
Episode 16
La Musica di Ameria Radio del 7 gennaio 2021 - musiche di Anton Bruckner
A cura di Massimiliano SamsaAnton Bruckner (1824 - 1896) - Sinfonia n. 2 in do minore1.Moderato (do minore)2.Adagio. Feierlich, etwas bewegt (la bemolle maggiore)3.Scherzo: Mäßig schnell (do minore) - Trio: Gleiches Tempo (do maggiore)4.Finale: Ziemlich s
January 7, 20211h 2m
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Show Notes
A cura di Massimiliano Samsa
Anton Bruckner (1824 - 1896) - Sinfonia n. 2 in do minore
1.Moderato (do minore)
2.Adagio. Feierlich, etwas bewegt (la bemolle maggiore)
3.Scherzo: Mäßig schnell (do minore) - Trio: Gleiches Tempo (do maggiore)
4.Finale: Ziemlich schnell (do minore)
Prima versione: 1871 - 1872; Seconda versione: 1875 - 1876; Terza versione: 1877; Versione definitiva: 1891 - 1892
Prima esecuzione: Vienna, Großer Musikvereinsaal, 26 ottobre 1873
Dedica: Franz Liszt (Terza versione)
Berliner Philharmoniker
Herbert von Karajan, direttore
Come gran parte delle sinfonie di Bruckner, anche questa Seconda (ma, a rigore, Quarta contando anche la «scolastica» Sinfonia in fa minore e la declassata Sinfonia n. Zero) ha conosciuto diverse versioni. Realizzata fra l'ottobre 1871 e il settembre 1872, nel 1875 - 76 fu sottoposta a revisione radicale con l'aiuto di Johann von Herbeck; una terza versione fu ancora apprestata nel 1877 ed è in quest'ultima veste che l'opera viene normalmente eseguita. Nel momento in cui fu concepita, comunque, tale sinfonia segnava il ritorno ad una fase creativa più impegnata, dopo alcuni anni in cui Bruckner si era applicato a lavori di modeste dimensioni e di scarso significato. Rispetto alla Prima Sinfonia (1865 - 66), per certi aspetti questa Seconda rappresenta un passo indietro. L'influenza degli ambienti intellettuali viennesi, il timore di agire in contraddizione con lo spirito conservatore che governava gli esponenti della cultura accademica, la preoccupazione di rendere il proprio linguaggio eccessivamente difficile con una scrittura strumentale alla quale gli orchestrali del tempo non erano ancora abituati (l'esecuzione della Prima Sinfonia era risultata pessima proprio per le difficoltà tecniche che gli strumentisti avevano dovuto affrontare): tutto ciò deve aver contribuito, se non in misura determinante, certo in un modo abbastanza sensibile a paralizzare un poco il graduale movimento ascensionale dello stile bruckneriano. È caratteristico, ad esempio, il fatto che Bruckner si sia preoccupato di semplificare la logica del discorso strumentale ricorrendo all'espediente di ampie pause nel corso della suddivisione dei singoli elementi o apparati tematici (di qui il nome di Pausen-symphonie attribuitole). Ma una volta dichiarato il limite tecnico e giustificato in sede pratica l'espediente, l'artificio, Bruckner ha saputo egualmente agire in piena libertà, senza mortificare la sostanziale originalità del suo discorso. Si potrebbe dire, tutt'al più, che con la Seconda Sinfonia Bruckner ha scoperto un nuovo stato di equilibrio, un nuovo elemento calibratore del quale egli farà anche ampio uso in seguito.
Dal punto di vista costruttivo interessa particolarmente l'impiego di una larga periodizzazione tematica. Si osservi, ad esempio, l'ampia arcata del tema di apertura (che troverà una contropartita nella proposizione iniziale della Settima Sinfonia). Il tema non è soltanto concepito come idea fissa, che in seguito dovrà essere sviluppata seguendo un determinato ordine a discrezione del compositore, ma è subito enucleato nella sua fase di sviluppo, di permutazione, di logica amplificazione. In tal modo, la prospettiva tematica si allarga notevolmente, poiché è l'enunciazione stessa che nella sua ampiezza offre lo spunto per uno 'svolgimento' di proporzioni eccezionali.
L'atteggiamento generale della Seconda Sinfonia tende al lirico, al 'devozionale' con una predilezione quasi costante per elementi di derivazione popolare. Tale è il caso del secondo tema del primo movimento, un tema che è concepito in funzione polimelodica: il giuoco dei secondi violini ha sapore nettamente popolare e si riallaccia al tipo dello Jodel dell'Alta Austria, caro anche ad Haydn e a Schubert: nella sequenza ostinata di questo curioso ondeggiamento melodico s'inserisce il canto - o controcanto - dei violoncelli. Da questo...
Anton Bruckner (1824 - 1896) - Sinfonia n. 2 in do minore
1.Moderato (do minore)
2.Adagio. Feierlich, etwas bewegt (la bemolle maggiore)
3.Scherzo: Mäßig schnell (do minore) - Trio: Gleiches Tempo (do maggiore)
4.Finale: Ziemlich schnell (do minore)
Prima versione: 1871 - 1872; Seconda versione: 1875 - 1876; Terza versione: 1877; Versione definitiva: 1891 - 1892
Prima esecuzione: Vienna, Großer Musikvereinsaal, 26 ottobre 1873
Dedica: Franz Liszt (Terza versione)
Berliner Philharmoniker
Herbert von Karajan, direttore
Come gran parte delle sinfonie di Bruckner, anche questa Seconda (ma, a rigore, Quarta contando anche la «scolastica» Sinfonia in fa minore e la declassata Sinfonia n. Zero) ha conosciuto diverse versioni. Realizzata fra l'ottobre 1871 e il settembre 1872, nel 1875 - 76 fu sottoposta a revisione radicale con l'aiuto di Johann von Herbeck; una terza versione fu ancora apprestata nel 1877 ed è in quest'ultima veste che l'opera viene normalmente eseguita. Nel momento in cui fu concepita, comunque, tale sinfonia segnava il ritorno ad una fase creativa più impegnata, dopo alcuni anni in cui Bruckner si era applicato a lavori di modeste dimensioni e di scarso significato. Rispetto alla Prima Sinfonia (1865 - 66), per certi aspetti questa Seconda rappresenta un passo indietro. L'influenza degli ambienti intellettuali viennesi, il timore di agire in contraddizione con lo spirito conservatore che governava gli esponenti della cultura accademica, la preoccupazione di rendere il proprio linguaggio eccessivamente difficile con una scrittura strumentale alla quale gli orchestrali del tempo non erano ancora abituati (l'esecuzione della Prima Sinfonia era risultata pessima proprio per le difficoltà tecniche che gli strumentisti avevano dovuto affrontare): tutto ciò deve aver contribuito, se non in misura determinante, certo in un modo abbastanza sensibile a paralizzare un poco il graduale movimento ascensionale dello stile bruckneriano. È caratteristico, ad esempio, il fatto che Bruckner si sia preoccupato di semplificare la logica del discorso strumentale ricorrendo all'espediente di ampie pause nel corso della suddivisione dei singoli elementi o apparati tematici (di qui il nome di Pausen-symphonie attribuitole). Ma una volta dichiarato il limite tecnico e giustificato in sede pratica l'espediente, l'artificio, Bruckner ha saputo egualmente agire in piena libertà, senza mortificare la sostanziale originalità del suo discorso. Si potrebbe dire, tutt'al più, che con la Seconda Sinfonia Bruckner ha scoperto un nuovo stato di equilibrio, un nuovo elemento calibratore del quale egli farà anche ampio uso in seguito.
Dal punto di vista costruttivo interessa particolarmente l'impiego di una larga periodizzazione tematica. Si osservi, ad esempio, l'ampia arcata del tema di apertura (che troverà una contropartita nella proposizione iniziale della Settima Sinfonia). Il tema non è soltanto concepito come idea fissa, che in seguito dovrà essere sviluppata seguendo un determinato ordine a discrezione del compositore, ma è subito enucleato nella sua fase di sviluppo, di permutazione, di logica amplificazione. In tal modo, la prospettiva tematica si allarga notevolmente, poiché è l'enunciazione stessa che nella sua ampiezza offre lo spunto per uno 'svolgimento' di proporzioni eccezionali.
L'atteggiamento generale della Seconda Sinfonia tende al lirico, al 'devozionale' con una predilezione quasi costante per elementi di derivazione popolare. Tale è il caso del secondo tema del primo movimento, un tema che è concepito in funzione polimelodica: il giuoco dei secondi violini ha sapore nettamente popolare e si riallaccia al tipo dello Jodel dell'Alta Austria, caro anche ad Haydn e a Schubert: nella sequenza ostinata di questo curioso ondeggiamento melodico s'inserisce il canto - o controcanto - dei violoncelli. Da questo...
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