
Adriana Cesana, l’anima culturale dell’optometria italiana
b2eyes today · Fabiano Editore
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Show Notes
Nei giorni scorsi è scomparsa a 86 anni la professionista, nata a Seregno ma milanese di adozione, tra le prime donne ad avvicinarsi alla formazione optometrica, prima come studente poi come docente, attiva in Federottica e punto di riferimento della Rivista Italiana di Optometria
Adriana Cesana è stata «il volto sorridente che ha accompagnato l’optometria italiana nella propria emancipazione, arricchendone lo spessore culturale e divenendone la memoria storica», dice a b2eyes TODAY Silvio Maffioletti.
In età giovanile ha fatto parte del primo gruppo di ottici italiani che ha partecipato al primo corso di optometria organizzato a Milano dalla SOE, la Società di Optometria d’Europa. Nel 1970 è stata tra coloro che hanno partecipato alle elezioni di Giuseppe Ricco alla presidenza di Federottica. Successivamente è stata una dei primi diplomati all’ISSO, l’Istituto Superiore di Scienze Optometriche, del quale è divenuta poi docente, e tra i fondatori dell’Albo degli Optometristi. «Anni intensi, generosi e ricchi di risultati: Adriana li ha vissuti con grande impegno in prima fila, accanto a Giuseppe Ricco e ai vertici di Federottica, divenendo una collega stimata e apprezzata in tutta Italia», commenta Maffioletti.
A cavallo degli anni Ottanta la sua attività all’interno dell’Albo degli Optometristi è diventata principalmente di tipo culturale, dedita alla crescita della scuola e della professione optometrica, con un’attenzione particolare alla Rivista Italiana di Optometria, che ha curato sino al 2018. «Nel 2003, quando mi ha chiamato a far parte del comitato scientifico della testata, non è stato difficile lavorare al suo fianco grazie al suo stile aperto alle innovazioni e alle proposte - ricorda ancora Maffioletti - In una Federottica fortemente coinvolta nei temi sindacali e, al tempo, ancora quasi esclusivamente maschile, Adriana ha sollecitato un crescente impegno internazionale dell’optometria italiana e una maggiore disponibilità alla collaborazione interdisciplinare, che nel nostro paese ancora stentava ad affermarsi. Attenta e orgogliosa dei giovani che giungevano al termine degli studi, ha lavorato con determinazione per il passaggio alla formazione universitaria e sua è la miglior sintesi di quegli intensi anni, inserita in un editoriale scritto da lei: “Oggi siamo finalmente in università! Non dimenticheremo però che a consentire il passaggio alla formazione universitaria è stato il grimaldello della cultura, che abbiamo perseguito per decenni con convinzione e impegno”».
«Cesana è stata tra i primi partecipanti ai seminari della SOE, alla fine degli anni 60, corsi che si tenevano nel teatrino di via della Signora a Milano: erano seminari di avviamento all’optometria che avrebbero poi facilitato poi la nascita del primo corso strutturato di formazione optometrica in Lombardia e riconosciuto a livello istituzionale - racconta al nostro quotidiano Riccardo Perris, pioniere, insieme a Ugo Frescura, Jeff Longoni, Gianni Rehak e ad altri professionisti, del movimento culturale e didattico che ha contribuito a diffondere l’optometria nel nostro paese, fino allo sbocco universitario - Con mia sorella Ombretta si era dedicata in particolare alla contattologia e aveva avuto persino un’esperienza come docente di optometria in Vietnam: nel 1985 erano andate insieme a insegnare a un seminario di aggiornamento, all’interno del corso di laurea di Medicina locale, dopo che nei tre anni precedenti due medici vietnamiti erano venuti in Italia per seguire un corso di optometria all’ISSO». Adriana è stata una delle prime donne a partecipare ai percorsi formativi in ambito optometrico. «Era una persona capace, di livello elevato, molto concreta: ha affrontato l’optometria con il desiderio di approfondirla costantemente attraverso lo studio», aggiunge Perris.
Angelo Magri