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La Pasqua, un passaggio anche per l’ottico indipendente
Season 1 · Episode 740

La Pasqua, un passaggio anche per l’ottico indipendente

b2eyes today · Fabiano Editore

April 2, 20262m 0s

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Show Notes

Il nostro settore dovrebbe fare propria l’etimologia di questa parola: non come auguri di rito, ma come nuova mentalità

La parola Pasqua viene dall'ebraico pesach, che significa passare oltre: nella tradizione biblica è il passaggio dalla schiavitù alla libertà, dalla notte al giorno, da una condizione subita a una scelta. I greci la traslitterarono in pascha, i latini la adottarono senza tradurla: generalmente, quando una lingua prende in prestito un termine così com'è, significa che il concetto è troppo potente per essere riportato in un altro modo. E nel cristianesimo il senso si amplia e il passaggio è quello dalla morte alla vita, con la resurrezione di Gesù.

Non una trasformazione o un’evoluzione, quindi, ma una soglia, un prima e un dopo netti, un gesto irreversibile.

Proviamo a portare questa parola nel nostro mondo: l’ottico indipendente è oggi davanti a un “passaggio” che non può più rimandare. Non tanto tecnologico, quello è già avvenuto, quanto mentale: da venditore di prodotti a gestore di relazioni, da tecnico a imprenditore della visione, da punto vendita a punto di riferimento.

Chi resta fermo celebra la Pasqua con la vetrina decorata e lo sconto stagionale. Chi ne coglie l'etimologia la trasforma in leva professionale: ogni cliente che entra desidera passare dall'incertezza alla fiducia, dal bisogno alla soluzione, dal disagio al benessere. Sta a noi rendere questo percorso memorabile e offrirlo come una sorta di rinascita visiva.

Il passaggio originale richiedeva coraggio. Anche quello sull'ottica non è comunque da poco: smettere di vendere solo occhiali e iniziare a proporre passaggi di stato migliorativi, per noi stessi e per il consumatore finale. Questa è la vera Pasqua che auguro all'ottico indipendente.

Nicola Di Lernia