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Pillole di Bit

Pillole di Bit

449 episodes — Page 7 of 9

Natale 2019 – 19 – Berners-Lee

Se state guardando il sito del podcast, se comprate su Amazon, se usate Google è tutto merito dell'inventore del World Wide Web: Tim Berners-Lee. Questo è il primo sito al mondo, scritto da lui, ovviamente. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 19, 20193 min

Natale 2019 – 18 – Jobs

Forse non è necessario raccontare la storia di Steve Jobs, ma in questa seria ci stava alla perfezione, perché che piaccia o meno, ha fatto la storia dell'informatica, moltissimo. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 18, 20195 min

Natale 2019 – 17 – Stallman

Fondatore del movimento del Software Libero e ideatore della licenza GPL (GNU Public License), Richard Stallman, oltre ad essere un programmatore è un divulgatore, solo un po' integralista Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 17, 20194 min

Natale 2019 – 16 – Bushnell

Il primo videogioco della storia girava su un PDP-1, esiste un emulatore bellissimo. Il primo videogioco commerciale della storia credo lo conoscano tutti per nome: Pong. Chi lo ha sviluppato? Nolan Bushnell, che ha anche fondato la prima azienda di videogiochi: la Atari Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 16, 20193 min

Natale 2019 – 15 – Faggin

Non tutti lo sanno, ma l'invenzione del primo microprocessore nella storia avviene grazie a un italiano: Federico Faggin. Nel computer che abbiamo sotto mano sicuramente c'è un processore della serie x86 (tranne rare eccezioni), questa serie è stata progettata da Faggin. Ha fatto anche un sacco di altre cose, ovviamente. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 15, 20195 min

Natale 2019 – 14 – Ritchie

Denis Ritchie ha scritto il linguaggio di programmazione C e il sistema operativo Unix. Se non ha fatto la storia dell'informatica lui, chi potrebbe averla fatta altrimenti? Una piccola cosa divertente Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 14, 20193 min

Natale 2019 – 13 – Dijkstra

Non so pronunciare il suo nome, ma Edsger Dijkstra ha ideato l'algoritmo che adesso usano i navigatori satellitari e ha teorizzato il concetto di semaforo per la temporizzazione dei thread nella CPU

Dec 13, 20193 min

Natale 2019 – 12 – Moore

E' il papà di una nota azienda che vende processori: la Intel. Ha scritto la legge sull'evoluzione dei processori che porta il suo nome. Gordon Moore è stato fondamentale nell'evoluzione dell'informatica Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 12, 20193 min

Natale 2019 – 11 – Hewlett e Packard

Hanno fondato un colosso informatico che fa stampanti, PC, dispositivi di rete e molto altro. Il nome lo hanno scelto tirando a sorte sui loro cognomi. Sono Bill Hewlett e David Packard Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 11, 20193 min

Natale 2019 – 10 – Alan Turing

Non credo che servano introduzioni per Alan Turing. Creò una macchina fondamentale per battere il Nazismo, una macchina teorica su cui si basano i nostri attuali sistemi e il test, che prende il suo nome, per una definizione basilare dell'AI. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 10, 20193 min

Natale 2019 – 09 – Grace Hopper

Tutti conosciamo la definizione di "bug" in un sistema informatico, ma non tutti sanno che esiste un foglio dove un insetto è stato incollato per spiegare cosa era successo. Questo foglio è stato fatto da Grace Murray Hopper Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 9, 20193 min

Natale 2019 – 08 – Von Neumann

Ha pensato e ideato lo schema a blocchi di un calcolatore elettronico. Schema valido ancora oggi. John Von Neumann ha davvero costruito la storia Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 8, 20192 min

Natale 2019 – 07 – Olivetti

Il fondatore della nota azienda eporediese, Camillo Olivetti, che ha iniziato la storia dell'informatica in Italia, partendo dalle macchine da scrivere Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 7, 20193 min

Natale 2019 – 06 – Hollerith

Entrare nella storia dell'informatica, lasciando un segno ancora presente al giorno d'oggi e partendo da un viaggio in treno, questo era Herman Hollerith Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 6, 20192 min

Natale 2019 – 05 – Lovelace

Ada Lovelace fu la prima programmatrice informatica al mondo. E tanto basta per renderla epica. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 5, 20191 min

Natale 2019 – 04 – Boole

Chiunque abbia avuto a che fare con computer o elettronica digitale ha sentito parlare di Algebra Booleana, che è stata inventata proprio da George Boole Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 4, 20192 min

Natale 2019 – 03 – Babbage

Charles Babbage progettò due macchine meccaniche, che possono definirsi i primi veri calcolatori, perché erano programmabili. E vennero programmati da una persona eccezionale, della quale parleremo tra due giorni. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 3, 20192 min

Natale 2019 – 02 – Schickard e Pascal

La prima macchina meccanica per fare calcoli non è stata la Pascalina di Blaise Pascal, come si credeva fino al 1960, ma ne fu inventata una prima, solo un po' più sfortunata, inventata da Wilhelm Schickard. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Dec 2, 20192 min

Natale 2019 – 01 – Da Vinci

La storia dell'informatica nasce presto, dal genio indiscusso di Leonardo Da Vinci. Un link aggiuntivo interessante, grazie a Giorgio Boiero: http://www.leonardocalcolatore.it/

Dec 1, 20192 min

Natale 2019 – 00 – Trailer

Il calendario dell'avvento 2019 ve lo propongo in tema podcast. Una puntata al giorno con una breve presentazione, nel consueto formato a pillola, di una persona che ha fatto al sua parte nella storia dell'informatica e di Internet. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Nov 30, 20192 min

#126 – Iniziare a programmare

Mattia mi ha scritto tramite il form del sito e mi ha proposto una bella idea. La puntata di oggi è dedicata a chi vuole iniziare a programmare e non sa da dove partire. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 126 e io sono, come sempre, Francesco. Parto da una richiesta che mi è arrivata sul modulo dei contatti del sito. Questo anche per dirvi che se avete idee da proporre non fatevi problemi, me le scrivete e io ci penso su e magari ne esce una puntata. Mattia mi ha chiesto come fare ad avvicinarsi alla programmazione, da dove partire e cosa studiare. La domanda, di per sé, dovrebbe prevedere una risposta di una vastità tale che potrei smettere di parlare solo tra 7 o 8 anni, ma Pillole di bit è un podcast breve, quindi dovrò fare un po’ di selezione degli argomenti da trattare. Partiamo dalle basi e da cosa vuol dire programmare. Non vuol dire scrivere programmini, ma molto di più. Programmare vuol dire mettere ordine e creare una procedura rigida e ben definita per un’azione che si deve fare, solitamente in modo ripetuto Ok, detta così forse fa un po’ paura, la rendo più accessibile. La mattina, molti di noi, ad una certa ora hanno la sveglia che suona, imprecano, la spengono si alzano e vanno in bagno. Se ci si dimentica di staccarla il sabato, prima si impreca per essersene dimenticati, ma poi la si spegne e si continua a dormire. Se hai due gatti no, loro ti svegliano sempre, senza la sveglia indipendentemente dal giorno della settimana, ma questa è un’altra storia. Il programmatore che fa? Prende questa cosa assolutamente umana e ne fa uno schema che identifica le azioni Dormo La sveglia suona La spengo Impreco Che giorno è oggi? Se è sabato impreco di nuovo, poi torno a dormire Se non è sabato mi alzo Vado in bagno Bene abbiamo appena messo in piedi un semplice algoritmo con una condizione. Se è sabato faccio una cosa, se è domenica ne faccio un’altra. Questo piccolo algoritmo lo posso enunciare a voce come ho appena fatto, lo posso scrivere, oppure posso farci un piccolo schema con le frecce che indicano le azioni. Sto programmando senza un computer. Torniamo a noi, ai computer e alla programmazione. Solitamente si scrive un programma per cercare di risolvere un problema o per ottenere una funzionalità nuova. Per fare un esempio concreto, Alex Raccuglia ha sviluppato il programma che io uso per montare i podcast perché ha pensato “montare podcast è una noia mortale, è lungo e il tempo che ci spendo mi impedisce di registrare altri podcast. Allora viluppo questo programma così ottengo il risultato di avere più tempo mentre il computer mi aiuta e mi velocizza il lavoro” Alex Raccuglia ha identificato un problema, ci ha lavorato, ha speso del tempo e ha ottenuto un programma, adesso si dice app, che fa più figo ed è al passo con i tempi, che ha risolto un problema. Noi podcaster che usiamo il suo programma abbiamo più tempo per fare altro e siamo meno annoiati. Il signor Nolan Brushnell nel 1972 non aveva un problema da risolvere, ma un’idea. Si mise lì e sviluppò un programma che chiamò PONG, il primo videogioco commerciale della storia. Due strade diverse, una cosa in comune: la programmazione. Programmare significa dire ad un calcolatore di fare alcune cose e farle in un certo modo. Il problema maggiore, una volta che hai avuto l’idea, è come dirgliele. Non puoi prendere un computer, lo apri e gli chiedi gentilmente “senti, per cortesia, mi tiri fuori i primi 100 numeri della successione di Fibonacci?” Sicuramente non otterrai la risposta che cercavi. Quindi, come si fa con tutte le persone, gli si deve parlare nella sua lingua. Il problema è che un processore parla solo a bit, quindi zero e uno e li si deve mettere in un ordine particolare per ottenere un risultato. Insomma, è un vero casino. Per questo sono nate delle cose chiamate linguaggi di programmazione. Li possiamo vedere così: sono delle vere e proprie lingue con una loro sintassi, una grammatica

Nov 25, 201913 min

#125 – Le reti aziendali

Arrivo in ufficio, mi siedo al PC, lo accendo, metto il mio utente e la password e inizio a lavorare. Dietro a tutta questa semplicità c'è un mondo fatto di gente che lavora giorno e notte per far funzionare tutto e intervenire in modo tempestivo quando qualcosa si rompe. E capita spesso, più spesso di quello che vi accorgiate. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Talmente elevata che ci sono delle persone che lavorano tutti i giorni, tutto il giorno, per far funzionare tutti questi sistemi. Spesso sotto traccia, in modo che nessuno si accorga che c’è qualcuno nella stanza dei bottoni. I bottoni tecnologici, non quelli delle decisioni aziendali. Bene io sono una di quelle persone. Tecnicamente si definiscono sysadmin, cioè amministratori di sistema. Una volta Andrea Beggi, uno dei primi blogger che ho iniziato a seguire, ha scritto che a lui piace essere “l’amministratore globale termonucleare” dei sistemi. E’ una frase che mi appartiene molto. In qualità di sysadmin ho la password principale, quella che permette di creare e resettare tutte le altre, insomma, ho accesso a ogni singolo bit di ogni infrastruttura che gestisco. Ma partiamo dalle cose più basilari. Ogni rete dati in ogni azienda si basa su alcuni componenti standard in tutto il mondo. ci sono dei dispositivi chiamati solitamente core switch ai quali sono attaccati decine di cavi di rete. Questi cavi permettono la comunicazione tra i server e i client. Ogni cavo è un dispositivo, ogni porta è un dispositivo. La struttura solitamente è realizzata a stella. I core switch hanno cavi di rete, chiamati dorsali, che raggiungono gli switch periferici. Da questi partono i cavi di rete per ogni dispositivo in azienda. PC, stampanti, telefoni, centraline di controllo, e così via. Ogni dispositivo che deve essere in rete va collegato al suo cavo, che è collegato ad una porta di uno switch. La buona regola e le normative dicono che ogni cavo deve partire dall’armadio di rete con una presa e finire vicino al PC con un’altra presa. Dritto e diretto, senza mai essere giuntato e non deve essere più lungo di 90 metri. Dalla presa nell’armadio di rete parte un cavetto più corto, chiamato patch, che collega la presa, anzi, più precisamente borchia, allo switch. Dall’altra parte un’altra patch collega la borchia che sta vicino al dispositivo al dispositivo stesso. Un dettaglio che molti ignorano è che le porte degli switch non sono tutte uguali tra di loro, ogni porta può essere configurata in modo che assolva ad una determinata funzione. Quindi cambiare il cavetto tra una borchia e un’altra potrebbe provocare il mancato funzionamento del proprio dispositivo. In aziende molto strutturate le reti sono spezzate, se così si può dire, in modo tale che ogni genere di dispositivi abbia la sua dedicata e le sue regole applicate. Facciamo un esempio facile. In un supermercato ho diversi dispositivi collegati alla rete. Le casse I PC dei dipendenti I terminali dei magazzinieri I terminali della spesa automatica dei clienti La rete wifi dedicata alla navigazione dei clienti Ognuno di questi dispositivi deve accedere a determinati servizi, ma non deve vedere gli altri. Ad esempio gli smartphone dei clienti non devono in alcun modo accedere ai server interni ai quali accedono le casse. La rete viene così segmentata e chi la gestisce sa su quali porte passa quale tipo di traffico. E se chi la gestisce non documenta, andare a trovare eventuali problemi è un vero casino. Con il tempo e i soldi giusti, le patch di rete vengono scelte di colori diversi a seconda del segmento di rete della porta al

Nov 18, 201919 min

#124 – la CPU

Il centro principe dedicato ai calcoli all'interno di un computer. Adesso ci sono periferiche che viaggiano molto più forti, ma un computer senza un CPU non può funzionare. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 124 e io sono, come sempre, Francesco. Questa è la quarta parte di una mini serie all’interno del podcast dove ho intenzione di affrontare l’architettura e il funzionamento dei calcolatori. Le puntate precedenti sono le seguenti: 117, 119 e 123, se non le avete ascoltate vi consiglio di recuperarle prima di ascoltare questa. Siamo arrivati al cuore pulsante del computer, la CPU, che sta per Central Processing Unit, o più comunemente detto processore. Con gli anni la centralità della CPU è cambiata tantissimo all’interno di un computer. Se partiamo dall’epoca dell’8086, una delle prime CPU di Intel sulla cui architettura, attenzione, si basano le attuali CPU di ultime generazione i3, i5, i7 e così via, il processore era l’unico chip dedicato all’elaborazione dei dati all’interno di un computer. Con il tempo si sono affiancati sistema di calcolo specifici e molto più potenti, il primo di questi è stato il coprocessore matematico che era specifico per effettuare calcoli in virgola mobile ed era indispensabile per far funzionare determinati software come i CAD. Ma questa è storia antica. Dal 486, in alcune versioni, il coprocessore matematico era compreso nel processore, da quel momento se ne è persa traccia ed è stato poi sempre integrato nella CPU, un po’ come l’ABS nelle auto, adesso la si compra e non ci si chiede se c’è, perché c’è su tutte. Il secondo aiuto, estremamente più potete, è statà la scheda video 3D. I calcoli per la grafica tridimensionale sono molto complessi e devono essere fatti sempre più in fretta e ce ne sono sempre di più, perché i poligoni a schermo sono sempre più numerosi, in modo da far sembrare la grafica sempre più realistica. Qualcuno potrebbe porre una domanda molto banale: Ma perché se le schede video sono diventate così potenti, le CPU restano al palo? Per due motivi. Il primo è che le CPU sono general purpose, cioè devono saper fare un po’ tutto. Le schede grafiche invece sono specializzate su poche cose e le fanno in modo molto veloce. Immaginate di chiamare il tuttofare che sistema le cose a casa, gli chiedete di mettere una mensola e lui arriva con un piccolo trapano, una livella a mano e una matita. Fa il lavoro bene, ma ci mette un po’ di tempo e magari vi chiede una mano. Se chiamate uno che di mestiere monta solo mensole lui arriva con la livella laser, un kit con i trapani che bucano e avvitano 3 tasselli insieme e in meno di 5 minuti la mensola è montata perfetta. Tornando al calcolatore, la CPU deve saper fare un po’ di tutto, la scheda video deve saper fare solo i calcoli matematici per la grafica tridimensionale. Il secondo motivo è per una questione di retro compatibilità. Gli attuali processori Intel sono compatibili con i primi 8086 per un sacco di funzioni, i programmi antichi, compilati per i vecchi calcolatori, in qualche modo funzionano ancora sugli attuali, senza dover fare troppe magie. Questa cosa è una specie di palla al piede che rallenta la possibilità evolutiva, in un qualche modo. Ne parliamo quando affronteremo la compilazione, un po’ più in là in questa puntata. La scheda video invece espone solo le API, chiamate software per chiedere alla scheda di fare calcoli. Questo permette all’hardware di cambiare architettura, basta non cambiare la funzionalità delle API. Così è più facile evolvere, senza dubbio. Ma perché la CPU ha questi limiti? Il discorso potrebbe apparire complesso, cerco di affrontarlo in modo semplice, sorvolando su alcuni dettagli. Se ancora non è chiaro scrivetemi, se sono troppo semplicisitico, i tecnici più esperti mi perdoneranno, almeno spero. All’interno, un processore ha una struttura ben specifica, ad esempio, genericamente si può dire che c’è una zona dove sono memorizzate t

Nov 11, 201917 min

#123 – Un documento per incatenarli

La proposta che arriva ormai da anni da ogni parte politica è sempre la stessa: identificare tramite un documento ogni account social degli Italiani. La proposta è intrinsecamente e tecnicamente liberticida. Ma visto che non sono così ferrato in materia legislativa ho preso un po' di contributi sui social di gente di cui mi fido, li ho elaborati e ci ho fatto questa puntata. Ho preso qua e là da un thread di Stefano Zanero, un altro thread di Marco Mastropaolo, uno di Evariste Galois (già ospite tra queste puntate) e dall'ultima puntata di Valter Vannini, DataKnightmare. Inutile dire che dovreste seguirli tutti. Anzi, dovete. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 123 e io sono, come sempre, Francesco. Si parla molto in questi giorni di un pensiero di una proposta di legge che dovrebbe arginare tutte le attività antipatiche o illegali che vengono fatte sui social. Praticamente si crede, in modo profondamente sbagliato, e lo vedremo dopo, senza le bestemmie che mi sono venute in mente, che obbligare a registrarsi su un social con un documento di identità dovrebbe servire a fermare una serie di attività antipatiche o illegali che vengono fatte sui Social. Un po’ come se ti dicessero “ti identifico per entrare allo stadio, così sai che sei controllato e quindi ti comporti bene”. In effetti funziona, eccome se funziona. Ah, non funziona? E come dovrebbe poter funzionare per la registrazione di un account su un social? Anticipo che secondo me tutta questa roba è fuffa per far parlare di un partito piuttosto che di un altro. Ne parlo qui perché con i bit, un futuro di questo tipo, ha molto a che fare. Preparando questa puntata ho preso pensieri e informazioni da alcune persone sui social, tra cui Stefano Zanero, che se non lo seguite fate un grosso errore, Evariste Galoise, già ospite qui nella puntata 106, che vi consiglio di andare a riascoltare, un thread di Marco Mastropaolo e un po’ di spunti dal podcast Data Knigtmare che è uscito mentre scrivevo questa puntata. Tutti i link sono ovviamente nelle note dell’episodio. Partiamo da una definizione: il Social. Dovesse mai essere promulgata una legge simile, a quali servizi ci si potrebbe iscrivere sena documento e a quali con? Uso spesso Telegram, ma lui è un sistema di messaggistica, mica un Social. Da lui posso mandare messaggi di odio, quindi dovrei anche registrami lì con un documento? E se mi iscrivo al forum delle ricette dei dolci al cioccolato? A chi lo mando il documento? Alla signora che si è fatta costruire il forum dal nipote che è bravo con i computer? E se mi iscrivo a un sito dove si parla di passioni particolari in ambito sessuale, a chi devo mandare i miei documenti? Pensate come e chi dovrebbe archiviare queste cose. Ecco, il documento. Come lo mando il documento? Con una scansione, direte voi. Facendo un rapido pensiero, voi sapete con che facilità si può falsificare la scansione di un documento? In un mondo dove ci sono i video deep fake, dove sostituiscono la faccia di un attore con quella di una persona famosa e la cosa è talmente realistica che nessuno se ne può accorgere. Nessuno no, dai, ma è molto complesso. Falsificare un documento è molto, molto, molto facile! Beh, ma ci sono gli enti statali che, se interpellati, possono dirti se un documento è vero oppure no. Certo, sono gli stessi enti che quando la Questura chiede al Comune uno stato di residenza lo fa via fax aspetta mesi perché l’addetto gli risponda via fax. Mi iscrivo a Facebook, mando la scansione del mio documento, Facebook identifica il comune dal quale mi iscrivo, manda via FAX al comune stesso per la verifica e aspetta. Dopo circa 4 mesi il comune risponde e Facebook mi attiva l’account. Questo con il carico attuale. Nel momento in cui tutti gli Italiani iniziano a dover mandare documenti per ogni social, il tempo sarà di circa 4 anni. No, forse qualcosa in più. Quanti account sui cosiddetti Social avete in questo momento? io ne

Nov 4, 201915 min

#122 – BIOS e UEFI

prima di far partire il sistema operativo, la scheda madre fa un po' di controlli e verifiche. Il BIOS era il vecchio sistema, quello nuovo UEFI, fa quasi anche le magie. Ma non è amato da tutti Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Il riassunto rapido è che sulla scheda madre di un generico PC desktop ci sono una serie di componenti e una serie di slot e connettori per poter rendere disponibili tutta una serie di periferiche e dispositivi al computer stesso: - Una o più CPU - La memoria RAM - Il disco fisso, che sia a piattelli o SSD - Schede PCI Express di vario tipo - Scheda video - Scheda audio - Connettori USB, USB 3, USB C - Scheda di rete ethernet - Scheda di rete WiFi - Scheda bluetooth In più ad ogni connettore disponibile ci si possono collegare una serie quasi infinita di dispositivi. Per chi è più vecchio, si ricorderà certamente il fatto che ogni volta che si doveva collegare o scollegare un dispositivo esterno, il PC andava spento. Anche solo per la tastiera o il mouse PS2 o la stampante su porta parallela. I tempi cambiano e siamo arrivati al punto che ogni dispositivo si può mettere o togliere a PC acceso, senza doverci prestare troppa attenzione. Se volete una chicca storica andate a guardare il video di Bill Gates alla presentazione del plug and play (rinominato poi plug and pray) su Windows 98. Adesso va sicuramente meglio di allora Pensate se fosse necessario spegnere il PC, collegare la chiavetta USB e riaccendere il PC per poterla usare e spegnerlo nuovamente per poterla estrarre. Sarebbe un incubo! Prima di proseguire con l’analisi dei componenti volevo soffermarmi su una parte che è evoluta tantissimo, ma che si nota molto poco, perché solitamente è mascherata per pochi secondi dal logo del produttore del computer. Quando un PC generico passa dallo stato di spento a quello di acceso, ci sono alcune operazioni che vengono fatte direttamente dalla scheda madre, prima che venga avviato il sistema operativo. Un tempo queste operazioni venivano fatte dal BIOS. BIOS sta per Basic Input Output System Il PC veniva acceso, e come prima cosa partiva questo piccolo pezzetto di software, che era memorizzato in una memorietta molto piccola, massimo 1 MB che faceva alcuni controlli di base, necessari prima dell’avvio del sistema come la verifica che ci fosse il minimo indispensabile per partire, come la CPU, la RAM, la scheda video e un disco. Spesso, in assenza di una tastiera compariva un messaggio che non si poteva andare avanti. Sempre per i più vecchi, io ricordo ancora l’attesa all’avvio di un PC quando il BIOS iniziava a contare lo spazio disponibile della RAM, che se era più di qualche MB portava via parecchi secondi. Al BIOS era anche dedicata la gestione dell’orologio di sistema e la definizione di quale dovesse essere il dispositivo dal quale far partire il sistema. Solitamente, prendendo il tasto CANC subito dopo l’accensione si poteva entrare in una spartana interfaccia nella quale definire alcuni parametri funzionali del PC. I più usati, oltre a impostare la data e ora del sistema, erano l’ordine con il quale cercare il settore di avvio, e ci arriviamo dopo, oppure abilitare o disabilitare alcuni dispositivi del sistema. Dicevamo. Accendo il PC, viene eseguito il BIOS e al termine dei suoi controlli, il BIOS stesso va a cercare il sistema operativo in un settore particolare del disco, detto master boot record. Da quel momento il controllo passa al sistema operativo che così si avvia. Il settore di boot, potrebbe essere anche su un dispositivo diverso da quello usato solitamente, per questo all’avvio c’è un ordine di dispositivi sui

Oct 28, 201915 min

#121 – Il Linux Day

Sabato 26 Ottobre 2019 è Linux Day, ci sono eventi in tutta Italia per far conoscere questo sistema operativo e il movimento del Software Libero. Partecipare, anche se non si è nerd fino al midollo, potrebbe essere interessante, si scoprono cose nuove e si allargano gli orizzonti. Come da qualche anno a questa parte, a Torino terrò un mio talk, al Toolbox, tutte le informazioni sul sito dell'evento. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Ma un po’ più tecnologica, anche per chi tecnologico non è. Come di consueto, visto che questo podcast è dedicato a chi non è tecnico, ma vorrebbe saperne un po’ di più, parto alla lontana. Fin dall’inizio dei tempi dell’informatica è stato subito chiaro che per far funzionare quelle cose chiamati calcolatori elettronici prima e computer poi, servisse qualcosa di generico su cui far girare i programmi. Quel qualcosa di generico è il sistema operativo. Il sistema operativo, tra i vari strati logici dei quali è composto un sistema, è uno di quelli che sta più in basso. Il primo strato è l’hardware, di cui stiamo parlando nella mini serie dedicata alla struttura dei calcolatori, il terzo strato è il sistema operativo. Al secondo ci arrivo dopo. Il sistema operativo è un enorme pezzo di codice che permette alle applicazioni che girano su di esso di funzionare correttamente. Lo sto semplificando parecchio, eh? Il sistema operativo decide a chi assegnare la tal porzione di memoria, a chi dedicare i prossimi 400 cicli di clock in uno dei core della CPU, se destinarlo a Word, a Chrome o al processo di stampa. Decide anche lui, a sui insindacabile giudizio, quali segmenti di memoria RAM devono essere messi nell’area di swap sul disco. Permette di ricevere i segnali dalla tastiera e visualizzarli all’interno del programma in uso Crea e aggiorna ad altissima velocità tutta l’interfaccia grafica. Fa altre cose, tantissime, e tutte in modo che all’utente sembri di fare mille cose insieme, mentre lui una alla volta, un po’ a testa, fa funzionare tutto. Questo perché, è bene che lo sappiate, un computer non fa mille cose contemporaneamente, ma ne fa un po’ per volta, in modo talmente veloce che all’utente appaiono come fatte in contemporanea. Il secondo strato, di cui parlavo prima, è quello dei drivers. Ogni produttore di hardware fa un suo software che si mette in mezzo tra il sistema operativo e la scheda elettronica, in modo che il sistema ci possa parlare in modo corretto e coerente. Una piccola nota: spesso la colpa dell’instabilità di un sistema operativo non è colpa del sistema operativo stesso, ma di chi scrive male i driver e quindi rovina le comunicazioni tra hardware e sistema. Per questo, generalmente, i sistemi dove un solo produttore sviluppa hardware, drivers e sistema operativo sono più stabili degli altri. I sistemi operativi più conosciuti in questi anni si contano sulle dita di una mano: Windows Linux MacOS iOS Android Nel mondo degli addetti ai lavori ci sono altre decine di sistemi operativi, ve ne elenco qui alcuni, in una lista assolutamente non esaustiva Chrome, quello dei Chromebook Unix, da cui è derivato Linux e un altro mondo di sistemi operativi OS400, quello per i sistemi AS400 di IBM Solaris di SUN, adesso Oracle Cisco IOS, per i router e switch di Cisco, si chiama nello stesso modo di quello dell’iPhone. Adesso arriviamo al Linux Day, finalmente. Come detto poco fa, Linux è uno dei sistemi operativi più in uso al momento e ha una caratteristica che lo differenzia in modo specifico da tutti gli altri sistemi. Linux è Open Source, è Software lib

Oct 14, 201917 min

#120 – Usare Telegram

Uso Telegram per un sacco di cose, soprattutto per gestire il gruppo del podcast, mi è arrivata più di una richiesta su come usare al meglio questo programma. la puntata di oggi è dedicata alla scoperta di telegram e delle sue funzioni più utili. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Questa puntata è dedicata a chi usa Telegram e a volte è un po’ in difficoltà o non conosce alcune funzioni davvero interessanti. Prendetela come una enorme sezione tip della settimana, ecco. Innanzitutto per avere Telegram dovete avere un numero di cellulare perché la prima conferma di autenticazione vi arriva via SMS. Lasciate perdere tutte le app che forniscono numeri di cellulari gratis, nessuna di queste permette di attivare servizi via SMS, a meno che non sia un servizio a pagamento. Il numero di cellulare vi servirà nel caso in cui dobbiate dare nuovamente accesso senza avere almeno una sessione aperta da qualche altra parte. Esatto, Telegram si può installare su più dispositivi diversi e si possono inviare e ricevere messaggi da tutti i dispositivi, tenendoli sincronizzati. C’è un client praticamente per ogni piattaforma, quasi nessuna esclusa. Il prezzo di questa comodità è uno: le chat non sono crittografate end to end come Whatsapp, ma risiedono in chiaro sui server di Telegram. Si possono fare le chat crittografate, Telegram le chiama chat segrete se aprite i dettagli di un vostro contatto, ma queste saranno su un solo dispositivo, se no la parte di crittografia non può funzionare. Tralascio la spiegazione della crittografia end to end che è fuori tema in questa puntata e ne ho già parlato nella puntata 83. Telegram è un sistema di messaggistica, come Whatsapp, con alcune differenze, tecniche ed etiche. Per esempio potete creare il nick tipo Twitter con la chiocciola davanti e fornire solo quello alle altre persone, così non avrete condiviso il numero di cellulare con chiunque. Attenzione che il fatto di non condividere il numero di telefono deve essere impostato nelle opzioni della privacy. Ovviamente si possono mandare messaggi di testo e immagini, ma anche messaggi audio o video. Io non li tollero, ma la piattaforma lo permette e a moltissimi piace. Si possono ascoltare i messaggi audio tenendo il telefono come durante una normale conversazione telefonica, senza tenere il telefono di taglio sull’orecchio. Si possono anche registrare i messaggi vocali tenendo il telefono come in una normale conversazione telefonica. Se ascoltate un vocale e dopo la sua fine aspettate circa 4-5 secondi sentirete in suono, da qual momento potrete registrare a vostra volta il vocale di risposta senza dover staccare il telefono dall’orecchio e senza dover premere tasti. Comodo, no? Si può correggere un messaggio di testo già inviato, sul telefono tenendo premuto sul messaggio e scegliendo la relativa opzione, sul computer con il tasto destro. Si possono inoltrare i messaggi tra chat diverse, ma non partendo da una chat segrete; se il messaggio viene inoltrato a Messaggi Salvati ve lo ritroverete come appunto nella sezione relativa del vostro account. Per me questa è una figata pazzesca. Telegram supporta i gruppi, come quello di questo podcast, alcuni hanno un link pubblico altri un link nascosto, essenzialmente la scelta è in mano all’amministratore, il link nascosto si fa per gruppi privati, visto che non sono indicizzati e per problemi di spam, gli spammer nei gruppi telegram sono un disastro. Ma per fortuna c’è la possibilità per gli amministratori di segnalare un utente come spam e cancellare tutti i suoi messaggi in un colpo solo. I gruppi, quando sono molto corposi, possono c

Oct 7, 201920 min

#119 – I BUS dei dati

ISA, VESA Local BUS, PCI, PCI-X, PCI-Express, SATA, USB, SAS. Questi sono tutti sistemi per il trasferimento dati all'interno di un PC, i cosiddetti BUS. Il più vecchio, ISA, viaggiava a 4MB al secondo, quelli nuovi arrivano a 15GB al secondo, i tempi, come si può notare, corrono! Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 119 e io sono, come sempre, Francesco. Vi avevo lasciati con un cliffhanger, due puntate fa. Riprendiamo un po’ le fila. Questa è la seconda parte di una mini serie all’interno del podcast dove ho intenzione di affrontare l’architettura e il funzionamento dei calcolatori. La prima puntata, se non l’avete sentita, è la 117, vi consiglio prima di ascoltare quella e poi riprendere questa. mi ero fermato al BUS PCI Express, però credo che, come al solito, prima di parlare di cose moderne sia necessario capire cosa è un BUS e qual è la sua storia, almeno a grandi linee. Un BUS è un canale di comunicazione tra periferica e processore o periferica e periferica. Chi è vecchio avrà certamente in mente le vecchie schede ISA, quelle che si mettevano nel PC e avevano un connettore nero, c’erano le ISA a 8bit e quelle con lo slot più lungo, a 16 bit. Era un BUS molto facile e molto lento. Talmente facile che ho progettato una scheda da interfacciare su un BUS ISA all’esame di maturità, nel 1996 Il BUS ISA trasmetteva a una velocità di circa 4MB al secondo In abbinata al BUS ISA c’erano queste schede lunghissime che si infilavano anche in uno slot aggiuntivo marroncino, il VESA Local BUS, un po’ più performante, ma adatto solo ai processori 486 e con molti limiti di quantità di schede attive contemporaneamente e di stabilità dei dati. Dopo l’ISA nasce il BUS PCI, è il 1992. Questo bus ha iniziato a fare davvero la differenza nel trasferimento dei dati all’interno di un calcolatore perché è passato a lavorare a 32 bit e ha portato la velocità a 132MB/s.  da 4 a 132 è un bel salto. Ma in informatica si sa, la velocità non è mai abbastanza e nel 1999 viene presentato il PCI-X, che non è da confondersi con il PCI express.  Il PCI-X nella sua versione a 64bit viaggia alla folle velocità di 533MB al secondo. Adesso nei PC abbiamo degli slot di espansione di dimensioni diverse, alcuni anche molto piccoli. Questi sono gli slot del PCI Express. Il PCI Express ha alcune caratteristiche profondamente diverse dai vecchi BUS. La prima è che non è un BUS parallelo. Alt! Che vuol dire BUS parallelo? La comunicazione parallela permette la trasmissione di un byte, ad esempio, in un colpo solo, inviando al destinatario, la CPU o la memoria, tutti e 8 i bit partono e arrivano insieme. Non pensate che un BUS a 8 bit abbia solo 8 piste che corrono sulla scheda madre, ce ne sono altre, nello standard ISA, persino di più, che danno l’indirizzo dove il dato deve essere mandato. Arriva quindi al processore l’informazione tutta in un colpo solo: questo dato va messo in questo indirizzo. Per ridurre i collegamenti, nei BUS successivi la parte di comunicazione era condivisa, veniva prima mandato l’indirizzo e poi, sugli stessi fili, passatemi il termine, il dato. Adesso le cose sono cambiate e la maggior parte dei BUS sono seriali Universal Serial Bus, il comune USB PCI Express Serial Advanced Technology Attachment, il SATA, quello dei dischi. E’ tutto seriale, le informazioni viaggiano un bit dopo l’altro, a velocità folle Perché è più facile da gestire, i cavi sono più piccoli e viste le velocità in gioco si corre davvero forte. Le connessioni seriali, di base hanno pochi PIN, ad esempio USB ne ha 4. Il connettore SATA è più grande dalla parte dell’alimentazione che da quella dei dati, per esempio. I bit partono e arrivano in serie, da qui seriale, uno dopo l’altro. Bene, per tornare la discorso, il PCI Express è un bus seriale, ecco perché il connettore è così piccolo. Un BUS PCI Express trasmette un massimo di 15GB al secondo in modalità aggregata 16x Ok, ho sparato in alto, ad

Sep 30, 201912 min

#118 – SIM Jacker

Una grave vulnerabilità è stata scoperta nel sistema di messaggistica SMS con i comandi da dare alle SIM. C'è una pagina che descrive bene tutto il problema. Ne hanno parlato in molti, pare chi meglio informato e chi un po' meno. Matteo Flora su Youtube Adrian Sanabria su Twitter ZDnet Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 118 e io sono, come sempre, Francesco. Qualche giorno fa è uscita l’ennesima notizia di una vulnerabilità grave ai danni di un sistema tecnologico, nello specifico una vulnerabilità sulle schede SIM dei telefoni cellulari. Se ne è parlato molto su Internet, negli organi di stampa e pare che ci siano notizie vere, altre ricamate e altre palesemente false. Anche nel gruppo Telegram del podcast se ne è parlato un sacco, se non siete iscritti, perché non ci fate un pensiero? lo trovate su www.pilloledib.it/telegram. Prima di affrontare questo discorso specifico è necessario fare quattro chiacchiere su cosa sono le vulnerabilità, perché se ne parla e perché chi le scopre le tiene per sé, magari per anni. Oppure le vende e ci fa un sacco di soldi. In questi anni tutti i sistemi tecnologici sono così complessi che è impossibile, anche per i grandi team come ad esempio chi sviluppa i sistemi operativi Linux, MacOS o Windows, testare tutte le possibilità di attacco possibili, per chiudere eventuali falle. Quindi per definizione, al giorno d’oggi, ogni sistema che esce è bacato da qualche parte, magari nessuno lo sa ancora, ma qualche bug esiste sempre. Per fortuna questi bug non sempre sono facili da trovare. C’è gente che per mestiere li cerca per mesi o anni. E quando li trova inizia a pensare cosa farci. Ah, ma lo sapete perché si chiama bug? Perché nel 1947 un computer Mark II fi fermò e si scoprì che il problema era una falena morta tra i circuiti, in inglese bug è anche un piccolo insetto e da qui nasce la storia. Sta tutto sulla Wiki con documentazione e date: https://it.wikipedia.org/wiki/Bug#Etimologia Partiamo da un esempio facile, totalmente inventato e non reale. Ho progettato una scheda che legge i Tweet che girano nel mondo e se ce n’è uno che contiene la parola “bug”, fa lampeggiare una lampadina a filamento. Qualcuno lo scopre, vuole fare il burlone e crea una serie di milioni di tweet con la parola “bug”, mi fa lampeggiare la vecchia lampadina milioni di volte e questa si brucia. Questo è un baco. Non ho pensato che con molti tweet consecutivi la lampadina sarebbe morta per i troppi lampeggi. Se una persona lo scopre e mi avvisa io posso sistemare la cosa, evitando questo guasto. Magari nessuno lo scoprirà mai e questo bug resterà attivo per sempre nella mia scheda. Oppure lo scopre una persona che conosce un’altra persona che mi odia, gli vende l’informazione e la persona che mi odia mi fa saltare la lampadina. Questo è un esempio banale. Ma fa capire un attimo come gira la cosa. Molti bug sui sistemi operativi sono scoperti e comunicati a chi li produce, il produttore ringrazia, a volte, oppure paga, se ci sono delle campagne con delle taglie su chi scopre e comunica bug. Alla fine esce la patch con la descrizione del problema che va a tappare. Capita, certe volte, che il produttore non ascolti la segnalazione fatta da chi ha scoperto il problema e quindi non lo corregge. In questi casi chi ha scoperto il bug potrebbe renderlo pubblico permettendo a chiunque di sfruttarlo e spingendo così il produttore del software a metterci una pezza. I problemi più antipatici e pericolosi sono quelli che vengono scoperti e non vengono comunicati al produttore, ma vengono venduti a prezzi molto alti a chi ne potrebbe trarre vantaggio. Ricordate tutto il caso di Hacking Team, che vendeva programmi che sfruttavano vulnerabilità non note ai produttori dei software a governi e agenzie di intelligence? Ecco, questo è un rischio. L’altro rischio è che possano essere usati per sorveglianza di massa o altre cose poco piacevoli. Sì, anche se il proprio PC o t

Sep 23, 201913 min

#117 – Come è fatto un calcolatore – Parte prima

Un calcolatore, he sia un PC, un telefono o un altro dispositivo con sun sistema operativo è composto da molte parti, per fare in modo che funzioni correttamente. In questa mini-serie (non consecutivo) andrò a esplorare quasi tutti i dettagli di un calcolatore e dei pezzi che gli permettono di aiutarci nella vita di tutti i giorni. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Non ho intenzione di arrivare al singolo transistor, perché neanche so come siano fatti dentro. L’intenzione è quella di far comprendere agli ascoltatori cosa vuol dire quando si parla di bus, di chipset o di altri termini che non sono propriamente di facile comprensione. Queste puntate, probabilmente, non saranno tutte consecutive, ma nei riferimenti di ogni puntata, che vi ricordo trovate scritta per esteso sul sito, metterò i link a tutta la serie in modo che ci si possa districare anche se è una specie di sotto-serie all’interno del podcast. Questa serie non è specifica per una certa architettura, perché alla fin fine, ogni dispositivo dentro il quale gira un sistema operativo è fatto più o meno come tutti gli altri. Quindi un PC, come si diceva all’epoca, IBM compatibile, un Mac, un Raspberry e uno smartphone sono più o meno tutti simili. Hanno tutti le stesse tipologia di componenti e funzionano pressapoco tutti nello stesso modo. I microcontrollori come Arduino e le schede programmabili come le ESP32, invece sono diversi, magari ne parleremo più avanti. Iniziamo sul serio. Un computer, per sua architettura di base deve avere questi componenti: Una unità di elaborazione, detta comunemente CPU o processore Uno spazio dove memorizzare i dati di uso corrente, chiamata memoria RAM Uno spazio dove memorizzare i dati, che non si cancelli quando viene tolta l’alimentazione, detta memoria di massa Un modo per ricevere i dati in ingresso un modo per restituire i dati in uscita Questi componenti devono poter parlare tra di loro per far funzionare il sistema e quindi ci devono essere dei canali di comunicazione, chiamati BUS, si scrive come il bus inglese B U S, che li connettono. Questi canali di comunicazione però sono moltissimi e non possono ovviamente essere dei fili, quindi esiste un componente sul quale tutti questi pezzi vengono installati. Questo componente di base si chiama motherboard o, in italiano, scheda madre. La scheda madre è un componente fondamentale del sistema e dalla sua qualità, spesso, dipendono le prestazioni finali del sistema stesso. Una cosa da tenere sempre a mente è che nella tecnologia, tutte le performance sono condizionate dal sistema più lento nella catena. E’ inutile avere un disco da, sparo numeri a caso, un terabit al secondo, se poi il bus di comunicazione viaggia a 100 megabit al secondo, a velocità massima sarà sempre e solo 100 megabit al secondo. Sulla scheda madre ci sono i connettori per collegare tutti i dispositivi del sistema. Se le schede madri sono quelle piccole e integrate, i connettori non ci saranno e i componenti saranno direttamente saldati sulla scheda stessa, come ad esempio negli smartphone e sui PC portatili molto sottili. Per semplificare, mi riferirò a una scheda madre generica per PC, di quelle che si comprano per assemblare il computer da tenere a casa. Il primo componente che è necessario per farla funzionare è l’alimentatore, senza di questo non si accende nulla. L’alimentatore deve fornire una serie di tensioni positive e negative e una buona quantità di corrente per far funzionare tutto. Ci sono componenti che assorbono molto, come le schede video, se l’alimentatore non riesce a fornire la corrente necessaria il sistema funzionerà male

Sep 16, 201913 min

#116 – I droni (e un po’ di teoria del volo)

Se ne parla ovunque, se ne vedono abbastanza e non sappiamo se si deve aver paura oppure no. I droni sono entrati nelle nostre giornate perché ormai non cala il sole che non si sia sentito qualcuno parlare di droni, quei "cosi" volanti che possono registrare, filmare, cadere e fare più danni di un carro armato. In questa puntata, fatta un po' di teoria del volo (all'acqua di rose), vi racconto come possono i droni stare fermi a mezz'aria o muoversi in modi così precisi. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 116 e io sono, come sempre, Francesco. Ben ritrovati dopo la pausa estiva, inizia settembre e siamo tutti pronti o quasi, a riprendere le normali attività. Quindi riprende anche Pillole di Bit. La puntata di oggi ha poco di bit e molto di fisica, visto che non sono un fisico, presenterò alcune cose come un dato di fatto, abbiate pietà di me. Se tra gli ascoltatori c’è un fisico o qualcuno che sa spiegare la portanza con parole e concetti semplici mi contatti che ci organizziamo e registriamo una puntata. Grazie. Partiamo dalle basi. Esiste un oggetto che si chiama ala. Questo oggetto, che noi conosciamo perfettamente perché lo vediamo su tutti gli aerei, è il fautore del volo. Per quelle cose complicate di cui sopra e che io non so spiegare, genera la portanza e fa sì che un aereo riesca a volare, a patto di mantenere una determinata velocità. Volete fare una prova pratica e spiccia della portanza? Prendete un foglio A4 adesso tenetelo per i due angoli del lato lungo e lasciatelo cadere in avanti verso il basso Il foglio pesa e non sta su da solo. Ecco, adesso avvicinate la bocca al bordo che state tenendo e soffiate in modo che l’aria passi sopra al foglio, il foglio si alza. Avete provato la portanza. Una piccola nota di colore: mentre scrivevo questa puntata, in vacanza in Scozia, alla TV, uno dei più famosi naturalisti inglesi ha spiegato la portanza con lo stesso esempio, da non credere. Lui ha aggiunto che l’aria che viaggia più veloce sopra ha meno pressione di quella che sta ferma sotto, quindi la pressione di sotto spinge l’ala in su.  Se la velocità cala troppo, la portanza diminuisce e sotto una certa soglia si parla di stallo e l’aereo va giù. Ho provato lo stallo qualche anno fa in un piccolo aereo e la sensazione è bruttissima.  Un po’ come le montagne russe, ma senza binari e con il vuoto sotto. Era una prova, eh? Il pilota ha recuperato e abbiamo concluso il volo in tutta sicurezza. La portanza dell’ala è sfruttata in altre occasioni e su altre macchine. Ad esempio quando si va in barca a vela di bolina, cioè in controvento, la randa viene messa in una posizione tale che la portanza fa sì che la barca riesca a navigare in qualche modo tirata dal vento che invece le sta soffiando contro. Non si può andare esattamente contro vento, ma con un certo angolo, questo angolo è tanto più stretto quanto la barca è performante. Infatti quando si naviga in controvento l’andatura è a zigzag intorno alla retta che possiamo tracciare nella direzione del vento. L’ala la troviamo anche nell’elicottero, in forma di pala. Il rotore ha due o più pale che, ruotando, generano la portanza necessaria per farlo alzare. Ma l’elicottero è una macchina molto complessa e il solo ruotare del rotore non basta per farla funzionare completamente. Innanzitutto il rotore ha più comandi di movimento. . La velocità di rotazione . La regolazione dell’inclinazione delle pale. Avete presente che quando l’aereo decolla o atterra estende parte delle ali? ecco l’inclinazione delle pale dell’elicottero assolve alla stessa funzione, più o meno, aumenta e diminuisce la portanza a parità di velocità.  . La regolazione dell’inclinazione del rotore. Se il rotore non si potesse inclinare rispetto al piano dell’elicottero, l’elicottero potrebbe solo alzarsi e abbassarsi, l’inclinazione permette di traslare e muoversi in tutte le direzioni sul piano su cui sta volando. L’elicottero

Sep 9, 201919 min

#115 – Quando ti “rubano” la mail

Non credevo, ma capita a moltissima gente di ricevere mail da mittenti mai conosciuti prima senza capire il perché. Ebbene, c'è un sacco di gente che dà la mail sbagliata e non se ne accorge. Ma questa cosa è pericolosa per l'account di posta elettronica? Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Ciao a tutti e bentornati all’ascolto di Pillole di Bit, questa è la puntata 115 e io sono, come sempre, Francesco. E’ successo a me per anni. Continuavo a ricevere mail non destinate a me. Erano mail inviate a un mio omonimo, che faceva l’avvocato. Ho iniziato a preoccuparmi, a verificare che non avesse fatto accesso con il mio utente, a controllare la sicurezza del mio account gmail, ma nulla sembrava fuori posto. Con l’occasione ho anche attivato l’autenticazione a due fattori. Ho fatto un po’ più di attenzione e ho scoperto che la mail era inviata alla mia mail @gmail.com ma senza il punto nello user. Come vi ho detto qualche puntata fa, Gmail ignora i punti negli utenti di posta, quindi una mail inviata a mario.rossi e una a mariorossi arrivano allo stesso account di posta. Se avete una mail @gmail.com potete verificare e fare accesso con il vostro utente con qualche punto in più o in meno. Farete accesso sempre alla vostra mail. Se cercate di registrare una nuova mail su gmail con i punti messi in modo diverso dal vostro account, vi accorgerete che non è possibile registrarlo. E allora, cosa sta succedendo? Una cosa molto banale: la persona sta dando in giro la mail sbagliata, convinto che sia quella corretta. Non gli arriverà nulla in risposta? Non se ne accorge. In più, purtroppo, molti servizi web permettono la registrazione con la mail, senza fare la procedura di verifica. Sì, nel 2019 alcuni servizi permettono di registrarti senza verificare che la mail sia effettivamente tua. Un servizio serio, quando ti chiede la mail per la registrazione, prima di portare a termine la procedura, manda una codice alla mail indicata. Senza quel codice la mail non verrà utilizzata per attivare il servizio. Invece spesso non è così. Qualcuno si registra a un servizio, mette la mail sbagliata, inserisce la password e usa il servizio. Ovviamente per l’utente vero della mail inserita in modo errato non c’è nessun rischio. Nessuno vi sta rubando soldi dalla carta di credito Nessuno sta accedendo alla vostra mail La vera rottura di scatole è la gestione di tutte queste mail non desiderate, spesso sono tante, da fonti diverse Tutta questa roba è noiosa  e fa perdere un sacco di tempo. Quindi che si può fare? Le possibilità sono molte. Una volta mi è arrivata una richiesta di finanziamento sulla mail. Nel corpo della mail c’erano tutti i dati del richiedente, compreso il numero di telefono. Ho chiamato e ho detto “buongiorno Francesco Tucci, sono Francesco Tucci e lei sta usando la mia mail per errore nella richiesta del suo finanziamento da diecimila euro. Le chiedo la cortesia di verificare la casella di posta e di correggerla” A parte il divertente caso di omonimia al telefono, la persona ha capito che ha dato un po’ di dati personali a qualcuno che non conosce, sta attento e sistema la cosa. Per quel che riguarda invece l’altro mio omonimo di Roma, le cose sono state più difficili. Mi sono arrivate newsletter dell’ordine degli Avvocati di Roma, iscrizioni a corsi, prenotazioni di vacanze, invio di documenti di processi e molto altro. Ho perso un po’ del mio tempo e l’ho rintracciato, l’ho chiamato nel suo studio e mi ha risposto l’ufficio segreteria che mi ha detto che era impossibile che io ricevessi le sue mail personali e di lavoro. Ho anche provato a spiegare la questione di Gmail e dei punti, ma senza successo. Non so perché, ma tutte le volte che ho avuto a che fare con avvocati per lavoro, si sono sempre dimostrati completamente refrattari alla tecnologia. Ho quindi preso una strada leggermente diversa. Per fortuna aveva deciso che la sua mail era uguale alla mia, ma senza il punto in mezzo. Ho fatto un filtro su Gmail e le ho identificate con una e

Jul 29, 201911 min

#114 – La sandbox

Si sente sempre più spesso in ambito informatico. Visto che è un ottimo sistema di sicurezza, è bene che la si usi sempre di più. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! 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Su ogni PC esistono degli utenti. Tutto quello che viene fatto all’interno del PC viene avviato da un utente. All’interno dei PC esistono delle autorizzazioni sui file, queste possono essere, genericamente: non accedi puoi vedere la lista dei file puoi leggere dentro ai file poi modificare file e cartelle. con modifica si intende anche cancellazione e creazione di nuovi elementi Perdonatemi, ma la complessità è molto più elevata e la sto facendo un po’ più semplice. Un utente normale, ad esempio, non può andare a modificare i file di sistema, magari può leggerli perché gli serve il loro contenuto, ma non può metterci mano, se no inficerebbe la funzionalità del dispositivo. Chi può fare queste cose è solitamente un utente amministratore del PC, su Windows si chiama normalmente “administrator”, in Linux e MacOS si chiama “root”. Da qui il termine “rootare” dei telefoni android, ma il discorso non è quello di oggi. Cosa vuol dire che l’utente può fare determinate attività? L’utente esegue un programma o un comando, il comando prende i privilegi dell’utente e cerca di fare quello che gli viene chiesto. Facciamo un esempio facile con Windows. Windows ha un programma basilare e bruttissimo che si chiama Blocco Note. Questo programma non fa altro che aprire per permettere di leggere e modificare i file di testo. Ho un file di testo sul mio desktop, lo apro con blocco note, blocco note viene eseguito con i diritti del mio utente, il desktop è mio, quindi va tutto bene, lo apro, lo modifico e lo salvo. Mio fratello, che ha un utente sul mio PC, può aprire blocco note, e cercare di accedere al mio file sul desktop, quando cercherà di accedere alla cartella del mio profilo il sistema gli dirà che non può accedere perché non ne ha le autorizzazioni. Anche se il programma blocco note è lo stesso. Viene usato da due utenti diversi e ne eredita i privilegi. Se apro di nuovo blocco note con il mio utente e vado a cercare la cartella C:\ - windows - system32 - drivers - etc e poi apro il file “hosts” riesco a vedere il suo contenuto, ma se lo modifico e cerco di salvarlo ho un errore. Questo è un file di sistema che può essere cambiato solo da un amministratore, tutti lo possono leggere perché contiene informazioni necessarie al funzionamento del PC (anche se lo vedete vuoto, fidatevi) Per poter modificare questo file dovete avere i privilegi di amministratore sul PC. Fino a Windows XP, si poteva fare accesso al PC con un utente amministratore, lavorare normalmente e fare danni senza problemi al PC. Immaginiamo di usare un PC come amministratore, apriamo un file di Word con una macro, che scarica un file malevolo e viene eseguito con i privilegi del nostro utente. Ecco, ha l’accesso a tutto il computer e può fare quel che vuole. I tempi cambiano e i sistemi operativi pure, quindi in Vista è comparso lo User Access Control, che ti avvisava ogni volta che veniva chiesto di fare qualcosa di amministrativo. L’intento era che se stai aprendo un file di word e qualcosa vuole andare a scrivere nella cartella di Windows, ti compare la richiesta di conferma

Jul 22, 201911 min

#113 – Il fornello a gas

Non è bello far esplodere casa perché la fiamma del fornello si è spenta mentre stavate cuocendo la pasta ed eravate distratti. Il salvataggio è tutto merito della termocoppia e della valvola di sicurezza. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Avete appena visto come funziona il sistema di sicurezza per evitare di far esplodere casa se la fiamma di un fornello si spegne, perché colpita da un forte movimento d’aria o da un liquido, che magari cade dalla pentola sopra al fornello. Quindi, in parole povere, se non c’è la fiamma il fornello smette di erogare gas. Ma come fa? Tutto merito di una valvola e di una termocoppia. Quando finite di ascoltare il podcast andate in cucina e osservate il fornello a gas. Se avete quello a induzione o quello elettrico andate a casa di un amico che sarà felice di smontare il fornello per farvi vedere come è fatto. Forse non troppo felice, magari voi offritegli una birra in cambio. Già che ci siete ditegli di ascoltare questo podcast, che così raggiunge anche lo scopo di far incontrare la gente. Ok, è ora di tornare seri. Il fornello è composto da pochi pezzi. Togliete la griglia di ferro che vi permette di appoggiare la pentola Avete davanti il bruciatore rotondo, solitamente nero. Togliete anche quello Adesso c’è un pezzo più chiaro, sempre tondo, pieno di scanalature. Anche lui è da togliere Vi è rimasto un buco con al centro un piccolo foro e due spuntoni sulla sua circonferenza. Il piccolo foro al centro è l’ugello dal quale esce il gas I due spuntoni, chiamiamoli così, hanno due funzioni distinte. Uno di questi due è quello che genera la scintilla per accendere la fiamma. Nei fornelli vecchissimi non c’è. Questo funziona solo se il fornello è collegato alla rete elettrica di casa. L’altro è il sensore che ci salva la vita, la termocoppia. Ci arriviamo tra un attimo. Il gas arriva al fornello dall’impianto dell’alloggio e si ferma davanti a una serie di valvole, una per ogni fuoco. Queste valvole sono collegate ai pomelli che regolano la fiamma, più voglio la fiamma forte, più devo aprire la valvola in modo che faccia passare più gas verso l’ugello. Questa valvola ha due funzioni: la prima è quella appena vista, regola quanto gas passa per la regolazione della quantità di fiamma. la seconda invece può aprire o chiudere completamente il passaggio, indipendentemente dalla regolazione di cui prima Schiacciando il pomello verso il basso si apre questa seconda parte, quindi passa il gas e potete accendere la fiamma. Togliendo la pressione sul pomello la seconda parte della valvola si chiude e il gas si spegne. E quindi come devo fare? Posso mica stare con il pomello schiacciato fino a quando la pasta è cotta? Adesso è il turno della termocoppia. Questo sensore è prodotto in modo che in punta ci sia un contatto con due materiali diversi. Se applico una certa temperatura a questo punto, tra i due materiali scorre una piccola corrente e ai capi dei fili della termocoppia c’è una piccola tensione. Questa tensione è usata per attivare un attuatore che fa la stessa funzione della nostra mano quando schiaccia il pomello per l’accensione: apre la seconda parte della valvola. Quindi gli eventi in serie sono: Schiaccio il pomello, apro la valvola e regolo il flusso Sta uscendo gas, ma non c’è fiamma Schiaccio il bottone per fare la scintilla. In alcuni fornelli, la scintilla parte mentre tenete schiacciato il pomello Ho ottenuto il triangolo della combustione: ho l’ossigeno che è il comburente, ho il gas che è il combustibile e ho il calore, che è la scintilla: ottengo che la fiamma si accende La fiamma è calda, circa 1800°C, visto il suo colore azzurro,

Jul 15, 201910 min

#112 – Usare Gmail

Una serie di pillole su come usare al meglio la casella di posta di Google: In questa puntata non si parla di privacy p di chi può leggere i miei dati, ma solo di come avere un rapporto migliore con questa casella di posta Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Prima di tutto riprendo il discorso sui display, affrontato in parte nella puntata scorsa sul Pixel. Mi ha inviato un messaggio l’ascoltatore Davide Gatti e mi ha precisato tutte le tecnologie che adesso usano i display LED per migliorare colori e neri. Avevo detto che il pixel nero è uno schermo dietro a una matrice di LED sempre bianca. L’evoluzione corre, si sa. e in Tecnologia corre di più. I nuovi display con tecnologia LED hanno una matrice di DEL molto piccoli dietro ai cristalli liquidi, in modo che se una zona è nera, viene spenta la retroilluminazione di quella zona, migliorando così il contrasto. Alcuni hanno anche dei LED colorati, in modo che possano spingere su determinati colori dei singoli pixel. Ho fatto un rapido sunto del suo messaggio, giusto per non fare una puntata pixel bis. Grazie Davide, da adesso anche io ne so qualcosa di più. Passiamo alla puntata di oggi, che è praticamente una serie monotematica di Tip. Uno dei metodi più utilizzati per le comunicazioni, da un po’ di anni a questa parte è la posta elettronica. indicativamente tutti ne abbiamo una o, spesso, più di una. Facendo due conti io ne ho 8. Di queste ne controllo regolarmente 3 o 4. Nel mondo ci sono 3,7 miliardi di utenti che hanno una casella di posta e vengono mandate 269 miliardi di mail al giorno. Alla fine del 2018 Google ha detto di avere un miliardo e mezzo di utenti per il suo servizio Gmail. Oggi parliamo di Gmail e di come usarla la meglio, più che una pillola di come funziona è una pillola, o meglio, più pillole, di come si usa. Io ho 3 caselle Gmail, due delle quali sono del servizio professionale G Suite, ci lavoro e le ho studiate, insomma, ci sono cose interessanti poco conosciute che oggi vi elencherò. Prendete appunti. O, meglio, soprattutto se siete alla guida o di corsa, ascoltate e poi andate a guardarvele sul sito, trovate tutto scritto, come al solito. Preambolo importante: Google non è il mastro della privacy e ha detto più volte che usa il contenuto delle mail per fare pubblicità o per addestrare le sua AI. Come la maggior parte dei provider di posta, escluso Protonmail e pochi altri, Google ha accesso a tutte le mail che passano sui suoi server. non temete, lo stesso tipo di accesso ce l’ha l’amministratore di rete che vi sta fornendo il servizio di posta sul suo server Linux con postfix o su Windows con Exchange Uno lo sa e decide se usare il servizio o meno. Oggi non parliamo di sicurezza o di privacy dei dati. Parliamo di Gmail, limitato alla posta e non a tutte le app di contorno che ha Google nel suo pacchetto. Come anticipato in qualche tip di alcune puntate fa, il nome utente di gmail può essere modificato, questo non impedirà alle mail di arrivare, ma vi permetterà di lavorarci in modo più organico. Nello username i punti non contano, (questo vale per le mail gratuite con dominio gmail.com) quindi la mail mario.rossi, mariorossi o m.arior.ossi sono la stessa identica mail. La stessa cosa vale se aggiungete un + we un testo successivo alla vostra mail, le mail arriveranno correttamente. Quindi se volete registrarvi ad una newsletter potete farlo con nome utente [email protected] Le mail vi arriveranno in ogni caso. Ma a che serve? A usare i filtri. E che cosa sono i filtri? E’ quasi magia. Potete chiedere a Gmail di fare delle cose per voi a seconda di alcune regole che avete impostato. Dalla casella di posta in alto aprite il menu con il triangolino verso il basso che vedete a destra e impostate alcuni parametri. Ad esempio che il destinatario della mail è [email protected]. Al posto di fare cerca, potete fare crea filtro. A questo punto si apre la magia. potete decidere come trattare la mail in arrivo. Visto che il destinatario è qu

Jul 8, 201920 min

#111 – Il pixel

Il pixel è la più piccola unità di luce che si può applicare a un'immagine e che costituisce un monitor. In ogni display ce ne sono migliaia o milioni e devono essere gestiti in maniera adeguata per far vedere i giusti colori al momento giusto. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Ogni display è composto da molti pixel, a seconda della sua risoluzione qualche anno fa, un monitor VGA aveva 800x600 pixel per un totale di 480 mila pixel Un televisore moderno in HD ha 1920x1080 pixel per un totale di 2.073.600 pixel I televisori in 4k hanno una risoluzione di 2x2 televisori in fullHD, quindi 3840x2160, in questo caso i pixel sono 8.294.400 Ogni immagine che si vede a video è composta da tanti pixel, ognuno dei quali ha dei suoi valori di colore e luminosità. Nei televisori moderni in 4k a 100Hz, tutti i pixel possono cambiare stato circa 100 volte al secondo, quindi in ogni secondo il sistema che pilota il display deve essere in grado di modificare 829.440.000 pixel. Insomma, un gran lavoro. ma cosa vuol dire modificare un pixel? Vuol dire localizzarlo e poi dirgli che colore deve trasmettere. iniziamo dalla localizzazione. Il piano di un display deve essere visto come un piano cartesiano, con un punto di origine e due assi, X per l'orizzontale e Y per il verticale. Lo standard per gli assi dei monitor è diverso da quello del classico piano cartesiano che si impara a scuola, il punto iniziale, 0,0 è in alto a sinistra. Le coordinate, come ogni cosa in digitale, partono sempre da 0. più si aumentano le X più ci si posta a destra più si aumentano le Y più ci si sposta verso il basso Adesso so come localizzare un punto sullo schermo. Questa cosa vale per ogni schermo, che sia un televisore, un monitor, un proiettore o un display collegato ad Arduino. Ci sono ovviamente le eccezioni, come MacOS che gestisce la cosa in un modo completamente diverso ed esula da questa puntata. una volta localizzato il punto è necessario dirgli cosa deve fare. Andiamo nel dettaglio, all'interno di un singolo pixel ci sono 3 sub-pixel, ognuno occupa un terzo della superficie del pixel stesso e sono dei colori verde, rosso e blu. Combinando questi 3 colori è possibile generare buona parte dei colori dello spettro visibile. I display LCD e OLED si comportano in modo diverso, lo vedremo dopo. Il pixel spento ha i tre colori impostati a zero. Il pixel completamente bianco ha i tre colori al loro valore massimo, normalmente 255. perché 255? perché è il numero massimo rappresentabile con 8 bit. Per ogni pixel quindi servono 3 variabili da 8 bit, una per il rosso, una per il verde e una per il blu. In inglese, i colori sono RGB Red Green e Blu A questo punto è facile capire che per ogni combinazione possibile di questi 3 colori si riesce a visualizzare uno dei 16.581.735 colori. 255 x 255 x 255 se per ogni pixel devo poter gestire 3 bytes, su un monitor 4k devo poter gestire circa 25MB di dati. Che cambiano 100 volte al secondo. Che differenza c'è tra LCD e OLED? Il più facile è l'OLED. Il pixel è effettivamente composto da 3 piccolissimi LED di materiale organico rosso, verde e blu, a seconda di quelli che accendo il pixel potrà prendere un determinato colore, se sono tutti spenti, quel pixel sarà nero, assolutamente nero. Nel display LCD la tecnologia è un po' diversa. Sullo sfondo c'è una luce bianca, molto uniforme su tutto il pannello. A pixel spento c'è uno schermo, grande come il pixel completamente nero che blocca tutta o quasi la luce posteriore, man mano che si aumentano i valori dei tre colori è come se si attivassero delle pellicole colorate davanti alla luce bianca che fanno passare il loro colore. Per questo quando un display LCD ha il pixel nero, questo non è proprio nero, in quanto è uno schermo ad una luce bianca, e q

Jul 1, 201913 min

#110 – DNS trasparent proxy

Se avete una connessione Vodafone, indipendentemente dal server DNS che impostate sui dispositivi, tutte le chiamate verranno redirette ai DNS di Vodafone. E se questi si fermano, tutta la funzionalità della connessione cessa. Questa puntata è state registrata durante una live su Discord, se vuoi partecipare, basta accedere al server Discord e avere un microfono e le cuffie, così che a fine puntata puoi intervenire e fare domande (diventerà una cosa riservata a chi dona con Patreon) Come di consueto, lo script intero lo trovate sotto il rettangolo giallo Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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A tutti piace sapere che il motore di ricerca è su google.it, diventerebbe molto difficile dover ricordare 216.58.198.35. Questo servizio di conversione da nome a indirizzo è fatto dai DNS, tu chiedi al DNS il nome del sito, il DNS ti risponde con l’IP e il tuo browser lo cerca con l’IP, perché le macchine comunicano meglio a numeri e non a parole. Due note importanti. Se il DNS non funziona, non si riesce a usare Internet, è come se la connessione fosse rotta, anche se in effetti funziona correttamente. Se il DNS registra tutte le richieste fatte, è facile avere la cronologia degli accessi fatti da un determinato IP. Questo piace molto agli internet provider. Passiamo alla seconda parte di introduzione e parliamo di reti. Nel protocollo TCP/IP esistono le porte. Diciamo che in inglese il termine Port sta più per porto, ma in Italiano è detta comunemente porta Praticamente ogni servizio resta in ascolto su un determinato IP e su una determinata porta. Se chiedete una pagina web in http senza la crittografia la porta standard che tutti i server web usano è la 80 Se invece il sito è in https, la porta è 443 e così via. Le porte sono 65535, quindi ogni indirizzo IP nel mondo può avere questa quantità di servizi. Le porte fino alla 1024 sono standard e ognuna ha un suo servizio di riferimento, come dicevamo prima la 80 e la 443. Se volete più dettagli sui protocolli di rete potete ascoltare la puntata 36. Torniamo al DNS. Le chiamate DNS vengono fatte sulla porta 53, quindi se chiedete a google una risoluzione DNS accedete all’indirizzo 8.8.8.8 sulla porta 53. Tralascio la questione dei protocolli TCP o UDP, complicano le cose e non fanno al differenza sul succo del discorso. Dal PC parte la chiamata verso quell’IP e quella porta, nella normalità questa cosa non viene filtrata e la richiesta arriva come è nata. I router possono fare alcune attività, diciamo, divertenti. Possono intercettare il traffico su una determinata porta e farci qualcosa. Ad esempio bloccare il traffico su quella porta, in questo caso, se si bloccasse la porta 53 nessuno riuscirebbe più a usare il DNS. Questo potrebbe essere utile nelle reti aziendali, il server DNS è interno ed è l’unico autorizzato a fare richieste DNS all’esterno, blocco la porta e se un PC è mal configurato non fa cose che non dovrebbe. Possono fare anche una cosa più interessante. Possono prendere il traffico su quella porta e modificare l’indirizzo di destinazione. Ed ecco a voi il trasparent proxy. Io imposto come DNS quello di Google o quello di Cloudflare, la richiesta passa dal mio router e questo lo redirige al server che vuole lui. Quindi, per chi ancora non lo sapesse, Vodafone fa questo servizio (o disservizio) sulla rete. Puoi impostare qualunque DNS sui dispositivi interni e tutte le richieste verranno passate sempre a server DNS deciso da Vodafone. E se il DNS di Vodafone si rompe? Nessuno va più da nessuna parte. Ecco il problema. Era successo anche con TIM qualche anno fa, Internet non va, no

Jun 24, 201912 min

#109 – Come perdere 100.000$

In un articolo su Medium Sean Coons ci racconta come ha perso centomila Dollari con un attacco basato sul furto del proprio numero di telefono. Ho raccontato un po' la storia e ho aggiunto alcune mie considerazioni importanti sulla sicurezza degli account. Sotto alle note c'è tutto lo script della puntata. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Ma iniziamo a raccontare cosa è successo. L’attacco si basa sulla conoscenza di alcune informazioni della persona che si vuole attaccare. Nello specifico la sua mail principale e il suo numero di cellulare, che viene solitamente usato dai servizi di posta elettronica per fare il reset della password. - Hei, ho scordato la password! - Ti invio un codice sul cellulare, lo inserisci in questa casella e ti faccio fare il reset Alcune attività che vi racconterò in Italia non sono possibili, normalmente. Per avere una nuova SIM di solito serve andare di persona e con un documento. Ma non vi anticipo nulla. Giorno 1 alle ore 22 Mentre guarda il calendario per i giorni seguenti Sean si accorge che il telefono non ha più campo e pensa che sia un problema di copertura Il cattivo invece ha fatto un lavoro interessante. E’ andato in un negozio del gestore telefonico ed è riuscito a ottenere una nuova SIM collegata al numero di telefono di Sean, magari con la scusa “l’ho persa e devo farne un’altra”. La SIM di Sean risulta quindi disattivata In Italia questa cosa solitamente è fattibile solo con la presentazione di un documento, la denuncia e il blocco della SIM richiesto all’operatore, ma da racconti che ho sentito da contatti vari, farsela cambiare pare essere molto più facile. Andiamo avanti Giorno 1 alle 22:05 Sean riceve una notifica che qualcuno ha fatto accesso alla sua casella di posta, non ci dà peso perché pensa che il problema sia collegato al problema della copertura del cellulare. Questa è una disattenzione molto grave. Cerca allora di accedere alla sua casella di posta e Google lo informa che la password è stata cambiata da poco. Segue la seconda disattenzione molto grave. Sean non ci dà peso e va a dormire Cosa ha fatto il cattivo? Una volta entrato in possesso del numero di telefono di Sean ha chiesto a Google il reset password, gli ha fornito il numero esatto e google gli ha dato l’autorizzazione a cambiare password, l’ha cambiata ed è entrato nella casella di posta, o meglio, forse peggio, nell’account Gmail di Sean. Piccola pausa e una riflessione. In molti hanno una casella di posta Google e dentro ci si può trovare un sacco di roba e informazioni interessanti: Mail e relazioni con persone e aziende File personali di vario genere, dal fiscale, al professionale al sanitario Fotografie, magari imbarazzanti, se viste da terzi Cronologia delle ricerche e navigazione su Internet Cronologia delle posizioni degli ultimi mesi Accesso alla possibilità di fare reset di tutti i servizi che sono stati registrati con quella mail o ad accedervi, se si è fatto accesso con “accedi con google” su altri siti. Bene, continuiamo Sean dorme. L’attaccante inizia le procedure per cambiare la password all’account di Coinbase, dove Sean tiene i suoi soldi. Il reset password è inviato via mail con un link che diventerà attivo 24h più tardi L’attaccante si salva tutte le informazioni e cancella le mail della procedura di reset password di Coinbase, poi va a dormire pure lui. Giorno 2 al mattino Sean si reca presso un negozio del suo operatore, chiede come mai non c’è campo e l’addetto gli dice che c’è qualcosa che non va nella SIM, quindi gliela cambia e gl

Jun 17, 201914 min

#108 – La congestione di rete

Una puntata che è nata da una domanda fatta nel gruppo Telegram, perché allora non iscriversi? Due parole sulla teoria delle reti, di cosa è la banda e del perché a fronte di un contratto da 20 Mega non arrivo mai a farne più di 4. Magari è colpa di vostro fratello che usa Netflix. O magari no. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia Tutti abbiamo sperimentato nella nostra storia di utilizzo di Internet un momento di estrema lentezza. Quei momenti in cui a fronte del contratto da 20 mega al secondo si naviga a mezzo mega o anche meno. Perché nascono questi problemi di performance? I motivi sono parecchi e spesso il risultato di un pessimo accesso ad Internet è la somma di più cause contemporaneamente. Partiamo da una introduzione generale di come sono fatte le reti. Ogni dispositivo connesso in rete, che sia un PC, un telefono, un’antenna, una stampante o chissà che altro, ha una sua capacità massima di gestione del traffico. Ad esempio una ventina di anni fa le reti aziendali non andavano a più di 10Mb per secondo. Poi sono arrivate le schede Ethernet a 100Mb e oggi ogni PC ha una scheda che va almeno a 1Gb. Questa è la banda massima gestibile dalla scheda. Un’altra regola fondamentale da non dimenticare è che in una qualsiasi catena di oggetti che hanno prestazioni diverse, tutti andranno alla velocità del più lento. La cosa vale quando si va a camminare in montagna con qualcuno lento, così da rallentare tutti, come vale in auto, quando un camion fa da tappo. La stessa identica cosa si replica sulle reti. Se ho il PC a 1Gb, il router a 1Gb e lo switch che collega i due a 100Mb, la velocità massima che riuscirò a raggiungere sarà 100Mbps. Le cose si fanno ancora più complesse se aggiungiamo elementi. Ad esempio uno switch da 8 porte a 1Gb dovrebbe poter avere un passaggio di dati, denominato throughput totale, di 8Gb, ma spesso quelli che costano poco non ce la fanno e se messi sotto stress le prestazioni saranno più lente. Un esempio è il router che uso per casa. Ha 5 porte da 1Gb, ma nella rotazione del traffico verso Internet non va a più di 300Mbps. Questo anche perché l’attività di semplice switch tra dispositivi di una stessa rete, ha bisogno di molta meno cpu dell’attività di routing verso un’altra rete. Esatto. Nei router c’è la CPU, come nei computer. Se viene messa sotto stress e non ce la fa rallenta tutto il traffico che passa dal router. Adesso ammettiamo che sia tutto rose e fiori e in casa abbiamo due PC collegati tramite uno switch al NAS di casa, tutti i dispositivi hanno le porte a 1Gbps. Il primo PC inizia a fare traffico sul NAS, per esempio per copiarci su il backup. Nessun’altro chiede banda e la comunicazione viaggia a 1Gbps (circa 100Mega Bytes al secondo). Uno spettacolo. Se a un certo punto anche il secondo PC inizia a copiare il suo backup, qui le cose si complicano. Lo switch deve gestire 1Gb dal primo PC verso il NAS e un altro Gb dal secondo PC. Ma il collegamento tra lo switch e il NAS è a 1Gb. Il risultato è che, in modo automatico, entrambi i PC andranno a 500Mbps e il NAS gestirà un totale di 1Gb perché questa è la velocità massima che può gestire la connessione tra il NAS e lo switch. Adesso forse le cose inizieranno ad essere più chiare. Sempre restando sul NAS potremmo aggiungere un altro fattore: la velocità dei dischi. Se la scheda di rete del NAS va a 1Gb, ma i dischi non ce la fanno, perché magari sono economici o perché mentre un PC legge e l’altro scrive, a questo punto nessuno riuscirà a saturare la banda tra switch e NAS perché il NAS è lento. Se parliamo di connessione a Internet la cosa è assolutamente uguale. Con una connessione da 20Mb, se i PC a usarla sono in 4, nel momento in cui tutti e 4 chiederanno il massimo ci saranno 5Mbps a testa, mentre se sono solo due quelli che cercano di accedere, la banda disponibile sarà 10Mb a testa. Più tardi parliamo di priorità. Ma dopo tutte queste parole, perché la mia connessione da 20Mb va così lenta? Perché si tratta di linea dati condivisa. Tutte le

Jun 3, 201915 min

#107 – VPN, reprise

Grazie al gruppo Telegram del podcast, sono nati nuovi spunti per parlare ancora di VPN, è la terza volta, ma sono fiducioso che le cose dette siano interessanti e nuove. Sotto alla parte dei contatti c'è lo script intero della puntata. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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Innanzitutto, se non le avete ancora ascoltate o se ve le siete dimenticate, vi consiglio di riascoltare le puntate 39 e 52. In questa terza puntata sulle VPN mi concentrerò sulle motivazioni pratiche e a cosa serve usare questo tipo di connessione. Il riassunto brevissimo delle puntate precedenti è che il traffico che passa all’interno della VPN non è visibile dai dispositivi attraverso i quali passa, come se fosse un tubo scuro, visibile sulla rete, nel senso che si vedono passare pacchetti con un’origine e una destinazione, dentro il quale passa qualcosa, ma non si sa cosa. Una nota importante è che se qualcuno vi propone una VPN con protocollo PPTP, ditegli di fare il serio e di usare un protocollo sicuro. Usare una VPN PPTP è come non usarla affatto a livello di sicurezza. Adesso scendiamo nel dettaglio e vediamo i casi pratici per l’utilizzo di una VPN. 1. Al lavoro, per lavorare da remoto. La VPN è necessaria per collegarsi dal proprio portatile di lavoro alla sede della vostra azienda o a quella del cliente. Una volta connessi raggiungerete tutti i dispositivi ai quali vi è stato dato accesso dagli amministratori di rete. Un po’ come essere in ufficio anche dalla spiaggia. Le prestazioni sono ovviamente più lente rispetto a quando siete fisicamente in ufficio e dipendono dalle prestazioni della connessione tramite la quale vi state collegando. Tutto il traffico che passa tra il vostro PC e i server del lavoro non è visibile da nessuno su Internet. 2. Presso gli internet point o con una WiFi pubblica, per la sicurezza e la riservatezza Usare una VPN quando si è connessi ad internet tramite una rete WiFi pubblica come quella di un caffè o di un albergo, mette al riparo da due problemi. Il primo è che se la rete WiFi non ha password tutto il traffico che passa dal vostro PC può essere visto da chiunque sia alla portata della stessa rete. Proprio tutto tutto, tranne il contenuto dei siti che guardate in https, quelli con il lucchetto verde accanto all’indirizzo per intenderci. la seconda è che usando una VPN non permettete al gestore della WiFi alla quale vi siete collegati di guardare dove state accedendo e che dati stanno passando. Senza VPN, con un access point evoluto si può vedere tutto il traffico. Alcuni esempi: - se si usa ancora il protocollo POP3 o IMAP per la posta si vedono in chiaro le utenze, le password e tutte le mail che scaricate e inviate - Si vedono tutte le chiamate DNS che vengono fatte, quindi si sa perfettamente dove state navigando - Se il traffico è in chiaro, il gestore della WiFi può inserire nella navigazione banner pubblicitari in modo tuttosommato semplice - Se accedete a siti http, quindi non crittografati si vede tutto il traffico, le pagine scaricate, i form compilati, ... La stessa cosa vale per il vostro operatore di connettività a casa o il firewall in ufficio. Insomma, mettere il naso in mezzo al traffico che sta passando è molto molto facile. 3. Per apparire su Internet in un posto diverso da quello in cui si è attualmente. Questo sistema è stato usato per anni per poter accedere ai cataloghi Netflix. Il traffico parte dal PC e accede al server del destinatario uscendo da un indirizzo IP pubblico diverso da quello della connessione Internet dalla quale ci si collega. Se sono in Italia e il servizio VPN ha un server in

May 27, 201920 min

#106 – L’anonimato su Internet

Dopo tutte le assurde proposte di legge che vorrebbero che dietro ogni account ci sia il documento di chi lo registra, insieme a Evariste Galois, abbiamo fatto quattro chiacchiere sulla necessità dell'anonimato su Internet e di come sia già adesso difficile essere davvero anonimi. Abbiamo parlato anche di un po' di siti e programmi utili a proteggere l'anonimato e a limitare il tracciamento (no, essere completamente invisibili non è possibile): Browser: Mozilla Firefox con plugin uBolck Origin e Noscript oppure BraveChat: Signal e Wire, Whatsapp, essendo dotato di crittografia e2e va bene per la quotidianitàServizi di posta: ProtonMail e Tutanota. Usare un chiave PGP è la soluzione migliore di tutte Debian e UbuntuI motori di ricerca che non ti profilano: Qwant e Duck Duck GoLa rete TorLa distribuzione Linux live senza persistenza e già configurata per Tor: TailsUna VPN che si più usare è AirVPN Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

May 20, 201943 min

#105 – Le USB che fanno male

Esistono delle chiavette USB che sono pericolose, molto pericolose, inserirle nel PC può provocare la totale distruzione del PC o la perdita di dati o l'installazione di software non desiderato. Attenzione a quello che si infila nella presa USB del propio PC. Dopo le informazioni in giallo trovate tutto lo script della puntata. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia La puntata di oggi mira a farvi pensare molto attentamente prima di inserire un dispositivo nel vostro PC, soprattutto se questo è USB. La porta USB è usata per moltissime funzioni, infatti al lettera U del suo nome sta per Universal. Le altre due per Serial Bus Un bus di trasferimento dati seriale, cioè con un solo filo per far passare i dati, e universale. Si possono collegare stampanti, chiavette che memorizzano dati, tastiere, mouse, lettori di codici a barre e moltissimi altri dispositivi. Il connettore è collegato ovviamente alla scheda madre del PC per poter comunicare. Oggi ci focalizziamo su due caratteristiche: La connessione elettrica diretta con la scheda madre e la possibilità di collegare una tastiera. Partiamo dal primo punto. La porta USB ha 4 pin (la USB3 ne ha 9, ma questo è un altro discorso). Due di questi sono per lo scambio dati e gli altri due sono per l’alimentazione, uno per il 5 volt e uno per la massa. Se vi ricordate la puntata 0, ho parlato della tensione e della corrente e se avete ascoltato la 3 dove ho parlato dell’alimentatore vi verrà in mente una cosa fondamentale: se io applico una tensione più alta di quella per la quale il circuito è stato progettato lo posso danneggiare. Anzi, sono quasi certo di danneggiarlo. Questo è il punto su cui è necessario fare attenzione. Se io costruissi un dispositivo USB che attacco da una parte alla corrente 220V di casa e dall’altra a un PC otterrei un solo risultato: distruggerei il PC applicando la 220V su un circuito che ne supporta 5. Un bel danno. Se qualcuno volesse fare danni ai PC aziendali dovrebbe passeggiare per gli uffici con un cavo dove c’è una presa elettrica da una lato e una presa USB dall’altro. Forse non passerebbe inosservato. C’è qualcuno che ha pensato all’evoluzione di questo tipo di attacco. Esistono delle chiavette USB uguali in tutto e per tutto a normalissime chiavette USB sulle quali ci mettete le foto o la tesi, ma dentro sono diverse. C’è un circuito elettrico che a partire dai 5V di alimentazione carica un condensatore, poi, con un altro circuito alza la tensione da 5V a 100-150V o anche di più e la applica ai PIN di alimentazione della porta USB. Il risultato è facile da intuire. PC fritto, da gettare via. Vista la tensione in gioco potrebbe anche prendere fuoco. A seconda di quanti danni riesce a fare questa scarica elettrica potreste anche aver perso tutti i dati (se brucia anche il disco o il suo controller interno). Paura, eh? Il secondo attacco è più sottile, ma davvero geniale. Come dicevamo, le porte USB possono essere usate anche per collegare tastiere e mouse. Da qui a pensare male ci va davvero poco. Esistono delle chiavette USB che all’interno hanno il controller di una tastiera. una volta inserita, il computer la riconoscerà come tale e inizierà ad aspettarsi da lei i tasti premuti. All’interno, oltre al controller della tastiera c’è un sistema che inizia a trasmettere sequenze di tasti. Adesso immaginiamo di inserirla in un PC Windows e di iniziare a trasmettere questa sequenza: Win + R per aprire la finestra esegui comandi scrivere le tre lettere cmd, poi INVIO per aprire il prompt dei comandi rd /s /q %USERPROFILE% per cancellare tutte le cartelle, le sottocartelle e i file all’interno del profilo, senza chiedere conferma. Danno fatto. Potrei anche aprire il prompt dei comandi, scaricare un malware ed eseguirlo. Alla richiesta di privilegi amministrativi sarebbe molto semplice fare INVIO sul tasto SI. Insomma, è come fornire accesso a un malintenzionato alla propria tastiera. “prego siediti e fai con calma”. Anche questo fa paura, effettivamente. Beh, dai, se mi a

May 13, 201911 min

#104 – Lo SWAP della memoria

La memoria RAM, quella veloce e costosa, è sempre troppo poca. Per ovviare a questo fatto è stato progettato il sistema che fa SWAP e trasferisce un po' di memoria dalla RAM al disco. Le prestazioni calano, ma il computer resta funzionante. Avevo parlato della RAM nella Puntata 8 di questo podcast Sotto la parte dei contatti c'è l'intero script della puntata. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! 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La RAM (che sta per Random Access Memory - memoria ad accesso casuale) è una memoria che è molto più veloce di quella del disco, per molto intendo diversi ordini di grandezza, ma costa di più e, come detto nella puntata 8, è volatile, quindi se manca l’alimentazione tutto quello che contiene viene perso. Per poter lavorare, un qualsiasi programma ha bisogno di mettere dei dati nella RAM in modo da averli a disposizione in brevissimo tempo. Il problema, però, da quando esistono i calcolatori, è sempre solo uno: la RAM è poca e ne servirebbe sempre di più. Qualche cenno storico. Il Commodore 16 nel 1984 aveva 16KB di RAM, equivalenti a un po’ più di sedicimila caratteri. Giusto per fare un esempio, lo script di questa puntata ne ha meno di ottomila. Il Commodore 64 aveva nel 1982, guarda caso 64KB di RAM, 4 volte di più. Era molto più caro. MS DOS, in una delle sue prime versioni usava 10 volte la memoria del Commodore 64: 640KB. Anche se il PC ne aveva di più montati sulla scheda, non riusciva a usarne di più di seicento quaranta. Chi è vecchio come me si ricorderà i floppy disk di avvio con i file di configurazione specifici per poter usare tutto il megabyte acquistato. Primo, perché alcuni programmi, dai, erano i videogiochi, volevano più RAM. Secondo perché per quel che costavano, avere parte della RAM inutilizzabile era davvero fastidioso. Mi ricordo di aver pagato 480.000 Lire 4MB di RAM alla fine degli anni 90. La famosa frase attribuita a Bill Gates nel 1981 “640k dovrebbero bastare per chiunque” lui nega di averla mai pronunciata. Adesso si usano computer (e telefoni) che hanno svariati gigabyte di RAM, ma non basta mai. Abbiamo computer che posso far girare contemporaneamente molti programmi e quindi abbiamo bisogno di tanta, tantissima RAM. Attenzione, che li facciano girare contemporaneamente è un’illusione, fanno solo una cosa per volta, ma la fanno per brevissimo tempo. Ne parleremo in una delle prossime puntate. Un facile esempio: il browser Chrome che sto usando per scrivere questa puntata, con tutte le tab aperte, occupa due giga e mezzo di RAM. Insomma, cosa succede se la RAM finisce? Se la cosa non fosse gestita, il sistema operativo andrebbe in errore e si bloccherebbe (tipo schermata blu di Windows o kernel panic di Linux e derivate), se il problema è gestito invece non permetterebbe ai programmi di usarne di più di quella che c’è disponibile e questi smetterebbero di funzionare. I progettisti hanno quindi pensato a un modo per evitare che la RAM possa finire: usano l’altro spazio di memoria a disposizione della macchina: il disco fisso. Le procedure di gestione di questa parte di memoria spostata su disco, lo swap, appunto sono piuttosto complesse (un po’ come tutto quello che è all’interno di un sistema operativo, magari ne parleremo in qualche puntata più avanti). Semplificando possiamo dire che a ogni programma in esecuzione sono destinate alcune zone della RAM che lui può usare come meglio crede, che sembrano essere tutte consecutive tra di loro, ma a livello fisico non lo sono. Ve lo avevo detto che era roba complessa. Queste parti di memoria sono chiamate pagine e il programma al quale sono destinate, come dicevamo, le usa come crede. Il sistema operativo, sotto, le gestisce come

May 6, 201912 min

#103 – Non fare il cavallo di troia nella tua azienda!

Da ricordare sempre: la parte meno protetta dei sistemi informativi e tecnologici di ogni azienda sono gli utenti. Non fate i fessi e cercate di non fare voi da cavallo di troia quando ricevete delle telefonate strane. Il tip di questa settimana è un po' complesso per essere descritto a voce. Ecco come si configura Windows per poter togliere le chiavette USB quando si vuole Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Apr 29, 201914 min

#102 – La planetaria

La planetaria (il link è sponsorizzato) è un elettrodomestico molto comodo in cucina per impastare e montare, è diverso dal frullatore perché ha due movimenti e fa un lavoro dal risultato invidiabile. La panna montata dalla planetaria è un altro mondo rispetto a quella montata a mano, idem per gli impasti, ad esempio quello della pizza. Ogni tanto devio dal solito digitale, ma queste piccole hanno lo scopo di farvi ascoltare cosa c'è sotto la cover anche di dispositivi solo elettrici e meccanici. Questo è un video esemplificativo, questa è la puntata su come funziona il motore Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Apr 22, 201911 min

#101 – Gli assistenti virtuali e Internet

Gli assistenti virtuali come Alexa, Google Assistant o Siri hanno bisogno di Internet per poter funzionare. Internet è anche necessario per poter interfacciare questi sistemi con altri dispositivi presenti a casa vostra, come le lampade Hue o un qualunque tipo di presa comandata, ad esempio. Sì, secondo me è normale che i dipendenti di Amazon ascoltino le cose che chiediamo ad Alexa, semplicemente perché non vedo un altro modo per fare debug e miglioramenti del sistema. Queste sono le due puntate di Datanightmare sul Copyright come votato in EU Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Apr 15, 201920 min

#100 – fare un podcast

Per la puntata a doppio zero ho pensato che se ce l'ho fatta io, possono farcela davvero tutti. Soprattutto perché oggi parliamo di come si può fare un podcast partendo da zero e a un costo contenuto. Ascoltando attentamente questa puntata, con l'ausilio dei link che trovate qui sotto (alcuni sono sponsorizzati), potete iniziare a registrare e a pubblicare un podcast (no, gratis non si riesce). Questa la lista della spesa: Un buon microfono (da qui non si scappa e si deve spendere un po')La staffa che isoli il microfono dal tavoloUn paio di cuffieUn software per la registrazione e il montaggio dell'audio, AudacityAbleton LiveAuditionPodudcer (solo per Mac)PodCleaner (toglie i rumori e migliora la qualità dell'audio)PodCleanerPro (fa quel che fa PodCleaner e in più sincronizza più partecipanti)Una sigla di apertura ed eventualmente una musica di sottofondo da qualche sito con musica Free (ma la si deve citare) o a pagamentoUna mail dedicata al podcast e gli account socialUn servizio di pubblicazione del podcastCon Wordpress e Seriously Simple Podcasting si fa tutto gratisCon Spreaker invece è tutto pronto in pochi minuti (ed è indispensabile per andare su Spotify)Un account iTunes (amanti o no di Apple, è un passo obbligato)Uno o più servizi per raccogliere le donazioniPayPalSatispayPatreonKo-fiUn po' di storage per salvare le puntate come archivio (anche online) Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Apr 4, 201943 min

#99 – Internet e il copyright

Le nuova direttiva europea su Copyright su Internet, ho messo insieme un po' di riflessioni su questa cosa che potrebbe rivelarsi un problema per tutti noi. La puntata sulla Net NeutralityIl podcast RisciòIl sondaggio da compilareIl nuovo podcast A TorinoIl podcast AstronauticastIl problema di Bach (era su FB e non su Youtube, scusate)

Apr 1, 201917 min

#98 – Aggiornare i dispositivi

Siamo circondati, ogni maledetto dispositivo che abbiamo in tasca, a casa, al polso, deve essere aggiornato. Le applicazioni e i software si devono aggiornare ogni giorno o quasi (non so se vince Telegram o Calibre). Aggiornare i dispositivi è importante, sempre. Anche se c'è il rischio che qualcosa si incarti. Qui otto una tabella dalla quale scegliere la prossima marca dello smartphone (per sapere chi usa Android One basta accedere al sito apposta)

Mar 25, 201916 min

#97 – Come funziona il 118

Come funziona la centrale operativa per le emergenze sanitarie, da quando si fa la chiamata a quando il paziente viene portato in ospedale, che sia in ambulanza o in elicottero. Ricordate sempre: in caso di emergenza chiamate il 112 e mantenete la calma. Pillole di Bit (https://www.pilloledib.it/) è un podcast indipendente realizzato da Francesco Tucci, se vuoi metterti con contatto con me puoi scegliere tra diverse piattaforme: - Slack - BlueSky - Il mio blog personale ilTucci.com - Il mio canale telegram personale Le Cose - Mastodon personale - Mastodon del podcast - la mail (se mi vuoi scrivere in modo diretto e vuoi avere più spazio per il tuo messaggio) Rispondo sempre Se questo podcast ti piace, puoi contribuire alla sue realizzazione! Con una donazione diretta: - Singola con Satispay - Singola o ricorrente con Paypal Usando i link sponsorizzati - Con un acquisto su Amazon (accedi a questo link e metti le cose che vuoi nel carrello) - Attivando uno dei servizi di Ehiweb Se hai donato più di 6-7€ ricordati di compilare il form per ricevere i gadget! Il sito è gentilmente hostato da ThirdEye (scrivete a domini AT thirdeye.it), un ottimo servizio che vi consiglio caldamente e il podcast è montato con gioia con PODucer, un software per Mac di Alex Raccuglia

Mar 18, 201922 min