
Pecore elettriche
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Il duello sulla patrimoniale fra Schlein e Conte
La nuova giunta Giani
Ordunque alla fine, con molta calma, ieri il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha annunciato la sua nuova giunta. La vicepresidente è Mia Diop - classe 2002, consigliera comunale a Livorno, schleiniana.
La normalizzazione dell'estremismo
Il caso Fuentes continua ad agitare le acque della politica americana, soprattutto le acque dei conservatori. È in corso la normalizzazione dell’estremismo, in un Paese, gli Stati Uniti, in cui la violenza politica è costantemente alimentata dalla polarizzazione dello scontro, tema già affrontato altre volte dalle Pecore Elettriche
In Campania ha già vinto De Luca
Essere Zohran Mamdani
A New York ha vinto, confermando le previsioni dei sondaggi, Zohran Mamdani, socialista democratico che ha battuto Andrew Cuomo, che a sua volta correva come indipendente dopo aver già perso le primarie contro lo stesso Mamdani.
La rivolta contro Nick Fuentes
La riforma della giustizia è, per ora, sconosciuta ai più
"Inumane e degradanti". La petizione di Antigone sulle carceri italiane
Non ho particolare simpatia per le petizioni, penso in realtà che servano ben poco. Però non riesco a non parlare di quella che ha appena lanciato Antigone: “INUMANE E DEGRADANTI. Il carcere italiano è fuori dalla legalità costituzionale". “Nel 2024 a 5.837 persone detenute nelle carceri è stato riconosciuto di essere state sottoposte dall'Italia a trattamenti inumani o degradanti. Servono urgenti riforme"
I riformisti del Pd oggi a Livorno
La madre di tutte le battaglie
La madre di tutte le battaglie politiche dell’anno prossimo sarà il referendum sulla riforma per la separazione delle carriere. Oggi è previsto il voto finale al Senato, dopo le dichiarazioni di voto. Il Pd sta ancora decidendo come affrontare la campagna elettorale referendaria, ma la maggioranza sembra avere le idee molto chiare. Secondo me l’approccio non sarà quello personalistico avuto dal governo Renzi nel 2016, quando si votò per il referendum costituzionale che costò il posto all’ex presidente del Consiglio
L'irresistibile plebiscito di Beppe Conte
Beppe Conte succede a sé stesso. Pochi giorni fa Conte è stato confermato presidente del M5S con l'89,3% dei voti favorevoli.
Elly Schlein può governare il Paese?
Le elezioni politiche sono lontane, in teoria. Certo, si voterà nel 2027, ma i partiti sono già in stato d’agitazione. Prendiamo quello che sta succedendo nel Partito Democratico, dove c’è un sussulto di dibattito pubblico dopo quasi tre anni di silenzio, dopo le primarie vinte da Elly Schlein
La fine della meraviglia
Ma alle primarie ci saranno Conte, Schlein e Salis?
La politica delle incursioni (su Vannacci e Appendino)
Chi sogna la rivoluzione, chi il regime
A sentire certe dichiarazioni, sembra sempre che siamo sull’orlo di una guerra civile. Per Giorgia Meloni, la sinistra è “più fondamentalista di Hamas”. Per Elly Schlein, “la democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l’estrema destra è al governo”. E via così, insultandosi, a colpi di accuse reciproche: quelli sono tagliagole, gli altri sono fascisti
Le contraddizioni del Campo Largo
Come farà Eugenio Giani, fresco di rielezione, a tenere in piedi una maggioranza in cui son ben presenti differenze sostanziali sul governo della Regione?
I detenuti spediti in Sardegna, come un pacco postale
Per meccanismi purtroppo noti ai sociologi dei media, le carceri sono di nuovo sparite dal dibattito pubblico. Eppure nelle prigioni italiane si continua a morire, non solo perché ci si suicida. Secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti sono già 192 i detenuti morti in carcere. L'emergenza non c'è più, perché quello che doveva emergere è già emerso. A Sollicciano. A San Vittore. A Regina Coeli, dove pochi giorni fa è crollato un pezzo della seconda rotonda del carcere e una parte dei detenuti sfollati è stata spedita in Sardegna. Come un pacco postale.
Elezioni, i dolori di vincitori e sconfitti
I giorni successivi al voto in Toscana si stanno rivelando parecchio complicati per due partiti. Il Pd fiorentino e la Lega in generale.
Elezioni regionali in Toscana, c'è un caso Firenze per il Pd?
L'effetto Vannacci (al contrario)
Le incognite del voto toscano
Da ieri i toscani sono al voto per scegliere il nuovo presidente e ci sono alcune domande che mi domando: la lista civica di Eugenio Giani, trainata dai riformisti renziani, che a Firenze qualche voto ce l’hanno ancora, arriverà al 10 per cento? La lista civica di Alessandro Tomasi supererà il quorum? Alleanza Verdi Sinistra supererà la lista Giani? La Lega supererà il 5 per cento? E via così
In Toscana il Campo Largo si è già spaccato (sull'aeroporto)
La fiducia nei Vigili del fuoco e quella nei partiti
A proposito di quello che dicevo ieri nelle Pecore Elettriche sulle cause dell’astensionismo in Italia, urge segnalare l’ultimo rapporto dell’Istat sulla fiducia nelle istituzioni, pubblicato sempre ieri. I numeri contenuti nella ricerca sono purtroppo interessanti.
Sulle concause dell'astensionismo
In Calabria ha rivinto Roberto Occhiuto
Renzi, il governo val bene un Campo Largo
Matteo Renzi, che ha puntato molto se non tutto sul Campo Ultra Largo, e che ha fatto passare chiaramente il messaggio che bisogna anzitutto battere la destra di Giorgia Meloni e soci, dovrà trovare il modo di rassicurare gli elettori preoccupati dall’abbraccio mortale con i Cinque Stelle e la sinistra, anche in vista delle elezioni regionali toscane che ci saranno nei prossimi giorni. L’ex segretario del Pd è sempre stato abile nell’arte del rilancio. Forse stavolta sarà più complicato convincere i renziani superstiti che il governo val bene un Campo Largo
L'unità che non c'è
Non c’è stato, alla fine, ieri, il voto condiviso sulle mozioni presentate dai partiti sul piano per Gaza. Ognuno - maggioranza e opposizione - si è votato la propria con una parziale eccezione, la mozione sottoscritta anche da Azione e dal deputato Luigi Marattin (Gruppo misto - Partito Liberaldemocratico), che è stata approvata con 182 voti favorevoli, 101 astenuti e nessun contrario. Il documento "impegna il Governo a compiere ogni attività utile a sostenere e favorire l’iniziativa di pace messa in campo dagli Usa, che oggi costituisce l’unica prospettiva realistica per porre fine ad un conflitto sanguinoso”.
Alla Leopolda di Renzi ci va mezzo governo
Domani, venerdì 3 ottobre, torna la convention di Matteo Renzi alla Leopolda di Firenze. Edizione numero 13 dal titolo “Vivaio Italia”, laddove si lascia intendere che il leader di Italia Viva sia alla ricerca di giovani talenti. Come al solito la convention durerà da venerdì pomeriggio a domenica a ora di pranzo. Ho dato un’occhiata al programma e quel che colpisce di più è la presenza di ospiti provenienti direttamente dal governo Meloni
Il vuoto a sinistra (occupato da Francesca Albanese)
Ha rivinto Acquaroli
Il voto nelle Marche e i possibili scenari
Il duello politico sulla Global Sumud Flotilla
Luca Zaia è di nuovo in campo
A Pontida c'era proprio un clima sereno
Contro chi inneggia al 7 ottobre 2023
Ieri è stata una lunga giornata di manifestazioni, proteste e scioperi a sostegno di Gaza. Il problema delle manifestazioni a sostegno della Palestina, per quanto mi riguarda, non è il sostegno alla Palestina. Anzi per quel che vale, cioè zero, sono a favore della Palestina. Autodeterminata, in pacifica convivenza con gli altri Paesi. E non ho problemi a trovare oscena la destra israeliana che governa con Benjamin Netanyahu, per non dire dello stesso Netanyahu e del suo terribile governo. Però trovo altrettanto oscena l’esaltazione dell’attentato terroristico del 7 ottobre 2023
Pd, i riformisti si spaccano
È finita così. È finita che la minoranza del Pd, quella in teoria capeggiata da Stefano Bonaccini, ex presidente della Regione Emilia-Romagna e oggi europarlamentare nonché presidente del Pd, s’è stufata di Stefano Bonaccini. La rottura è stata sancita sabato scorso durante una riunione online di Energia Popolare, o quel che ne resta, la corrente fondata da Bonaccini in occasione del congresso del Pd
Le contraddizioni del "free speech"
Gli anni Settanta, la violenza politica e il senso del ridicolo
L'assurda polemica contro Marcus Thuram
Questa è la storia di Gip Vannacci
6.942 detenuti in più da quando c'è il governo Meloni
L'omicidio di Charlie Kirk e la violenza politica negli Stati Uniti
Negli ultimi anni negli Stati Uniti - il riassunto lo fa egregiamente il giornalista Ezra Klein in un tweet - ci sono stati stati: - un piano, sventato dall’Fbi, per rapire Gretchen Whitmer, attuale governatrice del Michigan. - L’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. - Il tentativo di sequestro di Nancy Pelosi, già speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, e l’aggressione a suo marito Paul. - I molteplici tentativi di assassinio di Donald Trump. - L’assassinio della speaker della Camera dei Rappresentanti del Minnesota, Melissa Hortman, e di suo marito. - Il ferimento del senatore John Hoffman e di sua moglie. - L’assassinio da parte di Luigi Mangione di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealth Group. - L’assassinio di Charlie Kirk, avvenuto mercoledì 10 settembre, mentre era in un campus in Utah.
Saltatempo (grazie Stefano Benni)
Così parlò François Bayrou
La Lega in Veneto vuole Alberto Stefani come presidente
Il vero problema del "Dipartimento della Guerra" di Trump
Venerdì scorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine per rinominare il Dipartimento della Difesa e chiamarlo Dipartimento della Guerra. Pete Hegseth è diventato dunque Segretario di Stato alla Guerra
La pace è guerra (il Conte Max in Cina)
Il Conte Max, al secondo Massimo D’Alema, è andato a farsi un giro in Cina alla parata militare di Pechino con il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin, più una soave compagnia di giro che andava dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian al presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka.
Ma se l’anno prossimo ci fosse un nuovo congresso del Pd?
Ma se l’anno prossimo ci fosse un nuovo congresso del Pd, in anticipo quindi sulla scadenza naturale? La voce circola nel centrosinistra da qualche tempo e ultimamente s’è fatta più forte. Un’ipotesi legata anche ai risultati delle elezioni regionali che ci saranno tra poco
Michele Emiliano fa e disfa
Michele Emiliano fa e disfa: se non si candida in Consiglio regionale è pronto un posto di assessore regionale in attesa della candidatura alle elezioni politiche del 2027. Un altro grande successo della segreteria Schlein.