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Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti

Emanuele e Francesco

140 episodesIT-IT

Show overview

Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti has been publishing since 2023, and across the 3 years since has built a catalogue of 140 episodes. That works out to roughly 110 hours of audio in total. Releases follow a fortnightly cadence, with the show now in its 4th season.

Episodes typically run thirty-five to sixty minutes — most land between 35 min and 52 min — though episode length varies meaningfully from one episode to the next. None of the episodes are flagged explicit by the publisher. It is catalogued as a IT-IT-language Education show.

The show is actively publishing — the most recent episode landed 4 weeks ago, with 26 episodes already out so far this year. Published by Emanuele e Francesco.

Episodes
140
Running
2023–2026 · 3y
Median length
44 min
Cadence
Fortnightly

From the publisher

Nel cuore dell’uomo vive uno spirito avventuroso, sognatore, pronto a partire e a pensare in grande. Dove è andato a finire il tuo spirito autentico? REALMEN è un podcast per ritrovare la consapevolezza di cosa vuol dire essere uomini e del contributo fondamentale che possiamo dare al mondo. Un nuovo episodio ogni settimana! Per approfondire, vai su https://realmen.it Ti aspettiamo!

Latest Episodes

View all 140 episodes

Abramo #personaggi_biblici

Jul 29, 202658 min

La parola data

Jul 23, 202634 min

Cosa ci rimane di reale? #ai #minimalismo_digitale

Jul 15, 202648 min

I videogiochi fanno male?

Jul 8, 20261h 16m

San Giuseppe #personaggi_biblici

Jul 1, 202643 min

Soldi, budget e investimenti... facciamo ordine!

Jun 24, 20261h 10m

Delusioni amorose e 2 di picche!!

Jun 17, 202639 min

L'arte di riposare

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Diventare leader a servizio #Mosè #Personaggi_biblici

Jun 3, 20261h 3m

Come camperizzo il mio van!

May 20, 20261h 1m

Tagliare o potare?

May 14, 202619 min

L'uomo addomesticato #burnout_maschile

May 6, 202649 min

Goliardia!

Apr 29, 202640 min

Come diventare uomini empatici #cnv #davide

Apr 24, 20261h 22m

Uso consapevole del digitale!

Apr 15, 20261h 5m

Il raduno era illegale. #preghiera #germania #van

Apr 10, 202653 min

S4 Ep 24Solitudine

Mar 18, 202652 min

S4 Ep 23Competizione

TL;DR La competizione, quando è vissuta nel modo giusto, non ci allontana da noi stessi: ci costringe a capire chi siamo, cosa vogliamo e fin dove siamo disposti a spingerci. Non serve per schiacciare gli altri, ma per uscire dalla mediocrità, misurarci con la realtà e imparare a stare dentro una tensione sana. Ecco alcuni punti emersi nell’episodio Competere ci mette davanti alla verità Ci sono contesti in cui possiamo restare vaghi, proteggerci, raccontarci che va bene tutto. La competizione rompe questa nebbia, perché ci obbliga a prendere posizione. Quando c’è qualcosa in gioco, viene fuori il nostro atteggiamento reale: quanto siamo presenti, quanto siamo molli, quanto siamo solidi. Per questo può diventare uno specchio potente, capace di mostrarci limiti, fragilità e risorse che nella vita ordinaria restano nascoste. Dare il massimo non significa vivere ossessionati C’è una differenza netta tra il voler vincere e il vivere consumati dall’ansia di prevalere. Il punto non è trasformare tutto in una guerra, ma entrare nelle sfide con decisione, senza quel tono spento da chi parte già in difesa. Quando ci mettiamo davvero in gioco, tiriamo fuori energia, concentrazione e disciplina. E proprio lì scopriamo che una tensione sana non ci chiude: ci rende più vivi, più presenti, più responsabili. La competizione sana non distrugge la fraternità Uno degli aspetti più interessanti è che si può lottare seriamente senza perdere il rispetto per l’altro. Anzi, spesso è proprio l’avversario a permetterci di salire di livello, perché ci costringe a misurarci con qualcosa di reale. Questo vale nello sport, ma anche nel lavoro e nella vita concreta: gli altri non sono per forza un ostacolo da abbattere, possono diventare il banco di prova che ci spinge a crescere con più lucidità e più spessore. Puntare in alto ci obbliga a uscire dalla mediocrità Smettere di accontentarsi non vuol dire raggiungere qualsiasi cosa, ma pensare e tracciare una nuova strada. Vuol dire lasciare i sentieri battuti per seguire ciò che senti vivo nel tuo cuore. Non sempre arriveremo dove immaginiamo, ma il fatto stesso di orientarci verso qualcosa di grande cambia il nostro standard, il nostro lavoro quotidiano e il modo in cui affrontiamo le sconfitte. È questo processo che ti da l’opportunità per emergere nella tua unicità. La vera sfida non è evitare il confronto, ma imparare a usarlo per diventare uomini più saldi, più lucidi e più veri. Buon ascolto!

Mar 11, 202644 min

S4 Ep 22Fare i conti con tuo padre

TL;DR Fare i conti con nostro padre è un lavoro di verità: smettere di vivere di automatismi nati nel passato e aprire un dialogo adulto che ci rende più liberi, come figli, come uomini e come padri. Ecco alcuni punti emersi nell’episodio Il rapporto con nostro padre nel presente Partiamo da qui: anche quando pensiamo di aver archiviato tutto, quel legame continua a incidere su come viviamo oggi. Lo vediamo nelle nostre chiusure, nelle pretese, nella rabbia improvvisa, nell’orgoglio di non chiedere mai nulla. Prendere consapevolezza è il punto di partenza. Davanti agli irrisolti non basta né negare né spaventarsi Ecco tre atteggiamenti possibili: far finta che non sia successo niente, restare paralizzati dal dolore, oppure entrarci in dialogo. I primi due ci bloccano: uno copre, l’altro terrorizza. Il terzo è faticoso ma apre una strada: vuol dire riconoscere quello che ci ha segnato e iniziare a lavorarci in modo concreto, senza più scappare. Il passaggio decisivo è dalla posizione di figlio ferito a quella di adulto in relazione Non dobbiamo cancellare le mancanze. Però restare solo nel giudizio non ci fa avanzare. Quando iniziamo a vedere nostro padre anche nella sua fragilità, cambia tutto: non perché andava bene così, ma perché possiamo finalmente uscire dal braccio di ferro interiore e aprire una relazione più vera. L’autosufficienza può essere una corazza: chiedere può diventare un atto di maturità Me la cavo da solo spesso non è libertà, è difesa. Per anni può sembrare forza, ma in realtà chiude il legame e conferma la distanza. Invece, in alcuni passaggi, chiedere aiuto, accettarlo o esporsi da figli adulti riapre un dialogo che sembrava impossibile. Un uomo si fa con un altro uomo! Nostro padre è il punto di partenza del diventare uomini: rileggere questa relazione e guardare con occhi nuovi la sua presenza nella vita è una chiave essenziale del cammino maschile. Buon ascolto!

Mar 4, 20261h 7m

S4 Ep 21Imparare a gestire i NO! #cnv #davide

TLDR Torna Davide, il nostro esperto di CNV — già ospite nel primo episodio sulla comunicazione non violenta. Questa volta entriamo nel vivo: come stare davanti a un no, come gestirlo e come tornare in relazione in maniera efficace. I bisogni La CNV parte da qui. I bisogni sono universali — li abbiamo tutti, sono tutti ugualmente importanti, nessuno è più legittimo di un altro. E soprattutto: i bisogni non sono mai davvero in conflitto tra loro. Quello che va in conflitto sono le strategie — il come cerchiamo di soddisfarli. Questa distinzione cambia tutto. Se litigo con qualcuno non è perché i nostri bisogni si escludono, ma perché le strategie che stiamo usando in quel momento non riescono a contenerli entrambi. E questo apre uno spazio completamente diverso per il dialogo. Quindi: cosa c’è dietro quel NO? Che bisogno sta esprimendo chi mi sta davanti? La rabbia copre altro Questa è quella che ci ha colpito di più. La rabbia è quasi sempre un sentimento di copertura — sotto c’è tristezza, paura, frustrazione. Cose che fanno meno rumore ma pesano di più. Di fronte ad un no secco ed inaspettato spesso emerge la rabbia. Ma cosa c’è sotto? La rabbia ti attiva, ti dà energia, ti tiene sul pezzo. Ma se impari ad ascoltarla davvero, scopri che è sempre la porta di accesso a qualcosa di più profondo. E più alleni questo dialogo interno, più la rabbia dura meno — non perché la reprimi, ma perché entra subito in contatto col bisogno reale che c’è sotto. La causa è dentro di me In un confronto difficile o in una incomprensione, finché vedi l’altro come il colpevole rimani bloccato. Non se ne esce. Lo stimolo viene dall’esterno, questo è ovvio. Ma la causa — quello che si accende dentro, i pensieri che alimentano la rabbia, l’intensità con cui brucia — quella è tua. È fatta del tuo passato, dei tuoi bisogni insoddisfatti, di quello che stai portando in quel momento. E finché non te ne prendi la responsabilità, non c’è modo di progredire nel dialogo e nella soddisfazione dei bisogni di entrambi. Fermi nei bisogni, flessibili nelle strategie La frase da portarsi a casa: non tutti i bisogni possono essere soddisfatti qui, ora, tutti insieme — e va bene così. L’importante è che vengano presi tutti sul serio, riconosciuti, inclusi nel dialogo. Mai ignorati. Quando sei davanti a un no — o quando devi dare un no — la domanda utile non è “come la spunto?” ma “cosa sta difendendo l’altro con quel no? Quale bisogno sta proteggendo?”. E da lì, invece di forzare la strategia, si esplora insieme. Qualcosa di diverso quasi sempre emerge. Buon ascolto! Se non hai ascoltato il primo episodio con Davide, lo puoi recuperare qui: Comunicazione Non Violenta con Davide.

Feb 25, 20261h 9m
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