
Barajon: fare il volontario alle Olimpiadi, un’esperienza indimenticabile
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
L’ottico optometrista milanese dedicherà complessivamente nove giornate del proprio tempo, di quasi otto ore l’una, per supportare l’evento in corso fino al 22 febbraio nel nostro paese
«Quando ti ricapita?». È la domanda, retorica ma colma di emozione, che riecheggia tra le migliaia di volontari che stanno dando un contributo silenzioso e al tempo stesso fondamentale per il regolare svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Tra loro c’è anche un professionista della visione non nuovo ad attività di volontariato, ma all’esordio in un evento a cinque cerchi.
«Il mondo delle Olimpiadi mi ha sempre affascinato, inoltre pratico sport: il fatto che si svolgano a Milano, vicino a casa, mi ha spinto a propormi come volontario – racconta Marco Barajon a b2eyes TODAY – L’impegno nel terzo settore, del resto, fa già parte della mia quotidianità: oltre a collaborare con un’associazione a tutela dei disabili e a essere stato a L’Aquila nel 2009 dopo il terremoto, supporto da molti anni gli Special Olympics e non escludo di offrire la mia disponibilità anche per le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026».
La candidatura è stata presentata un anno fa, seguita da un percorso formativo dedicato. «Arrivano volontari da tutto il mondo, di tutte le nazionalità e di tutte le età, recentemente ho conosciuto una giovane cinese e una finlandese, ad esempio – dice ancora Barajon - Il mio incarico si svolge sin dall’inizio dei Giochi all’Unipol Forum di Assago, nella cintura sud ovest di Milano, denominato per l’occasione Ice Skating Arena: l’impegno è significativo, spesso operiamo anche sotto la pioggia. Le attività spaziano dall’accoglienza all’esterno, come fornire informazioni, controllare i biglietti, accompagnare persone con difficoltà deambulatorie, fino ai compiti all’interno dell’impianto: siamo i primi che gli spettatori vedono, quindi dobbiamo mostrare sempre il sorriso, ascoltare le loro richieste, fare da info point e, se necessario, accompagnarli al posto assegnato».
Tuttavia conciliare il volontariato con l’attività lavorativa non è stato semplice. «La gestione di un negozio di ottica rappresenta inevitabilmente un vincolo: qui i volontari sono generalmente persone in pensione, studenti o addetti di grandi aziende sponsor dell’evento, le quali hanno concesso o spinto i loro dipendenti a farlo – spiega Barajon, uno dei titolari dei tre centri Il Punto di Vista affiliati VisionOttica di Milano e di quello di Turate, in provincia di Como, a insegna propria – Non ci sono state ovviamente occasioni per mettere in campo la mia esperienza professionale, se non finora in un caso: ho visto una ragazza orientale con un occhiale enorme, non adatto al suo viso e centrato male, per cui mi sono offerto di sistemarglielo come potevo».
Al di là dell’impegno, che continua anche in quest’ultima settimana delle Olimpiadi, per Barajon è stata un’esperienza coinvolgente e indimenticabile. «L’emozione la vivi ancora di più quando riesci a vedere le gare – sottolinea l’ottico – A tutto ciò aggiungo anche l’entusiasmo alla cerimonia di inaugurazione allo stadio di San Siro, per la quale avevo acquistato il biglietto un anno fa. A noi volontari, infine, l’organizzazione ha dato benefit non da poco, come 18 capi di abbigliamento e accessori offerti dalle aziende sponsor, che indossiamo durante questa attività e che potremo utilizzare anche dopo, e un’app che consente di usare gratuitamente per due mesi i mezzi pubblici di Milano» (nella foto, Marco Barajon all’interno della Ice Skating Arena di Assago).
Angelo Magri