
Nessun luogo è lontano
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Trump in Cina e non balla da solo
Israele non ferma i raid nel Sud del Libano
Libano, parla l'ambasciatore italiano
Le voci e la paura dal Libano
Regno Unito, il voto banco di prova per Starmer
Da Dahye a Hormuz, tra annunci di resistenza e dichiarazioni di caos
Dal Libano a Hormuz: la tregua sempre più fragile
Libano: il grande ferito
Puntata del 01/05/2026
Puntata del 30/04/2026
Le tensioni nel Golfo e la faida tra monarchie
Re Carlo e il soft power oltreoceano
Puntata del 27/04/2026
Iran, Trump non ha fretta, il mondo sì
Europa riunita a Cipro
La propaganda tra Bibbie, mattoncini Lego e insulti
Palantir: il manifesto tech per il mondo che verrà
Bulgaria: vince Radev, è la nuova Ungheria?
Riunione dei Volenterosi all'Eliseo
La guerra dell’acqua, le guerre per l’acqua
Sudan: i tre anni della guerra più devastante
Trump contro il Papa
Hormuz, Ungheria, il Papa: di sberle elettorali e cazzotti diplomatici
Ungheria al voto: sarà un governo senza Orbán?
Attacchi di Israele, Libano a pezzi
Stati Uniti-Iran: il cessate il fuoco che non c’è
Vance a Budapest: le relazioni con l'Europa, la relazione contro l'Europa

Puntata del 03/04/2026

Terza guerra del Golfo: i concetti per comprenderla meglio
Pasdaran, droni, petrolio, choke point, ayatollah: sono alcune delle parole che sentiamo e leggiamo più spesso quando ci informiamo sulla guerra in Iran. Sono parole chiave dietro cui si nascondono concetti geopolitici importanti per la comprensione del conflitto. Oggi vi spieghiamo questi concetti con l'aiuto di Maziyar Ghiabi, direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter, Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione Centro Studi Federalismo, e con Alessia Melcangi, professoressa di Storia e Istituzioni dell'Africa alla Sapienza di Roma.

Guerra del golfo continua il caos: Trump vuole uscire dalla Nato
Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.

Medio Oriente e guerra del golfo, la geopolitica del pedaggio e della pena di morte
Con 62 voti a favore, 48 contrari e un astenuto, la Knesset ha approvato l'introduzione della pena di morte per atti di terrorismo. Secondo il testo, è passibile di pena capitale ''chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele''. Ne parliamo con Nello Del Gatto, giornalista a Gerusalemme, Paolo Palchetti, docente di diritto internazionale alla Sorbona di Parigi e con Majed Abusalama, ricercatore presso il Palestine Research Group dell'Università di Tampere (Finlandia).Con il vicedirettore di Aspenia Roberto Menotti facciamo, invece, il punto sulla decisione dell'Iran di introdurre pedaggi a Hormuz e sulla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche.

Guerra del golfo, guerra globale, tempi incerti
La guerra in Iran è un conflitto regionale con costi globali e con decine di attori statali e non statali coinvolti. Che scenario militare si sta concretizzando con il coinvolgimento degli Houthi e la possibilità di un attacco Usa a Kharg? Lo chiediamo a Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V e a Pietro Batacchi, direttore Rivista Italiana Difesa. Facciamo poi il punto sulla strategia Usa sul lungo periodo e sul futuro della Nato con John Bolton, già consigliere per la sicurezza del presidente Donald Trump.

Fotogiornalismo, guerra e realtà, leggermente fuori fuoco
Non sempre ci pensiamo ma gran parte di quello che sappiamo dei Paesi più lontani è il frutto del lavoro dei fotografi. Anzi, spesso in passato, laddove il racconto dei politici era edulcorato o parziale, l'apporto delle fotografie è stato decisivo affinché i cittadini avessero un quadro davvero veritiero dei principali conflitti nel mondo. Parliamo del lavoro del fotoreporter, dell'approccio alla realtà da raccontare e delle sfide e difficoltà che questo mestiere implica con i professionisti Franco Pagetti, Alessandro Gandolfi, Loris Savino e Alessandro Di Gaetano.

Washington chiama Teheran, Teheran non risponde
Nonostante lo stop di cinque giorni dichiarato da Donald Trump, la situazione sul campo resta pressoché invariata. Così come l'indisponibilità da parte di Teheran a negoziare, almeno secondo le fonti ufficiali. Ne parliamo con Vittorio Emenuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e con Jonathan Winer che è stato Vice Assistente del Segretario di Stato americano per l'applicazione della legge internazionale nell'amministrazione Clinton e inviato Speciale per la Libia nell'amministrazione Obama.

Guerra del golfo, il mistero dei negoziati
Dopo i 28 punti dell'Ucraina e i 20 punti per Gaza, è arrivato l'elenco delle richieste di Donald Trump per la pace con la Repubblica Islamica; 15 punti che Teheran ha rimandato al mittente, dichiarando che "entrare in un processo di questo tipo con coloro che hanno violato gli accordi non è logico". Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento e con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.Sul fronte russo-ucraino, invece, due droni hanno sconfinato in Lettonia e in Estonia. Facciamo il punto con Henrik Praks, Senior Fellow dell'International Centre for Defense and Security di Tallinn.

Guerra del Golfo: il mistero dei colloqui con l'Iran
"Apra Hormuz in 48 ore o colpiremo le centrali nucleari". Dopo aver lanciato quest'ultimatum all'Iran, Donald Trump, nella giornata di ieri, è tornato sui suoi passi rinviando gli attacchi per via di "colloqui buoni e produttivi" in corso. L'Iran però avrebbe smentito qualsiasi tipo di contatto con l'amministrazione americana. Ne parliamo con Minoo Mirshavalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Lazar Berman, giornalista di The Times of Israel, Michael Milshtein, responsabile del Centro per gli studi palestinesi del Dayan Center dell'Università di Tel Aviv, Brian Katulis, Senior Fellow del Middle East Institute di Washington.

Francia al voto senza vincitori né vinti?
Il secondo turno delle elezioni locali in Francia è stato una vittoria per i Socialisti che hanno conquistato Parigi, Marsiglia, Lille e Lione. Il Rassemblement National non ha replicato il buon risultato del primo turno ma è riuscito a vincere in decine di piccoli comuni. Commentiamo con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi.Il presidente Donald Trump ha revocato a sorpresa un ultimatum lanciato tre giorni fa, riferendo di "discussioni molto positive in vista di una cessazione delle ostilità con l'Iran", che però avrebbe subito smentito. Ne parliamo con il colonnello Orio Giorgio Stirpe, ufficiale in congedo dell'esercito italiano, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.

Ieri il Consiglio europeo, ma dov'è l'Europa?
I rapporti tra i leader dell'Unione Europea e il primo ministro ungherese Viktor Orbán sono sempre più tesi, dopo il veto posto dal presidente ungherese al finanziamento di 90 miliardi destinato all'Ucraina. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.Israele continua a bombardare il Libano e punta a spingere Hezbollah oltre il fiume Litani. Sentiamo Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore in Libano, e Francesca Lazzari, responsabile AVSI dei progetti in Libano.

Al via il consiglio europeo
La politica estera entra nell'agenda del Consiglio europeo che si appresta a discutere di sostegno all'Ucraina, energia, allargamento e difesa europea. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'Ispi, e Antonella Scott, giornalista de Il Sole24Ore esperta di Russia.Le affermazioni contraddittorie di Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence nazionale, davanti alla Commissione per l'intelligence del Senato a Washington gettano un'ulteriore ombra sull'operato di Donald Trump e la scelta di entrare in guerra con l'Iran. Commentiamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia.

Guerra del Golfo: Usa imbottigliati, Nato in crisi
La guerra del Golfo si conferma un importante banco di prova per ordini e alleanze internazionali. Così l'aiuto negato nello Stretto di Hormuz è costato ai Paesi europei le critiche del presidente Donald Trump che è tornato a inveire contro la Nato "inutile e ingrata". Intanto, gli Stati Uniti continuano ad assestare colpi alla catena di comando iraniana mentre Israele intensifica gli attacchi nel Sud del Libano e a Beirut. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Filippo Dionigi, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali all'Università di Bristol, Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell'Ispi, e con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.

La guerra del Golfo: uccisi due leader iraniani
Nel diciottesimo giorno di guerra, Israele ha comunicato di avere ucciso Ali Larijani, tra i leader più in vista del regime iraniano ancora sopravvissuti. Oltre a lui, sarebbe morto in un altro attacco anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, responsabili della dura repressione contro i manifestanti antigovernativi. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Hormuz: la guerra di Trump e Bibi, la guerra di tutti
Il Regno Unito e la Germania hanno respinto l'eventualità di una missione della Nato per scortare le imbarcazioni in transito nello stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha chiesto aiuto anche ad altri alleati e alla Cina. Nemmeno l'Italia ha ceduto sulla missione Aspides. "La missione - ha dichiarato il ministro Tajani - resta difensiva e non può essere dirottata nello Stretto". Ne parliamo con Alessio Patalano, professore di War & Strategy al King's College di Londra, Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa, e con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.

Terza guerra del Golfo, 14esimo giorno
Sotto il caos più evidente scaturito da questa guerra, si intrecciano reazioni a catena che mettono in contatto le tensioni e i conflitti, rendendo la crisi globale più interconnessa di quanto sembri e ulteriormente pericolosa. A quattordici giorni dall'inizio della campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran, la nuova guerra mediorientale si sta allargando oltre i confini regionali. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Veronica Gennari, giornalista a Parigi, e con Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.

Guerra del Golfo: quando finirà?
Donald Trump pensava di applicare all'Iran la sua logica fatta di pragmatismo e soluzioni veloci. Eppure, l'Iran resiste e da filo da torcere agli avversari, nonostante gli attacchi praticamente ininterrotti da giorni. Secondo alcune fonti della Reuters, alcuni report redatti dall'intelligence americana parlerebbero di una "leadership iraniana ancora sostanzialmente intatta, che non rischia di crollare nell'immediato". Ne parliamo con Francesco Semprini, inviato a Erbil, lavora con La Stampa, Federica D'Andrea, operatrice WeWorld in Libano, e con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia, Università di Copenhagen.

Iran, nel mirino i Paesi del Golfo
In Medio Oriente c'era un'oasi di pace che oggi è bersaglio privilegiato dell'Iran. Fin dai primi giorni di guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, Qatar, Emirati Arabi, Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita hanno subito attacchi in corrispondenza delle basi americane ma anche di pozzi petroliferi e infrastrutture civili. Ma perché la monarchie del Golfo non rispondono? Ne abbiamo parlato con il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione ICSA, Eleonora Ardemagni, ricercatrice senior di Ispi, e con Sissi Bellomo, giornalista del Sole24Ore esperta di materie prime.

Iran, Zelensky offre aiuto contro i droni Shahed
Mentre si intensificano i bombardamenti contro l'Iran e il Libano, i protagonisti di un altro conflitto, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin osservano e studiano la prossima mossa. Così, da una parte, Putin sente il suo omologo americano al telefono e attende di trarre vantaggio dallo stop alle limitazioni sull'acquisto del petrolio russo, mentre Zelensky offre droni ed expertise ucraino ai Paesi del Golfo colpiti. Ne parliamo con Valeria Rando, giornalista freelance a Beirut, Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, e con Micol Flammini, giornalista del Foglio e autrice di "La cortina di vetro. Vecchie paure e nuovi confini. L'Europa dell'est oltre il passato sovietico" (Mondadori).

La guerra del petrolio, del gas e dell'acqua
Non solo i pozzi petroliferi. Nel mirino delle parti coinvolte nella guerra del Golfo, ora ci sono anche gli impianti di desalinizzazione dell'acqua. Perché l'acqua è una risorsa vitale e la sua assenza può mettere in seria difficoltà il nemico. Ne parliamo con Filippo Menga, professore di Geografia all'Università di Bergamo, Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Storia e Istituzioni dell'Asia occidentale presso Unitelma Sapienza, e con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations.

Libano: caos e bombe, la resa dei conti
Il 5 marzo il Libano è sprofondato nel caos a causa di un ordine di evacuazione di portata inedita diffuso dall'esercito israeliano. La situazione libanese è diversa da quella degli altri fronti di questa guerra regionale. L'accordo per il cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024 prevedeva il disarmo di Hezbollah, ma le autorità libanesi non hanno potuto applicarlo a causa del rifiuto della milizia sciita. Ne parliamo con Mauro Pompili, giornalista a Beirut, e con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po.

Guerra del Golfo: il fattore kurdo, il mistero azero
Secondo il Washington Post, Donald Trump avrebbe offerto "ampia copertura aerea" e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Nel frattempo, è giallo sui droni sull'aeroporto di Nakhchivan, exclave dell'Azerbaigian che si trova tra Iran, Armenia e Turchia. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore ora a Tel Aviv, Nello Del Gatto, nostro collaboratore a Gerusalemme, e con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

Guerra del Golfo: l'Iran e la strategia del caos
Dopo i Paesi del Golfo, oggi la Turchia viene in qualche modo "toccata" dal conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state infatti neutralizzate dalle unità della Nato, in quello che appare come uno scenario di guerra sempre più caotico. Ne parliamo con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali, Antonino Occhiuto, analista di Gulf States Analytics, e con Giampiero Massolo, direttore dell'Osservatorio sul rischio geopolitico - Università LUISS Guido Carli.