ungaro di UNHCR.

Ep 664Ucraina, il ricatto del gelo
Scaduta la tregua energetica tra Putin e Trump, l’Ucraina affronta un freddo record sotto la minaccia di nuovi raid. Con i colloqui di Abu Dhabi slittati al 4 febbraio, analizziamo con Antonella Scott se ci sia ancora spazio per una mediazione o se la pressione russa stia per forzare una resa definitiva.

Ep 663Trump si prenderà Cuba?
Donald Trump ha minacciato di imporre dazi ai Paesi che vendono petrolio a Cuba. Qualche giorno prima, il Wall Street Journal aveva rivelato i piani del presidente Usa per favorire un cambio di regime all’Avana entro la fine dell’anno. Ma è davvero così? Che ne sarà dell’isola? Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista del Sole 24 Ore, e Carla Vitantonio, cooperante, attivista per i diritti umani nonché vicepresidente della International Humanitarian Studies Association e autrice del libro “Bolero Avana” (Add Editore, 2023)

Ep 662Che fare con Trump (e con Carney)
La crisi sulla Groenlandia ha svelato definitivamente il metodo Trump: escalation verbale, occupazione dello spazio mediatico, poi un compromesso rivendicato come successo. Ma che cosa ci dice questo schema sulla politica estera americana e sulle opzioni europee? In questa puntata di Macro ne parliamo con Lorenzo Castellani, partendo da un suo recente intervento su Domani e incrociandolo con il tema della gestione del rischio politico e della “rottura” evocata da Mark Carney. Castellani è lecturer alla LUISS School of Government e docente di Storia delle istituzioni politiche alla LUISS Guido Carli. Tra i suoi ultimi libri: “L’ingranaggio del potere” e “Sotto scacco”.

Ep 661La gestione dei rischi geopolitici
Il rischio geopolitico non è più una variabile esterna, ma un fattore strutturale che entra nei modelli di vigilanza bancaria, nelle scelte delle banche (centrali e no) e nelle strategie delle imprese. Dalla Bce alle grandi corporation, fino alla crisi della diplomazia tradizionale, come si governa l’imprevedibilità del mondo? Ne parliamo con Beniamino Irdi, CEO di Highground e Senior Fellow dell’Atlantic Council.

Ep 660La memoria restituita: quando l’Italia confiscò i diritti
Le leggi razziali del 1938 non colpirono soltanto le persone, gli ebrei, ma i loro patrimoni, le imprese, il lavoro, il futuro. In questa puntata di Macro, in occasione del Giorno della memoria, parliamo con lo storico Germano Maifreda di persecuzione economica, apparati dello Stato, banche e memoria pubblica: una storia che ci riguarda. Maifreda è autore del libro appena pubblicato dal Sole 24 Ore “La memoria restituita. Storie di imprenditori e dirigenti ebrei nell’Italia delle leggi razziali”.

Ep 659Quanto ci costerebbe mollare gli Usa
I dazi, la Groenlandia, la diffidenza reciproca: Europa e Stati Uniti sono sempre più lontane. Ma possiamo davvero fare a meno dell’America? Da Bruxelles l’analisi di Beda Romano

Ep 658Il conclave, l’agenda e la diplomazia di Leone XIV
In questa puntata di Macro parliamo con Alberto Melloni. Melloni è uno dei maggiori storici della Chiesa contemporanea. Professore ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia, studioso del papato, del Concilio e delle istituzioni ecclesiastiche, nei suoi libri unisce rigore storico e attenzione all’attualità. Come nel suo volume appena pubblicato, “Ex post. Il conclave di papa Leone XIV” (Marietti1820), un’analisi del pontificato di Francesco e dell’elezione di Robert Prevost.

Ep 657Ma Trump a Davos ha davvero ottenuto “tutto quello che voleva”?
Al World Economic Forum di Davos Donald Trump ha messo a segno due colpi: una “cornice” sulla Groenlandia per rafforzare la sicurezza artica con la Nato e il lancio del “Board of Peace”. Ma qual è la vera posta in gioco nell’Artico? E fino a che punto gli Usa stanno spingendo l’Europa a militarizzare il Nord per rafforzare la propria leadership? Il Board of Peace è uno strumento di mediazione o un modo per scavalcare l’Onu? Ne discutiamo con Roberta Miraglia, Vicecaporedattore responsabile della redazione di Economia e Politica Internazionale del Sole 24 Ore, e Tommaso Monacelli, Professore ordinario di Macroeconomia all’Università Bocconi

Ep 656Giappone, funzionerà il piano Takaichi?
Negli ultimi giorni la politica giapponese è entrata in una nuova fase di accelerazione: il primo ministro Sanae Takaichi ha sciolto la Camera dei Rappresentanti e ha fissato le elezioni anticipate per l’8 febbraio. La decisione arriva solo tre mesi dopo la sua ascesa alla leadership del Partito Liberal Democratico e dell’esecutivo, in un momento di preoccupazioni crescenti per il costo della vita, l’inflazione e la fiducia dei mercati finanziari.

Ep 655Un anno di The Donald, il presidente “esaltato”
Esattamente un anno fa Donald Trump si insediava alla Casa Bianca promettendo di “prosciugare la palude” di Washington e restituire voce a quell’America che si sentiva esclusa. Dodici mesi dopo, il bilancio è tutt’altro che lineare. Trump ha governato rompendo schemi e linguaggi. Ha attaccato i media, messo sotto pressione le istituzioni federali, e usato i social come strumento diretto di potere. Nelle ultime settimane sono aumentate notevolmente le tensioni internazionali, soprattutto con Venezuela e Groenlandia – tensioni che Trump sta affrontando proprio in questi giorni al World Economic Forum a Davos. In questa puntata facciamo un bilancio dell’anno di Trump con l’analista politico Andrew Spannaus

Ep 654Venezuela, e ora che succede?
Nelle ultime settimane la crisi in Venezuela ha raggiunto un punto di svolta internazionale. All’inizio di gennaio gli Stati Uniti hanno infatti lanciato una vasta operazione militare a Caracas, catturando l’allora presidente Nicolás Maduro e sua moglie, per poi trasferire loro negli Stati Uniti dove devono affrontare accuse legate al narcotraffico e ad altre attività criminali. In questa puntata facciamo luce sulle implicazioni politiche e geopolitiche di questa escalation