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I Notturni di Ameria Radio - The Ameria Radio Nocturnes

I Notturni di Ameria Radio - The Ameria Radio Nocturnes

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Ep 35I Notturni di Ameria Radio 11 gennaio 2021 - Musiche di Giovanni Pierluigi da Palestrina

A cura di Massimiliano SamsaGiovanni Pierluigi da PalestrinaCanticum Canticorum1. Osculetur me2. Trahe me post te3. Nigra sum sed formosa4. Vineam meam non custodivi5. Si ignoras te6. Pulchrae sunt genae tuae7. Fasciculus myrrhae8. Ecce tu pulcher es9. Tota pulchra es10. Vulnerasti cor meum11. Sicut lilium inter spinas12. Introduxit me rex13. Laeva eius14. Vox dilecti mei15. Surge, propera, amica mea16. Surge, amica mea17. Dilectus meus mihi18. Surgam et circuibo civitatem19. Adiuro vos filae Jerusalem20. Caput eius21. Dilectus meus descendit22. Pulchra es23. Quae est ista24. Descendi in hortum nucum25. Quam pulchri sunt26. Duo ubera tua27. Quam pulchra es et quam decora28. Guttur tuum29. Veni, dilecte miGruppo vocale - Hilliard Ensemble

Jan 11, 20211h 19m

Ep 34I Notturni di Ameria Radio 8 gennaio 2021 - musiche di Johannes Brahms

A cura di Massimiliano SamsaJohannes Brahms (1833-1897)Sechs Lieder, opus 85- Sommerabend nr. 1- Mondenschein nr. 2Vier Lieder, opus 96- Meerfahrt nr. 4- Der Tod das ist die kühle Nacht nr.1Ian Bostridge, tenoreSaskia Giorgini, pianoforte------------------------------------Johannes Brahms (1833-1897)Concerto no.1 in re minore per pianoforte e orchestra op.151.Maestoso (re minore)2.Adagio (re maggiore)3.Rondò. Allegro non troppo (re minore)Staatskapelle DresdenMaurizio Pollini, pianoforteChristian Thielemann, direttoreÈ noto che la nascita del Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms fu lunga e tormentata, e avvenne per fasi successive. Il lavoro, abbozzato negli anni 1852-53, avrebbe dovuto portare alla creazione di una Sinfonia, come Brahms desiderava e come anche il suo mentore Robert Schumann si era entusiasticamente augurato ("Se egli abbasserà la sua bacchetta magica là dove le potenze delle masse corali e orchestrali gli potranno concedere le proprie forze, noi potremo attenderci di scoprire paesaggi ancor più meravigliosi nei segreti del mondo degli spiriti": è un passo del celebre articolo Vie nuove, 28 ottobre 1853). All'inizio del 1854 il progetto originario si trasformò in una Sonata per due pianoforti, scelta evidentemente ritenuta utile da Brahms, pianista eccelso, per avvicinarsi all'idea di Sinfonia attraverso un cartone preparatorio che si basasse sullo strumento che conosceva meglio e che gli era più congeniale. Nell'estate del 1854 Brahms lo orchestrò per farne un primo tempo di Sinfonia; ma nel corso dell'anno abbandonò l'idea della Sonata, informandone l'amico violinista Joseph Joachim: «Ritengo che lascerò da parte la mia Sonata in re minore. Ho suonato spesso i primi movimenti con la signora Schumann, e sono sempre più convinto che nemmeno due pianoforti siano sufficienti». Proprio a Clara Schumann, sempre nel 1854, Brahms comunicava di aver "trasformato la mia Sinfonia abortita in un Concerto per pianoforte". Da quel momento il processo compositivo, pur non mutando più l'obbiettivo, passò attraverso una serie innumerevole di ripensamenti e di riscritture: il primo movimento fu rimesso in discussione più volte e rielaborato ancora nel 1856-57; quello centrale, in origine una sarabanda in tempo Lento funebre, respinto e sostituito da un Adagio (verrà riutilizzato, anni dopo, nel secondo coro del Requiem tedesco); il terzo integralmente riscritto nel 1857. Tutto questo fervore compositivo si protrasse fino al 1858, senza che Brahms fosse interamente soddisfatto del suo lavoro. Nel marzo 1858 fu organizzata una prova segreta del Concerto con l'autore al pianoforte e solamente pochi amici presenti: tra questi Joachim, divenuto ormai, dopo la morte di Schumann, il consigliere ufficiale di Brahms. Nuovi dubbi e nuove modifiche. Per quanto Brahms si rendesse conto di non poter più incidere a fondo su un ordito sonoro ormai troppo fitto, era pur necessario alla fine giungere a una conclusione. A Joachim confessò: «Su questo Concerto non riesco più ad avere un giudizio obbiettivo, come non riesco più ad avere, su di esso, alcun potere».La prima esecuzione del Concerto avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, solista lo stesso Brahms, direttore Joachim, con accoglienza tiepida. Si trattava in realtà di un'anteprima in vista della presentazione al Gewandhaus di Lipsia del 27 gennaio (direttore Julius Rietz, solista ancora Brahms), dove il Concerto fu subissato dai fischi. Il giorno dopo Brahms, scrivendo a Joachim, osservò: «Penso, comunque, che questo risultato sia il meglio che potesse capitarmi: mi induce a lottare, mi dà coraggio. Dopo tutto sono ancora in una fase di sperimentazione e sto orientandomi a tentoni. Però, a ben pensarci... i fischi erano davvero troppi». Una successiva esecuzione ad Amburgo, il 24 marzo, venne nuovamente diretta da...

Jan 8, 20211h 0m

Ep 33I Notturni di Ameria Radio del 7 gennaio 2021 - Musiche di Francesco Cilea

A cura di Massimiliano SamsaFrancesco Cilea (1866 - 1950)Sonata per violoncello in Re MaggioreI. Allegro moderato II. Alla Romanza. Largo dolorosoIII. Allegro animatoTrio in Re MaggioreI. Allegro sostenuto II. Scherzo. Presto III. Andante molto espressivo IV. Allegro con fuoco Vocalizzo da concerto No. 2 in Re minore Canto (Lento doloroso) Tema e variazione(Andante sostenuto – Poco più mosso – Allegro – Andante – Moderato)Ilaria Cusano, violino Jacopo Di Tonno, violoncello Domenico Codispoti, pianoforte-------------------------------Francesco Cilea (1866 - 1950) - Piccola Suite1.Danza2.Notturno3.Alla marciaRev. Rino MAIONE Orchestra Sinfonica della RAI di Milano Rino Maione, direttore

Jan 7, 20211h 8m

Ep 32I Notturni di Ameria Radio 6 gennaio 2021 - Musiche di Giulio Briccialdi

A cura di Massimiliano SamsaGiulio Briccialdi (1818-1881) – Concerto per flauto e orchestra n. 3 in Do maggioreI. Allegro molto moderatoII. Andante un poco sostenutoIII. Allegro ma non tantoI Virtuosi ItalianiGinevra Petrucci, flautoQuesta registrazione del 2008 è stata ristampata in occasione del 200 ° anniversario della nascita di Giulio Briccialdi (1818-1881). Come principale flautista nelle maggiori orchestre d'opera d'Italia e di tutta Europa, Briccialdi ha attratto fama non solo per il suo virtuosismo ma anche per la sua capacità di sfruttare e stimolare la rapida evoluzione tecnica del suo strumento. Un nuovo flauto fu inventato per lui da Boehm e prese il suo nome. Ulteriori innovazioni tecniche furono apportate nella fabbricazione di flauti su sua istigazione da Emilio Piana a Firenze, dove era professore di flauto all'Istituto Musicale di Firenze.Sebbene abbia scritto un'opera e una sinfonia, la sua eredità come compositore si basa sulle sue opere per il suo strumento. Questi includono molte opere da camera per flauto e pianoforte: fantasie e fantasie operistiche che capitalizzano il successo popolare di opere drammatiche, in particolare di Verdi. Ci sono diversi quintetti di fiati attraenti e il Carnevale di Venezia Op.78, un'opera concertante per flauto e orchestra che è stata registrata più volte.Questi quattro concerti rappresentano alcune delle opere più preziose e originali di Briccialdi: concepito come un apice dell'esibizione virtuosistica per l'abilità del solista, e basato interamente su materiale originale, Briccialdi ha conservato quelle opere principalmente per il suo uso personale. Infatti la grande maggioranza del lavoro di Briccialdi rimane inedito e le partiture di questi concerti sono state pubblicate solo all'inizio di quest'anno dalla casa italiana Ricordi. Sono tutti espressi nel formato di concerto standard in tre movimenti, in generale tanto brevi quanto attraenti, e immancabilmente ben scritti per il solista: un punto culminante è il "Valse lento" di due minuti che forma il movimento centrale del Quarto .I concerti hanno ricevuto le prime registrazioni per mano di Ginevra Petrucci, una flautista di origine romana che ha lavorato con compositori in Europa e negli Stati Uniti e ha fatto scrivere diverse opere per lei. The Flutist Quarterly l'ha elogiata per "un bel fraseggio, un brillante virtuosismo e un legato degno di un grande cantante".------------------------------------Giulio Briccialdi (1818-1881) - Il Carnevale di Venezia, Op. 77James Galway, flautoPhillip Moll, pianoforte-------------------------------------Giulio Briccialdi - Fantasia on "La traviata", Op. 76 · Dorothea Seel, flautoChristoph Hammer, pianoforte--------------------------------------Giulio Briccialdi (1818-1881) - Duo Concertante per due flauti in Fa maggiore Op. 100, No. 21. Allegro 2. Andante 3. Allegretto Peter-Lukas Graf, flautoGaby Pas-Van Riet, flautoIl magnifico suono e la capacità espressiva del flauto barocco conquistarono rapidamente compositori e amanti della musica, ispirando composizioni superbe per orchestre e formazioni da camera. Ma furono i miglioramenti tecnici apportati a metà del XIX secolo a renderlo uno degli strumenti preferiti dell'era romantica e questa popolarità continua ancora oggi.In questa registrazione troviamo il solista di fama mondiale, Peter-Lukas Graf, in duetto con l'eccellente flautista Gaby Pas-Van Riet. Giulio Baldassare Briccialdi, invece, è detto il “Paganini del flauto”, come dimostra il grande virtuosismo del duo concertante per due flauti in fa maggiore op. 100/2.-------------------------------------------Giulio Briccialdi (1818-1881) – Quartetto in La maggiore per quattro flauti1.Allegro2.Andante

Jan 6, 20211h 3m

Ep 31I Notturni di Ameria Radio del 5 gennaio 2021 - musiche di Scarlatti, Jommelli e Cimarosa

A cura di Massimiliano SamsaAlessandro Scarlatti (1660-1725) - Concerto grosso No. 1 in fa minore per due violini, archi, e continuo 1. Grave2. Allegro3. Largo4. Allemande [Allegro]Orchestra Europa GalanteFabio Biondi, direttore---------------------------------------Nicola Porpora (1686-1766) - Salve ReginaI. Salve regina (Adagio)II. Ad te clamamus (Allegretto)III. Ad te suspiramus (Adagio)IV. Eia ergo (Allegro)V. Illos tuos misericordes (Adagio)VI. O clemens (Affettuoso)Orchestre Nationale de FranceElīna Garanča, mezzosopranoRiccardo Muti, direttore-----------------------------------Niccolò Jommelli (1714-1774) - Sinfonia in Sol MaggioreI. AllegroII. LargoIII. Allegro assaiMünchener KammerorchesterKarl-Heinz Schickhaus, salterioHans Stadlmair, direttore-------------------------------------Giovanni Paisiello (1740-1816) - Concerto in mi bemolle maggiore per mandolino e orchestra 1. Allegro Maestoso 2. Larghetto 3. AllegrettoI Solisti Veneti , direttore : Ugo Orlandi, mandolino Claudio Scimone, direttore---------------------------------------Domenico Cimarosa (1749-1801) - Concerto per Oboe in do minore1. Introduzione - Larghetto2. Allegro3. Siciliana4. Allegro giustoGrand Orchestre de Radio-Télé-LuxembourgNorbert Mattern, oboeLouis De Froment, direttore-------------------------------Domenico Cimarosa (1749-1801) - Inno della Repubblica PartenopeaL' "Inno della Repubblica Partenopea" fu composto da Cimarosa nel 1799 per l’amata terra.

Jan 5, 20211h 5m

Ep 30I Notturni di Ameria Radio 4 gennaio 2021

A cura di Massimiliano SamsaCésar Franck (1822 - 1890) - Le chasseur maudit Poema sinfonico per orchestra da una ballata di G. Burger1.Andantino quasi allegretto2.Poco più animato3.Molto lento4.Più animato5.Allegro molto quasi prestoPrima esecuzione: Parigi, Société Nationale de Musique, 31 marzo 1883Philadelphia OrchestraRiccardo Muti, direttoreL'eredità franckiana andò divisa tra gli allievi, essendone toccata buona parte a d'Indy, nella rinascita di una certa spiritualità francese che ebbe nella Schola cantorum il centro dove il culto era reso soprattutto al Franck sacro di Rédemption e delle Béatitudes; al punto che il figlio del compositore sentì il dovere di precisare, nel 1901 e cioè undici anni dopo la morte del padre, che l'immagine pia dell'organista di Sainte-Clotilde non rappresentava interamente la personalità di Franck, e che si lasciavano in ombra le composizioni profane e strumentali di un musicista il quale «s'était rendu maìtre de toutes les formes de la composition». Gli ultimi settantanni hanno dato ragione più al figlio che agli allievi, poiché di Franck sono restate in circolazione proprio le opere strumentali e cameristiche, anche se resiste da un lato l'opinione di chi vuol vedere nel maestro un analogo di Bruckner, forse suggestionato dall'analogia fra il quadro di Rougier e la silhouette di Böhler in cui i due musicisti appaiono assisi ai rispettivi organi della chiesa parigina e del convento austriaco, e se d'altro lato è svanita la funzione alternativa a Wagner che la critica francese amava attribuire a Franck.Le chasseur maudit fu composto nel 1882, ed ebbe origine dalla curiosa abitudine di Franck, che sottoponeva al consiglio degli allievi la sua produzione; se Vincent d'Indy era il consigliere per le composizioni orchestrali, Duparc e d'Indy insieme fornirono al maestro l'indicazione letteraria, a cui è ispirato il poema sinfonico, con i loro poemi sinfonici, rispettivamente Lénore del 1875 e La forèt enchantée del 1878, in cui si faceva espresso riferimento alle ballate di Bürger e di Uhland. Appunto dal Cacciatore feroce di Bürger, Franck trasse il soggetto del poema sinfonico sul modello di Liszt, musicista con il quale ebbe un rapporto di credito e di debito non sufficientemente esplorato. Ma, per quanto riguarda questa composizione franckiana, nulla di meglio delle considerazioni di Debussy: «Chez C. Franck, c'est une dévotion constante a la musique, et c'est a prendre ou a laisser: mille puissance au monde ne pouvait lui commander d'interrompre une période qu'il croit juste et nécessaire; si longue soit-elle, il faut en passer par là».Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Franck/Franck-Chasseur44.html--------------------------------------Claude Debussy (1862 - 1918) - La mer, tre schizzi sinfonici per orchestra, L 1111.De l'aube à midi sur la mer - Très lent (si minore)2.Jeux de vagues - Allegro (do diesis minore)3.Dialogue du vent et de la mer - Animé et tumultueux (do diesis minore)4.Prima esecuzione: Parigi, Concerts Lamoureux, 15 Ottobre 1905Cleveland Orchestra Vladimir Ashkenazy, direttoreLa mobilità, l'istantaneità, la novità del tempo musicale della Mer esigerebbero un'analisi non riassumibile in poche indicazioni. Il titolo De l'aube à midi sur la mer fa pensare a uno svolgimento ininterrotto a un procedere caratterizzato da una continua propulsione, attraverso il succedersi, sovrapporsi, addensarsi di motivi che si coagulano in più ampie strutture, stabiliscono un mobilissimo gioco di rapporti. Nell'arcana sezione introduttiva prendono forma gradualmente piccole cellule, per prima quel ritmo breve-lunga che già creava un senso di apertura spaziale in Sirènes. Emerge un lento disegno (corno inglese...

Jan 4, 20211h 3m

Ep 29I Notturni di Ameria Radio del 1 gennaio 2021

A cura di Massimiliano SamsaClaudio Monteverdi (1567 - 1643) - Madrigali guerrieri et amorosi. Libro ottavo dei madrigaliLa Capella Reial de CatalunyaDirettore: Jordi SavallSiamo nel 1638, il dibattito intorno al rapporto tra musica e parola, molto acceso già dalla fine del secolo precedente, prosegue nelle sue molteplici articolazioni, sebbene la strada maestra pare proprio ormai segnata. Monteverdi non ha dubbi, e sono proprio i suoi madrigali, cioè quelle forme musicali in cui è il testo a dettare la struttura alla musica, il compositore mirando a far comprendere il significato delle parole pur nella complessità della scrittura polifonica, a stabilire il canone, il punto di riferimento, cui altri dopo di lui guarderanno con giustificata ammirazione. D'altronde, Monteverdi vuole esprimere con chiarezza in queste pagine sentimenti specifici, passioni ed affetti, che, proprio nel suo Ottavo Libro indica con precisione: parla di ira, umiltà e temperanza. Di conseguenza, la musica dovrà adottare uno stile adeguato ad esprimere nel migliore dei modi tali passioni e affetti. E' nell' equilibrio finale tra i due elementi, il testo e la musica, che riconosciamo la grandezza del compositore cremonese, che in questi madrigali guerrieri ed amorosi riesce a pieno a cogliere l'obiettivo di scrivere una musica tra le più affascinanti senza penalizzare le parole, che proprio quella musica ispirano.I. Altri canti d'amor (Canto Guerriero)1. Sinfonia2. Altri canti d'Amor3. Tu cui tessuta han die Cesare alloro4. Che mentre guerre canta e guerre sonaII. Gira il nemico (Canto Guerriero)5. Gira il nemico6. Noi lasciamo accostar7. Armi false non son8. Vuol degl'occhi9. Non è più tempo10. Cor mio non val fugirIII. Ballo: Volgendo il ciel - Movete al mio bel suon (Canto Guerriero)11. Introduzione al ballo: Volgendo il ciel12. Ballo: Movete al mio bel suon13. Ciaccona (Antonio Falconero)14. Seconda parte del ballo: Ei l'armi cinse e su destrier alatoIV15. Sinfonia a CinqueV. Altri canti di marte (Canto Amoroso)16. Altri canti di marte17. Due belli occhiVI. Lamento della ninfa (Canto Amoroso)18. Non havea febo ancora19. "Amor, dov'è la fe'20. Si tra sdegnosi piantiVII21. Sinfonia a sei (from Cantate Domino)VIII. Hor che'l ciel e la terra (Canto Guerriero)22. Hor che'l ciel e la terra23. Cosi sol d'una chiara fonte viva

Jan 1, 202159 min

Ep 28I Notturni di Ameria Radio del 31 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaAntonio Caldara (1670 - 1736) - Te Deumper soli, coro e orchestraPatrizia Ciofi, Sara Allegretta ⎮ sopranoRoberto Saccà, Mirko Guadagnini ⎮ tenoreMichele Pertusi, Nicolas Rivenq ⎮ bassoOrchestra e Coro del Teatro La FeniceDirettore ⎮ Riccardo Muti--------------------------------------------H. Berlioz (1803 - 1869) - Te DeumBarry Banks tenore Thomas Ospital organo Orchestra Filarmonica la Maîtrise Coro di Radio FranceCoro dei Bambini dell'Orchestre de ParisCoro dell'Esercito FranceseIl Te Deum di Berlioz, una delle opere titaniche del compositore francese, unitamente al Requiem e alla Sinfonia Funebre e Trionfale. Il Te Deum necessita di un’orchestra rinforzata (spesso due orchestre insieme), cui si aggiunge un organo solista, oltre a duecento coristi adulti e a qualche centinaio di voci bianche: il tutto per esaltare e ringraziare il Signore in un’opera che risulta al contempo religiosa e trionfale.A rigore, il Te Deum di Berlioz non è una composizione liturgica, ma è nato piuttosto dall’idea di comporre un ciclo monumentale di spirito nazionale. Già nel 1835 Berlioz aveva progettato questo ciclo, che prevedeva sette parti e doveva intitolarsi Solennità musicale funebre in memoria degli uomini illustri della Francia; tale progetto non fu però realizzato. Ancora nel 1846 Berlioz compì un tentativo presso il Governo, perché gli fosse dato l’incarico di comporre una “Sinfonia militare con coro, un epos trionfale”. Questa Sinfonia, la cui connessione con il vecchio progetto è evidente, avrebbe dovuto avere il titolo di il ritorno dell’armata d’Italia, e sarebbe stata così una celebrazione di Napoleone.Al fine di realizzare musicalmente almeno in parte quest’idea, Berlioz scrisse il Te Deum, senza averne ricevuto l’incarico e senza la spinta di circostanze esterne. La prima esecuzione assoluta del Te Deum ebbe luogo nel 1855, nella Chiesa di S. Eustache, nell’ambito delle manifestazioni ufficiali che si svolsero in occasione della prima Esposizione industriale di Parigi.In un giornale si poteva leggere a proposito la seguente notizia, che si poteva basare solo su informazioni date dallo stesso compositore: “Questo Te Deum doveva far parte di una composizione di proporzioni colossali, di concezione per metà epica, per metà drammatica, e destinata a celebrare la gloria militare del Primo Console… nel momento in cui il generale Bonaparte avesse fatto il suo ingresso nella Cattedrale dalle enormi volte, avrebbe dovuto echeggiare d’ogni parte il sacro canto di lode, le bandiere avrebbero dovuto sventolare, e insieme al rullo dei tamburi e ai colpi dei cannoni le campane avrebbero elevato i loro suoni potenti. Questa è la spiegazione dell’impronta così marziale di questa composizione”.Alla bellicosa fanfara che conclude “judex crederis” segue infatti un Finale – che viene sempre omesso – dal titolo “Marcia per la presentazione delle bandiere”.Nella versione originaria del Te Deum c’era anche un altro movimento, un “Preludio”, che doveva essere riservato appositamente per “celebrazioni d’una vittoria” o per altre “solennità militari”.Il Te Deum di Berlioz, anche se è prospettato in una “rappresentazione” scenica, rimane tuttavia un’opera religiosa, pur nell’assoluta originalità di concezione. A partire dal terzo movimento Berlioz ha apportato profondi spostamenti al testo liturgico, con l’evidente intento di drammatizzarlo nella maniera che gli era propria – lo stesso aveva fatto a suo tempo con il Requiem.Così il terzo movimento, contenente la Preghiera che secondo il testo originale avrebbe dovuto comparire molto più tardi, contrasta assai felicemente con i movimenti di carattere innodico e celebrativo (nn. 1,2, 4).Il verso “judex crederis esse venturus” che posto pressappoco a metà del testo liturgico originale,...

Dec 31, 20201h 8m

Ep 27I Notturni di Ameria Radio del 30 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaF. Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847) - Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64 1. Allegro molto appassionato (mi minore)2. Andante (do maggiore)3. Allegretto non troppo (mi minore). Allegro molto vivace (mi maggiore)Prima esecuzione: Lipsia, Gewandhaus Saal del Conservatorio, 13 Marzo 1845MPO –Malta Philharmonic OrchstraSreten. Krstić. violinoS. Celibidache, direttoreDestinatario di questo concerto, assai popolare, fu un carissimo amico di Menndelssohn, il violinista Ferdinand David, che durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica, e ne fu poi il magistrale interprete quando Mendelssohn stesso diresse la prima esecuzione del lavoro il 13 marzo 1845, al Gewand-haus di Lipsia.Il Concerto per violino op. 64 deve la sua fortuna soprattutto alla fascinosa invenzione tematica e al brillantissimo rilievo della parte del solista, bilanciato dalla felicità della scrittura orchestrale. Altrettanto importanti sono però le caratteristiche formali del concerto, in cui l'originalità di un grande protagonista della stagione romantica convive con la sicurezza costruttiva di un degno erede dei classici. Dietro l'irregolarità dei tre movimenti fatti succedere senza pause (con un breve Allegretto per collegare l'Andante al finale) o dell'ardito ingresso del violino solista già all'inizio del primo tempo, dietro allo slancio lirico che percorre ininterrottamente l'opera quasi fondendo ogni schema formale in un'unica bruciante offerta espressiva, si rivela altresì un'attenta saggezza artigianale. Anche proposte tematiche indimenticabili come quelle su cui è costruito il primo movimento, anche il lirismo commosso e fluente dell'Andante, nonché il virtuosismo aereo e fantastico del finale si compongono infatti in un insieme di raro equilibrio, sotto la conduzione di una mano sagace.Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847) - Sinfonia n. 4 in la maggiore "Italiana", op. 90 1.Allegro vivace (la maggiore)2.Andante con moto (re minore)3.Con modo moderato (la maggiore)4.Saltarello. Presto (la minore)Prima esecuzione: Londra, Hanover Square Rooms, 13 Maggio 1833Orchestra della RAI di Napoli S. Celibidache, direttoreCome ogni artista tedesco anche Mendelssohn subì il fascino della terra dove fioriscono i limoni; e nel 1830-31 compì il suo viaggio in Italia, fermandosi a Roma, dove strinse amicizia con Berlioz, e a Napoli. Proprio a questo periodo risalgono i primi abbozzi della Sinfonia in la maggiore che Mendelssohn non si risolse mai a pubblicare, nonostante le numerosi revisioni cui la sottopose successivamente, e che pertanto venne pubblicata postuma, come Quarta, mentre si trattava in realtà della sua terza sinfonia, terminati nel 1833, la cui prima esecuzione era avvenuta alla Società Filarmonica di Londra il 13 maggio di quello stesso anno sotto la direzione dell'autore.Prima ancora delle pur importantissime allusioni al folclore italiano, in questa sinfonia occorre rilevare la straordinaria sicurezza della forma che la rende gemella della successiva sinfonia "Scozzese". Queste due opere formano una coppia di composizioni in cui la ricognizione degli schemi classici è compiuta con originalità tanto maggiore quanto più solido è il controllo dei problemi costruttivi: esse sono in questo largamente accomunate e di gran lunga elevate al di sopra dell'ambiziosa irregolarità formale della sinfonia che precede immediatamente l'"Italiana" (la cosiddetta Quinta, intitolata "Riforma") o dell'ipertrofica struttura sinfonico-corale della Seconda (il "Lobgesang") che cronologicamente si colloca fra I'"Italiana" e la "Scozzese". Quasi sempre lievi, ed estremamente stilizzati, i riferimenti italiani della sinfonia "Italiana" sono fusi, pur nell'accurata...

Dec 30, 20201h 8m

Ep 26I Notturni di Ameria Radio 29 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaLudwig van Beethoven (1770 - 1827) - Sinfonia n. 1 in do maggiore, op. 211.Adagio molto - Allegro con brio2.Andante cantabile con moto (fa maggiore)3.Minuetto. Allegro molto e vivace4.Adagio - Allegro molto e vivacePrima esecuzione: Vienna, Teatro di Porta Carinzia, 2 Aprile 1800Dedica: Barone von SwietenIl brano che segue fa parte di uno studio dedicato da Hector Berlioz alle Sinfonie di Beethoven.1862 - Quest'opera per la forma, per lo stile melodico, per la sobrietà armonica e la strumentazione, si distingue completamente dalle altre composizioni di Beethoven che l'hanno seguita. Scrivendola, l'autore è rimasto evidentemente sotto l'impero delle idee di Mozart, ch'egli ha qualche volta ingrandito, e dovunque ingegnosamente imitato. Tuttavia nel primo tempo si vedono spuntare ogni tanto alcuni ritmi di cui l'autore del Don Giovanni, è vero, ha fatto uso, ma molto di rado e in un modo molto meno rilevato. Il primo Allegro ha per tema una frase di sei battute che, senza avere in sé niente di molto caratteristico, diviene in seguito interessante per l'arte con cui è trattata. Gli succede una melodia episodica, d'uno stile un po' comune; e a mezzo di una semicadenza ripetuta tre o quattro volte si arriva a un disegno di fiati in imitazione alla quarta, che si è tanto più stupiti d'incontrare in quanto era già stato impiegato spesso in parecchie ouvertures d'opere francesi.L'Andante contiene un accompagnamento di timpani piano che oggi sembra qualche cosa di molto ordinario, ma in cui bisogna tuttavia riconoscere il preludio di effetti caratteristici che Beethoven ha prodotto più tardi coll'aiuto di questo strumento, in genere adoperato poco e male dai suoi predecessori. Questo pezzo è pieno d'incanto, il suo tema è grazioso e si presta bene agli sviluppi fugati, mediante i quali l'autore ha saputo trarne un partito così ingegnoso e arguto.Lo Scherzo è il primogenito della famiglia d'incantevoli burle di cui Beethoven ha inventato la forma, determinato il movimento, e che in quasi tutte le sue opere strumentali ha sostituito al minuetto di Mozart e Haydn, nel quale il tempo è meno rapido del doppio e il carattere completamente diverso. Questo è d'una freschezza, d'una agilità e d'una grazia squisite.Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Beethoven/Beethoven-Sinfonia1.html-----------------------------------------------Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) - Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 601.Adagio - Allegro vivace2.Adagio (mi bemolle maggiore)3.Allegro vivace4.Allegro ma non troppoPrima esecuzione: Vienna, Großer Redoutensaal del Burgtheater, 5 Marzo 1807Dedica: Conte Franz Von OppersdorffSulla Quarta Sinfonia: Beethoven e Dante di Héctor BerliozIl carattere di questa partitura è generalmente vivo, sveglio, gaio, oppure d'una dolcezza celeste. Se si eccettua il meditativo Adagio che gli serve da introduzione, il primo pezzo è consacrato quasi esclusivamente alla gioia. Il motivo in note staccate con cui ha inizio l'Allegro è un semplice canovaccio su cui l'autore spande in seguito altre melodie più effettivamente tali, che rendono così accessoria l'idea apparentemente principale dell'inizio.Quest'artificio, benché fecondo in risultati curiosi e interessanti, era già stato usato da Mozart con uguale fortuna. Ma nella seconda parte dello stesso allegro, si trova un'idea veramente nuova, le cui prime battute incatenano l'attenzione, e che dopo aver trascinato lo spirito dell'ascoltatore in misteriosi sviluppi lo colpisce di stupore per la sua conclusione inattesa. [...]Quanto all'Adagio, sfugge all'analisi... È così puro di forme, l'espressione della sua melodia è così angelica e d'una tenerezza così irresistibile, che l'arte...

Dec 29, 20201h 1m

Ep 25I Notturni di Ameria Radio del 28 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaW. A. Mozart (1756 - 1791) - Serenata notturna n. 6 in re maggiore per due piccole orchestre, K 239I. Marcia. Maestoso II. Menuetto III. Rondeau. Allegretto - Adagio - AllegroBerliner PhilharmonikerHerbert von KarajanLa Serenata notturna in re maggiore K. 239 è stata composta da Mozart nel 1776. A giudizio dei più autorevoli esegeti dell'opera, si tratta di uno dei più squisiti lavori del periodo della prima maturità del compositore. La Serenata notturna è scritta per un complesso piuttosto insolito, o meglio per due complessi strumentali. L'uno si presenta come un «concertino» composto di due violini, viola e contrabasso. L'altro include il «ripieno» dato dalla massa degli archi con in più i timpani. Il lavoro si suddivide in tre parti: una Marcia che incede in tempo Maestoso; un Minuetto con un Trio affidato al solo «concertino»; un Rondò finale (Allegretto) in cui s'intrecciano come, «intermezzi» un espressivo Adagio e un motivo da Marcia viennese.Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Mozart/Mozart-Serenata239.html-----------------------------------------------Peter Ilyich Tchaikovsky (1840-1893) - Serenata in do maggiore per archi, op. 4800:00 1. Pezzo in forma di Sonatina. Andante non troppo - Allegro moderato09:39 2. Valse. Moderato. Tempo di Valse13:52 3. Elegia. Larghetto elegiaco22:05 4. Finale. Tema russo. Andante - Allegro con spiritoPrima esecuziione: San Pietroburgo, 30 ottobre 1881Herbert von Karajan, conductorBerliner PhilharmonikerIl genere della Serenata - la composizione strumentale destinata, sul finire del XVIII secolo, ad esecuzioni all'aperto per fini di puro intrattenimeno - fu scarsamente coltivato nel secolo scorso, se non come rimpianto nostalgico di un'epoca perduta, quella appunto del classicismo. Non fa eccezione la Serenata per orchestra d'archi in do maggiore op. 48 di Ciaikovsky, brano che riflette la sconfinata venerazione dell'autore per lo stile del tardo XVIII secolo, filtrato soprattutto attraverso la figura idealizzata di Mozart.Infatti la Serenata op. 48 è opera apertamente dissimile dalle prove sinfoniche di Ciaikovsky, come pure dalle prime tre Suites orchestrali, composizioni assai impegnative strutturalmente e concettualmente; essa si richiama piuttosto alla Quarta suite, detta "mozartiana" perché basata su un materiale originariamente di Mozart, o alle "Variazioni su un tema rococò" per violoncello e orchestra op. 33, entrambe rivisitazioni personalissime dello stile classico.Nella Serenata op. 48, invece, l'omaggio a Mozart e al classicismo risiede più nel carattere sereno e disimpegnato del brano che non nell'imitazione degli amati modelli; forse proprio questa scelta rese la composizione particolarmente gradita all'autore ("Che sia perché è il mio ultimo lavoro o perché davvero non è male, sono molto innamorato di questa Serenata", ebbe a scrivere Ciaikovsky). Scritta nel 1880, essa fu eseguita l'anno seguente con grande successo, riscuotendo fra l'altro l'ambito apprezzamento di Anton Rubinstein, temuto direttore del Conservatorio di Pietroburgo e maestro dell'autore.La Serenata si articola in quattro movimenti, ben differenziati fra loro ma unificati concettualmente dalla scelta di un materiale tematico prevalentemente per gradi congiunti. L'iniziale Pezzo in forma di Sonatina consiste in un Allegro moderato, in forma-sonata senza sviluppo, introdotto da un Andante non troppo, con un tema spazioso che riappare anche come coda; è il movimento più elaborato del brano, ed insieme una pagina di fresca eleganza, per l'equilibrio delle proporzioni e per l'invenzione tematica, che contrappone un'idea esitante ad una graziosamente scattante.Segue una Valse giustamente celebre, in cui...

Dec 28, 202059 min

Ep 24I Notturni di Ameria Radio del 25 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaPëtr Il'ič Čajkovskij - Lo schiaccianociTra le opere dall’atmosfera natalizia, un indiscusso posto d’onore spetta alla celebre fiaba del Principe Schiaccianoci ed ancor di più al meraviglioso balletto nato dalla feconda collaborazione tra il coreografo Marius Petipa e il musicista Petr Ilic Cajkovskij.Lo Schiaccianoci è uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento, testamento artistico di Marius Petipa, il celebre coreografo che su mandato di Ivan Vsevoložskij direttore dei teatri imperiali, si incaricò di traghettare lo spettacolo teatrale in Russia da una preoccupante stasi ad una nuova luminosa stagione; egli trasse il libretto ispirandosi al racconto Nussknacker und Mausekönig di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.Tuttavia dell’originale rimane più che altro l’intreccio della vicenda; Petipa infatti decise di adattare la vicenda per il libretto utilizzando come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, versione più poetica della storia di Hoffmann, dalla stesura più confacente alle vedute del coreografo e del pubblico del tempo, in quanto stemperava gli elementi più inquietanti del racconto rendendo il tutto una deliziosa favola. Petipa aveva dunque trovato la giusta formula affinché il racconto di Dumas divenisse uno spettacolo di grande incanto, elaborando un libretto in cui la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all’atmosfera fiabesca del Natale nella quale esaltare i sentimenti d’amore e gioia nostalgica.Per completare il progetto Petipa si rivolse a Petr Ilic Cajkovskij che nel 1875 aveva incontrato il mondo del balletto presentando a Mosca, senza particolare successo a causa della complessa partitura, Il lago dei cigni. Tuttavia non sfuggiva a Petipa la raffinatezza timbrica e la suggestione ritmica del grande musicista ed infatti il secondo balletto, La bella addormentata, scritto dal compositore su invito ancora del direttore dei teatri imperiali Ivan Vsevoložskij nel 1890 si rivelò un trionfo e convinse il musicista a tentare una terza avventura con Lo schiaccianoci.L’opera fu ultimata nel luglio del 1891 ma, prima di dar corso all’orchestrazione dell’intero balletto, l’autore decise di estrapolarne alcuni numeri per la Suite sinfonica che diresse il 7 marzo 1892 a San Pietroburgo con esito trionfale. Con questo lancio e il successo del precedente balletto il duo Cajkovskij-Petipa si avviava verso un’altra straordinaria avventura da lasciare alla storia del balletto.

Dec 25, 20201h 8m

Ep 23I Notturni di Ameria Radio del 24 dicembre 2020

a cura di Massimiliano SamsaI canti tradizionali del Natale… un viaggio dall’Europa all’America (II parte)Proseguiamo il percorso iniziato nella trasmissione “La musica di Ameria Radio” da dove siamo partiti per questo immaginario viaggio attraverso l’Europa, alla scoperta dei canti natalizi tradizionali.Il cammino si concluderà al termine di questa puntata dei “Notturni di Ameria Radio” ascoltando cinque canti tradizionali degli Stati Uniti d’America.25 - GERMANIA - Ihr Kinderlein kommet26 - DANIMARCA - Til Julebal I Nisseland27 - SVEZIA - Nu tändas tusen juleljus 28 - NORVEGIA - En stjerne skinner i natt29 - IRLANDA - Christmas in Killarney30 - SCOZIA - Christ Child Lullaby31 - INGHILTERRA - God rest ye merry, Gentlemen32 - FRANCIA - Il est né le Divin Enfant33 - FRANCIA - Les anges dans nos campagnes34 - FRANCIA BORGOGNA - Guillô, Pran Ton Tamborin35 - FRANCIA PROVENZA - Un flambeau,Jeannette, Isabelle36 - OLANDA - Sinterklaas kapoentje37 - SPAGNA - A La Nanita Nana38 - SPAGNA - Campana Sobre Campana39 - PORTOGALLO - O menino esta dormindo40 - USA - O Come, O Come, Emmanuel31 - USA - Carol of the Bells42 - USA - We Three Kings43 - USA - The First Noel44 - USA - Twelve Days Of Christmas45 - USA - Winter Wonderland46 - USA - O Holy Night

Dec 24, 20201h 4m

Ep 22I Notturni di Ameria Radio del 23 dicembre 2020

a cura di Massimiliano SamsaGeorge Frideric Händel - Messiah HWV56, oratorio in 3 partiChristine Schäfer, sopranoAnna Larsson, altoMichael Schade, tenorGerald Finley, bassArnold Schoenberg ChorConcentus Musicus WienNikolaus Harnoncourt, direttoreFu a una svolta della sua vicenda artistica che Georg Friedrich Händel compose il Messiah, l'opera alla quale, emblematicamente, è da allora associato, per antonomasia, il suo nome. L'anno di composizione, il 1741, rappresentò per Händel l'abbandono di una straordinaria e tormentata carriera operistica, nonché della lingua, l'italiano, cui la sua attività di compositore di musica vocale era stata legata sin dagli anni di apprendistato. Come spartiacque tra i due compositori, l'operista «italiano» del 1741 e l'autore di oratori in lingua inglese del 1742, si colloca l'invito ad animare una stagione al di fuori dei riflettori londinesi, nell'appartata Dublino. Da lì il Messiah, terminato nel settembre 1741, intraprende la sua marcia trionfale il 13 aprile 1742, continuando a occupare il suo autore fino all'anno della morte, con una serie notevole di revisioni e rifacimenti per successive produzioni dell'oratorio, nel 1742, '43, '45, '49, '50 (da quest'ultimo anno Handel volle legare l'oratorio al Foundling-Hospital, istituzione per l'infanzia abbandonata cui riservò l'esecuzione dell'opera), e soprattutto imponendosi nell'immaginario collettivo dei paesi anglosassoni come un patrimonio spirituale insostituibile, parte integrante della propria identità culturale.Con quest'opera il compositore si rifà a quel genere di oratorio da concerto in lingua inglese che egli stesso aveva contribuito a sviluppare, forte di una ricca esperienza nel campo della musica sacra corale maturata in tre diverse tradizioni nazionali, legate ad altrettante lingue: la passione luterana, frequentata nella madrepatria (Brockes-Passion, 1716 ca., apprezzata anche da Bach), l'oratorio, conosciuto nel suo lungo soggiorno italiano (Il trionfo del tempo e del disinganno, 1707, La Resurrezione, 1708) e l'anthem, praticato nella patria d'adozione, l'Inghilterra (Chandos Anthems, Coronation Anthems).Il testo dell'oratorio è tratto interamente dalla Bibbia secondo una sofisticata operazione di montaggio da libri remoti per cronologia e genere letterario. Il complesso collage propone una celebrazione epica della figura del Messia dall'Antico al Nuovo Testamento, evitando completamente, a differenza delle Passioni bachiane, la presenza del personaggio-Cristo: viene operata dunque una rappresentazione «obliqua» della figura di Gesù, per il quale non si evoca nessun riferimento storico preciso, fatta salva la nascita. Al centro del testo si colloca dunque il dramma della redenzione dell'umanità, compiuta da un personaggio mai chiamato col suo nome storico (l'oratorio si intitola infatti Messiah). Autore del libretto è Charles Jennens (1700-73), membro ortodosso della Church of England, di quindici anni più giovane di Händel e suo fervido ammiratore almeno dal 1725.Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Handel/Handel-Messiah56.htmlPARTE PRIMA1.Sinfonia: Grave. Allegro moderato2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo2.Comfort ye my people - Larghetto e piano (mi maggiore)Recitativo per tenore, 2 violini, viola e basso continuo3.Ev'ry valley shall be exalted (mi maggiore)Aria per tenore, 2 violini, viola e basso continuo4.And the glory of the Lord - Allegro (la maggiore)Coro, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo5.Thus saith the Lord of Hosts (re minore)Recitativo per basso, 2 violini, viola e basso continuo6.But who may abide the day of His coming - Larghetto. Prestissimo (re minore)Aria per contralto, 2 violini, viola e basso...

Dec 23, 20201h 0m

Ep 21I Notturni di Ameria Radio del 22 dicembre 2020

a cura di Massimiliano SamsaJohann Sebastian Bach (1685 - 1750) - Weihnachtsoratorium, BWV 248Oratorio in sei parti, libretto di Christian Friedrich Henrici (Picander)Solisti:Dorothea Röschmann, SopranoAndreas Scholl, AltoWerner Güra, TenorKlaus Häger, BassRIAS KammerchorAkademie für Alte Musik BerlinRené Jacobs, DirectionLa Cantata della Pars IV è quella che più si distacca dalle altre: per le dimensioni ridotte, per la tonalità d'impianto (fa maggiore), per una particolare ricerca timbrica nella scelta dell'organico orchestrale. Dovendo celebrare la festa della circoncisione di Gesù, la Cantata è ovviamente incentrata sul tema del «nome di Gesù»: dopo il consueto e imponente Coro d'apertura, seguito dal racconto dell'Evangelista, è il basso che per primo invoca più volte il nome di Gesù con un Recitativo all'interno del quale Bach ha inserito una strofa di Corale affidata al soprano. La Cantata termina con due numeri che non si occupano più specificamente del tema: un'ardente Aria in re minore in stile fugato per tenore e due violini solisti e il luminoso Corale finale, caratterizzato dal timbro festoso dei due corni da caccia.Nella Cantata della Pars V Bach si è discostato dal testo evangelico previsto dalla liturgia per la domenica dopo Capodanno, narrante l'episodio della fuga in Egitto, per concentrarsi invece sull'imminente festività dell'Epifania offrendo così alla meditazione il tema di Cristo-Luce (simboleggiato dalla stella apparsa ai Magi) e della profezia della sua venuta. Il carattere della Cantata ripresenta i tratti più intimi e raccolti che avevano già contraddistinto la Pars II, anche e soprattutto per creare un necessario stacco prima della trionfale conclusione dell'Oratorio.Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Bach/Bach-Weihnachts248.htmlUn buon ascolto e una buona notte da Massimiliano Samsa. Parte quarta:Fallt mit Danken, fallt mit LobenCantata in fa maggiore per soli coro e orchestraOccasione: festa della Circoncisione (Capodanno)36.Fallt mit Danken, fallt mit LobenCoro in fa maggiore per coro, 2 corni, 2 oboi, 2 violini, viola e organoUtilizza il Coro n. 1 della Cantata BWV 213.37.Und da acht Tage um warenRecitativo in do maggiore per tenore e organo38.Immanuel, o süsses Wort!Recitativo e arioso in re minore/fa maggiore per soprano, basso, 2 violini, viola e organo39.Flösst, mein Heiland, flösst dein NameAria in do maggiore per soprano, oboe e organoUtilizza l'Aria n. 5 della Cantata BWV 213.40.Wohlan! dein Name soll allein in meinem Herzen sein / Jesu, meine FreudeRecitativo e Arioso in re minore per soprano, basso, 2 violini, viola e organo41.Ich will nur dir zu Ehren lebenAria in re minore per tenore, 2 violini e organoUtilizza l'Aria n. 7 della Cantata BWV 213.42.Jesus richte mein BeginnenCorale in fa maggiore per coro, 2 corni, 2 oboi, 2 violini, viola e organoPrima esecuzione: Lipsia, Thomaskirche, 1 gennaio 1735Parte quinta:Ehre sei dir, Gott! gesiugenCantata in la maggiore per soli e ortchestraOccasione: 1a domenica dopo Capodanno43.Ehre sei dir, Gott! gesiugenCoro in la maggiore per coro, 2 oboi d'amore, 2 violini, viola e organo44.Da Jesus geboren war zu BethlehemRecitativo in fa diesis minore per tenore e organo45.Wo ist der neugeborne König der Jüden?Coro e recitativo in si minore per contralto, coro, 2 oboi d'amore, 2 violini, viola e organoUtilizza il Coro n. 114 della perduta Markuspassion BWV 24746.Dein Glanz all' Finsternis verzehrtCorale in la maggiore per coro, 2 oboi d'amore, 2 violini, viola e organo

Dec 22, 20201h 14m

Ep 20I Notturni di Ameria Radio del 21 dicembre 2020

a cura di Massimiliano SamsaJohann Sebastian Bach (1685 - 1750) - Weihnachtsoratorium, BWV 248Oratorio in sei parti, libretto di Christian Friedrich Henrici (Picander)Solisti:Dorothea Röschmann, SopranoAndreas Scholl, AltoWerner Güra, TenorKlaus Häger, BassRIAS KammerchorAkademie für Alte Musik BerlinRené Jacobs, DirectionIn vista delle imminenti festività natalizie, nell'autunno del 1734 Johann Sebastian Bach - che in qualità di Kantor di S. Tommaso a Lipsia doveva per contratto occuparsi di tutto l'apparato musicale liturgico delle due chiese principali della città - decise di cogliere l'occasione per tentare nuove vie espressive, sollecitato ancora una volta dal suo instancabile spirito sperimentatore. Nacque così il progetto di un grande Oratorio, la forma musicale che in ambito sacro costituiva allora l'esatto corrispondente del melodramma: in esso infatti - pur mancando l'elemento strettamente visivo-rappresentativo, proibito in chiesa - si alternavano introduzioni strumentali, Cori, Recitativi accompagnati, numeri solistici e pezzi d'assieme, tra loro collegati dal Recitativo del narratore, come in una vera e propria «rappresentazione musicale di una storia sacra». Bach aveva già affrontato questa forma nelle Passioni, composte tra il 1724 e il 1731, ma per l'Oratorium Tempore Nativitatis Christi BWV 248 (Weihnachts-Oratorium) egli concepì la più ambiziosa, imponente e complessa architettura musicale di tutta la sua produzione: con questa avrebbe voluto forse inaugurare una nuova stagione creativa, ma rimase invece una sorta di miracoloso unicum nel suo catalogo. L'Oratorio di Natale, la composizione che ascolteremo questa sera, si compone di sei Partes. Di fatto si tratta di sei Cantate destinate alle sei solennità del Tempo di Natale di quell'anno: il Natale, Santo Stefano (26 dicembre), San Giovanni Evangelista (27 dicembre), Capodanno (o festa della circoncisione di Gesù, primo gennaio 1735), domenica dopo il Capodanno (2 gennaio) ed Epifania (6 gennaio). Questo grandioso ciclo natalizio fu pensato appositamente per un'esecuzione «a puntate» nell'arco di tredici giorni. Così ogni Cantata, pur essendo in sé compiuta e autonoma, è anche parte organica di un unico, ampio disegno: ed è proprio in questo aspetto che principalmente si rivela e si apprezza la grandezza del genio bachiano. Il primo livello di omogeneità che contraddistingue le sei Partes è quello testuale: l'autore (probabilmente Picander, ma l'intervento di Bach - specialmente nella scelta e nella disposizione dei brani - fu senz'altro decisivo) prese dai Vangeli di Luca e di Matteo la narrazione dei quattro episodi relativi al Natale (la nascita, la visita dei pastori, la circoncisione e la venuta dei Magi) e ne ricavò sei scene cronologicamente conseguenti, presentate dall'Evangelista. Esse costituiscono il nucleo «tematico» di ogni Pars, integrato e approfondito da originali testi madrigalistici per i brillanti Cori introduttivi, dai Corali della tradizione luterana, anch'essi affidati al coro ed espressione della pietas collettiva, e da altri brani poetici originali, destinati invece ad Arie solistiche, Duetti e Terzetti, che danno voce al fedele raccolto in preghiera.Nel notturno di questa sera ascolteremo le prime tre parti; le successive quarta, quinta e sesta parte saranno trasmesse nel notturno di domani.Testo tratto da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Bach/Bach-Weihnachts248.htmlParte prima:Jauchzet, frohlocket!Cantata in re maggiore per soli coro e orchestraOccasione: per il giorno di Natale1.Jauchzet, frohlocket! auf, preiset die TageCoro in re maggiore per coro, 3 trombe, timpani, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola e continuo2.Es begab sich aber zu der ZeitRecitativo in si...

Dec 21, 20201h 26m

Ep 19Notturni di Ameria Radio del 18 dicembre 2020

A cura di Massimiliano Samsa Nella puntata di questa sera propongo l’ascolto di tre composizioni di altrettanti autori che hanno lasciato un importante segno nella musica europea tra ‘800 e ‘900.Nel 1874, Ibsen chiese a Grieg di creare le musiche di scena per Peer Gynt, il nuovo lavoro che il drammaturgo stava per portare sulla scena. Grieg si mise al lavoro e terminò la partitura (per soli, coro e orchestra) nel 1875. Il 24 febbraio dell'anno seguente, Peer Gynt viene presentato al Teatro di Christiania con grandissimo successo, anche per il musicista, che decide di ricavare dai 23 pezzi che compongono l'intero lavoro (op. 23), due Suites sinfoniche. La Prima Suites, op. 46, è datata 1888. Iniziata nel 1925 ed eseguita per la prima volta a Praga il 26 giugno 1926, la Sinfonietta è l'ultima composizione orchestrale di Janàček, ma anche la più originale e imprevedibile. L'originalità sta nell'unione di una forma classica come quella della sinfonia con un organico insolito, dominato da un forte schieramento di ottoni. In realtà, del classico principio sinfonico rimane soltanto l'elemento dell'elaborazione tematica (che però Janàček sottomette alle proprie leggi di sviluppo a blocchi contrapposti) e una certa simmetria di corrispondenze e relazioni fra i singoli movimenti. Bartók è una personalità di spicco nel panorama della musica del Novecento e la sua ricerca artistica ha una originalità che gli deriva dalla estrema mobilità e variabilità tematica e dall'uso di accordi dissonanti di gusto espressionistico, rielaborati dal materiale folclorico magiaro e balcanico, in funzione anche di contestazione della tradizione "colta" europea. Egli stesso nella sua autobiografia ha spiegato il significato e il valore dello studio e della scoperta "in forma scientifica" della musica contadina della sua terra, che lo «portò decisamente all'emancipazione dallo schematismo dei sistemi allora in uso, basati esclusivamente sui modi maggiore e minore». Il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra fu scritto da Bartók tra l'agosto e il novembre del 1926 e la prima esecuzione ebbe luogo il 1° luglio 1927 a Francoforte con l'orchestra diretta da Wilhelm Furtwaengler e lo stesso autore al pianoforte, senza grande successo per lo stile essenzialmente ritmico e tagliente affidato alla parte del solista, lontana da qualsiasi abbandono melodico e di stampo romantico.Sitografia:https://www.flaminioonline.it/Guide/Grieg/Grieg-Peergynt-suite46.htmlhttps://www.flaminioonline.it/Guide/Janacek/Janacek-Sinfonietta618.htmlhttps://www.flaminioonline.it/Guide/Bartok/Bartok-Concertopianoforte1.htmlEdvard Grieg (1843 - 1907) - Peer Gynt, op. 46 (Prima suite dalle musiche di scena op. 23)Morgenstemning (Il mattino) - Allegro pastoraleÅses død (La morte di Åse) - Andante dolorosoAnitras dans (danza di Anitra) - Tempo di mazurkaI dovregubbens hal (Nell'antro del re della montagna) - Alla Marcia e Molto Marcato, Più Vivo, Stringendo al fineLeós Janàček (1854 - 1928) - Sinfonietta, VI/18- Fanfara: Allegretto. Allegro maestoso- Il castello: Andante. Allegretto- Il castello della regina: Moderato- La strada del castello: Allegretto- Il municipio: Andante con motoBéla Bartók (1881 - 1945) - Concerto per pianoforte n. 1, BB 91, SZ 83I. Allegro moderatoII. AndanteIII. Allegro molto

Dec 18, 20201h 5m

Ep 18I Notturni di Ameria Radio del 17 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaLa puntata di questa sera è dedicata interamente a Antonin Dvoràk (1841 - 1904).La Serenata per archi op. 22 fu scritta nel 1875 in soli 12 giorni. Quello fu un anno speciale per il compositore ceco: il governo austriaco infatti, grazie ad una commissione di cui erano membri fra gli altri il critico Eduard Hanslick e Johanncs Brahms gli concesse una borsa di studio che costituì per Dvorak il vero e proprio trampolino di lancio verso i più importanti circoli musicali europei. Nessuno dei membri della commissione lo conosceva personalmente, ma, come raccontò lo stesso Hanslick più tardi, essi rimasero colpiti da quel talento straordinario. E in seguito fu proprio Brahms a raccomandare Dvorak al prestigioso editore Simrock, presso il quale uscirono tutte le sue opere principali.La prima esecuzione della Serenata era stata prevista per la fine del 1875 a Vienna sotto la direzione del celebre direttore Hans Richter (con il quale Dvorak intesse una preziosa amicizia) ma alcuni inconvenienti costrinsero a rimandarla all'anno seguente a Praga sotto la direzione di un'altra celebre bacchetta, Adolf Cech. Ripartita in cinque movimenti in forma di suite, la Serenata op. 22 è un brano di intensa carica melodica e di grande fascino.Le nove Sinfonie sono il punto d'incontro del Dvorak popolare e del Dvorak educato alla tradizione tedesca, in quanto la ricca invenzione melodica s'unisce alla riflessione su come fosse possibile, dopo Beethoven e Schubert e accanto a Brahms, espandere la Sinfonia oltre le regole convenzionali. La Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 (fino ad alcuni anni fa indicata come n. 2: quest'oscillazione dipende dal fatto che quattro Sinfonie giovanili sono state riscoperte solo in tempi recenti) ha un carattere equilibrato, compatto e austero, che si potrebbe definire brahmsiano: in effetti pare che il successo della Terza Sinfonia di Brahms avesse fatto nascere in Dvorak - la cui notorietà era allora legata al successo delle Danze slave - il desiderio di dimostrare di non essere inferiore al grande maestro tedesco, nei cui confronti provava ammirazione e amicizia. Diretta dallo stesso Dvorak a Londra nel 1885, questa Sinfonia ebbe un immediato successo, tuttavia fu poi eclissata dalla celeberrima Sinfonia "Dal Nuovo Mondo". Ingiustamente, perché è una delle Sinfonie più mature e profonde del compositore boemo.Sitografia:https://www.flaminioonline.it/Guide/Dvorak/Dvorak-Serenata22.htmlhttps://www.flaminioonline.it/Guide/Dvorak/Dvorak-Sinfonia7.htmlAntonin Dvoràk (1841 - 1904) - Serenata per archi in mi maggiore, op. 22 (B. 52)I. ModeratoII. Menuetto: Allegro con moto - TrioIII. Scherzo: VivaceIV. LarghettoV. Finale: Allegro vivaceAntonin Dvoràk (1841 - 1904) - Sinfonia n. 7 in re minore, op. 70 (B. 141)I. Allegro maestosoII. Poco adagioIII. Scherzo: Vivace - Poco meno mossoIV. Finale: Allegro

Dec 17, 20201h 6m

Ep 17I Notturni di Ameria Radio del 16 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaPuntata dedicata a Franz Schubert. Ascolto di due sinfonie: la n. 5 e la n. 1.Da tempo gli studiosi della musica romantica dividono la produzione sinfonica di Schubert in tre gruppi che corrispondono in linea generale alle tre fasi dell'evoluzione e dello sviluppo artistico del compositore. Al primo gruppo appartengono le prime sei sinfonie complete scritte fra il 1812 e il 1817: sono lavori giovanili che risentono soprattutto delle forme sinfoniche elaborate da Haydn e da Mozart, anche se vi si avvertono certe caratteristiche inconfondibili dell'arte schubertiana, come il senso di affettuosa dolcezza della melodia e l'intimità e la purezza dell'espressione lirica.La Quinta sinfonia in si bemolle maggiore, composta fra il settembre e l'inizio d'ottobre del 1816, reca impresso il sigillo di un omaggio a un grande della musica classica viennese: Mozart. «O Mozart, immortale Mozart» - Si legge scritto nel diario di Schubert alla data 13 giugno 1816 - «quante, o quanto infinite, benevole impronte di una vita migliore, più luminosa, hai stampato nella nostra anima!».Schubert concepiva e scriveva le sue composizioni sinfoniche con spontaneità e immediatezza di sentimento e secondo una freschezza inventiva, ricca di idilliaca innocenza, increspata da quel senso elegiaco della vita, tipico della personalità di questo musicista. Tali caratteristiche si ritrovano nella Sinfonia n. 1 in re maggiore, finita di scrivere il 28 ottobre del 1813 e dedicata a Franz Innocenz Lang, rettore del Reale Imperiale Convitto Civico di Vienna nel quale l'artista sedicenne si distinse nello studio del canto e del violino. Non si sa bene dove e come venne eseguita questa Sinfonia mentre l'autore era in vita; è certo però che la prima esecuzione completa dì questa partitura ebbe luogo il 5 febbraio 1881 al Palazzo di cristallo di Londra, sotto la direzione di orchestra di August Manns. Probabilmente il fatto che essa sia stata composta nello spirito haydniano e mozartiano ha influito negativamente sulla sua diffusione e ancora oggi viene inserita raramente nella programmazione dell'attività concertistica.Sitografia:https://www.flaminioonline.it/Guide/Schubert/Schubert-Sinfonia5.htmlhttps://www.flaminioonline.it/Guide/Schubert/Schubert-Sinfonia1.htmlProgrammaF. Schubert - Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D 485I. Adagio – Allegro vivace ∙II. AndanteIII. Menuetto. Allegretto – Trio – MenuettoIV. Allegro vivaceF. Schubert - Sinfonia n. 1 in re maggiore D 82I. Adagio - Allegro vivaceII. AndanteIII. Menuetto. Allegro - TrioIV. Allegro vivace

Dec 16, 202057 min

Ep 16I Notturni di Ameria Radio del 15 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaTra Oriente e Occidente. La musica russa del Gruppo dei CinqueLa ricerca, o la riscoperta, di una propria identità nazionale passa certamente attraverso il recupero della tradizione. Se questo è per noi un assunto incontestabile così non doveva essere nella Russia della seconda metà del XIX secolo, dove ancora si avvertiva quella dipendenza dalla cultura europea che aveva caratterizzato gli ultimi tre quarti del secolo precedente con i regni di Pietro e Caterina.In tale ottica va considerata la forte innovatività dell’idea di recupero, nell’ambito della musica colta, di temi, melodie e ritmi della musica popolare, operato dal cosiddetto “Gruppo dei Cinque”. Tale volontà si iscrive in un processo che in tutta Europa mirava ad indagare le radici profonde della musica e non è un caso che il gruppo, formato da Balakirev, Cui, Borodin, Musorgskij e Rimskij-Korsakov, fosse attivo tra gli anni ’50 e ’70 dell’800, gli stessi in cui in Germania nasceva l’etnomusicologia, la disciplina che studia le tradizioni musicali orali di tutti i popoli.I cinque musicisti intendevano comunicare l’idea di un’arte accessibile al popolo, che affrontasse tematiche di rilievo sociale. Ciò attraverso la creazione di una musica nazionale russa, nella quale si potessero fondere sia l’anima orientale, quella dei popoli del Caucaso e della Russia dell est, fino alla Mongolia, sia quella occidentale, che, a San Pietroburgo e in tutte le città sul Baltico, sentiva forte l’influsso della cultura europea. Particolarmente significative in tal senso sono due composizioni di Borodin, il poema sinfonico Nelle steppe dell’Asia centrale e le Danze polovesiane, parte centrale dell’opera Il principe Igor. In queste composizioni trova spazio una grande varietà di idee melodiche che, partendo dai canti popolari russi e centro-asiatici, si fondono in una musica sobria e al tempo stesso animata da pulsante vitalità.Pubblicato da Stefano Russohttps://stefanorussoweb.wordpress.com/2015/08/05/tra-oriente-e-occidente-la-musica-russa-del-gruppo-dei-cinque/Programma01 – M. Mussorgsky - Prelude da Khovanshchina02 – M. Balakirev - Concerto per pianoforte n. 1 in fa diesis minore op. 103 – A. Borodin - Danze polovesiane da Il Principe Igor04 – N. A. Rimsky-Korsakov - Suite dall’opera La notte prima di natale

Dec 15, 20201h 4m

Ep 15I Notturni di Ameria Radio del 14 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaPuntata dedicata al Donizetti cameristico. Compositore maggiormente conosciuto per la sua ampia produzione operistica, altrettanto interessante per quanto riguarda il repertorio cameristico oggi purtroppo poco eseguito.G. Donizetti - Quartetto per archi n. 7 in fa minore - Allegro vivace (07:38)- Adagio ma non troppo (04:27)- Presto-Trio (04:09)- Marcia lugubre (04:30)G. Donizetti - Quartetto per archi n. 8 in sib maggiore- Allegro (04:16) - Larghetto (03:22)- Minuetto-Trio (04:26) - Presto (03:49)G. Donizetti - Quintetto per archi con chitarra In do Maggiore- Larghetto-Allegro (0:00) - Andante-Allegro (04:06) - Andante-Allegro (07:54) - Largo-Allegro (11:26) - Larghetto-Allegro (16:25) - Andante-Allegro quasi presto (20:25)

Dec 14, 20201h 0m

Ep 14I Notturni di Ameria Radio del 11 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaProgrammaWilhelm Friedemann Bach (1710 – 1784)1. Symphony in fa maggiore, F 67 "Dissonance Symphony"01. Vivace 02. Andante03. Allegro04. Menuetto I & II2. Ertönet, ihr seligen Völker, F 88: Symphony in fa maggiore01. Un poco allegro 3. Symphony in re minore, F 65 01. Adagio - Allegro e forte 4. Symphony in re maggiore, F 64 (aus der Kantate Dies ist der Tag, da Jesu Leidenskraft)01. Allegro e maestoso 02. Andante03. Vivace5. Symphony in re maggiore, F 91 (aus der Kantate Wo geht die Lebensreise hin)01.Sinfonia 6. Symphony in sol maggiore, F 92 (aus der Kantate O Wunder)01. Allegro assai 7. Suite (Overture) For orchestra in sol minore, BWV 1070 (Wilhelm Friedemann Bach?)01. Larghetto - Un poco allegro 02. Torneo03. Aria: Adagio04. Menuetto alternativo - Trio05. Capriccio

Dec 11, 20201h 10m

Ep 13I Notturni di Ameria Radio del 10 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaProgrammaR. Wagner - Siegfried-Idyll, WWV 103Claudio AbbadoFelix Mendelssohn - Hebrides Overture (Fingal's Cave), Op. 26Claudio AbbadoF. Mendelssohn "Reformation" Symphony no.5 in D major OP.1071.Andante-Allegro con fuoco2.Allegro vivace3.Andante4.Choral "Ein Feste Burg ist unser Gott" Andante con moto Allegro maestosoClaudio Abbado

Dec 10, 20201h 2m

Ep 12I Notturni di Ameria Radio 9 dicembre 2020

A cura di Massimiliano Samsa Programma:Brahms - Liebeslieder Walzer, Op. 521. Rede, Mädchen SATB 2. Am Gesteine rauscht die Flut SATB 3. O die Frauen TB 4. Wie des Abends schöne Röte SA 5. Die grüne Hopfenranke SATB 6. Ein kleiner, hübscher Vogel SATB 7. Wohl schön bewandt war es S (A) 8. Wenn so lind dein Auge mir SATB 9. Am Donaustrande SATB 10. O wie sanft die Quelle SATB 11. Nein, es ist nicht auszukommen SATB 12. Schlosser auf, und mache Schlösser SATB 13. Vögelein durchrauscht die Luft SA 14. Sieh, wie ist die Welle klar TB 15. Nachtigall, sie singt so schön SATB 16. Ein dunkeler Schacht ist Liebe SATB 17. Nicht wandle, mein Licht T18. Es bebet das Gesträuche SATB Brahms - Neue Liebeslieder, Op. 65 (1869-74) 1: Verzicht, o Herz, auf Rettung 2: Finstere Schatten der Nacht 3: An jeder Hand der Finger 4: Ihr schwarzen Augen5: Wahre, wahre deinen Sohn 6: Rosen steckt mir an die Mutter 7: Vom Gebirge Well’ auf Well’ 8: Weiche Gräser im Revier 9: Nagen am Herzen 10: Ich kose süß mit der und der 11: Alles, alles in den Wind 12: Schwarzer Wald, dein Schatten ist so düster! 13: Nein, Geliebter, setze dich 14: Flammenauge, dunkles Haar15: Zum Schluß: Nun, ihr Musen, genug!Brahms - Quattro Gesänge per coro femminile, corni e arpa, op. 171. Es tönt ein voller Harfenklang Poco Adagio, con molto espressione (C major) - Friedrich Ruperti (1805–1867) 2. Lied von Shakespeare Andante (E-flat major) (4:00)August Wilhelm Schlegel (1767–1845), after William Shakespeare (1564-1616)3. Der Gärtner Allegretto (E-flat major) (5:35)Joseph von Eichendorff (1788–1857)4. Gesang aus Fingal Andante (C minor) (8:30)Johann Gottfried Herder (1744-1803), after James Macpherson (1736–1796) as OssianBrahms - Gesänge (3) per coro misto a sei voci, op. 421. Abendständchen. Langsam (G major)Clemens Brentano (1778–1842)2. Vineta. Con moto (B major)Wilhelm Müller (1794–1827) (2:04)3. Darthulas Grabesgesang. Moderato, ma non troppo (G minor)James Macpherson (1736–1796) as Ossian (4:41)

Dec 9, 20201h 11m

Ep 11I Notturni di Ameria Radio 8 dicembre 2020

A cura di Massimiliano SamsaLeopold Mozart - Litaniae Lauretanae in mi bemolle maggiore- Kyrie Eleison- Sancta Maria- Speculum Iustitiae- Salus Infirmorum- Regina Angelorum- Agnus Dei---------------Wolfgang Amadeus Mozart - Messa dell'incoronazione K 317 in do maggioreKyrie - soli e coro - Andante maestoso (do maggiore). Andante. MaestosoGloria - soli e coro - Allegro con spirito (do maggiore)Credo - coro - Allegro molto (do maggiore)Et incarnatus est - soli e coro - Adagio (do minore)Et resurrexit - soli e coro - Allegro molto (do maggiore)Sanctus - coro - Andante maestoso (do maggiore)Osanna - coro - Allegro assai (sol maggiore; do maggiore)Benedictus - soli - Allegretto (do maggiore)Osanna - coro - Allegro assai (do maggiore)Benedictus - soli e coro - Allegretto (do maggiore)Osanna - coro - Allegro assai (do maggiore)Agnus Dei - soprano - Andante sostenuto (fa maggiore)Dona nobis - soli e coro - Andante con moto (do maggiore). Allegro con spirito

Dec 8, 202055 min

Ep 10I Notturni di Ameria Radio 7 dicembre 2020

A cura di Massimiliano Samsa stasera operetta01 - Frasquita (Overture)02 - Sì (Entrata di Sì)03 - La danza delle libellule (Bambolina)04 - Frasquita (O Fanciulla all'imbrunir)05 - No no nanette (Te per due)06 - Al cavallino bianco (Mi pare un sogno)06b - Il conte di Lussemburgo (Cuoricin tesorin)6c - La principessa della czarda (Spesso il cuore s'innamora)07 - La duchessa del bel tabarin (Valzer di frou froue)08 - La principessa della czarda (Ma con le donne proprio no)09 - La vedova allegra (Vilja) R. Tebaldi10 - Eva (O parigina snella ed elegante)11 - La bajadera (O bajadera)11b - Il paese dei campanelli (La giavanese balla la giava)12 -Frasquita (O fanciulla all'imbrunir)13 - Al cavallino bianco (Nel salzhammergut)14 - No no nanette (Voglio essere felice)15 - Bambolina - La danza delle libellule16 - Il conte di Lussemburgo (Sei tu felicità)17 - La danza delle libellule (Il fox delle gigolettes)18 - Il paese dei campanelli (Fox della luna)19 - La principessa della czarda (E' qust'amore, amore sciocco)20 - La vedova allegra (E' scabroso le donne studiar)

Dec 7, 20201h 9m

Ep 9I Notturni di Ameria Radio 4 dicembre 2020

I Notturni di Ameria Radio a cura di Massimiliano SamsaProprium Missae della Prima domenica di avventoINTROITO Ad te levavi animam meamGregoriano: Ad te levavi animam meamG.P. Palestrina: Ad te levavi animam meam -------------------------GRADUALE Universi qui te expectantLodovico Balbi: Universi qui te expectantJohann Michael Haydn: Qui Te Exspectant----------------------ALLELUIAOstende nobisGregoriano----------------------------------OFFERTORIOAd te Domine levavi animam meaA. Scarlatti: Ad te Domine levaviG. M. Asola: Ad te Domine levavi --------------------------------COMMUNIODominus dabit benignitatemGregoriano: Dominus dabit benignitatemL. Balbi: Dominus dabit benignitatem----------------------------------A. Campra - Tota pulchra es---------------------------------------------A. Vivaldi – Gloria

Dec 4, 20201h 3m

Ep 8I Notturni di Ameria Radio del 3 dicembre 2020

I Notturni di Ameria Radio a cura di Massimiliano SamsaCorelli Fenesta che luciveDel Monaco Core `Ngrato 1955 Audio HQGiuseppe Di Stefano Voce 'e notteGiuseppe Di Stefano O paese d'o sole Giuseppe di Stefano. Reginella. (Lama-Bovio)Di Stefano; Maria Mari; Eduardo di CapuaEnrico Caruso - Torna a SurrientoEnrico Caruso Santa LuciaMario Lanza - 'A VucchellaMassimo Ranieri spingule francesePavarotti - Tu, Ca Nun Chiagne!Pavarotti Di Capua, Mazzucchi_ I'te vurria vasàPavarotti O MarenarielloPavarotti- Tosti- MarechiareSergio Bruni - SceteteSergio Bruni Te voglio bene assajeTito Schipa - Mandulinata 'a napuleTito Schipa Era de maggio

Dec 3, 20201h 9m

Ep 7I Notturni di Ameria Radio 2 dicembre 2020

I Notturni di Ameria Radio a cura di Massimiliano Samsa Notturno Scaletta del 02/12/202001 - Johann Bernhard Bach_ Ouverture-Suite in E minor02 - Wilhelm Friedemann Bach_ Adagio e Fuga in D minor F.6503 - Johann Christoph Friedrich Bach - Symphonie in B-Dur I._II04 - Wilhelm Friedemann Bach - Cantata. F 89 - Es ist eine Stimme eines Predigers in der Wüste

Dec 2, 20201h 11m

Ep 6I notturni Ameria Radio 1 dicembre 2020

01 - Half Past Eight - Rare Gershwin02 - Gershwin_ Love Is Here To Stay03 - Gershwin_ Cuban Overture04 - Oh Kay!_ Someone to Watch Over Me05 - I Got Rhythm - DECCA RE-MIXED VERSION - Judy Garland - Mickey Rooney - Tommy Dorsey - Girl Crazy06 - Summertime07 - Swanee08 - Oh, Lady be Good! Ella Fitzgerald08b - I Got Plenty O' Nuttin' (Remastered)09 - Ella Fitzgerald - But Not For Me10 - It's wonderful - George Gershwin (1927)11 - When You Want 'Em, You Can't Get 'Em, When You've Got 'Em, You Don't Want 'Em12 - The Man I Love Ella Fitzgerald12b - Promenade. (Walking the dog). George Gershwin.13b - Funny Face14 - Strike Up The Band - Caroline O'Connor

Dec 1, 20201h 11m

Ep 5I notturni di ameria radio 30 novembre 2020

Trasmissione di musica curata da Massimiliano Samsa

Nov 30, 20201h 3m

Ep 4I Notturni di Ameria Radio - H Berlioz Sinfonia Fantastica op 14

H Berlioz Sinfonia Fantastica op 14

Nov 27, 202056 min

Ep 3I Notturni di Ameria Radio - Antonio Vivaldi Concerti

A. Vivaldi La Tempesta di Mare - Oboe concerto in D. min RV 454 – Cello concerto in E minor RV 409 Concerto in D minor RV 96 Delirio Fantastico – Concerto in D minor RV 566

Nov 26, 202045 min

Ep 2I Notturni di Ameria Radio - Beethoven Sonate

Beethoven Sonata Al Chiaro di Luna - Appassionata - Patetica

Nov 25, 20201h 1m

Ep 1I notturni Ameria Radio - Chopin i Notturni

Programma musicale che accompagna la fine della giornata

Nov 23, 20201h 33m