
La meraviglia? Si può riscoprirla anche con un paio di smart eyewear
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Una prova personale, un’esperienza diretta, un riscontro inatteso: breve viaggio nel finora inesplorato mondo degli occhiali acustici
“La meraviglia è un dono rotondo/ che va e torna fra gli occhi e il mondo / gli occhi la spargono su fiori e prati / e poi li guardano meravigliati / gli occhi la spalmano sopra le cose / e poi le trovano meravigliose / la meraviglia sta in quello che guardi? / oppure sta nei tuoi sguardi? / sta nelle cose che vedi e che tocchi? / o nelle mani e negli occhi?”. Questa è parte di una lunga filastrocca dell’artista-artigiano, come ama definirsi, Antonio Catalano, lucano di nascita e astigiano d’adozione: attore, scrittore, poeta, da sempre è interprete della cifra dell’infanzia e della meraviglia che vive nello sguardo dei bambini.
In occasione dell’ultimo convegno di Federottica Milano Acofis sull’eyewear e il centro ottico del futuro ho ricevuto l’invito per un incontro nell’EssilorLuxottica Experience Center di via Tortona, dove ho potuto, grazie all’intermediazione dell’amico Giorgio Parisotto, provare e studiare da vicino i Nuance Audio Glasses, l’ultima frontiera dell’udito integrato in un dispositivo smart.
La meraviglia, qualità dell’occhio sempre presente e di rado avvertita, capace di coinvolgere nelle sue folgorazioni una persona nella sua interezza, è quella che si prova cogliendo e raccogliendo le sfumature diversamente perse e disperse nei cicalecci informi delle feste, nei seminari circondati da frequenti brusii o nelle placide serate televisive turbate da rumori circostanti. Quelle sfumature o gradazioni si spillano con facile agio dialogando con il telecomando di questi occhiali acustici che, ecco la meraviglia, pare tacitare il rumore di fondo ponendoti in prima fila di fronte al tuo interlocutore.
La tecnica sempre più suadente e raffinata che pare mostrare a noi, inariditi eredi di Prometeo, l’infinita possibilità dell’agire, sempre meno si coniuga con la meraviglia. Così che quando, indossando gli occhiali, ti aspetti di vederci meglio e invece, oltre a quello, ti accorgi di sentire anche meglio, ecco che l’incredulo stupore ti abbraccia. E per qualche attimo riscopri quel senso di inattesa viva meraviglia che credevi perso.
Sergio Cappa