
Episode 34
I Notturni di Ameria Radio 8 gennaio 2021 - musiche di Johannes Brahms
A cura di Massimiliano SamsaJohannes Brahms (1833-1897)Sechs Lieder, opus 85- Sommerabend nr. 1- Mondenschein nr. 2Vier Lieder, opus 96- Meerfahrt nr. 4- Der Tod das ist die kühle Nacht nr.1Ian Bostridge, tenoreSaskia Giorgini, pianoforte-----------------
I Notturni di Ameria Radio - The Ameria Radio Nocturnes
January 8, 20211h 0m
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Show Notes
A cura di Massimiliano Samsa
Johannes Brahms (1833-1897)
Sechs Lieder, opus 85
- Sommerabend nr. 1
- Mondenschein nr. 2
Vier Lieder, opus 96
- Meerfahrt nr. 4
- Der Tod das ist die kühle Nacht nr.1
Ian Bostridge, tenore
Saskia Giorgini, pianoforte
------------------------------------
Johannes Brahms (1833-1897)
Concerto no.1 in re minore per pianoforte e orchestra op.15
1.Maestoso (re minore)
2.Adagio (re maggiore)
3.Rondò. Allegro non troppo (re minore)
Staatskapelle Dresden
Maurizio Pollini, pianoforte
Christian Thielemann, direttore
È noto che la nascita del Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms fu lunga e tormentata, e avvenne per fasi successive. Il lavoro, abbozzato negli anni 1852-53, avrebbe dovuto portare alla creazione di una Sinfonia, come Brahms desiderava e come anche il suo mentore Robert Schumann si era entusiasticamente augurato ("Se egli abbasserà la sua bacchetta magica là dove le potenze delle masse corali e orchestrali gli potranno concedere le proprie forze, noi potremo attenderci di scoprire paesaggi ancor più meravigliosi nei segreti del mondo degli spiriti": è un passo del celebre articolo Vie nuove, 28 ottobre 1853). All'inizio del 1854 il progetto originario si trasformò in una Sonata per due pianoforti, scelta evidentemente ritenuta utile da Brahms, pianista eccelso, per avvicinarsi all'idea di Sinfonia attraverso un cartone preparatorio che si basasse sullo strumento che conosceva meglio e che gli era più congeniale. Nell'estate del 1854 Brahms lo orchestrò per farne un primo tempo di Sinfonia; ma nel corso dell'anno abbandonò l'idea della Sonata, informandone l'amico violinista Joseph Joachim: «Ritengo che lascerò da parte la mia Sonata in re minore. Ho suonato spesso i primi movimenti con la signora Schumann, e sono sempre più convinto che nemmeno due pianoforti siano sufficienti». Proprio a Clara Schumann, sempre nel 1854, Brahms comunicava di aver "trasformato la mia Sinfonia abortita in un Concerto per pianoforte". Da quel momento il processo compositivo, pur non mutando più l'obbiettivo, passò attraverso una serie innumerevole di ripensamenti e di riscritture: il primo movimento fu rimesso in discussione più volte e rielaborato ancora nel 1856-57; quello centrale, in origine una sarabanda in tempo Lento funebre, respinto e sostituito da un Adagio (verrà riutilizzato, anni dopo, nel secondo coro del Requiem tedesco); il terzo integralmente riscritto nel 1857. Tutto questo fervore compositivo si protrasse fino al 1858, senza che Brahms fosse interamente soddisfatto del suo lavoro. Nel marzo 1858 fu organizzata una prova segreta del Concerto con l'autore al pianoforte e solamente pochi amici presenti: tra questi Joachim, divenuto ormai, dopo la morte di Schumann, il consigliere ufficiale di Brahms. Nuovi dubbi e nuove modifiche. Per quanto Brahms si rendesse conto di non poter più incidere a fondo su un ordito sonoro ormai troppo fitto, era pur necessario alla fine giungere a una conclusione. A Joachim confessò: «Su questo Concerto non riesco più ad avere un giudizio obbiettivo, come non riesco più ad avere, su di esso, alcun potere».
La prima esecuzione del Concerto avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, solista lo stesso Brahms, direttore Joachim, con accoglienza tiepida. Si trattava in realtà di un'anteprima in vista della presentazione al Gewandhaus di Lipsia del 27 gennaio (direttore Julius Rietz, solista ancora Brahms), dove il Concerto fu subissato dai fischi. Il giorno dopo Brahms, scrivendo a Joachim, osservò: «Penso, comunque, che questo risultato sia il meglio che potesse capitarmi: mi induce a lottare, mi dà coraggio. Dopo tutto sono ancora in una fase di sperimentazione e sto orientandomi a tentoni. Però, a ben pensarci... i fischi erano davvero troppi». Una successiva esecuzione ad Amburgo, il 24 marzo, venne nuovamente diretta da...
Johannes Brahms (1833-1897)
Sechs Lieder, opus 85
- Sommerabend nr. 1
- Mondenschein nr. 2
Vier Lieder, opus 96
- Meerfahrt nr. 4
- Der Tod das ist die kühle Nacht nr.1
Ian Bostridge, tenore
Saskia Giorgini, pianoforte
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Johannes Brahms (1833-1897)
Concerto no.1 in re minore per pianoforte e orchestra op.15
1.Maestoso (re minore)
2.Adagio (re maggiore)
3.Rondò. Allegro non troppo (re minore)
Staatskapelle Dresden
Maurizio Pollini, pianoforte
Christian Thielemann, direttore
È noto che la nascita del Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms fu lunga e tormentata, e avvenne per fasi successive. Il lavoro, abbozzato negli anni 1852-53, avrebbe dovuto portare alla creazione di una Sinfonia, come Brahms desiderava e come anche il suo mentore Robert Schumann si era entusiasticamente augurato ("Se egli abbasserà la sua bacchetta magica là dove le potenze delle masse corali e orchestrali gli potranno concedere le proprie forze, noi potremo attenderci di scoprire paesaggi ancor più meravigliosi nei segreti del mondo degli spiriti": è un passo del celebre articolo Vie nuove, 28 ottobre 1853). All'inizio del 1854 il progetto originario si trasformò in una Sonata per due pianoforti, scelta evidentemente ritenuta utile da Brahms, pianista eccelso, per avvicinarsi all'idea di Sinfonia attraverso un cartone preparatorio che si basasse sullo strumento che conosceva meglio e che gli era più congeniale. Nell'estate del 1854 Brahms lo orchestrò per farne un primo tempo di Sinfonia; ma nel corso dell'anno abbandonò l'idea della Sonata, informandone l'amico violinista Joseph Joachim: «Ritengo che lascerò da parte la mia Sonata in re minore. Ho suonato spesso i primi movimenti con la signora Schumann, e sono sempre più convinto che nemmeno due pianoforti siano sufficienti». Proprio a Clara Schumann, sempre nel 1854, Brahms comunicava di aver "trasformato la mia Sinfonia abortita in un Concerto per pianoforte". Da quel momento il processo compositivo, pur non mutando più l'obbiettivo, passò attraverso una serie innumerevole di ripensamenti e di riscritture: il primo movimento fu rimesso in discussione più volte e rielaborato ancora nel 1856-57; quello centrale, in origine una sarabanda in tempo Lento funebre, respinto e sostituito da un Adagio (verrà riutilizzato, anni dopo, nel secondo coro del Requiem tedesco); il terzo integralmente riscritto nel 1857. Tutto questo fervore compositivo si protrasse fino al 1858, senza che Brahms fosse interamente soddisfatto del suo lavoro. Nel marzo 1858 fu organizzata una prova segreta del Concerto con l'autore al pianoforte e solamente pochi amici presenti: tra questi Joachim, divenuto ormai, dopo la morte di Schumann, il consigliere ufficiale di Brahms. Nuovi dubbi e nuove modifiche. Per quanto Brahms si rendesse conto di non poter più incidere a fondo su un ordito sonoro ormai troppo fitto, era pur necessario alla fine giungere a una conclusione. A Joachim confessò: «Su questo Concerto non riesco più ad avere un giudizio obbiettivo, come non riesco più ad avere, su di esso, alcun potere».
La prima esecuzione del Concerto avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, solista lo stesso Brahms, direttore Joachim, con accoglienza tiepida. Si trattava in realtà di un'anteprima in vista della presentazione al Gewandhaus di Lipsia del 27 gennaio (direttore Julius Rietz, solista ancora Brahms), dove il Concerto fu subissato dai fischi. Il giorno dopo Brahms, scrivendo a Joachim, osservò: «Penso, comunque, che questo risultato sia il meglio che potesse capitarmi: mi induce a lottare, mi dà coraggio. Dopo tutto sono ancora in una fase di sperimentazione e sto orientandomi a tentoni. Però, a ben pensarci... i fischi erano davvero troppi». Una successiva esecuzione ad Amburgo, il 24 marzo, venne nuovamente diretta da...
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