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S1 Ep 204De Rigo e Mulberry, licenza eyewear confermata fino al 2031
Fondata nel Somerset nel 1971, la maison, radicata nella tradizione inglese, è conosciuta soprattutto per i suoi articoli in pelle di alta gamma e nel tempo ha ampliato la propria gamma di prodotti includendo prêt-à-porter, accessori e articoli per la casa: per l’occhialeria prosegue l’intesa con il gruppo di LongaroneAttiva dal 2018, la partnership è stata estesa fino al 2031, «rafforzando ulteriormente una sinergia strategica che combina eccellenza manifatturiera, visione creativa e valori condivisi come trasparenza, sostenibilità e impegno etico», si legge in un comunicato di De Rigo Vision, che ricorda come lo scorso anno Mulberry abbia ottenuto la certificazione B Corp, a riconoscimento del suo impegno verso un modello di business etico e sostenibile. «La sostenibilità è parte integrante della visione di Mulberry, con investimenti in processi di filiera trasparenti e nello sviluppo di materiali responsabili - prosegue la nota - Questo approccio si riflette anche nelle collezioni eyewear (nella foto, un'immagine di campagna), che includono modelli realizzati con acetato bio-based e lenti in bio-nylon».«Siamo orgogliosi di proseguire il nostro percorso con Mulberry, un marchio che bilancia perfettamente artigianalità, design e responsabilità - afferma nel comunicato Michele Aracri, ceo di De Rigo Vision - Questo rinnovo riafferma una solida partnership focalizzata su una crescita internazionale significativa: la visione creativa di Mulberry continuerà quindi a prendere vita attraverso collezioni eyewear distintive, fondendo tradizione e modernità con uno stile unico e riconoscibile».A cura della redazione
S1 Ep 203DaTE: in mille per l’eyewear fuori dagli schemi
Sono i visitatori registrati dall’edizione conclusasi lunedì scorso al Cocoricò di Riccione: in prevalenza italiani, ma anche ottici e buyer dall'estero, soprattutto da Germania, Belgio, Lussemburgo, Polonia e Spagna. I 110 brand in mostra hanno puntato su lavorazioni sofisticate e ampio uso del colore, oltre a ispirarsi a forme architettoniche o a puntare sull’innovazione tecnologicaSe il fil rouge, o meglio, l’elemento che caratterizza i brand dell’occhialeria indipendente presenti al DaTE è una creatività fuori dagli schemi, in questa edizione, al Cocoricò di Riccione, è più che mai confermato. Insieme alla ricerca di una funzionalità che assicura la durata nel tempo. Importante in questo momento in cui la difesa del pianeta e l’attenzione allo smaltimento dei rifiuti sono una priorità.Ecco Vanni che recupera le vecchie lastre di acetato con disegni esclusivi per l’interno delle aste e rivisita i modelli classici smussando gli angoli (nella foto sotto). Hapter insegue il design, la funzionalità e la durata, come dimostrano le cerniere in gomma, un dettaglio distintivo che elimina il rischio degli “svitamenti”. Jacques Durand propone occhiali con una speciale spazzolatura e in acetato Takiron, giapponese, che oltre alla straordinaria lucentezza, non si modifica nel tempo. Saturnino, fuori dal coro, presenta occhiali dalla linea allungata (nella foto sopra) e con una decorazione che imita la corda del basso tuba, per richiamare il suo creatore musicista. Out Of per l’eyewear a maschera inventa cerniere più resistenti e un nasello regolabile che diventa anche un dettaglio design, oltre alle lenti che si adattano alla luce. S’ispira ai colori e alla grafica di Depero Lamarca per la sua limited edition celebrativa dei dieci anni: occhiali in acetato, con astuccio in pelle, sia da vista sia da sole. Speciale la montatura in acetato lavorata dagli artigiani della famiglia Ceselli, che ricamano l’oro. Con un “effetto brillantini” understatement. Effetto cangiante con interessanti sfumature di colore per gli occhiali in titanio di Blackfin.Il colore è comunque una caratteristica di molte collezioni. Nirvan Javan, designer svizzero di origini persiane, punta sul colore, ma quello delle città. Ecco l’acetato blu per gli occhiali Marrakech, il grigio del titanio per Tokyo, colori sfumati per l’acetato di Londra, multicolore per Toronto. Non è solo l’arte l’ispirazione. Piero Buono, fondatore del brand napoletano Good’s, introduce sia elementi che ricordano le architetture della Bauhaus sia la grafica delle font tipografiche, e l’Helvetica è la sua preferita per linearità ed essenzialità. Colore anche da Italia Independent che, fedele alle sue origini, propone Sartorialist in acetato con le tonalità e le texture dei tessuti maschili e Teddy (nella foto principale) con un rivestimento nel tessuto spugnoso del teddy bear, l’orsetto di peluche.Non sono mancati al DaTE gli occhiali tecnologici. Come gli Even Realities G1, che sovrappongono le informazioni nel campo visivo e con cui si può “navigare”. O Nuance Audio nelle forme tonde e squadrate e in diversi colori: nero, l’attualissimo burgundy e uno speciale deep blu.
S1 Ep 202Valentino passa a Kering Eyewear
L’accordo di partnership per lo sviluppo e la distribuzione globale delle collezioni di occhiali da sole e da vista della maison entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026«Siamo onorati di accogliere Valentino all’interno del portafoglio di Kering Eyewear e di poter contribuire al suo continuo successo - commenta in un comunicato congiunto Roberto Vedovotto (nella foto principale), fondatore, presidente e ceo della divisione facente capo al colosso del lusso francese, che si è impegnato ad acquisire completamente Valentino dal fondo di investimento Mayhoola entro il 2028 - Svilupperemo le collezioni da sole e da vista combinando la nostra esperienza nel lusso con i codici intramontabili, l’heritage e il savoir-faire unici di Valentino».La prima collezione Valentino prevista dall’accordo sarà la primavera estate 2026: verrà presentata durante lo show della maison il 5 ottobre a Parigi e venduta nelle boutique offline e online della griffe, nei department store e nei negozi di ottica in tutto il mondo dal prossimo marzo.«Siamo lieti di annunciare questa rilevante partnership strategica con Kering Eyewear - dichiara nella nota Riccardo Bellini (nella foto sopra), chief executive officer di Valentino - Unendo la creatività e l’iconico stile della maison con il know how di Kering Eyewear nella produzione e distribuzione dell’occhialeria di lusso, lavoreremo insieme per elevare ulteriormente l’esperienza di Valentino Eyewear. Desideriamo, inoltre, esprimere la nostra profonda gratitudine ad Akn Group per la collaborazione e per il proficuo sviluppo del nostro business nel settore eyewear negli ultimi anni. Con grande entusiasmo ed emozione, ci apprestiamo ora a iniziare un nuovo capitolo».In precedenza, Akn Group è stata l’ultima a prendere il testimone, dal 1° luglio 2022, e il debutto ufficiale delle sue collezioni Valentino è avvenuto nel 2023. Tuttavia negli ultimi 25 anni di eyewear Valentino è passato attraverso diverse realtà del settore alle quali ha affidato la creazione delle proprie montature. La collaborazione con Safilo è infatti durata oltre un decennio, dal 1998 alla fine del 2011. A partire dal 1° gennaio 2012 l’accordo in esclusiva è passato a Marchon: di durata quinquennale, si è concluso nel 2016. Da gennaio 2017 Valentino ha siglato una intesa con Luxottica, inizialmente prevista per dieci anni. Nel 2021 le due realtà hanno però annunciato la risoluzione anticipata del contratto, con cessazione effettiva fissata al 30 giugno 2022.A cura della redazione
S1 Ep 201Nau!, un restyling e due aperture per proseguire la crescita
L’insegna ha di recente rinnovato il proprio store all’interno di Mondojuve Shopping Village a Nichelino, alle porte di Torino, e avviato i punti vendita di Senigallia e PisaIl nuovo negozio Nau! a Senigallia (nella foto principale), di circa 85 metri quadrati e con uno staff di tre addetti, di cui un ottico, è operativo presso il centro commerciale Il Maestrale e porta a quota 5 gli store nelle Marche. Quello di Pisa si trova invece in corso Italia, lungo l’arteria più vivace e frequentata della città. Si tratta di una riapertura: nella medesima via l'insegna aveva già avviato un punto vendita nel 2018, poi chiuso l'anno scorso poiché l'immobile era stato venduto. Ha un’ampiezza di 55 mq e conta anch’esso su un team di tre elementi, di cui un ottico. I negozi in Toscana risultano così tredici. Rinnovo, infine, per il centro ottico all’interno di Mondojuve Shopping Village, nella cintura sud occidentale di Torino, 80 metri quadrati di superficie e tre addetti. «Un restyling che rispecchia ancora di più la nostra identità grazie a linee pulite e materiali ricercati che definiscono un ambiente luminoso e armonico, pensato per far risaltare i nostri occhiali belli, colorati e fatti bene», spiega una nota di Nau!, che al momento conta 151 store perché tre sono chiusi per ristrutturazione.A cura della redazione
S1 Ep 200Mykita, a Bangkok sale a quota due
Il marchio tedesco dell’occhialeria di ricerca continua a espandere la propria presenza internazionale con l'apertura di un secondo punto vendita nella capitale thailandeseIl nuovo store Mykita a Bangkok (nelle foto), situato all'interno del centro commerciale centralwOrld, una delle più grandi destinazioni lifestyle dell'Asia, «porta il linguaggio stilistico distintivo e la precisione artigianale del marchio nel vivace cuore della città», si legge in una nota del brand.Progettato dal team architetti di Mykita, il punto vendita, che offre il portfolio completo del marchio, tra cui montature da vista e da sole realizzate a mano, collaborazioni in edizione limitata e le ultime novità stagionali, è caratterizzato da un’architettura minimalista. «Le linee pulite degli interni e la raffinata palette di materiali creano uno spazio calmo e luminoso - aggiunge la nota - Questo ambiente sobrio offre un contrappunto visivo al centro commerciale e culturale circostante, invitando i visitatori a rallentare e a immergersi nei dettagli di design delle collezioni».Con questa apertura Mykita, che conta altri 15 monomarca in tutto il mondo, porta a due il numero degli store a Bangkok, dopo quello avviato nel 2019.A cura della redazione
S1 Ep 199DaTE, nel 2026 si terrà a Napoli
Soddisfazione per i riscontri delle prime due giornate, con una significativa presenza di visitatori dall’estero, all’edizione di quest’anno al Cocoricò di Riccione, che si è chiusa lunedì 15 settembre: gli organizzatori hanno annunciato la prossima sede, in linea con il nuovo carattere itinerante della manifestazioneGià dalle prime ore la partecipazione al DaTE è stata massiccia (nella foto sotto, uno scorcio degli stand). Indicativa la coda di automobili nella salita che porta al Cocoricò, la mitica discoteca di Riccione, scelta come sede per questa edizione. Sull’entusiasmo di espositori e visitatori ha influito la location, è il parere di Davide Degl’Incerti Tocci, presidente della rassegna. Una scelta che era una sfida, per cui il risultato non era garantito. Soprattutto considerando la particolare situazione economica mondiale, anche se, in questi ultimi mesi, «nel mercato ottico italiano non si sono registrate flessioni - ha detto il presidente di DaTE a b2eyes TODAY - Volevamo una location di rottura che riportasse al concetto di manifestazione fuori dagli schemi. I brand in mostra propongono occhiali non convenzionali per ottici liberi».Già a metà della seconda giornata l’affluenza è stata alta e Degl’Incerti Tocci era certo che potesse continuare anche il lunedì mattina, quando i negozi di ottica sono generalmente chiusi. Parecchi gli stranieri tra i visitatori. C’è stata addirittura una delegazione di 17 ottici da Città del Messico. «Gli espositori sono di un alto livello di qualità, non abbiamo scartato nessuno, si può dire che si sono autoselezionati - ha aggiunto il presidente di DaTE - Tutti hanno proposto quel tipo di occhiale di ricerca senza tempo, per uscire dalla banalità».«Non si parla di tendenze al DaTE, ma di sfogo della creatività», ha confermato al nostro quotidiano Dante Caretti, co-fondatore e consigliere della manifestazione. «Gli occhiali devono sorprendere, deve esserci la “meraviglia”», ha ribadito Cristina Frasca, co-fondatrice e consigliera della manifestazione, nonché editrice di LYF Magazine. È in questo spirito che DaTE è diventata itinerante, e sarà in una location ogni volta diversa. La prossima, come annunciato nel party di apertura la sera di sabato 13 settembre (nella foto principale), sarà il Salone Margherita, gioiello di fine 800, nella Galleria Umberto 1° di Napoli, dal 12 al 14 settembre 2026.Luisa Espanet
S1 Ep 198Optovista, una lente in omaggio per i più giovani
La campagna back to school è valida per settembre nei centri ottici partner. «Un’occasione per coniugare convenienza, innovazione e sicurezza, accompagnando i ragazzi verso un anno scolastico all’insegna della visione ottimale», spiega una nota della società oftalmicaPer settembre, acquistando un occhiale da vista completo con montatura e lenti oftalmiche Optovista Orlite 1.53 Trivex con trattamento antiriflesso Brilliance, i bambini e i ragazzi fino a 16 anni riceveranno una lente in omaggio. «Le lenti realizzate in materiale 1.53 Trivex rappresentano oggi una delle soluzioni più sicure per i giovani portatori di occhiali - prosegue il comunicato - La resistenza agli urti, infatti, offre sicurezza durante lo sport e le attività quotidiane, la leggerezza e il comfort consentono un utilizzo prolungato senza fastidi, mentre la qualità ottica elevata, coniugata alle performance del trattamento antiriflesso Brilliance, migliora la nitidezza e riduce l’affaticamento visivo».«Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale concreto di vicinanza alle famiglie e allo stesso tempo sensibilizzare sull’importanza di controlli visivi regolari in età evolutiva», dichiara nella nota Paolo Pettazzoni, presidente e amministratore delegato di Optovista.Per valorizzare al meglio la campagna (nella foto), Optovista mette a disposizione dei centri ottici partner materiali pensati per comunicare l’iniziativa ai consumatori, sia in negozio sia attraverso i canali digitali. «Crediamo che la forza di una campagna stia non solo nell’offerta, ma anche nella capacità di raccontarla ai clienti finali in modo chiaro e coinvolgente - sottolinea nel comunicato Tiziana Signore, responsabile marketing dell’azienda bolognese - Per questo forniamo agli ottici strumenti grafici pronti all’uso e facilmente personalizzabili, così da rendere la comunicazione più semplice ed efficace».A cura della redazione
S1 Ep 197Thema: Sangalli entra come direttore vendite Italia
L’ingresso del manager, con una carriera trentennale nel settore alle spalle, conferma la volontà dell’azienda di eyewear di Domegge di Cadore, in provincia di Belluno, di rafforzare la propria presenza sul territorio nazionaleLuca Sangalli (nella foto), che dal 2022 ricopriva il ruolo di direttore commerciale in Menicon Soleko, è entrato in Thema Optical come direttore vendite Italia: affiancherà Marco Carbone, che rimane direttore commerciale Italia dell'azienda cadorina.«Professionista di grande esperienza, Sangalli porta con sé oltre 30 anni di attività nel settore, maturati nella gestione di reti vendita, nello sviluppo commerciale e nel consolidamento di partnership strategiche», si legge in una nota della società cadorina. Ha infatti ricoperto, nel corso dei decenni, le posizioni di sales manager presso CooperVision e Rodenstock, di national account manager in Hoya e di general manager presso Optocoop Italia-Oxo.«La sua profonda conoscenza del mercato e la sua capacità di costruire relazioni solide saranno un valore aggiunto per l’intera organizzazione - aggiunge il comunicato - Con questo ingresso Thema Optical conferma la volontà di rafforzare la propria presenza sul territorio italiano e di sostenere con rinnovata energia la crescita dei propri collaboratori e agenti».A cura della redazione
S1 Ep 196EssilorLuxottica: al via le settimane corte su un intero sito produttivo
Il gruppo ha stretto un nuovo accordo, evoluzione del precedente, con le organizzazioni sindacali per proseguire nella valorizzazione del made in Italy, accelerare sull’adozione di tale misura con un test e sperimentare le prime produzioni di componenti per dispositivi wearable in ItaliaEssilorLuxottica (nella foto, uno scorcio della sede di Agordo) e Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno firmato un accordo programmatico per coordinare azioni e risorse volte allo sviluppo e alla competitività delle fabbriche italiane. Tra le principali novità, l’ulteriore evoluzione del modello di organizzazione del lavoro a settimane corte introdotto più di due anni fa dal contratto integrativo aziendale 2024-2026, che prevede 20 giorni di riposo aggiuntivi l’anno, tipicamente i venerdì, a parità di stipendio. L’obiettivo, dal 1° gennaio 2026, è estenderlo per la prima volta a un intero sito produttivo, «permettendo a tutto il personale di beneficiare di 20 settimane di quattro giorni lavorativi senza alcuna riduzione retributiva - si legge in una nota della multinazionale - L’investimento dell’azienda nel sostenere il modello e la nuova sperimentazione porterà, nei piani, a un miglioramento del bilanciamento vita-lavoro dei dipendenti e della qualità del contributo individuale, in un contesto produttivo per il gruppo nel paese che punta sull’eccellenza e sulla valorizzazione del made in Italy».Secondo EssilorLuxottica, il nuovo modello permetterà una maggiore efficienza produttiva, un’ottimizzazione dei tempi di lavoro e un positivo impatto ambientale in particolare nei consumi energetici. In un accordo che guarda al futuro e alla sostenibilità della manifattura italiana di EssilorLuxottica, le parti hanno infine concordato la possibilità di avviare progetti pilota per la produzione in Italia di componenti per dispositivi wearable e percorsi di stabilizzazione a tempo indeterminato di lavoratori potenzialmente impiegati anche in questo settore.«Tale accordo programmatico riflette la nostra costante tensione verso l’innovazione, in tutti i campi: dall’organizzazione del lavoro alle tecnologie produttive – commenta nel comunicato Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica - Crediamo nell’importanza di sviluppare nuovi modelli che, attraverso una diversa gestione del tempo, favoriscano contemporaneamente la qualità della vita e la qualità del lavoro».A valle dell’accordo di programma, azienda e sindacati avvieranno specifici tavoli tecnici per definire tempistiche di esecuzione, modalità e dettagli operativi entro la fine dell’anno.«Abbiamo voluto fortemente definire un accordo programmatico con l'azienda in merito alle garanzie produttive e occupazionali per il prossimo futuro negli stabilimenti italiani, che riteniamo abbiano le prerogative necessarie per affrontare le prossime sfide per competere a livello internazionale», dichiarano nella nota i segretari nazionali Sonia Tosoni, Raffaele Salvatoni e Livia Raffaglio, rispettivamente di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.A cura della redazione
S1 Ep 195Cdv: una tavola rotonda e attività interattive alla Milano Beauty Week
Il 17 e 18 settembre Commissione Difesa Vista sarà presente alla manifestazione milanese che ospiterà incontri e percorsi immersivi con visori per la realtà virtuale: l’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione visiva e del benessere degli occhiTra i protagonisti della Milano Beauty Week 2025, per la prima volta Commissione Difesa Vista sarà presente con un’attività coinvolgente, volta a promuovere una cultura della bellezza consapevole e attenta alla salute oculare.Il programma si aprirà mercoledì 17 settembre con una tavola rotonda pomeridiana presso Palazzo Bovara, Sala delle Colonne. In questa occasione, Cdv dialogherà insieme ad altri enti per avviare un confronto condiviso sui temi della salute e del benessere. «All’incontro interverrà Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente Cdv, che approfondirà tematiche fondamentali legate alla prevenzione visiva, con un focus specifico sulla protezione degli occhi in relazione all’esposizione solare e al rapporto tra occhio e cosmesi - spiega una nota di Commissione Difesa Vista - Particolare attenzione sarà dedicata ai comportamenti corretti da adottare nella vita quotidiana, con l’obiettivo di offrire al pubblico strumenti concreti e consapevolezza per tutelare la salute visiva in modo semplice e accessibile».Giovedì 18 settembre, invece, in via Mercanti, sarà allestito il Beauty Cube della prevenzione, uno spazio interattivo e informativo all’interno del quale, con il supporto degli oculisti del San Raffaele e dello staff di Cdv, i visitatori potranno approfondire le buone pratiche legate alla rimozione del trucco in sicurezza, all’utilizzo corretto delle lampade abbronzanti, alla protezione degli occhi durante l’esposizione al sole, alla gestione del rapporto tra make-up e occhio secco, così come ai comportamenti più appropriati per i portatori di lenti a contatto, soprattutto durante la stagione estiva.«Nella stessa giornata Cdv sarà inoltre presente con un percorso immersivo arricchito dall’uso di visori di realtà virtuale, che consentiranno di simulare scenari reali e situazioni comuni, fornendo consigli pratici per prendersi cura della vista - aggiunge il comunicato - L’obiettivo è promuovere una nuova consapevolezza: la salute degli occhi è parte integrante della cura di sé e della bellezza».«Milano Beauty Week è un appuntamento di grande rilievo a livello nazionale che ci offre l’opportunità di portare l’attenzione sul benessere visivo in un contesto nuovo e trasversale - commenta nella nota Vittorio Tabacchi, presidente di Commissione Difesa Vista - Riteniamo fondamentale sensibilizzare il pubblico sull’importanza di proteggere la vista pure durante i gesti quotidiani legati alla beauty routine e anche nei mesi successivi all’estate». Da qui una serie di consigli pratici e curiosità utili sul sito dell’organismo, a partire dal 18 settembre.A cura della redazione
S1 Ep 194OneSight EssilorLuxottica: le Giornate della Vista ritornano a Belluno
Fa tappa in Veneto, per il quarto anno consecutivo, l’iniziativa della Fondazione che si pone l'obiettivo di offrire un accesso gratuito a visite oftalmologiche per le persone svantaggiate: con il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione-Giubileo 2025, della Camera dei Deputati, del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, della Regione e del Comune, si svolgerà fino al 19 settembre presso Palazzo BemboPalazzo Bembo ospita, per due settimane, una clinica oculistica e un laboratorio ottico, attrezzati con strumentazioni Essilor per effettuare visite oculistiche complete, al termine delle quali ottici esperti individueranno la migliore soluzione visiva in base alla prescrizione. A coordinare il flusso delle visite oftalmologiche e la scelta del modello di occhiali ci saranno i volontari di EssilorLuxottica, che partecipano all’attività donando un giorno di ferie. Si prevede che oltre 500 persone, individuate dalle associazioni territoriali coinvolte nel progetto, beneficeranno dell’iniziativa.A svolgere la parte medica saranno, come tutti gli anni, gli oculisti e gli ortottisti della Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’ospedale San Martino di Belluno, sotto la direzione di Luigina Tollot. A loro si aggiungeranno altri colleghi amici della Fondazione, come Valeria Iannucci, oftalmologa presso il Dipartimento Organi di Senso della Sapienza Università di Roma, e lo staff di Daniele Tognetto, professore ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Trieste.Le Giornate della Vista di Belluno sono state inaugurate alla presenza dell’assessore al Sociale, rapporti con le associazioni e politiche della famiglia del Comune di Belluno, Marco Dal Pont. «Desidero innanzitutto ringraziare la Fondazione OneSight EssilorLuxottica per il progetto che vede nuovamente coinvolta Belluno - afferma nel comunicato l’assessore - In questi anni, molte famiglie hanno potuto beneficiare di tale opportunità, anche grazie al supporto dei servizi sociali e delle associazioni del territorio. Auspico un’ampia partecipazione e il pieno successo dell’iniziativa».«Siamo orgogliosi che Le Giornate della Vista rappresentino un appuntamento filantropico importante del territorio bellunese a favore della vista dei più fragili – commenta nella nota Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia - Un’iniziativa molto concreta che a oggi ha consentito di effettuare oltre 1.600 visite oculistiche (nella foto, durante uno dei precedenti appuntamenti a Belluno) e donare occhiali da vista a 1.360 persone grazie al contributo di decine di medici oculisti, delle istituzioni locali e di oltre 200 volontari EssilorLuxottica».A cura della redazione
S1 Ep 193Menicon Soleko potenzia il team commerciale: entrano Casale e Girardi
L’azienda di contattologia annuncia l’ingresso dei due professionisti, in qualità rispettivamente di business development manager per l’area Nord e di key account managerMenicon Soleko, con l’obiettivo di rafforzare la vicinanza ai clienti e di supportare lo sviluppo del loro business, potenzia il proprio il team commerciale. Giuliano Casale (nelle foto, a destra), che ricopre il ruolo di business development manager per il nord Italia, vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore ottico, «con un percorso di 17 anni in CooperVision, dove ha sviluppato competenze e know how nella gestione di negoziazioni complesse nel mercato di riferimento - si legge in un comunicato dell’azienda di Pontecorvo, in provincia di Frosinone - Negli ultimi cinque anni ha completato la propria esperienza lavorando in aziende di montature, De Rigo e Marcolin, ampliando così la conoscenza del settore e delle dinamiche di mercato». In Menicon Soleko assume la responsabilità dello sviluppo commerciale nell’area Nord e del coordinamento del team di vendita, con focus su strategie di crescita, monitoraggio dei risultati e sviluppo delle competenze della forza vendita.Lorenzo Girardi (nelle foto, a sinistra) porta con sé un’esperienza pluriennale nei settori sales e marketing, maturata in contesti nazionali e internazionali, prima in L’Oréal, poi in Reckitt Benckiser, multinazionale specializzata in prodotti di largo consumo, e, infine, in CooperVision, dove entra nel 2018. Nel nuovo ruolo di key account manager è impegnato nel coordinamento delle relazioni con alcuni dei principali clienti e nel supporto allo sviluppo di piani di business condivisi, con l’obiettivo di consolidare la presenza di Menicon Soleko sul mercato e garantire un servizio costante e affidabile.A cura della redazione
S1 Ep 192Hoya: un evento online per i 5 anni di MiyoSmart in Italia
Si è tenuto il 9 settembre scorso e ha avuto complessivamente circa 600 partecipanti: collaborazione e complementarità tra le categorie professionali coinvolte, dall’educazione alla cura e gestione della miopia, per essere sempre al fianco delle famiglie, sono stati gli argomenti chiave trattati dal panel di esperti presentiCinque anni dopo l’introduzione in Italia di MiyoSmart, la prima lente oftalmica per la gestione della miopia infantile entrata nel nostro mercato, Hoya ha voluto celebrare la ricorrenza con uno speciale evento online (nella foto) che ha visto protagonisti oculisti e ottici optometristi in un confronto diretto, moderato dalla giornalista Maria Rita Montebelli: tra gli oftalmologi, i docenti universitari Paolo Nucci e Aldo Vagge, oltre a Mario Ravot; per l’area ottico optometrica, Paolo Anzani, Bruno Maestrelli e Alfredo Mannucci; in rappresentanza di Hoya, l’amministratore delegato della filiale italiana, Maurizio Veroli, e Cécile Clavier, global director paediatric business unit di Hoya Vision Care. Dopo un lustro, sono oggi disponibili su MiyoSmart follow-up fino a otto anni e oltre 90 studi pubblicati.Come spiega una nota di Hoya Italia, Nucci, tra i primi nel nostro paese ad avvalersi di questa tecnologia, ha ribadito che la miopia non è un semplice difetto visivo, ma una condizione che può avere conseguenze serie. «Un’insorgenza precoce porta a una progressione più rapida e a rischi significativi, come distacco di retina, maculopatia miopica, glaucoma e cataratta. Con le lenti a tecnologia D.I.M.S. possiamo ridurre del 60% l’evoluzione miopica: un bambino destinato ad arrivare a dieci diottrie si fermerà quindi a quattro. Un risultato che cambia la vita», ha ricordato il docente ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano, il quale ha sottolineato anche l’importanza della collaborazione tra oculisti e ottici optometristi. «Per la prima volta le due categorie collaborano in modo virtuoso, ciascuna con le proprie competenze, per un obiettivo comune: la salute visiva dei bambini - ha affermato ancora Nucci - Le evidenze scientifiche sono ormai così robuste da rendere quasi doveroso proporre la gestione attiva della miopia: non offrire questa possibilità significa perdere un’occasione per la visione futura dei nostri pazienti».Centrale, nel dibattito emerso dall’evento digitale, il ruolo degli ottici optometristi come primo punto di contatto con le famiglie: rappresentano quindi un ponte comunicativo, «per accompagnare genitori e bambini in un percorso di prevenzione», ha dichiarato Anzani. Gli ha fatto eco Maestrelli, che ha definito questa collaborazione un «triangolo virtuoso con la famiglia al centro e, ai lati, ottico e oculista uniti da responsabilità condivise».Mannucci ha raccontato la propria esperienza con oltre 200 bambini trattati. «Essere proattivi significa assumersi la responsabilità di informare i genitori e promuovere soluzioni efficaci come MiyoSmart - ha affermato - I risultati che osservo ogni giorno mi confermano l’importanza del nostro ruolo accanto agli oftalmologi».Il comunicato ricorda inoltre, che con la creazione di una business unit dedicata al benessere visivo dei più giovani, avviata sin dal lancio di MiyoSmart e ora maggiormente proiettata sui mercati in cui la lente è presente, Hoya «conferma il proprio impegno nel guidare la rivoluzione nella gestione della miopia nei giovani, trasformando la ricerca scientifica in soluzioni concrete per milioni di bambini e famiglie». Perché «non esiste un livello sicuro di miopia: ogni diottria conta e ogni prescrizione tradizionale è un’opportunità mancata», come ha evidenziato Clavier, offrendo la prospettiva internazionale condivisa con l’International Myopia Institute.
S1 Ep 191Belluno come Detroit?
A commento di un recente servizio su Nord Est Economia, inserto de Il Mattino di Padova, l'economista Giancarlo Corò ipotizza un possibile declino del distretto veneto dell’occhialeria se non impara la lezione di quello statunitense dell’autoIl docente di Economia applicata all'Università Ca' Foscari di Venezia è comunque ottimista, come me, sul futuro del distretto dell’eyewear, ma questa analisi porta a una riflessione più ampia, andando a cogliere i segnali presenti nel nostro mondo già da alcuni anni.Nel retail, ad esempio, non possiamo non notare che molti marchi di fascia medio alta e alta oggi provengono da oltre confine. Gli ottici italiani, non solo quelli cosiddetti di nicchia, si stanno abituando a vendere oltre il made in Italy, sebbene quest’ultimo sia cresciuto di livello qualitativo e di posizionamento di prezzo. Lo stesso pubblico di casa nostra spesso cerca la montatura sul web prima di recarsi in un punto vendita e questa ricerca spazia anche a livello globale, non solo nazionale. Poi ci sono le acquisizioni, come quella di Marcolin da parte dell’americana Vsp, che già controlla Marchon. Continuerà lo shopping straniero in Italia, spingendo anche le ultime aziende familiari a cedere alle offerte? Corò pone una domanda chiave: il distretto sarà in grado di compiere il salto evolutivo verso la nuova tecnologia oppure, come è avvenuto altrove, citando appunto l’industria dell’automotive di Detroit, il cambiamento della natura del prodotto e del processo rischiano di segnarne il declino?Il nostro paracadute potrebbe essere la presenza di EssilorLuxottica nel comprensorio bellunese e le sue positive esperienze con Meta e Nuance Audio, preludio di un futuro della montatura diverso dagli ultimi cinquecento anni. Ma basterà tutto ciò o avremo soprese nel breve dalle big tech o da altri outsider esteri? Se l’occhiale diventasse un vero strumento multimediale di largo consumo, in grado di offrire realtà aumentata o informazioni in tempo reale sul nostro vissuto, l’artigianalità e l’ingegno rischierebbero di ritagliarsi un ruolo di secondo piano: si passerebbe dalla griffe e dal design a una sorta di tecno-visione. E su questo potremmo avere dei problemi.Confindustria Belluno Dolomiti e Anfao hanno attivato Open Vision Lab, un progetto per promuovere lo sviluppo tecnologico nell’occhialeria made in Italy, all’interno della Dolomiti Innovation Valley, un ecosistema dedicato all’innovazione e alla valorizzazione del territorio, con il supporto di una vetrina come le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Ma quanto può mettere sul piatto la Valley rispetto ai giganti dell’informatica e del web?Aiutati che il ciel ti aiuta, direbbe un antico proverbio al riguardo. Mantenere la leadership artigianale e l’ingegno italiano di certo prolungherebbe un processo che è tuttora vivo e vincente. Guardiamoci, però, comunque alle spalle: come direbbe Josè Mourinho, già si sente il rumore dei nemici.Nicola Di Lernia
S1 Ep 190The Lens of Time: l’occhialeria italiana si mostra ancora al grande pubblico
Ha superato i duemila visitatori e ottenuto una rilevante copertura mediatica l’esposizione ideata e promossa da Anfao a Venezia: un corner sarà ora ospitato da M9-Museo del Novecento di MestreDopo l’allestimento a Palazzo Flangini (nella foto), presso il quale la mostra è stata aperta fino allo scorso 30 luglio, configurandosi come un'importante operazione culturale per far conoscere al grande pubblico il territorio, il prodotto e il settore dell’occhialeria italiana, un corner dell’esposizione verrà ospitato da M9-Museo del Novecento di Mestre, all’interno della mostra “Identitalia-The Iconic Italian Brands”, promossa dal ministero delle Imprese e del made in Italy: sarà visitabile dal 18 settembre fino al 15 febbraio 2026.Con questo progetto a Venezia, Anfao intende raccontare la storia dell’occhiale italiano con un linguaggio nuovo, che coniuga cultura e innovazione: non più solo simbolo di eccellenza produttiva, ma vero ambasciatore di identità, creatività e saper fare.«La nostra forza è il coraggio di innovare senza perdere l’identità - dichiara in un comunicato la presidente, Lorraine Berton - Oggi Anfao è sempre più un laboratorio di idee e azioni concrete, capace di fare sintesi tra industria, cultura e formazione. Insieme possiamo costruire una filiera sempre più coesa, sostenibile e protagonista, in Italia e nel mondo». L’obiettivo dell’associazione è dunque proseguire su questa strada, facendo dell’occhialeria una bandiera del made in Italy evoluto, capace di unire territorio, design, manifattura e responsabilità sociale.A cura della redazione
S1 Ep 189Zaccagnini: apprendistato duale per gli under 25 con Adecco
Il progetto è il primo per l’ottica in Italia: prenderà il via a fine settembre, con l’anno scolastico 2025-2026, e permetterà ai partecipanti di frequentare a titolo gratuito il biennio per conseguire l’abilitazione e nel frattempo di lavorare per acquisire competenze sul campoIstituto Zaccagnini e Adecco hanno firmato l’accordo sul sistema duale in base alla normativa vigente, «con l’obiettivo di offrire un modello vantaggioso per tutti: per gli studenti con diploma di scuola media superiore sotto i 25 anni, previa selezione, che hanno l’occasione di entrare in modo diretto nel mondo del lavoro e, insieme, conseguire un ulteriore titolo di studio di livello superiore; e per le aziende, che possono contare sul finanziamento di Adecco per l’abbattimento di parte dei costi, sia scolastici sia di formazione in azienda - si legge in una nota della struttura formativa in ottica e optometria, con sedi a Bologna e a Milano - L’apprendistato duale è una tipologia contrattuale di lavoro subordinato vero e proprio che prevede un’attività lavorativa, una formazione esterna e una interna in azienda, con retribuzione definita dal Ccnl di riferimento dell’impresa».Il percorso annunciato da Zaccagnini e Adecco avrà un monte di 1.904 ore in due anni: 900 in aula o in laboratorio e 1.004 in realtà del settore, dove sono in programma altre 1.200 ore di lavoro effettivo. Gli studenti saranno inoltre affiancati da un tutor. Trascorso il biennio e ottenuta l’abilitazione in ottica da parte dello studente-lavoratore, l’impresa potrà scegliere se chiudere il rapporto professionale con il diplomato, trasformarlo in apprendistato professionalizzante con il supporto di Adecco o instaurare un nuovo rapporto lavorativo diretto.«Il modello duale costituisce un’opportunità sia per i ragazzi, che possono studiare mentre lavorano e arrivare a conseguire titoli di livello superiore in grado di offrire stipendi sopra la media, senza oneri economici, sia per le imprese, che hanno l’occasione di introdurre nel team persone formate in modo specifico a costi vantaggiosi», afferma nel comunicato Giorgio Righetti, direttore dell’Istituto Zaccagnini, che sul progetto ha già riscosso un buon interesse da parte delle aziende della distribuzione, in particolare succursaliste o family chain. «Siamo di fronte a un accordo pluriennale e in esclusiva, che dà vita a un’iniziativa stimolante per l’intera filiera - aggiunge Righetti a b2eyes TODAY - In questo modo, inoltre, una realtà strutturata come Adecco, che vanta un team di duemila professionisti e più di 300 filiali sul territorio nazionale, può consolidarsi nel nostro settore, allargando all’area della distribuzione le relazioni già sviluppate in quella industriale».Secondo Paola Gottimer, head of staffing solutions specializzazioni, Adecco «crede fortemente nell'importanza di valorizzare il talento dei giovani, dando loro l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro attraverso contratti come l’apprendistato duale, che permette di specializzarsi studiando e lavorando - dice la manager nella nota - Grazie a progetti come questo, vogliamo mettere in luce la centralità dello sviluppo delle competenze e del capitale umano, con l'obiettivo di creare un ponte concreto tra giovani, centri di formazione specialistici e imprese (nella foto, un gruppo di studenti presso la sede milanese dell'Istituto Zaccagnini)».Angelo Magri
S1 Ep 188Silhouette: con The Visionary ridefinisce il concetto di ponte
L'azienda austriaca ha presentato il nuovo modello in titanio senza montatura, ispirato all’essenzialità delle forme dell’architettura Bauhaus, che pone al centro questo elemento, rendendolo protagonista assoluto del designThe Visionary (nella foto) fonde «un'ingegneria all'avanguardia con un'estetica minimalista, in una sintesi di forma e funzionalità - spiega una nota di Silhouette - La leggerezza iconica del rimless trova una nuova definizione attraverso un design dalla raffinata eleganza scultorea, proiettando il concetto di occhiale verso una nuova dimensione stilistica».Un ponte scolpito, aste di nuova progettazione e una cerniera che unisce funzionalità a raffinatezza sono i suoi elementi caratterizzanti. «Con The Visionary, Silhouette ridefinisce il concetto di ponte stesso negli occhiali, mettendolo al centro della scena, protagonista assoluto del design: più deciso, più strutturato, più scultoreo - sottolinea il comunicato - Le sue curve audaci e l'ispirazione architettonica aggiungono un tocco distintivo all’estetica pulita e razionale della collezione, ispirata a un minimalismo quasi accademico». Un’altra innovazione è la superficie ultra-flat delle lenti, che dona ai modelli «un’identità estetica contemporanea, quasi futuristica - prosegue la nota - Questo dettaglio valorizza la geometria pulita del frontale e richiama i principi chiave del modernismo visivo: chiarezza, funzionalità e design di precisione. A completare il profilo della lente, l’eleganza architettonica dell’asta in titanio: si coniugano così resistenza strutturale e leggerezza estrema in una silhouette lineare e sofisticata». Con The Visionary, Silhouette voleva creare qualcosa che andasse oltre la semplice montatura. «Volevamo dare forma alla nostra filosofia di design - afferma nel comunicato Roland Keplinger, direttore del design di Silhouette - Ogni componente è concepito per rispondere sia a requisiti estetici sia funzionali, rendendo questo modello un vero tributo alla chiarezza e all’avanguardia architettonica».A cura della redazione
S1 Ep 187Demenego entra a Bologna
L’insegna ha recentemente avviato un punto vendita a Castenaso, una decina di chilometri a est del capoluogo emiliano: salgono così a sei i negozi nella regione dopo quelli di Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Ravenna e Castelfranco Emilia, in provincia di ModenaIl nuovo store di Ottica Demenego di Castenaso (nelle foto) si trova all’interno del Parco Commerciale Centronova, uno dei poli commerciali più importanti dell’area metropolitana bolognese: si estende su una superficie di circa 200 metri quadrati e impiega sei ottici. «Siamo entusiasti di rafforzare la nostra presenza in Emilia-Romagna, in una location strategica come Centronova - dichiara in una nota Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Demenego, che ha sede a Calalzo di Cadore - Questa apertura ci consente di portare i nostri servizi dedicati al benessere visivo anche nel territorio bolognese, permettendoci di essere ancora più vicini ai nostri clienti».Il centro ottico felsineo si allinea nel concept agli altri store avviati di recente dall’insegna, che ne conta 43 in tutto, dislocati tra Triveneto, Lombardia e appunto Emilia Romagna: ambienti ampi e luminosi per l'esposizione delle montature, una sala per il controllo della vista e per l’applicazione delle lenti a contatto, il Demenego Lab e il Demenego Custom. «Un’area espositiva è dedicata alle lac e ai liquidi, con un’ampia selezione di prodotti, affiancata da uno spazio riservato all’occhiale che integra benessere visivo e uditivo, grazie a una soluzione acustica invisibile la quale migliora la percezione sonora e consente di vedere e sentire bene», aggiunge il comunicato.A cura della redazione
S1 Ep 186Silmo 2025: smart glasses e AI protagonisti al nuovo Tech Village
Il futuro dell’ottica punta ad andare in scena nell’innovativo hub del salone parigino, in programma dal 26 al 29 settembre: è interamente dedicato all’intelligenza artificiale e agli occhiali connessiPensato come naturale estensione dello spazio Silmo Next, progettato nel 2017 per analizzare cosa trasformerà il settore in termini di prodotti, servizi e distribuzione, il Tech Village «nasce per diventare un punto d’incontro unico tra ricerca, tecnologia e pratica professionale, confermando il ruolo del salone francese come laboratorio d’innovazione per tutto il comparto», si legge in un comunicato della manifestazione fieristica.Sono previsti una ventina di espositori tra i pionieri del settore, oltre a esperienze immersive, anteprime esclusive, workshop e conferenze, con la partecipazione di big tech come Snapchat, Meta e Google.«Esplorare il futuro, comprendere il presente: il Tech Village si propone come una vera e propria fucina di idee e trend emergenti, dove l’innovazione prende forma oggi per ridefinire l’ottica di domani», precisa la nota di Silmo, che accoglierà circa 900 espositori e 1.500 marchi, in linea con le precedenti edizioni.
S1 Ep 185Ago, al via la seconda edizione di FuturLab
Dopo i positivi riscontri nell’anno del debutto, a inizio novembre partirà il nuovo appuntamento dedicato alla formazione manageriale e imprenditoriale da parte del network: due i livelli in programma, un modulo base, per chi si avvicina per la prima volta, e uno avanzato per quanti hanno già intrapreso il percorso formativo«Il primo anno di FuturLab si è concluso in maniera soddisfacente, con una ventina di iscritti, tra senior e giovani, alcuni dei quali figli d’arte che hanno partecipato con il padre: abbiamo quindi centrato l’obiettivo di fare da trait d’union tra le vecchie e le nuove generazioni, queste ultime generalmente più orientate a valorizzare le competenze imprenditoriali - spiega a b2eyes TODAY Muzio Gasparini, responsabile del progetto per Alleanza Gruppi Ottica - È stato apprezzato soprattutto il fatto che abbiano potuto mettere subito a terra nella propria attività quotidiana quanto appreso: come sviluppare servizi post vendita, ad esempio, oppure i piani per la gestione del magazzino e quelli editoriali o, ancora, l’importanza del private label per un centro ottico. Le aziende partner non hanno solo sponsorizzato l’iter formativo, ma hanno portato un contributo concreto attraverso le rispettive esperienze industriali: è stato un modo diverso anche per loro di presentarsi, in una logica di imprenditorialità».Nel 2025 è previsto un livello avanzato per quanti hanno aderito a FuturLab lo scorso anno, con sette giornate dedicate, e un livello base, con tre giornate, entrambi della durata di sei mesi, lungo percorsi che si intersecano: chi ha già partecipato potrà quindi sinteticamente ripercorrere quello che è già stato fatto nel 2024 insieme ai neoiscritti, per poi iniziare sempre tutti insieme il nuovo iter. Secondo quanto si legge nel programma, la sfida attuale si basa su tre tipologie di dimensione, analitica, relazionale e innovativa, e si articolerà su quattro pilastri fondamentali che coprono lo spettro delle competenze necessarie per la gestione imprenditoriale nel settore ottico: amministro, vendo, gestisco, comunico.«Parleremo, tra le altre, di tematiche quali l’armocromia, l’intelligenza artificiale e il suo utilizzo da parte delle aziende fornitrici e di come il professionista della visione può declinare tutti questi strumenti, integrandole con quelle già affrontate lo scorso anno - dice ancora Gasparini - Non mancheranno inoltre vari approfondimenti di servizio, ad esempio quelli di carattere fiscale, relativi all’attività nel centro ottico. Il percorso formativo si concluderà con una tavola rotonda di confronto sul futuro dell’imprenditore ottico e sulle ipotesi di sviluppo che la formazione, in generale, e FuturLab, in particolare, possono offrire al professionista di domani».
S1 Ep 184Nucci: al Forum 2025 le pratiche corrette tra oculisti e ottici
Sarà il tema dell’intervento dell’oftalmologo, docente universitario e divulgatore, in occasione della settima edizione dell’evento organizzato dall’editore di questa testata, che si terrà il 23 e 24 novembre a BolognaNel rapporto tra area medica e area ottico optometrica ogni giorno si intrecciano esperienze, decisioni e responsabilità: con la guida di Paolo Nucci verrà affrontato un confronto diretto per far emergere sia le buone pratiche da valorizzare sia gli errori da evitare nella collaborazione quotidiana tra ottico optometrista e oculista. È quanto si prefiggono i promotori del Forum presbiopia 2025, che per il terzo anno consecutivo vedrà sul palco e in platea un’ampia rappresentanza di esponenti della classe medica: l’obiettivo è rinsaldare ulteriormente il dialogo tra le due categorie, avviato quasi tre anni fa con il convegno interdisciplinare a Mido 2023 e corroborato non solo dalle successive edizioni del Forum stesso, svoltesi a Napoli, ma anche da una serie di iniziative interdisciplinari, in ambito congressuale o sul territorio.L’intervento di Nucci al Forum 2025, dal titolo “Mal & good practice”, vuole essere un momento di grande valore: da un lato, per apprendere dalle esperienze reali quali sono appunto le pratiche corrette da mettere in atto; dall’altro, per costruire un confronto più maturo, basato sul rispetto reciproco dei ruoli e sul bene del paziente-cliente. Gli organizzatori e lo stesso Nucci sono, infatti, convinti che crescere insieme significhi trasformare l’attività quotidiana in un modello virtuoso.
S1 Ep 183Made in Bo a Palazzo Sprovieri: un viaggio tra fragranze, design e ospitalità
Un’esperienza immersiva all’insegna di stile ed eleganza: è quella che si è svolta il 31 luglio nella suggestiva cornice della dimora nobiliare affacciata sul centro storico di Acri, in provincia di Cosenza, ai piedi della Sila, scelta dal centro ottico calabrese come location d’eccezione per un evento dedicato al mondo dell’occhialeria di alta gammaLontano dal caos cittadino, in un ambiente privato e signorile: Palazzo Sprovieri ha ospitato a fine luglio l’appuntamento organizzato da Ottica Made in Bo, dal titolo “Made in Palace”, realizzato sotto la direzione creativa di Angelica Pagnelli. Gli ospiti, una clientela selezionata, sono stati accompagnati sul posto con una navetta privata. Un piccolo viaggio panoramico ha fatto da preludio all’ingresso, pensato come un vero e proprio percorso sensoriale: giunti alla location, attraverso un passaggio nascosto, guidati da hostess, i partecipanti sono stati accolti da un ledwall interattivo, dove hanno risposto a domande che li hanno condotti a scoprire il brand più affine alla propria personalità, ognuno abbinato a una stanza diversa di Palazzo Sprovieri.Salendo al primo piano, tra stanze comunicanti, colori, fragranze e ambientazioni su misura, gli ospiti hanno potuto esplorare un’ampia selezione di marchi di vari segmenti, tra cui Moscot, Thom Browne, Andy Wolf, John Dalia e Silhouette, fino agli occhiali artigianali su misura firmati Taormina. Ogni ambiente era pensato per coinvolgere i sensi: profumi abbinati ai brand, finger food d’autore, bollicine italiane servite da un sommelier e due postazioni bar con barman professionisti. Il terrazzo, uno dei punti più scenografici del palazzo, ha fatto da cornice alla musica dal vivo e a un momento di relax conviviale.Tra le sorprese, anche un regalo originale: un disegno all’henné per ogni partecipante, un piccolo tatuaggio temporaneo come ricordo della serata. «Volevamo che ogni persona si sentisse a casa, coccolata e libera di scoprire tutte le tendenze in un solo percorso - racconta a b2eyes TODAY Andrea Siciliano, titolare di Ottica Made in Bo, insieme al suo team - L’obiettivo era offrire un’esperienza completa, dimostrando la nostra forza, la professionalità e la voglia di fare qualcosa di diverso da quanto generalmente visto finora nel settore».I riscontri non si sono fatti attendere: molti ospiti hanno acquistato direttamente gli occhiali provati durante l’evento, ritirandoli successivamente in negozio. Un’occasione per sperimentare modelli che non avrebbero scelto in altre circostanze. «Oltre duecento i partecipanti, dai più giovani a un pubblico più maturo, provenienti da diverse città e anche dall’estero: l’evento si è rivelato un punto d’incontro tra culture, gusti e generazioni, capace di unire in modo armonioso eccellenze di prodotto, accoglienza e cura del dettaglio», conclude Siciliano.
S1 Ep 182Eleganti, retrò, punk: a Venezia vincono gli occhiali
Sono, tra gli altri, quelli indossati dagli attori protagonisti della pellicola Father Brother Sister Mother, vincitrice della kermesse conclusasi sabato scorso nella città lagunare, e dal regista Jim Jarmusch, che li portava anche durante la consegna dell’ambito riconoscimentoÈ arrivato a sorpresa il Leone d’oro dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia al film del regista indipendente americano Jim Jarmusch, che non toglie mai, neanche durante la premiazione ufficiale, gli iconici occhiali da sole punk. Occhiali che fa portare, in varie versioni, a quasi tutte le star, presenti nel suo film: dal musicista-attore-icona, Tom Waits ad Adam Driver, da Cate Blanchett a Indya Moore. Un film sull’incapacità di dialogo tra generazioni, dove è difficile comunicare in famiglia.Anche se il vero super favorito fino alla vigilia e che ha vinto “solo” il Leone d’argento-Gran Premio della giuria, è stato The Voice of Hind Rajab, film potente, straziante e necessario della regista Kaouther ben Hania. La storia vera di una bambina di sei anni, intrappolata in macchina, durante un attacco di carrarmati israeliani a Gaza. Le registrazioni originali della sua voce dal telefonino, gli spari continui in sottofondo e l’impotenza totale di chi organizza gli aiuti rischiando ogni giorno la vita, hanno sconvolto tutti alla Mostra di Venezia. L’orrore disumano in diretta.C’è stata grande soddisfazione pure per i film italiani: la Coppa Volpi a Toni Servillo, come migliore interprete maschile per La Grazia di Paolo Sorrentino, e il Premio Speciale della Giuria a Gianfranco Rosi per il documentario Sotto le nuvole, che uscirà nelle sale il 18 settembre, tutto girato in bianco e nero tra il golfo di Napoli e il Vesuvio.Avrebbe meritato un premio anche Duse di Pietro Marcello, in uscita sempre il 18 settembre, con una straordinaria Valeria Bruni Tedeschi. Nel film, dove le scene sembrano quadri impressionisti, si vede la Duse a Venezia, malata e lontana dalle scene da più di 12 anni, riprendere in mano la sua vita e il teatro, dopo aver appreso di aver perso tutti i soldi a causa del fallimento della sua banca in Germania. Una scena sottolineata in grande stile dalla montatura ovale retrò con la catena-gioiello. Occhiali preziosi che segnano l’inizio della sua rinascita.La stessa catena gioiello con occhiali, ma in versione intellettual-chic, la vediamo nel film After The Hunt di Luca Guadagnino al collo di Julia Roberts, stimata professoressa in carriera a Yale, che viene coinvolta suo malgrado in uno scandalo per molestie sessuali da una studentessa che accusa un suo assistente.
S1 Ep 181Optovision, rientro con doppia promozione
Proposte a condizioni vantaggiose per il cliente finale e strumenti di marketing territoriale a lungo termine: in questa fase dell’anno l’azienda oftalmica si presenta così ai centri ottici partner, grazie a un pacchetto di azioni mirate a sostenere lo sviluppo del loro businessOptovision lancia la campagna Back to School & Back to Work, valida fino al 31 ottobre, «concepita per intercettare due momenti cruciali dell’anno e due target distinti, unendo soluzioni visive ad alto contenuto tecnologico a termini commerciali competitivi - spiega un comunicato della società che fa capo al gruppo Rodenstock - L’iniziativa è pensata per accompagnare grandi e piccoli nel ritorno alla quotidianità dopo la pausa estiva: un’opportunità concreta per rafforzare la relazione con i propri clienti e incrementare le vendite».La doppia promozione si articola in due proposte: per il target adulto, cui offrire a condizioni vantaggiose un multiequipaggiamento con lenti progressive con tecnologia Widr e lenti Indoor, «ideali per chi trascorre molte ore davanti a schermi e necessita di comfort visivo e prestazioni elevate nelle distanze da vicino e intermedio - continua la nota - Per i più giovani, invece, il ritorno tra i banchi di scuola è l’occasione per garantire una visione ottimale fin dal primo giorno, grazie a offerte mirate sulle lenti My-Kid, per la gestione della progressione miopica, o Junior, agevolando così le famiglie nella scelta di prodotti innovativi in grado di rispondere a ogni esigenza visiva».Da settembre partirà anche un programma strutturato di co-marketing locale per eventi one-to-one a supporto degli ottici indipendenti, che prevede la pianificazione di iniziative congiunte tra punti vendita partner e altre attività commerciali o professionali della loro area. «In questo modo vogliamo, da un lato, essere sempre più vicini ai centri ottici partner con azioni commerciali capaci di generare impatto immediato sul cliente finale, dall’altro investire in un sostegno strategico di medio-lungo periodo, aiutandoli a sviluppare collaborazioni locali e a rafforzare il loro ruolo unico e riconosciuto sul territorio», commenta nel comunicato Daniela Poletti, head of marketing di optovision.
S1 Ep 180De Rigo e Furla verso le nozze d’argento
Sottoscritto per la prima volta nel 2007, l’accordo relativo alla produzione e distribuzione delle linee eyewear donna dell’azienda italiana di accessori in pelle è stato prorogato fino al 2032, «a conferma di una collaborazione solida e duratura, fondata su valori condivisi di creatività, innovazione e qualità», sottolinea una nota del gruppo di LongaroneLa conferma della licenza arriva in un momento particolarmente positivo per la categoria: come ricorda il comunicato, nel primo trimestre del 2025 la collezione eyewear Furla ha registrato una crescita a doppia cifra in valore a livello globale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rafforzando ulteriormente il ruolo strategico del brand all’interno del portafoglio licenze della società di Longarone.«Con De Rigo condividiamo una visione comune fondata su qualità, attenzione al dettaglio e capacità di innovare - dichiara nella nota Eraldo Poletto, ceo di Furla - Il rinnovo di questa partnership rappresenta un passo strategico che ci consente di continuare a sviluppare collezioni eyewear capaci di esprimere al meglio lo spirito e l’eleganza senza tempo di Furla a livello internazionale».«La collaborazione con Furla rappresenta per noi un progetto strategico di grande valore - aggiunge nel comunicato Michele Aracri, amministratore delegato di De Rigo Vision - In questi anni abbiamo costruito un rapporto di fiducia e crescita reciproca e siamo felici di proseguire questo percorso creativo fino al 2032».
S1 Ep 179Vsp Vision rileva Marcolin
Il gruppo statunitense, che controlla Marchon, ha firmato un accordo definitivo per l’acquisizione dell’azienda di Longarone da Pai Partners, la società di private equity che ne detiene la maggioranza delle quote, e da altri azionisti di minoranza«L’acquisizione di Marcolin rappresenta un ulteriore esempio del nostro impegno verso una crescita mirata che offrirà maggiore valore ai soci, ai clienti, ai medici e agli utenti chiave di Vsp - dichiara in una nota congiunta Michael Guyette, presidente e ceo di Vsp Vision, gruppo non-profit internazionale, con sede in California, dedito alla vista: al suo interno operano aziende complementari che si occupano di cure e servizi oculistici, soluzioni nel campo dell’ottica e soluzioni per ambulatori - Con un portafoglio che include alcuni dei marchi più apprezzati al mondo e processi produttivi interni avanzati, Marcolin amplierà in modo sostanziale la nostra offerta esistente distribuita attraverso il marchio Marchon Eyewear e ci consentirà di continuare a offrire occhiali di altissima qualità che soddisfano le diverse esigenze di una clientela globale in continua crescita».Nel 1961 a Vallesella di Cadore Giovanni Marcolin e la moglie Maria Giovanna Zandegiacomo Seidelucio fondarono il primo impianto produttivo, trasformatosi in una vera e propria fabbrica nel 1967: negli anni 80 fu trasferita a Longarone e successivamente venne ampliata. A fine 2012 Pai rilevò la maggioranza del capitale sociale dagli azionisti di allora, tra cui la famiglia Marcolin e i fratelli Della Valle, questi ultimi entrati cinque anni prima. Oggi la società distribuisce le sue collezioni di occhiali in oltre 125 paesi. «Entrare a far parte di Vsp Vision rappresenta la scelta ideale per il nostro percorso di successo - commenta nel comunicato Fabrizio Curci, ceo e general manager di Marcolin - Vogliamo unire le nostre esperienze, valorizzare la produzione artigianale, continuare a sviluppare prodotti innovativi e portafogli complementari, oltre a rafforzare la nostra presenza geografica, con l’obiettivo di offrire ai nostri clienti solo il meglio in termini di prodotti e assistenza».A sua volta Raffaele Vitale, partner di Pai, ricorda come il fondo, che detiene un patrimonio in gestione di oltre 27 miliardi di euro, abbia sostenuto la trasformazione della realtà di Longarone in uno dei leader mondiali nel settore eyewear. «Siamo riconoscenti al management team per la proficua collaborazione - afferma nella nota - Siamo certi che Marcolin vanti un ottimo posizionamento che consentirà al gruppo di continuare a prosperare anche negli anni a venire, con ampi margini di crescita e un portafoglio di marchi esclusivi e iconici».Si prevede che la transazione verrà conclusa nel quarto trimestre del 2025 e sarà soggetta alle consuete autorizzazioni regolamentari.
S1 Ep 178Euclid Vision Group: Panzieri alla guida del commerciale Italia
È una delle nuove nomine all’interno del gruppo di contattologia che controlla mark’ennovy, Disop e Medmont International. Le altre riguardano l’upgrade di Christian Tomasi e l’ingresso di Silvia Del Maschio«Euclid Vision Group continua a puntare sulla crescita e sull'eccellenza professionale nel mercato italiano con importanti cambiamenti nel proprio team commerciale e di servizi, i quali riflettono sia il riconoscimento del talento interno sia l'inserimento di nuovi profili che arricchiranno la proposta di valore dell'azienda», si legge in una nota della multinazionale focalizzata sulla contattologia personalizzata e specialistica.Tommaso Panzieri (nella foto principale, a sinistra), entrato più di dieci anni fa in mark’ennovy e fino a ora professional affairs manager Emea, assume la carica di commercial director Italy, «guidando il team commerciale con una visione strategica e una solida esperienza nel settore: questa nomina rappresenta un passo naturale nella sua carriera all’interno di Euclid Vision Group e valorizza il suo impegno e i risultati ottenuti», spiega il comunicato.Parallelamente Christian Tomasi (nella foto principale, a destra), entrato poco più di tre anni fa nella società, ricopre il ruolo di professional affairs manager Italia a tempo pieno, «consolidando l'area dei servizi professionali con la sua profonda conoscenza tecnica e la sua vicinanza agli operatori del settore».Inoltre il team commerciale si rafforza con l'ingresso come nuova key account manager Nord Est Italia di Silvia Del Maschio (nella foto sopra), che ha alle spalle oltre dieci anni di attività nel retail ottico e apporterà «un rinnovamento di energia e di prospettiva, per contribuire allo sviluppo di solide relazioni con i clienti e alla crescita del marchio nel paese».«Le nomine di Christian e Silvia confermano l’impegno costante della nostra organizzazione nel valorizzare le competenze interne e nell’arricchire il team con nuove professionalità - commenta Panzieri nella nota - Questi passi strategici consolidano ulteriormente la nostra struttura nazionale e ci permettono di rispondere con sempre maggiore efficacia alle esigenze dei clienti e partner».A cura della redazione
S1 Ep 177Armani? Ha lanciato occhiali belli, portabili e facilmente vendibili
Un decennio di collaborazione stretta, qualche incomprensione personale, ma soprattutto una grande stima per il creativo e l’imprenditore: si può riassumere così il rapporto tra Vittorio Tabacchi e lo stilista scomparso il 4 settembre scorso«Sono stati dieci anni belli, quanto a rapporti economici, di lavoro, personali e interpersonali tra i rispettivi collaboratori». Basterebbe questo per sintetizzare il ricordo di Vittorio Tabacchi, ultima generazione familiare alla guida di Safilo, fondata dal padre Guglielmo, nei confronti di Giorgio Armani (nella foto, tratta da armani.com), al quale è stato legato da una licenza tra gli inizi del nuovo millennio e l’alba del decennio successivo. In realtà c’è molto di più.«Quando ci incontravamo, chiacchieravamo, scherzavamo e brindavamo insieme: dal punto di vista professionale era un uomo semplice, diretto e chiaro nei suoi obiettivi; da quello personale era un timido che qualche volta trasformava tale timidezza in una forma di apparente aggressività – racconta Tabacchi a b2eyes TODAY - Amava essere costantemente apprezzato e una volta si adirò perché non ero abbastanza presente con lui: il motivo era semplicemente che io facevo capo a Padova e allora non risultava sempre facile e comodo raggiungere Milano dove operava lui. Ma quell’episodio non ha pregiudicato i nostri rapporti». Tanto che fu lo stesso Tabacchi, alla metà del primo decennio di questo secolo, a suggerire la consegna allo stesso Armani del Sigillo della Città di Padova, onorificenza destinata alle personalità che hanno contribuito a far conoscere e a sviluppare la città euganea, con una prestigiosa cerimonia a Prato della Valle.«Anche il rapporto tra i designer di Safilo e quelli della Giorgio Armani sono stati sempre positivi e proficui - dice ancora Tabacchi - La licenza è terminata per motivi tecnici e professionali: il quinquennio successivo al 2007 fu particolarmente complicato a livello macroeconomico e di gestione della nostra azienda».L’imprenditore veneto riconosce allo stilista appena scomparso tutti i meriti che in questi giorni gli vengono attribuiti da più parti e da ogni angolo del mondo. «Anche con i gruppi e le griffe francesi le relazioni erano buone, ma, per quel loro senso di grandeur, ci consideravano pur sempre dei fornitori: con Armani invece, come con qualche altro stilista italiano, il rapporto era diretto, cordiale e soprattutto paritario - sottolinea Tabacchi - Non è stato il primo a dare vita a delle licenze nell’eyewear: Biagiotti, Ferrè e Missoni, ad esempio, grazie alla partnership con Safilo, lo hanno preceduto. Tuttavia Armani, quando alla fine degli anni 80 ha avviato la collaborazione con la Luxottica di Leonardo Del Vecchio, proseguita con Safilo e poi tornata in EssilorLuxottica, ha non solo consentito all’eyewear di fare un salto di qualità a livello d’immagine, ma ha soprattutto permesso di costruire occhiali belli, portabili e facilmente vendibili».«Noi realizzavamo i disegni sulla base delle sue idee e delle sue ispirazioni, che potevano persino cambiare radicalmente la tendenza del momento, passando ad esempio da una forma all’altra o da un materiale all’altro - conclude Tabacchi - Ma, in particolare, anche nell’occhialeria ha portato il proprio concetto di moda elegante, sobria e ampiamente fruibile».Angelo Magri
S1 Ep 176Optovista: Villotti è il nuovo amministratore con deleghe operative
Con un’esperienza di oltre 25 anni nell’ottica, anche in ruoli apicali, maturata in realtà di riferimento a livello internazionale quali Luxottica, De Rigo, Silhouette, Rodenstock e Safilo, il manager fa ingresso nell’azienda oftalmica bologneseMichele Villotti (nella foto) porta con sé una profonda conoscenza del mercato, «che rappresenta un importante valore aggiunto per l’azienda e per tutti i suoi interlocutori – si legge in un comunicato di Optovista - Nel suo nuovo incarico guiderà la strategia commerciale, supporterà e valorizzerà la forza vendita, consoliderà il business esistente e individuerà nuove opportunità di sviluppo, in linea con la missione e gli ambiziosi obiettivi di crescita».La nomina di Villotti ad amministratore con deleghe operative si inserisce in un percorso di rafforzamento della governance aziendale: insieme al management sarà impegnato negli aspetti operativi per rafforzare il posizionamento di Optovista sul mercato e ottimizzarne il potenziale di crescita. «Siamo certi che la professionalità, l’esperienza e la visione di Michele contribuiranno in modo significativo a consolidare la nostra presenza sul mercato e a supportare i nostri partner e clienti in un contesto in continua evoluzione», dichiara nella nota Paolo Pettazzoni, presidente di Optovista.A cura della redazione
S1 Ep 175Omisan: a Saggin il commerciale, a Tottone il professional e marketing Emea
Nell’ambito di una riorganizzazione interna finalizzata a rafforzare lo sviluppo sul mercato italiano e nelle filiali estere della società di Guidonia, in provincia di Roma, i due professionisti sono operativi dal 1° settembreDue nuove nomine in Omisan Farmaceutici: Sandro Saggin nelle vesti di commercial director Emea, Stefano Tottone in qualità di head of professional affairs & marketing Emea. «Avranno il compito di supportare la rete vendita nazionale, composta da 15 agenti distribuiti su tutto il territorio, e di contribuire all’espansione internazionale dell’azienda coadiuvando il global export sales director, Pierbruno Profili», si legge in una nota dell’azienda, da quasi 30 anni attiva nella produzione e distribuzione di dispositivi medici per il benessere oculare, di lenti a contatto e di liquidi per la loro manutenzione, con una distribuzione in oltre 60 paesi nel mondo.Con una carriera di oltre trent’anni nel settore dell’ottica e dell’optometria, Saggin «ha maturato una significativa esperienza in realtà multinazionali come Bausch + Lomb e mark’ennovy, distinguendosi per le sue competenze nella gestione e nello sviluppo di mercati complessi - prosegue il comunicato - Ottico optometrista di formazione, porta con sé un know how che unisce la visione clinica a quella commerciale».Tottone, ottico optometrista e igienista oculare, ha alle spalle «un’esperienza ultratrentennale nella contattologia, avendo ricoperto ruoli manageriali in ambito professional services, marketing e vendite presso Schalcon, azienda italiana produttrice di lenti a contatto tradizionali e disposable, oggi controllata da Omisan Farmaceutici», ricorda la nota. Saggin collaborerà nella strategia commerciale e nello sviluppo delle reti vendita di Omisan Farmaceutici sui mercati diretti dell’area Emea, con l’obiettivo di consolidare la presenza dell’azienda e supportarne l’espansione internazionale. Tottone, invece, si occuperà di coordinare tutte le attività per lo sviluppo e l’erogazione dei servizi professionali, assicurando coerenza con la strategia di marketing a livello globale. «L’ingresso di Sandro e Stefano rafforza il nostro posizionamento sul mercato - sottolinea nel comunicato Nevio Vona, presidente di Omisan Farmaceutici - La loro esperienza e competenza saranno decisive per accelerare i progetti di espansione internazionale e consolidare la nostra presenza in Italia» (nella foto, da destra, Stefano Tottone e Sandro Saggin).A cura della redazione
S1 Ep 174Ray-Ban, un occhiale dedicato a Lauda
In occasione del Gran Premio d’Italia, in programma il 7 settembre a Monza, l’housebrand di EssilorLuxottica ha creato un pezzo da collezione in onore di uno dei più grandi piloti Ferrari, che cinquant'anni fa vinse su questo circuito e conquistò il suo primo titolo mondiale con la casa di MaranelloIn questa silhouette dallo stile rétro, la forma pilot (nella foto) «è reinterpretata con una montatura blu trasparente, terminali rossi e lenti polarizzate blu, per rendere omaggio a Niki Lauda, due volte campione del mondo con la Ferrari, richiamando la sua leggendaria tuta da corsa e la traccia indelebile che ha lasciato in pista - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - Carismatico e senza tempo, questo pezzo da collezione unisce l’iconico design Ray-Ban al dna racing di Scuderia Ferrari, celebrando Monza non solo come circuito, ma come simbolo di passione, storia e prestazioni di massimo livello». I colori di questo modello di Ray-Ban, marchio che da alcuni anni è partner della Ferrari, sono quelli che hanno segnato le vittorie più memorabili del pilota austriaco, scomparso nel 2019: il blu trasparente ispirato proprio alla sua tuta da corsa vintage e il rosso della casa di Maranello.«Con un fascino da autentico pezzo da collezione, la Monza Special Edition fonde lo stile intramontabile di Ray-Ban e lo spirito audace della Scuderia Ferrari, celebrando l’eredità di Lauda a Monza, gara di casa della Ferrari e simbolo dell’orgoglio italiano per l’automobilismo», conclude la nota.Il lancio è avvenuto il 3 settembre con un evento esclusivo tenutosi presso The House of Peroni Nastro Azzurro 0.0% a Palazzo Reale a Milano, che ha coinvolto influencer e personalità del mondo della moda, dei motori e dello spettacolo. A cura della redazione
S1 Ep 173Rodenstock: settembre è digitale con il Welcome Back
Dopo la pausa estiva l’azienda oftalmica offre al consumatore, con le campagne back to school e back to work, un’occasione per sottoporsi a un controllo visivo personalizzato e scoprire le soluzioni ottiche più adatte alle sue esigenze, a condizioni vantaggioseCon la campagna digitale Welcome Back (nella foto, l’immagine di campagna) Rodenstock intende accompagnare famiglie e professionisti nel rientro, «offrendo strumenti di comunicazione efficaci e coinvolgenti a sostegno dei centri ottici partner - si legge in un comunicato della società oftalmica - Il progetto è ampio e strutturato e comprende contenuti social, video, reel e visual capaci di raccontare l’innovazione delle lenti Rodenstock attraverso uno storytelling fresco, dinamico e contemporaneo, con un linguaggio che intercetta le abitudini digitali dei consumatori di oggi e che rafforza il legame tra brand, ottici e pubblico finale».Due le offerte principali, valide fino al 31 ottobre e pensate per rispondere a target differenti e bisogni specifici: Back to Work, dedicata agli adulti, con vantaggi esclusivi sull’acquisto di una coppia di lenti biometriche intelligenti; Back to School, rivolta ai più giovani, con soluzioni junior ideali per affrontare l’anno scolastico.«Abbiamo scelto di investire in una campagna digital perché oggi i social media giocano un ruolo centrale nel percorso d’acquisto degli italiani - spiega nella nota Daniela Poletti, head of marketing di Rodenstock Italia - Con questa iniziativa offriamo ai nostri partner una comunicazione strategica, basata su contenuti capaci di catturare l’attenzione e rafforzare la visibilità: vogliamo valorizzare l’identità del nostro brand con un linguaggio visivo contemporaneo e strumenti tecnologici innovativi, per essere ancora più vicini al consumatore e supportare i nostri ottici nella relazione con i clienti».Attraverso i materiali della campagna i punti vendita partner potranno arricchire e potenziare il proprio piano editoriale, «trasformando il rientro in un’opportunità di comunicazione moderna, efficace e soprattutto vicina alle esigenze degli utenti finali di oggi», conclude il comunicato.A cura della redazione
S1 Ep 172Il Forum presbiopia 2025? Un granchio violinista
È un animale piccolo ma ricco di significati, perfetto quale simbolo di adattamento creativo. Come l’evento in programma il 23 e 24 novembre a BolognaMancano due mesi e mezzo all’apertura del settimo Forum presbiopia, l’evento che ininterrottamente dal 2019 a oggi ha accompagnato chi opera nel mondo dell’ottica e dell’oftalmica, che in sei edizioni ha toccato tre città diverse, Firenze, Milano e Napoli, e che ora approda nella dotta Bologna. Perché allora paragonare un evento riconosciuto a un piccolissimo granchio? Per i valori che li accomunano.Il granchio violinista è grande tra i 2 e i 4 centimetri, ma ha una chela enorme che muove per l’appunto come un violino. Vive in zone di marea tra acqua e terra in una situazione di puro ibridismo e contaminazione, come il Forum nel suo intersecarsi tra salute e società, ottici optometristi e medici oculisti. La grande chela serve al granchio per corteggiare la femmina e segnare il territorio, come ha fatto il Forum in questi anni, “corteggiando” prima l’ottico e poi l’oftalmologo e delimitando un terreno di confronto e avanguardia pressoché unico nel palinsesto degli eventi del nostro settore.Come in un film, chi sarà presente al Forum 2025 vedrà scorrere il proprio passato, presente e futuro: come eravamo, come siamo e come potremmo essere dal punto di vista professionale. Fotografare il mercato e anticiparne le tendenze con il contributo di uno dei principali attori internazionali del marketing. Ascoltare in una sorta di confessionale aperto al pubblico il pensiero di uno dei più rappresentativi oculisti del momento sulle buone e cattive pratiche degli ottici e degli oftalmologi. Capire l’importanza tecnica ma anche simbolica della luce e i misteri della cornea. Approfondire la correzione del primo presbite e di quello conclamato. Conoscere le parole giuste che aprono il cuore della gente e le tecniche per diventare un influencer sulla propria piazza.Ci fermiamo qui: non si può raccontare anche il finale di questo film, va gustato di persona. Se vorrete essere anche voi un po’ come il nostro granchio violinista, capace di scavare tane che si riempiono e si svuotano con le maree, il Forum presbiopia 2025 è lo strumento migliore per iniziare il nuovo anno lavorativo.Nicola Di Lernia
S1 Ep 171Armani, il mito che portò l’occhiale sulle passerelle di tutto il mondo
Il 4 settembre è mancato, all’età di 91 anni, il più noto stilista italiano. Tra le sue molteplici creazioni e idee, quella di trasformare, insieme alle aziende partner, le montature in un oggetto fashion e di tendenza«Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani (nella foto, courtesy of Giorgio Armani) - si legge in una nota dell’omonimo gruppo - Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire».Il comunicato ricorda, inoltre, come negli anni Armani abbia creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. «Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti - prosegue la nota - Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano. La Giorgio Armani è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori».Un tutt’uno, di fatto, collaboratori e familiari, che nel comunicato ricordano come in questa azienda si siano sempre sentiti parte di una famiglia. «Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del Signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore».«Non si pensava che un giorno non ci sarebbe più stato. Giorgio Armani non era solo un grande stilista, era un simbolo, un valore, un esempio da seguire. Il suo stile inconfondibile non era solo nelle sue collezioni che ogni stagione, pur rinnovandosi, restavano fedeli a una precisa impronta. Molto imitata, ma mai raggiunta. Il suo stile rifletteva il suo comportamento, il suo modo di vivere, il suo rapportarsi agli altri. Sobrio, misurato, era capace di gesti generosi con cui dimostrava la sua empatia. E il comunicato del suo decesso, inviato dal suo ufficio stampa con il ricordo di tutti i dipendenti, è la testimonianza più efficace di come il Signor Armani, così veniva chiamato, si facesse amare». Così lo ricorda a b2eyes TODAY Luisa Espanet, giornalista di moda, design e arte e firma di questa testata, che ha avuto l’opportunità di conoscere personalmente Armani alle sue numerose sfilate e che un anno fa, in occasione dei suoi 90 anni, lo ha ricordato sul nostro quotidiano.A cura della redazione
S1 Ep 170Tutti pazzi per i Beatles (e tutti con gli occhiali)
Ultimi giorni per visitare la mostra in programma fino al 7 settembre alle Gallerie d’Italia di Milano. Più di sessanta fotografie tratte dall’archivio dell’agenzia Publifoto celebrano la prima e unica tournée nel nostro paese della band musicale più famosa di sempre, con migliaia di persone accorse a osannarla, libere da ogni schema, anche nell’abbigliamento e negli accessori indossatiIncredibile pensare che siano passati sessant’anni dal concerto dei Beatles a Milano, il primo della unica tournée italiana dei Fab Four, allora agli inizi di una straordinaria carriera. In Italia, infatti, non erano ancora così famosi, anzi le loro canzoni erano ritenute discutibili dagli over 30. Ed è proprio questo approccio con i giovanissimi che mette in evidenza la mostra “Tutti pazzi per i Beatles. Il concerto del 1965 a Milano nelle fotografie di Publifoto” alle Gallerie d’Italia nel capoluogo lombardo.Al centro dell’attenzione, nelle immagini dei sette fotografi di Publifoto che documentarono l’evento, non solo i quattro in concerto, ma il racconto del loro arrivo (nella foto principale). Stipati in una Spider Alfa Romeo, per un disguido dell’ultima ora, o sulla terrazza del Grand Hotel Duomo con lo sfondo delle guglie. Ma soprattutto le foto della folla di giovanissimi osannante, che anche nell’abbigliamento rivelava la voglia di non seguire schemi di appartenenza, ma di essere libera di scegliere. Con i primi occhiali da sole di svariati modelli (nella foto sopra), usati non per il sole, anche dagli stessi Beatles, che mostravano continuamente di gradire l’entusiasmo e la partecipazione del pubblico, non solo sul palco. Con il risultato di un’atmosfera perfetta dove tutto sembrava normale, senza eccessi, eppure era clamoroso e unico. Proprio come le loro canzoni.Molto interessanti, ad accompagnare le fotografie, i cartelli con spiegazioni, riproduzioni di pagine di quotidiani, interviste a personaggi, che spesso vedevano i Beatles come un “caso” del momento, che sarebbe presto finito. Da cui emerge bene la nascita di un fenomeno, non solo musicale, destinato a tracciare un’epoca.Luisa Espanet
Ep 169Tutti pazzi per i Beatles (e tutti con gli occhiali)
Ultimi giorni per visitare la mostra in programma fino al 7 settembre alle Gallerie d’Italia di Milano. Più di sessanta fotografie tratte dall’archivio dell’agenzia Publifoto celebrano la prima e unica tournée nel nostro paese della band musicale più famosa di sempre, con migliaia di persone accorse a osannarla, libere da ogni schema, anche nell’abbigliamento e negli accessori indossatiIncredibile pensare che siano passati sessant’anni dal concerto dei Beatles a Milano, il primo della unica tournée italiana dei Fab Four, allora agli inizi di una straordinaria carriera. In Italia, infatti, non erano ancora così famosi, anzi le loro canzoni erano ritenute discutibili dagli over 30. Ed è proprio questo approccio con i giovanissimi che mette in evidenza la mostra “Tutti pazzi per i Beatles. Il concerto del 1965 a Milano nelle fotografie di Publifoto” alle Gallerie d’Italia nel capoluogo lombardo.Al centro dell’attenzione, nelle immagini dei sette fotografi di Publifoto che documentarono l’evento, non solo i quattro in concerto, ma il racconto del loro arrivo (nella foto principale). Stipati in una Spider Alfa Romeo, per un disguido dell’ultima ora, o sulla terrazza del Grand Hotel Duomo con lo sfondo delle guglie. Ma soprattutto le foto della folla di giovanissimi osannante, che anche nell’abbigliamento rivelava la voglia di non seguire schemi di appartenenza, ma di essere libera di scegliere. Con i primi occhiali da sole di svariati modelli (nella foto sopra), usati non per il sole, anche dagli stessi Beatles, che mostravano continuamente di gradire l’entusiasmo e la partecipazione del pubblico, non solo sul palco. Con il risultato di un’atmosfera perfetta dove tutto sembrava normale, senza eccessi, eppure era clamoroso e unico. Proprio come le loro canzoni.Molto interessanti, ad accompagnare le fotografie, i cartelli con spiegazioni, riproduzioni di pagine di quotidiani, interviste a personaggi, che spesso vedevano i Beatles come un “caso” del momento, che sarebbe presto finito. Da cui emerge bene la nascita di un fenomeno, non solo musicale, destinato a tracciare un’epoca.
S1 Ep 169Sel Optical: per il rientro a scuola e in ufficio “blocca” le radiazioni nocive
Riparte la campagna back to school e back to work dell’azienda oftalmica, che quest’anno punta sulla sua gamma di lenti UV Protection 420Sel Optical propone fino al 31 ottobre la tradizionale promozione (nella foto, l’immagine di campagna): prevede una lente in omaggio con l’acquisto di una coppia di lenti UV Protection 420, materiale che filtra tutte le radiazioni ultraviolette e la luce blu nociva fino ai 420 nm. «Tali prodotti sono fondamentali nelle attività quotidiane in ambiente sia scolastico sia lavorativo per la prevenzione dalla luce blu nociva emessa dai dispositivi digitali e dalle moderne illuminazioni ambientali», precisa un comunicato della società ferrarese.Rientra nella promozione tutta la gamma delle lenti UV Protection 420 presenti nel catalogo di Sel Optical: monofocali di stock, Arcus monofocali free form asferiche e atoriche, Myosel per la gestione dell’evoluzione miopica, oltre alle lenti ad assistenza accomodativa Free One Relax, alle Free Office e alle progressive della famiglia Bifree.A cura della redazione
S1 Ep 168Kering, eyewear stabile nel primo semestre 2025
Non cambiano le dinamiche di mercato per il gruppo del lusso: indicatori molto negativi a livello complessivo e per tutte le divisioni, a eccezione di quella dell’occhialeria e di Bottega Veneta, che continuano a mantenere un, seppur debole, segno positivo rispetto ai primi sei mesi del 2024Nel primo semestre 2025 i ricavi totali del segmento Kering Eyewear and Corporate, che include Kering Beauté, sono stati di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 2% a cambi correnti e del 3% su base comparabile. Nel periodo «il fatturato di Kering Eyewear è stato pari a 921 milioni di euro, in incremento dell'1% a cambi correnti e del 2% su base comparabile. Nel secondo trimestre le vendite di Kering Eyewear sono aumentate dell'1% su base comparabile - si legge nella nota della multinazionale al termine del board tenutosi il 29 luglio scorso - Il fatturato di Kering Beauté nel primo semestre è stato di 150 milioni di euro, in crescita del 9% sia a cambi correnti sia su base comparabile. Nel secondo trimestre le vendite sono cresciute del 12% su base comparabile, trainate in particolare dalla solida performance delle fragranze femminili di Creed».In calo invece la marginalità della divisione guidata da Roberto Vedovotto. «Nella prima metà del 2025 il reddito operativo di Kering Eyewear è stato di 186 milioni di euro rispetto ai 196 milioni di euro dello stesso periodo del 2024», precisa il comunicato, che ricorda inoltre come il reddito operativo del segmento Kering Eyewear and Corporate, il quale tiene in considerazione la redditività della divisione Beauté insieme ai costi corporate, «sia aumentato del 25%, raggiungendo i 126 milioni di euro, in considerazione del solido reddito operativo di Kering Beauté e dei minori costi corporate».Il gruppo Kering ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con quasi 7,6 miliardi di euro di volume d’affari complessivo e una contrazione del 15% su base comparabile rispetto allo stesso periodo del 2024: stessa percentuale di decremento anche per i ricavi nel secondo trimestre 2025. Ancora una volta è Gucci (nella foto principale, un modello da sole) ad aver fatto segnare i risultati peggiori, con un quarto delle vendite in meno in valore sia nel semestre sia fra aprile e giugno (nelle tabelle sotto).«In un contesto economico e geopolitico che rimane incerto Kering continua a implementare la sua strategia con l'obiettivo di raggiungere un percorso di crescita redditizio a lungo termine - spiega la nota in merito alle previsioni di mercato - Il gruppo sta intensificando le iniziative necessarie a sostenere lo sviluppo delle sue maison, attuando al contempo con determinazione gli sforzi necessari per aumentarne l'efficienza: queste azioni implicano una particolare vigilanza in materia di disciplina finanziaria, legata al controllo della base di costo aziendale, alla selettività degli investimenti e alla gestione del bilancio». A cura della redazione
S1 Ep 167EssilorLuxottica: con Automation & Robotics accelera sull’innovazione nell’oftalmica
Il gruppo ha rilevato l’azienda belga specializzata nella progettazione e produzione di sistemi automatizzati per il controllo qualità delle lenti da vista, utilizzati sia in ambito industriale sia all'interno dei laboratoriDopo l’acquisizione della società sudcoreana PUcore, focalizzata sullo sviluppo, sulla produzione e sulla commercializzazione di materiali per soluzioni oftalmiche ad alto indice, questa nuova operazione conferma la vocazione di EssilorLuxottica all’innovazione.Fondata nel 1983 e con sede in Belgio, Automation & Robotics (nella foto, tratta dal sito dell'azienda) è un punto di riferimento nella metrologia ottica avanzata, «grazie a tecnologie proprietarie che accompagnano la digitalizzazione dei processi produttivi dei principali player del settore oftalmico - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - Apprezzata per know how e capacità di innovazione, l’azienda sviluppa soluzioni che spaziano dai macchinari ad alta precisione ai software all’avanguardia. A&R copre l’intera catena del valore e integra competenze specialistiche in ricerca e sviluppo, progettazione software, produzione, distribuzione e servizi dedicati».L’acquisizione bolt-on (di una piccola o media impresa da parte di una società più grande, ndr) rafforza ulteriormente il modello di business verticalmente integrato di EssilorLuxottica, con l’obiettivo di garantire i più elevati standard di qualità e servizio lungo l’intera catena del valore e a beneficio di tutti gli operatori di mercato.«L'integrazione di A&R nel nostro portafoglio di soluzioni industriali rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di eccellenza di EssilorLuxottica nel settore oftalmico - commentano nella nota Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato, e Paul du Saillant, vice amministratore delegato di EssilorLuxottica - Con lo stesso spirito di innovazione e di attenzione al dettaglio e alla qualità del servizio, potremo rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze in continua evoluzione nel campo della produzione di lenti oftalmiche, considerate anche categorie di prodotto emergenti come i wearables. L’acquisizione ci permetterà di migliorare la qualità e le performance delle soluzioni oftalmiche e di rafforzare ulteriormente la nostra piattaforma tecnologica».A cura della redazione
S1 Ep 165Galileo: a settembre promuove la complicità tra genitori e figli
È il tema dell’iniziativa del brand oftalmico di EssilorLuxottica, che torna a parlare alle famiglie di visione, protezione e tecnologia con un nuovo visual e un nuovo claimAttiva dal 3 settembre al 30 novembre, la Promo Famiglia ritorna nei punti vendita partner Galileo in occasione del rientro a scuola e al lavoro, con il claim 2025: “La complicità è vedere il mondo con gli stessi occhi”.Acquistando una coppia di lenti monofocali per il bambino a condizioni vantaggiose, il genitore riceve un coupon promozionale per una coppia di lenti progressive o Young, queste ultime dedicate ai giovani presbiti. Al centro dell’iniziativa ci sono Bluv Xpert, la tecnologia che protegge dai raggi UV e filtra la luce blu-viola, e Transitions.«Vogliamo rivolgerci alle famiglie in modo empatico e coinvolgente, sensibilizzando i genitori sull’importanza di prendersi cura del loro benessere visivo e di quello dei loro figli, anche i più piccoli», spiega in un comunicato Nadia Lattanzi, business brand manager EssilorLuxottica.Galileo mette a disposizione dei centri ottici un kit di comunicazione, progettato per valorizzare l’iniziativa promozionale direttamente in negozio e creare un’esperienza di contatto immediata con il cliente. Il kit comprende una vetrofania coordinata al visual della campagna, una grafica calamitata per il desk display, studiata per attirare l’attenzione al banco vendita, una fornitura di coupon promozionali, validi per l’acquisto della seconda coppia, da consegnare al momento del primo ordine. «Per coinvolgere anche i più piccoli e lasciare un ricordo positivo dell’esperienza in negozio, Galileo ha pensato a un gadget esclusivo per loro: la matita eterna brandizzata Galileo - si legge nella nota - Una matita speciale che scrive come una normale, ma non si consuma: perfetta per la scuola, è ideale per i piccoli che amano scrivere, disegnare e, al tempo stesso, prendersi cura dell’ambiente».La comunicazione si amplifica anche online e sul territorio, con l’obiettivo di aumentare la visibilità della promozione e favorire il drive to store. «Galileo mette infatti a disposizione dei partner un pacchetto digitale completo, che include contenuti pronti all’uso per i canali social, template per newsletter e WhatsApp co-brandizzabili per mantenere un contatto diretto e personalizzato tra il centro ottico e i suoi clienti - conclude il comunicato - Inoltre, sia le vetrine backlight itineranti sia i materiali per gli eventi locali si vestono con la Promo Famiglia».
S1 Ep 166“Italia è Moda”: Anfao porta l’eyewear italiano nel mondo
Giappone, Emirati Arabi, Brasile e India sono i paesi che ospitano la mostra realizzata dalle principali associazioni nazionali della filiera fashion, in collaborazione con Ice Agenzia: in esposizione anche montature, materiali e disegni che hanno fatto la storia dell’occhialeria nel nostro paese“Italia è Moda” ha debuttato il 3 agosto a Osaka, in Giappone, nell’ambito delle Giornate della moda italiana nel mondo: il progetto, promosso dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per valorizzare il made in Italy su scala globale, è realizzato in collaborazione con Ice Agenzia e con Anfao, Camera Nazionale della Moda Italiana, Confapi Uniontessile, Confartigianato Moda, Confartigianato Orafi, Cna Federmoda, CNA Orafi, Confindustria Accessori Moda, Confindustria Federorafi, Confindustria Moda-Federazione Tessile e Moda, Altagamma.Si tratta di un format promozionale itinerante che ha preso il via da Expo Osaka, all’interno del Padiglione Italia, con un buon successo di pubblico: nel 2025 toccherà anche gli Emirati Arabi, con una tappa questa settimana a Dubai, per poi proseguire in Brasile, a metà ottobre, con eventi a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte, e concludersi in India, alla fine dello stesso mese, a Nuova Delhi, Ahmedabad e Mumbai. L’obiettivo, nelle intenzioni dei promotori, è raccontare la forza, la bellezza e la visione del made in Italy attraverso tre parole chiave: creatività, sostenibilità e internazionalizzazione.La prima tappa della mostra, curata da Clara Tosi Pamphili, ha voluto essere una sintesi della moda italiana contemporanea, dove insieme alle voci della produzione industriale e artigianale hanno trovato spazio anche quelle dei giovani talenti creativi. «A rappresentare l’eccellenza dell’occhialeria nazionale è stata Anfao, con un progetto espositivo curato nei minimi dettagli per offrire una coinvolgente panoramica del mondo dell’eyewear italiano: un oggetto d’uso quotidiano che, nel nostro paese, è diventato simbolo di stile, innovazione e identità artigianale - spiega una nota dell’associazione di categoria - Il percorso ha accompagnato i visitatori tra design e materiali all’avanguardia, combinando memoria storica e visione futura: dai sei modelli d’epoca del Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, rappresentativi di sei decenni del secolo scorso si è passati a una selezione di materiali che rappresentano l’eccellenza tecnica del settore, come titanio, acetato di cellulosa e Grilamid TR90».In mostra anche semilavorati, frontalini, aste e blocchi policromatici in acetato che raccontano il processo artigianale di stratificazione del colore. «La sezione dedicata al disegno ha messo poi in luce la progettualità italiana attraverso bozzetti originali eseguiti a mano, come quelli firmati da Sergio Cereda tra gli anni 70 e 90, che testimoniano l’evoluzione dello stile e del gusto - prosegue il comunicato - Accanto a questi materiali, una selezione di disegni tecnici contemporanei. Il racconto era completato da una selezione di immagini storiche: fotografie che ritraggono gli artigiani al lavoro e le prime fabbriche del Cadore tra il 1890 e il 1934, le prime edizioni di Mido e campagne pubblicitarie dagli anni 50 agli anni 80 che raccontano l’evoluzione dello stile e restituiscono tutta la forza culturale e identitaria della filiera italiana dell’occhiale».
S1 Ep 164A Formelli 1945 la distribuzione di Xavier Garcia in Italia
La società di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, ha ampliato il portafoglio marchi con il brand spagnolo, da questo mese disponibile per i suoi ottici partnerUn’altra novità consolida il portafoglio marchi distribuiti da Formelli 1945. Dopo “Florence by Mills”, l’azienda di Bologna distribuirà in Italia il brand Xavier Garcia.«Nato nel 2008 a Barcellona, è opera della creatività del fondatore Xavier Garcia - si legge in un comunicato di Formelli 1945 - Artista dalle mille sfaccettature e designer di occhiali, Xavier si ispira all’ambiente intorno a noi per ideare forme e colori, trovando nuovi modi di unire materiali tra loro in combinazioni sorprendenti e innovative. La linea eyewear è commercializzata in tutto il mondo, sia con la presenza diretta dell’azienda sia attraverso distributori selezionati». La nuova collezione sarà in mostra a Silmo 2025, in programma a Parigi dal 26 al 29 settembre.«Il nostro prodotto è presente in Italia da molti anni - dichiara nella nota Pietro Dario, direttore commerciale della società di Barcellona - Ci è sempre stata riconosciuta creatività, innovazione e capacità di stupire con colori esclusivi, in Formelli 1945 abbiamo trovato il partner giusto per allargare la nostra distribuzione su scala nazionale: un riferimento solido e affidabile per gli ottici italiani, con il quale condividiamo i valori dell’essere un’azienda famigliare e l’obiettivo di crescere insieme».La realtà bolognese commercializza sul mercato italiano, tra le altre, anche le collezioni di occhiali di Moleskine e Doubleice. «Il 2025 continua a essere un anno di svolta per Formelli, coincidendo con il suo ottantesimo compleanno - dice nella nota il direttore commerciale Saverio Vecchia - Xavier Garcia interpreta al meglio la tradizione dei prodotti dell’area di Barcellona: colori, geometrie e forme, attenzione sui materiali e le novità del design. Abbiamo poi aggiunto, in collaborazione con l’azienda, una nuova e più accessibile segmentazione di prezzo per essere subito protagonisti grazie a una copertura di tutta Italia con una rete di vendita professionale e riconosciuta».
S1 Ep 163EssilorLuxottica: un AI pop up store nel cuore di Milano
Situato nel quartiere di Brera, in via Fiori Chiari, lo spazio, aperto sino al 28 settembre, è dedicato all’esplorazione del nuovo capitolo dell’eyewear del gruppo con Ray-Ban Meta e Oakley Meta HSTN, lanciato lo scorso 20 giugnoL’AI Pop-Up store di Brera, avviato nella location che in precedenza ha ospitato anche i temporary store di Ray-Ban x A$AP Rocky e di Alain Mikli, vuole accogliere milanesi e consumatori da tutto il mondo per scoprire come EssilorLuxottica e Meta stiano tracciando il futuro dell’incontro tra tecnologia, fashion e connessione umana. Si tratta di un hub interattivo «dove i visitatori possono scoprire come gli occhiali AI stiano ridefinendo il concetto di wearable: non più semplici gadget, ma elementi essenziali dello stile di vita, perfettamente integrati con moda, sport e vita quotidiana - si legge in una nota di EssilorLuxottica - Dai modelli più audaci a design più discreti, esiste uno stile di occhiale AI per ognuno: che si tratti dell’estetica intramontabile di Ray-Ban Meta o del design ad alte prestazioni di Oakley Meta, le nuove collezioni uniscono tecnologia d’avanguardia e stile inconfondibile».All’interno dello spazio, aperto dal 1° al 28 settembre, gli utenti possono trovare demo pratiche dei prodotti con funzionalità Meta AI.
S1 Ep 162Sindrome di Usher: risultati incoraggianti da una terapia genica sviluppata al Tigem
Sono stati presentati a luglio, presso la Sala conferenze del Rettorato dell’ateneo Vanvitelli a Napoli, gli esiti di una cura sperimentale che fa regredire la rara malattia della retina, finora incurabile: il primo caso trattato, un uomo di 38 anni, ha riportato dopo dodici mesi un miglioramento sostanziale della vista. Resi noti anche i dati preliminari su altri sette pazienti italiani, che confermano sicurezza e tollerabilità dell’approccioUna nuova terapia genica sperimentale sviluppata presso il Tigem, l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, ha mostrato risultati clinici incoraggianti in pazienti affetti da Sindrome di Usher di tipo 1B, una rara malattia genetica che provoca sordità alla nascita e perdita progressiva della vista. «I primi dati, presentati a un anno dall’avvio dello studio clinico, indicano un miglioramento significativo della capacità visiva in assenza di eventi avversi gravi - si legge in una nota pubblicata sul sito di Fondazione Telethon, la quale sostiene da oltre dieci anni il lavoro dei ricercatori del Tigem che ha portato a questo approccio innovativo, con l’obiettivo di rendere disponibili trattamenti concreti per patologie genetiche rare finora considerate non affrontabili con la terapia genica tradizionale - La cura è stata somministrata per la prima volta al mondo presso la Clinica Oculistica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, centro capofila della sperimentazione. Il primo paziente trattato, un trentottenne, ha riportato dopo dodici mesi un miglioramento sostanziale della vista, sia da vicino sia da lontano, anche in condizioni di scarsa illuminazione». L’uomo, spiega il comunicato, ha dichiarato di riuscire a riconoscere ora i volti, vedere le corsie del magazzino dove lavora, leggere i sottotitoli in tv. «Non è solo vedere meglio, è ricominciare a vivere», ha raccontato il paziente. «La sindrome di Usher di tipo 1B è causata da mutazioni del gene MYO7A, troppo grande per essere trasportato dai vettori virali comunemente impiegati nella terapia genica - prosegue la nota - Per superare questa limitazione tecnica, i ricercatori del Tigem hanno sviluppato una piattaforma innovativa basata su un sistema a doppio vettore: due virus modificati trasportano ciascuno metà del gene, permettendo alla cellula di ricombinare le informazioni e produrre una versione completa e funzionante della proteina mancante». La terapia genica è già una realtà per diverse malattie rare, ma restano limiti tecnologici da superare, ha affermato Alberto Auricchio, direttore del Tigem e responsabile scientifico di AAVantgarde Bio, azienda biotech sponsor dello studio clinico nata grazie a un primo finanziamento del fondo Sofinnova-Telethon. «La nostra piattaforma consente di estendere questa possibilità anche a patologie causate da geni di grandi dimensioni», ha spiegato l’esperto. Il trattamento avviene tramite un intervento in anestesia generale, durante il quale i vettori vengono iniettati sotto la retina. «L’intervento non è particolarmente invasivo e l’effetto sull’acuità visiva può manifestarsi già dopo poche settimane - ha spiegato Francesca Simonelli, responsabile del Centro di Terapie Avanzate Oculari dell’ateneo Vanvitelli.
S1 Ep 161Mostra del Cinema di Venezia: il dubbio dietro le lenti del capo dello Stato
Nell’ultima pellicola di Paolo Sorrentino, settima tappa del sodalizio tra il regista e Toni Servillo, che ha aperto l’82esima edizione della kermesse, in programma fino al 6 settembre, l’attore interpreta il Presidente della Repubblica Italiana uscente: cattolico, vedovo e padre di una figlia, Dorotea, giurista come lui, si trova a decidere sulla grazia a due detenuti e se firmare o no la legge sull’eutanasia. Questioni complesse e dalle implicazioni importanti, cui guarda con serietà e con profondo dilemma attraverso la sua montatura austeraLa grazia, l'ultimo film di Paolo Sorrentino, presentato in concorso alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia, è destinato a lasciare il segno. Più di otto minuti di applausi ininterrotti con standing ovation dopo la proiezione nella storica Sala Grande del Lido, critiche entusiasmanti, pareri concordi. Il protagonista, Toni Servillo, nel film interpreta Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica memorabile dallo sguardo saggio e profondo, che riecheggia Sergio Mattarella ma anche altri grandi politici: quelle espressioni dietro gli occhiali dalla montatura classica e rigorosa in realtà ci ricordano le istituzioni guidate dall'etica e dal diritto, aumentando la nostalgia di una politica italiana di cui oggi si sente spesso la mancanza. Accanto al Presidente, che è a fine mandato e deve prendere decisioni molto delicate per il bene della collettività, c'è la figlia Dorotea, giurista appassionata come il padre, interpretata dalla bravissima Anna Ferzetti, figlia di Gabriele e moglie di Pierfrancesco Favino, anche lui presente a Venezia con un film sul tennis, Il maestro. Le domande che circolano tra padre e figlia sono impegnative e piene di dubbi, a cominciare dall'emblematica questione: "Di chi sono i nostri giorni?". Per continuare con scontri accesi sul Codice civile rispetto a una nuova legge sull'eutanasia, che è ancora da firmare. Ad alleggerire le discussioni molto animate del film, per fortuna arriva sempre l'ironia sfacciata di Coco Valori, simpaticissima e vitale compagna di liceo e amica del Presidente, interpretata perfettamente da Milvia Marigliano. Occhiali alla moda, con montatura nera vistosissima e nascondi-rughe e occhiaie, elegante e gourmande, Coco, dall'esperienza dei suoi 23 chili in più, tutti autodichiarati, si rifiuta di partecipare alla dieta sana e tristissima, suggerita dalla figlia, definendola “un'ipotesi di cena”, trascinando quindi il suo amico in un vortice di battute, ironia, umorismo e leggerezza.
S1 Ep 160Pippo Baudo: quando Sharon Stone gli pulì gli occhiali
È uno degli aneddoti riportati dalle testate che hanno ricordato la scomparsa del grande presentatore televisivo, avvenuta il 16 agosto scorso: dietro la sua montatura si nascondeva un uomo gentile e disponibileChe Pippo Baudo sia stato uno dei grandi protagonisti della televisione italiana e forse il più famoso presentatore, nessuno lo ha messo in dubbio nei moltissimi scritti a lui dedicati. «Qualsiasi cosa si possa dire di lui, era di più», ha detto Fiorello. Ma che tutti quelli che l’hanno conosciuto, anche solo superficialmente, l’abbiano ricordato come una persona aperta, disponibile, gentile e simpatica non può essere solo una testimonianza di prassi dovuta a chi scompare. Gli esempi, infatti, non sono mancati, da provenienze diverse e più che mai convincenti. Dal giovane comico scoperto alla cantante diventata famosa grazie a lui, fino ai piccoli, veloci incontri. Come mi è capitato molti anni fa in uno studio fotografico dove Baudo, al top della carriera, stava lavorando, vederlo passare e salutare me, il fotografo e tutta la troupe, per primo, con un sorriso augurale, simpatico e non assolutamente dall’alto, come capita con i personaggi. Ammettendo che salutino. E non certo per farsi notare, dato che tutti sapevamo che era in quello studio. Era una delle sue prerogative il suo essere understatement e volersi confondere con la gente. Senza esibizionismi.Aveva stupito molti quando nel 1985, in uno dei tredici Festival di Sanremo da lui condotti, si era mostrato con grandi occhiali da sole neri da star. Non lo si è più rivisto con gli occhiali da sole, se non in una delle ultime foto, e comunque all’esterno. Ma erano occhiali semplici, proprio come quelli da vista metallici o in acetato nero che indossava abitualmente negli ultimi anni. A proposito dei suoi occhiali, la Repubblica ha ricordato un episodio con Sharon Stone, ospite di Sanremo nel 2003. Pare che la diva, all’apice del suo successo, l’abbia invitato nella sua suite, gli abbia tolto gli occhiali, li abbia puliti e abbia detto “Guardami”.
S1 Ep 159Safilo, marginalità record nel primo semestre
Tra gennaio e giugno 2025 il gruppo di eyewear ha fatto registrare la migliore performance operativa degli ultimi dieci anni, con un conseguente e significativo aumento dell’utile netto. In crescita anche il fatturato a cambi costanti«Nel corso del secondo trimestre abbiamo continuato a dimostrare la capacità di adattarci ai molteplici livelli di incertezza generati dalle tensioni geopolitiche e da pressioni macroeconomiche in continua evoluzione: le nostre vendite hanno registrato un incremento del 2,3% a cambi costanti, sostenute dalla continua ripresa del businessin Nord America e dalla tenuta del mercato europeo – commenta Angelo Trocchia, amministratore delegato di Safilo, nella nota sui risultati economico-finanziari approvati dal Cda a fine luglio - La Francia si è confermata tra i mercati di punta, trainata dalla solida domanda di montature da vista e occhiali da sole presso ottici indipendenti e catene retail e rafforzata dalle nostre iniziative di comunicazione in-store. In tutte le aree geografiche (nelle tabelle sotto) i brand posizionati nei segmenti contemporary e lifestyle hanno continuato a mostrare una forte dinamicità, con Carrera, David Beckham, Tommy Hilfiger, Boss, Carolina Herrera e Marc Jacobs che si sono distinti anche nel secondo trimestre».Tra le categorie di prodotto, il periodo aprile-giugno «ha beneficiato in tutti i mercati chiave di una solida domanda di montature da vista, che ha contribuito a compensare la performance più incerta degli occhiali da sole, influenzati dalla maggior prudenza nei consumi e da un contesto ancora fortemente promozionale, in particolare negli Stati Uniti - precisa il comunicato - Nel semestre le vendite nei principali canali wholesale, rappresentati da ottici indipendenti e catene retail, hanno registrato una crescita high-single digit (tra il 7 e il 9%, ndr). Il canale online ha mostrato un incremento moderato nel periodo, mantenendosi stabile, intorno al 16% dei ricavi. In Europa le vendite di occhiali da sole si sono mantenute complessivamente stabili, con l’aumento del businessrealizzato attraverso gli operatori internet pure player che ha bilanciato la performance più debole e volatile nei punti vendita fisici, in particolare in Italia e Spagna. Le montature da vista hanno registrato una crescita low-single digit (tra l’1% e il 3%, ndr), favorita dalla crescente adozione della piattaforma b2b You&Safilo da parte degli ottici indipendenti e delle catene retail».«Da un punto di vista economico abbiamo registrato un altro trimestre di significativa espansione dei margini, supportata da una serie di azioni mirate a mitigare l’impatto negativo dei dazi statunitensi - prosegue Trocchia - Abbiamo chiuso il primo semestre con una marginalità industriale lorda del 61,1%, centrando l’obiettivo di convertire gran parte di questo miglioramento in una solida performance operativa: il margine Ebitda adjusted ha raggiunto l’11,6% delle vendite, il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questi risultati economici (nella tabella sotto), insieme a una gestione disciplinata del capitale circolante, si sono infine tradotti in una forte generazione di cassa e in un’ulteriore riduzione dell’indebitamento. In un contesto altamente incerto, segnato da un quadro tariffario ancora in evoluzione, continuiamo a puntare sulla creazione di valore sostenibile, grazie a un’organizzazione agile, una struttura finanziaria solida e un impegno continuo verso i clienti in tutto il mondo».
S1 Ep 158Forum presbiopia: non solo soluzioni ottiche, ma idee che ridisegnano il futuro
L’appuntamento di novembre a Bologna vedrà protagoniste, tra gli altri, le aziende oftalmiche che saliranno sul palco con interventi all’insegna dell’innovazione condivisaBologna si prepara ad accogliere, il 23 e 24 novembre presso il Centro Congressi del Grand Tour Italia, il parco enogastronomico alle porte del capoluogo emiliano, il Forum presbiopia 2025, ormai considerato nel panorama del settore un evento di riferimento. Come di consueto, ottici optometristi e oculisti si confronteranno su una delle condizioni visive più diffuse e trasversali, non solo dal punto di vista clinico, ma anche in chiave di evoluzione tecnologica e culturale.Al centro dell’iniziativa, promossa in collaborazione con le aziende oftalmiche leader del settore, non ci saranno semplicemente nuovi prodotti, ma idee e innovazioni a 360 gradi. Oltre allo spazio espositivo le imprese partecipanti avranno a disposizione, sotto il cappello degli Innovation Talk, un momento per confrontarsi con la platea sulle ultime lenti o soluzioni correttive, illustreranno progetti, strumenti, modelli comunicativi alla luce delle nuove tecnologie, in grado di offrire nuove prospettive sulla gestione della presbiopia. L’obiettivo è superare la logica della semplice presentazione di un prodotto per esplorare in modo più ampio il concetto di innovazione.L’evento sarà nuovamente, sulla scia delle edizioni precedenti, l’occasione per discutere del ruolo della prevenzione, della personalizzazione del percorso visivo e dell’informazione al paziente-cliente, con un confronto fra classe medica e mondo ottico optometrico come momento di condivisione e collaborazione. L’obiettivo del Forum presbiopia rimane, dunque, la valorizzazione della sinergia tra le diverse figure professionali, sempre con il supporto dell’industria e di quanto offre oggi l’innovazione, a beneficio dell’utente finale (nella foto, un momento del Forum presbiopia 2024, svoltosi a Napoli).Francesca Tirozzi
S1 Ep 157Eco Eyewear, un’estate con montature in metallo riciclato
Il brand di House of Modo rinnova il proprio impegno ambientale grazie a una nuova linea di occhiali realizzati al 95% con questo tipo di materiale, combinando estetica contemporanea e responsabilità ecologicaEco Eyewear rafforza la propria missione green con i nuovi modelli per la primavera estate: realizzati con il 95% di metallo riciclato, «sono la prova concreta che stile e responsabilità ambientale possono convivere armoniosamente», sottolinea una nota del brand, che dal 2009 propone occhiali sostenibili e continua a distinguersi con iniziative concrete, come la piantumazione di un albero per ogni montatura venduta e il sostegno a campagne di pulizia degli oceani a livello globale.L’utilizzo di metallo riciclato permette al marchio di ridurre significativamente rifiuti, emissioni e consumo energetico derivanti dai tradizionali processi di estrazione. «A differenza di molti altri materiali, mantiene inalterate le sue proprietà anche dopo molteplici cicli di riutilizzo, rendendolo una scelta perfettamente circolare – spiega il comunicato - La collezione include anche clip-on solari polarizzati realizzati in plastica bio-based derivata dall’olio di semi di ricino: questi accessori si agganciano con discreti magneti alla montatura ottica, offrendo una protezione UV ottimale senza rinunciare al design».Tra i nuovi modelli spicca Blizzard (nella foto principale), «un occhiale audace e sofisticato, pensato per chi ama vivere l’avventura anche nella quotidianità - conclude la nota - Al suo fianco Mistral (nella foto sopra), una proposta che fonde eleganza retrò e design moderno, con aste ergonomiche». A cura della redazione
S1 Ep 156Marcolin, primo semestre 2025 stabile
Il gruppo di Longarone ha fatto registrare nel periodo un incremento dei ricavi pari a +0,3% a cambi costanti (-0,6% a cambi correnti) rispetto a gennaio-giugno 2024. Tiene anche la marginalitàPerformance stabili su base sia congiunturale sia tendenziale per Marcolin nel primo semestre 2025, con vendite nette superiori a 295 milioni di euro e un Ebitda adjusted di oltre 52 milioni di euro, pari al 17,7% sulle vendite nette (nella tabella sotto), in linea con l’esercizio precedente «nonostante le complessità macroeconomiche», si legge nella nota diffusa al termine del Cda del 30 luglio scorso, che ha approvato i risultati economico-finanziari nei primi sei mesi dell’anno, durante i quali «Marcolin ha saputo consolidare le proprie performance, pur a fronte di uno scenario economico internazionale fortemente influenzato dall’attuale situazione di incertezza commerciale», precisa il comunicato.Le principali aree di sbocco si sono confermate Emea e Americhe, che hanno registrato ricavi rispettivamente per 161,3 milioni e 98,7 milioni di euro: ma se la prima ha rinsaldato il trend positivo (+7,3% a cambi correnti, +7% a cambi costanti), la seconda ha ulteriormente perso terreno (-7,4% a cambi correnti, -4,6% a cambi costanti), non tanto per i nuovi dazi statunitensi, ma per le dinamiche del mercato. A sua volta l’Asia «continua a rappresentare un elevato potenziale per il gruppo nonostante una temporanea decelerazione imputabile a un differente timing di approvvigionamento da parte dei grandi distributori, in recupero rispetto al primo trimestre 2025», spiega la nota.La posizione finanziaria netta adjusted ammonta a 323,1 milioni di euro, sostanzialmente allineata al 31 dicembre 2024, quando era pari a 321,3 milioni, «grazie al positivo flusso di cassa generato dall’attività operativa compensato dall’assorbimento del capitale circolante derivante dalla stagionalità del business tipica del primo semestre», vi si legge.Tra gennaio e giugno di quest’anno Marcolin ha rinnovato una serie di licenze, con Max Mara, Guess, adidas e Gant, e siglato un nuovo accordo esclusivo con rag & bone: oggi sono venti i brand in licenza, che si aggiungono ai due di proprietà, Web Eyewear e ic! Berlin.A cura della redazione