
Dicono di te
“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo...
Malcom Pagani - Chora e Tenderstories
Show overview
Dicono di te has been publishing since 2023, and across the 3 years since has built a catalogue of 139 episodes, alongside 1 trailer or bonus episode. That works out to roughly 170 hours of audio in total. Releases follow a weekly cadence.
Episodes typically run an hour to ninety minutes — most land between 1h 2m and 1h 20m — and the run-time is fairly consistent across the catalogue. None of the episodes are flagged explicit by the publisher. It is catalogued as a IT-language Leisure show.
The show is actively publishing — the most recent episode landed earlier today, with 20 episodes already out so far this year. Published by Malcom Pagani - Chora e Tenderstories.
From the publisher
“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera. “Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories. Scritto da Malcom Pagani. In redazione: Flavia Bevilacqua. Il producer è Alex Peverengo. La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli. Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
Latest Episodes
View all 139 episodesFrancesca Archibugi: «A me piace abbastanza soffrire»
Claudia Gerini: «La vita va presa un po' con calma»
Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto»
Giuliana De Sio: «Recitare è un modo per svoltare l’angoscia della vita»
Niccolò Ammaniti: «Preferisco tenermi la nostalgia»
Raf: «Quanti baci mancati per la mia timidezza»
Ep. 133: Dice che «non siamo Dio» e che non dobbiamo assolvere nessuno: a volte «è meglio chiudere porte per sempre». In questa intervista con Malcom Pagani, Raffaele Riefoli, in arte Raf, racconta il peso dei compromessi, delle scelte fatte «quasi per inerzia» e della fatica di imparare a «discernere». Ripercorre il legame con Pino Daniele, «il primo» tra gli italiani, fragile e pieno di contraddizioni; gli incontri con Umberto Tozzi e Franco Califano e un giovane Stefano Bollani, «timido» e già «un fenomeno». Parla del rapporto con il pubblico e dei concerti, dove «ti diverti da matti», e del ritorno al Festival di Sanremo, vissuto senza pensare alle classifiche: «vada come vada», anche se lì «ti scannerizzano in ogni millimetro». Infine spiega la speranza che nelle sue canzoni ci sia «grande verità» e «trasporto», e lo stupore, ancora vivo, per un viaggio iniziato «in autostop da Margherita di Savoia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lucio Presta: «La buona televisione c'è e il pubblico non è stupido»
Ep. 132: Si racconta come «un grande maggiordomo», ma anche come «un uomo libero» che ha costruito la propria carriera non sul denaro, ma sulla capacità di «vedere lontano». Dall’infanzia segnata dalla perdita della madre alla durezza dei salesiani, fino all’ingresso nel mondo dello spettacolo, in questa intervista con Malcom Pagani, Lucio Presta racconta gli anni degli scherzi a Beppe Grillo, dei conflitti e delle svolte: l’incontro decisivo con Vincenzo Ratti, l’amicizia con Roberto Benigni, «istintivo» e inattaccabile perché capace di fare una buona televisione. Presta spiega poi il rovescio della medaglia: i tradimenti, le rotture con artisti e dirigenti, i tre anni di indagini che gli «hanno levato qualche anno di vita». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fabrizio Gifuni: «Per uno strano equivoco, mi prendono sul serio»
Ep.131: secondo lui, Aldo Moro e Enzo Tortora sono legati dalla reclusione e dall’abbandono: «quello che le accomuna è il senso di tradimento» dentro una memoria collettiva che, dice, è stata rimossa, lasciando spazio a «un eterno presente» senza responsabilità. In questa intervista con Malcom Pagani, Fabrizio Gifuni parte dagli scherzi e le voci imitate, «la prima volta in cui sono stato preso sul serio». Da lì, il teatro e i primi film — quando Gianni Amelio lo sceglie credendolo «un cretino padovano preso dalla strada» — e l’incontro con Ennio Fantastichini, esempio di un mestiere fatto di fiducia e generosità. Racconta i libri, «oggetti animati», fino a capire che «la scrittura è corpo», e un percorso che si lega a Marco Bellocchio, «un patrimonio dell’umanità». Dal 10 al 12 aprile torna il festival Chora Volume 3. Scopri il programma e come partecipare su https://festival.choramedia.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Jasmine Trinca: «Volevo essere vista, forse»
Ep.130: Cresce tra Testaccio e poi in scuole lontane dal quartiere, con una madre che le insegna una regola semplice: «Noi non siamo in vendita». Da bambina è «saggia, giudiziosa», curiosa degli altri ma timida, con la sensazione «di non poter desiderare quel posto dove magari venivo ascoltata o guardata». In questa intervista con Malcom Pagani, Jasmine Trinca racconta gli inizi quasi per caso: il provino con Nanni Moretti, quando alla domanda «che sport fai e cosa voti?» risponde «pallacanestro» e «Rifondazione», e un mondo – quello del cinema – che allora non conosceva affatto. Parla del desiderio di essere vista, del lavoro di attrice come uso di un «materiale emotivo» vastissimo e del momento in cui nasce la voglia di «ribaltare lo sguardo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.129 - Mogol
Prima di accendere i microfoni di quest’ultima puntata esclusivamente audio di Dicono di te, dice: «Chi pensa di essere un grande è un cretino». Lui, che ha firmato parole che hanno fatto la storia della musica italiana, preferisce sfuggire alla nostalgia e autodefinirsi semplicemente un uomo «fortunato». In questa intervista con Malcom Pagani, Giulio Rapetti, in arte Mogol, racconta il secolo scorso attraverso frammenti della propria vita: un’infanzia a Milano in via Clericetti, passata in strada a costruire casette nei campi di «grano turco», le immagini bambine che hanno nutrito la sua scrittura — l'amica Titti e il carretto dei gelati che passava ogni dieci giorni — e una bocciatura in italiano per aver immaginato un Duemila pieno di grattacieli e pattini a rotelle. Mogol ripercorre l’epifania dell’autostima, quella decisione salvifica di diventare «arbitro di se stesso» per sconfiggere la paura e lanciarsi in un'esistenza di rischi e avventure, fino a fare il giro del mondo da solo. Dalle canzoni scritte di getto in macchina per Bobby Solo all'epico viaggio a cavallo tra Milano e Roma con Lucio Battisti, svela la genesi di sodalizi nati a volte solo per «gentilezza d'animo». Del legame con Battisti parla a lungo: il valore non negoziabile dell'«equità» che segnò la rottura e la lettera consegnata in ospedale all'amico morente. Tra incontri con Bob Dylan a Londra e l'urgenza di istituire una preghiera universale per la pace, Mogol guarda alla propria età rifiutando la paura della morte e definendo la sua vita un enorme «regalo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.128 - Nicola Giuliano
Sulla sua tomba ha chiesto che venga scritto: “Rugbista e onesto lavoratore del cinema”, ma, dice, «soprattutto rugbista». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicola Giuliano racconta l’infanzia a Napoli in una famiglia «totalmente medio borghese», dove cresce tra studio e sport. Poi il cinema: le estati ad Amalfi passate «a vedere due film al giorno», la nascita di Indigo Film e l’incontro decisivo con Paolo Sorrentino, con cui costruisce negli anni un sodalizio creativo che lo porterà fino all’Oscar per La grande bellezza, ma anche una grande amicizia, con quel gesto pubblico di Sorrentino che, salito sul palco del Festival del Cinema di Venezia per ritirare un premio, lo ringrazia chiamandolo «il suo più caro amico». Giuliano parla anche di conflitto, ricorda una «discussione furibonda» in montaggio con Sorrentino e gli scontri «meravigliosi» con Antonio Capuano: perché il cinema, per lui, nasce dal dialogo e dalla libertà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.127 - Francesco Montanari
Ha capito che , in un tipo di teatro umano, la gente «ha fame di emozione» e che questo è molto più importante del “fatto bene”. In questa intervista con Malcom Pagani, Francesco Montanari racconta di essere cresciuto all’Alessandrino, «quartiere complesso», pieno di «contraddizioni» e di parrocchia, dove «sei ciò che fai». Studia senza fatica, sfida i professori leggendo Topolino dopo aver preso dieci e scopre presto di «non essere un genio» e che la disciplina è una forma di salvezza. Poi l’epifania della recitazione con Frate Remigio, l’Accademia fino al successo improvviso di Romanzo Criminale, con lo sguardo del Libanese nato da un «convincimi». E subito dopo il silenzio: i provini che non arrivano, il teatro come allenamento e sopravvivenza. E la domanda che resta è quella di un amico gesuita: «Io so chi sono. Tu lo sai chi sei?». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.126 - Edoardo Ferrario
Secondo lui, fare battute è «un modo di interessarsi» all’altro. In questa intervista con Malcom Pagani, Edoardo Ferrario racconta la sua formazione, la famiglia, gli inizi, l’ossessione per il linguaggio e la necessità di non sentirsi mai sopra ciò che osserva. Per lui, la risata nasce dalla «percezione dell’incongruo», nello scarto prodotto quando una regola si rompe, ma rimane sempre in un equilibrio fragile, come affacciarsi sull’orlo di un abisso sapendo però di avere «una balaustra che ti tiene»: quella ringhiera è l’umorismo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.125 - Nancy Brilli
Dice di non aver cercato questo lavoro: è stato lui a cercare lei. Racconta di un ingresso nel cinema casuale, senza vocazione né «fuoco sacro», ma di essere finita così a studiare «in palcoscenico» e non a scuola. In questa intervista a Malcom Pagani, Nancy Brilli racconta l’infanzia segnata dalla morte della madre, una grande solitudine e un bisogno di essere vista, una «falla d’amore» riempita negli anni dal rapporto con il pubblico. Parla del valore del lavoro, dicendo le persone che costruiscono, che si danno da fare, le «piacciono proprio». Spiega di aver sempre cercato compagni con gran senso dell’umorismo e di non essere rancorosa né vendicativa, ma di non dimenticare «per non farsi male di nuovo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.124 - Nicolangelo Gelormini
Si ricorda come un bambino timido e balbuziente e che cercava rifugio nell’immaginazione e nell’osservazione, ma i suoi primi ricordi «non si possono dire» perché hanno a che fare con «impulsi e pulsioni». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicolangelo Gelormini racconta di essere cresciuto al Vomero, quartiere della nuova borghesia napoletana, e che la sua prima folgorazione cinematografica è il nudo di Isabella Rossellini in “Velluto blu” di David Lynch. Parla dell’ossessione necessaria al mestiere, di un «cul-de-sac emotivo» e di una «relazione tossica». E racconta del suo primo lungometraggio, un film duro, che nasce perché «se una cosa è difficile la vado a fare» e perché il cinema, dice, non è cronaca ma «porre un interrogativo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.123 - Antonio Albanese
Quando disse che avrebbe lasciato il suo lavoro in fabbrica per «provare a fare l’attore», il padre gli rispose: «Sono cazzi tuoi». In questa intervista con Malcom Pagani, Antonio Albanese racconta il suo amore per l’arte, la politica e per le persone, soprattutto quelle che «hanno cercato di ottenere qualcosa ma non ce l’hanno fatta». Racconta quanto sia affascinato dalla gente, osservarne caratteri e reazioni per il piacere di studiare l’umano, fonte inesauribile per la comicità, «forma d’arte altissima» fatta di corpo, ritmo, rischio e tenerezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.122 - Miriam Leone
Dice che il «non detto», a volte necessario, elegante, educato, l’ha imparato da bambina, osservando le nonne cucire, immerse in «un ritmo lento» e «tanto silenzio». In questa intervista con Malcom Pagani, Miriam Leone racconta una Sicilia di «fame come valore sacro», di rispetto, di luci da spegnere. Le sue parole attraversano l’infanzia, la fuga dall’asilo, il bisogno di «spostare il limite più in là», fino alla frattura decisiva, quando dopo aver vinto il concorso di Miss Italia ha «preso questa valigia» e a casa non è più tornata. Il cinema diventa allora il luogo in cui attraversare crisi, maschere e cambiamenti, perché «la vita non è lineare». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.121 - Claudia Pandolfi
Raccontarsi, dice, «è un’arma a doppio taglio» perché «svelarsi troppo non è furbo»: ci sono i film che parlano per te. In questa intervista con Malcom Pagani, Claudia Pandolfi ripercorre l’infanzia a Montesacro, cresciuta in una famiglia numerosa, popolare, «con vizi e virtù», verità e affetto, segnata da grandi aspettative e da uno sguardo d’amore quasi «patologico». Racconta di aver smesso presto di preoccuparsi del giudizio altrui quando ha capito che «uno si aspetta sempre la tempesta, la valanga, il buco nero» e invece «forse anche gli altri dimenticano presto». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.120 - Anna Ferzetti
Spiega di tenersi i ricordi e di non essere pronta a lasciarli andare. «Vivo anch’io di passato», dice, definendosi «estremamente malinconica». In questa intervista a Malcom Pagani, Anna Ferzetti racconta così il proprio tempo: di attese e «alchimie», di cose che arrivano quando devono arrivare e mai «per caso», come uno spettacolo pensato dieci anni prima insieme a Pierfrancesco Favino e non fatto subito, «perché non era il momento giusto». Ferzetti racconta della casa di famiglia che è riuscita a ricomprare da sola, di un padre simile al Mariano De Santis interpretato da Toni Servillo nel film “La grazia”, e parla di sincerità come scelta necessaria, perché tanto «la vita è uno sputo breve» e lei non ha più voglia di bugie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.119 - Enrica Bonaccorti
Figlia di un ufficiale di polizia ferroviaria ed ex partigiano, passa l’infanzia spostandosi da una città all’altra, crescendo nelle caserme e in mezzo agli uomini in divisa. A diciannove anni attraversa in autostop il ’68 e scopre il teatro, salendo sul palco spesso per sostituzione, alzando la mano e dicendo: «Magari ci posso provare io». Mai «abbastanza intelligente da essere cinica», in questa intervista a Malcom Pagani Enrica Bonaccorti racconta «al confine della vita» la sua carriera, come la televisione sia arrivata da lei quasi per caso per cambiarle l’esistenza, il rapporto di rispetto immediato con il pubblico e un successo che non ha cercato. Bonaccorti parla poi della malattia e rifiuta ogni retorica e «i funerali anticipati», rivendicando l’ironia come atto salvifico e un’unica urgenza: «Vivere bene quando c’è da vivere e basta». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices