
Rimbalzi
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Ep.50 - Sofia Goggia, la braveheart dello sci
A sei anni rimase appesa al poggiapiedi della seggiovia, penzolando nel vuoto. Qualunque altra bambina, dopo un’esperienza del genere, avrebbe odiato lo sci. Non lei, non Sofia Goggia. Lei è Braveheart, è follia e passione, ostinazione e incoscienza. E’ la sciatrice che più di tutte ci ha commosso e stupito, tornando in pista dopo soli 23 giorni da un infortunio. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache di Eurosport dei Giochi olimpici 2018 e 2022, dalla serata finale del festival di Sanremo 1988 trasmesso dalla RAI, dall’intervista di Linus e Nicola Savino realizzata nell’aprile 2017 per Radio Dee Jay, dal trailer del film Braveheart di Mel Gibson del 1995. Tutti i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.49 - Il dilettante che battè gli skipper professionisti
Nel 1973 quella che oggi si chiama Ocean Race si chiamava ancora Whitbread Round the World ed era alla sua prima edizione. Si iscrissero 18 barche, tra cui Sayula, l’imbarcazione di Ramón Carlìn, che aveva 50 anni e pochissima esperienza di vela. Veniva dal Messico, e per questo sui giornali lo prendevano in giro con vignette in cui portava il sombrero e faceva una siesta. Eppure… I contributi audio di questo episodio sono tratti dal film I Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna e dal documentario The Weekend Sailor: i frammenti ascoltati sono disponibili su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.48 - Il primo anno senza Federer in campo
Il 2023 sarà ricordato come il primo anno d.F., dopo Federer. Il campione svizzero si è ritirato dai campi da tennis e il tennis, senza di lui, non sarà più lo stesso. Roger Federer ha inventato colpi che non esistevano e ha giocato quelli vecchi in modo nuovo. Ma per diventare il più grande di tutti ha dovuto battere il nemico più ostinato: se stesso. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla traccia sonora senza commento della finale di Wimbledon 2019 e da una scena del film Il Terzo Uomo, entrambi disponibili su YouTube; dall’intervista di Adriano Panatta a Giorgio Porrà per il programma L’Uomo della domenica, disponibile sul sito di Sky Sport; dalla telecronaca di Rino Tommasi e Gianni Clerici della finale di Wimbledon 2008, trasmessa da Sky e disponibile su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.47 - Il Natale che fermò la guerra
Ypres è un paesino delle Fiandre. E’ un luogo di confine, dunque strategico. Nel 1914 la linea del fronte passa proprio lì: da una parte ci sono le truppe tedesche, gli invasori. Dall’altra, gli inglesi. Papa Benedetto XV aveva chiesto una tregua agli eserciti, ma i generali non lo ascoltarono. Così i soldati fecero da soli: la notte di Natale, gli inglesi scorsero una serie di luci e poi una voce che da un megafono diceva “Non sparate”, e poi, in un inglese stentato, “Merry Christmas”. Seguì uno scambio di doni, e una partita di calcio che resterà nella storia per aver fermato la guerra, anche solo per una notte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.46 - RIMBALZI MONDIALI / L'Italia di Berlino e la testa di Barthez
I rigori sono il gesto del calcio più studiato. Ma davanti al dischetto tutte le teorie sono sconfitte dalla gestione delle emozioni. La sera del 9 luglio 2006, i cinque tiratori italiani hanno di fronte Fabien Barthez, il portiere francese che in carriera ha vinto tutto. L’ex capitano della nazionale Laurent Blanc, aveva l’abitudine di baciargli la testa lucida prima di ogni partita. Ma in quella sera del 2006 Blanc ha smesso di giocare ormai da tre anni, e il capitano della Francia è Zidane. Che con la testa combina un disastro. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache Sky e dalla radiocronaca Rai di Italia-Germania e Italia-Francia 2016 con le voci di Fabio Caressa e Riccardo Cucchi, dalla telecronaca della tv francese per Francia-Brasile 98, dalla lettura delle sentenze di primo grado del processo sportivo Calciopoli, in onda su Rai 1 nel luglio 2006 e dal film “Per un pugno di dollari” per la regia di Clint Eastwood, tutti disponibili su Youtube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.45 - RIMBALZI MONDIALI / La mano de dios
La guerra era cominciata con un inganno: dei finti balenieri argentini erano sbarcati al porto col pretesto di comprare del materiale da pesca ma, appena avevano messo piede a terra, avevano innalzato la bandiera argentina, ammainando quella inglese. Dopo quell’atto politico arrivarono le armi. Nel 1986, quattro anni dopo quella guerra durata due mesi e 12 giorni, Argentina e Inghilterra tornano a scontrarsi, stavolta su un campo di calcio. E, anche stavolta, c’è di mezzo un inganno: quello della mano de dios, o meglio, la mano di Maradona. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla telecronaca Rai di Argentina-Inghilterra a cura di Giorgio Martino e dalla cronaca di Victor Hugo Morales per Radio Argentina disponibili su YouTube. La canzone finale è tratta dal documentario Maradona by Kusturica. Il discorso di ringraziamento di Paolo Sorrentino agli Oscar del 2014 è disponibile su YouTube, così come sulla pagina YouTube di Netflix Italia sono disponibili i brani tratti dal suo film E’ stata la mano di Dio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.44 - RIMBALZI MONDIALI / L’arancia meccanica del 1974
Il minuto più famoso nella storia del calcio è quello che si gioca allo stadio olimpico di Monaco di Baviera, alle quattro di pomeriggio del 7 luglio del 74. E’ la finale tra la Germania Ovest e la nazionale più bella di tutte: l’Olanda. In questo minuto l’Olanda ha messo in fila quindici passaggi senza che la Germania toccasse mai la palla. E’ il calcio totale, è l’arancia meccanica. Una squadra di capelloni che hanno condotto dopo il calcio vite assai improbabili. Chi ha gestito una sala congressi, chi ha esposto dipinti, chi ha tenuto reading di poesie, chi ha visto fallire i propri negozi, chi s’è innamorato in New Mexico, un altro ha fatto il barista, l’importatore di fiori, il pulitore di tappeti. E poi c’è Jan Jongbloed, il portiere. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle telecronache della Rai dei mondiali di calcio 1974 e dal trailer del film “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick, disponibili su Youtube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.43 - RIMBALZI MONDIALI / Quando Pelè diventò Pelè
Il 1958 è l’anno dei primi Mondiali per il Galles. La squadra è una sorpresa, arriva ai quarti di finale e si prepara a scendere in campo nello stadio di Göteborg. Dall’altra parte c’è il Brasile e nel Brasile c’è un ragazzino che non ha ancora 18 anni e che al portiere gallese Jack Kelsey sembrò sbucato dal nulla, quando stoppò un pallone di petto, se lo fece scivolare sul piede destro e lo infilò in porta. A Kelsey pensò di avere davanti un diavolo. Ma non era il diavolo, era Pelè. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle cronache delle partite di Pelé alla radio brasiliana, dalla telecronaca di Brasile-Italia per la Rai a cura di Nando Martellini, dai film La Dolce Vita di Federico Fellini e Operazione San Gennaro di Dino Risi, dal servizio dell’Istituto Luce sul discorso alla Luna di papa Giovanni, disponibile sul sito dell’istituto e come tutti i frammenti precedenti anche su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.42 - RIMBALZI MONDIALI / La partita degli infarti
È il 16 luglio 1950 e allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro si gioca la partita più raccontata dagli scrittori del Sudamerica. Eduardo Galeano disse che per vederla, i moribondi rinviarono la loro morte e i neonati si sbrigarono a nascere. Al Brasile basta un pareggio per vincere i Mondiali, perché una finale vera e propria non c’è, contano i punti dei gironi. Ma mentre l’intero Paese si prepara alla festa, un pallone si infila tra il palo e la mano del portiere brasiliano Moacir Barbosa. Si racconta di decine di infarti allo stadio, per quella sconfitta che nessuno perdonò a Barbosa. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalle radiocronache della partita Brasile-Uruguay di Radio Nacional e di Radio Globo, dal servizio dell’Istituto Luce sulla tragedia di Superga e dal trailer del film Salvatore Giuliano per la regia di Francesco Rosi, tutti presenti su YouTube Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.41 - RIMBALZI MONDIALI / Il primo gol della storia
La prima edizione dei campionati mondiali di calcio è quella del 1930. Si gioca in Uruguay, ma i lavori dello stadio da 80mila spettatori della capitale sono in ritardo. Così, la prima partita dei mondiali si disputa in un campo da mille posti nel quartiere di Pocitos, a Montevideo. Il primo gol della storia del campionato del mondo lo segna Lucien Laurent, un operaio della Peugeot presente grazie a un congedo di due mesi. In porta, a raccogliere il pallone rotolato oltre la riga, c’è Óscar Bonfiglio. Fa il portiere perché suo padre, un generale dell’esercito messicano, un giorno gli ha detto: “Chico, il Messico lo puoi servire con le armi ma anche parando un calcio di rigore”. Il contributo audio dell’episodio è tratto da un’intervista di Lucien Laurent per un documentario sui Mondiali del 30 dell’Institut National de l’audiovisuel di Francia. È disponibile sul suo sito e parzialmente su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.40 - Storia e leggenda della maratona
Il primo a percorrere i famosi 42 km e 195 metri fu Filippide. Ma l’episodio storico di quella prima corsa pare essere una fake news e le fonti si confondono e si mischiano. Così abbiamo la versione di Erodoto, quella di Plinio il vecchio, quella di Plutarco. Come siano andate davvero le cose nel 490 a.C non lo sapremo mai. Ma sappiamo come sono andate le cose a partire dal 1896, anno della prima Olimpiade moderna: quella gara, la più iconica dei Giochi, rappresenta la misura del limite umano e la tensione verso il suo superamento. Il contributo audio di questo episodio è tratto dal film La Grande Olimpiade per la regia di Romolo Marcellini, prodotto dall’Istituto Luce e disponibile integralmente sul suo sito Internet. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.39 - Il turning point di Lance Armstrong
Il giornalismo, a volte, assomiglia a una salita sui Pirenei, quando i pedali si fanno duri, sei da solo e il traguardo sembra non arrivare mai. Così deve aver pensato svariate volte David Walsh, il giornalista del Sunday Times che, mentre tutti osannavano Lance Armstrong, per primo si permise di mettere in dubbio la “santità” del 7 volte campione del Tour de France, che oltre ad aver sconfitto i suoi avversari aveva sconfitto anche un tumore. Ma aveva anche infranto le regole dello sport. I contributi audio di questo episodio, tutti disponibili su YouTube, sono tratti dalla telecronaca della tappa del Tour de France al Sestriere del 13 luglio 1999, con le voci di Adriano De Zan e Davide Cassani; da un servizio del Tg2 del 9 ottobre 2015 firmato da Piergiorgio Giacovazzo con intervista a Filippo Simeoni; dall’intervista di Armstrong all’Oprah Winfrey Show sulla CBS del 18 gennaio 2013. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.38 - Quando Berlusconi trasformò il calcio in uno show
Il 20 febbraio 1986 Silvio Berlusconi comprò il Milan e salì su un aereo per andare a Parigi a lanciare il primo canale commerciale nella storia della tv di quel paese, La Cinq. Qualche mese dopo, all’arena civica di Milano, i giocatori arrivarono al raduno a bordo di tre elicotteri, accompagnati dalla Cavalcata delle Valchirie di Wagner. Per la prima volta, una squadra di calcio diventava entertainment. Il vecchio Milan, quello pieno di debiti e retrocesso per due volte in tre anni in serie B non c’era più. Al suo posto adesso c’era una squadra con ampie disponibilità economiche che iniziò a vincere tutto. “Questa atmosfera di festa è bellissima - disse Berlusconi -. Questo non è un pubblico, è un partito, c'è dentro qualcosa di più”. I contributi audio di questo episodio sono tratti dalla radiocronaca di Enrico Ameri del 1 maggio 1988, all’interno del programma Tutto il Calcio Minuto per Minuto e dalla telecronaca di Bruno Pizzul della partita Milan-Steaua del 24 maggio 1989. Sono disponibili su Rai Play e su YouTube. Inoltre dal programma Rai Quelli della notte; disponibile sulla pagina facebook ufficiale di Renzo Arbore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.37 - Il primo canestro dell’NBA
Gli anni della NBA si cominciano a contare dalla sera del 1946 in cui la guardia dei New York Knickerbockers, Oscar Benjamin Schectman, detto Ossie, segnò il primo canestro della storia contro i Toronto Huskies, con un’azione in sottomano. Quella sera, in Canada, nacque il campionato più famoso del mondo. Il contributo audio di questo episodio è tratto dal documentario First Basket. Il suo trailer è disponibile su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.36 - Un’ora sola pedalerei
Non c’è traguardo da raggiungere né un tempo da battere. C’è solo da girare e girare, più veloce che si può, spingendo sui pedali per fare più chilometri possibile nel tempo concesso: un’ora. Nel 1984, a Città del Messico, ci era riuscito Francesco Moser, il primo a sfruttare la scienza per andare più veloce. Aveva sfondato prima il muro dei 50 km all’ora, poi quello dei 51. Per la precisione 51 e 151. Oggi è l’etichetta dei vini che produce con la sua famiglia. I contributi audio di questa puntata dalla telecronaca di Adriano De Zan per la RAI dei mondiali di ciclismo del 1977 e dallo spot pubblicitario di Stock entrambi disponibili su Youtube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.35 - La leggenda degli Yankees
Non vincono un titolo dal 2009, ma poco importa. Restano la squadra che più di tutte rappresenta il baseball, e il baseball più di tutti gli altri sport racconta l’America. Il contributo audio di questa puntata è tratto dal discorso di Lou Gehirig al New York Yankee del 4 luglio 1939 ed è disponibile integralmente sul canale YouYube della Major League Baseball. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.34 - I fratelloni d’Italia
Quando “il dottore” decide di far partire il suo progetto, il canottaggio italiano non vince niente dal 1968. Ha un obiettivo, e una strategia per centrarlo: meno allenamento e più tecnica. Non servono gli 80 chilometri al giorno che i tedeschi passano in barca, ne bastano 20. E così i fratelli Abbagnale vogano per 20 chilometri ogni mattina, prima di andare a scuola. Vinceranno tutto, entreranno nella storia e cambieranno il loro destino. I contributi audio di questa puntata sono tratti dalle telecronache di Gian Piero Galeazzi, trasmesse dalla RAI nel 1982, nel 1988 e nel 1991, disponibili su Rai Play e su YouTube. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.33 - Rocky Marciano, vincitore di 49 match più uno
In quel settembre del 1952 i giornali lo definivano un “toro” e i bookmaker lo davano per favorito perché era il primo sfidante nella storia del pugilato a essere arrivato imbattuto al match decisivo. Quello che non sapevano ancora, era che non avrebbe perso mai: Rocky Marciano ha vinto 49 volte su 49 incontri. Morì a bordo di un volo privato decollato da Des Moines e precipitato a Newton, nello Iowa. Cinque mesi dopo la sua morte, nel gennaio del 1970, un’azienda di Miami creò un suo avater virtuale e inventò un match al computer contro Muhammad Ali. Rocky Marciano vinse anche quello, il cinquantesimo. I contributi audio di questa puntata sono tratti dalla telecronaca diretta di Giorgio Martino trasmessa dalla RAI il 28 luglio 1972 e dal servizio del Tg2 del 6 settembre 1972 disponibili su RaiPlay. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.32 - Chiedi chi era Arthur Ashe
Nel tennis è difficile sapere con esattezza quale sarà la tua ultima partita. È successo a Serena Williams, scesa in campo per il primo turno agli Us Open pensando di dare l’addio e poi uscita da quel campo con una vittoria e una nuova partita da giocare. Ed era successo anche ad Arthur Ashe, afroamericano come lei. Il campo da tennis dove ogni anno davanti a 23.771 spettatori si gioca la finale del torneo di New York, a Flushing Meadows, porta il suo nome. E questa è la sua storia. Il contributo audio di questa puntata è tratto dall'intervista rilasciata da Arthur Ashe a Lynn Redgrave della BBC nel luglio 1992 disponibile su Youtube Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.31 - Spitz e l’Olimpiade del terrorismo
I Giochi di München del 1972 sono rimasti nella storia per due motivi: per la prima volta qualcuno vinceva 7 medaglie d’oro nella stessa edizione, e per la prima volta il terrorismo colpiva le Olimpiadi. Mark Spitz era coinvolto in entrambi gli avvenimenti. I contributi audio di questa puntata sono tratti dalla telecronaca diretta di Giorgio Martino trasmessa dalla RAI il 28 luglio 1972 e dal servizio del Tg2 del 6 settembre 1972 disponibili su RaiPlay. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.30 - La partita a scacchi più famosa della storia
Questa è la storia di due uomini che si sono sfidati due volte, a vent’anni di distanza. Hanno sempre avuto tra loro una tavola divisa in 64 quadrati, detti case. Hanno giocato lungo questo campo con sedici pezzi. Bianchi o neri. Uno era figlio di un fisico tedesco che lo abbandonò a due anni. L’altro aveva un padre militare e aveva imparato a muovere cavalli e alfieri in treno, durante la fuga da Leningrado sotto assedio. Uno era americano, l’altro era sovietico. Uno era Bobby Fischer, l’altro era Boris Spassky. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.29 - Lizzie Murphy e la parità nel baseball
Lizzie Murphy aveva un sogno: giocare a baseball contro gli uomini in Major League. Aveva iniziato in prima base con un paio di squadre locali, i Warren Silk Hats e il Warren Baseball Club. Il 14 agosto del 1922 la squadra di Lizzie fu invitata per un’esibizione contro i Boston Red Sox. Una donna contro una formazione di Major League. Era il sogno che si avverava, ed era una barriera abbattuta per la parità tra uomini e donne. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.28 - Quando Italo Calvino andò all'Olimpiade
Era il 1952 ed era sempre più chiaro che la Guerra Fredda si poteva condurre anche con un pallone o una staffetta, una gara di nuoto, un concorso di ginnastica. Se lo sport non era più solo sport, allora poteva raccontarlo anche chi non ne sapeva un granché. Qualcuno come questo 29enne inviato a Helsinki dal quotidiano L’Unità: il suo nome era Italo Calvino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.27 - I milionari tra i dilettanti: come il Dream Team cambiò le Olimpiadi
Mai nessuno è stato più felice di stare in campo pur sapendo che avrebbe perso. Mai nessuno, prima del 1992: siamo alle Olimpiadi di Barcellona, e le squadre di basket di tutto il mondo lo sanno, che perderanno. Sanno che gli avversari sono troppo più forti. Sono il dream team americano, un concentrato di campioni mai visto prima: Magic Johnson, Micheal Jordan Larry Bird, Charles Barkley, e poi Clyde Drexler, Pat Ewing, John Stockton, Karl Malone, Scottie Pippen, David Robinson, Christian Laettner, Chris Mullin. “Giocare contro di loro - disse il brasiliano Schmidt - è come sognare”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.26 - L’urlo più famoso del cinema è di un nuotatore
Il cinema non era più muto da soli cinque anni quando Johnny scoprì che la sceneggiatura del film in cui doveva recitare prevedeva un urlo che nessuno avrebbe più dimenticato. Ma prima di diventare Tarzan, Johnny Weissmuller era stato il primo uomo nella storia sotto la barriera del minuto nei 100 metri stile libero, la sua specialità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.25 - Il Mundial che ci restituì le piazze
Il 1982 era un anno di guerre, più o meno esplicite: sugli scogli delle Isole Falkland combattevano gli eserciti di Argentina e Gran Bretagna. Israele bombardava i quartieri arabi alla periferia di Beirut per smantellare le postazioni dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina. La Polonia viveva sotto la legge marziale del generale Jaruzelski. El Salvador era squassato dalla guerra civile. Il Cile era sotto una dittatura militare. E in Italia, dove risuonava ancora l’eco degli anni di piombo, i lavoratori scendevano in piazza riaccendendo nel paese una coscienza sindacale di massa. Quel che fece il gioco del calcio, nel giro di quaranta giorni, fu cambiare il segno alla presenza della folla nelle strade, non più per rabbia ma per gioia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.24 - Galeotto fu Wimbledon
C’è chi vuole vincere per la gloria, chi per il montepremi, chi per battere un rivale. Quell’anno lì - il 1992 - Andre Agassi vuole vincere Wimbledon per un altro motivo: andare al ballo e conoscere Steffi Graf. Non sa che, proprio quell’anno, tra le tante tradizioni del torneo inglese verrà a mancarne una, il ballo finale. E non sa neppure, però, che anni dopo quella tennista diventerà sua moglie. Questa è la storia dell’ex ragazzo ribelle del tennis e della donna che gli ha cambiato la vita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.23 - Storia della prima maglia gialla
L’idea era venuta ad Henri Desgrange, direttore de L’Auto, il quotidiano sportivo che organizzava la corsa. Aveva annunciato l’intenzione di assegnare una maglia con un colore speciale al primo in classifica, per distinguerlo più facilmente dagli altri ciclisti. Il primo a vestirla, nel 1919, fu un apprendista fabbro, Eugène Christophe, che al ciclismo era arrivato per caso, inizialmente per poter vedere da vicino il suo campione preferito: Maurice Garin. Non ha mai vinto il Tour, ma fu il primo a indossare quella maglia, la stessa con cui volle poi essere seppellito, nel 1970, all’età di 85 anni. Ancora oggi, nel cimitero comunale di Malakoff, poco distante da Parigi, qualcuno va a portagli dei fiori. Gialli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.22 - Il Settebello non è nato in piscina ma su un treno
Tutte le volte che gioca la Nazionale di pallanuoto - il Settebello - dovremmo pensare a Mimì Grimaldi, il ragazzo con i baffetti che inventò questo soprannome per far colpo su delle tedesche che - come la squadra della Rari Nantes Napoli - viaggiavano in terza classe sul treno Genova-Napoli. Era il 1937. Solo nel 1948, alle Olimpiadi di Londra, quel soprannome iniziò a essere usato per la nazionale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.21 - La revolución di Teofilo Stevenson
Dalle Olimpiadi di Monaco 1972 in avanti Cuba ha costruito su scala mondiale l’epica dell’isola dei campioni: il primo è stato Teofilo Stevenson, un ragazzo che voleva giocare a basket ma che inciampò in un paio di guantoni da boxe. Scoprì che era bravo e che tirare pugni gli piaceva, e iniziò a farlo per portare sul ring - e sul podio - insieme a lui gli 8 milioni di cubani che rappresentava. Più il mondo isolava Cuba, più Teofilo colpiva forte per far sventolare ancora una volta la bandiera della stella solitaria, hasta la victoria siempre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.20 - La rabbia nelle gambe di Pietro Mennea
Al Sud negli anni ‘70 non esistevano piste di atletica, così il ragazzo si allenava su uno stradone di Barletta sfidando le macchine degli amici. La prima volta che sul traguardo il suo petto passò prima delle ruote, vinse la scommessa con i suoi due amici e con quelle 500 lire se ne andò al cinema. Anni dopo, quel ragazzo di Barletta chiamato Pietro Mennea fece il primato sui 200 metri. Non festeggiò, non alzò le braccia al cielo. Prese un microfono e disse: “Un ragazzo del Sud, senza una pista d’atletica a casa sua, ha battuto il record del mondo”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.19 - Quando schiaccia Paola Egonu
E’ nata a Cittadella ma ha sempre passato le vacanze in Nigeria, da dove provengono i suoi genitori. Paola Egonu è una italiana di seconda generazione e anche per lei - come per molti altri - lo sport è stato parte fondamentale del suo percorso di integrazione. Oggi Paola è una perfetta ragazza del suo tempo: si fa i selfie, ha dichiarato apertamente di amare una donna, ride, viaggia, vince. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.18 - Roland Garros, storia dell’aviatore che diventò un campo di tennis
Da bambino credeva di avere un paio d’ali. Inspirava, tratteneva nei polmoni quanta più aria potesse e agitava le braccia, imitando gli uccelli. A 22 anni si era iscritto a una scuola di volo, e l’anno dopo raggiunse il primato sollevandosi di 3909 metri da terra. Gli capitò di precipitare due volte, nonostante avesse con sé delle uova sode: era convinto che rafforzassero le ali. Nel 1915, durante la prigionia in campo tedesco, Garros tenne un diario nel quale parlava di ali torte e di incubi. Se il campo e il torneo di Parigi portano il suo nome è perché, dieci anni dopo la sua morte, così volle il presidente dello stadio, Emile Lesieur. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.17 - Dentro i guantoni di Irma Testa
In famiglia non c’erano soldi per la scuola di pattinaggio, e neppure qualcuno disposto a prestarli. Così, un po’ per caso e un po’ per mancanza di alternative, Irma si era ritrovata nella palestra della Boxe Vesuviana di Lucio Zurlo, dove i ragazzi di Torre Annunziata trovano un posto per sfogare coi pugni la frustrazione di una vita che offre solo la strada. Anche Irma Testa ha iniziato a indossare i guantoni per tirare fuori quella frustrazione, e non ha mai smesso. Adesso li toglie solo per mangiare a tavola - cosa che ha imparato da adulta - e per sfogliare i libri - altra cosa che ha iniziato a fare da adulta. Irma Testa si è dovuta strappare dalle sue radici per prendere il volo e diventare una farfalla. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.16 - Pietrangeli, il ragazzo terribile del tennis italiano
È uno dei pochi atleti a essersi visto intestato un impianto sportivo ancora in vita, ed è proprio lì che vuole che venga celebrato il suo funerale. Di lui tutti ricordano il rovescio aggraziato, la passione per la bella vita, e la notte in cui andò a letto con la coppa Davis. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.15 - L’ultima curva di Gilles Villeneuve
Al provino con Enzo Ferrari, Gilles Villeneuve si era presentato guidando una Fiat 131 noleggiata e un paio di jeans addosso. Ma in quel ragazzino canadese dagli occhi dolci il fondatore della Ferrari intravide una luce, la stessa che ha accecato i tifosi della Rossa, che lo hanno amato nonostante abbia vinto solo 6 corse in tutto. Durante il GP di Imola del 1982 litigò con il compagno di scuderia Didier Pironi. Alle prove della gara successiva, in Belgio, aveva un solo obiettivo: arrivare davanti a Didier. Fu fatale l’incidente con la March di Jochen Mass, alla curva Terlamenbocht. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.14 - Ribot, il cavallo che nessuno ha battuto
Era piccoletto e nervoso, era il più veloce di tutti ed era un cavallo. Il suo nome per anni è stato usato per dire “scatenato”, perché in pista al galoppo in due anni vinse con il fantino Enrico Camici 16 gare su 16 e 165 milioni di lire. E’ morto una mattina d’aprile del 1972 nel centro di allevamento Darby Dan Farm di Lexington. Sulla sua lapide c’è scritto: “Qui giace un campione mai sconfitto”. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.13 - L'uomo che ha inventato la schiacciata
Quando nel marzo del 1936 fu chiamato per un provino con la nazionale americana di basket, Joe Fortenberry non trovò nessuno che gli pagasse il viaggio, e la compagnia petrolifera per cui lavorava gli fece sapere che se fosse partito, nessuno gli avrebbe garantito il posto al ritorno. Joe partì lo stesso. Arrivò a New York e fece una cosa che nessuno aveva mai fatto prima: saltò verso il tabellone e con le mani spinse forte la palla nel canestro, dall’alto verso il basso. In quel momento - mentre se ne stava sospeso per aria - Joe aveva inventato la schiacciata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.12 - La prima donna all’inferno (del Nord)
La Parigi-Roubaix esiste dal 1896, ma fino al 2021 quei ciottoli e quel fango erano un’esclusiva maschile. D’altronde, la bicicletta è stata considerata per molti anni un oggetto sconveniente per le donne. La prima donna a tagliare il traguardo nella cittadina del nord della Francia è stata Lizzie Deignan. Deignan è il cognome del marito, anche lui ciclista. Quando hanno avuto la prima figlia, Orla, lui le disse: tu vai, continua a correre, pedala, resto io a casa con la bambina. E allora Elizabeth Mary Armitstead aveva deciso che da quel momento in avanti avrebbe portato sul traguardo il cognome di lui, lo avrebbe messo nell’elenco delle vincitrici. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.11 - Il ping pong e l'arte di fare la pace
Oggi la chiamiamo la diplomazia del ping pong, ma quello che accadde nel 1971 fu un gesto di spontanea socievolezza: ai mondiali del Giappone, l’americano Glenn Cowan si era distratto e aveva perso una partita e anche il pullman per tornare in hotel con la sua squadra. Salì su un altro pullman, senza accorgersi che fosse quello della nazionale cinese, a bordo del quale c’era anche Zhuang Zedong, 3 volte campione del mondo di tennis tavolo. All’epoca, Usa e Cina non si parlavano, ma i due ragazzi lo fecero. Il loro incontro cambiò il corso della storia, preparando il terreno per la prima visita di Richard Nixon a Pechino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.10: La storia del vero Rocky Balboa
In una fredda sera newyorkese un attore un po’ giù di morale entrò in un cinema dove trasmettevano a circuito chiuso un incontro di boxe tra Muhammad Ali e un pugile sconosciuto di nome Chuck Wepner, uno che saliva sul ring per prender pugni, più che darne. Un perdente che quella sera ebbe il suo momento di gloria. Uscito dal cinema, l’attore arrivò a casa e iniziò a scrivere una sceneggiatura. L’attore si chiamava Sylvester Stallone e il film che iniziò a scrivere quella notte era “Rocky”, il primo film di sport che abbia mai vinto un Oscar, nel 1977. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.9: Padri e figli nello sport: la storia di Derek Redmond
Mancano 250 metri al traguardo quando Derek Redmond sente un dolore acuto alla gamba destra. Cade, si rialza, e saltellando prova a raggiungere la linea finale. Tra un saltello e l’altro avverte una mano sulla sua spalla: è suo padre, arrivato sulla pista per soccorrerlo. Sarà lui a sorreggerlo fino al traguardo. Perché di padri e figli è pieno la storia dello sport. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.8: L'ultima donna al volante
Giovanna Amati è stata l’ultima donna ad aver partecipato a un Gran Premio di Formula1. Correva a bordo della Brabham BT60B, motore Judd. Correva in un mondo di uomini, e solo uno che la salutasse. Il suo nome era Ayrton Senna. Il primo sabato di aprile del 1992 arrivò nelle prove a 9 secondi da lui, restando fuori dalla griglia di partenza. Da allora, nessun’altra donna ha guidato una vettura di F1. Ma prima di lei, di donne al volante ce n’erano state molte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.7: Olga Korbut, la prima ginnasta bambina
È stata la prima al mondo a eseguire un salto mortale all’indietro su una trave, nel 1972. Aveva solo 17 anni e pesava solo 38 chili. Dopo quel salto divenne all’improvviso una star, tanto che a Grodno, la sua città in Russia, dovettero assegnarle un impiegato delle poste tutto per lei, vista la mole di lettere di fans che riceveva. È stata la prima ginnasta teen ager: quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Montreal, le pedane erano piene di bambine a cui hanno rubato la giovinezza Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.6: È stata la mano di Dino
Ci sono parate che sono come gol. Ma quella parata contro il Brasile, nel 1982, non sarebbe mai esistita, se prima non ci fossero state quelle con nonna Adelaide, che lanciava le prugne al piccolo Dino, vestito con una canottiera bianca di cotone e un numero 1 ricamato dietro la schiena. La sua carriera da portiere è iniziata così, a Mariano del Friuli. Da lì, Dino Zoff è arrivato a vincere tutto e a giocare in squadra con i più grandi, anche con il presidente Pertini, a scopone. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.5: Wilt Chamberlain, i 100 punti e il tiro della nonna
Si chiamano “tiri liberi” e lui quella libertà se la prese tutta. Wilt Chamberlain è l’uomo che ha cambiato il basket, rovesciando le regole e anche il modo di mettere la palla nel canestro. Tutti a tirare con le braccia verso l’alto e lui invece no. Lui metteva la palla sotto le ginocchia e… hop…la tirava su. Gli americani lo chiamarono "il tiro della nonna" e lui lo fece diventare il suo marchio di fabbrica. Un marchio che divenne famoso quando, il 2 marzo del 1962 Wilt segnò 100 punti in una partita sola. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.4: La super ball che ha fatto nascere il Super Bowl
Lamar Hunt è l’inventore del Super Bowl, ma non tutti sanno che l’evento più importante dello sport americano è nato da un piano B, anzi da un piano C. Hunt, figlio di un ricco petroliere, aveva presentato una domanda alla NFL, la National Football League, per poter fondare una squadra a Dallas. Davanti al rifiuto, aveva tentato di comprarsi i Chicago Cardinals ma non ci era riuscito. Così fece scattare il piano C: si comprò un intero campionato, l’AFL. Quando venne trovato l’accordo con per fusione di AFL e NFL si stabilì che per quattro anni i due campionati avrebbero avuto una finale in comune, una super partita che avrebbe dovuto prendersi gli occhi di tutta la nazione e far dimenticare la guerra in Vietnam. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.3: Velasco, l’allenatore che ci ha insegnato a perdere
Julio Velasco è più di un coach. È l’uomo che ha stravolto lo sport italiano scardinando la “cultura degli alibi”. Alla fine degli anni ‘70, in Argentina, aveva rischiato di finire come i 40mila desaparecidos non graditi dalla giunta militare di Videla e aveva poi scelto di tornare alla sua prima passione: la pallavolo. Da allora, ha rivoluzionato squadre di serie A e team nazionali, insegnando che non bisogna aver paura di perdere. E ha vinto tutto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.2: L’uomo che ha inventato la settimana bianca
I primi sci di legno glieli aveva costruiti il nonno. Il piccolo Gustav, che aveva 3 anni, li usava anche dentro casa. La prima medaglia d’oro arrivò che di anni ne aveva 18. Quel giorno - l’11 dicembre del 1969 - cambiò radicalmente il rapporto tra gli italiani e la neve. Gustav Thoeni è stato lo sciatore che per primo ci ha fatto appassionare a questo sport: prese un hobby per l’élite e lo trasformò in un fenomeno di massa. È lui l’inventore della “settimana bianca” Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ep.1: Margaret Smith Court, la campionessa che imbarazza l'Australia
Margaret Smith Court è la tennista che ha vinto più titoli di Grande Slam in singolare di tutti (24 - record assoluto compresi gli uomini - 11 in Australia, 5 a Parigi, 3 a Wimbledon, 5 a New York) e alla quale è intitolato in vita uno degli stadi di Melbourne, dove si gioca l'Austrialian Open. Ma negli ultimi anni le sue posizioni sull'omosessualità ("Un abominio agli occhi del Signore") e le sue campagne contro il movimento LGBT stanno imbarazzando il Paese. Molti chiedono che lo stadio cambi nome e gli inviti pubblici per lei sono sempre motivo di polemica. Storia di un'ex eroina che ha deluso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices