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[Le Dita nella Presa] Le dita nella presabbene (3/6: HackInSOCS)

[Le Dita nella Presa] Le dita nella presabbene (3/6: HackInSOCS)

Radio Onda Rossa · Le Dita nella Presa

March 22, 20260

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Show Notes

<p>Una puntata di solo notizie positive: raccordo.info, un aggregatore di movimento; appuntamenti di hacking a Milano; spettacolo teatrale per parlare dell'IA a scuola; sindacalizzazione dellə lavoratorə che annotano i dati per l'IA; il progressivo abbandono del software proprietario statunitense da parte di varie amministrazioni europee.</p> <p>Apriamo con la presentazione di <a href="https://raccordo.info">raccordo.info</a>, un "aggregatore di movimento", ovvero un sito in cui trovare tutti (o quasi) i contenuti prodotti da realtà di movimento. Un modo per informarsi fuori dai social media commerciali, senza tracciamento né profilazione né app da installare.</p> <p>Proseguiamo con la presentazione di <a href="https://hackingsocs-b0b28c.frama.io/2026.html">HackInSocs 2026</a>, appuntamento di hacking: 27-28-29 settembre al Settore Occupato Città Studi, Via Celoria 22, Milano</p> <p>Con Stefano Penge, autore di <a href="https://www.stefanopenge.it/public/survey/"><em>1RxI - Un robot per insegnante</em></a>, parliamo di come è nato questo spettacolo teatrale che ha lo scopo di divulgare i punti critici dell'introduzione dell'IA a scuola.</p> <p>Ci spostiamo in Kenya, per proseguire il <a href="https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/dita-nella-presa/2025/11/nel-ventre-dellia">ragionamento iniziato alcuni mesi fa</a> sulla quantità di lavoro invisibile che è implicita in quella che chiamiamo intelligenza artificiale. Lo facciamo leggendo alcune dichiarazioni della Data Labelers Association, realtà che organizza lavoratori e lavoratrici di questo settore.</p> <p>A partire dalla decisione del governo tedesco di rendere obbligatorio l'uso dello standard ODF - cioè quello promosso da LibreOffice - a scapito dell'OOXML - che invece è di Microsoft - parliamo della progressiva migrazione delle pubbliche amministrazioni europee verso software non-statunitensi e tendenzialmente con licenze open source in nome della sovranità digitale.</p>