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S1 Ep 155CooperVision: due nuovi ingressi per sales e professional
Sono Milena Allegretti e Marco Spagnuolo che si uniscono ai rispettivi team dell’azienda di contattologia: portano con sé una profonda conoscenza del settore ottico e un approccio concretoMilena Allegretti è la nuova regional account manager della Lombardia: milanese, 50 anni, è da poco entrata nel team sales di CooperVision Italia. Conseguito il diploma in ottica e successivamente la specializzazione in optometria, in campo professionale ha avuto due significative esperienze nel mondo delle lenti a contatto in Vita Research e in Menicon Soleko.«Mi piacciono i valori di CooperVision, che si traducono in scelte concrete e quotidiane: nel mio ruolo, che mi porta ogni giorno a confrontarmi con gli ottici sul territorio, è fondamentale sentirmi supportata da un’organizzazione solida e attenta, che valorizza le competenze e punta a costruire relazioni durature», precisa in un comunicato Allegretti.Originario di Avellino, 39 anni, Marco Spagnuolo entra nel team professional come myopia manager dopo aver ricoperto dal 2023 in CooperVision Italia il ruolo di field specialist consultant. Prima di fare ingresso in azienda, è stato insegnante presso un istituto professionale e ha sempre lavorato a stretto contatto con i più piccoli, specializzandosi nell’applicazione di lenti a contatto pediatriche. «Optometria e contattologia non sono mai state solo un lavoro, perché sono la mia passione, il mio linguaggio quotidiano - spiega nella nota Spagnuolo - Il mio ruolo nasce dall’ascolto del mercato e dalla volontà di dare risposte concrete ai professionisti e questo lo rende ancora più stimolante: significa costruire, aprire strade, creare connessioni con gli ottici e contribuire a far crescere la cultura delle lenti a contatto, soprattutto nei contesti più delicati come quello pediatrico».Un tassello in più dunque nel percorso dell’azienda, che continua a investire nelle persone, nella relazione con il mondo ottico optometrico e nell’innovazione. «Sappiamo che le competenze tecniche sono fondamentali, ma è la capacità di generare connessioni autentiche, ascoltare il mercato e anticipare i bisogni dei professionisti a fare davvero la differenza - conclude nel comunicato Andrea Milletti, country manager di CooperVision Italia e South Europe cluster lead - È proprio in questa direzione che si inserisce l’arrivo di Milena e Marco, i quali, con due profili diversi ma complementari, uniranno esperienza, visione e forte orientamento al settore» (nelle foto, da sinistra, Milena Allegretti e Marco Spagnuolo).A cura della redazione
S1 Ep 154Ottica Inn, il nono negozio è nel cuore di Bologna
Avviato il 9 luglio, si trova in via Albertoni, di fronte all’Ospedale Sant’Orsola: dopo una serie di punti vendita ubicati nell’hinterland del capoluogo emiliano o sul territorio adiacente, è il secondo dell’insegna all’interno della cittàCasalecchio, Castelmaggiore, San Giovanni in Persiceto, Castel San Pietro, Medicina e Faenza: sono le località limitrofe a Bologna lungo le quali si è sviluppata a partire dal 2002 con sette punti vendita, ai quali si aggiungono due a insegna VisionOttica, Ottica Inn, che da alcuni mesi ha deciso di entrare direttamente nella città felsinea. «Nell’ottobre scorso abbiamo avviato uno store in via Marconi, importante arteria cittadina, e ora è la volta di via Albertoni (nelle foto), per un totale di nove negozi - spiega a b2eyes TODAY Gabriele Avanzi, uno dei soci fondatori di Ottica Inn - Quest’ultimo si estende su circa 60 metri quadrati, occupa due ottici optometristi e dispone di una sala refrazione, mentre per il laboratorio ci appoggiamo a quello di un altro punto vendita del gruppo: abbiamo rilevato gli spazi da una precedente attività e li abbiamo trasformati in un centro ottico in linea con lo stile e il concept degli altri otto, ma con alcune peculiarità».Qui infatti si punterà molto sull’ipovisione, «grazie alle competenze del nostro staff, per differenziarci dalla concorrenza e dagli altri store della nostra insegna non solo sui prodotti, che saranno comunque di alto livello, ma anche sui servizi - precisa Avanzi - Da alcuni anni sosteniamo i nostri collaboratori che, una volta fatta la dovuta esperienza, abbiano interesse a partecipare direttamente alla gestione imprenditoriale di un centro ottico: nel caso di Ottica Inn di via Albertoni è entrato nell’assetto societario Gianmarco Bianco, che lavora con noi dal 2019 e si occupa in prima persona del nuovo punto vendita».L’inaugurazione ufficiale è prevista per settembre. «Anche questo store è un Vision Expert Zeiss: pur lavorando con la maggior parte dei principali fornitori oftalmici, l’azienda di Castiglione Olona rappresenta infatti il nostro partner di riferimento, tanto che in via Albertoni abbiamo inserito lo Zeiss i.Profiler Plus per offrire un servizio di alta qualità all’utente finale - sottolinea Avanzi - Qui siamo inoltre focalizzati sulla contattologia specialistica, con la possibilità di gestire casi delicati, come ad esempio il cheratocono, attraverso le lenti Rgp sclerali o la miopia giovanile grazie all’ortocheratologia».Angelo Magri
S1 Ep 153Pieve di Cadore: il patrimonio dell'occhialeria bellunese tra conservazione e rinascita
Sarà inaugurata il 2 agosto, presso il Museo dell’Occhiale, l’esposizione “Non siamo eterni. Dalla nascita alla rinascita degli occhiali storici” nell'ambito del progetto Opti-Rail guidato da Certottica Group: ripercorre le diverse fasi di vita dei materiali plastici utilizzati nell’eyewear, dalla loro lavorazione al degrado, fino alle innovative attività di restauroUn viaggio nella vita e nella conservazione degli occhiali d'epoca realizzati in nitrato e acetato di cellulosa, tra scienza, storia e passione, dove la conservazione diventa una vera e propria rinascita: grazie a Certottica Group, prende vita la mostra “Non siamo eterni. Dalla nascita alla rinascita degli occhiali storici” (nelle foto, alcuni esemplari) , che si terrà presso il Museo dell'Occhiale di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, sino al 17 gennaio 2026.L’esposizione è parte integrante del progetto Opti-Rail, guidato proprio dal gruppo di Longarone in collaborazione con la società che gestisce il Museo della Ferrovia di Lienz: l’iniziativa si impegna a preservare e valorizzare due emblemi dell'area del Dolomiti Live (che comprende i 99 comuni dei territori dell’Osttirol, dell’Alto Bellunese e della Val Pusteria, ndr), ossia gli occhiali storici del distretto bellunese e la locomotiva diesel d’epoca 2043.49.L'inaugurazione della mostra è prevista per sabato 2 agosto alla presenza di Alice Hansen, funzionaria del ministero della Cultura e restauratrice presso la ditta Artes, che sta curando le fasi di restauro degli occhiali in plastica all'interno del progetto stesso. «Il percorso si apre con un approfondimento sui materiali utilizzati per gli occhiali storici, come il nitrato e l'acetato di cellulosa, esplorando i complessi processi di degrado cui sono soggetti, proseguendo con l'arte del restauro attraverso le delicate fasi dalla catalogazione e della pulitura fino al consolidamento dell’occhiale», si legge in una nota di Certottica Group.«Siamo onorati nel guidare Opti-Rail, un'iniziativa di ricerca che rispecchia il nostro interesse di preservare e conservare pezzi unici iconici di una storia di successo, quale è quella del meta-distretto italiano nell’eyewear, affinché le generazioni future possano godere di questi simboli tangibili del nostro passato - commenta Corrado Facco, amministratore delegato del gruppo di Longarone, nel comunicato - Con il progetto abbiamo attivato una cooperazione transfrontaliera che, da un lato, preserva un patrimonio culturale e, dall’altro, mette in campo le migliori competenze anche a livello sperimentale per valorizzare l’heritage di un’intera industry del bello e ben fatto in Italia».A cura della redazione
S1 Ep 152Mido: la sua forza globale e l’italianità nella campagna 2026
“Reveal | Global Eyewear, Gold Standard” è il titolo del nuovo concept che parte da ospitalità, ingegno e stile del nostro paese: curata da Max Galli per Mixer Group, la comunicazione accenderà i riflettori sull’eccellenza e sulla passione, valori chiave che identificano il salone internazionale in programma a Fieramilano Rho, dal 31 gennaio al 2 febbraioSi sviluppa dalla tradizione italiana, fatta di maestria e attenzione ai particolari, il concept della nuova campagna, “Reveal | Global Eyewear, Gold Standard” (nella foto), la quale «celebra la forza internazionale della community Mido: ogni anno più di 1.200 espositori e 42.000 visitatori provenienti da tutto il mondo rendono unica la manifestazione - si legge in un comunicato del salone - Il vero valore di Mido è saper essere ponte fra tradizione e futuro, tra estro italiano e stimoli globali». I veli della campagna simboleggiano proprio questo: il dinamismo di Giacomo Balla, la leggerezza di Italo Calvino e la tensione costante di Leonardo da Vinci verso la ricerca e l’innovazione.La comunicazione della manifestazione ha vinto per l’edizione di quest’anno, con Refocusing on Humans, il premio Mediastars, conquistato per la terza volta consecutiva: si tratta di uno dei principali riconoscimenti del mondo della pubblicità, confermando così il sodalizio con Max Galli per Mixer Group.«Mido è italiana per origine e internazionale per vocazione - dichiara nella nota la sua presidente, Lorraine Berton - La cultura dell’accoglienza, l’estetica, l’organizzazione e la capacità di anticipare le tendenze sono elementi che qui trovano terreno fertile. Il suo essere italiana non è un dettaglio geografico, ma parte del suo dna: Mido eccelle grazie a quella combinazione unica di creatività, competenza, cura del dettaglio, qualità, energia e soprattutto “visione”. Tutte caratteristiche che hanno reso il nostro paese un punto di riferimento in tanti settori, incluso l’eyewear. È anche grazie a questo che Mido è diventata la piattaforma globale dove l’intero mondo eyewear s’incontra».A cura della redazione
S1 Ep 151Lac, un evento interdisciplinare per valorizzare il canale professionale
Il 24 ottobre a Lecce, presso l’Università del Salento, è in programma il secondo appuntamento con l’aggiornamento sulle lenti a contatto morbide, promosso dal Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi«Dopo i positivi riscontri dell’esordio di marzo a Padova, con un corso teorico pratico, portiamo al sud questo percorso di aggiornamento per classe medica e area ottico optometrica, finalizzato al buon uso delle lac: l’obiettivo è valorizzare il canale professionale a beneficio della salute oculare del portatore - spiega a b2yes TODAY Danilo Mazzacane, segretario di Goal - Ci sono, infatti, una serie di vantaggi nell’utilizzo delle lenti a contatto, purché siano rispettate tutte le regole fondamentali per il loro uso: li approfondiremo con una tavola rotonda che cercherà di fornire anche informazioni chiave per diffondere tale messaggio al consumatore finale».“Lenti a contatto: innovazione, valutazione clinica e applicazione” (nella foto, la locandina), realizzato con l’Università del Salento e con Fabiano Group per la parte organizzativa, vedrà la presenza di esponenti delle principali cliniche oculistiche pugliesi. «Contiamo di avere un numero di partecipanti, tra oftalmologi e ottici optometristi, in linea con l’evento di Padova, così da favorire il confronto in un contesto di collaborazione interdisciplinare - dice ancora Mazzacane - L’intenzione è fare di questo percorso un progetto itinerante, coinvolgendo, dopo il nord e il sud, anche il centro Italia e le isole».Giancarlo Montani, tra gli ideatori dell’iniziativa e docente al corso di Ottica e Optometria presso l’ateneo leccese, si dice fiducioso degli esiti di questo appuntamento. «La partnership con l’Università del Salento e la scelta della stessa come sede sono una ulteriore conferma di quanto il clima interprofessionale stia cambiando e di come la classe medica appaia sempre più consapevole sia del ruolo degli ottici optometristi nella contattologia sia dell’importanza di una formazione accademica nel nostro settore», afferma Montani al nostro quotidiano.Angelo Magri
S1 Ep 150Primi presbiti, un “vodcast” per rassicurarli
A fine agosto Nicola Di Lernia lancia “Chi ha paura della presbiopia?”, un format di informazione che abbina audio e video rivolto al consumatore finaleQuando i numeri di penetrazione sono inesorabili ma lenti, il pubblico cade ancora sull’abc della presbiopia e persino la classe medica ha bisogno di costanti rassicurazioni sull’efficacia della lente progressiva, occorre un’azione diretta al consumatore finale. Un’azione in dieci puntate, che tendono prima a contenere e poi ad annullare del tutto la paura nei confronti di tale problematica visiva fisiologica. Da qui è nata l’idea di Nicola Di Lernia.«In Italia abbiamo un bacino di circa 7 milioni di neo-presbiti che possono prendere tre decisioni: far finta di niente, acquistare un premontato e usarlo per almeno un lustro, andare da un oculista o in un centro ottico», spiega a b2eyes TODAY Di Lernia, che per questo nuovo progetto (nella foto, la locandina), il quale nasce sotto il cappello “altavista vodcast club”, da lui ideato, si avvale dell’esperienza pluriennale di autore di saggi sull’argomento e di quasi sei anni di conduzione del Forum presbiopia.Il professionista si pone così di fronte a una telecamera e per dieci puntate di cinque minuti l’una si intrattiene con un pubblico virtuale di primi presbiti su una serie di argomenti: come giunge la presbiopia, da cosa nasce, in che modo si corregge; ma anche come vedere meglio al pc, rilassare la vista, sfatare i falsi miti.«I canali di diffusione del vodcast saranno le principali piattaforme online e YouTube, ma non si escludono collaborazioni con media satellitari o locali - dice ancora Di Lernia, che insieme al copy e creativo Dario Sanna si è occupato anche dei testi - La sezione dedicata ai consigli sull’uso corretto della lente da vista è stata interpretata da Stefano Cazzola, direttore commerciale di Filab, la voce introduttiva è della speaker professionista Elisa Garfagna, produzione e post produzione sono affidati a Studio2 di Padova - “Chi ha paura della presbiopia” rappresenta una piccola goccia nel grande mare dell’informazione su questo argomento ma, parafrasando Madre Teresa di Calcutta, se non ci fosse questa goccia, all’oceano comunque mancherebbe».La prima puntata è già disponibile sui social, mentre la programmazione completa partirà dal 26 agosto.A cura della redazione
S1 Ep 149Un occhiale testimone dello strazio della Grande Guerra
Simile a quello utilizzato dagli Inuit contro l’abbagliamento da ghiaccio, è collegato a un elmetto e serviva a proteggere gli occhi dalle schegge: il cimelio è esposto nel museo dedicato al conflitto che si trova a 3 mila metri, sul tetto della Marmolada, e racconta una storia tragica, del tutto diversa rispetto all’uso per cui era nato“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio: l’esercito marciava per raggiunger la frontiera, per far contro il nemico una barriera. Muti passaron quella notte i fanti; tacere bisognava e andare avanti. S’udiva intanto dalle amate sponde sommesso e lieve il tripudiar de l’onde”.Nella notte tra il 23 e il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in guerra: è l’occasione per completare il processo di unità nazionale e liberare Trentino e Friuli dall’oppressione austriaca. L’esercito italiano, nella marcia silenziosa verso la frontiera con l’Austria, oltrepassa il Piave, che poeticamente esprime la sua gioia con il tripudio delle onde. Il napoletano Ermete Giovanni Gaeta, che si firma E. A. Mario, nel giugno del 1918 compone La leggenda del Piave, il canto che voleva ricordare la vittoria dell’Italia nel primo conflitto mondiale: il successo fu tale che sostituì la Marcia Reale Sabauda di Giuseppe Gabetti come inno nazionale provvisorio sino al 1944. Sul frontespizio, pubblicato nel settembre 1918, si legge che il Piave “è consacrato alla memoria dei soldati che lo santificarono, agli alleati che lo ammirarono, ai nemici che lo ricorderanno”.Il 9 giugno 1990 due soci finanziatori danno vita al Museo della Grande Guerra a 3 mila metri, sul tetto della Marmolada, detta senza retorica la Regina delle Alpi. È il museo più alto d’Europa dedicato a questo conflitto: vi si arriva con la funivia da Malga Ciapèla, all’epoca sede dell’ospedale e del presidio del IX corpo d’armata italiano. Nel 2015, in occasione del centenario del conflitto, il comitato scientifico realizza un percorso multisensoriale, che guida il visitatore attraverso l’esperienza, il racconto, le testimonianze degli uomini che hanno combattuto quella guerra a 3 mila metri e oltre: la Marmolada era il fronte principale e nel 1915 il confine Italia-Austria tagliava in diagonale il ghiacciaio.La Città di Ghiaccio, un reticolo di gallerie e ricoveri scavati nel ghiaccio, irrisoriamente provvisti di comodità, proteggeva i luoghi degli scontri che avvenivano in superficie, i cui effetti sono ancora oggi visibili. Il ghiacciaio, ritirandosi, ha restituito l’esecrabile falcidia della guerra, corpi mutili, vestiti di lana cardata da cura reverente, armi avventizie e malcerte, lettere poetiche ai familiari e anche un elmetto con ancora collegato un occhiale a forma mistilinea, laminato in ferro, con la fessurazione paraschegge (nella foto) che abbiamo conosciuto come occhiale da caccia Inuit contro l’abbagliamento da ghiaccio.Quando noi, intorpiditi dal benessere, alziamo lo sguardo da quella vetrinetta e osserviamo, fuori, lo spazio sovrano che ha restituito quel corpo, l’inquietudine ci soffoca il pensiero e pare di sentire anche il ghiacciaio mormorare quel lugubre arabesco di suoni d’artiglieria che ha molestato il solenne e regale silenzio. Quell’occhiale povero, destinato allo stesso utilizzo, racconta però una storia diversa.Sergio Cappa
S1 Ep 148EssilorLuxottica: Emea e Ray-Ban Meta trainano il fatturato
Il gruppo ha fatto registrare un incremento dei ricavi pari al 7,3% a cambi costanti sia nel secondo trimestre sia nel primo semestre 2025 rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente: nei sei mesi l’area che comprende l’Europa si è dimostrata la più performante, con una crescita superiore al 9%, e gli smart glasses hanno fatto segnare uno sviluppo del 200% su base annua«Abbiamo chiuso un primo semestre solido, con ricavi in crescita in tutte le aree geografiche e in tutti i business: un risultato che conferma la qualità del nostro percorso anche in un contesto volatile e in linea con gli obiettivi di lungo periodo – commentano il presidente e amministratore delegato, Francesco Milleri, e il vice amministratore delegato, Paul du Saillant, nella nota sul bilancio consolidato semestrale di EssilorLuxottica, approvato dal Cda il 28 luglio scorso - Stiamo aprendo la strada a una trasformazione profonda del settore, poiché l’occhiale diventerà sempre più una piattaforma tecnologica dove intelligenza artificiale, sensoristica e soluzioni medicali digitali permetteranno a tutti di accedere a nuove possibilità ed esprimere il proprio potenziale: il successo dei Ray-Ban Meta, il lancio dei Performance AI glasses Oakley Meta e il debutto positivo degli occhiali Nuance Audio sono traguardi importanti lungo questa nuova frontiera. I passi avanti nel med-tech e il completamento dell’acquisizione delle cliniche Optegra ci permetteranno inoltre di offrire un’esperienza di cura sempre più personalizzata, integrata e costruita attorno alle esigenze del paziente: percorsi completi di cura della vista, diagnostica avanzata e trattamenti terapeutici si affiancheranno a nuove possibilità per la diagnosi precoce di numerose patologie».
S1 Ep 147Alberto Vitaloni, una storia familiare tra auto e occhiali
Il 21 luglio è scomparso l’imprenditore torinese che alla fine degli anni 80, dopo una lunga esperienza nell’automotive, ha avviato l’azienda che oggi porta il nome di Vanni ed è guidata dal figlio Giovanni, già presidente di Anfao e MidoUn imprenditore illuminato: così nell’azienda torinese ricordano Alberto Vitaloni (nella foto principale), per la determinazione e il coraggio con cui ha varato progetti di volta in volta adattati a contesti in continuo mutamento.Nato nel 1942, dopo aver completato la formazione tecnico meccanica entra nell’impresa fondata nel ‘29 da suo padre Giovanni, che ha come fulcro la produzione di componenti elettromeccanici per l’automotive, all’epoca in grande espansione. In quei primi anni Alberto sviluppa e integra l’attività esistente fino a condurla a livelli industriali su scala internazionale, «impegnandosi in battaglie per la sicurezza stradale che porteranno nel 1976 alla legge per l’obbligatorietà degli specchi retrovisori, che prima di allora venivano montati sulle auto solo come accessorio - racconta una nota dell’impresa familiare - Il successivo boom della Vitaloni è trainato proprio dalla produzione di retrovisori (nella foto sotto), negli stabilimenti di Rivalta e Orbassano, nel Torinese, che lui stesso disegna, partendo dalla funzione protettiva alla quale devono assolvere, e completati nel design da un senso estetico d’avanguardia».
S1 Ep 146Ray-Ban e A$AP Rocky, debutto a Parigi per The Next Generation
L’housebrand di EssilorLuxottica e l’artista tornano a collaborare con il lancio ufficiale della nuova capsule, svelata in anteprima un mese fa sulla passerella di Awge, il marchio fondato dall’agenzia creativa dell'artista americano, durante l’ultima Paris Fashion Week dedicata all’uomoLa nuova capsule The Next Generation, frutto della collaborazione del marchio con il proprio direttore creativo A$AP Rocky è composta da tre modelli inediti, Ultra Wrap 001 (nella foto), Ultra Wrap 002 e Ultra Wrap 003, e segna la prima release dell'artista con Ray-Ban Studios, il progetto del brand di eyewear avviato nel 2018, che ne sottolinea il legame con la musica. Ogni occhiale presenta un’estetica scultorea e futuristica, con curve accentuate e una forma audace, e una palette cromatica d’impatto dove il nero intenso domina la scena, affiancato da varianti come l’oro trasparente e lenti a specchio ad alto contrasto. Le montature sono inoltre custodite in un cubo rigido in plexiglass con maxi custodia, impreziosito dal logo in rilievo A$AP Rocky x Ray-Ban, a sottolineare unicità e valore del prodotto.«La collezione è il manifesto estetico della visione di A$AP Rocky per Ray-Ban Studios: un luogo dove la creatività di Harlem, le forme sperimentali e l’energia della cultura urbana si fondono in una vera e propria opera d’arte da indossare - si legge in un comunicato congiunto - Non solo un accessorio, quindi, ma un simbolo di identità».La release è in edizione limitata e sarà disponibile online e nei punti vendita EssilorLuxottica fino a esaurimento scorte. A cura della redazione
S1 Ep 145Filab mette le relazioni al centro: a New York con i partner ottici
La società oftalmica ha scelto di investire non solo in prodotto, ma anche nel valore dei rapporti umani, organizzando esperienze che uniscono business e benessere. Dopo il successo del viaggio in Giamaica a febbraio, rilancia con una nuova iniziativa nella Grande Mela, prevista per ottobreL’evento a New York (nella foto, gentilmente concessa da Filab, la locandina) sarà riservato a un selezionato gruppo di professionisti, «protagonisti di un percorso all’insegna della condivisione, dell’eccellenza organizzativa e dell’autenticità», spiega una nota di Filab. Si tratta di un’opportunità per rafforzare il rapporto con i partner già fidelizzati e per aprire le porte a nuovi ottici che desiderano conoscere da vicino l’azienda di Lucca.«Il valore dei risultati ottenuti sul mercato dipende da un insieme di fattori: l’impegno nella ricerca di qualità e innovazione, ma anche il coinvolgimento diretto dei clienti in esperienze esclusive e ricche di significato», spiega nel comunicato Stefano Cazzola, direttore commerciale di Filab, che sottolinea l’importanza di costruire rapporti autentici e duraturi con i propri partner, al di là delle sole dinamiche commerciali.Un approccio, precisa la nota, che si riflette nella crescita della società toscana, trainata da un’offerta ispirata a un elevato contenuto tecnologico e da una visione chiara: offrire ai centri ottici un punto di riferimento affidabile e coerente, in un mercato sempre più complesso e frammentato. «La nostra forza è nella serietà professionale, che per noi significa essere un’azienda presente, vicina e pronta a difendere il lavoro e l’identità dei nostri clienti», sottolinea Cazzola. Francesca Tirozzi
S1 Ep 144Alta formazione sulla gestione ottica del cheratocono: c’è il patrocinio di Aimo
Il corso rivolto ai professionisti della visione, in programma presso l’Università di Padova dal 13 ottobre all’11 novembre, prevede circa un terzo di lezioni tenute da oftalmologi che si occupano di tale patologiaUna scelta fondamentale quella del coinvolgimento diretto e significativo della classe medica nel primo corso di Alta formazione sulla gestione ottica del cheratocono voluto dall’ateneo padovano: per offrire un servizio efficace e sicuro alle persone coinvolte i promotori ritengono, infatti, necessaria una collaborazione sinergica tra le due aree, confermata dal patrocinio di Aimo.Nel primo modulo dell’iter gli oculisti Francesca Massignan e Cosimo Mazzotta introdurranno l’argomento ai partecipanti parlando, rispettivamente, di fisiopatologia e diagnosi e di terapia e chirurgia nel cheratocono, in seguito Andrea Leonardi tratterà di superficie oculare e Umberto Camellin di semeiotica strumentale nel cheratocono.«La partecipazione degli oftalmologi nel programma didattico è necessaria in quanto figure responsabili della diagnosi e terapia del cheratocono, con le quali l’ottico optometrista deve saper collaborare in modo sinergico fornendo elevate competenze tecniche nei limiti dei propri ambiti di competenza, con il fine ultimo di offrire un servizio efficace e sicuro alle persone coinvolte - commenta a b2eyes TODAY Mirko Chinellato (nella foto), docente dell’ateneo padovano e vicedirettore del corso - Aver ricevuto il patrocinio di Aimo rappresenta un messaggio importante e gratifica l'impegno dell'ateneo nell'organizzazione del corso. Così come il patrocinio di Aiche, che da anni lavora in tutto il territorio nazionale perseguendo finalità di solidarietà sociale nel campo dell'assistenza sociosanitaria alle persone affette da cheratocono».Per l’area ottico optometrica i docenti, che si soffermeranno sulle diverse soluzioni per la gestione di tale problematica, saranno Anto Rossetti, il quale si focalizzerà sulle lenti oftalmiche, Mauro Frisani, che interverrà su aberrometria e ottica oculare, Davide Brambilla e Antonio Calossi, che affronteranno rispettivamente le lac morbide e quelle Rgp corneali. Pietro Gheller analizzerà invece gli aspetti psico-dinamici della persona affetta da cheratocono, mentre Chinellato le Rgp sclerali. Il fisico Gianluca Ruffato si concentrerà poi su metodo scientifico e biostatistica. Seguiranno, nell’ultimo modulo, dimostrazioni pratiche con Renzo Colombo e la presentazione dei project work seguiti da Chinellato stesso.Tra il nuovo corso, le cui iscrizioni si chiuderanno il 2 ottobre, e l'ormai consolidato iter di Alta formazione in contattologia, che nel febbraio 2026 sarà giunto alla decima edizione, esiste un collegamento organizzativo e professionale. «Entrambi nascono dalla volontà di alcuni docenti e del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Padova di offrire percorsi formativi specifici e di alto livello in ambito accademico, contribuendo alla crescita delle relazioni tra il mondo accademico stesso e quello ottico optometrico - precisa Chinellato - Essendo la prima edizione e una novità su scala nazionale, dal corso sulla gestione ottica del cheratocono ci aspettiamo un significativo interesse da parte dei professionisti coinvolti nella gestione della visione, che credono nell'importanza di una formazione di alto livello omogenea e strutturata in un ambito così importante e delicato per il pubblico».Nicoletta Tobia
S1 Ep 143Abusivismo professionale: ottico optometrista di Napoli assolto in appello
Il 3 giugno scorso Ivano Casciano, titolare dell’omonimo centro ottico di Pompei, è stato assolto dalla Seconda Sezione Penale della Corte di Appello del capoluogo campano dal reato previsto all’articolo 348 del Codice penale. Si tratta di una delle numerose vicende giudiziarie scaturite dagli esposti presentati a partire dal 2016 alle procure nazionali da parte della Società Oftalmologica ItalianaL’accusa era di esercizio abusivo della professione di medico oculista, da cui Ivano Casciano era già stato assolto perché il fatto non sussiste dal Tribunale di Torre Annunziata in composizione monocratica il 24 gennaio 2024. La sentenza era stata portata in appello dalla Procura di tale Tribunale e dalla Società Oftalmologica Italiana, costituitasi parte civile.Il professionista campano era stato accusato di aver utilizzato un tonometro come strumento per misurare la pressione oculare, secondo quanto riferito da una cliente ai Nas intervenuti presso Ottica Casciano nell’agosto 2022, nelle sue dichiarazioni rese come sommarie informazioni testimoniali.Nella sentenza della Corte di Appello di Napoli, con motivazione contestuale, si legge che «questa Corte ritiene condivisibili gli ultimi menzionati approdi delle citate pronunce di merito, con la conseguenza che l’imputato va pertanto assolto», in quanto, pur avendo, almeno nel caso della cliente in questione, «fatto uso del tonometro (mezzo peraltro che non appare avere carattere invasivo, non entrando neppure a diretto contatto con il cliente), non risulta abbia in nessun caso effettuato diagnosi, collegate al suo utilizzo, di tipo medico-oculistico né alcuna prescrizione medica corrispondente, ma piuttosto al contrario si ha, nel caso all’esame, il positivo riscontro che, all’esito della visita medica, l’imputato si sia limitato a indicare la prescrizione di occhiali, come da ordinarie competenze professionali dell’ottico-optometrista».«Ne consegue in definitiva che l’assenza della prova del fatto che l’imputato abbia formulato, in connessione con l’uso del tonometro, diagnosi di tipo medico o prescritto interventi terapeutici riservati esclusivamente al medico-chirurgo ovvero allo specialista oculista, essendosi invece limitato alla prescrizione di lenti correttive - e perciò restando nel perimetro della propria dimensione professionale - depone nel senso della non integrazione del reato contestato anche in ragione del principio di necessaria offensività del reato che nella specie non appare scalfitto. L’imputato va perciò assolto e la sentenza di primo grado integralmente confermata», conclude la sentenza della Corte di Appello di Napoli.Interpellato dal nostro quotidiano, Riccardo Salomone, legale della Società Oftalmologica Italiana, ritiene che nella sentenza del 3 giugno scorso «alcuni dati di fatto non sono correttamente riscostruiti».
S1 Ep 142Reverchon, ritorno a Novi Ligure
A metà giugno, nella centrale via Girardengo della località in provincia di Alessandria, è stato inaugurato un nuovo punto vendita dell’insegna, che così porta a 26 i negozi di proprietà tra Valle d’Aosta, Piemonte e LombardiaIl territorio di Novi Ligure non è una conquista recente per Reverchon, ma l’avvio del nuovo store nel centro città segna comunque un traguardo importante. «Eravamo già presenti dalla fine degli anni 90 a Pozzolo Formigaro, a pochi chilometri da qui, presso il centro commerciale I Giovi, uno dei primi mall in Italia che serviva quest’area e l’apertura era stata un grande successo: in seguito nel 2003 ci siamo trasferiti, sempre nel Novese, nel comune di Serravalle, presso l’omonimo centro commerciale, punto vendita tuttora attivo - racconta a b2eyes TODAY Paolo Reverchon - Di recente però si è presentata un’eccellente opportunità: subentrare alla conduzione di un negozio in pieno centro che 30 anni fa era stato proprio un’ottica storica di Novi Ligure, Ottica Cabella. Il proprietario è stato molto felice di affittarlo a noi, perché in qualche modo ciò rappresenta una continuità con il passato, dopo che i locali erano stati occupati da una profumeria. Peraltro era contento anche del fatto che a subentrare fosse un ottico radicato nel territorio, poiché sono trent’anni che siamo qui. Infatti abbiamo una clientela consolidata che ora potremo servire ancora meglio. Inoltre, questa è una città importante di sviluppo industriale e per il turismo e sarà un po’ la zona di smistamento dell’alta velocità tra Genova e Milano, nel progetto Terzo Valico, perciò è una location davvero strategica».
S1 Ep 141Menicon Soleko e lo sport: partnership anche nella pallavolo femminile
Dalla stagione 2025-2026 l’azienda di contattologia sarà al fianco dell’Azzurra Volley Firenze, società di Serie A1 e punto di riferimento a livello giovanile in ToscanaBasket, pallavolo, rugby, equitazione e danza: sono già numerose le discipline sportive in cui Menicon Soleko ha avviato partnership e attività di vario genere a partire dal 2024. «Il nostro progetto continua a crescere, con l’obiettivo di consolidare la presenza nei territori e di rafforzare il legame tra salute visiva, sport e comunità: vogliamo diffondere una cultura consapevole della prevenzione e sull’uso della lente a contatto, soprattutto tra gli atleti e i giovani - spiega un comunicato della società di Pontecorvo, in provincia di Frosinone - L’impegno nasce dalla convinzione che una buona visione è parte fondamentale della performance sportiva e del benessere individuale: gli screening gratuiti che portiamo sui campi da gioco rappresentano un’occasione preziosa per intercettare precocemente problematiche visive, per educare ragazzi, community, famiglie e staff tecnici e per valorizzare il ruolo centrale dell’ottico optometrista nella filiera della salute visiva».Le ultime iniziative riguardano proprio gli screening, realizzati con il contributo professionale di esponenti della classe medica e del mondo ottico optometrico: 75 sono stati effettuati il 31 maggio in occasione del torneo amatoriale della Capitolina Rugby (nella foto), dedicato agli over 30 e sponsorizzato da Menicon Soleko, e oltre 80 in una sola giornata, il 1° luglio, durante il prestigioso evento di equitazione presso la Farnesina. Nei mesi scorsi sono stati inoltre coinvolti centri ippici e scuole con attività di educazione e informazione visive. E ora prende il via la partnership con l’Azzurra Volley Firenze, da una decina di stagioni presenza fissa nella massima divisione del campionato italiano di pallavolo femminile. «Si tratta di una realtà strutturata e ben radicata nel territorio che si distingue per visibilità nazionale grazie alle dirette televisive su Rai Sport e alle piattaforme streaming come Volleyball World Tv, nonché per una forte presenza nel capoluogo toscano e nei campionati federali nazionali e regionali - precisa la nota - L’ingresso di questo team nel progetto sport rappresenta un’estensione della nostra visione: registriamo riscontri concreti non solo tra atleti e famiglie, ma anche nella rete più ampia di educatori, allenatori, ottici e operatori sanitari che ruotano intorno allo sport».La comunicazione e la condivisione social stanno contribuendo a rafforzare il messaggio: da settembre Menicon Soleko ha in programma nuove attività di sensibilizzazione, sia in presenza sia online, come eventi presso le società sportive, formazione on demand per famiglie e staff, presenza attiva sui canali social delle squadre partner e un maggiore coinvolgimento degli ottici optometristi.A cura della redazione
S1 Ep 140Drumohr: un occhiale con il dettaglio “a biscottino”
Il nome di questa particolare lavorazione gli è stato attribuito da Gianni Agnelli e caratterizza anche il primo modello da sole dello storico marchio scozzese di maglieria per uomo, che dalla primavera estate 2026 si apre al pubblico femminileEssere innovativi nel continuo rispetto della tradizione, non è certo semplice nella moda. Soprattutto se si tratta di un marchio nato nel 1770. Si sta parlando di Drumohr, brand scozzese maschile famoso per la sua maglieria, acquistato nel 2006 dal gruppo italiano Ciocca. Di recente, infatti, è stata presentata a Milano la collezione primavera estate 2026, la prima del nuovo direttore creativo Massimiliano Giornetti, un notevole curriculum in famose maison e dal 2019 direttore del Fashion Design Department di Polimoda.Tra le novità non solo l’inserimento di capi in tessuto ma l’apertura alla donna con pezzi genderless o con dettagli spiccatamente femminili. Nel rispetto della tradizione da sempre attenta alla ricerca di materiali particolari e di elementi identificativi. Una collezione quindi perfettamente rappresentativa di uno stile elegante e understatement. E, tra le novità, un modello di occhiali da sole unisex (nelle foto) sviluppato in tre colori con all’interno delle aste il disegno “razor blade” della maglieria. Meglio conosciuto come “a biscottino”, perché simile a un Pavesino. Una definizione datagli dall’Avvocato Agnelli, per il quale i Drumohr erano i maglioni preferiti, molto prima di diventare di produzione italiana, oltre che il regalo che amava fare ai suoi amici.Luisa Espanet
S1 Ep 139Ago, un tour per 100 associati
Ago, un tour per 100 associatiSi è recentemente conclusa la prima parte del roadshow proposto quest’anno da Alleanza Gruppi Ottica: il programma riprenderà a settembreDieci tappe complessive in altrettante località italiane per sottolineare la vicinanza con i propri associati, coprendo gran parte del territorio nazionale: è l’obiettivo del tour Ago 2025, che ha recentemente portato a termine il primo ciclo di cinque appuntamenti. La seconda fase del progetto inizierà dopo la pausa estiva.«Abbiamo voluto rispolverare, dopo un po’ di tempo, questa modalità per presentare i servizi e le novità di prodotto del nostro network – spiega a b2eyes TODAY Valentina Magliano, referente marketing di Allenza Gruppi Ottica-Ago, nata nel 2018 dalla partnership tra Ottici Associati e Cio e che oggi conta circa 550 punti vendita aderenti - Ma dietro tale iniziativa c’è soprattutto l’intenzione di discutere con i nostri ottici dei nuovi progetti che abbiamo in cantiere: nella prima fase del roadshow l’obiettivo è stato centrato, grazie al coinvolgimento complessivo di un centinaio di professionisti. E altrettanti saranno verosimilmente quelli che parteciperanno alle altre cinque tappe programmate per la seconda metà del 2025».Non è stata casuale nemmeno la scelta del network di puntare su sedi di rappresentanza, come quelle di Confesercenti o Confcommercio, per l’organizzazione degli incontri. «Con questo tour Ago vuole anche creare dei gruppi di lavoro tra i vari affiliati, per riuscire a proporre servizi di consulenza sempre più focalizzati sulle esigenze locali - dice ancora Magliano - E tali sedi costituiscono un ulteriore supporto per entrare in contatto proprio con i servizi specifici offerti dal territorio in cui operano i centri ottici coinvolti» (nelle foto, alcuni momenti del primo ciclo del tour Ago). Angelo Magri
S1 Ep 138Università del Salento: al via un nuovo corso post laurea su sport vision e optometria
L’ateneo leccese ha annunciato l’attivazione di un’iniziativa formativa multidisciplinare gratuita che punta a formare professionisti capaci di collegare i due ambiti. Il bando si chiuderà il 29 luglioIl corso (nella foto, la locandina), che inizierà tra settembre e ottobre e si concluderà tra aprile e marzo 2026, è rivolto a laureati triennali e prevede un iter didattico articolato in circa 12 insegnamenti e una prova finale: tra questi ci saranno anatomia e fisiologia oculare, legislazione nello sport, scienze motorie e visual training applicato a diverse discipline sportive. La didattica sarà supportata da materiale gratuito, fornito a tutti i partecipanti. Il piano prevede 32 crediti formativi universitari, con frequenza in presenza due giorni a settimana nelle aule del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’ateneo salentino.«Al momento non sono previste lezioni online, ma l’eventuale introduzione della modalità mista sarà valutata in itinere, mentre laboratori ed esercitazioni saranno interamente in presenza - spiega a b2eyes TODAY Maurizio Martino, coordinatore del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’università pugliese - L’iniziativa è interamente finanziata dal Pnrr e sarà gratuita per tutti gli iscritti. La partecipazione andrà da un minimo di 10 a un massimo di 50 iscritti. Inoltre, sono disponibili quattro borse di studio per studenti fuori sede, residenti a oltre 150 chilometri da Lecce, e due borse di studio per allievi stranieri».I docenti verranno selezionati tramite bando pubblico: sono già previste almeno due figure internazionali e diversi esperti nei settori coinvolti. Al termine del corso gli studenti che avranno frequentato almeno il 75% delle lezioni riceveranno un attestato ufficiale rilasciato dall’Università del Salento.«Con questa prima edizione, le cui iscrizioni si chiuderanno il 29 luglio, vogliamo costruire un percorso di alta formazione destinato a professionisti che, grazie a un’impronta multidisciplinare, siano in grado di connettere in modo competente l’optometria e la pratica sportiva», conclude Martino. Francesca Tirozzi
S1 Ep 137Italiani, fino a prova contraria
Oggi l’orgoglio nazionale sembra emergere solo se davvero ci convieneDalla gioia nel vedere un nostro tennista alzare le braccia al cielo per la prima volta nella storia di Wimbledon siamo passati alle dichiarazioni del ministro dello Sport sul motivo della sua assenza dagli spalti inglesi. Pare che oggi vada di moda il politico dal volto umano: neppure un ministro democristiano della Prima Repubblica avrebbe mai confessato di aver disertato un evento pubblico perché era stanco e aveva bisogno di stare in famiglia. Siamo diventati tutti italiani, ma fino a prova contraria.Dipende se ci conviene. Così un ministro dello Sport decide che la famiglia è più importante della vittoria a Wimbledon, una nota azienda nazionale dell’abbigliamento di lusso consente, secondo quanto ravvisato dai giudici, che il suo made in Italy si produca sì qui, ma in magazzini irregolari con personale straniero sottopagato e all’insegna del caporalato: un capo fatto da mani sapienti, come direbbe Brunello Cucinelli, ma non italiane, bensì asiatiche.Poi parliamo di management della gentilezza, della custodia dei valori, della difesa del made in Italy: perché parlare non costa come quel maglione apparentemente italiano, pagato da un turista nel nostro paese anche 3.000 euro a fronte dei circa 100 spesi da chi lo fa fabbricare nel modo sopra descritto.È fine luglio, fa caldo: dobbiamo proprio discutere di cose serie, sempre che la maggioranza supponga che lo siano? Ebbene sì. Abbiamo davanti a noi un mese in cui potremmo dedicare almeno 10 minuti alla riflessione su cosa si dice e su come lo si fa. Perché la gentilezza, i valori, il rispetto stanno tutti lì. Il resto, come diceva Robert De Niro ne Gli intoccabili, è solo chiacchiere e distintivo. Anche nell'ottica.Nicola Di Lernia
S1 Ep 136Italian Optic: a Manerba del Garda il diciottesimo negozio
L’insegna bergamasca lo ha avviato il 10 luglio scorso e una decina di giorni dopo ha organizzato, per l’inaugurazione, un evento in collaborazione con Ray-BanDuecento metri quadrati di estensione su un livello, tre persone che vi lavorano di cui due ottici diplomati. E ancora: due sale refrazione, un laboratorio per piccole lavorazioni e montaggi veloci e, infine, un’ampia area vendita. È il profilo del nuovo punto vendita Italian Optic a Manerba del Garda (nelle foto), il diciottesimo del gruppo guidato da Stefano Chiarla e Fulvio Rizzi. «Per la sua inaugurazione, il 19 luglio scorso, abbiamo organizzato un evento con Ray-Ban – dice Chiarla a b2eyes TODAY – Collocato sulla sponda bresciana dell’omonimo lago, non è il primo che apriamo in quella provincia: siamo infatti già presenti a Bagnolo Mella e a Rezzato, oltre che a Brescia città». La società punta forte su quest’area, nonché ovviamente su quella di Bergamo, in cui si trova la sede centrale, precisamente a Curno, e su Milano e dintorni: qui c’è l’unico centro ottico che ha conservato l’insegna storica, Quercetti, accanto al Duomo. «A inizio anno è diventato Italian Optic anche il negozio di Saronno, a metà strata tra il capoluogo lombardo e Varese - ricorda ancora Chiarla - Dopo Manerba del Garda non ci fermeremo: l’intenzione infatti è espanderci, non andando tuttavia oltre i confini della Lombardia, che resta la nostra regione di riferimento».Da più di un decennio Italian Optic ha inoltre legato il proprio nome all’Atalanta. Dopo l’esaltante 2023-2024, conclusosi con la conquista dell’Europa League, il gruppo ottico ha confermato le varie iniziative a supporto della squadra anche nella stagione appena terminata. E sarà così pure per il campionato e le coppe che inizieranno tra circa un mese. «Il rapporto con il club nerazzurro è sempre più solido: Italian Optic rimane un suo sponsor di riferimento, come ulteriormente dimostrato dal nostro brand in chiara evidenza alla festa dei tifosi del giugno scorso, con l’augurio di poter rivivere presto i successi e le forti emozioni provate negli ultimi anni grazie a questi colori», conclude Chiarla.Angelo Magri
S1 Ep 135Anfao: restare uniti e difendere la nostra eccellenza
È il messaggio emerso dall’assemblea generale dell’associazione delle aziende italiane di occhialeria e oftalmica, svoltasi martedì scorso a Venezia, presso Palazzo Flangini, sede della mostra “The Lens of Time-The History of Eyewear in Italy”, in corso sino al 30 luglioIn un clima definito da un comunicato di Anfao di condivisione e rilancio, il 22 luglio si è tenuto un appuntamento «denso di contenuti, in cui la presidente, Lorraine Berton, insieme all’intero Consiglio di presidenza, ha tracciato un bilancio delle attività e indicato le linee strategiche per affrontare le sfide del settore, tra export in calo, pressione normativa e rischio di incremento dei dazi». Così, pur in un contesto complesso, Anfao c’è, «al fianco delle imprese, per rappresentarle con autorevolezza e costruire strumenti reali, formativi e di sistema - ha dichiarato Berton - L’occhialeria italiana è una eccellenza riconosciuta nel mondo e dobbiamo fare tutto il possibile per valorizzarla e difenderla».Durante l’assemblea è stata presentata una panoramica delle numerose attività in corso e dei nuovi progetti, che vanno «dalla formazione e l’inclusione alla sostenibilità, dall’attenzione ai giovani alla tutela istituzionale, fino al coinvolgimento della classe medica e all’innovazione tecnologica, con il progetto Eyevolution e il protocollo per la telerefertazione, sviluppato in collaborazione con l’Osservatorio presbiopia», precisa la nota.A livello di mercato, la principale preoccupazione riguarda naturalmente i dazi. «L’ipotesi di un loro inasprimento da parte degli Stati Uniti è una minaccia concreta, non solo economica ma anche simbolica: non possiamo permettere che barriere commerciali alterino la libera competizione internazionale - ha sottolineato la presidente di Anfao - Stiamo lavorando affinché la voce dell’occhialeria italiana arrivi forte e chiara sui tavoli ministeriali e nelle sedi europee». È stato inoltre ricordato che la combinazione di fattori macroeconomici, dai conflitti internazionali ai dazi appunto, passando per la pressione normativa e i costi produttivi, impone una strategia di tutela e valorizzazione della filiera italiana, che l’associazione sta già portando avanti: fondamentali risultano quindi anche le attività di internazionalizzazione che, nonostante gli ottimi rapporti con gli organi governativi, è stato ricordato come fatichino a decollare. «Supportare concretamente le aziende del settore sul piano internazionale rappresenta, oggi più che mai, una priorità assoluta per Anfao: riteniamo fondamentale garantire continuità e solidità alle azioni di promozione all’estero, offrendo strumenti e risposte tempestive alle esigenze delle imprese», ha detto il vicepresidente vicario Davide Degl’Incerti Tocci.
S1 Ep 134Sel Optical, primo centro servizi in Lombardia
Prosegue il piano di espansione commerciale sul territorio italiano dell’azienda oftalmica: aperta una sede operativa a Lissone, alle porte di MilanoSel Optical continua a investire nel potenziamento della rete distributiva nazionale con l'apertura del suo primo centro servizi in Lombardia, a Lissone, in provincia di Monza e Brianza, denominato Sel General Optical. La struttura, attiva da luglio, è gestita dal responsabile Piergiorgio Bonfanti e serve l’intera regione: offre un magazzino di lenti pronte a stock, servizi di montaggio, colorazione e riparazione, oltre a garantire consegne rapide quotidiane nell’area di competenza.«Dopo l’Emilia Romagna, con l’inaugurazione del centro servizi in provincia di Rimini, introduciamo un’ulteriore novità strategica che rafforza la nostra presenza nel mercato italiano», dichiara in una nota Francesco De Anna, direttore commerciale Italia di Sel Optical. Con l’apertura di Lissone salgono a 12, tra filiali locali e centri servizi, le strutture operative nel paese, oltre alla sede centrale di Codigoro, in provincia di Ferrara.«Siamo felici di dare il benvenuto al team di Sel General Optical - afferma nel comunicato Barbara Vicini, sales area manager Nord Italia dell’azienda - Il loro contributo sarà fondamentale per consolidare la nostra strategia di capillarità sul territorio, offrendo un supporto tecnico e commerciale sempre più vicino ai centri ottici partner» (nella foto, a destra, Piergiorgio Bonfanti con lo staff e gli agenti commerciali della nuova sede di Lissone).A cura della redazione
S1 Ep 133Nau! sale a quota cinque in Abruzzo
Un nuovo punto vendita dell’insegna è stato inaugurato il 19 luglio presso il Centro Commerciale Val Vibrata a Colonnella, in provincia di TeramoIl centro ottico Nau! (nella foto) avviato di recente rappresenta il quinto store del brand di occhiali con negozi monomarca in Abruzzo, dopo quelli di Teramo, Pescara, Chieti e San Giovanni Teatino. «Uno spazio che, come sempre, racconta la visione dell’azienda grazie a un design pulito, materiali sostenibili ed elementi d'arredo vintage», sottolinea una nota della società di Castiglione Olona, in provincia di Varese.Il nuovo punto vendita ha un’ampiezza di circa 100 metri quadrati e impiega quattro addetti, di cui un ottico.Con l’apertura presso il Centro Commerciale Val Vibrata a Colonnella salgono a 154 gli store complessivi Nau! tra Italia ed estero.A cura della redazione
S1 Ep 132Ital-Lenti amplia la linea fotocromatica: Sunset si tinge di blu
Dopo il lancio dello scorso anno e i riscontri ricevuti dal mercato, la società oftalmica introduce un nuovo colore: una scelta dettata dalla crescente richiesta, da parte di ottici optometristi e portatori, di soluzioni visive che coniughino performance tecniche e stile personaleGià disponibile nelle varianti grigio, marrone e verde, la gamma Sunset si arricchisce ora di una quarta opzione cromatica, offrendo ancora più possibilità di personalizzazione. «Il nuovo blu fotocromatico (nella foto, un’immagine di campagna) si propone come alternativa moderna e distintiva, ideale per chi cerca una lente che unisca protezione e forte identità estetica - si legge in una nota di Ital-Lenti - È pensata per un pubblico giovane, attento al design, ma anche per chi desidera valorizzare montature leggere, metalliche o trasparenti con una colorazione più sofisticata e contemporanea».Il comunicato spiega che, secondo recenti analisi di settore, oltre il 30% degli utenti finali sarebbe interessato a soluzioni fotocromatiche che offrano non solo protezione, ma anche uno stile riconoscibile. L’azienda ricorda, inoltre, che dal punto di vista tecnico la nuova lente Sunset blu mantiene tutte le caratteristiche che contraddistinguono la linea: attivazione rapida alla luce UV, oscillazione cromatica omogenea, trasparenza ottimale in ambienti interni e protezione totale dai raggi UV.Già disponibile sul mercato, «Sunset blu è pensata per gli ottici che vogliono distinguersi, proponendo ai propri clienti una lente in grado di unire tecnologia avanzata, benessere visivo e identità estetica - conclude la nota - Grazie all’equilibrio tra prestazioni tecniche e impatto stilistico, questa nuova proposta rafforza ulteriormente il posizionamento della linea Sunset tra le fotocromatiche più evolute e versatili del mercato».A cura della redazione
S1 Ep 131Bicocca, al via il secondo anno della magistrale
L’ateneo milanese rinnova le iscrizioni al corso di laurea magistrale in Optometry and Vision Science: c’è tempo fino al 4 settembre e sono 50 i posti disponibili per il percorso, interamente in lingua inglese, che è stato sinora capace di attrarre giovani appena usciti dalla triennale e, soprattutto, professionisti già attivi nel settoreLanciato per la prima volta nell’anno accademico 2024-2025, il corso magistrale ha visto 37 immatricolati, tutti con un titolo triennale in Ottica e Optometria, metà provenienti da Milano-Bicocca e la restante parte da altri atenei italiani oppure esteri: più del 90% degli studenti era costituito da professionisti già inseriti nel mondo del lavoro. L’età era molto variabile, dai neolaureati ai laureati delle prime sedute di laurea in Ottica e Optometria di circa vent’anni fa. Secondo i dati comunicati a luglio 2025 dal Sistema di assicurazione di qualità dell’ateneo, gli studenti hanno espresso un’elevata soddisfazione: 8,52 su 10 per l’esperienza complessiva, 8,71 per la qualità della didattica e 8,34 per l’organizzazione.«L’anno accademico 2025-2026 introduce nuovi insegnamenti altamente specializzati: Visual Neurosciences, Introduction to Digital Imaging and Computer Vision, Optical Properties of Materials e Virtual and Augmented Reality, quest’ultimo suddiviso in due moduli, il primo sulle tecnologie utilizzate nel campo della realtà virtuale e aumentata, mentre il secondo riguarda gli aspetti visivi connessi a tali ambiti - spiega a b2eyes TODAY Silvia Tavazzi, presidente del Consiglio di coordinamento didattico - Al termine del percorso, inoltre, gli studenti affronteranno la preparazione della tesi magistrale».Il curriculum resta fedele alla sua impostazione multidisciplinare, che unisce lezioni in presenza e online, esercitazioni pratiche, casi studio, progetti di gruppo, workshop, stage e presentazioni orali. «Tra i docenti confermati ci sono nomi di rilievo del panorama accademico internazionale, anche da vari atenei europei, quali David Piñero di Alicante, Sotiris Plainis di Creta, Shehzad Naroo di Aston, Bruce Evans di Londra e Javier Ruiz Alcocer di Madrid, tutti docenti universitari di optometria, come anche Fabrizio Zeri, strutturato presso l’ateneo di Milano-Bicocca - prosegue Tavazzi - Nella rosa ci sono anche altri undici stimati optometristi e completano il quadro docenti interni dei dipartimenti di Fisica, Scienza dei materiali, Medicina, Psicologia e Informatica di Milano-Bicocca».Il corso punta a formare professionisti capaci di operare sia in ambito clinico sia industriale, fornendo servizi optometrici avanzati e contribuendo allo sviluppo di tecnologie e strumenti innovativi per la visione. È prevista anche una modalità part-time in quattro anni, pensata per chi intende conciliare lo studio con l’attività lavorativa.Dopo il primo bando per il prossimo anno accademico, avviato la primavera scorsa, quello nuovo è aperto fino al 4 settembre: complessivamente sono 50 i posti disponibili e possono candidarsi anche i laureandi che conseguiranno il titolo triennale entro il 30 novembre 2025 in Italia o entro il 31 agosto 2025 per i titoli esteri (foto tratta da Freepik).Francesca Tirozzi
S1 Ep 130Nucci: perché (non) fare il medico
È la provocazione contenuta nel titolo del libro del noto oculista pediatrico e divulgatore, presentato il 17 luglio scorso alla Libreria Lovat di Villorba, alle porte di Treviso, davanti a una platea di colleghi, esponenti della filiera della visione e lettori comuniPaolo Nucci (nella foto principale) nel suo profilo LinkedIn si firma più divulgatore che medico e negli ultimi anni sta dando prova del desiderio di “lasciare un segno”, non solo clinico ma anche letterario.Il suo libro, edito da Piemme, parla di quanto sia bello essere e fare il medico per il ruolo sociale e l'importanza che riveste nei confronti di chi gli si affida. Reminiscenze del passato vissuto vicino a grandi maestri come Giovanni Rama, il fondatore della Banca degli Occhi del Veneto a Mestre, la più importante d'Europa. «I maestri sono importanti per la crescita del giovane medico», ha dichiarato giovedì scorso, durante la presentazione del volume alla libreria trevigiana. Allo stesso tempo, però, quel “non” tra parentesi è una interpunzione nata dall’esperienza vissuta tra barriere politiche e pressioni dei pazienti, in particolare nei pronto soccorso cittadini.Cosa cerca di dire Nucci nel suo libro? Che c'è ancora speranza per quanti vogliono seguire i dettami di Ippocrate, ma allo stesso tempo occorrono correttivi urgenti affinché i giovani non si disamorino di questa nobile professione. E lancia una provocazione: per costruire un rapporto migliore con il pubblico si dovrebbe arrivare a registrare le azioni del medico come fanno negli Stati Uniti con i poliziotti sulle strade. La registrazione video, per lui, ha un valore terapeutico: tranquillizza il paziente e parimenti induce il professionista a una maggiore precisione nella cura e nel dialogo.Quando parla Nucci devi prepararti sempre a qualcosa di intelligente ma divisivo, perché questa è la sua indole, la sua spinta a migliorarsi. Ascoltando le sue parole, apprezzate a Treviso da un folto pubblico composto prevalentemente da lettori comuni e colleghi illustri, ho avuto la certezza che nel nostro settore manchi un libro e una provocazione come quella: perché (non) fare l’ottico. Ci aiuterebbe a capire il motivo per cui non ci sono giovani a sufficienza che scelgono questo lavoro, per cui quanti lo abbracciano vorrebbero comunque il sabato libero oppure per cui, dopo il diploma o la laurea, molti si sentono già degli esperti fatti e finiti.Certe domande, si sa, sono scomode, certe provocazioni sono opinabili. Ma a forza di girare la testa rischia di venirci un doloroso torcicollo.Nicola Di Lernia
S1 Ep 129Centrovista Formelli: tre generazioni al servizio della visione
Trentadue anni di attività, due sedi: è la storia della famiglia friulana e della sua insegna, che recentemente ha visto il rinnovamento dello storico punto vendita di Tarcento, in provincia di UdineTutto comincia nel 1981, quando Vittorio Formelli inizia la sua carriera come agente nel settore ottico, operando nel Triveneto e ricoprendo anche l’incarico di direttore commerciale. Ma la distanza dalla famiglia e la volontà di creare qualcosa di proprio lo spingono a cambiare rotta. «Ero sempre lontano: ho deciso di tornare non solo nella mia zona, ma anche a scuola - racconta a b2eyes TODAY l’imprenditore friulano - Mi sono diplomato come ottico a Treviso e nel 1993 ho aperto il mio primo negozio». Il punto vendita nasce a Cassacco, in provincia di Udine, insieme alla collega Flavia Favotti, anche lei abilitata in ottica. È l’inizio di un’avventura che nel tempo vedrà coinvolta tutta la famiglia Formelli: poco dopo, entra infatti in azienda il figlio, Michele, che ha fatto l'intero percorso ottico optometrico alla scuola di Pieve di Cadore. «Michele si è perfezionato in contattologia specialistica che oggi rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra insegna», aggiunge Vittorio.In breve tempo Centrovista Formelli aderisce della cooperativa Vision Adria, dove Vittorio ricoprirà per molti anni i ruoli di consigliere di amministrazione e vicepresidente, prima di lasciare spazio alle nuove generazioni.La svolta arriva nel 2002, con l’acquisto di un punto vendita storico a Tarcento, a nord di Udine e ai piedi della Pedemontana friulana. «Era un negozio di ottica con oltre mezzo secolo di storia e ci siamo proposti per rilevarlo - spiega Formelli - È diventato così il nostro secondo centro». Qui entra in squadra anche Barbara Biasizzo, moglie di Michele, che tuttora cura la parte amministrativa dell’azienda. Arricchiscono lo staff i collaboratori Luca Petrello e Monica Ermacora, entrambi ottici diplomati: il primo gestisce il laboratorio interno e la parte digitale dell'insegna, mentre la seconda segue la vendita.Nel 2020 si assiste al passaggio alla terza generazione, con Daniel, figlio maggiore di Michele, laureato in Ottica e Optometria all’Università di Padova. Il giovane si specializza in analisi visiva e ipovisione. «È un ramo che richiede competenze specifiche - sottolinea Formelli - Oggi siamo tra i pochi centri in regione a offrire questo servizio». Anche il secondo figlio di Michele, Nicola, si diploma in ottica presso la scuola di Cividale del Friuli e inizia a lavorare nel punto vendita di Tarcento, affiancando il padre.Ora Centrovista Formelli, con 32 anni di attività alle spalle, ha inaugurato i nuovi locali a Tarcento. Gli spazi sono adiacenti alla sede storica, situati in piazza Libertà, cuore pulsante del paese. «Abbiamo rilevato un locale dove prima si trovava un bar, 180 metri quadrati con quattro vetrine ad angolo - racconta ancora il professionista - Era fondamentale restare in centro, punto di visibilità e di passaggio per i 10 mila abitanti del comune, sede del mercato del sabato e di tutte le principali manifestazioni».I nuovi spazi (nelle foto sopra) offrono due postazioni per l’analisi visiva, una zona dedicata agli occhiali da sole e, soprattutto, un laboratorio a vista, con vetrata sul pubblico. «Il laboratorio è un valore aggiunto - dice Vittorio - I clienti possono vedere i tecnici all’opera e ricevono l’occhiale pronto anche in un’ora: un servizio che possiamo offrire grazie all’importante investimento fatto» (nella foto principale, lo staff di Centrovista Formelli e, al centro, la famiglia: da sinistra, Michele e Vittorio Formelli con Barbara Biasizzo).Francesca Tirozzi
S1 Ep 128Monopoli, la visione nello sport al centro dell’edizione 2025
Diciassettesimo appuntamento per il Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, in programma il 5 e 6 ottobre nella località pugliese: confermati location e format, sono previsti nuovi relatori, soprattutto dall’esteroSquadra che vince non si cambia: il ben noto slogan è facilmente applicabile all’evento congressuale di Monopoli, che vede Giancarlo Montani come responsabile scientifico e Mery Veneziani alla guida della segreteria organizzativa. «Sarà ancora una volta l’Hotel Porto Giardino di Capitolo, alle porte della località pugliese, a ospitare l’edizione numero diciassette delle due giornate di lavori: immutati anche l’area espositiva, dove saranno presenti alcune aziende di montature in più rispetto al passato, e soprattutto il format - anticipa Montani a b2eyes TODAY - Il tema sarà la visione nello sport (nella foto, il logo dell’evento): come di consueto cercheremo di affrontare la tematica in tutte le sue sfaccettature. Ci focalizzeremo quindi sulla funzionalità visiva, partendo dalle abilità collegate e necessarie, per poi capire come intervenire con le soluzioni ottico optometriche a disposizione, dalle lenti a contatto fino agli occhiali, compresi quelli utili alla protezione durante l’attività sportiva».Al momento sono confermati i tradizionali relatori italiani e alcuni di quelli internazionali, tra i quali si aggiungono due new entry. «Per la prima volta verrà a Monopoli Graham Erickson, docente alla Pacific University nell’Oregon, Stati Uniti, un vero e proprio guru mondiale per quanto riguarda lo sport vision, nonché Gonzalo Carracedo, dell’Università Complutense di Madrid, anch’egli al debutto al nostro convegno – dice ancora Montani – Saranno inoltre presenti esponenti della classe medica, per spiegare, nel rispetto dei ruoli, come gestire le problematiche oculari connesse alla tematica in questione: al momento sono previsti gli interventi di Danilo Mazzacane, segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi, e di Anna D’Ambrosio, presidente di Prisma, che parlerà di ipovisione e sport».Angelo Magri
S1 Ep 127Presbiopia, solo il 19% degli over 45 usa progressive
È uno dei dati più significativi a livello globale emersi dal talk “Ageless Vision-Ridefinire il futuro con tecnologie all’avanguardia”, promosso da Varilux il 16 luglio scorso presso il Tortona Experience Center di MilanoL’evento, svoltosi in occasione degli EssilorLuxottica Days, le giornate che il gruppo dedica ai propri clienti, è stato condotto da Heather Feldman, esperta di storytelling, e ha visto la partecipazione di Bobbie Thomas, conduttrice televisiva specializzata in beauty e fashion, e di tre esponenti di EssilorLuxottica, Nina Esteves, Sébastien Fricker e Agnès Dewidehem, rispettivamente specializzati in trend, ricerca e sviluppo, marketing. Al centro del dibattito il tema della presbiopia, una condizione visiva che, in base a una ricerca del gruppo, oggi interessa oltre 2,1 miliardi di persone e che si stima raggiungerà i 4 miliardi entro il 2050, secondo un’analisi interna delle Nazioni Unite.«Nel corso della conversazione è emerso come si stia vivendo un cambiamento profondo nel modo in cui le persone si relazionano alla propria salute - si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - Dalla diffusione delle tecnologie digitali a uno stile di vita sempre più consapevole, si sta assistendo a un cambiamento radicale del modo in cui le persone si prendono cura della propria salute. Ne è un esempio il fatto che, secondo uno studio interno della multinazionale, il 65% dei portatori di occhiali tra i 30 e i 55 anni utilizza già dispositivi wearable, ossia apparecchi tecnologici come smartwatch, fitness tracker e auricolari intelligenti con l’obiettivo di monitorare, raccogliere o trasmettere dati, in particolare legati alla salute, al fitness o alla connettività, dimostrando un forte interesse verso soluzioni predittive personalizzate».Significativo inoltre il dato secondo cui il 73% dei portatori della Generazione X è alla ricerca di comunità che riflettano i propri valori e passioni. «Un segnale chiaro che la cura della vista non può più limitarsi alla sola correzione visiva, ma deve trasformarsi in un’opportunità di connessione più profonda con sé stessi e con gli altri», precisa la nota.Sulla base di dati InfoMarché, a livello globale, solo il 19% delle persone di età superiore ai 45 anni che necessitano di una correzione della vista è attualmente equipaggiato con lenti progressive, «rivelando un enorme potenziale non sfruttato per aiutare milioni di persone a vedere meglio e a vivere con maggiore pienezza e fiducia», sottolinea il comunicato.Da qui l’impegno di EssilorLuxottica nell’offrire soluzioni all’altezza di tali esigenze con il suo brand premium di lenti progressive. «Integrando intelligenza artificiale, insight basati sui dati e personalizzazione, Varilux offre ai consumatori un'esperienza su misura - conclude la nota - Un esempio è Varilux XR series, la progressiva che tiene conto della dinamica pupillare nelle diverse condizioni luminose e che rispetta il comportamento naturale dell'occhio» (nella foto, da sinistra: Nina Esteves, Bobbie Thomas e Agnès Dewidehem).A cura della redazione
S1 Ep 126Hoya e Seiko, nuova struttura commerciale in Italia
Da luglio è operativa l’evoluzione strategica dell’organizzazione che si è data il gruppo oftalmico, per accrescere la sua presenza sul mercato e il supporto agli ottici partnerLa rete vendita Seiko viene integrata nella struttura commerciale Hoya: è il grande cambiamento avviato questa estate dalla filiale italiana della multinazionale. Una scelta che «nasce dalla volontà di offrire un presidio territoriale ancora più capillare, competenze rafforzate e un servizio sempre più efficace ai centri ottici partner - si legge in un comunicato del gruppo con sede a Garbagnate Milanese - La nuova struttura consente di valorizzare le sinergie tra i due brand, mantenendo al contempo le specificità strategiche e la continuità nella relazione con i clienti: i regional sales manager coordineranno sia la rete vendita Hoya sia quella Seiko, operando in stretta collaborazione con entrambe le squadre sul territorio per massimizzarne l’efficacia».A conferma di questa visione orientata alla crescita e al rafforzamento della presenza sul mercato è entrato in azienda Bruno Giorgetti (nella foto), nel ruolo di sales manager per i brand Hoya e Seiko, rispondendo a Mario Veneroni, direttore vendite. «Con un’esperienza consolidata nella guida di team commerciali in ambito ottico, grazie a sei anni di attività in CooperVision Italia, e in aziende internazionali, Giorgetti avrà il compito di supportare lo sviluppo del business sul territorio, coordinando la rete di vendita composta da 5 regional sales manager e 38 area sales manager, favorendo l’acquisizione di nuovi clienti strategici e il potenziamento delle partnership esistenti - precisa la nota - Grazie a questa nuova organizzazione Hoya e Seiko si presentano oggi con una struttura commerciale ancora più forte, coesa e pronta a cogliere nuove opportunità, a beneficio del successo degli ottici optometristi che scelgono il gruppo come partner per il loro sviluppo professionale e imprenditoriale».Angelo Magri
S1 Ep 125Optovision potenzia la logistica in Italia
Due filiali e tre depositi nuovi, oltre al rafforzamento dello stock nei magazzini a livello centrale e periferico: l’investimento della società oftalmica è finalizzato a incrementare la velocità dei servizi, garantire una continuità operativa ottimale e migliorare l’efficienza e la copertura del territorio nazionaleOptovision ha inaugurato due nuove filiali operative a Roma (nelle foto) e Bari, affiancate dall’apertura di tre nuovi depositi logistici a Catania, Cagliari e Palermo. «Un investimento mirato a rafforzare la presenza di optovision anche in altre aree strategicamente rilevanti, in linea con una visione di servizio sempre più capillare e orientata alla prossimità», sottolinea una nota dell’azienda.«Con queste nuove strutture vogliamo essere ancora più vicini ai nostri ottici partner, offrendo non solo una logistica più tempestiva ed efficiente, ma anche un supporto concreto e quotidiano – spiega nel comunicato Andrea Paolo Cerea, operations & customer service manager di optovision Italia - Il nostro obiettivo è creare valore insieme, contribuendo alla crescita e al successo dell’ottico indipendente».A completamento del piano logistico, è stato potenziato anche lo stock del magazzino centrale di Milano, insieme a quelli delle nuove sedi di Roma e Bari e dei depositi nelle isole, per garantire una maggiore disponibilità di prodotto a livello locale. «Questo intervento permette una gestione più rapida degli ordini e un sensibile miglioramento dei tempi di attesa, rafforzando la filosofia di customer centricity di optovision», precisa la nota.Parallelamente l’azienda, che fa parte del gruppo Rodenstock, ha avviato un programma di formazione tecnica e operativa per il proprio personale volto a rafforzare le competenze interne e assicurare un servizio di assistenza sempre più puntuale e qualificato.«La filiale italiana sta attraversando una fase di profondo rinnovamento e potenziamento – afferma nel comunicato Bruno Biondo, direttore commerciale di optovision Italia - Vogliamo essere un partner di riferimento per l’ottico indipendente, costruendo un rapporto solido, trasparente e duraturo, e supportare i nostri clienti non solo con i prodotti altamente innovativi, ma con una presenza costante e una logistica intelligente al loro fianco».A cura della redazione
S1 Ep 124EssilorLuxottica fa shopping in Corea del Sud: focus sulle lenti
Il gruppo ha acquisito la divisione di PUcore per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di materiali per soluzioni oftalmiche ad alto indice, più sottili e leggere: l’operazione punta a favorire una gestione più sostenibile della supply chain nel lungo periodoEssilorLuxottica annuncia la firma di un accordo con la società sudcoreana PUcore per l’acquisizione di tutti i suoi asset e le divisioni dedicate allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione dei monomeri utilizzati nella produzione di lenti oftalmiche ad alto indice. L’intesa comprende un centro di ricerca e sviluppo, uno stabilimento produttivo e una filiale commerciale in Corea, oltre ai diritti di proprietà intellettuale inerenti alle formulazioni chimiche e ai relativi processi industriali.«Siamo felici di accogliere la divisione ottica di PUcore e i suoi team all’interno del nostro gruppo - commentano in una nota Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato, e Paul du Saillant, vice amministratore delegato di EssilorLuxottica - In linea con il nostro impegno a elevare gli standard in ambito di ricerca, sviluppo e produzione di lenti oftalmiche (nella foto), questa acquisizione ci permetterà di ampliare il nostro portafoglio di brevetti, tecnologie e competenze e rafforzare il presidio a monte della catena del valore delle lenti. Continuando a innovare i processi di formulazione e produzione dei monomeri ad alto indice, contribuiremo a migliorare ulteriormente la qualità e la sostenibilità dei processi e delle forniture a beneficio dell’intero settore».L’operazione dovrebbe concludersi entro il 2025 ed è soggetta all’approvazione delle autorità regolatorie competenti e alle consuete condizioni di mercato.A cura della redazione
S1 Ep 123Zeiss, un kit di comunicazione per il back to school
A supporto dei centri ottici partner nel periodo di rientro a scuola, la società oftalmica ha ideato una nuova mascotte e una serie di materiali per il punto vendita per promuovere il benessere visivo tra i bambini e le loro famiglie con un linguaggio semplice e coinvolgente. A richiesta i professionisti potranno ottenere anche un corner studiato come angolo di intrattenimento per i giovani clientiSettembre segna il ritorno sui banchi di scuola, quando i più piccoli tornano a mettere a dura prova i loro occhi con un aumento sostanziale delle ore dedicate alla visione prossimale. «La modernità porta a trascorrere molte più ore focalizzando nel vicino e questo inizia sin da giovanissimi - affermano dall’azienda in una nota - I loro occhi rischiano di evolvere in modo non corretto e la consapevolezza del problema, così come la conoscenza di buone abitudini e possibili soluzioni a loro dedicate, è ancora troppo limitata».Con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del benessere visivo e contribuire a prevenire patologie oculari che possono insorgere se non individuate tempestivamente, Zeiss ha dato vita a una mascotte, Pupillo, che già dallo scorso anno scolastico ha mosso i suoi primi passi in oltre mille scuole primarie con il progetto Ci vediamo in classe e che da settembre sarà protagonista di una serie di altre iniziative specifiche: si inizia con materiali (nelle foto sopra) per i centri ottici partner, che nel periodo del back to school potranno così instaurare più facilmente un dialogo con le famiglie sul tema della prevenzione visiva.«Il progetto è pensato per coinvolgere in modo chiaro, semplice e divertente sia i bambini sia i loro genitori - aggiunge il comunicato - Pupillo accompagnerà i più piccoli alla scoperta del mondo della vista attraverso giochi, attività interattive e quiz educativi, rendendo l’apprendimento un’esperienza coinvolgente. Allo stesso tempo, il materiale offre ai genitori informazioni fondamentali per comprendere l’importanza dei controlli visivi periodici e della prevenzione sin dalla giovane età». Nel kit è presente, oltre all’espositore da banco, contenente il leaflet e i libretti da gioco, un poster a scopo informativo che l’ottico potrà esporre nel luogo che preferisce e che offre consigli e soluzioni sulla prevenzione in tema di salute visiva. Inoltre, previa richiesta, i clienti potranno ottenere un corner (nella foto sotto) pensato per essere un angolo di intrattenimento, oltre che di attesa, per i più piccoli: lo spazio dedicato vedrà come protagonista la mascotte e sarà composto da un totem porta leaflet ad altezza bambini, un tavolino e dei seggiolini.«Vogliamo dare vita a un bacino sempre più ampio di iniziative per sensibilizzare e informare genitori e bimbi sul tema della salute visiva, andando innanzitutto a contestualizzare il problema - commenta nella nota Roberta Celin, communication manager di Zeiss Vision Care Italia - Bisogna per prima cosa far capire ai genitori che devono tenere d’occhio il comportamento visivo dei figli per evitare che alcuni problemi diventino patologici. Per questo stiamo lavorando a 360 gradi con famiglie, ottici e oculisti: perché tutti insieme possiamo fare squadra e fare la differenza nella salute visiva dei giovanissimi, a partire da oggi».A cura della redazione
S1 Ep 122VisionOttica, una giornata sull’armocromia
Unire sensibilità estetica e competenza ottico optometrica per offrire un servizio che valorizzi l’immagine e migliori la visione: è l’obiettivo dell’evento svoltosi il mese scorso presso il centro VisionOttica Oops! di AlbaA guidare i clienti del punto vendita piemontese (nella foto principale) in un percorso su misura, combinando analisi tecnica e consulenza estetica, è stata Chiara Occhiuto, laureata in Ottica e Optometria all’Università di Milano-Bicocca e consulente specializzata in armocromia e forme del viso: ogni partecipante ha ricevuto una consulenza individuale (nella foto sotto), durante la quale è stata definita la propria palette cromatica ideale, attraverso l’analisi di pelle, occhi e capelli, e sono stati forniti suggerimenti mirati sulla scelta delle montature più adatte a valorizzare i tratti del volto.A ciascun cliente è stato quindi consegnato un pieghevole personalizzato con la palette stagionale e suggerimenti pratici su come valorizzare al meglio la propria immagine, anche attraverso l’occhiale. L’incontro ha inoltre voluto offrire spunti utili su lenti, trattamenti e soluzioni ottiche pensate per unire funzionalità, stile e benessere visivo.«Abbiamo scelto una consulente con una solida base ottico optometrica, perché riteniamo fondamentale abbinarla a quella estetica in un ambito sempre più conosciuto e richiesto come quello dell’armocromia», spiegano da VisionOttica a b2eyes TODAY. Secondo Occhiuto, infatti, siamo di fronte a un potente strumento di valorizzazione personale. «Una montatura non deve essere un oggetto dietro il quale nascondiamo il nostro volto, ma deve, anzi, saper rappresentare la nostra personalità, il nostro stile, ciò che vogliamo comunicare di noi, nel miglior modo immaginabile», commenta la consulente in una nota.I promotori sono soddisfatti del riscontro dell’iniziativa presso VisionOttica Oops!, «a conferma della validità del format, che sarà progressivamente proposto ad altri centri dell’insegna, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio, fidelizzare la clientela e offrire esperienze sempre più personalizzate e distintive», conclude il comunicato.Angelo Magri
S1 Ep 121Madrid: mark'ennovy apre le porte agli ottici per rafforzare la partnership
Lo scorso 2 e 3 luglio l’azienda di contattologia ha accolto presso lo stabilimento di Getafe, nelle vicinanze della capitale spagnola, un gruppo di professionisti per una occasione di reciproca conoscenza e networking. È il terzo appuntamento con delegazioni italiane in poco più di un anno: il prossimo sarà a settembre, mese in cui verrà lanciato anche un nuovo segmento di mercatoDopo aver ospitato una rosa di key opinion leader l’anno passato e una delegazione di studenti del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Padova nei mesi scorsi, mark’ennovy, che fa parte di Euclid Vision Group, ha accolto a inizio luglio nel proprio stabilimento di Getafe sei partner ottici indipendenti provenienti da tutte le zone d’Italia.«La giornata si è aperta con una breve tavola rotonda e uno scambio di opinioni con il team tecnico, che ha illustrato ai partecipanti il processo di progettazione personalizzata delle lenti - spiega a b2eyes TODAY Tommaso Panzieri, dal gennaio scorso head of professional affairs per l’area Emea di Euclid Vision Group - Successivamente ha avuto luogo un programma intenso e articolato, dal taglio molto pratico, con visita alla fabbrica ma anche ai dipartimenti marketing, commerciale e ricerca e sviluppo». Uno dei momenti più apprezzati è stato proprio il tour guidato all’impianto produttivo, durante il quale i partecipanti hanno potuto osservare da vicino ogni fase del processo di produzione, dalla ricezione dell’ordine al controllo qualità finale. «Gli ottici hanno posto numerose domande e molto specifiche dal punto di vista della filosofia di progettazione delle nostre lac, oltre che sotto il profilo produttivo, mostrando grande curiosità e interesse», afferma al nostro quotidiano Christian Tomasi, da maggio professional affairs Italia del gruppoNel corso della giornata sono state condivise anche alcune anteprime previste per i prossimi mesi. «A settembre apriremo un nuovo segmento di mercato: si tratta di novità che riguarderanno sia il prodotto sia i servizi dedicati a esso collegati», anticipano a b2eyes TODAY i due manager.Non sono mancati momenti conviviali, che hanno offerto la possibilità di fare network e rafforzare i legami tra i professionisti del settore e il team di mark'ennovy. «È stata un’occasione preziosa per uno scambio non solo tra loro, ma anche con alcune figure del personale aziendale con cui spesso non hanno altra opportunità di interfacciarsi», dice ancora Tomasi. Un modo, in sostanza, per relazionarsi in maniera più informale, rinsaldare il rapporto e ricevere input e feedback sempre preziosi da parte dei partner.
S1 Ep 120Ipek, da Vinci a Dubai
Una ragazza greca diplomatasi in ottica e specializzatasi in optometria all’Irsoo è recentemente entrata nello staff del Ray-Ban store di Dubai Hills: è la prima volta che uno studente dell’istituto toscano inizia la propria carriera professionale negli Emirati Arabi«Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto la visita del management di ELC Retail, che guida l’espansione retail di EssilorLuxottica nei paesi del Golfo, in partnership con il gruppo Chalhoub: cercavano giovani meritevoli, con una formazione almeno triennale in ottica e optometria, una buona conoscenza dell’inglese e disponibili a trasferirsi, una volta completato il ciclo di studi, a lavorare nei loro centri ottici – rivela a b2eyes TODAY Laura Boccardo, direttrice dell’Irsoo – La selezione è stata articolata e meticolosa e alla fine è stata scelta Ipek Chasan, venuta dalla Grecia a Vinci per abilitarsi in ottica e poi specializzarsi in optometria».Ipek, che ha terminato il suo percorso a maggio, si è quindi recata a Dubai, città ed emirato degli Emirati Arabi Uniti, e ha subito iniziato l’attività. «Siamo orgogliosi di questa opportunità: Ipek ha infatti la possibilità di intraprendere un’esperienza lavorativa in un contesto internazionale molto stimolante e ricco di prospettive – dice ancora Boccardo - L’area del Golfo Persico offre ampi margini di sviluppo per quanto riguarda il nostro settore e, più in generale, il suo caso può rappresentare un precedente interessante per gli studenti di ottica e optometria italiani disponibili ad allargare i propri orizzonti professionali».«Mi ritengo fortunata a lavorare qui e penso che ogni giorno avrò modo di fare sempre più esperienza e imparare cose nuove – commenta Ipek al nostro quotidiano – Mi interfaccio con persone provenienti da tutto il mondo e sono grata per questa opportunità, sia alla scuola sia alla società» (nella foto, Ipek Chasan tra Abdullah Abu Hawash, area manager di ELC Retail, a sinistra, e Simone Mangili, head of sales & operations dell’area del Golfo per EssilorLuxottica).Angelo Magri
S1 Ep 118Zeiss: una nuova strategia digitale per i centri ottici partner
L’azienda oftalmica, già attiva nell’offrire servizi sempre più evoluti ai propri clienti, oggi punta con decisione su Jooice, un’app sviluppata da Webidoo che consente di gestire in maniera unificata tutti i canali social del punto venditaAi giorni nostri, non essere presenti nel mondo online sarebbe come gestire un negozio che non ha vetrine su strada, senza la possibilità, dunque, di attrarre clienti e interagire con loro: è questo per Zeiss l’esempio più calzante che riassume l’importanza dell’adottare una precisa ed efficace strategia digitale. «Per come intendiamo la partnership, il nostro ruolo è non solo sviluppare prodotti di qualità ed eccellenza ma anche strumenti innovativi, che favoriscano la crescita del centro ottico, supportandolo nell’ottenere una visibilità migliore e maggiore nei confronti del consumatore finale, al giorno d’oggi soprattutto online, per avere un successo reciproco e crescere insieme», spiega a b2eyes TODAY Giorgia Sturari (nella foto sotto), trade marketing specialist di Zeiss Vision Care Italia.
S1 Ep 117Punto Ottico Humaneyes porta l’occhiale di ricerca a Belgrado
Un anno dopo l’apertura del punto vendita di Novi Sad, l’insegna guidata da Domenico Concato ha avviato uno store anche nella capitale serba: sale così a dieci il numero complessivo dei negozi, di cui sei in Italia e due a New YorkAnni dopo aver varcato i confini nazionali con l’avvio di due centri ottici a New York, in Madison Avenue e a Brooklyn, Punto Ottico Humaneyes ha intrapreso una nuova avventura all’estero, in un territorio che, per dirla con le parole del fondatore dell’insegna, Domenico Concato, non è tra i primi che gli sarebbero venuti in mente valutando un’espansione: la Serbia. «Sono stato contattato con questa proposta da un partner locale extra settore, che ha investito una quota di minoranza nel progetto. Così abbiamo aperto, circa un anno fa, a Novi Sad e il 25 giugno scorso a Belgrado (nelle foto) - spiega Concato a b2eyes TODAY - Con grande e bellissima sorpresa il riscontro è stato più che positivo: qui la nostra qualità ha un valore di eccellenza riconosciuto e uno spessore ancora più alto rispetto all’Italia, dove spesso impera una certa esterofilia e si fa fatica a far comprendere la differenza tra ciò che è made in Italy e ciò che non lo è realmente. L’apprezzamento vale non solo per il prodotto che abbiamo proposto, ma anche per il nostro servizio e il nostro approccio all’esperienza d’acquisto».Le due location distano un’ottantina di chilometri l’una dall’altra: nel punto vendita di Novi Sad, circa 120 metri quadrati, lavorano un addetto alle vendite e due ottici optometristi e lo stesso vale per lo store di Belgrado, di quasi 90 metri quadrati. Gli interni hanno un filo conduttore che li lega agli altri centri ottici dell’insegna e la scansione degli spazi mantiene il concept della suddivisione in cinque zone, che aveva trovato piena espressione nel restyling del negozio capostipite di Alte Ceccato, in provincia di Vicenza, avvenuto nel 2022. Troviamo così le diverse zone, «individuate ed elaborate architettonicamente per lo scopo cui sono adibite», specifica l’imprenditore ottico: l’accoglienza, la consulenza e la vendita, che si effettuano esclusivamente da seduti, la parte più propriamente optometrica per la refrazione e la contattologia, il laboratorio e poi la consegna dell’occhiale finito e il post vendita.Anche a livello di proposta sono state mantenute la continuità e la coerenza. «Oltre ai nostri marchi di proprietà, che produciamo, Jacques Durand, Conception General, Echos, Cleto Munari e Hapter, quest’ultimo acquisito a gennaio scorso, puntiamo su una selezione di altri quattro brand di ricerca: l’idea è avere designer diversi che fanno un concetto differente di eyewear», conclude Concato.Nicoletta Tobia
S1 Ep 116Mei: con Creativity Engraving le lenti raccontano una storia
È una delle nuove funzioni di EasyFit Trend, la soluzione compatta per il taglio a secco dell’azienda italiana pensata per ottici e piccoli laboratori: offre la possibilità di personalizzare la soluzione oftalmicaCon la funzione Creativity Engraving (nelle foto) ogni occhiale può così diventare un pezzo unico, incidendo parole, loghi, disegni, iniziali e icone direttamente sulla lente. «Gli occhiali dei clienti non saranno più semplici occhiali: saranno l'espressione della loro personalità», dicono a b2eyes TODAY dall’azienda di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo.L’esperienza è completamente gestibile attraverso l’interfaccia EyeGoal, progettata per semplificare ciascuna fase del processo creativo. «L’operatore non sarà più limitato a scegliere tra una gamma predefinita di opzioni di personalizzazione, ma in pochi passaggi le lenti potranno essere customizzate con immagini, loghi e testi che garantiscono la massima libertà di espressione ai clienti, attraverso lo step di caricamento dell’immagine per riprodurla sulla lente, di salvataggio di un logo per usarlo ogni volta che serve, posizionandolo esattamente dove si desidera, di scrittura sulla lente scegliendo il carattere e le dimensioni del testo - precisano da Mei al nostro quotidiano - Queste operazioni sono possibili anche su lenti già tagliate, offrendo opportunità infinite».La funzione Creativity Engraving, insieme a Smart Faces, ha debuttato all’ultimo Mido, ottenendo già positivi riscontri sul mercato italiano.EasyFit Trend, come ricorda Mei, garantisce la massima versatilità, permettendo di tagliare qualsiasi tipo di bordo, come bisello, nylon, rimless, forature, controbiselli, lucidatura, biselli con scasso, con qualsiasi inclinazione, fino a base 16, in un unico processo. Consente, inoltre, di tagliare lenti correttive per montature sportive e protettive.Francesca Tirozzi
S1 Ep 115Il passaparola è misurabile?
Si usa spesso dire che si tratta della forma di pubblicità più potente di cui un’impresa, come ad esempio un centro ottico, possa dotarsi. Il problema è che non la si compra al mercato dei media locali e nazionali, ma va conquistata, giorno per giornoIl cliente particolarmente soddisfatto del tuo servizio non lesina commenti positivi alla sua sfera di influenza. Lo fa per riconoscenza, per piacere personale, per aiutare qualcun altro ad acquistare con maggiore serenità e soddisfazione. Forse, ancora più che di passaparola potremmo parlare di referenza attiva, ovvero la propensione di una persona a consigliare attivamente un fornitore o un professionista.Questa referenza attiva, che possiamo altresì chiamare consiglio per gli acquisti, spesso riguarda non solo il cliente finale ma anche il b2b. Ognuno di noi, nella propria attività, frequenta colleghi con i quali condivide informazioni tecniche e commerciali reciprocamente utili: l’amico consiglia spontaneamente a un collega un referente che possa rispondere a un suo problema. Sarebbe poi utile sapere come è andato a finire questo dialogo.Si dice che davanti a un nuovo cliente le prime domande utili siano perché e come sia arrivato da noi: identificare il tracciato del suo percorso è importante per costruire una strategia di approccio su misura, dato che i due colleghi devono avere in comune qualcosa del loro lavoro o dei loro valori. Non meno rilevante è poi il ringraziamento che chi riceve questo nuovo utente finale deve porgere a chi lo ha referenziato: vanno di moda i win-win, cioè se mi presenti qualcuno, siamo premiati entrambi; ma ancora migliore sarebbe un ringraziamento inaspettato e personale che rinsalda ulteriormente il rapporto.È tuttavia misurabile il livello di referenza attiva che il parco clienti è in grado di dimostrare al proprio fornitore? Basta chiederglielo. Progetti un sondaggio, lo somministri con una domanda del tipo: consiglieresti a un collega la nostra azienda? Un caso concreto e recente è quello di Derossi Oftalmica di Venezia Marghera, che ha commissionato un’indagine più estesa sul percepito dei valori dell'azienda. Il risultato, in questo caso, è stato molto soddisfacente, ma bisogna tenere in considerazione che qualche volta possa non esserlo.Non dimentichiamoci che un risultato positivo e condiviso con il proprio staff è un forte integratore di entusiasmo e appartenenza a una squadra vincente: i nostri clienti sono i soci occulti della nostra impresa e il loro mettersi in gioco è il margine di contribuzione più inaspettato e duraturo. Con il sostegno dell’opinione pubblica, infatti, nulla è impossibile.Nicola Di Lernia
S1 Ep 114Delivery Tyro: prima conferma dell’efficacia nel rallentamento della miopia
A inizio luglio è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Ophthalmology and Therapy un articolo peer-reviewed, il quale illustra i risultati a 12 mesi di un’analisi condotta su oltre 240 giovani portatori miopi italiani che hanno utilizzato le lac a rilascio di tirosina di SafilensCon il titolo “Post-market surveillance analysis of refractive data in users of Delivery Tyro, a Tyrosine-releasing contact lens”, l’articolo è stato pubblicato agli inizi di luglio: presenta le conclusioni di un’analisi condotta su 241 soggetti miopi italiani, con un’età media di 14,7 anni, che hanno utilizzato quotidianamente le lenti a contatto giornaliere Delivery Tyro (nella foto sotto) per un periodo di 12 mesi. Tale articolo è realizzato in collaborazione con il Centro di ricerca in contattologia avanzata dell'Università del Salento e con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.«I risultati sono estremamente incoraggianti: dopo un anno di utilizzo la progressione miopica media è risultata pari a -0,04 diottrie, a fronte di un valore atteso di -0,28 diottrie secondo una meta-analisi di riferimento - spiega una nota di Safilens - Il 94% degli occhi esaminati non ha mostrato alcun cambiamento significativo nella refrazione (≤ -0,25 D), con una riduzione dell'85% della progressione miopica rispetto ai valori attesi». Questi dati sono stati raccolti nell'ambito di un programma di sorveglianza post-commercializzazione del prodotto che ha coinvolto 55 ottici optometristi distribuiti su tutto il territorio italiano.Nella primavera di un anno fa, presso l’Auditorium del Padiglione Rama a Mestre, sede della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, è stato presentato lo studio Tymp-Tyrosine Myopia Progression, promosso da Safilens e volto a valutare l’efficacia di Delivery Tyro nella gestione della progressione miopica nei giovani. «La conferenza di aprile 2024 era la presentazione di uno studio clinico randomizzato e controllato della durata di due anni (RCT), partito nella prima metà dello scorso anno - spiega a b2eyes TODAY Daniele Bazzocchi, direttore generale dell’azienda di contattologia - L’articolo in revisione paritaria appena pubblicato, invece, fa riferimento ai dati di post-commercializzazione: si tratta quindi di un’analisi retrospettiva, anche se entrambi riferiscono allo stesso prodotto».Delivery Tyro è la lente a contatto giornaliera a rilascio controllato di tirosina, precursore della dopamina, un neurotrasmettitore fondamentale nella regolazione della crescita oculare, lanciata da Safilens nel 2021. «I risultati dello studio rappresentano una prima conferma clinica delle potenzialità di Delivery Tyro come opzione pratica ed efficace nel controllo della miopia, garantendo agli utilizzatori la massima acuità visiva possibile senza compromessi o rischi», afferma nel comunicato Bazzocchi, coautore dell'articolo insieme a Diego Ponzin e Adriano Fasolo, della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, e a Giancarlo Montani dell’Università del Salento (immagine principale tratta da Freepik).A cura della redazione
S1 Ep 113Expo Ottica Sud 2025: ritorno a Catania
La città etnea, che aveva ospitato il salone per le sue prime cinque edizioni, accoglierà la decima, organizzata da Eleventi, presso il centro Sicilia Fiera di Misterbianco, in calendario dall’11 al 13 ottobreConclusosi il connubio con Taormina, dove nel 2024 aveva richiamato, secondo i dati ufficiali dichiarati dagli organizzatori, circa 1.800 presenze e 70 espositori, Expo Ottica Sud 2025 torna nuovamente a Catania. Il salone infatti, dopo essersi svolto per le prime cinque edizioni nella città etnea, prima presso il centro Etnapolis e poi al centro fieristico Le Ciminiere, si appresta ad aprire i battenti all’interno del polo Sicilia Fiera di Misterbianco, in una nuova e funzionale area espositiva di oltre 5.000 metri quadrati lordi, pronta a ricevere espositori da tutta Italia e professionisti del settore ottico e optometrico provenienti, soprattutto, dal sud e da Malta, nonché da altre parti d'Italia.«Eravamo alla ricerca di una location che avesse caratteristiche di ampiezza, modernità, raggiungibilità e di un migliore e più ampio posizionamento degli spazi, mantenendo il connubio tra sede ospitante e territorio su cui abbiamo sempre puntato: abbiamo individuato questa struttura poiché possiede tutti i requisiti di funzionalità e servizi necessari per accogliere una manifestazione in crescita come Expo Ottica Sud - spiega a b2eyes TODAY Massimo Pennisi, direttore commerciale di Eleventi - Il centro Sicilia Fiera (nella foto) si trova a circa 15 minuti dal cuore della città, in una zona favorevole dal punto di vista logistico poiché vicina ai raccordi autostradali, oltre che dotata di un ampio parcheggio gratuito. Ha inoltre padiglioni completamente cablati e con sistemi informatici all’avanguardia».Per l’edizione numero dieci si profila, a oggi, il sold out, anche se l’offerta di spazi espositivi proseguirà ancora per alcune settimane. «Già a luglio il 90% degli espositori del passato ha riconfermato la propria partecipazione, con l’aggiunta di aziende alla loro prima presenza e un buon turnover con quanti quest’anno non potranno esserci - prosegue Pennisi - Come sempre metteremo a disposizione stand modulari preallestiti ma personalizzabili con grafiche ad hoc e ospiteremo realtà dei diversi settori merceologici del comparto, con una leggera prevalenza di player di montature».Quest’anno non si svolgeranno, come in passato, incontri formativi e di approfondimento riservati alle aziende in sale dedicate, ma per il decimo anniversario la manifestazione sta lavorando a eventi celebrativi e momenti conviviali in via di definizione, anticipa il manager al nostro quotidiano. «Ci eravamo posti come obiettivo quello di implementare la parte di aggiornamento professionale, programmando appuntamenti di taglio tecnico-scientifico, ma il cambiamento di location ha assorbito molte energie e come è logico ha presentato delle complessità - conclude Pennisi - È un progetto che però non è stato accantonato e riprenderemo certamente in futuro».Nicoletta Tobia
S1 Ep 112Dazi: non solo farma, food e auto sono a rischio
Anfao, l’associazione delle aziende di eyewear e lenti oftalmiche, ha lanciato un messaggio di forte preoccupazione nei confronti delle tariffe doganali al 30% per il mercato europeo, annunciate da Donald Trump a partire dal 1° agosto. «Se queste misure venissero confermate, i prossimi 12-24 mesi si prospettano come un disastro: molte aziende non riusciranno a sopravvivere», è il grado d’allarme lanciato dalla presidente dell’organismo confindustriale, Lorraine Berton«La situazione, se fossero confermati i dazi al 30%, è praticamente insostenibile. Ho comunque accolto e confido nell’appello del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a mantenere la calma, trattare e affrontare la questione con lucidità - dice ancora Lorraine Berton (nella foto) nella nota diffusa nei giorni scorsi ai media - Siamo già presenti su tutti i mercati alternativi, ma obiettivamente gli Stati Uniti non sono sostituibili. È fondamentale chiarire che dobbiamo negoziare partendo da uno scenario 0-10%, non da 10-30%». Se queste misure venissero confermate, sostiene ancora la numero uno di Anfao, il futuro a breve-medio termine sarebbe disastroso per buona parte delle imprese italiane dell’occhialeria. «Occorre fin da ora prepararsi a sostenerle per evitare una vera e propria moria del tessuto industriale», conclude Berton.Quello statunitense è il primo mercato per l’eyewear italiano, con una quota superiore al 22%. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2024 l’export negli States era già calato del 21% in valore rispetto all’anno precedente.I toni forti utilizzati dalla presidente di Anfao esprimono, oltre a una concreta preoccupazione a livello settoriale, anche la necessità di ribadire, presso le sedi opportune, che dazi così elevati come quelli annunciati dall’amministrazione americana non andranno a penalizzare solo comparti pur strategici per il nostro paese, come farmaceutico, alimentare e vino o automotive, di cui giustamente si parla: esistono realtà come la stessa occhialeria, ad esempio, che fanno parte del sistema moda, altro settore potenzialmente danneggiato, e che hanno negli Usa lo sbocco principale, per il quale è difficile pensare ad alternative concrete, data la già diffusa presenza delle montature sui principali mercati internazionali.
S1 Ep 111Dai Optical: con Milano punta a un servizio ancora più capillare
L’azienda oftalmica rafforza la propria presenza sul mercato italiano con l’apertura della nuova sede operativa a Pero, hinterland nord ovest del capoluogo lombardo. Una scelta strategica che vuole incrementare ulteriormente la vicinanza agli ottici partner, come spiega a b2eyes TODAY il ceo, Roberto De Gennaro«La Lombardia rappresenta un polo nevralgico per il nostro settore - afferma al nostro quotidiano Roberto De Gennaro - Con questa nuova filiale (nelle foto) vogliamo offrire agli ottici del territorio un servizio sempre più puntuale, capillare e personalizzato, integrando tecnologie avanzate e soluzioni logistiche ottimizzate». La sede milanese è anche un centro di innovazione: ospita infatti non solo il team Dai Optical, ma anche strutture dedicate alla ricerca e allo sviluppo, dove si progettano soluzioni oftalmiche di nuova generazione. «Puntiamo sull’avanguardia continua, mantenendo standard qualitativi elevati», aggiunge De Gennaro.L’apertura rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato nel 2010, quando Dai Optical attivò un primo deposito lombardo, gestito da operatori esterni. «Quella scelta ci permise di capire le potenzialità del mercato in quest’area - racconta ancora De Gennaro - Oggi, con una sede interna completamente operativa, siamo pronti a fare un passo in più». Tra i servizi offerti dall’ufficio milanese figurano la sagomatura a distanza e il trattamento delle lenti, compresa la colorazione, con l’obiettivo di garantire rapidità ed efficienza.La nuova filiale si aggiunge così alla rete di sedi locali già attive a Torino, Bologna, Cagliari, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Palermo e Catania, consolidando la struttura nazionale dell’azienda. «L’hub milanese nasce per creare sinergie con gli altri centri e potenziare la qualità complessiva del servizio - conclude De Gennaro - L’obiettivo è semplice: migliorare costantemente la nostra offerta per rispondere alle esigenze degli ottici e dei clienti finali».Francesca Tirozzi
S1 Ep 110Ottica Leonardo: un negozio nuovo per migliorare la relazione con il cliente
Il punto vendita di Castellaneta, in provincia di Taranto, ha recentemente ampliato gli spazi inserendo soluzioni innovative, tra cui il Cnxt di Rodenstock, per un ecosistema di vendita che rende il portatore protagonista attivo del proprio percorso di acquisto«Ai nostri clienti, da sempre, non vendiamo solo un paio di occhiali: con loro vogliamo discutere la scelta che verrà fatta, quale tipo di prodotto risulta migliore per le loro esigenze visive: ecco perché, nel centro ottico (nella foto principale) appena rinnovato, abbiamo deciso di puntare sempre più sulla tecnologia che possa favorire tale dialogo». Così Leonardo Gasparre, titolare di Ottica Leonardo di Castellaneta, località a una cinquantina di chilometri a nord ovest di Taranto, sintetizza lo spirito che lo ha indotto a portare da 100 a 170 i metri quadrati a disposizione del suo centro ottico.Ma non è soltanto una questione di metratura più ampia. «La nostra intenzione è offrire un servizio più comodo, fluido ed efficiente per migliorare la relazione con l’utente finale: da qui la scelta di puntare sul Cnxt, la piattaforma interattiva di Rodenstock, le cui potenzialità abbiamo potuto conoscere all’ultimo Mido – sottolinea Gasparre – All’interno del nostro punto vendita diventa, quindi, una sorta di scrivania multimediale (nella foto sopra), attraverso la quale possiamo mostrare al cliente, partendo dalle misurazioni uniche dei suoi occhi, effettuate in sala refrazione, i listini digitali, le geometrie da scegliere, il miglior centraggio, nonché la scelta delle colorazioni e dei trattamenti più adatti o graditi al consumatore. L’obiettivo è creare un percorso d’acquisto in grado di metterlo al centro e renderlo protagonista attivo del proprio acquisto».Ottica Leonardo, storico associato GreenVision, non lavora solo con Rodenstock, ma anche con altre realtà oftalmiche, come Zeiss o Essilor: da loro e da tutti i partner cerca di trarre le migliori opportunità in fatto di innovazione tecnologica, sempre al servizio della sua clientela. «Prima di arrivare al desk in cui è posizionato il Cnxt, nel nuovo negozio abbiamo introdotto il frontifocometro Solos di TopCon, che rileva ed esegue misurazioni complete delle lenti all'interno di una montatura: in pochi minuti il portatore ha tutte le informazioni utili sulla sua soluzione oftalmica, come la geometria o quanto filtra la lente stessa, cosi da incrementare la propria performance visiva – dice ancora Gasparre – E siccome noi ottici indipendenti dobbiamo fargli vivere un’esperienza d’acquisto unica e completa, nello store attuale proponiamo anche il Virtual Eyewear Assistant di Thema Optical».Dopo poco più di un mese i risultati sono positivi per l’imprenditore pugliese. «I riscontri di maggiore soddisfazione li abbiamo avuti dai clienti consolidati, che hanno particolarmente apprezzato il salto di qualità tecnologico e, soprattutto, nella relazione con loro - conclude Gasparre - In particolare il Cnxt ci sta dando l’opportunità di vendere più lenti, specialmente quelle a più alto valore aggiunto come le progressive. E Rodenstock ci sta aiutando a far conoscere al pubblico questa piattaforma, grazie a una comunicazione mirata all’utente finale tramite i canali digitali». Angelo Magri
S1 Ep 109Padova: al via un corso di Alta formazione sulla gestione ottica del cheratocono
Sarà attivata presso l’università euganea l’iniziativa formativa specialistica rivolta ai professionisti della visione. Strutturata per coniugare rigore scientifico e applicazioni cliniche, risponde alla crescente necessità di figure qualificate in grado di affrontare con competenza una delle patologie corneali più complesse e diffuseIl nuovo corso di Alta formazione dell’Università di Padova, focalizzato sulla gestione ottica del cheratocono, è aperto a ottici optometristi, ortottisti assistenti in oftalmologia e oftalmologi, in possesso dei requisiti previsti dal bando, che si chiuderà il 2 ottobre. Pensato come naturale proseguimento del percorso universitario in Ottica e Optometria, è accessibile anche ad altri professionisti della filiera.«L’iter nasce dalla volontà di colmare un vuoto formativo in ambito accademico, offrendo una preparazione avanzata e specifica nella selezione, adattamento e controllo dei dispositivi ottici per il cheratocono, una condizione che spesso non consente una correzione visiva adeguata con i soli occhiali - si legge sul sito dell’ateneo padovano - L’iniziativa ha ricevuto il sostegno di Aiche, l’Associazione italiana cheratoconici, che ha evidenziato la necessità di rafforzare la rete di professionisti capaci di affiancare medici oculisti e altri specialisti nella gestione di questa patologia complessa».Le lezioni si svolgeranno presso l’Università di Padova, dal 13 ottobre all’11 novembre, per un totale di 6 giornate formative, con esame finale previsto il 17 dicembre. La frequenza è obbligatoria, con un minimo di 14 e un massimo di 50 partecipanti. Il programma prevede moduli su fisiopatologia e diagnosi del cheratocono, lenti oftalmiche e a contatto specifiche, ottica oculare e aberrometria, semeiotica strumentale, psicologia del paziente ed esercitazioni pratiche e project work. Le lezioni saranno tenute da un corpo docente di alto profilo, composto da esperti interni ed esterni all’ateneo. Il corso è diretto da Giovanna Montagnoli, con il supporto di Mirko Chinellato, Gianluca Ruffato e Stefania Bortoluzzi.
S1 Ep 108Il Sergio Cereda Award si apre agli studenti internazionali
Per la sua seconda edizione il premio, promosso dalla Ross Viva Family Foundation in collaborazione con Mido, dà il via ufficiale alle candidature: nel 2026 sarà unico per i futuri designer dell’eyewear di tutto il mondoIl Sergio Cereda Eyewear Design Award si rivolge esclusivamente a studenti e neolaureati sotto i 30 anni iscritti a programmi accreditati di design, con l’obiettivo di valorizzare creatività, innovazione e visione progettuale: italiani per la prima edizione a Mido, internazionali per quella a Vision Expo East. Nel 2026, invece, l’award sarà unico e la partecipazione viene estesa agli studenti di tutto il mondo: in palio c’è un primo premio di 10 mila dollari, oltre a riconoscimenti per il secondo e terzo classificato e mentorship professionali. La cerimonia di premiazione si terrà durante Mido 2026, in programma a Milano dal 31 gennaio al 2 febbraio.Il tema della nuova edizione sarà “L’occhiale nella sua forma pura: equilibrio tra proporzioni e armonia, innovazione e punto di rottura”. La selezione è affidata a una giuria internazionale composta da Harvey Ross, fondatore di Viva International Group e amministratore delegato di Optyx New York e Hmr Holdings, Stefania Cereda Oppermann, design consultant di EssilorLuxottica North America product team, Caterina Cereda, consulente freelance, Lorraine Berton, presidente di Mido, David Friedfeld, presidente di ClearVision Optical, Giovanni Vitaloni, fondatore di Vanni Eyewear, e il designer e stilista eyewear Bruno Palmegiani. Le candidature dovranno pervenire entro il prossimo 30 novembre.Nato per onorare l’eredità di Sergio Cereda, pioniere dell’occhialeria italiana noto per la sua eleganza visionaria e l’impegno nella formazione delle nuove generazioni, il premio si focalizza sui designer emergenti. La prima edizione, che è stata celebrata a Mido 2025 e che ha coinvolto gli studenti del nostro paese, ha visto trionfare Tea Rocco della Laba School of Design di Brescia , mentre nel Nord America il premio è stato conferito a Sophia Denison del Savannah College of Art and Design durante il Vision Expo East 2025 di Orlando.«Sergio Cereda non è stato solo il mio socio in affari per decenni, ma è stato il mio migliore amico e la mia anima gemella creativa - dichiara in una nota Harvey Ross - Questo concorso è il mio modo per onorare la sua eredità e garantire che la sua passione per il design audace, bello e lungimirante continui a vivere: siamo orgogliosi di presentare questo premio insieme a Mido per elevare i futuri leader del nostro settore». A sua volta la famiglia Cereda si dice fiera che il lavoro di Sergio continui a ispirare giovani menti creative.«Presentare il primo vincitore di questo award a Mido 2025 è stato per me un momento davvero significativo e sono stata anche particolarmente contenta che il premio sia andato a una giovane donna - afferma nella nota Berton - Cereda ha dato un contributo importante al nostro settore ed è un piacere rendere omaggio alla sua memoria: in un settore come quello dell'occhialeria, dove tradizione e innovazione vanno di pari passo, preservare e celebrare l'eredità di chi lo ha plasmato è fondamentale».
S1 Ep 107Seiko Academy: Bergamo e Palermo le prossime tappe
Con la sessione del marzo scorso all’Università Federico II di Napoli si è concluso il primo semestre della terza edizione del programma di aggiornamento professionale organizzato dall’azienda oftalmica: proseguirà nella seconda parte dell’anno e sono già state poste le basi per il 2026Sono stati una ventina gli ottici optometristi che hanno partecipato alle due giornate di lavori a fine marzo presso le aule del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’ateneo napoletano. «Oltre che dalla Campania, sono giunti anche da Puglia, Calabria e Lazio, segno di un interesse ormai diffuso per questo format - afferma a b2eyes TODAY Elisa Di Tria (nella foto principale), product manager di Seiko Italia - Anche in quell’occasione abbiamo privilegiato la presenza di un numero contenuto di iscritti, per beneficiare appieno della parte pratica: si è puntato soprattutto sull’importanza della personalizzazione dell’ausilio visivo, su come questo va proposto e predisposto in base alle esigenze visive dell’utente finale e su ciò che possono offrire in tal senso i prodotti più evoluti dell’azienda».A ogni appuntamento si alternano come relatori Matteo Malattia, Andrea Pirotta e Silvia Pelizzari, che fanno capo a Studio Visus, centro polispecialistico di Oggiono, in provincia di Lecco, oltre allo staff della società oftalmica. Saranno sempre loro a gestire anche i prossimi due appuntamenti: il 14 e 15 settembre a Bergamo, al Centro Studi Leonardo da Vinci, dove sono attesi soprattutto ottici optometristi del nord Italia, grazie anche alla vicinanza con gli aeroporti della zona, e il 9 e 10 novembre a Palermo, presso il corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli Studi locale, per i professionisti siciliani e calabresi.«Il team è ormai affiatato e i riscontri finora avuti sono positivi: siamo alla terza edizione della Seiko Academy e ogni anno si sono tenute tre sessioni - sottolinea ancora Di Tria - Per il 2026 stiamo già lavorando a nuove tappe e contenuti aggiornati e arricchiti, pensati per offrire ancora più valore ai partecipanti».
S1 Ep 106Rodenstock: con Barrucci rafforza la rete commerciale in Calabria
A partire da luglio il professionista, già operativo per l’azienda oftalmica sulla Campania, estende la propria attività alla regione: la nomina si inserisce in una strategia di maggiore vicinanza agli ottici partner dell’areaNell’ambito di un piano strategico volto a potenziare la capillarità e la qualità del servizio sul territorio, Rodenstock Italia annuncia il rafforzamento della propria rete commerciale in Calabria. «Giuseppe Barrucci, professionista con oltre 20 anni di esperienza nel settore ottico e già attivo per Rodenstock in Campania, estende il proprio ambito di competenza anche alla Calabria - si legge in una nota dell’azienda oftalmica - Affiancherà Zino Surace, storico riferimento per l’area, contribuendo a garantire una presenza ancora più solida e continuativa sul territorio».L’inserimento di Barrucci, sottolinea nel comunicato Nunzio Liberio, capo area sud di Rodenstock Italia dal 2022, «si inserisce in una strategia di maggiore copertura e vicinanza agli ottici calabresi, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più efficiente, personalizzato e orientato alle esigenze del cliente», afferma il professionista.«Con l'esperienza maturata nelle vendite, siamo fiduciosi che Giuseppe e Zino contribuiranno in modo significativo a rafforzare la partnership b2b, un elemento distintivo del dna di Rodenstock», commenta nella nota Massimo Barberis, amministratore delegato della filiale italiana del gruppo oftalmico.
S1 Ep 105Recupero degli scarti: in arrivo un questionario sulla realizzazione delle lenti
La sua definizione è stata al centro di un appuntamento svoltosi di recente a Bolzano, che ha coinvolto i partner del progetto Micro Alps per la riduzione delle microplastiche derivanti da attività industriali nei corpi idrici alpini: sarà inviato a ottici e aziende produttrici delle zone interessateNuovo step per il progetto biennale Micro Alps-Riduzione delle microplastiche derivanti da attività industriali nei corpi idrici alpini, che vede coinvolti Certottica Group come capofila, l'Università di Ca' Foscari di Venezia, l'Ökoinstitut di Bolzano e l'Università di Scienze Applicate della Carinzia con sede a Villach. Dopo il kick off meeting di febbraio, si è di recente tenuto un incontro al centro del quale c’è stata la definizione del primo questionario per la raccolta di dati sulla produzione di lenti nel Triveneto e nell’area carinziana, che sarà presto inviato a ottici e aziende nelle zone interessate dal progetto stesso. Le domande si concentreranno soprattutto sulle tipologie di lavorazioni effettuate, sui diversi tipi di scarto e di microplastiche prodotte, sulle eventuali attività di recupero o riciclo delle materie inutilizzate. Le informazioni raccolte serviranno a scattare una prima fotografia degli scarti che derivano dalla lavorazione delle lenti, a seguito, tra gli altri, dei processi di molatura e fresatura, e della loro gestione: uno degli obiettivi di Micro Alps è infatti studiare la possibilità di riutilizzare questi materiali nella stampa 3D.Proprio su questo fronte è impegnata Certottica, che nelle ultime settimane ha riprodotto in laboratorio lo scarto derivante dalla lavorazione delle lenti. «In queste prime fasi, abbiamo utilizzato due dei materiali tradizionalmente impiegati nella fabbricazione delle lenti oftalmiche, rendendoli il più possibile simili ai reali materiali eccedenti prodotti dalle aziende - spiega in un comunicato Marco Calvi del gruppo di Longarone - Questo materiale è stato poi consegnato all'Università Ca’ Foscari che effettuerà delle prove di estrusione per creare un composto adatto alla stampa 3D».Nei prossimi mesi inizieranno la raccolta e lo studio degli scarti prodotti dalle imprese del settore e si continuerà a lavorare per cercare di ottenere un filamento ottimale per le stampanti 3D. Nel frattempo verranno organizzate attività come workshop e laboratori per spiegare a studenti, cittadini e aziende la problematica delle microplastiche e il loro impatto su ambiente e salute.